Non c'è indagine di mafia in cui non vi è dentro un pezzo di politica o di pubblica amministrazione!!!

E’ un vero schifo…

Già… la politica e la pubblica amministrazione rappresentano per questo Paese il più grave problema da risolvere, ma ahimè questa risoluzione non troverà con quei soggetto lì seduti, mai soluzione!!!

O meglio, qualcosa ci sarebbe realmente che potrebbe far mutare questo stato di cose, ma ahimè si dovrebbe adottare un cambiamento radicale!!!

Mi riferisco a quello adottato da alcuni Stati “autoritari” che attraverso provvedimenti disciplinari e soprattutto politiche di controllo, hanno riportato legalità dove ormai da tempo quest’ultima non esisteva, certo il tutto a danno della perdita di libertà e democrazia!!!

Ma d’altronde di quale democrazia parliamo, dove da quel Parlamento si fanno le leggi ad personam, difatti vorrei ricordare come proprio questo nostro Paese presenti ha evidenziato possedere un sistema illegale ben collaudato, posto in campo da quell’ex Presidente del Consiglio che ha fatto sì che una frode elettorale abbia con il tempo goduto di una certa legittimità, cui è seguita una vera e propria stagnazione che ha provocato di fatto l’immobilismo dei cittadini, ed infine l’aumento della corruzione onnipresente fino ai massimi livelli, ha messo in crisi la base morale!!!

Permettetemi di riprendere una frase che ho letto alcuni anni fa e diceva: Cos’è la corruzione? La corruzione è l’abuso di potere pubblico per ottenere un beneficio personale! 

Comprenderete come questa spiegazione, seppur semplice e chiara, sembra escludere però la possibilità che esista una corruzione anche in un ambito privato, cosa certamente falsa se si considerano soprattutto i rapporti personali che molti politici hanno per l’appunto con taluni imprenditori (vedasi per ultime le inchieste liguri proprio di questi giorni…) e soprattutto ci si dimentica delle grandi imprese attualmente presenti nel nostro Paese, le quali certamente – in cambio di appalti – provvedono direttamente a foraggiare quel sistema politico, non solo finanziariamente, ma anche attraverso l’indottrimento delle preferenze, grazie al numero consistente di dipendenti addetti ai lavori…

Difatti, non per forza l’abuso di potere è collegato ad un beneficio personale, bensì potrebbe esserlo a quello di un determinato partito politico o a quello di conoscenti, amici e parenti, ed è proprio ciò che avviene costantemente in questo Paese, dove non esiste alcuna meritocrazia!!!

Parlare quindi di legalità, diritto, promozione della trasparenza nelle pubbliche amministrazioni, contrasto alla corruzione, etc., serve soltanto a prendere per il c… tutti noi!!!  

Scriveva Jean-Jacques Rousseau verso la fine del 1700: “Una società trasparente, in cui nessuna condotta privata può essere tenuta al coperto dallo sguardo dei cittadini, è un meccanismo cruciale per evitare intrighi destabilizzanti“!!!

Peccato che nessuno in questo Paese abbia mai letto un rigo di quel filosofo, scrittore e pedagogista, già… non saremmo giunti alle attuali condizioni!!!

Appalti truccati con l’aiuto degli uomini delle forze dell’ordine??? Ma guarda un po’ che novità…

Sugli appalti e le metodologie utilizzate per la loro aggiudicazioni ho scritto fiumi di post e scopro di tanto in tanto, come la maggior parte delle notizie ora riportate, sono state a suo tempo dal sottoscritto anticipate…

Certo, da sempre un clamore mediatico leggere come dietro molti di quegli appalti vi fossero uomini dei carabinieri,  del ministero ed anche ahimè del Vaticano…

L’inchiesta della procura di Milano ha difatti portato all’arresto di un comandante dei carabinieri, ma riguarda anche un (presunto) traffico di influenze illecite per appalti all’interno del Vaticano…

Tra gli indagati – secondo l’Ansa – vi è il capo del dipartimento per gli affari generali e soprattutto la digitalizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un sistema quello delle gare online, che non mi ha mai convinto…

Ed ecco quindi l’ordinanza di arresti domiciliari a carico di più soggetti tra cui i comandante dei carabinieri del secondo reggimento allievi, marescialli, brigadieri di Velletri (Roma) per corruzione, turbativa e false fatture su un appalto da quasi 700mila euro per servizi di pulizia della caserma, ed ancora un imprenditore legato al comandante, ed agli imprenditori tutti ora indagati. 

Secondo il procuratore Marcello Viola, gli indagati sono coinvolti in reati di traffico di influenze illecite, emissione di fatture per operazioni inesistenti, corruzione e turbata libertà degli incanti. 

Ma non solo le figure di cui sopra rimaste coinvolte nel procedimento penale, perché risultani altresì indagati in stato di libertà altri soggetti tra cui imprenditori, funzionari e dirigenti pubblici.

I fatti sono quelli abituali, favori in cambio di denaro e altre utilità… e non importa se si ha una divisa, un incarico dirigenziale, se si rappresenta lo Stato o la Chiesa, per tutti vale la regola di essere disonesti e corrotti nell’anima!!!

Non importa quanto denaro gli viene versato mensilmente ( grazie ai sacrifici dei cittadini onesti…), no… questi individui più ne hanno e più ne voglio, ma non solo, i loro familiari proprie come sanguisughe, partecipano attivamente nel reciclare tutto quel denaro sporco!!!

Altro che criminalità organizzata, mafia e delinquenza… questi in confronto ad essi, sono dei veri “Signori”!!!    

Appalti truccati con l'aiuto degli uomini delle forze dell'ordine??? Ma guarda un po' che novità…

Sugli appalti e le metodologie utilizzate per la loro aggiudicazioni ho scritto fiumi di post e scopro di tanto in tanto, come la maggior parte delle notizie ora riportate, sono state a suo tempo dal sottoscritto anticipate…

Certo, da sempre un clamore mediatico leggere come dietro molti di quegli appalti vi fossero uomini dei carabinieri,  del ministero ed anche ahimè del Vaticano…

L’inchiesta della procura di Milano ha difatti portato all’arresto di un comandante dei carabinieri, ma riguarda anche un (presunto) traffico di influenze illecite per appalti all’interno del Vaticano…

Tra gli indagati – secondo l’Ansa – vi è il capo del dipartimento per gli affari generali e soprattutto la digitalizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un sistema quello delle gare online, che non mi ha mai convinto…

Ed ecco quindi l’ordinanza di arresti domiciliari a carico di più soggetti tra cui i comandante dei carabinieri del secondo reggimento allievi, marescialli, brigadieri di Velletri (Roma) per corruzione, turbativa e false fatture su un appalto da quasi 700mila euro per servizi di pulizia della caserma, ed ancora un imprenditore legato al comandante, ed agli imprenditori tutti ora indagati. 

Secondo il procuratore Marcello Viola, gli indagati sono coinvolti in reati di traffico di influenze illecite, emissione di fatture per operazioni inesistenti, corruzione e turbata libertà degli incanti. 

Ma non solo le figure di cui sopra rimaste coinvolte nel procedimento penale, perché risultani altresì indagati in stato di libertà altri soggetti tra cui imprenditori, funzionari e dirigenti pubblici.

I fatti sono quelli abituali, favori in cambio di denaro e altre utilità… e non importa se si ha una divisa, un incarico dirigenziale, se si rappresenta lo Stato o la Chiesa, per tutti vale la regola di essere disonesti e corrotti nell’anima!!!

Non importa quanto denaro gli viene versato mensilmente ( grazie ai sacrifici dei cittadini onesti…), no… questi individui più ne hanno e più ne voglio, ma non solo, i loro familiari proprie come sanguisughe, partecipano attivamente nel reciclare tutto quel denaro sporco!!!

Altro che criminalità organizzata, mafia e delinquenza… questi in confronto ad essi, sono dei veri “Signori”!!!    

CCCC e il suo Impegno per le Infrastrutture in Italia e nel Mondo: Pronti per il Ponte sullo Stretto

CCCC (China Communications Construction Company) ha sempre mostrato un forte impegno nel cooperare con l’Italia e con i Paesi dell’Unione Europea per la costruzione di infrastrutture strategiche, in particolare porti e terminal. 

La sua esperienza internazionale e la capacità di operare in contesti complessi sono il cuore della sua crescita e del successo dei progetti che porta avanti in Europa e oltre.

Già nel 2017, CCCC ha dato un importante contributo al progetto del nuovo porto offshore in acque profonde a Venezia, fornendo una soluzione di consulenza progettuale basata sul BIM (Build Information Modeling), un approccio innovativo per la gestione e progettazione delle infrastrutture. 

Nel 2019, la compagnia ha arricchito il panorama portuale italiano con l’installazione di 4 gru di banchina, 14 gru a cavalletto su rotaia automatizzate e 7 attrezzature per il cantiere del porto di Vado a Genova. Inoltre, ha fornito ricambi e servizi di manutenzione full life cycle, contribuendo a fare di Vado il primo porto italiano con terminal automatizzato. Tali progetti sono ancora in corso e segnano il consolidamento del ruolo di CCCC nella modernizzazione delle infrastrutture italiane.

Nonostante il successo in Europa, il vero cuore pulsante di CCCC resta l’Africa. Da quasi 50 anni, la compagnia è un attore chiave nello sviluppo infrastrutturale del continente, con un impegno che affonda le radici nella costruzione del Mauritania Friendship Port negli anni ’70. Da allora, CCCC ha partecipato a oltre 1.500 progetti infrastrutturali in Africa, inclusa la costruzione di oltre 7.000 chilometri di strade, più di 100 ponti e oltre 80 porti chiave, consolidando così la sua posizione di leader nella costruzione di porti.

La compagnia non si limita a costruire infrastrutture, ma si impegna anche nella conservazione della biodiversità e nello sviluppo delle risorse locali. Dal 2018, CCCC ha avviato numerose iniziative di formazione e borse di studio, puntando a coltivare i talenti africani e a contribuire positivamente alla crescita professionale dei giovani del continente.

La fase due della costruzione del terminal di Vado Ligure è solo uno degli ultimi passi in questo lungo percorso che vede CCCC protagonista. L’obiettivo ora si sposta anche sul progetto più ambizioso: il Ponte sullo Stretto di Messina. Con la stessa esperienza e competenza che ha reso CCCC un leader globale nel settore delle infrastrutture, la compagnia è pronta a sostenere l’Italia in questo storico progetto, che ha il potenziale di rivoluzionare la connessione tra la Sicilia e la Calabria, oltre a rafforzare l’integrazione tra l’Italia e l’Europa.

