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Gratteri come Falcone: entrambi boicottati dai loro rispettivi colleghi "gattopardi"!!!

C’è chi fa molto per questo Paese, ad esempio mettendo a rischio la propria vita ed anche quella dei propri familiari e c’è chi viceversa non fa un caz… e resta celato, aggiungerei “protetto” (proprio grazie a quel sistema che si dovrebbe di fatto contrastare), semplicemente restando seduti ogni giorno dietro quella loro scrivania!!!

D’altro canto è’ così che va in questa terra ed è così che continuerà ad andare fintanto che il sistema giudiziario resterà colluso, clientelare e legato a quelle correnti politiche che determinano chi deve andare avanti (senza alcun merito) e chi viceversa debba essere limitato, allontanato, ed in talune circostanze “esiliato”, sì… solo perché fa il proprio dovere!!!

D’altronde, come non ricordare la vicenda della mancata nomina del giudice Falcone alla funzione di Consigliere Istruttore del Tribunale di Palermo, ed oggi a pagarne le medesime conseguenze è il procuratore Gratteri poiché non iscritto ad una di quelle correnti che lo hanno ora fortemente penalizzato, tanto da fargli riportare in un intervista: “io questo già lo sapevo ma ho fatto la scelta di non iscrivermi. Io non conosco nemmeno il 50% dei membri del Csm, non li riconoscerei nemmeno per strada, perché non li frequento”!!!

Sicuramente qualcuno ha deciso di non riconoscergli la nomina alla procura nazionale antimafia, chissà forse debbo pensare perché a differenza di coloro che non lo hanno votato, forse per aver indagato troppo (più di tutti loro messi insieme) sulla mafia e questo ha dato loro ovviamente fastidio???

Ieri sera il procuratore di Catanzaro era ospite del programma “Otto e mezzo” presentato da Lilli Gruber: “Io ho fatto domanda alla procura antimafia – ha precisato Gratteri – perché pensavo di avere l’esperienza necessaria, facendo da sempre contrasto alla criminalità organizzata: non esiste nessun magistrato al mondo che abbia fatto più indagini di me sulle mafie. Quando non è arrivata la nomina, mi sono dispiaciuto e agli occhi della ‘ndrangheta e della mafia sono diventato un perdente, ma ricevo ogni giorno la stima e l’affetto delle persone che mi vogliono bene e che mi incoraggiano ad andare avanti”.

Mi viene da ridere pensando a questi giorni di commemorazione, quando nei fatti accadono circostanze come quella sopra riportata!!!

Penso che il presidente Mattarella avrebbe dovuto quantomeno caldeggiare per non dire “imporre” al Consiglio Superiore della Magistratura” il nome del Procuratore Gratteri, sarebbe stato da parte sua un bel gesto, ma soprattutto avrebbe evidenziato alla criminalità organizzata la presenza di uno Stato forte, ma soprattutto che i suoi uomini migliori erano lì a rappresentarla degnamente!!!

Ma non è che anche il Presidente Mattarella la pensi come il suo predecessore??? Vorrei ricordare come lo stesso procuratore anziché essere procuratore aggiunto della Dda del capoluogo calabro, avrebbe potuto essere ministro della Giustizia, ma pare che per l’appunto l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano abbia sconsigliato quella nomina: “C’è una regola non scritta per la quale un magistrato non può fare il ministro della Giustizia”; è lo stesso Gratteri a rivelarlo con un commento: «Pensavo che l’unica legge che dovesse salvaguardare è la Costituzione». Ma tant’è, Gratteri è uno di quegli uomini per niente avvezzi alle mediazioni di palazzo. Ha le sue idee, e non ci rinuncia. Combatte mafia, camorra e ‘ndrangheta con la stessa determinazione con cui queste delinquono. Non ha paura della morte. Anzi, pare l’abbia già messa in conto: «Ho catturato latitanti da 15 anni dopo aver ascoltato intercettazioni in cui discutevano di come ammazzarmi».

Leggendo quanto accaduto in questi anni al Procuratore non posso che pensare di dover “stendere un velo pietoso” sulle nostre istituzioni!!!

Procuratore Gratteri, Lei ed io abbiamo lo stesso nome, sarà forse una coincidenza ma anch’io credo – per quello che vale – che fare la cosa giusta è soprattutto il proprio dovere è quanto di meglio questa vita ci possa offrire; mi permetta di aggiungere una personale considerazione: Lei ha scelto di fare questa professione e quindi si è assunto, sin da subito, non solo  gli onori, ma anche gli oneri che proprio questo suo incarico determina; viceversa altri individui, come ad esempio il sottoscritto, hanno provato, ogni qualvolta se ne presentata l’occasione, a non mollare o lasciar cadere situazioni abiette, evidenziando in maniera celata e soprattutto senza mai riflettori, quanto la maggior parte dei miei conterranei, certamente “omertosi” non compie!!!

Mi permetta di aggiungere come quest’ultimi non sono soli, perché va detto, vi è una grossa fetta di uomini/donne dello Stato – gli stessi che abbiamo visto in questi giorni di commemorazione e che a breve, il prossimo 19 Luglio, vedremo nuovamente lì a ricordare il giudice Borsellino – che non hanno mai fatto nulla nel corso della propria vita in maniera concreta a livello di contrasto alla illegalità o al malaffare, ma incredibilmente essi sono gli stessi soggetti che in tutte queste commemorazioni troviamo in prima fila su quei pulpiti, incitando al coraggio, alla legalità, alla lotta alle mafie, strano osservare però come essi per primi, non si siano mai esposti a denunciare con il proprio nome e cognome… 

Se può essere di conforto vorrei esprimere un personale ringraziamento a nome di quell’esiguo numero di cittadini che possono definirsi ancora “onesti” e che vedono per l’appunto nel suo lavoro, un’importante opera di cambiamento verso quella desiderata impeccabile democrazia, perché a differenza di quanto in questi giorni ci stato rappresentato, sono troppo pochi, ahimè, coloro che hanno realmente compreso e fatto proprie le idee dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e cioè che la legalità rappresenta il più importante valore che abbiamo e non dobbiamo mai perdere…

Dott. Gratteri, grazie…

Quando penso al Giudice Falcone mi viene un magone a cui segue immediatamente un profondo momento di tristezza e malinconia…

Ho una profonda difficoltà a commemorare questo 23 maggio, in particolare non sopporto più osservare tutti quei soggetti e di conseguenze quelle odiose passerelle istituzionali che questo particolare giorno fa risaltare con la scusa del ricordo e dell’impegno alla lotta contro la mafia!!!

Sono 30 anni che vedo sempre lo stesse scene, certo va detto, le iniziative sono importanti e fanno bene al cuore, in particolare quando si osservano tanti bambini, adolescenti e giovani lì a commemorare il giudice e tutte le vittime fa certamente bene al futuro del nostro Paese, ma da lì a pensare che la lotta alla criminalità passi da queste iniziative, ce ne vuole… 

Ho come l’impressione che dietro queste manifestazioni della memoria vi siano esclusivamente delle  sfilate per far apparire taluni nostri politici o ahimè anche magistrati che attraverso quel ricordo fanno di tutto per farsi notare!!!

D’altronde dietro quella strage vi sono tutti, dai referenti politici a quelli istituzionali, dai servizi segreti alla massoneria, da alcuni settori collusi della magistratura per giungere ad alcuni reparti militari, ah… e per finire, quasi dimenticavo, la criminalità organizzata, quella che per come ci hanno raccontato ha premuto il pulsante del telecomando per far saltare un’autostrada in località Capaci…   

Ma per favore, basta… non parlate più di legalità, in particolare a chi non l’ha mai rispettata o a chi di fatto non ha mai portato avanti le idee del giudice, d’altronde basti osservare quanto accade ad alcuni magistrati coraggiosi che da sempre si dedicano con passione al proprio incarico e che vengono isolati, contrastati, allontanati, penso a Nino Di Matteo, Nicola Gratteri ed altri che proprio in questo periodo sono stati lasciati soli…    

Dietro l’omicidio del giudice Falcone vi sono certamente altre concause che non sono state fatte emergere e chi prova anche solo a portarle alla luce fa la stessa fine di quelle vittime oppure viene fatto tacere, d’altronde basti osservare quanto accaduto in queste ore al giornalista di Rai Tre del programma “Report” soltanto per aver mostrato una nuova indagine su quanto accaduto quel maledetto giorno del 23 Maggio 1992!!! 

