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Il controllo del territorio passa innanzitutto nel dare prospettive di lavoro ed un futuro certo, ai giovani disagiati di questo nostro paese!!!

Quante chiacchiere sento dai nostri politici, da una parte delle nostre istituzioni, da quanti dovrebbero contribuire a realizzare quelle indispensabili modifiche legislative, ma credetemi, non lo dico per fare la solita critica sterile a chi non prova mai a cambiare, no… quanto desidero esprimere è dentro me e rappresenta il profondo disagio di chi non vede alcun mutamento delle condizioni sociali, in particolare per quei luoghi a rischio, dove la criminalità organizzata trova i suoi più giovani seguaci…
Lo Stato contro la mafia“!!! Già… ma qual é l’offerta di entrambi ai nostri ragazzi, parlo di quelli che vivono in quei quartieri disagiati a modello “Gomorra”, cosa propone l’una e cosa l’altra, quale prospettiva viene data loro e quale scelta faranno nel decidere il proprio futuro???

Ecco pensando a quanto sopra, mi vorrei ricollegare a un noto dialogo tra il boss Pietro Aglieri e il giudice Alfonso Sabella; quest’ultimo infatti, durante un interrogatorio aveva provato a convincere il boss a collaborare con la giustizia; ma ecco che egli nel rifiutare quell’offerta, offre al magistrato una spiegazione su quanto accade in quei luoghi, che ci fa comprendere il perché di certe decisioni o di talune scelte che dir si vuole: “Vede dottore, quando voi venite nelle nostre scuole a parlare di legalità, di giustizia, di rispetto delle regole, di civile convivenza, i nostri ragazzi vi ascoltano e vi seguono. Ma quando quegli stessi ragazzi diventano maggiorenni e cercano un lavoro, una casa, una assistenza economica, sanitaria, a chi trovano??? A voi o a noi? Dottore, la verità…??? Trovano a noi, e solo a noi!!! Lei… si Lei che è come me siciliano, lo sa bene che è così… Mi dica quindi, cosa collaboro a fare allora???  Per fare arrestare qualche padre di famiglia o per farvi trovare qualche pistola arrugginita??? Cosa potrebbe cambiare se vi dicessi quello che volete sapere di me???”.

Il problema difatti è questo, ma ahimè rappresenta anche ciò che non si vuol cambiare, perché come ho scritto più volte in questo mio blog, la mafia fa comodo a molti, troppi, già… a tutti coloro che grazie ad essa “campano” e non mi riferisco ai suoi affiliati, no… parlo di coloro che dichiarano di contrastarla e di quanti viceversa professionalmente si nutrono di essa!!!

Ecco perché il controllo del territorio è demandato a quell’associazione criminale, in quanto senza la mafia non ci sarebbero dall’altra parte loro, migliaia e migliaia d’individui e professionisti, che ogni mese – con la scusa del contrasto – percepiscono un congruo stipendio o parcella, convincendo altresì tutti noi, grazie anche alcuni media asserviti, della necessita della loro presenza, l’esserci quindi a tutti i costi per assicurarci sicurezza, legalità e soprattutto giustizia…

Ma… basterebbe semplicemente distruggere (una volta e per tutte) qualsivoglia concetto di mafia, l’idea stessa che essa possa esistere, si tratta semplicemente di mettere in pratica poche regole, incontestabili, ma soprattutto incontrovertibili e non come abbiamo visto fare in questi trent’anni dai nostri governi nazionali, dai suoi politici e ahimè anche da una parte delle Istituzioni!!!

D’altronde basti rivedere negli anni quanto accaduto, quei continui ribaltoni, accomodamenti, dibattiti, tentennamenti, che hanno di volta in volta evidenziato o quantomeno dato l’impressione di uno Stato debole, già… di uno Stato che si è piegato alle logiche del ricatto – chissà forse per evitare la divulgazione di documenti infamanti, quali potrebbero essere stati quelli della “trattativa Stato-mafia” – dimenticando, ma soprattutto offendendo, tutte quelle vittime che hanno donato la propria vita per questo ingrato Paese!!!

La mafia esiste grazie alla politica, alla massoneria, ma soprattutto al sostegno di quegli imprenditori collusi!!!

La mafia più pericolosa non è quella di strada, quella che quotidianamente conosciamo grazie a quegli affiliati che di volta in volta vengono arrestati (e poi ahimè celermente scagionati…), quelli delle piazze di spaccio, quelli delle rapine e dei furti, del pizzo quando “autorizzato”, quelli delle scommesse clandestine o quelle che si occupano di contrabbando, oppure, quelli ancora che si adoperano ogni giorno nella vendita dei prodotti contraffatti…

No, quella se pur deleteria rappresenta la mafia dei poveri, quella di livello inferiore, potremmo definirla di bassa statura…

Quella viceversa più pericolosa è quella che non si vede, quella che ha consentito ai suoi capi di sopravvivere, di rendersi latitanti per molto tempo, di difendersi dal contrasto dello Stato in particolare quando quest’ultimo ha provato seriamente a far valere la propria forza…

Ecco perché vanno ricercate in quelle proprie capacità le armi per sconfiggerla, iniziando demolendo quei rapporti consolidati con professionisti esterni, funzionari pubblici, massoni, politici e come riportavo nel titolo del post con quegli imprenditori che si sono da tempo messi a disposizione di quell’associazione, perché da lì che si veicola il denaro proveniente dalle attività illegali, lo stesso che attraverso queste attività commerciali e/o imprese, viene costantemente riciclato.

Perché il denaro la chiave di tutto, con esso si aprono tutte le porte, anche quelle che sembrano a prima vista sigillate ed è attraverso il denaro che si giunge al potere ed al controllo del territorio, questo concretizzato da rapporti esterni, in particolare mi riferisco a quelli della politica, tanto da rappresentare quest’ultimo l’anello di congiunzione, indispensabile per effettuare ogni loro business!!!

Parliamo di una “mafia 3.0”, un’associazione criminale impegnata principalmente nell’accumulazione di denaro, per poi investirlo in nuove proprietà e/o attività legali…

Ecco perché negli anni cosa-nostra ha modificato le proprie metodologie coercitive, vedasi ad esempio l’imposizione del pizzo; nel territorio in cui opera essa non ricorre più – a esclusione di quelle significanti holding e/o società – a quella odiosa tangente, ma bensì  fa in modo che quella imprenditoria, diventi con il passar del tempo socia in affari, attraverso nuovi soggetti dal pedigree limpido, direttamente o indirettamente legato a quella associazione in qualità di affiliato o anche di mero prestanome!!!

E’ finito il tempo in cui cosa-nostra era rapace e parassita, imponendo i propri diktat, ora mira ad un nuovo rapporto di collaborazione, dove i problemi vengono risolti da entrambe le parti in gioco, anzi cosa-nostra interviene con finanziamenti propri, affinché quell’attività – a prima vista “legale” – possa crescere e svilupparsi… 

Un vero e proprio sodalizio, un legame che porta profitti e che attraverso quella crescita economica, porta benefici finanziari ad entrambi le parti… 

Peraltro va ricordato come fare “impresa” non significa esclusivamente crescita e ricchezza, no… essa è iniziativa, fatica, difficoltà, sforzi, ma soprattutto sostegno, sì… nel voler aiutare la comunità creando posti di lavoro, perché quest’ultimi si sa, forniranno quel bramato consenso, che alimenterà al momento opportuno, quel necessario sostegno al politico prescelto, perché proprio su quel diffuso consenso e sulle relazioni esterne, che si basa tutta l’essenza della mafia stessa!!!