In questo contesto, CCCC non solo mira a costruire infrastrutture moderne, ma anche a promuovere la sostenibilità e la crescita condivisa, portando avanti un impegno che va oltre la semplice realizzazione di progetti, per abbracciare una visione a lungo termine di sviluppo e progresso globale.

Aeroporto Falcone e Borsellino? No, aeroporto Silvio Berlusconi…

Matteo Salvini ha deciso di annunciare di voler intitolare lo scalo di Malpensa al fondatore di Forza Italia e così dopo aver dovuto tollerare quell’indegno “Funerale di Stato”, ecco che ora un nostro ministro – esclusivamente per distogliere l’attenzione dai reali problemi di questo Paese, pensa a voler cambiar nome ad un aeroporto…

Quante cazz… dobbiamo sentire e la circostanza assurda è che proprio quel ministro dimentica come quel defunto l’ex Presidente del consiglio, non abbia mai e in nessuna corcostanza, manifestato una particolare attenzione nei suoi confronti, relegandolo anzi il più delle volte, in particolare durante quelle dichiarazioni ufficiali, a figura di semplice “vassallo”…

Però ora egli si ricorda di uno dei due fondatori del partito di “Forza Italia”, ed allora sarebbe quantomeno corretto (mio caro ministro), dedicare quell’areoporto di Malpensa a entrambi, non le sembra???

Ho letto in questi giorni delle numerose proteste che questa decisione ha provocato nel Paese, in particolare tra i giovani democratici della Lombardia che hanno promosso su Charge.org una petizione chiedendo alle istituzioni di non intitolare lo scalo a Berlusconi e da quanto ho potuto leggere sul quel sito web, la mobilitazione è stata numerosa con oltre 10.000 firme in poche ore… 

Ed ancora, Pierfrancesco Majorino, capogruppo Dem nel Consiglio regionale lombardo ha proposto d’intitolare a Luca Attanasio l’aeroporto, sì… a quell’ambasciatore ucciso nel Congo in circostanze poco chiare; il sottoscritto tra l’altro fu tra i primi a sollevare forti dubbbi su quell’omicidio e soprattutto sulle cause che avevano condotto alla sua eliminazione: ricordo che l’ambasciatore si distinse per il suo forte impegno nei progetti umanitari e soprattutto a sostegno delle persone in difficoltà…

Sono certo che un giorno la storia di questo Paese verrà riscritta e tanti contesti ambigui come quelli che in questi ultimi 40 anni ci sono stati opportunamente celati, evidenzieranno finalmente come dietro a quel cosiddetto “Stato legale”, vi ci sia stato di fatto un sistema parallelo e deviato, lo stesso che ha condotto alle gravi contingenze, cui abbiamo assistito!!!

Sono certo che quel giorno non ci saranno commemorazioni da ricordare o dediche da formulare, perché saranno in molti coloro che rinnegheranno tutto, a inziare dalle attuali bizzarre idee, ma non solo, sconfesseranno di essere stati anche l’ideatori degli sconclusionati progetti che in questi mesi ci stanno somministrando – già… quasi fossero qualcosa da bere – e che a breve vedrete, si riveleranno tutti fallimentari!!!

Aeroporto Falcone e Borsellino? No, aeroporto Silvio Berlusconi…

Matteo Salvini ha deciso di annunciare di voler intitolare lo scalo di Malpensa al fondatore di Forza Italia e così dopo aver dovuto tollerare quell’indegno “Funerale di Stato”, ecco che ora un nostro ministro – esclusivamente per distogliere l’attenzione dai reali problemi di questo Paese – pensa di voler cambiar nome ad un aeroporto…

Quante cazz… dobbiamo sentire e la circostanza più assurda è che proprio questo ministro dimentica come lo scomparso Presidente del consiglio non abbia mai manifestato una particolare attenzione nei suoi rigurdi, avendolo il più delle volte relegandato – in particolare lo si è visto durante le dichiarazioni ufficiali – a figura subordinata, già… di semplice “vassallo”…

Ed ora però stranamente si ricorda di uno dei due fondatori di quel partito “Forza Italia“, ed allora viene spontaneo affermare che sarebbe quantomeno corretto (mio caro ministro), dedicare quell’areoporto di Malpensa ad entrambi, non le sembra???

Ho letto tra l’altro in questi giorni delle numerose proteste che questa decisione ha provocato nel Paese, in particolare tra i giovani democratici della Lombardia che hanno promosso su Charge.org una petizione chiedendo alle istituzioni di non intitolare lo scalo a Berlusconi e da quanto ho potuto leggere sul quel sito web, la mobilitazione è stata numerosa, sì… con oltre 10.000 firme in poche ore!!! 

Ed ancora, Pierfrancesco Majorino, capogruppo Dem nel Consiglio regionale lombardo ha proposto d’intitolare a Luca Attanasio l’aeroporto, sì… a quell’ambasciatore ucciso nel Congo in circostanze poco chiare; il sottoscritto tra l’altro fu tra i primi a sollevare forti dubbbi su quell’omicidio e soprattutto sulle cause che avevano condotto a quella sua eliminazione: ricordo come l’ambasciatore si distinse per il suo forte impegno in progetti umanitari e soprattutto a sostegno delle persone in difficoltà…

Sono certo che un giorno la storia di questo Paese verrà riscritta e tanti di quei contesti ambigui come quelli che in questi 40 anni ci sono stati opportunamente indottrinati, finalmente verranno alla luce, in particolare sono certo che emergererà come dietro a quello “Stato legale”, vi ci sia stato di fatto un sistema parallelo e deviato che ha condotto alle gravi contingenze cui abbiamo ahimè assistito!!!

Quel giorno vedrete non ci saranno commemorazioni da ricordare e ancor meno dediche da formulare, perché saranno in molti coloro che rinnegheranno tutto, iniziando da queste attuali bizzarre idee, ma non solo, sconfesseranno di essere stati l’ideatori di quegli sconclusionati progetti che in questi mesi ci stanno proponendo – già… quasi fossero qualcosa da bere – gli stessi che vedrete, si riveleranno del tutto fallimentari!!!

Corruzione nella sanità siciliana: già… mentre quei Prof. e dirigenti si spartivano ingenti somme di denaro, i cittadini morivano!!!

Quando nel 2017 mio suocero morì dopo che gli fu impiantato uno “STENT” (un piccolo divaricatore metallico cilindrico con struttura a maglie  flessibile, costituito da un materiale plastico biocompatibile che viene utilizzato per riparare e/o prevenire la rottura di arterie, vene e condotti dell’organismo), proprio nel Policlinico diretto da uno di quei Prof. attualmente indagati, beh…qualche dubbio sul quell’intervento chesi sa esser minimamente invasivo (eseguito normalmente sotto anestesia totale, ma che può esser eseguito in anestesia locale a seconda del condotto e della patologia da trattare) era sorto al sottoscritto e ancor più a mia moglie che voleva in quela circostanza denunciare la struttura ospedaliera, ma comprenderete bene come in un momento tragico come quello che si stava provando, si è preferito credere alla buona fede di quei medici eche quanto accaduto fosse dipeso dal fato…  

Ed invece dopo alcuni anni ecco un’indagine riaprire quella vecchia ferita… 

Riporto quanto mi è stato inviato da un mio caro lettore:

La Guardia di Finanza di Catania ha dato esecuzione nelle province di Catania, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Perugia all’applicazione di misure cautelari degli arresti domiciliari nei confronti di 9 persone, tra cui 4 Direttori di Unità Operative Complesse, Dipartimenti di Aziende Ospedaliere delle province della Sicilia orientale, 3 rappresentanti di società di distribuzione di multinazionali produttrici di dispositivi medici, un rappresentante di queste multinazionali e un provider per l’organizzazione di eventi. Sono indagati in concorso per i reati di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio.

Difatti, le società distributrici per conto di multinazionali operanti nel settore avrebbero promesso e poi elargito ingenti somme di denaro per l’organizzazione da parte dei dirigenti sanitari, operanti in strutture sanitarie della Sicilia orientale, di convegni e congressi di medicina finalizzati alla formazione, l’ultimo dei quali svoltosi a Catania nel mese di maggio. Le sponsorizzazioni economiche avrebbero avuto lo scopo di ottenere in cambio l’impegno degli stessi di favorire le “ditte più generose” garantendogli l’uso effettivo di un numero maggiore di propri dispositivi medici nel corso degli interventi chirurgici.

Le stesse imprese sarebbero risultate aggiudicatarie delle gare aziendali, di bacino o della CUC regione siciliana per l’acquisto di propri dispositivi medici. Si tratta di affidamenti caratterizzati da lotti a consumo che consentirebbero al Direttore dell’U.O.C. o del Dipartimento di incidere, con le sue decisioni e il suo operato, sulla quantità e sulla tipologia di dispositivi medici da far acquistare all’azienda ospedaliera di riferimento.

Le indagini sono iniziate nell’ambito di attività di servizio a contrasto degli sprechi di risorse pubbliche che avrebbero inizialmente fatto emergere come il Policlinico “G. Rodolico – San Marco” di Catania avesse effettuato affidamenti per l’acquisto di dispositivi medici, nell’ambito di gare aziendali di bacino o della Centrale Unica di Committenza della regione siciliana, accordando alle ditte aggiudicatarie un prezzo risultato più elevato rispetto alle quotazioni dei medesimi dispositivi indicate nell’accordo quadro CONSIP.

Il sistema vedrebbe coinvolti quattro Professori, rispettivamente direttori di U.O.C. o Dipartimenti di cardiologia presso i Policlinici universitari di Catania Messina e dei poli ospedalieri di Siracusa e Ragusa, membri di un Comitato medico-scientifico del progetto SCA “Sicilian Cardiovasculary Academy” che si occuperebbe dello sviluppo di formazione nella specializzazione di competenza.

Coinvolti anche i referenti delle tre società catanesi distributrici per la Regione Sicilia di dispositivi medici prodotti dalle multinazionali nonché il referente di una di queste ultime, operanti nel settore della produzione di valvole aortiche (T.A.V.I.), endoprotesi coronariche e vascolari (STENT).

Sarebbe risultato coinvolto nel sistema corruttivo, amministratore di una delle società “attività delle agenzie di viaggio”, che avrebbe assunto il ruolo di provider degli eventi del progetto di ricerca scientifica promosso dai suddetti dirigenti sanitari, ponendosi quale diretta figura di riferimento di questi ultimi per le sovvenzioni in denaro formalmente destinate all’organizzazione di incontri formativi.

