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Concorso esterno… l'Avv. Lipera: E' una mostruosità!

Desidero condividere una lettera di redazione dell’Avv. Giuseppe Lipera, nel dibattito che si è acceso dopo la sentenza di proscioglimento nei confronti dell’editore Mario Ciancio.
Sono dell’opinione che in uno stato di diritto, ognuno possa esprimere liberamente la propria opinione e quindi mi dissocio da quanti hanno voluto screditare l’intervento del legale, ritenendo “paradossale” lo spazio concesso da Live Sicilia, al Suo pensiero… 
La critica espressa, rappresenta difatti una situazione vergognosa, in quanto contrasta con quella libertà di espressione presente sempre nei paesi civili e che di contro, ispira con la propria limitazione, quei paesi in cui vige la dittatura!!!
Perché in ballo non vi è soltanto la difesa di quelle testate (per fortuna ancora libere…) che cercano con il loro operato d’informare il pubblico in modo corretto e completo, ma il diritto dei tanti lettori, di poter leggere ampi interventi, che a volte possono risultare discordanti rispetto al pensiero di ciascuno di noi…
Non bisogna dimenticare, che la libertà di manifestazione del pensiero rientra secondo la Corte Costituzionale, tra i «diritti inviolabili dell’uomo» con la conseguenza logica di garantirla sempre e ovunque, contrastando l’eventuale sopprimibilità della stessa…
Venendo quindi al merito della questione, la nota riportata dall’Avv. Lipera, tiene principalmente conto dei soli aspetti giuridici processuali (o da quei riconoscimenti), senza tentare mai di voler entrare nei meriti, in quei condizionamenti basati il più delle volte a diritti di cronaca (o di critica giornalistica), che il più delle volte basa in maniera limitata i propri giudizi su principi legislativi e affida di contro le proprie affermazioni su esternazioni umane…

Catania trema, continua l'inchiesta della Finanza Impallomeni: “I miei rapporti con Ennio Virlinzi”

Catania trema, continua l’inchiesta della Finanza Impallomeni: “I miei rapporti con Ennio Virlinzi”: DOPO GLI ARRESTI ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA: tra le intercettazioni che possono essere anticipate in esclusiva, in questa fase, ce n’è una in cui il giudice Filippo Impallomeni parla dei suoi rapporti con “Ennio Virlinzi”, e dei rapporti tenuti “tramite La Rocca”, si tratta di Giovanni La Rocca, commercialista della Virauto arrestato ieri.

O paghi… o paghi!!!

Ci sono più di 700 dipendenti a rischio, a causa dell’inchiesta che ha portato agli arresti alcuni dirigenti ANAS…
Sono i lavoratori della Tecnis, una Società che fino a pochi giorni fa, veniva esaltata sui Tg Nazionali per aver completato i lavori della metropolitana di Tunisi, o per aver realizzato il lotto di un’autostrada della Salerno-Reggio Calabria, con un anno e mezzo d’anticipo sui tempi contrattuali (risultati insoliti e rari nel comparto delle infrastrutture in particolare nel nostro paese…).
Ora i dipendenti chiedono la possibilità di continuare… certo molto dipenderà da quanto sarà capace l’impresa di dimostrare la propria estraneità sui fatti finora emersi… o meglio se potrà confermare, che quell’imposizione… rappresentava la sola, per non dire unica possibilità, per poter proseguire negli appalti…
O paghi… o paghi… perché tanto il rubinetto per far scorre l’acqua l’abbiamo noi…  con queste frasi intercettate la “banda” del malaffare condizionava gli appalti e chi non le accettava era fuori!!!
Altro che “dama” nera o bianca… qui la partita da giocare era ancor più strategica… si trattava di muovere le pedine degli scacchi, dove, gli avversari giocavano al completo dei loro pezzi e l’appaltatore a difesa del suo re aveva soltanto un pedone… 
Capire principalmente l’operato di quei dirigenti (adesso indagati) è fondamentale per comprendere, quale limitato potere contrattuale, avessero quegli imprenditori, ma soprattutto, a quali imposizioni dovevano sottostare… per poter continuare ad operare!!!
Certo… da quella “obbligata” condizione si poteva anche uscirne, chissà… forse avvisando le forze dell’ordine o denunciando i possibili estorsori… ma è anche vero che, con questa giustizia… che presenta falle in molti dei suoi comparti, è difficile avere una totale completa fiducia nel sistema, quando poi è la stessa, a seconda delle circostanze, a ritorcersi contro???
Vediamo ogni giorno… con quali guanti di velluto, vengono esaminate “certe” inchieste, quando cioè ad essere incriminati, sono proprio gli… uomini e donne di quelle istituzioni e come si tenti in vari modi, di coprirle quelle indagini, per non far emergere quanto illegalmente commesso!!!
Se osserviamo con particolare attenzione quanto è accaduto in questi anni… vedremmo come, per quei reati… nessuno di quei soggetti (istituzionali) ha mai pagato…  anzi il più delle volte, quanto emerso è stato insabbiato e la “punizione” inflitta viene concentrata nel classico trasferimento…
Favori con favori… dopotutto tra colleghi… chi ha il coraggio di tirare quella prima pietra??? 
E poi… si è certi di essere senza colpa per poterla scagliare???
Quindi in definitiva, quale possibilità ha una impresa per poter proseguire la propria attività in maniera corretta senza volersi adeguare a quelle richieste??? Nessuna!!!
Paga e basta!!! Perché quel giro di tangenti servono… e sono fondamentali per accontentare tutti… non solo chi, in prima persona, è messo lì a chiederle e quindi a ritirarle quelle bustarelle… ma specialmente chi sta sopra… chi “manovra” non solo quegli appalti da centinaia di milioni di euro… ma in particolare, la stessa sopravvivenza dell’impresa… perché come si dice, quando non si paga, si sa… e se si viene a sapere che, non ci si è fatti indottrinare da quel sistema perverso… allora si esce di scena, si è automaticamente esclusi da quella “casa del malaffare”, da quel circolo vizioso al quale indirettamente si era (pur non volendo… ) entrati ed ora, si viene esclusi, da tutto e tutti… perché senza quelle opportune protezioni (anche politiche) si finisce per essere allontanati e costretti a chiudere…
Comunque… tra le possibili prospettive, c’è anche la probabilità che le inchieste portino la società ad essere sottoposta ad amministrazione controllata, con qualche giudice a modello “palermitano” che nomina per la gestione delle stesse, propri fedeli amministratori e così… in breve tempo, si potrà assistere, come, un’impresa che fino a poco tempo prima godeva di grande prestigio e interesse, ora, finisca per essere accompagnata, verso quella nota standardizzata procedura di… liquidazione o auto-fallimento!!!
In fin dei conti… è di questo che si tratta, di modificare quelle determinate gerarchie, ai tempi… rappresentate dai famosi “Cavalieri del lavoro” ed ora… nei nostri giorni, dalla Sigenco prima e da Tecnis ora…
La regola è sempre quella…  ogni numero di anni… qualcosa deve modificarsi… e soprattutto chi non paga deve andare fuori!!!
Ciò nonostante, bisogna rimanete fiduciosi… tanto quelle commesse appaltate (in corso o da iniziarsi), sono già state decise a chi affidarle, casualmente al quelle solite società/cooperative rapaci (General-contractor del nord) che adesso, come avvoltoi… si lanceranno in picchiata verso quella “preda” in carne, già… ancora piene e gonfie d’appalti… 
Per le nostre società, attanagliate tra le maglie delle reti della giustizia… non ci sarà alcuna speranza di sopravvivere, mentre ai suoi poveri dipendenti… basterà pazientare, una nuova tessera “colorata” di partito e si ritornerà nuovamente a lavorare… 
Nel contempo le nostre imprese spariscono e con loro muoiono anche le speranze di vedere crescere, libertà e autonomia in questa nostra terra… perché la libertà non consiste nell’avere un padrone giusto… ma nel non averne alcuno!!! 

Lui uno squilibrato… Lei una cretina!!!

Con questi due aggettivi la Dott.ssa Saguto “intercettata” al telefono, discuteva con una amica, dei figli del Giudice Borsellino (quello sì che aveva titolo d’essere chiamato magistrato… a differenza di lei… che ha dimostrato – con i fatti finora emersi – essere… la vergogna ed il disonore per quell’ordine…), apostrofando Manfredi e Lucia… in modo inconcepibile!!!
Di lui ha dichiarato… essere uno squilibrato, aggiungendo… “lo è sempre stato… lo era pure da piccolo” (vorrei vedere quale figlio, vede saltare il proprio padre con una bomba e non da di matto…) certo la Saguto cosa ne sa… i suoi figli, vivono ancora protetti (e aggiungerei raccomandati…) sotto le sue cosce… e pretende di fare la morale agli altri… ma per favore, mettetela dentro e buttate le chiavi!!!
Di Lucia Borsellino dice, anzi precisa… è cretina!!!
E’ dire che proprio la Sig.ra Saguto (chiamarla giudice… perdonatemi è troppo, anche perché, non stiamo parlando del giudice corrotto, Ada Ferretti… ben interpretato nella fiction di squadra antimafia 7… questa, per chi ancora non l’avesse capito è la realtà…) si era da poco allontanata (siamo il 19 luglio u.s.) dalla manifestazione “Le vele della legalità” alla quale era stata invitata in qualità di madrina  (ci vuole coraggio… ), per ricordare il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti di scorta. 
Ma appena tornata nella sua auto (ovviamente blindata… come se qualcuno la volesse fare saltare…. ma chi… ma per favore, basta con queste puttanate…), cosa fa… telefona ad un’amica e parla contro i figli del Giudice Borsellino…
Dovevi vedere la scena del giorno prima… Manfredi lì… (al palazzo di giustizia di Palermo) abbracciato fra le lacrime del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,.. un abbraccio che ha commosso l’Italia!!!
“Ma perché minchia ti commuovi… a 43 anni per un padre che ti è morto 23 anni fa? 
Ma che figura fai… ed insiste… le palle ci vogliono e poi parlava di sua sorella e si commuoveva… ma vaffanculo!!!
MINCHIA SIGNOR TENENTE… ma qui altro che fiction… i boss che l’hanno fatto saltare in aria… al Giudice Borsellino e anche al collega Falcone, sono stati finora (almeno nelle dichiarazioni) più educati e rispettosi… sono rimasti infatti in tutti questi anni… in silenzio… quì si parla e soprattutto a sproposito!!! 
Uno dei giudici simbolo di Palermo, allora Presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo – gestione beni sequestrati e confiscati (oggi indagata per corruzione, concussione, abuso d’ufficio, favori, raccomandazioni, induzione… e potremmo continuare con la lista… anche quella della spesa), cosa fa… nel giorno dell’anniversario della strage di via d’Amelio, è infastidita… perché aveva aspettato due ore sotto il sole, l’arrivo delle barche della legalità al porticciolo di Ficarazzi!!!
M’immagino quell’agente del nucleo di polizia tributaria di Palermo, che nello svolgere la propria professione, stava ascoltando in diretta quella intercettazione… gli saranno cadute le pal… braccia… e poi certamente, si sarà sentito amareggiato, nel sapere che proprio quelle sprezzanti parole, venivano espresse nei riguardi di un collega… icona della lotta alla mafia e della criminalità!!!
Una figura, quella rappresentata dal Giudice Borsellino…, impressa nella mente di questo agente, che forse, sin da ragazzo… ispirato proprio dal giudice, ha scelto di dare il proprio contributo alla legalità… entrando a far parte delle forze dell’ordine! 
C’è chi combatte ogni giorno sul campo l’illegalità per un misero stipendio e chi invece, non solo truffa insieme ai suoi familiari, centinaia di migliaia di euro, ma, raccomanda marito, figli, parenti e amici, pensa a dividere incarichi tra cui il noto “Cara di Mineo”, organizza altresì, convegni di legalità, per contrastare in particolare certi servizi andati in onda sulle “Iene”… (ma questo è un’altro vergognoso filone… ancor più grave forse di quanto finora emerso…) ed infine (sudata ovviamente per l’impegno svolto…) si dedica ad andare al mare con l’amica, tanto a disposizione c’è l’auto di servizio con l’autista e soprattutto, c’è da sempre quella… corsia preferenziale!!!
Lo so… è un vero schifo… ma restiamo tutti aggrappati a quel messaggio di speranza tramandato noi da quei giudici… per il resto diceva bene Nicolás Gómez Dávila: lo stupido istruito ha un campo più vasto per praticare la propria stupidità!!!

I diecimila passi… verso la legalità!!!