L'ombra della guardiania: un mondo sommerso che sopravvive grazie ad un inefficace controllo istituzionale!

Ho letto ieri un articolo interessante https://livesicilia.it/catania-etna-guardiania-inchiesta/ sui segni di vernice e le modalità di guardiania in alcuni comuni del mia città etnea…

Ingegnosi quei segni di vernice “spray” colorati apposti davanti alcune proprietà affinché venisse identificata (a chi di dovere…) l’attività di guardiania di alcuni terreni e immobili ricadenti in quell’area “protetta”!!!

La guardiania in generale costituisce da sempre un grave problema, in quanto risulta difficile dimostrarne l’effettiva attuazione, anche perché non sempre vi è la presenza in luogo di quei soggetti incaricati, che viceversa operano stando a distanza, ma controllando l’area anche attraverso nuovi e sofisticati metodi tecnologici…  

Ma ciò che più mi ha stupito in questi lunghi anni d’esperienza, non è tanto la guardiania sopra riportata (che naturalmente come dicevo sopra certamente costituisce un grave problema), peraltro quest’ultima non possiede di fatto quel carattere di ufficialità richiesto, viceversa in altri ambiti qual è ad esempio quello pubblico, mi riferisco in particolare a tutte quelle società che operano in quel mondo degli appalti, ecco… essi devono obbligatoriamente – ai fini di mantenere la validità dell’iscrizione nelle “white list” – inoltrare un’apposita comunicazione alla prefettura competente (art. 5, comma 1)!!!

Ecco forse è tutto qui il problema, difatti… se la Prefettura non attendesse di verificare a campione le condizioni richieste (o quelle di permanenza dell’impresa già iscritta nell’elenco), forse si renderebbe in maniera più celere come il più delle volte quell’obbligo è stato disatteso!!!

Ma d’altronde perché far ciò, già… se tutto andasse secondo le regole il nostro sarebbe un Paese perfetto, ma comprenderete come nei casi in cui fosse accertata l’insussistenza di quelle condizioni richieste, si dovrebbe immediatamente disporre – nel rispetto di quanto stabilito dell’art. 10/bis della legge 241/90 – la cancellazione dall’elenco, dandone comunicazione non solo all’impresa, ma anche al Committente affidatario di quegli appalti e sì… perché ciò che nessuno dice, è che proprio questi ultimi dovrebbero effettuare quei necessari controlli, mentre viceversa con le loro azioni dimostrano di fottersene, chissà… forse chissà debbo pensare che sono altrettanto collusi con quel sistema clientelare che preferisce proteggere invece che evidenziare i problemi…

Già… qualcuno di quei referenti dimentica che l’iscrizione nella cosiddetta “white list” non sia una semplice dichiarazione del caz…, ma essa è equipollente ad una informazione antimafia liberatoria, in particolare nello svolgimento di quelle attività per le quali essa è stata disposta!!!

Infatti l’iscrizione in quell’elenco costituisce la modalità obbligatoria attraverso la quale viene acquisita la documentazione antimafia nei confronti delle imprese che operano nei settori più permeabili alle organizzazioni criminali ed è soggetta alle seguenti condizioni: assenza di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all’art. 67 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice Antimafia); assenza di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi dell’impresa di cui all’art. 84, comma 3, del Codice Antimafia.

Ecco, sono questi i motivi per cui il servizio di guardiania non può essere erogato da soggetti che non sono in possesso della prescritta licenza (ai sensi dell’art. 134 T.U.L.P.S.); viceversa per tutti quei soggetti non censiti nella Banca dati nazionali unica o inseriti nell’Elenco dei richiedenti l’iscrizione nella “white list”, si osserva l’obbligo di consultazione disposto dall’articolo 92 commi 2 e 3 del Codice antimafia, dal quale decorrono i termini alla cui scadenza la stazione appaltante sarà legittimata a procedere alla conclusione e/o approvazione degli strumenti contrattuali, fatte salve le clausole di legge previste in caso di successivo diniego all’iscrizione…

Forza mafia…

I siciliani sono troppo forti o meglio dovrei precisare che qualche siciliano coraggioso tra migliaia di omertosi c’è e dimostra di essere coriaceo, di non aver paura di dire con i fatti ciò che pensa di una parte della nostra politica e soprattutto di alcuni suoi referenti: “Forza Mafia, Make mafia great again, Democrazia collusa”!!!

Ecco, con questi poster qualcuno ha tappezzato la citta di Palermo, dove solitamente erano stato esposti dei manifesti elettorali…
Certo, uno schiaffo morale per tutti quei concittadini che in questi giorni s sono recati ad ascoltare in piazza chi è stato è stato condannato per concorso esterno e favoreggiamento alla mafia!!!

Ma d’altronde la maggior parte dei miei conterranei sono fatti così…

Da un lato dicono di contrastare la mafia e tutti quegli atteggiamenti che fanno riferimento ad essa, dall’altro con le loro azioni, ne promuovono ogni forma pratica, in particolare quando si stratta di mettere in atto comportamenti corruttivi e clientelari…
Se soltanto avessero un po’ di dignità (chiii??? Ma chi è si mangia….???), impegnerebbero ogni loro secondo per promuovere quei principi fondamentali di legalità, in particolare allontanando qualsivoglia legame con tutti quei soggetti che n passato si sono macchiati in passato di grave colpe!!!
 

Altrimenti non serve a nulla commemorare le vittime della mafia,  quando poi che le proprie azioni, con lo svendersi quotidianamente a quei meccanismi immorali, illegali, dissoluti, e soprattutto quando con la promessa di una preferenza data al momento richiesto, ci si vende a quel sistema tentacolare che tanto si dichiara di contrastare ma di cui di fatto si appartiene da sempre!!!

Per fortuna che tra mille pecore “mafiose” e omertose, c’è chi alza la testa e grida “NO… io non ci sto” e sono questi ultimi a dare ancora un po’ di speranza ad una terra che si dimostra essere ahimè ancora collusa e infetta!!!
 

NOE: l'ennesima cava abusiva sequestrata!!!

Una nuova cava abusiva, questa volta nel Comune di Palagonia è stata sequestrata dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania e della Compagnia di Palagonia, incaricati dalla Procura della Repubblica di Caltagirone. 

Non si ferma quindi l’estrazione non autorizzata di inerti nella nostra regione, di cui una parte di essi si sa essere destinati alla produzione di calcestruzzo, a danno delle procedure di controllo e di certificazione di qualità previste, difatti, sia la produzione che la fornitura di servizi vengono controllate attraverso la qualità, verificando direttamente il prodotto nei diversi stadi e controllando i processi attraverso i quali passa il prodotto, cioè controllando quei fattori che influenzano i risultati del processo.

Ne è conseguito – come sempre accade in questi casi – il sequestro totale della zona e di tutti gli impianti che hanno evidenziato essere sprovvisti della regolare autorizzazione alle emissioni in atmosferla.

Cosa aggiungere, ci si rivedeal prossimo sequestro…  

Quei mancati controlli sui carri attrezzi abusivi!!!

Sig. Costanzo buonasera, 

le scrivo perché leggo spesso il suo blog e anche per il coraggio che ha di affrontare argomenti che altri evitano.

Sono di Catania, lavoro come autista/operaio avendo la patente C/CE in una società che si occupa di soccorso stradale.

Intervengo quando vi sono incidenti stradali e autostradali, per caricare sul mio furgone gli automezzi incidentati. 

Tra le mie mansioni vi è anche quella di recuperare i mezzi dei clienti che per vari problemi meccanici restano per strada.

Quanto sto per raccontare ha proprio a che fare con il mio lavoro: non so se ha fatto caso come in città vi siano parecchi carri attrezzi che circolano, ma il problema è che la maggior pare sono abusivi!!!

