Prossime elezioni: fare di tutta un'erba un fascio? Forse è sbagliato, forse no…

Si, fare di tutta un’erba un fascio sarà sbagliato, ma a volte nel pensarlo ci si indovina!!!

Ormai sono tutti lì in Tv, nei social, nelle pagine dei quotidiani a ricordarci come soltanto loro potranno salvare questo nostro Paese dal fallimento, tra l’altro dimenticando come siano stati proprio loro a portarci a questa condizione…

Chi più chi meno ha colpe su questo sfacelo, ma nessuno di loro ammetterà mai le proprie responsabilità, sono viceversa molto bravi ad attribuire agli altri gli errori commessi!!!

Ho saputo che ultimamente anche Tik Tok  è stato preso di mira e difatti le cazz… sono aumentate in maniera considerevole!!!

Ho letto della realizzazione del ponte sullo stretto ( sì… ritorna di voga ad ogni nuova elezione, peccato che se ne parli soltanto…) ed a quella frase esternata dal Cavaliere ho pensato immediatamente di aggiungere “chiu pilu pi tutti“!!!

Sì… votare loro e come votare per “Cetto La Qualunque“, è la stessa cosa, d’altronde ditemi quale sarebbe la differenza???

Ma poi mi chiedo, ma perché nessuno di loro ha voluto mai una legge che prevedesse un mandato e siedono lì da anni e anni ed i loro familiari prima di loro!!!

Abbiamo visto cos’è accaduto agli iscritti al gruppo del M5Stelle, appena hanno compreso i vantaggi di stare seduti lì si sono venduti al migliore offerente ed ora si ripresentano – per fortuna sotto le insegne di altri partiti – quasi fossero limpidi da colpe e con quelle facce d’angelo ci chiedono di votarli!!!

Mi viene il voltastomaco, sono senza alcuna dignità, ancor peggiori da chi frequenta quelle camere da una vita, ma vedrete qualcuno li voterà, sempre per le stesse ragioni che spingono la maggior parte dei miei conterranei a credere che prima o poi si potrà chiedere loro un qualche favore personale!!!

Uno schifo sotto tutti i punti di vista, d’altronde si sa l’Italia è divisa tra persone che mantengono il Paese e gente che continua a non fare un cazz… ma che viene incredibilmente premiata da un sistema che dimostra essere iniquo, corrotto ma soprattutto che non premia la meritocrazia!!! 

E quindi cosa aggiungere, andiamo avanti con questa massa d’ignoranti e incapaci, individui rapaci che pensano solo ai propri interessi, mi consola pensare che prima o poi quest’ultimi dovranno lasciare su questa terra quanto rubato: sì… almeno la giustizia divina compensa quella terrena!!!

Alla fine, vedrete l’astensionismo evidenzierà – se ancora qualcuno avesse die dubbi – che gli Italiani sono stanchi, per non dire nauseati anche al solo vederli e d’altronde come dargli torto, vedete dove ci hanno condotto con quelle loro politiche nazionali e soprattutto estere totalmente scellerate!!!

Cosa aggiungere, la grande ammucchiata si è definitamente divisa ed ora ciascuno di quei partiti cercherà di prendere per se quanti più voti possibili per ottenere quel potere tanto desiderato…

Chissà se poi tanta ingordigia farà loro (finalmente) male!!!

La partita tra magistrati finisce 3-1: ma incredibilmente a vincere è l’ingiustizia!!!

Sig. Costanzo buongiorno,

le scrivo perché penso sia uno dei pochi a cui oggi ci si può rivolgere per far emergere circostanze gravi che evidenziano ancora una volta come la nostra giustizia sia nelle mani di nessuno o quantomeno che chi è preposto per far emergere la verità e dimostri con i fatti come giustizia venga compiuta, non si dimostri viceversa colluso con quel “sistema” malato, di cui abbiamo letto fino a poco tempo fa nelle nostre cronache giudiziarie.  

La vicenda che sto per raccontarLe rappresenta qualcosa di assurdo e dimostra come i giudici dei nostri tribunali cambino giudizio a seconda dei magistrati che si occupano di quel nostro procedimento. 

Difatti, quanto finora accaduto è diventato per la sottoscritta e soprattutto per molti altri amici, insostenibile!!!

Non si può accettare che dopo ben 3 ordinanze/sentenze emesse dai Giudici del Tribunale di Messina (                                                 ), in un altro procedimento, un’altra Giudice (                              ) possa controvertere il giudizio e l’operato fin qui svolto dai suoi precedendi colleghi.

La circostanza inquietante è che quanto finora accaduto si riferisce ai procedimenti in sede civile, ma ciò che rende ancor più grave il contesto, è quanto accaduto in sede penale, dove incredibilmente (con indagini in corso a seguito di denunce presentate dalla sottoscritta alla Gdf e alla Pg) viene improvvisamente sostituito il PM con una collega (                                                    ), tra l’altro già nota alle cronache in quanto citata nel cosiddetto “Sistema Palamara”!!!    

Vedasi link:                                                                                                                     

Questo Magistrato senza tener conto del giudizio precedente dei suo colleghi, è riuscito ad archiviare una parte del fascicolo (anche se in effetti ha tentato di archiviare tutto il fascicolo), vorrei aggiungere una nota gravissima e cioè che al suo interno sono visibili tutte le relazioni della GDF che ha in carico le indagini e la sottoscritta – senza alcuna censura – è riuscita in maniera tranquilla, a causa di un sistema operativo che definirei “superficiale” all’interno di quell’ufficio” del Tribunale di Messina, pagando solo €. 28.00, averne copia (all’incirca 250 pagine), nelle quali erano presenti documenti sensibili, le confermo che si è provveduto a fare un esposto sulle metodologie di archiviazione fin qui adottate. 

Ma d’altronde non vi è tanto da meravigliarsi, che il Tribunale di Messina sia uno posto ambiguo dove molti pentiti hanno evidenziato problemi di talpe, massoneria, intrecci gravi, è noto a tutti ed io in questa disamina non aggiungo nulla di nuovo: https://www.youtube.com/watch?v=AJQvHxzAEtc

Tra l’altro (essendo una sua assidua lettrice) vorrei ricordare come anche Lei ne parlò in un suo precedente posto: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2022/02/la-massoneria-mafiosa-messina-parla.html

Comunque per sintetizzare, la nostra storia inizia da un semplice controllo contabile, per poi scoprire come dietro vi fosse uno scenario inquietante a causa di un “sistema” consolidato con ramificazioni impensabili.

Quanto sopra ha prodotto non solo un enorme danno erariale, ma presenta reati di peculato, frode, raggiro e sottomissione di privati cittadini, parliamo di somme che si aggirano intorno al 1.700.000 euro e che vedono esposti (sin dal 2017) presentati presso Catania e Messina, ma non solo, durante questo periodo è emerso come il “meccanismo” posto in atto, risulti essere esteso anche in altre realtà come la nostra. 

Pertanto auspico che il suo Blog Lei ed altri noti programmi televisivi che abbiamo (insieme a Lei) proprio in questi giorni contattato, possano occuparsi in maniera analitica di questa vicenda, affinché ci si incontri, unitamente ai nostri avvocati (civilisti e penalisti), per poterVi fornire tutta la documentazione di cui in questa mia missiva, solo per brevi linee ho accennato. 

Siamo un gruppo di cittadini perbene, che vorrebbero ricevere un po’ di giustizia in un sistema che finora si è dimostrato certamente iniquo, se pur va detto, abbiamo sempre fatto i passi corretti e mi riferisco alle procedure richieste sia civili che penali, agli esposti presentati nelle Procure Generali, cui sono seguite vari esposti presso le GDF, i VV.FF., le ASP, vari Comuni interessati alla vicenda, ma tutti, in particolare questi ultimi, hanno evidenziato di preferire metter la testa sotto la sabbia (oppure dovrei malignamente pensare che anch’essi sono parte integrante di quel sistema?).

Chissà se con il Suo aiuto e aspettando quei noti giornalisti a cui sono state mandate a mezzo Pec le nostre comunicazioni, provino finalmente a far emergere quanto in questi anni è accaduto e ancora oggi accade, affinché si possa finalmente mettere la parola fine ad una vicenda che ormai rasenta per la giustizia di questo nostra Paese il ridicolo!!!

Ringraziando, per l’attenzione

Firmato (                                 ).

La partita tra magistrati finisce 3-1: ma incredibilmente a vincere è l'ingiustizia!!!

Sig. Costanzo buongiorno,

le scrivo perché penso sia uno dei pochi a cui oggi ci si può rivolgere per far emergere circostanze gravi che evidenziano ancora una volta come la nostra giustizia sia nelle mani di nessuno o quantomeno che chi è preposto per far emergere la verità e dimostri con i fatti come giustizia venga compiuta, non si dimostri viceversa colluso con quel “sistema” malato, di cui abbiamo letto fino a poco tempo fa nelle nostre cronache giudiziarie.  

La vicenda che sto per raccontarLe rappresenta qualcosa di assurdo e dimostra come i giudici dei nostri tribunali cambino giudizio a seconda dei magistrati che si occupano di quel nostro procedimento. 

Difatti, quanto finora accaduto è diventato per la sottoscritta e soprattutto per molti altri amici, insostenibile!!!

Non si può accettare che dopo ben 3 ordinanze/sentenze emesse dai Giudici del Tribunale di Messina (                                                 ), in un altro procedimento, un’altra Giudice (                              ) possa controvertere il giudizio e l’operato fin qui svolto dai suoi precedendi colleghi.

La circostanza inquietante è che quanto finora accaduto si riferisce ai procedimenti in sede civile, ma ciò che rende ancor più grave il contesto, è quanto accaduto in sede penale, dove incredibilmente (con indagini in corso a seguito di denunce presentate dalla sottoscritta alla Gdf e alla Pg) viene improvvisamente sostituito il PM con una collega (                                                    ), tra l’altro già nota alle cronache in quanto citata nel cosiddetto “Sistema Palamara”!!!    

