"Noi con Salvini"… ehm… scusate con chi??? Ma perché di fatto esiste questo movimento o è una bufala???

Riporto quanto comunicato da “UNICONSUM” sul soggetto politico denominato “Noi con Salvini”:

“Il tesseramento viola le regole dei partiti in quanto lo Statuto non è disponibile pubblicamente e dalle segnalazioni ricevute alcuni cittadini che al momento del tesseramento richiedevano copia dello Statuto non hanno ricevuto alcuna risposta, essendo esso non disponibile ne on-line, ne fisicamente ai banchetti. 
Segnaliamo inoltre che le cariche di suddetto movimento politico  non sono mai  state pubblicamente espresse tramite u2014_12_19_10492489_386742494827849_1723559038602835433_n_rsz_crpn congresso, segnalando inoltre che i tesseramenti vanno avanti dal 2015,quindi si è passato già al secondo anno di tesseramenti senza Statuto ne congressi pubblici”.
L’incarico politico di Salvini, inoltre e di tutti i parlamentari leghisti nella compagine politica “Noi con Salvini” sono in netta violazione degli articoli dello Statuto del loro partito di appartenenza denominato “Lega Nord per l’indipendenza della Padania” che vieta espressamente l’adesione ad altri movimenti politici, pena la perdita di qualsiasi militanza o tesseramento, quindi le loro cariche risultano nulle ai termini di legge previa la loro dimissione o espulsione”.

“I cittadini che ieri hanno liberamente deciso di aderire alla proposta politica di Salvini versando la somma di  20 euro per ogni tessera sono stati a termine di legge “non tutelati nell’essere informati adeguatamente a cosa si associassero“, la sedicente qualifica inoltre di “socio militante” che si acquisisce con il tesseramento e che è stata pubblicizzata negli ultimi giorni a mezzo web e Facebook è tendenziosa ed ingannevole essendo un partito non certificato da uno Statuto e senza alcuna garanzia di continuità nel tempo”.

Ed allora mi chiedo, ma di cosa si sta parlando…   
E dire che proprio il Segretario nazionale di questo soggetto politico (Noi con Salvini) – controparte della Lega Nord nel Centro e Sud Italia – On. Angelo Attaguile, in questi anni,  aveva esordito motivando il perché dell’adesione al progetto: “Non siamo qui per fare un discorso di numeri, ma per condividere un progetto politico concreto, che a livello nazionale si identifica in Matteo Salvini; il mio percorso politico testimonia che ho sempre creduto in un’autonomia vera della Sicilia, quella autonomia che i nostri padri hanno conquistato lottando, ed è anche per questo, che ho aderito al progetto “Noi con Salvini”. 
La Lega di Salvini non è quella di Bossi (ah… si, è un’altra Lega… provate a dirglielo ai leghisti…), ormai conosco profondamente Matteo Salvini e so quanto crede, nel riscatto di questa terra…
Una sera a cena gli dissi che mi sarei iscritto al gruppo parlamentare della Lega se avesse aggiunto la scritta “E delle Autonomie” e debbo dire che accettò con molto piacere e fu l’inizio di un percorso che mi portò a candidarmi alle europee nel meridione d’Italia ed oggi sono qui a parlarvi di un progetto concreto, genuino e appassionante!!!
Di quale progetto parliamo, di quello del nulla… ovviamente…
Già,  mi verrebbe da dire che il linguaggio non è mai neutro, in particolarmente quando si tratta di politica, perché occorre guardarsi sempre, dall’inganno della retorica e dell’oratoria…

Forse è giunto il momento –in virtù anche del fallimento totale di “Noi con Salvini” alle ultime elezioni– che dalla lega si cominci a riflettere di come ormai, sia giunto il tempo di rottamare alcuni suoi “fedelissimi”, ad iniziare proprio da chi dice di operare, per nome e conto di loro… qui da noi in Sicilia.
Io comunque anticipo la mia scommessa: prevedo che a breve, non sarà il solo a perdere l’incarico!!!
Mi aspetto infatti che dopo il raduno sul “sacro suolo” di Pontida ci saranno grosse novità, in virtù che ormai in molti, all’interno del carroccio, guardano alle politiche del loro attuale leader (Matteo Salvini), in maniera superficiale e privo d’effettive basi programmatiche per lo sviluppo del movimento!!!
Quel tentare di allargare il consenso a livello nazionale, in particolare, cercando di sfondare al Sud… ha dato vita a molte polemiche, in virtù del fatto che (per la prima volta) potrebbero arrivare al raduno anche esponenti del “Noi con Salvini” dal sud Italia, accompagnati da bandiere tricolori…
Un fatto che sta scatenato in queste ore, le ire dei leghisti della prima ora, che proprio sui social network si sono sfogati, esprimendo la propria contrarietà a quella che possiamo definire una “italianizzazione” della stessa Lega Nord!!!
Caro On. Attaguile, molti miei amici si sorprendono quando io anticipo loro delle notizie riservate su di essi o su situazioni che andranno di lì a poco ad accadere; ma devo confidarLe che dietro quel particolare “segreto” si nasconde il mio punto di forza: “Il sottoscritto è pieno di amici… che vanno da Sud a Nord e proprio nel caso specifico… molti di più al Nord!!!

Sicilia: l’isola che non c’è…

“Seconda stella a destra… questo è il cammino…” con queste parole iniziava una canzone di E. Bennato, ed oggi, riferendomi a questa mia isola, rivedo in quel testo, quell’isola che non c’è…

Quando sono fuori dalla mia terra e mi trovo a discutere con persone che non sono mai stati nella nostra isola e mi chiedono, “ma com’è la tua Sicilia…”, io rispondo così: BELLISSIMA!!! 
Già, volete paragonare quel nostro modo d’essere… sempre disponibili, calorosi, gioviali, pronti con la battuta umoristica e soprattutto disponibili ad aiutare il prossimo…
Dietro quell’essere fieri, si nasconde un grande cuore, che si manifesta in ogni circostanza, soprattutto quando se ne presenta l’occasione…

Immaginate quell’amore per la cucina, per i dolci, quella dedizione per la terra che fa raccogliere meravigliosi frutti, tra cui uve bianche e nere, che danno luogo a fantastici vini…  

Specialità gastronomiche che incontri solo da noi… per strada, con venditori ambulanti che a squarciagola t’invitano a provare le loro delizie…
Ed ancora, quei locali centenari… chiamarli Bar o caffè sarebbe riduttivo, perché evocano entrando… quelle sensazioni passate; sembra che il tempo si sia fermato, con odori ed essenze dei primi anni del 900′ ed i camerieri che mostrano quella reverenza ormai scomparsa… invogliandoci ad assaggiare quanto in vetrina: cannoli, cassate e cassatelle, pignolata e poi la rosticceria, dove troviamo calde quelle siciliane, cartocciate, arancini, cipolline, ed infine c’è chi prova la famosa granita alla mandorla, al pistacchio o ai gelsi… con quella morbida brioche…   

La sera dopo essersi abbuffati in uno dei tanti ristoranti a base di pesce… ci si ferma in quei chioschi, per bere un dissetante mandarino al limone oppure un tamarindo che aiuta a digerire…

Ma come si può pensare di paragonare la Sicilia con il resto del mondo, per favore, non esiste confronto!!!
Dove trovate un vulcano innevato per andare a sciare e dopo un’ora… andare a mare a farsi un bagno o ancora, un clima mite che permette di godere pienamente delle varie stagioni, specchiandoti su un mare blu… da quelle alture, fatte di storia e di arte.
Da occidente ad oriente, la si può attraversare ammirando le varie culture, che nei secoli d’invasione hanno lasciato segni…

Una terra che si fa scoprire poco per volta… e ad ogni fermata, si resta entusiasti per i colori, per quello spettacolo, per la fetta di pane casareccio offerta, con sopra quel nostro verde olio d’oliva, un “ciliegino” di Pachino ed un pizzico d’origano…
Per gli amanti della natura vi sono i parchi: quello dell’Etna, dei Nebrodi, dei Peloritani e delle Madonie… dove si possono trovare vari agriturismi specializzati con prodotti tipici naturali e biologici… si potrà mangiare quella ricotta appena fatta, da gustare calda,
Finora ho parlato dell’isola che c’è, di quella naturale e meravigliosa… poi ve ne un’altra, che nei fatti non esiste, un’isola che è rimasta fortemente in ritardo rispetto al resto dell’Italia…

Un’isola abbandonata a se stessa, senza crescita e sviluppo… nessun miglioramento qualitativo del capitale umano, ma il tutto basato, sul solito passaggio di consegne, da padre a figlio…
Un’isola nella quale gli uomini istituzionali la fanno da padrona, creando sempre più distanza dai semplici cittadini e allontanando così quei principi morali di coesione sociale…
Un’isola in cui non esistono investimenti produttivi e dove non vengono realizzate quelle necessarie infrastrutture…
Sta scomparendo anche quel po di potenziale tecnologico sviluppatosi negli anni 70′ e soprattutto mancano le innovazioni…
I mercati esteri sono nelle mani degli altri stati concorrenti, in particolare quelli prospicienti il mar Mediterraneo, ed i nostri prodotti tipici, sono stati valorizzati solo sulla carta… ma non nei fatti, i numeri delle esportazioni difatti… sono profondamente crollati!!!
Se poi consideriamo la spesa per la Pubblica Amministrazione nel suo complesso, ecco che la nostra isola è al primo posto tra le regioni meridionali con incrementi di oltre il 30% la media nazionale; la maggior parte di essi gode di quel clientelismo e soprattutto di quella tanto ricercata raccomandazione!!!
A differenza delle altre regioni si spende di più, per ricevere di meno… e con risultati decisamente scadenti in termini, sia di crescita del reddito che dell’occupazione…

E per concludere… come dimenticare quell’isola nascosta, quella che fa in modo che esista una economia del sommerso, con un fenomeno grave, quello del lavoro a nero, che non permette ai giovani di crearsi un futuro…
Gli stessi imprenditori (o meglio molti tra essi…) colpiti dalla crisi, stanno reagendo adattando quei meccanismi di collusione e corruzione, piegandosi – per voler rimanere produttivi nel mercato economico – a quelle protezione legate alla ben nota associazione criminale, beneficiando così di conseguenza, di tutti quegli sbocchi offerti, dalle loro attività “legali”…

Il giudice Borsellino disse “la Sicilia un giorno sarà un posto bellissimo”.
E’ un vero peccato che non abbia avuto modo di dirci… quando questo accadrà!!!

Sicilia: l'isola che non c'è…

“Seconda stella a destra… questo è il cammino…” con queste parole iniziava una canzone di E. Bennato, ed oggi, riferendomi a questa mia isola, rivedo in quel testo, quell’isola che non c’è…

Quando sono fuori dalla mia terra e mi trovo a discutere con persone che non sono mai stati nella nostra isola e mi chiedono, “ma com’è la tua Sicilia…”, io rispondo così: BELLISSIMA!!! 
Già, volete paragonare quel nostro modo d’essere… sempre disponibili, calorosi, gioviali, pronti con la battuta umoristica e soprattutto disponibili ad aiutare il prossimo…
Dietro quell’essere fieri, si nasconde un grande cuore, che si manifesta in ogni circostanza, soprattutto quando se ne presenta l’occasione…

Immaginate quell’amore per la cucina, per i dolci, quella dedizione per la terra che fa raccogliere meravigliosi frutti, tra cui uve bianche e nere, che danno luogo a fantastici vini…  

Specialità gastronomiche che incontri solo da noi… per strada, con venditori ambulanti che a squarciagola t’invitano a provare le loro delizie…
Ed ancora, quei locali centenari… chiamarli Bar o caffè sarebbe riduttivo, perché evocano entrando… quelle sensazioni passate; sembra che il tempo si sia fermato, con odori ed essenze dei primi anni del 900′ ed i camerieri che mostrano quella reverenza ormai scomparsa… invogliandoci ad assaggiare quanto in vetrina: cannoli, cassate e cassatelle, pignolata e poi la rosticceria, dove troviamo calde quelle siciliane, cartocciate, arancini, cipolline, ed infine c’è chi prova la famosa granita alla mandorla, al pistacchio o ai gelsi… con quella morbida brioche…   

La sera dopo essersi abbuffati in uno dei tanti ristoranti a base di pesce… ci si ferma in quei chioschi, per bere un dissetante mandarino al limone oppure un tamarindo che aiuta a digerire…

Ma come si può pensare di paragonare la Sicilia con il resto del mondo, per favore, non esiste confronto!!!
Dove trovate un vulcano innevato per andare a sciare e dopo un’ora… andare a mare a farsi un bagno o ancora, un clima mite che permette di godere pienamente delle varie stagioni, specchiandoti su un mare blu… da quelle alture, fatte di storia e di arte.
Da occidente ad oriente, la si può attraversare ammirando le varie culture, che nei secoli d’invasione hanno lasciato segni…

Una terra che si fa scoprire poco per volta… e ad ogni fermata, si resta entusiasti per i colori, per quello spettacolo, per la fetta di pane casareccio offerta, con sopra quel nostro verde olio d’oliva, un “ciliegino” di Pachino ed un pizzico d’origano…
Per gli amanti della natura vi sono i parchi: quello dell’Etna, dei Nebrodi, dei Peloritani e delle Madonie… dove si possono trovare vari agriturismi specializzati con prodotti tipici naturali e biologici… si potrà mangiare quella ricotta appena fatta, da gustare calda,
Finora ho parlato dell’isola che c’è, di quella naturale e meravigliosa… poi ve ne un’altra, che nei fatti non esiste, un’isola che è rimasta fortemente in ritardo rispetto al resto dell’Italia…

Un’isola abbandonata a se stessa, senza crescita e sviluppo… nessun miglioramento qualitativo del capitale umano, ma il tutto basato, sul solito passaggio di consegne, da padre a figlio…
Un’isola nella quale gli uomini istituzionali la fanno da padrona, creando sempre più distanza dai semplici cittadini e allontanando così quei principi morali di coesione sociale…
Un’isola in cui non esistono investimenti produttivi e dove non vengono realizzate quelle necessarie infrastrutture…
Sta scomparendo anche quel po di potenziale tecnologico sviluppatosi negli anni 70′ e soprattutto mancano le innovazioni…
I mercati esteri sono nelle mani degli altri stati concorrenti, in particolare quelli prospicienti il mar Mediterraneo, ed i nostri prodotti tipici, sono stati valorizzati solo sulla carta… ma non nei fatti, i numeri delle esportazioni difatti… sono profondamente crollati!!!
Se poi consideriamo la spesa per la Pubblica Amministrazione nel suo complesso, ecco che la nostra isola è al primo posto tra le regioni meridionali con incrementi di oltre il 30% la media nazionale; la maggior parte di essi gode di quel clientelismo e soprattutto di quella tanto ricercata raccomandazione!!!
A differenza delle altre regioni si spende di più, per ricevere di meno… e con risultati decisamente scadenti in termini, sia di crescita del reddito che dell’occupazione…

E per concludere… come dimenticare quell’isola nascosta, quella che fa in modo che esista una economia del sommerso, con un fenomeno grave, quello del lavoro a nero, che non permette ai giovani di crearsi un futuro…
Gli stessi imprenditori (o meglio molti tra essi…) colpiti dalla crisi, stanno reagendo adattando quei meccanismi di collusione e corruzione, piegandosi – per voler rimanere produttivi nel mercato economico – a quelle protezione legate alla ben nota associazione criminale, beneficiando così di conseguenza, di tutti quegli sbocchi offerti, dalle loro attività “legali”…

Il giudice Borsellino disse “la Sicilia un giorno sarà un posto bellissimo”.
E’ un vero peccato che non abbia avuto modo di dirci… quando questo accadrà!!!

