
Zaanse Schans, the Netherlands by Frans.Sellies on Flickr.

Una vera e propria disfatta, già questo è il giudizio dell’Istat sul Pil: non solo non cresce, ma cala dello 0,2% ed è già due trimestri consecutivi che viaggia con il segno meno e state pur certi che anche i prossimi saranno negativi!!!
Si sperperano milioni di euro in stipendi stratosferici, pensioni di platino, indennità assurde ed ora ci vengono a dire… o meglio vanno chiedendo a quei poveri disgraziati che hanno potuto percepire di quei miseri ottanta euro, di fare scialacqui… perché così facendo non c’è il rischio di preoccuparsi di eventuali manovra correttive… che tanto alla fine – lo sappiamo tutti – ci saranno… Io comunque non credo ai “gufi” sia se questi vengono segnalati da Grillo e neanche se rimarcati da soggetti come Brunetta… qui si tratta di non sapere cosa fare… proprio come dei dilettanti allo sbaraglio, tentano manovre e manovrine, sperando d’indovinare la giusta strada, che dovrebbe permettere al ns. paese di sopravvivere…
Ma poi…, in un paese come il nostro chi dovrebbe mai venire ad investire…???
Soltanto chi tenta di fare speculazione… non importa se l’economia o l’occupazione non riparte, l’importante per queste “holding” e che a causa di questa crisi, si possa speculare sulle rendite finanziare e sul potere che grazie al modico prezzo d’acquisto delle azioni oggi acquistate, certamente sottovalutate, si potrà appena il mercato inizierà a salire, rivenderle ad un livello più vicino al loro giusto valore… e non importerà a nessuno se a pagarne le conseguenze… saranno sempre i soliti e poveri dipendenti!!!
Ed intanto, assistiamo a come questo ns. paese va morendo!!!
Perché se da un lato è vero che bisogna accelerare quel processo delicato, della modalità di passaggio dalla gestione mafiosa a quella dell’amministrazione giudiziaria è altrettanto vero, che il rischio a cui alla fine si assiste e che alla fine si è soltanto rovinato il bene ricevuto attraverso il sequestro o la confisca, ed è rappresentato proprio con il fallimento o la liquidazione dell’impresa e/o dallo stesso declassamento delle proprietà rimaste inutilizzate o utilizzate solo per fare cassa…, dando così l’impressione, che la lotta alla mafia costituisca soltanto un sostentamento personale di una ricchezza messa a disposizione proprio di questi uomini dello stato…
Perché se da un lato è vero che bisogna accelerare quel processo delicato, della modalità di passaggio dalla gestione mafiosa a quella dell’amministrazione giudiziaria è altrettanto vero, che il rischio a cui alla fine si assiste e che alla fine si è soltanto rovinato il bene ricevuto attraverso il sequestro o la confisca, ed è rappresentato proprio con il fallimento o la liquidazione dell’impresa e/o dallo stesso declassamento delle proprietà rimaste inutilizzate o utilizzate solo per fare cassa…, dando così l’impressione, che la lotta alla mafia costituisca soltanto un sostentamento personale di una ricchezza messa a disposizione proprio di questi uomini dello stato…
3) Gli 80 euro in busta paga…
8) Titolo V della Costituzione e cioè quelle competenze tra Stato e regioni, dopotutto il testo riporta che la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato e dove i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione, Roma è la capitale della Repubblica e la legge dello Stato disciplina il suo ordinamento…. comunque non sanno cosa fare e tentano di non scontentare nessuno…
13) Le riforme sono solo a parole… di concreto il nulla… soltanto una politica propagandistica attraverso media ” corrotti ” che prendono i finanziamenti pubblici…
14) Una democrazia inesistente… una dittatura legalizzata…
Ho letto da qualche parte che sono 148 componenti di cui 42 membri di diritto (Presidenti di Regione e sindaci dei capoluoghi di regione), 80 cooptati (due sindaci per regione e due sindaci di capoluoghi), 21 nominati dal Quirinale (immaginiamo i soggetti scelti dal Quirinale…) 5 senatori a vita e di cui buona parte di questi cosiddetti “non-senatori” è inquisita…
17) Renzi va ripetendo che il paese ha bisogno di riforme… ma lui stesso non sa quali…
Come può un premier che nessuno ha eletto cambiare radicalmente le regole grazie ad un personaggio che oggi è interdetto dai pubblici uffici…???
Il nulla… già il nulla è stato fatto… ed è un bel pezzo che vado riportando che questi sono dei… dilettanti allo sbaraglio, non hanno capacità di cosa fare e sono come una barca senza timone, si lasciano trascinare dalle onde in un mondo che è in completa tempesta, tra lotte civili, povertà, immigrazione, guerre, invasioni, disoccupazione, economia globale, paesi emergenti, competititività, ecc… e loro cosa fanno…parlano di riforme elettorali!!!
