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La mia libertà finisce dove incomincia la vostra...

L'ennesima cava abusiva sequestrata…

I carabinieri del gruppo “NOE” di Catania e i militari dell’Arma della locale compagnia hanno provveduto ad effettuare un nuovo sequestro nel Comune di Palagonia, in una cava abusiva di tufo .

Il sequestro ha interessato altresì anche un autocarro ed un escavatore e sono due le persone denunciate alla Procura di Caltagirone e cioè il titolare dell’impresa che stava eseguendo i lavori ed il responsabile della ditta che aveva acquistato il materiale estratto abusivamente e l’aveva trasportato senza alcun valido documento fiscale…

Secondo gli organi inquirenti, il valore del sequestro ammonta a circa 300 mila euro e l’area interessata dell’escavazione abusiva comprendeva due aree, una di circa 10.000 mq e l’altra di poco più della metà, all’incirca 6.000 mq. 

Inoltre, si conferma la presenza di un impianto di vagliatura e di rantumazione degli inerti e il materiale estratto si dovrebbe agirare intorno alle decine di migliaia di tonnellate… 

Certo sorprende come nessuno, in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e d’interesse archeologico, si sia  accorto di quanto stesse accadendo in quel Comune di Palagonia… già nessuno vede mai nulla e chi si accorge di qualcosa preferisce in maniera omertosa far finta di non vedere, chissà forse per non aver successivamente problemi personali…

Le strade di Catania sono buone come l’emmental!!! Difatti su quei lavori stradali ci mangiano tutti!!!

Cosa dire, le buche presenti sulle nostre strade superano anche quelle presenti nella forma del formaggio svizzero più famoso, l’emmental… noto per quella sua caratteristica delle occhiature, buchi dovuti a delle sacche di anidride carbonica  che si formano naturalmente durante le fasi di maturazione del formaggio a causa della fermentazione…

Stamani, nel dirigermi verso la cittadina di Nicolosi ho dovuto effettuare un vero e proprio slalom, senza però aver indossato alcuno sci eppure l’unico modo per proseguire quel tratto d strada che da Catania porta alla cittadina ai piedi dell’Etna era questo, quello cioè di evitare le buche, ma cosa dico buche, vere e proprie voragini!!!

Tra l’altro la cosa che più mi ha sorpreso è vedere come molte di esse fossero state segnalate, si… contornate da uno spray bianco intorno, per far comprendere agli autisti che li vi fosse una buca: non vorrei essere nei panni di un motociclista, in particolare nei giorno in cui quelle buche sono riempite di acqua e quindi impossibili da vedersi!!!

Certo la pioggia è stata in questi giorno qualcosa di terribile e inconsueto, ma veramente vogliamo dare la colpa di quanto sta accadendo al meteo??? 

Ci si è dimenticati di come quelle strade siano state da poco tempo ripristinate???

Non è che forse nell’eseguire quei lavori, qualcuno addetto ai controlli si sia volontariamente allontanato durante le fasi di lavorazioni, preferendo fare colazione invece di verificare la corretta procedura operativa per quel tipo d’intervento…  

D’altronde vi basta fermarvi in attimo ad osservare all’interno di quel foro per comprendere cosa non sia andato, non bisogna essere dei veri e proprie esperti per intuire che i millimetri di strati previsti non corrispondono minimamente a quelli riportati in un qualsivoglia capitolato…

Ma se quanto sopra è stato possibile realizzarlo è perché qualcuno voleva risparmiare e qualcun altro ci voleva (come si dice da noi): “mangiari“!!! 

Già perché alla fine di questo si tratta, di raggirare, imbrogliare, ingannare, rubare, sì, non importa come… l’importante è riuscirci sempre o quando ne viene offerta l’occasione, il tutto ovviamente a scapito dello Stato e quindi, di noi cittadini!!!

Allora perché meravigliarsi se solo dopo pochi mesi da quegli interventi, le strade si trasformano in un colabrodo??? 

Ed ancora mi chiedo, perché i Comuni invece di pensare a ripristinare con i nostri soldi quelle strade, non chiedono all’impresa che ha eseguito male quei lavori di ripristinarli immediatamente??? 

D’altronde contrattualmente quest’ultimi dovrebbero garantire i lavori eseguiti – in particolare se ora questi presentano difformità o ancor peggio vizi di esecuzione – e tale periodo non può certamente ridursi a qualche mese o a pochi giorni??? 

Mi rendo conto che nel mio blog sono sempre molto duro con le imprese che si comportano in maniera disonesta o con quanti operano nel pubblico in qualità di direzione lavori, rendendosi il più delle volte partecipi a quelle vergognose collusioni…

Comprendo come  la materia sia fortemente delicata e in questo momento saranno in molti a odiarmi per quanto sopra riportato, mi dispiace per loro, ma si dovranno aggiungere alla lunga lista già presente!!!

Comunque nulla per loro è perso, anzi vorrei dir loro di stare tranquilli, sì… perché potranno sempre auspicare nella giustizia o per meglio dire nella “mala-giustizia”, quella cioè che affida il proprio responso a vere e proprie interpretazioni dei giudici, gli stessi che dimostrano, di volta in volta, di mutare o per meglio dire “trasformano” quel loro parere nei vari giudizi…

Ma d’altronde si sa… il nostro è un paese pieno di buche e credetemi, non sono soltanto quelle stradali!!!

Le strade di Catania sono buone come l'emmental!!! Difatti su quei lavori stradali ci mangiano tutti!!!

Cosa dire, le buche presenti sulle nostre strade superano anche quelle presenti nella forma del formaggio svizzero più famoso, l’emmental… noto per quella sua caratteristica delle occhiature, buchi dovuti a delle sacche di anidride carbonica  che si formano naturalmente durante le fasi di maturazione del formaggio a causa della fermentazione…

Stamani, nel dirigermi verso la cittadina di Nicolosi ho dovuto effettuare un vero e proprio slalom, senza però aver indossato alcuno sci eppure l’unico modo per proseguire quel tratto d strada che da Catania porta alla cittadina ai piedi dell’Etna era questo, quello cioè di evitare le buche, ma cosa dico buche, vere e proprie voragini!!!

Tra l’altro la cosa che più mi ha sorpreso è vedere come molte di esse fossero state segnalate, si… contornate da uno spray bianco intorno, per far comprendere agli autisti che li vi fosse una buca: non vorrei essere nei panni di un motociclista, in particolare nei giorno in cui quelle buche sono riempite di acqua e quindi impossibili da vedersi!!!

Certo la pioggia è stata in questi giorno qualcosa di terribile e inconsueto, ma veramente vogliamo dare la colpa di quanto sta accadendo al meteo??? 

Ci si è dimenticati di come quelle strade siano state da poco tempo ripristinate???

Non è che forse nell’eseguire quei lavori, qualcuno addetto ai controlli si sia volontariamente allontanato durante le fasi di lavorazioni, preferendo fare colazione invece di verificare la corretta procedura operativa per quel tipo d’intervento…  

D’altronde vi basta fermarvi in attimo ad osservare all’interno di quel foro per comprendere cosa non sia andato, non bisogna essere dei veri e proprie esperti per intuire che i millimetri di strati previsti non corrispondono minimamente a quelli riportati in un qualsivoglia capitolato…

Ma se quanto sopra è stato possibile realizzarlo è perché qualcuno voleva risparmiare e qualcun altro ci voleva (come si dice da noi): “mangiari“!!! 

Già perché alla fine di questo si tratta, di raggirare, imbrogliare, ingannare, rubare, sì, non importa come… l’importante è riuscirci sempre o quando ne viene offerta l’occasione, il tutto ovviamente a scapito dello Stato e quindi, di noi cittadini!!!

Allora perché meravigliarsi se solo dopo pochi mesi da quegli interventi, le strade si trasformano in un colabrodo??? 

Ed ancora mi chiedo, perché i Comuni invece di pensare a ripristinare con i nostri soldi quelle strade, non chiedono all’impresa che ha eseguito male quei lavori di ripristinarli immediatamente??? 

D’altronde contrattualmente quest’ultimi dovrebbero garantire i lavori eseguiti – in particolare se ora questi presentano difformità o ancor peggio vizi di esecuzione – e tale periodo non può certamente ridursi a qualche mese o a pochi giorni??? 

Mi rendo conto che nel mio blog sono sempre molto duro con le imprese che si comportano in maniera disonesta o con quanti operano nel pubblico in qualità di direzione lavori, rendendosi il più delle volte partecipi a quelle vergognose collusioni…

Comprendo come  la materia sia fortemente delicata e in questo momento saranno in molti a odiarmi per quanto sopra riportato, mi dispiace per loro, ma si dovranno aggiungere alla lunga lista già presente!!!

Comunque nulla per loro è perso, anzi vorrei dir loro di stare tranquilli, sì… perché potranno sempre auspicare nella giustizia o per meglio dire nella “mala-giustizia”, quella cioè che affida il proprio responso a vere e proprie interpretazioni dei giudici, gli stessi che dimostrano, di volta in volta, di mutare o per meglio dire “trasformano” quel loro parere nei vari giudizi…

Ma d’altronde si sa… il nostro è un paese pieno di buche e credetemi, non sono soltanto quelle stradali!!!

"ANTIMAFIA2000": erano il ”vertice riservato e invisibile della ‘Ndrangheta”.

Mi permetto di riproporre un articolo che ritengo sconvolgente dell’Associazione Culturale Falcone e Borsellino “Antimafia 2000” al link: https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/309-topnews/86525-gotha-i-giudici-de-stefano-e-romeo-erano-il-vertice-riservato-e-invisibile-della-ndrangheta.html

Il “vertice riservato ed invisibile della ‘Ndrangheta” insieme all’avvocato Paolo Romeo, l’altra testa pensante della ‘Ndrangheta reggina. E’ così che i giudici della corte d’Appello di Reggio Calabria hanno tratteggiato la figura dell’avvocato Giorgio De Stefano nelle motivazioni della sentenza di secondo grado del processo “Gotha”, nella quale De Stefano è stato condannato a 15 anni di reclusione. Dal processo – nato dalla riunione delle inchieste “Mamma Santissima”, “Reghion”, “Fata Morgana” e “Sistema Reggio” coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dai pm Walter Ignazitto, Stefano Musolino e Roberto Di Palma – secondo la Corte è emerso il ruolo “apicale occulto della componente “riservata” della ‘Ndrangheta e componente apicale dell’articolazione territoriale denominata cosca De Stefano” dell’avvocato. 

