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Spread

Tutti in questi giorni a parlare di Spread…
Esso rappresenta la differenza tra il prezzo più basso a cui un venditore è disposto a vendere un titolo ( ASK ) e il prezzo più alto che un compratore è disposto ad offrire per quel titolo ( BID ), rappresenta quindi l’unita di misura della liquidità del mercato…
Ora in Italia, ci siamo convinti che il problema principale era legato alle strategie politiche attuate in questi anni dal Sig. Berlusconi, ed oggi con l’arrivo di Monti siamo altrettanto convinti che il problema sia finito…
La verità è che siamo così portati a guardare dentro casa nostra che dimentichiamo quanto accade fuori, non vogliamo osservare in maniera obbiettiva i cambiamenti che nel corso di questi ultimi anni hanno colpito i paesi, come gli Stati Uniti, il Sud America, gli ex paesi comunisti, il nord Africa, il medio oriente, fino a giungere a India, Cina e Giappone… 
Esiste un sistema, che ha deciso di invertire l’ordine mondiale e per fare questo non sta usando le armi, la violenza, nessuna coercizione ma tutto avviene in maniera sottile, attraverso la distruzione del sistema economico e bancario… e di una moneta l’Euro…
E’ come un virus, si sta diffondendo in tutti i mercati, le borse crollano e si arriva così ad una recessione, tutti i nostri grandi economisti, vogliono illuderci con la storiella che il problema colpisce soltanto le economie deboli, Grecia, Portogallo, ma la verità è che noi ci siamo dentro già da un po… ma lo stesso vale anche per la Francia e vedrete che tra un po’ colpirà anche la Germania…
Hanno voglia di ridere… sia il presidente francese Nicolas Sarkozy che la cancelliera tedesca Angela Merkel; hanno voluto farci credere che si trattava soltanto di un nostro problema mentre invece comincia a mostrasi che è anche un loro problema…
Anche i titoli di Paesi come Austria, Finlandia e Olanda cominciano a subire l’onda dello Tzunami…
La crisi mondiale ha un unico scopo… distruggerci!!! Renderci tutti poveri ed il problema vedrete che non si risolverà, con nuove politiche ispirate alla parsimonia e al sacrificio, al controllo delle spese oppure nell’abbassare o ancor meglio togliere tutti quei privilegi cui una parte del nostro sistema ha goduto…
Queste manovre sono state studiate a tavolino e qualcuno nel frattempo si sta arricchendo in maniera spropositata… è ovvio che Berlusconi abbia lasciato… spera che qualcuno gli risolva il problema, spera di risollevare le sorti delle sue società oggi fortemente in perdite azionarie, per milioni e milioni euro….
Perché è ovvio che quanto sta succedendo colpisce in primiss, le banche ed i grossi gruppi imprenditoriali e Berlusconi, purtroppo per lui, questa volta c’è dentro fino al collo …
Capire quindi chi possa avere fortemente interesse che ciò avvenga diventa fondamentale:
forse la Cina, che espande la propria egemonia, i propri tentacoli, intervenendo e comprando titoli con la scusa di darci una mano… ???
Oppure i paesi Arabi, che utilizzano il potere economico oggi in loro possesso, per impadronirsi degli Stati Europei avendo capito che, ci sarà un tempo nel quale il petrolio andrà ad esaurirsi e/o verrà sostituito da nuove energie alternative…
L’Iran ed i paesi limitrofi, soprattutto quelli di ispirazione estremista, utilizzano quanto in loro possesso per realizzare una crisi mondiale…
Credere che entro breve tempo ci sarà un cambiamento di rotta è una pura illusione, per almeno sei mesi la situazione continuerà ad essere altalenante e nessun paese saprà porre rimedio…
Ogni Stato cerca di salvarsi come può e nel tentare di salvare il proprio debito pubblico, si diventa incuranti dei problemi altrui…; questo terremoto porterà a dilatarsi dall’Europa fino in America ed al Giappone…
Solo restando coesi, riportando ognuno a pareggio i propri conti pubblici,  cosa molto difficile, soprattutto se in Italia non si prendono posizioni dure contro quel sistema politico, che finora ci ha governato… portandoci oggi ad un fallimento totale!!! 
Speriamo di non ritrovarci tra un po anche fuori dall’Europa…    
  

Siria: non interessa a nessuno…o forse interessa a tutti???