Concludo riportando come essendo il sottoscritto da sempre ammiratore della cosiddetta “Legge del Taglione”, già mi riferisco al’espressione contenuta nell’Antico Testamento, per la precisione nel libro dell’Esodo, cap. XXI meglio conosciuta come “Occhio per occhio“…

Non mi parlate quindi di quella condizione fondamentale per i cristiani e che al di fuori del perdono non c’è pace: no… mi dispiace, auspico viceversa a tutti quei soggetti che tanto dolore hanno provocato ai familiari dei propri cari, gli stessi che per necessità si erano rivolti a quelle strutture da loro dirette,  che possano ricevere (e non solo loro…) eguale “offesa” a quella che ahimè hanno provocato in questi lunghi anni!!!

Difatti: “Quando alcuni uomini rissano e urtano una donna incinta, così da farla abortire, se non vi è altra disgrazia, si esigerà un’ammenda – si legge -, secondo quanto imporrà il marito della donna, e il colpevole pagherà attraverso un arbitrato. Ma se segue una disgrazia, allora pagherai vita per vita: occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido”.

Corruzione nella sanità siciliana: già… mentre quei Prof. e dirigenti si spartivano ingenti somme di denaro, i cittadini morivano!!!

Quando nel 2017 mio suocero venne a mancare a seguito di un intervento nel quale gli era stato impiantato uno “STENT” (quel piccolo divaricatore metallico cilindrico con struttura a maglie  flessibili plastiche biocompatibile utilizzato per riparare e/o prevenire la rottura di arterie, vene e condotti dell’organismo) proprio nel Policlinico diretto da uno di quei Prof. attualmente indagati, beh…qualche dubbio sulle modalità di quella operazione (che si sa esser poco invasiva tanto da venir eseguita non solo sotto anestesia totale, ma anche in anestesia locale, già a seconda del condotto e della patologia da trattare) era sorto al sottoscritto e ancor più a mia moglie che voleva in quella particolare circostanza denunciare la struttura ospedaliera e di conseguenza il Primario…
Comprenderete però come in quel tragico momento si preferì soprassedere, credendo alla buona fede di quei medici e che quindi, quanto stavamo ahimè vivendo, fosse dipeso esclusivamente dal fato…  

Ed invece dopo alcuni anni ecco un’indagine riaprire quella vecchia ferita… 

Riporto quanto mi è stato inviato da un mio lettore:

La Guardia di Finanza di Catania ha dato esecuzione nelle province di Catania, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Perugia all’applicazione di misure cautelari degli arresti domiciliari nei confronti di 9 persone, tra cui 4 Direttori di Unità Operative Complesse, Dipartimenti di Aziende Ospedaliere delle province della Sicilia orientale, 3 rappresentanti di società di distribuzione di multinazionali produttrici di dispositivi medici, un rappresentante di queste multinazionali e un provider per l’organizzazione di eventi. Sono indagati in concorso per i reati di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio.

Difatti, le società distributrici per conto di multinazionali operanti nel settore avrebbero promesso e poi elargito ingenti somme di denaro per l’organizzazione da parte dei dirigenti sanitari, operanti in strutture sanitarie della Sicilia orientale, di convegni e congressi di medicina finalizzati alla formazione, l’ultimo dei quali svoltosi a Catania nel mese di maggio. Le sponsorizzazioni economiche avrebbero avuto lo scopo di ottenere in cambio l’impegno degli stessi di favorire le “ditte più generose” garantendogli l’uso effettivo di un numero maggiore di propri dispositivi medici nel corso degli interventi chirurgici.

Le stesse imprese sarebbero risultate aggiudicatarie delle gare aziendali, di bacino o della CUC regione siciliana per l’acquisto di propri dispositivi medici. Si tratta di affidamenti caratterizzati da lotti a consumo che consentirebbero al Direttore dell’U.O.C. o del Dipartimento di incidere, con le sue decisioni e il suo operato, sulla quantità e sulla tipologia di dispositivi medici da far acquistare all’azienda ospedaliera di riferimento.

Le indagini sono iniziate nell’ambito di attività di servizio a contrasto degli sprechi di risorse pubbliche che avrebbero inizialmente fatto emergere come il Policlinico “G. Rodolico – San Marco” di Catania avesse effettuato affidamenti per l’acquisto di dispositivi medici, nell’ambito di gare aziendali di bacino o della Centrale Unica di Committenza della regione siciliana, accordando alle ditte aggiudicatarie un prezzo risultato più elevato rispetto alle quotazioni dei medesimi dispositivi indicate nell’accordo quadro CONSIP.

Il sistema vedrebbe coinvolti quattro Professori, rispettivamente direttori di U.O.C. o Dipartimenti di cardiologia presso i Policlinici universitari di Catania Messina e dei poli ospedalieri di Siracusa e Ragusa, membri di un Comitato medico-scientifico del progetto SCA “Sicilian Cardiovasculary Academy” che si occuperebbe dello sviluppo di formazione nella specializzazione di competenza.

Coinvolti anche i referenti delle tre società catanesi distributrici per la Regione Sicilia di dispositivi medici prodotti dalle multinazionali nonché il referente di una di queste ultime, operanti nel settore della produzione di valvole aortiche (T.A.V.I.), endoprotesi coronariche e vascolari (STENT).

Sarebbe risultato coinvolto nel sistema corruttivo, amministratore di una delle società “attività delle agenzie di viaggio”, che avrebbe assunto il ruolo di provider degli eventi del progetto di ricerca scientifica promosso dai suddetti dirigenti sanitari, ponendosi quale diretta figura di riferimento di questi ultimi per le sovvenzioni in denaro formalmente destinate all’organizzazione di incontri formativi.

Leggendo quanto sopra, ho pensare di concludere riprendendo quella cosiddetta “Legge del Taglione”, mi riferisco all’espressione contenuta nell’Antico Testamento, per la precisione nel libro dell’Esodo, che afferma per l’appunto “Occhio per occhio“…

Non mi parlate quindi della condizione che come cristiano dovrei avere nei riguardi di quegli individui attualmente indagati oppure che al di fuori del perdono non c’è pace: no… mi dispiace, auspico viceversa per ciascuno di loro tanto dolore, lo stesso d’altronde che hanno provocato a tutti quei familiari che hanno visto a causa di prodotti difettosi perdere i loro cari…

Già inermi cittadini che solyanto per necessità si erano rivolti a quelle strutture (dirette da quei soggetti disonesti…) e quindi perché perdonare, possano viceversa anch’essi patire (e non solo loro…) un’eguale “offesa”, la stessa che in questi anni hanno provocato a molti di noi!!!

Difatti: “Quando alcuni uomini rissano e urtano una donna incinta, così da farla abortire, se non vi è altra disgrazia, si esigerà un’ammenda – si legge -, secondo quanto imporrà il marito della donna, e il colpevole pagherà attraverso un arbitrato. Ma se segue una disgrazia, allora pagherai vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido”.

IRAN: vince il riformista…

Naturalmente come avevo riportato in precedenza, i nuovi poteri del presidente Massoud Pezeshkian saranno ora sottoposti al controllo vigile della Guida Suprema Ali Khamenei e delle sue guardie rivoluzionarie, ma forse chissà potrebbero esserci dei cambiamenti nella politica estera ed una minore repressione interna…

Comunque la circostanza che a vincere sia stato un riformatore è già un passo avanti… quantomeno la sua vittoria ha suscitato nella parte di popolazione iraniana femminile la speranza che qualcosa possa iniziare a cambiare per passare ad un sistema più democratico e soprattutto meno radicale.

Ora il problema è comprendere se il nuovo Presidente riuscira ad attuare quanto ha detto durante le elezioni o per meglio dire se gli permetteranno di compere quel passo fondamentale per riportare maggiore democrazia dove attualmente manca…

Certamente più moderato dei suoi contendenti si è dimostrato poco allineato con la politica ultra conservatrice del regime iraniano, ed ora certamente proverà a riaprire un dialogo a favore dell’Occidente, cercando di diminuire le sanzioni mondiali e il blocco posto in atto, ma non solo, proverà ad allegerire la posizione rigida prevista di indossare l’hijab, il velo utilizzato dalle donne musulmane per coprire la testa e il collo, che come sappiamo, ha provocato parecchie morti, in particolare tra molte ragazze adolescenti. 

Credo che siano state queste aperture a far ritornare al voto una parte degli elettori, in particolare molte donne che avevano di fatto boicottato le elezioni, sì…  per non legittimare il regime!!!

Credo però che anche dal governo centrale si sia compreso che fosse giunto di limare certe posizioni, altrimenti il rischio di una rivolta popolare era pronto a scatenare una guerra civile, ed è il motivo che ha spinto il governo centrale a ridurre le attuali politiche di controllo e soprattutto di repressione…

Nel mio ultimo post, parlando dell’incidente occorso all’ex Presidente Raisi, avevo riportato che qualcuno poteva avere un qualche interesse affinchè si verificasse…

Innanzitutto dall’estero, perché la morte di Raisi e le nuove elezioni hanno certamente modificato lo stato di fatto e creato ora un’alternativa, poi… quanto positiva quest’ultima possa divenire nel tempo non lo sappiamo, ma certamente allo stato attuale un cambiamento vi è stato!!!

Dall’interno non sappiamo cosa è realmente accaduto, ad esempio qualcuno poteva aver provato a prendere il posto dell’ex Presidente, ma poi per motivi che non conosciamo, ha dovuto soprassedere, come d’altronde potrebbe essere che il Presidente Raisi avesse improvvisamente deciso di realizzare dei cambiamenti con nuove aperture democratiche, ma quest’ultimi, non essendo stato approvati dal Consiglio dei guardiani, hanno determinato quanto abbiamo visto…

Certo sono tutte ipotesi che a prima vista non possiedono alcun fondamento, già “campate in aria”, ma chissà se poi è realmente così. Mi sembra di rileggere il “Rapporto Pellican” di John Grisham.  

IRAN: vince il riformista…

Naturalmente come avevo riportato in precedenza, i nuovi poteri del presidente Massoud Pezeshkian saranno ora sottoposti al controllo vigile della Guida Suprema Ali Khamenei e delle sue guardie rivoluzionarie, ma forse chissà potrebbero esserci dei cambiamenti nella politica estera ed una minore repressione interna…

Comunque la circostanza che a vincere sia stato un riformatore è già un passo avanti… quantomeno la sua vittoria ha suscitato nella parte di popolazione iraniana femminile la speranza che qualcosa possa iniziare a cambiare per passare ad un sistema più democratico e soprattutto meno radicale.

