L’ex boss "fantasma" e deceduto…

Luigi Ciotti: “La sua morte non cancella responsabilità‘”. Con sè porta segreti, tesori nascosti, verità mai rivelate…

Matteo Messina Denaro è morto poco prima delle 2, nella nottata tra domenica 24 e lunedì 25 settembre all’ospedale dell’Aquila. Era stato arrestato il 16 gennaio 2023 ,dopo trent’anni di latitanza. Era considerato uno degli eredi dei corleonesi, l’ala dura di Cosa nostra che prese il sopravvento nella guerra di mafia degli anni Ottanta e che lanciò la sfida allo Stato con la strategia stragista del 1992 e 1993, ma  Matteo Messina Denaro, sconfitto nella notte da un tumore al colon, aveva poco in comune con lo stile di vita di Totò Riina e Bernardo Provenzano, se non gli ergastoli e la ferocia assassina. Nel supercarcere de L’Aquila, dove è stato interrogato più volte dal procuratore di Palermo Maurizio De Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido, ha ricordato che se non fosse stato per il tumore al colon non sarebbe stato catturato ma soprattutto ha sempre ribadito “con voi parlo, ma non collaborerò mai”. Il boss 61enne nel 2020 era stato colpito dal cancro al colon: la malattia lo aveva costretto a prendere dei rischi rispetto a una latitanza perfetta durata quasi trent’anni.. Il boss di Castelvetrano ha rifiutato cerimonie religiose e sarà sepolto nella tomba di famiglia dove già riposa il padre, morto da latitante.

“Oggi che lui se n’è andato, di fronte alla morte ciascuno si ferma, ma la morte non può’ cancellare le responsabilità di quella violenza, di quei crimini, di quelle centinaia di persone che sono state spazzate via”.

La mafia e la corruzione costituiscono emergenze serie e sempre attuali, in Italia. I cittadini ne sono consapevoli (come emerge dalla Terza edizione della ricerca di Libera curata da Demos sulla percezione dei cittadini della corruzione e delle mafie)

Nonostante l’arresto di Matteo Messina Denaro, gli italiani, pur riconoscendo l’importanza di tale passaggio, non lo ritengono “decisivo” nella lotta alle mafie: l’80% degli intervistati pensa, infatti, che “la mafia in Italia è forte come prima“. Difatti, solo il 12% pensa che “l’arresto del boss abbia indebolito il sistema mafioso”.

Le parole di Don Ciotti dopo il suo arresto: “La sua latitanza ne nasconde altre“!!!

Le mafie non sono riducibili ai loro “capi”, non lo sono mai state e oggi lo sono ancora di meno, essendosi sviluppate in organizzazioni reticolari in grado di sopperire alla singola mancanza attraverso la forza del sistema. Sviluppo di cui proprio Matteo Messina Denaro è stato promotore e protagonista, traghettando Cosa Nostra dal modello militare e “stragista” di Riina a quello attuale, imprenditoriale e tecnologico capace di dominare attraverso la corruzione e il “cyber crime” riducendo al minimo l’uso delle armi. La sua latitanza è stata accompagnata anche dalla latitanza della politica indirettamente complice di quella di Messina Denaro: la mancata costruzione, in Italia come nel mondo, di un modello sociale e economico fondato sui diritti fondamentali – la casa, il lavoro, la scuola, l’assistenza sanitaria – modello antitetico a quello predatorio che produce ingiustizie, disuguaglianze e vuoti di democrazia che sono per le mafie di tutto il mondo occasioni di profitto e di potere. 

La lotta alla mafia non si arresta con la morte di Matteo Messina Denaro perché l’ultima mafia è sempre la penultima, perché il codice genetico della mafia affida alla sua creatura un imperativo primario: quello di sopravvivere. Ce n’è un’altra infatti che cova, ha sempre covato. Nei cambiamenti storici che sono avvenuti, ci sono sempre delle ceneri che ardono sotto. 

Il denaro non è stato soltanto una parte del suo cognome, ma uno strumento del suo potere invisibile e intatto. 

Libera e Lavialibera, la rivista dell’associazione, hanno provato a fare i conti in tasca a Matteo Messina Denaro che ha basato la sua leadership non soltanto sulla violenza, ma soprattutto sui soldi e sui rapporti con politica e massoneria, un tesoro stimato al 2020 ad oltre 4 miliardi di euro in una provincia, quella di Trapani, dove la media dei redditi pro capite è tra le più basse d’Italia. Parliamo di aziende, conti correnti, beni mobili e immobili sequestrati e confiscati in seguito alle attività investigative grazie a prestanomi, gregari, imprenditori, persone a vario titolo riconducibili all’ex boss…

Nel portafoglio della “società” di MMD il settore più “redditizio” sono stati gli impianti eolici, circa 1,5 miliardi sequestrati, altri 1,5 miliardi per i villaggi vacanze e i 700 milioni confiscati nel 2013 nella grande distribuzione, 500 milioni contabilizzati nel settore dell’edilizia e costruzione. Altri 4 miliardi di euro rappresentano parte del suo ingente capitale economico cresciuto anno dopo anno, grazie alla sua rete di fiancheggiatori fidati e soprattutto alla rete di protezione di gente che conta nel mondo della politica e della massoneria. Un capitale conosciuto che rappresenta solo un minima parte di quello “occulto” nascosto in libri contabili e investimenti in giro per Italia e all’estero grazie alla complessa e articolata catena di figure che in questi anni gli hanno consentito di gestire investimenti e operazioni di riciclaggio, individuando sempre nuovi settori economici nei quali muoversi.

L'ex boss "fantasma" e deceduto…

Luigi Ciotti: “La sua morte non cancella responsabilità‘”. Con sè porta segreti, tesori nascosti, verità mai rivelate…

Matteo Messina Denaro è morto poco prima delle 2, nella nottata tra domenica 24 e lunedì 25 settembre all’ospedale dell’Aquila. Era stato arrestato il 16 gennaio 2023 ,dopo trent’anni di latitanza. Era considerato uno degli eredi dei corleonesi, l’ala dura di Cosa nostra che prese il sopravvento nella guerra di mafia degli anni Ottanta e che lanciò la sfida allo Stato con la strategia stragista del 1992 e 1993, ma  Matteo Messina Denaro, sconfitto nella notte da un tumore al colon, aveva poco in comune con lo stile di vita di Totò Riina e Bernardo Provenzano, se non gli ergastoli e la ferocia assassina. Nel supercarcere de L’Aquila, dove è stato interrogato più volte dal procuratore di Palermo Maurizio De Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido, ha ricordato che se non fosse stato per il tumore al colon non sarebbe stato catturato ma soprattutto ha sempre ribadito “con voi parlo, ma non collaborerò mai”. Il boss 61enne nel 2020 era stato colpito dal cancro al colon: la malattia lo aveva costretto a prendere dei rischi rispetto a una latitanza perfetta durata quasi trent’anni.. Il boss di Castelvetrano ha rifiutato cerimonie religiose e sarà sepolto nella tomba di famiglia dove già riposa il padre, morto da latitante.

“Oggi che lui se n’è andato, di fronte alla morte ciascuno si ferma, ma la morte non può’ cancellare le responsabilità di quella violenza, di quei crimini, di quelle centinaia di persone che sono state spazzate via”.

La mafia e la corruzione costituiscono emergenze serie e sempre attuali, in Italia. I cittadini ne sono consapevoli (come emerge dalla Terza edizione della ricerca di Libera curata da Demos sulla percezione dei cittadini della corruzione e delle mafie)

Nonostante l’arresto di Matteo Messina Denaro, gli italiani, pur riconoscendo l’importanza di tale passaggio, non lo ritengono “decisivo” nella lotta alle mafie: l’80% degli intervistati pensa, infatti, che “la mafia in Italia è forte come prima“. Difatti, solo il 12% pensa che “l’arresto del boss abbia indebolito il sistema mafioso”.

Le parole di Don Ciotti dopo il suo arresto: “La sua latitanza ne nasconde altre“!!!

Le mafie non sono riducibili ai loro “capi”, non lo sono mai state e oggi lo sono ancora di meno, essendosi sviluppate in organizzazioni reticolari in grado di sopperire alla singola mancanza attraverso la forza del sistema. Sviluppo di cui proprio Matteo Messina Denaro è stato promotore e protagonista, traghettando Cosa Nostra dal modello militare e “stragista” di Riina a quello attuale, imprenditoriale e tecnologico capace di dominare attraverso la corruzione e il “cyber crime” riducendo al minimo l’uso delle armi. La sua latitanza è stata accompagnata anche dalla latitanza della politica indirettamente complice di quella di Messina Denaro: la mancata costruzione, in Italia come nel mondo, di un modello sociale e economico fondato sui diritti fondamentali – la casa, il lavoro, la scuola, l’assistenza sanitaria – modello antitetico a quello predatorio che produce ingiustizie, disuguaglianze e vuoti di democrazia che sono per le mafie di tutto il mondo occasioni di profitto e di potere. 

La lotta alla mafia non si arresta con la morte di Matteo Messina Denaro perché l’ultima mafia è sempre la penultima, perché il codice genetico della mafia affida alla sua creatura un imperativo primario: quello di sopravvivere. Ce n’è un’altra infatti che cova, ha sempre covato. Nei cambiamenti storici che sono avvenuti, ci sono sempre delle ceneri che ardono sotto. 