Gli avvenimenti storici a volte si ripetono… 
Nel 1982 gli abitanti della cittadina di Hama si erano ribellati ed avevano intrapreso un lotta contro il regime di Hafiz-al-Asad, il quale aveva risposto con i carri armati (fu proprio il fratello a pianificare l’operazione Rifa’at al-Asad) invadendo la città e massacrando la popolazione locale, all’incirca 30 mila persone!!! 
Inoltre nell’abbandonare la città, l’esercito e le forze di sicurezza del regime si abbandonarono a massacri sanguinosi persino all’interno delle varie colonie di rifugiati politici ospitati all’interno di Hama, torturando e giustiziando gli oppositori politici della dittatura, veri o presunti che fossero.
Per cancellare ogni ricordo di quel tragico giorno e per dare un segnale di avvertimento alle future generazioni, la città artefice degli scontri fu totalmente rasa a suolo.
Ecco che oggi dopo tanti anni, tutto si ripete!!!
La Siria è nuovamente a rischio di una guerra civile. 
Il bilancio dell’attacco dell’esercito è drammatico: quasi 200 le vittime che nelle scorse settimane aveva manifestato contro il regime.
Durante i combattimenti i carri armati dell’esercito hanno colpito la città con granate a ripetizione e inoltre le utenze come acqua ed elettricità sono stata sospese, ovviamente in molti hanno dichiarato che il sabotaggio fosse programmato.
Altri morti sono stati accertati in altre località ed almeno un centinaio di manifestanti nella capitale di Damasco sono rimasti feriti a seguito del lancio di bombe da parte della Polizia nel voler disperdere la protesta.
Gli Stati Europei hanno condannato le violenze nel Paese e in particolare Barack Obama ha espresso di voler isolare il presidente Assad, che sta ancora facendo ricorso alla tortura e al terrore!!!
Inoltre, il Presidente degli Stati Uniti ha auspicato una sostegno alla popolazione con una rapida transizione del paese verso la democrazia…
L’Italia in particolare ha chiesto che che si riunisca di urgenza il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per prendere una posizione molto decisa nei riguardi del Presidente “dittatore”, Bashar al-Asad…  
La Germania ha minacciato sanzioni dichiarando che saranno prese misure straordinarie, anche attraverso  il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite…
Purtroppo comunque ad oggi non è stato raggiunto un accordo sulla linea da seguire, questo è quanto ha dichiarato Vitaly Churkin, che al Palazzo di Vetro rappresenta la Russia e che si oppone ad ogni posizione forte nei confronti di Damasco…
La posizione geografica dominante nel medio oriente, il favore sempre alterno nelle alleanze con gli Stati adiacenti, la situazione politica altalenante e soprattutto la non chiara lotta al terrorismo, hanno portato e portano ancora oggi questo Stato a non trovare una tranquilla collocazione ed un maggiore consenso da parte di quei paesi maggiormente sviluppati…
Anche i mancati accordo di pace sia per l’annessione di Israele (durante la guerra dei sei giorni), delle alture del Golan che per la cessione durante il mandato francese nel 1939 della provincia di Hatay alla Turchia, (il cui capoluogo era la storica città di Antiochia) ed anche il progetto (sempre della Turchia) di voler costruire una serie di dighe sul Tigri e sull’Eufrate, che in conseguenza ridurrebbero la loro portata in Siria e in Iraq, ha provocato contenziosi in questi anni, per i quali sono ancora in corso trattative ed oggi diventano forte motivo di risentimento e di rivendicazione…

Se a quanto sopra si aggiunge che il territorio è strategico non solo per i passaggi commerciali ma soprattutto per quelli petroliferi – la produzione è sì… di molto inferiore rispetto al volume prodotto dai suoi ricchi vicini – ma i ricavi che ne conseguono costituiscono una ricchezza importante anche per i paesi occidentali, i cui proventi vanno a depositarsi presso le loro banche…

Non dimentichiamo inoltre che, la vicinanza con l’Iran ha permesso alla Siria di uscire dal suo isolamento internazionale, durato quasi trent’anni…
Ma non solo, entrambe sorreggono il movimento sciita libanese degli Hezbollah e la fazione radicale palestinese di Hamas. 
La Siria infatti, come il Venezuela, appoggia il diritto dell’Iran a proseguire lungo la strada dell’arricchimento dell’uranio, al fine di completare il suo programma nucleare per scopi essenzialmente civili. 
Come hanno più volte ribadito i presidenti di questi Stati, non è illegale fornire aiuti all’Iran e alla sua economia, martellata da pesanti sanzioni inflitte dalle Nazioni Unite e sempre ratificate dall’Unione Europea e sono proprio questi paesi che oggi, appoggiano la Siria ed in particolare il Presidente…

