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Un suicidio ogni 4 giorni…

In pochi lo sanno, anche perché poco se ne parla e cioè che in Italia muore suicida uno ogni quattro giorni…
Si, avete letto bene, purtroppo sono tanti, ma quello di cui poco si parla è che molti di questi sono piccoli e medi imprenditori, che non riescono a superare la crisi economica e che presi dai debiti e dai problemi, ormai irrisolvibili, preferiscono uccidersi che continuare questa loro vita…
Sono già 23 in questo inizio anno, che ci hanno lasciati ed i numeri Istat parlano di circa 200 persone l’anno…
Tra tasse e burocrazia, con le Banche che non erogano liquidità e quando lo fanno applicano tassi da usura ed ancora, quella forte concorrenza straniera, che costringe molti imprenditori, a chiudere entro i cinque anni d’esercizio…
Da un lato si vogliono incentivare i giovani a creare impresa, proprio di questi giorni infatti, la riforma del Professore Monti, per la costituzione di una Società giovanile ( entro i 35 anni ) a responsabilità limitata ( S.r.l. ) con soltanto un euro e senza spese di Notaio… ( che già di soldi se ne prendono abbastanza…), ma senza che poi, a questi giovani, venga offerta la possibilità di crescere, in quanto, non avendo essi stessi sufficienti capacità economiche, pur godendo di nuove idee innovative e  grazie anche alla propria preparazione, pur avendo quelle qualità necessarie adeguate, vanno poi a scontrasi con quel sistema e/o quei  gruppi già collaudati ( finanziati con i soldi dei papà ), finendo quindi ancor prima di aver iniziato…
Ho sentito che sta nascendo una associazione familiari degli imprenditori suicidi…, ma pochi per non dire nessuno ne parla; si vogliono evitare di creare allarmismi ed anche in questo, il nostro Stato, raccogliendo l’indicazione ed il pensiero espresso dalla nostra religione si chiude nel più completo silenzio, come sappiamo infatti, per la nostra Chiesa, “ il suicidio contraddice l’inclinazione naturale dell’essere umano di preservare e perpetuare la sua vita ed è gravemente contrario al giusto amore di sé”. 
E’ lo stesso che offendere l’amore del prossimo perché spezza ingiustamente i legami di solidarietà con la famiglia, la nazione e le altre società umane nei confronti dei quali continuiamo ad avere degli obblighi. Il suicidio è contrario all’amore per il Dio vivente”, anzi fino a pochi anni fa, la persona che commetteva suicidio era considerata anche poco sana di mente… 
Intanto la morsa creditizia, l’aumento dei debiti, i ritardi negli incassi, le cataste dei pagamenti accumulati, gli interessi di mora e le spese legali per rispondere a tutti quei decreti ingiuntivi, creano quel complesso di emozioni e situazioni, che a parte penalizzare l’impresa, diventano per l’imprenditore, gesto di ribellione contro questo sistema completamente cinico, nel non voler percepire l’importanza della situazione.
Inoltre a questi imprenditori suicidi, bisogna pure aggiungere tutti coloro che per protesta, gettano lo spettro di nuovi casi di disperazione, legati questi alla ricerca di un lavoro ed ancor peggio per chi la trovato, alla mancata riscossione dei propri stipendi, giungendo anche a darsi fuoco, davanti ai nostri Municipi..
Sono urla di proteste questi, segnali preoccupanti di tragedie, che ormai vanno sempre più spegnendosi… 
Ultimo grido di speranza di quella fiammella, che sta ormai per affievolirsi, nella più completa solitudine ed indifferenza…

Ma quali beni confiscati…

Si lo Stato finalmente riesce a combattere le attività criminali… confisca i loro beni e li restituisce all’utilizzo dei cittadini…
Quante belle parole, ma le cose stanno veramente così???
Innanzitutto bisogna procedere per gradi e cioè:

Coloro che avviano una attività imprenditoriale, sia che possa essere di natura lecita o mafiosa… questa per operare ha bisogno di operare attraverso il credito bancario, ovviamente maggiore è il giro d’affari, maggiore risulta in crescita  l’investimento da effettuare e quindi la necessità di ottenere prestiti…
A questo punto interviene la Banca che naturalmente previe tutte le necessarie garanzie ed assicurazioni sia personali che societarie, interviene nel rilasciare il credito richiesto.
Ora vi starete chiedendo ma cosa centra tutto ciò, con la confisca dei beni…??? 
E’ ovvio…se i beni sono stati dati in garanzia alle Banche, queste hanno prelazione… in quanto sia perchè “privilegiate”, ma soprattutto quali detentori delle ipoteche e quindi sono loro i reali proprietari… infatti a dimostrazione di quanto sopra soltanto il 35% dei beni confiscati non sono da parte dello Stato utilizzati, perchè sono sotto ipotecati dalle Banche…
Ahhhh….che ridere…infatti i mutui o i prestiti concessi sono leggittimi, ed è con il consenso dello Stato che questi vengono concessi ( le informazioni per i provcedimenti sono controllati dai ns. organi di vigilanza…) i quali solo e soltanto dopo il benestare placido concedono quanto richiesto…( ai mafiosi e/o ai loro prestanomi…) e quindi ora come si fà a toglierli alle Banche???
Inoltre oggi le Banche, perdendo di fiducia a seguito di tutti i provvedimenti di sequestro e confisca che lo Stato sta adottando…comincia a limitare la concessione al prestito, riducendo così l’apporto finanziario richiesto alle nuove società ( in particolare se queste trovasi nel territorio dell’Italia insulare…), impedendo così l’eventuale rinascita di attività e di sviluppo, tanto necessarie in queste Regioni…
Infine, risulta ovvio che si portano a fallire sia le società confiscate, sia quelle che stanno operando nel mercato ed anche quelle che appena costituite, non riescono in mancanza di credito bancario, a prendere quota…
Le imprese infatti tolte ai clan mafiosi…non hanno futuro…è sono destinate a chiudere, piccole o grandi che siano… ed ancora tutti coloro che gravitavano intorno a tali società, vedasi fornitori, clienti, operatori economici, consulenti, ecc… dopo tali sequestri si ritrovano a non poter più collaborare e quindi a svolgere il proprio lavoro con esse, nessun proseguio d’affari, anzi d’ora in poi, questo rapporto verrà indagato, controllato, intercettato, verificato ed ispezionato anche in maniera personale per poterne garantire l’assoluta estraneità da eventuali partecipazioni e  coinvolgimenti sia societari che personali.
Alla fine sembrerà un paradosso…ma lo Stato oggi toglie anche quel po’ di lavoro che restava… quindi niente credito e niente lavoro… qualcuno esagera dicendo che sembrerà scandaloso che lo Stato oggi produce disoccupazione… ma purtroppo questa è la realta!!!
La Sicilia infatti oggi con con il 42,9% è tra le dieci regioni europee con il più alto tasso di disoccupazione giovanile. Lo dice Eurostat, l’ufficio europeo di statistica, in un rapporto sulla situazione occupazionale nelle regioni dell’Ue-25.
Anche se a livello nazionale è di nuovo la Sicilia ad avere il maggior numero di disoccupati (17,2%), mentre spetta alla provincia autonoma di Bolzano il primo posto per la più bassa percentuale di senza lavoro (2,7%). Dopo un drammatico crollo degli investimenti in questo triennio gli investimenti sono cresciuti, infatti diverse importanti aziende italiane e straniere, attirate dagli incentivi fiscali e contributivi e dalla disponibilità di manodopera qualificata a costi contenuti e soprattutto grazie agli sgravi concessi sulle nuove assunzioni vedasi lg. 407/90, queste hanno negli ultimi anni effettuato ingenti investimenti nelle provincie Siciliane… ma questi sono semplici palliativi…per procurare qualche voto di scambio a qualche onorevole di turno, ma soprattutto servono alle Imprese del Nord Italia del caro ” amico ” Bossi… di ottenere finanziamenti Europei e Nazionali ma soprattutto utili economici che nella cosiddetta Padania non avrebbero…

Infatti grazie agli incentivi di cui sopra per esempio…il televisiore ( quasi sempre di un modello ormai per prestazioni superato) ha utili superiori del 40% sulla stessa vendita fatta in Nord Italia dalla stesso Centro Commerciale, questo grazie alle defiscalizzazioni, agli incentivi, al costo della manodopera gravato di contribuzione inferiore rispetto a quello Nazionale… e poi comunque dobbiamo sempre ringraziare del sostegno che ci danno…
Provate a creare una società che per qualità, tecnica, prestazione, sicurezza…ecc.. sia capace di poter lottare con quelle appartenenti alla cosiddetta casta… provateci soltanto che verrete in maniera precisa e chirurgica eliminati; o si sta sotto di ” Loro ” e quindi sotto il loro potere occulto, questo ovviamente ben oleato dalle forze politiche, dalla magistratura, da pubblici fficiali e via discorrendo e quindi  potrete raccogliere l’eventuali briciole che verranno lasciate… oppure non ci sarà mai sviluppo per le vostre società…
Ci troviamo di fronte ad un bivio… scegliete voi quale strada voler contuinare a percorrere!

