Siciliani… non basta essere "cives" (cittadini) per essere “società”!!! E’ tempo di far seguire alle parole i fatti!!!
Ed è il motivo per cui ritengo del tutto inutile parlare di “società civile“, un’espressione che potremmo definire superata in quanto non basta essere “cives” e quindi cittadini, per essere “società!!!
Ciò che bisogna mettere in evidenza ed è ciò che bisogna insegnare ai propri figli, è essere sempre ed in ogni circostanza, cittadini onesti e responsabili!!!
Serve a poco scaricare le proprie responsabilità su altri individui, come ad esempio le forze dell’ordine, la magistratura, le associazioni di legalità, oppure dare sempre la colpa di quanto avviene in questa terra a quella presenza capillare chiamata “mafia”, dimenticando tra l’altro che essa basa tutta la propria forza su questa presenza debole, ben rappresentata dai suoi omertosi conterranei!!!
Se quella associazione criminale si è così perfettamente inserita nel mercato legale e nel sistema economico e politico, lo si deve principalmente a quei suoi attori, mi riferisco innanzitutto ai cittadini, ma soprattutto a quei cosiddetti imprenditori affiliati a cui si somma la complicità di tutti quei professionisti esterni di cui si avvalgono ogni qualvolta le circostanze lo richiedono…
D’altronde vorrei ricordare come quei soggetti criminali, mancano di fatto delle capacità e delle competenze tecniche e/o informatiche necessarie per muoversi in quei business, gli stessi che utilizzano finanziamenti pubblici e fondi dell’Ue, che sono per l’appunto quelli che oggi garantiscono alla mafia i maggiori profitti!!!
Difatti in questi anni, la nuova “Mafia 2.0” è riuscita a riciclare gran parte del denaro proveniente dalle classiche attività di business, come il traffico di droga, l’usura, il racket, la prostituzione, la tratta dei migranti, in attività legali, le stesse che ora garantiscono crescita finanziaria e permette altresì un controllo capillare del territorio, già… attraverso nuovi legami politici e soprattutto l’elargizione di posti di lavoro.
Ecco… è questo il legame che bisogna interrompere, sapere di poter fare a meno di quei favori, rompendo qualsivoglia collaborazione anche indiretta e soprattutto evitare di girarsi dall’altro lato, evidenziando omertà, complicità, omissioni e silenzi!!!
In questi giorni passeggiando per la mia città, Catania, ho modo di ascoltare molti miei concittadini, gli stessi che manifestano atteggiamenti di disgusto su quanto sta accadendo nella nostra politica regionale, sì… tutte forme di corruzione e di potere che mettono in risalto una politica collusa con certi ambienti mafiosi, politici che con i fatti dimostrano – ad esclusione di qualche eccezione – una mancata coerenza, già… nel voler combattere quell’infezione!!!
Siciliani, è tempo quindi di fare valere chi siete e cosa siete, iniziando ad esempio dalla cabina elettorale nelle prossime elezioni europee!!!
Basta quindi con i ricatti, dite “ALT” allo scambio di voto in cambio di 50 euro, non barattate il vostro diritto per una busta alimentare, perché è venuto il tempo di rompere con tutta questa politica marcia e soprattutto con quei suoi referenti “immorali“, ma non solo, allontanate da voi quei procacciatori di voto che come sappiamo sono legati alla criminalità organizzata, è quindi giunto il tempo di rompere il silenzio, ma per farlo non dovete parlare come abitualmente accade e cioè a vanvera, ma far seguire alle parole finalmente… i fatti!!!
Ed allora, mi rivolgo a chi urla ogni giorno dichiarando di essere “SICILIANO”: sì… è venuto il tempo di dimostrarlo, altrimenti siete eguali a tutti quei personaggi che vedo atteggiarsi nei vari social, già… veri e propri “pisciabriodi”!!!
Siciliani… non basta essere "cives" (cittadini) per essere “società”!!! E' tempo di far seguire alle parole i fatti!!!
Ed è il motivo per cui ritengo del tutto inutile parlare di “società civile“, un’espressione che potremmo definire superata in quanto non basta essere “cives” e quindi cittadini, per essere “società!!!
Ciò che bisogna mettere in evidenza ed è ciò che bisogna insegnare ai propri figli, è essere sempre ed in ogni circostanza, cittadini onesti e responsabili!!!
Serve a poco scaricare le proprie responsabilità su altri individui, come ad esempio le forze dell’ordine, la magistratura, le associazioni di legalità, oppure dare sempre la colpa di quanto avviene in questa terra a quella presenza capillare chiamata “mafia”, dimenticando tra l’altro che essa basa tutta la propria forza su questa presenza debole, ben rappresentata dai suoi omertosi conterranei!!!
Se quella associazione criminale si è così perfettamente inserita nel mercato legale e nel sistema economico e politico, lo si deve principalmente a quei suoi attori, mi riferisco innanzitutto ai cittadini, ma soprattutto a quei cosiddetti imprenditori affiliati a cui si somma la complicità di tutti quei professionisti esterni di cui si avvalgono ogni qualvolta le circostanze lo richiedono…
D’altronde vorrei ricordare come quei soggetti criminali, mancano di fatto delle capacità e delle competenze tecniche e/o informatiche necessarie per muoversi in quei business, gli stessi che utilizzano finanziamenti pubblici e fondi dell’Ue, che sono per l’appunto quelli che oggi garantiscono alla mafia i maggiori profitti!!!
Difatti in questi anni, la nuova “Mafia 2.0” è riuscita a riciclare gran parte del denaro proveniente dalle classiche attività di business, come il traffico di droga, l’usura, il racket, la prostituzione, la tratta dei migranti, in attività legali, le stesse che ora garantiscono crescita finanziaria e permette altresì un controllo capillare del territorio, già… attraverso nuovi legami politici e soprattutto l’elargizione di posti di lavoro.