Come si può capire la situazione non è di facile lettura, il crocevia fondamentale di oleodotti e traffico, le riserve di petrolio di quasi 3 miliardi di barili, la posizione strategica tra i Paesi del Golfo ed il Mediterraneo, ma soprattutto il mancato ripristino del passaggio del grezzo che dalla zona nord irachena di Mosul/Kirkuk portava petrolio al porto israeliano di Haifa, (e che malgrado le forti pressioni straniere la Siria oggi non è disposta ad acconsentire…) sono tutti, motivi prioritari, per cercare di destabilizzarne l’area, speriamo che almeno la popolazione presa fra questi due fuochi non debba continuare a pagarne il prezzo…

Attacco all’Iran…

Si sembrerà strano, ma esiste già un programma di preparazione al conflitto con l’Iran da parte di Israele il cui nome in codice è « Spartan 08». Nel tratto di mare, a sud est dell’isola di Creta, dal 28 maggio al 18 giugno, l’aviazione israeliana ha simulato un attacco. Con oltre cento caccia F16 e F15 e con l’ausilio di aerei per il rifornimento in volo, hanno condotto una missione di 1.500 chilometri, circa la stessa distanza che divide lo Stato ebraico dall’Iran e precisamente agli impianti nucleari…;
Durante la missione sono state sganciate bombe, realizzati trasporti di militari con elicotteri di supporto, prevedendo il recupero dei piloti abbattuti in eventuale «territorio ostile», inoltre sono state effettuate manovre con portaerei ed incrociatori e non dimentichiamoci dei cinque sottomarini armati con missili nucleari che potrebbero facilmente raggiungere gli obiettivi iraniani, direttamente dal golfo persico.
Con questa azione di forza, Israele ha voluto rimarcare che non resterà a guardare, la politica del presidente Iraniano Ahmadinejad, ma se continuerà alla proliferazione con l’energia nucleare, Israele, se la comunità mondiale non darà segni d’intervento, se i ripetuti tentativi negoziali falliranno, Israele è pronta a scatenare una rappresaglia distruggendo gli impianti realizzati e quelli in corso di realizzazione…
Gli iraniani sono convinti che qualcosa si stà preparando, infatti il presidente Iraniano promette ritorsioni pesanti e l’ayatollah Ahmad Khatami minaccia conseguenze « terribili ». Ovviamente l’Iran si sta preparando ad un possibile attacco, della difesa contraerea, acquistando batterie missilistiche Russe ed inoltre si stanno potenziando i radar, visto che proprio questi hanno dimostrato la propria vulnerabilità grazie a tecniche di elettronica che li rendono inutili.
Per giustificare ovviamente questo attacco Israele ed anche gli Stati Uniti considerano un “ Iran armato di nucleare “ una grave minaccia per la sicurezza del mondo…
Bisogna sempre ricordare comunque l’esperienza appena passata, con l’attacco in Iraq; come venne strumentalizzata l’opinione pubblica sulla necessità di un’invasione, alla ricerca delle cosiddette armi di distruzione di massa, che alla fine, non sono mai state trovate…
Ovviamente un attacco terrestre non sarà contemplato fra i possibili scenari, sia per l’esperienze fatte in questi anni in Iraq e in Afganistan, che per la conformazione del territorio e quindi l’attacco aereo con missili via mare e bombardamenti con jet si profila essere l’unico scenario possibile.
Certamente un attacco aereo non sarà accettato dalle Nazioni Unite ed incontrerebbe un’opposizione da parte della comunità internazionale, in particolare da Russia e Cina e dai paesi arabi, che saranno costretti a prendere posizione contro chi attacca una nazione islamica.
Lo scenario che si sta sviluppando intorno all’area medio orientale e del golfo persico è di un continuo rafforzamento militare, anche le difese degli stati limitrofi si stanno adottando contro eventuali rappresaglie dell’Iran, non dimentichiamoci che molti di questi presentano basi militari americane, ed è da escludersi un’eventuale lancio di missili nucleari contro Israele da parte dell’Iran anche perché Israele, con più di 300 testate nucleari ad alta tecnologia, distruggerebbe totalmente l’Iran.
Ancora forse i tempi non sono pronti, in quanto l’Iran è indietro nel programma di realizzazione di armi nucleari, ma bisogna cominciare a prepararsi, perché entro i prossimi due/tre anni, questa, sarà pronta a realizzare la prima testata nucleare ed ovviamente gli Israeliani non lo potranno permettere.
L’unica soluzione reale per bloccare il programma nucleare iraniano è la via diplomatica. L’Iran si è appellato infatti per l’istituzione di una zona franca di produzione di armi nucleari per il Medio Oriente, con l’adozione della quale tutte le nazioni della regione sarebbero chiamate a rinunciare alle proprie armi nucleari ed aprire i loro programmi a restrittive ispezioni internazionali
Certo un attacco militare non frenerà il programma nucleare iraniano, anzi motiverà il governo iraniano, forte dell’appoggio popolare incrementato in reazione all’aggressione straniera contro la propria nazione, a raddoppiare i propri sforzi.
Lo scenario che si aprirà condizionerà certamente l’economia mondiale, con gravi ripercussioni su tutti i settori dalla vita quotidiana, dalle ripercussioni politiche, alimentari, energetiche ( l’Iran proverà a bloccare lo stretto di Hormuz. Nel braccio di mare che chiude il Golfo Persico, tra Iran e Oman, passa il 20% di tutto il petrolio estratto nel mondo), e non dimentichiamoci anche di quelle religiose.