Una vera fortuna, avere la consapevolezza oggi, che sarà la loro stessa incapacità a toglierceli un giorno – non molto lontano – davanti ai nostri occhi…
3) Gli 80 euro in busta paga…
8) Titolo V della Costituzione e cioè quelle competenze tra Stato e regioni, dopotutto il testo riporta che la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato e dove i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione, Roma è la capitale della Repubblica e la legge dello Stato disciplina il suo ordinamento…. comunque non sanno cosa fare e tentano di non scontentare nessuno…
13) Le riforme sono solo a parole… di concreto il nulla… soltanto una politica propagandistica attraverso media ” corrotti ” che prendono i finanziamenti pubblici…
14) Una democrazia inesistente… una dittatura legalizzata…
Ho letto da qualche parte che sono 148 componenti di cui 42 membri di diritto (Presidenti di Regione e sindaci dei capoluoghi di regione), 80 cooptati (due sindaci per regione e due sindaci di capoluoghi), 21 nominati dal Quirinale (immaginiamo i soggetti scelti dal Quirinale…) 5 senatori a vita e di cui buona parte di questi cosiddetti “non-senatori” è inquisita…
17) Renzi va ripetendo che il paese ha bisogno di riforme… ma lui stesso non sa quali…
Come può un premier che nessuno ha eletto cambiare radicalmente le regole grazie ad un personaggio che oggi è interdetto dai pubblici uffici…???
Il nulla… già il nulla è stato fatto… ed è un bel pezzo che vado riportando che questi sono dei… dilettanti allo sbaraglio, non hanno capacità di cosa fare e sono come una barca senza timone, si lasciano trascinare dalle onde in un mondo che è in completa tempesta, tra lotte civili, povertà, immigrazione, guerre, invasioni, disoccupazione, economia globale, paesi emergenti, competititività, ecc… e loro cosa fanno…parlano di riforme elettorali!!!
Una vera fortuna, avere la consapevolezza oggi, che sarà la loro stessa incapacità a toglierceli un giorno – non molto lontano – davanti ai nostri occhi…
Le guerra in corso… non sono soltanto quelle a cui assistiamo inermi davanti ai Tg, in Medio Oriente, in Ucraina, in Libia, ecc… le guerre in corso sono anche tra noi, dove milioni di famiglie sono alla fame… indebitate, dove non riescono più ad essere felici perché sottomessi a continui ed esosi pagamenti, perché non riescono più a pagare il mutuo della casa o le bollette e dove le rate finanziarie, sono da tempo scadute, dove si cerca di risparmiare anche nella spesa alimentare, dove gli acquisti o la cena fuori casa, costituiscono ormai qualcosa che appartiene ai ricordi… e dove le ferie lontano da casa, sono qualcosa da sognare e desiderare…
Le guerra in corso… non sono soltanto quelle a cui assistiamo inermi davanti ai Tg, in Medio Oriente, in Ucraina, in Libia, ecc… le guerre in corso sono anche tra noi, dove milioni di famiglie sono alla fame… indebitate, dove non riescono più ad essere felici perché sottomessi a continui ed esosi pagamenti, perché non riescono più a pagare il mutuo della casa o le bollette e dove le rate finanziarie, sono da tempo scadute, dove si cerca di risparmiare anche nella spesa alimentare, dove gli acquisti o la cena fuori casa, costituiscono ormai qualcosa che appartiene ai ricordi… e dove le ferie lontano da casa, sono qualcosa da sognare e desiderare…
Sono anni che vado dichiarando delle difficoltà a cui le imprese sottoposte a confisca debbono sottostare…
Difatti la consuetudine ha permesso che la maggioranza dei patrimoni confiscati, siano attualmente nelle mani di queste soggetti che, in modo del tutto arbitrario, li gestiscono spesso con discutibile efficienza e soprattutto senza alcun rispetto delle disposizioni di legge.
In particolare queste mie considerazioni, poggiano su fattori determinanti e cioè:
– il primo, quello dei pagamenti: eseguiti questi, senza alcun rispetto di quelle regole elementari chiamate “priorità”, nelle quali pur valendo sempre la regola della cosiddetta “par condicio creditorum”… e cioè che in base a questo principio, i creditori hanno tutti il diritto di essere soddisfatti in egual misura rispetto al patrimonio del debitore, questo però, finché non sussistano diritti di prelazione che dividono i creditori in differenti categorie, alle quali corrispondono ovviamente differenti trattamenti e cioè se si appartiene alla categorie dei privilegiati ( lo Stato, le istituzioni per debiti tributari ed il personale dipendente) oppure dei cosiddetti chirografari, che non godono del diritto di prelazione ( e dunque… saranno soddisfatti successivamente i creditori privilegiati).