Ecco perché necessario per lo Stato recidere quei legami, altrimenti qualsivoglia scontro con quell’associazione criminale, condurrà sempre – nonostante l’esito favorevole, concreto e positivo – a vittorie parziali, mai risolutive, tali da permettere nuovamente a quei tentacoli di potersi in breve… ricostituire!!!

Ed eccoci allora nuovamente… al punto di partenza!!!

Sulla base del principio di presunzione di innocenza, l’eventuale colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine, sarà definitivamente accertata solo ove interverrà sentenza irrevocabile di condanna.

Con il D.lgs. n. 188/2021, presunzione d’innocenza, ecco cosa cambia… 

Dal 14 dicembre 2021 è in vigore il d.lgs. n. 188/2021 che, recependo una Direttiva UE, introduce alcune disposizioni tese al rafforzamento della «presunzione d’innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali».

In ordine al primo aspetto, il fulcro del decreto consiste nella disciplina relativa alla diffusione delle informazioni riguardanti i procedimenti penali e gli atti di indagine.

In tal senso, l’art. 2 dispone che «è fatto divieto alle autorità pubbliche di indicare pubblicamente come colpevole la persona sottoposta a indagini o l’imputato fino a quando la colpevolezza non è stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili».

In caso di violazione del divieto l’interessato, oltre ad avere diritto al risarcimento del danno, può chiedere la rettifica della dichiarazione e, in caso di inottemperanza dell’autorità, può agire ex art. 700 c.p.c., chiedendo al tribunale di disporre la pubblicazione della rettifica.

Va precisato che il divieto è rivolto alle autorità pubbliche in generale e quindi, oltre ai magistrati, a qualsiasi autorità investita di potestà pubblicistiche.

Dunque, ai funzionari pubblici e agli esponenti della politica non saranno più consentite esternazioni sulle indagini in corso nelle quali un indagato venga additato come colpevole.

Per converso, posto che l’art. 2 non riguarda i privati ed in particolare gli organi di informazione, il decreto non incide direttamente sul fenomeno dei processi mediatici. Inoltre, il provvedimento inserisce alcune rilevanti novità nel testo dell’art. 5 del vigente d.lgs. n. 106/2006.

Detto articolo, dispone che i rapporti con gli organi di informazione competono esclusivamente al procuratore della Repubblica o a un magistrato dell’ufficio appositamente delegato.

L’art. 3 del nuovo decreto aggiunge che la diffusione di notizie può avvenire esclusivamente attraverso comunicati ufficiali o tramite conferenze stampa e a condizione che «risulti strettamente necessaria per la prosecuzione delle indagini» o ricorrano «altre specifiche ragioni di interesse pubblico».

La decisione di procedere a conferenza stampa, comunque, è assunta con atto motivato «in ordine alle specifiche ragioni di pubblico interesse che la giustificano».

Gli ufficiali di polizia giudiziaria possono fornire informazioni, con le medesime modalità, sugli atti di indagine compiuti soltanto se autorizzati dal procuratore con atto motivato.

Al di fuori di questi canali ufficiali, non è consentito dare ulteriori notizie ai cronisti. In ogni caso, le informazioni devono essere diramate in modo da assicurare alla persona sottoposta ad indagini o all’imputato il diritto «a non essere indicati come colpevoli» fino a quando la colpevolezza non sia stata definitivamente accertata. Infine, il comma 3-ter precisa che nei comunicati stampa e nelle conferenze è fatto divieto «di assegnare ai procedimenti pendenti denominazioni lesive della presunzione di innocenza».

In pratica, nei comunicati ufficiali i procedimenti non potranno più essere denominati con appellativi dal tenore colpevolista. Anche in questo caso, la norma non si rivolge agli organi di stampa, ma l’attribuzione alle inchieste di nomignoli denigratori espone, d’ora in poi, i giornalisti ad un maggiore rischio di incorrere in azioni legali. Si osserva che rispetto a quanto era già stabilito dall’art. 5 del d.lgs. n. 106/2006, il nuovo decreto non ha apportato novità radicali, fatto salvo il divieto di intitolare le inchieste giudiziarie con denominazioni scandalistiche.

Criticabile, inoltre, è stata la scelta di legittimare le conferenze stampa e quella di lasciare un eccessivo margine di discrezionalità ai procuratori i quali possono consentire la diffusione delle informazioni sul generico presupposto delle “ragioni di interesse pubblico”.

Tuttavia, il decreto è espressione di un’importante presa di posizione culturale. Infatti, gli artt. 114 e 329 c.p.p., in tema di divieto di pubblicazione di atti e di obbligo del segreto, sono finalizzati a impedire che la divulgazione di notizie rechi nocumento alle indagini in corso e al contempo a evitare che il giudice del dibattimento possa essere influenzato nella propria decisione.

Quanto al d. lgs. n. 106/2006, il cui citato art. 5 è rimasto sinora lettera morta, la sua originaria ratio era quella di precisare le regole di condotta all’interno degli uffici del pubblico ministero nel rispetto dei rapporti gerarchici. Il nuovo decreto, invece, è il segno di un cambiamento storico posto che il suo scopo è dichiaratamente quello di tutelare la persona indagata o imputata.

Per la prima volta, è stato sancito il diritto dell’indagato a non subire la spettacolarizzazione dell’indagine che, di per sé, lede la reputazione e compromette la serenità della difesa. Il provvedimento rappresenta quindi un deciso passo in avanti verso la concreta attuazione del principio, non solo europeo ma anche costituzionale, della presunzione d’innocenza.

6 Dicembre, San "Nicola": potrei fare un elenco dei miracoli compiuti…

No… non mi riferisco ai miracoli in senso stretto, cioè a tutti quei prodigi a carattere religioso a cui la maggior parte dei credenti confida, no… non è quella la peculiare facoltà di questo “Santo”, quella cioè di essere taumaturgo…

Il santo a cui mi riferisco non ha nulla a che fare con la ricorrenza di quel San Nicola che cade proprio il 6 dicembre e che porta in diversi luoghi della Campania ad accendere dei falò affinché il Santo porti prosperità e benessere a tutta la comunità.

No… il San Nicola di cui parlo non è quel vescovo dell’Asia Minore le cui spoglie furono traslate a Bari e dove in suo onore venne costruita una magnifica cattedrale, come d’altronde non è il moderno “Santa Claus” dei paesi anglofoni che altro non è che la derivazione dall’olandese di San Nicola…

Già… il san “Nicola” di cui parlo potrebbe avere delle similitudini con il protettore di quelle “ragazze da marito”, lo stesso che a Castelvetere in Val Fortore vicino Benevento, viene invocato dalla ragazze che vogliono trovare un fidanzato e che nel corso della processione del 6 dicembre offrono a quel loro protettore i cosiddetti “pani di san Nicola”.