Attacco all'Iran…

Si sembrerà strano, ma esiste già un programma di preparazione al conflitto con l’Iran da parte di Israele il cui nome in codice è « Spartan 08». Nel tratto di mare, a sud est dell’isola di Creta, dal 28 maggio al 18 giugno, l’aviazione israeliana ha simulato un attacco. Con oltre cento caccia F16 e F15 e con l’ausilio di aerei per il rifornimento in volo, hanno condotto una missione di 1.500 chilometri, circa la stessa distanza che divide lo Stato ebraico dall’Iran e precisamente agli impianti nucleari…;
Durante la missione sono state sganciate bombe, realizzati trasporti di militari con elicotteri di supporto, prevedendo il recupero dei piloti abbattuti in eventuale «territorio ostile», inoltre sono state effettuate manovre con portaerei ed incrociatori e non dimentichiamoci dei cinque sottomarini armati con missili nucleari che potrebbero facilmente raggiungere gli obiettivi iraniani, direttamente dal golfo persico.
Con questa azione di forza, Israele ha voluto rimarcare che non resterà a guardare, la politica del presidente Iraniano Ahmadinejad, ma se continuerà alla proliferazione con l’energia nucleare, Israele, se la comunità mondiale non darà segni d’intervento, se i ripetuti tentativi negoziali falliranno, Israele è pronta a scatenare una rappresaglia distruggendo gli impianti realizzati e quelli in corso di realizzazione…
Gli iraniani sono convinti che qualcosa si sta preparando, infatti il presidente Iraniano promette ritorsioni pesanti e l’ayatollah Ahmad Khatami minaccia conseguenze « terribili ». Ovviamente l’Iran si sta preparando ad un possibile attacco, della difesa contraerea, acquistando batterie missilistiche Russe ed inoltre si stanno potenziando i radar, visto che proprio questi hanno dimostrato la propria vulnerabilità grazie a tecniche di elettronica che li rendono inutili.
Per giustificare ovviamente questo attacco Israele ed anche gli Stati Uniti considerano un “ Iran armato di nucleare “ una grave minaccia per la sicurezza del mondo…
Bisogna sempre ricordare comunque l’esperienza appena passata, con l’attacco in Iraq; come venne strumentalizzata l’opinione pubblica sulla necessità di un’invasione, alla ricerca delle cosiddette armi di distruzione di massa, che alla fine, non sono mai state trovate…
Ovviamente un attacco terrestre non sarà contemplato fra i possibili scenari, sia per l’esperienze fatte in questi anni in Iraq e in Afganistan, che per la conformazione del territorio e quindi l’attacco aereo con missili via mare e bombardamenti con jet si profila essere l’unico scenario possibile.

