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La mia libertà finisce dove incomincia la vostra...

Siete onesti o disonesti??? Questo è il dilemma…

Gli Inglesi direbbero: “To be, or not to be, that is the question“!!!
Già… perchè il problema si può riassumere in due parole: essere o non essere; sì… esser onesti oppure scieglier di diventare disonesti???
Perchè tutti sanno che provare a dare (oppure ricevere) un corrispettivo di valore da una qualsiasi terza parte (inclusi funzionari del settore privato o pubblici ufficiali), per ottenere o mantenere degli affari o ancora beneficiare in altro modo di un indebito vantaggio è reato e quindi quando si scieglie una delle due condizioni sopra riportate, s’inizia ad essere a tutti gli effetti: “disonesti”!!!
Ma anche chi sta loro accanto diventa membro del “Club dei Disonesti“, perché non è solo chi compie il reato ad essere lestofante, ma anche chi gode direttamente di quelle pratiche corruttive…
Mi riferisco ad esempio ai familiari, già come certe mogli che si vedono arrivare in casa denaro contante, regali costosi, pacchetti di viaggio o di benessere, divertimenti di lusso, ma non solo anche i loro figli viziati, incapaci e impreparati godono dei privilegi ottenuti da quel capofamiglia “corrotto” ed è così infatti che ricevono posti di lavoro o altri favori didattici…
Non so chi sia tra loro più ipocrita, certamente con questa diffusa discendenza il nostro Paese non potrà certo migliorare, anzi tutt’altro, perché il malaffare – che già detiene l’egemonia, andrà sempre più ramificandosi, ampliando quei propri legami corruttivi… 
Sì certo la nostra legislazione si è dotata di leggi che vietano pratiche corruttive e prevedono una serie di conseguenze a chi commette quei reati che vanno dalle detentive alle multe ingenti; ma queste azioni servono a poco o nulla, quando la maggior parte di quegli individui ritiene che il gioco valga la candela… 
A questi compromessi individui non interessa neppure l’opinione pubblica, il venir menzionati nelle inchieste giudiziarie, hanno (come si dice in maniera scurrile) “la faccia come il culo” e continuano dritti per i propri interessi finanziari senza pensare al giudizio sociale che dalle loro azioni potrebbe derivare…
Essi non possiedono alcuna etica e ancor meno dignità, difatti, invece di denunciare le forme di corruzione, le bustarelle offerte, e via disccorrendo, essi viceversa tendono la mano, anzi di più, richiedono per i loro servizi quella tangente, altrimenti tutto resta inevaso!!!
So bene quanti lettori vado ogni giorno perdendo con i miei post, ma non m’interessa, d’altronde non è il numero di pubblico che mi spinge a scrivere, viceversa a suscitare la mie attività, è riuscire a redimere anche solo un soggetto di quell’ambiente malsano, poiché se sarò riuscito nell’intento, avrò certamente fatto qualcosa di buono per migliorare questo “infetto” Paese!!!

Siete onesti o disonesti??? Questo è il dilemma…

Gli Inglesi direbbero: “To be, or not to be, that is the question“!!!
Già… perchè il problema si può riassumere in due parole: essere o non essere; sì… esser onesti oppure non esserlo e quindi sciegliere la disonestà.
Perchè tutti sanno che provare a dare (oppure ricevere) un corrispettivo di valore da una qualsiasi terza parte (inclusi funzionari del settore privato o pubblici ufficiali), per ottenere o mantenere degli affari o ancor beneficiare in altro modo di un indebito vantaggio è un reato e quindi, quando si scieglie una delle due condizioni sopra riportate, s’inizia a essere a tutti gli effetti: “disonesti”!!!
Ma anche chi sta loro accanto diventa membro del “Club dei Disonesti“, perché non è solo chi compie il reato ad essere lestofante, ma anche chi gode direttamente di quelle pratiche corruttive…
Mi riferisco ad esempio ai familiari, già a certe “mogli” che si vedono arrivare in casa denaro contante, regali costosi, pacchetti di viaggio o di benessere, divertimenti di lusso, ma non solo, anche quei loro figli viziati, solitamente incapaci e impreparati che usufruiscono di quei privilegi ottenuti illegalmente da quel capofamiglia “corrotto” e difatti anch’essi ricevono favori, posti di lavoro o se più giovani… didattici!!!
Non so chi sia tra loro più ipocrita, certamente con questa diffusa discendenza il nostro Paese non potrà certo migliorarsi, anzi tutt’altro, perché il malaffare – che già detiene l’egemonia – andrà sempre più ramificando quelle collusioni, ampliando così quei propri legami corruttivi… 
Sì certo la nostra legislazione si è dotata di leggi che vietano pratiche corruttive e prevedono una serie di conseguenze a chi commette quei reati con pene detentive e multe ingenti; ma queste azioni servono a poco o a nulla quando la maggior parte di quegli individui ritiene che il gioco valga la candela… 
A questi “compromessi” individui non interessa neppure l’opinione pubblica, ad esempio il venir menzionati in inchieste giudiziarie, hanno (come si dice in maniera scurrile) “la faccia come il culo” e continuano dritti per la propria strada disonesta pur di ottenere i propri interessi, sì… finanziari senza pensare al giudizio sociale che dalle loro azioni potrebbe derivare…
Essi non possiedono alcuna etica e ancor meno dignità, difatti, invece di denunciare le forme di corruzione o le bustarelle offerte e via disccorrendo, essi viceversa tendono la mano, anzi di più, richiedono per quei loro servizi una tangente, altrimenti tutto resta inevaso!!!
So bene quanti lettori vado ogni giorno perdendo scrivendo questi post, ma non m’interessa, d’altronde non è il numero di pubblico che mi spinge a scrivere, viceversa a suscitare le mie attività è la speranza di un pentimento, già… mi basta redimere anche soltanto un soggetto di quell’ambiente malsano, poiché se sarò riuscito nell’intento, avrò certamente fatto qualcosa di buono per migliorare questo “infetto” Paese!!!

Chiusa l’inchiesta sul "Consorzio rete fognante Taormina"

Ho letto che l’nchiesta sul “Consorzio rete fognante Taormina” è stata chiusa.

La sostituta procuratrice Roberta La Speme, titolare dell’inchiesta sotto la guida del procuratore capo Antonio D’Amato, ha avvisato tutti gli indagati che gli accertamenti sono arrivati al capolinea.

Il provvedimento di chiusura delle indagini conferma in sostanza le ipotesi accusatorie sollevate dalla Procura di Messina, che ora andranno al vaglio del giudice per le indagini preliminari.

Come abbiamo letto nei mesi scorsi è stata la denuncia di uno degli addetti dell’ente a dare il via all’inchiesta di Polizia e Guardia di Finanza, che hanno analizzato i lavori affidati dal Consorzio, dopo il sequestro dell’impianto per inquinamento nel 2021, e i rapporti tra i dirigenti e le ditte incaricate.

 Il sospetto, sollevato anche dalla denuncia di una persona interna all’ente e suffragato, secondo l’Accusa, dalle intercettazioni, è che per gli affidamenti i dirigenti abbiano incassato dei favori. 

Al vaglio altresì le responsabilità negli episodi di inquinamento dell’Alcantara dovuti al mal funzionamento dell’impianto.

Trovate l’articolo completo con i nomi degli indagati al link: https://www.tempostretto.it/news/indagine-sul-consorzio-rete-fognante-taormina-caudullo-non-doveva-essere-sospeso.html

Chiusa l'inchiesta sul "Consorzio rete fognante Taormina"

Ho letto che l’nchiesta sul “Consorzio rete fognante Taormina” è stata chiusa.

La sostituta procuratrice Roberta La Speme, titolare dell’inchiesta sotto la guida del procuratore capo Antonio D’Amato, ha avvisato tutti gli indagati che gli accertamenti sono arrivati al capolinea.

Il provvedimento di chiusura delle indagini conferma in sostanza le ipotesi accusatorie sollevate dalla Procura di Messina, che ora andranno al vaglio del giudice per le indagini preliminari.

Come abbiamo letto nei mesi scorsi è stata la denuncia di uno degli addetti dell’ente a dare il via all’inchiesta di Polizia e Guardia di Finanza, che hanno analizzato i lavori affidati dal Consorzio, dopo il sequestro dell’impianto per inquinamento nel 2021, e i rapporti tra i dirigenti e le ditte incaricate.