Questi non hanno ne una licenza regolare e neppure i loro operai sono in regola, anzi alcuni di loro che conosco benissimo, prendono pure il reddito di cittadinanza.

Tra questi vi sono pure quelli che utilizzano questi carro attrezzi per altri motivi.

Forse lei non lo sa che molti furti di auto in città avvengono grazie a questi mezzi che vengono anche usati per rubare ruote, fari, sportelli ed altro, proprio sotto gli occhi dei cittadini che pensano trattarsi di una riparazione. 

Ora, mentre noi stiamo per chiudere, loro lavorano profumatamente e nel frattempo si fanno i soldi, infatti il proprietario dell’auto rubata viene solitamente contattato dai ladri o da loro complici, che propongono la restituzione del mezzo dietro il pagamento di un vero e proprio riscatto, che può arrivare fino al 10% del valore di mercato del veicolo, fissando quindi un appuntamento per la restituzione dell’auto ai suoi proprietari oppure quando la transazione non va in porto, ecco che la macchina viene demolita e i pezzi venduti come  ricambi. 

Ma la polizia dovè??? dove sono i controlli per le strade? perchè a me mi fermano per controllare i documenti mentre a loro non li fermano mai e sono sempre in giro ad aporittarne? Spero che chi la legge faccia finalmente qualcosa per questo grave problema che nessuno parla.   

Intanto le dico grazie per quello che puo fare.

Sig. ___________________    

come saprà per abitudine e ancor più per privacy non pubblico mai il nome di chi mi scrive, d’altronde penso che esso sia falso e quindi, anche se per principio non riporto notizie le cui fonti non siano attendibili (e/o verificabili), nel suo caso faccio un eccezione, in quanto ritengo che il problema posto in evidenza vada in ogni caso segnalato e quindi affrontato dalle autorità preposte. 

I “controlli”, già perché alla fine è in questa parola che si riassume tutto, nella mancata messa in pratica di questi, quantomeno per come si vorrebbe, perché grazie a questa disattenzione che alcuni soggetti possono contare nel riuscire a compiere quotidianamente la maggior parte di quelle azioni illegali….

Vi è infatti una serie di individui che vive da sempre al limite della legalità, anzi quest’ultima per loro è l’eccezione, mai la regola, ma ciò è dovuto anche agli esigui controlli che viceversa una regione come la nostra meriterebbe di avere ma che purtroppo non ha, almeno per come si vorrebbe…

Abbiamo letto in questi giorni articoli su spazzatura gettata per strada senza alcun ritegno tra cui vedasi alcune immagini dove vi è una barca oppure di soggetti che hanno utilizzato la fontana di piazza Duomo per lavare le proprie vettovaglie…

Ed ora questo amico ci racconta di un’attività florida, compiuta sotto gli occhi di tutti, un sistema perfettamente escogitato per trarre in inganno tutti, anche le forze dell’ordine, potremmo dire a modello “Diabolik”, peraltro a chi verrebbe in mente di controllare un carro attrezzi o il suo personale o se qull’intervento di assistenza sia dovuto ad una richiesta ufficiale e quindi se l’auto posta sopra quel carro attrezzi sia di un automobilista rimasto in panne o di qualcun altro che viceversa ne sta piangendo la scomparsa?

Su questo tema dei controlli mi sono riproposto un altro argomento che proprio in questi giorni pubblicherò e fa riferimento a un qualcosa di veramente strano e la circostanza assurda è che ciò accade quotidianamente, sì nella mia citta di Catania, ma casualmente nessuno fa caso o forse si preferisce rimanere omertosi e girarsi quindi dall’altro lato; vedrete, qualche giorno dopo la pubblicazione del mio post, inizieranno i controlli segnalati e improvvisamente cambierà tutto…

Caso dire, caro mio lettore, spero che qualcuno provveda ad effettuare quei controlli, in particolare in quelle zone dove si sa circolano maggiormente questi mezzi di soccorso e vorrei chiedere a tutti i miei concittadini – quando possibile – di fotografare le auto poste sopra quei carro attrezzi, e inviare le foto alla polizia stradale per eventuali successive verifiche di denunce di smarrimento. 

Sembrerà una cazzata, ma forse attraverso la collaborazione di tutti, si potrà dare (uso un eufemismo) “soccorso” a quanti ahimè sono stati letteralmente truffati: così facendo si limiterà anche l’incentivazione di meccanismi coercitivi e finanziari fraudolenti, che alimentano ogni giorno la criminalità organizzata. 

Mio caro lettore, le ricordo comunque che può sempre denunciare quanto a sua conoscenza, ciò farà in modo che in maniera celere  le sue preoccupazioni vengano finalmente risolte.

Cordialmente, Nicola Costanzo. 

Quei mancati controlli sui carri attrezzi abusivi!!!

Sig. Costanzo buonasera, 

le scrivo perché leggo spesso il suo blog e anche per il coraggio che ha di affrontare argomenti che altri evitano.

Sono di Catania, lavoro come autista/operaio avendo la patente C/CE in una società che si occupa di soccorso stradale.

Intervengo quando vi sono incidenti stradali e autostradali, per caricare sul mio furgone gli automezzi incidentati. 

Tra le mie mansioni vi è anche quella di recuperare i mezzi dei clienti che per vari problemi meccanici restano per strada.

Quanto sto per raccontare ha proprio a che fare con il mio lavoro: non so se ha fatto caso come in città vi siano parecchi carri attrezzi che circolano, ma il problema è che la maggior pare sono abusivi!!!

Questi non hanno ne una licenza regolare e neppure i loro operai sono in regola, anzi alcuni di loro che conosco benissimo, prendono pure il reddito di cittadinanza.

Tra questi vi sono pure quelli che utilizzano questi carro attrezzi per altri motivi.

Forse lei non lo sa che molti furti di auto in città avvengono grazie a questi mezzi che vengono anche usati per rubare ruote, fari, sportelli ed altro, proprio sotto gli occhi dei cittadini che pensano trattarsi di una riparazione. 

Ora, mentre noi stiamo per chiudere, loro lavorano profumatamente e nel frattempo si fanno i soldi, infatti il proprietario dell’auto rubata viene solitamente contattato dai ladri o da loro complici, che propongono la restituzione del mezzo dietro il pagamento di un vero e proprio riscatto, che può arrivare fino al 10% del valore di mercato del veicolo, fissando quindi un appuntamento per la restituzione dell’auto ai suoi proprietari oppure quando la transazione non va in porto, ecco che la macchina viene demolita e i pezzi venduti come  ricambi. 

Ma la polizia dovè??? dove sono i controlli per le strade? perchè a me mi fermano per controllare i documenti mentre a loro non li fermano mai e sono sempre in giro ad aporittarne? Spero che chi la legge faccia finalmente qualcosa per questo grave problema che nessuno parla.   

Intanto le dico grazie per quello che puo fare.

Sig. ___________________    

come saprà per abitudine e ancor più per privacy non pubblico mai il nome di chi mi scrive, d’altronde penso che esso sia falso e quindi, anche se per principio non riporto notizie le cui fonti non siano attendibili (e/o verificabili), nel suo caso faccio un eccezione, in quanto ritengo che il problema posto in evidenza vada in ogni caso segnalato e quindi affrontato dalle autorità preposte. 

I “controlli”, già perché alla fine è in questa parola che si riassume tutto, nella mancata messa in pratica di questi, quantomeno per come si vorrebbe, perché grazie a questa disattenzione che alcuni soggetti possono contare nel riuscire a compiere quotidianamente la maggior parte di quelle azioni illegali….

Vi è infatti una serie di individui che vive da sempre al limite della legalità, anzi quest’ultima per loro è l’eccezione, mai la regola, ma ciò è dovuto anche agli esigui controlli che viceversa una regione come la nostra meriterebbe di avere ma che purtroppo non ha, almeno per come si vorrebbe…

Abbiamo letto in questi giorni articoli su spazzatura gettata per strada senza alcun ritegno tra cui vedasi alcune immagini dove vi è una barca oppure di soggetti che hanno utilizzato la fontana di piazza Duomo per lavare le proprie vettovaglie…

Ed ora questo amico ci racconta di un’attività florida, compiuta sotto gli occhi di tutti, un sistema perfettamente escogitato per trarre in inganno tutti, anche le forze dell’ordine, potremmo dire a modello “Diabolik”, peraltro a chi verrebbe in mente di controllare un carro attrezzi o il suo personale o se qull’intervento di assistenza sia dovuto ad una richiesta ufficiale e quindi se l’auto posta sopra quel carro attrezzi sia di un automobilista rimasto in panne o di qualcun altro che viceversa ne sta piangendo la scomparsa?

