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Addiopizzo Catania: 'Stupisce Festival dei beni confiscati' – LiveSicilia Catania

Addiopizzo Catania: ‘Stupisce Festival dei beni confiscati’ – LiveSicilia Catania

Se mi è permesso, desidero integrare quanto redatto dall’Associazione Addio Pizzo, con un articolo scritto nell’Aprile 2013 direttamente nel mio Blog – al link:
Oggi vengo a scoprire come, oltre il Festival di Sanremo ci sia anche un “Festival dei beni confiscati”, una manifestazione che per il terzo anno consecutivo, avrà come unico tema fondamentale, quello di invitare e  coinvolgere i soliti rappresentanti politici delle istituzioni locali e nazionali, magistrati, procuratori, giornalisti e quanti altri legati  a questo mondo, attraverso le solite ripetute manifestazioni culturali, che hanno come unico scopo, quello di propagandare non soltanto se stessi ma soprattutto gli amici intervenuti a modello “nuovi paladini della legalità”.
Ma per favore, i problemi da affrontare sono ben altri, ve lo dice uno come il sottoscritto, che nella qualità di Direttore Tecnico di una Società S.p.A. sottoposta a confisca, si trovi a dover “combattere” giornalmente con decisioni  incomprensibili e con un sistema che, se da un lato “sbandiera ai quattro venti” la volontà di salvaguardare queste società  e dall’altro, attraverso procedure inique e scelte amministrative “deboli”, porta di fatto queste imprese sul binario del fallimento.
E’ incredibile aver dovuto assistere in prima persona, come l’Impresa nella quale opero – sia riuscita a passare da quella capacità propria tecnico/logistica ( tale da permettergli di consegnare nei tempi previsti, i più grossi appalti nella nostra provincia, per nome/conto di quelle Società – nomi altisonanti della nostra imprenditoria nazionale – meglio conosciute come “ General Contractor “ ) a dover oggi “elemosinare” quei propri lavori, aggiudicati ed in corso d’esecuzione, nonostante ci sia la presenza dello Stato.
Per favore, il tempo dei Festival è finito, basta canzonette e cantori, oggi è il tempo del Silenzio… sì, degli innocenti!!!  

Accompagnare… una società in liquidazione.

Ci sono vari motivi per cui una società viene accompagnata alla liquidazione, in particolare l’Art. 2484 c.c. stabilisce che le società per azioni, in accomandita ed a responsabilità limitata si sciolgono per le seguenti cause:
  • decorso del termine
  • conseguimento dell’oggetto sociale o sopravvenuta impossibilità di conseguirlo, salvo che l’assemblea, appositamente convocata senza indugio, non deliberi le opportune modifiche statutarie;
  • impossibilità di funzionamento o continuata inattività dell’assemblea
  • riduzione del capitale al di sotto del minimo legale se non si è provveduto alla sua reintegrazione;
  • nelle ipotesi previste dagli artt. 2437 quater e 2473 c.c.;
  • deliberazione dell’assemblea;
  • altre cause previste dall’atto costitutivo.

Esistono varie modalità perché si possa giungere in maniera più o meno celere alla liquidazione di una azienda, provocando così in tempi indefiniti ed a seconda della gestione, la conclusione di una attività aziendale…
Uno dei primi obbiettivi adottati è la “svendita” di tutti i suoi beni strumentali, quindi il patrimonio immobiliare, quindi si punta ad una eventuale riscossione di tutti i crediti ed infine, al pagamento di parte di debiti, fino alla vera e propria estinzione dell’azienda…

Perché quanto sopra possa avvenire, deve esserci sempre il consenso dell’assemblea dei soci, i quali non sempre convergono sullo stesso obbiettivo, in particolare nei casi in cui, la società dovesse trovarsi sottoposta ad un provvedimento di confisca e quindi le motivazioni di cui sopra, dovrebbero – proprio per quel senso di garanzia – essere valutate dai cosiddetti amministratori giudiziari, in maniera “attenta e precisa“, senza dover condurre a frettolose decisioni che hanno il più delle volte, quale unico fine, quello “forse” di voler indirizzare le proprie decisioni soltanto verso una parte, a scapito dell’altra…
Anche perché come sappiamo, l’entrata in liquidazione, porta a tutta una serie di gravi complicazioni tra cui, innanzitutto la difficoltà a proseguire l’attività aziendale attraverso la ricerca di nuove commesse, la partecipazione ad appalti pubblici, la sospensione delle attività produttive e soprattutto nei casi in cui determina un valore negativo nel patrimonio netto, determina tutte una serie di conseguenze impugnabili, determinando per la società stessa, una situazione di piena vulnerabilità…
Sappiamo bene che è possibile rientrare dalla liquidazione, nel momento in cui vengono risolte le cause che l’avevano portata alla liquidazione stessa… è’ già capitato, anche se molto raramente…anche perché il più delle volte la liquidazione viene effettuata per evitare di giungere direttamente ad un fallimento o perché la liquidazione è motivo della mancata pluralità dei soci e comunque, nella sostanza…,  la messa in liquidazione rappresenta di fatto la pietra tombale… avviando nei fatti lo scioglimento della stessa.
La verità è che sarebbero ben altre le misure da adottarsi per il recupero aziendale e necessarie al proprio rilancio, a cominciare da quanto dovrebbero fare gli amministratori, perché sono loro che, prima di proporre un piano di liquidazione, dovrebbero innanzitutto analizzare tutti i crediti societari esistenti, valutare un loro possibile rientro e quindi a quel punto, predisporre un corretto piano per diminuire le perdite esistenti…
Le scelte da operare per risanare una società esistono il problema è sempre quello di metterle in pratica, cosa che purtroppo non sempre viene realizzata… anzi il più delle volte, invece di gestire correttamente quella difficile situazione, garantendo così in primiss i posti di lavoro dei dipendenti, vengono attuate tutta una serie di procedimenti “errati”… che non fanno altro, che scatenare delle conseguenze irreversibili, nelle quali, sono proprio questi ultimi – e cioè i dipendenti – a doverne subire per primi le conseguenze…
Certamente la scelta di porre in liquidazione la società può nascondere altri fini, chissà forse nuovi equilibri, oscuri suggerimenti…, tutte procedure che però di fatto, condizioneranno come sempre in maniera deplorevole, quanto avverrà sulla pelle di quei poveri ed onesti lavoratori!!!