Continuando a parlare dello scandalo sulle toghe del tribunale di Palermo, ora, il Consiglio superiore della magistratura, per vederci chiaro, ha aperto un fascicolo, per  “incompatibilità ambientale e funzionale dei giudici”…
Una volta, al giovane Peppino Impastato, bastavano “cento passi” per riaccendere quella fiaccola di speranza, chiamata legalità… oggi a distanza di quasi quarant’anni…, quel sogno, grazie ad alcuni uomini di questo “stato” ( quelli con la s… minuscola…), si sta trasformando in un’illusione…
Sembra di uscire da un incubo…, quando si pensa finalmente di assistere ad un radicale cambiamento, quando quella luce sembra esserci più vicino…, ecco che ti accorgi, di guardare un miraggio!!!
Come si può continuare così…
Desidero riportare sulla vicenda di cui sopra, alcuni passaggi letti tra i commenti di alcuni quotidiani on line ( tra cui alcuni inviati a mio nome ) e dove in ognuno di essi, si manifesta quell’alto sdegno popolare, di chi, non ne può più, d’assistere a queste incessanti ruberie!
Riporto alcuni passaggi interessanti, dai quali è possibile, prendere spunto per quella necessaria riforma, sulle gestione dei beni confiscati:
enzo messina
Solo una parola: VERGOGNA! Chissà cosa ci sarà ancora…vedi sezione fallimenti e sequestri. Ecco perché poi molte aziende falliscono e molte persone sfortunate vengono stritolate come avvolte fra le spire dei serpenti con il coltello in mano. Guai a fallire, tutti i tuoi beni verranno, dal curatore, fatti sparire come per incanto. W i GIUDICI ONESTI…, miserabili i disonesti.
Comitato Cittadino Porto del Sole
A Catania un caso rimane ancora inspiegabile fra le tante “nebbie” anche portuali: il caso della ditta confiscata Riela le cui attività in crescita furono spente nonostante il settore del trasporto su gomma più che favorevole del tempo. Sarà stata colpa del destino o di qualche gestore distratto da troppe incombenze?
fulvio
Meno male che la procura di Catania, esente da qualsiasi scandalo, tenga alto l’onore della magistratura.
Vincenzo
Heilà, che succede? Qualcuno ha dimenticato il coperchio aperto della pentola? Richiudete, presto, non sentite che fetore esce?
Nolobby70
Quando cominceranno a farlo anche a Catania? Iniziate dai Sigg. Paternò, grazie.
logaritmo
Dire vergogna è poco, troppo poco!!!
Nulla togliendo a tanti magistrati che lavorano ogni giorno, in prima fila, contro il vigliacco mondo della mafia, rischiando in prima persona e, ai tanti giudici che hanno inflitto pene pesanti a tanti pezzi merdosi da 90, non può certamente passare inosservata l’inquietante vicenda della gestione dei beni confiscati che sta provocando danni incalcolabili alla società e che sta, perfino, rischiando di ridicolizzare la nobile lotta alla mafia. Senza dubbio una società/impresa tolta dalle mani della mafia esce da quel circolo vizioso, oserei dire dopato, in cui gli appalti, prima del sequestro/confisca, cadevano “miracolosamente” dal cielo, permettendo a queste società di stritolare la concorrenza di tante altre imprese che basano la loro attività solo sui principi di sana concorrenza. Detto questo, non può passare inosservato che a Catania la situazione sui beni sequestrati/confiscati è, a dir poco, drammatica, . Molte società sequestrate/confiscate prima di passare all’Agenzia dei Beni Confiscasti, sempre qualora non vengano restituite ai proprietari interdetti, diventano oggetto di saccheggio e di malcostume tipico del malaffare italo-siciliano. Molti tra gli amministratori giudiziari sono sempre gli stessi, scelti perché appartengono al cerchio-magico dei figli di papà (professionisti di grido), che si limitano a gestire in punta di piedi società/beni ove ci lavorano tanti padri di famiglia onesti, assoggettandosi spesso alla volontà degli stessi soggetti interdetti per mafia e dei loro difensori. Poco viene fatto negli interessi delle società. Si vedono cose assurde. Gli illeciti che avvengono sotto amministrazione giudiziaria, spesso, sono ancora più gravi del periodo del pre-sequestro/confisca. Emolumenti di tutto rispetto, perizie costosissime affidate a consulenti di fiducia, vendita di beni a soggetti vicini (in qualche caso parenti) dei soggetti interdetti, strani furti di mezzi e strumenti, inspiegabili (ovviamente tutto è spiegabile) triangolazioni di acquisto e vendita materie prime e tante..tante cose altre che in un altro paese civile comporterebbero quanto meno la radiazione dell’amministratore.
Risultato: i dipendenti perdono in breve tempo il posto di lavoro, cadendo nella più tremenda disperazione, la società viene messa in liquidazione o fallimento, l’amministratore nel frattempo avrà preso qualche altro incarico ed i mafiosi interdetti prenderanno lo spunto per dire quanto di più tremendo si può sentire: Con noi si lavorava, con lo Stato morite di fame!!!
E allora non limitiamoci a dire solo vergogna, c’è da agire ed in fretta!!
Un’ultima cosa: vorrei lanciare un appello a quei pochi amministratori onesti, che con rettitudine faticano a gestire una società o un bene confiscato, di non demordere, di non lasciarsi travolgere dallo scoramento e di ricordarsi che per cambiare questa terra bisogna pensare a Falcone e Borsellino che hanno gettato un seme di speranza per le generazioni future e non per loro stessi.
vincenzo
Commento azzeccatissimo e senza peli sulla lingua. Basta tavole rotonde, convegni e passerelle. Bisogna passare, senza indugio, dalle parole ai fatti……pesantissimi!
Bisogna calarsi la maschera e fare una disinfestazione generale.
salvatore
SE LA “NOTIZIA” E’ IN CHI DA’ LA NOTIZIA
Come è noto non fa “notizia” il cane che morde l’uomo ma viceversa.
E che ci siano indagini su giudici che avrebbero abusato del loro potere non è una “notizia” così come non lo è che altri giudici cerchino di fare la dovuta chiarezza.
Appare invece una “notizia” che a rivelare le indiscrezioni sia il quotidiano di proprietà della famiglia Caltagirone, ossia l’azionista di maggioranza dell’UDC, uno dei partiti sino ad oggi più coinvolti in indagini e condanne per reati di mafia.
Perché non c’è macchia peggiore per un giudice che quella di corrompersi per ottenere indebiti vantaggi o addirittura favorire i mafiosi, ma è anche vero che l’arma prediletta di mafiosi e addentellati potentati economici è quella della delegittimazione piuttosto che quella della minaccia e della violenza.
In attesa dei dovuti riscontri, per il momento la “notizia” è in chi ha dato la notizia.
Cosimo Cristina
Il Suo concetto è racchiuso in una sola parola: paura.
Si parla di mafia, di aziende confiscate, di società essere state legate ad ambienti malavitosi, d’associazioni per delinquere, di organizzazioni criminali, di soggetti prepotenti e vigliacchi che tentano, con quelle peculiari “attenzioni”, d’intimidire quanti (pochi) hanno il coraggio di osteggiarli.
Tra questi (anche se forse Lei ci sperava) non troverà mai, gli amministratori giudiziari, i quali cercano di fare il loro “compitino”, incassare i propri lauti compensi, non avversare i soggetti
interdetti (evitando anzi che questi ultimi, possano attuare azioni di responsabilità), limitare il proprio incarico, ad una sommessa conduzione sterile, che ha, quale unico intento, quello di salvaguardare l’incarico ricevuto, di omaggiare familiari di giudici delegati, propri parenti, amici o conoscenti, ma specialmente, eliminare concrete ripercussioni personali.
La società amministrata è ora assistita da questi uomini, nel proprio suicidio, un’eutanasia a suo tempo preparata a tavolino, che dimostra, non solo l’incapacità di questi uomini, ma dello stato, che non ha avuto la capacità di saperle gestire.
Il resto di quanto Lei scrive, è già stato scritto, qualche tempo prima, nel momento in cui si è pensato per l’appunto, d’intervenire con il provvedimento giudiziario!
Giuseppe Condorelli
Cari Vincenzo, Cosimo e Logaritmico: ma vi rendete conto di quanto siamo fortunati noi catanesi ? Solo piccola delinquenza, lo scippatore, lo spacciatore, il vecchietto del supermercato……insomma roba di poco conto. La delinquenza istituzionale, quella che impoverisce la città, che traffica con parenti, amici, amanti, che segue la politica del dò ut dès da noi non esiste. Infatti ha mai letto sulla stampa locale dell’arresto di qualche “pezzo grasso” delle istituzioni, di inchieste su reati nella pubblica amministrazione università inclusa ? No perché non esistono. Qui tutto è trasparente, tutto fila liscio come l’olio, possiamo stare più che tranquilli: viva Catania, e per cortesia, smettetela di scrivere sciocchezze che, se lette altrove, potrebbero danneggiare l’immagine di questa virtuosa città. 
Nolobby70
Ottimo Giuseppe, c’era da spettarselo, abbiamo come Sindaco un ex Ministro dell’Interno (notoriamente intoccabili) e come Rettore un luminare della giurisprudenza mondiale. Che fortuna… 
H. Poirot
L’apparente “nonchalance” di marciare sul marcio da parte di personalità, facenti parte di istituzioni per definizione aliene dal marcio, lascerebbe presagire che si sia raggiunto un livello tale di sicurezza e tracotanza, da poter fare arrossire nel confronto, gli indagati di tangentopoli..
Ma questo alle mie celluline grigie non torna affatto…
Ritengo allora che sia solo la punta emergente di un iceberg, prodotto ed alimentato da una ragnatela di ricatti e contro ricatti che si annida in tutti i poteri e i gangli vitali della società palermitana che conta: mondo finanziario, politico, imprenditoriale, mafioso forse sono talmente intrecciati da aver creato come collante e il meccanismo del ricatto intrecciato, alimentato da elargizioni illegali finalizzate a rinforzarlo.
Mi auguro di sbagliarmi..
Se fosse così, ci troveremmo in un salto di qualità insospettabilmente elevato e pericolosissimo..
l’ottimista
…a Catania quando?
quando a Messina ci sarà un giudice coraggioso che se ne frega delle parentele che bloccano le inchieste in corso da secoli a Catania.e se ne frega dei cognomi importanti dei colleghi e delle colleghe,e dei mariti delle colleghe….
Cri
Peppino
Che vergogna lo stato italiano
Anonymous
I ladri rubano, i mafiosi rubano, i giudici rubano, gli amministratori rubano, i consulenti rubano…
Accertato quindi che rubano tutti, cosa si fa?
Per i primi, sappiamo che c’è la galera, ma per i secondi cosa c’è?
Una condanna amministrativa, la trasformazione dell’incarico, l’insabbiamento?
Come fa questo Stato a infliggere pene ai suoi uomini, a crocifiggere quindi, quel suo stesso sistema!
Che vergogna, quale disonore, i suoi uomini non solo collusi, ma dimostrano di profittare di quello stesso sistema putrido, cioè, ladri che rubano ad altri ladri!!!
Tutti ora si sdegnano per l’accaduto, si meravigliano di questi incarichi milionari, di come loro colleghi giudici abbiano potuto vendersi,  di quelle inopportune raccomandazioni, richieste per i propri familiari, di quelle consulenze date ad amici.
Dimenticano però che anch’essi, nel corso dei loro incarichi ricevuti, hanno condotto in maniera analoga, l’impegno preso, richiedendo favori personali, concedendo consulenze e inserendo i propri uomini in questo ( ben lubrificato ) ingranaggio!
Si sono scordati i regali ricevuti?
Le procure, perché in collaborazione con la Guardia di finanza, non controllano le sperequazioni effettive di questi soggetti, in particolare quindi, perché non analizza le dichiarazioni dei redditi presentati, con i reali beni posseduti, integrando quest’ultimi con le disponibilità finanziarie a loro nome o intestate a prestanome di familiari e parenti?
Basterebbe questo per fare centro e capire in maniera determinata e sicura, chi con questo modo d’agire ci ha ricavato e chi invece, in maniera corretta e rispettosa, ha esercitato la propria professione…

Noi un’idea (in %) c’è la siamo fatto già fatta è voi?