I giudici ritengono infatti che De Stefano – di recente ai domiciliari per ragioni di salute – ebbe “compiti di cooperazione anche con gli altri soggetti al vertice delle diverse articolazioni territoriali della ‘Ndrangheta, al fine di consentire la concreta attuazione del relativo programma criminoso, fungendo da autorevole punto di riferimento per gli imprenditori (e/o esercenti commerciali) che richiedevano specifiche “garanzie ambientali”, necessarie per operare in tranquillità nel predetto territorio, adoperandosi attivamente in tal senso e dando direttamente e/o indirettamente agli operatori economici interessati le garanzie di volta in volta richieste”. Secondo la Corte d’Appello, dunque, “le risultanze istruttorie appaiono sufficienti a dimostrare la partecipazione di De Stefano Giorgio al sodalizio criminale, vale a dire lo stabile ed organico inserimento del soggetto nell’organizzazione del sodalizio, con ruolo dinamico e funzionale, in esplicazione del quale l’interessato rimane a disposizione dell’ente per il perseguimento dei comuni fini criminosi”. In sostanza, dunque, “è dimostrato come De Stefano, con la sua condotta, abbia prestato un contributo concreto idoneo alla conservazione od al rafforzamento della struttura associativa, con la precipua finalità di perseguirne gli scopi”. Non solo. Nelle pagine della motivazione della sentenza di condanna vengono inoltre delineate la dimensione e la rete di contatti e conoscenze dell’imputato. Si legge, sul punto, il suo ruolo di “capo ed organizzatore del sodalizio unitariamente inteso, in qualità di partecipe della componente invisibile della ‘Ndrangheta, struttura di vertice chiamata a svolgere compiti di direzione strategica e, in ultima analisi, di gestione occulta delle scelte di politica criminale del sodalizio di stampo mafioso denominato ‘Ndrangheta”. Parole cartesiane, quelle dei giudici, che sottolineano De Stefano in un contesto criminale che “interagisce stabilmente, attraverso associazioni segrete caratterizzate dalla “segretezza” dei “fini” e dalla “riservatezza” dei “metodi” (massoneria deviata), con il mondo dell’imprenditoria, della finanza, della magistratura e, più in generale, delle istituzioni”. Vengono anche descritte le modalità di operazione di queste associazioni. Da segnalare la modalità di veicolazione delle strategie criminali a soggetti insospettabili (cerniera o riservati) “il cui compito è di realizzare una interfaccia tra l’organismo di vertice e la “base” territoriale dell’associazione”.

La Santa e la sua evoluzione con i due avvocati

Nella sentenza i giudici parlano anche della cosiddetta “Santa”, una “struttura elitaria di cui hanno fatto parte, oltre ai capi promotori (Mommo Piromalli, i fratelli Paolo e Giorgio De Stefano, Santo Araniti, tra i principali), i pochi altri elementi di vertice cooptati in tale apicale organismo”. De Stefano e Paolo Romeo risiedono in una struttura dai simili caratteri, ma più evoluta della conosciuta “Società di Santa” o “Santa”. Una struttura costituita da “una sfera di operatività della ‘Ndrangheta diversa da quella che caratterizza, nei medesimi anni, membri apicali delle singole articolazioni territoriali”.

Di questi ambienti aveva fatto cenno anche il pentito Antonino Fiume il quale durante il processo aveva descritto De Stefano come “il consigliori della famiglia”, ossia – sintetizza la Corte – un mafioso di vertice che dà i consigli, non un mafioso da quattro soldi, colui che ereditò quelle relazioni riservate dal defunto boss Paolo De Stefano. “Sono quei legami che stratificano e consolidano la potenza dei De Stefano, la quale si fonda non solo sulla “nota” e “visibile” componente operativa – quella incarnata, fra gli altri, da Carmine, Giuseppe e, all’occorrenza Dimitri De Stefano – ma, soprattutto, sulla capacità di intessere riservatamente relazioni con il mondo imprenditoriale, politico ed istituzionale, nonché con gli ambienti massonici, di cui hanno dato prova, con diversità di ruolo e di “operatività”, i coimputati Giorgio De Stefano e Paolo Romeo”. Sempre in riferimento alla diarchia Romeo-De Stefano, la corte approfondisce anche le loro relazioni con il “mondo dei “riservati” del sodalizio, con soggetti insospettabili, professionisti al servizio della giustizia come il commercialista Giovani Zumbo”. Facendo leva su questo humus, costituito dalla cosiddetta “borghesia mafiosa”, spiegano i giudici, Giorgio De Stefano, insieme a Paolo Romeo, diviene “promotore, dirigente ed organizzatore della componente riservata della ‘Ndrangheta, agendo stabilmente quale componente apicale occulto del sistema criminale mafioso che, da ultimo, trova la sua sublimazione nel collaudato “Sistema Reggio””. Sempre sul rapporto tra i due avvocati, la corte riporta che “Giorgio De Stefano e Paolo Romeo dimostrano una straordinaria capacità di governare ed orientare lo scenario politico locale in modo tale da determinare le sorti delle elezioni comunali, provinciali, regionali ed europee, giungendo finanche a stabilire chi, fra un candidato e l’altro, debba prevalere”.

Le mani nelle istituzioni

Al vaglio dei giudici è passato anche l’insieme di infiltrazioni della ‘Ndrangheta Reggina nelle istituzioni. Secondo la corte, che ha sostanzialmente avvallato il grande lavoro del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, “vi fu una massiccia attività di interferenza sull’esercizio delle funzioni degli organi rappresentativi di rango costituzionale (e non), che ha prodotto l’asservimento della funzione pubblica al soddisfacimento di interessi di parte, in grado di provocare rilevanti vantaggi ed utilità personali, professionali e patrimoniali”.

Il modus operandi attraverso cui tale infiltrazione è stata resa possibile, osservano i giudici, sono: la lottizzazione delle società miste partecipate del Comune di Reggio Calabria e la gestione dei fondi del c. d. “Decreto Reggio”, “con le altrettanto note relazioni occulte gestite dal coimputato Paolo Romeo, con l’ausilio di alti rappresentanti delle istituzioni (vice prefetti e parlamentari, fra gli altri)”.

A riprova di ciò, la Corte porta le intercettazioni all’interno dello studio legale Tommasini, dove De Stefano e Romeo dialogano di dinamiche elettorali, “con l’evidente finalità di modificarne eventualmente l’esito a seconda della scelta del candidato da appoggiare, ciò, si basi, a soli sette giorni dal voto». Le dichiarazioni, il cui tenore è definito esplicito dai giudici, sarebbero la conferma degli evidenti riferimenti alla possibilità di spostare, ad appena una settimana dal voto, pacchetti consistenti di voti. Elementi, questi, che fanno comprendere come una tale tipo di intervento a vantaggio dell’uno o dell’altro candidato sarebbe stato possibile soltanto in virtù del coinvolgimento della ‘Ndrangheta nella sua componente unitaria.

"ANTIMAFIA2000": erano il ''vertice riservato e invisibile della 'Ndrangheta''.

Mi permetto di riproporre un articolo che ritengo sconvolgente dell’Associazione Culturale Falcone e Borsellino “Antimafia 2000” al link: https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/309-topnews/86525-gotha-i-giudici-de-stefano-e-romeo-erano-il-vertice-riservato-e-invisibile-della-ndrangheta.html

Il “vertice riservato ed invisibile della ‘Ndrangheta” insieme all’avvocato Paolo Romeo, l’altra testa pensante della ‘Ndrangheta reggina. E’ così che i giudici della corte d’Appello di Reggio Calabria hanno tratteggiato la figura dell’avvocato Giorgio De Stefano nelle motivazioni della sentenza di secondo grado del processo “Gotha”, nella quale De Stefano è stato condannato a 15 anni di reclusione. Dal processo – nato dalla riunione delle inchieste “Mamma Santissima”, “Reghion”, “Fata Morgana” e “Sistema Reggio” coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dai pm Walter Ignazitto, Stefano Musolino e Roberto Di Palma – secondo la Corte è emerso il ruolo “apicale occulto della componente “riservata” della ‘Ndrangheta e componente apicale dell’articolazione territoriale denominata cosca De Stefano” dell’avvocato. 

I giudici ritengono infatti che De Stefano – di recente ai domiciliari per ragioni di salute – ebbe “compiti di cooperazione anche con gli altri soggetti al vertice delle diverse articolazioni territoriali della ‘Ndrangheta, al fine di consentire la concreta attuazione del relativo programma criminoso, fungendo da autorevole punto di riferimento per gli imprenditori (e/o esercenti commerciali) che richiedevano specifiche “garanzie ambientali”, necessarie per operare in tranquillità nel predetto territorio, adoperandosi attivamente in tal senso e dando direttamente e/o indirettamente agli operatori economici interessati le garanzie di volta in volta richieste”. Secondo la Corte d’Appello, dunque, “le risultanze istruttorie appaiono sufficienti a dimostrare la partecipazione di De Stefano Giorgio al sodalizio criminale, vale a dire lo stabile ed organico inserimento del soggetto nell’organizzazione del sodalizio, con ruolo dinamico e funzionale, in esplicazione del quale l’interessato rimane a disposizione dell’ente per il perseguimento dei comuni fini criminosi”. In sostanza, dunque, “è dimostrato come De Stefano, con la sua condotta, abbia prestato un contributo concreto idoneo alla conservazione od al rafforzamento della struttura associativa, con la precipua finalità di perseguirne gli scopi”. Non solo. Nelle pagine della motivazione della sentenza di condanna vengono inoltre delineate la dimensione e la rete di contatti e conoscenze dell’imputato. Si legge, sul punto, il suo ruolo di “capo ed organizzatore del sodalizio unitariamente inteso, in qualità di partecipe della componente invisibile della ‘Ndrangheta, struttura di vertice chiamata a svolgere compiti di direzione strategica e, in ultima analisi, di gestione occulta delle scelte di politica criminale del sodalizio di stampo mafioso denominato ‘Ndrangheta”. Parole cartesiane, quelle dei giudici, che sottolineano De Stefano in un contesto criminale che “interagisce stabilmente, attraverso associazioni segrete caratterizzate dalla “segretezza” dei “fini” e dalla “riservatezza” dei “metodi” (massoneria deviata), con il mondo dell’imprenditoria, della finanza, della magistratura e, più in generale, delle istituzioni”. Vengono anche descritte le modalità di operazione di queste associazioni. Da segnalare la modalità di veicolazione delle strategie criminali a soggetti insospettabili (cerniera o riservati) “il cui compito è di realizzare una interfaccia tra l’organismo di vertice e la “base” territoriale dell’associazione”.