Fuori il primo…

Finalmente c’è riuscito!!!
Pian pianino è arrivato dove voleva giungere… ma soprattutto è riuscito dove nessuno era riuscito prima e cioè, dare inizio a quella rottamazione che in molti all’interno del proprio partito speravano da anni…
E’ quindi intanto s’inizia con Letta e state certi che a breve si passera a coloro che in questi anni, hanno diretto a loro piacimento il Direttorio del Pd…
Richiedere i voti è stata una folla… per non dire una figuraccia!!!
Si è dimostrato di valere quanto il 2 di coppe quando si gioca a briscola e il gioco è a mazze!!!
Che figura… osservare come tutta la direzione del Pd abbia votato la sfiducia al premier,  Enrico Letta… dove su 160 voti ne ha ricevuti tra a favore e assenti 24… appunto un 2 di coppe!!!
Letta ora andrà da Napolitano per le ovvie dimissioni… e staremo a vedere quale nuovo inciucio ci verrà nuovamente riproposto!!!
Nel suo primo discorso Renzi ringrazia quanto fatto dal suo predecessore… ( tanto per essere educati…) e comincia a parlare del nuovo esecutivo… che possa durare fino al 2018 per poter permettere le riforme necessarie sia economiche che sociali…
Sono anni che andiamo sentendo queste frasi, da quando il Prof. Monti si era insediato fino a giungere a Letta e ora siamo sempre qui ad attendere queste benedette riforme che purtroppo non arrivano!!!
La nuova fase è l’Impegno Italia o meglio… l’impegno noi poveri italiano l’ho stiamo certamente mettendo… ma soltanto Noi… voi per il resto, siete stati solo a guardare!!!
Speriamo che non si tratti dell’ennesima staffetta… perché ormai non c’ rimasto in mano nemmeno il “testimone”!
Che non si può più continuare così è certo, che come dice ora Renzi siamo di fronte a un bivio… è certamente un’espressione eufemistica… perché ormai, da dove ci giriamo vediamo soltanto baratri…
Delle riforme elettorali ora non se ne parla più… dell’eventuale voto anticipato neanche… ora va ripetendo che queste soluzioni non risolverebbero i problemi attuali, e soprattutto perché una eventuale legge elettorale, così come proposta non garantirebbe maggioranze stabili…, ma la verità e che il centro-sinistra secondo i sondaggi non vincerebbe… e quindi perché rischiare un fallimento!!!.
Per cui a differenza di quanto dice e cioè che il il Pd deve “sapere rischiare e prendersi le proprie responsabilità… la verità è che oggi non si può rischiare nulla!!!
Comunque alla fine del dibattito, sono tutti euforici ad esclusione di di Letta che dopo pochi minuti annuncia di aver informato il presidente della Repubblica, della volontà di recarsi al Quirinale per rassegnare le proprie dimissioni…
Povero Letta… è stato dal suo stesso partito:sedotto e abbandonato ed ora non sa più dove stare.
Immagino quanto avrà riso Bersani dopo questa vicenda e soprattutto immagino le facce che avranno oggi quell’elitè… quelli stessi che da sempre ha governato all’interno del Pd e che adesso cominciano a tremare, pensando di poter perdere le proprie poltrone, le stesse a cui da un ventennio… si erano tenacemente attaccati!!!

Chi di speranza vive… disperato muore!!!

Come si dice… meglio soli che male accompagnati!!!

Questo è vero per la maggior parte delle volte, tranne che per la politica.
Già, poiché questa è principalmente basata su, accordi, transazioni, intese, utilità, compromessi, aggiustamenti ed accomodature varie e quant’altro possa servire a rimanere seduti in quelle ” maledette ” poltrone!!!
Ora caro Grillo, se da un lato è vero che ” ieri (26/27 c.m.), dopo le comunali è stato un giorno come un altro…” è altrettanto vero che proprio così non è!!!
Ci si dimentica presto o si fa finta di dimenticare, che l’obbiettivo principale di chi vi ha votato era rappresentato non soltanto per dare un voto di contestazione ( per quello basta non andare a votare…), ma cercare in maniera democratica di cambiare questo stato di cose.
Quanto sopra purtroppo è stato disatteso, in quanto l’eventuale appoggio al governo Bersani, pur non condividendolo appieno, rappresentava quell’accordo temporaneo che permetteva intanto di fare quelle necessarie riforme tanto declamate!!!
Ed invece si è deciso di andare ad oltranza, non ascoltando neppure quanti facenti parte del movimento, chiedevano il contrario…
Caro Beppe, nei miei precedenti post ho scritto di queste perplessità, i miei dubbi se pur legittimi, rappresentavano le richieste di tutti quei cittadini che vi hanno votato e anche se non presi in considerazione, almeno, andavano ascoltati…  
Qui, non si trattava di fare le sentinelle con quei 400 consiglieri entrati nelle municipalità, per come si dice da noi ” far’u sbirru… “, ma di salire sul carro delle riforme, decidere di accettare quanto deciso da tutti i membri del movimento, e non soltanto di pertinenza esclusiva del direttorio, ( per non voler dire “manageriale”) che ha preferito così opporsi a qualsivoglia appoggio “non politico ma numerico…”, scelta che avrebbe certamente permesso intanto di iniziare quelle riforme di contrasto a sperperi, caste, contributi e soprattutto quelle modifiche elettorali, legislative e quant’altro avrebbe potuto iniziare a ripulire questo nostro sistema…
Oggi il risultato non è disastroso… è un fallimento, una sconfitta, uno sconquasso!!!
Recuperare adesso è difficilissimo e se non si passa da un cambiamento profondo nella struttura del M5Stelle, in particolare dai vertici, credo che ci sarà poco da ripigliare… ciò che si è perso per strada non tornerà più… e proprio come nella vita…
Già, perché la vita è fatta di scelte e le scelte si pagano tutte, nel bene e nel male, purtroppo ed in particolare quelle errate si pagano tutte!!!    
Sperare nel fallimento di quei partiti che hanno distrutto l’Italia e che giustamente dici ” essere la malattia ” e che adesso nuovamente si propongono come cura… è alquanto difficile, perché questi sono strutturati per resistere, combattere e gettare fango ai propri avversari politici…
Sono loro… a non avere fretta, anzi tutto il contrario, proseguono per la loro strada senza tenere conto delle altrui esigenze… i cittadini non contano nulla, sono “carne di pecora” da macello, facilmente gestibili e manovrabili, controllati come meglio si vuole, perché restano sempre lì, in attesa che l’amico politico di turno li possa favorire e questi purtroppo sono la stra-maggioranza, quelli che i benefici li hanno già ricevuti e che oggi li richiedono per i propri figli e/o familiari!!! 
Vero è che… ” meglio buttarsi nel vuoto da soli che essere spinti…” ma sempre di morte stiamo parlando… e comunque, se gli Italiani continuano a votare questi partiti e questi personaggi politici è perché preferiscono per convenienza e per non destabilizzare il sistema, proseguire per quella strada.
Vorrei concludere con una frase di Martin Luther King: se un uomo non ha ancora scoperto qualcosa per cui morire… non ha ancora iniziato a vivere!!! 

Muore l'edilizia in Sicilia

Sono 52.000 i disoccupati del comparto edilizia in Sicilia… e di scorgere una qualche ripresa non se ne vede neppure l’ombra…

Già anche la speranza di un nuovo governo regionale, non sta ancora producendo i suoi frutti, benché gli interventi finora fatti dal Presidente Crocetta, sulla riduzione degli sprechi e sul programma per una corretta gestione, sono certamente ammirevoli…, ma purtroppo su quanto di concreto si possa fare per i settori produttivi, ecco che ancora siamo in una fase di stallo…
L’edilizia sta toccando un’altro record negativo, da quel periodo buio che seguì tangentopoli, a quelli successivi intorno alla fine degli anni 90’…

Ed ora ci si ritrova nella stessa situazione e in questi due anni la discesa è stata rapida e inarrestabile…

I disoccupati, sono senza alcun sostegno al reddito, le Cig e le disoccupazioni, sono state ormai prosciugate…
Coloro che erano demandati a dare in maniera incisiva, quel forte segnale politico, come le associazioni di categoria, Ance, Collegio dei Costruttori Edili, Ordini professionali, Associazioni di Proprietà, Federazioni Sindacali, ecc…, hanno inciso in maniera superficiale e distaccata, su tutte le decisioni programmatiche fatte dagli ultimi governi: vedasi l’assenza di efficaci politiche di sviluppo, l’aggravarsi di una restrizione creditizia da parte delle Banche, il ritardo pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche causato dal patto di stabilità.
Ed ancora, procedimenti amministrativi da parte dell’Agenzia delle entrate atti al recupero dei debiti fiscali ed ancora, tutte quelle misure preventive e interdittive, che hanno condotto o stanno conducendo le imprese edili sequestrate e/o confiscate alla liquidazione…
Ed ancora, concessioni di mutui inesistenti e crollo del settore immobiliare…
Un comparto edilizio stroncato anche nel suo indotto: l”impresa edile costituisce infatti un grande volano per l’economia, poiché attraverso essa si sviluppa un indotto di estesa importanza.
Infatti, le costruzioni in genere, creano sviluppo in altri settori quali: la produzione di inerti, cemento ed acciai, la produzione di impiantistica sia essa elettrica che idro-termo-sanitaria, la realizzazione di pavimenti e piastrelle, di infissi interni ed esterni, di coperture, di prodotti in legno, prodotti di tinteggiature e verniciatura, finendo anche con gli accessori, i mobili, strutture in metallo, vetri, sicurezza, ecc…  
Quanto sopra per negligenza, ha comportato la perdita di migliaia di posti di lavoro, con tutte le ovvie conseguenze…