Si… una cosa posso dirla, questo chiamiamolo “santo” di miracoli ne ha fatti tanti, già sono tante le ragazze che gli devono molto, purtroppo come sempre avviene in questi casi, a miracolo ottenuto, ci si è dimenticati e con il tempo di quel “santo” si è fatto di tutto per escluderlo dalla propria ente…

D’altronde qualcuno lo descrive ancora come birichino, qualcun’altra lo ricorda poco angelo e un po’ più demone, ma alla fine quanto gli è stato chiesto, quanto si desiderava ricevere, ecco a quelle richieste (volute o desiderate…) quel santo ha mantenuto le aspettative, e forse se oggi molte di loro hanno trovato quel po’ di serenità desiderata, sicuramente molte di esse, lo devono proprio a quel san “Nicola”…   

Cosa aggiungere, grande generosità di sentimenti (e non solo…) hanno accompagnato la sua vita, egli come un principe ha saputo rivelare grande altruismo, assoluta liberalità e forte abnegazione…

Egli difatti come quel santo certamente più famoso, ha ricordato con le proprie azioni quanto compiuto a tre fanciulle, il cui padre non disponendo dei denari della dote le aveva destinate alla prostituzione: San Nicola comprendendo quanto stava per accadere, passò di notte vicino alla loro casa e gettò al loro interno tre sacchetti, sì… pieni di monete d’oro, perché esse potessero sposarsi onorevolmente.

Se state cercate un miracolo… sì, forse siete nella pagina giusta!!!

Ispettore del lavoro a Siracusa: indagato per corruzione, concussione e rivelazione di segreto d'ufficio.

La Guardia di Finanza ha emesso i provvedimenti ordinati dal gip. 

Dall’inchiesta sembra sia emerso che l’Ispettore avesse ottenuto assunzioni di personale ed altri favori dalle aziende private alle quali faceva i controlli, sorvolando sulle irregolarità riscontrate.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Siracusa, avrebbero svelato l’esistenza di un “consolidato circuito corruttivo, alimentato da solidi legami di amicizia che univano corrotti e corruttori“. 

Difatti, sono stati altresì notificati tre provvedimenti interdittivi della durata di un anno nei confronti di due imprenditori di Siracusa nel settore della vigilanza privata (divieti di esercitare uffici direttivi presso persone giuridiche e imprese) e di un consulente del lavoro (divieto di esercitare la professione) che avrebbero assicurato l’assunzione del personale segnalato dal dirigente dell’Ispettorato.

I militari delle Fiamme Gialle della Compagnia di Noto avrebbero scoperto episodi di corruzione, concussione e rivelazione di segreto d’ufficio di dirigenti e funzionari dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Siracusa i quali “in cambio di utilità di varia natura, avrebbero condizionato la pianificazione o l’esito delle attività ispettive in favore di diversi soggetti economici“.

D’altronde perché meravigliarsi, è da tempo infatti che ormai non mi meraviglio più di nulla, peraltro quanto sopra potrebbe sembrare a molti un caso isolato, mentre di fatto rappresenta qualcosa di generalizzato e prosegue per l’appunto quella quotidiana metodologia di cui avevo scritto proprio ieri e dire che vi è qualcuno ancora in questo Paese che vorrebbe farci credere (o ancor peggio illuderci) che qualcosa stia finalmente cambiando, ma la verità e che nulla di ciò è vero!!!

Ci vediamo alla prossima inchiesta: tranquilli… sono certo che avverrà ancor prima che Voi possiate leggere il mio prossimo post!!!

Ho come la sensazione che la capacita dello Stato di prevenire i reati, non si sia mai evoluta!!!

Non so voi, ma il sottoscritto in questi trent’anni non ha visto alcun cambiamento positivo per quanto concerne la crescita di legalità…
Nel chiarire meglio questo concetto, ho come la percezione che le azioni adottate dalle nostre Istituzioni nei confronti della criminalità organizzata, non abbiano  portato a una concreta riduzione dei reati nel nostro Paese.

Già… quel cosiddetto “contrasto” alla illegalità, non ha determinato nei fatti quel cambiamento radicale tanto desiderato, in particolare nelle coscienze dei cittadini, come d’altro canto potrei dire che le dotazioni tecnologiche poste in campo dalle forze dell’ordine, non hanno minimamente spostato in modo ragguardevole o quantomeno decisivo (a favore proprio di quest’ultimi) gli equilibri posti in campo, dimostrando che quanto utilizzato dalla struttura delinquenziale nell’esercizio delle proprie funzioni, è rimasto inalterato!!!

Viceversa mi è sembrato che con il passar degli anni, i reati siano aumentati ed abbiano coinvolto sempre più settori, anche quelli che prima venivano da quell’associazione criminale scartati; viceversa, posso affermare che vi è stata una rilevante riduzione nel contrasto alla criminalità organizzata, dove – a esclusione del periodo buio vissuto nel periodo delle stragi – ho visto affrontare (dai vari governi nazionali) in maniera certamente labile, quella necessaria intransigenza!!!

Quei fatti gravi, hanno provocato nella società civile un’atteggiamento di sfida e di dissenso, già… quel momento storico ha alimentato un’intensa energia emotiva, la stessa che è stata capace d’influenzare le decisioni del governo, obbligando quest’ultimo a un cambio di rotta, considerato peraltro l’inerzia fino ad allora adottata da tutti i governi nazionali, gli stessi che proprio sulla “giustizia” hanno evidenziato ancora oggi d’aver miseramente fallito!!!

D’altronde fateci caso, i Tg nazionali non aprono più le loro edizioni parlando di reati, di corruzione nella pubblica amministrazione, di tangenti negli appalti, di politici corrotti, nessuno più si preoccupa dei fondi esigui destinati alla sicurezza o al controllo del territorio nel nostro paese… 

Il pensiero generale è quello che: “Va bene così… d’altronde ciò che si può fare si fa, il resto… va da se”!!!

Ok al decreto di salvaguardia per la raffineria siciliana Lukoil di Priolo.

E’ stato approvato dal Cdm il decreto per il salvataggio della raffineria siciliana Lukoil di Priolo, in provincia di Siracusa. Il via libera è arrivato all’unanimità. 

Il decreto prevede una “amministrazione temporanea” per lo stabilimento. Questo permetterà di garantire la continuità operativa, dopo che lunedì scatteranno le sanzioni Ue sul petrolio russo. E’ prevista anche la nomina di un commissario ministeriale che potrà essere incaricato per 12 mesi, prorogabili per altri 12.

Il decreto si compone di due parti: da un lato, viene spiegato, si interviene nel settore degli idrocarburi per ” assicurare continuità produttiva e la sicurezza degli approvvigionamenti” attraverso “le procedure di amministrazione temporanea”. 

Dall’altra si prevedono “misure compensative” che si possono attivare a sostegno delle imprese destinatarie delle misure di Golden Power, sulla base di specifiche richieste.

L’amministrazione temporanea può durare per 12 mesi ed è rinnovabile solo una volta per altri 12. Le disposizioni saranno valide fino al 30 giugno 2023. 

Le richieste potranno essere avanzate entro giugno 2023 ma in assenza di domanda il governo, perseguendo “l’interesse nazionale” potrà disporre comunque l’amministrazione temporanea attraverso un decreto ministeriale del Mimit, Mef e Mase.

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime “soddisfazione” per l’approvazione del decreto. “Una norma – sottolinea una nota di Palazzo Chigi – con la quale il governo interviene, tra l’altro, per garantire la continuità del lavoro nella raffineria di Priolo che impiega con l’indotto circa 10mila persone. 

Scopo dell’intervento d’urgenza è tutelare al tempo stesso un nodo energetico strategico nazionale e i livelli occupazionali.