Pablo
Trasparenza, evidenza pubblica, rotazione dgli incarichi, sono i principi delle norme anticorruzione. Valgono per tutti?
Salvatore
Posso chiedere nella qualità di cittadino della Costituzione le dimissioni dei Ministri della Giustizia
ed Interni?
Fabrizio
Per coerenza devi domandare anche quelle dei vertici della magistratura e dei membri togati del CSM.
Kemonia
Fnalmente c’è” un giudice a Berlino” !!!Qualche magistrato serio sta cercando di scoperchiare un
pentolone pieno delle attività’ della cosiddetta antimafia !!! Speriamo che presto venga fuori la verità!
Giuseppe
qui non c’entra l’antimafia, ma la gestione dei beni confiscati da parte dello Stato
Francesco
Confiscare i beni ai legittimi proprietari costituisce per molti esponenti della cosiddetta antimafia una specie di lavaggio di coscienza. Poi che uso scellerato se ne faccia successivamente, così come sta a dimostrare l’inchiesta in corso, non preoccupa invece affatto. Tanto l’importante è “confiscare”.
ioparloxme 
“…ai legittimi proprietari…”. è scoppiata la guerra. non si salverà nessuno.
Giuseppe
se i beni sono confiscati, i proprietari non sono legittimi
andrea
chissà quanti stanno pensando e che non hanno capito che il ” fine ” dell articolo è quello che riguarda la gravità sulla gestione di questi beni confiscati e non è messa in assoluta questione che quei patrimoni andassero confiscati….
ioparloxme
ed ora tutti i portatori di interessi “particolari”, tutti a prendere colpo avanti… l’anti-antimafia dell’antimafia.
Salvatore
Consiglio la rilettura di Buttanissima Sicilia in particolare la parte in cui si parla di mafia dell’Antimafia.
Epperò
Ma fino ad oggi i vertici di tribunale e corte d’appello non sapevano nulla o non hanno vigilato per
nulla? E gli ispettori ministeriali che vengono mandati di qua e di lá a spese dei contribuenti, a che servono, a sanzionare qualche povero impiegato tartassato e anziano?
trasparenza
Ecco cosa accade quando i “professionisti” dell’antimafia vogliono screditare i Giudici.
Mi chiedo e vi chiedo:
– è reato avere un marito che svolge una libera professione?
– è reato se nell’ambito delle consulenze l’amministratore giudiziario decide di avvalersi di quelle del
professionista che conosce?
– il marito della Saguto ha divieto di esercitare la libera professione?
Quindi quali reati avrebbero commesso la Saguto e l’Amministratore Cappellano?
Se il divietò è riconducibile a motivi di opportunità, analoga disciplina dovrebbe essere adottata per
tutti i congiunti dei Magistrati che operano nello stesso ambito territoriale, in altri termini, al fine
di evitare possibili strumentalizzazioni tutti dovrebbero chiedere di lavorare in altri distretti
compresa la categoria degli avvocati in evidente violazione di dettami costituzionali quali il diritto
alla difesa, istruzione, salute ecc. ecc.
Ecco, se i termini della vicenda dovessero essere questi, come è presumibile, credo che presto tornerà il sereno.
Sicuramente la Saguto ed il suo collegio non sono stati teneri con il malaffare ed i potenti di turno e,
pertanto dobbiamo ringraziarla per il suo operato in un contesto difficile sicuramente non paragonabile a quello della Valle d’Aosta.
Forse per evitare possibili letture strumentali gli atti dell’amministrazione giudiziaria, sia penale,
sia civile, dovrebbero essere resi pubblici e sottoposti alla valutazione di un collegio presieduto da un giudice della prevenzione, nonché composto da un giudice civile, un giudice della corte dei conti, da professori universitari, ufficiali di p.g. , dal rappresentante dell’ordine dei commercialisti e di altre professioni di altre regioni ecc..
Rendiamo pubblico l’operato di chi amministra, l’interesse preminente è quello pubblico quindi rendiamo tutto pubblico, ma tutto dalle misure di prevenzione, alle mediazioni, alle consulenze di qualsiasi natura, alle procedure concorsuali.
Rendiamo pubblico ed aggiornato l’elenco dei consulenti chiamati ad operare per ogni necessità giudiziaria e di governo (centrale, regionale e comunale) e rendiamo pubblici i compensi e le procedure di affidamento degli incarichi. Perché non renderli noti?
Questo sarebbe trasparenza.
Francesco
Metterei al primo punto del tuo lungo elenco la cosa più giusta da fare e cioè restituire i beni
confiscati.
giufà
Un ingegnere, un avvocato, un commercialista può esercitare la propria professione anche senza incarichi giudiziari. Un professionista coniugato ad un magistrato farebbe bene a non incrociare la propria professione con quella del coniuge e quindi evitare incarichi da parte di qualsiasi tribunale, perchè altrimenti diventa un do ut des, io do un incarico al parente del mio collega di un altro tribunale e lui lo da ad un mio parente …..
Toni
Infatti stanno indagando perché cappellano gestisce 90 confische dove stranamente ci lavora il marito e per come scrive telejato anche il figlio come chef, invece gli altri ne hanno solo uno, forse. Per te tutto questo come si potrebbe chiamare? Rifletti.
Nicola Costanzo
Sono anni, che vado dichiarando come, l’azione repressiva finora condotta da parte dello Stato (diretta nell’intervenire principalmente sul patrimonio di quelle società sottoposte ad amministrazione giudiziaria e realizzato per controllarne i profitti illecitamente accumulati), ha sì di fatto contribuito a debellare una parte di quel malaffare (costantemente presente, a tutti i livelli nel nostro territorio), ma di contro, ha sviluppato un business parallelo, derivante proprio, dalla gestione di questi beni, ad iniziare dagli uomini scelti per tale incarico e da quanti gravitano intorno, a mo’ di consulenti…
L’intuizione iniziale della legge, finalizzata dallo strumento di prevenzione del sequestro/confisca, è
stata affiancata però, dallo sfacelo prodotto negli anni, da una gestione superficiale, realizzata da
questi soggetti: inesperti, impreparati ed il più delle volte collusi…
Il mancato mantenimento conservativo della società a loro affidata, non solo ha provocato la mancata prosecuzione dell’attività imprenditoriale, ma ne ha anticipato la chiusura della stessa, con il relativo licenziamento del personale…
Inoltre, non bisogna dimenticare che, il più delle volte, per alcune di queste società, è venuto anche a
mancare, l’eventuale riutilizzo del bene confiscato…
Ciò che comunque ha rappresentato il punto debole (nella gestione dei beni sequestrati/confiscati), è
l’aver permesso ad alcuni i quei soggetti nominati, di utilizzare in modo del tutto arbitrario queste
società, partecipando con le loro condotte, quel progressivo ed illecito buco finanziario, differentemente da quanto, avrebbero dovuto conseguire – operando con il principio del buon padre di famiglia – per la gestione della stessa, senza avere di fatto, quale unico obbiettivo, quello di realizzare per se, possibili profitti…
Basta quindi, con incarichi dati a “raccomandati”, occorre istituire un Albo meritocratico degli 
amministratori giudiziari, nei quali verranno inseriti esclusivamente quanti, hanno dato modo in questi anni, di possedere quei principio di rettitudine, competenza e libertà di azione…
Nuovi manager specificamente formati nella gestione delle aziende sequestrate e/o confiscate…
I restanti di questi… vanno completamente destituiti!!!
andrea
finalmente qualcuno che dice qualcosa di sensato….
ogni volta che leggevo ” restituire beni ai legittimi proprietari”
o beni confiscati ingiustamente o ancora che si mettesse in secodno piano come se fosse una cosa da
niente che queste aziende derivavano da attività illecite mi arrivava un pugno allo stomaco….del resto hanno dato, gli indagati con qeusta gestione scellerata, modo di parlare a chi i beni li avuti confiscati….
logaritmo
Società confiscate che vengono sguarnite e frodate dagli interdetti mafiosi sotto gli occhi degli amministratori giudiziari distratti, furbescamente impauriti, impegnati in decine di incarichi, selezionati tra le strette cerchie dei salotti buoni. Per carità esistono anche quei pochi onesti che vengono lasciati da soli nel campo di battaglia.
Quando si apriranno gli occhi della magistratura di fronte a questo scempio?
Cincinnato
Nuovi manager specificamente formati nella gestione delle aziende sequestrate e/o confiscate… Formati da chi? Dai corsi tenuti da …..
Nicola Costanzo
Hai perfettamente ragione, quando dici, manager formati da chi…? Considerate le modalità con cui sono stati finora realizzati i corsi nella regione Sicilia, con l’unico obbiettivo di foraggiare quel
clientelismo, tra società di servizi, consulenti vari, docenti incompetenti, discenti quasi sempre
assenti, il tutto, per poter rientrare ( beneficiando di una parte di quelle somme destinate alla
formazione attraverso il classico giro di mazzette ) attraverso il solito sistema “politichese” che da un
lato ne permette il beneficio, dall’altro, crea quei pressupposti per legare tutti questi soggetti, in
prospettiva di prossime elezioni…
Sono d’accordo con te… ( nel mio omonimo blog lo vado ripetendo continuamente e per fortuna che
esistono testate libera come questa), che prima di pensare a realizzare i corsi, dobbiamo selezionare gli eventuali partecipanti… (io farei piazza pulita di un buon 98%…) e darei ad altri soggetti, che
abbiano dato, con la loro esperienza personale, di segnalare, denunciare, mostrare quella libertà morale, senza essere limitati da eventuali compromessi o favori ricevuti nel corso della propria vita…
Ecco forse è questo il reale problema, il trovare cioè… persone perbene, che non possiedano alcuno
scheletro nel proprio armadio, e che quindi, a causa di ciò, non possano essere con il tempo… ricattabili!!!
Caio Giulio Cesare
Alcuni anni addietro ad un mio conoscente venne sequestrata l’azienda che fatturava diversi miliardi di lire l’anno.
Dopo quattro anni venne assolto perchè il fatto non sussisteva ma intanto il curatore giudiziario aveva raso al suolo l’azienda portandola da un cospicuo attivo l’anno a un pauroso passivo e i dipendenti licenziati………………….la giustizia è servita…
pino
Grave e imbarazzante. È così che lo stato perde il vero contrasto con le mafie. Liberiamoci della mafia e della mafia dell’antimafia. Quest’ultima esempio d’ipocrisia e corruzione.. è poi non c’è nessuno che vigila sulla gestione degli amministratori.. una pacchia per loro. Basta! !
vival’italia
e adesso controlliamo i consigli di amministrazione delle società sequestrate… e controlliamo le nomine ad amministratori figli di magistrati… 
Ma loro non ne sapevano niente…
Tutte persone di fiducia e competenti……..
e controlliamo gli incarichi affidati, non allo stesso avvocato, ma ad avvocati dello stesso studio e poi controlliamo gli scambi fra colleghi di studio….
Se Caltanissetta vuole, scoperchia la pentola e non si salva nessuno.
e poi, anzi, ora, avanti la Corte dei Conti !!!!!
sono pubblici amministratori e pubblici dipendenti che avrebbero fatto interessi propri a danno del pubblico..
toni
Basterebbe :
– un solo incarico ad amministratore
– nessun parente dei magistrati, avvocati e forze dell’ordine può lavorare in questi amministratori
nominati
– all’amministratore parcella fissa equa e non a percentuale sul valore del sequestro presunto (il valore dei patrimoni sono notevolmente gonfiati per aumentare la parcella)
Vi posso garantire che finirebbe il miele.
anonimo
Dobbiamo dare atto che non tutti hanno le mani in pasta e che tanti sono onesti lavoratori.
In Italia è diventata consuetudine che dove c’è movimento di denaro si lucra.
Inoltre dobbiamo anche sostenere che il problema sta nelle modalità del sequestro e del blocco delle attività, non nell’idea della legalità per il quale il pool antimafia si è fondato,non è giusto nel nome di Falcone e Borsellino che si sono battuti e morti per liberare la nostra terra dal cancro della mafia.
Questo è il punto, il Giudice in questione, gli Amministratori giudiziari e coadiutori hanno perso di vista l’ideale dei due Giudici ammazzati.
Il loro supremo e in giudicabile potere, che per anni ha sconvolto famiglie di onesti operai e dipendenti, legati alle aziende sotto sequestro preventivo, che sono stati licenziati, a loro di per giusta causa, dato che la loro unica pena era quella di aver fatto bene fino a quel momento il proprio lavoro ed essere entrato nelle “Grazie” degli Amministratori legittimi, garantendosi lo stipendio per sopravvivere loro e le loro famiglie.
Ex Amministratori esclusi e derubati delle loro aziende senza che una sentenza, una perizia abbia mai confermato la concussione mafiosa degli stessi.
Tutto questo ha dell’invero simile, siamo l’unico stato dove (in questi casi) l’indiziato deve difendersi
senza che ci sia delle prove, di solito alle prove devi replicare e discolparti.
L’autorità degli Amministratori Giudiziari e dei loro Coadiutori che escludono dalle attività tutti i
dipendenti e coloro che con capacità mandano avanti le aziende, non è un caso che la quasi totalità delle aziende sotto controllo falliscono. Compensi allucinanti ed ex lavoratori legati alle briciole del
compenso della “disoccupazione” con la prospettiva del Nulla (in questi anni chi ha un lavoro è fortunato).
Hanno avuto la capacità, con la loro autorità o abuso di ufficio, di escludere e/o sequestrare le aziende che con grande capacità commerciale restavano in “Piazza” e che per essere con loro in competizione dovevano essere eliminate.
Questa è mafia, il loro non sapere amministrare(arricchendosi) e coordinare il lavoro, con nuovi collaboratori con dubbie capacità e altre tante dubbie assunzioni( parenti, amici e amici degli amici) hanno rovinato l’economia Palermitana e il sacrificio dei martiri della Mafia.
Oggi forse si farà chiarezza nel nome della vera LEGALITA’.
Viva la giustizia.
Nicola Costanzo
Ringrazio per quanto avete riportato, ma chi vi parla, conosce perfettamente quanto avviene all’interno delle imprese sottoposte a sequestro/confisca in quanto dipendente di una di esse, in qualità di direttore tecnico ed RSPP…
Sono passati più di cinque anni dal provvedimento giudiziario, e come si dice… “acqua sotto i ponti ne è passata tanta” ma di concreto, per il proseguo dell’attività, poco si è fatto o nulla…
In particolare, sono proprio gli uomini come il sottoscritto che, non volendosi piegare al sistema, hanno permesso, ad una impresa come la nostra, di continuare finora ad esistere.
Permettetemi, di scagliare una freccia a favore dell’attuale amministratore, che proprio con le vicende di cui stiamo discutendo, ha certamente poco a che fare…; lealtà, correttezza morale e professionalità, sono stati i requisiti, posti a basamento, per la gestione di una società come la nostra ( leader fino a qualche tempo fa nelle infrastrutture), tentando di operare tra mille difficoltà, cercando sempre, il sostegno dei propri collaboratori, per adempiere in modo corretto, all’incarico ricevuto; ma non solo, esponendosi in prima persona e denunciando quando necessario, fatti e soggetti, che, in più di una circostanza, sono stati portate all’attenzione, di questo quotidiano…
