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Complotti, like e verità scomode!


Buongiorno… nel far seguito a quanto pubblicato ieri, riprendo brevemente il tema delle voci di complotti che infestano i social, senza però tornare su quanto già detto. 

Mentre riflettevo su quel fenomeno, mi è capitato sotto gli occhi un’indagine globale che conferma qualcosa di profondamente inquietante: sette persone su dieci, nel mondo, credono almeno a una bufala.

Non si tratta di un fenomeno marginale o circoscritto a qualche paese, ma di una tendenza diffusa trasversalmente, che attraversa età, livelli di istruzione e orientamenti ideologici diversi. Dall’India al Brasile, dal Messico al Sudafrica, fino alla stessa Europa, la musica non cambia.

L’indagine in questione – l’Edelman Trust Barometer 2026 – mostra uno scenario preciso: la fiducia nelle istituzioni sanitarie, nei governi e nei media tradizionali è in costante calo a partire dalla pandemia. In questo vuoto crescono le fonti alternative come l’intelligenza artificiale, i creator digitali e i social network. Il 35% delle persone usa ormai l’AI per avere risposte immediate su temi di salute e chi tende a credere di più alle affermazioni infondate consuma, paradossalmente, una quantità maggiore di notizie in materia, consultando più piattaforme e seguendo più creator. Non è disinteresse, badiamo bene: è una riorganizzazione profonda dell’ecosistema della fiducia.

Ed ecco allora che, partendo da questo humus culturale e umano, prendono corpo le narrazioni più fantasiose e così ci capita di leggere e ascoltare ovunque di omicidi globalizzati per mano di società internazionali senza volto, di organizzazioni che attraverso polveri gettate dagli aerei ci manovrano, oppure di alimenti quotidiani che starebbero avvelenando intere popolazioni mondiali.

Tra le affermazioni sottoposte a 16mila intervistati in sedici paesi, ce n’erano alcune che sembrano uscite pari pari da un copione complottista: “I vaccini vengono usati come strumento di controllo della popolazione”, “aggiungere fluoruro all’acqua potabile non ha benefici ed è pericoloso”, “i rischi dei vaccini pediatrici superano di gran lunga i benefici”. Ebbene, il 70% dei partecipanti ha ritenuto vera almeno una di queste tesi e il 29% ne ha credute tre o più. La maggior parte di quelle teorie viene riportata sui social, in particolare su TikTok e Instagram, spesso amplificata da algoritmi che privilegiano i contenuti più sensazionalistici. Narrazioni che trovano terreno fertile nella rapidità con cui le informazioni, ma soprattutto le disinformazioni, si diffondono online.

Tra le teorie più assurde vi è chi riscrive la cronaca politica a proprio uso e consumo, negando l’evidenza di attentati o, al contrario, vedendo dietro ogni evento isolato la mano di un regista occulto. Sia che si tratti di attacchi a figure istituzionali o di crisi internazionali, la versione dei fatti viene distorta per adattarsi a una trama preconcetta, dove nulla è lasciato al caso e tutto è frutto di un disegno malevolo.

Perdonatemi, ma io al contrario credo nella necessità di guardare ai fatti per quello che sono, senza sovrapporvi filtri deformanti. Rifiuto totalmente le versioni che trasformano la tragedia o l’errore in un copione scritto a tavolino, perché questa attitudine non fa altro che offuscare la comprensione reale dei problemi. Continuando così, con queste manipolazioni cospirative, si giunge a credere che i virus creati appositamente in laboratorio servano per generare pandemie perfette, decimare intere popolazioni e pianificare il controllo sociale con lockdown decisi da oscure cricche finanziarie.

Certo, qualcosa di vero su quanto appena detto c’è stato sicuramente, ma se ci facciamo distogliere da quanto realmente accaduto e dai reali interessi che la Pandemia “Covid 19” ha determinato, spostiamo indirettamente l’unica verità compiuta da quell’azione su ipotesi fantasiose. Ipotesi che distolgono le masse dall’unico obiettivo importante, cioè capire cosa sia realmente successo.

E difatti, basta poco perché tutto si tenga perfettamente in piedi da sé: serve semplicemente aggiungere un tassello all’altro e il mosaico del complotto diventa perfetto, auto-coerente, capace di spiegare ogni angolo oscuro della realtà senza mai dover ammettere la banale, noiosa, complicata verità dei fatti.