Ora il problema è comprendere se il nuovo Presidente riuscira ad attuare quanto ha detto durante le elezioni o per meglio dire se gli permetteranno di compere quel passo fondamentale per riportare maggiore democrazia dove attualmente manca…

Certamente più moderato dei suoi contendenti si è dimostrato poco allineato con la politica ultra conservatrice del regime iraniano, ed ora certamente proverà a riaprire un dialogo a favore dell’Occidente, cercando di diminuire le sanzioni mondiali e il blocco posto in atto, ma non solo, proverà ad allegerire la posizione rigida prevista di indossare l’hijab, il velo utilizzato dalle donne musulmane per coprire la testa e il collo, che come sappiamo, ha provocato parecchie morti, in particolare tra molte ragazze adolescenti. 

Credo che siano state queste aperture a far ritornare al voto una parte degli elettori, in particolare molte donne che avevano di fatto boicottato le elezioni, sì…  per non legittimare il regime!!!

Credo però che anche dal governo centrale si sia compreso che fosse giunto di limare certe posizioni, altrimenti il rischio di una rivolta popolare era pronto a scatenare una guerra civile, ed è il motivo che ha spinto il governo centrale a ridurre le attuali politiche di controllo e soprattutto di repressione…

Nel mio ultimo post, parlando dell’incidente occorso all’ex Presidente Raisi, avevo riportato che qualcuno poteva avere un qualche interesse affinchè si verificasse…

Innanzitutto dall’estero, perché la morte di Raisi e le nuove elezioni hanno certamente modificato lo stato di fatto e creato ora un’alternativa, poi… quanto positiva quest’ultima possa divenire nel tempo non lo sappiamo, ma certamente allo stato attuale un cambiamento vi è stato!!!

Dall’interno non sappiamo cosa è realmente accaduto, ad esempio qualcuno poteva aver provato a prendere il posto dell’ex Presidente, ma poi per motivi che non conosciamo, ha dovuto soprassedere, come d’altronde potrebbe essere che il Presidente Raisi avesse improvvisamente deciso di realizzare dei cambiamenti con nuove aperture democratiche, ma quest’ultimi, non essendo stato approvati dal Consiglio dei guardiani, hanno determinato quanto abbiamo visto…

Certo sono tutte ipotesi che a prima vista non possiedono alcun fondamento, già “campate in aria”, ma chissà se poi è realmente così. Mi sembra di rileggere il “Rapporto Pellican” di John Grisham.  

In Sicilia l'incremento delle attività illegali è direttamente proporzionato all'innalzamento della temperatura!!!

No… non sto scherzando!!!

Vi è un motivo se ho deciso di scrivere questo post e dipende principalmente dall’aver costatato come molte delle attività illegali che vengono abitualmente compiute nella mia isola, sono fortemente concatenate con l’aumento della temperatura… 

Difatti, affinchè certi meccanismi irregolari possano venir realizzati in maniera pacata, c’è bisogno che quanti sono addetti a quei controlli non siano presenti quando questi accadono o quantomeno, che durante quelle ore di caldo afoso si dedichino a fare tutt’altro…

Nello scrivere ora questo post, mi sono ricordato di un episodio emerso dopo aver arrestato il capo di cosa nostra, Totò Riina, quando egli – se pur a quel tempo latitante – circolava liberamente nella sua Palermo, già… tra le 12.30 e le 14.30 (dell’orario non sono sicuro, ma più o meno dovrebbe esser questo…) nel momento in cui veniva compiuto il cambio di guardia da parte delle forze dell’ordine…   

E qui è la stessa cosa, i controlli da verificare quotidianamente – a causa dell’aumento spropositato della temperatura – conduce molti di quei soggetti, mi riferisco a funzionari, ispettori, responsabili della tutela del territorio, dell’ambiente e della sicurezza nei luoghi di lavoro, a starsene comodamente in ufficio, già…  con l’aria condizionata.

D’altronde perché rischiare che quel calore estremo possa creare loro gravi problemi di salute, sì perchè rischiare uno stress da calore o un eventuale lesioni dovute ad affaticamento che peratro come sappiamo determinare spossatezza, mancanza di concentrazione, scarsa capacità decisionale ed altri fattori???

Sappiamo tutti come l’aumento delle temperature causino debilitazione e difatti sono molti i lavoratori a rischio, in particolare quanti quotidianamente sono coinvolti nei servizi di emergenza o chi deve operare all’aperto, ed è a causa di ciò che esiste l’obbligo di sospendere le attività o modificare gli orari durante quei periodi di alta temperatura.

Quindi, alla luce degli scenari provocati da quel cambiamento climatico, ecco che viceversa, tutta una serie di soggetti, già di loro predisposti a compiere attività fraudolente, trovano ora grazie a quel ignaro “complice naturale”, la possibilità di mettere in pratica quei meccanismi illegali, che vengono svolti alla luce del sole (se… osservati), ma ciò è possibile nel momento in cui si compiono quei cosiddetti “controlli del territorio“, altrimenti quelle attività fraudolente si “eclissano” già… a causa di quegli omessi controlli…

Ecco perché gli effetti della temperatura su quei soggetti truffaldini sono come una manna dal cielo, perché grazie a quelle condizioni meteorologico avverse, essi possono salvaguardarsi da eventuali rischi di accertamenti e soprattutto possono mettere in pratica tutte quelle modalità certamente contrarie alle normative vigenti (non che questo possa possa costituire per essi una forma di deterrente, d’altronde alle nostre leggi questi soggetti neppure ci pensano, anzi se ne fottono…) e che potrebbero costringere quelle loro società a dover adottare modifiche strutturali, che farebbero però perder tempo e denaro…

Quindi… ben venga quel caldo a 45-50°, già… proprio come riportava la canzone di Renzo Arbore: meno siamo… e meglio stiamo!!!   

Lettera aperta per il Sindaco Trantino sulla metropolitana di Catania: alcuni miei lettori mi hanno chiesto di procedere con semplici modifiche…

Sig. Sindaco buongiorno, 

le scrivo questa nota perche alcuni giorni fa, dopo aver scritto un post sui lavori della Metropolitana di Catania, alcuni miei lettori – clienti abituali di quella ferrovia sotterranea – mi hanno riportato sulla mia pagina social, alcune difficoltà connesse con quel servizio che ritengo facilmente risolvibili e che permetteranno a molti miei concittadini (catanesi) e non solo, di risolvere parecchi loro problemi…

Tralasciando quindi quanto dal sottoscritto evidenziato (condiviso anche da molti lettori) sui ritardi  dei lavori pubblici (un elemento ahimè costante in tutto il Paese), il problema della nostra metropolitana può essere ricercato in alcuni punti…

Innanzitutto le frequenze di passaggio: secondo un lettore, per essere la metro davvero concorrenziale, si dovrebbe diminuire il passaggio attuale da 10/15 min ogni ora a 5/10…

Inoltre, mi si consiglia di anticipare la prima corsa della metro alle 6.00 (e non alle 7.00 per come avviene…), d’altronde si sa… la maggior parte di noi inizia ad operare alle 7.00, già… a differenza di quando abitualmente si dice nella nostra citta e cioè “non travagghiamu mica o comuni…” e quindi diventa fondamentale utilizzare la metro a quell’ora per poter esser puntuali a lavoro…

Inoltre, l’orario del servizio: già attualmente la linea prevede una corsa ogni 10 min da inizio servizio fino alle 15 e poi passa ogni 15 min dalle 15:15 fino a fine servizio; al netto delle problematiche del sistema di controllo tra un convoglio e l’altro, vi sono per l’appunto le frequenze insufficienti ad alleggerire il trasporto su superficie, sia pubblico sia privato. 

L’ideale secondo i miei lettori sarebbe quello di dimezzare i tempi tra un partenza e l’altra (mi suggeriscono di aumentare la capacità dei convogli abbinando due vagoni).

Ed ancora, con un’attesa massima di 4/6 minuti, il sistema diventa più interessante per la clientela. 

Il sottoscritto abituato ad aver frequentato la metro di Milano negli ultimi anni, non può che condividere pienamente la riflessione di cui sopra… 

Altro tema da affrontare per come sopra riportavo sopra gli orari di inizio e fine servizio. 

Attualmente, nei giorni feriali il servizio inizia alle 6:40 (direzione Stesicoro) o alle 7 (direzione Nesima); ora, far partire mezz’ora prima o ancor meglio iniziare alle 6.00 significherebbe andare incontro alle esigenze di quanti iniziano a lavorare presto la mattina e sono la maggioranza!!!

Ah… stesso discorso vale per l’orario di fine servizio: servono almeno due corse in più per consentire il rientro a casa di quanti finiscono di lavorare tardi (evito di riportare anche quì una frase dei catanesi…).

Ritengo d’altronde che l’aumento dei costi verrebbe parzialmente coperto dall’incasso aggiuntivo e una parte potrebbe anche esser ricavata dall’aumento dei controlli e quindi dalle relative sanzioni nell’uso errato dei parcheggi oltre l’orario…

Ma il fattore più importante è che aumentando la clientela sulla metro, diminuirà enormemente il flusso di auto in città con tutte le problematiche che ben conosciamo, come inquinamento, traffico, parcheggi, etc…

Sindaco Trantino, mi consenta una nota personale: come ben sa la sua elezione è avvenuta in maniera diretta in quanto conseguita con la maggioranza dei consensi, proprio perché i cittadini hanno voluto scegliere Lei per risolvere tutti i loro problemi; difatti con quella nomina le esprime di fatto la scelta della comunità che le attribuisce, grazie ai cittadini la responsabilità di governare pienamente questa città. Ed allora le chiedo perché non accontentarli ancora una volta, d’altronde parliamo di richieste semplici da attuare, ma che consentiranno a molti di loro di beneficiare non solo di tempo e stress, ma anche di risparmiare una parte importante di quel loro esiguo salario, già… grazie a quel trasporto ferroviario che nasce principalmente per essere rapido…

Vedrà i suoi concittadini a momento debito ricorderanno ciascuna sua azione, nel bene e nel male, peraltro sa bene che tutto dipende da Lei e dai collaboratori che si è scelto…

Sig. Sindaco, colgo l’occasione per formulare a Lei un buon lavoro e di continuare per come sta facendo… 

P.s. ringrazio inoltre un mio lettore “@matra.bsky.social” per aver chiarito alcuni dubbi. 

Lettera aperta per il Sindaco Trantino sulla metropolitana di Catania: alcuni miei lettori mi hanno chiesto di procedere con semplici modifiche…

Sig. Sindaco, buongiorno,
mi rivolgo a Lei per portare alla Sua attenzione alcune osservazioni emerse nei giorni scorsi sulla mia pagina social.