Ecco… è questo il legame che bisogna interrompere, sapere di poter fare a meno di quei favori, rompendo qualsivoglia collaborazione anche indiretta e soprattutto evitare di girarsi dall’altro lato, evidenziando omertà, complicità, omissioni e silenzi!!!
In questi giorni passeggiando per la mia città, Catania, ho modo di ascoltare molti miei concittadini, gli stessi che manifestano atteggiamenti di disgusto su quanto sta accadendo nella nostra politica regionale, sì… tutte forme di corruzione e di potere che mettono in risalto una politica collusa con certi ambienti mafiosi, politici che con i fatti dimostrano – ad esclusione di qualche eccezione – una mancata coerenza, già… nel voler combattere quell’infezione!!!
Siciliani, è tempo quindi di fare valere chi siete e cosa siete, iniziando ad esempio dalla cabina elettorale nelle prossime elezioni europee!!!
Basta quindi con i ricatti, dite “ALT” allo scambio di voto in cambio di 50 euro, non barattate il vostro diritto per una busta alimentare, perché è venuto il tempo di rompere con tutta questa politica marcia e soprattutto con quei suoi referenti “immorali“, ma non solo, allontanate da voi quei procacciatori di voto che come sappiamo sono legati alla criminalità organizzata, è quindi giunto il tempo di rompere il silenzio, ma per farlo non dovete parlare come abitualmente accade e cioè a vanvera, ma far seguire alle parole finalmente… i fatti!!!
Ed allora, mi rivolgo a chi urla ogni giorno dichiarando di essere “SICILIANO”: sì… è venuto il tempo di dimostrarlo, altrimenti siete eguali a tutti quei personaggi che vedo atteggiarsi nei vari social, già… veri e propri “pisciabriodi”!!!
I ladri e i corrotti??? Iddio li fa e poi li accoppia!!!
Un modo perfetto che viene usato quando c’è molta affinità tra gli accoppiati di turno, nel caso specifico di quei ladri e corruttori che sotto quell’ombrello politico e mafioso, si sentono protetti, quasi fosse stato propriamente Dio ad unirli…
Ma d’altronde si dice che le persone si trovano bene tra loro proprio perché accomunate da certe particolarità e nel loro caso specifico sono il potere, il denaro, il controllo del territorio e quindi della società civile, quelle infide caratteristiche che li complementano…
Già… si è come circondati da questi sleali e falsi menzogneri e a quei pochi cittadini “perbene” non resta che rimanere bloccati, sì… quasi fossero impotenti o immersi nelle sabbie mobili; tra l’altro la circostanza più assurda è che non riescono a liberarci da questa viscida viscosità che non varia neppure se si prova a cotrastarla, anzi più quella massa viene sollecitata, maggiore è la sua trasformazione in qualcosa di più melmoso, quasi ci si trovasse nel fango!!!
Ed allora viene da chiedersi perchè Iddio non elimini questa feccia dalla terra, così fortemente legati appassionatamente, ma non solo, continuando a fare danni, gli stessi a cui purtroppo assistiamo quotidianamente!!!
Non so che dire… forse Egli preferisce vedere questi individui attirarsi a vicenda affinchè quel grado malevole ed inaffidabile abbia continuità e quindi modo di evolversi??? Ma, sarà che ritiene più stimolante osservare ogni giorno quelle collusioni e scoprire di contro come quel suo popolo “ingenuo” siciliano… soffra!!!
Ma d’altronde viviamo in un mondo ingannevole e ipocrita, difatti quei ladri e corrotti sono perfettamente paragonabili all’immagine riportata di quei corvi: già, siete così ingenui che neppure questa volta avete dubitato per un istante, di quanto anch’essi fossero falsi!!!
I ladri e i corrotti??? Iddio li fa e poi li accoppia!!!
Un modo perfetto che viene usato quando c’è molta affinità tra gli accoppiati di turno, nel caso specifico di quei ladri e corruttori che sotto quell’ombrello politico e mafioso, si sentono protetti, quasi fosse stato propriamente Dio ad unirli…
Ma d’altronde si dice che le persone si trovano bene tra loro proprio perché accomunate da certe particolarità e nel loro caso specifico sono il potere, il denaro, il controllo del territorio e quindi della società civile, quelle infide caratteristiche che li complementano…
Già… si è come circondati da questi sleali e falsi menzogneri e a quei pochi cittadini “perbene” non resta che rimanere bloccati, sì… quasi fossero impotenti o immersi nelle sabbie mobili; tra l’altro la circostanza più assurda è che non riescono a liberarsi da quella (viscida) viscosità che non varia neppure se si prova a cotrastarla, anzi più quella massa viene sollecitata, maggiore è la sua trasformazione in qualcosa di più melmoso, sì… quasi ci si trovasse nel “fango“!!!
Ed allora viene da chiedersi perchè Iddio non elimini questa feccia dalla terra, così fortemente legata tra essa direi appassionatamente, ma non solo, continuando a fare danni, gli stessi a cui purtroppo siamo costretti ad assistere quotidianamente!!!
Non so che dire… forse Egli preferisce vedere questi individui attirarsi a vicenda affinchè quel grado malevole e inaffidabile abbia continuità e quindi modo di evolversi??? Ma, sarà che ritiene più stimolante osservare ogni giorno quelle collusioni e scoprire di contro come quel suo popolo “ingenuo” siciliano… soffra!!!
Ma d’altronde viviamo in un mondo ingannevole e ipocrita, difatti quei ladri e corrotti sono perfettamente paragonabili all’immagine riportata di quei corvi: già, siete stati così ingenui ad ammirarli… che neppure questa volta avete dubitato per un istante di quanto anch’essi fossero falsi!!!