Il denaro non è stato soltanto una parte del suo cognome, ma uno strumento del suo potere invisibile e intatto. 

Libera e Lavialibera, la rivista dell’associazione, hanno provato a fare i conti in tasca a Matteo Messina Denaro che ha basato la sua leadership non soltanto sulla violenza, ma soprattutto sui soldi e sui rapporti con politica e massoneria, un tesoro stimato al 2020 ad oltre 4 miliardi di euro in una provincia, quella di Trapani, dove la media dei redditi pro capite è tra le più basse d’Italia. Parliamo di aziende, conti correnti, beni mobili e immobili sequestrati e confiscati in seguito alle attività investigative grazie a prestanomi, gregari, imprenditori, persone a vario titolo riconducibili all’ex boss…

Nel portafoglio della “società” di MMD il settore più “redditizio” sono stati gli impianti eolici, circa 1,5 miliardi sequestrati, altri 1,5 miliardi per i villaggi vacanze e i 700 milioni confiscati nel 2013 nella grande distribuzione, 500 milioni contabilizzati nel settore dell’edilizia e costruzione. Altri 4 miliardi di euro rappresentano parte del suo ingente capitale economico cresciuto anno dopo anno, grazie alla sua rete di fiancheggiatori fidati e soprattutto alla rete di protezione di gente che conta nel mondo della politica e della massoneria. Un capitale conosciuto che rappresenta solo un minima parte di quello “occulto” nascosto in libri contabili e investimenti in giro per Italia e all’estero grazie alla complessa e articolata catena di figure che in questi anni gli hanno consentito di gestire investimenti e operazioni di riciclaggio, individuando sempre nuovi settori economici nei quali muoversi.

Dio conosce i nostri bisogni: ah… strano, non me n’ero accorto…

A volte quando scrivo post sulle religioni, in particolare quando gli argomenti trattano o fanno riferimento alla nostra chiesa cristiana (in particolare quella cattolica), ecco che vengo sommerso da decine e decine di commenti nella mail che vorrebbero smentire quanto dal sottoscritto pubblicato, senza però apportare valide argomentazioni, ma basando quel loro pensiero sul sentito dire o su quanto essi credono, senza la più minima riflessione, se ciò su cui basano quella loro fede, sia corretta o falsa…

Ma i messaggi più belli ricevuti sono quelli che provano in un qualche modo ad indottrinarmi, già… sperano di poter indirizzare il sottoscritto verso una possibile retta via, la stessa che secondo loro, da tempo ho smarrito…

Mi fanno sorridere, sì… sono come quei “Testimoni di Geova” che cordialmente incontri per strada e cercano in quei brevi minuti loro concessi, a spiegarti quale sia la giusta via da percorrere e di come non bisogna perdersi in altre dottrine, naturalmente… errate.

Ma posso assicurarvi che serve a poco cambiare fede, d’altronde sono tutte egualmente, ciascuna di loro non porta a nulla, se non a farvi illudere in un necessario benessere spirituale di cui non bisogno (in particolare quando ci troviamo moralmente giù oppure dobbiamo affrontare problemi di salute, anche familiari…) oppure per la speranza che dopo questa vita ve ne possa essere un’altra, certamente migliore di questa terrena…

Illusioni su illusioni, si prova a dare un senso a questa vita, ci si comporta “bene” con l’auspicio che così facendo ve ne possa essere un’altra migliore ed allora si inizia a credere a qualsivoglia stupidaggine (d’altronde va detto… c’è chi marcia su quelle idiozie da migliaia e migliaia di anni), c’è come dicevo… chi spinge affinché si creda in quegli esseri sovrannaturali e di conseguenza a loro, a quei loro templi, a quella cosiddetta “intercessione”, professano messaggi sul bene e il male (mi verrebbe da dire in maniera sarcastica: guarda da che pulpito viene la predica), provando in ogni circostanza a intimorirci, già… su cosa ci aspetta dopo la morte.

Ecco quindi che la maggior parte si rivolge a quelle entità superiori, ma non solo, prova anche con a parlare con i propri defunti sperando che almeno essi possano proteggerli ed aiutarli da lassù…

Lo dico senza alcuna presunzione… è veramente triste pensare che la nostra vita possa dipendere da un qualcosa di sovrannaturale, come se quel nostro libero arbitrio potesse casomai interessare ad un eventuale “Onnipotente”…    

Noi siamo qui su questa terra come gli insetti, come i delfini, come i leoni, le tigri, come i nostri cani, gatti, uccellini che tanto adoriamo e teniamo con noi in casa, niente di più, niente di meno, per quel Dio (che nulla centra con quello proposto dalle religioni…) siamo tutti eguali e mai e poi mai egli interverrà su quanto avviene nell’universo, ancor meno su di noi!!!

Ho letto alcuni post ricevuti da alcuni lettori (cattolici), che evidenziano in quei loro messaggi una profonda ignoranza sui temi affrontati da sottoscritto, sulle discrepanze raccontate sull’uomo Gesu, su sua madre, sulla divisioni principali della cristianità, sulla chiesa cattolica, su Maria Maddalena (nulla a che fare con Dan Brown e il suo santo graal descritto nel “Codici da Vinci“) e via discorrendo…

Ed allora, proverò in parole semplici a raccontare quanto è accaduto ( o quantomeno è possibile che sia accaduto…), provando con scritti alla mano (vecchio e nuovo testamento, vangeli apocrifi, manoscritti di qumran, etc…) a spiegare in quali modi ci hanno condotto fino a questo punto, per farci credere a tutte quelle loro idiozie cui puntualmente ogni domenica sottopongono i loro fedeli, dimenticando come il regno di Dio non sia ne lì e neppure al di fuori, ma bensì si trovi dentro ciascuno di noi…

Ah… proposito di quest’ultima frase: …interrogato dai Farisei su quando verrebbe il regno di Dio, Gesù rispose loro dicendo: il regno di Dio non viene in maniera da attirar gli sguardi, né si dirà: eccolo qui, o eccolo là, perché ecco, il regno di Dio è dentro di voi”!!!


Dio conosce i nostri bisogni: ah… strano, non me n'ero accorto…

A volte quando scrivo post sulle religioni, in particolare quando gli argomenti trattano o fanno riferimento alla nostra chiesa cristiana (in particolare quella cattolica), ecco che vengo sommerso da decine e decine di commenti nella mail che vorrebbero smentire quanto dal sottoscritto pubblicato, senza però apportare valide argomentazioni, ma basando quel loro pensiero sul sentito dire o su quanto essi credono, senza la più minima riflessione, se ciò su cui basano quella loro fede, sia corretta o falsa…

Ma i messaggi più belli ricevuti sono quelli che provano in un qualche modo ad indottrinarmi, già… sperano di poter indirizzare il sottoscritto verso una possibile retta via, la stessa che secondo loro, da tempo ho smarrito…

Mi fanno sorridere, sì… sono come quei “Testimoni di Geova” che cordialmente incontri per strada e cercano in quei brevi minuti loro concessi, a spiegarti quale sia la giusta via da percorrere e di come non bisogna perdersi in altre dottrine, naturalmente… errate.

Ma posso assicurarvi che serve a poco cambiare fede, d’altronde sono tutte egualmente, ciascuna di loro non porta a nulla, se non a farvi illudere in un necessario benessere spirituale di cui non bisogno (in particolare quando ci troviamo moralmente giù oppure dobbiamo affrontare problemi di salute, anche familiari…) oppure per la speranza che dopo questa vita ve ne possa essere un’altra, certamente migliore di questa terrena…

Illusioni su illusioni, si prova a dare un senso a questa vita, ci si comporta “bene” con l’auspicio che così facendo ve ne possa essere un’altra migliore ed allora si inizia a credere a qualsivoglia stupidaggine (d’altronde va detto… c’è chi marcia su quelle idiozie da migliaia e migliaia di anni), c’è come dicevo… chi spinge affinché si creda in quegli esseri sovrannaturali e di conseguenza a loro, a quei loro templi, a quella cosiddetta “intercessione”, professano messaggi sul bene e il male (mi verrebbe da dire in maniera sarcastica: guarda da che pulpito viene la predica), provando in ogni circostanza a intimorirci, già… su cosa ci aspetta dopo la morte.

Ecco quindi che la maggior parte si rivolge a quelle entità superiori, ma non solo, prova anche con a parlare con i propri defunti sperando che almeno essi possano proteggerli ed aiutarli da lassù…

Lo dico senza alcuna presunzione… è veramente triste pensare che la nostra vita possa dipendere da un qualcosa di sovrannaturale, come se quel nostro libero arbitrio potesse casomai interessare ad un eventuale “Onnipotente”…    

Noi siamo qui su questa terra come gli insetti, come i delfini, come i leoni, le tigri, come i nostri cani, gatti, uccellini che tanto adoriamo e teniamo con noi in casa, niente di più, niente di meno, per quel Dio (che nulla centra con quello proposto dalle religioni…) siamo tutti eguali e mai e poi mai egli interverrà su quanto avviene nell’universo, ancor meno su di noi!!!