Vedasi link:                                                                                                                     

Questo Magistrato senza tener conto del giudizio precedente dei suo colleghi, è riuscito ad archiviare una parte del fascicolo (anche se in effetti ha tentato di archiviare tutto il fascicolo), vorrei aggiungere una nota gravissima e cioè che al suo interno sono visibili tutte le relazioni della GDF che ha in carico le indagini e la sottoscritta – senza alcuna censura – è riuscita in maniera tranquilla, a causa di un sistema operativo che definirei “superficiale” all’interno di quell’ufficio” del Tribunale di Messina, pagando solo €. 28.00, averne copia (all’incirca 250 pagine), nelle quali erano presenti documenti sensibili, le confermo che si è provveduto a fare un esposto sulle metodologie di archiviazione fin qui adottate. 

Ma d’altronde non vi è tanto da meravigliarsi, che il Tribunale di Messina sia uno posto ambiguo dove molti pentiti hanno evidenziato problemi di talpe, massoneria, intrecci gravi, è noto a tutti ed io in questa disamina non aggiungo nulla di nuovo: https://www.youtube.com/watch?v=AJQvHxzAEtc

Tra l’altro (essendo una sua assidua lettrice) vorrei ricordare come anche Lei ne parlò in un suo precedente posto: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2022/02/la-massoneria-mafiosa-messina-parla.html

Comunque per sintetizzare, la nostra storia inizia da un semplice controllo contabile, per poi scoprire come dietro vi fosse uno scenario inquietante a causa di un “sistema” consolidato con ramificazioni impensabili.

Quanto sopra ha prodotto non solo un enorme danno erariale, ma presenta reati di peculato, frode, raggiro e sottomissione di privati cittadini, parliamo di somme che si aggirano intorno al 1.700.000 euro e che vedono esposti (sin dal 2017) presentati presso Catania e Messina, ma non solo, durante questo periodo è emerso come il “meccanismo” posto in atto, risulti essere esteso anche in altre realtà come la nostra. 

Pertanto auspico che il suo Blog Lei ed altri noti programmi televisivi che abbiamo (insieme a Lei) proprio in questi giorni contattato, possano occuparsi in maniera analitica di questa vicenda, affinché ci si incontri, unitamente ai nostri avvocati (civilisti e penalisti), per poterVi fornire tutta la documentazione di cui in questa mia missiva, solo per brevi linee ho accennato. 

Siamo un gruppo di cittadini perbene, che vorrebbero ricevere un po’ di giustizia in un sistema che finora si è dimostrato certamente iniquo, se pur va detto, abbiamo sempre fatto i passi corretti e mi riferisco alle procedure richieste sia civili che penali, agli esposti presentati nelle Procure Generali, cui sono seguite vari esposti presso le GDF, i VV.FF., le ASP, vari Comuni interessati alla vicenda, ma tutti, in particolare questi ultimi, hanno evidenziato di preferire metter la testa sotto la sabbia (oppure dovrei malignamente pensare che anch’essi sono parte integrante di quel sistema?).

Chissà se con il Suo aiuto e aspettando quei noti giornalisti a cui sono state mandate a mezzo Pec le nostre comunicazioni, provino finalmente a far emergere quanto in questi anni è accaduto e ancora oggi accade, affinché si possa finalmente mettere la parola fine ad una vicenda che ormai rasenta per la giustizia di questo nostra Paese il ridicolo!!!

Ringraziando, per l’attenzione

Firmato (                                 ).

E’ solo questione di tempo: la mannaia della giustizia arriva per tutti, chi prima e chi dopo, ma tutti la stessa fine fanno!!!

Che vi sia di fatto una forma di infiltrazione massonica nelle organizzazioni criminali è certo, ma soprattutto è quanto si ottenuto da una pluralità di risultanze che vanno dalle audizioni alle acquisizioni documentali… 

Sì è visto più volte come il tema del rapporto tra mafia e massoneria, soprattutto in Sicilia e Calabria, affiori in modo ricorrente in molte inchieste giudiziarie, con una intensificazione nei tempi più recenti, sia in connessione con vicende criminali tipicamente mafiose, sia con vicende legate a fenomeni di condizionamento dell’azione dei pubblici poteri a sfondo di corruzione.
In tale prospettiva, si è accertato come vi sia stato un vero e proprio cambiamento nelle attività mafiose, in particolare sul loro nuovo modo di agire totalmente diverso dal periodo corleonese, difatti l’ordine demandato da parte della “Commissione mafiosa” è quello di utilizzare modalità più collusive/corruttive e quindi meno violente, ma che si dimostrano certamente più inclusive di una pluralità di soggetti all’interno della gestione degli affari, attraverso accordi di cui si fa garante il consenso e le relazioni di cui gode e a cui conferisce forza per il tramite della propria “riserva di capitale”.
Di tali accordi corruttivi in cui sono presenti esponenti mafiosi si rinviene traccia ormai in tutte le indagini dei nuovi affiliati, in cui si è visto sono confluiti soggetti dell’impresa, della politica, dell’amministrazione e ovviamente di quelle famiglie legate alle organizzazioni mafiose.

E’ evidente come le infiltrazioni mafiose all’interno di quelle logge massoniche servano a essa per interloquire con molti soggetti istituzionali coinvolti nella politiche e nella gestione degli interessi territoriali in Sicilia e Calabria. 

In tal senso si può affermare che l’associazione mafiosa controlla gestisce e soprattutto verifica quanto accade nel territorio, in particolare regola i rapporti solidaristici volti all’acquisizione del consenso degli associati e della società civile. 
L’imprenditoria, ad esempio, non è più vessata dall’imposizione del pizzo ma viceversa riceve ora un sostegno economico in cambio della titolarità di un parte delle quote di quelle imprese ed è grazie a questo solidale accordo che oggi vediamo molte imprese crescere il proprio volume d’affari a dismisura, merito di quei vantaggi ottenuti nella contrattazione con la pubblica amministrazione, mi riferisco ai numerosi appalti aggiudicati, meccanismi che di fatto finiscono per avvantaggiare e rafforzare non solo l’impresa “affiliata” ma soprattutto quell’associazione mafiosa. 

D’altronde basti osservare a riguardo i numerosi procedimenti penali sui condizionamenti degli appalti dove si evince, ancora una volta, l’assoggettamento dei pubblici interessi a quelli di cosa nostra ed ovviamente del suo capo (da anni latitante e soprattutto vivo, a differenza di quanti tentano di smentire costantemente con notizie fuorvianti…) Matteo Messina Denaro, che dimostra essere ancora al centro di tutte le dinamiche mafiose non solo della  Provincia di Trapani, ma di tutta la Sicilia!!!

Bisogna ripartire quindi dai numeri… dalla crescita esponenziale che certe società hanno avuto in questi anni, riesaminare i loro referenti, la maggior parte di essi vere e proprie “teste di legno” di quel sistema criminale e corrotto, osservare il potere economico raggiunto in pochi anni attraverso attività di sperequazione che hanno portato di fatto a raggiungere livelli non possibili – in così breve tempo – attraverso il semplice lavoro onesto… 
Si sa come hanno fatto, non ci vuole mica un genio per capirlo e debbo dire che mi consola sapere che da cittadino anche altri sanno di quella notevole crescita e sono gli stessi che provano ogni giorno a contrastarne le attività di quel sistema criminale ed illegale…
Ma d’altronde è solo questione di tempo: la mannaia della giustizia arriva per tutti, chi prima e chi dopo, ma tutti alla fine, fanno la stessa fine!!!

E’ solo questione di tempo: la mannaia della giustizia arriva per tutti, chi prima e chi dopo, ma tutti la stessa fine fanno!!!

E’ solo questione di tempo: la mannaia della giustizia arriva per tutti, chi prima e chi dopo, ma tutti la stessa fine fanno!!!

Che vi sia di fatto una forma di infiltrazione massonica nelle organizzazioni criminali è certo, ma soprattutto è quanto si ottenuto da una pluralità di risultanze che vanno dalle audizioni alle acquisizioni documentali… 

Sì è visto più volte come il tema del rapporto tra mafia e massoneria, soprattutto in Sicilia e Calabria, affiori in modo ricorrente in molte inchieste giudiziarie, con una…

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E' solo questione di tempo: la mannaia della giustizia arriva per tutti, chi prima e chi dopo, ma tutti la stessa fine fanno!!!

Che vi sia di fatto una forma di infiltrazione massonica nelle organizzazioni criminali è certo, ma soprattutto è quanto si ottenuto da una pluralità di risultanze che vanno dalle audizioni alle acquisizioni documentali… 

Sì è visto più volte come il tema del rapporto tra mafia e massoneria, soprattutto in Sicilia e Calabria, affiori in modo ricorrente in molte inchieste giudiziarie, con una intensificazione nei tempi più recenti, sia in connessione con vicende criminali tipicamente mafiose, sia con vicende legate a fenomeni di condizionamento dell’azione dei pubblici poteri a sfondo di corruzione.
In tale prospettiva, si è accertato come vi sia stato un vero e proprio cambiamento nelle attività mafiose, in particolare sul loro nuovo modo di agire totalmente diverso dal periodo corleonese, difatti l’ordine demandato da parte della “Commissione mafiosa” è quello di utilizzare modalità più collusive/corruttive e quindi meno violente, ma che si dimostrano certamente più inclusive di una pluralità di soggetti all’interno della gestione degli affari, attraverso accordi di cui si fa garante il consenso e le relazioni di cui gode e a cui conferisce forza per il tramite della propria “riserva di capitale”.
Di tali accordi corruttivi in cui sono presenti esponenti mafiosi si rinviene traccia ormai in tutte le indagini dei nuovi affiliati, in cui si è visto sono confluiti soggetti dell’impresa, della politica, dell’amministrazione e ovviamente di quelle famiglie legate alle organizzazioni mafiose.