Ad iniziare dalla diminuzione del gettito fiscale e tributario, da un’ulteriore incremento ulteriore della disoccupazione, dal fallimento purtroppo di importanti realtà produttive,  per finire con quanto di tragico purtroppo stiamo dolorosamente assistendo…
Una situazione allarmante e pericolosa, dove i benefici degli ammortizzatori sociali potrebbero non bastare e che potrebbe sfociare non soltanto nei suicidi disperati di questi giorni, ma ancor peggio in una mobilitazione di massa…
Non si può più perdere tempo in chiacchiere… Bisogna iniziare a dare risposte certe e chiare, sulla ripresa  dei lavori, sbloccare quei cantieri da impedimenti burocratici, svegliare un Governo soporifero Regionale e iniziare a sperare anche in quello Nazionale, che ad oggi è stato assolutamente indifferente sul tema dell’edilizia!!!
Le promesse ormai non ci interessano più…, i voti vi sono stati dati, ve li siete egualmente spartiti, ora per  per favore, prima che sia troppo tardi… datevi una mossa!!!

Ed intanto si muore…

Di questi tragici argomenti, ne avevo già discusso nei miei precedenti post,  ma purtroppo cercare di evidenziarne i problemi, serve a poco… se alla fine chi dovrebbe prendere i provvedimenti necessari, perde il proprio tempo, tra discussioni sterili, accordi e soluzioni inconcludenti…
Un Paese che aspetta e dipende da 10 Saggi…!!!
Che non riesce a sedersi ad un tavolo per iniziare a fare le giuste riforme…, che non sa proprio da quale parte iniziare…
Il problema infatti sta proprio alla base…
Molti di quelli che sono ancora seduti in quelle poltrone, non hanno mai lavorato in vita loro, non conoscono la parola “responsabilità”, le loro mansioni, quegli incarichi, sono stati dati loro per amicizia e raccomandazione, non certo per meriti…
Questi credetemi…, non sono capaci di disegnare uno O ( zero ) con un bicchiere, e Voi sperate che ci portino soluzioni per risollevare il nostro Paese… ” chi di speranza vive… disperato muore…“.
Gente inutile, incapace, non voglio fare del “populismo…”, non mi appartiene, ma esamino con occhi coerenti quanto vedo ormai da anni!!! 
Questi sono personaggi che non hanno mai fatto sacrifici nella loro vita, molti sono i cosiddetti ” figli di papà…”, di qualche ex politico anch’esso inadeguato, inadatto ed a noi tutti è stato completamente inservibile…, che ha trasmesso, quasi fosse un diritto ereditario, il proprio posto al proprio figli anch’esso inadeguato, sotto qualunque punto di vista…
Non hanno personalità, ripetono come scimmie quanto loro gli viene ordinato, seguono in maniera cieca il loro padrone…, vanno avanti leccando il c….. e poi vorrebbero rifarsi su coloro, che altrettanto miserevoli si rivolgono loro!!!
Ma sono così tanto stupidi e sciocchi, da non capire che sono in molti quelli che, li prendono soltanto per il culo…
Già quando li incontrano, fanno loro quei gesti di riverenza, che sono quanto loro vogliono ricevere, cortesie artefatte, per far sentire quanto desiderano…, ma appena ci si allontana e si gira l’angolo, ecco che per prima cosa… ci si pulisce le mani!!!
Io comunque a questi, preferisco il sottoscritto…, che esprime subito la propria opinione… e dove la critica non è mai fine a se stessa, ma che tenta di realizzare proposte, di condividerne soluzioni e dove, se incontra persone capaci ( ed ultimamente se ne trovano…), si confronta, si apprezzano i differenti contenuti, se ne discute e dove le idee contrastanti… possono anche convergere ad un punto comune…
Di questi politici Io ( ad esclusione e per correttezza di quanti per la prima volta sono stati appena eletti ), non mi fido…
Non posso fidarmi di persone che continuano a sperperare il denaro pubblico nei ” gratta e vinci “, di gente poco onesta e raccomandabile che svolge questa missione… come fosse una professione, con l’unico interesse di realizzare soltanto profitti personali…
Non posso credere in persone che sovvenzionano Banche e Aziende degli amici e nel contempo fanno morire le persone comuni…
Non voglio credere a quanti promettono e poi non mantengono, gente che sta lasciando a casa migliaia di lavoratori, che non pensano ad aiutare le giovani coppie, che non realizzano i desideri dei ragazzi, iniziando a non dover gravare più all’interno della famiglia, iniziando così quel processo di crescita, d’indipendenza sia economica che morale, necessaria e fondamentale per non doversi sempre sentire umiliati o ancor peggio chiamati ” Bamboccioni…“.
Quanti altri ” sacrifici ” sono ancora necessari perché cominciate a comprendere che il vs. tempo, il nostro tempo…, è finito???
Per quanto ancora pensate che si potrà resistere???
Non vi sorge il dubbio che forse il nostro grado di sopportazione è giunto ormai al limite???
Credetemi, non avere il polso della situazione, rifiutare di toccare i problemi quotidiani dei cittadini, ignorare i disagi e le richieste dei disoccupati, pensionati, giovani, cassaintegrati, precari ed imprenditori sul lastrico, porterà purtroppo il nostro Paese a dover ripetere quanto già accaduto in tensioni sociali, di cui tutti noi oggi, vorremmo fare a meno!!!

Assenza di credito…

E’ evidente notare come le Banche, dopo gli scandali finanziari ed immobiliari, hanno provveduto a chiudere i propri rubinetti a tutti, sia questi essere privati che imprese…
A protezione quindi del proprio sistema, essi non fanno altro, che chiudere il sistema della liquidità e per paura di sbagliare, preferiscono che il denaro non venga quando richiesto, concesso…
La diffidenza è palese e la mancanza sugli investimenti, non permette l’uscita da questa crisi…
Infatti, la deficienza di liquidità, rappresenta il primo sistema di recessione, in quanto porta l’economia a non generare più quegli scambi necessari, tra chi propone l’offerta e chi la domanda…
Oggi il nostro sistema è basato sulle politiche che le Banche Centrali adottano, sia per quanto concerne l’Europa, che gli Stati Uniti e dove queste, concedono alle Banche Nazionali, a tassi d’interesse irrisori, le somme necessarie per poter vviare il cosiddetto credito…

Tralasciando comunque i problemi che tra Banche Centrali e Nazionali esistono e tra quest’ultime e quelle private, ciò di cui si accorge e che nemmeno tra loro vi è fiducia…
Pensavo quindi, visto che negli ultimi 15 anni, le Banche hanno prestato soldi a chiunque li chiedesse… ed abbiamo visto come è andata a finire…, ora mi chiedevo, ma che fine hanno fatto allora tutti quei soldi…, dove sono andati a finire??? Semplice, sono sempre lì, bloccati… nei loro forzieri.
Non si tratta quindi di non avere liquidità da poter affidare alle imprese, ma viceversa non c’è alcuna programmazione da parte delle Banche, in ciò che da sempre rappresenta la loro politica di gestione e cioè prestare denaro in cambio di un tasso d’interesse…
Le Banche come sempre, tentano di voler guadagnare, senza mai però voler rischiare; una posizione questa che non può essere più tollerabile, ed i governi nazionali, dovrebbero cominciare a pensare di creare un nuovo sistema al credito, alternativo a quello bancario, che permetta alle nostre imprese, di poter fare fronte a quelle difficoltà create da questa crisi economica mondiale… e che permetterebbe di ridare nuovamente slancio alle politiche di mercato…