La Santa e la sua evoluzione con i due avvocati

Nella sentenza i giudici parlano anche della cosiddetta “Santa”, una “struttura elitaria di cui hanno fatto parte, oltre ai capi promotori (Mommo Piromalli, i fratelli Paolo e Giorgio De Stefano, Santo Araniti, tra i principali), i pochi altri elementi di vertice cooptati in tale apicale organismo”. De Stefano e Paolo Romeo risiedono in una struttura dai simili caratteri, ma più evoluta della conosciuta “Società di Santa” o “Santa”. Una struttura costituita da “una sfera di operatività della ‘Ndrangheta diversa da quella che caratterizza, nei medesimi anni, membri apicali delle singole articolazioni territoriali”.

Di questi ambienti aveva fatto cenno anche il pentito Antonino Fiume il quale durante il processo aveva descritto De Stefano come “il consigliori della famiglia”, ossia – sintetizza la Corte – un mafioso di vertice che dà i consigli, non un mafioso da quattro soldi, colui che ereditò quelle relazioni riservate dal defunto boss Paolo De Stefano. “Sono quei legami che stratificano e consolidano la potenza dei De Stefano, la quale si fonda non solo sulla “nota” e “visibile” componente operativa – quella incarnata, fra gli altri, da Carmine, Giuseppe e, all’occorrenza Dimitri De Stefano – ma, soprattutto, sulla capacità di intessere riservatamente relazioni con il mondo imprenditoriale, politico ed istituzionale, nonché con gli ambienti massonici, di cui hanno dato prova, con diversità di ruolo e di “operatività”, i coimputati Giorgio De Stefano e Paolo Romeo”. Sempre in riferimento alla diarchia Romeo-De Stefano, la corte approfondisce anche le loro relazioni con il “mondo dei “riservati” del sodalizio, con soggetti insospettabili, professionisti al servizio della giustizia come il commercialista Giovani Zumbo”. Facendo leva su questo humus, costituito dalla cosiddetta “borghesia mafiosa”, spiegano i giudici, Giorgio De Stefano, insieme a Paolo Romeo, diviene “promotore, dirigente ed organizzatore della componente riservata della ‘Ndrangheta, agendo stabilmente quale componente apicale occulto del sistema criminale mafioso che, da ultimo, trova la sua sublimazione nel collaudato “Sistema Reggio””. Sempre sul rapporto tra i due avvocati, la corte riporta che “Giorgio De Stefano e Paolo Romeo dimostrano una straordinaria capacità di governare ed orientare lo scenario politico locale in modo tale da determinare le sorti delle elezioni comunali, provinciali, regionali ed europee, giungendo finanche a stabilire chi, fra un candidato e l’altro, debba prevalere”.

Le mani nelle istituzioni

Al vaglio dei giudici è passato anche l’insieme di infiltrazioni della ‘Ndrangheta Reggina nelle istituzioni. Secondo la corte, che ha sostanzialmente avvallato il grande lavoro del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, “vi fu una massiccia attività di interferenza sull’esercizio delle funzioni degli organi rappresentativi di rango costituzionale (e non), che ha prodotto l’asservimento della funzione pubblica al soddisfacimento di interessi di parte, in grado di provocare rilevanti vantaggi ed utilità personali, professionali e patrimoniali”.

Il modus operandi attraverso cui tale infiltrazione è stata resa possibile, osservano i giudici, sono: la lottizzazione delle società miste partecipate del Comune di Reggio Calabria e la gestione dei fondi del c. d. “Decreto Reggio”, “con le altrettanto note relazioni occulte gestite dal coimputato Paolo Romeo, con l’ausilio di alti rappresentanti delle istituzioni (vice prefetti e parlamentari, fra gli altri)”.

A riprova di ciò, la Corte porta le intercettazioni all’interno dello studio legale Tommasini, dove De Stefano e Romeo dialogano di dinamiche elettorali, “con l’evidente finalità di modificarne eventualmente l’esito a seconda della scelta del candidato da appoggiare, ciò, si basi, a soli sette giorni dal voto». Le dichiarazioni, il cui tenore è definito esplicito dai giudici, sarebbero la conferma degli evidenti riferimenti alla possibilità di spostare, ad appena una settimana dal voto, pacchetti consistenti di voti. Elementi, questi, che fanno comprendere come una tale tipo di intervento a vantaggio dell’uno o dell’altro candidato sarebbe stato possibile soltanto in virtù del coinvolgimento della ‘Ndrangheta nella sua componente unitaria.

Quale verità per l’ambasciatore Luca Attanasio???

Vedrete… tutto verrà insabbiato“, sì… scrivevo così nel mio post http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/02/lambasciatore-luca-attanasio-e-il.html e in qualche modo possiamo dire che è ciò che di fatto sta accadendo…

D’altronde è così che va nel nostro Stato, quando gli servi ti tengono stretto e quando poi non servi più ti sganciano!!!

Basti vedere quanto accaduto con il nostro diplomatico, Luca Attanasio… 

Sì… la moglie spera ancora di conoscere la verità, ma quale verità… quella che non deve emergere oppure quella che è emersa su una ricostruzione fantasiosa ???

Io ci credo a questa verità e l’aspetto per le nostre bimbe e non solo, anche per gli italiani, lo dobbiamo a Luca e questo giorno io lo aspetto”: bellissime parole quelle della moglie Zakia Seddiki e mi dispiace dover dire quanto segue, ma ho quasi la certezza che ahimè questa speranza sbatterà nel muro dell’indifferenza dei nostri governanti, incapaci di gestire in maniera corretta la politica nazionale… immaginiamo quindi quella internazionale!!!

L’ultima volta che ho scritto sull’argomento erano state riportate notizie sulle indagini compiute, ma il sottoscritto sin da subito non aveva creduto a nessuna di quelle dichiarazioni espresse, peraltro giustificando quelle mie perplessità con motivazioni basate sulla propria esperienza personale… 

L’hanno mandato a morire, difatti abbiamo visto come è stato lasciato solo!!!

E quanto sopra è potuto accadere semplicemente perché l’ambasciatore Luca Attanasio era una brava persona, buona, sensibile, un individuo che si fidava degli altri e credeva nella bontà umana, pensando che soltanto con l’amore, la partecipazione, il rispetto, il coinvolgimento e il sostegno si potesse migliorare quella parte del mondo così depressa…

Ecco, se soltanto l’ambasciatore fosse stato affine ai nostri governanti, sì… se solo fosse stato più politico e meno umano, ecco che fosse assomigliato a loro si sarebbe salvato!!!

Peraltro basti osservarli, è ciò che fanno da sempre e sono sempre lì… e non vi sono inchieste o condanne che tengono, essi come “zombi” ritornano come se nulla fosse accaduto, già… come dicono correttamente nei social: hanno la faccia come il c…!!!   

Sig.ra Seddiki, auspicare nella verità e nella giustizia è qualcosa a cui ciascuno di noi crede, ma mi creda, in questo nostro Paese è difficilissimo – se non impossibile – far in modo che quei principi possano realizzarsi, perché sono in molti, anzi… direi in “troppi” che non vogliono che quanto celato possa di fatto emergere!!!

Quale verità per l'ambasciatore Luca Attanasio???

Vedrete… tutto verrà insabbiato“, sì… scrivevo così nel mio post http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/02/lambasciatore-luca-attanasio-e-il.html e in qualche modo possiamo dire che è ciò che alla fine sta accadendo…

D’altronde è così che va nel nostro Stato, quando gli servi ti tengono stretto e quando poi non servi ecco che vieni abbandonato!!!

Già… basti vedere quanto accaduto con il nostro diplomatico Luca Attanasio… 

Sì… la moglie spera ancora di conoscere la verità, ma quale verità… quella che non deve emergere oppure quella che è finora emersa e basata su una ricostruzione fantasiosa ???

Io ci credo a questa verità e l’aspetto per le nostre bimbe e non solo, anche per gli italiani, lo dobbiamo a Luca e questo giorno io lo aspetto”: bellissime parole quelle della moglie Zakia Seddiki e mi dispiace dover dire quanto segue, ma ho quasi la certezza che ahimè questa speranza sbatterà nel muro dell’indifferenza dei nostri governanti, incapaci di gestire in maniera corretta la politica nazionale… immaginiamo quindi quella internazionale!!!

L’ultima volta che ho scritto sull’argomento erano state riportate notizie sulle indagini compiute, ma il sottoscritto sin da subito non aveva creduto a nessuna di quelle dichiarazioni espresse, peraltro giustificando quelle mie perplessità con motivazioni basate sulla propria esperienza personale… 

L’hanno mandato a morire, difatti abbiamo visto come è stato lasciato solo!!!

E quanto sopra è potuto accadere semplicemente perché l’ambasciatore Luca Attanasio era una brava persona, buona, sensibile, un individuo che si fidava degli altri e credeva nella bontà umana, pensando che soltanto con l’amore, la partecipazione, il rispetto, il coinvolgimento e il sostegno si potesse migliorare quella parte del mondo così depressa…

Ecco, se soltanto l’ambasciatore fosse stato affine ai nostri governanti, sì… se solo fosse stato più politico e meno umano, certamente se fosse assomigliato a loro… si sarebbe salvato!!!

Peraltro basti osservarli, è ciò che fanno da sempre e sono sempre lì… non vi sono inchieste o condanne che tengono, essi come “zombi” ritornano come se nulla fosse accaduto, già… come dicono di loro correttamente nei social: hanno la faccia come il c…!!!   

Sig.ra Seddiki, auspicare nella verità e nella giustizia è qualcosa a cui ciascuno di noi crede, ma mi consenta, in questo nostro Paese è difficilissimo – se non impossibile – fare in modo che quei sani principi possano compiersi, perché sono in molti, anzi direi in “troppi” a non volere che quanto è stato in tutti i modi celato, possa anche solo con il passar del tempo riemergere!!!

Stretta sulla sicurezza dei lavoratori!!! Certo che se l’asticella dei lavoratori a nero è ora scesa al 10% più del 60% delle imprese sono a rischio di chiusura!!!