Certamente un attacco aereo non sarà accettato dalle Nazioni Unite ed incontrerebbe un’opposizione da parte della comunità internazionale, in particolare da Russia e Cina e dai paesi arabi, che saranno costretti a prendere posizione contro chi attacca una nazione islamica.

Lo scenario che si sta sviluppando intorno all’area medio orientale e del golfo persico è di un continuo rafforzamento militare, anche le difese degli stati limitrofi si stanno adottando contro eventuali rappresaglie dell’Iran, non dimentichiamoci che molti di questi presentano basi militari americane, ed è da escludersi un’eventuale lancio di missili nucleari contro Israele da parte dell’Iran anche perché Israele, con più di 300 testate nucleari ad alta tecnologia, distruggerebbe totalmente l’Iran.
Ancora forse i tempi non sono pronti, in quanto l’Iran è indietro nel programma di realizzazione di armi nucleari, ma bisogna cominciare a prepararsi, perché entro i prossimi due/tre anni, questa, sarà pronta a realizzare la prima testata nucleare ed ovviamente gli Israeliani non lo potranno permettere.
L’unica soluzione reale per bloccare il programma nucleare iraniano è la via diplomatica. L’Iran si è appellato infatti per l’istituzione di una zona franca di produzione di armi nucleari per il Medio Oriente, con l’adozione della quale tutte le nazioni della regione sarebbero chiamate a rinunciare alle proprie armi nucleari ed aprire i loro programmi a restrittive ispezioni internazionali
Certo un attacco militare non frenerà il programma nucleare iraniano, anzi motiverà il governo iraniano, forte dell’appoggio popolare incrementato in reazione all’aggressione straniera contro la propria nazione, a raddoppiare i propri sforzi.
Lo scenario che si aprirà condizionerà certamente l’economia mondiale, con gravi ripercussioni su tutti i settori dalla vita quotidiana, dalle ripercussioni politiche, alimentari, energetiche (l’Iran proverà a bloccare lo stretto di Hormuz. Nel braccio di mare che chiude il Golfo Persico, tra Iran e Oman, passa il 20% di tutto il petrolio estratto nel mondo), e non dimentichiamoci anche di quelle religiose.

Carla Bruni

In Iran non è stato apprezzato l’intervento della moglie del premiere francese Sarlozy, Sig.ra Carla Bruni, in favore di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna condannata alla lapidazione per adulterio dalle autorita’ di Teheran.

La televisione iraniana di stato ha accusato la Bruni di “immoralita”’ e il giornale filo-governativo ‘Kayhan’ l’ha definita come “prostitute” la moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy insieme all’attrice Isabelle Adjani, entrambe firmatarie della petizione a sostegno della donna. Secondo il giornale la Sig.ra Carla Bruni, è una donna immorale infatti essa stessa si e’ data da fare per rovinare il matrimonio di Sarkozy e diventare quindi Lei la premiere Damè di Francia’.

“ Carla Bruni… merita la morte”, scrive il quotidiano ultraconservatore iraniano Kayhan, definendo “prostituta italiana” la moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy. Il giornale aveva in particolare denunciato lo stile di vita condotto dalla cantante ed ex top model. Proprio per aver condotto la propria vita in maniera un po’ tipo “ leggerezza dell’essere…”, si capisce  perche’ questa donna oggi sostiene una donna iraniana condannata a morte per adulterio e per aver partecipato all’omicidio del marito e quindi anch’essa di fatto meriterebbe eguale sorte!!!
Nei giorni scorsi lo stesso Sarkozy era intervenuto a sostegno di Sakineh, dichiarando che la Francia “ ha la responsabilita ” di occuparsi di questa donna e definendo “medievale” la condanna inflittale.
Per Parigi le offese sulla stampa iraniana sono “inaccettabili” e sono stati oggetto di un messaggio indirizzato a Teheran, attraverso le abituali vie diplomatiche’’. Certamente la vita privata che ognuno di noi ha condotto, non deve certamente entrare nei meriti di giudizio da parte di qualsivoglia persona, la quale non avendo titolo sia per non aver partecipato direttamente e soprattutto avendo valutando dall’esterno solo in maniera approssimativa quanto gli viene proposto non è certamente nelle migliori condizione per capire ed esprimere giudizi anche soltanto di preferenza… 
Ma poi ad una top model come Carla Bruni, devo dire brava anche come cantante è logico che venga naturale sfruttare quanto la natura gli ha concesso per arrivare… senza guardare gli ostacoli e ovviamente senza avere limiti e preconcetti cui la maggioranza delle persone adottano nel loro modo di vivere…
Lei è stata sempre una donna attraente, dichiarando apertamente che il sesso è una di quelle cose che più la entusiasma…certo mi chiedo cosa ci faccia con quel “cos’così” a vederlo sembra insignificante ( ovviamente non discuto delle capacità intellettuali…quelle sicuramente ci sono…) ed anche bruttino…certo lei poteva scegliere di meglio…ma Lei a voluto il potere…quello lo ha ottenuto!!!
A quale prezzo non lo sapremo mai…, a quale felicità ha dovuto rinunciare…anche questo resterà un mistero…certamente non l’ha fatto come tante nostre giovani protagoniste cui giornalmente vediamo nei giornali gossip, per i soldi o la fama… quelli lì possedeva già da prima e molto di più di quel Sarcozy… Comunque io sono contento che ancora una volta…una Italiana sia riuscita a fot….ancora una volta un “caro” francese…
  