E’ evidente come le infiltrazioni mafiose all’interno di quelle logge massoniche servano a essa per interloquire con molti soggetti istituzionali coinvolti nella politiche e nella gestione degli interessi territoriali in Sicilia e Calabria. 

In tal senso si può affermare che l’associazione mafiosa controlla gestisce e soprattutto verifica quanto accade nel territorio, in particolare regola i rapporti solidaristici volti all’acquisizione del consenso degli associati e della società civile. 
L’imprenditoria, ad esempio, non è più vessata dall’imposizione del pizzo ma viceversa riceve ora un sostegno economico in cambio della titolarità di un parte delle quote di quelle imprese ed è grazie a questo solidale accordo che oggi vediamo molte imprese crescere il proprio volume d’affari a dismisura, merito di quei vantaggi ottenuti nella contrattazione con la pubblica amministrazione, mi riferisco ai numerosi appalti aggiudicati, meccanismi che di fatto finiscono per avvantaggiare e rafforzare non solo l’impresa “affiliata” ma soprattutto quell’associazione mafiosa. 

D’altronde basti osservare a riguardo i numerosi procedimenti penali sui condizionamenti degli appalti dove si evince, ancora una volta, l’assoggettamento dei pubblici interessi a quelli di cosa nostra ed ovviamente del suo capo (da anni latitante e soprattutto vivo, a differenza di quanti tentano di smentire costantemente con notizie fuorvianti…) Matteo Messina Denaro, che dimostra essere ancora al centro di tutte le dinamiche mafiose non solo della  Provincia di Trapani, ma di tutta la Sicilia!!!

Bisogna ripartire quindi dai numeri… dalla crescita esponenziale che certe società hanno avuto in questi anni, riesaminare i loro referenti, la maggior parte di essi vere e proprie “teste di legno” di quel sistema criminale e corrotto, osservare il potere economico raggiunto in pochi anni attraverso attività di sperequazione che hanno portato di fatto a raggiungere livelli non possibili – in così breve tempo – attraverso il semplice lavoro onesto… 
Si sa come hanno fatto, non ci vuole mica un genio per capirlo e debbo dire che mi consola sapere che da cittadino anche altri sanno di quella notevole crescita e sono gli stessi che provano ogni giorno a contrastarne le attività di quel sistema criminale ed illegale…
Ma d’altronde è solo questione di tempo: la mannaia della giustizia arriva per tutti, chi prima e chi dopo, ma tutti alla fine, fanno la stessa fine!!!

Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri e traditori, non è vittima, ma complice!!!

Non faccio l’influencer, sì… mi da fastidio il solo pensare che vi sia qualcuno che abbia bisogno di un soggetto terzo che possa consigliare al meglio scelte o decisioni da intraprendere al proprio posto, e quindi se qualcuno di voi ha individuato il partito o il referente giusto votatelo, d’altronde se pensate che vi sia qualcuno che meriti la vostra preferenza ( se che vi sia in questo un secondo fine) è giusto farlo!!!

Il sottoscritto osservando questi nostro partiti o quei loro referenti, non trova in ciascuno di essi nulla di concreto e/o positivo, credetemi… non lo dico per essere disfattista, di parte, no… me ne guarderei bene dal farlo, sento realmente dentro me questa sensazione abietta, un vero malessere interiore che mi fa dire: ma Nicola dimmi, per chi vorresti votare,,, non vedi che sono tutti egualmente indegni di rappresentarti e posti lì solo per fare i propri interessi???

Ma d’altronde ditemi, quanti tra voi farebbero diversamente, pochi già… forse nessuno, è ciò che d’altronde viene compiuto quotidianamente da quasi tutti, nessuno che esce fuori da quegli stereotipi, ciascuno pensa al proprio orticello, a far progredire se stesso (senza alcun merito), a raccomandare i propri figli solitamente incapaci come loro, ah… certo, nessuno genitore vorrebbe sentirselo sentirselo dire, ma quanto esprimo rappresenta la verità, difatti se non ci fosse quella cosiddetta “spintarella” essi mostrerebbero le loro reali incompetenze, difatti soltanto in questo nostra Stato, dove vige la mancata meritocrazia essi possono sopravvivere, viceversa al di fuori di questi nostri confini verrebbero sicuramente cacciati senza alcun riguardo!!!

Ecco perché non mi aspetto dai miei connazionali alcuna libertà di pensiero dinnanzi alle prossime elezioni, perché essi non sono mai stati liberi, sono come quelle pecore che vediamo all’interno dell’ovile, sempre pronte a “belare”, ma mai nessuna di esse capace di allontanarsi da quel recinto e di allontanarsi per protesta!!!

Quindi andate a votare, per chi sapete voi. questo è il paese che tanto desiderate, che amate, che volete, già… proprio per com’è fatto, soprattutto per quei suoi difetti, che sono d’altronde ciò che più di ogni altra cosa volete!!!

Il sottoscritto viceversa vorrebbe un paese più onesto ed equo, sì… auspicherei vedere un benessere generale ad uno ristretto, vedere realizzarsi professionalmente i nostri giovani nello studio e soprattutto nel lavoro, potersi creare senza bisogno di alcun sostegno quella loro indipendenza economica che li porti ad avere un giorno le gratificazioni personali che meritano e perché no, una famiglia e dei figli a cui insegnare e trasmettere quei principi di libertà, democrazia e soprattutto dignità!!!

Ma quanto voglio conta poco, la maggior parte di essi punterà su altri valori, per lo più futili, gli stessi che prima o poi dovranno lasciare su questa terra, già… senza venir ricordati da nessuno, neppure dai propri familiari e ancor meno dai loro nipoti, perché si sa… niente nel corso degli anni hanno seminato e niente mai crescerà da quel loro “infetto” germe!!!

    

Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri e traditori, non è vittima, ma complice!!!

Non faccio l’influencer, sì… mi da fastidio il solo pensiero che vi sia qualcuno che abbia bisogno di un soggetto terzo per consigliarlo al meglio su quali scelte intraprendere, quindi se qualcuno di voi ha individuato il partito giusto o il referente che merita di essere eletto… votatelo, d’altronde se è ciò che pensate (senza che dietro quella scelta vi sia – come solitamente accade – un secondo fine personale) è giusto farlo!!!

Il sottoscritto viceversa osservando questi nostro partiti o quei loro referenti, non trova in ciascuno di essi nulla di concreto e/o positivo, credetemi non lo dico per essere disfattista, di parte, no… me ne guarderei bene dal farlo, sento realmente dentro me questa sensazione abietta, un vero malessere interiore che mi fa dire: ma Nicola… per chi vorresti votare, non vedi che sono tutti egualmente indegni di rappresentarti e sono posti lì soltanto per fare i propri interessi???

Ma d’altronde ditemi, quanti tra voi farebbero diversamente, pochi già… forse nessuno, è ciò che d’altronde viene compiuto quotidianamente da quasi tutti, nessuno che esce fuori da quegli stereotipi, ciascuno pensa al proprio orticello, a far progredire se stesso (senza alcun merito), a raccomandare i propri figli solitamente incapaci come loro, ah… certo, nessuno genitore vorrebbe sentirselo sentirselo dire, ma quanto esprimo rappresenta la verità, difatti se non ci fosse quella cosiddetta “spintarella” essi mostrerebbero le loro reali incompetenze, difatti soltanto in questo nostra Stato, dove vige la mancata meritocrazia essi possono sopravvivere, viceversa al di fuori di questi nostri confini verrebbero sicuramente cacciati senza alcun riguardo!!!

Ecco perché non mi aspetto dai miei connazionali alcuna libertà di pensiero dinnanzi alle prossime elezioni, perché essi non sono mai stati liberi, sono come quelle pecore che vediamo all’interno dell’ovile, sempre pronte a “belare”, ma mai nessuna di esse capace di allontanarsi da quel recinto e di allontanarsi per protesta!!!

Quindi andate a votare, per chi sapete voi. questo è il paese che tanto desiderate, che amate, che volete, già… proprio per com’è fatto, soprattutto per quei suoi difetti, che sono d’altronde ciò che più di ogni altra cosa volete!!!

Il sottoscritto viceversa vorrebbe un paese più onesto ed equo, sì… auspicherei vedere un benessere generale ad uno ristretto, vedere realizzarsi professionalmente i nostri giovani nello studio e soprattutto nel lavoro, potersi creare senza bisogno di alcun sostegno quella loro indipendenza economica che li porti ad avere un giorno le gratificazioni personali che meritano e perché no, una famiglia e dei figli a cui insegnare e trasmettere quei principi di libertà, democrazia e soprattutto dignità!!!

Ma quanto voglio conta poco, la maggior parte di essi punterà su altri valori, per lo più futili, gli stessi che prima o poi dovranno lasciare su questa terra, già… senza venir ricordati da nessuno, neppure dai propri familiari e ancor meno dai loro nipoti, perché si sa… niente nel corso degli anni hanno seminato e niente mai crescerà da quel loro “infetto” germe!!!

    

la strage di via D 'Amelio

La mafia, ritengono i giudici, voleva “prevenire” il “rischio: e quindi a stroncare sul nascere la possibilità di ulteriori sviluppi di quell’indagine, attraverso l’annientamento del magistrato che forse più di ogni altro in quel momento avrebbe saputo mettere un patrimonio inestimabile di conoscenze e acquisizioni e capacità di analisi del fenomeno mafioso al servizio di un’indagine tesa a sviluppare un’intuizione” che il magistrato aveva “mutuato” da Falcone

La decisione di Riina di mettere la strage di via D’Amelio, “quell’input affinché si uccidesse Borsellino con urgenza, nel giro di pochi giorni, mettendo da parte altri progetti omicidiari in più avanzata fase di esecuzione”, può avere origine nell’interessamento del giudice al dossier mafia e appalti. 