La stretta dal governo era stata annunciata ed ora finalmente si è concretizzata!!!

La sospensione dell’attività, che prima era una facoltà degli organi di vigilanza, ora è diventata un obbligo se più del 10% dei lavoratori è in nero!!!

D’altronde vorrei aggiungere, come si può chiamare una società impresa quando tra il suo personale vi sono operai che operano in nero!!!

Tra l’altro vorrei ricordare che questi lavoratori si ritrovano in una specie di limbo, in particolare nei casi d’incidenti mortali, perché molti di quelle vittime vengono fatte scomparire da quei luoghi di lavoro, per poi fare riapparire quei corpi, in una qualche strada di campagna abbandonata o certamente poco trafficata… 

D’altronde come si dice “fatta la legge trovato l’inganno” e non mi riferisco soltanto a quegli imprenditori disonesti, bensì a tutti quei soggetti che per propri vantaggi personali – ad esempio in quanto percettori di reddito di cittadinanza – preferiscono non essere regolarmente assunti, per non perdere quel diritto… 

Le chiamano da anni “la strage delle morti bianche” e mai come in questo periodo si sono contati un numero di vittime così importante… 

Ecco quindi che l’81/08 e s.m.i. viene modificato prevedendo che la vigilanza non spetti solo alle Asl, per come avviene oggi, ma anche all’Ispettorato del lavoro e dovranno lavorare fianco a fianco, coordinando tutte le attività di vigilanza. 

Ovviamente seguono multe e chi non rispetta il provvedimento di sospensione sarà punito con l’arresto fino a sei mesi se ha violato la normativa su salute e sicurezza e con l’arresto da tre a sei mesi o un‘ammenda da 2.500 a 6.400 euro in caso di lavoro nero!!!

Cosa aggiungere – dopo decenni ritardi – si è deciso finalmente di cambiare le regole: certo tutto ora dipende da questi nuovi ispettori appena assunti ed anche dal personale delle forze dell’ordine posto a tutela del lavoro, perché se non si cambia metodologia dei controlli, a poco o per meglio dire a nulla, serviranno queste nuove regole appena pubblicate…

Stretta sulla sicurezza dei lavoratori!!! Certo che se l'asticella dei lavoratori a nero è ora scesa al 10% più del 60% delle imprese sono a rischio di chiusura!!!

La stretta dal governo era stata annunciata ed ora finalmente si è concretizzata!!!

La sospensione dell’attività, che prima era una facoltà degli organi di vigilanza, ora è diventata un obbligo se più del 10% dei lavoratori è in nero!!!

D’altronde vorrei aggiungere, come si può chiamare una società impresa quando tra il suo personale vi sono operai che operano in nero!!!

Tra l’altro vorrei ricordare che questi lavoratori si ritrovano in una specie di limbo, in particolare nei casi d’incidenti mortali, perché molti di quelle vittime vengono fatte scomparire da quei luoghi di lavoro, per poi fare riapparire quei corpi, in una qualche strada di campagna abbandonata o certamente poco trafficata… 

D’altronde come si dice “fatta la legge trovato l’inganno” e non mi riferisco soltanto a quegli imprenditori disonesti, bensì a tutti quei soggetti che per propri vantaggi personali – ad esempio in quanto percettori di reddito di cittadinanza – preferiscono non essere regolarmente assunti, per non perdere quel diritto… 

Le chiamano da anni “la strage delle morti bianche” e mai come in questo periodo si sono contati un numero di vittime così importante… 

Ecco quindi che l’81/08 e s.m.i. viene modificato prevedendo che la vigilanza non spetti solo alle Asl, per come avviene oggi, ma anche all’Ispettorato del lavoro e dovranno lavorare fianco a fianco, coordinando tutte le attività di vigilanza. 

Ovviamente seguono multe e chi non rispetta il provvedimento di sospensione sarà punito con l’arresto fino a sei mesi se ha violato la normativa su salute e sicurezza e con l’arresto da tre a sei mesi o un‘ammenda da 2.500 a 6.400 euro in caso di lavoro nero!!!

Cosa aggiungere – dopo decenni ritardi – si è deciso finalmente di cambiare le regole: certo tutto ora dipende da questi nuovi ispettori appena assunti ed anche dal personale delle forze dell’ordine posto a tutela del lavoro, perché se non si cambia metodologia dei controlli, a poco o per meglio dire a nulla, serviranno queste nuove regole appena pubblicate…

Una giustizia scarsamente attenta ai diritti dei più deboli e molto sensibile nei confronti dei più forti!!!

Sarà una coincidenza, ma casualmente da quando esiste questo governo “Draghi-Mix” ho come la sensazione che la nostra giustizia si sia un po’ rammollita… 

Per meglio chiarire questo mio pensiero, dopo anni e anni d’inchieste giudiziarie, una montagna di documenti, intercettazioni, dichiarazioni, etc… ecco che tetto finisce incredibilmente  nel cassonetto dei rifiuti, quelli “indifferenziati” (già perché non portano con se soltanto carte…)  e le persone che per anni erano state incriminate, ora improvvisamente vengono prosciolte, con la formula ampiamente liberatoria di “non aver commesso il fatto“!!!

Ed allora mi chiedo, perché non facciamo pagare tutti quei costi sostenuti – aggiungerei inutilmente, visto l’esito finale – a quei referenti della nostra giustizia???

Già… a cosa sono serviti tutti quei dibattimenti se poi la fine doveva essere questa???

Ecco, qualcosa di certo in questa nostra giustizia non funziona, oppure debbo credere che funzioni talmente bene da giustificare qualsiasi forma deviante, già evidenziata in questi anni attraverso i privilegiati collegamenti d’interdipendenza tra soggetti giudicanti e soggetti incriminati, tra individui influenti della nostra società e quanti incaricati d’analizzare quei loro illegali comportamenti, che vengono ora incredibilmente considerati quali vittime di un sistema coercitivo…

Ecco quindi che anni di storia, d’incriminazioni, di vergognose inchieste giudiziarie, di reati perpetrati, trasformano in un battito di ciglia quei soggetti in vere e proprie “vittime”!!!

Già… potrei dire che sia nato in questi mesi un nuovo concetto di “vittimologia” che tende ora ad identificare quegli individui in innocenti, quasi fossero stati bersagliati e di conseguenza danneggiati da atteggiamenti di vera e propria persecuzione, allo scopo di stroncare qualsivoglia loro influenza personale o ancor di più politica…  

Oggi però quel tempo è cambiato, come vediamo nel governo nazionale vanno tutti d’amore e d’accordo e il Presidente Draghi in questo è un maestro d’orchestra (d’altronde punta alla Presidenza della Repubblica…), compiacendo una volta l’uno e una volta l’altro, trasformando e con essa mutando anche quella devianza un tempo considerata illegale, ma che ora – grazie ad una forma di condono generalizzato –  è divenuta, sia pur illecitamente, condizione fondamentale per riapparire nuovamente “limpidi” in questa nostra società. 

Quanto sopra ha di fatto comportato una vera e propria trasformazione delle coscienze, in particolare nei cittadini che quasi fossero stati colpiti da un’amnesia, riprendono in maniera fisiologica da dove avevano a suo tempo lasciato, divenendo ora improvvisamente garantisti e accettando questo nuovo concetto di “vittimologia”, prendendosela con tutto ciò che rappresenta l’ordine pubblico e con le stesse istituzioni, che a loro dire hanno volontariamente sbagliato nel prendersela con chi era ahimè innocente…

Siamo passati quindi dal tirare le monete ad una totale rivisitazione della storia, in particolare ora grazie a una intercorsa tolleranza della nostra politica, si è dato il via a una profonda azione garantista, che sta portando al progressivo scomparire di un’equa giustizia sociale, che permette di disconoscere nei fatti le ragioni dei cittadini a scapito sempre dei personaggi più celebri e soprattutto ricchi di questo paese…

Una giustizia quindi non più in grado di occuparsi dei diritti delle persone offese, ma divenuti garanti delle regioni dei più forti e come conseguenza diretta assistiamo a quanto sta purtroppo accadendo, vedasi tutti quei reati a carattere personale/collettivi, quelli ambientali o anche quelli connessi – come ormai assistiamo quotidianamente – all’ambiente lavorativo!!!

Ma questa si sa… è un altra storia!!! 

Una giustizia scarsamente attenta ai diritti dei più deboli e molto sensibile nei confronti dei più forti!!!

Sarà una coincidenza, ma casualmente da quando esiste questo governo “Draghi-Mix” ho come la sensazione che la nostra giustizia si sia un po’ rammollita… 

Per meglio chiarire questo mio pensiero, dopo anni e anni d’inchieste giudiziarie, una montagna di documenti, intercettazioni, dichiarazioni, etc… ecco che tetto finisce incredibilmente  nel cassonetto dei rifiuti, quelli “indifferenziati” (già perché non portano con se soltanto carte…)  e le persone che per anni erano state incriminate, ora improvvisamente vengono prosciolte, con la formula ampiamente liberatoria di “non aver commesso il fatto“!!!

Ed allora mi chiedo, perché non facciamo pagare tutti quei costi sostenuti – aggiungerei inutilmente, visto l’esito finale – a quei referenti della nostra giustizia???

Già… a cosa sono serviti tutti quei dibattimenti se poi la fine doveva essere questa???

Ecco, qualcosa di certo in questa nostra giustizia non funziona, oppure debbo credere che funzioni talmente bene da giustificare qualsiasi forma deviante, già evidenziata in questi anni attraverso i privilegiati collegamenti d’interdipendenza tra soggetti giudicanti e soggetti incriminati, tra individui influenti della nostra società e quanti incaricati d’analizzare quei loro illegali comportamenti, che vengono ora incredibilmente considerati quali vittime di un sistema coercitivo…

Ecco quindi che anni di storia, d’incriminazioni, di vergognose inchieste giudiziarie, di reati perpetrati, trasformano in un battito di ciglia quei soggetti in vere e proprie “vittime”!!!