– il secondo, quella della rotazione nelle amministrazioni giudiziarie, prevista dalla legge (così come la destinazione dei beni) che dovrebbe avvenire entro 90 giorni o al massimo 180, mentre invece – esistono reali casi in cui società con patrimoni milionari, sono da 15 anni nelle mani dello stesso professionista che per altro, possedeva un doppio incarico, giungendo a prendere cosi negli anni parcelle d’oro ( circa 7 milioni di euro) sia come amministratore giudiziario e sia (150 mila euro) come presidente del consiglio di amministrazione… controllore e controllato nella stessa persona…
– il terzo, la gestione in contemporanea di società – appartenenti questo allo stesso gruppo – che ora vengono ad avere il medesimo amministratore, che ovviamente nell’operare, si ritroverà a seconda della situazione ad essere, una volta creditore ed un’altra volta debitore e viceversa, operando così a “sensazione“, scelte strategiche di solito errate o certamente non convenienti per l’una rispetto all’altra…
– il quarto, la poca dimestichezza con il settore tecnico da affrontare – per non voler aggiungere, la poca capacità professionale e personale che questi amministratori giudiziari hanno, garanzia loro data soltanto sulla carta, in quanto iscritti all’Albo nazionale degli amministratori giudiziari, ma per il resto, poco conoscono di quel campo con cui adesso debbono andare ad insediarsi, vedasi imprese alimentari, di costruzione, gestione ambientale, impianti industriali, ecc…, e dove – circostanza questa che secondo il sottoscritto dovrebbe essere sempre adottata – questi amministratori, pur avendo la possibilità di chiedere al giudice delegato il consenso a farsi coadiuvare da tecnici o da altri soggetti qualificati, questi amministratori… preferiscono operare in modo del tutto arbitrario, facendo di solito cazz…, ed in questo, non pensiate che ci sia soltanto l’inadeguatezza professionale… perché al suo interno si nasconde il vero motivo, rappresentato da una personalità debole che per propria convenienza, preferisce in ogni circostanza evitare… quei possibili scontri o eventuali denunce di responsabilità!!!
Quanto sopra è appena emerso, dall’ultima indagine condotta dalla Procura Calabrese, dove è stato scoperto ( ma parliamo sempre dell’acqua calda… ) che la condotta di un amministratore giudiziario infedele, consentiva alla ‘ndrangheta di continuare a controllare le stesse imprese sequestrate alcuni anni prima ad alcune cosche…
Il boss arrestato, grazie alla complicità dell’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale, continuava a gestire in maniera diretta le proprie aziende sequestrate, impartendo ordini e fornendo indicazioni che permettevano così alle società collegate di progredire nel malaffare…
Ora in galera sono finiti in tanti, non soltanto coloro che erano affiliati alla cosca, ma anche insospettabili professionisti, commercialisti ed avvocati, accusati tutti di far parte dell’organizzazione o di averla favorita. Tra questi Rosario Spinella, professionista reggino che il Tribunale aveva designato quale amministratore giudiziario delle aziende sequestrate preventivamente quando era scattata l’operazione…
Spinella è accusato di aver amministrato le aziende, praticamente facendo partecipare il clan a tutte scelte strategiche delle società.
Il manager poi attraverso la sovra-fatturazione delle prestazioni avrebbe costituito un fondo nero al quale i boss potevano attingere, soldi che poi finivano direttamente nelle mani della “famiglia”…
Oltre al commercialista nella lista delle persone finite in manette anche gli avvocati Giulia Dieni e Giuseppe Putortì, legali storici del boss, ora accusati di aver fatto da staffette e portaordini del boss, approfittando della possibilità di avere con lui colloqui in carcere.
Gli inquirenti hanno rilevato che i familiari del boss, era sempre presenti nei cantieri ed aveva la disponibilità di uomini e mezzi che gestivano a loro piacimento, eludendo di fatto, le disposizioni impartite del Tribunale.

Sono anni che vado dichiarando delle difficoltà a cui le imprese sottoposte a confisca debbono sottostare…
Difatti la consuetudine ha permesso che la maggioranza dei patrimoni confiscati, siano attualmente nelle mani di queste soggetti che, in modo del tutto arbitrario, li gestiscono spesso con discutibile efficienza e soprattutto senza alcun rispetto delle disposizioni di legge.
In particolare queste mie considerazioni, poggiano su fattori determinanti e cioè:
– il primo, quello dei pagamenti: eseguiti questi, senza alcun rispetto di quelle regole elementari chiamate “priorità”, nelle quali pur valendo sempre la regola della cosiddetta “par condicio creditorum”… e cioè che in base a questo principio, i creditori hanno tutti il diritto di essere soddisfatti in egual misura rispetto al patrimonio del debitore, questo però, finché non sussistano diritti di prelazione che dividono i creditori in differenti categorie, alle quali corrispondono ovviamente differenti trattamenti e cioè se si appartiene alla categorie dei privilegiati ( lo Stato, le istituzioni per debiti tributari ed il personale dipendente) oppure dei cosiddetti chirografari, che non godono del diritto di prelazione ( e dunque… saranno soddisfatti successivamente i creditori privilegiati).