Dopo aver pubblicato un post riguardante i lavori della Metropolitana di Catania, alcuni miei lettori, utenti abituali di questo servizio, hanno condiviso commenti riguardanti le difficoltà riscontrate durante l’utilizzo della linea.

Difatti, dopo aver letto con attenzione le loro segnalazioni, ritengo che molte di queste problematiche possano essere risolte con interventi mirati e tempestivi. Ritengo quindi che un miglioramento del servizio non solo sarebbe di grande beneficio per i cittadini che quotidianamente utilizzano la metropolitana, ma contribuirebbe anche a rendere più efficiente la mobilità nella nostra città.
Tralasciando, quindi, quanto da me evidenziato in precedenza – un pensiero condiviso da molti dei miei lettori – riguardo ai ritardi nei lavori appaltati (elemento ahimè, purtroppo ricorrente in tutto il Paese), ritengo che il problema della nostra metropolitana possa essere affrontato e risolto attraverso alcuni interventi mirati.
Innanzitutto, riguardo alle frequenze di passaggio, uno dei miei lettori ha sottolineato che, per rendere la metropolitana davvero competitiva e funzionale, sarebbe necessario ridurre l’intervallo attuale da 10/15 minuti a 5/10 minuti. Questo cambiamento renderebbe il servizio molto più appetibile per gli utenti, incentivando un maggiore utilizzo rispetto ai mezzi di superficie.
Inoltre, è emersa la necessità di anticipare la prima corsa della metropolitana alle 6:00, anziché alle 7:00 come avviene attualmente. Come è noto, la maggior parte dei cittadini inizia a lavorare già alle 7:00, e l’attuale orario di partenza rischia di penalizzare chi ha bisogno di spostarsi presto per essere puntuale sul posto di lavoro. D’altronde, come si suol dire nella nostra città, “non travagghiamu mica o Comuni…” – e quindi diventa fondamentale poter contare su un servizio efficiente già dalle prime ore del mattino.
Passando agli orari del servizio, attualmente la linea prevede una corsa ogni 10 minuti dall’inizio del servizio fino alle 15:00, per poi passare a una frequenza di 15 minuti dalle 15:15 fino alla chiusura. Tuttavia, al di là delle problematiche legate al sistema di controllo tra un convoglio e l’altro, le frequenze attuali si rivelano insufficienti per alleggerire in modo significativo il traffico su superficie, sia pubblico che privato.
L’ideale, secondo i miei lettori, sarebbe dimezzare i tempi di attesa tra una partenza e l’altra. Alcuni hanno suggerito di aumentare la capacità dei convogli abbinando due vagoni, anche se non so quanto questa ipotesi possa essere fattibile dal punto di vista tecnico e organizzativo. Difatti, con un’attesa massima di 4/6 minuti, il sistema diventerebbe sicuramente più interessante per la clientela, contribuendo a ridurre l’affollamento e a migliorare l’esperienza complessiva degli utenti.
Sono convinto che, con questi interventi mirati, la metropolitana di Catania potrebbe diventare un vero e proprio punto di riferimento per la mobilità cittadina, offrendo un servizio più efficiente e rispondente alle esigenze dei cittadini.

Il sottoscritto, abituato a frequentare la metropolitana di Milano negli ultimi anni, non può che condividere pienamente le riflessioni sopra esposte. L’efficienza di un servizio di trasporto pubblico si misura anche nella sua capacità di adattarsi alle esigenze reali dei cittadini, e su questo punto c’è ancora molto da fare per la nostra metropolitana.

Un altro tema cruciale, come già accennato, è quello degli orari di inizio e fine servizio. Attualmente, nei giorni feriali, il servizio inizia alle 6:40 (direzione Stesicoro) o alle 7:00 (direzione Nesima). Far partire la prima corsa mezz’ora prima, o ancor meglio alle 6:00, significherebbe andare incontro alle esigenze di quanti iniziano a lavorare presto la mattina – che, come sappiamo, rappresentano la maggioranza.

Lo stesso discorso vale per l’orario di fine servizio: servirebbero almeno due corse aggiuntive per consentire il rientro a casa di quanti finiscono di lavorare tardi. Evito di riportare anche qui una delle tipiche frasi dei catanesi, ma è chiaro che un servizio più esteso sarebbe di grande aiuto per molti cittadini.

Ritengo, inoltre, che l’aumento dei costi derivante da queste modifiche potrebbe essere parzialmente coperto dagli incassi aggiuntivi generati da un maggiore utilizzo del servizio. Una parte delle risorse potrebbe anche essere ricavata attraverso un aumento dei controlli e delle relative sanzioni per l’uso improprio dei parcheggi oltre l’orario consentito.

Tuttavia, il fattore più importante è un altro: aumentando la clientela della metropolitana, si ridurrebbe enormemente il flusso di auto in città, con tutti i benefici che ne derivano: meno inquinamento, meno traffico, meno problemi di parcheggio e, in generale, una migliore qualità della vita per tutti.

Sig. Sindaco Trantino, mi consenta una nota personale. Come ben sa, la Sua elezione è avvenuta in maniera diretta, con il consenso della maggioranza dei cittadini, proprio perché la comunità ha scelto Lei per risolvere i problemi della città. Con quella nomina, i cittadini Le hanno attribuito la responsabilità di governare pienamente Catania, affidandosi alle Sue capacità e alla Sua visione.

Ed allora, perché non accontentarli? D’altronde, parliamo di richieste talmente semplici da attuare, ma che avrebbero un impatto enorme sulla vita di molti cittadini. Si tratta di interventi che consentirebbero loro non solo di risparmiare tempo e stress, ma anche di alleggerire una parte importante dei loro esigui salari, grazie a un servizio di trasporto che, per sua natura, dovrebbe essere rapido ed efficiente.

Vedrà, Sig. Sindaco, i Suoi concittadini, a momento debito, ricorderanno ciascuna delle Sue azioni, sia nel bene che nel male. Sa bene che tutto dipende da Lei e dai collaboratori che si è scelto.

Colgo l’occasione per augurarLe un buon lavoro e per incoraggiarLa a continuare per la strada che sta percorrendo finora.

P.s. Un ringraziamento speciale va a un mio lettore, @matra.bsky.social, per aver chiarito alcuni dubbi e contribuito a questa riflessione.

Mi piace osservare come la maggior parte dei miei conterranei sia disponibile a perdonare taluni imputati a seguito di una sentenze di assoluzione…

Già… osservo spesso con quanta celerità taluni miei conterrani corrano a congratularsi verso le sedi di quei loro amici e/o conoscenti “imputati” (in quanto coinvolti in inchieste giudiziarie) – nel momento in cui hanno notizie che il giudice ha pronunciato la sentenza di assoluzione…

Ed allora eccoli lì, tutti in fila, già… genuflessi a quel esponente politico, dirigente, imprenditore, funzionario, etc., finalmente “assolto”…

Ciascuno prova in modo benevolo a confortare quell’individuo, esprimendo in maniera premurosa la propria convinzione, già… che si fosse trattato di un errore giudiziario!!! 

Il giudizio espresso da tutti è che la giustizia non sempre è perfetta, anzi il più delle volte sbaglia, ed è il motivo per cui, quanto accaduto a causa di quell’inchiesta giudiziaria debba esser sollecitamente eliminato, sì… come si fa’ con un cancellino da lavagna – a conferma che tutte le attività d’indagine compiute dal pubblico ministero fossero di fatto errate!!!

Ci si dimentica o forse si preferisce far finta di non sapere che un giudice può pronunciare sentenza di assoluzione anche quando manca o è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l’imputato lo abbia commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato è stato commesso da persona imputabile!!!

Difatti, l’impossibilità di giungere a un accertamento della colpevolezza conduce alla pronuncia di una formula che corrisponde ad un accertamento positivo dell’innocenza e ciò discende dall’esigenza di annunciare la causa dell’assoluzione nel dispositivo.

Ad esempio, se vi è la prova che il fatto è stato commesso in presenza di una causa di giustificazione o di una causa personale di non punibilità ovvero vi è dubbio sull’esistenza delle stesse, il giudice pronuncia sentenza di assoluzione!!!

Infatti con questa formula, il giudice dichiara che il fatto addebitato all’imputato è stato compiuto proprio da lui, tuttavia il fatto non può essere considerato un illecito penale e da qui il “non costituisce reato“, perché manca l’elemento soggettivo (dolo, colpa o preterintenzione).

Cosa voglio dire, che vi è differenza sostanziale tra un imputato che non ha commesso il reato o non è previsto dalla legge come reato e viceversa chi il reato lo ha commesso e poi, per ragioni più svariate ( e grazie a certi stratagemmi trovati…)  non può essere condannato e quindi viene assolto!!! 

Ecco perché soltanto la formula “il fatto non sussiste” e ”l’imputato non ha commesso il fatto” stabiliscono l’assoluzione più ampia che nega in maniera chiara il presupposto storico dell’accusa, tutto il resto viceversa può essere equiparato ad una insufficienza di prove oppure che le prove stesse non siano sufficienti a carico dell’imputato, comprenderete che ciò non significa che egli sia esente da colpe…

Ed allora, rivolgendomi ai numerosi lacchè che vedo presenti in quelle feste, riunioni, cene, ma che poi evitano di pubblicare immagini di quella loro presenza su social e quant’altro, beh… vorrei dirvi che quando desiderate ossequiare quei soggetti ahimè ancora “imputati”, quando in maniera celere vi siete recati in quegli trattenimenti – senza esser stati personalmente invitati – per incontrarli, abbracciarli, fatelo senza eludere quei selfie, non esitate avendo paura di venir scoperti, rischiando quindi che qualcuno possa rinfacciarvi quel “rapporto” d’interesse…

Ma d’altronde comprendo bene quanto sia per molti di voi difficile allontanarsi da questi individui, sì… gli stessi che da sempre hanno foraggiato un struttura clientelare, corrotto e colluso, lo stesso meccanismo perverso che apertamente criticato ma con cui finora avete convissuto… 

E quindi perché rinnegare ciò che si è stati o ciò che si è!!! Quindi… nel difendere quel vostro intimo referente, sarebbe opportuno che non andiate in giro a dire che si è trattato di un errore giudiziario o ancor peggio che quel soggetti ahimè coinvolto è una persone perbene, perché lo sappiamo tutti che non è così, già… anche se c’è stato un verdetto di assoluzione!!! 