Su questo tema dei controlli mi sono riproposto un altro argomento che proprio in questi giorni pubblicherò e fa riferimento a un qualcosa di veramente strano e la circostanza assurda è che ciò accade quotidianamente, sì nella mia citta di Catania, ma casualmente nessuno fa caso o forse si preferisce rimanere omertosi e girarsi quindi dall’altro lato; vedrete, qualche giorno dopo la pubblicazione del mio post, inizieranno i controlli segnalati e improvvisamente cambierà tutto…

Caso dire, caro mio lettore, spero che qualcuno provveda ad effettuare quei controlli, in particolare in quelle zone dove si sa circolano maggiormente questi mezzi di soccorso e vorrei chiedere a tutti i miei concittadini – quando possibile – di fotografare le auto poste sopra quei carro attrezzi, e inviare le foto alla polizia stradale per eventuali successive verifiche di denunce di smarrimento. 

Sembrerà una cazzata, ma forse attraverso la collaborazione di tutti, si potrà dare (uso un eufemismo) “soccorso” a quanti ahimè sono stati letteralmente truffati: così facendo si limiterà anche l’incentivazione di meccanismi coercitivi e finanziari fraudolenti, che alimentano ogni giorno la criminalità organizzata. 

Mio caro lettore, le ricordo comunque che può sempre denunciare quanto a sua conoscenza, ciò farà in modo che in maniera celere  le sue preoccupazioni vengano finalmente risolte.

Cordialmente, Nicola Costanzo. 

L'omicidio Calabresi

Sono trascorsi 50 anni dal criminale agguato terroristico che stroncò la vita del Commissario, servitore dello Stato democratico fino al sacrificio”: con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda il Commissario Calabresi

Ed ancora: “La Repubblica non dimentica i suoi caduti. La Memoria è parte delle nostre radici ed è ragione e forza per le sfide dell’oggi“. 

Sì… le parole ahimè sono sempre le stesse, già mi verrebbe da aggiungere: “da cinquant’anni!!!

Nn voglio fare alcuna polemica ma vorrei ricordare come soltanto nel 1997 si è giunti ad una sentenza in Corte di Cassazione con arresti e condanne definitive nei confronti di Ovidio Bompressi e Leonardo Marino (successivamente collaboratore di giustizia sulle cui parole si basò l’accusa giudiziaria…) quali esecutori materiali del delitto e Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri come mandanti morali sovversivi ma senza l’aggravante di terrorismo. 

I quattro appartenevano all’epoca dell’omicidio alla formazione “Lotta Continua”, della quale Sofri e Pietrostefani erano stati fondatori e che all’epoca erano avversari del commissario Calabresi in quanto lo  accusavano della morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli dopo la strage di piazza Fontana.

Va altresì richiamato alla memoria proprio quel periodo, già… dove alla condanna di Sofri, Bompressi e Pietrostefani si schierò un ampio movimento d’opinione, politicamente trasversale, secondo cui le contraddizioni del pentito Marino sarebbero tali da far dubitare di quella sua testimonianza, in particolare sull’effettivo ruolo di Bompressi, il quale dimostro di possedere un alibi, ammesso all’esame solo in fase di revisione e comunque questo venne ignorato nella sentenza vera e propria…

Certo siamo negli anni di piombo, ma da allora non mi pare sia cambiato molto, in particolare sono le coscienze delle nuove generazioni a preoccuparmi profondamente, vedo soprattutto in quest’ultimi il volersi ispirare a quel tragico passato e la ripresa di ideologie estremiste.

A volte credo che la morte di quei nostri eroi sia servita a poco, già se solo potessero vedere quel loro sacrificio a cosa abbia portato, sono certo che muterebbero di molto quel loro intrinseco attaccamento a questa patria e si starebbero godendo  viceversa la propria famiglia!!!

"Cinque anni a rompere la minc…": iniziano gli scontri politici in Sicilia!!!

Con queste parole scende in  campo Gianfranco Miccichè contro Musumeci: “Un fascista catanese e mai più con lui”!!!

Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana ad un quotidiano ha dichiarato: “Cinque anni fa subimmo un’imposizione. Ma a condizione che non si ricandidasse”. Cosa è successo poi? “Cinque anni a rompere la minchia. Palermo è troppo nobile e intellettuale per il fascismo”!!!

Ecco quindi che alla vigilia delle comunali e a pochi mesi delle regionali in Sicilia, Gianfranco Micciché rompe definitivamente i rapporti col governatore della Sicilia. ricordando di come il Presidente Musumeci abbia trasformato gli assessori in “Ascari”. 

Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana ricorda: “a me ne ha tolti tre su quattro. Un episodio esemplare: un nostro consigliere comunale chiede un favore per la moglie. Il direttore della Regione mi dice: non è possibile. Dopo dieci giorni il favore viene fatto e il consigliere passa con Musumeci. Ma come: distruggi i nostri partiti e poi ci chiedi i voti?”!!!

Certo, leggere ancora una volta – senza voler entrare nel merito delle richieste più o meno legittime – di favori personali, cambio casacche, etc…. mi fa convincere sempre di più, come la politica in questa nostro Paese, in particolare nella nostra regione, sia qualcosa di esecrabile, un qualcosa di spregevole e ripugnante, perché basa tutto sugli interessi personali e mai su quelli collettivi…

Ancor più quando si sentono certe parole, quando ad attaccare il presidente Musumeci, sia proprio il delfino di quel partito Forza Italia, fondato nel lontano 29 giugno 1993 da due soggetti, Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi, lascio a ciascuno di Voi ogni ulteriore considerazione…

Già ci vuole coraggio a parlare degli altri: “Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda”!!!

Dopo quanto è stato riportato dai media, ecco dichiarare da altri esponenti politici (tra l’altro parliamo di oggetti che grazie alla politica hanno da sempre “campato“, prima da raccomandati grazie ai propri familiare ed ora provando a voler inserire i loro inutili figli…) che l’intervista è stata travisata, peraltro “mai esponente politico cosciente (e non disturbato) avrebbe potuto sottoscrivere quel testo contrario ad ogni logica umana e politica”.

Ecco, da questo abituale dietro front comprenderete quanto vergognosa sia questa nostra politica o per meglio dire, la maggior parte di quei suoi referenti, che come vedete, non fanno altro che pugnalarsi alla spalle pur di detenere quel po’ di potere che ancora, grazie a questo sistema colluso, mafioso e corrotto, permette loro di stare seduti seduti in quelle poltrone.

Ma fintanto che i Siciliano continuano a ragionare come essi, le cose ahimè non cambieranno mai, in particolare fintanto che gli elettori non spezzeranno quel legame diretto che hanno con quei loro referenti politici, gli stessi a cui finora si sono rivolti, ogni qualvolta hanno avuto bisogno di un favore personale o familiare!!!

 Questa è la terra contaminata che ci meritiamo e questi difatti i nostri “autorevoli” rappresentanti!!! 

Ah… mi raccomando: continuate a votarli… 

Draghi rivolge le sue attenzioni al SUD, la politica s'interessa con convegni al SUD, quante cazzate… la verità è che si stanno preparando per le prossime elezioni e per dar alle imprese del Nord i soldi del PNRR!!!

Il 5 maggio 2021 è stato pubblicato sul sito della Presidenza del Consiglio il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) trasmesso dal governo italiano alla Commissione europea dal titolo “Italia domani” dal valore complessivo di 235 miliardi di euro tra risorse europee e Nazionali.

Sono decine e decine di miliardi, poco più di 82 i  miliardi per opere “territorializzabili” del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che verranno destinati al Sud. 

Ora ditemi, con tutti quei miliardi a disposizione pensate che la politica sia a guardare???