Bisogna ridimensionare il ruolo del sistema bancario, imponendo ad esso regole precise, per continuare ad operare nel nostro paese, ed in caso contrario, se a tali regole non decidessero di adeguarsi…, escluderli, revocando tutte le autorizzazioni necessarie, per poter svolgere nel nostro paese, quanto finora realizzato, continuando a godere di quei privilegi, che hanno permesso loro ed in particolare ai loro banchieri, di accrescere quel loro sostanzioso patrimonio…
In questo debbo dire, che dovremmo prendere esempio dalle Banche Islamiche, al loro modo di gestire il credito, alla mancanza di quei tassi d’interesse a modello usura, alla possibilità del credito senza richieste eccessive su garanzie ed impegni personali, che non debbano poi condurre gli imprenditori, a dover svendere le proprie imprese, perché non riescono più a far fronte ai debiti accumulati con le stesse banche…; queste ultime debbono iniziare a svolgere in maniera coerente, ciò che esse da sempre hanno rappresentano con la loro funzione e cioè quella di svolgere una corretta ed equa intermediazione del denaro…

Ora, che le nostre banche e lo stiamo vedendo con le vicende di questi ultimi giorni, si siano messi a giocare in borsa con titoli, derivati ed investimenti tossici, utilizzando i risparmi dei poveri cittadini e nel momento in cui, si sono accorti che quegli investimenti, avevano concepito risultati fallimentari, hanno  modificato l’orientamento dato, verso la necessaria urgenza di doversi ricapitalizzare, per poter allontanare da essi, un probabile fallimento…
Bisogna quindi ripartire dall’inizio, cioè da quando le Banche provvedevano a finanziare il credito, mentre gli imprenditori si dedicavano a creare con proprie capacità sviluppo, per nuove opportunità di mercati e crescita d’occupazione…
Questa ovviamente, può rappresentare soltanto una possibilità tra le tante per uscire oggi da questa crisi, ma garantirebbe se attuata, non soltanto un vantaggio personale ad entrambi, ma una ripresa economica, di cui potrebbe beneficiare tutto il sistema internazionale…

Caro Etnageo…

Anonymous – 27 gennaio 2013 12:55
Caro Costanzo, mi può delucidare sul MPS? 
Quali erano i vantaggi di comprare AntonVeneta? 
E Bersani pensa di sbranare chi lo accusa di complicità! magari sbranassero tutti quelli che ci hanno portato a fare un prestito di 3,9 miliardi di euro al MPS!
Etnageo


Caro Etnageo, 

leggo con piacere il suo commento, provo quindi a rispondere alle Sua richieste; La prego inoltre di perdonarmi se nel voler ricostruire la vicenda, attraverso quanto ho trovato in Web, posso aver commesso qualche errore… ( sin d’ora ringrazio tutte le varie fonti… ).

Iniziamo quindi dall’inizio:

Nel 1995 il Monte Paschi di Siena, venne privatizzato e la maggioranza ( il 55% ) passò alla Fondazione MPS attraverso i rappresentanti del Comune, presenti con membri quasi tutti dell’area PD.

La Fondazione fonda il proprio sostegno, soltanto sui dividendi mentre le sue quote, pian piano vengono cedute a vari personaggi ( Caltagirone – Gnutti – ecc… ). 
Nel contempo, per remunerare gli azionisti, inizia a vendere anche le sue proprietà, immobili quali la tenuta di Fontanafredda ed i palazzi Monte Mario a Roma, partecipazioni Bancarie di San Paolo e Generali e cede anche la Cassa di Risparmio di Prato…

Ora, è ovvio che chi ne gode sono i nuovi azionisti, perché si ritrovano a gestire i risparmi di tutti quei poveri  Senesi, che adesso non hanno più una Banca Pubblica solida ( e che… esisteva da più di 500 anni), ma una Banca privata, quotata in Borsa e immersa in speculazioni finanziarie…

Infatti, il valore prima della privatizzazione era di circa 20 Miliardi di euro, mentre oggi ne vale poco meno di 2, con un titolo in totale caduta libera, ogni giorno che passa…
Inoltre la Fondazione, si ritrova oggi a non essere più maggioranza e con circa 10.000 dipendenti che rischiano il proprio posto di lavoro…

Storia di un saccheggio ( dal Blog la ” Rete del Grillo “ riporto quanto segue… )
– Banco Santander compra Antonveneta per 6, 6 miliardi di euro
– Banco Santander si accorge di aver fatto un pessimo affare, scorpora Interbanca da Antonveneta, valutata 1,6 miliardi, e cerca un compratore, il valore della banca reale è di circa 3 miliardi
– Monte dei Paschi compra Antoveneta per 10,3 miliardi pochi mesi dopo
– MPS si accolla anche il passivo di Antoveneta per 7,9 miliardi
– MPS valeva all’epoca 9 miliardi e compra Antoveneta che ha metà dei suoi sportelli (1.000 contro 2.000) per una cifra, 10,3 miliardi, superiore allo stesso valore di MPS
– MPS non ha 10,3 miliardi, quindi si indebita, il titolo crolla
– Per questa operazione il presidente di MPS, Mussari (ex presidente anche della Fondazione MPS) viene premiato con la presidenza dell’ABI, senza che nessun partito o organo di vigilanza si opponga…
– La procura della Repubblica di Siena apre un’inchiesta sull’enorme minusvalenza dell’operazione Antonveneta.
Pari circa a circa 14 miliardi di euro, 28.000 miliardi delle vecchie lire, una finanziaria, uno scandalo che rischia di far impallidire la Parmalat
– La Fondazione MPS, azionista di maggioranza di MPS, indica all’assemblea dei soci della banca la nomina di Alessandro Profumo alla carica di presidente.
Profumo ex Ad di Unicredit è rinviato a giudizio al tribunale di Milano con l’accusa di frode fiscale:
– Profumo punta subito sulla riduzione del personale pari a 4.300 senza avviare una causa come MPS contro i responsabili del disastro.
– La Fondazione deve vendere parte della sua proprietà azionaria di MPS e passa dal 55% al 35%
– Per evitare il fallimento di MPS, Monti eroga un prestito di 3,9 miliardi, cifra equivalente alla Imu sulla prima casa…
– Si parla di un “buco” di 14 miliardi all’assemblea degli azionisti del 25 gennaio 2013, il buco a cui si riferisce era la sottrazione di valore attraverso le operazioni legate ad Antonveneta
– Lunedì 28 gennaio 2013 i Pm che indagano sull’affare Antonveneta scoprono bonifici internazionali per 17 miliardi…
– Subito dopo emergono somme rilevanti che sarebbero rientrate in Italia attraverso lo Scudo Fiscale voluto dal PDL e approvato grazie all’assenza in aula di molti deputati del PD…

Cosa dire di fronte a questo furto ai danni dei soliti poveri e disgraziati risparmiatori italiani, ora in questo periodo di dibattito politico, sentiamo come tutti i nostri politici si sentono sdegnati dalla vicenda,  sentiamo il Prof. Monti dire: se parlo Bersani mi sbrana…, mentre Ingroia giustamente, sente odore di tangenti…
Ora mi chiedo… come andrà a finire???
Fallimento, Liquidazione o Commissariamento…???
Ho sentito dire che a breve la Banca emetterà una sottoscrizione dei Monti Bond per 3,9 Miliardi, in linea con le richieste dell’Eba, l’Autorità Bancaria Europea ed inoltre sembra che ci possa essere la possibilità che la Fondazione Mps, possa procedere alla cessione di un pacchetto di partecipazione, abbassando così la soglia della Fondazione stessa…
L’indirizzo della Banca d’Italia è quello di fare pulizia nei conti, operando in maniera chiara, come dei veri e propri commissari, garanti sia del patrimonio che dell’amministrazione.
Speriamo comunque, di poter scoprire presto, chi c’è stato dietro a questa speculazione finanziaria, dove questi miliardari bonifici sono giunti, chi ne ha potuto beneficiare… e  soprattutto quanti hanno permesso nuovamente a queste somme di rientrare in Italia, dalla porta principale godendo del cosiddetto ” scudo fiscale “…

Come vado ripetendo…, in particolare a coloro che si stupiscono quando vengono investiti dagli scandali e sembrano cadere dalle nuvole…: se hai scelto di andare dove pioveva merda, significa che hai saputo sentire bene…  da che parte soffiava il vento !!! 