– il secondo, quella della rotazione nelle amministrazioni giudiziarie, prevista dalla legge (così come la destinazione dei beni) che dovrebbe avvenire entro 90 giorni o al massimo 180, mentre invece – esistono reali casi in cui società con patrimoni milionari, sono da 15 anni nelle mani dello stesso professionista che per altro, possedeva un doppio incarico, giungendo a prendere cosi negli anni parcelle d’oro ( circa 7 milioni di euro) sia come amministratore giudiziario e sia (150 mila euro) come presidente del consiglio di amministrazione… controllore e controllato nella stessa persona…
– il terzo, la gestione in contemporanea di società – appartenenti questo allo stesso gruppo – che ora vengono ad avere il medesimo amministratore, che ovviamente nell’operare, si ritroverà a seconda della situazione ad essere, una volta creditore ed un’altra volta debitore e viceversa, operando così a “sensazione“, scelte strategiche di solito errate o certamente non convenienti per l’una rispetto all’altra…
– il quarto, la poca dimestichezza con il settore tecnico da affrontare – per non voler aggiungere, la poca capacità professionale e personale che questi amministratori giudiziari hanno, garanzia loro data soltanto sulla carta, in quanto iscritti all’Albo nazionale degli amministratori giudiziari, ma per il resto, poco conoscono di quel campo con cui adesso debbono andare ad insediarsi, vedasi imprese alimentari, di costruzione, gestione ambientale, impianti industriali, ecc…, e dove – circostanza questa che secondo il sottoscritto dovrebbe essere sempre adottata – questi amministratori, pur avendo la possibilità di chiedere al giudice delegato il consenso a farsi coadiuvare da tecnici o da altri soggetti qualificati, questi amministratori… preferiscono operare in modo del tutto arbitrario, facendo di solito cazz…, ed in questo, non pensiate che ci sia soltanto l’inadeguatezza professionale… perché al suo interno si nasconde il vero motivo, rappresentato da una personalità debole che per propria convenienza, preferisce in ogni circostanza evitare… quei possibili scontri o eventuali denunce di responsabilità!!!
Quanto sopra è appena emerso, dall’ultima indagine condotta dalla Procura Calabrese, dove è stato scoperto ( ma parliamo sempre dell’acqua calda… ) che la condotta di un amministratore giudiziario infedele, consentiva alla ‘ndrangheta di continuare a controllare le stesse imprese sequestrate alcuni anni prima ad alcune cosche…
Il boss arrestato, grazie alla complicità dell’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale, continuava a gestire in maniera diretta le proprie aziende sequestrate, impartendo ordini e fornendo indicazioni che permettevano così alle società collegate di progredire nel malaffare…
Ora in galera sono finiti in tanti, non soltanto coloro che erano affiliati alla cosca, ma anche insospettabili professionisti, commercialisti ed avvocati, accusati tutti di far parte dell’organizzazione o di averla favorita. Tra questi Rosario Spinella, professionista reggino che il Tribunale aveva designato quale amministratore giudiziario delle aziende sequestrate preventivamente quando era scattata l’operazione…
Spinella è accusato di aver amministrato le aziende, praticamente facendo partecipare il clan a tutte scelte strategiche delle società.
Il manager poi attraverso la sovra-fatturazione delle prestazioni avrebbe costituito un fondo nero al quale i boss potevano attingere, soldi che poi finivano direttamente nelle mani della “famiglia”…
Oltre al commercialista nella lista delle persone finite in manette anche gli avvocati Giulia Dieni e Giuseppe Putortì, legali storici del boss, ora accusati di aver fatto da staffette e portaordini del boss, approfittando della possibilità di avere con lui colloqui in carcere.
Gli inquirenti hanno rilevato che i familiari del boss, era sempre presenti nei cantieri ed aveva la disponibilità di uomini e mezzi che gestivano a loro piacimento, eludendo di fatto, le disposizioni impartite del Tribunale.

Ieri, mentre rientravo dalla pausa pranzo, ho assistito in Piazza Stesicoro ad una iniziativa veramente interessante.

Ieri, mentre rientravo dalla pausa pranzo, ho assistito in Piazza Stesicoro ad una iniziativa veramente interessante.
Che schifo… mi vergogno di essere rappresentato da questi soggetti… e dire che dovrebbero loro a guardarsi allo specchio e vergognarsi …
Un Segretario ( sarà pure generale ) dell’Assemblea Regionale Siciliana che secondo il ns. Presidente Crocetta… – dicevo sopra… non ne è certo – guadagna intorno ai 600 mila euro e dichiara pure, che è uno scandalo mondiale, ma che non può farci nulla!!!