 Il sospetto, sollevato anche dalla denuncia di una persona interna all’ente e suffragato, secondo l’Accusa, dalle intercettazioni, è che per gli affidamenti i dirigenti abbiano incassato dei favori. 

Al vaglio altresì le responsabilità negli episodi di inquinamento dell’Alcantara dovuti al mal funzionamento dell’impianto.

Trovate l’articolo completo con i nomi degli indagati al link: https://www.tempostretto.it/news/indagine-sul-consorzio-rete-fognante-taormina-caudullo-non-doveva-essere-sospeso.html

Dopo 24 anni gli restituiscono il patrimonio confiscato!!!

Diceva il magistrato Piecamillo Davigo: “Chi di giustizia ferisce di giustizia perisce”. 

Aggiungerei, sempre che si ha la fortuna di giungere a una fine, perché il più delle volte il rischio – considerati i tempi che la giustizia raggiunge tra tutte le fasi processuali – è quello di non riuscire a giungere alla fine in quanto si è passati ad altra vita…

Per fortuna non è il caso di Antonio Giordano, un imprenditore di Misilmeri edile che ha visto riottenere dai giudici la revoca della confisca definitiva dei beni, dopo la revisione del processo e l’assoluzione dall’accusa di mafia!!!

Certo un risultato ottenuto (grazie all’assistenza dell’avvocato Baldassare Lauria) dopo 24 anni di azioni legali che sono iniziate nel lontano anno 2000…

Tutti infatti iniziò con un arresto per associazione mafiosa, per poi esser stato condannato a cinque anni di reclusione ed ancora, nel 2011 i giudici della sezione misure di prevenzione disponevano altresì il sequestro delle imprese e dei beni immobiliari del valore di una decina di milioni di euro, provvedimento che divenne definitivo.

Ora dopo 24 anni, la Corte d’appello, presieduta da Gabriella Di Marco, ha stabilito che i beni possono essere restituiti all’imprenditore, ritenendo il venir meno dei requisiti legali avevano giustificato la confisca. Si tratta di una decisione che supera la consolidata giurisprudenza conservativa dello stesso tribunale palermitano – spiega il legale di Giordano – In materia di prevenzione l’appartenenza mafiosa (che giustifica la confisca) è sempre stata ritenuta una nozione diversa dalla partecipazione all’associazione mafiosa (che diversamente integra il reato di cui all’articolo 416 bis), cosicché l’eventuale assoluzione non ha mai determinato alcuna interferenza sul giudicato di prevenzione. Attiveremo adesso le azioni risarcitorie per il recupero del patrimonio perduto e dell’ingente danno patito dal Giordano».

Bisogna ricordare che l’imprenditore si era sempre protestato innocente ed aveva lottato per dimostrare che l’intercettazione con un presunto mafioso non lo riguardava personalmente e che l’interlocutore indicato dagli inquirenti non era lui…

E difatti, la persona interessata aveva poi confessato di essere il reale interlocutore del presunto capomafia e difatti, la stessa perizia fonica prodotta dalla difesa, aveva escluso che la voce (che si confrontava con il boss) potesse essere riconducibile a quella dell’imprenditore Antonino Giordano. 

Ed ecco quindi che finalmente si è giunti a quest’ultima sentenza che lo ha visto scagionato dalle accuse, ed ora ha aggiunto l’Avv. Lauria – a seguito dell’assoluzione di revisione – sono venute meno le ragioni che avevano giustificato il giudizio di pericolosità sociale, evidenziandosi che gli accertati rapporti personali non andavano al di là della mera contiguità, del tutto irrilevante…

Certamente quanto sopra rappresenta una vicenda preoccupante, sì… per le modalità con cui si è giunti a quelle condanne e cioè attraverso una semplice e banale intercettazione telefonica e soprattutto a causa di una voce somigliante…

Ora, nel leggere quanto sopra pensavo ai rischi che oggi potrebbero verificarsi, sì… a ciascuno di noi, a causa ad esempio dell’utilizzo di un software che sfrutta l’IA( Intelligenza Artificiale ) capace quindi di riprodurre non solo testi interi con la voce femminile e/o maschile – vedasi ad esempio il link – https://www.naturalreaders.com/ – ma ahimè di clonare una voce e riprodurla in maniera perfettamente eguale a quella di chiunque si voglia essere, basti semplicemente scaricare un software come quello offerto da  https://elevenlabs.io/ di cui se volete, potete osservare (in questo link su “Youtube”) il suo diretto funzionamento: https://www.youtube.com/watch?v=z4QPcjsJKu8.

Dopo 24 anni gli restituiscono il patrimonio confiscato!!!

Diceva il magistrato Piecamillo Davigo: “Chi di giustizia ferisce di giustizia perisce”. 

Aggiungerei, sempre che si ha fortuna, perché il più delle volte il rischio – considerati i lunghi tempi che la giustizia raggiunge per tutte le fasi processuali – è quello di non riuscire a vedere la fine, in quanto ahimè si è passati ad altra vita…

Per fortuna non è il caso di Antonio Giordano, un imprenditore di Misilmeri edile che ha visto riottenere dai giudici la revoca della confisca definitiva dei beni, dopo la revisione del processo e l’assoluzione dall’accusa di mafia!!!

Certo un risultato ottenuto (grazie all’assistenza dell’avvocato Baldassare Lauria) dopo 24 anni di azioni legali che sono iniziate nel lontano anno 2000…

Difatti, tutto iniziò con un arresto per associazione mafiosa, per poi venir condannato a cinque anni di reclusione, ma non solo, nel 2011 i giudici della sezione misure di prevenzione disponevano il sequestro delle imprese e dei beni immobiliari del valore di una decina di milioni di euro, provvedimento che dopo poco tempo divenne definitivo.

Ora dopo 24 anni, la Corte d’Appello presieduta da Gabriella Di Marco, ha stabilito che i beni possono essere restituiti all’imprenditore, ritenendo il venir meno dei requisiti legali avevano giustificato la confisca. Si tratta di una decisione che supera la consolidata giurisprudenza conservativa dello stesso tribunale palermitano – spiega il legale di Giordano – In materia di prevenzione l’appartenenza mafiosa (che giustifica la confisca) è sempre stata ritenuta una nozione diversa dalla partecipazione all’associazione mafiosa (che diversamente integra il reato di cui all’articolo 416 bis), cosicché l’eventuale assoluzione non ha mai determinato alcuna interferenza sul giudicato di prevenzione. Attiveremo adesso le azioni risarcitorie per il recupero del patrimonio perduto e dell’ingente danno patito dal Giordano».

Bisogna ricordare che l’imprenditore si era sempre protestato innocente ed aveva lottato per dimostrare che l’intercettazione (con un presunto mafioso) non lo riguardava e che l’interlocutore indicato dagli inquirenti non era lui…

E difatti, la persona interessata aveva poi confessato di essere l’interlocutore del presunto capomafia e difatti, la stessa perizia fonica (prodotta dalla difesa) aveva escluso che la voce (che si confrontava con il boss) potesse essere riconducibile a quella dell’imprenditore Antonino Giordano. 

Ed ecco quindi che finalmente si è giunti a quest’ultima sentenza che lo ha visto finalmente scagionato dalle accuse, ed ora ha aggiunto l’Avv. Lauria – a seguito dell’assoluzione di revisione – sono venute meno le ragioni che avevano giustificato il giudizio di pericolosità sociale, evidenziandosi che gli accertati rapporti personali non andavano al di là della mera contiguità, del tutto irrilevante…

Certamente quanto sopra rappresenta una vicenda preoccupante, sì… per le modalità con cui si è giunti a quelle condanne e cioè attraverso una semplice e direi banale intercettazione telefonica, soprattutto a causa di una voce somigliante…

Ora, nel leggere quanto sopra pensavo ai rischi che oggi potrebbero verificarsi, sì… proprio a ciascuno di noi, a causa ad esempio dell’utilizzo di software che sfruttano l’IA( Intelligenza Artificiale ) capace non solo di riprodurre testi interi con la voce femminile e/o maschile – vedasi ad esempio il link – https://www.naturalreaders.com/ – ma ahimè di poter clonare una qualsiasi voce e riprodurla in maniera perfettamente eguale a quella di chiunque si voglia copiare, basta semplicemente scaricare un software come quello offerto da  https://elevenlabs.io/ da cui se volete, potete osservare (in questo link su “Youtube”) il suo diretto funzionamento: https://www.youtube.com/watch?v=z4QPcjsJKu8.