Roberto Vassalle ospite a Servizio Pubblico…

L’Avv. Roberto Vassalle, descrive in maniera precisa, durante la puntata di ieri sera di Santoro ” Servizio Pubblico”, gli interessi finanziari ed economici delle nostre Banche, che insieme al potere politico, hanno in questi 30 anni, gestito in maniera comune, una ed unica classe dirigente, che ci ha portato in questa situazione fallimentare!!!   
Non c’è ne destra e ne sinistra, passando dal centro sono tutti d’accordo a sostenere l’interesse delle Banche…, ed oggi proprio Monti ne rappresenta l’apice di questo sistema…
Infatti, chiamato da tutti coloro che avevano interesse a proteggere i loro privilegi ed interessi, sostenuto da tutti dalla maggioranza dei partiti, ha iniziato a tassare a sangue gli Italiani, per salvare quelle Banche che invece dovevano essere dichiarate fallite, avendo così tutti i provvedimenti approvati e organizzando un sistema, dove ogni azione è indirizzata a favore delle banche, vedasi l’obbligo dei conti bancari per i pensionati, l’obbligo dei pagamenti con le carte di credito, dando così la possibilità alle Banche, d’incassare una percentuale su ogni c/c aperto e sui movimenti che vengono realizzati attraverso l’uso delle carte di credito…
Bisognava incamerare nuove entrate, in quanto le Banche avevano fatto operazioni scellerate, speculazioni assurde, hanno nominato loro uomini a protezione di questo potere politico/economico, nominando controllori e responsabili della Banca d’Italia e della Consob, hanno venduto titoli che mai  sarebbero dovuti entrare nel mercato Italiano, obbligazioni argentine, fino a passare alle aziende, circa 100.000 sono state coinvolte nella truffa dei derivati, tutti soldi dei contribuenti andati persi…e senza che nessuno sia mai intervenuto a difesa!!!
Una responsabilità collettiva, di cui tutti ne sono responsabili e nessuno è escluso…, avendo vissuto in questo sistema corrotto, condividendone le scelte e godendo di quei privilegi che questa situazione dava, senza mai protestare e soprattutto senza mai dimettervi, continuando a percepire lauti stipendi e permettendo purtroppo quanto è accaduto…
Qualcosa comunque sta cambiando, proprio in queste ore il Giudice Unico del Tribunale di Messina, Antonino Orifici, ha condannato l’Unicredit( per la prima, volta ) ad un risarcimento danni per omessa ed errata informazione nell’ambito dell’attività di collocamento dei titoli Lehman Brothers, la spregiudicata Banca d’affari americana che ha poi dichiarato bancarotta nel 2008 e che ha segnato l’inizio della crisi finanziaria che travolto il sistema bancario mondiale.
A vincere la causa, un  piccolo risparmiatore, che  assistito dai legali  Fiorillo e Sammartano, ha permesso che la banca venisse condannata, come meglio spiegato nella sentenza  ”per avere rappresentato al consumatore, la sicurezza di un investimento, poi rivelatosi fallimentare”
La Banca, aveva venduto una polizza assicurativa con garanzia della Lehman Brothers, assicurando al proprio cliente che ” il capitale investito sarebbe stato comunque protetto “, cosa che invece non si è dimostrata, avendo il risparmiatore perso tutto il capitale investito, che rappresentava i risparmi di una vita!!!
Questa decisione, anche se rappresenta un piccolo passo, può essere di sostegno per le numerose  cause ancora in fase di procedimento, per tutti quei risparmiatori, che volutamente ingannati, hanno ceduto alle lusinghe della Banca e dei suoi promotori finanziari…  

Chiuse per fallimento…

I fallimenti delle Imprese nel 2011 sono stati 601 mentre quest’anno si viaggia ad una media di 2 al giorno… 

L’incremento registrato nei primi sei mesi, dimostra come la crisi economica ma soprattutto le conseguenze che ne stanno derivando, sono un’ecatombe per le nostre imprese siciliane…, in particolare per quelle dell’edilizia che rappresentano il settore più colpito! 
Chiudono i battenti e portano i libri al tribunale, dichiarando appunto fallimento e lasciano una schiera di ex dipendenti sul lastrico della strada, aumentando il già sostanzioso numero di disoccupati… 
Molti dicono che dipende dalla crisi internazionale, da congiunture negative che non trovano soluzione, da quest’anno bisestile che secondo i Maya porterebbe un po’ di sfiga…, ma io credo che il problema principale è quello di non voler trovare le giuste soluzioni…, a cominciare dall’apportare quel sostegno alle imprese, nel sovvenzionare coloro che dimostrano di avere capacità imprenditoriale e soprattutto dando fiducia a coloro che assumono e investono nella propria regione… 

Dal momento che le Banche non concedono alcuna possibilità di operare, bisogna che lo Stato si faccia carico di provvedere con un sistema creditizio, parallelo al servizio bancario, con tassi estremamente favorevoli e che permetta in maniera celere di poter utilizzare le disponibilità di cui si necessità… 

In tal senso si potrebbe fare in modo che questo nuovo apparato, oltre che provvedere alle necessità delle imprese, si adoperi con proprio personale specializzato, un Team Management, che sia di supporto a queste imprese, per creare quei giusti compromessi, tali da garantire all’impresa quanto richiesto ed allo Stato di poter verificare che quanto concesso non vada perduto… 
Specialisti quindi in Project Management, in Business Plan, Competitive Analysis, Market Research e quant’altro che permettano dall’interno, di verificarne i punti deboli, migliorarne le capacità, creare quelle regole certe sulle quali poi quindi, sviluppare quei programmi necessari per essere competitivi nel mercato e soprattutto produttivi… 

Perché uno dei grossi limiti delle nostre imprese è proprio rappresentato dalla gestione, quasi sempre a carattere familiare e/o gestito in maniera autonoma ed individuale dal titolare che prende Lui tutte le decisioni, senza alcun supporto da parte dei collaboratori, visti soltanto quali dipendenti e quindi esecutori di ordini… 

Anche la politica in questo non è esente da colpe… ad iniziare dalle lentezze burocratiche ed amministrative, a quei ritardi nel aggiudicazione delle gare d’appalto, con Fondi Europei paralizzati e con i lavori sempre aggiudicati ad imprese amiche, quasi sempre del Nord Italia…, che sotto forma di general Contractor, decidono quando e come pagare, creano tutti quei presupposti per mettere in difficoltà l’imprese che lavorano in sub-appalto, ma soprattutto alla fine dei lavori, a causa di difformità create nell’esecuzione dei lavori, il più delle volte irrilevanti, vengono utilizzate quali espedienti , per detrarre ( per non voler dire derubare), quel 10 % dato dalle imprese quale ritenuta di garanzia dei lavori, detratto nei precedenti S.A.L…, ed ancora non parliamo delle somme finali che attendono un collaudo che non si saprà mai quando arriverà… 

Tutti questi problemi sommati tra loro, non fanno altro che produrre altra crisi che ha come risultato quella di condurre l’Italia al fallimento… pur la buona volontà espressa dal prof. Monti… 