Il Cavaliere: alla ricerca dei pagamenti "perduti"…

Come riportavo ieri (vedasi post su Emanuele Piazza), Giovan Battista Ferrante, è un uomo d’onore di San Lorenzo, ed è anche, uno degli uomini ad aver partecipato direttamente alle stragi dei Giudici Falcone e Borsellino e all’omicidio di Salvo Lima: per quella di Capaci (raccontò dinnanzi ai giudici della Corte d’Assise di Caltanissetta, nel corso del processo “Capaci bis”) vennero utilizzati due tipi di esplosivo di colore rosa che venne collocato (insieme a Biondo, Rampulla, Brusca e Biondino) lungo l’autostrada… 
L’ex uomo d’onore di Cosa nostra – divenuto collaboratore di giustizia – ha inoltre confermato, di aver appreso da Biondino, autista di Toto’ Riina, che l’esplosivo utilizzato per la strage di via D’Amelio era piazzato all’interno di un bidone e non dentro la Fiat 126 per come tutti hanno raccontato: “facemmo delle simulazioni per provare i telecomandi che dovevano azionare l’autobomba circa 15 giorni prima della strage di via D’Amelio; li provammo vicino viale Regione Siciliana…. allora non sapevo che l’obiettivo fosse il giudice Borsellino” .
Il collaboratore ha raccontato che il boss Giuseppe Graviano gli disse di chiamare un numero di telefono, il giorno della strage, per avvisare del passaggio delle auto su cui viaggiava Borsellino.

Lo stesso Ferrante in aula ha spiegato, che il delitto Lima venne deciso da uno dei luogotenenti di Riina: “Salvatore Biondino ci disse che ci dovevamo pulire tutti i piedi – ha detto Ferrante -, nel senso che c’erano persone che avrebbero dovuto aiutare Cosa nostra e non l’avevano fatto, come l’onorevole Salvo Lima, e dovevano essere eliminate”

Ferrante, ha raccontato le fasi esecutive dell’omicidio Lima che gli venne commissionato da Biondino, il quale, invitò i killer, a essere particolarmente discreti vista l’importanza dell’assassinio; fu lo stesso Ferrante ad avvertire il gruppo di fuoco, che Lima stava uscendo in auto dalla sua villa di Mondello…
L’introduzione serve a fare comprendere che Giovan Battista Ferrante, è un uomo profondamente conoscitore delle dinamiche  di quegli anni, realizzate direttamente da cosa nostra… e che quindi, quando riporta, su fatti e circostanze, ha una percentuale di attendibilità e autenticità, molto alta…
Durante una confessione, il Ferrante dichiara di non conoscere Marcello Dell’Utri e neppure Gaetano Cinà, ma riferisce che Salvatore Biondino, riceveva periodicamente delle somme di denaro provenienti da “Canale 5” per tramite di Raffaele Ganci… 
Come lo sa…??? Perché in alcune occasioni era presente egli stesso a quelle consegne di denaro…
Attenzione… non era una estorsione, bensì un omaggio (se così la si può chiamare…) per gentile concessione della FININVEST!!!

Somme di denaro che proseguirono dal 1988 al 1992. 

Le dichiarazioni del Ferrante inoltre, combaciano perfettamente con quelle di un’altro pentito, Antonino Galliano, che spiegò come Raffaele Ganci, una volta scarcerato (1988), aveva ripreso in mano, su ordine di Toto’ Riina, la situazione relativa ai soldi provenienti da “Canale 5” per mezzo di Dell’Utri e Cinà…
Ferrante in aggiunta a quelle affermazioni, conferma quanto detto, indicando persone e luoghi ed infatti, grazie ad una sua segnalazione, furono ritrovate due rubriche manoscritte, custodite insieme a parecchie armi, in un covo della famiglia di San Lorenzo: le due rubriche aggiornate in modo discontinuo da Salvatore Biondo (detto “il lungo”), contengono l’una dei nomi e l’altra dei numeri…. 
Rappresentano insieme un codice… dove è possibile comprenderne il senso, incrociandone i dati: rappresenta difatti, il libro mastro dove vengono annotate le entrate della famiglia… 
Ad un certo punto della prima rubrica si legge: “Can 5 numero 8“.
A cui fa riferimento, al numero 8, sulla seconda rubrica: “regalo 990, 5000“.
E’ la prova inconfutabile di quanto afferma Ferrante: nel 1990 Canale 5 ha versato nelle tasche di Cosa Nostra 5 milioni di lire a titolo di “regalia”!!!
Ma perché Canale 5 dovrebbe pagare o meglio “regalare” cinque milioni al mese alla mafia…??? 
Bisogna ripartire dal principio…
L’emittente locale CRT di proprietà di Pietro Cocco viene acquistata da OmegaTV, società riconducibile al gruppo Fininvest (l’operazione si aggira attorno ai 2 miliardi di lire).
Pietro Cocco è un imprenditore della zona che paga regolarmente il pizzo allo stesso Ferrante…
Ovviamente, per poter portare a termine la vendita della propria emittente, è dovuto passare attraverso la mediazione e il consenso della famiglia di San Lorenzo che gestisce la zona. 
Cocco, per sdebitarsi, ricompenserà la famiglia mafiosa con una grossa cifra, attorno ai 60-70 milioni di lire, ma non solo, si attiverà affinché la Fininvest faccia pervenire un regalo ogni anno alla stessa famiglia…
Ad avvalorare la versione del Ferrante, c’è anche la dichiarazione del boss Galatolo, il quale lamentava il fatto, che egli, fosse l’unico, a non percepire somme di denaro da parte di Canale 5: l’emittente infatti pagava regolarmente Riina e i Madonia, ma non a lui, che di fatto, deteneva sotto il proprio controllo la zona palermitana di Acquasanta, in cui rientrava per l’appunto il monte Pellegrino, dove di fatto, erano installati i ripetitori di Canale 5…
Ma anche un altro pentito eccellente ha parlato su questa vicenda, si tratta di Salvatore Cancemi: egli ha confermato che fino a pochi mesi prima della strage di Capaci (il 23 maggio del 1992), Berlusconi versava somme di denaro a Cosa Nostra per le “faccenda delle antenne“, una sorta di contributo all’organizzazione mafiosa di Totò Riina…
Cancemi afferma inoltre di essere stato presente più volte presente alla consegna di queste somme di denaro presso la macelleria di Raffaele Ganci: le mazzette erano da 50 milioni di lire, legate con un elastico, la somma annuale, secondo Cancemi, era di circa 200 milioni di lire…

Da quanto sopra, vi sono tutti gli elementi di prova indiscutibili, riguardo alla consegna sistematica di denaro da parte del duo “Berlusconi-Dell’Utri” nelle casse di Cosa Nostra…

Dopotutto, come dare torto al “Cavaliere” e al “Senatore”, quando, lo stesso giudice istruttore di Catania, Luigi Russo (nell’Aprile del 91′) con quella scandalosa decisione… ha stabilito con una sentenza, che non è reato pagare la “protezione” ai boss mafiosi!!!
Diceva bene Libero Grassi: in questo modo si è legittimato con il verdetto dello Stato… il pagamento delle tangenti. Così come la resa delle istituzioni e le collusioni. Proprio ora che qualcosa si stava muovendo per il verso giusto. Stabilire che in Sicilia non è reato pagare la mafia è ancora più scandaloso delle scarcerazioni dei boss. Ormai nessuno è più colpevole di niente. Anzi, la sentenza del giudice Russo suggerisce agli imprenditori un vero e proprio modello di comportamento; e cioè, pagate i mafiosi. E quelli che come me hanno invece cercato di ribellarsi?
In definitiva il principio che passò, era quello che con la mafia si doveva in un qualche modo collaborare… ed era dopotutto quanto avesse fatto il Cavaliere… che attraverso quel connubio riuscì ad ampliare finanziariamente le proprie società e di conseguenza procurò un evidente vantaggio a quella intera organizzazione criminale, atteso che, le notevoli somme di denaro provenienti da Milano finivano nelle casse delle più importanti “famiglie” palermitane, che venivano suddivise per i bisogni di tutti i sodali e, quindi, per il mantenimento, consolidamento e rafforzamento delle “famiglie” stesse…
Certo, pensare che con i soldi del “Cavaliere”, quell’organizzazione criminale (facente capo proprio a Toto’ Riina), fece proliferare Cosa Nostra è veramente agghiacciante!!! 
Non dobbiamo dimenticare, che proprio con quel denaro, si è permesso di distruggere le vite di tante vittime innocenti… 
E’ significativo come Dell’Utri, anziché astenersi dal trattare con la mafia (come la sua autonomia decisionale dal proprietario ed il suo livello culturale avrebbero potuto consentirgli, sempre nell’indimostrata ipotesi che fosse stato lo stesso Berlusconi a chiederglielo…), ha scelto, nella piena consapevolezza di tutte le possibili conseguenze, di mediare tra gli interessi di Cosa Nostra e gli interessi imprenditoriali di Berlusconi (un industriale, come si è visto, disposto a pagare pur di stare tranquillo).
Dunque, Marcello Dell’Utri ha consentito non solo oggettivamente a “cosa nostra” di percepire un vantaggio, ma questo risultato si è potuto raggiungere grazie e soltanto per merito suo” che di conseguenza, avrà, potuto beneficiare successivamente di quello scambio di voti, consegnati direttamente dalla mafia…
Egli è stato l’anello di congiunzione tra Cosa Nostra e una delle più importanti realtà imprenditoriali italiane, permettendo ad entrambi di ricevere non solo, un importante ricchezza economica, ma di far divenire, attraverso la politica lo stesso “Cavaliere”, uno degli uomini più influenti, ricchi e potenti d’Italia e non solo…
I giovani di oggi non possono comprendere quanto allora accadde attraverso quelle terribili collusioni, ma bisogna oggi fare in modo, che essi non ricadano nuovamente in quel grave errore (commesso ahimè anche dal sottoscritto e dalla maggior parte dei Siciliani… sicuramente per inesperienza, gioventù o forse, per quella poca dedizione alle vicende della politica…), ripetendo quindi nuovamente, quanto qualcuno adesso (per nome e conto di quel soggetto o di quel partito politico), possa ancora vergognosamente chiederci, attraverso quel nostro voto…
Io e moltissimi miei conterranei, abbiamo sbagliato in quella valutazione, non avendo compreso a quel tempo, che, proprio attraverso quel voto, stavamo di fatto… appoggiando la mafia!!!  
Si dice comunque  che… errare è umano, ma perseverare è diabolico!!!
Ed allora oggi dico BASTA!!!
Già, basta con la mafia, con i suoi uomini inaffidabili, con quegli imprenditori collusi e soprattutto basta… con quei subdoli cosiddetti “politici” che dimostrano in ogni circostanza di essere corrotti e che in tutti questi anni, non hanno fatto altro che ingannarvi… con le loro inutili promesse!!!