Vasseur questa volta ha ragione su tutto e se non si è vinto a Baku è colpa dei piloti!!!

Nel commentare il Gp di Baku Vasseur ha dichiarato: “Peccato c’era potenziale per vincere”!!!

Ma d’altronde come dargli torto, i nostri due piloto potevano arrivare rispettivamente primo e terzo ed invece si sono fatti beffare e ingolosire…

La verità è che altri a parità di macchina mostrano nei momenti difficili d’esser superiori!!!

Se guardiamo gli errori fatti durante questo mondiale sono impressionanti, sia da parte del Team ma soprattutto dei due piloti e di fatto sono d’accordo con Ralf Schumacher quando dice: «Errori stupidi, la Ferrari non vince per colpa loro»!!!

Infatti, Leclerc nel momento del sorpasso pensava forse di aver già vinto (dovrebbe imparare da Alonso tutte gli espedienti di guida per non farsi superare, vedasi quella difesa ad oltranza lo scorso anno contro Hamilton che porto alla vittoria Esteban Ocon…), mentre Sain ingolosito (e chissà forse dovrei aggiungere per togliersi qualche sassolino visto come la Ferrari l’abbia sostituito…) ha provato a fare l’En Plei, provando a prendere due posizioni e tentando quindi di superare il proprio compagno, sorpasso che non è riuscito e che ha portato all’incidente provocato da Perez… 

Già… gli sarebbe bastato accodarsi, senza provare a superare Leclerc e sarebbe giunto sul podio terzo o quantomeno avrebbe anche potuto sorpassare il compagno ma certamente in un’altra occasione, quella più agevole del rettilineo ed avendo in quel momento una migliore condizione, sarebbe sicuramente giunto secondo!!!

Vasseur non può fare di più di quanto sta facendo e la crescita della Ferrari in questi mesi si è vista, si contano anche meno errori durante la strategia, si prova a sbagliare di meno in gara, anche i tecnici fanno del loro meglio durante i pit-stop e la gestione nel suo complesso è quasi perfetta, ma la ciliegina devono metterla loro, i due piloti o quantomeno uno visto che ormai l’altro potrebbe avere la testa da un’altra parte…

Ovviamente – se pur ritengo Leclerc a livello di guida come Verstappen ed Hamilton o anche Alonso- qualcosa però mi fa pensare che ancora manchi, mi riferisco a quella scaltrezza, quella cattiveria, quella furbizia ed anche quel rischio che animava Senna nelle sue corse e che attualmente egli non mostra…

Ad esempio, riguardate le immagini, dopo l’errore commesso di non chiudere la porta a Piastri, un episodio certamente grave ma che ahimè è stato commesso ( e chi non commette errori… il sottoscritto ne compie mille al giorno…), ecco che il pilota della Ferrari si è trovato per un istante nel breve rettilineo accanto alla McLaren, ed in quel momento ha deciso di riaccodarsi: ecco se avesse insistito, ripetendo quanto aveva appena fatto – pochi secondi prima Piastri-  e cioè allungando la frenata, sì… forse il rischio è che si sarebbero potuti scontrare, ma c’era la possibilità anche che il pilota australiano avrebbe alzasse il piede per evitare di rovinare la gara o pensando che avrebbe potuto sorpassare il pilota della Ferrari subito dopo!!!

Beh… non avremmo ,odo di saperlo perché ha qualcuno è mancato (forse) un po’ più il coraggio o di follia…

Per cui da tifoso non posso che dire “accontentiamoci”, sì… viviamo di momenti altalenanti, a volte esaltanti ed  altre – come questa di Baku, ma potrei fare (quest’anno) un elenco – imbarazzanti, ma ciò che mi dispiace di più è vedere l’ottimo lavoro di Vasseur ed anche del Team andare contro un muro per colpa di chi ancora deve imparare… 

Sono certo che in molti non approveranno queste mie parole, ma il sottoscritto di professione non fa il conduttore Tv e neppure il giornalista sportivo, per cui non devo soddisfare Editori e/o Direttori e ancor meno debbo appagare (con le mie parole) l’esultanza espressa da taluni tifosi che vivono lo sport solo per farsi un “selfie” o per chiedere un autografo a quei loro idoli…

Ma soprattutto ci tengo a precisare che nel dire il sottoscritto sempre ciò che pensa, ci mette non un “nickneme” – come ormai conseutudine – ma il proprio nome e cognome!!!

E difatti… è già tanto che perda il mio tempo a scrivere queste cazz… e distolga quindi il mio Blog  dall’indirizzo voluto e cioè provare a formare neii giovani quei giusti valori, principi come legalità e rispetto della cosa pubblica!!!  

Comunque per meglio comprendere quanto sopra, avremmo il prossimo anno la possibilità di valutare queste mie parole, perché sapete bene che a pilotare la prossima vettura della Ferrari, una delle due, ci sarà un campione del mondo, titolare di ben sette titoli, ed allora vedremo se – a parità di macchina e sperando che non si commettano per entrambi errori dal Team – quella differenza dal sottoscritto così fortemente evidenziata, verrà fuori oppure no… 

Vasseur questa volta ha ragione su tutto e se non si è vinto a Baku è colpa dei piloti!!!

Nel commentare il Gp di Baku Vasseur ha dichiarato: “Peccato c’era il potenziale per vincere”!!!

Ma d’altronde come dargli torto, i nostri due piloti potevano arrivare rispettivamente primo e terzo ed invece si sono fatti beffare e ingolosire…

La verità è che altri a parità di macchina mostrano nei momenti difficili d’esser superiori!!!

Se guardiamo gli errori fatti durante questo mondiale sono impressionanti, sia da parte del Team ma soprattutto dei due piloti ed infatti sono d’accordo con Ralf Schumacher quando dice: «Errori stupidi, la Ferrari non vince per colpa loro»!!!

Riguardando quanto accaduto, Leclerc nel momento del sorpasso pensava forse di aver già vinto (dovrebbe imparare da Alonso tutte gli espedienti di guida per non farsi superare, vedasi quella difesa ad oltranza lo scorso anno contro Hamilton che portò alla vittoria Esteban Ocon...), mentre Sain ingolosito (e chissà forse dovrei aggiungere per togliersi qualche sassolino visto come la Ferrari l’abbia sostituito…) ha provato a fare l’En Plein, provando a prendere due posizioni e tentando quindi di superare il proprio compagno, sorpasso che non è riuscito e che ha portato all’incidente con Perez… 

Già… gli sarebbe bastato accodarsi senza provare a superare Leclerc e sarebbe giunto sul podio terzo o quantomeno avrebbe potuto sorpassare il compagno, ma certamente in un’altra occasione, più agevole, ad esempio nel lungo rettilineo cittadino, potendo tra l’altro disporre in quel preciso momento di una migliore condizione, visti i tempi realizzati, sì… sarebbe sicuramente potuto giungere quantomeno secondo!!!

Vasseur non può far di più di quanto sta facendo, d’altro canto la crescita della Ferrari in questi mesi si è vista… si contano meno errori di strategia, si sbaglia meno in gara ed anche i tecnici fanno del loro meglio durante i pit-stop, nel complesso la gestione è quasi perfetta, ma la ciliegina sulla torta devono metterla loro, i due piloti o quantomeno uno dei due visto che ormai l’altro potrebbe avere (legittimamente…)  la testa da un’altra parte…

Quindi – se pur ritengo Leclerc a livello di guida come Verstappen ed Hamilton o lo stesso Alonso– qualcosa mi fa pensare però che ancora a questo pilota manchi, mi riferisco a quella insita scaltrezza, quella implicita cattiveria, quella furbizia e quel rischio che animava Senna nelle sue corse, ecco tutti stati che ahimè non sempre mostra…

Faccio un esempio, basti riguardare le immagini… dopo l’errore commesso di non chiudere la porta a Piastri, un episodio certamente grave ma che ahimè può essere involontariamente commesso (chi non commette errori… il sottoscritto ne compie mille al giorno…), ecco che il pilota della Ferrari si è trovato subito dopo, per un breve istante (nel rettilineo) quasi accanto alla McLaren e proprio in quel momento ha deciso di riaccodarsi: ritengo che se avesse insistito, ripetendo quanto aveva appena fatto – pochi secondi prima il pilota della McLaren –  e cioè allungando la frenata, forse il rischio era quello di scontrarsi, ma c’era anche la possibilità che il pilota australiano alzasse il piede, proprio per evitare di rovinare la gara oppure perché sicuro che lo avrebbe potuto superare subito dopo!!!