Hamas "se nasce uno Stato palestinese, sciogliamo il nostro braccio armato": Facile a dirsi, difficile dal realizzarsi!!!
Hamas ha dichiarato che è pronto a sciogliere il suo braccio armato in caso di creazione di uno Stato di Palestina entro i confini del 1967.
Lo ha riportato il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismaïl Haniyeh, incontrando il ministro degli esteri turco Hakan Fidan.
Secondo i media del Qatar, questa è la prima volta che i vertici di Hamas parlano alla divisione tra il ramo politico e quello militare del movimento.
Il problema però da dover superare, è che nel dichiarare quanto sopra il leader di Hamas dimentica del cosiddetto “Diritto Bellico” e cioè di quelle occupazioni militari di territori stranieri. convenzionalmente ed internazionalmente chiariti dalla Convenzione de L’Aia del 1907, ove per occupazione militare si intende la presenza di forze armate straniere all’interno del territorio di uno Stato in misura preponderante rispetto a quella delle forze armate dello Stato occupato.
Ora, avendo richiesto Hamas la creazione di uno Stato di Palestina entro i confini del 1967 fa riferimento quindi ai territori prima della “guerra dei sei giorni” (uno dei tanti conflitti arabo-israeliani che vide contrapposti Israele e le nazioni confinanti di Egitto, Siria e Giordania, una guerra che come sappiamo, si tramutò in una netta vittoria israeliana nonostante la superiorità numerica dei difensori arabi), ma bisogna – prima di addentrarci nella questione – fare alcune premesse sull’allora status giuridico della Striscia di Gaza, della Cisgiordania e della città di Gerusalemme est, territori che ora vengono rivendicati da Hamas e quindi dai palestinesi come parte integrante dello Stato di Palestina.
Parliamo di territori designati dopo il 1967 – secondo la comunità internazionale – come territori militarmente occupati da Israele e difatti quest’ultimo unitamente all’Egitto, mantiene sulla Striscia il blocco terrestre, aereo e marittimo, esercitando, inoltre, il controllo sul genere delle merci in entrata a Gaza, il cui volume equivale ad un quarto del flusso precedente al blocco.
Ricordò altresì come la marina israeliana detiene un blocco marittimo a tre miglia nautiche dalla costa ed anche l’Egitto –prima dei rivolgimenti democratici del febbraio-marzo 2011- stava costruendo una barriera d’acciaio sotterranea per evitare la violazione del blocco con i tunnel. quindi, a causa dell’embargo i palestinesi sono limitati nei loro movimenti via terra, aria e mare e l’impatto di dodici anni di blocco si è ulteriormente accentuato dopo quasi tre anni dalla fine dei 51 giorni di offensiva israeliana nel 2014.
Da quanto sopra si comprende quindi come l’occupazione non determini di per sé l’acquisto della sovranità da parte dell’occupante sul territorio occupato, ma origina il controllo effettivo dell’esercito invasore, il quale impone la propria autorità in maniera stabile.
Si comprende quindi come l’occupazione venga oggi concepita diversamente da quanto accadeva nei secoli scorsi e cioè come una condizione transitoria, destinata a concludersi già nel corso del conflitto, con il ritiro delle truppe occupanti e il ripristino della piena sovranità dello Stato occupato o al più tardi, al termine delle ostilità, con la definizione del destino del territorio occupato nel trattato di pace.
Ecco perchè le fonti derivanti dalle convenzioni internazionali dell’Aja del 1899 e del 1907 (le stesse che costituiscono prevalentemente il Diritto consuetudinario a cui si somma la Terza convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra) evidenzi come i prigionieri di guerra, se pur in potere del governo nemico, restano di fatto individui e devono essere trattati con umanità, le cui tutele si acquisiscono dal momento stesso in cui si cade in potere del nemico, e sino alla liberazione e al rimpatrio definitivo.
Da quanto sopra riportato si comprende come si sia creata una convergenza tra il diritto bellico e il diritto umanitario che contiene le norme comportamentali, una nuova giurisdizione che supera l’accusa secondo cui i tribunali di guerra sono stati talvolta accusati di favoritismi verso i vincitori difatti nel passato e non di rado si è patita l’applicazione di norme del paese di provenienza del fronte militare vittorioso (e/o di una coalizione di paesi vincenti), mediante un tentativo di estensione giurisdizionale giustificata da mere circostanze di fatto e non di diritto.
Ma sono questi i motivi per cui ritengo di difficile soluzione quanto ora richiesto dal leader di Hamas e cioè il ritorno ad uno stato di fatto antecedente al 1967; viceversa reputo più agevole giungere ad una nuova soluzione internazionale e cioè quella di creare un nuovo Stato di Palestina, conforme alla propria giurisprudenza nazionale e nel rispetto della Corte internazionale di giustizia, affinchè si tenga conto delle esigenze di un popolo, da troppo tempo costretto a vivere come rifugiato.
Hamas "se nasce uno Stato palestinese, sciogliamo il nostro braccio armato": Facile a dirsi, difficile dal realizzarsi!!!
Hamas ha dichiarato che è pronto a sciogliere il suo braccio armato in caso di creazione di uno Stato di Palestina entro i confini del 1967.
Lo ha riportato il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismaïl Haniyeh, incontrando il ministro degli esteri turco Hakan Fidan.
Secondo i media del Qatar, questa è la prima volta che i vertici di Hamas parlano alla divisione tra il ramo politico e quello militare del movimento.