In ricordo di Emanuele Piazza…

Emanuele Piazza ha iniziato la sua carriera nella Polizia di Stato, prestando il servizio militare di leva in Italia come agente ausiliario.
Successivamente, dimessosi per trasferirsi a Palermo (sua città natale), operò come agente dei servizi segreti italiani nel SISDE, occupandosi in particolare della ricerca di soggetti latitanti. 
Emanuele, scompare dalla sua abitazione di Sferracavallo, a Palermo, il 16 marzo 1990, e successivamente fu ucciso in circostanze mai del tutto chiarite, probabilmente ad opera di cosa nostra…
Il corpo non venne mai ritrovato e soltanto a nove anni di distanza da quella data si è venuti a conoscenza che la morte di Emanuele  avvenne il 16 marzo. 
Emanuele Piazza aveva come nome in codice “topo” e tra i suoi compito c’era quello di infiltrarsi nelle potenti cosche dei Corleonesi, quella di Resuttana e San Lorenzo…
Nello stesso periodo infatti, 12 giorni dopo la sparizione di Emanuele, un suo caro amico, vigile del fuoco, Gaetano Genova, venne ucciso da quegli stessi boss, che lo ritenevano un suo confidente…
Entrambi si scopri successivamente essere stati sequestrati ed uccisi…. 
E grazie alle rivelazioni dei pentiti a da una indagine della Dia di Palermo (coordinata dai pm Nino Di Matteo e Antonio Ingroia), che sono stati svelati i retroscena della scomparsa di Genova: nel 1998 Enzo Salvatore Brusca consentì di ritrovare i resti del giovane vigile del fuoco. 
Resta il mistero sull’attività di Genova, probabilmente il vigile del fuoco aveva fornito un’ indicazione importante a Piazza per l’arresto di un latitante, Giovanni Sammarco, all’interno di un centro sportivo. In quella struttura Genova stava facendo alcuni lavori con la piccola impresa edilizia che aveva approntato per arrotondare lo stipendio. 
Ma chi svelò il ruolo di Sammarco e poi successivamente anche di Emanuele… resta ancora oggi un giallo…
Certamente una talpa istituzionale tradì i due giovani!!!
Per Emanuele non sarà stato facile fare l’infiltrato in una realtà criminale, all’interno di quelle cosche ritenute da tutti tra le più pericolose… con personaggi al comando come Riina, Gambino e Madonia… Ma Emanuele Piazza (figlio di un noto avvocato di Palermo) a soli 30 anni dimostrava di non aver paura… e soprattutto dimostrò nel corso della propria esperienza, di non auspicare ad una carriera semplice e senza alcun rischio, ma bensì sin da subito mostrò il proprio coraggio, avventurandosi in contesti a cui la maggior parte sfuggiva…
La notizia della sua scomparsa rimase ovviamente per parecchi giorni rigorosamente segreta e nessuna indiscrezione trapelò su questa vicenda che salto fuori dopo alcuni mesi di indagini da parte del giudice Giovanni Falcone e soprattutto da parte di un giornalista… 
Sembra che la morte di Emanuele fosse legata anche all’amicizia con Antonino Agostino, agente di Polizia alla questura di Palermo (di Villagrazia di Carini); mentre entravano nella villa di famiglia per festeggiare il compleanno della sorella di lui, un gruppo di sicari in motocicletta arrivò all’improvviso e cominciò a sparare a lui e a sua moglie (incinta) Ida Castelluccio: Agostino venne colpito da vari proiettili, mentre la moglie venne raggiunta da un solo colpo, ma continuò a strisciare per terra… per avvicinarsi al marito morente. 
Nel 2009 il collaboratore di giustizia Vito Lo Forte dichiarò che Agostino, insieme ad un collega (era Emanuele Piazza), si trovava nei pressi della “Addaura” la mattina del 20 giugno 1989; proprio il giorno prima del fallito attentato al giudice Falcone, riuscendo ad impedire che l’attentato si compiesse: si finsero sommozzatori, rendendo inoffensivo l’ordigno nelle ore notturne antecedenti al ritrovamento… 
I familiari di Emanuele non si sono dati mai pace, in particolare il padre, l’Avv. Giustino Piazza, dichiarò che suo figlio “fu mandato allo sbaraglio da gente irresponsabile che l’aveva illuso“. 
L’accusa ovviamente è rivolta al Sisde e ad alcuni funzionari dei Servizi segreti, definiti dal padre di Emanuele, “gente senza scrupoli che ha bisogno di carne da macello per le loro sporche faccende“; “Mio figlio è morto – ha detto – perché questi mascalzoni gli avevano detto che prima o poi sarebbe diventato un vero agente segreto!!!
Secondo l’Avv. Piazza, inizialmente i responsabili del Sisde di Palermo minimizzarono il ruolo del figlio e tentarono anche di negare che collaborava con i Servizi. 
Ma Emanuele (aspirante 007) era stato inserito nei libri paga e percepiva di conseguenza un compenso (un milione e mezzo di lire al mese), era quindi impossibile per l’agenzia, continuare con le menzogne…
Emanuele, alto un metro e 75, atletico ed esperto di lotta libera e karatè… per due anni era stato in polizia ed aveva inoltre frequentato il corso delle teste di cuoio ad Abbasanta (Sardegna) e quindi era stato assegnato al servizio di sicurezza del Quirinale…
Ma lui voleva fare ad ogni costo il poliziotto e così dopo alcuni mesi, fu assegnato alla sezione narcotici della Squadra mobile romana. 
Nel 1985 lasciò la polizia e fece ritornò a Palermo; voleva diventare agente segreto e così trovò gli agganci giusti per far parte (sia pure part time) del Sisde. 
Quando scomparve dalla sua villetta di Sferracavallo, gli investigatori trovarono in alcuni cassetti una lista su carta intestata del Ministero degli Interni, con i nomi d’importanti latitanti di mafia… 
Difatti, il suo omicidio, venne svelato parecchi anni dopo dai pentiti: il giovane agente, rivelò, Giovan Battista Ferrante (mafioso doc: dal 1980 faceva parte della famiglia mafiosa di San Lorenzo, mandamento storico di Palermo, capeggiato negli anni ottanta dal boss Rosario Riccobono, poi passato sotto la reggenza di Pippo Gambino e infine affidato a Salvatore Biodino, l’autista personale di Totò Riina, fino al 1993 ) divenuto collaboratore di giustizia (affidabile e profondo conoscitore delle dinamiche più interne di Cosa Nostra), venne eliminato per impedirgli di proseguire la caccia ai latitanti… 
Raccontò che fu attirato in un tranello, dove venne strangolato ed il suo corpo squagliato nell’acido, secondo un preciso rituale mafioso. 
Recentemente il pubblico ministero ha chiesto la condanna all’ergastolo per tre presunti mafiosi e 204 anni di carcere per altre otto persone coinvolte in quel delitto…
Emanuele comunque non è scomparso… è rimasto tra noi: perché la vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla…

In ricordo di Emanuele Piazza…

Emanuele Piazza ha iniziato la sua carriera nella Polizia di Stato, prestando il servizio militare di leva in Italia come agente ausiliario.
Successivamente, dimessosi per trasferirsi a Palermo (sua città natale), operò come agente dei servizi segreti italiani nel SISDE, occupandosi in particolare della ricerca di soggetti latitanti. 
Emanuele, scompare dalla sua abitazione di Sferracavallo, a Palermo, il 16 marzo 1990, e successivamente fu ucciso in circostanze mai del tutto chiarite, probabilmente ad opera di cosa nostra…
Il corpo non venne mai ritrovato e soltanto a nove anni di distanza da quella data si è venuti a conoscenza che la morte di Emanuele  avvenne il 16 marzo. 
Emanuele Piazza aveva come nome in codice “topo” e tra i suoi compito c’era quello di infiltrarsi nelle potenti cosche dei Corleonesi, quella di Resuttana e San Lorenzo…
Nello stesso periodo infatti, 12 giorni dopo la sparizione di Emanuele, un suo caro amico, vigile del fuoco, Gaetano Genova, venne ucciso da quegli stessi boss, che lo ritenevano un suo confidente…
Entrambi si scopri successivamente essere stati sequestrati ed uccisi…. 
E grazie alle rivelazioni dei pentiti a da una indagine della Dia di Palermo (coordinata dai pm Nino Di Matteo e Antonio Ingroia), che sono stati svelati i retroscena della scomparsa di Genova: nel 1998 Enzo Salvatore Brusca consentì di ritrovare i resti del giovane vigile del fuoco. 
Resta il mistero sull’attività di Genova, probabilmente il vigile del fuoco aveva fornito un’ indicazione importante a Piazza per l’arresto di un latitante, Giovanni Sammarco, all’interno di un centro sportivo. In quella struttura Genova stava facendo alcuni lavori con la piccola impresa edilizia che aveva approntato per arrotondare lo stipendio. 
Ma chi svelò il ruolo di Sammarco e poi successivamente anche di Emanuele… resta ancora oggi un giallo…
Certamente una talpa istituzionale tradì i due giovani!!!
Per Emanuele non sarà stato facile fare l’infiltrato in una realtà criminale, all’interno di quelle cosche ritenute da tutti tra le più pericolose… con personaggi al comando come Riina, Gambino e Madonia… Ma Emanuele Piazza (figlio di un noto avvocato di Palermo) a soli 30 anni dimostrava di non aver paura… e soprattutto dimostrò nel corso della propria esperienza, di non auspicare ad una carriera semplice e senza alcun rischio, ma bensì sin da subito mostrò il proprio coraggio, avventurandosi in contesti a cui la maggior parte sfuggiva…
La notizia della sua scomparsa rimase ovviamente per parecchi giorni rigorosamente segreta e nessuna indiscrezione trapelò su questa vicenda che salto fuori dopo alcuni mesi di indagini da parte del giudice Giovanni Falcone e soprattutto da parte di un giornalista… 
Sembra che la morte di Emanuele fosse legata anche all’amicizia con Antonino Agostino, agente di Polizia alla questura di Palermo (di Villagrazia di Carini); mentre entravano nella villa di famiglia per festeggiare il compleanno della sorella di lui, un gruppo di sicari in motocicletta arrivò all’improvviso e cominciò a sparare a lui e a sua moglie (incinta) Ida Castelluccio: Agostino venne colpito da vari proiettili, mentre la moglie venne raggiunta da un solo colpo, ma continuò a strisciare per terra… per avvicinarsi al marito morente. 
Nel 2009 il collaboratore di giustizia Vito Lo Forte dichiarò che Agostino, insieme ad un collega (era Emanuele Piazza), si trovava nei pressi della “Addaura” la mattina del 20 giugno 1989; proprio il giorno prima del fallito attentato al giudice Falcone, riuscendo ad impedire che l’attentato si compiesse: si finsero sommozzatori, rendendo inoffensivo l’ordigno nelle ore notturne antecedenti al ritrovamento… 
I familiari di Emanuele non si sono dati mai pace, in particolare il padre, l’Avv. Giustino Piazza, dichiarò che suo figlio “fu mandato allo sbaraglio da gente irresponsabile che l’aveva illuso“. 
L’accusa ovviamente è rivolta al Sisde e ad alcuni funzionari dei Servizi segreti, definiti dal padre di Emanuele, “gente senza scrupoli che ha bisogno di carne da macello per le loro sporche faccende“; “Mio figlio è morto – ha detto – perché questi mascalzoni gli avevano detto che prima o poi sarebbe diventato un vero agente segreto!!!
Secondo l’Avv. Piazza, inizialmente i responsabili del Sisde di Palermo minimizzarono il ruolo del figlio e tentarono anche di negare che collaborava con i Servizi. 
Ma Emanuele (aspirante 007) era stato inserito nei libri paga e percepiva di conseguenza un compenso (un milione e mezzo di lire al mese), era quindi impossibile per l’agenzia, continuare con le menzogne…
Emanuele, alto un metro e 75, atletico ed esperto di lotta libera e karatè… per due anni era stato in polizia ed aveva inoltre frequentato il corso delle teste di cuoio ad Abbasanta (Sardegna) e quindi era stato assegnato al servizio di sicurezza del Quirinale…
Ma lui voleva fare ad ogni costo il poliziotto e così dopo alcuni mesi, fu assegnato alla sezione narcotici della Squadra mobile romana. 
Nel 1985 lasciò la polizia e fece ritornò a Palermo; voleva diventare agente segreto e così trovò gli agganci giusti per far parte (sia pure part time) del Sisde. 
Quando scomparve dalla sua villetta di Sferracavallo, gli investigatori trovarono in alcuni cassetti una lista su carta intestata del Ministero degli Interni, con i nomi d’importanti latitanti di mafia… 
Difatti, il suo omicidio, venne svelato parecchi anni dopo dai pentiti: il giovane agente, rivelò, Giovan Battista Ferrante (mafioso doc: dal 1980 faceva parte della famiglia mafiosa di San Lorenzo, mandamento storico di Palermo, capeggiato negli anni ottanta dal boss Rosario Riccobono, poi passato sotto la reggenza di Pippo Gambino e infine affidato a Salvatore Biodino, l’autista personale di Totò Riina, fino al 1993 ) divenuto collaboratore di giustizia (affidabile e profondo conoscitore delle dinamiche più interne di Cosa Nostra), venne eliminato per impedirgli di proseguire la caccia ai latitanti… 
Raccontò che fu attirato in un tranello, dove venne strangolato ed il suo corpo squagliato nell’acido, secondo un preciso rituale mafioso. 
Recentemente il pubblico ministero ha chiesto la condanna all’ergastolo per tre presunti mafiosi e 204 anni di carcere per altre otto persone coinvolte in quel delitto…
Emanuele comunque non è scomparso… è rimasto tra noi: perché la vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla…

Berlusconi: 41 milioni di lire al mese da consegnare alla mafia di Toto Riina!!!