Ho letto alcuni post ricevuti da alcuni lettori (cattolici), che evidenziano in quei loro messaggi una profonda ignoranza sui temi affrontati da sottoscritto, sulle discrepanze raccontate sull’uomo Gesu, su sua madre, sulla divisioni principali della cristianità, sulla chiesa cattolica, su Maria Maddalena (nulla a che fare con Dan Brown e il suo santo graal descritto nel “Codici da Vinci“) e via discorrendo…

Ed allora, proverò in parole semplici a raccontare quanto è accaduto ( o quantomeno è possibile che sia accaduto…), provando con scritti alla mano (vecchio e nuovo testamento, vangeli apocrifi, manoscritti di qumran, etc…) a spiegare in quali modi ci hanno condotto fino a questo punto, per farci credere a tutte quelle loro idiozie cui puntualmente ogni domenica sottopongono i loro fedeli, dimenticando come il regno di Dio non sia ne lì e neppure al di fuori, ma bensì si trovi dentro ciascuno di noi…

Ah… proposito di quest’ultima frase: …interrogato dai Farisei su quando verrebbe il regno di Dio, Gesù rispose loro dicendo: il regno di Dio non viene in maniera da attirar gli sguardi, né si dirà: eccolo qui, o eccolo là, perché ecco, il regno di Dio è dentro di voi”!!!


Più ombre che luce: è morto Giorgio Napolitano!

A differenza di quanto scriverà in questi giorni la maggior parte dei nostri pseudo “giornalisti”, il sottoscritto esprime in maniera serena ciò che pensa,  in quanto ritengo sia ogni circostanza legittimo esercitare il diritto di critica, anche nei confronti di soggetti che hanno esercitato la funzione di “Capo dello Stato”.

Già a suo tempo avevo scritto nel mio blog come ritenessi non fosse un abominio confermare il secondo mandato presidenziale al presidente Napolitano, ma che esso, costituisse una “anomalia costituzionale” senza precedenti nella nostra storia!

Ricordo infatti cosa era stato scritto dal suo predecessore, ma non solo, anche anche da egli, proprio su questo punto, difatti, rifiutando nel 2006 (Carlo Azeglio Ciampi) ogni ipotesi di rielezione, sostenne che la mancata rielezione del Presidente era da considerarsi “una consuetudine significativa da non infrangere”, aggiungendo che “il rinnovo di un mandato lungo, quale quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato” e lo stesso Napolitano, ebbe a dire che “il già lungo settennato al Quirinale corrisponde bene alla continuità delle nostre Istituzioni ed anche alla legge del succedersi delle generazioni”, ribadendo, che la sua rielezione “sarebbe una “non soluzione”, perché ora ci vuole il coraggio di fare delle scelte, di guardare avanti. Sarebbe sbagliato fare marcia indietro, ai limiti del ridicolo: niente soluzioni pasticciate e all’italiana”.

Beh… sappiamo tutti come finì…

Già… tra le parole e i fatti noi italiani sappiamo più di tutti evidenziare tutta la nostra debolezza morale!!!  

Infatti… sotto la presidenza Napolitano, anche per cause di forza maggiore – vedasi la concomitanza di una crisi finanziaria generata dall’Ue e quindi la svolta politica che determino la caduta del Presidente Berlusconi e quindi del nostro Paese, abbiamo potuto da lì in poi, assistere ad un’evoluzione della forma di Stato in senso semipresidenziale…

Difatti, basti osservare i sintomi derivati da quelle “patologia” (certamente in quanto sviluppatasi al di fuori dei canoni della Costituzione):

– la nascita del governo Monti, un governo tecnico del Presidente;

– la propria rielezione, in netto contrasto con quello “spirito della Costituzione”…

– la nascita del governo “Alf-etta”, un governo politico del Presidente: già… formato dietro suo esplicito diktat e  assumente come base di programma il rapporto dei dieci saggi anch’essi di nomina presidenziale e nel quale proprio il Capo dello Stato ha svolto un ruolo decisivo per la formazione della squadra ministeriale!!!

Già… ci si è dimenticati che il nostro Paese è una Repubblica parlamentare ed il Capo dello Stato è di nomina politica.

Ma questo è un Paese con la memoria corta o meglio non è ha affatto!!!

Ed allora, facciamo quest’altro funerale di stato, italiani… presentatevi presso quella camera ardente per un nuovo selfie e come consuetudine: procediamo così, già… con le abituali soluzioni pasticciate all’italiana!!!

Più ombre che luce: è morto Giorgio Napolitano!

A differenza di quanto scriverà in questi giorni la maggior parte dei nostri pseudo “giornalisti”, il sottoscritto esprime in maniera serena ciò che pensa,  in quanto ritengo sia ogni circostanza legittimo esercitare il diritto di critica, anche nei confronti di soggetti che hanno esercitato la funzione di “Capo dello Stato”.

Già a suo tempo avevo scritto nel mio blog come ritenessi non fosse un abominio confermare il secondo mandato presidenziale al presidente Napolitano, ma che esso, costituisse una “anomalia costituzionale” senza precedenti nella nostra storia!

Ricordo infatti cosa era stato scritto dal suo predecessore, ma non solo, anche anche da egli, proprio su questo punto, difatti, rifiutando nel 2006 (Carlo Azeglio Ciampi) ogni ipotesi di rielezione, sostenne che la mancata rielezione del Presidente era da considerarsi “una consuetudine significativa da non infrangere”, aggiungendo che “il rinnovo di un mandato lungo, quale quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato” e lo stesso Napolitano, ebbe a dire che “il già lungo settennato al Quirinale corrisponde bene alla continuità delle nostre Istituzioni ed anche alla legge del succedersi delle generazioni”, ribadendo, che la sua rielezione “sarebbe una “non soluzione”, perché ora ci vuole il coraggio di fare delle scelte, di guardare avanti. Sarebbe sbagliato fare marcia indietro, ai limiti del ridicolo: niente soluzioni pasticciate e all’italiana”.

Beh… sappiamo tutti come finì…

Già… tra le parole e i fatti noi italiani sappiamo più di tutti evidenziare tutta la nostra debolezza morale!!!  

Infatti… sotto la presidenza Napolitano, anche per cause di forza maggiore – vedasi la concomitanza di una crisi finanziaria generata dall’Ue e quindi la svolta politica che determino la caduta del Presidente Berlusconi e quindi del nostro Paese, abbiamo potuto da lì in poi, assistere ad un’evoluzione della forma di Stato in senso semipresidenziale…

Difatti, basti osservare i sintomi derivati da quelle “patologia” (certamente in quanto sviluppatasi al di fuori dei canoni della Costituzione):

– la nascita del governo Monti, un governo tecnico del Presidente;

– la propria rielezione, in netto contrasto con quello “spirito della Costituzione”…

– la nascita del governo “Alf-etta”, un governo politico del Presidente: già… formato dietro suo esplicito diktat e  assumente come base di programma il rapporto dei dieci saggi anch’essi di nomina presidenziale e nel quale proprio il Capo dello Stato ha svolto un ruolo decisivo per la formazione della squadra ministeriale!!!

Già… ci si è dimenticati che il nostro Paese è una Repubblica parlamentare ed il Capo dello Stato è di nomina politica.

Ma questo è un Paese con la memoria corta o meglio non è ha affatto!!!

Ed allora, facciamo quest’altro funerale di stato, italiani… presentatevi presso quella camera ardente per un nuovo selfie e come consuetudine: procediamo così, già… con le abituali soluzioni pasticciate all’italiana!!!

Mafie meno violente, si infiltrano, corrompono emettono le mani negli appalti e nei fondi del PNRR…

Il mondo cambia e le mafie si adattano, si adeguano, si aggiornano. 

La Direzione Investigativa Antimafia, nella sua ultima relazione semestrale, descrive un contesto della criminalità organizzata di stampo mafioso meno violento e più affaristico, fatto di corruzione e intimidazione, capace di rivolgere il proprio sguardo anche alle nuovissime tecnologie. 

Meno violenza, più affari: “Le organizzazioni criminali di tipo mafioso, nel loro incessante processo di adattamento alla mutevolezza dei contesti, hanno implementato le capacità relazionali sostituendo l’uso della violenza, sempre più residuale, con strategie di silenziosa infiltrazione e con azioni corruttive e intimidatorie“.

Già… sembra una cosa semplice a dirsi, ma posso assicurare che dietro quel meccanismo mafioso/corruttivo e soprattutto clientelare, vi è una struttura di professionisti ben preparati, atti a svolgere con capacità e tecnica organizzativa quanto necessario, sia per far aggiudicare alle imprese amiche taluni appalti pubblici e sia per indirizzare quei fondi milionari verso di essi… 

Ed ora ditemi: ma realmente pensavate che quel denaro non sarebbe finito (per come da sempre avviene in questa nostro Paese) in mazzette per sostenere quelle attività corruttive da tempo soggiogate da tutte quelle infiltrazioni mafiose???

Mafie meno violente, si infiltrano, corrompono emettono le mani negli appalti e nei fondi del PNRR…

Il mondo cambia e le mafie si adattano, si adeguano, si aggiornano. 

La Direzione Investigativa Antimafia, nella sua ultima relazione semestrale, descrive un contesto della criminalità organizzata di stampo mafioso meno violento e più affaristico, fatto di corruzione e intimidazione, capace di rivolgere il proprio sguardo anche alle nuovissime tecnologie. 

Meno violenza, più affari: “Le organizzazioni criminali di tipo mafioso, nel loro incessante processo di adattamento alla mutevolezza dei contesti, hanno implementato le capacità relazionali sostituendo l’uso della violenza, sempre più residuale, con strategie di silenziosa infiltrazione e con azioni corruttive e intimidatorie“.