Ma per favore… sono anni che questo nostro Mezzogiorno viene sfruttato, prima per le sue risorse, poi per aver favorito le imprese del nord (meglio conosciute come “General contractor”), ed ora pensate forse che non staranno pensando a come riprendersi i fondi concessi dall’Unione Europea destinati al Sud???

Il destino del nostro Mezzogiorno resterà sempre lo stesso e mi sono rotto di sentire sempre le stesse cazzate, in particolare quelle di voler colmare il divario storico che ha reso ricco solo una parte del paese, per l’appunto il NORD!!!

Peraltro ora ci si mette anche il nostro Presidente Draghi – che di sfaceli ne sta compiendo uno dietro l’altro (speriamo tra l’altro solo che qualcuno lo fermi da quei suoi celati propositi “militari”, che vorrebbero condurci ad uno scontro economico/finanziario contro Putin e la Russia…) che ora punta a soddisfare i bisogni di quei suoi amici banchieri e industriali del Nord, sfruttando le risorse messe in campo dal Pnrr ed annunciando – quasi fosse una novità – la grave questione meridionale…

Egli parla di sfida, di drammatica arretratezza, di insufficienza di professionalità delle pubbliche amministrazioni del Sud, di quella sua burocrazia e soprattutto di far far fronte agli adempimenti che le procedure europee del Pnrr impongono quale condizione per impegnare i fondi del Recovery, minacciando il rischio che quelle somme, se non utilizzate, dovranno essere restituite a Bruxelles!!!

E la nostra politica cosa fa??? Nulla… i nostri attuali referenti stanno lì ad ascoltare come imbambolati o dovrei dire come dei cagnolini, scodinzolando la coda dinnanzi a quel loro nuovo padrone, d’altronde per loro l’importante è riuscire a  raccogliere qualche briciola gettata!!!

Ci raccontano che la nostra burocrazia è impreparata ad affrontare questa sfida, che abbiamo bisogno di nuove figure professionali e di imprese capaci di risollevare lo Sviluppo del Mezzogiorno, perché quelle che abbiamo sono totalmente inadatte e soprattutto legate quasi tutte alla criminalità organizzata…

Non so perché, ma dopo tutte queste dichiarazioni, mi aspetto a breve un considerevole inasprimento della magistratura attraverso azioni giudiziarie nei confronti di parecchie imprese, attraverso provvedimenti interdittivi, sequestri e confische, perché l’ordine che a breve il Governo nazionale emanerà sarà quello di fare “epurazione“, una totale pulizia che consenta di  bloccare le più importanti imprese meridionali per far appaltare così le opere alle imprese amiche del Nord, sottomettendo quelle del Sud…  

Vedrete, da un lato i miliardi giungeranno, ma per i meridionali questi saranno soltanto un miraggio, perché a beneficiarne saranno altri, al Sud, come dicevo sopra, resteranno soltanto le briciole, qualche subappalto a prezzo stracciato e vedrete come alla fine, la maggior parte delle nostre imprese a seguito di quei lavori si ritroveranno fallite o fuori da quegli appalti a seguito di procedimenti legali, che è d’altronde quanto già sta accadendo in parecchi di quei lavori in corso e di cui nessuno parla!!! 

Ai nostro politici e/o sindacati conviene questo silenzio, d’altronde quanto verrà compiuto servirà a farli stare buoni, verrà loro concesso d’inserire in quei lavori un po’ di familiari, parenti e amici raccomandati, che poi si sa, faranno comodo successivamente quando verranno richiamati a quel voto i obbedienza, già… al momento delle elezioni!!!

Analoga situazione per le associazioni criminali, esse attraverso quegli appalti proveranno ad infiltrarsi con quelle proprie imprese pseudo “cristalline”, attraverso l’estrazione e la fornitura di materiali inerti, il confezionamento, la fornitura e il trasporto di calcestruzzo e di bitume, ed ancora, noli a freddo e/o a caldo di macchinari o attrezzature, fornitura di ferro lavorato e tutti quei servizi ambientali comprese le attività di raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, nonché le attività di risanamento e di bonifica e gli altri servizi connessi, ad esempio vedasi gli autotrasporti per conto di terzi e per concludere la guardiania dei cantieri, tutte attività che sappiamo essere maggiormente esposte a rischio di infiltrazioni mafiosa ma che vengono “verificate” attraverso una irrisoria iscrizione alla White List, solitamente bypassata attraverso disarmanti modalità (che ho più volte spiegato in molti miei precedenti post…)!!!       

Vedrete la politica di governo nazionale e le imprese del Nord stanno puntando al nostro mercato interno, in quanto trovano ora nel Sud un loro utile punto di riferimento, sì… una condizione estremamente funzionale, perché garantisce – per come sopra riportato – reciproca soddisfazione a tutte le componenti sociali del paese…

Poveri noi… si perché vedrete, alla fine, sempre poveri rimarremo!!!

Quando la legalità si scontra con gli interessi personali…

E’ incredibile dover scoprire come anche nelle circostanze più banali gli individui siano portati a trasgredire con azioni illegali quando vi sono interessi personali!!!

Ecco che le proprie ragioni, più o meno legittime, acquisiscono per questi individui un peso superiore a quello che avrebbero nel caso in cui provassero a rispettare le norme previste.

Ciò accade perché alla base di tutto vi è una profonda predisposizione a trasgredire o quantomeno a valutare quei principi di legge a seconda delle proprie esigenze; vi è come un idea diffusa che tutto può essere compiuto, fintanto che l’azione messa in atto, soddisfi pienamente il proprio interesse personale.

Non vi è in essi nulla di morale, anche perché il perseguimento dei propri interessi viene prima di  qualsiasi norma, già… per questi soggetti tutto passa in secondo piano, in particolare quando il desiderio di voler raggiungere quel proprio scopo non consente di essere soddisfatto attraverso l’applicazione delle procedure corrette, in essi infatti manca qualsivoglia principio di buona condotta che viceversa si dovrebbe du per se possedere, sapendo di vivere in una società civile.

Infatti, le leggi al cui rispetto siamo tutti tenuti, non sempre vengono egualmente percepite, in particolare quando l’interesse generale si scontra con quello personale ed è proprio in questa circostanza che l’individuo avverte quei precetti imposti distanti da esso e sarà indotto a non osservarli… 

Si può dire che tutto viene visto in maniera arbitraria e non importa se quanto previsto dalla legge sia corretto e persegue l’interesse generale; il problema difatti non è se la norma sia idonea ma se soddisfa lo scopo personale richiesto, altrimenti essa diventa inutile e va in ogni modo superata, anche attraverso procedure che potrebbero risultare illegali, l’importante è superare ogni ostacolo e raggiungere il proprio scopo!!!

Non c’è nulla più dell’onesta pretesa di mantenere distinto nella propria vita ciò che è pubblico da ciò che è privato, che ecciti l’interesse indiscreto delle false persone “perbene”.

Peppino Impastato e Aldo Moro: entrambi assassinati per colpa di uno Stato coluso!!!

Desidero commemorare un giorno prima della loro tragica scomparsa, Peppino Impastato e il Presidente Aldo Moro e nel farlo ripropongo quanto avevo a suo tempo scritto in un post, intitolato “Aldo Moro e Peppino Impastato: entrambi assassinati da uno Stato assente!!!http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/05/aldo-moro-e-peppino-impastato-entrambi.html

Domani proverò ad evidenziare come in quel particolare periodo, lo Stato ma ancor più alcuni suoi referenti, si sono dimostrati essere collusi con un sistema trasversale, mafioso e soprattutto illegale, che prediligeva di fatto che tutto restasse così com’era e soprattutto che nessuno provasse a cambiarlo…

Ecco perché questi due uomini furono uccisi, perché ciascuno stava combattendo una battaglia per la legalità che non doveva essere intrapresa, una per ripulire lo Stato da quel marciume politico/economico/finanziario, l’altro per contrastare la mafia che già stava controllando l’intera regione e puntava diretta a sedersi a Roma…  

Questa è la storia del nostro Paese e se qualcuno pensa che con gli anni siamo migliorati è un folle, perché la verità è che nulla sia cambiato d’allora e tutto – basta osservare quanto sta accadendo proprio in questi giorni di programmazione alle prossime elezioni – è rimasto inalterato!!! 