L’intercettazione va ovviamente presa con il beneficio d’inventario, dopotutto  non c’è modo di verificarne la fondatezza su quanto racconta l’ex “capo dei capi“…

Dopotutto, è difficile credere solo in parte a ciò che una persona dice… non avendo di contro un eventuale riscontro… 
Certo, se le forze dell’ordine intervenute nell’arresto a casa Riina, avessero preso quei documenti posseduti all’interno della cassaforte a casa del Boss, forse oggi avremmo avuto un maggiore riscontro  oppure se quanto riportato non è altro che frutto di una fantastica esagerazione…
Certo, Riina discutendo con il compagno d’aria (il pugliese A. Lorusso) dimostra di conoscere tante notizie… ed è strano, perché molte di quelle circostanze sono avvenute dopo il suo arresto e non si comprende in quali modi – con regime carcerario duro come quello del 41bis – sia stato in condizioni d’apprendere notizie così aggiornate… 
E difatti parlando del cavaliere… racconta dei suoi festini, di Ruby e poi ancora ricorda come, negli anni 80, consegnava alla sua associazione criminale 250 milioni di lire ogni sei mesi, erano circa 40 milioni al mese!!!
L’intermediario era ovviamente il senatore Dell’Utri (oggi detenuto) che temeva a suo tempo per la sua persona (credeva infatti di poter essere sequestrato) o che potessero colpire i suoi ripetitori in Sicilia…. 
Dichiara Riina: “È venuto, ha mandato là sotto ad uno, si è messo d’accordo, ha mandato i soldi a colpo, a colpo, ci siamo accordati con i soldi e a colpo li ho incassati”; quello… è venuto il palermitano… mandò a lui, è sceso il palermitano ha parlato con uno… si è messo d’accordo… dice vi mando i soldi con un altro palermitano. Ha preso un altro palermitano, c’era quello a Milano. Là c’era questo e gli dava i soldi ogni sei mesi a questo palermitano. Era amico di quello… il senatore”…
Il “palermitano” è Tanino Cinà, lo stesso che negli anni Settanta suggerì a Dell’Utri di mandare Vittorio Mangano come stalliere ad Arcore quando Berlusconi cercava “protezione”…
L’ex boss definisce Dell’Utri, “una persona seria”; dopotutto, se pagava (per come riportato) nei modi precisi e puntuali, è logico pensare che non si può… che parlarne bene!!!    
Contrariamente andò a Catania… dove il “Cavaliere” non voleva pagare la cifra richiesta… ed allora… gli bruciarono la Standa”: sì, gli hanno dato fuoco alla Standa… minchia aveva tutte le Stande della Sicilia… – ma non vuole pagare – e allora gli ho detto: bruciagli la Standa”.
A differenza di Dell’Utri, i giudizi sul cavaliere sono pieni di sdegno, è considerato difatti dall’ex boss, un “buffone disgraziato” e poi continua con la figlia Barbara e su come abbia messo “ko” il giocatore Pato ed infine, parla di quel “disgraziato” d’Angelino Alfano…
Certo non sapremo mai, quanto di quelle dichiarazioni siano veritiere e chissà se forse, un giorno, qualcuno, farà emergere quei documenti riservati che comproveranno non solo le sue dichiarazioni, ma che in quel preciso periodo, la trattativa “Stato-mafia” (tanto successivamente dibattuta), non era frutto di una fantasia, ma purtroppo qualcosa di concreto e reale!!!
Un giorno la storia della nostra Sicilia verrà riscritta e forse quel giorno, s’inizierà a dare le giuste risposte a tutte quelle domande mai espresse (o volontariamente taciute…), per fare sì che non si possa mai giungere alla verità!!!
D’altronde è quanto hanno deciso per noi siciliani: se alzi la mano e fai una domanda, sarai sciocco per cinque minuti…. ma se non alzi la mano e non chiedi mai, resterai sciocco tutta la vita!!!

Berlusconi: 41 milioni di lire al mese da consegnare alla mafia di Toto Riina!!!

Berlusconi: 41 milioni di lire al mese da consegnare alla mafia di Toto Riina!!!

L’intercettazione va ovviamente presa con il beneficio d’inventario, dopotutto  non c’è modo di verificarne la fondatezza su quanto racconta l’ex “capo dei capi“… Dopotutto, è difficile credere solo in parte a ciò che una persona dice… non avendo di contro un eventuale riscontro…  Certo, se le forze dell’ordine intervenute nell’arresto a casa Riina, avessero preso quei documenti posseduti…

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Berlusconi: 41 milioni di lire al mese da consegnare alla mafia di Toto Riina!!!

L’intercettazione va ovviamente presa con il beneficio d’inventario, dopotutto  non c’è modo di verificarne la fondatezza su quanto racconta l’ex “capo dei capi“…

Dopotutto, è difficile credere solo in parte a ciò che una persona dice… non avendo di contro un eventuale riscontro… 
Certo, se le forze dell’ordine intervenute nell’arresto a casa Riina, avessero preso quei documenti posseduti all’interno della cassaforte a casa del Boss, forse oggi avremmo avuto un maggiore riscontro oppure avremmo potuto dimostrare che quanto riportato nelle intercettazioni,non è altro che il frutto di una fantastica ricostruzione…
Certo, Riina discutendo con il compagno d’aria (il pugliese A. Lorusso) dimostra di conoscere tante notizie… ed è strano, perché molte di quelle circostanze sono avvenute dopo il suo arresto e non si comprende in quali modi – con regime carcerario duro come quello del 41bis – sia stato in condizioni d’apprenderle quelle notizie… così dettagliate e aggiornate… 
Difatti, parlando del cavaliere, racconta dei suoi festini, di Ruby e poi ancora di come negli anni 80, consegnava alla sua associazione criminale 250 milioni di lire ogni sei mesi, circa 40 milioni di lire al mese!!!
L’intermediario era ovviamente il senatore Dell’Utri (oggi detenuto) che temeva a suo tempo per la sua persona (credeva infatti di poter essere sequestrato) o che potessero colpire i suoi ripetitori in Sicilia…. 
Dichiara Riina: “È venuto, ha mandato là sotto ad uno, si è messo d’accordo, ha mandato i soldi a colpo, a colpo, ci siamo accordati con i soldi e a colpo li ho incassati”; quello… è venuto il palermitano… mandò a lui, è sceso il palermitano ha parlato con uno… si è messo d’accordo… dice vi mando i soldi con un altro palermitano. Ha preso un altro palermitano, c’era quello a Milano. Là c’era questo e gli dava i soldi ogni sei mesi a questo palermitano. Era amico di quello… il senatore”…
Il “palermitano” è Tanino Cinà, lo stesso che negli anni Settanta suggerì a Dell’Utri di mandare Vittorio Mangano come stalliere ad Arcore quando Berlusconi cercava “protezione”…
L’ex boss definisce Dell’Utri, “una persona seria”; dopotutto, se pagava (per come riportato) nei modi precisi e puntuali, è logico pensare che non si può… che parlarne bene!!!    
Contrariamente andò a Catania… dove il “Cavaliere” non voleva pagare la cifra richiesta… ed allora… gli bruciarono la Standa”: sì, gli hanno dato fuoco alla Standa… minchia aveva tutte le Stande della Sicilia… – ma non vuole pagare – e allora gli ho detto: bruciagli la Standa”.
A differenza di Dell’Utri, i giudizi sul cavaliere sono pieni di sdegno, è considerato difatti dall’ex boss, un “buffone disgraziato” e poi continua con la figlia Barbara e su come abbia messo “ko” il giocatore Pato ed infine, parla di quel “disgraziato” d’Angelino Alfano…
Certo non sapremo mai, quanto di quelle dichiarazioni siano veritiere e chissà se forse, un giorno, qualcuno, farà emergere quei documenti riservati che comproveranno non solo le sue dichiarazioni, ma che in quel preciso periodo, la trattativa “Stato-mafia” (tanto successivamente dibattuta), non era frutto di una fantasia, ma purtroppo qualcosa di concreto e reale!!!
Un giorno la storia della nostra Sicilia verrà riscritta e forse quel giorno, s’inizierà a dare le giuste risposte a tutte quelle domande mai espresse (o volontariamente taciute…), per fare sì che non si possa mai giungere alla verità!!!
D’altronde è quanto hanno deciso per noi siciliani: se alzi la mano e fai una domanda, sarai sciocco per cinque minuti…. ma se non alzi la mano e non chiedi mai, resterai sciocco tutta la vita!!!

Amministrazioni giudiziarie & Associazioni antimafia…

La festa è quella dell’Unità a Catania e la Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, Rosy Bindi, ha dichiarato: “Combatteremo l’antimafia deviata” e quindi ha attaccato gli ordini professionali… ribadendo “Abbiamo sentito gli ordini professionali, tutti tutelano i propri affiliati anche quando sbagliano”!!! 
Durante il convegno si è parlato di mafia, di collusioni, di corruzione, ma soprattutto di quella “antimafia” di facciata che dimostra avere non soltanto paura di quel sistema… ma bensì proprio per evitare possibili ripercussioni… ci va a braccetto!!! 
Ed inoltre, si discute di provvedimenti di sequestro e di confisca, casi di deviazione degli amministratori giudiziari con provvedimenti dai tempi lunghissimi, probabilmente realizzati forse, per aumentare il proprio compenso economico…
Finalmente le mie parole, scritte su questo blog… cominciano ad avere quei giusti effetti… 
Già, dopo anni e anni in cui scrivo su quei meccanismi perversi, qualcuno forse (o finalmente…) ha iniziato a prendere coscienza che quei fatti raccontati, non erano inventati, ma costituivano vere e proprie fedeli ricostruzioni… ed è interessante scoprire che, quando si parla di “antimafia di facciata”, la nostra Sicilia rappresenta perfettamente quel modello…
Come ci si può dimenticare di personaggi pubblici, Presidenti di Associazioni nazionali (veri e propri finti paladini della legalità) che hanno permesso di realizzare ovunque tangenti ed alla mafia di poter accrescere e sviluppare il proprio potere…
Si chiama “antimafia deviata” quella che non combatte la mafia o le collusioni di quei colletti grigi, ma cerca bensì di beneficiare di quel paravento, per ottenere sempre più potere e finanziamenti dati dallo Stato… centinaia di migliaia di euro, che finiscono per essere utilizzati per fini propri e quasi sempre personali…
Analoga situazione va rivista per gli ordini professionali, che non sono fatti per tutelare gli interessi di chi è iscritto a quell’ordine, bensì sono stati creati, per tutelare i cittadini dal corretto esercizio della professione”…
Ma dove il Presidente Bindy ha dato il meglio di se, è quando ricorda di come a Palermo la mafia è stata combattuta e dove i suoi boss sono stati pian piano consegnati alla giustizia, a differenza di Catania, dove sono ancora tutti fuori…  perché la maggior parte di essi sono “prenditori”… pardon imprenditori!!!.
Importante anche quanto pronunciato dal procuratore Franco Roberti che durante il suo intervento, ha parlato della necessità di fare le riforme in tema di giustizia: “Chiedo per i corrotti e i corruttori gli stessi strumenti di indagine che sono previsti per le mafie, con agenti sotto copertura, sconti di pena per chi collabora con la giustizia, durata delle  indagini e delle intercettazioni di pari misura rispetto quelli previsti per i reati di mafia e possibilità di fare intercettazioni preventive. Inoltre, sarebbe necessario inserire  nel 416bis un aggravante specifica, se l’associazione mafiosa si avvale della corruzione per  conseguire appalti pubblici e commesse pubbliche; una semplice modifica che segnerebbe un passo avanti perché sappiamo tutti che la corruzione è lo strumento privilegiato delle organizzazioni mafiose”.
Ma quando il procuratore Franco Roberti parla delle amministrazioni giudiziarie, ecco che finalmente, sento svelare qualcosa di significativo… 
Sono anni che il sottoscritto attendeva una rivelazione come quella appena esposta: ”Vi siete chiesti perché nelle amministrazioni giudiziarie i procedimenti di prevenzione durano cosi a lungo? e sempre nella complessità dei beni da gestire o forse più va a  lungo l’amministrazione giudiziaria e  più l’amministratore giudiziario ne profitta economicamente magari in combutta con qualche giudice come abbiamo dovuto in qualche caso penosamente constatare?
Sono certo che quando dichiarato, non sarà di facile comprensione per molti… ma state certi che chi doveva intuire, ha compreso bene quel messaggio “subliminale”… 
Tra questi c’è il sottoscritto ed anche qualche ex collega!!! 

Amministrazioni giudiziarie & Associazioni antimafia…

La festa è quella dell’Unità a Catania e la Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, Rosy Bindi, ha dichiarato: “Combatteremo l’antimafia deviata” e quindi ha attaccato gli ordini professionali… ribadendo “Abbiamo sentito gli ordini professionali, tutti tutelano i propri affiliati anche quando sbagliano”!!! 
Durante il convegno si è parlato di mafia, di collusioni, di corruzione, ma soprattutto di quella “antimafia” di facciata che dimostra avere non soltanto paura di quel sistema… ma bensì proprio per evitare possibili ripercussioni… ci va a braccetto!!! 
Ed inoltre, si discute di provvedimenti di sequestro e di confisca, casi di deviazione degli amministratori giudiziari con provvedimenti dai tempi lunghissimi, probabilmente realizzati forse, per aumentare il proprio compenso economico…
Finalmente le mie parole, scritte su questo blog… cominciano ad avere quei giusti effetti… 
Già, dopo anni e anni in cui scrivo su quei meccanismi perversi, qualcuno forse (o finalmente…) ha iniziato a prendere coscienza che quei fatti raccontati, non erano inventati, ma costituivano vere e proprie fedeli ricostruzioni… ed è interessante scoprire che, quando si parla di “antimafia di facciata”, la nostra Sicilia rappresenta perfettamente quel modello…
Come ci si può dimenticare di personaggi pubblici, Presidenti di Associazioni nazionali (veri e propri finti paladini della legalità) che hanno permesso di realizzare ovunque tangenti ed alla mafia di poter accrescere e sviluppare il proprio potere…
Si chiama “antimafia deviata” quella che non combatte la mafia o le collusioni di quei colletti grigi, ma cerca bensì di beneficiare di quel paravento, per ottenere sempre più potere e finanziamenti dati dallo Stato… centinaia di migliaia di euro, che finiscono per essere utilizzati per fini propri e quasi sempre personali…
Analoga situazione va rivista per gli ordini professionali, che non sono fatti per tutelare gli interessi di chi è iscritto a quell’ordine, bensì sono stati creati, per tutelare i cittadini dal corretto esercizio della professione”…
Ma dove il Presidente Bindy ha dato il meglio di se, è quando ricorda di come a Palermo la mafia è stata combattuta e dove i suoi boss sono stati pian piano consegnati alla giustizia, a differenza di Catania, dove sono ancora tutti fuori…  perché la maggior parte di essi sono “prenditori”… pardon imprenditori!!!.
Importante anche quanto pronunciato dal procuratore Franco Roberti che durante il suo intervento, ha parlato della necessità di fare le riforme in tema di giustizia: “Chiedo per i corrotti e i corruttori gli stessi strumenti di indagine che sono previsti per le mafie, con agenti sotto copertura, sconti di pena per chi collabora con la giustizia, durata delle  indagini e delle intercettazioni di pari misura rispetto quelli previsti per i reati di mafia e possibilità di fare intercettazioni preventive. Inoltre, sarebbe necessario inserire  nel 416bis un aggravante specifica, se l’associazione mafiosa si avvale della corruzione per  conseguire appalti pubblici e commesse pubbliche; una semplice modifica che segnerebbe un passo avanti perché sappiamo tutti che la corruzione è lo strumento privilegiato delle organizzazioni mafiose”.
Ma quando il procuratore Franco Roberti parla delle amministrazioni giudiziarie, ecco che finalmente, sento svelare qualcosa di significativo… 
Sono anni che il sottoscritto attendeva una rivelazione come quella appena esposta: ”Vi siete chiesti perché nelle amministrazioni giudiziarie i procedimenti di prevenzione durano cosi a lungo? e sempre nella complessità dei beni da gestire o forse più va a  lungo l’amministrazione giudiziaria e  più l’amministratore giudiziario ne profitta economicamente magari in combutta con qualche giudice come abbiamo dovuto in qualche caso penosamente constatare?
Sono certo che quando dichiarato, non sarà di facile comprensione per molti… ma state certi che chi doveva intuire, ha compreso bene quel messaggio “subliminale”… 
Tra questi c’è il sottoscritto ed anche qualche ex collega!!! 