Il problema però da dover superare, è che nel dichiarare quanto sopra il leader di Hamas dimentica del cosiddetto “Diritto Bellico” e cioè di quelle occupazioni militari di territori stranieri. convenzionalmente ed internazionalmente chiariti dalla Convenzione de L’Aia del 1907, ove per occupazione militare si intende la presenza di forze armate straniere all’interno del territorio di uno Stato in misura preponderante rispetto a quella delle forze armate dello Stato occupato.
Ora, avendo richiesto Hamas la creazione di uno Stato di Palestina entro i confini del 1967 fa riferimento quindi ai territori prima della “guerra dei sei giorni” (uno dei tanti conflitti arabo-israeliani che vide contrapposti Israele e le nazioni confinanti di Egitto, Siria e Giordania, una guerra che come sappiamo, si tramutò in una netta vittoria israeliana nonostante la superiorità numerica dei difensori arabi), ma bisogna – prima di addentrarci nella questione – fare alcune premesse sull’allora status giuridico della Striscia di Gaza, della Cisgiordania e della città di Gerusalemme est, territori che ora vengono rivendicati da Hamas e quindi dai palestinesi come parte integrante dello Stato di Palestina.
Parliamo di territori designati dopo il 1967 – secondo la comunità internazionale – come territori militarmente occupati da Israele e difatti quest’ultimo unitamente all’Egitto, mantiene sulla Striscia il blocco terrestre, aereo e marittimo, esercitando, inoltre, il controllo sul genere delle merci in entrata a Gaza, il cui volume equivale ad un quarto del flusso precedente al blocco.
Ricordò altresì come la marina israeliana detiene un blocco marittimo a tre miglia nautiche dalla costa ed anche l’Egitto –prima dei rivolgimenti democratici del febbraio-marzo 2011- stava costruendo una barriera d’acciaio sotterranea per evitare la violazione del blocco con i tunnel. quindi, a causa dell’embargo i palestinesi sono limitati nei loro movimenti via terra, aria e mare e l’impatto di dodici anni di blocco si è ulteriormente accentuato dopo quasi tre anni dalla fine dei 51 giorni di offensiva israeliana nel 2014.
Da quanto sopra si comprende quindi come l’occupazione non determini di per sé l’acquisto della sovranità da parte dell’occupante sul territorio occupato, ma origina il controllo effettivo dell’esercito invasore, il quale impone la propria autorità in maniera stabile.
Si comprende quindi come l’occupazione venga oggi concepita diversamente da quanto accadeva nei secoli scorsi e cioè come una condizione transitoria, destinata a concludersi già nel corso del conflitto, con il ritiro delle truppe occupanti e il ripristino della piena sovranità dello Stato occupato o al più tardi, al termine delle ostilità, con la definizione del destino del territorio occupato nel trattato di pace.
Ecco perchè le fonti derivanti dalle convenzioni internazionali dell’Aja del 1899 e del 1907 (le stesse che costituiscono prevalentemente il Diritto consuetudinario a cui si somma la Terza convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra) evidenzi come i prigionieri di guerra, se pur in potere del governo nemico, restano di fatto individui e devono essere trattati con umanità, le cui tutele si acquisiscono dal momento stesso in cui si cade in potere del nemico, e sino alla liberazione e al rimpatrio definitivo.
Da quanto sopra riportato si comprende come si sia creata una convergenza tra il diritto bellico e il diritto umanitario che contiene le norme comportamentali, una nuova giurisdizione che supera l’accusa secondo cui i tribunali di guerra sono stati talvolta accusati di favoritismi verso i vincitori difatti nel passato e non di rado si è patita l’applicazione di norme del paese di provenienza del fronte militare vittorioso (e/o di una coalizione di paesi vincenti), mediante un tentativo di estensione giurisdizionale giustificata da mere circostanze di fatto e non di diritto.
Ma sono questi i motivi per cui ritengo di difficile soluzione quanto ora richiesto dal leader di Hamas e cioè il ritorno ad uno stato di fatto antecedente al 1967; viceversa reputo più agevole giungere ad una nuova soluzione internazionale e cioè quella di creare un nuovo Stato di Palestina, conforme alla propria giurisprudenza nazionale e nel rispetto della Corte internazionale di giustizia, affinchè si tenga conto delle esigenze di un popolo, da troppo tempo costretto a vivere come rifugiato.
Sicilia… siamo alle solite: voto di scambio e corruzione!!!
Ed allora riepiloghiamo quanto accaduto in queste ore e riportato a gran voce da tutti i Tg nazionali…
Uno scambio di favori per ottenere voti per l’allora candidata del Pd alle elezioni europee del 2020, Caterina Chinnici, totalmente estranea all’inchiesta, ma anche contatti con due Carabinieri per acquisire informazioni riservate su eventuali indagini a suo carico e bonifiche tecniche nei locali della sua segreteria.
Sono le accuse contestate dalla Procura di Catania al vice presidente e assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, Luca Sammartino, all’epoca dei fatti deputato regionale del Partito democratico.
L’uomo forte della Lega nell’isola, eletto con circa 21mila preferenze alle regionali del 2022, il secondo più votato in Sicilia, è stato sospeso da incarichi pubblici per un anno dal gip Carla Aurora Valenti.
La giudice, pur sottolineando la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e che a suo carico pendono altri procedimenti per reati in materia elettorale, non ha accolto la richiesta di arresti domiciliari della Procura. Il parlamentare si è detto “sereno e certo che emergerà la totale estraneità ai fatti, risalenti a cinque anni fa e che con stupore leggo mi vengono contestati”.
Sammartino si è dimesso dagli incarichi di governo che sono assunti ad interim dal governatore Renato Schifani che ha ribadito “piena fiducia nella magistratura” e ricordato che Sammartino ha “ricoperto il suo doppio ruolo istituzionale con decoro, lealtà e trasparenza”.