Caro Presidente, da un paio di giorni, proprio sotto il Suo Ufficio ( inutile… ) che tanto ha voluto qui a Catania, in Corso Sicilia 40, casualmente proprio due piani sopra il mio, staziona una coppia con il proprio figliolo di pochi anni… non sono clochard e neppure zingari, ma siciliani come Lei e me, che pur di sopravvivere e non riuscendo a trovare lavoro, fieri di quella propria dignità, si sono messi a vendere poche cose, per lo più, abbigliamento intimo, calze, magliette per recuperare qualcosa… per poter mangiare.Altro che voler denigrare la Sicilia, noi ci denigriamo da soli… non abbiamo bisogno di alcun aiuto in questo… siamo bravi da noi!!!
Che schifo… mi vergogno di essere rappresentato da questi soggetti… e dire che dovrebbero loro a guardarsi allo specchio e vergognarsi …
Un Segretario ( sarà pure generale ) dell’Assemblea Regionale Siciliana che secondo il ns. Presidente Crocetta… – dicevo sopra… non ne è certo – guadagna intorno ai 600 mila euro e dichiara pure, che è uno scandalo mondiale, ma che non può farci nulla!!!
Caro Presidente, da un paio di giorni, proprio sotto il Suo Ufficio ( inutile… ) che tanto ha voluto qui a Catania, in Corso Sicilia 40, casualmente proprio due piani sopra il mio, staziona una coppia con il proprio figliolo di pochi anni… non sono clochard e neppure zingari, ma siciliani come Lei e me, che pur di sopravvivere e non riuscendo a trovare lavoro, fieri di quella propria dignità, si sono messi a vendere poche cose, per lo più, abbigliamento intimo, calze, magliette per recuperare qualcosa… per poter mangiare.Altro che voler denigrare la Sicilia, noi ci denigriamo da soli… non abbiamo bisogno di alcun aiuto in questo… siamo bravi da noi!!!
Una denuncia di esercizio realizzata da quegli “uomini dello stato ” che non sempre purtroppo rappresentano lo Stato, ma bensì fanno parte di quei personaggi che nel corso degli ultimi anni, hanno solo svolto, trattative, ammorbidimenti, concessioni, disorientamento, ostacoli, per far si che non emergano, depistaggi, reticenze e collusioni…
Come ha giustamente dichiarato il Magistrato antimafia palermitano – Antonino Ingroia – incaricato dalle Nazioni Unite in Guatemala per seguire da vicino le rotte del narcotraffico internazionale:
le reticenze e le omertà non sono solo degli uomini di mafia, ma ci sono depistaggi e reticenze degli uomini dello Stato e delle istituzioni, e quando queste reticenze e depistaggi vengono da uomini dello Stato e delle istituzioni che ostacolano la verità, non ce la possono fare da soli, hanno bisogno di voi, della società civile che questa verità la vogliono: la verità è una conquista collettiva!
Certo, quanto dichiarato è vero… serve un impegno doppio affinché possa emergere la verità, ma quando il sostegno richiesto, viene successivamente dato, ecco che ci si accorge di come esiste una barriera invisibile creata a mo’ di muro, che scontra con l’indifferenza di un sistema, che impone che nulla debba cambiare… ed è allora che risulta impossibile, continuare a credere, che si possa vincere!!!
CONTINUA…
Una denuncia di esercizio realizzata da quegli “uomini dello stato ” che non sempre purtroppo rappresentano lo Stato, ma bensì fanno parte di quei personaggi che nel corso degli ultimi anni, hanno solo svolto, trattative, ammorbidimenti, concessioni, disorientamento, ostacoli, per far si che non emergano, depistaggi, reticenze e collusioni…
Come ha giustamente dichiarato il Magistrato antimafia palermitano – Antonino Ingroia – incaricato dalle Nazioni Unite in Guatemala per seguire da vicino le rotte del narcotraffico internazionale:
le reticenze e le omertà non sono solo degli uomini di mafia, ma ci sono depistaggi e reticenze degli uomini dello Stato e delle istituzioni, e quando queste reticenze e depistaggi vengono da uomini dello Stato e delle istituzioni che ostacolano la verità, non ce la possono fare da soli, hanno bisogno di voi, della società civile che questa verità la vogliono: la verità è una conquista collettiva!
Certo, quanto dichiarato è vero… serve un impegno doppio affinché possa emergere la verità, ma quando il sostegno richiesto, viene successivamente dato, ecco che ci si accorge di come esiste una barriera invisibile creata a mo’ di muro, che scontra con l’indifferenza di un sistema, che impone che nulla debba cambiare… ed è allora che risulta impossibile, continuare a credere, che si possa vincere!!!
CONTINUA…
Mai nessun pontefice aveva assunto una posizione così drastica contro la mafia, e proprio ad una settimana dalla vergognosa processione di Oppido Mamertina, con la statua della Madonna costretta a inchinarsi davanti alla finestra di un boss, ecco che Papa Francesco ha dichiarato: tutto questo sta cambiando e cambierà!!!