La follia di vedere esclusivamente la nostra mafia e non la loro: Italiani… non è Charlie Hebdo che ha costruito le vostre case, è la mafia!!!

Dopo la vignetta sui morti del terremoto, il mensile “satirico” (a loro modo…) francese Charlie Hebdo ha risposto pubblicando un altra vignetta su Facebook, dove nel disegno si vede una persona coperta di sangue fra le macerie e si legge: Italiani… non è Charlie Hebdo che ha costruito le vostre case, è la mafia…
La “MAFIA” sempre e ovunque in ogni circostanza… anche quando non c’entra un cazzo!!!
E’ dire che proprio i francesi per mafia sono tra i numeri uno!!!
Come dimenticare per esempio… quella marsigliese, che da sempre controlla il traffico del tabacco e di conseguenza la droga… o la cosiddetta mafia corsa (milieu corso), chiamata così perché nata in Corsica, ha esteso a Marsiglia, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, nord Africa, Antille e in America del Sud, la propria influenza…
Hanno già dimenticato quegli anni settanta in cui, i suoi clan, costituivano la “French Connection”, una società criminale organizzata, che controllava tutto il traffico dei narcotici verso gli USA destinati per lo più alla mafia americana…???
La “mafia francese” opera un giro di affari di 2 miliardi di euro, attraverso il solo commercio della droga, con una lista di quasi 30 mila reati registrati annualmente, tra violenze, traffico di stupefacenti, rapine a mano armata e vari regolamenti di conti…
Una serie di episodi criminali che vedono protagonisti gli eredi di quelle bande di cui sopra, che ora hanno diversificato e investito in nuove attività commerciali, quel loro denaro sporco…
I forzieri sono pieni… li hanno depositati presso le banche del vicino principato di Montecarlo, utilizzano per riciclare quei loro casinò e fanno import/export, grazie al porto di Marsiglia…
Hanno trasformato la Cote d’Azur in un loro possedimento… negozi, ristoranti, alberghi, auto di lusso, tutto serve per detenere il potere e secondo il rapporto della polizia giudiziaria, starebbero in questi anni cercando, d’instaurare nuovi partnership stabili con altre criminalità nel mondo… 
E’ vero la mafia esiste… è guarda caso, si trova proprio in Francia…
Ah… certo c’è ancora chi, come “Charlie Hebdo”, continua a sostenere che la mafia da loro non esiste!!!

La follia di vedere esclusivamente la nostra mafia e non la loro: Italiani… non è Charlie Hebdo che ha costruito le vostre case, è la mafia!!!

Dopo la vignetta sui morti del terremoto, il mensile “satirico” (a loro modo…) francese Charlie Hebdo ha risposto pubblicando un altra vignetta su Facebook, dove nel disegno si vede una persona coperta di sangue fra le macerie e si legge: Italiani… non è Charlie Hebdo che ha costruito le vostre case, è la mafia…
La “MAFIA” sempre e ovunque in ogni circostanza… anche quando non c’entra un cazzo!!!
E’ dire che proprio i francesi per mafia sono tra i numeri uno!!!
Come dimenticare per esempio… quella marsigliese, che da sempre controlla il traffico del tabacco e di conseguenza la droga… o la cosiddetta mafia corsa (milieu corso), chiamata così perché nata in Corsica, ha esteso a Marsiglia, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, nord Africa, Antille e in America del Sud, la propria influenza…
Hanno già dimenticato quegli anni settanta in cui, i suoi clan, costituivano la “French Connection”, una società criminale organizzata, che controllava tutto il traffico dei narcotici verso gli USA destinati per lo più alla mafia americana…???
La “mafia francese” opera un giro di affari di 2 miliardi di euro, attraverso il solo commercio della droga, con una lista di quasi 30 mila reati registrati annualmente, tra violenze, traffico di stupefacenti, rapine a mano armata e vari regolamenti di conti…
Una serie di episodi criminali che vedono protagonisti gli eredi di quelle bande di cui sopra, che ora hanno diversificato e investito in nuove attività commerciali, quel loro denaro sporco…
I forzieri sono pieni… li hanno depositati presso le banche del vicino principato di Montecarlo, utilizzano per riciclare quei loro casinò e fanno import/export, grazie al porto di Marsiglia…
Hanno trasformato la Cote d’Azur in un loro possedimento… negozi, ristoranti, alberghi, auto di lusso, tutto serve per detenere il potere e secondo il rapporto della polizia giudiziaria, starebbero in questi anni cercando, d’instaurare nuovi partnership stabili con altre criminalità nel mondo… 
E’ vero la mafia esiste… è guarda caso, si trova proprio in Francia…
Ah… certo c’è ancora chi, come “Charlie Hebdo”, continua a sostenere che la mafia da loro non esiste!!!

je suis "Charlot"…

Chiamarla “satira” fa vomitare “Charlot” (spero che perdonerà il paragone il grande Charlie Chaplin) ma osservare oggi, con quali modi, si tenta d’accrescere le vendite di quel loro mensile, altro che ridere… ci viene da piangere!!!
“Charlie Hebdo”, dopo aver preso in giro anche Dio… (su qualunque religione egli fosse stato collocato…), continua ancora oggi a sparare cazzate, giustificando il tutto come satira!!!
Ed allora facciamola questa satira… vediamo come sarebbe quel loro edificio nel caso in cui un terremoto lo colpisse o forse dovremmo prevederne la sua distruzione a causa chissà… di una bomba???
Si vede che dopotutto quei 12 morti del 7 gennaio del 2015, non le sono bastati…
Prendere in giro il nostro terremoto… se non l’avessero capito, ci indigna profondamente e non c’è alcuna giustificazione che possa ormai servire…
Cosa si voleva intendere con “Sisma all’italiana”??? 
Cosa centrano le penne al pomodoro, gratinate e le lasagne???
Tentare di scherzare con il nostro sangue… paragonandolo al sugo e da veri deficienti… già infatti voi non siete altro che, dei giornalisti “DEFICIENTI” e a differenza vostra, non nascondo queste mie parole dietro “sughi o ragù”, poiché il vostro caso, non è neppure da prendere in considerazione…
Voi con la vostra pagina… fate indignare non solo noi Italiani, ma soprattutto quei veri francesi, che ho avuto modo nel corso della mia vita di conoscere e che so bene,  quanta stima hanno nei nostri confronti…
Continuate così… resterete sempre più soli, perché a cominciare da me, non mi sento più di essere “Je Suis Charlie”, anzi tutt’altro… da oggi in poi, faro in modo che la vostra satira, non riceva più da parte mia… la benché minima attenzione!!!
Addio per sempre… Charlie!!!    

je suis "Charlot"…

Chiamarla “satira” fa vomitare “Charlot” (spero che perdonerà il paragone il grande Charlie Chaplin) ma osservare oggi, con quali modi, si tenta d’accrescere le vendite di quel loro mensile, altro che ridere… ci viene da piangere!!!
“Charlie Hebdo”, dopo aver preso in giro anche Dio… (su qualunque religione egli fosse stato collocato…), continua ancora oggi a sparare cazzate, giustificando il tutto come satira!!!
Ed allora facciamola questa satira… vediamo come sarebbe quel loro edificio nel caso in cui un terremoto lo colpisse o forse dovremmo prevederne la sua distruzione a causa chissà… di una bomba???
Si vede che dopotutto quei 12 morti del 7 gennaio del 2015, non le sono bastati…
Prendere in giro il nostro terremoto… se non l’avessero capito, ci indigna profondamente e non c’è alcuna giustificazione che possa ormai servire…
Cosa si voleva intendere con “Sisma all’italiana”??? 
Cosa centrano le penne al pomodoro, gratinate e le lasagne???
Tentare di scherzare con il nostro sangue… paragonandolo al sugo e da veri deficienti… già infatti voi non siete altro che, dei giornalisti “DEFICIENTI” e a differenza vostra, non nascondo queste mie parole dietro “sughi o ragù”, poiché il vostro caso, non è neppure da prendere in considerazione…
Voi con la vostra pagina… fate indignare non solo noi Italiani, ma soprattutto quei veri francesi, che ho avuto modo nel corso della mia vita di conoscere e che so bene,  quanta stima hanno nei nostri confronti…
Continuate così… resterete sempre più soli, perché a cominciare da me, non mi sento più di essere “Je Suis Charlie”, anzi tutt’altro… da oggi in poi, faro in modo che la vostra satira, non riceva più da parte mia… la benché minima attenzione!!!
Addio per sempre… Charlie!!!    

Credetemi… sono il male assoluto!!!

Il primo impegno sarà trasparenza, regole e controlli, costruendo un sistema chiaro, leggibile e meno burocratico possibile“.
Con queste parole il commissario Vasco Errani ha indicato le priorità ed ancora, “Il primo atto sarà costituire un luogo istituzionale in cui discutere e assumere le scelte per ricostruzione, sarà una struttura leggera che decideremo con le Regioni e le autonomie in rapporto alle necessità che ci sono. Servirà accuratezza nella spesa ed il primo impegno sarà la trasparenze delle regole e dei controlli“. 
Le premesse ci sono tutte e speriamo che alla fine quanto sopra, non si trasformi nel conosciuto “gioco di prestigio” dove la metodologia clientelare ha il sopravvento, facendo in modo che la maggior parte degli appalti, vengano affidati a quelle imprese ben inserite nel meccanismo delle cooperative rosse…
Abbiamo già avuto modo di vedere, con quali modi, si attuino quegli scambi illeciti di favori, nei quali, chi ottiene gli appalti, provvederà successivamente a promuovere le istanze di quanti operano nella vita politica e amministrativa di questo paese…
Difatti il cavaliere durante quei lavori di ricostruzione dell’Aquila, impegnò tutto se stesso affinché ad operare, fossero esclusivamente le proprie imprese di fiducia, ed oggi, è logico aspettarsi, che l’attuale Presidente del Consiglio, privilegi quelle di colore “rosso” o quelle eventualmente disponibili a sottomettersi…
Siamo in un paese dove non esistono le regole o meglio le regole ci sono, il problema è farle rispettare affinché chiunque possa beneficiare di eguali condizione.
Sì… purtroppo sono in molti ad aver dimenticato lo scandalo della “Coopservice”, che, in vista della quotazione in borsa di una sua società controllata (la “Servizi Italia”) specializzata in servizio alle imprese, organizzò un giro di azioni (tramite una finanziaria in Lussemburgo), costituendo proprio lì, un tesoretto di circa 36 milioni di euro, ovviamente destinati ai vertici aziendali, con tanti saluti allo scopo mutualistico e non speculativo delle Coop!!! 
Comunque, l’indagine coinvolgeva 46 nominativi, ma soltanto due furono quelli indagati, poiché, quel cosiddetto spirito cooperativo non fu successivamente messo in pratica, anzi tutt’altro; già, cercarono con i fatti, di tradire una parte di essi, per distribuire quelle plusvalenze ad un numero certamente ridotto…
Il Pm comunque.. ( chissà forse aveva quel giorno la toga rossa…) chiese l’archiviazione anche per i due indagati, poiché la procedura di Insader Trading, non poteva essere applicata in quanto la società non era stata ancora ammessa alla quotazione in Borsa… 
Ora, quanto sopra riportato serve per accogliere la vicenda giudiziaria che ha coinvolto il Governatore dell’Emilia Romagna, Vasco Errani…
Una coincidenza… una omonimia, comunque, fu accusato di falso ideologico per aver favorito, attraverso un mutuo regionale, il fratello Giovanni – presidente della cooperativa “Terremerse”…
La vicenda, apri un squarcio tra “Coop Rosse” e Partito democratico (Pd), un potere trasversale che ancora oggi detta le regole economiche in una regione, l’Emilia Romagna, dove proprio Lega Coop, può contare su circa 1.500 unità, tre milioni di soci, 145.000 lavoratori ed un fatturato che supera i 50 miliardi di euro…
Bisogna comprendere che soltanto in quella regione, le Coop si aggiudicano un appalto ogni quattro e controllano più del 70% della grande distribuzione alimentare…
Una vera e propria anomalia a livello nazionale e in particolare nel mondo dell’impresa, un intreccio che lega in maniera indissolubile, politica ed economia ed anche mafia… che fa in modo di garantire un elettorato fedele e soprattutto tante poltrone che contano…
Ora ditemi… dopo aver letto quanto sopra, credete ancora che nel procedere alla ricostruzione di quelle zone terremotate, ci sarà trasparenza, regole e controlli, senza che possa intervenire un qualche compromesso o accomodamento??? 
Sì… lo so, ci starebbe bene una di quelle faccine ridenti con le lacrime di… “whatsapp”!!!   

Credetemi… sono il male assoluto!!!

