La verità è che nel nostro Paese si muore perché i controlli restano solo sulla carta!!!

Li chiamano incidenti… ma non lo sono affatto!!!

Basta andarsi a rivedere tutti gli incidenti di questi ultimi anni: da quelli autostradali al ponte Morarandi, passando per le infrastrutture per l’inclusione scolastica e/o per l’integrazione sociale, seguono i dissesti idrogeologi e per ultima la strage della funivia di Stresa!!!

Sì è vero, non tutto può essere previsto, ma guarda caso proprio sui cavi in acciaio esiste una precisa normativa che prevede una verifica periodica trimestrale e annuale, con controlli visivi e di laboratorio ai quali quelle particolari funi devono sottostare, ma soprattutto vanno attenzionati quei meccanismi di emergenza che dovrebbero attivarsi nel caso di mal funzionamento di qualsivoglia impianto…

Ma si sa… chi dovrebbe controllare solitamente preferisce non compiere in maniera corretta quell’incarico ricevuto, ma viceversa sono sempre precisi quando si tratta di farsi riconoscere la mezz’ora di straordinario o la festività non goduta!!!

Morire fa parte del gioco della nostra vita, ma perdere la vita per colpa di altri non è giusto e ci fa letteralmente incazzare!!!

Sì… non ci basta trovare i colpevoli, perché la vita non può mai essere riscattata con una semplice pena detentiva o economica!!!

Difatti, non ci bastava il virus, no alle disgrazie non vi è mai fine, ci si aggiunge anche l’incompetenza umana, le stesse che determinano circostanze come quelle a cui assistiamo, che portano a tragedia che con un po’ di buon senso, potevano essere evitata. 

Ora come sempre avviene si parla di “partecipazione di tutta l’Italia”, di “profondo dolore” e della “necessità di un richiamo rigoroso al rispetto di ogni norma di sicurezza per tutte le condizioni che riguardano i trasporti delle persone“!!! 

Ma va… non capisco perché ogni qualvolta che accadono circostanze tragiche come queste, si ripetono sempre le stesse frasi di circostanza…

Non sarebbe più corretto presentarsi durante un qualunque giorno dall’anno per dire agli italiani: signori e signore, miei connazionali, è tempo di essere persone perbene, serie e non continuare più per come si è finora fatto!!! E’ tempo che ciascuno cambi quelle sue abitudini, che si sbracci le maniche per migliorare questo nostro Paese, l’unico d’altronde che abbiamo e che ha necessita dell’aiuto di voi tutti!!!

Basta quindi con l’essere indifferenti, basta con i compromessi, basta con quei comportamenti negligenti, basta con l’essere codardi, ruffiani o protettori dei propri superiori anche quando essi sbagliano, basta con le collusioni, siate uomini veri e non vi nascondete più per non apparire sgradevoli o malvisti dinnanzi ai vostri stessi colleghi!!!

Basta!!! Sì… basta definitivamente con i silenzi, con le reticenze, i complotti o ancor peggio con le indolenze, perché se ieri o oggi qualcuno è morto, la colpa principalmente è vostra!!!

Provate quindi a cambiare, ma soprattutto tentate in tutti i modi di salvare il “domani”, affinché quanto finora accaduto non abbia mai più a ripetersi… e se scoprite che qualcosa non va, beh… non fate finta di niente, non giratevi dall’altra parte, ma provate finalmente a compiere il vostro dovere!!!

Una vita vedrete… ve ne sarà grata!!!

"La mafia non è invincibile"!!! Già… belle parole, peccato però che in questi lunghi anni, non si sia riusciti a debellarla!!!

“O si sta contro la mafia o si è complici, non ci sono alternative”, con queste parole esordisce il Presidente Mattarella e continuando: “La mafia esiste ancora, non è stata sconfitta. È necessario tenere sempre attenzione alta e vigile da parte dello Stato”!!!

Ed allora viene spontaneo chiedersi: ma di quanto altro tempo c’è bisogno per far si che non si parli più di mafia in questo nostro paese???

Non è che forse le politiche di contrasto sia state labili o influenti ai fini di quella lotta??? 

Perché non ci si spiega come sia possibile che questa organizzazione criminale, anche durante un periodo di crisi come quello appena attraversato – causa emergenza sanitaria – abbia riacquistato credibilità e capacità finanziaria, mentre tutto il resto del paese sia andato a chiudere…

Il sottoscritto un’idea su quel fallimento ce l’ha e parte da quell’organo istituzionale chiamato “magistratura” che proprio in questi mesi ha perso credibilità dinnanzi la pubblica opinione e che ha permesso dal suo interno, d’indebolire la lotta al crimine e alla mafia…

Per poi passare alla politica e a quelle norme mai realmente attuate, come giustificare l’aver permesso – anche se solo per pochi mesi – l’apertura delle porte del carcere a soggetti con il 41-bis, giustificando quell’atto di clemenza, con la presenza del covid-19 all’interno di quei penitenziari…

E cosa dire di quei governi nazionali che in questi lunghi anni si sono alternati, incapaci di dare un reale segnale di lotta alle mafie e neppure di crescita al paese, in particolare al meridione, sempre più colpito da quelle presenze coercitive…

La verità che a nessuno interessa combattere la mafia, perché essa fa comodo a molti, in particolare proprio a quei soggetti che grazie a essa ci mangiano!!!

Come ho scritto in un mio precedente post… basterebbero poco più di sei mesi per fare scomparire la mafia e ciascun loro affiliato, ma prima di tutto serve la volontà di farlo, altrimenti staremo ancora qui a sentir cazzate da quel pulpito, ogni qualvolta si dovrà commemorare chi, a differenza di loro – realmente – la mafia l’ha combattuta in prima linea ed è il motivo per cui oggi non è più tra noi!!!

Il resto sono e restano soltanto chiacchiere e di queste – credeteci – ci siamo rotti i c….!!!  

"La mafia non è invincibile"!!! Già… belle parole, peccato però che in questi lunghi anni, non si sia riusciti a debellarla!!!

“O si sta contro la mafia o si è complici, non ci sono alternative”, con queste parole esordisce il Presidente Mattarella e continuando: “La mafia esiste ancora, non è stata sconfitta. È necessario tenere sempre attenzione alta e vigile da parte dello Stato”!!!

Ed allora viene spontaneo chiedersi: ma di quanto altro tempo c’è bisogno per far si che non si parli più di mafia in questo nostro paese???

Non è che forse le politiche di contrasto sia state labili o influenti ai fini di quella lotta??? 

Perché non ci si spiega come sia possibile che questa organizzazione criminale, anche durante un periodo di crisi come quello appena attraversato – causa emergenza sanitaria – abbia riacquistato credibilità e capacità finanziaria, mentre tutto il resto del paese sia andato a chiudere…

Il sottoscritto un’idea su quel fallimento ce l’ha e parte da quell’organo istituzionale chiamato “magistratura” che proprio in questi mesi ha perso credibilità dinnanzi la pubblica opinione e che ha permesso dal suo interno, d’indebolire la lotta al crimine e alla mafia…

Per poi passare alla politica e a quelle norme mai realmente attuate, come giustificare l’aver permesso – anche se solo per pochi mesi – l’apertura delle porte del carcere a soggetti con il 41-bis, giustificando quell’atto di clemenza, con la presenza del covid-19 all’interno di quei penitenziari…

E cosa dire di quei governi nazionali che in questi lunghi anni si sono alternati, incapaci di dare un reale segnale di lotta alle mafie e neppure di crescita al paese, in particolare al meridione, sempre più colpito da quelle presenze coercitive…

La verità che a nessuno interessa combattere la mafia, perché essa fa comodo a molti, in particolare proprio a quei soggetti che grazie a essa ci mangiano!!!

Come ho scritto in un mio precedente post… basterebbero poco più di sei mesi per fare scomparire la mafia e ciascun loro affiliato, ma prima di tutto serve la volontà di farlo, altrimenti staremo ancora qui a sentir cazzate da quel pulpito, ogni qualvolta si dovrà commemorare chi, a differenza di loro – realmente – la mafia l’ha combattuta in prima linea ed è il motivo per cui oggi non è più tra noi!!!

Il resto sono e restano soltanto chiacchiere e di queste – credeteci – ci siamo rotti i c….!!!  

Sembra ieri eppure sono passati 29 anni da quella giorno tragico di Capaci e ad oggi i veri protagonisti di quella strage, non sono mai emersi!!!