“Tra il 2015 e il 2018 Sammartino non era con la Lega: le indagini sono state chiuse nel 2021, ma solo oggi arrivano i provvedimenti, guarda caso a un mese dalle Europee, mi chiedo perché arrivino ora”, si chiede il vicesegretario della Lega, Andrea Crippa.
Per i componenti del M5s in commissione Giustizia dall’inchiesta emerge “un quadro sconcertante” e “la risposta del governo è un costante lavoro di smantellamento degli strumenti di contrasto a queste e altre forme di malaffare”.
Il leader di “Sud chiama Nord”, Cateno De Luca, attacca il vicepremier: “noi non raccattiamo ‘feccia politica’ pur di avere voti come ha fatto Matteo Salvini”.
Gli fa eco la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità del Pd, sottolineando «la necessità di alzare il livello di guardia e di mettere al centro dell’azione politica etica pubblica e antimafia sociale».
Non so voi… ma io da Siciliano mi sento amareggiato, sì… sentir ogni volta questa mia terra (già di suo infetta..) venir colpita da notizie come quella sopra riportata, beh… mi fa sentire ferito e gravemente offeso!!!
Ieri sera mi chiedevo: ma di quanto altro tempo hanno bisogno i siciliani per ribellarsi a questo vergognoso stato di fatto e soprattutto cosa serve per allontanarsi da quel sistema clientelare e corruttivo che rende chiunque colluso e omertoso???
Già, perchè in molti in quest’isola a svendere il proprio voto per 50 euro o una busta alimentare, dimostrando di non esser migliori di quegli stessi politici o di quei loro amici mafiosi, anzi tutt’altro, essi rappresentano la parte più spregevole e infetta di questa terra ed allora, non potendo cambiare in alcun modo questo narcio sistema, non mi resta che richiedere l’aiuto della provvidenza, sì… affinché mi liberi, una volta e per tutte, da tutti questi miei conterranei parassiti!!!
Sicilia… siamo alle solite: voto di scambio e corruzione!!!
Ed allora riepiloghiamo quanto accaduto in queste ore e riportato a gran voce da tutti i Tg nazionali…
Uno scambio di favori per ottenere voti per l’allora candidata del Pd alle elezioni europee del 2020, Caterina Chinnici, totalmente estranea all’inchiesta, ma anche contatti con due Carabinieri per acquisire informazioni riservate su eventuali indagini a suo carico e bonifiche tecniche nei locali della sua segreteria.
Sono le accuse contestate dalla Procura di Catania al vice presidente e assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, Luca Sammartino, all’epoca dei fatti deputato regionale del Partito democratico.
L’uomo forte della Lega nell’isola, eletto con circa 21mila preferenze alle regionali del 2022, il secondo più votato in Sicilia, è stato sospeso da incarichi pubblici per un anno dal gip Carla Aurora Valenti.
La giudice, pur sottolineando la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e che a suo carico pendono altri procedimenti per reati in materia elettorale, non ha accolto la richiesta di arresti domiciliari della Procura. Il parlamentare si è detto “sereno e certo che emergerà la totale estraneità ai fatti, risalenti a cinque anni fa e che con stupore leggo mi vengono contestati”.
Sammartino si è dimesso dagli incarichi di governo che sono assunti ad interim dal governatore Renato Schifani che ha ribadito “piena fiducia nella magistratura” e ricordato che Sammartino ha “ricoperto il suo doppio ruolo istituzionale con decoro, lealtà e trasparenza”.
“Tra il 2015 e il 2018 Sammartino non era con la Lega: le indagini sono state chiuse nel 2021, ma solo oggi arrivano i provvedimenti, guarda caso a un mese dalle Europee, mi chiedo perché arrivino ora”, si chiede il vicesegretario della Lega, Andrea Crippa.
Per i componenti del M5s in commissione Giustizia dall’inchiesta emerge “un quadro sconcertante” e “la risposta del governo è un costante lavoro di smantellamento degli strumenti di contrasto a queste e altre forme di malaffare”.
Il leader di “Sud chiama Nord”, Cateno De Luca, attacca il vicepremier: “noi non raccattiamo ‘feccia politica’ pur di avere voti come ha fatto Matteo Salvini”.
Gli fa eco la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità del Pd, sottolineando «la necessità di alzare il livello di guardia e di mettere al centro dell’azione politica etica pubblica e antimafia sociale».
Non so voi… ma io da Siciliano mi sento amareggiato, sì… sentir ogni volta questa mia terra (già di suo infetta..) venir colpita da notizie come quella sopra riportata, beh… mi fa sentire ferito e gravemente offeso!!!
Ieri sera mi chiedevo: ma di quanto altro tempo hanno bisogno i siciliani per ribellarsi a questo vergognoso stato di fatto e soprattutto cosa serve per allontanarsi da quel sistema clientelare e corruttivo che rende chiunque colluso e omertoso???
Già, perchè in molti in quest’isola a svendere il proprio voto per 50 euro o una busta alimentare, dimostrando di non esser migliori di quegli stessi politici o di quei loro amici mafiosi, anzi tutt’altro, essi rappresentano la parte più spregevole e infetta di questa terra ed allora, non potendo cambiare in alcun modo questo narcio sistema, non mi resta che richiedere l’aiuto della provvidenza, sì… affinché mi liberi, una volta e per tutte, da tutti questi miei conterranei parassiti!!!
Un sistema illegale che ha visto il sostegno anche di professionisti…
Un sistema illegale che ha visto il sostegno anche di professionisti…
Dalle indagini dei carabinieri di Paternò, coordinate dal procuratore aggiunto di Catania Ignazio Fonzo e dai sostituti Tiziana Laudani e Alessandra Tasciotti si è scoperto che esisteva un sistema fraudolento nell’ambito delle aste giudiziarie.