Già… sembra una cosa semplice a dirsi, ma posso assicurare che dietro quel meccanismo mafioso/corruttivo e soprattutto clientelare, vi è una struttura di professionisti ben preparati, atti a svolgere con capacità e tecnica organizzativa quanto necessario, sia per far aggiudicare alle imprese amiche taluni appalti pubblici e sia per indirizzare quei fondi milionari verso di essi… 

Ed ora ditemi: ma realmente pensavate che quel denaro non sarebbe finito (per come da sempre avviene in questa nostro Paese) in mazzette per sostenere quelle attività corruttive da tempo soggiogate da tutte quelle infiltrazioni mafiose???

Bancarotta: confiscati a Catania due grandi hotel!!!

Passano allo Stato gli alberghi e gli interi capitali sociali di due società…

Speriamo ora che non accada quanto solitamente avviene con la gestione dei beni sequestrati e/o confiscati!!!

Ricominciamo dall’inizio… 

E’ giunta al capolinea la vicenda di alcune società proprietarie di alcuni hotel (tra i più belli di Catania…) a causa di un fallimento che ha creato un buco finanziario di decine di milioni di euro, in particolare nei confronti del Fisco. 

Ora dopo quasi sei anni di dibattimenti, il tribunale penale di Roma, facendo seguito a quattro anni di indagini e verifiche tributarie, ha condannato proprietà e prestanome oltre l’interdizione dai pubblici uffici e all’inabilitazione all’esercizio delle imprese commerciali e al risarcimento dei danni…

Ciò che ora mi preoccupa di più… è la confisca dei due hotel e degli interi capitali sociali delle due società, quella gestione che ora verrà demandata dal giudice a dei soggetti, chiamati “amministratori giudiziari”….

Mi dispiace dirlo, ma solitamente questa procedura non realizza gli intenti per cui di fatto è costituita, difatti, con il passar degli anni, solitamente queste attività giungono alla loro naturale conclusione, rimanendo quegli edifici il più delle volte abbandonati a se stessi…

Ritengo quindi che forse sia meglio per lo Stato provveda celermente – affinché recuperi finanziariamente il denaro perduto – alla loro vendita!!!

Sì… ad un gruppo immobiliare importante, anche internazionale, quest’ultimo infatti permetterà non solo la continuazione sul mercato di quei resort, ma soprattutto garantirà occupazione a tutti i lavoratori fin qui impegnati, altrimenti la prospettiva è quella che ben conosciamo e cioè veder tra qualche anno questi hotel chiudere i battenti!!!

Una circostanza quest’ultima che dispiacerebbe profondamente, già… perché obbligherebbe nuovamente il sottoscritto a scrivere su questo blog quanto ahimè avevo anticipato…

Bancarotta: confiscati a Catania due grandi hotel!!!

Passano allo Stato gli alberghi e gli interi capitali sociali di due società…

Speriamo ora che non accada quanto solitamente avviene con la gestione dei beni sequestrati e/o confiscati!!!

Ricominciamo dall’inizio… 

E’ giunta al capolinea la vicenda di alcune società proprietarie di alcuni hotel (tra i più belli di Catania…) a causa di un fallimento che ha creato un buco finanziario di decine di milioni di euro, in particolare nei confronti del Fisco. 

Ora dopo quasi sei anni di dibattimenti, il tribunale penale di Roma, facendo seguito a quattro anni di indagini e verifiche tributarie, ha condannato proprietà e prestanome oltre l’interdizione dai pubblici uffici e all’inabilitazione all’esercizio delle imprese commerciali e al risarcimento dei danni…

Ciò che ora mi preoccupa di più… è la confisca dei due hotel e degli interi capitali sociali delle due società, quella gestione che ora verrà demandata dal giudice a dei soggetti, chiamati “amministratori giudiziari”….

Mi dispiace dirlo, ma solitamente questa procedura non realizza gli intenti per cui di fatto è costituita, difatti, con il passar degli anni, solitamente queste attività giungono alla loro naturale conclusione, rimanendo quegli edifici il più delle volte abbandonati a se stessi…

Ritengo quindi che forse sia meglio per lo Stato provveda celermente – affinché recuperi finanziariamente il denaro perduto – alla loro vendita!!!

Sì… ad un gruppo immobiliare importante, anche internazionale, quest’ultimo infatti permetterà non solo la continuazione sul mercato di quei resort, ma soprattutto garantirà occupazione a tutti i lavoratori fin qui impegnati, altrimenti la prospettiva è quella che ben conosciamo e cioè veder tra qualche anno questi hotel chiudere i battenti!!!

Una circostanza quest’ultima che dispiacerebbe profondamente, già… perché obbligherebbe nuovamente il sottoscritto a scrivere su questo blog quanto ahimè avevo anticipato…

Tensioni in Procura a Catania: pm contesta la selezione per il posto antimafia.

C’è un po’ di tensione in Procura a Catania…

Un pm ha contestato la selezione per il posto antimafia. 

L’articolo riporta una controversia sulla nomina di un sostituto in Direzione distrettuale antimafia a Catania, che si è aggiunta a un clima teso all’interno della Procura. 

Il procuratore Carmelo Zuccaro ha presentato un interpello per coprire il posto, e tre sostituti hanno presentato domanda. Zuccaro ha assegnato il ruolo a Michela Maresca, citando la sua “pregevole esperienza”. 

Tuttavia, Rosaria Molè, una delle candidate escluse, ha contestato la scelta, sostenendo di avere più esperienza nel trattare procedimenti di criminalità organizzata. Ha anche sollevato il problema della tutela della gravidanza e della maternità. 

Zuccaro ha risposto alle obiezioni di Molè, sostenendo che la scelta si basava sulla laboriosità e sull’efficienza. 

La controversia viene vista come un altro “caso Catania” dopo la rivolta di altri procuratori aggiunti sulla nomina del vicario del procuratore. 

Difatti erano passati solo pochi giorni, ma come era avvenuto in precedenza con gli aggiunti Fonzo e Pulejo, un altro magistrato ora contesta la scelta del procuratore, inviando al Csm una nota di “osservazioni” che dovrà quindi occuparsi di un secondo filone fratricida all’interno della Procura di Catania. 

La pm tra l’altro nelle osservazioni contesta la violazione dei criteri fissati dal Csm. Inoltre rileva che la scelta del procuratore non fornisce una razionale e congrua motivazione dei requisiti. Rivendica anche una “maggiore anzianità di servizio” rispetto alla collega indicata e rileva come la disponibilità e lo spirito di sacrificio non sono stati presi in alcun modo in considerazione. Infine aggiunge che i fascicoli complessivamente da lei incamerati risultano pari al doppio rispetto a quelli della prescelta.

Ma da quegli uffici si risponde che: se non ci fosse stato un precedente alquanto recente – e cioè lo scontro sulla nomina del vicario del procuratore, finito al Csm – quest’altra vicenda sarebbe riconducibile a una fisiologica dinamica d’ufficio…

Ora si si spera che la questione possa essere risolta nel più breve tempo possibile…

Tensioni in Procura a Catania: pm contesta la selezione per il posto antimafia.

C’è un po’ di tensione in Procura a Catania…

Un pm ha contestato la selezione per il posto antimafia. 

L’articolo riporta una controversia sulla nomina di un sostituto in Direzione distrettuale antimafia a Catania, che si è aggiunta a un clima teso all’interno della Procura. 

Il procuratore Carmelo Zuccaro ha presentato un interpello per coprire il posto, e tre sostituti hanno presentato domanda. Zuccaro ha assegnato il ruolo a Michela Maresca, citando la sua “pregevole esperienza”. 

Tuttavia, Rosaria Molè, una delle candidate escluse, ha contestato la scelta, sostenendo di avere più esperienza nel trattare procedimenti di criminalità organizzata. Ha anche sollevato il problema della tutela della gravidanza e della maternità. 

Zuccaro ha risposto alle obiezioni di Molè, sostenendo che la scelta si basava sulla laboriosità e sull’efficienza. 

La controversia viene vista come un altro “caso Catania” dopo la rivolta di altri procuratori aggiunti sulla nomina del vicario del procuratore. 

Difatti erano passati solo pochi giorni, ma come era avvenuto in precedenza con gli aggiunti Fonzo e Pulejo, un altro magistrato ora contesta la scelta del procuratore, inviando al Csm una nota di “osservazioni” che dovrà quindi occuparsi di un secondo filone fratricida all’interno della Procura di Catania. 

La pm tra l’altro nelle osservazioni contesta la violazione dei criteri fissati dal Csm. Inoltre rileva che la scelta del procuratore non fornisce una razionale e congrua motivazione dei requisiti. Rivendica anche una “maggiore anzianità di servizio” rispetto alla collega indicata e rileva come la disponibilità e lo spirito di sacrificio non sono stati presi in alcun modo in considerazione. Infine aggiunge che i fascicoli complessivamente da lei incamerati risultano pari al doppio rispetto a quelli della prescelta.

Ma da quegli uffici si risponde che: se non ci fosse stato un precedente alquanto recente – e cioè lo scontro sulla nomina del vicario del procuratore, finito al Csm – quest’altra vicenda sarebbe riconducibile a una fisiologica dinamica d’ufficio…

Ora si si spera che la questione possa essere risolta nel più breve tempo possibile…

I prezzi dei carburanti non scendono, viceversa… salgono!!!