Già… sono passati 29 anni da quella strage di Capaci e domani si ripeterà quella consuetudine ipocrita di usare le icone di Falcone e Borsellino per fare un po’ di propaganda… sia personale da parte dei nostri uomini istituzionali (necessaria a consolidare la propria immagine dinnanzi all’opinione pubblica) che sociale per quanti aspirano ad ottenere visibilità politica per la loro prossima campagna elettorale…

Eppure ci si dovrebbe preoccupare di un periodo così tragico come quello che stiamo vivendo e non mi riferisco al covid-19… no, parlo della crisi drammatica della “magistratura” che ha evidenziato sia nel caso Palamara che per quanto concerne i corvi al Csm, di come anch’essa, baluardo di giustizia e legalità, sia stata colpita da una drammatica e devastante crisi morale!!!  

Sono d’altronde le stesse irregolarità marcate e invasive che si sono ravvisate nell’inchieste compiute sui due magistrati dopo essere stati assassinati insieme alle loro scorte…

Infatti, che fine ha fatto quell’agenda rossa o quei file spariti dal notebook personale che conteneva gli appunti del giudice Falcone necessari guarda caso per difendersi dalle accuse formulate da quel Csm…???

Un portatile acceso mentre si trovava in un locale posto sotto sequestro e con i sigilli del Ministero della Giustizia, ma tutti noi sappiamo bene che fine abbiano fatto quei nostri eroi dell’Antimafia… 

Sì vedrete, domani saranno nuovamente tutti lì a ricordarli: prima a Palermo e poi chissà a Capaci…

Condivido quanto detto dal ministro della Giustizia Marta Cartabia, ricordando la figura di Falcone: “Ha insegnato che nella lotta alla mafia non basta perseguire il singolo reato; bisogna agire su tutte le articolazioni su cui si radica il potere della mafia. Quelle sociali, quelle economiche. Quelle che oltrepassano i confini nazionali”.

Difatti ritengo sia all’estero che vada ricercata la verità storica, bisogna ripartire dalla posizione degli Usa!!! 
Quest’ultimi infatti vedevano nella politica internazionale del presidente Andreotti qualcosa da doversi interrompere, in particolare quei processi di distensione iniziati con l’avvento di Papa Woityla, politiche che si contrapponevano a qualsivoglia conflitto militare internazionale e spingevano l’allora governo italiano ad attuare nuove aperture anche nei confronti della Russia di Gorbačëv… 

Ma un nuova figura si era candidata a Presidente degli Usa, George Bush, che di lì a poco diverrà uno degli uomini più potenti del mondo, appoggiato tra l’altro da quelle industrie degli armamenti che per il sostegno finanziario dato alla sua elezione, chiedevano ora quel ritorno d’investimento attraverso nuovi conflitti mondiali, che come abbiamo avuto modo di vedere, ci sono stati e sono durati parecchi anni!!!

Ecco perché la politica estera del presidente Andreotti andava alterata, perché avrebbe di fatto compromesso quell’imperialismo americano: egli quindi, insieme a quel suo partito “Democrazia cristiana” andava bloccato!!! 

Come fare quindi affinché ciò poteva realizzarsi??? 
Semplice, compiere due stragi d’effetto…  in particolare la seconda doveva scatenare a livello mediatico un reazione deflagrante: già… la fine della Prima Repubblica con i suoi partiti tradizionali e l’avvento di un nuovo corso politico che abbiamo visto quale essere stato…

E la mafia??? Ma quale mafia, quella è stata usata per lasciare il marchio, per dire a tutti chi era stato l’artefice di quella strage, chi era stato quindi a compierla… 

Ma quelli erano semplici pecorai!!! Brusca non aveva mai preso un telecomando in vita sua, non sapeva neppure come usarlo, gli hanno fatto credere che avesse realmente premuto quel pulsante, ma sono stati altri – ben più professionisti – a farlo!!!

Ecco a cosa è servito l’ausilio dell’FBI, per dare il l’etichetta di origine a quella strage, attraverso immaginate un po’… cicche di sigaretta lasciate appositamente in quella collinetta, poi ritrovate e analizzate (mi chiedo… mentre che c’erano, perché non lasciavano quei pecorai anche il loro documento d’identità sotto qualche pietra) ma per favore…

Cosa nostra si è fatta prendere in giro e quei suoi uomini sono stati ingenui comparse!!!
Per loro è stata la fine, poiché da semplici attori sono divenuti dinnanzi agli occhi del mondo i veri criminali di quella strage, mafiosi e assassini che da tutti ora venivano e andavano colpiti per quanto avevano commesso: sì… per aver utilizzato un congegno (forse neanche funzionante…) senza neppure saperlo !!!

Mentre, della vera organizzazione non se ne saprà più nulla!!!

Già di tutti coloro che hanno realizzato lo studio e la dinamica di quell’attentato, di come si sia saputo anticipatamente di quel piano di volo coperto da Segreto di Stato e quindi di quegli apparati dello Stato deviato che hanno avvisato da Roma del suo arrivo a Palermo; ed ancora, della consegna e della predisposizione della dinamite sotto quel tratto stradale, della scelta del luogo e del momento ideale su quando compiere quell’attentato, tutte circostanze studiate in maniera precisa e dettagliata da altri, quegli stessi soggetti che in questi trent’anni non sono mai emersi!!!

Il resto si è soltanto prestato a recitare una comparsa, la stessa che ogni anno ci viene ahimè a noi tutti… riproposta!!!

Sembra ieri eppure sono passati 29 anni da quella giorno tragico di Capaci e ad oggi i veri protagonisti di quella strage, non sono mai emersi!!!

Già… sono passati 29 anni da quella strage di Capaci e domani si ripeterà quella consuetudine ipocrita di usare le icone di Falcone e Borsellino per fare un po’ di propaganda… sia personale da parte dei nostri uomini istituzionali (necessaria a consolidare la propria immagine dinnanzi all’opinione pubblica) che sociale per quanti aspirano ad ottenere visibilità politica per la loro prossima campagna elettorale…

Eppure ci si dovrebbe preoccupare di un periodo così tragico come quello che stiamo vivendo e non mi riferisco al covid-19… no, parlo della crisi drammatica della “magistratura” che ha evidenziato sia nel caso Palamara che per quanto concerne i corvi al Csm, di come anch’essa, baluardo di giustizia e legalità, sia stata colpita da una drammatica e devastante crisi morale!!!  

Sono d’altronde le stesse irregolarità marcate e invasive che si sono ravvisate nell’inchieste compiute sui due magistrati dopo essere stati assassinati insieme alle loro scorte…

Infatti, che fine ha fatto quell’agenda rossa o quei file spariti dal notebook personale che conteneva gli appunti del giudice Falcone necessari guarda caso per difendersi dalle accuse formulate da quel Csm…???

Un portatile acceso mentre si trovava in un locale posto sotto sequestro e con i sigilli del Ministero della Giustizia, ma tutti noi sappiamo bene che fine abbiano fatto quei nostri eroi dell’Antimafia… 

Sì vedrete, domani saranno nuovamente tutti lì a ricordarli: prima a Palermo e poi chissà a Capaci…

Condivido quanto detto dal ministro della Giustizia Marta Cartabia, ricordando la figura di Falcone: “Ha insegnato che nella lotta alla mafia non basta perseguire il singolo reato; bisogna agire su tutte le articolazioni su cui si radica il potere della mafia. Quelle sociali, quelle economiche. Quelle che oltrepassano i confini nazionali”.

Difatti ritengo sia all’estero che vada ricercata la verità storica, bisogna ripartire dalla posizione degli Usa!!! 
Quest’ultimi infatti vedevano nella politica internazionale del presidente Andreotti qualcosa da doversi interrompere, in particolare quei processi di distensione iniziati con l’avvento di Papa Woityla, politiche che si contrapponevano a qualsivoglia conflitto militare internazionale e spingevano l’allora governo italiano ad attuare nuove aperture anche nei confronti della Russia di Gorbačëv… 

Ma un nuova figura si era candidata a Presidente degli Usa, George Bush, che di lì a poco diverrà uno degli uomini più potenti del mondo, appoggiato tra l’altro da quelle industrie degli armamenti che per il sostegno finanziario dato alla sua elezione, chiedevano ora quel ritorno d’investimento attraverso nuovi conflitti mondiali, che come abbiamo avuto modo di vedere, ci sono stati e sono durati parecchi anni!!!