Bonus Facciate e Bonus Ristrutturazioni, per lavori mai seguiti!!!

Avevo già parlato di truffe sui superbonus o sui bonus facciate  

http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/12/superbonus-110-truffato-un-condominio.html

Ecco ora scoprire come l’autorità giudiziaria abbia disposto nuovi sequestro preventivo di denaro, beni e assetti societari in misura equivalente ai profitto degli eventuali reati perpetrato…

Il provvedimento è stato emesso dopo un’articolata indagine che, tramite i dati estratti dalla Piattaforma cessione crediti dell’Agenzia delle entrate ed una approfondita analisi della documentazione bancaria ed una raccolta di testimonianze, ha portato alla luce il complesso meccanismo fraudolento con cui è stata perpetrata la truffa allo Stato, seguito da un accertato auto-riciclaggio di oltre 57 milioni di euro.

“Bonus Facciate e Bonus Ristrutturazioni”, in realtà mai avvenuti!!!

Grazie difatti ai successivi accertamenti, sono state rilevate due principali modalità di esecuzione della frode: in primo luogo è stato individuato un imprenditore che attraverso diverse società a lui riconducibili, abbia falsamente attestato di aver ricevuto molteplici lavori di ristrutturazione edilizia da proprie società o da altri imprenditori (compiacenti), che di fatto, avevano acquistato oltre 43 milioni di euro di crediti d’imposta mediante l’opzione dello “sconto in fattura”; inoltre è stato accertato che lo stesso imprenditore, unitamente a un complice, avesse effettuato centinaia di comunicazioni dell’opzione relativa agli interventi di recupero e restauro edilizio, in realtà mai avvenuti, sulla piattaforma dell’Agenzia delle entrate per conto di altre persone proprietarie di immobili, dichiarandosene erede e trasferendo circa 72 milioni di euro di crediti d’imposta fittizi sui cassetti fiscali delle proprie società. I successivi riscontri hanno permesso di accertare che i proprietari degli immobili inseriti nella piattaforma sono in realtà tutti ancora in vita e all’oscuro di tali operazioni.

I bonus si sostanziano nel riconoscimento di una detrazione, di importo variabile a seconda della tipologia, commisurata alle spese documentate per interventi di recupero/restauro degli edifici esistenti o, in particolare, delle facciate. 

I cittadini o le imprese aventi disponibilità di immobili, a seguito degli interventi edilizi, possono fruire direttamente della detrazione maturata, beneficiandone nei dieci anni successivi. Tuttavia, il decreto Rilancio ha previsto, dal 2020, la possibilità di usufruire dei bonus optando alternativamente per un contributo di ammontare pari alla detrazione spettante, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore che ha effettuato gli interventi (cosiddetto sconto in fattura), ovvero, la cessione a terzi del credito corrispondente alla detrazione maturata.

Nel caso oggetto d’indagine, una volta creati, attraverso la falsa attestazione di lavori mai eseguiti, i crediti fittizi sono stati oggetto di ripetute cessioni a terzi per consentire poi la monetizzazione presso intermediari finanziari del “bonus” e la successiva dispersione del profitto del reato. In tal modo, gli indagati si sono assicurati i proventi illeciti che sono stati in gran parte auto-riciclati per oltre 57 milioni di euro, così da far perdere ogni traccia delle origini fraudolente di tali risorse economiche.

Per queste ragioni, su proposta della locale Procura, il gip ha anche disposto il sequestro preventivo, nonché il blocco sul portale dell’Agenzia delle entrate dei crediti compensabili nei cassetti fiscali riconducibili a 24 imprese, risultate cessionari finali dei fittizi crediti di imposta.

Certo, scoprire come le risorse per il rilancio dell’economia del nostro Paese vengano costantemente sgraffignate da tutta una serie di meccanismi illegali, fa comprendere come non bisogna mai abbassare la guardia, perché c’è chi – ogni giorno – prova a defraudare quelle importanti potenzialità finanziare,  indispensabili per far crescere il nostro Paese, ma soprattutto per sostenere l’attività economica delle  nostre imprese ed aiutarle ad uscire in maniera celere, da questa crisi profonda che perdura ormai da troppo tempo!!! 

PNRR: ritardi e infiltrazioni – (parte seconda)

Come riportavo nel precedente post, la comprovata abilità di “cosa nostra” ha dato il via a tutta una serie d’infiltrazione in particolare nei settori chiave degli apparati che riguardano lo Stato, alla luce dei finanziamenti pubblici che stanno per giungere o già stanziati per rilanciare l’economia del Paese…

Nessuno lo dice, ma la verità è che l’economia legale è già sotto attacco, sì… da parte della criminalità organizzata, la stessa che negli ultimi vent’anni si è dimostrata capace di intercettare milioni di euro di quei fondi strutturali e di investimento europei, posti a sostegno dell’economia nazionale, non soltanto per le misure previste, ma anche per quelle in via di adozione. 

Questi fondi infatti, rappresentano lo strumento principale della politica degli investimenti dell’Unione europea per favorire la crescita economica ed occupazionale degli stati membri e delle loro regioni, ma non solo, essi addirittura mirano alla cooperazione territoriale; comunque, nello specifico troviamo in modo articolati cinque fondi e precisamente: il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo, il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

Su ciascuno di quei fondi abbiamo visto attraverso le varie inchieste giudiziarie, come talune associazioni criminali vi abbiano già messo le mani, facendo sparire milioni e milioni di euro… 

D’altronde anche le risorse da impiegarsi nell’ambito del NextGeneration UE sono state inviolate e vedrete come tra qualche anno scopriremo come quei fondi destinati al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, sono stati illegalmente sottratti…

La minaccia in tal senso è indubbia ed è rappresentata dalla inclinazione dei propri affiliati, gli stessi che sono capaci di avvicinare e infiltrare i propri uomini in quell’area grigia che annovera al suo interno, professionisti compiacenti e pubblici dipendenti infedeli, ciascuno in grado di consentire l’inquinamento di quei settore chiave e il cuore stesso della cosa pubblica.

Da quanto sopra descritto si comprende come la “mafia” abbia saputo mutare la propria natura violenta in qualcosa di diverso, di più manageriale, parliamo di una nuova “mafia” affaristica che si avvale di società di comodo e soprattutto d’imprenditori compiacenti (o quantomeno assoggettati..) e che continua a confermare il proprio interesse su tutti i settori nevralgici per l’economia del sud del Paese…

PNRR: l’infiltrazione economico-finanziaria di "cosa-nostra" è già iniziata!!!

Leggo ancora oggi qualcuno parlare di mafia come di un’organizzazione criminale che pretende con l’uso della violenza d’imporre alla società civile la propria forza…

Ascoltando quelle dichiarazioni di taluni esponenti istituzionali, comprendo quanto essi siano distanti dal comprendere quell’oscuro apparato che viceversa, dimostra di procedere in maniera celere e soprattutto rispettata, per essere di supporto a quanti non trovano risposta o ausilio, alle decisioni compiute dal governo nazionale…

Già… perché esso non rappresenta più quel modello sviluppatosi – in negativo – negli anni 90, attraverso una serie di azioni coercitive imposte allora dal capo dei capi corleonesi, il quale pretendeva – dalle diverse organizzazioni criminali – di manifestare ovunque la propria forza…

Oggi “cosa nostra” appare sempre meno legata a quel tipo di dimostrazione brutale, negli anni infatti essa ha rivolto le proprie attenzioni in nuove attività economico-finanziaria, investendo parte dei propri proventi (illeciti) in nuove società dall’aspetto cristallino, raggiungendo in pochi anni, una crescita ragguardevole e un patrimonio interessante. 