Già perchè alcuni soggetti hanno potuto contare sull’esistenza di rapporti di conoscenza con alcuni delegati alla vendita e su altri professionisti, gli…

Un sistema illegale che ha visto il sostegno anche di professionisti…
Collusioni e corruzione negli appalti pubblici!!!
Gli appalti pubblici sono dei processi attraverso i quali le amministrazioni pubbliche affidano lavori, forniture o servizi ad aziende private.
Tuttavia, in questo particolare settore si verificano spesso fenomeni di corruzione e illeciti che minano l’efficacia e la trasparenza del processo di assegnazione degli appalti.
Uno dei reati più comune è la collusione, che si verifica quando le imprese partecipanti alla gara d’appalto si mettono d’accordo per fissare i prezzi o per allocarsi i lavori in anticipo.
Questo comportamento, ovviamente anti-concorrenziale, impedisce ad altre imprese di partecipare alla gara e di offrire un prezzo migliore.
E’ dire che questi appalti sono regolamentati da leggi e norme che prevedono sanzioni severe per coloro che commettono reati in questo settore, ma quest’ultime, se pur possono riguardare sia le imprese che i funzionari pubblici infedeli, nella maggior parte dei casi però questi non giungono mai ad una condanna certa, quanto mai in tempi celeri.
Certo, le conseguenze per le imprese possono includere l’esclusione dalle future gare d’appalto, il pagamento di multe e la revoca dei contratti già assegnati, ma a superare l’empasse ci vuole poco, anzi nulla, d’altronde chi opera in questo settore sa bene quali stratagemmi dover adottare in questi casi.
Sì… qualcuno potrebbe obiettare che l’immagine e/o la reputazione dell’impresa e quindi di quei suoi referenti potrebbe venir gravemente danneggiata, quantomeno influenzare negativamente la fiducia dei clienti e/o dei fornitori con cui si era fino a quel momento operato; ma anche questa circostanza posso assicurarvi potrà essere superata, assicurando a ciascuno di essi la volontà di continuare, dimostrando soprattutto di essere nelle medesime condizioni finanziarie precedenti alle inchieste giudiziarie e quindi, di poter rispettare gli impegni da prendere per il prossimo futuro…
Viceversa per i funzionari pubblici le conseguenze possono essere più gravi, in quanto, oltre alle sanzioni finanziarie, essi possono essere sospesi dai loro incarichi o addirittura condannati a pene detentive (si… questo è quanto prevede la legge, ma fatemi conoscere il nominativo di qualcuno che sia stato posto all’interno di un qualche penitenziario.).
Comunque, la corcostanza peggiore tra tutte è che la corruzione e la collusione nei contratti pubblici mina di fatto la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e compromette l’efficacia della pubblica amministrazione!!!
Quindi, per contrastare tutti quei reati – che ogni giorno (sì… perchè la verità è questa…) – si realizzano in quegli appalti pubblici, è fondamentale promuovere principi la trasparenza e blindare l’efficienza di quei processo di assegnazione degli appalti e ciò può avvenire soltanto garantendo la partecipazione di un numero sufficiente di imprese qualificate e non per come finora si è fatto, attraverso quel subdolo sistema di migliorie, che nel corso dei lavori e grazie a direzioni disattente non vengono neppure compiute o certamente non per come si era in principio dichiarato!!!
E’ necessaria quindi una maggiore collaborazione tra le istituzioni pubbliche, le forze dell’ordine e la magistratura, per individuare, perseguire e punire tutti coloro che commettono reati negli appalti pubblici, perché solo attraverso un impegno congiunto sarà possibile garantire trasparenza, efficienza e legalità in questo settore così cruciale per lo sviluppo economico e sociale del paese.
Collusioni e corruzione negli appalti pubblici!!!
Tuttavia, in questo particolare settore si verificano spesso fenomeni di corruzione e illeciti che minano l’efficacia e la trasparenza del processo di assegnazione degli appalti.
Uno dei reati più comune è la collusione, che si verifica quando le imprese partecipanti alla gara d’appalto si mettono d’accordo per fissare i prezzi o per allocarsi i lavori in anticipo.
Questo comportamento, ovviamente anti-concorrenziale, impedisce ad altre imprese di partecipare alla gara e di offrire un prezzo migliore.
E’ dire che questi appalti sono regolamentati da leggi e norme che prevedono sanzioni severe per coloro che commettono reati in questo settore, ma quest’ultime, se pur possono riguardare sia le imprese che i funzionari pubblici infedeli, nella maggior parte dei casi però questi non giungono mai ad una condanna certa, quanto mai in tempi celeri.
Certo, le conseguenze per le imprese possono includere l’esclusione dalle future gare d’appalto, il pagamento di multe e la revoca dei contratti già assegnati, ma a superare l’empasse ci vuole poco, anzi nulla, d’altronde chi opera in questo settore sa bene quali stratagemmi dover adottare in questi casi.
Sì… qualcuno potrebbe obiettare che l’immagine e/o la reputazione dell’impresa e quindi di quei suoi referenti potrebbe venir gravemente danneggiata, quantomeno influenzare negativamente la fiducia dei clienti e/o dei fornitori con cui si era fino a quel momento operato; ma anche questa circostanza posso assicurarvi potrà essere superata, assicurando a ciascuno di essi la volontà di continuare, dimostrando soprattutto di essere nelle medesime condizioni finanziarie precedenti alle inchieste giudiziarie e quindi, di poter rispettare gli impegni da prendere per il prossimo futuro…
Viceversa per i funzionari pubblici le conseguenze possono essere più gravi, in quanto, oltre alle sanzioni finanziarie, essi possono essere sospesi dai loro incarichi o addirittura condannati a pene detentive (si… questo è quanto prevede la legge, ma fatemi conoscere il nominativo di qualcuno che sia stato posto all’interno di un qualche penitenziario.).