È la riflessione dei giudici della Corte d’assise d’appello di Palermo contenuta nelle motivazioni della sentenza d’appello sulla trattativa Stato-mafia. Verdetto che ha mandato assolti i carabinieri del Ros (qui le motivazioni) e l’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri (qui le motivazioni). 

“Sono stati acquisiti – scrivono i giudici a supporto dell’ipotesi – elementi che comprovano l’intendimento del dottor Borsellino di studiare il fascicolo relativo rapporto “mafia appalti” nel periodo compreso tra strage di Capaci e la strage via D’Amelio“. Borsellino, come del resto Falcone, erano stati condannati da tempo a morte. 

Ma l’attentato del 19 luglio 1992 “fu studiato alla giornata” come confermato dallo stesso capo dei capi intercettato in carcere a Opera nell’agosto del 2013. Parole, che per i giudici, rappresentano “un eccezionale riscontro”.

Già i giudici di primo grado avevano accertato che Riina, nel luglio 1992, avesse cambiato i piani decidendo di eliminare Borsellino anche se quella strage non era nei programmi. 

Lo ricordano i giudici d’appello: “La Corte (nella sentenza di primo grado, ndr) reputa certamente provato, all’esito dell’istruttoria dibattimentale compiuta, che il generico e generale progetto di uccidere Borsellino … abbia subito una improvvisa accelerazione ed esecuzione, ancora una volta per volere di Salvatore Riina, proprio nei giorni immediatamente precedenti quello cui, poi, avvenne la strage di via D’Amelio”. 

Una ricostruzione basata sulle ricostruzioni di Giovanni Brusca (a cui fu chiesto di interrompere la preparazione dell’omicidio dell’ex ministro Calogero Mannino) e Salvatore Cancemi. La sentenza di primo grado aveva respinto l’ipotesi, avanzata dalle difese di Subranni, Mori e De Donno, che Borsellino fosse stato ucciso per la sua decisione di iniziare a occuparsi della vicenda del rapporto “mafia e appalti”. Un’ipotesi, quella delle difese, che serviva ad allontanare il sospetto di un collegamento tra la strage e la trattativa.

“Uomini dei servizi in via d’Amelio subito dopo la strage”: la scomparsa dell’Agenda rossa di Paolo Borsellino nelle nuove puntate di Mattanza

“Uomini dei servizi in via d’Amelio subito dopo la strage”: la scomparsa dell’Agenda rossa di Paolo Borsellino nelle nuove puntate di Mattanza

I giudici d’appello sembrano ritenere invece che la ragione dell’ordine di Riina possa trarre origine proprio nell’interessamento a quel dossier, accogliendo una prospettazione della difesa. “Se fu un’effettiva accelerazione nel dare concreta attuazione alla decisione già adottata da tempo di uccidere dottor Borsellino, essa fu dovuta ad un coacervo di cause concomitanti che nulla hanno a che vedere con la presunta trattativa Stato-mafia; su tutte prima di tutte, risalterebbe rinnovato interesse del magistrato per l’indagine mafia appalti la sua determinazione a riprendere approfondire tale indagine, che mirava a uno dei gangli vitali del potere mafioso. Da qui la preoccupazione dei vertici mafiosi stroncare sul nascere qualsiasi velleità sviluppare questo filone d’indagine, eliminando Borsellino prima ancora che potesse mettere atto suo proposito”. I magistrati d’appello sostengono anche “che gli argomenti che inducono il giudice di prime cure ad escludere che l’interesse” di Borsellino “per l’indagine mafia e appalti e la sua determinazione a riprendere e approfondire quel tema d’indagine abbiano avuto concreta incidenza nell’accelerazione della strage di via D’Amelio (nella sua fase esecutiva) appaiono tutt’altro che irresistibili e convincenti”.

Cosa Nostra doveva, secondo i giudici, prevenire il rischio che l’erede del giudice eliminato a Capaci potesse iniziare a indagare su quel dossier. Di proprio cui Borsellino aveva parlato anche ad Antonio Di Pietro (sentito come testimone durante il processo il 3 ottobre 2019, ndr) intervenuto ai funerali di Falcone. L’ex pm di Mani pulite ai giudici ha riferito sia che Falcone gli disse di controllare “gli appalti e che in Sicilia accanto ai politici e agli imprenditori, bisognava fare i conti con i mafiosi” sia che ne aveva parlato con Borsellino che però non gli riferì che ci stava lavorando e che stava interrogando il pentito Gaspare Mutolo. “Mi disse però che dovevamo tornare a incontrarci, era convinto che in Italia ci fosse un sistema di spartizione nazionale attorno agli appalti”. La mafia, ritengono i giudici, “aveva altresì interesse a prevenire quel rischio: e quindi a stroncare sul nascere la possibilità di ulteriori sviluppi di quell’indagine, attraverso l’annientamento del magistrato che forse più di ogni altro in quel momento avrebbe saputo mettere un patrimonio inestimabile di conoscenze e acquisizioni e capacità di analisi del fenomeno mafioso al servizio di un’indagine tesa a sviluppare un’intuizione” che Borsellino aveva “mutuato” da Falcone.

“Che vi sia stato una sorta di passaggio del testimone” tra Falcone e Borsellino lo ha testimoniato anche Liliana Ferraro, magistrato che che aveva “assistito ad una telefonata con la quale” Falcone “rammentava all’amico Paolo che adesso toccava a lui seguire gli sviluppi dell’indagine compendiata nel rapporto “mafia e appalti” del Ros. Anche se i giudici sottolineano che proprio i carabinieri ignorarono le dichiarazioni dell’ex sindaco di Palermo, Vito Ciancimino, sull’argomento evitando anche di prendere appunti da una fonte che ben poteva essere informata sul groviglio di interessi. I militari mostrarono un “totale disinteresse per la disponibilità subito manifestata da Vito Ciancimino a parlare di tangentopoli e dei suoi riflessi o delle sue connessioni con le vicende (delittuose) e ciò non solo con riferimento alla cosiddetta “tangentopoli siciliana”, cioè al riprodursi in Sicilia del medesimo fenomeno di corruzione sistemica legato agli appalti di opere pubbliche, ma – scrivono i giudici in sentenza – con una connotazione peculiare derivante dalla presenza e dall’inedito ruolo di Cosa Nostra quale protagonista degli accordi regolatori per la spartizione di appalti e tangenti. Ma anche a possibili indiretti legami persino con la genesi o la causale delle stragi di Capaci e via D’Amelio”. Un disinteresse “inspiegabile” chiosano i magistrati.

Infine scrivono i giudici: “Ben si comprendono le perplessità di Paolo Borsellino a fronte dell’opzione di chiudere con una richiesta di archiviazione le indagini del più importante procedimento istruito in quel momento storico dalla Procura di Palermo nell’ambito di quello specifico filone investigativo”. E fanno riferimento a quanto accadde nell’affollata e assemblea plenaria che si tenne in Procura con i pm il 14 luglio del 1992, cioè appena cinque giorni prima della strage di via D’Amelio. “Il dottor Borsellino lo disse espressamente in quella assemblea”, dicono, come “ben rammenta Luigi Patronaggio”. 

Borsellino tenne un atteggiamento che non tradiva affatto sfiducia e diffidenza nei confronti dell’operato dei colleghi titolari del procedimento, ma, al contrario denotava la volontà di aprire un confronto sincero sul tema in discussione, come aperte e trasparenti furono le critiche e le perplessità e le richieste di chiarimenti esternate in quella sede”. 

Pochi giorni fa, a trent’anni dalla chiusura, l’inchiesta “mafia e appalti” è stata riaperta. Il dossier dei carabinieri del Ros che risale a fine ’91 e di cui Borsellino dopo la strage di Capaci aveva chiesto una copia, iniziando a occuparsene, sarà ora oggetto delle indagini della procura di Caltanissetta.

Vedremo cosa emergerà…

Costretti a restituire parte dello stipendio!!!

Erano costretti a restituire parte del loro stipendio!!!

Sì… sembra assurdo che ancora nel 2022 vi siano forme di schiavismo eppure proprio nel nostro Paese, in particolare a Messina, a quattro soggetti di Messina è stata emessa la custodia cautelare, per aver promosso e costituito una strutturata organizzazione criminale, dedita alla commissione di condotte estorsive in danno dei propri dipendenti.

Per fortuna che attraverso le attività investigative condotte dai Finanzieri del Comando Provinciale di Messina nei confronti di alcuni soggetti appartenenti ad una nota famiglia imprenditoriale messinese si è potuto verificare quanto sopra, dando il via all’esecuzione del provvedimento cautelare personale e reale disposto dal Tribunale di Messina su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Ovviamente il provvedimento cautelare è attuato nella fase delle indagini preliminari ed è basato su imputazioni provvisorie, che dovranno trovare riscontro in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio, nel rispetto della presunzione di innocenza che l’art. 27 della Costituzione che come sappiamo garantisce ai cittadini fino a sentenza definitiva.

Le indagini svolte, sviluppate dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Taormina, si sono servite delle dichiarazioni dei lavoratori vessati dal gruppo criminale che è stato arrestato, documentando l’abituale ricorso a schemi di fittizi pagamenti dei corretti emolumenti previsti dai CCNL, ma che venivano ahimè decurtati dall’imprenditore che obbligava i dipendenti alla restituzione in contanti di una parte di quota parte dello stipendio formalmente versato.

Approfittando del loro stato di bisogno, questi illegittimi comportamenti venivano documentati con riferimento particolare alla sistematica violazione della normativa relativa all’orario di lavoro e ai riposi che ad essi spettavano.