E’ tempo quindi per il governo e le forze dell’ordine di cogliere tempestivamente quei segnali che definiscono le linee guida della nuova mafia, affinché le istituzioni ed i suoi uomini più audaci, possano indirizzare verso un livello adeguato quel necessario contrasto, tale da assicurare una protezione efficace definitiva, attraverso metodologie sia preventive che giudiziarie.

Da tale analisi si potranno infatti individuare nuovi sodalizi in atto per consolidare il controllo del territorio, ma soprattutto analizzare quelle strategie d’infiltrazione nel tessuto economico e finanziario del Paese, in particolare in quelle regioni del Sud, interessate ora dai previsti finanziamenti pubblici connessi al PNRR. 

Ecco quindi porre in essere tutta una serie di manovre, per dotarsi di strumenti idonei ad intercettare quei finanziamenti pubblici; si prova attraverso i propri referenti “corrotti” d’inquinare l’economia sana delle regioni, per riuscire in maniera illecita ad accumulare gran parte di quella ricchezza e ponendo di fatto in croce, quel po’ d’imprenditoria ancora presente e sana che, a causa dell’attuale crisi economica, sta ormai implodendo. 

Ecco perché risulta di fondamentale importanza comprendere quali siano gli intrecci che legano quelle organizzazioni mafiose ad una serie d’imprese colluse, dall’immagine legale, già… come riportava quel film “al di sopra di ogni sospetto” e con a capo un mero prestanome che ovviamente nulla ha che perdere…

Parliamo di società che si sono progredite negli anni, d’altro canto va detto come quei loro referenti non ragionano più in maniera parassitaria…

Sì… sono finiti i tempi “mordi e fuggi”, ora si pensa alla grande, si sfruttano nuovi business e ci si infiltra in quel mondo produttivo intrecciando rapporti di collaborazione con professionisti e funzionari “corrotti”, la cui influenza è determinante per massimizzare quelle infiltrazioni e ricavare da quel mondo viziato della politica i maggiori benefici…

Ecco quindi venirsi a creare una concorrenza sleale tra chi utilizza (per la propria crescita societaria) il proprio capitale umano e l’esperienza accumulata nel corso di generazioni e chi viceversa fa uso di finanziamenti esterni (derivanti questi dal reinvestimento dei proventi illeciti attraverso transazioni finanziarie solitamente concluse oltre confine) che entrano a far parte del capitale societario, diventando nuova linfa, per potersi impadronire di quanto in circolazione…

 FINE PRIMA PARTE

W.J. Durant: “Le civiltà esistono per consenso geologico, soggette a cambiamento senza preavviso”!!!

Con questa frase, W.J. Durant, ha voluto raffigurare quanto le caratteristiche geologiche condizionino in maniera determinata la presenza umana e il suo benessere nel territorio. 

La prosperità infatti di talune regioni rispetto ad altre, è caratterizzata principalmente da una bassa pericolosità naturale, viceversa, le zone che vengono maggiormente coinvolte in eventi catastrofici come ad esempio inondazioni, faticano a far progredire sia culturalmente che economicamente quel loro territorio.

I fenomeni naturali ahimè mutano quelle condizioni di benessere in quanto trasformano da risorsa a rischio quella variabile che giunge con il passar del tempo a diventare danno. 

Ecco quindi che ciò che poteva essere una risorsa idrica a seguito di una regolare precipitazione atmosferica, diventa improvvisamente una catastrofe, con vittime e desolazione…

D’altronde i mancati controlli nel nostro paese, seguiti da una sfrenata cementificazione hanno determinato quale conseguenza l’impermeabilizzazione del suolo e ciò ha aumentato in maniera considerevole il rischio di alluvionamento.

Sono difatti migliaia le vittime decedute a causa di frane ed alluvioni nel nostro paese, ma quanto accaduto negli anni a poco è servito per mettere in pratica un programma d’intervento ed una una corretta pianificazioni territoriale, con la definizione, regione per regione, di tutti quei fenomeni di dissesto in atto e quelli eventualmente potenziali.

Vorrei infine ricordare come le linee di programmazione per gli interventi necessari al ripristino dell’assetto idraulico, volte quest’ultime alla eliminazione di quelle condizioni da dissesto idrogeologico esistono da tempo, si tratta quindi semplicemente di metterle in pratica, affinché non ci ritrovi, ancora una volta, a dover piangere le vittime innocenti di questo nostro Paese!!!

A Ischia come in tutto il paese si continua a morire, sempre per gli stessi motivi!!!

Sì… sono i mancati controlli, quelli che in quasi tutti i miei post vado riproponendo…

Il problema fondamentale difatti non è soltanto da ricercarsi nella mancata prevenzione di tutti i rischi idrogeologici che come ben sappiamo, sono presenti ovunque nel territorio nazionale…

No… ciò che non si vuole fare, va ricercato nei mancati accertamenti da parte di chi è preposto al controllo del territorio, mi riferisco a quanti chiudono abitualmente un occhio e non evidenziano a chi di dovere, quelle condizioni di fragilità o ancor peggio l’uso scorretto che se ne fa, ad esempio, nel celare una costruzione abusiva posta in un area pericolosissima…

Beh… come ormai ripeto spesso, nessuno vede nulla e quegli esigui coraggiosi che viceversa provano a far emergere i problemi, denunciando a chi di dovere quanto ahimè scoperto (ma peraltro era già visibile a tutti…), ecco che incredibilmente trovano un muro di gomma, poiché quest’ultimi hanno poco interesse a mettere in atto quelle procedure al fine di rendere efficace la giustizia in questo paese…

Su quest’ultimo punto, è proprio la politica a evidenziare le maggiori responsabilità!!!

Difatti, invece di provvedere a mettere in sicurezza il territorio o ad abbattere quelle centinaia di migliaia di case abusive, mai ufficialmente autorizzate, ecco che per amore di quelle preferenze elettorali o chissà per evitare rivolte di piazza o ancor peggio per evitare ripercussioni personali come ad esempio l’infastidire pericolose ingerenze criminali, ecco che da parte delle istituzioni si preferisce soprassedere, sì… solitamente si resta in attesa, forse perché si auspica che dal governo nazionale intervengano nuovi provvedimenti legislativi, in particolare condoni, già… per la felicità di tutti…!!!

Nel frattempo basta un po’ più d’acqua dal cielo e si muore!!!

25 Novembre… una data importante: rappresenta la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne!!!

La data scelta del 25 Novembre la si deve a tre sorelle (Patria, Minerva e María Teresa Mirabal) passate alla storia on il nome di “Las Mariposas”: le farfalle.

Sfidando gli anni della dittatura, queste tre donne mostrarono il proprio coraggio, lottando in prima persona per i diritti delle donne!!!

Per questo, il 25 novembre del 1960, le tre sorelle dominicane vennero uccise dagli agenti del dittatore Rafael  Trujillo, che dopo averle fermate per strada, mentre si recavano in carcere a far visita ai mariti, furono picchiate con bastoni e gettate in un burrone; i loro carnefici cercarono successivamente di far passare quella brutale violenza per un incidente. 