Analoga situazione non posso certo esprimerla, per chi l’ha preceduto o per quanti sono stati nominati a gestire le altre società, legate a questa, nei provvedimenti preventivi!
Non si tratta quindi di una falla nella “mansione” correttamente prevista dalla normativa, anche se,
opportune limitazioni (come possiamo ben leggere anche dai commenti di cui sopra) vanno certamente applicate, ma, degli uomini scelti, di quanti cioè non possiedono quell’alto senso di responsabilità e di dovere civico, a cui di contro, dovrebbero propriamente ispirarsi, nel portare avanti, l’incarichi ricevuti…
Ma questi, alla fin fine, sono “uomini”, e subiscono come tutti – quelle influenze esterne da cui vengono “condizionati”, dopotutto, sono proprio le scelte che operano nello svolgere il proprio incarico (vedasi, rapporti con i soci interdetti, problematiche nella gestione, assunzioni o incarichi per consulenze esterne, che determinano i valori di giudizio sul proprio operato, anche quando questo, viene svolto in maniera diligente), che influenzano, in maniera positiva o negativa, l’eventuale possibilità di prosecuzione all’interno di questo “circoscritto” ambiente per pochi eletti, che da modo, inoltre – per l’indiscutibile prestigio che lo stesso incarico rappresenta – di beneficiarne implicitamente di riflesso, nell’ambito professionale d’appartenenza…
Come diceva un libro di Robert Hopcke, “ Nulla succede per caso “ e qui purtroppo è la stessa cosa…
achille
Falcone e – Borsellino si staranno rigirando dentro le tombe .
anonimo
Avevamo qualche perplessità su questa donna magistrato, anche per un episodio che ci lasciò amareggiati. Ora pare arrivata forse anche la conferma del suo “modus operandi”! Perchè non la sospendono intanto subito, per poi cacciarla via, come in tanti ormai cominciano a ritenere? Pare davvero intaccata la magistratura italiana da un grosso neo! E tu signor R. Cantone, dove sei stato? Forse non sapevi e non vedevi? Sorgono davvero dubbi seri!! Tutto un magna magna legale…
Siciliano75
Wuauuu il cerchio vedo si allarga. Forse la volta buona. Grande Caltanissetta tanti Siciliani onesti
vittime di questa Antimafia sporca hanno e stanno soffrendo. Sì perché i sequestri facili senza prove
erano ‘Sprero erano’ all ordine del giorno.
Andreuccio
Scusami potresti fare qualche esempio di qualche sequestro facile?
non mi sembra che i nomi altisonanti con altisonanti patrimoni fossero in qualche modo stati sequestrati senza prove certe sulla gestione degli incarichi siamo d’accordo ma non credo che venga messa in assoluta discussione i sequestri effettuati… anzi la saguto è stato uno dei giudici che più ha combattuto la mafia in merito ai sequestri, poi adesso vedremo come andrà l’indagine riguardante l’effettiva spartizione nel “circoletto” di questi incarichi…
Andreuccio
E tu potresti fare qualche esempio dove dimostrano che i sequestri sono stati fatti con prove certe? Mi auguro che entreranno anche nelle indagini le migliaia di sequestri effettuati a persone non risultate mafiose (assolte con sentenza definitiva dalla cassazione) che gli hanno sequestrato e poi confiscato un bene oppure gli è stato restituito dopo che gli amministratori giudiziari con i loro consulenti se la sono mangiata.
anonimo
caro andreuccio ti posso assicurare che tanti nomi che non sono altisonanti e tanti che sono altisonanti hanno subito sequestrati senza prove certe, poi se tu conosci tutte le carte dei processi bravissimo
andrea
basandomi sui dati riportati sui giornali, e purtroppo solo su quelli posso sbilanciarmi non conoscendo altre informazioni mi sembra che questi patrimoni fossero stati per molto tempo “sotto controllo” prima che venisse richiesto il sequestro, e se quello è riportato sui giornali è vero, l’ammontare del patrimonio sembra scollegato o meglio incompatibile con le attività esercitate… poi bhu… io mi baso sui quello che riportano i giornali quindi lascio il tempo che trovano, ma basta avere un po di tempo per cercare anche su livesicilia sequestri mafia e insomma… si capisce che non mi sembra siano stati colpiti innnocenti…, ma attenzione è un mio pensiero magari sbagliato
andrea
in effetti mi tocca correggermi ho trovato un bellissimo articolo riguardante la vicenda ponte, effettivamente loro sembrano essere stati assolutamente vittime del sistema, per il resto non vedo cosa ci sia di sbagliato nei sequestri.. tranne l assoluta gestione affidata agli stessi amministratori, cosa gravissima
mara
Più si gonfia l’inchiesta più si sgonfierá come un pallone troppo gonfio
mara
Vedrete, su virga si dirà che il csm é un organo collegiale e che i reati commessi dai suoi membri é competente la corte costituzionale
Per il resto vedrete che la sig.ra si dimetterà anticipatamente dalla magistratura e pagherà solo qualche amministratore giudiziario… PURTROPPO
Siciliano75
Pensare che questi personaggi sono stati auditi in Commissione dalla Rosy Bindi nel caso Italgas con il petto i fiori e sicuri di se!!!!!!
Fabrizio
La logica ci anticipa che, sempre che tutto non venga sepolto, potremmo arrivare a scoprire lo sconcertante e terribile scenario che molti imprenditori sono stati perseguiti per concorso esterno o roba simile con il fine ultimo di aggredire i loro patrimoni.
Siamo solo all’inizio e temo però che poi non si andrà molto oltre.
Giuseppe
Vabbè che viviamo in una società talmente criminale e ipocrita che tutto è possibile, ma questo non
voglio crederlo. Credo che invece si sia caduti nella solita patologia di essere puri e inattaccabili e
quindi di poter credere di fare di tutto. In buona fede, s’intende, perchè se uno è puro, antimafioso,
legale per definizione, allora può fare di tutto, anche quello che, se fatto da altri, è criminale e mafioso
 Andreuccio
non c’entra nulla… l articolo parla di AFFIDAMENTO degli incarichi state pur certi che i sequestri non erano senza motivazione… basta leggersi articoli ed atti, ci sono dei chiare motivazioni, parentele etc… smettiamola per favore
Fabrizio
Sentenze ultime di proscioglimento tra Cassazione e Corte Europea ne stanno arrivando parecchie mentre i patrimoni ormai sono irrecuperabili e/o distrutti da questi avvoltoi.
Sandokan
Hai centrato l’obiettivo, condivido pienamente
Giuseppe
certo che siamo in buone mani, non c’è che dire….dovrebbero perseguire i crimini e assicurare la
giustizia e invece ecco cosa si scopre…
Certo il dubbio è sovrano e le responsabilità devono essere accertate nel processo, ma a vedere la
trasmissione delle Iene di qualche tempo fa non capisco che dubbi possano esserci…
tiziano
Pure per gli studi universitari del figlio!! È MORTIFICANTE!!
ballacoilupi
Il quadro che appare è squallido e mortificante.
Molti giovani sono costretti ad andare all’estero dove è diffusa la meritocrazia al contrario dell’Italia
dove è diffusa l’auto-referenzialità, il nepotismo,la selezione delle persone in maniera clientelare
ecc..
giuseppe sammartino
La parentopoli si annida anche nella magistratura e coinvolge esponenti di elevato rango giudiziario da fare presagire un terremoto tra i più sconvolgenti di questa Repubblica del familismo sempre più becero e truffaldino da far rimpiangere la prima Repubblica.
Oltre a porre dei rigidi paletti nell’assunzione alle più alte cariche dello Stato, c’è urgente necessità
che nell’ambito della dirigenza pubblica ci sia la rotazione e la mobilità per un massimo di cinque anni nello stesso posto e nella stessa carica.
Il falso mito che si perde la memoria e la continuità nelle inchieste giudiziarie non può consentire,
finché non ci sono i controlli opportuni e un organo di garanzia neutrale e integerrimo che tuteli
l’efficienza e il rispetto delle leggi, che dei disonesti o dei famelici depredatori delle casse dello
Stato per fini parentali o strettamente personali si arricchiscano sempre di più a danno della povera
gente e soprattutto dei giovani più preparati costretti ad allontanarsi da questa “bruttissima” Sicilia
che è tale per colpa esclusiva di un potere tollerante con i forti e debole con i poveri.Giuseppe
bendico’
Che schifo!!! E questa è la legalita. …
ares02
Manca ancora qualche nome eccellente! Voglio sperare che si vada a fondo in questa vergognosa vicenda che ha danneggiato centinaia di cittadini che nulla hanno avuto o hanno a che fare con la mafia e che da 20 anni, inascoltati, denunciano il malaffare dei cosiddetti amm. giudiziari. Mi riferisco, nella fattispecie ai costruttori di complessi residenziali.
anonimo
Non finisce qui sembra come la corrida……(complimenti)
E siamo a niente. Amministratori tutti e coaudiatori la giusta giustizia sta arrivando finalmente anche per voi iniziate a preparare tutte le fatture dei beni materiali e personali che vi siete rubati in tutte le aziende da voi gestite,i conti di tutte le fatture della merce che vi siete venduta (milioni) e non avete mai pagato, niente senza mai dare spiegazioni tanto eravate tutti soci, la cara dottoressa tutte queste cose non li sapeva? Da buona madre di famiglia non aveva pietà di tutti i padri di famiglia licenziati dai suoi soci senza nessuna causa e non potevano più fare la spesa.
GIUSTIZIA STIAMO ARRIVANO 
Salvo
Ma ormai buona parte della magistratura è implicata, fra consulenze, nomine e quant’altro, in questo
governo che non cessa far parlare di se. Questa è la gente che dovrebbe poi sentenziare nel giudicare gli altri! Speriamo che un po’ di pulizia venga fatta e che la giustizia (quella terrena intendo) arrivi.
Paolo
Spiegatemi la differenza tra mafia ed antimafia….i soldi passano da una mano all’altra non certo alla
povera gente, in compenso lo stato italiano non ne ha mai per fare le riforme per migliorare le
condizioni di noi cittadini!! Anzi ci mette pure le mani in tasca per rastrellare il più’ possibile.
ballacoilupi
Per non cadere in tentazioni i sequestri vanno fatti con le prove e gli iter per la confisca sarebbero
brevi.
Per un controllo preventivo di un azienda non serve il sequestro con il conseguente invio di tuttologi ma basterebbero i controlli delle normali istituzioni preposte.
fabio
il grande FAVA e la dolce ROSI BINDI cosa dicono. chiederanno consigli a crocetta o a montante o a libera. VERGOGNA DOVETE SPARIRE DALLA SCENA POLITICA.
lella 
Grande Caruso onore ad un uomo di valore la Bindi e fava chiedano scusa al grande uomo Caruso
la libera procura di Caltanissetta indaghi sulle dichiarazioni della Bindi potrebbero riscontrare un favore
Peppe
Certo Mara si potrebbe sgonfiare ma come dice anche pino.maniaci, sono capaci di sotterrare anche
l’evidenza.
Domanda
Come riportano le cronache è legale che il.magistrato di chiude il procedimento, virga, e poi il.figlio
viene nominato amministratore?
Se per lei è normale bene per altri sarebbe corruzione come dice pino maniaci.
Loro sono magistrati viaggiano.sopra la.legge.?
Io penso che se non vuole delegittimarsi definitivamente la.magistratura la parte buona deve applicare la legge come fanno ai cittadini comuni.
mara
Tranne i casi eclatanti e palesi tutti i parenti dei giudici lavorano con i tribunali e continuerà così.
Come ho detto in altri articoli agli avvocati senza padri illustri gli affidano gli ovili da amministrare
ai figli dei giudici i colleghi di papà liquidano parcelle d’ oro
Caronte
Questa è una piaga purulenta, gravissima ancor più perchè si tratta di magistrati!!!!!
Mi chiedo, custodia cautelare non ne è prevista per questi casi?
In ogni caso, un plauso e profonda gratitudine alla Procura di Caltanissetta per il coraggio e per dare una grande segnale di speranza ai siciliani onesti, che lavorando fanno campare anche quei magistrati che disonorano la categoria, con stipendi d’oro ma che evidentemente non li soddisfano….
ulisse
I paladini della legalità’ niente dicono?
lella
Questo casino si può risolvere in un attimo costituire un gruppo di gestione formato da finanzieri esperti
Francesco
Pensate per un momento!
Siete uncomnercialista avete come parente o amica la d.ssa Saguto!!
Vi ritrovate ad essere a capo di un azienda di milioni di euro di fatturato!
Vi assegnate u a parcella dinila e mila euro aannue. ..avete rapporti con fornitori che potreste gestire in un certo modo. …potete gestire la contabilità in un certo modo…ma non vi sembra di avere vinto un gratta e vinci milionario?
sergiofrasca
Occorre e subito in via cautelare bloccare I patrimoni di tutti I coinvolti almeno da recuperre I’ll mal
tolto 
Pietro
Finalmente si scopre quello che di e sempre pensato.
Altro che giustizia antimafia 
Spero che qualcuno paghi
amleto
L’unico potere che in Italia avrebbe potuto ristabilire la legalità sarebbe stato la Magistratura, ossia
anche, il terzo potere dello Stato. Sugli altri due, non ci conto affatto, alla luce dei fatti….
Talvolta penso che l’anarchia non sarebbe male dopo aver provato una democrazia costituzionale che suo malgrado, non è stata di garanzia nei confronti del popolo presumibilmente sovrano….
cicciomusacara
lupo non mangia lupo,,,,tutto a mare finirà
melogramo
Da chi deve guardarsi il povero cittadino che per trovare lavoro deve andare fuori,dai politici,dai
mafiosi,dai magistrati? Dal passacarte che esercita un millesimo di potere e crede in quel momento di essere un dio.Purtroppo chi ha il potere si adegua al proprio tornaconto,non meravigliamoci quindi se un giorno un disoccupato farà una fesseria contro queste persone,se la stanno proprio cercando,non c’è limite all’indegnità di queste “piccole”persone che esercitano poteri superiori a quelli di un onnipotente.
Max
Io penso che prima di puntare il dito contro certe persone, la procura e gli inquirenti siano in possesso di prove certe. Parliamo di Magistrati che sicuramente conoscono bene il penale e la procedura penale e che sanno come difendersi. Adesso invece serve non lasciare soli i Magistrati nisseni ai quali va tutta la mia stima.
Fra
Inizio a sperare in una svolta epocale;a credere che esista un po’ di giustizia in questa terra
martoriata da chiunque possa esercitare un minimo di autorità . È’ ora di alzare la testa,non accade dai Vespri purtroppo .
Luisa
Hanno rovinato centinaia di imprenditori, titolari di aziende attività, mettendo persone amici e parenti nelle casse di ristoranti bar dandogli lauti stipendie usando il conto corrente di queste persone come Bancomat, dopo che azzerano il conto corrente gli mettono i sigilli
Toroseduto
Insomma un’associazione
STEVE
Diciamolo che tutto questo nasce da conoscenze che vanno nel tempo, tipo compagni di liceo, familiari che sono in amicizia. circoli, associazioni, etc…. e quando si ricoprono certe cariche ognuno chiama i suoi amici, questo è innegabile! Mentre i ragazzi che si laureano e che oggi sono dei validi avvocati in questo campo non trovano inserimento perchè i papà non sono conosciuti, magari qualcuno faceva il pasticciere, ma non è nè avvocato o notaio! Questa è la vita!