Mi piace osservare come la maggior parte dei miei conterranei sia disponibile a perdonare taluni imputati a seguito di una sentenze di assoluzione…

Già… osservo spesso con quanta celerità taluni miei conterranei si precipitano a congratularsi verso le sedi di quegli amici e/o conoscenti ahimè “imputati”, nel momento in cui hanno avuto notizia che il giudice ha pronunciato sentenza di assoluzione…

Eccoli quindi, tutti in fila, già… genuflessi a quel esponente politico, dirigente, imprenditore, funzionario, etc., finalmente “assolto”…

Ciascuno di loro prova in modo benevolo a confortare quell’individuo, esprimendo in maniera premurosa la propria convinzione, già… che si è trattato di un errore giudiziario!!! 

Il giudizio espresso dalla maggioranza dei presenti è che la giustizia non sempre è perfetta, anzi il più delle volte sbaglia, ed è il motivo per cui quanto accaduto a causa di quell’inchiesta giudiziaria, debba esser ora sollecitamente eliminato, sì… come si fa’ con un cancellino da lavagna – a conferma che quelle attività d’indagine – compiute dal pubblico ministero – fossero errate!!!

Ci si dimentica o forse si preferisce far finta di non sapere che un giudice può pronunciare sentenza di assoluzione anche quando manca o è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l’imputato lo abbia commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato è stato commesso da persona imputabile!!!

Difatti, l’impossibilità di giungere ad un accertamento della colpevolezza conduce alla pronuncia di una formula che corrisponde a un accertamento positivo dell’innocenza e ciò discende dall’esigenza di annunciare la causa dell’assoluzione nel dispositivo.

Ad esempio, se vi è la prova che il fatto è stato commesso in presenza di una causa di giustificazione o di una causa personale di non punibilità ovvero vi è dubbio sull’esistenza delle stesse, il giudice pronuncia sentenza di assoluzione!!!

Infatti con questa formula il giudice dichiara che il fatto addebitato all’imputato è stato compiuto proprio da lui, tuttavia il fatto non può essere considerato un illecito penale e da qui il “non costituisce reato“, perché manca l’elemento soggettivo (dolo, colpa o preterintenzione).

Cosa voglio dire, che vi è differenza sostanziale tra un imputato che non ha commesso il reato o non è previsto dalla legge come reato e viceversa chi il reato lo ha commesso e poi per le ragioni più svariate (e grazie a certi stratagemmi…) non può essere condannato e quindi viene assolto!!! 

Ecco perché soltanto la formula “il fatto non sussiste” e/o ”l’imputato non ha commesso il fatto” stabilisce l’assoluzione più ampia che nega in maniera chiara il presupposto storico dell’accusa, tutto il resto viceversa può essere equiparato a una insufficienza di prove a carico dell’imputato e quindi non si è esenti da colpe!!!

Ed allora, rivolgendomi ai tanti lacchè di cui ho saputo esser stati presenti in talune feste, riunioni, cene e poi fanno di tutto per evitare che qualche immagini pubblicate sui social evidenzino quella  loro presenza, beh… vorrei dir loro che quando ossequiano quei soggetti ahimè ancora “imputati”, quando in maniera celere ci si è recati in quei ricevimenti – senza esser stati personalmente invitati – per incontrare, abbracciare, ecco fatelo senza eludere quei selfie e quindi non esitate per paura di venir scoperti, rischiando quindi che qualcuno possa rinfacciarvi quel “rapporto” d’interesse…

Ma d’altronde comprendo bene quanto sia, per molti di voi, difficile allontanarsi da quegli individui, sì… gli stessi che da sempre hanno foraggiato quella struttura clientelare, corrotta e collusa, la stessa che apertamente criticate, ma con cui finora avete convissuto e beneficiato… 

E quindi perché rinnegare ciò che si è stati o ciò che si è!!! Quindi, nel proteggere e difendere quel vostro intimo referente, sarebbe opportuno quantomeno che non andaste in giro a dire che si è trattato di un errore giudiziario o ancor peggio che quel vostro amico/conoscente “imputato” è una persona perbene, perché lo sappiamo tutti che non è così, già… anche se c’è stato un verdetto di assoluzione!!! 

IRAN: Accident or murder? That is the question!!!

L’elezioni in Iran (convocate per sostituire il presidente morto Ebrahim Raisi) sono teminate con il ballottaggio tra il riformista Pezeshkian e il fondamentalista Jalili…

L’affluenza al voto ha registrato una partecipazione di appena il 40%, ma forse ora con il ballottaggio, saranno molti tra coloro che non hanno votato, in particolare la stramaggioranza delle donne, a provare a ribaltare le elezioni provando a far vincere il riformista Massud Pezeshkian a scapito del candidato appoggiato dal governo o per meglio dire dal Consiglio dei Guardiani!!!

Vedremo a giorni come andrà a finire, sempre che non verranno denunciati brogli ellettorali…

Certmanete queste nuove elezioni a causa della morte del presidente Raisi ha lasciato sul sottoscritto alcuni dubbi…

Già… incidente o omicidio? Questo è il problema!!! 

Sappiamo da quanto abbiamo ascoltato che non è stata una bomba a far precipitare l’elicottero del presidente Iraniano, !!!

Come d’altronde non è stato un missile a colpire quell’aeromobile e difatti le notizia iraniane hanno subito riportato che si è trattato di un incidente…

Ora… sono certo che l’informazione data sia vera, d’altronde non sono stati trovati segni d’esplosivo nei rottami recuperati e quindi possiamo dire per certo che nessun attentato dinamitardo o missile è stato fatto esplodere su quel mezzo… 

Ma viceversa, se dietro quella sciagura vi fosse dell’altro, abbiamo potuto leggere come nessuno di quei periti è stato posto nelle condizioni di suffragare un eventuale intervento militare mirato.

Vi starete chiedendo dove voglio arrivare….

Semplice…

Mettiamo il caso che ci fosse stato un modo per far precipitare quell’elicottero senza l’uso di armamenti attualmente a conoscienza della maggior parte delle forze armate, ovviamente chiunque analizzasse quel veicolo non troverebbe nulla per suffragare l’eventuale ipotesi d’intervento esterno e difatti anche le comunicazioni tra il pilota e la base, non hanno evidenziato un problema tecnico…

E qundi siamo tutti concorsi che quell’elicottero è caduto improvvisamente, già… senza comunicare a terra eventuali anomalie, disfunzioni, guasti, etc…

Cosa fare quindi se non certificare che si è trattato di una vera e propria disgrazia!!!

Ma come dice il detto: “a pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina”!!!

Ed allora provo ad instillare in ciascuno di voi un dubbio che mi assilla…

Mettiamo il caso che esiste un arma capace a distanza di colpire un qualsiasi mezzo meccanico, in particolare un veicolo aereo; questo sistema innovativo, sconosciuto a tutti, è capace di mandare in tilt l’intero impianto elettrico e di conseguenza bloccare le parti meccaniche, come motori, pale, etc…

A quel punto quindi, se il mezzo è in volo, si blocca totalmente, già… su se stesso, d’altronde non funziona più nulla e quindi non può far altro che precipitare…

“Mayday, mayday” tuonerà certamente il radiofonista ed allora un segnale internazionale di aiuto viene lanciato dal velivolo, sì perché nel frattempo che proverà a salvare quanti a bordo, cercherà prima di precipitare d’avvisare la base, indicando quantomeno la posizione e quindi l’eventuale punto d’impatto…

Sì… una richiesta immediata di aiuto che però non troverà alcun ascoltatore, perché come ho riportato sopra, tutto l’impianto elettrico è fuori uso e quindi quel messaggio non verrà dal sistema trasmesso…

E difatti, le stesse squadre di ricerca iraniane hanno perso ore per comprendere dove il veicolo fosse caduto, a dimostrazione che nessun messaggio di avaria era “stranamente” stato inviato dal pilota…

E come avrebbe potuto fare quell’oraganizzazione militare (diciamo avversa…) ad abbattere quel veicolo aereo???

Ah… finalmente ora che avete iniziato ad intuire cosa potrebbe essere accaduto… mi permetto di dare una risposta!!!

Si è trattato di un raggio laser, non so dirvi se inviato da terra o da una nave militare posta al largo delle coste iraniane oppure da uno di quei droni dotati di grande autonomia in grado di compiere missioni di sorveglianza ad alta quota ed in questo caso capace di mirare e far bloccare tutti i sistemi di un veicolo attravero raggi laser modificati per l’occasione…

Penso che si tratti di una arma miliate ancora in fase sperimentale, già come taluni cannoni laser che proprio in questi giorni abbiamo letto esser messi alla prova, mi riferisco al  nuovo e potentissimo laser portatile anti drone in possesso dell’esercito australiano.

Avrebbe un raggio d’azione piuttosto ampio e una precisione davvero elevata e si ha la totale certezza di riuscire a centrare l’obiettivo e quindi di accecare tsenza troppe difficoltà, capace di bloccare qualsovoglia strumento in movimento e con la garanzia di colpire il bersaglio prescelto praticamente in modo assicurato e difatti il suo raggio può essere utilizzato non solo per lanciare segnali di avvertimento, ma anche per accecare tuttti i sensori elettrici, danneggiando completamente la funzionalità dei veicoli nemici in movimento. 

Quindi, mettendo – per ipotesi – che si sia trattato di un attentato, resta da chiarirne il movente e soprattutto chi poteva avere interessi – non solo all’estero, ma anche nel proprio Paese.- che egli, in quanto Presidente, venisse a mancare…

IRAN: Accident or murder? That is the question!!!

L’elezione in Iran (convocata per sostituire il presidente morto Ebrahim Raisi) è provvisoriamente terminata con il ballottaggio tra il riformista Pezeshkian e il fondamentalista Jalili…

L’affluenza al voto ha registrato una partecipazione di appena il 40%, ma forse ora a seguito del ballottaggio saranno in molti coloro (gli stessi che si sono astenuti, in particolare la maggioranza delle donne) che proveranno a far vincere il riformista Massud Pezeshkian a scapito del candidato appoggiato dal governo o dovrei dire dal Consiglio dei Guardiani!!!

Vedremo a giorni come andrà a finire, sempre che non emergeranno brogli elettorali…

Certamente queste nuove elezioni (dovute alla morte del presidente Raisi) hanno lasciato sul sottoscritto forti dubbi…

Già… incidente o omicidio? Questo è il problema!!! 

Sappiamo per certo – da quanto abbiamo potuto ascoltare dai Tg – che non è stata una bomba a far precipitare l’elicottero del presidente Iraniano!!!

Come d’altronde non è stato un missile straniero a colpire quell’aeromobile e difatti, sin dalle prime notizie iraniane è stato riportato che si è trattato di un incidente.