Sono in tanti quelli che giornalmente si propongono come nuovi paladini della legalità e per tentare di contrastare questo fenomeno, vanno richiedendo il sostegno dell’opinione pubblica, tentando di stimolarla, attraverso pubbliche manifestazioni, convegni, stampa, libri, social network, ecc… ma la verità, è che il dibattito, sulla presenza nel nostro territorio della mafia, non interessa a nessuno…, sono pochi infatti coloro che scrivono e ancor meno quelli che si mettono di traverso, nessuno denuncia e comprensibilmente ancor meno parlano…
La mafia… è un fatto a se… cammina adiacente con la vita di ognuno di noi, in modo parallelo, distaccato, quasi fosse un’ombra estranea, già, non ci sfiora, anzi sta come noi…al proprio posto, ed è soltanto per quelle notizie di cronaca che vengono riportate, che, veniamo a sapere di quanto vicino a noi accade, un coinvolgimento soltanto momentaneo, dove le indagini dei pool antimafia, non condizionano affatto quell’estrema chiusura che da sempre c’è storicamente nella nostra isola e che ha radicato e sviluppato una mentalità “particolare” che riflette purtroppo quello che sono gli aspetti deteriori di noi siciliani in genere e cioè quello di caratterizzarsi per il vizio privato e per la pubblica virtù…
A parole siamo tutti bravi, rispettosi, crediamo in quei principi fondamentali di legalità, capisaldi intaccabili d’innanzi alla comunità, ma nella realtà, nella vita privata di ognuno di noi, per motivi sociali e/o familiari, il fine perseguito è quello dell’interesse privato… e ciò è dovuto in particolare, a causa di quel decadimento morale e culturale a cui la società ormai si è abituata, favorendo di fatto l’immiserire di quelle che rappresentavano le vere motivazioni comunitarie…
E’ l’esempio istituzionale che da sempre i nostri politici hanno dato… e tutti, a quella modalità generalizzata s’accodano!!!
L’interesse comune è stato sostituito dall’interesse privato, sarà per necessità, sarà per mancanza di valori, sarà perché non si ha più voglia di combattere contro un sistema precostituito, sarà che da quando si è nati… ci si è sempre comportati da pecore…, sarà… per come riportava quel testo di una canzone ” sarà quel che sarà “…, ma alla fine si cavalca l’onda per poter appagare soltanto i propri personali bisogni…
Ovviamente sono in tanti a ripetere che: se non lo faccio io, lo farà qualcun’altro e quindi alla fine sarò sempre io a rimetterci… mentre lui godrà di quei ricevuti benefici…
Purtroppo quanto detto è anch’esso vero…, ma la vita non è soltanto fatta di vantaggi e beni materiali, perché ci sono i sogni ed è soltanto attraverso quelli che si può tentare di cambiare questo mondo infame…
E’ come essere dei semi di legalità, che sognano un mondo perfetto…sotto questa terra amara!!!
Fidatevi dei vostri sogni, perché in essi è nascosto il passaggio verso l’unica felicità…
Mai nessun pontefice aveva assunto una posizione così drastica contro la mafia, e proprio ad una settimana dalla vergognosa processione di Oppido Mamertina, con la statua della Madonna costretta a inchinarsi davanti alla finestra di un boss, ecco che Papa Francesco ha dichiarato: tutto questo sta cambiando e cambierà!!!
Sono in tanti quelli che giornalmente si propongono come nuovi paladini della legalità e per tentare di contrastare questo fenomeno, vanno richiedendo il sostegno dell’opinione pubblica, tentando di stimolarla, attraverso pubbliche manifestazioni, convegni, stampa, libri, social network, ecc… ma la verità, è che il dibattito, sulla presenza nel nostro territorio della mafia, non interessa a nessuno…, sono pochi infatti coloro che scrivono e ancor meno quelli che si mettono di traverso, nessuno denuncia e comprensibilmente ancor meno parlano…
La mafia… è un fatto a se… cammina adiacente con la vita di ognuno di noi, in modo parallelo, distaccato, quasi fosse un’ombra estranea, già, non ci sfiora, anzi sta come noi…al proprio posto, ed è soltanto per quelle notizie di cronaca che vengono riportate, che, veniamo a sapere di quanto vicino a noi accade, un coinvolgimento soltanto momentaneo, dove le indagini dei pool antimafia, non condizionano affatto quell’estrema chiusura che da sempre c’è storicamente nella nostra isola e che ha radicato e sviluppato una mentalità “particolare” che riflette purtroppo quello che sono gli aspetti deteriori di noi siciliani in genere e cioè quello di caratterizzarsi per il vizio privato e per la pubblica virtù…
A parole siamo tutti bravi, rispettosi, crediamo in quei principi fondamentali di legalità, capisaldi intaccabili d’innanzi alla comunità, ma nella realtà, nella vita privata di ognuno di noi, per motivi sociali e/o familiari, il fine perseguito è quello dell’interesse privato… e ciò è dovuto in particolare, a causa di quel decadimento morale e culturale a cui la società ormai si è abituata, favorendo di fatto l’immiserire di quelle che rappresentavano le vere motivazioni comunitarie…
E’ l’esempio istituzionale che da sempre i nostri politici hanno dato… e tutti, a quella modalità generalizzata s’accodano!!!