La Sicilia purtroppo sta pian piano morendo e noi con Lei…, sperare di poter intravvedere un barlume di spiraglio con questa politica economica che non possiede alcuna direzione… diventa alquanto improbabile…; le nostre imprese, in particolare proprio quelle Siciliane, debbono guardare verso altri paesi a noi confinanti, in primis la Libia, che ora che ha concluso le prime elezioni elettorali democratiche, potrebbe rappresentare quell’ancora di salvezza, per quanti vogliono sperimentare la possibilità di lavorare all’estero, godendo da subito di benefici fiscali ed economici, ma soprattutto con la possibilità di creare quel reddito patrimoniale, cui la nostra legislazione ( attraverso un proprio socio al 60% ) oggi non permette di realizzare… 

Chiuse per fallimento…

I fallimenti delle Imprese nel 2011 sono stati 601 mentre quest’anno si viaggia ad una media di 2 al giorno… 

L’incremento registrato nei primi sei mesi, dimostra come la crisi economica ma soprattutto le conseguenze che ne stanno derivando, sono un’ecatombe per le nostre imprese siciliane…, in particolare per quelle dell’edilizia che rappresentano il settore più colpito! 
Chiudono i battenti e portano i libri al tribunale, dichiarando appunto fallimento e lasciano una schiera di ex dipendenti sul lastrico della strada, aumentando il già sostanzioso numero di disoccupati… 
Molti dicono che dipende dalla crisi internazionale, da congiunture negative che non trovano soluzione, da quest’anno bisestile che secondo i Maya porterebbe un po’ di sfiga…, ma io credo che il problema principale è quello di non voler trovare le giuste soluzioni…, a cominciare dall’apportare quel sostegno alle imprese, nel sovvenzionare coloro che dimostrano di avere capacità imprenditoriale e soprattutto dando fiducia a coloro che assumono e investono nella propria regione… 

Dal momento che le Banche non concedono alcuna possibilità di operare, bisogna che lo Stato si faccia carico di provvedere con un sistema creditizio, parallelo al servizio bancario, con tassi estremamente favorevoli e che permetta in maniera celere di poter utilizzare le disponibilità di cui si necessità… 

In tal senso si potrebbe fare in modo che questo nuovo apparato, oltre che provvedere alle necessità delle imprese, si adoperi con proprio personale specializzato, un Team Management, che sia di supporto a queste imprese, per creare quei giusti compromessi, tali da garantire all’impresa quanto richiesto ed allo Stato di poter verificare che quanto concesso non vada perduto… 
Specialisti quindi in Project Management, in Business Plan, Competitive Analysis, Market Research e quant’altro che permettano dall’interno, di verificarne i punti deboli, migliorarne le capacità, creare quelle regole certe sulle quali poi quindi, sviluppare quei programmi necessari per essere competitivi nel mercato e soprattutto produttivi… 

Perché uno dei grossi limiti delle nostre imprese è proprio rappresentato dalla gestione, quasi sempre a carattere familiare e/o gestito in maniera autonoma ed individuale dal titolare che prende Lui tutte le decisioni, senza alcun supporto da parte dei collaboratori, visti soltanto quali dipendenti e quindi esecutori di ordini… 

Anche la politica in questo non è esente da colpe… ad iniziare dalle lentezze burocratiche ed amministrative, a quei ritardi nel aggiudicazione delle gare d’appalto, con Fondi Europei paralizzati e con i lavori sempre aggiudicati ad imprese amiche, quasi sempre del Nord Italia…, che sotto forma di general Contractor, decidono quando e come pagare, creano tutti quei presupposti per mettere in difficoltà l’imprese che lavorano in sub-appalto, ma soprattutto alla fine dei lavori, a causa di difformità create nell’esecuzione dei lavori, il più delle volte irrilevanti, vengono utilizzate quali espedienti , per detrarre ( per non voler dire derubare), quel 10 % dato dalle imprese quale ritenuta di garanzia dei lavori, detratto nei precedenti S.A.L…, ed ancora non parliamo delle somme finali che attendono un collaudo che non si saprà mai quando arriverà… 

Tutti questi problemi sommati tra loro, non fanno altro che produrre altra crisi che ha come risultato quella di condurre l’Italia al fallimento… pur la buona volontà espressa dal prof. Monti… 

La Sicilia purtroppo sta pian piano morendo e noi con Lei…, sperare di poter intravvedere un barlume di spiraglio con questa politica economica che non possiede alcuna direzione… diventa alquanto improbabile…; le nostre imprese, in particolare proprio quelle Siciliane, debbono guardare verso altri paesi a noi confinanti, in primis la Libia, che ora che ha concluso le prime elezioni elettorali democratiche, potrebbe rappresentare quell’ancora di salvezza, per quanti vogliono sperimentare la possibilità di lavorare all’estero, godendo da subito di benefici fiscali ed economici, ma soprattutto con la possibilità di creare quel reddito patrimoniale, cui la nostra legislazione ( attraverso un proprio socio al 60% ) oggi non permette di realizzare… 

La gestione degli Amministratori nelle aziende sequestrate o confiscate da parte dello Stato…

Credo, che il presupposto fondamentale nello svolgimento e nella attività da parte dell’Amministratore giudiziario sia, il rispetto assoluto della legalità… 

Penso infatti che l’Amministratore è colui che nell’interesse dello Stato deve condurre un processo più o meno lungo, a seconda dei casi, basato sulla ripresa e/o nel sanare la gestione a Lui consegnata…
Ovviamente il compito da svolgere non è semplice ( soprattutto poiché non si è mai operato in quei settori), ma almeno di buono c’è che si è ben remunerati…

Qualcuno obietta che nell’occuparsi esclusivamente a tempo pieno all’incarico affidato, rinuncia ad una parallela carriera da libero professionista, ben più gratificante…, ma la ” verità nascosta” è,  che sono in molti ( per non voler dire quasi tutti ), coloro che esercitano entrambe le funzioni, mascherando la propria presenza, attraverso l’intestazione di propri Studi, denominati ” Società di servizi di consulenza “, a parenti e/o colleghi prestanomi e/o a soci… 

Non ci si rende conto è qui una grave colpa è proprio data da quei soggetti abilitati a tale compito, in primiss da parte di quei Giudici e dei loro Custodi giudiziari, che nel confermare gli incarichi agli Amministratori giudiziari, dovrebbero prima valutarne non solo le reali capacità organizzative, tecniche ed anche pratiche nello svolgere tale compito ma  anche il tempo messo loro a disposizione…

Il compito non è solo e soltanto quello di sanare tutte quelle situazioni presenti nell’azienda, nel momento in cui egli ed il suo staff,  si immettono nella gestione della azienda sequestrata…

Fondamentale è cominciare ad inquadrare i soggetti all’interno della società, rivalutare e/o modificare gli inquadramenti dei dipendenti capaci, coloro che per primi si assumono in prima persona le responsabilità aziendali, allontanare quei soggetti non più necessari per la organizzazione, ristabilisce i contatti  commerciali, con clienti, fornitori, banche, imprese, ecc…, che per gli ovvi motivi, si sono allontanate…

Deve inoltre provvedere ad operare tutta una serie di tagli, riducendo gli sprechi e adoperandosi per rivalutare nuovamente la gestione e l’attività imprenditoriale… ed in questo farsi aiutare anche da coloro che operano all’interno dell’azienda e che hanno dimostrato di essere capaci…

Ovviamente l’adozione di queste misure cautelari, provocherà all’interno della società un momento di caos, a cominciare dai dipendenti che, ovviamente saranno allarmati temendo per il prosieguo del rapporto di lavoro, ai clienti che cercheranno di dirottare altrove le proprie commesse, ai fornitori che reclameranno immediatamente il saldo dei crediti, ed ancora le banche che chiederanno la revoca degli affidamenti sollecitando l’immediato rientro, ed infine anche i mass media che attraverso il loro clamore, susciteranno nei tanti, la convinzione che l’azienda sta per chiudere definitivamente…

Ecco è in questo che l’amministratore deve dimostrare la propria abilità, il confrontarsi con gli esistenti organi sociali, con il collegio sindacale, il consiglio di amministrazione o l’amministratore unico, rivedere i bilanci, verificare gli attivi ed i passivi, riprogrammare i pagamenti ad Enti pubblici e fornitori, rielaborare anche per vie legali il rientro degli incassi, riprogrammare i lavori in corso, quelli sospesi, aggiudicati o in fase di definizione di contratto.