Complice il nuovo balzo delle quotazioni dei prodotti raffinati (sia benzina che gasolio abbondantemente sopra i mille dollari la tonnellata), si segnalano nuovi rialzi dei prezzi dei carburanti alla pompa.

La media nazionale dei prezzi in self service della benzina supera quota 1,99 euro/litro (con la media delle compagnie a due euro netti), quella del gasolio è a 1,92 euro/litro e si appresta a superare il picco del 2023 raggiunto a fine gennaio. Quanto all’accisa mobile, la soglia indicata nel Def per far scattare il taglio è superata (sulla media mobile) da un paio di giorni. Quanto ai prezzi di oggi, stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati del gasolio. Stessa mossa per Tamoil, mentre per IP registriamo un rialzo di un centesimo al litro su benzina e gasolio.

Petrolio in crescita di 1,3% a 88.77 dollaro statunitense/barile.

Complice la scelta dell’Opec, il cartello dei Paesi produttori di petrolio, che ha limitato l’estrazione di petrolio in un momento già reso complicato dal basso livello delle scorte di prodotti raffinati e dalla prossima entrata in manutenzione di due importanti raffinerie in Nordamerica, i listini stanno schizzando verso l’alto. Il paragone più diretto è con il record storico del marzo 2022, quando la benzina riuscì a toccare i 2,137 euro al litro e il gasolio rispose con la sonora cifra di 2,122 euro, in entrambi i casi “soltanto” nella più economica modalità self-service.

Allora, a raffreddare i prezzi con uno sconto delle accise di 25 centesimi più Iva intervenne il governo. Oggi, in una situazione economica perfino peggiore, l’attuale esecutivo ha scelto invece di non scegliere. Secondo la sua interpretazione del “Decreto Carburanti” del 2023 in modo restrittivo, il governo non ritiene esistano le condizioni per attivare l’accisa mobile, quel meccanismo cioè che consente di tagliare le imposte sui carburanti per far fronte a una situazione di emergenza causata dall’aumento oltre una determinata soglia dei prezzi.

Un articolo del mio amico Giorgio Petrolo…

I prezzi dei carburanti non scendono, viceversa… salgono!!!

Complice il nuovo balzo delle quotazioni dei prodotti raffinati (sia benzina che gasolio abbondantemente sopra i mille dollari la tonnellata), si segnalano nuovi rialzi dei prezzi dei carburanti alla pompa.

La media nazionale dei prezzi in self service della benzina supera quota 1,99 euro/litro (con la media delle compagnie a due euro netti), quella del gasolio è a 1,92 euro/litro e si appresta a superare il picco del 2023 raggiunto a fine gennaio. Quanto all’accisa mobile, la soglia indicata nel Def per far scattare il taglio è superata (sulla media mobile) da un paio di giorni. Quanto ai prezzi di oggi, stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati del gasolio. Stessa mossa per Tamoil, mentre per IP registriamo un rialzo di un centesimo al litro su benzina e gasolio.

Petrolio in crescita di 1,3% a 88.77 dollaro statunitense/barile.

Complice la scelta dell’Opec, il cartello dei Paesi produttori di petrolio, che ha limitato l’estrazione di petrolio in un momento già reso complicato dal basso livello delle scorte di prodotti raffinati e dalla prossima entrata in manutenzione di due importanti raffinerie in Nordamerica, i listini stanno schizzando verso l’alto. Il paragone più diretto è con il record storico del marzo 2022, quando la benzina riuscì a toccare i 2,137 euro al litro e il gasolio rispose con la sonora cifra di 2,122 euro, in entrambi i casi “soltanto” nella più economica modalità self-service.

Allora, a raffreddare i prezzi con uno sconto delle accise di 25 centesimi più Iva intervenne il governo. Oggi, in una situazione economica perfino peggiore, l’attuale esecutivo ha scelto invece di non scegliere. Secondo la sua interpretazione del “Decreto Carburanti” del 2023 in modo restrittivo, il governo non ritiene esistano le condizioni per attivare l’accisa mobile, quel meccanismo cioè che consente di tagliare le imposte sui carburanti per far fronte a una situazione di emergenza causata dall’aumento oltre una determinata soglia dei prezzi.

Un articolo del mio amico Giorgio Petrolo…

Hernestine: i principi morali che dovrebbero essere trasmessi dalla famiglia.

Ogni volta che un politico vi delude (quindi sempre…), ogni volta che qualcuno vi deruba, vi vessa, vi urta o in qualche modo vi ferisce, guardatevi in casa, guardate dentro la vostra famiglia.

Sono le famiglie che consegnano al mondo, i loro prodotti culturali.

La famiglia è un micro governo, ma tra tutti i governi è il più ostico e importante.

La base culturale, l’alfabetizzazione emotiva, l’inclinazione sociale, la capacità di scelta (sovrana nella vita), il senso di empatia, il senso del rispetto, la condizione mentale della sicurezza e altre pluralità di aspetti vengono forgiati, per affrontare la grande guerra della vita, nell’armeria di casa. 

Se la politica della famiglia risulta sbagliata, salterà tutto o si devierà il senso di quest’ultima per anni, per sempre, con conseguenze enormi per la vita dei suoi membri. 

Così si arriva alla deriva del politico scorretto, della droga, dei facili costumi, della violenza, dell’apatia, della depressione  e così via.

Una volta deciso di dar forma all’Istituzione famiglia, non si torna indietro. 

Anche se disgregata una famiglia deve avere i contorni della genitorialità ancor più marcati. 

I figli fanno sempre quello che viene loro insegnato o che non viene loro impedito, mettono i piedi dove gli abbiamo messi noi e se quelle orme non indicano la strada maestra, essi finiranno per mettere le mani dove non devono. 

Generalmente padri e madri che sono genitori di figli problematici, tendono a difendere i loro comportamenti, perché così facendo difendono i loro fallimenti e prima di mettersi in discussione perpetrano il danno, asserragliandosi intorno alla loro “creatura” e alle sue incongruenze. 

Qualcuna di queste incongruenze, troppo spesso si chiama “Stupro”. 

Tutti dobbiamo inorridirci di vivere una società che permette questi luridi accadimenti.

Ormai la nostra è una globalità capeggiata da una vergogna senza vergogna.

E tentare di giustificare uno Stupro è la totale mancanza di percezione dell’amore per la vita.

Nessuno ha mai detto che essere genitore sia facile, ma c’è chi rende questo ruolo addirittura marginale, così marginale da evaporare nelle scuse di una colpevole assenza.

Hernestine: i principi morali che dovrebbero essere trasmessi dalla famiglia.

Ogni volta che un politico vi delude (quindi sempre…), ogni volta che qualcuno vi deruba, vi vessa, vi urta o in qualche modo vi ferisce, guardatevi in casa, guardate dentro la vostra famiglia.

Sono le famiglie che consegnano al mondo, i loro prodotti culturali.

La famiglia è un micro governo, ma tra tutti i governi è il più ostico e importante.

La base culturale, l’alfabetizzazione emotiva, l’inclinazione sociale, la capacità di scelta (sovrana nella vita), il senso di empatia, il senso del rispetto, la condizione mentale della sicurezza e altre pluralità di aspetti vengono forgiati, per affrontare la grande guerra della vita, nell’armeria di casa. 

Se la politica della famiglia risulta sbagliata, salterà tutto o si devierà il senso di quest’ultima per anni, per sempre, con conseguenze enormi per la vita dei suoi membri. 

Così si arriva alla deriva del politico scorretto, della droga, dei facili costumi, della violenza, dell’apatia, della depressione  e così via.

Una volta deciso di dar forma all’Istituzione famiglia, non si torna indietro. 

Anche se disgregata una famiglia deve avere i contorni della genitorialità ancor più marcati. 

I figli fanno sempre quello che viene loro insegnato o che non viene loro impedito, mettono i piedi dove gli abbiamo messi noi e se quelle orme non indicano la strada maestra, essi finiranno per mettere le mani dove non devono. 

Generalmente padri e madri che sono genitori di figli problematici, tendono a difendere i loro comportamenti, perché così facendo difendono i loro fallimenti e prima di mettersi in discussione perpetrano il danno, asserragliandosi intorno alla loro “creatura” e alle sue incongruenze. 

Qualcuna di queste incongruenze, troppo spesso si chiama “Stupro”. 

Tutti dobbiamo inorridirci di vivere una società che permette questi luridi accadimenti.

Ormai la nostra è una globalità capeggiata da una vergogna senza vergogna.

E tentare di giustificare uno Stupro è la totale mancanza di percezione dell’amore per la vita.

Nessuno ha mai detto che essere genitore sia facile, ma c’è chi rende questo ruolo addirittura marginale, così marginale da evaporare nelle scuse di una colpevole assenza.

Finalmente una decisione giusta: a Gratteri la Procura di Napoli. Auspico ora che nel brindare questo suo trasferimento, non vi sia ahimè anche la ‘ndrangheta calabrese!!!