P.s.: quanti non concordi con la pubblicazione riportata sopra a loro nome, sono pregati d’inviare richiesta a nicolacostanzo67@gmail.com per la sua celere rimozione, grazie.    

Ma quando un Governatore della Regione Sicilia… diverso???


Tutto sembra nascere da una intercettazione che dice: “Lucia (Borsellino) va fatta fuori come suo padre”…

E’ il mensile Espresso ad aver svelato l’intercettazione incriminata…, ma ad oggi, di quella frase, non sembra essercene l’ombra!!!
Certamente se dovesse saltare fuori, credo ci sia poca speranza che il Sig. Rosario Crocetta possa continuare a fare ancora politica… anzi in quel caso, si dovrebbe allontanare definitivamente dei pubblici uffici, già… sarebbe il minimo.
Ciò che però risulta strano è che – da alcune verifiche da parte della procura – sembra che di questa intercettazione, non ve ne sia traccia…
Allora mi chiedo… cosa sta succedendo???
Siamo dinnanzi ad un nuovo “De Silva” della situazione???
Può essere che ci sia il pallino dei servizi segreti, deviati o quant’altro che abbiano deciso ( chissà poi per quali motivi) di far fuori il presidente Crocetta???
Ed ancora, quanto richiesto dallo stesso, direttamente al mensile l’Espresso, mi sembra opportuno e legittimo: se ha questo materiale, lo consegni alla magistrature!!!
E’ difficile intuire come, intercettazioni così delicate, possano essere consegnate a giornalisti senza che nessuno s’accorga di nulla…, debbo pensare che forse, quanti predisposti all’ascolto delle intercettazioni, facciano di queste registrazioni, uso personale, chissà… forse per arrotondare il proprio stipendio???   
Dopotutto il direttore del settimanale, Luigi Vicinanza, ha difeso l’articolo ad oltranza… sostenendo che un suo redattore, ha potuto ascoltare l’intercettazione e l’abbia trascritta da un atto “secretato”.,, alla faccia della riservatezza!!!
Ma…, se per sfiduciare un presidente, si doveva progettare un modello “Watergate” tipo quello avvenuto per l’ex Presidente della casa bianca, Richard Nixon, mi sembra… un po tutto… esagerato.  
Crocetta ora parla di “golpe”, ma anche lì,  si da l’impressione di voler enfatizzare…  anche perché di questa sua gestione, per come la chiama lui… “primo governo antimafia”, dobbiamo dire…si è visto pochissimo…, una lotta ( se c’è stata…) con il contagocce… lieve, talmente leggera che non è stata nemmeno avvertita dai cittadini…
Se dovessimo pesare concretamente il lavoro svolto o la lotta fatta per quei principi di legalità, allora sarei il primo a dirgli… presidente, per favore, cambi lavoro… si dimetta, non sentiremo la sua mancanza… come non abbiamo più sentito la necessità di sentire parlare dei tuoi predecessori…
Sono d’accordo su due cose:
– la prima, quella di poter vedere ( prima di passar ad altra vita…)  questa nostra terra completamente riformata, con individui estranei alla politica… e lontano da quegli intrecci con quel sistema malavitoso; non posso desiderare certamente un “golpe”… ma qualcosa che intervenga con decisione e ponga definitivamente fine a questo clientelare modo d’operare… che ci sta ormai conducendo, verso il fallimento!!! 
– la seconda, e riprendo le parole di Rita Borsellino, che in tutta questa vicenda è emerso, solo e soltanto…squallore, ribrezzo per quelle parole riportate…
E’ proprio questo atteggiamento che si deve invertire, questo modo d’essere che va cambiato…
Diceva Paolo Borsellino:
L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E no! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. 
Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati.
Paolo Borsellino – 26 gennaio 1989.

Antimafia di facciata!!!


A volte quando scrivo di certi argomenti…, qualcuno mi suggerisce di evitare di scriverli, perché il più delle volte… sono troppo rigido nelle mie posizioni e soprattutto che, nel voler parlare di certi presunti paladini o di determinate associazioni, finirò alla fine di ritrovarmele… tutte contro!!!   

Certo quando parlo di antimafia “leggera” alcuni storcono il naso, non vorrebbero mai essere messi in discussione… loro rappresentano la legalità… sono gli stessi che dicono di combattere il crimine, che promuovono e organizzando tutte quelle manifestazioni sul sociale…
Non voglio ripetermi, nei miei precedenti post ho già scritto abbastanza su questi “professionisti dell’antimafia”, finalmente comunque mi accorgo di non essere in quei giudizi più tanto solo…, qualcuno, certamente più autorevole del sottoscritto, ha deciso finalmente di distaccarsi, di manifestare la propria posizione, attaccando finalmente questa “antimafia di facciata”!!!
Manfredi Borsellino, figlio del Giudice ucciso, prende le distanze come la sorella Lucia – da poco dimessa da Assessore regionale alla sanità – dichiarando che il 19 Luglio, per la commemorazione del proprio genitore, Lei, insieme al fratello e alla sorella… non ci saranno!!! 
“Non ho tempo per commemorazioni senza senso” ha dichiarato Manfredi ( oggi commissario di polizia a Cefalù ) debbo lavorare sono di turno…
Per cui, quest’anno, dei tre figli del Giudice… non ci sarà nessuno!!!
Ed è giusto così… un vero schiaffo morale. 
A cosa serve infatti “urlare a bassa voce ” quando giornalmente vediamo come nulla cambia… anzi assistiamo ad una criminalità che si evolve, si trasforma… e chi dovrebbe rappresentare quel giusto contrasto, alla fine si dimostra non soltanto colluso, ma anche associato!!! 
Dice bene quando ripete di essere stato educato da suo padre all’etica del lavoro, alla concretezza del fare, a quel totale rifiuto d’inutili passerelle, dopotutto, è stato propriamente quello stesso sistema ad aver tramato, prima contro l’amico e collega Falcone e poi contro egli stesso… 
Inoltre, dichiara che non serve a nulla commentare gli arresti di quei noti personaggi campioni dell’antimafia – presidenti d’importanti associazioni – soggetti che si scialacquavano la bocca, con la parola “legalità” e che oggi è stata arrestata…
Una famiglia, quella dei Borsellino ( e non solo…), che ha dovuto pagare un alto prezzo per questo nostro paese, lo stesso paese che prima ha lasciato da solo il padre ed oggi, anche i suoi figli…
Lucia Borsellino ci ha provato a cambiarla questa corrotto nostra regione, ha cercato con quell’innato senso profondo trasmessogli dal padre, di farcela…, già, in cuor suo sperava che la politica avesse cambiato rotta, che la lotta alla corruzione e alla illegalità, avesse prevalso su quel totale marciume presente a tutti i livelli, che si potesse debellare questo stato di cose…
Così purtroppo non è stato…, gli interpreti che rappresentano ancora quel sistema, sono “contaminati” ed è per questo che taglia corto dicendo: non capisco l’antimafia come categoria, sembra quasi un modo di costruire carriere; la legalità per me non è facciata, ma la precondizione di qualsiasi attività».
A noi – siciliani onesti – non serve avere commemorazioni per vedere le solite facce di bronzo dei nostri politici, “impupati” e in prima fila… perché il ricordo per il Giudice Borsellino è già dentro di noi e vivrà con noi per sempre!!!
Oggi è proprio grazie al loro padre se scrivo contro la mafia…, perché come sapeva dire: Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia. Ci sono entrato per caso. E poi ci sono rimasto per un problema morale, la gente mi moriva attorno… 

La Legge non è uguale per tutti.

La magistratura è incontrollata, incontrollabile e ha impunità piena!!!
Con questa frase, il Cavaliere si è presentato durante l’udienza per essere sentito come testimone nel processo che vede Valter Lavitola… imputato per il presunto tentativo di estorsione ai danni della società Impregilo…
Durante l’udienza il Cavaliere, alle domande poste da parte del giudice Giovanna Ceppaluni, rispondeva così: non capisco la necessità di chiedermi queste cose, a cui ha risposto in maniera splendida il Giudice: non è necessario che capisca… l’importante è che Lei risponda alle domande… 
A questo punto il Cav. è partito con la sua solita “arringa” e cioè attaccando la magistratura con le solite frasi, dimenticando nel contempo che, l’affidamento ai servizi sociali è legato alle prescrizioni di evitare frasi offensive nei confronti del poter giudiziario, ma come si è potuto assistere di quelle prescrizioni, il Cav… ( se pur interrotto dal giudice, ricordando che la sua presenza in aula fosse soltanto in qualità di teste ) se ne fregato!!!
Ora, si sta valutando se avviare un procedimento per il reato di oltraggio a magistrato in udienza, ma chissà perché… credo di sapere come andrà a finire…
Il nostro è un bel paese, dove qualcuno può permettersi, potendo godere di quella influenza politico/economica, di dichiarare e fare, ciò che vuole, senza dar conto di quelle regole non soltanto giuridiche ma meglio conosciute come convivenza civile.
Una citazione di Petronio (27 d.C. – 66 d.C.) nel Satyricon – riporta:     
Che possono le leggi, là dove solo il denaro ha potere, | o dove la povertà non ha mezzi per vincere? | Persino quei filosofi, che passano i giorni gravati dalla cinica bisaccia, | finiscono anch’essi col vendere a fior di quattrini i loro assiomi. | Pertanto anche un procedimento legale è merce da mettere a mercato, | e anche il cavaliere che siede in giudizio non sdegna di farsi comperare. 
Che cosa possono farci le leggi, dove il denaro è sovrano, dove la povertà non può trionfarci mai? 
I Cinici, persino, che vivono con il sacco in spalla, tante volte, per i soldi, ci vendono il vero.
La giustizia è una merce, tutta esposta lì in piazza, e il cavaliere che giudica, dà la ragione a chi compera. 