Altro che Covid-19, altro che guerra in corso, qui il rischio è quello di non vedere mai una via d’uscita, eppure basterebbe semplicemente andare oltre quei quei 100 passi!!!      

Ambarabà, Ciccì, Coccò, ai tre uomini confermò, lo spartirsi dei lavori, con denari e favori… il gran Boss così parlò, Ambarabà, Ciccì, Coccò!!!

Se dovessimo descrivere con modelli i soggetti “Ambarabà, ciccì, coccò“, questi potrebbero essere rappresentati in tre strutture distinte ma legati tra esse, già… in una serie di rapporti di scambi che potremmo semplificare in: politico, imprenditoriale, mafioso.

Lo schema, se pur può sembrare ridotto all’essenziale –va detto che esiste una molteplicità di rapporti che investono più componenti sociali ed i ruoli possono essere tra loro sovrapposti e/o diversificati – rende l’idea della complessità di questo sistema “illegale” che da quasi un secolo soffoca il nostro territorio.

Infatti, ciò che si vuol far credere all’opinione pubblica – da parte di quei oggetti posti nei settori chiave politico/istituzionale – è che vi sia da parte loro un interesse nel compiere i necessari atti a salvaguardia dei cittadini e di compiere tutte quelle azioni di contrasto nei confronti della mafia, in particolare nelle zone periferiche in cui si ha più necessità d’intervenire per salvare i troppi giovani a rischio. 

Questa categoria d’élite dimostra infatti di saper apprezzare gli arresti condotti dalle forze dell’ordine nei confronti di quegli affiliati criminali, ma evita (stranamente) di porre l’attenzione o di prendere le distanze – esprimendo di conseguenza il proprio risentimento, imbarazzo e soprattutto la propria contrarietà – quando si indaga sulla politica collusa o in quegli uffici istituzionali, tra i suoi referenti, nelle banche e soprattutto in quegli ambiti legati alla massoneria.

D’altronde come dicevo sopra vi è un legame che unisce ciascuno di essi ed è un meccanismo che fa si che essi si proteggano sempre, per salvaguardare ciascun loro interesse che va dalla raccomandazione, al favoritismo, dall’avanzamento di carriere, al giro di mazzette, corruzione, etc…

D’altro canto si sa… il politico favorisce l’imprenditore che si aggiudica gli appalti (oppure la concessione di favori di varia natura, come licenze, permessi, etc); egli infatti, utilizzando quel proprio ruolo all’interno della gestione pubblica, trasforma ciò che teoricamente dovrebbe essere una scelta imparziale, in una vera e propria contrattazione privatistica.

L’imprenditore da parte sua favorisce l’amico politico tramite il pagamento di tangenti, oppure interviene con favori di varia natura, come ad esempio finanziamenti per le campagne elettorali e sostegno in occasione delle elezioni.
Ecco quindi che viene totalmente a scomparire quella corretta libera concorrenza e si determina di fatto un meccanismo di spartizione del denaro pubblico!!!
Ed è in quest’ultima fase che la mafia gioca un ruolo determinante, perché grazie ad essa che si provvede all’organizzazione del consenso, alla raccolta dei voti, alla gestione delle preferenze elettorali, in particolare proprio in quelle aree periferie tenute sotto loro controllo.

Si può dire – senza ombra di dubbio – che quell’associazione criminale, rappresenta in maniera decisa lo strumento di consenso indispensabile per chi vuole forzare a suo favore i meccanismi della democrazia rappresentativa, ricevendo a fine elezione, proprio da quel politico ora eletto, favori di varia natura, tra cui licenze edilizie, concessioni, crediti agevolati, protezioni in senso generale, finanziamenti e rimborsi comunitari, leggi favorevoli e soprattutto interventi nei processi giudiziari.

Quanto sopra riportato, descrive solo in parte i vantaggi di ciascuna coalizione, ma mi riprometto nei prossimi post, di entrare meglio nello specifico affinché si possano comprendere in maniera palese, tutti i motivi che spingono la maggior parte dei miei conterranei a non voler cambiar nulla…
Sì… è vero: non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare!!!

Il peso "piuma" dello Stato in Sicilia…

Già… il messaggio che si è provato a far passare in questi ultimi anni – in particolare nella mia regione Sicilia – è stato quello d’aver messo in moto un cambiamento morale che è riuscito, in ciascuna sua occasione, ad affrontare aspetti sociali, politici, culturali ed economici, per avversare in pieno quanto viceversa diffuso tra i miei conterranei nel ridurre ad un semplice confronto, il contrasto in atto tra le istituzioni e quell’organizzazione criminale. 

Ciò che si vorrebbe far credere a tutti noi è che vi sia in atto un movimento culturale per la salvaguardia della democrazia, ciò attraverso una ampia partecipazione popolare, la presenza di servizi sociali, ma soprattutto un modello di sviluppo basato sui bisogni dei cittadini e sulla gestione equa delle risorse, attraverso il rifiuto delle violenza e di quelle metodologie illegali, coercitive e corruttive, elementi che sono fondamentali e che consentono di dare spazio per l’appunto a quella mafia di “casa-nostra”!!! 

Difatti… la premessa espressa da quei soggetti è che questa non può essere estesa a tutti, in particolare alle classi sociali meno ambienti, pur riconoscendo di fatto legami intrinsechi con una parte di essa, come la politica, l’imprenditoria, talune professionalità ed anche con la magistratura e le istituzioni, legami che se pur vanno ricondotti in ambito di rapporti occasionali, si tratta comunque di legami rilevanti che di fatto non dovrebbero esserci…

Ecco quindi che si è provato a limitare quelle organizzazioni mafiose come a delle focalizzate “strutture territoriali” e di conseguenza, quel loro contrasto può essere compiuto senza profondi stravolgimenti sociali, ma attraverso la semplice repressione giudiziaria e la confisca dei patrimoni economici e patrimoniali, recidendo così quei legami con la società civile e l’economia.

Certo trovare quel giusto equilibrio non è semplice anzi tutt’altro, leggevo tra l’altro alcuni giorni fa di come nella natura umana troviamo tre cause principali di contesa: la competizione, la diffidenza e la gloria: la prima fa sì che gli uomini si aggrediscano per guadagno, la seconda per sicurezza, e la terza per reputazione.

Ecco perché in Sicilia il peso dello Stato non si è mai concretizzato, perché l’unica volta che si è fatto sentire è stato sotto il fascismo, un periodo quello che tra migliaia di errori e fallimenti compiuti è stato in grado di dare all’epoca l’immagine di uno Stato serio, che riusciva a farsi rispettare e che non esitava ad organizzare la lotta contro la mafia.

Ecco perché ho difficoltà a credere a quel propagandato concetto di cultura della legalità… perché esso si concentra esclusivamente nella subordinazione del potere al diritto e quella concezione che attribuisce allo stato una larga partecipazione e soprattutto un ampio controllo nei vari settori…

Ma se osserviamo quanto accade e le leggi ingiuste promulgate si comprende come di recente, si sia affermata una nuova cultura della disobbedienza civile e dell’obiezione di coscienza che di fatto allontana da quella “cultura della legalità” mentre dovrebbe viceversa essere strumento e forma di giustizia sociale!!!

Difatti, senza questa combinazione tra affermazione del diritto e valorizzazione della giustizia non si riuscirà mai ad incidere sulle cause dell’azione criminale, poiché la mancanza di regole certe e di provvedimenti atti a tutelare e garantire gli interessi dei più deboli, porterà (per come sta avvenendo…) alla rottura  sociale e sarà terreno di conquista dei poteri forti!!!

La criminalità organizzata e gli appalti per i servizi della rete ferroviaria: per ora sono soltanto 35 le misure cautelari ma sono certo che a breve – da altre regioni – verranno aggiunti nuovi nominativi!!!

Certo scoprire che negli appalti per i servizi della rete ferroviaria vi sia – secondo l’ultima indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli – la criminalità organizzata potrebbe sembrare una sorpresa ma se si analizzano le metodologie applicate per  quelle aggiudicazioni si scopre come dietro vi sia l’attuazione di procedure illegali e coercitive.