Ecco perché la politica estera del presidente Andreotti andava alterata, perché avrebbe di fatto compromesso quell’imperialismo americano: egli quindi, insieme a quel suo partito “Democrazia cristiana” andava bloccato!!! 

Come fare quindi affinché ciò poteva realizzarsi??? 
Semplice, compiere due stragi d’effetto…  in particolare la seconda doveva scatenare a livello mediatico un reazione deflagrante: già… la fine della Prima Repubblica con i suoi partiti tradizionali e l’avvento di un nuovo corso politico che abbiamo visto quale essere stato…

E la mafia??? Ma quale mafia, quella è stata usata per lasciare il marchio, per dire a tutti chi era stato l’artefice di quella strage, chi era stato quindi a compierla… 

Ma quelli erano semplici pecorai!!! Brusca non aveva mai preso un telecomando in vita sua, non sapeva neppure come usarlo, gli hanno fatto credere che avesse realmente premuto quel pulsante, ma sono stati altri – ben più professionisti – a farlo!!!

Ecco a cosa è servito l’ausilio dell’FBI, per dare il l’etichetta di origine a quella strage, attraverso immaginate un po’… cicche di sigaretta lasciate appositamente in quella collinetta, poi ritrovate e analizzate (mi chiedo… mentre che c’erano, perché non lasciavano quei pecorai anche il loro documento d’identità sotto qualche pietra) ma per favore…

Cosa nostra si è fatta prendere in giro e quei suoi uomini sono stati ingenui comparse!!!
Per loro è stata la fine, poiché da semplici attori sono divenuti dinnanzi agli occhi del mondo i veri criminali di quella strage, mafiosi e assassini che da tutti ora venivano e andavano colpiti per quanto avevano commesso: sì… per aver utilizzato un congegno (forse neanche funzionante…) senza neppure saperlo !!!

Mentre, della vera organizzazione non se ne saprà più nulla!!!

Già di tutti coloro che hanno realizzato lo studio e la dinamica di quell’attentato, di come si sia saputo anticipatamente di quel piano di volo coperto da Segreto di Stato e quindi di quegli apparati dello Stato deviato che hanno avvisato da Roma del suo arrivo a Palermo; ed ancora, della consegna e della predisposizione della dinamite sotto quel tratto stradale, della scelta del luogo e del momento ideale su quando compiere quell’attentato, tutte circostanze studiate in maniera precisa e dettagliata da altri, quegli stessi soggetti che in questi trent’anni non sono mai emersi!!!

Il resto si è soltanto prestato a recitare una comparsa, la stessa che ogni anno ci viene ahimè a noi tutti… riproposta!!!

La Sicilia e il ponte da realizzare sullo Stretto. Il Presidente Musumeci: «Cosa aspetta Roma a chiedere finanziamento a Ue?»

Già… verrebbe da dire: ma di cosa stanno ancora discutendo? 

Infatti, cosa aspetta ancora, il governo centrale a chiedere all’Ue il finanziamento per la costruzione del Ponte sullo Stretto?. 

Se lo chiede il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, commentando la risposta ufficiale della commissaria europea ai Trasporti, Adina-Ioana Vălean, a una interrogazione dell’eurodeputata siciliana Annalisa Tardino (Lega) sull’ipotesi di collegamento tra la Sicilia e Calabria.

Per l’esponente dell’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen, infatti, «la valutazione di un progetto sulla rete Ten-T può essere effettuata solo sulla base di una proposta concreta e matura dello Stato membro». 

Peccato che finora, come dichiara il commissario europeo, “le autorità italiane non hanno presentato alla Commissione piani concreti in merito a tale collegamento”. 

La scelta dello strumento di finanziamento per un determinato progetto dovrebbe essere decisa dall’Italia, in funzione della natura del progetto e della sua sostenibilità finanziaria». 

«Sicilia e Calabria – riprende Musumeci – sono stanche di essere considerate periferia d’Europa e per diventare centrali nell’area del Mediterraneo uno dei requisiti essenziali è il collegamento stabile tra le due sponde”. 

Continuando: “Diciamo basta a un dibattito ultrasecolare, fatto di relazioni e contro relazioni, con il solito obiettivo di rinviare la decisione alle calende greche. 

D’altronde, questa telenovela ha stancato tutti!!!

La Sicilia e il ponte da realizzare sullo Stretto. Il Presidente Musumeci: «Cosa aspetta Roma a chiedere finanziamento a Ue?»

Già… verrebbe da dire: ma di cosa stanno ancora discutendo? 

Infatti, cosa aspetta ancora, il governo centrale a chiedere all’Ue il finanziamento per la costruzione del Ponte sullo Stretto?. 

Se lo chiede il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, commentando la risposta ufficiale della commissaria europea ai Trasporti, Adina-Ioana Vălean, a una interrogazione dell’eurodeputata siciliana Annalisa Tardino (Lega) sull’ipotesi di collegamento tra la Sicilia e Calabria.

Per l’esponente dell’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen, infatti, «la valutazione di un progetto sulla rete Ten-T può essere effettuata solo sulla base di una proposta concreta e matura dello Stato membro». 

Peccato che finora, come dichiara il commissario europeo, “le autorità italiane non hanno presentato alla Commissione piani concreti in merito a tale collegamento”. 

La scelta dello strumento di finanziamento per un determinato progetto dovrebbe essere decisa dall’Italia, in funzione della natura del progetto e della sua sostenibilità finanziaria». 

«Sicilia e Calabria – riprende Musumeci – sono stanche di essere considerate periferia d’Europa e per diventare centrali nell’area del Mediterraneo uno dei requisiti essenziali è il collegamento stabile tra le due sponde”. 

Continuando: “Diciamo basta a un dibattito ultrasecolare, fatto di relazioni e contro relazioni, con il solito obiettivo di rinviare la decisione alle calende greche. 

D’altronde, questa telenovela ha stancato tutti!!!

Tregua in medio oriente…

Dopo dieci giorni di conflitto, è entrato in vigore il cessate il fuoco tra Israele e Hamas (organizzazione politica e paramilitare palestinese).

Per fortuna l’accordo sta reggendo e nelle ultime ore non ci sono stati bombardamenti e neppure lanci di razzi e nonostante i brevi scontri di venerdì tra manifestanti palestinesi e polizia israeliana sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme, in generale non sono state riscontrate violazioni dei termini dell’accordo… 

Come sempre accade nelle aree di crisi del mondo sono giunti i primi aiuti umanitari, ed anche il governo israeliano ha allentato le restrizioni imposte durante i giorni del conflitto…

11 giorni è durato il conflitto con un alto numero di morti tra i civili in particolare tra i palestinesi.

Si è perso ormai il numero delle volte in cui le due parti si siano scontrate da quel lontano 2006… ed è incredibile vedere come ancora oggi non si sia compreso che nulla potrà mai cambiare, in particolare se non si prende la decisione di mirare ad una pace duratura, dove tutti possano vivere in maniera democratica…  

La prova di forza non porterà a nulla e i due eserciti sanno bene che con le armi non ci sarà futuro, anche perché a nessuno interessa partecipare a quel conflitto, in particolare proprio a quegli stato islamici confinanti che hanno già di loro, parecchi problemi da affrontare…

Serve a poco ad Hamas o a Israele dichiarare d’aver vinto, perché la verità e che hanno perso entrambi!!!

Ringraziamo per ora il paese egiziano, capace di trovare una mediazione tra le parti e che si è assunto l’onere di vigilare sul rispetto della tregua…

Nel frattempo il bilancio del conflitto è stato di 244 vittime tra cui ahimè 67 bambini, che hanno avuto quale unica colpa quella di nascere in un territorio da sempre ostile!!!  

Tregua in medio oriente…

Dopo dieci giorni di conflitto, è entrato in vigore il cessate il fuoco tra Israele e Hamas (organizzazione politica e paramilitare palestinese).

Per fortuna l’accordo sta reggendo e nelle ultime ore non ci sono stati bombardamenti e neppure lanci di razzi e nonostante i brevi scontri di venerdì tra manifestanti palestinesi e polizia israeliana sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme, in generale non sono state riscontrate violazioni dei termini dell’accordo… 

Come sempre accade nelle aree di crisi del mondo sono giunti i primi aiuti umanitari, ed anche il governo israeliano ha allentato le restrizioni imposte durante i giorni del conflitto…

11 giorni è durato il conflitto con un alto numero di morti tra i civili in particolare tra i palestinesi.