Comunque, la corcostanza peggiore tra tutte è che la corruzione e la collusione nei contratti pubblici mina di fatto la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e compromette l’efficacia della pubblica amministrazione!!!
Quindi, per contrastare tutti quei reati – che ogni giorno (sì… perchè la verità è questa…) – si realizzano in quegli appalti pubblici, è fondamentale promuovere principi la trasparenza e blindare l’efficienza di quei processo di assegnazione degli appalti e ciò può avvenire soltanto garantendo la partecipazione di un numero sufficiente di imprese qualificate e non per come finora si è fatto, attraverso quel subdolo sistema di migliorie, che nel corso dei lavori e grazie a direzioni disattente non vengono neppure compiute o certamente non per come si era in principio dichiarato!!!
E’ necessaria quindi una maggiore collaborazione tra le istituzioni pubbliche, le forze dell’ordine e la magistratura, per individuare, perseguire e punire tutti coloro che commettono reati negli appalti pubblici, perché solo attraverso un impegno congiunto sarà possibile garantire trasparenza, efficienza e legalità in questo settore così cruciale per lo sviluppo economico e sociale del paese.
Il 21 Gennaio 2019 anticipavo una guerra tra Iran e Israele: il 13 Aprile 2024 il conflitto è ahimè iniziato!!!
Il post anticipato ad inizio 2019 conferma ora quanto sta accadendo in quei territori, già… siamo passatoìi da: Prove tecniche per l’inizio di un nuovo conflitto… – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/01/prove-tecniche-per-linizio-di-un-nuovo.html all’inizio vero e proprio di un conflitto!!!
Ora tutto è nelle mani d’Israele e cioè se rispondere all’attacco dell’Iran oppure in questa fase soprassedere…
Lo ha detto un funzionario israeliano alla Cnn spiegando che Tel Aviv deve decidere se “rompere tutti i piatti o adottare un approccio più misurato”.
Certamente questa escalstion rappresenta qualcosa di grave e preannuncia venti di guerra che tutti noi preferiremo non dover assistere, ma fintanto che non si decida di costituire lo Stato Palestinese, e difatti, anche Papa Francesco stamani durante il Regina Coeli in piazza San Pietro non poteva che tornare ancora una volta a chiedere la pace, attraverso un appello accorato ha ammesso di seguire con preoccupazione quanto sta avvenendo in queste ore nei confini più caldi del pianeta.
La paura è di arrivare sulla soglia di quella che più volte il Papa ha evocato come una terza guerra mondiale a pezzi, secondo un’ormai celebre sua definizione…
Tra l’altro mi fa piacere leggere in questi giorni come anche Papa Francesco abbia compreso quanto il sottoscritto avesse già a suo tempo riportato e cioè che sia giunto il momento di chiedere a tutte le Nazioni del mondo, che si schierano a favore della pace, di aiutare israeliani e palestinesi a vivere in due Stati, sì… fianco a fianco, certamente in sicurezza, in quanto questa rappresenta: “un loro profondo e lecito desiderio, ed è un loro diritto“.
Già, due Stati vicini…
Il 21 Gennaio 2019 anticipavo una guerra tra Iran e Israele: il 13 Aprile 2024 il conflitto è ahimè iniziato!!!
Il post anticipato ad inizio 2019 conferma ora quanto sta accadendo in quei territori, già… siamo passati da: Prove tecniche per l’inizio di un nuovo conflitto… – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/01/prove-tecniche-per-linizio-di-un-nuovo.html all’inizio vero e proprio di un conflitto!!!
Ora tutto è nelle mani d’Israele e cioè se rispondere all’attacco dell’Iran oppure se in questa fase soprassedere…
Lo ha detto un funzionario israeliano alla Cnn spiegando che Tel Aviv debba decidere se “rompere tutti i piatti o adottare un approccio più misurato”.
La paura è di arrivare sulla soglia di quella che più volte il Papa ha evocato come una “terza guerra mondiale a pezzi“, secondo un’ormai celebre sua definizione…
Tra l’altro mi fa piacere leggere come in questi giorni Papa Francesco abbia reiterato quanto il sottoscritto avesse già a suo tempo riportato e cioè che sia giunto il momento di chiedere a tutte le Nazioni del mondo che si schierano a favore della pace, di aiutare israeliani e palestinesi a vivere in due Stati, sì… fianco a fianco, certamente in sicurezza, in quanto questa rappresenta: “un loro profondo e lecito desiderio, ed è un loro diritto“.
Già, due Stati vicini…
Gestione consorzi: criticità e dubbi.
Al fine di chiarire alcuni dubbi e garantire la corretta e uniforme applicazione della disciplina vigente da parte delle stazioni appaltanti e degli Organismi di Attestazione, ritengo corretto affrontare alcune criticità attualmente presenti nei cosiddetti “Consorzi stabili”, in particolare:
Gestione consorzi: criticità e dubbi.
Al fine di chiarire alcuni dubbi e garantire la corretta e uniforme applicazione della disciplina vigente da parte delle stazioni appaltanti e degli Organismi di Attestazione, ritengo corretto affrontare alcune criticità attualmente presenti nei cosiddetti “Consorzi stabili”, in particolare:
Legalità, equità, integrità e rigore professionale, rappresentano (quantomeno sulla carta…) i valori posti in campo dal "Consorzio A.I.F.A.M." per prevenire quei fenomeni di corruzione!!!
Continuando a parlare del “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.”, mi permetto di riportare come tra i suoi impegni, si preveda d’improntare ciascuna azione in esempi di correttezza, equità, integrità e rigore professionale.