Con 250.000 Euro si sistema il processo…

Ormai, non mi meraviglio più di niente… per cui sentire come il boss dei casalesi, ( divenuto ora collaboratore di giustizia ), descrivere con quali modalità si poteva intervenire per corrompere il giudizio di una sentenza…, viene certamente il dubbio, che se questa è stata la ns. giustizia in questi anni… si capisce perché la lotta al malaffare era totalmente inconcludente…
L’ex boss Antonio Iovine, comincia a fare i nomi di quanti – a suo dire – hanno partecipato ad insabbiare i processi, tra questi spuntano i nomi dell’ex presidente della Corte d’Assise d’Appello Pietro Lignola e dell’ ex parlamentare di An, Avvocato Sergio Cola.
Sembra che lo stesso Avv. del boss ( Santonastaso), suggeriva per il grado d’appello nel ambito del procedimento per le minacce allo scrittore Roberto Saviano, proprio la nomina dell’avvocato S. Cola, in quanto aveva un rapporto con il presidente della Corte d’Appello ( cioè Lignola ).
Lo stesso boss ammette comunque che il proprio Avv., non faceva intendere in maniera chiara quali fossero i passaggi necessari e chi fossero gli eventuali interlocutori che si sarebbero presi la briga di fare eventualmente da intermediari… fatto sta che comunque – come riportato dallo stesso boss: sono stato assolto e ho versato le somme richieste direttamente tramite i miei familiari…
Ora nei verbali, si descrivono diversi processi ed ovviamente parecchi pagamenti che hanno successivamente permesso al boss Iovine , di ottenere un’assoluzione in appello… dopo che era stato condannato in primo grado all’ergastolo, per un duplice omicidio avvenuto nella Provincia di Caserta.
Dopo tanti anni e soprattutto a seguito di questo innato “pentimento”, il boss ha confessato di essere stato lui l’autore dei delitti.
Quanti chiamati in causa ora tentano di difendersi, anche se al giudice Lignola – per un’altra vicenda – gli è stato contestato il reato di rivelazione di segreto e abuso d’ufficio ed è al momento indagato, davanti alla II sezione penale di Roma – i pm inoltre gli contestano, i reati aggravati anche dal vincolo mafioso!!!.
Cosa dire, ormai nel Tribunale di Napoli, era presente una organizzazione corrotta, che permetteva agli inquisiti di aggiustare i processi ai quali erano stati chiamati…
Un sistema corruttivo ben collaudato nel quale più soggetti, apportavano il proprio contributo, per operare quelle modifiche necessarie, tali da permettere l’alterazione dei processi in corso e l’assoluzione degli indagati…
E’ sempre lo stesso problema, a commettere ingiustizia non è più colui che ha fatto qualcosa, ma ora lo è anche colui che deve giudicarlo….
Diceva William Shakespeare,
Guarda come quel giudice inveisce contro quel povero ladro; presta l’orecchio, scambiali di posto è, oplà, chi è il giudice, chi è il ladro? 

Imprese in Sicilia tra sequestri e confische…

Purtroppo la nostra regione è fra tutte, quella che possiede più aziende confiscate…

Inoltre di queste, l’85-95% dopo esser passate da un sequestro preventivo, giungono ad una confisca parziale o definitiva e dove si perviene alla cessazione attraverso la liquidazione o il fallimento…
È ovvio che nella gestione di queste Società qualcosa però non funziona, a cominciare dalla sua Amministrazione, che proprio sotto il controllo pubblico, riceve le più dure sconfitte….
Ci si chiede allora… ma perché la gestione finanziaria delle aziende confiscate alla mafia non funziona, da cosa dipende, quali sono le difficoltà che incontra la Società e soprattutto perché queste finiscono in liquidazione o in fallimento? 
Io comunque una idea me la sono fatta…
Innanzitutto bisogna dividere i soggetti e cioè, da una lato abbiamo lo Stato, che interviene sequestrando o confiscando e dall’altro la Proprietà, che si vede sottratta, quanto aveva realizzato in tanti anni di sacrifici…

Questa situazione, nel caso in cui la confisca non interviene per il 100% delle quote societarie, crea ovviamente un muro insormontabile, infatti se da una parte abbiamo lo Stato che cerca di intervenire colpendo con durezza attraverso procedimenti giuridici, dall’altra c’è la restante parte minoritaria, che contrattacca, difendendo quanto reputa giustamente suo…

In tutta questa baraonda, chi ci va di mezzo sono certamente i dipendenti!!!
Infatti questi, pur essendo garantiti in quanto “privilegiati”, dall’altro lavorano in una completa condizione di stress psico-fisico.
Ci si ritrova ad operare in una condizione atipica, dove ogni iniziativa promossa, viene criticata e contestata, dalle parti, dove le decisioni a cui bisogna attenersi, non sono sostenute da scelte precise ma variabili a seconda delle circostanze e dove soprattutto chi possiede all’interno della società delle responsabilità oggettive,  non riceve alcuna assistenza e supporto, ma deve muoversi con estrema cautela, limitando il proprio raggio d’azione e demandando al proprio Amministratore, quanto di Sua competenza, al fine di garantire la propria personale correttezza ed equità.

Ma ciò che grava maggiormente è che in questa fase, degli stipendi maturati, nessuno se ne preoccupa…, e dove con il tempo, a causa delle lentezze burocratiche, questi, aumentano sempre di più…
Alla fine quindi, da una lato si diventa per lo Stato “osservati speciali” in quanto esistenti all’interno dell’impresa prima dell’intervento giudiziario, dall’altro nel continuare ad operare per la cosiddetta                        “Amministrazione Statale”, si viene visti, come collaborazionisti e traditori…

Malgrado ciò, soltanto il 2/3 per cento di queste imprese sopravvivono e migliorano, e ciò è originato dalla fondatezza che il successo di un’azienda è basato su particolari caratteristiche…

Innanzitutto dalle conoscenze personali, sia nel privato che nel pubblico, quindi da quelle capacità tecniche ed operative messe in mostra nel corso degli anni, dalla buona reputazione dei titolari, dalla promozione fatta dai clienti, dai fornitori e dal rapporto con le Banche ed Enti pubblici, ed infine anche da quanto riportato dagli stessi lavoratori e per finire dalle capacità proprie dell’Amministratore Unico…
I requisiti di cui sopra, al momento della confisca precipitano, in quanto l’Amministratore nominato dal Tribunale, non è quasi mai qualificato per operare in quello specifico settore al quale viene affidato, inoltre egli, non ha alcun particolare interesse di procacciare lavori per l’azienda, ne di ricercare commesse, ne di disturbare amici e/o clienti, sia perché non è nelle condizioni necessarie per potersi esporre, ed in quanto ciò, non rientra nelle proprie competenze…   

Egli deve amministrare e gestire il patrimonio e l’attività come il ” Buon padre di famiglia… “, ma alla fine (  ad esclusione di qualche rara eccezione, che riesce a svolgere il proprio compito in maniera onesta, imparziale, corretta ed equa), quanto sopra si riduce esclusivamente nell’unico interesse che è rappresentato dal proprio compenso e dalla salvaguardia personale, che gli possa permettere di continuare la propria professione grazie ad ulteriori incarichi!!!

Per far sì che l’impresa continui ad operare, questa deve essere “economicamente sana”, perché nella circostanza inversa, in cui presenta già gravi problemi finanziari e con un Amministratore nominato dal Tribunale, che giustamente non ha alcun interesse ( e sarebbe illegittimo chiederglielo…) di garantire personalmente…, ecco che se a questo si aggiunge il mancato sostegno creditizio delle Banche, l’epilogo è quello di accompagnare per mano, un malato al cimitero…
Di sicuro, per lo Stato ciò rappresenta una sconfitta, ed ancor più grave è che si continua ad alimentare l’opinione che  ( io l’ha ricordo ai tempi dei cosiddetti Cavalieri…), con la mafia si lavora e con lo Stato no!!!

Influisce sulle sorti dell’azienda anche la sua tipologia, certamente quelle che svolgono la propria attività attraverso contratti con terzi, sia per Enti pubblici che per privati, ecco che per queste diventa più difficile mantenerne il prosieguo, in quanto ad iniziare dei clienti, venendo a conoscenza della confisca ( invece di  sentirsi garantiti dalla Stato), si allontanano e preferiscono interrompere qualsivoglia rapporto…

Certo è un vero peccato che una azienda confiscata, non riesca ad avere continuità ed a produrre ricchezza, sostenendo così anche i lavoratori, che avrebbero visto garantito il proprio posto di lavoro…

Lo Stato comunque deve fare una scelta risoluta e cioè quella di decidere se le società potenzialmente  rilevanti, debbono continuare ad operare, garantendo così la continuazione aziendale ed il personale loro facente parte, oppure debbono chiudere!!!.
A queste società, perché possano superare le difficoltà di accesso al credito, debbono avere in maniera celere la possibilità di usufruire ad un fondo di garanzia, tale da permetterne l’utilizzo immediato,  garantito prima dalla Stato e successivamente dal patrimonio posto a confisca…
Bisogna blindare l’Amministratore nominato, sulla possibilità di utilizzo di questi crediti, che dovranno essere destinati soltanto per portare avanti le commesse ancora in essere, per il pagamento dei salari, per migliorare e mantenere la presenza sul mercato, continuando a beneficiare delle capacità professionali dei dipendenti ancora presenti. 

Certamente per fare ciò, l’Amministratore ( nominato dal Tribunale ) deve poter gestire la società con scelte e decisioni celeri, con procedure operative immediate, senza lungaggini, rinvii e inconcludenti perdite di tempo, dovute in particolari alle continue richieste fatte al giudice delegato, che nella funzione del proprio incarico e soprattutto per la consistente mole di lavoro, non sempre è disponibile…
Indugiare, attendere decisioni esterne da parte del Tribunale, salvaguardarsi cautelando la propria posizione, operare principalmente la scelta di non sbagliare, non fa altro che favorire e accelerare quella procedura di fallimento, che era proprio quanto dal principio, si voleva evitare…

Usi LinkedIn e sei licenziato…

La notizia è di qualche anno fa, ma adesso se ne parla perché giunta dinnanzi a un tribunale…
Sembra che un certo John Flexman, durante l’orario di lavoro, abbia utilizzato il computer per connettersi in rete e aggiornare così il proprio profilo su LinkedIn ( un social network che permette la pubblicazione del proprio curriculum ) ed in particolare per aver spuntato la casella di essere interessato a nuove opportunità lavorative… e dire che proprio lui, essendo responsabile del personale, faceva firmare ai dipendenti assunti dalla compagnia un documento nel quale dichiaravano di non usare LinkedIn…
Scoperto comunque dalla società  è stato licenziato con la motivazione di aver mancato in etica professionale e di danno d’immagine per la società, in quanto l’aver aggiornato il proprio curriculum vitae su internet, potrebbe essere considerato, un motivo di disinteresse proprio da quel dipendente che con la società ci opera e di cui certamente ne è scontento…., a dimostrazione di ciò, la ricerca di una nuova opportunità…
ed inoltre ha allontanato con questa pubblicazione, anche coloro che avevano forse deciso di proporsi…
Ora  John, dopo essere stato licenziato per giusta causa, ha ovviamente fatto ricorso e spera che la vicenda possa se non reintegrarlo all’interno della società, trovare quel giusto indennizzo a compenso della perdita del proprio posto di lavoro…
Certamente l’aver violato quanto il codice etico prevedeva e di cui proprio lui era a conoscenza, non lo aiuta nel procedimento e soprattutto non può giustificarsi dichiarando di non esserne stato a conoscenza, visto che come detto sopra, era proprio lui il responsabile che faceva firmare le dichiarazioni di avversione su questi comportamenti da parte della compagnia…
Certamente ora la questione diverrà di pubblico interesse, dal momento che potrebbe essere la prima volta, in particolare nel nostro paese, dove la decisione di questo giudice, potrebbe essere presa ad esempio, rappresentando così un precedente da utilizzarsi per eventuali analoghe circostanza…
Ovviamente il motivo principale è cercare di salvaguardare il proprio personale, quello su cui si è investito negli anni, quel rapporto di fiducia instaurato ed insostituibile, ma soprattutto quelle informazioni  e quelle  capacità, che potrebbero essere messe a servizio della concorrenza…
Sotto quella velata e falsa moralità, si nasconde il vero motivo che è ovviamente quello di salvaguardare i propri interessi e le proprie ambizioni… ma che contrasta con quell’essere umano che porta ognuno di noi ad aspirare e sperare sempre in qualcosa di meglio…