Carla Bruni

In Iran non è stato apprezzato l’intervento della moglie del premiere francese Sarlozy, Sig.ra Carla Bruni, in favore di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna condannata alla lapidazione per adulterio dalle autorita’ di Teheran.

La televisione iraniana di stato ha accusato la Bruni di ”immoralita”’ e il giornale filo-governativo ‘Kayhan’ l’ha definita come ”prostitute” la moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy insieme all’attrice Isabelle Adjani, entrambe firmatarie della petizione a sostegno della donna. Secondo il giornale la Sig.ra Carla Bruni, è una donna immorale infatti essa stessa si e’ data da fare per rovinare il matrimonio di Sarkozy e diventare quindi Lei la premiere Damè di Francia’.

” Carla Bruni… merita la morte”, scrive il quotidiano ultraconservatore iraniano Kayhan, definendo ”prostituta italiana” la moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy. Il giornale aveva in particolare denunciato lo stile di vita condotto dalla cantante ed ex top model. Proprio per aver condotto la propria vita in maniera un po’ tipo ” leggerezza dell’essere…”, si capisce  perche’ questa donna oggi sostiene una donna iraniana condannata a morte per adulterio e per aver partecipato all’omicidio del marito e quindi anch’essa di fatto meriterebbe eguale sorte!!!
Nei giorni scorsi lo stesso Sarkozy era intervenuto a sostegno di Sakineh, dichiarando che la Francia ” ha la responsabilita ” di occuparsi di questa donna e definendo ”medievale” la condanna inflittale.
Per Parigi le offese sulla stampa iraniana sono ”inaccettabili” e sono stati oggetto di un messaggio indirizzato a Teheran, attraverso le abituali vie diplomatiche”. Certamente la vita privata che ognuno di noi ha condotto, non deve certamente entrare nei meriti di giudizio da parte di qualsivoglia persona, la quale non avendo titolo sia per non aver partecipato direttamente e soprattutto avendo valutando dall’esterno solo in maniera approssimativa quanto gli viene proposto non è certamente nelle migliori condizione per capire ed esprimere giudizi anche soltanto di preferenza… 
Ma poi ad una top model come Carla Bruni, devo dire brava anche come cantante è logico che venga naturale sfruttare quanto la natura gli ha concesso per arrivare… senza guardare gli ostacoli e ovviamente senza avere limiti e preconcetti cui la maggioranza delle persone adottano nel loro modo di vivere…
Lei è stata sempre una donna attraente, dichiarando apertamente che il sesso è una di quelle cose che più la entusiasma…certo mi chiedo cosa ci faccia con quel “cos’così” a vederlo sembra insignificante ( ovviamente non discuto delle capacità intellettuali…quelle sicuramente ci sono…) ed anche bruttino…certo lei poteva scegliere di meglio…ma Lei a voluto il potere…quello lo ha ottenuto!!!
A quale prezzo non lo sapremo mai…, a quale felicità ha dovuto rinunciare…anche questo resterà un mistero…certamente non l’ha fatto come tante nostre giovani protagoniste cui giornalmente vediamo nei giornali gossip, per i soldi o la fama… quelli lì possedeva già da prima e molto di più di quel Sarcozy… Comunque io sono contento che ancora una volta…una Italiana sia riuscita a fot….ancora una volta un “caro” francese…