Ma tutti compresero che si era trattato di una esecuzione, sapevano quanto fossero attiviste del gruppo clandestino Movimento 14 giugno e difatti nello stesso anno, proprio a causa di quella loro militanza, erano già state arrestate e incarcerate per alcuni mesi, ma intuendo che nemmeno la carcerazione avesse piegato quel loro fermo carattere, si decise di farle fuori.

Ecco quindi la data del 25 novembre, ma non solo, perché in quello stesso giorno (ma del 1981) fu celebrato il primo “Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche”, una data ormai riconosciuta come simbolo. 

La violenza sulle donne è un fenomeno sociale gravissimo che bisogna contrastare con tutti i mezzi possibili e non bisogna guardare lontano, ad esempio osservare la violenza in atto che limita i diritti delle donne in Iran, no quanto accade ogni giorno avviene anche tra le nostre mura domestiche, già… in questo nostro Stato che tanto si sente di annoverarsi tra i paesi nel mondo più “civilizzati”!!!

Ci si dimentica che sono già 104 le donne che da inizio anno sono state vittime nel nostro Paese di femminicidio, a dimostrazione che le leggi e quanto messo in atto a contrasto di questa piaga culturale, non siano serviti a nulla!!!

Un giovane non trova lavoro perché manca di esperienza!!! Ma non è che manca di esperienza proprio perché non trova lavoro???

Leggo spesso in molte proposte di lavoro per giovani la dicitura: …….. “con esperienza“!!!

Mi chiedo, ma come fa un giovane alle sue prime armi ad avere esperienza, se in quel mondo del lavoro deve ancora entrare???

Comprenderete come trattasi dell’ennesima “presa per il cul… “!!!

Difatti, da un lato i datori di lavoro tendono ad assumere giovani affinché le loro imprese possano godere dei benefici previsti quali ad esempio gli sgravi sui contributi previdenziali e non mi riferisco alle sole assunzioni under 36, no… perché vi sono anche altre agevolazioni, l’assunzioni di donne, gli apprendistati, le assunzioni al sud, gli over 50 anni, la sostituzione dei lavoratori prossimi al congedo, i disabili, le rioccupazione, i lavoratori provenienti da aziende in crisi, i percettori Naspi e via discorrendo…

Diciamo che se un’impresa oggi vuole realmente assumere, lo Stato mette in condizione quell’imprenditore di beneficiare di parecchie agevolazioni anche fiscali, certamente non si può avere tutto e quindi un sacrificio quel datore di lavoro deve compierlo…

In particolare la formazione è alla base di quel nuovo rapporto, l’addestramento, saper istruire il giovane ai compiti richiesti, vanno aggiunte l’insieme di misure, provvedimenti, valutazioni e monitoraggi che bisogna mettere in atto per i compiti assegnati, questi debbono rappresentare concetti prioritari, aggiungerei  fondamentali… ancor prima che qualsivoglia lavoratore inizi il suo nuovo incarico. 

Non si può pensare di mandare un neo assunto allo sbaraglio, peraltro è quanto solitamente accade, dimenticando che per quel giovane, quello ora in atto, rappresenta la sua prima esperienza…

Egli infatti, passa da una condizione che definirei “protetta” qual era fino a pochi giorni prima la propria casa, la scuola, il cortile, ad un contesto nuovo, pieno di insidie e rischi…

Bisogna concedere quindi del tempo, d’altronde avendo questi poca familiarità con il luogo di lavoro, non possiede – per come si vorrebbe – quella necessaria esperienza, ma non solo, egli, proprio per quella sua tenera età, affronta quelle mansioni con incoscienza, l’età infatti lo porta a non prendere sufficientemente sul serio i rischi che da lì a poco potrebbe affrontare…

E’ stato dimostrato infatti che i giovani tra i 18 e i 24 anni hanno almeno il 50% di probabilità in più di subire un infortunio sul lavoro, proprio perché sono più vulnerabili e non si tratta di renderli semplicemente edotti o consapevoli sui compiti assegnati, oppure di rispettare i doveri posti in bakeka, no… si tratta d’impegnare e trasformare quei fanciulli inesperti, in uomini e donne responsabili. 

Perché proprio l’immaturità a costituire il loro più grande handicap, non solo dal punto di vista fisico, ma soprattutto psicologico; la mancanza di competenze, la non conoscenza degli obblighi previsti o le responsabilità nei confronti di terzi, cui va aggiunta il più delle volte una mancanza di iniziativa di fronte ad un’emergenza, ad un problema, come anche il doversi confrontare con gli altri colleghi…

Quanto sopra rappresentano vere e proprie insidie, vulnerabilità che vengono il più delle volte  sottovalutate dalla maggior parte dei datori di lavoro, in quanto essi – per loro natura – mirano essenzialmente alla “produzione” o come solitamente accade, non essendo di fatto i reali interpreti di quel ruolo, ma lo sono soltanto nel diritto, in quanto rappresentando nella sostanza, quell’abituale figura di prestanome, che non ha in se alcuna capacità imprenditoriale e ancor meno culturale per esercitare quel ruolo e difatti sono proprio questi i motivi che portano a quelle palesi vulnerabilità alle quali solitamente non riescono a fornire appropriate soluzioni, che ripeto sono rappresentate dalla formazione, dalla supervisione e soprattutto dall’addestramento!!!
Cercasi giovani con esperienze”: sì… ma dove sono???

Quei carri attrezzi abusivi

Pubblico una lettera ricevuta a mezzo mail (che ho solo leggermente corretto):

Sig. Costanzo buonasera, 

scrivo nuovamente dopo cinque mesi, perché sembrava che finalmente – dopo la pubblicazione del suo post (http://nicola-costanzo.blogspot.com/2022/05/quei-mancati-controlli-sui-carri.html) suggerito dalla mia precedente comunicazione – qualcosa fosse cambiato e debbo confermarle che così è stato proprio fino a pochi giorni fa.

Purtroppo in questi ore quella speranza è volata via in quanto, ho potuto notare come in città (ed anche fuori), si sia ripreso nuovamente a circolare con falsi carri attrezzi, certamente non autorizzati, quasi sempre con auto sopra dall’aspetto nuovo.

Non vorrei trovarmi nei panni di quei proprietari che ora si ritroveranno a piangere il furto della propria auto oppure consegnare a qualcuno “di buon cuore”, la somma richiesta di 500 euro per farsi restituire l’auto.

Non posso dire che i controlli non ci siano, io stesso più volte in questi mesi sono stato fermato dalla polizia ed anche dalla municipale, certo durante quel fermo mi è stato detto se conoscessi qualcuno che svolgesse come me questo lavoro ma che operasse abusivamente; un po’ mi vergogno perché so di aver nascosto la verità, ma mi creda, non è per mancanza di coraggioso e neppure perché perché lei pensi che io abbia paura, spero che lei capisca quanto sia difficile per noi esporci in questo ambiente: perderei subito il mio lavoro perché obbligherebbero il mio capo a licenziarmi e poi forse seguirebbero anche una serie di ripercussioni, non solo personali, ma anche familiari.

Mi dica quindi cosa posso fare io da solo??? Debbo far finta di niente, stare zitto come fanno tutti, non scrivere neppure a lei??? Forse debbo andare via come hanno fatto molti miei amici e parenti, cercare al nord un nuovo lavoro, ma con i pochi soldi che ho come faccio???