Perché egli deve comprendere, che se da un lato gli è richiesto un provvedimenti che implica una attività conservativa, di custode giudiziario in senso stretto, limitandosi quindi ad una ” statica attività ” volta alla tutela della loro integrità e altrettanto necessario che egli si attivi, nella gestione e nella proseguo delle attività amministrative e commerciali… 
Infatti è dichiarato che il compito fondamentale del Custode/Amministratore dei beni oggetto di sequestro giudiziario è, in linea generale, quello di conservare ed amministrare, quale organo ausiliario di giustizia  i beni affidatigli sostituendosi al loro titolare al fine di preservarli, ma ove possibile incrementarne il valore economico

Quindi nel prendere possesso dell’azienda, non dovrà pensare di sedersi nella nuova poltrona direzionale, ma dovrà iniziare a operare e ragionare per nome e per conto dell’azienda a Lui affidata…
Cominciare a conoscere e valutare direttamente il personale; quasi sempre i lavoratori dipendenti dell’azienda sequestrata si trovano spesso in una situazione in cui i pagamenti degli stipendi sono stati ritardati, ma una volta ripristinata la regolare contribuzione, occorrerà cominciare ad emanare ordini di servizio, in virtù dei quali specificare ad ognuno i compiti e le responsabilità… e se necessario prendendo anche provvedimenti disciplinari, far capire da subito, chi comanda all’interno dell’azienda!!! 

Dopodiché bisogna intrattenere rapporti con i fornitori, controllare la presenza di assegni post-datati, a cui si è fatto ricorso, occorre poi effettuare la ricognizione dei beni aziendali, delle rimanenze di materie prime e delle attrezzature, della loro necessaria manutenzione, tutto ciò attraverso un inventario!!!

Importante è la contestuale verifica dei contenziosi: civili, amministrativi e tributari pendenti, per evitare di incorrere in preclusioni e/o decadenze di termini, ottemperare alla revisione contabile delle scritture, con particolare riferimento ai crediti, ai debiti ed alle disponibilità finanziarie. 
Fondamentale è anche controllare le dichiarazioni obbligatorie ai fini fiscali e previdenziali e comunicare all’Agenzia delle entrate ed agli Istituti di credito e Previdenziali l’adozione della misura cautelare.
La possibilità di accedere al credito è fondamentale per il proseguo dell’attività imprenditoriale, per cui occorre riavviare i contatti con le società bancarie ed eventualmente aprire nuovi rapporti bancari per meglio rendere conto delle attività di gestione. 

Per quanto poi riguarda l’attività produttiva, bisogna verificare la possibilità di proseguire l’attività aziendale secondo virtuosi percorsi di economicità, utilizzare anche la propria persona, per aprire nuovi rapporti lavorativi…, verificare e migliorare il ciclo produttivo, istituendo,  un registro delle operazioni, ed ancora rassicurare con la ripresa, l’ambiente circostante, inserendosi all’interno di Associazioni ed Enti per sviluppo e l’imprenditoria…

Capisco che purtroppo, egli si trovi legato ed imbavagliato dal suo stesso incarico, infatti diventa fondamentale capire in concreto, la differenziazione tra lo svolgimento tra l’ordinaria e la straordinaria amministrazione: la possibilità infatti che l’Amministratore Giudiziario possa compiere ” atti di disposizione ” dei beni affidatigli, non solo allorquando ciò sia necessario, ma anche nell’ipotesi in cui ciò si rilevi opportuno, al fine di salvaguardare il valore economico in funzione del quale ne è stato disposto il sequestro. 

La concreta delimitazione dei compiti del Custode/Amministratore ed i criteri alla cui stregua essi devono essere svolti, spetta, in ogni caso, al Giudice della cautela, il quale è tenuto a stabilire i criteri ed i limiti dell’amministrazione delle cose sequestrate, con lo stesso provvedimento a valere del quale è disposta la misura cautelare reale a valenza patrimoniale, ovvero con successivi provvedimenti, allorquando si ravvisi l’esigenza che i criteri ed i limiti della custodia debbano essere integrati o modificati per adeguarli alla fattispecie concreta.

Sarà, pertanto, il giudice “delegato” alla misura cautelare reale, a stabilire quali atti il custode dei beni oggetto di sequestro giudiziario può compiere da solo e quali atti, invece, possano essere effettuati subordinatamente all’acquisizione della specifica autorizzazione. 

E’ soltanto in mancanza di direttive del giudice, che il Custode/Amministratore sarà legittimato a compiere gli atti di ordinaria amministrazione del bene sequestrato ovvero quegli atti, anche di straordinaria amministrazione e di disposizione che per loro natura si rivelino indilazionabili, mentre per gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione avrà bisogno della previa autorizzazione del giudice della custodia. 

Per stabilire, poi, se una determinata attività sia da qualificarsi in “ordinaria amministrazione” oppure in “eccedente l’ordinaria amministrazione”, dovrà aversi riguardo non solo all’intensità degli effetti economico-giuridici di essa, ma anche alla natura del bene sequestrato…

Si evince che da questo punto di vista, la legge è carente… ma soprattutto la carenza fondamentale dell’Amministratore di una società e quella di non essere Egli,  fondamentalmente un’Imprenditore, cioè quella caratteristica essenziale di sapersi esporre al rischio d’impresa ovvero a quel rischio derivante da proprie scelte autonome nell’attività intrapresa; inoltre egli non possiede nel proprio Dna, il potere di organizzare i fattori produttivi che concorrono all’impresa operando le scelte relative alla conduzione dell’impresa stessa: cosa e quando intervenire, produrre (o scambiare), come, dove, quando e con quali mezzi: infatti questo rappresenta purtroppo il reale motivo doloroso perché un’azienda sottoposta ad amministrazione giudiziaria, quasi sempre, finisce in liquidazione oppure in fallimento!!! 


La gestione degli Amministratori nelle aziende sequestrate o confiscate da parte dello Stato…

Credo, che il presupposto fondamentale nello svolgimento e nella attività da parte dell’Amministratore giudiziario sia, il rispetto assoluto della legalità… 

Penso infatti che l’Amministratore è colui che nell’interesse dello Stato deve condurre un processo più o meno lungo, a seconda dei casi, basato sulla ripresa e/o nel sanare la gestione a Lui consegnata…
Ovviamente il compito da svolgere non è semplice ( soprattutto poiché non si è mai operato in quei settori), ma almeno di buono c’è che si è ben remunerati…

Qualcuno obietta che nell’occuparsi esclusivamente a tempo pieno all’incarico affidato, rinuncia ad una parallela carriera da libero professionista, ben più gratificante…, ma la “ verità nascosta” è,  che sono in molti ( per non voler dire quasi tutti ), coloro che esercitano entrambe le funzioni, mascherando la propria presenza, attraverso l’intestazione di propri Studi, denominati “ Società di servizi di consulenza ”, a parenti e/o colleghi prestanomi e/o a soci… 

Non ci si rende conto è qui una grave colpa è proprio data da quei soggetti abilitati a tale compito, in primiss da parte di quei Giudici e dei loro Custodi giudiziari, che nel confermare gli incarichi agli Amministratori giudiziari, dovrebbero prima valutarne non solo le reali capacità organizzative, tecniche ed anche pratiche nello svolgere tale compito ma  anche il tempo messo loro a disposizione…