Usi LinkedIn e sei licenziato…

La notizia è di qualche anno fa, ma adesso se ne parla perché giunta dinnanzi a un tribunale…
Sembra che un certo John Flexman, durante l’orario di lavoro, abbia utilizzato il computer per connettersi in rete e aggiornare così il proprio profilo su LinkedIn ( un social network che permette la pubblicazione del proprio curriculum ) ed in particolare per aver spuntato la casella di essere interessato a nuove opportunità lavorative… e dire che proprio lui, essendo responsabile del personale, faceva firmare ai dipendenti assunti dalla compagnia un documento nel quale dichiaravano di non usare LinkedIn…
Scoperto comunque dalla società  è stato licenziato con la motivazione di aver mancato in etica professionale e di danno d’immagine per la società, in quanto l’aver aggiornato il proprio curriculum vitae su internet, potrebbe essere considerato, un motivo di disinteresse proprio da quel dipendente che con la società ci opera e di cui certamente ne è scontento…., a dimostrazione di ciò, la ricerca di una nuova opportunità…
ed inoltre ha allontanato con questa pubblicazione, anche coloro che avevano forse deciso di proporsi…
Ora  John, dopo essere stato licenziato per giusta causa, ha ovviamente fatto ricorso e spera che la vicenda possa se non reintegrarlo all’interno della società, trovare quel giusto indennizzo a compenso della perdita del proprio posto di lavoro…
Certamente l’aver violato quanto il codice etico prevedeva e di cui proprio lui era a conoscenza, non lo aiuta nel procedimento e soprattutto non può giustificarsi dichiarando di non esserne stato a conoscenza, visto che come detto sopra, era proprio lui il responsabile che faceva firmare le dichiarazioni di avversione su questi comportamenti da parte della compagnia…
Certamente ora la questione diverrà di pubblico interesse, dal momento che potrebbe essere la prima volta, in particolare nel nostro paese, dove la decisione di questo giudice, potrebbe essere presa ad esempio, rappresentando così un precedente da utilizzarsi per eventuali analoghe circostanza…
Ovviamente il motivo principale è cercare di salvaguardare il proprio personale, quello su cui si è investito negli anni, quel rapporto di fiducia instaurato ed insostituibile, ma soprattutto quelle informazioni  e quelle  capacità, che potrebbero essere messe a servizio della concorrenza…
Sotto quella velata e falsa moralità, si nasconde il vero motivo che è ovviamente quello di salvaguardare i propri interessi e le proprie ambizioni… ma che contrasta con quell’essere umano che porta ognuno di noi ad aspirare e sperare sempre in qualcosa di meglio…

Risposte ad una ipotetica Intervista…

Ho ascoltato e visto su Youtube una intervista fatta dal giornalista Antonio Condorelli di Live Sicilia al Magistrato ed Assessore, Dott.ssa Caterina Chinnici:

Senza voler entrare in quel commento a distanza e dalle ricevute… mancate risposte, del tutto legittime, mi sono chiesto ed ho voluto immaginare, quali risposte avrebbe invece dato, quel grande Giudice che è stato ai tempi…Rocco Chinnici…

Ed allora… 
A.C. – Cosa pensa di quanto sta accadendo qui in Sicilia ed in particolare del rinvio a giudizio per Mafia???
R.C. – Vede, la mafia è una responsabilità di tutti noi…; noi abbiamo collaborato con il nostro silenzio, certo, non possiamo accusare di collaborazione una cittadinanza che non riceve alcuna protezione dal potere, abbandonata anzi dal potere, una cittadinanza che vede la Mafia padrona quasi assoluta della vita, dei beni, degli interessi della società, in queste condizioni io assolverei i cittadini e parlerei soltanto di paura, di una paura che attanaglia, paura per continuare a vivere, senza continuare a subire le violenze mafiose…

A.C. A volte il cognome che si porta, diventa per molti un icona , un punto di riferimento, è quindi possedere quel cognome è diventare faro d’imitazione e di speranza…
R.C. Non possiamo sentirci tranquilli con noi stessi, e con la nostra coscienza, se non ci sentiamo corresponsabili, se non prendiamo parte attiva in questa lotta che deve coinvolgere tutti…  

Soprattutto noi Giudici, ci dobbiamo sentire particolarmente impegnati, per non leggere poi sul diario dei nostri figli: ” la colpa è dei miei genitori, che non si sono interessati a me…, la colpa è di mio padre che non mi ha dato uno schiaffo e ha sempre detto ” si ” a tutto quello che ho chiesto, così come ha scritto una ragazza statunitense morta per overdose…
A.C. e per quei Siciliani che credono nella lotta alla mafia???

R.C. Nessuno che abbia una sensibilità normale può esimersi oggi, dal dare un contributo alla lotta alla Mafia…

A.C. e per quanto riguarda i nostri politici???
R.C.  quando non si affrontano questi problemi, quando  il politico che avrebbe avuto il dovere di fare e non ha fatto nulla, sentire quel senso di colpa, specialmente da coloro messi al parlamento che non  permettono di darci quelle leggi necessarie.
Il potere ha un  rapporto spregiudicato di do ut des con la Mafia, ed allora come può il potere se ha questo rapporto combattere la Mafia??? Come può combattere se stesso???
A.C. ed allora un’ultima domanda…, pensa che un’eventuale rinvio a giudizio per un politico possa cambiare a lui ed al suo partito qualcosa???
R.C. Qui, dobbiamo aggiungere la responsabilità dei partiti, ma non dobbiamo parlare di responsabilità di tutti, i partiti politici, ma soltanto di quei partiti politici che fino ad oggi hanno detenuto il potere… non si può fare di tutte le erbe un fascio…, dobbiamo essere sereni e abituarci nel formulare i nostri giudizi…
Le leggi che si fanno o per meglio dire le leggi che non si fanno, come dovrebbero combattere il fenomeno mafioso??? 
Ascolti, ci sono lapidi per magistrati, funzionari , ufficiali… ma per la gente che rimane vittima della Mafia che cosa c’è… niente…, niente di niente…, il silenzio, i morti!!!
Mi sono chiesto quali risposte Egli avrebbe dato e stia certo che queste sarebbero state certamente le Sue…
Perché vede, io di mio, non ho aggiunto niente, ho soltanto riportato quanto egli prima di morire andava pronunciando, con la speranza che un giorno queste Sue riflessioni, avrebbero certamente potuto scuotere le coscienze, soprattutto di Noi siciliani… sempre così portati, a preferire di deviarle le risposte, invece di darle…
Immagini per gentile concessione: http://franco.zecchin.book.picturetank.com/

Risposte ad una ipotetica Intervista…

Ho ascoltato e visto su Youtube una intervista fatta dal giornalista Antonio Condorelli di Live Sicilia al Magistrato ed Assessore, Dott.ssa Caterina Chinnici:
Senza voler entrare in quel commento a distanza e dalle ricevute… mancate risposte, del tutto legittime, mi sono chiesto ed ho voluto immaginare, quali risposte avrebbe invece dato, quel grande Giudice che è stato ai tempi…Rocco Chinnici…
Ed allora… 
A.C. – Cosa pensa di quanto sta accadendo qui in Sicilia ed in particolare del rinvio a giudizio per Mafia???
R.C. – Vede, la mafia è una responsabilità di tutti noi…;  noi abbiamo collaborato con il nostro silenzio, certo, non possiamo accusare di collaborazione una cittadinanza che non riceve alcuna protezione dal potere, abbandonata anzi dal potere, una cittadinanza che vede la Mafia padrona quasi assoluta della vita, dei beni, degli interessi della società, in queste condizioni io assolverei i cittadini e parlerei soltanto di paura, di una paura che attanaglia, paura per continuare a vivere, senza continuare a subire le violenze mafiose…
A.C. A volte il cognome che si porta, diventa per molti un icona , un punto di riferimento, è quindi possedere quel cognome è diventare faro d’imitazione e di speranza…
R.C. Non possiamo sentirci tranquilli con noi stessi, e con la nostra coscienza, se non ci sentiamo corresponsabili, se non prendiamo parte attiva in questa lotta che deve coinvolgere tutti…  
Soprattutto noi Giudici, ci dobbiamo sentire particolarmente impegnati, per non leggere poi sul diario dei nostri figli: “ la colpa è dei miei genitori, che non si sono interessati a me…, la colpa è di mio padre che non mi ha dato uno schiaffo e ha sempre detto ” si “ a tutto quello che ho chiesto, così come ha scritto una ragazza statunitense morta per overdose…
A.C. e per quei Siciliani che credono nella lotta alla mafia???
R.C. Nessuno che abbia una sensibilità normale può esimersi oggi, dal dare un contributo alla lotta alla Mafia…
A.C. e per quanto riguarda i nostri politici???
R.C.  quando non si affrontano questi problemi, quando  il politico che avrebbe avuto il dovere di fare e non ha fatto nulla, sentire quel senso di colpa, specialmente da coloro messi al parlamento che non  permettono di darci quelle leggi necessarie.
Il potere ha un  rapporto spregiudicato di do ut des con la Mafia, ed allora come può il potere se ha questo rapporto combattere la Mafia??? Come può combattere se stesso???
A.C. ed allora un’ultima domanda…, pensa che un’eventuale rinvio a giudizio per un politico possa cambiare a lui ed al suo partito qualcosa???
R.C. Qui, dobbiamo aggiungere la responsabilità dei partiti, ma non dobbiamo parlare di responsabilità di tutti, i partiti politici, ma soltanto di quei partiti politici che fino ad oggi hanno detenuto il potere… non si può fare di tutte le erbe un fascio…, dobbiamo essere sereni e abituarci nel formulare i nostri giudizi…
Le leggi che si fanno o per meglio dire le leggi che non si fanno, come dovrebbero combattere il fenomeno mafioso??? 
Ascolti, ci sono lapidi per magistrati, funzionari , ufficiali… ma per la gente che rimane vittima della Mafia che cosa c’è… niente…, niente di niente…, il silenzio, i morti!!!
Mi sono chiesto quali risposte Egli avrebbe dato e stia certo che queste sarebbero state certamente le Sue…
Perchè vede, io di mio, non ho aggiunto niente, ho soltanto riportato quanto egli prima di morire andava pronunciando, con la speranza che un giorno queste Sue riflessioni, avrebbero certamente potuto scuotere le coscienze, soprattutto di Noi siciliani… sempre così portati, a preferire di deviarle le risposte, invece di darle…
     
 

Ricordare Falcone…

Mentre passavo da Capaci mi è venuto spontaneo fermarmi…, ho pensato aquella strage in cui, il 23 maggio 1992, sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capacia pochi chilometri da Palermo,persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvilloe i tre agenti della scorta, Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo…
Sembra ieri, mentre sono passati20 anni e fermarmi mi è sembrata la giusta scelta, spontanea, dedicare a tutti loro questo pensiero, chissà sperare che forse a lui avrà fatto piacere…, già sapere che una persona di cui non si ha conoscenza, si fermi a ricordare quanto con i propri gesti si è fatto nel corso della propria vita, credo possa rappresentare quell’intimo desiderio di eternità cui i grandi uomini aspirano…
Quest’uomo però, che ha fatto della propria umiltà e di quella profonda discrezione la propria vita, non avrebbe certamente voluto essere famoso, anzi al contrario avrebbe dato la propria vita in silenzio pur di salvare quelle di coloro che a lui stavano vicino…, ecco chissà forse la sua tristezza sarà adombrata da quanto accaduto…, cioè quell’aver colpito lui, distruggendo anche le vite di coloro che per lavoro e per amore si trovavano in quelle auto…

Oggi comunque essermi fermato, mi da quella forza di continuare a voler credere nelle istituzioni, in un momento in cui vediamo che la lotta alla corruzione viene a scontrarsi con le nostre forze politiche, con un sistema che non intende cambiare, dove i privilegi continuano a restare tali, dove coloro che dovrebbero essere colpiti restano impuniti…, dove lo Stato esercita la propria forza attraverso propri uomini che non sembrano essere adatti a tale compito, quel sistema clientelare impossibile da sradicare e quell’accondiscendere sempre a giustificazioni che di morale nulla possiedono…
Ecco, se questo è lo Stato che oggi per nome di un suo parlamentare ( evito anche di dirne il nome …) ricerca il numero uno di cosa nostra, Matteo Messina Denaro, nelle eventuali ” diversità ” in questo suo modo d’essere bisessuale… ma di cosa sta parlando…, ma si rende conto delle cazz… che dice, quel voler aprire la bocca per attirare attenzione, non sapendo che la storia non prevede l’ingresso al sistema mafioso, a chi possa avere particolari tendenze…, ed ancora queste contraddizioni che soltanto Lei vede… hanno finora permesso a questo Boss di continuare a svolgere quanto è nei suoi compiti, ( pur tenendo conto della terra bruciata fatta attorno a lui), come meglio ha voluto… e stia certo che come per quei Boss che lo hanno preceduto, vedrà che una volta preso, mai penserà di collaborare con gli inquirenti, perché chi sceglie di fare il boss e come chi sceglie di fare il magistrato, ognuno crede in qualcosa, chi sceglie il bene e chi invece il male… e da sempre la storia dell’uomo…, lei invece con questa sua propensione alla Sigmund Freud, con questa pseudo psicologia, non si riesce a capire da quale parte stia…
Purtroppo mi rendo conto che qualcosa è cambiato, manca a coloro che si sono designati ( anche perché questa è stata la loro scelta…, quel giuramento che li ha posti a sostegno di noi cittadini…, in caso contrario avrebbero potuto anche scegliersi un qualunque altro mestiere… ), quell’intimo desiderio di mettersi in gioco, pur sapendo di rischiare la propria vita, quel voler sempre lottare senza accettare compromessi, avere quale unico scopo quello di debellare definitivamente quanto la criminalità realizza… e avere come obbiettivo, quello di completare ciò che altri hanno iniziato prima a fare…
Ecco, in questo posto mi viene di ripensare a quella frase del giudice Falcone ( che mi ha accompagnato dopo la sua morte…), è cioè che ” La mafia avrà una fine… “, ma purtroppo oggi penso, che i tempi e modi, non rientrino forse per quanto in cuor suo… aveva previsto!!!