Già… potrei dire che sia nato in questi mesi un nuovo concetto di “vittimologia” che tende ora ad identificare quegli individui in innocenti, quasi fossero stati bersagliati e di conseguenza danneggiati da atteggiamenti di vera e propria persecuzione, allo scopo di stroncare qualsivoglia loro influenza personale o ancor di più politica…  

Oggi però quel tempo è cambiato, come vediamo nel governo nazionale vanno tutti d’amore e d’accordo e il Presidente Draghi in questo è un maestro d’orchestra (d’altronde punta alla Presidenza della Repubblica…), compiacendo una volta l’uno e una volta l’altro, trasformando e con essa mutando anche quella devianza un tempo considerata illegale, ma che ora – grazie ad una forma di condono generalizzato –  è divenuta, sia pur illecitamente, condizione fondamentale per riapparire nuovamente “limpidi” in questa nostra società. 

Quanto sopra ha di fatto comportato una vera e propria trasformazione delle coscienze, in particolare nei cittadini che come fossero stati colpiti da un’amnesia, riprendono in maniera fisiologica da dove avevano a suo tempo lasciato, divenendo ora improvvisamente garantisti e accettando questo nuovo concetto espresso di “vittimologia”, prendendosela con tutto ciò che rappresenta l’ordine pubblico e le stesse istituzioni che a loro dire, hanno volontariamente sbagliato nel prendersela con chi era innocente…

Siamo passati quindi dal tirare le monete ad una totale rivisitazione della storia, in particolare ora grazie a una intercorsa tolleranza della nostra politica, si è dato il via a una profonda azione garantista, che sta portando al progressivo scomparire di un’equa giustizia sociale, che permette di disconoscere nei fatti le ragioni dei cittadini a scapito sempre dei personaggi più celebri e soprattutto ricchi di questo paese…

Una giustizia quindi non più in grado di occuparsi dei diritti delle persone offese, ma divenuti garanti delle regioni dei più forti e come conseguenza diretta assistiamo a quanto sta accadendo, vedasi i reati a carattere personale e/o collettivi, quelli ambientali ma anche a quelli connessi ahimè all’ambiente lavorativo!!!

Ma questa si sa… è un altra storia!!! 

Il ritorno della "democrazia cristiana" : quanta poca memora hanno taluni miei conterranei!!!

Come ripeto spesso: noi siciliani meritiamo ciò che abbiamo!!!

Mi verrebbe da piangere ma ormai non ho più lacrime da versare, in particolare per questa terra che dimostra per l’ennesima volta, quanta poca memoria possieda… 

Siamo un disastro, già sotto tutti i punti di vista eppure i miei conterranei continuano imperterriti a votare per le stesse persone, gli stessi partiti che in questi anni ci hanno condotto agli ultimi posti della classifica sulla qualità della vita…

Questa nostra Sicilia, questi suoi conterranei che amano flagellarsi, chissà forse debbo credere che amino punirsi e stare male!!!

Ripeto… siamo agli ultimi posti, tra i peggiori, sprofondati in quella parte bassa della classifica, eppure nulla si fa per cambiare questa situazione, già… è come se a tutti vada bene, così…

Come dicevo sopra… “meritiamo ciò che abbiamo” e la circostanza assurda è che non facciamo nulla per cambiare questa condizione disastrata, ma continuiamo a scegliere sempre il peggio: passiamo dalla peggiore politica a quei rapporti sterili con quei loro rappresentati quasi sempre legati in rapporto diretto con quegli esponenti mafiosi e come se nulla fosse, facendosi prendere in giro o chissà forse debbo credere, sperando che nulla ambi affinché questo sistema corrotto e clientelare possa continuare a perdurare… 

Già… forse è questa la verità, tutti aspirano a chiedere qualcosa e quindi forse, con una società civile e in un qualche modo blindata, poco si può fare, mentre viceversa, con un meccanismo collaudato e per molti anni adottato quale modello di compromesso e soprattutto d’illegalità, ecco che tutto diventa possibile e si possono ottenere quei risultati richiesti con estrema facilità…

Sì… pian piano stiamo ritornando a quel cosiddetto “accomodamento”: Tu dai un voto a me ed io prometto di dare un posto a te!!! E  vissero tutti felici e contenti!!!

CHE SCHIFO!!! 

Il ritorno della "democrazia cristiana" : quanta poca memora hanno taluni miei conterranei!!!

Come ripeto spesso: noi siciliani meritiamo ciò che abbiamo!!!

Mi verrebbe da piangere ma ormai non ho più lacrime da versare, in particolare per questa terra che dimostra per l’ennesima volta, quanta poca memoria possieda… 

Siamo un disastro, già sotto tutti i punti di vista eppure i miei conterranei continuano imperterriti a votare per le stesse persone, gli stessi partiti che in questi anni ci hanno condotto agli ultimi posti della classifica sulla qualità della vita…

Questa nostra Sicilia, questi suoi conterranei che amano flagellarsi, chissà forse debbo credere che amino punirsi e stare male!!!

Ripeto… siamo agli ultimi posti, tra i peggiori, sprofondati in quella parte bassa della classifica, eppure nulla si fa per cambiare questa situazione, già… è come se a tutti vada bene, così…

Come dicevo sopra… “meritiamo ciò che abbiamo” e la circostanza assurda è che non facciamo nulla per cambiare questa condizione disastrata, ma continuiamo a scegliere sempre il peggio: passiamo dalla peggiore politica a quei rapporti sterili con quei loro rappresentati quasi sempre legati in rapporto diretto con quegli esponenti mafiosi e come se nulla fosse, facendosi prendere in giro o chissà forse debbo credere, sperando che nulla ambi affinché questo sistema corrotto e clientelare possa continuare a perdurare… 

Già… forse è questa la verità, tutti aspirano a chiedere qualcosa e quindi forse, con una società civile e in un qualche modo blindata, poco si può fare, mentre viceversa, con un meccanismo collaudato e per molti anni adottato quale modello di compromesso e soprattutto d’illegalità, ecco che tutto diventa possibile e si possono ottenere quei risultati richiesti con estrema facilità…

Sì… pian piano stiamo ritornando a quel cosiddetto “accomodamento”: Tu dai un voto a me ed io prometto di dare un posto a te!!! E  vissero tutti felici e contenti!!!

CHE SCHIFO!!! 

L’astensione batte la politica!!!

Ho come la sensazione che mai come questo periodo ci si è stancati di sentir parlare quei nostri inutili politici…

D’altronde, quelle aspettative, quei cambiamenti desiderati, quelle trasformazioni sociali e istituzionali, quel mutamento del rapporto tra i cittadini e la politica tanto auspicato non c’è stato!!!

In questi lunghi anni hanno modificato le leggi elettorali, aperto le candidature a volti nuovi, ma la partecipazione politica è rimasta inalterata, anzi è andata sempre più a peggiorare… 

Si è vero, da un lato ci si informa di più attraverso i social, ed anche se a prima vista sembra che vi sia una partecipazione a quei processi politici in corso, dall’altro, la partecipazione e ancor meno l’uso del voto quale arma di cambiamento non viene neppure utilizzata…

Quindi se da una parte si prende parte alla vita politica esprimendo il proprio disappunto e manifestando la proprie ragioni nei social, dall’altro, si evitano riunioni, comizi, organizzazioni, cortei e quant’altro serva a sostenere quel proprio partito o movimento politico…

Viceversa quanto sopra, viene immediatamente compiuto quando in gioco vi è il proprio posto di lavoro e quindi la propria sopravvivenza, ed allora ecco rivolgere il proprio interesse per quel partito o quel politico che in prima linea partecipa alle loro richieste… 

Perché da noi funziona così: a nessuno interessa nulla di quei personaggi e di quel mondo della politico, in generale potremmo dire che vi sia un disprezzo generale verso la cosa pubblica e tutto ciò che ne fa parte, però stranamente, quanto sopra non si traduce quale conseguenza in un rifiuto totale o ad una chiusura ermetica, no… stranamente si lascia a quei politici una porta aperta e già… quando si tratta di coltivare il proprio orticello o dei propri familiari, ecco che improvvisamente quel distacco, quell’indifferenza, si trasforma in vero e proprio sostegno finanziario, partecipazione, mobilità e attività, per quella sopraggiunta richiesta politica in senso stretto e cioè nella volontà di garantire il proprio consenso e quello dei propri familiari/amici…

Ecco quindi che quella partecipazione passa dall’essere invisibile ad una corposità ben delineata, che si esprime attraverso la comunicazione, il convincimento, lo scambio di opinioni con quanti sono ad essi vicini, in famiglia, al lavoro e con gli amici, il tutto per favorire l’amico politico di turno…

Non importa l’ideologia, il colore, il sentimento, lo schieramento, no… ciò che conta segue esclusivamente un solo interesse, quello personale esteso all’ambito familiare!!!

Poi nei fatti, non ci si informa mai di quanto avviene nella politica, non si ha alcun interesse di parlare di politica, non si frequenta durante il corso degli anni alcuna segreteria se non soltanto sotto il periodo di elezioni o per richiedere una qualche raccomandazione…

Non si partecipa come dicevo sopra ad un qualche dibattito politici, si ha di fatto un totale disinteresse nel governo, i suoi interpreti, dimostrando una sfiducia nella politica e in quanti la esercitano, stessa considerazione si ha nei confronti della televisione, dei quotidiani e anche delle testate web da cui sarebbe possibile assumere quell’informazione politica!!!

Il disinteresse è generale e non perché il linguaggio della politica è troppo complicato, ma perché si crede che quanti si dedichino a quella formazione lo facciano solo per ottenere privilegi e benefici economici che in altri settori lavorativi non potrebbero essere raggiunti…

Ed allora ecco che quando si viene chiamati alle urne, la maggior parte dei cittadini dimostra tutta la propria insofferenza, evidenziata principalmente dall’astensione o ancor peggio sfociando in quella grave recrudescenza che abbiamo potuto osservare ahimè in questi giorni!!! 

Resto comunque dell’idea che solo attraverso il voto è possibile far sentire la propria voce e difatti il sottoscritto non si è mai astenuto dal compiere il proprio dovere, lasciando la mente sempre libera da qualsivoglia coercizione partitica o di amicizia e potendo esprimere (a volte riguardando quella scelta ammetto d’aver sbagliato, ma purtroppo solo con il tempo ho potuto comprendere l’errore fatto..) in quel momento l’unico voto che ritenevo giusto per il mio paese…

Vorrei altresì aggiungere che questa situazione è insostenibile ed è tempo che quei signori dediti alla politica si soffermino a valutare fino a quando questa difficile condizione possa ancora perdurare, altrimenti prepariamoci tutti a pagarne l’eventuali negative conseguenze!!! 

L'astensione batte la politica!!!