Il compito non è solo e soltanto quello di sanare tutte quelle situazioni presenti nell’azienda, nel momento in cui egli ed il suo staff,  si immettono nella gestione della azienda sequestrata…

Fondamentale è cominciare ad inquadrare i soggetti all’interno della società, rivalutare e/o modificare gli inquadramenti dei dipendenti capaci, coloro che per primi si assumono in prima persona le responsabilità aziendali, allontanare quei soggetti non più necessari per la organizzazione, ristabilisce i contatti  commerciali, con clienti, fornitori, banche, imprese, ecc…, che per gli ovvi motivi, si sono allontanate…

Deve inoltre provvedere ad operare tutta una serie di tagli, riducendo gli sprechi e adoperandosi per rivalutare nuovamente la gestione e l’attività imprenditoriale… ed in questo farsi aiutare anche da coloro che operano all’interno dell’azienda e che hanno dimostrato di essere capaci…

Ovviamente l’adozione di queste misure cautelari, provocherà all’interno della società un momento di caos, a cominciare dai dipendenti che, ovviamente saranno allarmati temendo per il prosieguo del rapporto di lavoro, ai clienti che cercheranno di dirottare altrove le proprie commesse, ai fornitori che reclameranno immediatamente il saldo dei crediti, ed ancora le banche che chiederanno la revoca degli affidamenti sollecitando l’immediato rientro, ed infine anche i mass media che attraverso il loro clamore, susciteranno nei tanti, la convinzione che l’azienda sta per chiudere definitivamente…

Ecco è in questo che l’amministratore deve dimostrare la propria abilità, il confrontarsi con gli esistenti organi sociali, con il collegio sindacale, il consiglio di amministrazione o l’amministratore unico, rivedere i bilanci, verificare gli attivi ed i passivi, riprogrammare i pagamenti ad Enti pubblici e fornitori, rielaborare anche per vie legali il rientro degli incassi, riprogrammare i lavori in corso, quelli sospesi, aggiudicati o in fase di definizione di contratto.

Perché egli deve comprendere, che se da un lato gli è richiesto un provvedimenti che implica una attività conservativa, di custode giudiziario in senso stretto, limitandosi quindi ad una “ statica attività ” volta alla tutela della loro integrità e altrettanto necessario che egli si attivi, nella gestione e nella proseguo delle attività amministrative e commerciali… 
Infatti è dichiarato che il compito fondamentale del Custode/Amministratore dei beni oggetto di sequestro giudiziario è, in linea generale, quello di conservare ed amministrare, quale organo ausiliario di giustizia  i beni affidatigli sostituendosi al loro titolare al fine di preservarli, ma ove possibile incrementarne il valore economico

Quindi nel prendere possesso dell’azienda, non dovrà pensare di sedersi nella nuova poltrona direzionale, ma dovrà iniziare a operare e ragionare per nome e per conto dell’azienda a Lui affidata…
Cominciare a conoscere e valutare direttamente il personale; quasi sempre i lavoratori dipendenti dell’azienda sequestrata si trovano spesso in una situazione in cui i pagamenti degli stipendi sono stati ritardati, ma una volta ripristinata la regolare contribuzione, occorrerà cominciare ad emanare ordini di servizio, in virtù dei quali specificare ad ognuno i compiti e le responsabilità… e se necessario prendendo anche provvedimenti disciplinari, far capire da subito, chi comanda all’interno dell’azienda!!! 

Dopodiché bisogna intrattenere rapporti con i fornitori, controllare la presenza di assegni post-datati, a cui si è fatto ricorso, occorre poi effettuare la ricognizione dei beni aziendali, delle rimanenze di materie prime e delle attrezzature, della loro necessaria manutenzione, tutto ciò attraverso un inventario!!!

Importante è la contestuale verifica dei contenziosi: civili, amministrativi e tributari pendenti, per evitare di incorrere in preclusioni e/o decadenze di termini, ottemperare alla revisione contabile delle scritture, con particolare riferimento ai crediti, ai debiti ed alle disponibilità finanziarie. 
Fondamentale è anche controllare le dichiarazioni obbligatorie ai fini fiscali e previdenziali e comunicare all’Agenzia delle entrate ed agli Istituti di credito e Previdenziali l’adozione della misura cautelare.
La possibilità di accedere al credito è fondamentale per il proseguo dell’attività imprenditoriale, per cui occorre riavviare i contatti con le società bancarie ed eventualmente aprire nuovi rapporti bancari per meglio rendere conto delle attività di gestione. 

Per quanto poi riguarda l’attività produttiva, bisogna verificare la possibilità di proseguire l’attività aziendale secondo virtuosi percorsi di economicità, utilizzare anche la propria persona, per aprire nuovi rapporti lavorativi…, verificare e migliorare il ciclo produttivo, istituendo,  un registro delle operazioni, ed ancora rassicurare con la ripresa, l’ambiente circostante, inserendosi all’interno di Associazioni ed Enti per sviluppo e l’imprenditoria…

Capisco che purtroppo, egli si trovi legato ed imbavagliato dal suo stesso incarico, infatti diventa fondamentale capire in concreto, la differenziazione tra lo svolgimento tra l’ordinaria e la straordinaria amministrazione: la possibilità infatti che l’Amministratore Giudiziario possa compiere “ atti di disposizione ” dei beni affidatigli, non solo allorquando ciò sia necessario, ma anche nell’ipotesi in cui ciò si rilevi opportuno, al fine di salvaguardare il valore economico in funzione del quale ne è stato disposto il sequestro. 

La concreta delimitazione dei compiti del Custode/Amministratore ed i criteri alla cui stregua essi devono essere svolti, spetta, in ogni caso, al Giudice della cautela, il quale è tenuto a stabilire i criteri ed i limiti dell’amministrazione delle cose sequestrate, con lo stesso provvedimento a valere del quale è disposta la misura cautelare reale a valenza patrimoniale, ovvero con successivi provvedimenti, allorquando si ravvisi l’esigenza che i criteri ed i limiti della custodia debbano essere integrati o modificati per adeguarli alla fattispecie concreta.

Sarà, pertanto, il giudice “delegato” alla misura cautelare reale, a stabilire quali atti il custode dei beni oggetto di sequestro giudiziario può compiere da solo e quali atti, invece, possano essere effettuati subordinatamente all’acquisizione della specifica autorizzazione. 

E’ soltanto in mancanza di direttive del giudice, che il Custode/Amministratore sarà legittimato a compiere gli atti di ordinaria amministrazione del bene sequestrato ovvero quegli atti, anche di straordinaria amministrazione e di disposizione che per loro natura si rivelino indilazionabili, mentre per gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione avrà bisogno della previa autorizzazione del giudice della custodia. 

Per stabilire, poi, se una determinata attività sia da qualificarsi in “ordinaria amministrazione” oppure in “eccedente l’ordinaria amministrazione”, dovrà aversi riguardo non solo all’intensità degli effetti economico-giuridici di essa, ma anche alla natura del bene sequestrato…

Si evince che da questo punto di vista, la legge è carente… ma soprattutto la carenza fondamentale dell’Amministratore di una società e quella di non essere Egli,  fondamentalmente un’Imprenditore, cioè quella caratteristica essenziale di sapersi esporre al rischio d’impresa ovvero a quel rischio derivante da proprie scelte autonome nell’attività intrapresa; inoltre egli non possiede nel proprio Dna, il potere di organizzare i fattori produttivi che concorrono all’impresa operando le scelte relative alla conduzione dell’impresa stessa: cosa e quando intervenire, produrre (o scambiare), come, dove, quando e con quali mezzi: infatti questo rappresenta purtroppo il reale motivo doloroso perché un’azienda sottoposta ad amministrazione giudiziaria, quasi sempre, finisce in liquidazione oppure in fallimento!!!