Si è perso ormai il numero delle volte in cui le due parti si siano scontrate da quel lontano 2006… ed è incredibile vedere come ancora oggi non si sia compreso che nulla potrà mai cambiare, in particolare se non si prende la decisione di mirare ad una pace duratura, dove tutti possano vivere in maniera democratica…  

La prova di forza non porterà a nulla e i due eserciti sanno bene che con le armi non ci sarà futuro, anche perché a nessuno interessa partecipare a quel conflitto, in particolare proprio a quegli stato islamici confinanti che hanno già di loro, parecchi problemi da affrontare…

Serve a poco ad Hamas o a Israele dichiarare d’aver vinto, perché la verità e che hanno perso entrambi!!!

Ringraziamo per ora il paese egiziano, capace di trovare una mediazione tra le parti e che si è assunto l’onere di vigilare sul rispetto della tregua…

Nel frattempo il bilancio del conflitto è stato di 244 vittime tra cui ahimè 67 bambini, che hanno avuto quale unica colpa quella di nascere in un territorio da sempre ostile!!!  

Proteggi te e i nonni!!!

Nuova iniziativa della Regione Siciliana per dare un ulteriore impulso alla campagna vaccinale nell’Isola. 

Da venerdì 21 a domenica 23 maggio, in tutti gli Hub provinciali, sarà attuato il progetto “Proteggi te e i nonni”: destinatari gli ultra 80enni ed i loro accompagnatori (anche più di uno) over 18, non necessariamente legati da un vincolo di parentela. 

Sarà consentito l’ingresso senza prenotazione, con una corsia riservata per ridurre i tempi di attesa. Per gli accompagnatori verranno utilizzati, previa adesione volontaria, vaccini a vettore adenovirale.

Proteggi te e i nonni!!!

Nuova iniziativa della Regione Siciliana per dare un ulteriore impulso alla campagna vaccinale nell’Isola. 

Da venerdì 21 a domenica 23 maggio, in tutti gli Hub provinciali, sarà attuato il progetto “Proteggi te e i nonni”: destinatari gli ultra 80enni ed i loro accompagnatori (anche più di uno) over 18, non necessariamente legati da un vincolo di parentela. 

Sarà consentito l’ingresso senza prenotazione, con una corsia riservata per ridurre i tempi di attesa. Per gli accompagnatori verranno utilizzati, previa adesione volontaria, vaccini a vettore adenovirale.

Distrazioni, aridità e accidia, non solo nella preghiera, ma in tutto ciò che facciamo!!!

La distrazione che ci prende quando vorremmo cominciare a pregare, ma la mente inizia a viaggiare per conto suo, “la preghiera convive spesso con la distrazione. Infatti, la mente umana fatica a soffermarsi a lungo su un solo pensiero.” 

Ovviamente questo non riguarda solo il pregare, ogni cosa ha bisogno della giusta concentrazione, come lo studio; è una disciplina mentale e nel Vangelo viene dato un consiglio, quello di essere sempre vigili: “Gesù richiama i discepoli al dovere di una vita sobria, guidata dal pensiero che prima o poi Lui ritornerà […] Non conoscendo però il giorno e l’ora del suo ritorno, tutti i minuti della nostra vita sono preziosi. In un istante che non conosciamo risuonerà la voce del nostro Signore”, ecco perché essere sempre vigili.

Vi è poi il tempo dell’aridità, che viene descritto perfettamente dal Catechismo: “Il cuore è insensibile, senza gusto per i pensieri, i ricordi e i sentimenti anche spirituali. […]  Spesso non sappiamo bene la ragione. I maestri spirituali descrivono l’esperienza della fede come un continuo alternarsi di tempi di consolazione e di desolazione.” Ma attenzione, con un cuore spento non possiamo pregare perché non ne avvertiamo la consolazione: “il cuore dev’essere aperto e luminoso, perché entri la luce del Signore.

Ed ecco infine l’accidia, “una forma di depressione dovuta al rilassamento” che non a caso è uno dei 7 vizi capitali, da combattere. “Il vero progresso della vita spirituale non consiste nel moltiplicare le estasi, ma nell’essere capaci di perseverare in tempi difficili”, senza avere paura di chiedere a Dio perché? ricordando che “anche le nostre espressioni più dure e più amare, Egli le raccoglierà con l’amore di un padre, e le considererà come un atto di fede, come una preghiera.”

Distrazioni, aridità e accidia, non solo nella preghiera, ma in tutto ciò che facciamo!!!

La distrazione che ci prende quando vorremmo cominciare a pregare, ma la mente inizia a viaggiare per conto suo, “la preghiera convive spesso con la distrazione. Infatti, la mente umana fatica a soffermarsi a lungo su un solo pensiero.” 

Ovviamente questo non riguarda solo il pregare, ogni cosa ha bisogno della giusta concentrazione, come lo studio; è una disciplina mentale e nel Vangelo viene dato un consiglio, quello di essere sempre vigili: “Gesù richiama i discepoli al dovere di una vita sobria, guidata dal pensiero che prima o poi Lui ritornerà […] Non conoscendo però il giorno e l’ora del suo ritorno, tutti i minuti della nostra vita sono preziosi. In un istante che non conosciamo risuonerà la voce del nostro Signore”, ecco perché essere sempre vigili.

Vi è poi il tempo dell’aridità, che viene descritto perfettamente dal Catechismo: “Il cuore è insensibile, senza gusto per i pensieri, i ricordi e i sentimenti anche spirituali. […]  Spesso non sappiamo bene la ragione. I maestri spirituali descrivono l’esperienza della fede come un continuo alternarsi di tempi di consolazione e di desolazione.” Ma attenzione, con un cuore spento non possiamo pregare perché non ne avvertiamo la consolazione: “il cuore dev’essere aperto e luminoso, perché entri la luce del Signore.

Ed ecco infine l’accidia, “una forma di depressione dovuta al rilassamento” che non a caso è uno dei 7 vizi capitali, da combattere. “Il vero progresso della vita spirituale non consiste nel moltiplicare le estasi, ma nell’essere capaci di perseverare in tempi difficili”, senza avere paura di chiedere a Dio perché? ricordando che “anche le nostre espressioni più dure e più amare, Egli le raccoglierà con l’amore di un padre, e le considererà come un atto di fede, come una preghiera.”

E' tempo in Sicilia di realizzare i termovalorizzatori, per liberarci definitivamente dalle discariche!!!

Sono stati individuati ben tre siti per lo stoccaggio di amianto a 25 km da Caltanissetta, Musumeci vuole costruire un termovalorizzatore nel centro della Sicilia. Praticamente vuole bruciare la ?munnizza’ di tutta la regione a casa nostra. 

Questa è l’economia circolare? Questo è il piano dei rifiuti? Noi faremo le barricate, il centro della Sicilia non si tocca”. Lo ha detto il sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino a seguito della conferenza di questa mattina sul piano rifiuti durante la quale il presidente della Regione Nello Musumeci ha annunciato la realizzazione a breve di un termoutilizzatore (un moderno termovalorizzatore) privato in Sicilia. 

Liberarsi dalle discariche grazie a un costante aumento della raccolta differenziata e alla costruzione di un termoutilizzatore, forti del Piano regionale dei rifiuti, pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 9 aprile. Questo l’obiettivo del governo regionale, in linea con le indicazioni dell’Unione europea, per «porre rimedio a 30 anni di guasti e di opacità politiche in tema di rifiuti e per non essere più prigionieri dell’oligopolio dei privati sugli impianti di smaltimento». 

Così il presidente della Regione, Nello Musumeci, che stamattina a Catania ha presentato il programma del governo regionale per la politica dei rifiuti, assieme all’assessore all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Daniela Baglieri, al dirigente generale Calogero Foti, e al consulente Giuseppe Pollicino.  

«Nel 2035, secondo quanto stabiliscono le norme nazionali che recepiscono la Direttiva europea – ha detto Musumeci – i flussi di rifiuti devono prevedere il 65 per cento di riciclo e il 30 per cento da inviare al termoutilizzatore, perché l’indifferenziato non potrà più andare in discarica.