Ho come la sensazione che mai come questo periodo ci si è stancati di sentir parlare quei nostri inutili politici…

D’altronde va detto… quelle desiderate aspettative di equità, quei cambiamenti, quelle trasformazioni sociali e istituzionali, quel mutamento del rapporto tra i cittadini e la politica tanto auspicato, non vi sono state!!!

In questi lunghi anni hanno modificato le leggi elettorali, aperto le candidature a volti nuovi, ma la partecipazione politica è rimasta inalterata, anzi possiamo dire che sia andata sempre più a peggiorare… 

Si è vero, da un lato ci si informa di più attraverso i social e a prima vista si ha la sensazione che vi sia un interesse generale a quei processi politici, dall’altro però la partecipazione e ancor meno l’uso del voto quale arma di cambiamento non viene minimamente utilizzata…

Quindi se da una parte si prende parte alla vita politica esprimendo il proprio disappunto, manifestando le proprie ragioni nei social, dall’altro però si evitano riunioni, comizi, organizzazioni, cortei e quant’altro serva a sostenere quel partito o movimento politico…

Incredibilmente quanto sopra, viene di fatto compiuto quando in gioco vi è il proprio posto di lavoro e quindi la propria sopravvivenza; ecco che allora, rivolgere il proprio interesse per quel partito o quel politico che in prima linea partecipa alle loro richieste, diventa fondamentale!!! 

Perché sembrerà strano ma è così che funziona, già… a nessuno interessa nulla di quei personaggi e di quel mondo della politico, in generale potremmo dire che vi sia un disprezzo generale verso la cosa pubblica e tutto ciò che ne fa parte, però casualmente, quanto sopra non si traduce simultaneamente in un rifiuto o non conduce per come si potrebbe pensare ad una chiusura ermetica…
No… stranamente si lascia a quei politici una porta aperta, sì… quando si tratta di coltivare il proprio orticello o dei propri familiari, ecco che improvvisamente quel distacco, quell’indifferenza, si converte in mobilità, sostegno finanziario, partecipazione e attività per quella sopraggiunta richiesta politica in senso stretto e ciò per garantire non solo il proprio consenso ma anche quello di familiari e/o amici…

Ecco quindi che la partecipazione passa dall’essere invisibile ad una corposità delineata che si esprime attraverso la comunicazione, il convincimento, lo scambio di opinioni con quanti sono ad essi vicini, come in famiglia, al lavoro e con gli amici, il tutto per favorire l’amico politico di turno a cui poi si potrà chiedere un qualche favore…

Non importa l’ideologia, il colore, il sentimento, lo schieramento, no… ciò che conta segue esclusivamente un solo interesse: quello personale esteso all’ambito familiare!!!

Poi nei fatti, non ci si informa mai di quanto avviene nella politica, non si ha alcun interesse di parlare di politici, elezioni, come non si frequenta negli anni alcuna segreteria se non soltanto durante il periodo elettorale per richiedere una qualche raccomandazione…

Non si partecipa – come dicevo sopra – ad un qualche dibattito politico, si ha un totale disinteresse nel governo, i suoi interpreti, dimostrando una sfiducia nella politica e in quanti la esercitano, come stessa considerazione si ha nei confronti della televisione, dei quotidiani e anche delle testate web da cui sarebbe possibile assumere quell’informazione!!!

Il disinteresse è generale e non perché il linguaggio della politica è troppo complicato, ma perché si crede che quanti aspirino o fanno parte di quei ruoli istituzionali, lo effettuino esclusivamente per ottenere privilegi e/o benefici economici che in altri settori non potrebbero essere – così facilmente – raggiunti…

Ed allora ecco che quando si viene chiamati alle urne la maggior parte dei cittadini dimostra tutta la propria insofferenza, evidenziata nei numeri dall’astensione o ancor peggio in recrudescenze come quelle che abbiamo potuto osservare ahimè in questi giorni!!! 

Resto comunque dell’idea che solo attraverso il voto è possibile far sentire la propria voce e difatti il sottoscritto non si è mai astenuto dal compiere il proprio dovere, lasciando però la mente sempre libera da qualsivoglia coercizione partitica o d’amicizia e potendo esprimere (a volte riguardando talune mie scelte ammetto d’aver sbagliato, ma purtroppo solo con il tempo ho potuto comprenderne l’errore…) in quel momento, l’unico voto ritenuto corretto per il mio paese…

Vorrei infine aggiungere un pensiero: questa situazione è divenuta insostenibile e forse è tempo che quei signori dediti alla politica si soffermino a valutare fino a quando questa condizione potrà ancora perdurare, altrimenti ho come la sensazione che dobbiamo prepararci a pagarne tutti l’eventuali conseguenze negative!!! 

Infiltrare l’antimafia è una strategia precisa!!!

Scandagliando i registri si scopre come nel nostro paese si contano circa 100mila associazioni… 

Di queste la metà sono diventate onlus e si sono iscritte al registro dell’Agenzia delle entrate facendo richiesta di ricevere il 5 per mille dei contributi Irpef degli italiani.

Oltre 2.000 dovrebbero essere antimafia a giudicare dal nome di battesimo che hanno scelto, legato ai personaggi che attraverso la lotta alla mafia hanno fatto grande il nostro paese. 

Così si trovano associazioni nate nel nome di Borsellino, di Falcone e di tanti altri eroi… 

Molte rievocano intestazioni da codice penale “416bis” o “41bis” mentre ci sono altre, tantissime altre associazioni che agiscono all’ombra di quelle grandi e piccole organizzazioni virtuose e realmente operative.

Prendono soldi dagli iscritti all’associazione (contributi volontari si legge negli statuti, laddove sono pubblicati) oppure dallo Stato con richieste di alloggi o di progetti da finanziare…

Migliaia e migliaia di euro che non si sa dove finiscono, visto che moltissime di queste associazioni non hanno mai pubblicato in rete i loro bilanci.

Eppure, nei vari territori in cui operano, si continuano a spacciare per comitati o coordinamenti “contro tutte le mafie“, poi però, seguendole nei social network o anche attraverso i dibattiti pubblici, si scopre che tutto fanno tranne contrastare le mafie!!!

Così capita di leggere anatemi o insulti a individui istituzionali tacciati di essere denunciati per mafia quando la notizia è destituita di ogni fondamento, attacchi strumentali ai partiti che governano quel territorio, fino a scoraggiare le persone dal fare nomi e cognomi di clan malavitosi perché “le denunce non siamo noi a doverle fare“, ed infine, gettare ombre sulle associazioni antimafia “serie” che operano sul territorio… 

Ma di comunicati antimafia neanche l’ombra!!!

Quasi sempre, quando si indaga sui personaggi che le governano, ci si accorge che a farne parte sono persone che non hanno sfondato in politica e che tentano di riavvicinarsi alla poltrona attraverso l’Antimafia… 

Altre, sono persone allontanate dalle forze dell’ordine che sotto lo stendardo dell’associazionismo antimafia, sfilano in marce per la legalità al fianco di personaggi collusi con la criminalità organizzata oppure hanno ricevuto locali per la sede di associazioni da presidenti vari rimossi dall’incarico e condannati per abuso di ufficio..

Nel frattempo, le procure di tutta Italia indagano su casi simili, e fa riflettere che persone che si presentano come paladini della giustizia finiscano con l’utilizzare scientemente per malversazioni di denaro pubblico e vere e proprie attività fraudolente l’antimafia…

Non controllare simili ambiti del sociale è forse peggio che rimanere scarsamente attivi nel contrasto alla criminalità mafiosa!!!

Infiltrare l'antimafia è una strategia precisa!!!

Scandagliando i registri si scopre come nel nostro paese si contano circa 100mila associazioni… 

Di queste la metà sono diventate onlus e si sono iscritte al registro dell’Agenzia delle entrate facendo richiesta di ricevere il 5 per mille dei contributi Irpef degli italiani.

Oltre 2.000 dovrebbero essere antimafia a giudicare dal nome di battesimo che hanno scelto, legato ai personaggi che attraverso la lotta alla mafia hanno fatto grande il nostro paese. 

Così si trovano associazioni nate nel nome di Borsellino, di Falcone e di tanti altri eroi… 

Molte rievocano intestazioni da codice penale “416bis” o “41bis” mentre ci sono altre, tantissime altre associazioni che agiscono all’ombra di quelle grandi e piccole organizzazioni virtuose e realmente operative.

Prendono soldi dagli iscritti all’associazione (contributi volontari si legge negli statuti, laddove sono pubblicati) oppure dallo Stato con richieste di alloggi o di progetti da finanziare…

Migliaia e migliaia di euro che non si sa dove finiscono, visto che moltissime di queste associazioni non hanno mai pubblicato in rete i loro bilanci.

Eppure, nei vari territori in cui operano, si continuano a spacciare per comitati o coordinamenti “contro tutte le mafie“, poi però, seguendole nei social network o anche attraverso i dibattiti pubblici, si scopre che tutto fanno tranne contrastare le mafie!!!

Così capita di leggere anatemi o insulti a individui istituzionali tacciati di essere denunciati per mafia quando la notizia è destituita di ogni fondamento, attacchi strumentali ai partiti che governano quel territorio, fino a scoraggiare le persone dal fare nomi e cognomi di clan malavitosi perché “le denunce non siamo noi a doverle fare“, ed infine, gettare ombre sulle associazioni antimafia “serie” che operano sul territorio… 

Ma di comunicati antimafia neanche l’ombra!!!

Quasi sempre, quando si indaga sui personaggi che le governano, ci si accorge che a farne parte sono persone che non hanno sfondato in politica e che tentano di riavvicinarsi alla poltrona attraverso l’Antimafia… 

Altre, sono persone allontanate dalle forze dell’ordine che sotto lo stendardo dell’associazionismo antimafia, sfilano in marce per la legalità al fianco di personaggi collusi con la criminalità organizzata oppure hanno ricevuto locali per la sede di associazioni da presidenti vari rimossi dall’incarico e condannati per abuso di ufficio..

Nel frattempo, le procure di tutta Italia indagano su casi simili, e fa riflettere che persone che si presentano come paladini della giustizia finiscano con l’utilizzare scientemente per malversazioni di denaro pubblico e vere e proprie attività fraudolente l’antimafia…

Non controllare simili ambiti del sociale è forse peggio che rimanere scarsamente attivi nel contrasto alla criminalità mafiosa!!!

Gia… parlano di giustizia, senza applicarla!!!