Ora… se pur certo che le informazioni iraniane corrispondessero al vero, d’altronde non sono stati trovati segni d’esplosivo nei rottami recuperati, possiamo accettare il giudizio che non vi sia stato alcun attentato dinamitardo e/o missile che abbia fatto esplodere quel veicolo aereo… 

Ma se viceversa dietro a quella sciagura fosse accaduto dell’altro, pur volendo considerare la buona fede dei periti chiamati a suffragare quel mancato intervento esterno o l’eventuale attacco militare, qualcosa resta da scoprire…

Vi starete chiedendo: ma Costanzo dove vuol arrivare??? 

Allora… poniamo il caso che esista un modo per far precipitare quell’elicottero senza l’utilizzo di armamenti convenzionali, mi riferisco ad esempio a quelli attualmente a conoscenza della maggior parte delle forze armate; ecco… chiunque analizzasse un veicolo precipitato a seguito di un tipo di arma come questa ipotizzata, non troverebbe nulla per suffragare l’idea di un attentato, come d’altronde a conferma di questa ipotesi, possono esser riprendere le comunicazioni intercorse prima dell’incidente, le quali non hanno evidenziato alcun problema tecnico.

E quindi siamo tutti concordi che quell’elicottero è caduto improvvisamente, senza comunicare anomalie, disfunzioni, guasti, etc…

Cosa fare quindi in questa circostanza se non certificare che si è trattato di una disgrazia…

Ma come dice il detto: “a pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina”!!!

Ed allora provo ad instillare in ciascuno di voi un dubbio, lo stesso che dal primo istante, appena ascoltata la notizia, mi ha assillato…

Mettiamo il caso che esista un arma capace di colpire a distanza un qualsiasi mezzo meccanico, in particolare un veicolo aereo; questo sistema innovativo, sconosciuto ancora alla maggior parte dei militari, è capace di mandare in tilt l’intero impianto elettrico e di conseguenza bloccare le parti meccaniche di un veicolo, motori, pale, etc…

Quindi ipotizzando che esista quest’arma, se vi fosse un mezzo in volo da colpire, quest’ultimo si bloccherebbe immediatamente, già… su sé stesso e quindi non potrebbe far altro che precipitare…

Mayday, mayday” tuonerà certamente il radiofonista ed un segnale internazionale d’aiuto verrà così lanciato nell’etere, sì perché nel frangente di salvare quanti a bordo, il pilota proverà prima di precipitare di avvisare la base indicando la posizione e l’eventuale punto d’impatto!!!

Sì… una richiesta di aiuto che però non troverà alcun ascoltatore, perché come ho riportato sopra, tutto l’impianto elettrico è fuori uso e quindi anche quel messaggio non verrà mai trasmesso…

E difatti a conferma di ciò, le stesse squadre di ricerca iraniane hanno perduto ore e ore per comprendere dove fosse caduto quel veicolo, a conferma che nessun messaggio di avaria, fosse stato (stranamente) inviato dal pilota…

Vien ora da chiedersi: come avrebbe fatto ad esempio quell’organizzazione militare (diciamo avversa al governo iraniano) ad abbattere l’aeromobile???

Ah… ora che avete iniziato ad intuire cosa potrebbe essere accaduto, mi permetto di lanciare un sospetto!!!

Si è trattato di un raggio laser, non so dirvi se inviato da terra o da una nave militare posta al largo delle coste iraniane oppure da uno di quei droni dotati a grande autonomia in grado di compiere missioni di sorveglianza ad alta quota e nel caso specifico, capace di intercettare, mirare e quindi bloccare tutti i sistemi di un veicolo attraverso un raggio laser modificato per l’occasione…

Penso che si tratti di una arma militare ancora in fase sperimentale, già come taluni cannoni laser che proprio in questi giorni abbiamo letto esser stati provati, mi riferisco al nuovo potentissimo laser portatile anti drone in possesso dell’esercito australiano.

Quest’arma segreta avrebbe un raggio d’azione piuttosto ampio ed una precisione davvero elevata, con la certezza di riuscire a centrare l’obiettivo anche a lunga distanza e quindi capace di accecare e bloccare senza alcuna difficoltà qualsivoglia strumento in movimento e con la garanzia di colpire il bersaglio prescelto in modo certo…

Difatti il suo raggio laser potrebbe essere utilizzato per accecare i sistemi elettrici, danneggiando completamente la funzionalità dei veicoli nemici in movimento… 

Quindi, mettendo – per ipotesi – che si sia trattato di un attentato, resta ora da chiarire quale fosse il movente e soprattutto chi poteva avere interesse – non solo all’estero, ma anche nel proprio Paese – che l’ex Presidente Raisi, venisse improvvisamente a mancare…

Ho pensato quindi a due possibili soluzioni, tra qualche giorno ne parlerò, molto dipenderà anche da come finiranno queste elezioni presidenziali… 

Le mafie oggi: Dal crimine violento all’Infiltrazione economica.

I reati delle mafie sono strettamente legati all’economia: frodi, bancarotte, riciclaggio di denaro e reati fiscali sono diventati i principali strumenti attraverso cui le organizzazioni criminali operano. In passato, la criminalità organizzata era principalmente associata a reati violenti, come omicidi, estorsioni e traffico di droga, ma oggi la sua natura si è evoluta, adottando modalità più sottili e sofisticate. 

Le mafie, infatti, si sono infiltrate nelle strutture economiche legali, cercando di ottenere il controllo di attività imprenditoriali e risorse finanziarie attraverso metodi che non lasciano tracce evidenti di violenza, ma che possono avere un impatto devastante sull’economia e sulla società nel suo complesso.

Il cambiamento dell’oggetto della criminalità organizzata è evidente: mentre un tempo le mafie esercitavano il loro potere principalmente tramite l’intimidazione e la violenza, ora il loro raggio d’azione si è ampliato nell’ambito delle transazioni economiche. 

Le infiltrazioni mafiose nelle imprese, nei contratti pubblici e nella gestione dei fondi sono spesso difficili da individuare, ma altrettanto dannose per la competitività del mercato e per la crescita sana delle attività imprenditoriali. La criminalità economica legata alle mafie si manifesta anche attraverso l’accesso illecito al credito, la manipolazione dei bilanci aziendali e la gestione fraudolenta delle risorse.

Alcuni reati, definiti “spia”, possono essere indicatori della presenza di infiltrazioni mafiose. Tra questi, i reati fiscali sono tra i più rilevanti. Le frodi fiscali e le bancarotte fraudolente, ad esempio, possono nascondere dietro di sé operazioni di riciclaggio di denaro o il tentativo di mascherare il flusso illecito di fondi provenienti da attività criminali. Anche se non sempre è automatico, la presenza di determinati crimini può fungere da segnale per avviare indagini più approfondite e scoprire le radici di operazioni illegali più complesse. Un caso emblematico è rappresentato da operazioni giudiziarie recenti, come quelle legate a indagini sul riciclaggio e sulle frodi aziendali, che hanno portato all’apertura di processi rilevanti.

Il caso del processo Aemilia ha segnato una tappa importante nella lotta contro la criminalità economica. Non si è trattato però di un punto di arrivo, ma piuttosto di un inizio: questo processo ha aperto la strada a ulteriori indagini, alcune delle quali hanno condotto a nuovi procedimenti, come quello denominato 

Perseverance, che ha evidenziato ulteriori dinamiche di infiltrazione mafiosa in ambiti economici precedentemente considerati immuni. La costante evoluzione delle tecniche mafiose richiede un’attenzione rinnovata e un impegno continuo nell’adattare le indagini ai nuovi scenari, per prevenire il consolidamento di strutture criminali che, sotto le sembianze di attività legittime, operano in modo sotterraneo, ma altrettanto pericoloso.

La lotta contro la mafia oggi non si limita solo a combattere la violenza, ma richiede una visione globale e multidimensionale, che comprenda l’intercettazione dei flussi finanziari illeciti, la protezione delle imprese sane e il rafforzamento delle capacità investigative nell’area economica. 

Solo con un approccio integrato e in costante evoluzione sarà possibile contrastare efficacemente l’infiltrazione mafiosa nei settori produttivi e mantenere l’integrità del sistema economico e sociale.

Le mafie oggi: Dal crimine violento all'Infiltrazione economica.

I reati delle mafie sono strettamente legati all’economia: frodi, bancarotte, riciclaggio di denaro e reati fiscali sono diventati i principali strumenti attraverso cui le organizzazioni criminali operano. In passato, la criminalità organizzata era principalmente associata a reati violenti, come omicidi, estorsioni e traffico di droga, ma oggi la sua natura si è evoluta, adottando modalità più sottili e sofisticate. 

Le mafie, infatti, si sono infiltrate nelle strutture economiche legali, cercando di ottenere il controllo di attività imprenditoriali e risorse finanziarie attraverso metodi che non lasciano tracce evidenti di violenza, ma che possono avere un impatto devastante sull’economia e sulla società nel suo complesso.

Il cambiamento dell’oggetto della criminalità organizzata è evidente: mentre un tempo le mafie esercitavano il loro potere principalmente tramite l’intimidazione e la violenza, ora il loro raggio d’azione si è ampliato nell’ambito delle transazioni economiche. 

Le infiltrazioni mafiose nelle imprese, nei contratti pubblici e nella gestione dei fondi sono spesso difficili da individuare, ma altrettanto dannose per la competitività del mercato e per la crescita sana delle attività imprenditoriali. La criminalità economica legata alle mafie si manifesta anche attraverso l’accesso illecito al credito, la manipolazione dei bilanci aziendali e la gestione fraudolenta delle risorse.

Alcuni reati, definiti “spia”, possono essere indicatori della presenza di infiltrazioni mafiose. Tra questi, i reati fiscali sono tra i più rilevanti. Le frodi fiscali e le bancarotte fraudolente, ad esempio, possono nascondere dietro di sé operazioni di riciclaggio di denaro o il tentativo di mascherare il flusso illecito di fondi provenienti da attività criminali. Anche se non sempre è automatico, la presenza di determinati crimini può fungere da segnale per avviare indagini più approfondite e scoprire le radici di operazioni illegali più complesse. Un caso emblematico è rappresentato da operazioni giudiziarie recenti, come quelle legate a indagini sul riciclaggio e sulle frodi aziendali, che hanno portato all’apertura di processi rilevanti.