L’attività d’indagine svolta, trova la sua genesi nella quotidiana attività di controllo economico del territorio esperito dalle Fiamme Gialle con particolare riferimento alla piaga del lavoro sommerso e all’utilizzo di manodopera in nero e irregolare. 

E’ stata trovata inoltre una documentazione extracontabile in cui erano presenti prospetti di calcolo che hanno permesso di ipotizzare l’esistenza di una vera e propria struttura organizzata.

Perciò, lo sviluppo dell’attività d’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Messina e consistita in approfondimenti documentali e intercettazioni telefoniche, hanno chiarito come gli imprenditori abbiano fatto ricorso a minacce e soprusi nei confronti dei lavoratori dipendenti.

La coerenza del quadro indiziario ha portato lo stesso Giudice del Tribunale di Messina a sottolineare come si trattasse di: “Un modus operandi consolidato, volto ad estorcere sistematicamente denaro ai lavoratori assunti e a imporre loro condizioni inique di lavoro al fine di conseguire ingiusti profitti economici, avvalendosi del potere di prevaricazione derivante dalle condizioni di difficoltà economica in cui versavano le persone offese; potere esercitato mediante minaccia, di volta in volta esplicita o velata, di licenziamento“.

Le indagini effettuate hanno permesso di accertare che gli indagati reinvestissero il denaro illecito, pari a circa 200mila euro oggi sottoposti a sequestro, nell’acquisto di terreni. Operazioni finanziarie illecite concordate da parte di tutti e quattro uomini, al solo fine di auto riciclare il denaro.

Un plauso quindi alle nostre forse dell’ordine, in particola alla Guardia di Finanza e alla Procura della Repubblica di Messina, che dimostra ancora una volta, l’impegno quotidiano nella lotta alle condotte criminali altamente lesive della persona e dell’attività di impresa.

Purtroppo tanto ancora c’è da fare, ma sono certo che grazie agli uomini altamente professionali e soprattutto incorruttibili che si trovano all’interno di quegli uffici, lo Stato almeno lì dimostra d’esserci ed è il motivo che rende tutti noi cittadini più sereni, perché è importante sapere che alle nostre spalle vi sia qualcuno che ci sta proteggendo!!!

Costretti a restituire parte dello stipendio!!!

Erano costretti a restituire parte del loro stipendio!!!

Sì… sembra assurdo che ancora nel 2022 vi siano forme di schiavismo eppure proprio nel nostro Paese, in particolare a Messina, a quattro soggetti di Messina è stata emessa la custodia cautelare, per aver promosso e costituito una strutturata organizzazione criminale, dedita alla commissione di condotte estorsive in danno dei propri dipendenti.

Per fortuna che attraverso le attività investigative condotte dai Finanzieri del Comando Provinciale di Messina nei confronti di alcuni soggetti appartenenti ad una nota famiglia imprenditoriale messinese si è potuto verificare quanto sopra, dando il via all’esecuzione del provvedimento cautelare personale e reale disposto dal Tribunale di Messina su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Ovviamente il provvedimento cautelare è attuato nella fase delle indagini preliminari ed è basato su imputazioni provvisorie, che dovranno trovare riscontro in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio, nel rispetto della presunzione di innocenza che l’art. 27 della Costituzione che come sappiamo garantisce ai cittadini fino a sentenza definitiva.

Le indagini svolte, sviluppate dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Taormina, si sono servite delle dichiarazioni dei lavoratori vessati dal gruppo criminale che è stato arrestato, documentando l’abituale ricorso a schemi di fittizi pagamenti dei corretti emolumenti previsti dai CCNL, ma che venivano ahimè decurtati dall’imprenditore che obbligava i dipendenti alla restituzione in contanti di una parte di quota parte dello stipendio formalmente versato.

Approfittando del loro stato di bisogno, questi illegittimi comportamenti venivano documentati con riferimento particolare alla sistematica violazione della normativa relativa all’orario di lavoro e ai riposi che ad essi spettavano.

L’attività d’indagine svolta, trova la sua genesi nella quotidiana attività di controllo economico del territorio esperito dalle Fiamme Gialle con particolare riferimento alla piaga del lavoro sommerso e all’utilizzo di manodopera in nero e irregolare. 

E’ stata trovata inoltre una documentazione extracontabile in cui erano presenti prospetti di calcolo che hanno permesso di ipotizzare l’esistenza di una vera e propria struttura organizzata.

Perciò, lo sviluppo dell’attività d’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Messina e consistita in approfondimenti documentali e intercettazioni telefoniche, hanno chiarito come gli imprenditori abbiano fatto ricorso a minacce e soprusi nei confronti dei lavoratori dipendenti.

La coerenza del quadro indiziario ha portato lo stesso Giudice del Tribunale di Messina a sottolineare come si trattasse di: “Un modus operandi consolidato, volto ad estorcere sistematicamente denaro ai lavoratori assunti e a imporre loro condizioni inique di lavoro al fine di conseguire ingiusti profitti economici, avvalendosi del potere di prevaricazione derivante dalle condizioni di difficoltà economica in cui versavano le persone offese; potere esercitato mediante minaccia, di volta in volta esplicita o velata, di licenziamento“.

Le indagini effettuate hanno permesso di accertare che gli indagati reinvestissero il denaro illecito, pari a circa 200mila euro oggi sottoposti a sequestro, nell’acquisto di terreni. Operazioni finanziarie illecite concordate da parte di tutti e quattro uomini, al solo fine di auto riciclare il denaro.

Un plauso quindi alle nostre forse dell’ordine, in particola alla Guardia di Finanza e alla Procura della Repubblica di Messina, che dimostra ancora una volta, l’impegno quotidiano nella lotta alle condotte criminali altamente lesive della persona e dell’attività di impresa.

Purtroppo tanto ancora c’è da fare, ma sono certo che grazie agli uomini altamente professionali e soprattutto incorruttibili che si trovano all’interno di quegli uffici, lo Stato almeno lì dimostra d’esserci ed è il motivo che rende tutti noi cittadini più sereni, perché è importante sapere che alle nostre spalle vi sia qualcuno che ci sta proteggendo!!!

Un "Movimento" al capolinea?

La regola sul limite dei due mandati ha segnato la fine di una stagione politica, azzerando gran parte della classe dirigente storica di un Movimento che, appena pochi anni fa, prometteva di rivoluzionare la politica italiana. Molti esponenti che avevano fatto la storia di questa forza politica si ritrovano ora esclusi, costretti a lasciare le istituzioni e a tornare alle loro vite precedenti.

L’entusiasmo iniziale, che aveva portato un gruppo numeroso e variegato in Parlamento, si è trasformato in frammentazione e crisi interna. In pochi anni, il Movimento è passato da ambiziosi progetti di cambiamento a una realtà politica ridimensionata e spesso percepita come priva di una direzione chiara.

La decisione di applicare rigidamente la regola dei due mandati, un principio fondante, ha però sollevato critiche. Per molti, questa scelta ha comportato l’esclusione di figure esperte, che avevano accumulato un importante bagaglio di conoscenze politiche. Tuttavia, altri ritengono che il rispetto di questa norma rappresenti un segnale di coerenza e un modo per rinnovare la politica.

Ciò che rimane oggi è un panorama complesso: un movimento che si interroga sul proprio futuro, con diversi protagonisti che cercano di ritagliarsi nuovi ruoli, spesso in contrasto tra loro. Mentre alcuni puntano a ricostruire la forza politica dalle fondamenta, altri, più disillusi, abbandonano il progetto originale per cercare nuovi spazi politici.

Sul piano nazionale, il declino del Movimento sembra riflettere un cambio di clima tra gli elettori. La promessa di un cambiamento radicale è stata rimpiazzata da un generale senso di disillusione, mentre il panorama politico si riorganizza attorno a nuovi equilibri e priorità. Tuttavia, il fermento sociale che aveva portato alla nascita del Movimento non è svanito: le frustrazioni, il malcontento e la domanda di maggiore trasparenza e giustizia restano vive, pronte a trovare nuovi sbocchi.

Il futuro è incerto, ma una cosa è chiara: quello che era nato come un esperimento politico rivoluzionario è ora a un bivio, e ciò che accadrà nei prossimi anni sarà decisivo per capire se questa esperienza potrà rigenerarsi o se sarà destinata a dissolversi del tutto.

Beppe & M5Stelle: basta cazzate… ma soprattutto non provate a bleffare, altrimenti noi iscritti al Movimento usciremo definitivamente!!!

Non entro in merito sulla professionalità o meno dei candidati che in questi anni ci hanno rappresentato, ma vorrei che non si pensasse che il Movimento si sia – in questi anni – trasformato in un partito, che rappresenta per l’appunto quanto sin dall’inizio si è cercato di evitare!!!

Vorrei ricordare al caro Grillo, come proprio il sottoscritto a Genova nel Settembre del 2005, durante la festa dell’Unità, si fermo a discutere con lui, sulla possibilità di realizzare un movimento politico chiamato “Uno vale Uno” e chiedendo ad egli di poter essere promotore di questa idea ( forse folle…) e che naturalmente doveva essere messa in concreto da soggetti certamente più preparati (sotto questo aspetto) del sottoscritto ed aggiunsi inoltre a Beppe di non tralasciare questa mia proposta certamente idealista perché (in quel periodo) era quanto in molti desideravano: ricordo ancora che mi disse come ti chiami e poi sorridendo mi rispose: “Nicola… mi manca soltanto questo passo per farmi odiare definitivamente da tutti” e tutti i presenti scoppiarono a ridere!!! 

Di lì a pochi anni nacque il M5stelle a cui subito aderì, senza mai propormi personalmente per le varie candidature, ma restando libero di poter esprimere critiche ogni qualvolta volevo, critiche o approvazioni sulle azioni abbracciate  o su decisioni scellerate adottate, come quella ad esempio compiuta sulla “giustizia”!!!