Ricordare Falcone…

Mentre passavo da Capaci mi è venuto spontaneo fermarmi…, ho pensato a quella strage in cui, il 23 maggio 1992, sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci a pochi chilometri da Palermo, persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo…
Sembra ieri, mentre sono passati 20 anni e fermarmi mi è sembrata la giusta scelta, spontanea, dedicare a tutti loro questo pensiero, chissà sperare che forse a lui avrà fatto piacere…, già sapere che una persona di cui non si ha conoscenza, si fermi a ricordare quanto con i propri gesti si è fatto nel corso della propria vita, credo possa rappresentare quell’intimo desiderio di eternità cui i grandi uomini aspirano…
Quest’uomo però, che ha fatto della propria umiltà e di quella profonda discrezione la propria vita, non avrebbe certamente voluto essere famoso, anzi al contrario avrebbe dato la propria vita in silenzio pur di salvare quelle di coloro che a lui stavano vicino…, ecco chissà forse la sua tristezza sarà adombrata da quanto accaduto…, cioè quell’aver  colpito lui, distruggendo anche le vite di coloro che per lavoro e per amore si trovavano in quelle auto…

Oggi comunque essermi fermato, mi da quella forza di continuare a voler credere nelle istituzioni, in un momento in cui vediamo che la lotta alla corruzione viene a scontrarsi con le nostre forze politiche, con un sistema che non intende cambiare, dove i privilegi continuano a restare tali, dove coloro che dovrebbero essere colpiti restano impuniti…, dove lo Stato esercita la propria forza attraverso propri uomini che non sembrano essere adatti a tale compito, quel sistema clientelare impossibile da sradicare e quell’accondiscendere sempre a giustificazioni che di morale nulla possiedono… 
Ecco, se questo è lo Stato che oggi per nome di un suo parlamentare ( evito anche di dirne il nome …) ricerca il numero uno di cosa nostra, Matteo Messina Denaro, nelle eventuali “ diversità ” in questo suo modo d’essere bisessuale… ma di cosa sta parlando…, ma si rende conto delle cazz… che dice, quel voler aprire la bocca per attirare attenzione, non sapendo che la storia non prevede l’ingresso al sistema mafioso, a chi possa avere particolari tendenze…, ed ancora queste contraddizioni che soltanto Lei vede… hanno finora permesso a questo Boss di continuare a svolgere quanto è nei suoi compiti, ( pur tenendo conto della terra bruciata fatta attorno a lui), come meglio ha voluto… e stia certo che come per quei Boss che lo hanno preceduto, vedrà che una volta preso, mai penserà di collaborare con gli inquirenti, perché chi sceglie di fare il boss e come chi sceglie di fare il magistrato, ognuno crede in qualcosa, chi sceglie il bene e chi invece il male… e da sempre la storia dell’uomo…, lei invece con questa sua propensione alla Sigmund Freud, con questa pseudo psicologia, non si riesce a capire da quale parte stia… 
Purtroppo mi rendo conto che qualcosa è cambiato, manca a coloro che si sono designati ( anche perché questa è stata la loro scelta…, quel giuramento che li ha posti a sostegno di noi cittadini…, in caso contrario avrebbero potuto anche scegliersi un qualunque altro mestiere… ), quell’intimo desiderio di mettersi in gioco, pur sapendo di rischiare la propria vita, quel voler sempre lottare senza accettare compromessi, avere quale unico scopo quello di debellare definitivamente quanto la criminalità realizza… e avere come obbiettivo, quello di completare ciò che altri hanno iniziato prima a fare…
Ecco, in questo posto mi viene di ripensare a quella frase del giudice Falcone ( che mi ha accompagnato dopo la sua morte…), è cioè che “ La mafia avrà una fine… ”, ma purtroppo oggi penso, che i tempi e modi, non rientrino forse per quanto in cuor suo… aveva previsto!!!

Dell’Utri… Assolto!!!

Un processo lungo…??? Noooooo… lunghissimo!!! Circa 15 anni… ed è arrivato ai giorni nostri!!!
Qualcuno voleva ancora rinviare, si…, si attendeva la dichiarazioni di Massimo Ciancimino… purtroppo questa deposizione è stata ritenuta dalla Corte d’Appello, assolutamente non necessaria, perché il padre Vito, non ha mai avuto alcun rapporto diretto o indiretto con Dell’Utri…, almeno dimostrabile. 
Dopo la condanna a nove anni di reclusione in primo grado e la successiva richiesta a 11 anni ( erano già trascorsi sei anni dalla sentenza di primo grado ) ecco che finalmente si arriva in Cassazione… 
In tutti questi anni si sono aggiunte nuove prove, nuovi elementi investigativi, nuove dichiarazioni, ulteriori elementi che provano in maniera inconfutabile l’accusa di avere per 30 anni scambiato rapporti con la mafia… 
Marcello Dell’Utri in questi anni, non si è perso una sola udienza, in tutti questi anni, egli ha aspettato la fine di un processo che riteneva ingiusto….
Ecco che finalmente la Prima Corte d’Appello di Milano, presieduto dal Giudice Marta Malacarne, si esprime: il senatore del Pdl, Marcello Dell’Utri è assolto perché il fatto non sussiste, dall’accusa di tentata estorsione aggravata dalle finalità mafiose. 
Quello appena conclusosi è il terzo processo d’appello sulla stessa vicenda e le motivazioni saranno depositate tra novanta giorni. La cassazione infatti nelle scorse settimane aveva annullato con rinvio una precedente sentenza della corte d’appello con la quale i giudici avevano riqualificato l’accusa in minacce gravi e avevano dichiarato la prescrizione. 
In precedenza, ancora, la cassazione aveva annullato la condanna a 2 anni per estorsione, rimandando il giudizio sempre alla corte d’appello. 
L’assoluzione di Dell’Utri è una sentenza vergognosa, sono deluso, ma come cittadino ed ex parlamentare ( repubblicano ) devo avere fiducia nella giustizia… questo è quanto dice Vincenzo Garraffa, l’imprenditore vittima secondo l’accusa della tentata estorsione. La difesa della parte civile farà ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione. E’ stato annunciato dall’avvocato Giuseppe Culicchia, difensore dell’imprenditore Vincenzo Garraffa, parte civile nel processo. È una sentenza sorprendente, ha dichiarato il legale, sostenendo che fino a ora, i fatti erano stati riconosciuti accertati e Garraffa considerato un testimone attendibile, mentre con questa sentenza, saremmo costretti a tornare a discuterne. 
Pensavate che finalmente la vicenda si era conclusa, no… ancora ne vedremo delle belle… chissà se per altri 15 anni… 
Ecco, forse l’idea e la necessità dei processi breve, non è poi così malvagia, soprattutto quando assistiamo a situazioni come quella di cui sopra…
Non è possibile assistere a processi che iniziano per le ragioni più assurde e si concludono con un nulla di fatto… scusate ma alla fine chi paga???
Chi paga per gli errori commessi??? per le tutte quelle vite rovinate??? per le loro famiglie??? non parlo del danno economico subito e neanche dal rimborso che lo stato concede per il maltorto, discuto del danno morale, quello che neanche dopo tanti anni verrà mai…purtroppo ripulito…

Il sistema processuale italiano attuale non prevede, infatti, specifici meccanismi di adeguamento alle indicate decisioni della Corte Europea mentre la Corte di Cassazione ha affermato che «… la prolungata inerzia dell’Italia corrisponde alla trasgressione dell’obbligo previsto dall’articolo 46 della Convenzione di conformarsi alla sentenza definitiva della Corte europea e, quindi, costituisce una condotta dello Stato italiano qualificabile come flagrante diniego di giustizia».

Oggi, per i magistrati, esiste una responsabilità civile “indiretta” ovvero il cittadino vittima a parer suo di un’ingiustizia, può fare causa allo Stato e solo dopo lo Stato può rivalersi sul magistrato… 

Accade però che, mentre le denunce solo lo scorso anno sono state più di 1300 e lo Stato nell’ultimo decennio ha sborsato più di 400 milioni di euro, nello stesso periodo di 10 anni, solo l’1,3% dei giudici è stato colpito da gravi illeciti disciplinari e solo 7 negli ultimi 3 anni. Ciò vuol dire: che i magistrati, non sbagliano mai o sbagliano raramente e quindi alla fine hanno poco da preoccuparsi, eventualmente basterà coprirsi di una polizza assicurativa; oppure che alla fine dei tanti soldi sborsati dallo Stato, i diretti responsabili non pagheranno mai; 
Come sempre in Italia!!!

Dell'Utri… Assolto!!!

Un processo lungo…??? 
Noooooo… lunghissimo!!! Circa 15 anni… ed è arrivato fino ai giorni nostri!!!
Qualcuno voleva ancora rinviare, già, si attendeva le dichiarazioni di Massimo Ciancimino… ma purtroppo questa deposizione è stata ritenuta dalla Corte d’Appello, assolutamente non necessaria, perché il padre Vito, non ha mai avuto alcun rapporto diretto o indiretto con Dell’Utri…, quantomeno dimostrabile. 
Dopo la condanna a nove anni di reclusione in primo grado e la successiva richiesta a 11 anni (erano già trascorsi sei anni dalla sentenza di primo grado ) ecco che finalmente si giunge in Cassazione… 
In tutti questi anni si sono apportate nuove riscontri, nuovi elementi investigativi, nuove dichiarazioni ed ulteriori elementi che provano in maniera inconfutabile all’accusa di avere per 30 anni avuto rapporti con la mafia… 
Marcello Dell’Utri in questi anni, non si è perso una sola udienza, in tutti questi anni, egli ha aspettato la fine di un processo che riteneva ingiusto….
Ecco che finalmente la Prima Corte d’Appello di Milano, presieduto dal Giudice Marta Malacarne, si esprime: il senatore del Pdl, Marcello Dell’Utri è assolto perché il fatto non sussiste, dall’accusa di tentata estorsione aggravata dalle finalità mafiose. 
Quello appena conclusosi è il terzo processo d’appello sulla stessa vicenda e le motivazioni saranno depositate tra novanta giorni. 
La cassazione infatti nelle scorse settimane aveva annullato con rinvio una precedente sentenza della corte d’appello con la quale i giudici avevano riqualificato l’accusa in minacce gravi e avevano dichiarato la prescrizione. 
In precedenza, ancora, la cassazione aveva annullato la condanna a 2 anni per estorsione, rimandando il giudizio sempre alla corte d’appello. 
L’assoluzione di Dell’Utri è una sentenza vergognosa, sono deluso, ma come cittadino ed ex parlamentare (repubblicano) devo avere fiducia nella giustizia… questo è quanto dice Vincenzo Garraffa, l’imprenditore vittima secondo l’accusa della tentata estorsione. 
La difesa della parte civile farà ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione. 
E’ stato annunciato dall’avvocato Giuseppe Culicchia, difensore dell’imprenditore Vincenzo Garraffa, parte civile nel processo. 
È una sentenza sorprendente, ha dichiarato il legale, sostenendo che fino a ora, i fatti erano stati riconosciuti accertati e Garraffa considerato un testimone attendibile, mentre con questa sentenza, saremmo costretti a tornare a discuterne. 
Pensavate che finalmente la vicenda si era conclusa, no… ancora ne vedremo delle belle… chissà se per altri 15 anni… 
Ecco, forse l’idea e la necessità dei processi breve, non è poi così malvagia, soprattutto quando assistiamo a situazioni come quella di cui sopra…
Non è possibile assistere a processi che iniziano per le ragioni più assurde e si concludono con un nulla di fatto, scusate ma alla fine chi paga???
Chi paga per gli errori commessi??? Per le tutte quelle vite rovinate??? Per le loro famiglie??? non parlo del danno economico subito e neanche dal rimborso che lo stato concede per il maltorto, discuto del danno morale, quello che neanche dopo tanti anni verrà mai…purtroppo ripulito…
Il sistema processuale italiano attuale non prevede, infatti, specifici meccanismi di adeguamento alle indicate decisioni della Corte Europea mentre la Corte di Cassazione ha affermato che «… la prolungata inerzia dell’Italia corrisponde alla trasgressione dell’obbligo previsto dall’articolo 46 della Convenzione di conformarsi alla sentenza definitiva della Corte europea e, quindi, costituisce una condotta dello Stato italiano qualificabile come flagrante diniego di giustizia».
Oggi, per i magistrati, esiste una responsabilità civile “indiretta” ovvero il cittadino vittima a parer suo di un’ingiustizia, può fare causa allo Stato e solo dopo lo Stato può rivalersi sul magistrato… 
Accade però che, mentre le denunce solo lo scorso anno sono state più di 1300 e lo Stato nell’ultimo decennio ha sborsato più di 400 milioni di euro, nello stesso periodo di 10 anni, solo l’1,3% dei giudici è stato colpito da gravi illeciti disciplinari e solo 7 negli ultimi 3 anni. Ciò vuol dire: che i magistrati, non sbagliano mai o sbagliano raramente e quindi alla fine hanno poco da preoccuparsi, eventualmente basterà coprirsi di una polizza assicurativa; oppure che alla fine dei tanti soldi sborsati dallo Stato, i diretti responsabili non pagheranno mai; 
Come sempre in Italia!!!