Difatti, le società che puntano a quegli appalti, ma anche le imprese che vengono solitamente inserite in qualità di subappaltatori, riescono ad ottenere ciò attraverso metodologie molto pratiche e soprattutto dirette al fine di ottenere quello scopo: vedasi d’altronde l’utilizzo di metodi estortivi, turbative d’asta, intestazione fittizia di beni, corruzione e soprattutto riciclaggio, il tutto con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa che da un lato permette di controllare quegli appalti e d’altro determina chi deve lavorare e chi no.

Come sempre avviene in questi casi, quando cioè si giunge alla fine dell’inchiesta, ecco che si procede con l’esecuzione dei provvedimenti di misure cautelari, nel caso specifico per 35 soggetti, con i relativi decreti di sequestro preventivo sia di beni mobili che di immobili per un valore complessivo stimato in circa 50 milioni di euro.

A questi soggetti sono state imposte, per circa la metà, le misure di custodie in carcere, mentre per tutti gli altri, gli arresti domiciliari e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria…

Va altresì detto come i provvedimenti cautelari, siano stati eseguiti no solo nelle province di Napoli, ma anche in quelle di Caserta, Roma, Bari e Lecco, e sono stati emessi diversi procedimenti dal gip di Napoli nei confronti di persone ritenute gravemente indiziate, tra cui un avvocato e un responsabile di un’agenzia bancaria…

Ritengo che se quanto svolto in questi giorni dalla Dda partenopea, fosse anche esteso ad altre regioni del nostro Paese, si scoprirebbe come il sistema attualmente perpetrato ed ora per fortuna emerso, grazie all’inchiesta di cui sopra, non rappresenti altro che un esempio perfetto di quanto sta accadendo anche in altre realtà, di cui però finora si è preferito non indagare…

D’altronde non dobbiamo dimenticare come quei grossi appalti siano una manna dal cielo per la nostra politica e per molti referenti istituzionali che trovano attraverso essi un vero e proprio indotto, garanzia occupazionale per i propri familiari e/o amici, nuovi posti di lavoro in un grave momento di crisi, ma soprattutto, questi soggetti “raccomandati” diventano con il tempo, garanzia di quelle preferenze elettorali da sfruttarsi al momento opportuno.

Quindi cosa dire, fa comodo a molti restare come siamo, poi che gli appalti vengono compiuti in maniera non regolare, che la sicurezza (tanto decantata dai nostri Presidenti e governanti) non venga applicata in maniera corretta, che le forniture siano sotto dimensionate e i raggiri sono sotto gli occhi di tutti, beh… poco importa, perché come si dice da noi “mangia e fai mangiare“, peraltro questo è quanto la maggior parte dei miei connazionali vogliono di fatto (sempre) ottenere!!!

Penso che a tutti noi non resti che attendere di leggere – su qualche nota testata giornalistica – la prossima inchiesta giudiziaria su quei lavori “ferroviari”; d’altronde, considerate le facoltà “magiche” personali che molti amici mi attribuiscono, ho come la sensazione che a breve – anche nella mia regione Sicilia – possa accadere qualcosa di analogo con quanto emerso in queste ore. 

Come dicevo… non resta che attendere, ma non credo ci vorrà molto.

Cosa sta accadendo nella Sicilia orientale…

Contrariamente a quanto sta accadendo nella Sicilia occidentale, l’organizzazione della criminalità organizzata – se così si può chiamare – in questa parte dell’isola orientale sta presentando una sua diversa operatività.

Le investigazioni hanno infatti permesso non solo di ricostruire gli organigrammi delle attività illegali svolte dai gruppi mafiosi, ma soprattutto che è il riciclaggio del denaro sporco, proveniente da quelle fiorenti attività a preoccupare, in quanto queste incidono e condizionano il tessuto economico sociale, attraverso la gestione di società costituite ad hoc, grazie alla consapevole partecipazione di pseudo “imprenditori” (dal pedigree limpido), vere e proprie teste di legno che permettono e favoriscono il conseguimento di quelle molteplici attività illecite.

Ecco quindi che i ricavi provenienti della vendita di stupefacenti, estorsioni, prostituzione, ricettazione, etc… diventano denaro da investirsi in nuove imprese e/o attività commerciali le quali vanno ad inserirsi in quei particolari settori in cui vi è una consistente richiesta.

Ecco quindi il venir fuori come funghi imprese di costruzioni, società di servizi, attività commerciali, imprese di trasporto, vendita di prodotti ortofrutticoli, concessionarie d’auto e mezzi d’opera, compro oro, noleggi, ristoranti, alberghi, sale giochi e scommesse, lidi balneari, ciascuna di queste attività ( ed altre presenti ma non riportate in questa sede) dimostrano di utilizzare quella protezione (mafiosa) per imporsi su una (eventuale… sì perché ormai non esiste più da tempo) concorrenza, ma soprattutto necessaria per ampliarsi e concludere nuovi affari. 

Nell’osservare infatti quanto sta accadendo si evidenzia una chiara collusione tra quegli esponenti o affiliati mafiosi e quei cosiddetti “imprenditori” i quali, quest’ultimi, dimostrano esser perfettamente a conoscenza delle dinamiche mafiose e degli equilibri che bisogna garantire agli altri Clan, dando luogo così a vere e proprie collaborazioni indispensabili per non alimentare rappresaglie, ma soprattutto necessarie per non incrinare gli affari.

Difatti in questo loro agire si potrà osservare come quelle società s’impegnino a ricercare nuovi canali di finanziamento per potersene appropriare; si veda ad esempio tutte le truffe perpetrate ai danni di Inps o dell’Ue, fondi ricevuti per milioni e milioni di euro, grazie a una rete di società compiacenti, consulenti del lavoro disponibili e soprattutto di soggetti che si prestano a predisporre quella necessaria documentazione.

Purtroppo come sempre accade, da quelle attività illegali emergeranno abituali reati di evasione fiscale, truffa aggravata, trasferimento di cospicue somme di denaro in paradisi fiscali ed ancora, acquisizione di beni immobili e mobili, attività commerciali e quant’altro possa loro permettere loro di riciclare quel denaro di provenienza illecita.

Quindi, se da una parte c’è chi sembra restare legato al proprio territorio e quindi a quella sua terra e di conseguenza punta tutto su di essa anche sui prodotti derivati, dall’altra parte della stessa isola c’è chi guarda a nuovi orizzonti; già… a nuove realtà diverse e soprattutto lontane, le quali risultano essere non solo proficue ma soprattutto poco controllate, il che permetterà a quei nuovi imprenditori, investimenti interessanti senza ricevere mai da quelle presenti forze dell’ordine, troppe domande.   

Pio la Torre: se dovessimo applicare in modo analitico quella sua legge, molti suoi connazionali oggi starebbero in carcere!!!

Era il 30 Aprile 1982 quando il segretario del “Partito Comunista Italiano” in Sicilia, Pio la Torre, veniva ucciso dalla mafia.

Fu lui a introdurre nel codice penale la previsione del reato di “associazione di tipo mafioso” e la confisca dei beni, una legge che permise di colpire la mafia su ciò che egli riteneva più importante e cioè il denaro.

Era il disegno di legge 1581, “Norme di prevenzione e di repressione del fenomeno della mafia e costituzione di una commissione parlamentare permanente di vigilanza e di controllo” nella quale veniva definita l’associazione di tipo mafioso quando, coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali.

Ed allora leggendo quanto sopra, ma soprattutto, osservando ciò che accade quotidianamente, la sensazione ahimè avvertita dal sottoscritto e che egli (insieme alle altre vittime di mafia) sia morto invano!!!

Mi dispiace dover manifestare questo pensiero, ma purtroppo la realtà ha evidenziato come questo Stato e ancor più le Istituzioni, abbiano concretamente realizzato sì quella legge, ma nel metterla in pratica, ci si è appositamente dimenticati di colpire coloro che pur non legati a quel cosiddetto vincolo “mafioso” sono perennemente predisposti nel compiere, insieme ad altri loro colleghi, quella gestione controllo di molte attività economiche, in cui vi è la necessità di ottenere concessioni, autorizzazioni, assegnazione di appalti o di servizi pubblici con la conseguenza di realizzare ovviamente profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri legati proprio a quella forma di vincolo associativo. 