Ora, se pur iscritto dal primo giorno, ho come si può facilmente costatare, fatto emergere le mie critiche, non solo attraverso questo mio blog, ma anche con l’invio di Pec nelle quali ho espresso talune perplessità che secondo il sottoscritto andavano modificate!!! 

In questi anni, abbiamo visto tutti, non solo quanti appartenenti al Movimento, che certe decisioni fossero errate e di come molti nostri referenti si siano dimostrati particolarmente attaccati alla poltrona, ancor peggio di quanti negli anni li avevano preceduti…

Abbiamo difatti contato coloro che sono passati dall’altra parte della barricata, offendendo di fatto il voto di noi sostenitori del M5stelle che li avevano votati…  

Ora per ultimo, questi individui meschini, pur sapendo del vincolo dei due mandati, stanno provando ad aggirare l’ostacolo o a forzare la mano a Conte: una vergogna indecente per il Movimento se ciò dovesse accadere!!!

E’ tempo quindi che tutti vadano ora a casa oppure dirigano quella loro professionalità politica verso altri partiti, d’altronde penso che avranno sfruttato bene quel loro incarico per procacciarsi nuove amicizie e quindi voti, ma certamente non avranno il mio sostegno o quello di tutti dei sostenitori 5 Stelle perbene, che sin dall’inizio hanno deciso di avere un Movimento “limpido e soprattutto onesto” e non certamente un Partito “infangato e corrotto”!!!  

Ed allora caro Beppe, proprio a ricordo di una persona onesta qual è stato Roberto Casaleggio, ti chiedo di non infangare la sua memoria svendendo il M5stelle a quattro miserabili che siedono ancora in quelle poltrone, ma di mandare a fanculo tutti coloro che in questo momento avevano pensato di restare lì in eterno!!!

La scelta ora non è più “Uno vale Uno“, no… la nuova parola d’ordine è: “O loro o Noi“!!!

Ti prego di fare in modo che a breve si comprenda in maniera chiara la decisione intrapresa dal movimento, altrimenti ad iniziarsi dal sottoscritto, in qualità di iscritto, scenderò su tutti i media possibili che neppure “Alessandro Battista”, uno dei pochi di cui ho ancora stima, potrà starmi dietro!!!

Quindi… a presto Beppe.

Beppe & M5Stelle: basta cazzate… ma soprattutto non provate a bleffare, altrimenti noi iscritti al Movimento usciremo definitivamente!!!

Non entro in merito sulla professionalità o meno dei candidati che in questi anni ci hanno rappresentato, ma vorrei che non si pensasse che il Movimento si sia – in questi anni – trasformato in un partito, che rappresenta per l’appunto quanto sin dall’inizio si è cercato di evitare!!!

Vorrei ricordare al caro Grillo, come proprio il sottoscritto a Genova nel Settembre del 2005, durante la festa dell’Unità, si fermo a discutere con lui, sulla possibilità di realizzare un movimento politico chiamato “Uno vale Uno” e chiedendo ad egli di poter essere promotore di questa idea ( forse folle…) e che naturalmente doveva essere messa in concreto da soggetti certamente più preparati (sotto questo aspetto) del sottoscritto ed aggiunsi inoltre a Beppe di non tralasciare questa mia proposta certamente idealista perché (in quel periodo) era quanto in molti desideravano: ricordo ancora che mi disse come ti chiami e poi sorridendo mi rispose: “Nicola… mi manca soltanto questo passo per farmi odiare definitivamente da tutti” e tutti i presenti scoppiarono a ridere!!! 

Di lì a pochi anni nacque il M5stelle a cui subito aderì, senza mai propormi personalmente per le varie candidature, ma restando libero di poter esprimere critiche ogni qualvolta volevo, critiche o approvazioni sulle azioni abbracciate  o su decisioni scellerate adottate, come quella ad esempio compiuta sulla “giustizia”!!!

Ora, se pur iscritto dal primo giorno ho, come si può facilmente costatare, fatto emergere il mio disappunto non solo attraverso questo omonimo blog, ma anche attraverso l’invio di Pec nelle quali ho espresso tutte le mie perplessità, molte delle quali, secondo il sottoscritto, andavano modificate!!! 

In questi anni, abbiamo visto tutti, non solo quanti appartenenti al Movimento, che certe decisioni fossero errate e di come molti nostri referenti si siano dimostrati particolarmente attaccati alla poltrona, ancor più di quanti negli anni li abbiamo preceduti…

Abbiamo difatti contato coloro che sono passati dall’altra parte della barricata, oltraggiando il voto di noi sostenitori del M5stelle che per l’appunto li avevano votati…  

Ora per ultimo, questi individui meschini, pur sapendo del vincolo dei due mandati, stanno provando ad aggirare l’ostacolo e a forzare la mano a Conte: comprenderete come ciò rappresenti un comportamento indegno per il Movimento se dovesse accadere!!!

E’ tempo quindi che tutti ora vadano a casa oppure  che convergono quella loro “professionalità” politica verso quei ridicoli partiti, d’altronde penso che in questi anni avranno sfruttato bene quel loro incarico per procacciarsi nuove amicizie e soprattutto voti, ma certamente non avranno il mio sostegno o quello dei sostenitori 5 Stelle perbene e che sin dall’inizio hanno deciso di avere un Movimento “limpido e soprattutto onesto” e non certamente un Partito “infangato e corrotto”!!!  

Ed allora caro Beppe, proprio a ricordo di una persona onesta qual è stato Roberto Casaleggio, ti chiedo di non infangare la sua memoria svendendo il M5stelle a quattro miserabili che siedono ancora in quelle poltrone, ma di mandare a fanculo tutti coloro che in questo momento avevano pensato di restare lì in eterno!!!

La scelta ora non è più “Uno vale Uno“, no… la nuova parola d’ordine è: “O loro o Noi“!!!

Ti prego di fare in modo che a breve si comprenda in maniera chiara la decisione intrapresa dal movimento, altrimenti ad iniziarsi dal sottoscritto, in qualità di iscritto, scenderò su tutti i media possibili che neppure “Alessandro Battista”, uno dei pochi di cui ho ancora stima, potrà starmi dietro!!!

Quindi… a presto Beppe.

No Draghi??? No Party!!!

Se qualcuno pensava ra i miei connazionali che alla caduta del Presidente del Consiglio non avessero seguito una serie di manovre di ritorsione da parte dall’Eu, evidenzia non aver compreso le dinamiche internazionali che vi sono dietro a certe decisioni politiche già da tempo intraprese…

Vedrete, a breve tutto si ritorcerà contro di noi e a seconda delle scelte che verranno definite anche con le prossime elezioni politiche, si vedrà se il nostro paese potrà ricevere i fondi programmati previsti oppure se viceversa verranno create tutte una serie di difficoltà sia burocratiche che amministrative, che porteranno verso difficili variabili impossibili da poter valutare e quantificare oggi.

Peraltro fateci caso, appena saputa la notizia che il governo Draghi stesse per cadere ecco innalzarsi lo Spread, a cui sono seguite tutta una serie di dichiarazioni di Presidenti che avvertivano sui possibili rischi che quella scelta avrebbe determinato… 

Quindi ecco subire una serie di manovre di speculazioni di mercato e di rischi d’inflazione a cui si preparano dei meccanismi che potrebbero bloccare quei fondi programmati dell’Ue, d’altronde va ricordato come le istituzioni europee siano tenute a regolare tutti i governi nazionali allo stesso modo, a prescindere dai partiti che li sostengono. da colori, dalle loro posizioni internazionali, etc…

Ora se pur la decisione di mandare a casa Draghi possa essere risultata per taluni esponenti dell’Ue infelice, questa scelta non può essere considerata motivo di ricatto per quei fondi Ue già destinati al nostro paese e mi riferisco ai finanziamenti previsti dal Recovery fund: 68,8 miliardi di sussidi e 122,6 miliardi di prestiti… 

Sì… stiamo giocando una partita delicata e a seconda delle mosse che di qui a breve i nostri governanti faranno, si decideranno le sorti del nostro Paese…

No Draghi??? No Party!!!

Se qualcuno pensava ra i miei connazionali che alla caduta del Presidente del Consiglio non avessero seguito una serie di manovre di ritorsione da parte dall’Eu, evidenzia non aver compreso le dinamiche internazionali che vi sono dietro a certe decisioni politiche già da tempo intraprese…

Vedrete, a breve tutto si ritorcerà contro di noi e a seconda delle scelte che verranno definite anche con le prossime elezioni politiche, si vedrà se il nostro paese potrà ricevere i fondi programmati previsti oppure se viceversa verranno create tutte una serie di difficoltà sia burocratiche che amministrative, che porteranno verso difficili variabili impossibili da poter valutare e quantificare oggi.

Peraltro fateci caso, appena saputa la notizia che il governo Draghi stesse per cadere ecco innalzarsi lo Spread, a cui sono seguite tutta una serie di dichiarazioni di Presidenti che avvertivano sui possibili rischi che quella scelta avrebbe determinato… 

Quindi ecco subire una serie di manovre di speculazioni di mercato e di rischi d’inflazione a cui si preparano dei meccanismi che potrebbero bloccare quei fondi programmati dell’Ue, d’altronde va ricordato come le istituzioni europee siano tenute a regolare tutti i governi nazionali allo stesso modo, a prescindere dai partiti che li sostengono. da colori, dalle loro posizioni internazionali, etc…

Ora se pur la decisione di mandare a casa Draghi possa essere risultata per taluni esponenti dell’Ue infelice, questa scelta non può essere considerata motivo di ricatto per quei fondi Ue già destinati al nostro paese e mi riferisco ai finanziamenti previsti dal Recovery fund: 68,8 miliardi di sussidi e 122,6 miliardi di prestiti… 

Sì… stiamo giocando una partita delicata e a seconda delle mosse che di qui a breve i nostri governanti faranno, si decideranno le sorti del nostro Paese…

Quanto siamo ancora disposti a sopportare…

Mi permetto di pubblicare un estratto di una comunicazione ricevuta, già preceduta da parecchi esposti!!!