Ecco perché in Sicilia, entro 10 anni, dobbiamo cancellare la cultura delle discariche. La soluzione per la parte non recuperabile rimane il termoutilizzatore, come avviene in tanti Paesi civili. In Italia – ha aggiunto il governatore – ne sono presenti ben 37 e il governo Conte 1 ci chiedeva di realizzarne almeno due. 

Nei prossimi giorni sarà pubblicato l’avviso per raccogliere eventuali manifestazioni di interesse. Nel frattempo – ha sottolineato Musumeci – non ci stancheremo di lavorare per incrementare l’impiantistica pubblica, a cui abbiamo destinato 250 milioni di euro per i prossimi anni. 

Alcune Srr hanno risposto alle nostre sollecitazioni, altre non hanno ritenuto di farlo e, per questo, abbiamo dovuto nominare un Commissario, il direttore generale del Dipartimento tecnico regionale, Salvatore Lizzio. 

Sono stati già aperti impianti pubblici, altri lo saranno l’anno prossimo, altri ancora ne progetteremo nelle prossime settimane, tutto con poteri ordinari. Il nostro piano si allinea alle migliori prospettive della politica ambientale europea». 

Nel gennaio 2018 la raccolta differenziata nei Comuni siciliani era ferma al 22 per cento, a fronte di un obiettivo minimo previsto dalla legge del 65 per cento. «In tre anni – ha spiegato Musumeci – siamo arrivati al 42 per cento grazie all’impegno dei sindaci e al senso civico dei cittadini. Oggi saremmo oltre il 60 per cento se le tre Città metropolitane (Palermo, Catania e Messina) non orbitassero su percentuali ben inferiori al 35 per cento, vanificando lo sforzo di quelle realtà in cui si arriva anche al 75 per cento. Sono 162 i Comuni siciliani ad avere raddoppiato la raccolta differenziata arrivando a oltre il 65 per cento, enti virtuosi che ci hanno permesso di ridurre del 30 per cento il conferimento dei rifiuti in discarica, ovvero 1 milione e 200 mila tonnellate in meno. In Sicilia abbiamo conteggiato 511 discariche esauste o non classificate, su cui abbiamo avviato un’indagine per la “caratterizzazione” affidata all’INGV per capire se sono potenzialmente inquinanti: stiamo avviando la procedura per la chiusura delle prime 250».

«Io e il mio dipartimento – ha aggiunto l’assessore Daniela Baglieri – stiamo lavorando senza sosta per uscire dall’emergenza rifiuti e consentire di far risparmiare i siciliani. Ogni anno un cittadino dell’Unione europea genera in media 500 chili di rifiuti, di cui più della metà viene smaltita in discarica. Numeri impressionanti che non possiamo più sostenere, sia dal punto di vista ambientale che economico. Non è – ha concluso l’assessore all’Energia – un obiettivo utopistico ma lo raggiungeremo solo con la collaborazione dei vari soggetti istituzionali coinvolti».

HUB Vaccinale di Acireale: L’impresa CO.GEN di Catania, compie in 2 settimana il miracolo richiesto!!!

Da sempre una struttura importante quella di Acireale che verrà utilizzata ora quale Hub Vaccinale “Covid-19“!!!

La struttura posta alle porte della cittadina di Acireale, doveva rappresentare un centro sportivo, ma negli anni ha mutato quella sua funzione, per divenire centro fieristico e/o sede di concerti dal vivo… come non ricordare quel concerto dal vivo del cantante “Ultimo” che  riempi, più di due anni fa, le gradinate di quel palazzetto…                          In questi ultimi anni, quel suo mancato utilizzo – anche a seguito dell’emergenza sanitaria – ha determinato il degrado dello stesso, sia per quanto concerne le necessarie manutenzioni che una struttura così importante necessita costantemente, ma ahimè, anche determinato dagli atti vandalici compiuti da quegli abituali delinquenti, che hanno comportato gravi danni non solo alle opere edili, ma in particolare agli impianti: elettrico/condizionamento, idrico/sanitario…

Ecco perché non tutti i mali vengono per nuocere… difatti, grazie al dipartimento regionale di Protezione civile e con il supporto di vari uffici del Comune di Acireale e su richiesta dell’ufficio del commissario “ad acta” nell’ambito dell’emergenza Covid, retto dal dott. Giuseppe Liberti, si è riusciti a  trasformare quella struttura sportiva in un Hub per vaccinazioni, mutando – temporaneamente – quella propria connotazione sportiva per un uso emergenziale sanitario contro quel virus “covid-19”.                                                                        Di questo miracolo va anche ringraziare un’impresa siciliana, la CO.GEN – Costruzioni Generali Srl di Catania, che – a differenza di quanto solitamente viene riportato negativamente dai noti social network sulla rilassata esecuzione dei tempi di realizzazione delle nostre imprese nazionali, poste solitamente a confronto con quelle cosiddette “ultra-celeri” cinesi – ebbene, questa volta bisogna ricredersi, perché in due settimane l’impresa è riuscita a portare a compimento i lavori commissionati…

Oggi infatti alle ore 18 avrà luogo l’inaugurazione dell’hub vaccinale, a cui va ricordato, verranno affiancate le postazioni “drive through” poste nell’adiacente Stadio a cui ci si potrà recare in auto, per effettuare il tampone naso-faringeo per la ricerca del “COVID-19”.                                                        Oggi infatti il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci sarà presente a tagliare il nastro della struttura, accompagnato dal sindaco Stefano Alì, il quale ha reso noto che la struttura sarà operativa a partire da martedì 18 maggio e che ha desiderato esprimere parole di ringraziamento: “un momento importante perché diamo una risposta concreta al periodo estremamente critico che stiamo attraversando. A me preme ringraziare il commissario Liberti per il proprio intervento, il dott. Maurizio Lanza, direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale, e l’ing. Salvatore Cocina, direttore del Dipartimento regionale di Protezione civile”.                              Mi permetto altresì di esprimere gratitudine a quanti ogni giorno, con la loro presenza, hanno permesso di dare in importante necessario contributo tecnici e di collaborazione per realizzare quanto necessario per il miglior funzionamento della struttura, mi riferisco al Resp. dei Lavori Ing. S. Granata, al Direttore dei lavori Arch. C. Biondi, al CSE Arch. Paolo Fulco, all’Assessore alle manutenzioni Ing. Salvo Grasso, ma anche ai dipendenti del Comune di Acireale che sin da subito si sono prodigati per dare il loro fattivo contributo, in particolare accompagnando i tecnici impiantisti della “Cogen” all’interno di quei passaggi sotterranei esterni e di quei tunnel interni, affinché si potesse ripristinare e mettere in perfetta funzione l’intera struttura…

Un’area quindi che ritorna a vivere e che se pur verrà utilizzata nei prossimi mesi per fini sanitari (d’altronde sappiamo bene come i rischi di contagio non sono ancora diminuiti), l’auspicio di tutti noi è quello di riuscire a superare questo periodo difficile e veder ritornare questa struttura così importante a quel suo ruolo di aggregazione, senza mai snaturare quella sua primaria funzione sportiva, ma facendo sì che essa diventi momento d’incontro tra individui con interessi comuni, culturali, fieristici o per realizzare spettacoli musicali…                                                              Perché… com’è riportato nella targa posta all’interno della struttura – a ricordo dell’imprenditore Pippo Consoli – “bisogna restare sempre dei sognatori, se non tanto per noi… per i nostri giovani, di ieri, di oggi, ma soprattutto di domani”!!!

HUB Vaccinale di Acireale: L'impresa CO.GEN di Catania, compie in 2 settimana il miracolo richiesto!!!

Da sempre una struttura importante quella di Acireale che verrà utilizzata ora quale Hub Vaccinale “Covid-19“!!!

La struttura posta alle porte della cittadina di Acireale, doveva rappresentare un centro sportivo, ma negli anni ha mutato quella sua funzione, per divenire centro fieristico e/o sede di eventi musicali, già… come non ricordare quel concerto dal vivo del cantante “Ultimo” che  riempi più di due anni fa, le gradinate di questo palazzetto… 
In questi ultimi anni quel suo mancato utilizzo – a seguito anche dell’emergenza sanitaria sopravvenuta – ha determinato il degrado dello stesso, sia per quanto concerne quelle manutenzioni che una struttura così importante ha costantemente necessità, ma ahimè per causa anche degli atti vandalici compiuti da abituali delinquenti che con le loro azioni hanno prodotto gravi danni non solo alle opere civili, ma soprattutto agli impianti tecnici… 
Ecco perché non tutti i mali vengono per nuocere… 
Difatti, grazie al dipartimento regionale di Protezione civile con il supporto di vari uffici del Comune di Acireale e su richiesta dell’ufficio del commissario “ad acta” nell’ambito dell’emergenza Covid, retto dal dott. Giuseppe Liberti, si è riusciti a  trasformare quella struttura sportiva in un Hub per vaccinazioni, mutando – temporaneamente – quella propria connotazione sportiva per un uso emergenziale sanitario contro quel virus “covid-19”. 