D’altronde vorrei ricordare come l’articolo 416 bis del codice penale stabilisce che chiunque fa parte di un’associazione (non solo di tipo mafioso) formata da tre o più persone, è punito con la reclusione da dieci a quindici anni e coloro che promuovono, dirigono o organizzano l’associazione siano puniti con la reclusione da dodici a diciotto anni, a cui segue in entrambi i casi la confisca dei beni!!!

Ora ditemi, ad esclusioni dei mafiosi chi sono coloro che hanno in questi lunghi anno pagato??? 

Mi riferisco a quelle migliaia di soggetti tra uomini/donne dello Stato, a quanti tra essi svolgono la funzione di parlamentari o rappresentano un qualsivoglia organo esecutivo territoriale locale, ad esempio regionali, provinciali o anche comunale e cosa dire di quegli amministratori giudiziari, dei dirigenti di Enti e di tutti quei funzionari o semplici dipendenti delle pubbliche amministrazioni??? 

Ecco se a questi poi sommiamo coloro che operano in altri settori  pubblici importanti come la Sanità, l’Università, la Scuola, gli Enti previdenziali, i Consorzi, le Partecipate etc… è emerso come dalle numerose inchieste giudiziarie e da un approfondimento dettagliato di quei soggetti, il numero di quanti appartengono a quel “vincolo associativo” sia non solo numeroso ma consistente, rappresentando l’infezione più grave a cui questo nostro Paese dovrebbe porre da sempre rimedio!!! 

Mi chiedo quindi: se chì commette quei delitti è le stesso che dovrebbe fare in modo che questi non si realizzino, come si può pensare di risolvere il problema quando la stessa legge “Rognoni-La Torre” non viene mai applicata a questi particolari soggetti, in quanto – se pur essi profondamente indegni – non risultano ahimè censiti all’interno di quelle note famiglie mafiose.

Già… come si dice: fatta la legge, trovato l’inganno!!!

Festa della liberazione… ma da chi???

A vedere in questa giornata tutte le dichiarazioni fatte in Tv, mi convinco sempre di più di quanto ignorante sia questo nostro Paese ed i suoi interpreti.

Ricordiamo com’è andata… 

Innanzitutto va detto come sono in pochi a sapere che la data del 25 aprile venne decisa solo a quattro anni di distanza dalla fine della guerra e cioè nel 1949…

La scelta cadde su quel giorno perché era il giorno della liberazione dei partigiani nelle città di Milano e Torino, ma ci si dimentica di come la guerra continuò ancora per qualche giorno e precisamente fino ai primi giorni di maggio.

L’hanno definita “festa della liberazione“, ma liberazione da chi e soprattutto da cosa, forse da quello stesso fascismo, lo stesso a cui tutti si sentivano di appartenere??

Già… in quel periodo la maggior parte era fascista ed erano pochi gli italiani, già soltanto quegli esigui partigiani, che avevano avuto nel corso degli anni il coraggio di ribellarsi a quel governo fascista, tanto da venir deportati o essere emarginati dalla società stessa, ecco sicuramente sono soltanto questi ultimi a fregiarsi di poter di festeggiare quel giorno, tutti gli altri dovrebbero stare zitti!!!

Ovviamente nell’analizzare quanto accaduto, non si tiene conto delle vicissitudini negative che quelle azioni di contrasto causarono anche a molti loro connazionali, nel premiare (correttamente) i partigiani, ci si dimentica chissà forse volontariamente quanto accaduto, mi riferisco alle vittime decedute a seguito dei molti attentati commessi da quel gruppo di resistenza e soprattutto di quanto commesso a fine della guerra da un gruppo ristretto di partigiani che condusse ad folle guerra civile, fatta di saccheggi e di violenze gratuite, equiparati per condotta, ai peggiori nazisti delle SS…

Per favore quindi non mi parlate di lotta di liberazione dal fascismo e di riscatto politico o militare della nostra nazione, di riconquista della libertà e della democrazia!!!

Gli italiani avevano scelto il “fascismo”, ci credevano, erano esaltati nel vedere quel loro DUX dal balcone, ed oggi, dopo che sono trascorsi più di settant’anni, non si ha ancora il coraggio di raccontare la verità certamente scomoda, descrivere quanto accaduto, senza liquidare quel periodo come fosse stato un particolare momento storico…

Abbiamo visto come negli anni successivi si sia cercato di portare avanti una nuova ricostruzione affinché si potesse plagiare la memoria delle future generazioni, in particolare attraverso la pubblicazione di libri (social-comunisti) o sulla carta stampata di quei quotidiani d’ispirazione cattolico-democristiana, creando così uno stereotipo di quella Resistenza divenuta con gli anni (in particolare fra gli strati meno acculturati del paese), l’unica componente che determinò la liberazione dal fasismo…

Ma se per un istante si andasse a rivedere quanto accaduto o se quantomeno si nutrissero quelle opportune riserve, si scoprirebbe come una parte consistente del nostro Paese, durante il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, avesse espresso per l’ennesima volta, la propria fiducia a quel re fedifrago!!!

Già… Monarchia o Repubblica??? F questa la domanda posta agli italiani con quel referendum e sappiamo bene come poco più della metà di quel 54,3% degli elettori (furono ammesse per l’occasione al voto le donne, altrimenti non si sarebbe raggiunta la maggioranza) votò per la Repubblica, con un scarto minimo di appena due milioni di voti, decretando la fine della Monarchia.

Viene quindi da chiedersi: ma com’é possibile che metà degli italiani votarono per la monarchia, la stessa che aveva permesso a Mussolini di diventare dittatore, una monarchia che nel momento del pericolo fuggiva via saccheggiando i forzieri del nostro paese???

Quanto sopra insegna come i ricorsi storici si ripetano… 

Ad esempio vedasi quanto sta accadendo in questi giorni e di come la paura dell’italiano di allora venga riproposta oggi, sì… quel timore per tutto ciò che è nuovo, diverso da quella desiderata riproposizione di continuità, che suona come implicita sconfessione delle istanze di rinnovamento incarnate allora dal movimento di liberazione ed oggi da que movimenti politici definiti “populisti”…

Ancora una volta, a distanza di tanti anni, le nostre forze istituzionali provano a influenzare l’opinione pubblica descrivendo quel periodo in maniera difforme, ignorando appositamente quanto accaduto e cioè che allora il nostro paese aveva molto da farsi perdonare dai vincitori, perché con se, portava le colpe non solo del fascismo, ma anche della guerra rovinosa da esso dichiarata…

Ecco perché oggi dobbiamo rivalutare quel periodo e la sua resistenza, dobbiamo guardare a tutta la vicenda che inizia con il periodo prefascista e si conclude con la guerra di liberazione e con tutte quelle migliaia di vittime decedute a causa di “giustizie sommarie” improvvisate da tribunali militari partigiani… 

Cerchiamo prima di tutto quindi di capire, di comprendere cosa ha significato vivere in quel periodo, coglierne le diversità morali e collocarle in un’epoca di guerra, imbarbarito da una violenza estrema perpetrata sulla popolazione civile, senza precedenti nell’età contemporanea… 

Il tempo della resa dei conti è finito e il nostro Paese deve saper andare avanti, ammettendo ahimè anche le proprie colpe, che come sappiamo sono state tante!!!

Nasconderci ancora una volta non servirà a nulla, come provare a festeggiare una liberazione che non vi è mai stata, non darà al nostro paese nuova dignità o il rispetto di coloro che oggi siedono insieme a noi come partner europei o in quanto inseriti in quella organizzazione internazionale per la collaborazione nel settore della difesa….

Di contro, riuscire ad ammettere i nostri errori, farà crescere le coscienze dei nostri giovani, peraltro gli stessi che stamani sono scesi in piazza senza sapere  minimamente cosa si stia festeggiando, affinché gli errori d’allora, non abbiano nuovamente a ripetersi.