Ma quali beni confiscati…

Si lo Stato finalmente riesce a combattere le attività criminali… confisca i loro beni e li restituisce all’utilizzo dei cittadini…
Quante belle parole, ma le cose stanno veramente così???
Innanzitutto bisogna procedere per gradi e cioè:

Coloro che avviano una attività imprenditoriale, sia che possa essere di natura lecita o mafiosa… questa per operare ha bisogno di operare attraverso il credito bancario, ovviamente maggiore è il giro d’affari, maggiore risulta in crescita  l’investimento da effettuare e quindi la necessità di ottenere prestiti…
A questo punto interviene la Banca che naturalmente previe tutte le necessarie garanzie ed assicurazioni sia personali che societarie, interviene nel rilasciare il credito richiesto.
Ora vi starete chiedendo ma cosa centra tutto ciò, con la confisca dei beni…??? 
E’ ovvio…se i beni sono stati dati in garanzia alle Banche, queste hanno prelazione… in quanto sia perchè "privilegiate", ma soprattutto quali detentori delle ipoteche e quindi sono loro i reali proprietari… infatti a dimostrazione di quanto sopra soltanto il 35% dei beni confiscati non sono da parte dello Stato utilizzati, perchè sono sotto ipotecati dalle Banche…
Ahhhh….che ridere…infatti i mutui o i prestiti concessi sono leggittimi, ed è con il consenso dello Stato che questi vengono concessi ( le informazioni per i provcedimenti sono controllati dai ns. organi di vigilanza…) i quali solo e soltanto dopo il benestare placido concedono quanto richiesto…( ai mafiosi e/o ai loro prestanomi…) e quindi ora come si fà a toglierli alle Banche???
Inoltre oggi le Banche, perdendo di fiducia a seguito di tutti i provvedimenti di sequestro e confisca che lo Stato sta adottando…comincia a limitare la concessione al prestito, riducendo così l’apporto finanziario richiesto alle nuove società ( in particolare se queste trovasi nel territorio dell’Italia insulare…), impedendo così l’eventuale rinascita di attività e di sviluppo, tanto necessarie in queste Regioni…
Infine, risulta ovvio che si portano a fallire sia le società confiscate, sia quelle che stanno operando nel mercato ed anche quelle che appena costituite, non riescono in mancanza di credito bancario, a prendere quota…
Le imprese infatti tolte ai clan mafiosi…non hanno futuro…è sono destinate a chiudere, piccole o grandi che siano… ed ancora tutti coloro che gravitavano intorno a tali società, vedasi fornitori, clienti, operatori economici, consulenti, ecc… dopo tali sequestri si ritrovano a non poter più collaborare e quindi a svolgere il proprio lavoro con esse, nessun proseguio d’affari, anzi d’ora in poi, questo rapporto verrà indagato, controllato, intercettato, verificato ed ispezionato anche in maniera personale per poterne garantire l’assoluta estraneità da eventuali partecipazioni e  coinvolgimenti sia societari che personali.
Alla fine sembrerà un paradosso…ma lo Stato oggi toglie anche quel po’ di lavoro che restava… quindi niente credito e niente lavoro… qualcuno esagera dicendo che sembrerà scandaloso che lo Stato oggi produce disoccupazione… ma purtroppo questa è la realta!!!
La Sicilia infatti oggi con con il 42,9% è tra le dieci regioni europee con il più alto tasso di disoccupazione giovanile. Lo dice Eurostat, l’ufficio europeo di statistica, in un rapporto sulla situazione occupazionale nelle regioni dell’Ue-25.
Anche se a livello nazionale è di nuovo la Sicilia ad avere il maggior numero di disoccupati (17,2%), mentre spetta alla provincia autonoma di Bolzano il primo posto per la più bassa percentuale di senza lavoro (2,7%). Dopo un drammatico crollo degli investimenti in questo triennio gli investimenti sono cresciuti, infatti diverse importanti aziende italiane e straniere, attirate dagli incentivi fiscali e contributivi e dalla disponibilità di manodopera qualificata a costi contenuti e soprattutto grazie agli sgravi concessi sulle nuove assunzioni vedasi lg. 407/90, queste hanno negli ultimi anni effettuato ingenti investimenti nelle provincie Siciliane… ma questi sono semplici palliativi…per procurare qualche voto di scambio a qualche onorevole di turno, ma soprattutto servono alle Imprese del Nord Italia del caro “ amico ” Bossi… di ottenere finanziamenti Europei e Nazionali ma soprattutto utili economici che nella cosiddetta Padania non avrebbero…

Infatti grazie agli incentivi di cui sopra per esempio…il televisiore ( quasi sempre di un modello ormai per prestazioni superato) ha utili superiori del 40% sulla stessa vendita fatta in Nord Italia dalla stesso Centro Commerciale, questo grazie alle defiscalizzazioni, agli incentivi, al costo della manodopera gravato di contribuzione inferiore rispetto a quello Nazionale… e poi comunque dobbiamo sempre ringraziare del sostegno che ci danno…
Provate a creare una società che per qualità, tecnica, prestazione, sicurezza…ecc.. sia capace di poter lottare con quelle appartenenti alla cosiddetta casta… provateci soltanto che verrete in maniera precisa e chirurgica eliminati; o si sta sotto di " Loro “ e quindi sotto il loro potere occulto, questo ovviamente ben oleato dalle forze politiche, dalla magistratura, da pubblici fficiali e via discorrendo e quindi  potrete raccogliere l’eventuali briciole che verranno lasciate… oppure non ci sarà mai sviluppo per le vostre società…
Ci troviamo di fronte ad un bivio… scegliete voi quale strada voler contuinare a percorrere!