Mi creda, io vorrei semplicemente lavorare e stare tranquillo, vivere sereno, godere di quello che ho, ma poi, quando vedo che quel poco mi viene pure rubato via, ecco che divento pazzo e tutto mi sembra ingiusto. 

La prego di scusarmi per questo sfogo, ma ho come la sensazione che qui non cambi mai nulla perché alla fine a tutti sta bene così. Ogni sera ritirandomi a casa prendo mio figlio in braccio e mi chiedo: quale futuro potrò mai dargli rimanendo qui?

Sig. Costanzo, grazie per quanto va facendo, certo a qualcuno sembrerà poco o forse nulla, ma per me – anche se non la conosco personalmente – quel poco che fa, è veramente importante perché mi da la forza di continuare.

Una buona serata. 

Perché Fazio non invita Gratteri al suo programma, tra l'altro quest'ultimo pagato da noi contribuenti??? La ragioni, le avevo scritte anni fa…

“Io da Fazio? Non mi invita da tempo, ma non mi interessa. Vado dai conduttori di cui ho maggiore stima”!!!

Con questa frase risponde il procuratore di Catanzaro ad una domanda di affaritaliani.it nel presentare il suo nuovo libro, “Fuori dai confini”, scritto con Antonio Nicaso e continuando – “Me lo hanno chiesto tante trasmissioni. Certamente andrò dalla Gruber, a Otto e mezzo, su La7, perché è stata la prima a prenotarsi. Ma ci vado con piacere, perché mi dà la possibilità di rispondere e non c’è confusione, né caos”.

Caro Procuratore, se fosse per il sottoscritto la inviterei ogni sera ad una mia trasmissione, perché vede… Lei a differenza di molti che vediamo ogni giorno in Tv, è una di quelle rare persone ancora capace di dire qualcosa di importante a questo paese, ma non solo questo, il suo messaggio apporterebbe qualcosa di utile alla crescita morale e culturale dei nostri ragazzi, a differenza di tutte le idiozie a cui ormai da tempo sono avvezzi e costretti ahimè ad ascoltare…

Procuratore, sul programma di Rai Tre, avevo a suo tempo scritto e quindi per non ripetermi le allego il link http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/05/che-tempo-che-fa-finalmente-sereno-con.html di un mio post del 2019 nel quale potrà – se lo desidera – leggere un commento che sembrerà strano, ma senza volerlo, si trova perfettamente in linea con il suo attuale pensiero!!!

Peraltro, come avevo scritto, quello è un programma “social-democristiano“, sì… dove tutto deve restare “sereno”, al limite con qualche innocua “velatura”, già, affinché nessuno mai venga attraverso quella sua trasmissione attaccato o ancor peggio offeso, proprio per non rischiare successivamente che quel personaggio “noto” , possa esercitare in maniera ufficiale e soprattutto influente (compromettendo così la carriera di quel presentatore in maniera definitiva…) quella propria contrarietà!!!

  

Reddito di cittadinanza??? Presidente Meloni: Va tolto subito a chi può lavorare!!! D'altronde ecco cosa succede a chi vuole assumere!!!

Ho letto che il nuovo governo del presidente Meloni voglia estendere i termini del “Reddito di cittadinanza” di ulteriori diciotto mesi, fino al 2024, poi stop per chi è occupabile!!!

Scusate, ma al sottoscritto sembra una cazz…, d’altronde non si capisce perché oggi, chi può lavorare, debba godere di un sussidio da parte dello Stato, pagato quindi proprio da chi, viceversa ad essi, compie ogni giorno il proprio dovere!!!

Da quanto sopra intuisco come la politica e soprattutto i suoi interpreti poco conoscano della quotidianità, già… parlo di quanto accade in quel mondo del lavoro di cui essi, per l’appunto, come quei percettori, non hanno mai frequentato direttamente o se l’hanno fatto è stato soltanto in maniera marginale, avendo avuto chi prima di loro, gli avesse preparato la strada… 

Allora vi racconto come stanno realmente i fatti!!!

Premesso che sto operando in nord Italia e sto cercando in qualità di responsabile di un’impresa degli operai da far assumere nel campo dell’edilizia… 

Bene, qualche mese fa mi sono recato presso vari uffici di collocamento (evito in questa sede di menzionare…), chiedendo agli operatori di sportello di poter parlare con il funzionario di quella sede.

In alcune di queste circostanze non mi è stato possibile parlargli in quanto egli non era presente, ma l’operatore di sportello si è messo subito a disposizione e quindi ho potuto inoltrato ad egli l’esigenze dell’impresa e le figure di cui in quel momento necessitavo. 

Ho chiesto quindi di poter accedere ai nominativi che attualmente risultavano disoccupati e poter leggere così le loro mansioni, affinché io stesso avrei potuto contattarli, direttamente o tramite quell’ufficio del lavoro.

Bene, anzi male… mi è stato risposto che non era possibile, in quanto i nominativi non potevano uscire da quegli uffici!!!

Allora ho chiesto loro di poter consegnare una serie di figure con le relative mansioni di cui necessitavo ed essi, solo dopo aver esaminato quei ruoli richiesti, avrebbero potuto indirizzare quelle figure al sottoscritto per un eventuale colloquio…

Beh, anche in questo caso mi è stato risposto che non era possibile effettuare quella procedura, in quanto ciò che era da me richiesto non era di loro competenza…

Ma allora mi sono chiesto, cosa fa quell’ufficio del lavoro oltre a predisporre i documenti di disponibilità al lavoro??? Non sarebbe importante per quella sua funzione, mettere qualche operatore a disposizione per contattare le imprese del luogo, chiedendo ad esse se hanno necessita di personale??? 

Quanto sopra permetterebbe di scoprire chi tra coloro che oggi risulta adeguato ad essere inserito nel mondo del lavoro e chi viceversa preferisce rinunciarvi per prendere il sussidio del reddito di cittadinanza e continuare – per come d’altronde la maggior parte di essi fa – a lavorare nero in quelle saltuarie o continue prestazioni!!! 

Le imprese diventerebbero attraverso i propri collaboratori delle risorse umane, veri e propri “accertatori” dello stato, tra chi vuole realmente lavorare e chi viceversa preferisce proseguire ricevendo il reddito di cittadinanza!!!

L’impresa potrà così esprimere un giudizio di idoneità alla mansione, manifestando non solo un parere – nel caso in cui il soggetto disoccupato rinunciasse all’assunzione – ma togliendo di fatto la possibilità di percepire le somme erroneamente erogate attraverso quel sussidio.    

Ecco perché è importante dire oggi e non tra 18 mesi “STOP” al reddito di cittadinanza, perché sono più quelli che lo ricevono pur essendo occupabili, che chi realmente ha necessità di averlo!!!

Basta giocare con il reddito per avere in cambio preferenze elettorali, è tempo per quei soggetti di trovarsi un lavoro e provare soprattutto a tenerselo caro, imparare che solo con i sacrifici si può crescere ed impostare il proprio futuro, senza dover aspettare credit card da parte dello Stato, che poi vengono utilizzate per sigarette o gratta e vinci. 

Mi dispiace dirlo, ma per come è stata realizzata, questa misura politica per il lavoro è stato un vero e proprio fallimento, insieme alle migliaia di navigator incapaci di trovare un solo lavoro!!!