Beh… non avremmo modo di saperlo, perché purtroppo è venuto a mancare quell’ambito coraggio o chissà forse quel momento di vera follia che fa la differenza tra un pilota bravo ed un campione del mondo!!!

Da tifoso quindi non posso che dire “accontentiamoci”, sì… viviamo per come vengono questi momenti altalenanti, a volte esaltanti e altri (come questo di Baku, ma potrei riassumerne quest’anno un elenco) imbarazzanti, ma ciò che mi dispiace di più è vedere l’ottimo lavoro di Vasseur e del Team andare contro un muro, sì… per colpa di chi deve ancora imparare ad essere aggressivo. 

Sono certo che in molti ora non approveranno queste parole, ma il sottoscritto di professione non fa il conduttore Tv e neppure il giornalista sportivo che solitamente è portato ad avere comportamenti eticamente corretti tali da adottare in ogni occasione “modalità fair play” che tendono a compiacere… e quindi a non scontrarsi mai con quei loro diretti sportivi…

Come d’altronde non devo certo soddisfare l’esigenze di quei loro Editori e/o Direttori e ancor meno debbo appagare l’esultanza di taluni tifosi per avere un follower in più… paraltro parliamo d’individui che vivono lo sport non come sportivi, ma esclusivamente per farsi un “selfie” o per chiedere un “autografo” a quei loro idoli, tanto da dimostrare ( se ve ne fosse bisogno…) quanto bassa sia la loro autostima!!!

Ma soprattutto ci tengo a precisare che il sottoscritto, nello scrivere in ogni occasione ciò che pensa, ci mette non un banale e anonimo “nickname“, bensì il proprio Nome e Cognome!!!

E difatti in questo preciso momento mi sento particolarmente amareggiato, già perché perdo il mio tempo a scrivere di queste cazz… distogliendo l’attenzione su argomenti più importanti che dal primo momento rappresentano l’indirizzo dato al mio Blog, già…  che prova assiduamente a formare (in particolare nei giovani) quei corretti valori, principi come legalità e rispetto della cosa pubblica!!!  

Comunque per meglio far comprendere questo mio pensiero, vi chiedo di conservare queste mie parole… si perché avremmo (il prossimo anno) la possibilità di rivalutarle, sapendo tutti che a pilotare – una delle due vettura della Ferrari – sarà un campione del mondo,sì…  titolare di ben sette titoli, ed allora vedremo se a parita di auto – sperando sempre che non si commettano errori dal Team a scapito di uno dei due piloti, perchè altrimenti il confronto verrebbe alterato – quella differenza dal sottoscritto così fortemente evidenziata in questo post verrà fuori oppure no…

Già, staremo a vedere, per adesso accontentiamoci di quello che viene… 

Cambio di guardia al Comando provinciale dei carabinieri di Messina.

Sembra da alcuni mesi che qualcosa di positivo stia sopravenendo in quella città di Messina.

Abbiamo letto ad esempio delle nomine nel Tribunale e/o di quelle nella Procura ed ora da alcuni giorni, ecco alla guida del Comando provinciale dei carabinieri di Messina assegnato il Colonnello Lucio Arcidiacono, lo stesso che ha permesso (lo scorso anno) la cattura del boss Matteo Messina Denaro.

Certamente una persona professionale e preparata, d’altronde proviene dal ROS (Raggruppamento Operativo Speciale) che lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo.

Ha inoltre rivestito i suoi incarichi in città note per l’alta pericolosità, come Roma, Napoli, ma anche siciliane come Catania e Palermo, per cui ritengo conosca bene la nostra isola ed il suo territorio a cui dovrà ora dedicarsi, già… in particolare questo di Messina che sappiamo bene esser irto di ostacoli.

Se posso permettermi un consiglio, chiederei al Colonnello di stare particolaremente attento, perché l’ambiente peloritano è totalmente diverso da tutti gli altri con cui ha finora convissuto, perché quì il maggiore rischio è rappresentato da certi ambienti privilegiati, gli stessi che vedrà proveranno ad accerchiarlo, mi riferisco a quello politico, imprenditoriale, ma anche istituzionale, dove sono molti i soggetti fortemente connessi alla “Massoneria“!!!

E fondamentale quindi riuscire a non snaturare la propria figura e porre sin da subito un netto rifiuto a possibili richieste di allontanarsi dai propri valori; sarà quindi fondamentale continuare – per come ha sempre fatto – agendo in maniera serena per il bene primario dello Stato e dei suoi cittadini.

Ho potuto difatti scoprire in quest’ultimi anni come quella città – a diiferenza di altre nell’isola – sostenga gli accordi (celati) tra i suoi uomini d’affari, politici, amministratori locali e soprattutto massoni e mafiosi, e difatti in questo luogo ciascuno di essi trova quel luogo perfetto per determinare i migliori accordi d’accomodamento…

Perché vede Colonnello in quell’area peloritana sono molti i “colletti bianchi” che si sono dimostrati legati a taluni ambienti (ex nobiliari/borghesi), fortemente allacciati a organizzazioni criminali…

D’altronde a dirlo sono le numerose inchieste giudiziarie condotte per reati contro la pubblica amministrazione, corruzione, concussione e quant’altro, una situazione chiaramente drammatica e forse in contrapposizione con quanto Le è stato riferito prima di proporle quest’incarico.

Sono certo comunque che Lei saprà individuare in tempi celeri tutti  gli attori appartenenti a quel mondo di mezzo, punto d’incontro illegale tra interessi della politica, imprenditoria e della criminalità organizzata!!! 

Colonnello Arcidiacono, Le auguro buon lavoro…

Cambio di guardia al Comando provinciale dei carabinieri di Messina.

Sembra da alcuni mesi che qualcosa di positivo stia sopravenendo in quella città di Messina.

Abbiamo letto ad esempio delle nomine nel Tribunale e/o di quelle nella Procura ed ora da alcuni giorni, ecco alla guida del Comando provinciale dei carabinieri di Messina assegnato il Colonnello Lucio Arcidiacono, lo stesso che ha permesso (lo scorso anno) la cattura del boss Matteo Messina Denaro.

Certamente una persona professionale e preparata, d’altronde proviene dal ROS (Raggruppamento Operativo Speciale) che lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo.

Ha inoltre rivestito i suoi incarichi in città note per l’alta pericolosità, come Roma, Napoli, ma anche siciliane come Catania e Palermo, per cui ritengo conosca bene la nostra isola ed il suo territorio a cui dovrà ora dedicarsi, già… in particolare questo di Messina che sappiamo bene esser irto di ostacoli.

Se posso permettermi un consiglio, chiederei al Colonnello di stare particolaremente attento, perché l’ambiente peloritano è totalmente diverso da tutti gli altri con cui ha finora convissuto, perché quì il maggiore rischio è rappresentato da certi ambienti privilegiati, gli stessi che vedrà proveranno ad accerchiarlo, mi riferisco a quello politico, imprenditoriale, ma anche istituzionale, dove sono molti i soggetti fortemente connessi alla “Massoneria“!!!

E fondamentale quindi riuscire a non snaturare la propria figura e porre sin da subito un netto rifiuto a possibili richieste di allontanarsi dai propri valori; sarà quindi fondamentale continuare – per come ha sempre fatto – agendo in maniera serena per il bene primario dello Stato e dei suoi cittadini.

Ho potuto difatti scoprire in quest’ultimi anni come quella città – a diiferenza di altre nell’isola – sostenga gli accordi (celati) tra i suoi uomini d’affari, politici, amministratori locali e soprattutto massoni e mafiosi, e difatti in questo luogo ciascuno di essi trova quel luogo perfetto per determinare i migliori accordi d’accomodamento…

Perché vede Colonnello in quell’area peloritana sono molti i “colletti bianchi” che si sono dimostrati legati a taluni ambienti (ex nobiliari/borghesi), fortemente allacciati a organizzazioni criminali…

D’altronde a dirlo sono le numerose inchieste giudiziarie condotte per reati contro la pubblica amministrazione, corruzione, concussione e quant’altro, una situazione chiaramente drammatica e forse in contrapposizione con quanto Le è stato riferito prima di proporle quest’incarico.