Di questo miracolo va innanzitutto ringraziata un’impresa siciliana, la “CO.GEN – Costruzioni Generali S.r.l.” di Catania, che – a differenza di quanto solitamente viene riportato negativamente in quei noti social network sulla cosiddetta “rilassata” esecuzione dei tempi di lavoro delle nostre imprese, poste solitamente a paragone con quelle “ultra-celeri” cinesi – ebbene, questa volta bisogna ricredersi, perché in due settimane l’impresa è riuscita a portare a compimento i lavori commissionati! 

Oggi infatti alle ore 18 avrà luogo l’inaugurazione dell’hub vaccinale, a cui va ricordato, verranno affiancate le postazioni “drive through” poste nell’adiacente Stadio a cui ci si potrà recare in auto, per effettuare il tampone naso-faringeo per la ricerca del “COVID-19”. Sarà il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci presente a tagliare il nastro della struttura, accompagnato dal sindaco Stefano Alì, il quale ha reso noto che la struttura sarà operativa a partire da martedì 18 maggio e che ha desiderato esprimere parole di ringraziamento: “un momento importante perché diamo una risposta concreta al periodo estremamente critico che stiamo attraversando. A me preme ringraziare il commissario Liberti per il proprio intervento, il dott. Maurizio Lanza, direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale, e l’ing. Salvatore Cocina, direttore del Dipartimento regionale di Protezione civile”. 

Mi permetto altresì di esprimere gratitudine a quanti ogni giorno, con la loro presenza, hanno permesso di dare un importante contributo tecnico, permettendo il funzionamento della struttura; mi riferisco al Resp. dei Lavori Ing. S. Granata, al Direttore dei lavori Arch. C. Biondi, al CSE Arch. Paolo Fulco, all’Assessore alle manutenzioni Ing. Salvo Grasso, ma anche ai dipendenti del Comune di Acireale che sin da subito si sono prodigati per dare il loro fattivo contributo, in particolare accompagnando i tecnici impiantisti della “Cogen” all’interno di quei passaggi sotterranei esterni e in quei tunnel interni, affinché si potessero ripristinare e mettere in perfetta funzione le linee e le condotte dell’intera struttura…

Un’area quindi che ritorna a vivere e se pur utilizzata nei prossimi mesi per esclusivi fini sanitari (d’altronde sappiamo bene quanto i rischi di contagio non siano ancora diminuiti…), l’auspicio è quello di riuscire a superare questo periodo così difficile e veder ritornare questa struttura a quel suo ruolo di aggregazione, senza snaturare quella sua primaria funzione sportiva, ma facendo sì che essa diventi nuovamente momento d’incontro tra individui con interessi comuni, culturali, fieristici o anche solo per ascoltare della buona musica… 

Perché com’è riportato nella targa posta all’interno della struttura – a ricordo dell’imprenditore Pippo Consoli – “bisogna restare sempre sognatori, se non per noi… per i nostri giovani: di ieri, di oggi, ma soprattutto di domani”!!!

Da Milano a Catania: ci si è dimenticati di quei Giudici, Avvocati, Commercialisti, Professori universitari ed Imprenditori, finiti in manette???

L’hanno già chiamata la Tangentopoli fiscale…

In manette sono finiti giudici, avvocati, commercialisti, professori universitari e imprenditori. 
Nel mirino il commercio sotterraneo di sentenze che in materia di imposte possono spostare, con una sola firma, milioni di euro dal privato allo Stato o come spesso accade, viceversa.
La nuova Tangentopoli riguarda uno dei settori della giustizia – i contenziosi tributari – finora quasi inscalfibile a ogni inchiesta della magistratura e a ogni riforma della politica.
Strutturato su due livelli di commissioni, provinciali per il primo grado e regionali per il secondo, la giustizia tributaria è un sistema di potere fortissimo. 
Una cerchia chiusa di magistrati, in maggioranza privati, onorari, chiamati a decidere su oltre 581mila contenziosi, per un valore globale di 50 miliardi di euro. 
Un tesoro affidato alle decisioni di avvocati, commercialisti, consulenti, ragionieri, persino ad agronomi e professori di liceo. 
Un sistema sul quale indagò anche Antonio Di Pietro, che dopo le inchieste sulla corruzione nei partiti, delle mazzette in valigia o fatte sparire nel water, si convinse di essere stato fermato proprio quando iniziò a scavare nel mondo delle sentenze tributarie. 
E oggi un nuovo grappolo di inchieste sta ripartendo da lì: solo a Milano si indaga su ben venti cause fiscali.
I militari della Guardia di Finanza, travestiti da avvocati, arrestano il giudice della commissione tributaria provinciale di Milano con una busta da 5.000 euro infilata nella giacca. 
Questi, avvocato della Cassazione e docente universitario oltre che consulente “in materia di conflitto di interessi”, aveva appena incassato la prima rata di una tangente da 30mila euro per intervenire su una estero vestizione da svariati milioni…
Ma non è un episodio isolato, perché i pm di Milano Eugenio Fusco e Laura Pedio, un mese dopo, ottengono l’arresto di un altro giudice onorario…
I due giudici accusati di corruzione in atti giudiziari hanno anche pilotato un contenzioso da 14,5 milioni a favore di una società, in cambio di 65mila euro. 
Il gip Manuela Cannavale cita esplicitamente la “spregiudicatezza con cui si muovevano i due giudici, che sapevano di poter fare affidamento verosimilmente anche su altri giudici tributari e funzionari dell’Agenzia delle Entrare, per pilotare ricorsi, influenzare i giudizi dei collegi, sostituirsi nella redazione delle sentenze, a fronte della corresponsione di dazioni illecite da ripartire con i complici”. 
E infatti nell’inchiesta è indagato anche un ulteriore giudice togato, ex presidente del tribunale di Imperia, ex giudice a Monza e presidente della Commissione tributaria provinciale di Milano.
Lo schema non è diverso da quello scoperto anche a Catania dal procuratore Michelangelo Patané e dal pm Tiziana Laudani.
Finisce in carcere, insieme a due imprenditori, un commercialista e un cancelliere e il presidente e giudice della sezione della Commissione tributaria provinciale di Catania. 
Secondo l’accusa il magistrato avrebbe usato per anni le auto della concessionaria di un grosso gruppo industriale etneo, in cambio di decisioni favorevoli, per un risparmio su tasse di 800mila euro. 
Per i pm, il giudice da presidente, da relatore o da estensore era casualmente sempre presente nelle decisioni di quel gruppo…
Gli investigatori non pensano che si tratti di casi isolati, ma che almeno in Lombardia si possa ipotizzare un sistema. 
Qualcosa che riporta alla mente vecchie inchieste, come la celebre P3 che nasceva proprio da oscuri personaggi che si vantavano di pilotare grandi processi tributari. 
“Emerge – dice oggi un investigatore – una rete di relazioni che sopravvive a ogni forma di incompatibilità”. 
Se per legge non può svolgere l’attività di giudice chi esercita attività di consulenza tributaria per “contribuenti, società di riscossione o altri enti impositori”, è vero che il conflitto d’interessi è all’ordine del giorno. 
“Era noto come questi giudici fossero in grado di risolvere i problemi: i commercialisti e gli avvocati che venivano in studio, sapevano di essere in grado di sistemare i processi”, mette a verbale la sua segretaria, svelando come oltre le incompatibilità formali bisogna fare i conti con un contesto di fortissima contiguità tra professionisti. 
Con commissari che sono amici, colleghi, a volte soci dei legali delle aziende coinvolte nelle liti. 
Storture che hanno portato fino al 60% le decisioni che danno ragione al privato e torto allo Stato e “che azzerano – riflette un magistrato – anni di lavoro di Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate”!!!
A Milano come a Catania, le inchieste sono destinate ad allargarsi, mentre in altre procure, oltre a quella di Roma, sono ancora agli inizi. 
Quella del capoluogo lombardo fa da apripista, non solo perché i giudici arrestati avevano grande disponibilità di denaro (sono state scoperte cassette di sicurezza e contanti per oltre 250mila euro), ma soprattutto altre buste piene di banconote, con i nomi dei “soggetti erogatori” del denaro: manager, aziende, membri di commissione, funzionari dell’Agenzia delle Entrate!!! 
Che vergogna…

Vibo Valentia come Catania, già… legate da un tragico destino!!! Ma chissà, forse non tutto è così perduto…

Gentilissimo signor Costanzo, mi rivolgo a Lei con preghiera di poter segnalare sul suo giornale la penosa situazione delle strade del Vibonese.