Proseguendo con il post di ieri…

Firenze mia, puoi essere contenta di questi miei discorsi che non ti riguardano, grazie al tuo popolo che si ingegna a provvedere alla tua pace e alla tua tranquillità…

Molti hanno in cuore il senso della giustizia, ma tardi la manifestano per non parlare sconsideratamente (si ricorre qui alla metafora dell’arco, riferito al momento in cui, per scoccare la freccia, la si trae indietro con la cocca sulla corda fino a che essa tocca con la punta l’arco), mentre i fiorentini parlano sempre di giustizia, senza applicarla.

Molti rifiutano gli uffici pubblici, ma i fiorentini si dichiarano pronti a sostenere il peso degli incarichi pubblici anche senza essere stati chiamati (cioè accettano le cariche con leggerezza, perché sono ambiziosi, anche se lasciano credere di farlo con segno di accettata rassegnazione).

Ora tu sei lieta, e ne hai ben motivo: tu sei ricca, godi di pace e hai giudizio. 

Che io dico la verità, questo si vede dai risultati. Atene e Sparta (da sempre considerate la fonte prima del diritto civile) che fecero le leggi antiche e furono così ben ordinate, fecero ben poca cosa per la buona convivenza tra i cittadini a paragone di te, che prendi provvedimenti tanto finemente escogitati, che a metà novembre non arriva ciò che hai stabilito ad ottobre.

Quante volte, a memoria d’uomo, hai cambiato legge, moneta, istituzioni e cariche di governo, e modi ed usi, e hai rinnovato le membra (cioè i cittadini, volendo alludere al fatto che, per le lotte tra le fazioni, essi venivano alternativamente richiamati o cacciati in esilio).

E se ben ricordi e vedi chiaro, capirai che sei simile a quella ammalata che no riesce a trovare poca sulle piume del letto, e col cambiare posizione cerca sollievo al suo dolore…

Gia… parlano di giustizia, senza applicarla!!!

Proseguendo con il post di ieri…

Firenze mia, puoi essere contenta di questi miei discorsi che non ti riguardano, grazie al tuo popolo che si ingegna a provvedere alla tua pace e alla tua tranquillità…

Molti hanno in cuore il senso della giustizia, ma tardi la manifestano per non parlare sconsideratamente (si ricorre qui alla metafora dell’arco, riferito al momento in cui, per scoccare la freccia, la si trae indietro con la cocca sulla corda fino a che essa tocca con la punta l’arco), mentre i fiorentini parlano sempre di giustizia, senza applicarla.

Molti rifiutano gli uffici pubblici, ma i fiorentini si dichiarano pronti a sostenere il peso degli incarichi pubblici anche senza essere stati chiamati (cioè accettano le cariche con leggerezza, perché sono ambiziosi, anche se lasciano credere di farlo con segno di accettata rassegnazione).

Ora tu sei lieta, e ne hai ben motivo: tu sei ricca, godi di pace e hai giudizio. 

Che io dico la verità, questo si vede dai risultati. Atene e Sparta (da sempre considerate la fonte prima del diritto civile) che fecero le leggi antiche e furono così ben ordinate, fecero ben poca cosa per la buona convivenza tra i cittadini a paragone di te, che prendi provvedimenti tanto finemente escogitati, che a metà novembre non arriva ciò che hai stabilito ad ottobre.

Quante volte, a memoria d’uomo, hai cambiato legge, moneta, istituzioni e cariche di governo, e modi ed usi, e hai rinnovato le membra (cioè i cittadini, volendo alludere al fatto che, per le lotte tra le fazioni, essi venivano alternativamente richiamati o cacciati in esilio).

E se ben ricordi e vedi chiaro, capirai che sei simile a quella ammalata che no riesce a trovare poca sulle piume del letto, e col cambiare posizione cerca sollievo al suo dolore…

Fermate – una volta e per tutte – le imprese che non operano in sicurezza!!!

Non è più possibile leggere ancora notizie come quelle riportate sugli incidenti nei luoghi di lavoro!!!

E’ tempo di dire basta…
Finiamola di prenderci in giro, la sicurezza deve essere fatta seriamente e non per come purtroppo vado ogni giorno vedendo ovunque, mentre chi dovrebbe fare i controlli se ne fotte!!!
Sarei curioso di sapere cosa fanno in concreto quei segretari sindacali della Cgil-Cisl-Uil insieme ai sindacati delle costruzioni Feneal, Filca, Fillea se non organizzare manifestazione nazionale per dire quegli abituali slogan: “basta alle morti sul lavoro”!!!

Già scusatemi se sono così incazz… ma vorrei sapere cosa fanno in concreto quei vostri referenti se non ricercare esclusivamente nuove iscrizioni da portare dentro ai vostri sindacati??? Familiarizzare con gli imprenditori affinché possano chiedere successivamente un qualche favore personale, solitamente un assunzione per un proprio parente, familiare o anche iscritto!!! E sì perché fatto ciò ditemi sulla sicurezza cosa fanno???

D’altronde vorrei aggiungere, se hanno difficoltà a comprendere quali problematiche sono presenti in quasi tutti i cantieri, possono chiedere tranquillamente al sottoscritto e farò vedere loro quante e quali criticità sono ovunque evidenti e quali provvedimenti servono davvero per garantire la protezione dei luoghi sicurezza e la dignità dei lavoratori…

Ovviamente quanto sopra va esteso a quegli Enti preposti, quali la Direzione Provinciale del Lavoro (ex Ispettorato del Lavoro), Vigili del Fuoco, Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.), ed anche INAIL, INPS, Comitati Paritetici di categoria, ecc. che pur non avendo di fatto la qualifica di “Ufficiali di Polizia Giudiziaria” possono però esercitare la propria funzione di controllo a prescindere dalla propria specificità e comunque possono sempre fare affidamento agli organi di controllo come quelli di polizia quali Digos o la stessa Guardia di Finanza…

Perché non se ne può più di contare ogni giorno vittime sui luoghi di lavoro, decessi come l’ultimo di queste ore, risultato fatale per un operaio di soli 28enne di Faicchio nel Beneventano, mentre stava lavorando al ripristino dei cordoli di alcuni balconi…

BASTA, BASTA e ancora BASTA con quegli inutili proclami, passatevi per una volta la mano sulla coscienza e cercate di fare il vostro dovere, sì… provate a meritarvi quello stipendio pubblico generosamente concessovi per chissà quale raccomandazione perché sappiate che se oggi qualcuno è morto e soprattutto se qualcun altro a breve lo seguirà è soltanto per colpa vostra!!!

Ma d’altronde, osservando quanto avviene quotidianamente, sembra d’essere nel Purgatorio di Dante, già al capitolo sesto – ai versi 127-151 – quando il divino rivolgendosi alla sua amata Firenze si sente in dovere di mettere a nudo le cause di quella sua città e in particolare quei suoi referenti istituzionali che vengono incolpati di non fare più il proprio dovere,  già… città gravemente ammalata che si gira e si rigira nel letto ed i cui rivolgimenti interni non sono altro che il vano tentativo di alleviare i propri dolori…

Fermate – una volta e per tutte – le imprese che non operano in sicurezza!!!

Non è più possibile leggere notizie come quelle riportate su incidenti nei luoghi di lavoro!!!

E’ tempo di dire basta…
Finiamola di prenderci in giro, la sicurezza deve essere fatta seriamente ogni giorno e non per come purtroppo vado vedendo e nel frattempo chi dovrebbe fare i controlli se ne fotte!!!
Sarei curioso di sapere cosa fanno in concreto quei segretari sindacali della Cgil-Cisl-Uil insieme ai sindacati delle costruzioni Feneal, Filca, Fillea se non organizzare manifestazione nazionale per gridare abituali slogan come: “basta morti sul lavoro”!!!

Già perdonatemi se sono incazz… ma vorrei sapere cosa fanno in concreto tutti quei sopra referenti, se non ricercare nuovi iscritti da sommare quale numero dei vostri sindacati??? 

Ed anche familiarizzare con gli imprenditori affinché si possa chiedere successivamente un qualche favore personale, solitamente un assunzione per un proprio parente, familiare o chissà anche qualche vostro iscritto!!! 
E sì perché fatto ciò ditemi sulla sicurezza cosa fate???
D’altronde vorrei aggiungere, se si ha difficoltà a comprendere quali problematiche sono evidenti in quasi tutti i cantieri, potete chiedere tranquillamente al sottoscritto e mostrerò voi, quante e quali criticità sono ovunque presenti e soprattutto quali provvedimenti celeri servono davvero per garantire la protezione di quei luoghi sicurezza e la dignità dei suoi lavoratori…

Ovviamente quanto sopra va altresì esteso a tutti gli Enti preposti, quali la Direzione Provinciale del Lavoro (ex Ispettorato del Lavoro), Vigili del Fuoco, Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.), ed anche INAIL, INPS, Comitati Paritetici, ecc. che pur non avendo di fatto la qualifica di “Ufficiali di Polizia Giudiziaria” possono però esercitare la propria funzione di controllo a prescindere dalla propria specificità e comunque si può sempre fare affidamento agli organi di di polizia quali Digos o la stessa Guardia di Finanza…

Perché non se ne può più di contare ogni giorno vittime su quei luoghi di lavoro, incidenti che come l’ultimo di queste ore è risultato fatale per un operaio di soli 28enne di Faicchio nel Beneventano, mentre stava effettuando il ripristino di alcuni balconi…

BASTA, BASTA e ancora BASTA con quegli inutili proclami, passatevi per una volta la mano sulla coscienza e cercate di fare il vostro dovere!!!

Sì… provate a meritarvi quello stipendio pubblico così generosamente concessovi per chissà quale raccomandazione… perché sappiate che se oggi qualcuno è morto e soprattutto se qualcun altro a breve lo seguirà, è soltanto per colpa della vostra negligenza!!!

Ma d’altronde, osservando quanto avviene quotidianamente sembra di essere nel Purgatorio di Dante, già al capitolo sesto – ai versi 127-151 – quando il divino rivolgendosi alla sua amata Firenze si sente in dovere di mettere a nudo le cause di quella sua città e in particolare quei suoi referenti istituzionali che vengono incolpati di non fare più il proprio dovere,  già… città gravemente ammalata che si gira e si rigira nel letto ed i cui rivolgimenti interni non sono altro che il vano tentativo di alleviare i propri dolori…

Alla ricerca di Matteo Messina Denaro…

Lo cercano!!! Già lo stanno cercando dal 1993 da quando  si è dato alla latitanza ed anche se in molti hanno creduto in questi anni che la caccia fosse terminata, beh… si sono sbagliati!!!