Ah dimenticavo, non è che i nomi di quanti cercano lavoro attraverso gli uffici di collocamento non vengono dati perché gli stessi poi finiscono per essere utilizzati da quelle note agenzie interinali del lavoro “private”???

Già… questo è un altro argomento, ma posso anticiparvi che ho già pronto – miei cari lettori – un post!!!

C'è tra voi qualcuno capace di spiegarmi a cosa serve indicare i tempi d'esecuzione dei lavori, quando poi nessuna impresa li rispetta???

Sappiamo bene come la regola prevede per gli appalti dei lavori pubblici un termine contrattuale di ultimazione non definito (art. 1457 del cod.civ.), se pur va detto, questa sua mancata condizione non è del tutto corretta, in quanto l’opera da realizzarsi – anche se tardivamente ultimata – mantiene sempre la propria utilità.

Difatti, ciò trova conferma nelle disposizioni legislative che per l’appunto consentono alle imprese – per motivi evidenti o di forza maggiore – di poter  sospendere i lavori o stabilire eventuali nuovi termini suppletivi, per l’ultimazione di quell’opera.

Ora, volendo analizzare molti di quegli appalti in corso nella mia regione, in particolare nella mia provincia di Catania, scopriamo come quel termine di esecuzione – stimato e determinato dal Responsabile del Procedimento in sede di predisposizione degli atti – sia stato, nella maggior parte degli appalti traslato ed allora viene spontaneo chiedersi, se quel tempo previsto e a suo tempo ritenuto congruo, fosse di fatto errato oppure se per motivi che nulla hanno a che fare con ragioni di forza maggiore, si sia voluto in concreto agevolare quell’impresa che evidenzia di fatto, di non essere nelle perfette condizioni di eseguire quei lavori aggiudicati o sub appaltati, nei termini previsti!!!

Ecco, su questo punto, in base alla mia trentennale esperienza potrei già rispondervi, ma questa volta desidero coinvolgere ciascuno di voi e porre quindi questo quesito, analizzando in maniera serena quale sia il vostro giudizio, senza che questo debba trasformarsi in quel classico pregiudizio o in una valutazione che posa risultare di parte…

Naturalmente da quella vostra riflessione va eliminata quella condizioni di estrema rilevanza che può determinare un prolungamento dei tempi contrattuali e mi riferisco all’impreviste condizioni meteo “sfavorevoli” che comportano nel programma dei lavori uno slittamento a causa della minor produttività causata da quei giorni di maltempo, in quella zona d’intervento…

Quindi togliendo quelle sospensione legittima che esula dalla ordinarietà, vorrei sapere da parte Vs. se ritenere che vi siano altri motivi, chissà forse appositamente “celati”, che conducono quei nostri appalti a non essere realizzati nei termini previsti o ancor peggio a non essere completati del tutto, lasciando spesso quelle opere incompiute!!!

Potete pubblicare il vostro commento in fondo al post o inviarmi una mail che verrà pubblicata – se ritenuta valida e non offensiva – direttamente in questo mio omonimo blog – sia se autografata che in maniera anonima, in particolare è gradita l’indicazione di eventuali opere – di cui si ha realmente coscienza – che in questi anni sono rimaste manchevoli o del tutto incompiute!!! 

Fondi europei in Sicilia??? Siamo ancora troppo indietro…

È quanto emerso dai dati pubblicati sul portale della Commissione europea, che verificano l’andamento della distribuzioni dei fondi al 30 giugno c.a., per un periodo di programmazione che va dal 2014 al 2020…

Da quella verifica ecco emergere come la nostra regione siciliana sia ancora indietro per quanto riguarda la spesa del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) ed anche per quella del Fondo sociale europeo (Fse).

Difatti, alla fine del primo semestre 2022, la spesa certificata dalla Regione e rimborsata da Bruxelles per il Fesr, il più imponente fondo a disposizione dell’Italia con un totale di 37 miliardi di euro, era all’incirca di due miliardi, ovvero la metà del programma previsto per il fondo che va nel periodo di programmazione sopra riportato…

Nell’uso del Fondo sociale europeo (Fse), destinati al nostro paese (23 miliardi), la Sicilia risulta essere ancora  al 57% della spesa stando agli ultimi dati aggiornati. 

Quini, facendo riferimento alle nuove regole e per non rischiare di bruciare quei fondi è necessario che l’ultima fattura venga emessa entro il 31 dicembre 2023. 

Peraltro da Bruxelles si guarda a noi con ottimismo, anticipando che alla fine, gli obiettivi fissati, verranno raggiunti e che quelle risorse non andranno perdute….

Cosa dire, non ci resta che sperare che abbiano ragione!!! 

Corruzione??? Un male da contrastare col massimo impegno!!!

Ho letto stamani di un’inchiesta dei giorni scorsi che ha visto coinvolti funzionari della protezione civile della Regione Siciliana e di un imprenditore finito ai domiciliari…

Il tutto sotto gli occhi delle forze dell’ordine che hanno ripreso con delle telecamere i passaggi delle “caramelle”, erano chiamati così i soldi che venivano avvolti in dei pacchetti e che passavano da mano a mano…

Denaro per accelerare quelle procedure amministrativi e gli adempimenti per velocizzazione le pratiche di liquidazione  o per realizzare una delle tante varianti in corso d’opera…

Il nuovo governatore siciliano, Renato Schifani portato a conoscenza di questi gravi fatti ha dichiarato:  “Corruzione è un male da contrastare col massimo impegno. Esprimo il mio massimo apprezzamento per l’inchiesta della magistratura sul presunto episodio di corruzione che sta interessando la Protezione civile regionale. Auspico che si faccia luce il prima possibile su quanto accaduto”. 

“Ribadisco – ha aggiunto il governatore – che la corruzione è un male che contrasteremo sempre con il nostro massimo impegno. Trasparenza e legalità sono i due principi fondanti del mio governo e saremo sempre rigorosi e inflessibili di fronte a qualsiasi situazione di illegalità”.

Tutti noi vorremmo che queste parole si trasformassero in realtà, ma osservando, ciò che è accaduto in questi lunghi anni grazie a molti suoi predecessori, c’è poco da stare allegri e quindi vedremo quale direzione saprà prendere questo nuovo governo regionale.

Intanto questa ennesima inchiesta dimostra quanto fallace sia la nostra amministrazione e in particolare sono proprio i suoi colletti bianchi che dimostrano essere a tutti i livelli ben disponibili a farsi corrompere.

Sì… auspicare non costa nulla, ma pensare che i siciliani siano dei creduloni potrebbe condurre a rischi incontrollabili e che non conviene attuare; vedremo in questi mesi quanto accadrà, ma fintanto che non si blindano tutte quelle procedure burocratiche, si resta limitati in quei tentacoli che obbligano ogni giorno molti imprenditori a dover pagare, quasi che questa consuetudine rappresentasse un “pizzo” obbligato, che si somma a quello a cui già ahimè si è costretti!!!

Bisogna togliere questo potere a quei funzionari, dirigenti, ma anche a quei responsabili dei pubblici uffici, perché solo così forse s’inizierà a fare pulizia e si inizierà a vedere un sistema limpido e soprattutto che funziona, altrimenti continueremo a contare di nuove inchieste che alla fine non producono nulla d’interessante…