Ieri in Tv ho visto un servizio di una operazione condotta dalle forse dell’ordine in cui dei lavoratori erano costretti a tornare dei soldi della loro paga ai datori di lavoro….

Avete messo fine a tutto ciò, bene, ma mi chiedevo, ma quei Signori che per anni sono stati pagati mensilmente in nero con assegni del                        per una pseudo collaborazione               , oppure quei pseudo collaboratori esterni, mai ufficializzati                                 pagati con assegni                             o quei muratori licenziati (percettore di disoccupazione), che continuano ad operare nella medesima struttura sempre a nero per il                              percependo denaro che viene sì giustificato, ma su semplici fogli di carta e ancora, quei professionisti che senza rilasciare fattura ricevono somme di denaro ingiustificate, il tutto accertato da un                                                             . 

L’altro giorno                                                         

Ora, capisco che                                        ma mi chiedevo i soldi non sono forse sempre soldi, i reati pure???

Certo stamani pensavo siamo in Italia dove attualmente non abbiamo un Governo, siamo in Sicilia dove le regole vengono spesso infrante, dove l’ex Presidente dei beni confiscati, magistrato Saguto, è stato appena condannato, dove vige la legge del più forte e dei mafiosi che si fanno compagnia con i Massoni che esercitano il loro potere senza neppure nascondersi e poi ci sono i cittadini… i quali, se non si adeguano vengono vessati, perseguitato e talvolta ahimè uccisi!!! 

Quello di oggi e questa email non sono uno sfogo, ma oggi dobbiamo decidere tutti insieme, Voi compresi: quale scenario siamo ancora disposti a sopportare e se forse, non sia giunto il tempo, di intraprendere un percorso più duro e risolutivo che possa ridarci dignità???


Quanto siamo ancora disposti a sopportare…

Mi permetto di pubblicare un estratto di una comunicazione ricevuta, già preceduta da parecchi esposti!!!

Ieri in Tv ho visto un servizio di una operazione condotta dalle forse dell’ordine in cui dei lavoratori erano costretti a tornare dei soldi della loro paga ai datori di lavoro….

Avete messo fine a tutto ciò, bene, ma mi chiedevo, ma quei Signori che per anni sono stati pagati mensilmente in nero con assegni del                        per una pseudo collaborazione               , oppure quei pseudo collaboratori esterni, mai ufficializzati                                 pagati con assegni                             o quei muratori licenziati (percettore di disoccupazione), che continuano ad operare nella medesima struttura sempre a nero per il                              percependo denaro che viene sì giustificato, ma su semplici fogli di carta e ancora, quei professionisti che senza rilasciare fattura ricevono somme di denaro ingiustificate, il tutto accertato da un                                                             . 

L’altro giorno                                                         

Ora, capisco che                                        ma mi chiedevo i soldi non sono forse sempre soldi, i reati pure???

Certo stamani pensavo siamo in Italia dove attualmente non abbiamo un Governo, siamo in Sicilia dove le regole vengono spesso infrante, dove l’ex Presidente dei beni confiscati, magistrato Saguto, è stato appena condannato, dove vige la legge del più forte e dei mafiosi che si fanno compagnia con i Massoni che esercitano il loro potere senza neppure nascondersi e poi ci sono i cittadini… i quali, se non si adeguano vengono vessati, perseguitato e talvolta ahimè uccisi!!! 

Quello di oggi e questa email non sono uno sfogo, ma oggi dobbiamo decidere tutti insieme, Voi compresi: quale scenario siamo ancora disposti a sopportare e se forse, non sia giunto il tempo, di intraprendere un percorso più duro e risolutivo che possa ridarci dignità???


Bisogna riaprire i manicomi…

Il bravissimo Crozza lo imita in maniera fantastica, ma il sottoscritto preferisce l’originale!!!  

Ascoltare il governatore della Campania, De Luca, non ha prezzo… 

In questi giorni affrontando il tema della crisi di governo, ha preso di mira il leader della Lega Matteo Salvini, dichiarando: “Devo dire che le prime dichiarazioni di Salvini che ho sentito, le solite palle sulla tassa piatta, sugli immigrati, un’altra scienziateria come quota 40, mi hanno convinto di una cosa che ho ripetuto più volte: la riforma più urgente da fare in Italia è la riapertura dei manicomi”!!!

Perdonatemi ma sono ancora buttato a terra che rido per questa sua esternazione; ma come gli vengono queste battute, le pensa la sera prima, gli vengono di getto, qualcuno gliele suggerisce??? E’ incredibile!!! 

Sto ridendo a crepapelle, quest’uomo è troppo forte!!!

Perdonami Crozza ma devi metterti di lato, egli possiede quell’umorismo inglese, che fa tanto divertire e ti lascia senza parole:  “I did not know that you could say something smart!“- Non sapevo che sapessi pronunciare qualcosa di intelligente!“.

Ah… che ridere, continuando dichiara sull’ex premier Draghi: Non dobbiamo beatificare Draghi e dire che andava tutto bene, quando le battaglie servono bisogna farle. Ma altro è gettare l’Italia nel caos e offrire al mondo un paese con un sistema politico penoso e inefficiente”!!!

Già… non ne ha per nessuno, anche i 5stelle finiscono sotto il suo mirino: Il boom dei 5 Stelle alle ultime elezioni nazionali in questi anni ha dimostrato il disastro di dilettanti allo sbaraglio. Ora Conte porta i 5S a demagogia e infantilismo politico!!!

Certo qualcuno sostiene che certi soggetti a lui contrari vorrebbero che egli non svolga alcuna funzione istituzionale, ma vorrei dire a questi signori, di cui molti sono ahimè seduti al Parlamento: pensate realmente di essere migliori??? Siete certi di meritare il posto che vi è stato gentilmente da noi concesso??? Non vi vergognate di avere portato il nostro Paese nuovamente in recessione??? Avete dimostrato con le vostre azioni in questi anni di essere totalmente incapaci, evidenziando altresì mancanza programmazione, oltre va detto, ad aver fatto emergere all’interno di quei partiti, livelli di corruzione a dir poco vomitevoli!!!

Ciò che dice il Governatore potrà sembrare “colorito”, ma certamente riporta in maniera esplicita quanto avviene in questo nostra “Repubblica delle banane”; sì… ora ci chiedete di prepararci a nuove elezioni, ma con quale coraggio: se solo gli Italiani per una volta aprissero finalmente gli occhi…   

Bisogna riaprire i manicomi…

Il bravissimo Crozza lo imita in maniera fantastica, ma il sottoscritto preferisce l’originale!!!  

Ascoltare il governatore della Campania, De Luca, non ha prezzo… 

In questi giorni affrontando il tema della crisi di governo, ha preso di mira il leader della Lega Matteo Salvini, dichiarando: “Devo dire che le prime dichiarazioni di Salvini che ho sentito, le solite palle sulla tassa piatta, sugli immigrati, un’altra scienziateria come quota 40, mi hanno convinto di una cosa che ho ripetuto più volte: la riforma più urgente da fare in Italia è la riapertura dei manicomi”!!!

Perdonatemi ma sono ancora buttato a terra che rido per questa sua esternazione; ma come gli vengono queste battute, le pensa la sera prima, gli vengono di getto, qualcuno gliele suggerisce??? E’ incredibile!!! 

Sto ridendo a crepapelle, quest’uomo è troppo forte!!!

Perdonami Crozza ma devi metterti di lato, egli possiede quell’umorismo inglese, che fa tanto divertire e ti lascia senza parole:  “I did not know that you could say something smart!“- Non sapevo che sapessi pronunciare qualcosa di intelligente!“.

Ah… che ridere, continuando dichiara sull’ex premier Draghi: Non dobbiamo beatificare Draghi e dire che andava tutto bene, quando le battaglie servono bisogna farle. Ma altro è gettare l’Italia nel caos e offrire al mondo un paese con un sistema politico penoso e inefficiente”!!!

Già… non ne ha per nessuno, anche i 5stelle finiscono sotto il suo mirino: Il boom dei 5 Stelle alle ultime elezioni nazionali in questi anni ha dimostrato il disastro di dilettanti allo sbaraglio. Ora Conte porta i 5S a demagogia e infantilismo politico!!!

Certo qualcuno sostiene che certi soggetti a lui contrari vorrebbero che egli non svolga alcuna funzione istituzionale, ma vorrei dire a questi signori, di cui molti sono ahimè seduti al Parlamento: pensate realmente di essere migliori??? Siete certi di meritare il posto che vi è stato gentilmente da noi concesso??? Non vi vergognate di avere portato il nostro Paese nuovamente in recessione??? Avete dimostrato con le vostre azioni in questi anni di essere totalmente incapaci, evidenziando altresì mancanza programmazione, oltre va detto, ad aver fatto emergere all’interno di quei partiti, livelli di corruzione a dir poco vomitevoli!!!

Ciò che dice il Governatore potrà sembrare “colorito”, ma certamente riporta in maniera esplicita quanto avviene in questo nostra “Repubblica delle banane”; sì… ora ci chiedete di prepararci a nuove elezioni, ma con quale coraggio: se solo gli Italiani per una volta aprissero finalmente gli occhi…   

Beni confiscati: c’è ancora molto da fare!!!