Avevo scritto un post a riguardo di questo suo trasferimento – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2023/08/auspico-che-lincarico-per-la-procura-di.html e per fortuna questa volta  il Csm sembra quasi che abbia voluto accogliere quel mio desiderio…  

Ovviamente l’avrei voluto Ministro della giustizia o anche all’interno della Direzione Nazionale Antimafia, ma comunque alla fine va bene così, perché sono certo che grazie a questo suo nuovo incarico, riuscirà a contrastare in maniera più energica quella criminalità organizzata disomogenea  chiamata camorra…

Sono certo d’altronde (spero di non essere smentito dai fatti…) che chi lo sostituirà in Calabria, continuando il suo operato, sarà capace di infliggere alla ‘ndrangheta un duro colpo alla sua egemonia, anche internazionale… 

Certo, non sarà come combattere quelle ‘ndrine, qui l’organizzazione partenopea evidenzia una struttura camorristica molto differenziata, senza un capo assoluto che li coordina, con molte teste libere e tutti in procinto di riprendere il sopravvento, già a modello di quanto perfettamente raccontato dal libro di Roberto Saviano, Gomorra…

Ovviamente sono certo che appena metterà mano su quei dossier ancora aperti, sulle inchieste in corso, sui traffici che ogni giorno si vanno realizzando, non passerà moto tempo che quei penitenziari sotto il Vesuvio, inizieranno a riempirsi…  

Come riportavo sopra, appena ho appreso la notizia ne sono stato felice, ma nel contempo pensavo che forse ora i camorristi non erano particolarmente felici di quel suo trasferimento, mentre dall’altra parte, in quella sua ora lontana Calabria, questo suo “allontanamento forzato” verrà sicuramente brindato, visto quanto danno economico e finanziario, aveva creato ai loro ingenti affari sporchi… 

Non mi resta infine sperare comunque che quella lotta dello Stato continui in quella regione per come finora fatto e soprattutto mi accontenterei che venga scelto per l’incarico di quella procura calabrese un uomo coraggioso e con alti principi morali, niente di più di quanto aveva dimostrato essere il suo predecessore e collega Nicola Gratteri…

Ah dimenticavo: Procuratore di Napoli, buon lavoro…

 

Finalmente una decisione giusta: a Gratteri la Procura di Napoli. Auspico ora che nel brindare questo suo trasferimento, non vi sia ahimè anche la 'ndrangheta calabrese!!!

Avevo scritto un post a riguardo su questo suo trasferimento – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2023/08/auspico-che-lincarico-per-la-procura-di.html e per fortuna sembra che questa volta il Csm abbia voluto accogliere quel mio desiderio…  

Ovviamente l’avrei voluto come Ministro della giustizia o anche all’interno di quella Direzione Nazionale Antimafia, ma comunque alla fine… va bene così, perché sono certo che grazie a questo suo nuovo incarico, riuscirà (come sempre a fatto) a contrastare in maniera energica quella criminalità organizzata “disomogenea”, chiamata camorra…

Sono altresì convinto (spero di non essere smentito dai fatti…) che chi lo sostituirà in Calabria, saprà continuare il suo operato, infliggendo alla ‘ndrangheta un duro colpo a quella sua egemonia criminale nazionale ed anche internazionale… 

Certo, non sarà come combattere quelle ‘ndrine, qui l’organizzazione partenopea evidenzia una struttura camorristica diversa e certamente differenziata, senza un capo assoluto che li coordina e con molte teste libere desiderose di prendere il sopravvento, già a modello di quanto perfettamente raccontato nel libro del giornalista Roberto Saviano, “Gomorra”.

Peraltro sono certo che appena metterà mano sui dossier aperti, sulle inchieste in corso e sui traffici che ogni giorno si vanno realizzando, non passerà moto tempo che quei penitenziari sotto il Vesuvio, inizieranno a riempirsi…  

Come riportavo sopra, appena ho appreso la notizia ne sono stato felice, ma nel contempo pensavo che forse ora i camorristi non saranno particolarmente felici di quel suo trasferimento, mentre chissà dall’altra parte, in quella sua (ora lontana…) Calabria, questo “allontanamento forzato” verrà brindato, visto quanto danno in risorse umane e finanziarie aveva saputo il procuratore imprimere a quei loro ingenti affari sporchi… 

Non mi resta infine sperare comunque che quella lotta dello Stato continui in quella regione per come finora fatto, già… e mi accontenterei che venga scelto per quell’incarico calabrese un uomo coraggioso e con alti principi morali, niente di più di quanto aveva finora aveva dimostrato d’essere il suo predecessore e collega Nicola Gratteri…

Ah dimenticavo: Procuratore di Napoli, buon lavoro…

 

I magistrati e la paura di spiegarsi…

Alcuni giorni fa ho letto un articolo su una rivista specializzata sulla giustizia scritto da Luigi Ferrarella che mi aveva particolarmente interessato e che qui brevemente riassumo… 

È quasi una rivoluzione il cambio di mentalità della magistratura nell’approccio alla comunicazione come una parte – e un dovere – del proprio lavoro, e particolarmente azzeccata (tra le proposte concrete) appare l’idea di una “informazione provvisoria” che subito renda più comprensibili i dispositivi delle sentenze. 

Ma il rifiuto della rilevanza penale quale unico parametro per la liceità di una cronaca giornalistica di fatti giudiziari, e l’identificazione nel giornalista dell’unico soggetto legittimato a operare a priori la valutazione di cosa si debba intendere per notizia di “interesse pubblico”, restano per un giornalista i punti non negoziabili che rischiano di entrare in tensione con il metodo “ufficio stampa”, suggerito agli uffici giudiziari dalle “linee guida Csm” nel momento in cui esse perdono l’occasione per aprire invece a un accesso diretto e trasparente del giornalista a tutti gli atti non più segreti posti man mano in evidenza alle parti.

Le “linee guida per l’organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale” adottate dal plenum del Csm, si sono premurate di precisare che le auspicate prassi applicative tendenzialmente uniformi su tutto il territorio nazionale, con l’indicazione di ciò che gli uffici giudiziari possono e debbono (o non debbono) fare e, di conseguenza, ciò che gli organi di informazione, e più in generale i cittadini, possono attendersi da questa attività, riguardano ovviamente gli uffici giudiziari e non costituiscono in alcun modo prescrizioni rivolte ai giornalisti e ai giornali su che cosa sia lecito o anche solo opportuno pubblicare. 

Non va peraltro trascurato che merita apprezzamento la sfida azzardata dal Csm, in quanto tenta di conciliare esigenze oggettivamente confliggenti (la presunzione di non colpevolezza, il diritto di informare e ricevere informazioni, il diritto ad un giusto processo, il diritto di difesa, l’efficacia e riservatezza delle indagini, il diritto alla vita privata, il principio di trasparenza nella pubblica amministrazione); contingenti interessi fisiologicamente agli antipodi (l’opinione pubblica vuole sapere fatti che noi non gli si possono dire nella fase delle indagini preliminari, come  non vuole sapere fatti che gli si vuole dire quando invece a dirlo sono le sentenze…). 

Sono certamente tempistiche incompatibili, tanto che proprio questa sfasatura di temi tra giustizia e suo racconto è tra le prime cause della disaffezione e dei pregiudizi dei cittadini…

Si comprendono da quanto sopra le opposte priorità nei rispettivi codici professionali, matrici dell’insofferenza dei magistrati per le brutali semplificazioni dei media, ma anche per la difficoltà oggettiva dei giornalisti nel dover tradurre in messaggi comprensibili al pubblico gli istituti e le parole di marcato contenuto tecnico degli operatori del diritto…

I magistrati e la paura di spiegarsi…

Alcuni giorni fa ho letto un articolo su una rivista specializzata sulla giustizia scritto da Luigi Ferrarella che mi aveva particolarmente interessato e che qui brevemente riassumo… 

È quasi una rivoluzione il cambio di mentalità della magistratura nell’approccio alla comunicazione come una parte – e un dovere – del proprio lavoro, e particolarmente azzeccata (tra le proposte concrete) appare l’idea di una “informazione provvisoria” che subito renda più comprensibili i dispositivi delle sentenze. 

Ma il rifiuto della rilevanza penale quale unico parametro per la liceità di una cronaca giornalistica di fatti giudiziari, e l’identificazione nel giornalista dell’unico soggetto legittimato a operare a priori la valutazione di cosa si debba intendere per notizia di “interesse pubblico”, restano per un giornalista i punti non negoziabili che rischiano di entrare in tensione con il metodo “ufficio stampa”, suggerito agli uffici giudiziari dalle “linee guida Csm” nel momento in cui esse perdono l’occasione per aprire invece a un accesso diretto e trasparente del giornalista a tutti gli atti non più segreti posti man mano in evidenza alle parti.

Le “linee guida per l’organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale” adottate dal plenum del Csm, si sono premurate di precisare che le auspicate prassi applicative tendenzialmente uniformi su tutto il territorio nazionale, con l’indicazione di ciò che gli uffici giudiziari possono e debbono (o non debbono) fare e, di conseguenza, ciò che gli organi di informazione, e più in generale i cittadini, possono attendersi da questa attività, riguardano ovviamente gli uffici giudiziari e non costituiscono in alcun modo prescrizioni rivolte ai giornalisti e ai giornali su che cosa sia lecito o anche solo opportuno pubblicare. 

Non va peraltro trascurato che merita apprezzamento la sfida azzardata dal Csm, in quanto tenta di conciliare esigenze oggettivamente confliggenti (la presunzione di non colpevolezza, il diritto di informare e ricevere informazioni, il diritto ad un giusto processo, il diritto di difesa, l’efficacia e riservatezza delle indagini, il diritto alla vita privata, il principio di trasparenza nella pubblica amministrazione); contingenti interessi fisiologicamente agli antipodi (l’opinione pubblica vuole sapere fatti che noi non gli si possono dire nella fase delle indagini preliminari, come  non vuole sapere fatti che gli si vuole dire quando invece a dirlo sono le sentenze…). 