Il caso del processo Aemilia ha segnato una tappa importante nella lotta contro la criminalità economica. Non si è trattato però di un punto di arrivo, ma piuttosto di un inizio: questo processo ha aperto la strada a ulteriori indagini, alcune delle quali hanno condotto a nuovi procedimenti, come quello denominato 

Perseverance, che ha evidenziato ulteriori dinamiche di infiltrazione mafiosa in ambiti economici precedentemente considerati immuni. La costante evoluzione delle tecniche mafiose richiede un’attenzione rinnovata e un impegno continuo nell’adattare le indagini ai nuovi scenari, per prevenire il consolidamento di strutture criminali che, sotto le sembianze di attività legittime, operano in modo sotterraneo, ma altrettanto pericoloso.

La lotta contro la mafia oggi non si limita solo a combattere la violenza, ma richiede una visione globale e multidimensionale, che comprenda l’intercettazione dei flussi finanziari illeciti, la protezione delle imprese sane e il rafforzamento delle capacità investigative nell’area economica. 

Solo con un approccio integrato e in costante evoluzione sarà possibile contrastare efficacemente l’infiltrazione mafiosa nei settori produttivi e mantenere l’integrità del sistema economico e sociale.

Italia fuori dagli Europei!!! Ma d’altronde, dove si voleva andare con questa squadra…

Avevo preparato un “post” attinente con gli argomenti del mio blog, ma visto quanto accaduto stasera, ho deciso di posticipare a domani quanto avevo preparato e quindi mi soffermo su una futile notizia, la stessa che vede in queste ore molti miei connazionali profondamente delusi… 

Già… perchè se qualcuno aveva previsto che questa nostra squadra sarebbe arrivata nel torneo più avanti, beh… il sottoscritto non era certamente tra questi, anzi il contrario…

Difatti, avevo previsto con alcuni amici che “Mister Certaldo” avrebbe fallitto l’obiettivo ancor prima d’iniziare e così purtroppo è stato; ma d’altronde non ci voleva mica un genio per capire come questa squadra non avesse gioco; difatti nei mesi passati, avevo tralasciato di vedere anche le partite amichevoli, tanto fosse scadente il gioco fin lì evidenziato…

Se pensiamo inoltre che le tre partite disputate prima di questa di stasera con la Svizzera sono state pietose e dovrei anche aggiungere che con la Croazia meritavamo di uscire, ditemi… cosa ci si poteva aspettare salendo di livello e per fortuna che eravamo in una parte del girone più “leggero”, sì… se così si potrebbe dire, visto l’esito finale!!!..

La verita che l’allenatore sin da subito ha mostrato essere in difficoltà, si è visto subito che non sapeva come disporre i giocatori in campo (e dire che se li ha scelti lui…) e difatti i cambi continui delle formazione e quelli in corso durante le partite, hanno evidenziato un fallimento totale nella gestione della squadra, che ha dimostrato di non aver alcuna idea di gioco…

Basti vedere la differenza con gli altri allenatori italiani, gli stessi che stanno allenando tre squadre straniere, mi riferisco a Calzona (Slovacchia), Tedesco (Belgio) e Montella (Turchia); ciascuna infatti di queste squadre ha dimostrato di saper giocare a calcio, di fare la partita, ma soprattutto di voler vincere!!!

Già… tutto il contrario dell’Italia che a vederla giocare veniva da piangere e se non fosse stato per il ns. capitano, Gigi Donnarumma, grandissimo portiere, capace di salvarci, sin dall’inizio del torneo, da una figuraccia terribile…

Comunque, si va a casa… e speriamo ora che non si ripeta quel solito meccanismo “italiano” di continuare a premiare chi ha fallito!!!

Ed allora auspico che sia il mister Toscano – che ho sempre stimato come persona – ad evidenziare con i fatti, di possedere in questo particolare momento grande dignità e coerenza e lasciando che siano altri a prendere il suo posto…

Non credo peraltro che sollevandosi dall’incarico morirà di fame… quindi potrà far a meno d’allenare la squadra italiana per un’altra volta, anche perchè non vorrei che si ripetesse l’errore già fatto con mister Mancini, con il rischio quindi di perdere per la terza volta l’opportunità di andare al mondiale!!!

Italia fuori dagli Europei!!! Ma d'altronde, dove si voleva andare con questa squadra…

Avevo preparato un “post” attinente con gli argomenti del mio blog, ma visto quanto accaduto stasera, ho deciso di posticipare a domani quanto avevo preparato e quindi mi soffermo su una futile notizia, la stessa che vede in queste ore molti miei connazionali profondamente delusi… 

Già… perchè se qualcuno aveva previsto che questa nostra squadra sarebbe arrivata nel torneo più avanti, beh… il sottoscritto non era certamente tra questi, anzi il contrario…

Difatti, avevo previsto con alcuni amici che “Mister Certaldo” avrebbe fallitto l’obiettivo ancor prima d’iniziare e così purtroppo è stato; ma d’altronde non ci voleva mica un genio per capire come questa squadra non avesse gioco; difatti nei mesi passati, avevo tralasciato di vedere anche le partite amichevoli, tanto fosse scadente il gioco fin lì evidenziato…

Se pensiamo inoltre che le tre partite disputate prima di questa di stasera con la Svizzera sono state pietose e dovrei anche aggiungere che con la Croazia meritavamo di uscire, ditemi… cosa ci si poteva aspettare salendo di livello e per fortuna che eravamo in una parte del girone più “leggero”, sì… se così si potrebbe dire, visto l’esito finale!!!..

La verita che l’allenatore sin da subito ha mostrato essere in difficoltà, si è visto subito che non sapeva come disporre i giocatori in campo (e dire che se li ha scelti lui…) e difatti i cambi continui delle formazione e quelli in corso durante le partite, hanno evidenziato un fallimento totale nella gestione della squadra, che ha dimostrato di non aver alcuna idea di gioco…

Basti vedere la differenza con gli altri allenatori italiani, gli stessi che stanno allenando tre squadre straniere, mi riferisco a Calzona (Slovacchia), Tedesco (Belgio) e Montella (Turchia); ciascuna infatti di queste squadre ha dimostrato di saper giocare a calcio, di fare la partita, ma soprattutto di voler vincere!!!

Già… tutto il contrario dell’Italia che a vederla giocare veniva da piangere e se non fosse stato per il ns. capitano, Gigi Donnarumma, grandissimo portiere, capace di salvarci, sin dall’inizio del torneo, da una figuraccia terribile…

Comunque, si va a casa… e speriamo ora che non si ripeta quel solito meccanismo “italiano” di continuare a premiare chi ha fallito!!!

Ed allora auspico che sia il mister Toscano – che ho sempre stimato come persona – ad evidenziare con i fatti, di possedere in questo particolare momento grande dignità e coerenza e lasciando che siano altri a prendere il suo posto…

Non credo peraltro che sollevandosi dall’incarico morirà di fame… quindi potrà far a meno d’allenare la squadra italiana per un’altra volta, anche perchè non vorrei che si ripetesse l’errore già fatto con mister Mancini, con il rischio quindi di perdere per la terza volta l’opportunità di andare al mondiale!!!

Iran: verso le elezioni presidenziali…

Il Consiglio dei Guardiani ha finalmente deciso i nomi dei candidati, dando così il via alle elezioni presidenziali in una democrazia che non esiste essendo il Paese sottomesso alle decisioni di una dirigenza ultraconservatrice!!!
 
Difatti, sono stati approvati soltanto 6 candidati su 80, ovviamente tutti conservatori e con forti posizioni contro l’occidente. 
Tra quei sei candidati comunque ci sarebbe un candidato “riformista”, già… il parlamentare Masoud Pezeshkian, l’unico a promuovere legami più stretti con l’Occidente e che spinge affinchè si possano superari i dissidi attualmente in atto dalla comunità internazionale  e fare in modo di revocare le sanzioni che come ben sappiamo soffocano l’economia iraniana!!! 
Tra coloro che non sono stati designati dal Consiglio vi sono  anche l’ex presidente conservatore Mahmud Ahmadinejad e l’ex presidente del Parlamento Ali Larijani, considerato dai “guardiani” troppo moderati…

Masoud Pezeshkian si definisce – a causa dei lutti familiari che lo hanno colpito – “marito, padre e nonno” e finalmente, dopo che si era già presentato alle votazioni del 2021 – a cui il Consiglio dei Guardiani aveva respinto la sua candidatura – ecco che finalmente il medico è stato autorizzato a potersi candidarsi a queste elezioni presidenziali, accelerate come ben sappiamo dalla morte in elicottero del presidente Ebrahim Raisi (incdente del quale ho avuto sin da subito forti dubbi e di cui parlerò a giorni in un mio prossimo post…).

Comunque… sono le donne le prime a voler votare per Pezeshkian, molte di loro infatti non si sarebbero neppure recate alle urne senza questa candidatura, anche se va detto che è egli rappresenta lo “specchietto delle allodole“, in quanto sappiamo bene che a decidere su tutti quei candidati sara sempre il “Consiglio dei Guardiani” e quindi, alla maggior parte degli iraniani, non resterà altro che subire ancora per molto quel totalitarismo, lo stesso che ha determinato in questi lunghi anni una grave inflazione, accompagnata da crisi economica e da una elevata disoccupazione, fattori negativi che hanno portato all’attuale recessione e al deprezzamento della valuta nazionale!!!

Ovviamente il malcontento è palpabile e se non fosse che tutte le manifestazioni pubbliche finora compiute sono state represse militarmente, quel governo fortemente autoritario e attualmente in carica, non durerebbe un giorno in più… 

Comunque una cosa è certa, queste votazioni sono considerate da molti come un qualcosa di artificioso, già… di falso, truccato, servono a ingannare il popolo e soprattutto a tenerlo a bada, ma quantomeno potrebbero rappresentare la svolta ad un cambiamento …

Le previsioni degli esperti prevedono però che ci sarà una bassa affluenza, già… inferiore al 50%, considerata anche l’opera di boigottaggio posta in atto da coloro che non hanno potuto partecipare a questa competizione, definendola in una parola “illegale”!!!

Ecco perché non credo che un uomo da solo potrà mutare questo stato di fatto, perchè ritengo che fino a quando questa dirigenza resterà al governo, nulla di buono potrà mai accadere e difatti, l’eventuali richieste formulate oggi dalla popolazione in particolare da quelle donne coraggiose, di poter godere di una maggire democrazia, vedrete… ahimè verranno – per come finora fatto – soppresse con l’uso della forza!!!

Ma la storia insegna ed il motivo per cui non bisogna arrendersi!!!

D’altrinde è solo questione di tempo: perchè si sa: un’ingiustizia fatta all’individuo è una minaccia fatta a tutta la società!!!