Ovviamente, in quelle teorie non manca nulla. Così, mentre tutto questo viene dibattuto con sicurezza in un post condiviso su un qualche social, il rapporto dell’Edelman ci ricorda una cosa semplice ma cruciale: le persone sono ancora aperte a ricevere nuove raccomandazioni sulla salute, a patto che arrivino da voci di cui si fidano.

La strategia più efficace per contrastare la disinformazione, suggeriscono gli esperti, non è imporre fatti scientifici dall’alto, ma ricostruire la fiducia, comprendere le condizioni di vita della gente, le sue paure, le fonti che frequenta. Peccato che fuori, nel mondo reale, ci siano ahimè persone che muoiono davvero e di tutto questo, guarda caso, i nostri improvvisati buffoni del sospetto non parlano mai.

Sarebbe troppo difficile per loro affrontare certi temi in maniera seria, chissà forse perché poco affascinanti. Meglio allora portare avanti un bel complotto globale: almeno così i loro like crescono, i follower aumentano, il tornaconto pubblicitario sale a dismisura, nel frattempo loro non si sono minimamente sporcati le mani.

Già, ecco perché lo fanno: sperano, influenzando gli altri, di passare da sterili soggetti a individui speciali. Mi consola sapere che è solo questione di tempo e che tutte queste assurdità prenderanno la via del fumo, lasciando spazio a chi – non solo – ha la forza di guardare la realtà negli occhi, ma anche a chi, ascoltando quelle voci di cui ci si fida davvero, riesce a distinguere una bufala da un fatto, senza bisogno di invocare oscuri complotti ogni volta che la realtà si fa difficile da accettare.

ATTENZIONE: L'8% delle informazioni pubblicate sul web sono "FAKE"!!!


Una percentuale assurda…

Se si pensa che ogni 10 notizie una è falsa, comprenderete da soli la gravità… poiché dimostra di come ciascuno di noi, non è in grado di rendersi conto effettivamente, su quanto riceve ad esempio sul proprio smartphone… 
le notizie più taroccate sono quelle che riguardano la politica in genere, ma soprattutto quanto compiuto dall’attuale governo giallo/verde, seguono cronaca nera, salute e notizie scientifiche… 
A riportare quanto sopra è stata l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che ha evidenziato come durante il periodo che precede una campagna elettorale, vi sia una crescita esponenziale di notizie fake…

Ormai la disinformazione è diventato uno strumento con cui distruggere gli avversari politici… e la cosa assurda che la media sale, grazie alle cosiddette condivisioni effettuate sui social…

Non so quante volte mi è capitato di parlare con persone che mi raccontavano d’aver letto alcune notizie riguardanti quel determinato politico… e se pur il sottoscritto ha provato a chiarire che quanto letto fosse falso, sono in molti a restare della propria opinione!!!    
Per cui prepariamoci… l’elezioni per le Europee sono quasi prossime, ed allora a breve tutto il fango verrà gettato su quegli aspiranti politici, sempre che qualcuno di loro riesca nell’intento di candidarsi, prima di interrompere quella scalata a causa di una possibile inchiesta giudiziaria…
Ormai c’è un apparato che genera ogni giorno centinaia di documenti fasulli, affinché le notizie fake possano trasformarsi…
L’obiettivo è quello di far diventare reali le notizie false, affinché quest’ultime possano con i giorni divenire l’unico vero sistema d’informazione…
Ecco quindi che nuovi temi faranno in modo di condizionare la preferenza degli elettori, iniziando a toccare temi sociali quali la mancanza di lavoro, la sicurezza, l’immigrazione, la legittima difesa, la lotta alla criminalità organizzata, e via discorrendo…
Tutti temi che stanno a cuore ai cittadini, ma che a seconda di come viene raccontata l’informazione, sposta le preferenze, da una parte all’altra…
D’altronde attingere informazioni a mezzo web, è come cercare di riempire un bicchiere d’acqua sotto le cascate del Niagara…
E’ un vero peccato che in una società come quella attuale piena d’informazioni, nessuno riesca a pensare con la propria testa…

Troppe notizie sul web… provocano disattenzione!!!