Il primo impegno sarà trasparenza, regole e controlli, costruendo un sistema chiaro, leggibile e meno burocratico possibile“.
Con queste parole il commissario Vasco Errani ha indicato le priorità ed ancora, “Il primo atto sarà costituire un luogo istituzionale in cui discutere e assumere le scelte per ricostruzione, sarà una struttura leggera che decideremo con le Regioni e le autonomie in rapporto alle necessità che ci sono. Servirà accuratezza nella spesa ed il primo impegno sarà la trasparenze delle regole e dei controlli“. 
Le premesse ci sono tutte e speriamo che alla fine quanto sopra, non si trasformi nel conosciuto “gioco di prestigio” dove la metodologia clientelare ha il sopravvento, facendo in modo che la maggior parte degli appalti, vengano affidati a quelle imprese ben inserite nel meccanismo delle cooperative rosse…
Abbiamo già avuto modo di vedere, con quali modi, si attuino quegli scambi illeciti di favori, nei quali, chi ottiene gli appalti, provvederà successivamente a promuovere le istanze di quanti operano nella vita politica e amministrativa di questo paese…
Difatti il cavaliere durante quei lavori di ricostruzione dell’Aquila, impegnò tutto se stesso affinché ad operare, fossero esclusivamente le proprie imprese di fiducia, ed oggi, è logico aspettarsi, che l’attuale Presidente del Consiglio, privilegi quelle di colore “rosso” o quelle eventualmente disponibili a sottomettersi…
Siamo in un paese dove non esistono le regole o meglio le regole ci sono, il problema è farle rispettare affinché chiunque possa beneficiare di eguali condizione.
Sì… purtroppo sono in molti ad aver dimenticato lo scandalo della “Coopservice”, che, in vista della quotazione in borsa di una sua società controllata (la “Servizi Italia”) specializzata in servizio alle imprese, organizzò un giro di azioni (tramite una finanziaria in Lussemburgo), costituendo proprio lì, un tesoretto di circa 36 milioni di euro, ovviamente destinati ai vertici aziendali, con tanti saluti allo scopo mutualistico e non speculativo delle Coop!!! 
Comunque, l’indagine coinvolgeva 46 nominativi, ma soltanto due furono quelli indagati, poiché, quel cosiddetto spirito cooperativo non fu successivamente messo in pratica, anzi tutt’altro; già, cercarono con i fatti, di tradire una parte di essi, per distribuire quelle plusvalenze ad un numero certamente ridotto…
Il Pm comunque.. ( chissà forse aveva quel giorno la toga rossa…) chiese l’archiviazione anche per i due indagati, poiché la procedura di Insader Trading, non poteva essere applicata in quanto la società non era stata ancora ammessa alla quotazione in Borsa… 
Ora, quanto sopra riportato serve per accogliere la vicenda giudiziaria che ha coinvolto il Governatore dell’Emilia Romagna, Vasco Errani…
Una coincidenza… una omonimia, comunque, fu accusato di falso ideologico per aver favorito, attraverso un mutuo regionale, il fratello Giovanni – presidente della cooperativa “Terremerse”…
La vicenda, apri un squarcio tra “Coop Rosse” e Partito democratico (Pd), un potere trasversale che ancora oggi detta le regole economiche in una regione, l’Emilia Romagna, dove proprio Lega Coop, può contare su circa 1.500 unità, tre milioni di soci, 145.000 lavoratori ed un fatturato che supera i 50 miliardi di euro…
Bisogna comprendere che soltanto in quella regione, le Coop si aggiudicano un appalto ogni quattro e controllano più del 70% della grande distribuzione alimentare…
Una vera e propria anomalia a livello nazionale e in particolare nel mondo dell’impresa, un intreccio che lega in maniera indissolubile, politica ed economia ed anche mafia… che fa in modo di garantire un elettorato fedele e soprattutto tante poltrone che contano…
Ora ditemi… dopo aver letto quanto sopra, credete ancora che nel procedere alla ricostruzione di quelle zone terremotate, ci sarà trasparenza, regole e controlli, senza che possa intervenire un qualche compromesso o accomodamento??? 
Sì… lo so, ci starebbe bene una di quelle faccine ridenti con le lacrime di… “whatsapp”!!!   

Grazie ai terremoti… sono stati spesi ben 122 MILIARDI!!!

A dirlo è uno studio di Mediobanca, la quale ha calcolato il costo sostenuto dalle PA per i sismi che si sono succeduti dal terremoto del Belice del 1968 a quello dell’Emilia nel 2012…

Nei 44 anni trascorsi dal sisma del Belice a quello dell”Emilia, sono stati spesi la bellezza di 122 miliardi, la media di circa 3 miliardi l’anno…
Una completa follia… se si pensa che con quei soldi, si sarebbe potuto fare prevenzione e sicuramente si sarebbero potute salvare migliaia di vite…
Ed invece, si è preferito continuare per mezzo secolo nella stessa maniera, affinché quanto probabile a causa della natura ( è previsto un terremoto di magnitudo Richter di 5,5° ogni tre anni…) diventasse business… per quegli “indegni”.
Bisogna ricordare inoltre, che in questi anni sono stati fatti dei tentativi per introdurre una polizza assicurativa obbligatoria contro le probabili catastrofi, ma stranamente queste proposte, non sono state mai definite… e dire che una polizza obbligatoria per ciascun immobile, inciderebbe circa 100€/l’anno, se consideriamo una spesa irrisoria per i proprietari, ma garantirebbe certamente una ricostruzione celere e soprattutto, senza incidere nelle casse dello Stato!!!
Ma come sempre da noi, dopo che le tragedie accadono, ci si ricorda di queste polizze assicurative ed allora tutti quei “geni” seduti lì a Roma… fanno adesso a gara, per ripetere come pappagalli quanto hanno appena scoperto…
State certi comunque che anche con queste eventuali polizze –siamo purtroppo in Italia, dove niente si fa per niente– ci sarà la solita truffa organizzata e qualcuno (o meglio in molti…) con le mani già all’interno di quei gruppi assicurativi, si arricchirà ancor di più di quanto finora non abbia fatto…  
Io resto sempre dell’idea che la prevenzione è l’unica strada veramente sicura…
Si tratta di verificare la messa in sicurezza di tutto il nostro territorio, provvedendo ad adeguare gli edifici -nelle zone più a rischio di sismicità, incentivando -grazie ad opportuni investimento- quei lavori necessari ad adeguare non solo le abitazioni, ma in particolare gli edifici pubblici…
Si poteva fare di tutto per migliorarlo questo paese!!!
Oggi per esempio si potevano cacciare fuori da quel funerale tutti quei “personaggi in cerca d’autore“… seduti lì in prima fila!!! 
Ma da noi si sa… si parla… si parla e si continua soltanto a parlare, senza mai concludere niente o meglio, sperperando inutilmente quei nostri soldi pubblici e lasciando viceversa a noi, la conta di tutti quei morti!!!

Grazie ai terremoti… sono stati spesi ben 122 MILIARDI!!!

A dirlo è uno studio di Mediobanca, la quale ha calcolato il costo sostenuto dalle PA per i sismi che si sono succeduti dal terremoto del Belice del 1968 a quello dell’Emilia nel 2012…

Nei 44 anni trascorsi dal sisma del Belice a quello dell”Emilia, sono stati spesi la bellezza di 122 miliardi, la media di circa 3 miliardi l’anno…
Una completa follia… se si pensa che con quei soldi, si sarebbe potuto fare prevenzione e sicuramente si sarebbero potute salvare migliaia di vite…
Ed invece, si è preferito continuare per mezzo secolo nella stessa maniera, affinché quanto probabile a causa della natura ( è previsto un terremoto di magnitudo Richter di 5,5° ogni tre anni…) diventasse business… per quegli “indegni”.
Bisogna ricordare inoltre, che in questi anni sono stati fatti dei tentativi per introdurre una polizza assicurativa obbligatoria contro le probabili catastrofi, ma stranamente queste proposte, non sono state mai definite… e dire che una polizza obbligatoria per ciascun immobile, inciderebbe circa 100€/l’anno, se consideriamo una spesa irrisoria per i proprietari, ma garantirebbe certamente una ricostruzione celere e soprattutto, senza incidere nelle casse dello Stato!!!
Ma come sempre da noi, dopo che le tragedie accadono, ci si ricorda di queste polizze assicurative ed allora tutti quei “geni” seduti lì a Roma… fanno adesso a gara, per ripetere come pappagalli quanto hanno appena scoperto…
State certi comunque che anche con queste eventuali polizze –siamo purtroppo in Italia, dove niente si fa per niente– ci sarà la solita truffa organizzata e qualcuno (o meglio in molti…) con le mani già all’interno di quei gruppi assicurativi, si arricchirà ancor di più di quanto finora non abbia fatto…  
Io resto sempre dell’idea che la prevenzione è l’unica strada veramente sicura…
Si tratta di verificare la messa in sicurezza di tutto il nostro territorio, provvedendo ad adeguare gli edifici -nelle zone più a rischio di sismicità, incentivando -grazie ad opportuni investimento- quei lavori necessari ad adeguare non solo le abitazioni, ma in particolare gli edifici pubblici…
Si poteva fare di tutto per migliorarlo questo paese!!!
Oggi per esempio si potevano cacciare fuori da quel funerale tutti quei “personaggi in cerca d’autore“… seduti lì in prima fila!!! 
Ma da noi si sa… si parla… si parla e si continua soltanto a parlare, senza mai concludere niente o meglio, sperperando inutilmente quei nostri soldi pubblici e lasciando viceversa a noi, la conta di tutti quei morti!!!

e adesso, Signore, che si fa???

Il Vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole, durante la celebrazione del rito funebre ha detto: “e adesso, Signore, che si fa? Quante volte, nel silenzio agitato delle mie notti di veglia e d’attesa, ho diretto a Dio la stessa domanda che mi sono sentito ripetere da voi in questi giorni… 
A nome mio, nel nome di questa nostra gente tradita dal ballo distruttore della terra… adesso che si fa? Mi sono rivolto a Dio Padre, suscitato dall’angoscia, dall’avvilimento di esseri umani derubati dell’ultima loro speranza…“.
Caro Monsignore, sono certo che difficilmente il Signore avrà trovato del tempo per venirle a rispondere…
Io diversamente da Lei… ho fatto uno strano sogno e vorrei raccontarglielo…
C’era un uomo su un palco che parlava ad una moltitudine di persone e tutte quella gente lì sotto, stava in silenzio ad ascoltarlo…
In quel sogno, anch’io tentavo di comprendere il senso di quelle parole proferite che ora qui tento di riproporre…
Sono certo che nel farlo, non sarò preciso, salterò alcune citazioni, qualche frase, un richiamo, sì… la mia narrazione potrà non essere accurata, ma proverò comunque a rappresentare quel discorso che, potrà comprendere, s’addice perfettamente al momento che ognuno di noi sta vivendo… 
Ecco quanto comunicava: “sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese; questa giornata è un faro di speranza per milioni di uomini e donne, bruciati purtroppo oggi dell’avida ingiustizia… 
Ma ancora adesso, quegli uomini e quelle donne non sono libere; dopo anni… vivono su un’isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale, languendo ancora ai margini della società ed esiliati nella loro stessa terra…
Per questo siamo venuti qui, per rappresentare la nostra condizione vergognosa… possiamo dire in un certo senso che, se siamo venuti qui, nella nostra capitale è per incassare un assegno!!!
Quando gli architetti di questa nostra “Repubblica” scrissero le sublimi parole della Costituzione, firmarono un “pagherò” del quale ogni cittadino sarebbe diventato erede…
Questo “pagherò” permetteva che tutti gli uomini, avrebbero goduto dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità!!!
È ovvio a tutti che, nel nostro paese… è venuto meno questo “pagherò”, per ciò che riguarda i suoi cittadini…
Invece di onorare quel suo sacro obbligo, ha consegnato di contro ai propri abitanti un assegno fasullo; un assegno che si trova compilato con la frase: “fondi insufficienti”… perché qualcun altro li ha già presi prima!!!  
Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti… nei grandi caveau delle opportunità offerte da questo paese. 
E quindi siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà, a presentazione, le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia!!!
Questo non è più il momento in cui ci si possiamo permettere che le cose si raffreddino o che si trangugi con modi tranquillante… 
Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dall’oscura e desolata valle della “corruzione” al sentiero radioso della giustizia; questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia alla solida roccia della equità e fratellanza sociale; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio… 
Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno l’urgenza del momento!!! 

Questa estate soffocante della legittima impazienza di tutti i cittadini onesti non finirà, fino a quando, non sarà stato raggiunto un tonificante autunno di libertà e uguaglianza!!!

Non ci potrà mai essere… né riposo né tranquillità fino a quando non saranno riportati nella giusta equità i diritti di tutti i cittadini… 
Continuando così, non ci potrà essere pace e i turbini della rivolta, continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia!!!
Cerchiamo però di non soddisfare mai la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. 
Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. 
Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa, degeneri in violenza fisica… 
Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica, con la forza dell’anima…
E’ tempo di impegnarci tutti, bisogna marciare per sempre in avanti e non si può più tornare indietro… e perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno… 
E’ un sogno profondamente radicato… quello che un giorno, questa nazione, si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni…
Io ho davanti a me un sogno, quello di vedere finalmente una grande nazione… per l’appunto la nostra!!!
E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni paese… da ogni borgo, da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, sapranno unire le mani e cantare queste parole: “Liberi, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo finalmente liberi”… 
Caro Monsignore, l’uomo del sogno era Martin Luther King….
E’ strano come quelle parole gridate con vigore e ad alta voce, possiedano quelle stesse connotazioni che oggi si hanno in risentimento, su quanto sta accadendo nel nostro paese… 
Un paese il nostro disperato, in cui si sentono in lontananza le urla di chi sta piangendo i propri cari, quell’insistente dolore delle famiglie che sanno d’aver perso tutto, anche i propri semplici ricordi di una vita… e noi tutti, se pur uniti in questa sofferenza, siamo ahimè già consapevoli che, appena si spegneranno i riflettori dei media, ci si dimenticherà (per come è già accaduto in precedenti analoghe circostanze…) di loro…
Per cui Monsignore, lasciando perdere quegli eventuali consigli “sovrannaturali” richiesti… ecco, mi dica, non adesso, ma allora… cosa si farà???

e adesso, Signore, che si fa???