Sono certo comunque che Lei saprà individuare in tempi celeri tutti  gli attori appartenenti a quel mondo di mezzo, punto d’incontro illegale tra interessi della politica, imprenditoria e della criminalità organizzata!!! 

Colonnello Arcidiacono, Le auguro buon lavoro…

Ladri ovunque??? Già… "solo chi le pensa poi le cose le fa"!!!

Stamani voglio narrarvi un episodio raccontatomi diversi anni fa da mio padre…

Lavorava in Banca e si trovava ad operare in cassa… 

Allora gli sportelli dei cassieri non erano come quelli di oggi – sappiamo tutti come ormai in quelle Agenzie bancarie non si svolgano quasi più operazioni, poiché la maggior parte di queste vengono compiute direttamente da noi clienti con internet o tramite l’App dedicata – ma a quel tempo l’era digitale non era ancora iniziata e l’abitudine dei clienti era di recarsi personalmente in banca…

L’afflusso in quegli Istituti di credito – per chi lo ricorda – era considerevole, come d’altronde il numero dei cassieri che risultava ragguardevole rispetto ad altri reparti di quel comparto…

Mio padre (secondo qualche collega…) aveva una lacuna, sì – pur risultando tra tutti i colleghi il più produttivo, tanto da ricevere a fine anno il cosiddetto “premio di produzione” – aveva la cattiva abitudine (quando costretto ad allontanarsi dal proprio posto di lavoro), di lasciare il proprio cassetto con il denaro (a vista di tutti) aperto!!!

Ed allora un giorno, un giovane collega gli fece notare questa circostanza, ma mio padre in quella occasione non ne tenne conto…

Analoga situazione si ripeté alcune settimane dopo, ma anche subito dopo quella circostanza – quella “pericolosa” abitudine – continuò come nulla fosse e quel cassetto rimaneva sempre aperto!!!

Passò qualche mese e il collega si fece più insistente: Giuseppe scusami se mi ripeto, ma ti ho spiegato che quel cassetto, con tutti quei soldi a vista, non può essere lasciato così… devi stare attento!!!

Ed allora mio padre a quell’affermazione rispose: sì… hai perfettamente ragione, ho sbagliato in tutti questi mesi a lasciare quel cassetto aperto, ma tu sei ancora troppo giovane ed io l’avevo fatto esclusivamente per metterti alla prova; già… ho sperato in questi mesi che tu comprendessi una lezione e cioè che pur sapendo di poter approfittare del denaro della mia cassa, superassi quella naturale predisposizione che possiede la maggior parte delle persone, sì… una bramosia costante che li divora nel volere sempre di più, anche se ciò significa dover procedere anche in maniera illegale.  Ho sperato quindi che con il passar del tempo tu modificassi quel tuo modo di vedere, che comprendessi finalmente che quel denaro non ti serviva, anche perché non è tuo, come non è mio, ed è peraltro scorretto il solo pensiero di poterlo prendere!!! Cosa dire, mi sono sbagliato, non si può cambiare la natura di ciascuno di noi ed è il motivo per cui da oggi – ogni qual volta che mi vedrai allontanare dalla mia postazione – chiuderò il mio cassetto: perché vedi… “chi le pensa poi le cose le fa” e tu – non ti offendere – non sei diverso dagli altri, già… da tutti quei ladri che ogni giorno provano a rubare in questo Paese!!!

Un insegnamento di vita fondamentale, lo stesso che crescendo ha cercato di trasmettere al sottoscritto!!! 

Difatti, pur senza conoscerli personalmente potrei fare oggi un elenco lunghissimo di quella particolare categoria d’individui definiti “ladri”, che premetto nulla centrano con i semplici manigoldi di bassa lega che vediamo quotidianamente per le nostre strade, già… poveri disgraziati che vanno rubando qualsivoglia cosa gli capiti sotto mano.

No, quelli a cui faccio riferimento sono soggetti al di sopra di ogni sospetto, mi rifierisco a individui con importanti incarichi che percepiscono da noi tutti e quindi dallo Stato, un generoso stipendio, lo stesso che permette loro ed ai loro familiari (altrettanto corresponsabili, sapendo bene la proviennza di quel denaro sporco…) di vivere in maniera agiata…

Ma tutti loro hanno un’indole peculiare, sì… quella caratteristica di voler sempre rubare, graffignare o ancor peggio appropriarsi quanto viene loro offerto.

Ma ancor peggio poi c’è chi tra loro abusa di quella qualità o della loro funzione, costringendo solitamente qualcuno a dare o promettere indebitamente denaro o altre utilità anche di natura non patrimoniale, l’importante è sottrarre a chiunque passi sotto il loro tiro, d’altro canto essi si sentono “forti” perché sanno che nessuno mai denuncerà quel tentativo esplicito di concussione e così nel frattempo il denaro ricevuto (in mazzette…) andrà ad incrementare quel diffuso riciclaggio di provenienza illecita …

Difatti, posso assicurarvi che sono tantissimi i ladri in questo Paese, già… più di quelli che state attualmente immaginando, d’altronde (a conferma di quanto sopra) basterebbe sfidarli – se solo ci fosse qualcuno disposto a obiettare – ma per farlo vi è una condizione e cioè bisogna replicare in maniera “ufficiale”, pubblicando cioè alla fine del proprio commento la propria mail e firmando la nota di contrarietà con Nome e Cognome, città in cui si sta operando, professionalità svolta e soprattutto ufficio di competenza!!!

Sono sicuro che nel giro di pochi giorni, effettuate le opportune verifiche e richiedendo ove fosse necessario informazioni sui social, beh… sono certo che all’improvviso da quell’accertamento, potrebbe emergere tutta una serie d’imbarazzanti indiscrezioni e chissà forse anche compromettenti contingenze che ahimè costringerebbero il sottoscritto a instradare quelle informazioni verso un esentiero rischioso: già… quello dei nostri organi giudiziari!!! 

Sventato dai carabinieri un furto a una Società che opera da anni con professionalità (e aggiungerei audacia…) nella vendita di macchinari industriali.

Cosa dire… per fortuna il colpo non è riuscito, grazie anche all’intervento dei militari dell’Arma…

Certo, dopo aver ascoltato ieri sera il notiziario della Rai sulla nostra Isola e su quanto recuperato nei giorno scorsi dalle forze dell’ordine, dover ascoltare nuovemente di un furto tentato ad una Società che commercia su macchinari industriali, lascia noi cittadini, certamente attoniti…

Qualcosa non sta funzionando e la dimostrazione è proprio quel mancato controllo del territorio che secondo il sottoscritto manca di un serio coordinamento – https://nicola-costanzo.blogspot.com/2024/01/controllo-del-territorio-in-sicilia.html e difatti quanto accaduto, rappresenta (solo in parte) la punta dell’iceberg, mentre tutto il resto del malaffare resta inabissato e celato alle nostre Istituzioni!!!

D’altronde basti osservare le politiche di governo messe in campo per comprendere quanto sterili siano quelle lotte di contrasto alla criminalità che sopravvivono esclusivamente grazie a momenti sporadici di gloria, frutto del grande sacrificio individuale e di reparto; uomini e donne di forze di polizia che cercano costantemente e in maniera coraggiosa di contrastare questa generale illegalità!!!

E difatti sono stati proprio quest’ultimi a intervenire immediatamente alla pattuglia di vigilanza privata presso la Società ove si stava compiendo il furto… e seppur i malviventi avevano parcheggiato un mezzo di traverso per occupare l’intera carreggiata e impedirne l’accesso, i militari e le guardie giurate, senza alcuna esitazione, si sono diretti all’interno di quell’area, dove all’incirca una decina di soggetti stavano effettuando il furto, gli stessi che  resosi conto d’esser stati scoperti, sono fuggiti tra la fitta vegetazione, 

Difatti, inseguiti dai militari i ladri hanno abbandonato la refurtiva, recuperata dalle forze dell’ordine e poi restituita al legittimo proprietario. 

I ladri sono ora ricercati e sul caso indagano i carabinieri per risalire ai componenti della banda.