Sono certamente tempistiche incompatibili, tanto che proprio questa sfasatura di temi tra giustizia e suo racconto è tra le prime cause della disaffezione e dei pregiudizi dei cittadini…

Si comprendono da quanto sopra le opposte priorità nei rispettivi codici professionali, matrici dell’insofferenza dei magistrati per le brutali semplificazioni dei media, ma anche per la difficoltà oggettiva dei giornalisti nel dover tradurre in messaggi comprensibili al pubblico gli istituti e le parole di marcato contenuto tecnico degli operatori del diritto…

Il problema dei migranti: l’Europa ci ha lasciati da soli!!!

Ma quale ricollocamenti obbligatori o aiuti al nostro Paese, ed ancora, quali iniziative per contrastare gli sbarchi o messa in atto di iniziative a protezione delle frontiere esterne…

Il nostro governo sta facendo acqua da tutte le parti e nel contempo, gli altri Paesi europei prendono le distanze, bloccano gli ingressi e non intervengono nel rafforzamento di una  collaborazione con i Paesi africani da cui ogni giorno prendono il mare quei poveri migranti…

Ora si attende che Commissione europea presenti un nuovo pacchetto sull’immigrazione ma da quanto si sta vedendo sono distanti dal prendere una decisione che risolva il problema, anzi tutt’altro…

Una cosa è certa, Lampedusa sta esplodendo ed il rischio che sull’isola i rapporti sociali tra migranti e isolani implodano è una cosa che si avverte già nei notiziari… 

Dal governo non si sta comprendendo la gravità di quanto potrebbe accadere da qui a poche ore… in particolare con il bel tempo e quindi con l’arrivo di ulteriori nuovi sbarchi e pensare che rimanendo in stallo il problema verrà risolto è pura follia…

Speriamo solo che non accade nulla di grave, ma se non si interviene, se non si prendono anche misure drastiche, se la sicurezza è demandata alla buona sorte, ho come la sensazione che ahimè nulla di buono avverrà,    

Basta quindi con le cazz… propinate da quelle Tv di partito, basta con falsi moralismi, con principi di solidarietà che l’Ue non ha mai dimostrato in tutti questi anni, basta soprattutto con la abnegazione di quie cittadini di Lampedusa che ormai da tempo non ne possono più con quanto sta accadendo…

L’Italia non ha bisogno di fondi imposti per accogliere i migranti e quindi per tenere sul nostro territorio tutti i migranti che vanno sbarcando; è tempo di bloccare le partenze, porre le nostre navi militari dinnanzi alle coste africane ed obbligare quei trafficanti di uomini, donne e bambini a far rientro a casa… 

L’Europa si deve fare carico dei problemi in Africa, dando i fondi disponibili proprio a quei paesi africani affinché la loro democrazia possa crescere, svilupparsi ed offrire sicurezza a ciascuno di quei fuggitivi, provando così ciascuno di essi a crescere e prosperare con i propri familiari, in quella che d’altronde è loro terra, senza quindi dover rischiare la propria vita per giungere qui, una terra che come ben sappiamo bene non offre nulla e dove non garantisce a nessuno, neppure a noi italiani, alcuna prospettiva di futuro!!!  

Il problema dei migranti: l'Europa ci ha lasciati da soli!!!

Ma quale ricollocamenti obbligatori o aiuti al nostro Paese, ed ancora, quali iniziative per contrastare gli sbarchi o messa in atto di iniziative a protezione delle frontiere esterne…

Il nostro governo sta facendo acqua da tutte le parti e nel contempo, gli altri Paesi europei prendono le distanze, bloccano gli ingressi e non intervengono nel rafforzamento di una  collaborazione con i Paesi africani da cui ogni giorno prendono il mare quei poveri migranti…

Ora si attende che Commissione europea presenti un nuovo pacchetto sull’immigrazione ma da quanto si sta vedendo sono distanti dal prendere una decisione che risolva il problema, anzi tutt’altro…

Una cosa è certa, Lampedusa sta esplodendo ed il rischio che sull’isola i rapporti sociali tra migranti e isolani implodano è una cosa che si avverte già nei notiziari… 

Dal governo non si sta comprendendo la gravità di quanto potrebbe accadere da qui a poche ore… in particolare con il bel tempo e quindi con l’arrivo di ulteriori nuovi sbarchi e pensare che rimanendo in stallo il problema verrà risolto è pura follia…

Speriamo solo che non accade nulla di grave, ma se non si interviene, se non si prendono anche misure drastiche, se la sicurezza è demandata alla buona sorte, ho come la sensazione che ahimè nulla di buono avverrà,    

Basta quindi con le cazz… propinate da quelle Tv di partito, basta con falsi moralismi, con principi di solidarietà che l’Ue non ha mai dimostrato in tutti questi anni, basta soprattutto con la abnegazione di quie cittadini di Lampedusa che ormai da tempo non ne possono più con quanto sta accadendo…

L’Italia non ha bisogno di fondi imposti per accogliere i migranti e quindi per tenere sul nostro territorio tutti i migranti che vanno sbarcando; è tempo di bloccare le partenze, porre le nostre navi militari dinnanzi alle coste africane ed obbligare quei trafficanti di uomini, donne e bambini a far rientro a casa… 

L’Europa si deve fare carico dei problemi in Africa, dando i fondi disponibili proprio a quei paesi africani affinché la loro democrazia possa crescere, svilupparsi ed offrire sicurezza a ciascuno di quei fuggitivi, provando così ciascuno di essi a crescere e prosperare con i propri familiari, in quella che d’altronde è loro terra, senza quindi dover rischiare la propria vita per giungere qui, una terra che come ben sappiamo bene non offre nulla e dove non garantisce a nessuno, neppure a noi italiani, alcuna prospettiva di futuro!!!  

Extraterrestri tra noi…

Nessuno sa bene su cosa potrebbe accadere e quindi quali ripercussioni si potrebbero avere, se entrassimo in contatto con forme di vita intelligente extraterrestre…

Una cosa è certa, non sarà uno di noi a poter dare la notizia, neppure se ci stringessimo la mano… ma viceversa è un protocollo stabilito a livello internazionale a prevederne i diversi passaggi, fino all’annuncio ufficiale della scoperta di una civiltà aliena…

D’altronde pensate alla notizia, qualcosa che sarebbe capace di rivoluzionare tutte le concezioni tradizionali poste sul nostro posto nell’universo…

Cadrebbero immediatamente tutte le religioni, finirebbero quei concetti privilegiati di un uomo scelto da Dio a sua immagine e somiglianza… 

Diventeremo immediatamente “nulla”, già… non ci sentiremo più gli esseri più intelligenti dell’universo, d’altronde già non lo siamo, ma comunque ci eravamo convinti d’esserlo…

Le prove che un qualcosa di alieno ci abbia visitato nel corso dei secoli le abbiamo avute, certamente chi sa… ha tenuto per se queste notizie e di conseguenza le prove di cui era in possesso, chissà forse per sfruttare una eventuale ingegneria inversa su quei veicoli extraterrestri per ottenere dei vantaggi di difesa nazionale asimmetrici!!!

Qualcosa però di quei segreti sta ora emergendo, certamente sono più le falsità che ci vengono proposte che reali prove, ma comunque questo è meglio di niente, chissà… potrei pensare che forse ci stanno preparando alla notizia??? 

Vedremo… 

Extraterrestri tra noi…

Nessuno sa bene su cosa potrebbe accadere e quindi quali ripercussioni si potrebbero avere, se entrassimo in contatto con forme di vita intelligente extraterrestre…

Una cosa è certa, non sarà uno di noi a poter dare la notizia, neppure se ci stringessimo la mano… ma viceversa è un protocollo stabilito a livello internazionale a prevederne i diversi passaggi, fino all’annuncio ufficiale della scoperta di una civiltà aliena…

D’altronde pensate alla notizia, qualcosa che sarebbe capace di rivoluzionare tutte le concezioni tradizionali poste sul nostro posto nell’universo…

Cadrebbero immediatamente tutte le religioni, finirebbero quei concetti privilegiati di un uomo scelto da Dio a sua immagine e somiglianza… 

Diventeremo immediatamente “nulla”, già… non ci sentiremo più gli esseri più intelligenti dell’universo, d’altronde già non lo siamo, ma comunque ci eravamo convinti d’esserlo…

Le prove che un qualcosa di alieno ci abbia visitato nel corso dei secoli le abbiamo avute, certamente chi sa… ha tenuto per se queste notizie e di conseguenza le prove di cui era in possesso, chissà forse per sfruttare una eventuale ingegneria inversa su quei veicoli extraterrestri per ottenere dei vantaggi di difesa nazionale asimmetrici!!!

Qualcosa però di quei segreti sta ora emergendo, certamente sono più le falsità che ci vengono proposte che reali prove, ma comunque questo è meglio di niente, chissà… potrei pensare che forse ci stanno preparando alla notizia??? 

Vedremo… 

Renato Caponnetto: una stele in suo ricordo.

“Lo presero dalle braccia costringendolo a sedersi su di un poggiolo di pietra lavica posto all’interno della casa e lo tenevano fermo”.