In particolare, la strada provinciale che da Limbadi porta a Rombiolo è ridotta a un colabrodo, con grave rischio per gli automobilisti che si trovano a percorrerla. 

Ieri è successo anche a me, che pure la percorro tutti i giorni per recarmi a scuola. 

Era pieno giorno, un attimo di distrazione, la macchina è finita nella buca e la gomma si è danneggiata. 

Ad una mia conoscente che fa l’infermiera è successo alle 10 di sera, di rientro dal turno pomeridiano. 

Oltre al danno, anche il disagio di rimanere per strada di notte! 

Può, per cortesia, fare qualcosa per smuovere la situazione ? 

Grazie.

Ricevo abitualmente mail di denunce o segnalazioni come quella sopra riportata…

Posso assicurarvi che a differenza di quanto avviene con talune futili testate giornalistiche web o pseudo associazioni poste a tutela dei diritti dei cittadini che il più delle volte quando chiamate in causa, sì.. quando si prova a far emergere talune verità scomode o circostanze che pongono in cattiva luce personaggi pubblici o ancora, come in questo circostanza, situazioni rovinose presenti nel nostro territorio, ecco che solitamente queste si danno la notizia, ma poi di fatto di eclissano!!!

Viceversa, posso assicurarvi – il sottoscritto si attiva immediatamente in tutte le sedi ufficiali, affinché situazioni incresciose come quelle sopra riportate, non abbiano mai più a ripetersi!!!

Altro che “Striscia la notizia”!!!

Già… perché vi sono news cui non basta il solo clamore mediatico, ma bisogna fare in modo di urlare a squarciagola, affinché tutti – in particolare quei collusi ed ignavi individui che partecipano con quelle loro azioni all’indifferenza di questo Paese – possano comprendere finalmente il disagio che con le loro indolenti azioni hanno provocato!!!    

Ma sono proprio le persone come “Pia”, che mi danno la forte convinzione che alla fine una speranza di migliorare questa terra, in fondo esiste!!

Vibo Valentia come Catania, già… legate da un tragico destino!!! Ma chissà, forse non tutto è così perduto…

Gentilissimo signor Costanzo, mi rivolgo a Lei con preghiera di poter segnalare sul suo giornale la penosa situazione delle strade del Vibonese.

In particolare, la strada provinciale che da Limbadi porta a Rombiolo è ridotta a un colabrodo, con grave rischio per gli automobilisti che si trovano a percorrerla. 

Ieri è successo anche a me, che pure la percorro tutti i giorni per recarmi a scuola. 

Era pieno giorno, un attimo di distrazione, la macchina è finita nella buca e la gomma si è danneggiata. 

Ad una mia conoscente che fa l’infermiera è successo alle 10 di sera, di rientro dal turno pomeridiano. 

Oltre al danno, anche il disagio di rimanere per strada di notte! 

Può, per cortesia, fare qualcosa per smuovere la situazione ? 

Grazie.

Ricevo abitualmente mail di denunce o segnalazioni come quella sopra riportata…

Posso assicurarvi che a differenza di quanto accade quotidianamente con talune testate web o pseudo associazioni a tutela dei diritti dei cittadini che quando chiamate in causa, quando si prova cioè a far emergere attraverso loro verità scomode o circostanze che pongono in cattiva luce personaggi pubblici ecco che in questo circostanza o in situazioni rovinose come quella di cui sopra presenti nel nostro territorio, queste (probabilmente) danno la notizia, ma poi nei fatti si eclissano subito dopo!!!

Viceversa il sottoscritto, posso assicurare si attiva immediatamente in tutte le sedi ufficiali, affinché situazioni incresciose come quelle per l’appunto sopra riportate, non abbiano più a ripetersi!!!

Altro che “Striscia la notizia”!!!

Già… perché vi sono news cui non basta il solo clamore mediatico, ma bisogna fare in modo di urlare a squarciagola, affinché tutti – in particolare quei collusi ed ignavi individui che partecipano con quelle loro azioni all’indifferenza di questo Paese – possano comprendere finalmente il disagio che con le loro indolenti azioni hanno provocato!!!    

Ma sono proprio le persone come “Pia”, che mi danno la forte convinzione che alla fine una speranza di migliorare questa terra, in fondo esiste!!

Covid, due nuove “zone rosse” e proroga per altri sette Comuni.

Due nuove “zone rosse” in Sicilia e proroga per altre sette. Restrizioni dal 14 e fino al 26 maggio decise per i Comuni di Gagliano Castelferrato, nell’ennese, e San Biagio Platani, in provincia di Agrigento. A disporlo è l’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci, sentite le amministrazioni comunali e a seguito delle relazioni delle Asp che registrano un aumento dei positivi.

Proroga fino al 19 maggio delle “zone rosse” per i Comuni di Tortorici e Nizza di Sicilia, nel messinese, Santa Cristina di Gela e San Cipirello (in provincia di Palermo), Ravanusa (provincia di Agrigento), Mineo (provincia di Catania) e Gela, nel nisseno.

Dal 14 al 19 maggio vigeranno le restrizioni nei centri di Caltavuturo e Polizzi Generosa, nel palermitano, quale reiterazione della precedente ordinanza che ha interessato i comuni della Città metropolitana di Palermo.

Covid, due nuove “zone rosse” e proroga per altri sette Comuni.

Due nuove “zone rosse” in Sicilia e proroga per altre sette. Restrizioni dal 14 e fino al 26 maggio decise per i Comuni di Gagliano Castelferrato, nell’ennese, e San Biagio Platani, in provincia di Agrigento. A disporlo è l’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci, sentite le amministrazioni comunali e a seguito delle relazioni delle Asp che registrano un aumento dei positivi.

Proroga fino al 19 maggio delle “zone rosse” per i Comuni di Tortorici e Nizza di Sicilia, nel messinese, Santa Cristina di Gela e San Cipirello (in provincia di Palermo), Ravanusa (provincia di Agrigento), Mineo (provincia di Catania) e Gela, nel nisseno.

Dal 14 al 19 maggio vigeranno le restrizioni nei centri di Caltavuturo e Polizzi Generosa, nel palermitano, quale reiterazione della precedente ordinanza che ha interessato i comuni della Città metropolitana di Palermo.

Altro che ripresa, il rischio è che s’inneschi una nuova inflazione…

Certo non si tratta di un rischio immediato, ma nel medio termine quanto sta ora accadendo potrebbe limitare di fatto quella tanto desiderata ripresa…

Una cosa è certa, stiamo colando a picco e d’altronde con la maggior parte delle attività ormai chiuse, il rischio di una nuova inflazione è dietro l’angolo!!!

L’intera filiera economica è bloccata, dalla produzione ai beni di consumo e ciò sta determinando una vera e propria risalita dell`inflazione…

Vedrete, l’aumento dei prezzi pur non determinando rischi nell`immediato potrebbe introdurre difficoltà nell`ingranaggio della ripresa, peraltro ciò è riportato da alcuni studi di settore che hanno provato ad elaborare l`evoluzione dell`economia del nostro Paese e dei mercati internazionali a seguito dell’epidemia “Covid-19”.