Occorre intervenire, già… basta a questa recrudescenza di furti ai danni di attività commerciali che come vediamo creano gravi difficoltà a quei “coraggiosi” operatori economici, che tra mille difficoltà, provano (con le proprie forze…) a rimanere in questa terra, pur sapendo d’esser circondati da diffusi fenomeni di criminalità… 

Basta chiacchiere e tempo d’intervenire in maniera concreta e severa, sì… per come ho scritto ad inizio anno, anche con la presenza dell’esercito https://nicola-costanzo.blogspot.com/2024/01/in-sicilia-ma-non-solo-ce-bisogno.html se ciò si rendesse necessario, perché continuare – con tutto quello a cui quotidianamente assistiamo – non è più possibile!!! 

Sventato dai carabinieri un furto ad una Società che opera da anni con professionalità (e aggiungerei audacia…) nella vendita di macchinari industriali.

Cosa dire… per fortuna il colpo non è riuscito, grazie anche all’intervento dei militari dell’Arma…

Certo, dopo aver ascoltato ieri sera il notiziario della Rai su quanto accaduto nella nostra isola (mi riferisco al recupero nei giorni scorsi da parte delle forze del’ordine di un cospicuo arsenale), ed ora, riascoltare di un furto tentato a una Società che opera nel commercio di macchinari industriali, lascia certamente  noi cittadini attoniti!!!

Qualcosa non sta funzionando e la dimostrazione è proprio quel mancato controllo del territorio che secondo il sottoscritto difetta di un serio coordinamento – vedasi quanto scritto ad inizio anno – https://nicola-costanzo.blogspot.com/2024/01/controllo-del-territorio-in-sicilia.html, infatti quanto ora accaduto rappresenta (solo in parte) la punta dell’iceberg, poichè il resto del malaffare resta inabissato e opportunamente celato ( per ovvi motivi…) dalle nostre Istituzioni!!!

Peraltro, basti osservare le politiche di governo messe in campo per comprendere quanto sterili siano le lotte di contrasto alla criminalità che sopravvivono grazie a momenti sporadici, frutto principalmente del grande sacrificio individuale e/o di reparto di uomini e donne di quelle forze di polizia che cercano costantemente – aggiungerei in maniera coraggiosa – di lottare contro questa diffusa illegalità!!!

A conferma di quanto sopra, sono stati proprio quest’ultimi a intervenire immediatamente insieme alla pattuglia di vigilanza privata presso quella Società ove si stava compiendo il furto e seppur i malviventi avevano parcheggiato un mezzo di traverso per occupare la carreggiata e impedirne l’accesso, i militari e le guardie giurate, senza la minima esitazione, si sono diretti all’interno di quell’area, dove all’incirca una decina di soggetti stavano effettuando il furto, gli stessi che poi – resosi conto d’esser stati scoperti – sono fuggiti a piedi tra la fitta vegetazione… 

Difatti quest’ultimi, inseguiti dai militari hanno dovuto abbandonare la refurtiva, recuperata dalle forze dell’ordine e restituita al legittimo proprietario. 

I ladri sono ora ricercati e sul caso indagano i carabinieri per risalire ai componenti della banda.

Cosa dire… occorre intervenire in maniera concreta, già… basta recrudescenza di furti ai danni delle attività commerciali che creano gravi difficoltà a quegli esigui e dire “coraggiosi” operatori economici, che ancora oggi provano (con le loro uniche forze…) a rimanere in questa terra, pur sapendo d’esser circondati ovunque da fenomeni criminali… 

Basta chiacchiere e tempo d’intervenire in maniera decisa e severa, sì… anche con la presenza dell’esercito https://nicola-costanzo.blogspot.com/2024/01/in-sicilia-ma-non-solo-ce-bisogno.html se ciò dovesse rendersi necessario, perché continuare così – con tutto quello a cui quotidianamente assistiamo – non è più possibile!!! 

Rifiuti??? Non più… ecco le nuove norme nelle costruzioni.

Un nuovo modello di sviluppo è rappresentato oggi dall’economia circolare…

Prevenzione, riuso e riciclo il tutto per sottrarre i prodotti allo smaltimento e limitare al massimo gli sprechi. 

Difatti, l’estensione del ciclo di vita dei prodotti contribuisce a ridurre i rifiuti al minimo e, una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono – laddove possibile – reintrodotti nel ciclo economico generando ulteriore valore. 

Parliamo di un modello di sviluppo basato su sostenibilità e circolarità, persegue la riduzione della pressione sull’ambiente, ma anche la diminuzione della dipendenza da altri Paesi per l’accesso alle materie prime strategiche e l’incremento di competitività e di crescita economica disgiunta dall’utilizzo delle risorse.

Ed è con questi principi che entrerà tra pochi gioni in vigore (il 26 c.m.) il Regolamento che disciplina il riuso dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione e di altri rifiuti inerti di origine minerale, messo a punto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale.

Il DM 127 del 28 giugno 2024 definisce i criteri per cui i rifiuti inerti da costruzione, demolizione e origine minerale cessano di essere considerati rifiuti dopo operazioni di recupero e dispone che, preferibilmente, i rifiuti inerti ammessi alla produzione di aggregati recuperati provengano da demolizione selettiva.

Il provvedimento stabilisce che i rifiuti inerti derivanti dalle attività di costruzione, demolizione e di origine minerale cessano di essere qualificati come rifiuti e diventano aggregato recuperato se l’aggregato riciclato o artificiale derivante dal trattamento di recupero soddisfa determinati criteri. Sono indicati espressamente gli scopi per i quali può essere utilizzato l’aggregato recuperato.

Il nuovo Decreto definisce le responsabilità del produttore di aggregato recuperato, la dichiarazione di conformità e le modalità di prelievo e detenzione dei campioni di aggregato recuperato.

Si prevede che produttore implementi un sistema idoneo che dimostri il rispetto dei criteri stabiliti nel regolamento, inclusi il controllo della qualità e l’automonitoraggio. Questo sistema può anche comprendere l’accesso a procedure di accreditamento per garantire conformità aggiuntiva.

Entro settembre 2026 (24 mesi dall’entrata in vigore del Decreto), il Ministero dell’ambiente valuterà i dati di monitoraggio acquisiti tramite il Registro nazionale delle autorizzazioni al recupero (ReCER) ed eventualmente procederà alla revisione dei criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto.

La nuova normativa, particolarmente attesa dal settore, mira a superare le criticità emerse con il precedente Decreto Inerti o End of Waste DM 152/2022 e lo abroga, ampliando il novero delle applicazioni cui possono essere destinati i materiali e alleggerendo gli oneri economici e amministrativi per gli operatori.

Estrarre, produrre, utilizzare e gettare, sono queste le parole nel prossimo futuro per tutti i rifiuti provenienti da talune fasi delle costruzioni.

Rifiuti??? Non più… ecco le nuove norme nelle costruzioni.

Un nuovo modello di sviluppo è rappresentato oggi dall’economia circolare…

Prevenzione, riuso e riciclo il tutto per sottrarre i prodotti allo smaltimento e limitare al massimo gli sprechi. 

Difatti, l’estensione del ciclo di vita dei prodotti contribuisce a ridurre i rifiuti al minimo e, una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono – laddove possibile – reintrodotti nel ciclo economico generando ulteriore valore. 

Parliamo di un modello di sviluppo basato su sostenibilità e circolarità, persegue la riduzione della pressione sull’ambiente, ma anche la diminuzione della dipendenza da altri Paesi per l’accesso alle materie prime strategiche e l’incremento di competitività e di crescita economica disgiunta dall’utilizzo delle risorse.

Ed è con questi principi che entrerà tra pochi gioni in vigore (il 26 c.m.) il Regolamento che disciplina il riuso dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione e di altri rifiuti inerti di origine minerale, messo a punto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale.

Il DM 127 del 28 giugno 2024 definisce i criteri per cui i rifiuti inerti da costruzione, demolizione e origine minerale cessano di essere considerati rifiuti dopo operazioni di recupero e dispone che, preferibilmente, i rifiuti inerti ammessi alla produzione di aggregati recuperati provengano da demolizione selettiva.

Il provvedimento stabilisce che i rifiuti inerti derivanti dalle attività di costruzione, demolizione e di origine minerale cessano di essere qualificati come rifiuti e diventano aggregato recuperato se l’aggregato riciclato o artificiale derivante dal trattamento di recupero soddisfa determinati criteri. Sono indicati espressamente gli scopi per i quali può essere utilizzato l’aggregato recuperato.

Il nuovo Decreto definisce le responsabilità del produttore di aggregato recuperato, la dichiarazione di conformità e le modalità di prelievo e detenzione dei campioni di aggregato recuperato.