L’interesse comune è stato sostituito dall’interesse privato, sarà per necessità, sarà per mancanza di valori, sarà perché non si ha più voglia di combattere contro un sistema precostituito, sarà che da quando si è nati… ci si è sempre comportati da pecore…, sarà… per come riportava quel testo di una canzone ” sarà quel che sarà “…, ma alla fine si cavalca l’onda per poter appagare soltanto i propri personali bisogni…
Ovviamente sono in tanti a ripetere che: se non lo faccio io, lo farà qualcun’altro e quindi alla fine sarò sempre io a rimetterci… mentre lui godrà di quei ricevuti benefici…
Purtroppo quanto detto è anch’esso vero…, ma la vita non è soltanto fatta di vantaggi e beni materiali, perché ci sono i sogni ed è soltanto attraverso quelli che si può tentare di cambiare questo mondo infame…
E’ come essere dei semi di legalità, che sognano un mondo perfetto…sotto questa terra amara!!!
Fidatevi dei vostri sogni, perché in essi è nascosto il passaggio verso l’unica felicità…

Agli inizia degli anni sessanta, la nostra Regione fu al centro di una rinascita imprenditoriale, era questa una fase politica che poneva al centro di tutto, accordi instaurati tra i partiti di allora. chiamati a gestire particolari iniziative industriali…
Tra queste vi era la Sofis, prima società finanziaria pubblica costituita in Italia, in cui la Regione Sicilia acquisiva quote ed azioni di società, fuori da naturali logiche d’investimento, poiché si trattava di aziende in grandi difficoltà economiche e fuori mercato, e che proprio attraverso questa, si vedevano erogati finanziamenti senza alcun controllo…
Nella stessa metà degli anni sessanta, si decise di istituire anche quattro enti economici regionali, quali, l’Ente Minerario Siciliano, l’Ente siciliano per la promozione industriale, l’AZASI e l’Ente di Sviluppo Agricolo…
Non dobbiamo inoltre dimenticare, che questi sono anche gli anni in cui si parla d’investimenti da parte dell’ENI in Sicilia tramite l’Ing. Enrico Mattei, che solo per ricordarlo, il 27 ottobre 1962, morì mentre era in volo su un jet privato, tornando a Milano proprio da Catania; l’aereo, precipitò nelle campagne di Bascapè e le indagini allora svolte dall’Aeronautica Militare Italiana e dalla Procura di Pavia – su una eventuale ipotesi d’attentato – si chiusero “ come sempre da noi “ con un’archiviazione perché “il fatto non sussisteva”; in seguito però, precisamente nel 1997, il ritrovamento di reperti, analizzati con nuove tecnologie, fecero riaprire le indagini giudiziarie, dalle quali emerse che l’aereo venne dolosamente abbattuto, attraverso la deflagrazione di una bomba stimata in 150 grammi di tritolo, posta dietro al cruscotto dell’apparecchio, che si sarebbe attivata proprio durante la fase iniziale di atterraggio, si pensò, a causa dall’accensione delle luci di atterraggio o dall’apertura del carrello.
Sono anche gli anni della grande speculazioni edilizia, di una espansione insensata, promossa con il tacito accordo tra mafia e politica, nomi quali Ciancimino, Salvo Lima e l’emergente mafia corleonese di Toto Riina… daranno così inizio a quella escalation economica e criminale, che condurrà a quelle stragi eccellenti, che avranno come vittime il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino…
A Cuffaro, il 14 Aprile 2008 è seguito Raffaele Lombardo – 57° Presidente del governo della Regione – leader di quel partito “ormai scomparso” autonomista, l’MPA, quando ( e siamo nel luglio 2012), Lombardo si dimise dinanzi l’Assemblea regionale siciliana dalla carica di Presidente, con alcuni mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato prevista per l’aprile 2013.
Cosa dire, da quanto sopra appare evidente la volontà da parte dei ns. Governatori di trattare questa nostra isola come terra di conquista e soprattutto di omertà, dove non si viene soltanto per villeggiare o per godere delle ns. bellezze naturali culturali e artistiche, ma si viene per investire e riciclare denaro, per infiltrare ed infiltrarsi, attraverso i propri uomini, in posti di comando, settori fondamentali strategici dell’economia e della politica.
Augusta, Milazzo, Termini Imerese, Gela, Melilli, e le varie piattaforme offshore a 12 miglia al largo di Pozzallo, sono soltanto alcuni esempi di scempi realizzati nella ns. terra, che soltanto ora, si stanno scoprendo essere causa di morti, per tumori e/o malformazioni genetiche.