Per quanto sopra, il “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.“, si impegna a far seguire linee guida sui comportamenti leali da esplicare, sia nei rapporti interni che con i soggetti esterni, ponendo sempre al centro dell’attenzione il rispetto della legge, oltre che l’osservanza delle procedure aziendali.
Difatti, tutto il personale nello svolgimento delle proprie attività dovrà in ogni occasione, attenersi a quei principi di trasparenza, chiarezza, correttezza, integrità ed equità!!!
Il “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” si impegna a migliorare continuamente il proprio sistema di gestione per la prevenzione della corruzione e garantisce autorità e indipendenza ai responsabili della funzione di conformità.
Chi opera per conto di società terze negli appalti aggiudicati dal “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” è consapevole di incorrere – nel caso di comportamenti di tipo corruttivo e violazione della legge in materia di corruzione – in illeciti sanzionabili, non solo sul piano penale e amministrativo, ma anche sul piano disciplinare aziendale.
Sono queste le regole che consentono al “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” di richiedere alle società coinvolte negli appalti, il rispetto delle leggi vigenti e del codice etico, sulla base di clausole la cui inosservanza implica la risoluzione del contratto!!!
E fondamentale quindi che tutte le Società che operano per c/ del “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” – ritenendo questo strumento di segnalazione efficace per contrastare eventuai fenomeni corruttivi – incoraggino le segnalazioni su presunti fenomeni di corruzione, attraverso procedure definite “whistleblowing”.
Peraltro, un’impresa che si conforma alla normativa richiesta, risulterà non solo credibile, ma evidenziarà trasparenza; inoltre, attraverso la gestione e la verifica delle segnalazioni, si provvederà a garantire riservatezza sul contenuto delle segnalazioni ricevute, dell’identità del segnalante e del segnalato, a tutela soprattutto del “segnalante” per non incorrere in eventuali discriminazioni e/o ritorsioni.
Infine, la Direzione del “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” comunica di dare alla presente politica la massima diffusione, assicurandosi che sia stata compresa per esser attuata da tutto il personale dipendente e a tale scopo, dichiara sin d’ora che verrà consegnata una copia cartacea a ciascun dipendente ed a ogni responsabile delle imprese collegate, inoltre quest’ultima verrà resa disponibile sul sito web aziendale.
Ora… comprenderete tutti come sulla carta quanto sopra riportato da questo “Consorzio Stabile A.I.F.A.M” (ma posso assicurarvi che non è l’unico…) risulti avvincente, peccato che poi nella pratica niente di quanto scritto verrà compiutamente messo in campo ed è il motivo per cui, di quel documento definito “Sistema di gestione per la prevenzione della corruzione” non resterà nulla, se non una serie di frasi prive di fondamento, già…quando si dice: “campate in aria”!!!
Legalità, equità, integrità e rigore professionale, rappresentano (quantomeno sulla carta…) i valori posti in campo dal "Consorzio A.I.F.A.M." per prevenire quei fenomeni di corruzione!!!
Per quanto sopra infatti, il “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” si impegna a far seguire linee guida nei comportamenti leali da esplicare nei rapporti interni che con soggetti esterni, ponendo sempre al centro dell’attenzione il rispetto della legge oltre che l’osservanza delle procedure aziendali.
Difatti, tutto il personale nello svolgimento dei prpri incarichi, dovrà in ogni occasione attenersi ai principi di trasparenza, chiarezza, correttezza, integrità ed equità!!!
Il “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” si impegna altresì a migliorare continuamente il proprio sistema di gestione per la prevenzione della corruzione, garantendoautorità e indipendenza ai responsabili della funzione di conformità.
Inoltre, chi opera per conto di società terze negli appalti aggiudicati dal “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” è consapevole di incorrere – nel caso di comportamenti di tipo corruttivo e violazione della legge in materia di corruzione – in illeciti sanzionabili, non solo sul piano penale e amministrativo, ma anche sul piano disciplinare aziendale.
Sono queste le regole che autorizzano il “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” a richiedere alle società coinvolte nei propri appalti, il rispetto delle leggi vigenti e del codice etico sulla base di clausole la cui inosservanza implica la risoluzione del contratto!!!
E fondamentale quindi che tutte le Società che operano per c/ del “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” – ritenendo questo strumento di segnalazione efficace per contrastare eventuai fenomeni corruttivi – incoraggino eventuali segnalazioni su presunti fenomeni di corruzione, attraverso procedure definite “whistleblowing”.
D’altronde, un’impresa che si conforma alla normativa sopra richiesta, risulterà non solo credibile, ma evidenziarà legalità e trasparenza; inoltre, attraverso la gestione e la verifica delle segnalazioni, si provvederà a garantire riservatezza sul contenuto stesso delle segnalazioni ricevute, dell’identità del segnalante e del segnalato, a tutela soprattutto del “segnalante”, per non incorrere in possibili discriminazioni e/o ritorsioni.
Infine, la Direzione del “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” comunica di dare alla presente politica la massima diffusione, assicurando che sia stata compresa per esser attuata da tutto il personale dipendente, a tale scopo comunica che verrà consegnata copia cartacea a ciascun dipendente e ad ogni responsabile delle imprese collegate ed inoltre, quest’ultima, verrà resa disponibile sul sito web aziendale.
Ora… comprenderete tutti come sulla carta quanto sopra riportato da parte del “Consorzio Stabile A.I.F.A.M” (ma posso assicurarvi che non rappresenta l’unico esempio…) risulti parecchio avvincente, peccato che poi nella pratica niente di quanto scritto in quel documento, verrà compiutamente messo in campo ed è il motivo per cui quel “Sistema di gestione per la prevenzione della corruzione” non resterà che un atto privo di un concreto fondamento, già… chiara dimostrazione di un qualcosa “campato in aria“!!!