Il Vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole, durante la celebrazione del rito funebre ha detto: “e adesso, Signore, che si fa? Quante volte, nel silenzio agitato delle mie notti di veglia e d’attesa, ho diretto a Dio la stessa domanda che mi sono sentito ripetere da voi in questi giorni… 
A nome mio, nel nome di questa nostra gente tradita dal ballo distruttore della terra… adesso che si fa? Mi sono rivolto a Dio Padre, suscitato dall’angoscia, dall’avvilimento di esseri umani derubati dell’ultima loro speranza…“.
Caro Monsignore, sono certo che difficilmente il Signore avrà trovato del tempo per venirle a rispondere…
Io diversamente da Lei… ho fatto uno strano sogno e vorrei raccontarglielo…
C’era un uomo su un palco che parlava ad una moltitudine di persone e tutte quella gente lì sotto, stava in silenzio ad ascoltarlo…
In quel sogno, anch’io tentavo di comprendere il senso di quelle parole proferite che ora qui tento di riproporre…
Sono certo che nel farlo, non sarò preciso, salterò alcune citazioni, qualche frase, un richiamo, sì… la mia narrazione potrà non essere accurata, ma proverò comunque a rappresentare quel discorso che, potrà comprendere, s’addice perfettamente al momento che ognuno di noi sta vivendo… 
Ecco quanto comunicava: “sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese; questa giornata è un faro di speranza per milioni di uomini e donne, bruciati purtroppo oggi dell’avida ingiustizia… 
Ma ancora adesso, quegli uomini e quelle donne non sono libere; dopo anni… vivono su un’isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale, languendo ancora ai margini della società ed esiliati nella loro stessa terra…
Per questo siamo venuti qui, per rappresentare la nostra condizione vergognosa… possiamo dire in un certo senso che, se siamo venuti qui, nella nostra capitale è per incassare un assegno!!!
Quando gli architetti di questa nostra “Repubblica” scrissero le sublimi parole della Costituzione, firmarono un “pagherò” del quale ogni cittadino sarebbe diventato erede…
Questo “pagherò” permetteva che tutti gli uomini, avrebbero goduto dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità!!!
È ovvio a tutti che, nel nostro paese… è venuto meno questo “pagherò”, per ciò che riguarda i suoi cittadini…
Invece di onorare quel suo sacro obbligo, ha consegnato di contro ai propri abitanti un assegno fasullo; un assegno che si trova compilato con la frase: “fondi insufficienti”… perché qualcun altro li ha già presi prima!!!  
Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti… nei grandi caveau delle opportunità offerte da questo paese. 
E quindi siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà, a presentazione, le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia!!!
Questo non è più il momento in cui ci si possiamo permettere che le cose si raffreddino o che si trangugi con modi tranquillante… 
Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dall’oscura e desolata valle della “corruzione” al sentiero radioso della giustizia; questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia alla solida roccia della equità e fratellanza sociale; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio… 
Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno l’urgenza del momento!!! 

Questa estate soffocante della legittima impazienza di tutti i cittadini onesti non finirà, fino a quando, non sarà stato raggiunto un tonificante autunno di libertà e uguaglianza!!!

Non ci potrà mai essere… né riposo né tranquillità fino a quando non saranno riportati nella giusta equità i diritti di tutti i cittadini… 
Continuando così, non ci potrà essere pace e i turbini della rivolta, continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia!!!
Cerchiamo però di non soddisfare mai la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. 
Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. 
Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa, degeneri in violenza fisica… 
Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica, con la forza dell’anima…
E’ tempo di impegnarci tutti, bisogna marciare per sempre in avanti e non si può più tornare indietro… e perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno… 
E’ un sogno profondamente radicato… quello che un giorno, questa nazione, si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni…
Io ho davanti a me un sogno, quello di vedere finalmente una grande nazione… per l’appunto la nostra!!!
E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni paese… da ogni borgo, da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, sapranno unire le mani e cantare queste parole: “Liberi, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo finalmente liberi”… 
Caro Monsignore, l’uomo del sogno era Martin Luther King….
E’ strano come quelle parole gridate con vigore e ad alta voce, possiedano quelle stesse connotazioni che oggi si hanno in risentimento, su quanto sta accadendo nel nostro paese… 
Un paese il nostro disperato, in cui si sentono in lontananza le urla di chi sta piangendo i propri cari, quell’insistente dolore delle famiglie che sanno d’aver perso tutto, anche i propri semplici ricordi di una vita… e noi tutti, se pur uniti in questa sofferenza, siamo ahimè già consapevoli che, appena si spegneranno i riflettori dei media, ci si dimenticherà (per come è già accaduto in precedenti analoghe circostanze…) di loro…
Per cui Monsignore, lasciando perdere quegli eventuali consigli “sovrannaturali” richiesti… ecco, mi dica, non adesso, ma allora… cosa si farà???

Terremoto: noi italiani disposti al sacrificio… loro,certamente NO!!!

Il presidente del Senato ha dichiarato: “se i primi a cadere sono gli edifici simbolo dello Stato, la scuola, l’ospedale, la caserma dei carabinieri, vuol dire che siamo un Paese generoso nella solidarietà, ma non siamo in grado di seguire le regole”.

Ma cosa dice, ma di quali “regole” parla, e poi… quali sarebbero queste “regole” da seguire…???
Ma perché usa frasi enigmatiche… perché si nasconde dietro misteriosi termini… ed ancora, perché non dice le cose per come stanno realmente!!!
La verità è che in quasi tutti gli appalti si paga, per non eseguirli in maniera conforme!!!
Una tangente… una bustarella, qualche “rolex” e si potrebbe continuare all’infinito, ma stranamente questa forma di “PIZZO”, questa parola così “pericolosa” da pronunciare… non può certamente essere espressa, almeno non così… apertamente.
Ah… dimenticavo, non mi parlate più di denunciare, tanto ormai mi sono convinto che farlo… non serve a un cazzo, perché alla fine, nessuno paga…  grazie ai tanti disonesti “azzeccagarbugli” ed all’influenza data da qualche giudice disponibile (ecco sì… questo è il caso in cui, un’altra parola, sarebbe più appropriata…) a trasformare le sentenze…
La verità e che questo è un paese in cui non si fa niente per niente e dove, sono in molti, ad effettuare quella propria richiesta!!!
C’è chi la manifesta subito senza alcuna vergogna e chi viceversa, persegue la tattica del “carpe diem”, attendono di cogliere l’attimo opportuno, per far valere così quella propria posizione, presentandosi di fatto, quali risolutori dei problemi inaspettati; per quel sostegno ovviamente dato… si riceverà di conseguenza, quanto sopra riportato!!!
Questo è un paese in cui la corruzione la fa da “padrone” ed è ovvio aspettarsi che tutto crolli… anche senza bisogno di un improvviso terremoto…
La minore qualità delle materie prime o la realizzazione dell’opera effettuata in modo non conforme rispetto a previsto o applicando soluzioni alternative a quelle progettuali, hanno quale scopo, quello di realizzare fondi a nero… da potersi spartire!!!
Ora all’improvviso, fanno finta di scoprire “l’acqua calda” e s’improvvisano nuovi “Sherlock Holmes” iniziando valutazioni investigative che hanno la presunzione di dare soluzioni a fatti… ormai avvenuti.
Già, in questi anni, invece di aver fatto prevenzione o aver instaurato una commissione di controllo per tutti quegli edifici a rischio, come per l’appunto le scuole, ecco, se avessero essi stessi fatto visita a quegli edifici ancor prima che certi accadimenti avvengano, chissà forse queste tragedie non sarebbero accadute e non c’era bisogno di vederli lì in fila, vestiti a lutto per recarsi a quei funerali…
Che schifo… mi viene il vomito!!!  
Sì… è incredibile: durante il loro mandato non fanno nulla per dettare (ecco a cosa servono…) quelle “regole” e di contro, ora, hanno la faccia tosta, di venirci ancora a raccontare cazzate!!!
Inoltre, invece di attendere (a mani conserte) i sacrifici di noi italiani… (dopotutto anche loro mi sembra facciano parte di questo paese…), perché non cominciano essi a dare un bel esempio; potrebbero donare il 20% del loro “compenso” proprio a quanti oggi hanno perso tutto, a causa della loro inadeguatezza!!!
Su una cosa però sono d’accordo con loro: noi italiani siamo disposti al sacrificio… mentre loro… certamente NO!!!
Sarebbe interessante se potessimo tutti… costituirci parte civile, contro quanti… ci stanno governando…
Comunque, si devono soltanto vergognare… perché in ognuna di quelle poltrone, sta scorrendo il sangue dei nostri scomparsi concittadini…
Erano uomini, donne e bambini, che hanno avuto purtroppo quale unico torto, quello di nascere in questo Stato!!!
L’eterno riposo dona a loro o Signore, splenda ad essi la luce perpetua… riposino in pace, Amen. 

Terremoto: noi italiani disposti al sacrificio… loro,certamente NO!!!

Il presidente del Senato ha dichiarato: “se i primi a cadere sono gli edifici simbolo dello Stato, la scuola, l’ospedale, la caserma dei carabinieri, vuol dire che siamo un Paese generoso nella solidarietà, ma non siamo in grado di seguire le regole”.

Ma cosa dice, ma di quali “regole” parla, e poi… quali sarebbero queste “regole” da seguire…???
Ma perché usa frasi enigmatiche… perché si nasconde dietro misteriosi termini… ed ancora, perché non dice le cose per come stanno realmente!!!
La verità è che in quasi tutti gli appalti si paga, per non eseguirli in maniera conforme!!!
Una tangente… una bustarella, qualche “rolex” e si potrebbe continuare all’infinito, ma stranamente questa forma di “PIZZO”, questa parola così “pericolosa” da pronunciare… non può certamente essere espressa, almeno non così… apertamente.
Ah… dimenticavo, non mi parlate più di denunciare, tanto ormai mi sono convinto che farlo… non serve a un cazzo, perché alla fine, nessuno paga…  grazie ai tanti disonesti “azzeccagarbugli” ed all’influenza data da qualche giudice disponibile (ecco sì… questo è il caso in cui, un’altra parola, sarebbe più appropriata…) a trasformare le sentenze…
La verità e che questo è un paese in cui non si fa niente per niente e dove, sono in molti, ad effettuare quella propria richiesta!!!
C’è chi la manifesta subito senza alcuna vergogna e chi viceversa, persegue la tattica del “carpe diem”, attendono di cogliere l’attimo opportuno, per far valere così quella propria posizione, presentandosi di fatto, quali risolutori dei problemi inaspettati; per quel sostegno ovviamente dato… si riceverà di conseguenza, quanto sopra riportato!!!
Questo è un paese in cui la corruzione la fa da “padrone” ed è ovvio aspettarsi che tutto crolli… anche senza bisogno di un improvviso terremoto…
La minore qualità delle materie prime o la realizzazione dell’opera effettuata in modo non conforme rispetto a previsto o applicando soluzioni alternative a quelle progettuali, hanno quale scopo, quello di realizzare fondi a nero… da potersi spartire!!!
Ora all’improvviso, fanno finta di scoprire “l’acqua calda” e s’improvvisano nuovi “Sherlock Holmes” iniziando valutazioni investigative che hanno la presunzione di dare soluzioni a fatti… ormai avvenuti.
Già, in questi anni, invece di aver fatto prevenzione o aver instaurato una commissione di controllo per tutti quegli edifici a rischio, come per l’appunto le scuole, ecco, se avessero essi stessi fatto visita a quegli edifici ancor prima che certi accadimenti avvengano, chissà forse queste tragedie non sarebbero accadute e non c’era bisogno di vederli lì in fila, vestiti a lutto per recarsi a quei funerali…
Che schifo… mi viene il vomito!!!  
Sì… è incredibile: durante il loro mandato non fanno nulla per dettare (ecco a cosa servono…) quelle “regole” e di contro, ora, hanno la faccia tosta, di venirci ancora a raccontare cazzate!!!
Inoltre, invece di attendere (a mani conserte) i sacrifici di noi italiani… (dopotutto anche loro mi sembra facciano parte di questo paese…), perché non cominciano essi a dare un bel esempio; potrebbero donare il 20% del loro “compenso” proprio a quanti oggi hanno perso tutto, a causa della loro inadeguatezza!!!
Su una cosa però sono d’accordo con loro: noi italiani siamo disposti al sacrificio… mentre loro… certamente NO!!!
Sarebbe interessante se potessimo tutti… costituirci parte civile, contro quanti… ci stanno governando…
Comunque, si devono soltanto vergognare… perché in ognuna di quelle poltrone, sta scorrendo il sangue dei nostri scomparsi concittadini…
Erano uomini, donne e bambini, che hanno avuto purtroppo quale unico torto, quello di nascere in questo Stato!!!
L’eterno riposo dona a loro o Signore, splenda ad essi la luce perpetua… riposino in pace, Amen. 

Morti a causa della negligenza, imperizia e imprudenza di questo paese…

Per il Sindaco o meglio… per quanto a Lui comunicato dai tecnici, era tutto a posto!!!
Viene da dire… “Grazie a Dio“(anche se dopo una tragedia del genere nominare l’onnipotente è quasi una forzatura… ) che erano le 3.36 del mattino del mese di Agosto!!!
V’immaginate cosa sarebbe potuto accadere con la scuola piena di alunni???
Siamo ad Amatrice, ed una scuola elementare, la “Romolo Capranica” e totalmente crollata!!!
La stessa che alcuni anni fa, era stata oggetto di adeguamento alle norme antisismiche con ben €. 500.000 dalla regione ed altri 100 mila dallo stesso Comune…
Cosa dire, l’ennesima dimostrazione di come si buttano al vento i soldi in questo paese…
Il Sindaco ha inoltre dichiarato che: “le migliorie effettuate, erano compatibili con il tipo di struttura“…
Se visto infatti… è crollato tutto!!!
Complimenti a quei “geniali” tecnici, alti professori accademici d’ingegneria, un grazie anche ai progettisti e alla Direzione lavori ed infine come dimenticare l’impresa –che poi sarebbe l’unica che ne capisce più di tutti qualcosa…- e che avrebbe dovuto (almeno…) evidenziare quelle lacune tecniche progettuali previste…
Ma si sa… nel nostro paese se vuoi lavorare devi stare zitto e cercare di non creare problemi a nessuno…

Poi se quanto si realizza è conforme con quanto realmente corretto… poco importa, tanto a morire saranno sempre gli altri!!!