Sono in molti a manifestare sorpresa per la condanna in appello dell’ex giudice e Presidente delle misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, accusata per corruzione, concussione e abuso d’ufficio, nello scandalo dei beni confiscati… 

Nel “cerchio magico”  visto sono finiti in molti, un vero e proprio “sistema” che avrebbe i fatto pilotato l’assegnazione di molte amministrazioni giudiziarie dei beni sequestrati alla mafia in cambio ovviamente di favori.

Non mi va di ripetere quanto altre testate hanno in questi giorni pubblicato in maniera dettagliata e neppure ripetere quei nomi altisonanti riportati, tra cui ahimè un ex prefetto, un tenente colonnello della Gdf, un Preside della facoltà di Giurisprudenza, un amministratore giudiziario, un ingegnere, un docente universitario ed altri ancora, già… ciò che vorrei evidenziare è che quel sistema non è stato l’unico, d’altronde basta semplicemente spostarsi di pochi chilometri, per verificare come quel meccanismo ben collaudato serva tutt’oggi a molti per far carriera o per incassare regalie…

Ma non solo, sono certo che se si verificasse l’operato di quanti oggi sono posti in quei ruoli chiave, si scoprirebbe come la gestione di quelle società confiscate sia compiuta all’acqua di rose.

Qualcuno ora potrebbe obbiettare quali prove io abbia a supporto: beh… potrei rispondere a chi di dovere che dovrebbe andarsi a leggere le 600 pagine e i due Dvd rimasti gelosamente custoditi in quell’ultimo cassetto destro di una nota scrivania di un secondo piano di un noto palazzo istituzionale,  a saperlo quei fogli avrei potuto rilegarli con una bella copertina di colore rossa, d’altronde hanno fatto la stessa fine di quella nota “agenda”; mi sembra di rivivere uno di quei romanzi gialli, noir, legal thriller o spionaggio di cui sono appassionato!!!

Peraltro se ancora oggi leggo certi nomi posti in quei ruoli chiavi, ho la certezza assoluta che ancora molto deve essere fatto e che – come sempre accade in questo nostro Paese – si è cercato di colpire solo una tra tanti, per dare un forte segnale, sì per far vedere a noi cittadini che lo Stato c’è, ma soprattutto che non guarda in faccia nessuno: ma ciascuno di noi sa bene come quanto deciso serva esclusivamente a colpire il classico “capro espiatorio“!!!

L’auspicio è che quanto ora deliberato per quei soggetti, possano dar seguito anche ad altri nominatovi!!!

Beni confiscati: c'è ancora molto da fare!!!

Sono in molti a manifestare sorpresa per la condanna in appello dell’ex giudice e Presidente delle misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, accusata per corruzione, concussione e abuso d’ufficio, nello scandalo dei beni confiscati… 

Nel “cerchio magico”  visto sono finiti in molti, un vero e proprio “sistema” che avrebbe i fatto pilotato l’assegnazione di molte amministrazioni giudiziarie dei beni sequestrati alla mafia in cambio ovviamente di favori.

Non mi va di ripetere quanto altre testate hanno in questi giorni pubblicato in maniera dettagliata e neppure ripetere quei nomi altisonanti riportati, tra cui ahimè un ex prefetto, un tenente colonnello della Gdf, un Preside della facoltà di Giurisprudenza, un amministratore giudiziario, un ingegnere, un docente universitario ed altri ancora, già… ciò che vorrei evidenziare è che quel sistema non è stato l’unico, d’altronde basta semplicemente spostarsi di pochi chilometri, per verificare come quel meccanismo ben collaudato serva tutt’oggi a molti per far carriera o per incassare regalie…

Ma non solo, sono certo che se si verificasse l’operato di quanti oggi sono posti in quei ruoli chiave, si scoprirebbe come la gestione di quelle società confiscate sia compiuta all’acqua di rose.

Qualcuno ora potrebbe obbiettare quali prove io abbia a supporto: beh… potrei rispondere a chi di dovere che dovrebbe andarsi a leggere le 600 pagine e i due Dvd rimasti gelosamente custoditi in quell’ultimo cassetto destro di una scrivania di un secondo piano di un noto palazzo istituzionale,  a saperlo quei fogli avrei potuto rilegarli con una bella copertina di colore rossa, d’altronde hanno fatto la stessa fine di quella nota “agenda”; mi sembra di rivivere uno di quei romanzi gialli, noir, legal thriller o spionaggio di cui sono appassionato!!!

Peraltro se ancora oggi leggo certi nomi, ho la conferma che ancora molto deve essere fatto e che per quanto ora evidenziato con le condanne emesse, si sia – come sempre accade in questo nostro Paese – cercato di colpire solo una tra tanti, per dare un segnale deciso, sì per far comprendere a noi cittadini come lo Stato sia presente, ma soprattutto che esso non guarda in faccia nessuno: ma ciascuno di noi sa bene come quanto ora espresso sia servito esclusivamente a colpire il classico “capro espiatorio”!!!

L’auspicio è che quanto ora deliberato per quei soggetti, possano dar seguito anche ad altri nominatovi!!!

Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina…

Volevano morto il giudice Borsellino, no… non la mafia, cosa nostra, i corleonesi di Totò Riina, questo è quanto ci hanno propinato in questi lunghi 30 anni per giustificare quanto accaduto… 

No… altri hanno voluto la morte di Falcone e del suo caro collega, purtroppo anche di tutti quegli uomini e donne di cui Emanuela, prima donna assegnata ad una scorta…

Due stragi che hanno avuto un elemento in comune, la politica e parecchi suoi uomini istituzionali, gli stessi che andavano dal “sistema” protetti, gli stessi che hanno mostrato tra l’altro essere poco inclini a far passare una legge d’urgenza che doveva modificare quel cosiddetto “41 bis”, a cui abbiamo visto sono seguiti tutta una serie di depistaggi giudiziari a dir poco vergognosi, di cui ancora molti devono essere portati alla luce…

Già… parliamo degli stessi soggetti che hanno fatto sparire l’agenda rossa – ho sempre sperato che il giudice Borsellino avesse fatto di quelle pagine delle copie e che queste siano rimaste in mano ai propri familiari (chissà se un giorno usciranno fuori…)  – dove sicuramente c’erano i nomi di chi aveva protetto quei boss criminali, ma non solo, anche gli uomini potenti dei nostri ex governi nazionali, forze dell’ordine, militari, servizi segreti, magistrati, imprenditori, politici, finanzieri, preti, tutti legati da quel sistema massonico clientelare che ha fatto sì da stravolgere l’indirizzo e le decisioni interne e ad anche internazionali del nostro paese, 

Uno Stato contro lo Stato ed a pagarne le conseguenze quei pochi coraggiosi che si sono immolati contro quel sistema, quello Stato che li ha abbandonati al loro destino senza alcuna pietà, invece di proteggerli!!!

Sì… ci raccontano che in questi 30 anni tante cose sono cambiate, ma se conservate ogni pagina d’inchiesta pubblicata sui quotidiani delle nostre regioni, scoprirete come nulla sia cambiato, anzi il potere di quelle associazioni criminali – pur il numero considerevole di arresti compiuto – non ha minimamente limitato la sfera di ingerenza e la conservazione di quel potere sociale, che viene ancora alimentato grazie a tutta una serie d’imprenditori collusi e rapaci… 

Già… c’è chi è morto invano per la patria e chi oggi viceversa continua a godere di quelle stragi compiute!!!

Ma quand’è che si deciderà di mettere la parola fine a questa vergognoso teatrino???

 

Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina…

Volevano morto il giudice Borsellino, no… non la mafia, cosa nostra, i corleonesi di Totò Riina, questo è quanto ci hanno propinato in questi lunghi 30 anni per giustificare quanto accaduto… 

No… altri hanno voluto la morte di Falcone e del suo caro collega, purtroppo anche di tutti quegli uomini e donne di cui Emanuela, prima donna assegnata ad una scorta…

Due stragi che hanno avuto un elemento in comune, la politica e parecchi suoi uomini istituzionali, gli stessi che andavano dal “sistema” protetti, gli stessi che hanno mostrato tra l’altro essere poco inclini a far passare una legge d’urgenza che doveva modificare quel cosiddetto “41 bis”, a cui abbiamo visto sono seguiti tutta una serie di depistaggi giudiziari a dir poco vergognosi, di cui ancora molti devono essere portati alla luce…

Già… parliamo degli stessi soggetti che hanno fatto sparire l’agenda rossa – ho sempre sperato che il giudice Borsellino avesse fatto di quelle pagine delle copie e che queste siano rimaste in mano ai propri familiari (chissà se un giorno usciranno fuori…)  – dove sicuramente c’erano i nomi di chi aveva protetto quei boss criminali, ma non solo, anche gli uomini potenti dei nostri ex governi nazionali, forze dell’ordine, militari, servizi segreti, magistrati, imprenditori, politici, finanzieri, preti, tutti legati da quel sistema massonico clientelare che ha fatto sì da stravolgere l’indirizzo e le decisioni interne e ad anche internazionali del nostro paese, 

Uno Stato contro lo Stato ed a pagarne le conseguenze quei pochi coraggiosi che si sono immolati contro quel sistema, quello Stato che li ha abbandonati al loro destino senza alcuna pietà, invece di proteggerli!!!

Sì… ci raccontano che in questi 30 anni tante cose sono cambiate, ma se conservate ogni pagina d’inchiesta pubblicata sui quotidiani delle nostre regioni, scoprirete come nulla sia cambiato, anzi il potere di quelle associazioni criminali – pur il numero considerevole di arresti compiuto – non ha minimamente limitato la sfera di ingerenza e la conservazione di quel potere sociale, che viene ancora alimentato grazie a tutta una serie d’imprenditori collusi e rapaci… 

Già… c’è chi è morto invano per la patria e chi oggi viceversa continua a godere di quelle stragi compiute!!!

Ma quand’è che si deciderà di mettere la parola fine a questa vergognoso teatrino???