Ecco, questo è quanto sta accadendo…
Siamo così presi dall’inseguire le notizie, che non riusciamo più a comprendere quale siano, quelle vere da quali false…
Una valanga d’informazioni a cui non riusciamo più a stare dietro… 
E’ come essere travolti da una slavina di contenuti di rete, che non comprendiamo più, cosa valga la pena leggere e cosa no… 
Abbiamo deciso quindi di stilare una vera e propria classifica personale di programmazione, pagine web, blog, social, ecc., a cui dare a ciascuno priorità… 
La disgrazia è che con l’andare del tempo… molte di quelle notizie bufale, sono ormai state passate in rete e vengono condivise per reali o viceversa, ed è il motivo per cui, non riusciamo più a comprendere cosa farne di tutta quella spazzatura e soprattutto, come fare in modo, che questa… venga eliminata dal web. 
Certo, non si può dire che la rete non sia qualcosa di meraviglioso… avere in diretta tutte le notizie senza che nessuno possa censurarle è qualcosa di strepitoso, una vera e propria rivoluzione culturale che permette in tempo reale, di scambiare informazioni…
Certo qualche rischio questa libertà mediatica lo comporta, ad esempio, abbiamo visto come gruppi terroristici utilizzino Youtube per trasmettere i proprio video di violenza, oppure come molti gruppi antisemiti utilizzino Facebook o Twitter per mandare i loro messaggi, oppure c’è chi attraverso la satira, pubblica vignette razziste o chi sotto forma di politica, tenta di condizionare una parte di quei giovani, che solitamente viaggiano su Internet…
Purtroppo mancano i controlli e soprattutto i grandi gruppi del web, non hanno alcun interesse a limitare le notizie “fake”…  perché molte di queste, fanno sì d’attirare milioni di visitatori…
D’altronde il web vive sui “click” e sulle “condivisioni” e sono questi i fattori che determinano la posizione di una pagina social o di un blog, se essere tra i primi posti nel motore di ricerca ad esempio di google… 
Tutti gli altri, se pur paganti, proprio per essere posti tra le prime posizioni, con il tempo, se non trasmettono nulla d’interessante ai propri lettori, andranno pian piano, scomparendo…
In questi ultimi anni, si è cercato di coinvolgere i propri lettori con la pubblicazione dei commenti… dove chiunque ogni giorno, può manifestare le propri opinioni, il più delle volte queste, espresse sotto forma anonima o falso nickname…
Il problema è che molti sono convinti, di poter dire ciò che si pensa… anche senza offendere nessuno, ma alzandosi a giustizieri o giudici per quanto si vorrebbe che fosse fatto, ma ahimè la rete – ma non solo quella – non funziona così… 
Ciascuno pensa e dice ciò che vuole, come tutti i lettori, potranno condividere o meno quel pensiero… ma una cosa è certa, tutte queste interconnessioni, generano un’enorme quantità d’informazioni… a cui la nostra mente, non è capace di dare immediate risposte, tendendo a disperderle, o quantomeno a non memorizzarle!!!
In questa situazione, la società civile tenderà a dividersi in due grosse parti; ci sarà chi produrrà cultura e chi ne sarà esclusivamente consumatore… una situazione non certamente diversa da quella prima del web, un periodo nel quale c’era chi scriveva libri e chi li leggeva!!!
Ora invece chiunque può scrivere e raggiungere lettori ovunque… ma nel far questo, tende a uniformarsi o a perdere di valore…
Infatti, molti utilizzano questo espediente per confonderci… in questo, i nostri politici sono maestri…
Per esempio, se devono far passare una legge impopolare, ecco che di questa se ne parla pochissimo, nel contempo, si svolgeranno grandi dibattiti su argomenti di cui l’opinione pubblica non ha alcun interesse, ma loro daranno a questa notizia un grande risalto, affinché passi “sottovoce” quella su cui sin dall’inizio si era puntato…
Ecco quindi che le notizie diventano gossip… cioè, fanno in modo d’attirare principalmente quelle che determinano “scoop”, anche se si comprende sin da subito che la notizia, possa riguardare qualcosa d’insignificante, ma purtroppo, il pettegolezzo vince sulla cultura…
Ed è quindi per i sopracitati motivi, che se da un lato il web non presenta frontiere spazio temporali, di contro, è come se, all’interno di essa, ci si trovasse in una scatola chiusa, in quanto il numero dei suoi lettori, costituisce di fatto il suo vero limite, quasi fossero una vera e propria censura, che permette la crescita di quel sito, oppure lo conduce verso la propria fine e si sa che, non sempre la scelta ricade in maniera corretta, anzi il rischio è quello di veder scelti, proprio i siti che si pensava inconcludenti, gli stessi che faranno in modo… non solo di sprecare una grossa fetta del proprio tempo a parecchi di quei lettori… ma ahimè, a renderli sempre più disinformati!!!