Lo studio evidenzia come tutto stia per aumentare, in particolare le materie prime, che stanno già incidendo sulla filiera dei prodotti interni…

Un aumento che sta condizionando tutti i settori industriali, ad iniziarsi da quello relativo alla produzione di metalli, per passare a quello manifatturiero e meccanico, già in grave crisi a causa del mercato parallelo cinese, sempre più competitivo… 

Difatti, l’offerta inadeguata rispetto allo sviluppo della domanda ha determinato l’insuccesso  di offerta in quegli specifici comparti, che avrebbero dovuto avere un ruolo fondamentale nella ripresa della nostra economia ma così ahimè non è stato… 

Difatti, mentre noi siamo rimasti bloccati, altri – vedasi le economie asiatiche – hanno superato i livelli pre-crisi dell’inizi dello scorso anno, dovuti al contagio del coronavirus…  paese che grazie alle vendite web si sono rimessi in moto, iniziando ad aumentare il presso dei loro prodotti che iniziano a costituire un vero e proprio intralcio alla ripresa verso la “normalità” del nostro paese…

Purtroppo stiamo affrontando ancora un periodo di grande incertezza e la nostra imprenditoria ha paura di dover affrontare un futuro non ancora sotto controllo, di cui ancora oggi non si conoscono le possibili ripercussioni e soprattutto gli eventuali rischi di contrazione…

L’attuale governo Draghi parla di fare uno sforzo comune e di attuare quelle necessarie politiche di ricostruzione, ma non sempre quanto si vorrebbe pianificare può essere attuato razionalmente perché esistono alcune variabili che nulla hanno a che fare con le decisioni degli uomini e la pandemia ne è  una dimostrazione!!!

Per cui, se da un lato molti dei nostri governanti prospettano per il nostro paese una ripresa immediata, il sottoscritto viceversa ritiene ancora fortemente presente il rischio di inflazione e non saranno i miliardi di euro che dovrebbero arrivare dall’Ue a salvarci da questa situazione…

Chissà forse mi starò sbagliando e credetemi… spero in questa circostanza d’essere in errore, perché sarebbe terribile ritrovarsi nuovamente in uno stallo come quello che ahimè stiamo ancora attraversando!!!  

Altro che ripresa, il rischio è che s'inneschi una nuova inflazione…

Certo non si tratta di un rischio immediato, ma nel medio termine quanto sta ora accadendo potrebbe limitare di fatto quella tanto desiderata ripresa…

Una cosa è certa, stiamo colando a picco e d’altronde con la maggior parte delle attività ormai chiuse, il rischio di una nuova inflazione è dietro l’angolo!!!

L’intera filiera economica è bloccata, dalla produzione ai beni di consumo e ciò sta determinando una vera e propria risalita dell`inflazione…

Vedrete, l’aumento dei prezzi pur non determinando rischi nell`immediato potrebbe introdurre difficoltà nell`ingranaggio della ripresa, peraltro ciò è riportato da alcuni studi di settore che hanno provato ad elaborare l`evoluzione dell`economia del nostro Paese e dei mercati internazionali a seguito dell’epidemia “Covid-19”.

Lo studio evidenzia come tutto stia per aumentare, in particolare le materie prime, che stanno già incidendo sulla filiera dei prodotti interni…

Un aumento che sta condizionando tutti i settori industriali, ad iniziarsi da quello relativo alla produzione di metalli, per passare a quello manifatturiero e meccanico, già in grave crisi a causa del mercato parallelo cinese, sempre più competitivo… 

Difatti, l’offerta inadeguata rispetto allo sviluppo della domanda ha determinato l’insuccesso  di offerta in quegli specifici comparti, che avrebbero dovuto avere un ruolo fondamentale nella ripresa della nostra economia ma così ahimè non è stato… 

Difatti, mentre noi siamo rimasti bloccati, altri – vedasi le economie asiatiche – hanno superato i livelli pre-crisi dell’inizi dello scorso anno, dovuti al contagio del coronavirus…  paese che grazie alle vendite web si sono rimessi in moto, iniziando ad aumentare il presso dei loro prodotti che iniziano a costituire un vero e proprio intralcio alla ripresa verso la “normalità” del nostro paese…

Purtroppo stiamo affrontando ancora un periodo di grande incertezza e la nostra imprenditoria ha paura di dover affrontare un futuro non ancora sotto controllo, di cui ancora oggi non si conoscono le possibili ripercussioni e soprattutto gli eventuali rischi di contrazione…

L’attuale governo Draghi parla di fare uno sforzo comune e di attuare quelle necessarie politiche di ricostruzione, ma non sempre quanto si vorrebbe pianificare può essere attuato razionalmente perché esistono alcune variabili che nulla hanno a che fare con le decisioni degli uomini e la pandemia ne è  una dimostrazione!!!

Per cui, se da un lato molti dei nostri governanti prospettano per il nostro paese una ripresa immediata, il sottoscritto viceversa ritiene ancora fortemente presente il rischio di inflazione e non saranno i miliardi di euro che dovrebbero arrivare dall’Ue a salvarci da questa situazione…

Chissà forse mi starò sbagliando e credetemi… spero in questa circostanza d’essere in errore, perché sarebbe terribile ritrovarsi nuovamente in uno stallo come quello che ahimè stiamo ancora attraversando!!!  

Avvio della campagna tesseramento di "ITALEXIT".

Gli italiani si meritano un’Italia forte, libera e indipendente, che recuperi la propria sovranità e sia di nuovo capace di autodeterminarsi. 

Di fronte al fallimento del neoliberismo e della globalizzazione sfrenata, ora più che mai è necessario un radicale cambio di paradigma. 

C’è da cancellare gli effetti nefasti degli ultimi trent’anni di politiche antipopolari e ricostruire una società all’insegna dei diritti e dei valori della nostra Costituzione. 

Queste sono le nostre parole d’ordine per un’Italia che si desti dal torpore e sappia affrontare le sfide dei tempi a venire. 
Scrive la mia amica Romj sulla sua pagina social di Facebook: 
Venerdi 7 Maggio è stata una bella giornata. poter contribuire concretamente al progetto di “Italexit Sicilia” con Paragone e con la mia nomina a Coordinatrice della città di Catania desidero agevolare l’inclusione di tante persone che hanno, in comune con il nostro movimento, la giusta determinazione per difendere i nostri diritti e cercare tutti insieme di poter raddrizzare la rotta…

Ogni decisione fronteggeremo con fierezza e MAI si dovrà consentire ad alcuno, di disporre delle nostre vite. Io conosco un solo metodo, la consapevolezza del diritto civico. Non è più il momento di rifugiarsi nel lamento, è il momento di opporsi a ciò che non va e per essere utili in questo senso bisogna essere sempre di più; ecco il motivo per cui è stata avviata la campagna di tesseramento, per poter dare il proprio contributo che non è solo economico. Mi aspetto che possiate essere tanti, io ci sono.. e voi!?

Certo… sarà una strada dura, ma con l’aiuto di tutti ce la faremo. Riprendiamoci l’Italia! 
 

Avvio della campagna tesseramento di "ITALEXIT".

Gli italiani si meritano un’Italia forte, libera e indipendente, che recuperi la propria sovranità e sia di nuovo capace di autodeterminarsi. 

Di fronte al fallimento del neoliberismo e della globalizzazione sfrenata, ora più che mai è necessario un radicale cambio di paradigma. 

C’è da cancellare gli effetti nefasti degli ultimi trent’anni di politiche antipopolari e ricostruire una società all’insegna dei diritti e dei valori della nostra Costituzione. 

Queste sono le nostre parole d’ordine per un’Italia che si desti dal torpore e sappia affrontare le sfide dei tempi a venire. 
Scrive la mia amica Romj sulla sua pagina social di Facebook: 
Venerdi 7 Maggio è stata una bella giornata. poter contribuire concretamente al progetto di “Italexit Sicilia” con Paragone e con la mia nomina a Coordinatrice della città di Catania desidero agevolare l’inclusione di tante persone che hanno, in comune con il nostro movimento, la giusta determinazione per difendere i nostri diritti e cercare tutti insieme di poter raddrizzare la rotta…

Ogni decisione fronteggeremo con fierezza e MAI si dovrà consentire ad alcuno, di disporre delle nostre vite. Io conosco un solo metodo, la consapevolezza del diritto civico. Non è più il momento di rifugiarsi nel lamento, è il momento di opporsi a ciò che non va e per essere utili in questo senso bisogna essere sempre di più; ecco il motivo per cui è stata avviata la campagna di tesseramento, per poter dare il proprio contributo che non è solo economico. Mi aspetto che possiate essere tanti, io ci sono.. e voi!?

Certo… sarà una strada dura, ma con l’aiuto di tutti ce la faremo. Riprendiamoci l’Italia!