Si prevede che produttore implementi un sistema idoneo che dimostri il rispetto dei criteri stabiliti nel regolamento, inclusi il controllo della qualità e l’automonitoraggio. Questo sistema può anche comprendere l’accesso a procedure di accreditamento per garantire conformità aggiuntiva.

Entro settembre 2026 (24 mesi dall’entrata in vigore del Decreto), il Ministero dell’ambiente valuterà i dati di monitoraggio acquisiti tramite il Registro nazionale delle autorizzazioni al recupero (ReCER) ed eventualmente procederà alla revisione dei criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto.

La nuova normativa, particolarmente attesa dal settore, mira a superare le criticità emerse con il precedente Decreto Inerti o End of Waste DM 152/2022 e lo abroga, ampliando il novero delle applicazioni cui possono essere destinati i materiali e alleggerendo gli oneri economici e amministrativi per gli operatori.

Estrarre, produrre, utilizzare e gettare, sono queste le parole nel prossimo futuro per tutti i rifiuti provenienti da talune fasi delle costruzioni.

La cenere dell’Etna un fastidio? No… se utilizzata in modo corretto, può trasformarsi in business!!!

Infatti, sono anni che la cenere vulcanica viene utilizzata come componente di malte e calcestruzzi, conferendo maggiore resistenza e durabilità alle strutture. 

Viene altresì impiegata per la realizzazione di pannelli isolanti e abrasivi, ma anche nella realizzazione di prodotti laterizi tradizionali, sottofondi stradali, opere geotecniche, fino a soluzioni in cui viene utilizzata come materiale adsorbente…

La cenere inoltre può essere un concime utile per diverse specie di piante, in particolare per quelle che richiedono un terreno leggermente alcalino; tra queste ricordiamo alcune verdure come pomodori, melanzane e broccoli, ma anche frutti come ciliegie e uva.

Ricca di potassio, fosforo e magnesio, la cenere è un ottimo concime organico per l’orto e per le siepi ed è particolarmente indicata per dare nutrimento al terreno come concime di fondo oltre ad essere un ottimo alleato per tenere lontane le lumache…

In questi ultimi anni la cenere vulcanica è stata utilizzata in molti prodotti di erboristeria ed anche di cosmetica…

Infatti sono stati creati prodotti arricchiti con la cenere dell’Etna ad esempio ricordo un tipo di sapone con una forte azione esfoliante oppure delle creme per aiutare il corpo a liberarlo dalle tossine, dalle cellule morte e via discorrendo…

Un altro progetto interessante di cui ho letto proprio in questi giorni, ancora in fase di sviluppo, https://www.lasicilia.it/cronaca/la-cenere-delletna-puo-essere-un-filtro-naturale-per-depurare-le-acque-reflue-lo-studio-di-due-ricercatrici-di-catania-2251221/amp/ consiste nell’utilizzare la cenere dell’Etna per produrre impianti di fitodepurazione delle acque reflue, adoperandola come substrato. 

E’ l’ipotesi su cui stanno lavorando Alessia Marzo e Delia Ventura, coordinate dal prof. Giuseppe Cirelli del dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, insieme con i docenti Germana Barone e Paolo Mazzoleni e con il ricercatore Claudio Finocchiaro del dipartimento di Scienze biologiche, geologiche ed ambientali dell’Università di Catania, nell’ambito del progetto Agrithec, finanziato dall’Unione Europea Next-Generation EU (Pnrr – Missione 4 componente 2, Investimento 1.4).

“Normalmente usiamo un substrato lavico – spiega il Prof. Cirelli – che reperiamo dalle cave presenti nel territorio etneo. Insieme ai colleghi Paolo Mazzoleni e Germana Barone, del dipartimento di Geologia, vorremmo usare la cenere come substrato per degli impianti maggiormente sostenibili. Al momento siamo in una fase di caratterizzazione sulla base dei dati ottenuti, dopodiché creeremo un picco di impianti pilota per valutare l’efficienza depurativa dei substrati”.

L’utilizzo della cenere come substrato, ci illustra il docente, garantisce tre vantaggi: “Innanzitutto sfrutteremmo delle ceneri che al momento creano problemi di smaltimento. Inoltre, eviteremmo di prelevare questi materiali dalle cave aggredendo il territorio. E poi c’è un beneficio aggiunto: le ceneri vulcaniche hanno elevate capacità di assorbimento degli inquinanti, quindi potrebbe essere un’idea innovativa e sostenibile per la realizzazione degli impianti“.

L’Etna dà e riceve. Da secoli minaccia flagelli, ma poi dona cenere e fertilità per i raccolti e riceve in cambio attenzione, sudditanza, ammirazione da parte dei siciliani. (Fabrizio Caramagna)

La cenere dell'Etna un fastidio? No… se utilizzata in modo corretto, può trasformarsi in business!!!

Infatti, sono anni che la cenere vulcanica viene utilizzata come componente di malte e calcestruzzi, conferendo maggiore resistenza e durabilità alle strutture. 

Viene altresì impiegata per la realizzazione di pannelli isolanti e abrasivi, ma anche nella realizzazione di prodotti laterizi tradizionali, sottofondi stradali, opere geotecniche, fino a soluzioni in cui viene utilizzata come materiale adsorbente…

La cenere inoltre può essere un concime utile per diverse specie di piante, in particolare per quelle che richiedono un terreno leggermente alcalino; tra queste ricordiamo alcune verdure come pomodori, melanzane e broccoli, ma anche frutti come ciliegie e uva.

Ricca di potassio, fosforo e magnesio, la cenere è un ottimo concime organico per l’orto e per le siepi ed è particolarmente indicata per dare nutrimento al terreno come concime di fondo oltre ad essere un ottimo alleato per tenere lontane le lumache…

In questi ultimi anni la cenere vulcanica è stata utilizzata in molti prodotti di erboristeria ed anche di cosmetica…

Infatti sono stati creati prodotti arricchiti con la cenere dell’Etna ad esempio ricordo un tipo di sapone con una forte azione esfoliante oppure delle creme per aiutare il corpo a liberarlo dalle tossine, dalle cellule morte e via discorrendo…

Un altro progetto interessante di cui ho letto proprio in questi giorni, ancora in fase di sviluppo, https://www.lasicilia.it/cronaca/la-cenere-delletna-puo-essere-un-filtro-naturale-per-depurare-le-acque-reflue-lo-studio-di-due-ricercatrici-di-catania-2251221/amp/ consiste nell’utilizzare la cenere dell’Etna per produrre impianti di fitodepurazione delle acque reflue, adoperandola come substrato. 

E’ l’ipotesi su cui stanno lavorando Alessia Marzo e Delia Ventura, coordinate dal prof. Giuseppe Cirelli del dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, insieme con i docenti Germana Barone e Paolo Mazzoleni e con il ricercatore Claudio Finocchiaro del dipartimento di Scienze biologiche, geologiche ed ambientali dell’Università di Catania, nell’ambito del progetto Agrithec, finanziato dall’Unione Europea Next-Generation EU (Pnrr – Missione 4 componente 2, Investimento 1.4).

“Normalmente usiamo un substrato lavico – spiega il Prof. Cirelli – che reperiamo dalle cave presenti nel territorio etneo. Insieme ai colleghi Paolo Mazzoleni e Germana Barone, del dipartimento di Geologia, vorremmo usare la cenere come substrato per degli impianti maggiormente sostenibili. Al momento siamo in una fase di caratterizzazione sulla base dei dati ottenuti, dopodiché creeremo un picco di impianti pilota per valutare l’efficienza depurativa dei substrati”.

L’utilizzo della cenere come substrato, ci illustra il docente, garantisce tre vantaggi: “Innanzitutto sfrutteremmo delle ceneri che al momento creano problemi di smaltimento. Inoltre, eviteremmo di prelevare questi materiali dalle cave aggredendo il territorio. E poi c’è un beneficio aggiunto: le ceneri vulcaniche hanno elevate capacità di assorbimento degli inquinanti, quindi potrebbe essere un’idea innovativa e sostenibile per la realizzazione degli impianti“.