D’altronde ha dimostrazione di quanto sopra abbiamo sentito la falsa notizia del suo arresto in Belgio, che ha condotto un turista inglese di Liverpool, dall’essere seduto in un ristorante al carcere di massima sicurezza di Vught…

L’uomo dopo essere stato bloccato, bendato e posto su un auto della polizia e stato trasferito e soltanto grazie alla prova del Dna si è scoperto che il Sig. Mark L non fosse chi si credeva essere, bensì un semplice cittadino… ma quanto accaduto evidenzia che in questi anni, quanto riportato dai media, fosse falso… e cioè che il boss è ancora considerato in circolazione e al comando dell’organizzazione denominata “cosa nostra“!!!

Ho letto una dichiarazione che diceva: Non vi è nessun mandato di cattura europeo”… ma ditemi: chi mai può credere a questa dichiarazione, sono certo di dire che vi è in corso una forma di gara tra chi per primo – tra le procure nazionale – porterà all’arresto di quel capo mafia…

Certo si è pieni di segnalazioni false compiute da mitomani o anche da suoi diretti gregari che proprio da ogni luogo lo indicano lì per comprendere tempi e modi e soprattutto per capire cosa accadrebbe in caso di un eventuale arresto… 

Considerato comunque “corsi e i ricorsi storici” mi sento di dire che difficilmente il boss si sia allontanato da questa sua terra e continua a comandare seppur lo scomparso “capo dei capi”, ha fatto di tutto per non riconoscerlo come suo diretto delfino!!!

Ma quella è un’altra storia e al contrario di quanto abbiamo sentito, tutti… dai pentiti alle intercettazioni telefoniche, evidenziano come egli rappresenti il referente massimo di quell’organizzazione criminale ed è per questi motivi che proprio in questi giorni la polizia di Stato coadiuvata dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine, su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, ha dato il via a tutta una serie di perquisizioni nella Valle del Belice, il tutto per trovare finalmente quel boss…

Ovviamente si parla di persone sospettate ad essere vicine al boss o ai suoi familiari, ma anche soggetti che a prima vista sembrano essere totalmente estranei a quei legami e a quella organizzazione, soprattutto perché incensurati, ed è questo il motivo principale che sta impegnando in quella ricerca un imponente spiegamento di agenti delle squadre mobili di Palermo, Trapani ed Agrigento!!!

E sì… perché a differenza Buscetta “Il boss non è solo“, ma possiede una fitta rete di connivenze che gli permettono di sfuggire, quasi fosse Diabolik a quel preannunciato arresto!!!

Certo verrà il giorno in cui verrà compiuto un errore, una disattenzione, abbiamo visto nei tg di questi giorni la foto di una telecamera nascosta che ho ha fotografato su una strada di quella sua roccaforte, la stessa che fino ad oggi lo ha agevolato in quella lunghissima latitanza…

Ma se qualcuno è ancora convinto che a breve si giungerà a quell’arresto, credo che si dovrà ricredere, perché a vedere ciò cha accade o per meglio dire, quanto di fatto non accade, ho come la convinzione che non vi siano ancora i presupposti per quel definitivo arresto o ancor di più… ribaltamento!!!

E sì… perché la piramide è ancora ben salda e nessuno, dalla base ai piani alti (ma non solo in quella sede…) può pensare di destituire il boss, ed ecco perché credo che quanto ci viene costantemente riproposto siano soltanto chiacchiere!!!

Alla ricerca di Matteo Messina Denaro…

Lo cercano!!! Già lo stanno cercando dal 1993 da quando  si è dato alla latitanza ed anche se in molti hanno creduto in questi anni che la caccia fosse terminata, beh… si sono sbagliati!!!

D’altronde ha dimostrazione di quanto sopra abbiamo sentito la falsa notizia del suo arresto in Belgio, che ha condotto un turista inglese di Liverpool, dall’essere seduto in un ristorante al carcere di massima sicurezza di Vught…

L’uomo dopo essere stato bloccato, bendato e posto su un auto della polizia e stato trasferito e soltanto grazie alla prova del Dna si è scoperto che il Sig. Mark L non fosse chi si credeva essere, bensì un semplice cittadino… ma quanto accaduto evidenzia che in questi anni, quanto riportato dai media, fosse falso… e cioè che il boss è ancora considerato in circolazione e al comando dell’organizzazione denominata “cosa nostra“!!!

Ho letto una dichiarazione che diceva: Non vi è nessun mandato di cattura europeo”… ma ditemi: chi mai può credere a questa dichiarazione, sono certo di dire che vi è in corso una forma di gara tra chi per primo – tra le procure nazionale – porterà all’arresto di quel capo mafia…

Certo si è pieni di segnalazioni false compiute da mitomani o anche da suoi diretti gregari che proprio da ogni luogo lo indicano lì per comprendere tempi e modi e soprattutto per capire cosa accadrebbe in caso di un eventuale arresto… 

Considerato comunque “corsi e i ricorsi storici” mi sento di dire che difficilmente il boss si sia allontanato da questa sua terra e continua a comandare seppur lo scomparso “capo dei capi”, ha fatto di tutto per non riconoscerlo come suo diretto delfino!!!

Ma quella è un’altra storia e al contrario di quanto abbiamo sentito, tutti… dai pentiti alle intercettazioni telefoniche, evidenziano come egli rappresenti il referente massimo di quell’organizzazione criminale ed è per questi motivi che proprio in questi giorni la polizia di Stato coadiuvata dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine, su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, ha dato il via a tutta una serie di perquisizioni nella Valle del Belice, il tutto per trovare finalmente quel boss…

Ovviamente si parla di persone sospettate ad essere vicine al boss o ai suoi familiari, ma anche soggetti che a prima vista sembrano essere totalmente estranei a quei legami e a quella organizzazione, soprattutto perché incensurati, ed è questo il motivo principale che sta impegnando in quella ricerca un imponente spiegamento di agenti delle squadre mobili di Palermo, Trapani ed Agrigento!!!

E sì… perché a differenza Buscetta “Il boss non è solo“, ma possiede una fitta rete di connivenze che gli permettono di sfuggire, quasi fosse Diabolik a quel preannunciato arresto!!!

Certo verrà il giorno in cui verrà compiuto un errore, una disattenzione, abbiamo visto nei tg di questi giorni la foto di una telecamera nascosta che ho ha fotografato su una strada di quella sua roccaforte, la stessa che fino ad oggi lo ha agevolato in quella lunghissima latitanza…

Ma se qualcuno è ancora convinto che a breve si giungerà a quell’arresto, credo che si dovrà ricredere, perché a vedere ciò cha accade o per meglio dire, quanto di fatto non accade, ho come la convinzione che non vi siano ancora i presupposti per quel definitivo arresto o ancor di più… ribaltamento!!!

E sì… perché la piramide è ancora ben salda e nessuno, dalla base ai piani alti (ma non solo in quella sede…) può pensare di destituire il boss, ed ecco perché credo che quanto ci viene costantemente riproposto siano soltanto chiacchiere!!!

Facebook, Instagram, WhatsApp… tutto in "down"!!!

Come avevo predetto alle mie figlie il web è andato in crisi e con esso quelle pagine social note a tutti…

E così niente messaggi, nessun hashtag, silenzio su analisi, commenti e fake news, sono state sei ore di buio totale… 

Ora finalmente in molti hanno iniziato a comprendere come quel mondo virtuale sia soltanto fittizio e di come esso esiste soltanto perché vi è una grave dipendenza (quasi fosse una droga) tra quelle piattaforme web e i centinaia di milioni d’utenti di tutto nel mondo…

Per alcuni è stato qualcosa di terribile, altri come il sottoscritto, neppure se ne sono accorti… 

Comunque quanto accaduto non rappresenta un caso isolato, ma vedrete a breve si attende una tempesta solare che dovrebbe creare non pochi disagi in questo nostro mondo virtuale “internet-dipendente”, circostanza che potrebbe risultare per vari fattori, molto più grave del previsto…

Ecco perché ora molti paesi hanno iniziato a prepararsi, proteggendo le proprie linee da malfunzionamento o da eventuali attacchi hacker, ma quanto si sta per realizzare servirà a poco o nulla, fintanto che tutto gira attraverso quei portali…

Ho come la sensazione che a breve ci potrebbe finire come in quei romanzi descritti nelle trilogie di Glen Cooper, già… dove i personaggi finiscono improvvisamente catapultati nel medioevo e ritrovandosi così senza energia, trasporti e ancor meno senza alcuna possibilità di comunicazione…

Non è che forse è giunto il tempo d’iniziarci a preparare???  

Facebook, Instagram, WhatsApp… tutto in "down"!!!

Come avevo predetto alle mie figlie il web è andato in crisi e con esso quelle pagine social note a tutti…

E così niente messaggi, nessun hashtag, silenzio su analisi, commenti e fake news, sono state sei ore di buio totale… 

Ora finalmente in molti hanno iniziato a comprendere come quel mondo virtuale sia soltanto fittizio e di come esso esiste soltanto perché vi è una grave dipendenza (quasi fosse una droga) tra quelle piattaforme web e i centinaia di milioni d’utenti di tutto nel mondo…

Per alcuni è stato qualcosa di terribile, altri come il sottoscritto, neppure se ne sono accorti… 

Comunque quanto accaduto non rappresenta un caso isolato, ma vedrete a breve si attende una tempesta solare che dovrebbe creare non pochi disagi in questo nostro mondo virtuale “internet-dipendente”, circostanza che potrebbe risultare per vari fattori, molto più grave del previsto…

Ecco perché ora molti paesi hanno iniziato a prepararsi, proteggendo le proprie linee da malfunzionamento o da eventuali attacchi hacker, ma quanto si sta per realizzare servirà a poco o nulla, fintanto che tutto gira attraverso quei portali…

Ho come la sensazione che a breve ci potrebbe finire come in quei romanzi descritti nelle trilogie di Glen Cooper, già… dove i personaggi finiscono improvvisamente catapultati nel medioevo e ritrovandosi così senza energia, trasporti e ancor meno senza alcuna possibilità di comunicazione…

Non è che forse è giunto il tempo d’iniziarci a preparare???