Con la promessa di nuovi posti di lavoro e prosperità per l’intera comunità, si è potuto illudere quei poveri siciliani “ ignoranti “, a credere che attraverso quel consensuale baratto, si potesse ridare una svolta a questa terra, modifica epocale di una territorio che a quei tempi, soffriva di una profonda miseria e che certamente necessitava di sostegni celeri…

Agli inizia degli anni sessanta, la nostra Regione fu al centro di una rinascita imprenditoriale, era questa una fase politica che poneva al centro di tutto, accordi instaurati tra i partiti di allora. chiamati a gestire particolari iniziative industriali…
Tra queste vi era la Sofis, prima società finanziaria pubblica costituita in Italia, in cui la Regione Sicilia acquisiva quote ed azioni di società, fuori da naturali logiche d’investimento, poiché si trattava di aziende in grandi difficoltà economiche e fuori mercato, e che proprio attraverso questa, si vedevano erogati finanziamenti senza alcun controllo…
Nella stessa metà degli anni sessanta, si decise di istituire anche quattro enti economici regionali, quali, l’Ente Minerario Siciliano, l’Ente siciliano per la promozione industriale, l’AZASI e l’Ente di Sviluppo Agricolo…
Non dobbiamo inoltre dimenticare, che questi sono anche gli anni in cui si parla d’investimenti da parte dell’ENI in Sicilia tramite l’Ing. Enrico Mattei, che solo per ricordarlo, il 27 ottobre 1962, morì mentre era in volo su un jet privato, tornando a Milano proprio da Catania; l’aereo, precipitò nelle campagne di Bascapè e le indagini allora svolte dall’Aeronautica Militare Italiana e dalla Procura di Pavia – su una eventuale ipotesi d’attentato – si chiusero “ come sempre da noi “ con un’archiviazione perché “il fatto non sussisteva”; in seguito però, precisamente nel 1997, il ritrovamento di reperti, analizzati con nuove tecnologie, fecero riaprire le indagini giudiziarie, dalle quali emerse che l’aereo venne dolosamente abbattuto, attraverso la deflagrazione di una bomba stimata in 150 grammi di tritolo, posta dietro al cruscotto dell’apparecchio, che si sarebbe attivata proprio durante la fase iniziale di atterraggio, si pensò, a causa dall’accensione delle luci di atterraggio o dall’apertura del carrello.
Sono anche gli anni della grande speculazioni edilizia, di una espansione insensata, promossa con il tacito accordo tra mafia e politica, nomi quali Ciancimino, Salvo Lima e l’emergente mafia corleonese di Toto Riina… daranno così inizio a quella escalation economica e criminale, che condurrà a quelle stragi eccellenti, che avranno come vittime il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino…
A Cuffaro, il 14 Aprile 2008 è seguito Raffaele Lombardo – 57° Presidente del governo della Regione – leader di quel partito “ormai scomparso” autonomista, l’MPA, quando ( e siamo nel luglio 2012), Lombardo si dimise dinanzi l’Assemblea regionale siciliana dalla carica di Presidente, con alcuni mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato prevista per l’aprile 2013.
Cosa dire, da quanto sopra appare evidente la volontà da parte dei ns. Governatori di trattare questa nostra isola come terra di conquista e soprattutto di omertà, dove non si viene soltanto per villeggiare o per godere delle ns. bellezze naturali culturali e artistiche, ma si viene per investire e riciclare denaro, per infiltrare ed infiltrarsi, attraverso i propri uomini, in posti di comando, settori fondamentali strategici dell’economia e della politica.
Augusta, Milazzo, Termini Imerese, Gela, Melilli, e le varie piattaforme offshore a 12 miglia al largo di Pozzallo, sono soltanto alcuni esempi di scempi realizzati nella ns. terra, che soltanto ora, si stanno scoprendo essere causa di morti, per tumori e/o malformazioni genetiche.
Con la promessa di nuovi posti di lavoro e prosperità per l’intera comunità, si è potuto illudere quei poveri siciliani “ ignoranti “, a credere che attraverso quel consensuale baratto, si potesse ridare una svolta a questa terra, modifica epocale di una territorio che a quei tempi, soffriva di una profonda miseria e che certamente necessitava di sostegni celeri…
Cosa dire, salutando e ricordando tutte quelle ex società del made in Italy, andiamo ( per così dire ) avanti, sapendo sin d’ora che il futuro che ci aspetta, sarà sempre più governato da potenti holding straniere, che a seconda delle circostanze, decideranno le sorti di questo nostro sempre più povero paese…,dopotutto la finanza non è altro che l’arte di far passare i soldi di mano in mano, finché alla fine…quest’ultimi, non spariscono del tutto!!!
Cosa dire, salutando e ricordando tutte quelle ex società del made in Italy, andiamo ( per così dire ) avanti, sapendo sin d’ora che il futuro che ci aspetta, sarà sempre più governato da potenti holding straniere, che a seconda delle circostanze, decideranno le sorti di questo nostro sempre più povero paese…,dopotutto la finanza non è altro che l’arte di far passare i soldi di mano in mano, finché alla fine…quest’ultimi, non spariscono del tutto!!!