Ora, come ormai consuetudine, ci si sveglia indignati… 
Si cercano al solito i colpevoli, ci si costituisce parte civile, ma nessuno che si chiede… se forse, durante l’esecuzione di quei lavori, chi doveva controllare non controllava o ancor peggio chi ne era responsabile di quei lavori, era più interessato a chattare sui social…??? 
La verità è che nel nostro paese si continua a morire… e la colpa, non è da attribuire alle calamità naturali, bensì alla negligenza di quanti – in qualità di “Responsabili” – se ne fottono!!!
Ogni volta è sempre la stessa cosa… corsi e ricorsi, come nulla fosse… 
Si seppelliscono i morti e ci si dimentica subito di quanto bisogna fare… resta soltanto la disperazione di quanti hanno perso un proprio caro ed alla fine, come contabili, si redige un elenco, con il nuovo numero dei morti!!! 
Non conta quindi quanto ci racconta il nostro Presidente del Consiglio… (o tutti quegli altri messi lì in fila…) sulla bravura dei nostri volontari della protezione civile, sulla capacita dei  vigili del fuoco e delle nostre forze dell’ordine o ancora, sulla disponibilità dei cittadini a collaborare e cooperare nel donarsi pienamente… questa si sa… è la vera Italia!!! 
Ciò che non può essere più accettato è l’incapacità di quella gente che dovrebbe mettere in pratica la prevenzione di una nazione completamente distrutta e che dovrebbe di contro essere sicura…
Non ne posso più di vedere viadotti che crollano, strade che franano, territori distrutti alle prime alluvioni, fiumi che straripano, montagne che scivolano a valle e potrei continuare all’infinito prima che giunga… il prossimo terremoto!!!
Ecco questo è ciò che non va… e non me ne frega niente di risultare poco sensibile alla commozione generale, perché non sarà un minuto di silenzio negli stadi o i cinquanta milioni di euro a ripagare una sola vita strappata… non è giusto e non posso accettarlo!!!
Io, come Italiano… mi sento disgustato ad essere governato da questa “gentaglia strafottente”, che dimostra ripetutamente e in ogni circostanza, di compiere quelle proprie azioni con negligenza, imperizia e imprudenza
Tanto per far comprendere loro il significato di queste tre parole, ne chiarisco di seguito il significato:
Negligenza: trascuratezza, mancanza di sollecitudine ovvero di un comportamento passivo che si traduce in una omissione di determinate precauzioni.
Imprudenza: insufficiente ponderazione di ciò che l’individuo è in grado di fare, violazione delle regola di condotta, codificate o lasciata al giudizio del singolo, con obbligo di non realizzare una azione o di adottare, nell’eseguirla, precise cautele.
Imperizia: insufficiente attitudine a svolgere un’attività che richiede specifiche conoscenze di regole scientifiche e tecniche dettate dalla scienza e dall’esperienza, pertanto identificabile con una preparazione insufficiente, assenza di cognizioni fondamentali e indispensabili  per l’esercizio della professione.
D’altronde si sa… le disgrazie possono essere di due tipi: quelle che capitano noi a causa di eventi sfortunati… e quelli che invece vengono causati da altri!!!
Se potessimo valutarle… sono certo che nel nostro paese, il rapporto sarebbe di 1:100…

Morti a causa della negligenza, imperizia e imprudenza di questo paese…

Per il Sindaco o meglio… per quanto a Lui comunicato dai tecnici, era tutto a posto!!!
Viene da dire… “Grazie a Dio“(anche se dopo una tragedia del genere nominare l’onnipotente è quasi una forzatura… ) che erano le 3.36 del mattino del mese di Agosto!!!
V’immaginate cosa sarebbe potuto accadere con la scuola piena di alunni???
Siamo ad Amatrice, ed una scuola elementare, la “Romolo Capranica” e totalmente crollata!!!
La stessa che alcuni anni fa, era stata oggetto di adeguamento alle norme antisismiche con ben €. 500.000 dalla regione ed altri 100 mila dallo stesso Comune…
Cosa dire, l’ennesima dimostrazione di come si buttano al vento i soldi in questo paese…
Il Sindaco ha inoltre dichiarato che: “le migliorie effettuate, erano compatibili con il tipo di struttura“…
Se visto infatti… è crollato tutto!!!
Complimenti a quei “geniali” tecnici, alti professori accademici d’ingegneria, un grazie anche ai progettisti e alla Direzione lavori ed infine come dimenticare l’impresa –che poi sarebbe l’unica che ne capisce più di tutti qualcosa…- e che avrebbe dovuto (almeno…) evidenziare quelle lacune tecniche progettuali previste…
Ma si sa… nel nostro paese se vuoi lavorare devi stare zitto e cercare di non creare problemi a nessuno…

Poi se quanto si realizza è conforme con quanto realmente corretto… poco importa, tanto a morire saranno sempre gli altri!!!

Ora, come ormai consuetudine, ci si sveglia indignati… 
Si cercano al solito i colpevoli, ci si costituisce parte civile, ma nessuno che si chiede… se forse, durante l’esecuzione di quei lavori, chi doveva controllare non controllava o ancor peggio chi ne era responsabile di quei lavori, era più interessato a chattare sui social…??? 
La verità è che nel nostro paese si continua a morire… e la colpa, non è da attribuire alle calamità naturali, bensì alla negligenza di quanti – in qualità di “Responsabili” – se ne fottono!!!
Ogni volta è sempre la stessa cosa… corsi e ricorsi, come nulla fosse… 
Si seppelliscono i morti e ci si dimentica subito di quanto bisogna fare… resta soltanto la disperazione di quanti hanno perso un proprio caro ed alla fine, come contabili, si redige un elenco, con il nuovo numero dei morti!!! 
Non conta quindi quanto ci racconta il nostro Presidente del Consiglio… (o tutti quegli altri messi lì in fila…) sulla bravura dei nostri volontari della protezione civile, sulla capacita dei  vigili del fuoco e delle nostre forze dell’ordine o ancora, sulla disponibilità dei cittadini a collaborare e cooperare nel donarsi pienamente… questa si sa… è la vera Italia!!! 
Ciò che non può essere più accettato è l’incapacità di quella gente che dovrebbe mettere in pratica la prevenzione di una nazione completamente distrutta e che dovrebbe di contro essere sicura…
Non ne posso più di vedere viadotti che crollano, strade che franano, territori distrutti alle prime alluvioni, fiumi che straripano, montagne che scivolano a valle e potrei continuare all’infinito prima che giunga… il prossimo terremoto!!!
Ecco questo è ciò che non va… e non me ne frega niente di risultare poco sensibile alla commozione generale, perché non sarà un minuto di silenzio negli stadi o i cinquanta milioni di euro a ripagare una sola vita strappata… non è giusto e non posso accettarlo!!!
Io, come Italiano… mi sento disgustato ad essere governato da questa “gentaglia strafottente”, che dimostra ripetutamente e in ogni circostanza, di compiere quelle proprie azioni con negligenza, imperizia e imprudenza
Tanto per far comprendere loro il significato di queste tre parole, ne chiarisco di seguito il significato:
Negligenza: trascuratezza, mancanza di sollecitudine ovvero di un comportamento passivo che si traduce in una omissione di determinate precauzioni.
Imprudenza: insufficiente ponderazione di ciò che l’individuo è in grado di fare, violazione delle regola di condotta, codificate o lasciata al giudizio del singolo, con obbligo di non realizzare una azione o di adottare, nell’eseguirla, precise cautele.
Imperizia: insufficiente attitudine a svolgere un’attività che richiede specifiche conoscenze di regole scientifiche e tecniche dettate dalla scienza e dall’esperienza, pertanto identificabile con una preparazione insufficiente, assenza di cognizioni fondamentali e indispensabili  per l’esercizio della professione.
D’altronde si sa… le disgrazie possono essere di due tipi: quelle che capitano noi a causa di eventi sfortunati… e quelli che invece vengono causati da altri!!!
Se potessimo valutarle… sono certo che nel nostro paese, il rapporto sarebbe di 1:100…

Doniamo il jackpot del Superenalotto ai terremotati del centro Italia!!!

Desidero condividere con Voi quanto ho ricevuto sulla petizione espressa da Alessandro Gambino su CHANGE.ORG:
Ciao Nicola,
dopo il terremoto che ha devastato cittadine e paesi del centro Italia, tante persone stanno chiedendo che l’attuale montepremi del Superenalotto – pari a circa 130 milioni di euro – venga utilizzato in favore delle popolazioni colpite:
Doniamo il jackpot del Superenalotto ai terremotati del centro Italia

Utilizziamo il jackpot del Superenalotto per aiutare il popolo terremotato. Aiutaci a portare avanti il progetto, firma la petizione.

Con quasi 130 milioni di euro possiamo fare tanto per i nostri connazionali in difficoltà. Meglio 130 milioni a chi ne ha veramente bisogno rispetto a un singolo cittadino!
Firma la petizione


Questa petizione sarà consegnata a:

Presidenza del Consiglio dei Ministri
AAMS
Parlamento Italiano



Doniamo il jackpot del Superenalotto ai terremotati del centro Italia!!!

Desidero condividere con Voi quanto ho ricevuto sulla petizione espressa da Alessandro Gambino su CHANGE.ORG:
Ciao Nicola,
dopo il terremoto che ha devastato cittadine e paesi del centro Italia, tante persone stanno chiedendo che l’attuale montepremi del Superenalotto – pari a circa 130 milioni di euro – venga utilizzato in favore delle popolazioni colpite:
Doniamo il jackpot del Superenalotto ai terremotati del centro Italia

Utilizziamo il jackpot del Superenalotto per aiutare il popolo terremotato. Aiutaci a portare avanti il progetto, firma la petizione.

Con quasi 130 milioni di euro possiamo fare tanto per i nostri connazionali in difficoltà. Meglio 130 milioni a chi ne ha veramente bisogno rispetto a un singolo cittadino!
Firma la petizione


Questa petizione sarà consegnata a:

Presidenza del Consiglio dei Ministri
AAMS
Parlamento Italiano



La Sicilia… un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è!!!

Per favore, non considerate quanto scrivo, quasi fosse un’autoritratto critico sulla mia terra…
Come d’altronde, non vorrei passare per uno scrittore impegnato… (non potrei di sicuro permettermelo…), ma mi piace comunque sentirmi – nel mio piccolo – impegnato!!!
Già… impegnato contro questo stato di fatto e questo sistema asfissiante, contro questa mentalità collusiva e corruttiva, contro un sistema non meritocratico ed un clientelismo opprimente e aggiungerei, tentacolare e putrefatto…
Lo so… l’impegno non è tutto e soprattutto da soli si può fare ben poco per cambiare questa attuale condizione… 
Ma io sono speranzoso e credo che ognuno di noi debba fare innanzitutto il proprio dovere, poi il resto verrà da se…
C’è comunque in me questo desiderio… di raccontare e scrivere ed è qualcosa che sento nel profondo, che mi stimola, anche perché se così non fosse, se non trovassi entusiasmo in ciò che faccio, non lo farei… e credo che questa rappresenti per il sottoscritto la condizione essenziale, perché se mi diverto io in qualità d’autore a scrivere un post, si divertirà anche e soprattutto il lettore… nel leggerlo.
Riprendendo il titolo… ho voluto cogliere dal famoso libro “Il Gattopardo” alcune analogie… ad iniziarsi con quel principe di Lampedusa, ben disponibile ad ascoltare le esigenze altrui…  ma poco propenso a dare le proprie terre ai contadini… ecco, in quel suo gesto, evidenzia tutti i propri limiti umani ed in particolare manifesta quella mancata disponibilità verso ciò che è sociale… 
Un’indifferenza similare se non eguale a quella realizzata oggi dalla nostra classe governativa!!!
Le ragioni proprie e personali… non coincideranno mai con le vostre, statene certi… perché in loro vi è una congenita patologia… “l’indifferenza”!!!
La stessa indifferenza che hanno avuto tutti i nostri conquistatori, sino agli ultimi… i Savoia, che con il loro generale (Garibaldi) hanno fatto sì che questa nostra terra, diventasse nuova “colonia” per il nord Italia…
Il siciliano quindi, abituato a sottomettersi a tutti i suoi continui invasori… non si è mai ribellato ( ad esclusione soltanto del periodo dei vespri…) ed è rimasto, di volta in volta, assoggettato ai nuovi padroni…
Oggi… il discendete di quel siciliano, continua ad operare con le stessa modalità asservita dei suoi padri, prostrandosi ai nuovi dominatori: politici, imprenditori e mafiosi!!!
Hanno permesso ad ognuno di loro, di sporcarsi le mani di sangue, grazie a quegli indegni affari quotidianamente realizzati, il tutto grazie alla partecipazione e complicità di molti infedeli… permettendo così a quei soggetti, di manifestare quel proprio potere, affinché nulla cambi e si resti così com’è…
Sono i cosiddetti nuovi capitalisti; proprietari della maggior parte delle ricchezze della nostra regione, che fanno sì, che tutto… resti invariato.
Hanno inoltre vincolato i propri conterranei a quella loro volontà: eccoli i nuovi “padroni”, che sfruttano al limite della  povertà tutti… quasi fossero per essi… dei “servi della gleba”!!!
Diceva Mussolini: come si fa a non diventare padroni di un paese di servitori?