L’Etna dà e riceve. Da secoli minaccia flagelli, ma poi dona cenere e fertilità per i raccolti e riceve in cambio attenzione, sudditanza, ammirazione da parte dei siciliani. (Fabrizio Caramagna)

Il Pettirosso…

Lo scorso mese in un mercatino rionale ho trovato un commerciante che vendeva libri e nel leggere alcuni di quei titoli, mi sono imbattuto in un cartone… poggiato a terra e strapieno, sì… dei romanzi di Jo Nesbo!!!

Se pur l’autore non è mai stato tra i miei preferiti, li ho acquistati tutti… poichè a inizio anno, in modo del tutto casuale, mi ero imbattuto in un suo libro intitolato “Il confessore” e da allora – già dopo aver letto quel libro – mi ero ripromesso di acquistarne altri (di egli) e quindi ora… quale migliore occasione di quella sopravvenuta.

Ho iniziato a leggere “L’uomo di neve” e “Luna Rossa”, quindi  sono passato a leggerne un’altro che ho da poco finito, anch’esso bellissimo, intitolato il “Pettirosso”.

Già dalle prime pagine quel testo ti rapisce, a cominciare dall’intensa descrizione iniziale che mi permetto di riportare:

Alla fine si prese coraggio… volò verso l’uomo che era stato crocifisso e con il becco staccò una spina che gli si era conficcata nella fronte. Ma così facendo una goccia di sangue cadde sul petto dell’uccello e ne tinse di rosso tutte le minuscole piume; le labbra dell’uomo sulla croce si schiusero e mormorarono all’uccello: grazie al tuo atto compassionevole hai guadagnato quello che la tua razza ha cercato di avere sin dalla creazione del mondo. 

Per cui, se avete un po’ di tempo libero a disposizione (se non l’avete, fate di tutto per procurarlo…) non posso che consigliarvi quei suoi libri; credetemi, sono uno più bello dell’altro e difatti, quando avrete iniziato a leggere quelle sue righe, non potrete più farne a meno.

Difatti, riuscirete improvvisamente ad allontanarvi con la mente da tutte le brutture della vita, quei libri (come qualunque altro libro…) vi distoglierà dalle futili idiozie che ci vengono costantemente riproposte in Tv dai Tg o nel web, cui si sommano tra l’altro i numerosi e sterili commenti dei lettori (redatti per lo più da soggetti “anonimi”, senza alcuna personalità, che si camuffano abitualmente dietro a falsi nickname…), che non fanno altro che riempire di banalità la  già colma memoria dei nostri cellulari!!!

Ecco perché è giunto il tempo di non inseguire più fantasiosi soggetti ripresi a modello, sapendo quanto molti di loro siano di fatto futili e mediocri, mi riferisco a molti cantanti, giocatori, attori, politici, presentatori, etc…,  ma  anche ai tanti (insulsi) influencer.

Provate quindi – almeno per una volta – a distinguervi da tutta questa mediocrità: sì… proprio come ha fatto quel pettirosso!!!

Sigilli a due cave abusive!!!

I controlli di forestali e degli ispettori della Regione hanno svolto delle ricognizioni usando sia l’elicottero dei carabinieri che i droni, ed è così che si è pervenuti ai sigilli per due cave risulate abusive. 

Dagli accertamenti è emerso che le due cave risultavano in esercizio e sarebbero state sfruttate in assenza dell’autorizzazione previste.

Per cui, effettuati i dovuti controlli, sono stati sequestrati tutti i macchinari presenti e anche i rifiuti da estrazione.

Come riportato sopra, il risultato dell’operazione è stato determinato attraverso la cooperazione fra i carabinieri forestali ed il Nucleo di vigilanza ambientale regionale, riguardante proprio il controllo sulle attività estrattive.

Il blitz dei militari condotto in collaborazione dei funzionari della Regione, è stato condotto in un’area caratterizzata da vaste estensioni a formare un importante comprensorio per l’attività estrattiva. 

Sono così scattati i sigilli nelle aree, una di 1,70 ettari di superficie per 12-18 metri di profondità e l’altra di 0,80 ettari per 12 metri di scavo. 

Sono stati altresi sequestrati anche rifiuti da estrazione accantonati sul posto, macchine tagliablocchi, un autocarro e un’ulteriore superficie, di circa 100 metri quadri dov’era stata allestita una discarica di rifiuti speciali (fresato di asfalto, materiale da demolizioni edili, tubi in plastica fuori uso).

Come sempre accade in questi casi sono stati indagati il proprietario delle aree e i due amministratori della società di gestione delle attività, per aver violato la “legge-cornice” sulla gestione dei rifiuti da attività estrattive e di gestione di rifiuti non autorizzata da attività estrattiva (inquinamento ambientale in zona sottoposta a vincolo paesaggistico), mancata nomina del direttore responsabile di cava e  mancata presentazione del DSS (documento di salute e sicurezza) ed anche del documento sulla stabilità dei fronti, così come prescritto dalla legge 624/1996, relativa aalla sicurezza e salute dei lavoratori nell’esercizio di attività estrattive.

Alla fine comunque vi è quantomeno una nota positiva e cioè che la vicenda sopra riportata non ha riguardato la nostra Regione, bensi essa faceva riferimento ad un’altra, sì… sempre del Sud, precisamente la Puglia…

C’è un motivo per cui ho scritto questo post ed è quello di far comprendere (a chi ovviamente desidera ascoltare, poiché come si sa…non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire) che ormai i controlli – di queste peculiari attività, come per l’appunto quella estrattiva e/o la gestione dei rifiuti – si stanno sempre più perfezionando, sì… attraverso metodologie innovative e quindi (forse) è venuto il tempo di ascoltare quel detto che dice: è meglio fermarsi e tornare indietro che continuare con il mal cominciato cammino!!!   

 

Sigilli a due cave abusive!!!

I controlli di forestali e degli ispettori della Regione hanno svolto delle ricognizioni usando sia l’elicottero dei carabinieri che i droni, ed è così che si è pervenuti ai sigilli per due cave risulate abusive. 

Dagli accertamenti è emerso che le due cave risultavano in esercizio e sarebbero state sfruttate in assenza dell’autorizzazione previste.

Per cui, effettuati i dovuti controlli, sono stati sequestrati tutti i macchinari presenti e anche i rifiuti da estrazione.

Come riportato sopra, il risultato dell’operazione è stato determinato attraverso la cooperazione fra i carabinieri forestali ed il Nucleo di vigilanza ambientale regionale, riguardante proprio il controllo sulle attività estrattive.

Il blitz dei militari condotto in collaborazione dei funzionari della Regione, è stato realizzato in un’area caratterizzata da vaste estensioni a formare un importante comprensorio per l’attività estrattiva. 

Sono così scattati i sigilli nelle aree: una di 1,70 ettari di superficie per 12-18 metri di profondità e l’altra di 0,80 ettari per 12 metri di scavo. 

Sono stati altresi sequestrati i rifiuti da estrazione accantonati sul posto, macchine tagliablocchi, un autocarro e un’ulteriore superficie, di circa 100 metri quadri dov’era stata allestita una discarica di rifiuti speciali (fresato di asfalto, materiale da demolizioni edili, tubi in plastica fuori uso).

Come sempre accade in questi casi sono stati indagati il proprietario delle aree e i due amministratori della società di gestione delle attività, per aver violato la “legge-cornice” sulla gestione dei rifiuti da attività estrattive e di gestione di rifiuti non autorizzata da attività estrattiva (inquinamento ambientale in zona sottoposta a vincolo paesaggistico), mancata nomina del direttore responsabile di cava e  mancata presentazione del DSS (documento di salute e sicurezza) ed anche del documento sulla stabilità dei fronti, così come prescritto dalla legge 624/1996, relativa aalla sicurezza e salute dei lavoratori nell’esercizio di attività estrattive.

Alla fine comunque vi è quantomeno una nota positiva e cioè che la vicenda sopra riportata non ha riguardato la nostra Regione, bensi essa fa riferimento ad un’altra… sempre del Sud, precisamente la Puglia.

C’è un motivo quindi perchè ho voluto scrivere questo post ed è quello di far comprendere (a chi ovviamente ha voglia di ascoltare poiché si sa… non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire) che ormai i controlli – di queste peculiari attività, come per l’appunto quella estrattiva e/o la gestione dei rifiuti – si stanno sempre più perfezionando, sì… attraverso metodologie e tecniche innovative e quindi (forse) è venuto il tempo di seguire quel detto che dice: è meglio fermarsi e tornare indietro, che continuare con il mal cominciato cammino!!!