Con queste parole inizia il racconto efferato compiuto nei suoi confronti da parte di tre sicari… 

Vengono i brividi a raccontarlo, ancora di più a ricordare la storia, cruenta e anche per questo inaccettabile, dell’imprenditore paternese, ucciso senza alcuna pietà…

Mi permetto di condividere il link dove trovate l’articolo completo https://livesicilia.it/stele-ricordo-renato-ucciso-mafia/ 

Ed ora è stata posata una  stele in su nome, già… un gesto per non dimenticare e che ricorda a tutti che la lotta alla criminalità organizzata non deve essere sospesa, ma anzi rinvigorita in maniera energica…

Ricorda bene il presidente di Libera Impresa, Rosario Cunsolo: L’esempio di un uomo, di un imprenditore coraggioso che con il suo coraggio e la sua determinazione pensava che ribellandosi sarebbe riuscito ad uscire dai soprusi mafiosi!!!

Già… per liberare definitivamente questa nostra terra dalla mafia, ci vorrebbero mille e mille di questi Renato Caponnetto, ma sono parole inutili, perché ahimè… quelli veramente coraggiosi in questa mia isola, non si contano neppure nelle dita della mano!!!   

Renato Caponnetto: una stele in suo ricordo.

“Lo presero dalle braccia costringendolo a sedersi su di un poggiolo di pietra lavica posto all’interno della casa e lo tenevano fermo”.

Con queste parole inizia il racconto efferato compiuto nei suoi confronti da parte di tre sicari… 

Vengono i brividi a raccontarlo, ancora di più a ricordare la storia, cruenta e anche per questo inaccettabile, dell’imprenditore paternese, ucciso senza alcuna pietà…

Mi permetto di condividere il link dove trovate l’articolo completo https://livesicilia.it/stele-ricordo-renato-ucciso-mafia/ 

Ed ora è stata posata una  stele in su nome, già… un gesto per non dimenticare e che ricorda a tutti che la lotta alla criminalità organizzata non deve essere sospesa, ma anzi rinvigorita in maniera energica…

Ricorda bene il presidente di Libera Impresa, Rosario Cunsolo: L’esempio di un uomo, di un imprenditore coraggioso che con il suo coraggio e la sua determinazione pensava che ribellandosi sarebbe riuscito ad uscire dai soprusi mafiosi!!!

Già… per liberare definitivamente questa nostra terra dalla mafia, ci vorrebbero mille e mille di questi Renato Caponnetto, ma sono parole inutili, perché ahimè… quelli veramente coraggiosi in questa mia isola, non si contano neppure nelle dita della mano!!!   

Per sconfiggere la corruzione è necessario sconfiggere la cultura che la sostiene e ciò può essere realizzato non con sterili parole, ma con i fatti!!!

Comprendo bene che nello scrivere alcuni miei post, non incrementerò nuovi follower, ma d’altronde non è per attirare nuovi lettori che scrivo nel blog, ma viceversa, redigo quotidianamente questi miei post, affinché chi si trovi in particolare contesti illegali, provi leggendomi, quantomeno a redimersi, ma soprattutto la mia priorità è nella prevenzione, in particolare provo a convincere chi ancora non è entrato in quel meccanismo clientelare e corrotto, a rifiutare quella offerta, dimostrando di sapersi estraniare da quanti da tempo ne fanno già parte.

Certo, di una cosa mi sono convinto e cioè che la maggior parte dei miei connazionali siano corrotti, non certo più di altri, ma sicuramente non di meno… 

Ora che si tratti di un qualcosa che appartiene al nostro DNA o che dipenda da un qualcosa di profondamente culturale a carattere nazionale, non so…  certamente egli evidenzia di esser indifferente a qualsivoglia principio di moralità, mi riferisco al non saper distinguere il bene dal male, a quel contesto che fa in modo di privilegiare sempre e in ogni circostanza se stessi ed il proprio tornaconto, mi riferisco in particolare al benessere dei proprie familiari, scadendo pur di beneficiare in quelle ragioni strettamente personali, in comportamenti immorali e certamente illegali,  tendenti quindi a privilegiare il proprio orticello, l’utile proprio e quindi dei propri consanguinei, senza mai provare ad occuparsi dei problemi sociali!!!

Già… è evidente in ogni loro azione quella scarsa
cultura civica, aggravata ahimè da quel peso culturale derivato dalla matrice cattolica, che contrappone alla messa in pratica dei reati, tutta una serie di concetti che vanno dal condono al perdono.. 

Peraltro, non condivido minimamente l’idea che che le tangenti ricevute, siano necessarie al sistema per alimentare un nuovo business,  che in fondo, quanto accade illegalmente nel nostro paese, costituisca un surplus che rientra nel mercato legale, d’altronde quel benefit ricevuto in una bustarella, rappresenta il giusto compendo per aver dedicato una parte del proprio tempo a risolvere problema dello Stato ed in particolare di quei suoi cittadino e/o imprenditori…

Cosa aggiungere… da tempo ormai non credo – per come in molti dalle Istituzioni vorrebbero farci credere – al mito in cui la maggior parte della società civile sia onesta, no… il marciò non si trova per come vorrebbero farci credere nella politica, in quelle logge affaristiche o a causa di quella diffusa criminalità è organizzata, no… è proprio la società civile ad evidenziare con i propri comportamenti la propria disonestà, perché questo è un paese di corrotti!!!

Voler credere quindi che la corruzione sia un qualcosa di estraneo, di distante è errato, questo malaffare è ovunque e si
combatte soltanto con un altro sistema, di
cui la società civile, seppur in minoranza, è parte!!!

Certo, la lotta alla corruzione è una funzione complessa e presenta tante incognite e variabili, lo dimostra dal fatto che tutto ciò che è stato compiuto fino ad oggi non sia servito a nulla o quantomeno non ha funzionato!!!

E’ tempo di reinvestire nella cultura della legalità, perché solo così, con una nuova società civile, si potrà nuovamente ripartire, facendo in modo che quel business milionario che tanto attrae i cittadini e che foraggia in maniera consistente la corruzione di questo paese, possa finalmente fermarsi!!!

D’altronde vorrei ricordare come quest’ultima, quando scoperta, rappresenti solo una minima parte rispetto a quella sommersa; si parla infatti di circa 60 miliardi, ma il suo recupero non deve essere inteso come semplice lotta all’evasione fiscale, bensì, come un rivalorizzazione del nostro Paese, in particolare delle amministrazioni pubbliche…

Già… ca come sempre ripeto, ciò che va avversato è il contesto sociale, perché esiste da tempo un diffuso pensiero confuso, che evidenzia non solo una bassa sensibilità su un gravissimo problema, ma manifesta una forte rassegnazione generale, in particolare nei giovani che ormai credono che in questo loro Paese non vi sia alcun futuro…

Per sconfiggere la corruzione è necessario sconfiggere la
cultura che la sostiene e ciò può essere realizzato non con sterili parole, ma con i fatti!!!

E infine c’è un deficit di etica pubblica e privata che va colmato; i miei connazionali debbono iniziare a riconciliarsi con la cosa pubblica, prendendo coscienza che tra le vittime della corruzione vi sono anche quanti operano in maniera onesta per conto dello Stato, perché anch’essi sono suoi cittadini e provano tra mille difficoltà ogni giorno a difendersi, già proprio da quello Stato che ha permesso e soprattutto premiato, quella cultura dell’indifferenza e dell’illegalità!!!   

Per sconfiggere la corruzione è necessario sconfiggere la cultura che la sostiene e ciò può essere realizzato non con sterili parole, ma con i fatti!!!

Comprendo bene che nello scrivere alcuni miei post non incrementerò nuovi follower, ma d’altronde non è per attirare nuovi lettori che dedico il mio tempo a questo blog, viceversa redigo quotidianamente i miei post affinché chi si trovi a leggerli e si trovi ahimè in ambigui contesti, mi riferisco a quelli cosiddetti “illegali”, provi a fare uno sforzo, a redimersi, d’altronde la mia priorità sta nella prevenzione, nel cercare in tutti i modi di convincere chi ancora non è entrato in quel meccanismo corrotto di rifiutare l’offerta che gli è stata proposta, dimostrando di saper esser forte, estraniandosi proprio da coloro che a differenza sua, ormai da tempo ne fanno parte.

Certo… di una cosa nel corso degli anni mi sono convinto e cioè che la maggior parte dei miei connazionali sono di fatto corrotti, non certo più di altri presenti in altri luoghi sulla terra, ma sicuramente non sono di meno… 

Ora che si tratti di un qualcosa che appartiene al DNA o che dipenda da un profondo decadimento culturale, non so dirlo, certamente esso evidenzia in maniera chiara di esser indifferente a qualsivoglia principio di moralità, mi riferisco al non saper distinguere tra ciò che è bene e ciò che è male…
Già… è quel contesto che fa in modo di privilegiare sempre e in ogni circostanza se stessi ed il proprio tornaconto, al benessere dei proprie familiari ( come se gli mancasse qualcosa…), scadendo – pur di beneficiare di quelle ragioni strettamente personali – in comportamenti immorali o certamente illegali, tendenti – come si può abitualmente osservare – a privilegiare il proprio orticello, senza mai provare a occuparsi dei problemi sociali!!!

Già… è evidente in loro quella scarsa
cultura civica, aggravata inoltre dal quel peso culturale derivato dalla matrice cattolica, che contrappone alla messa in pratica dei reati, una serie di concetti distorti che vanno dal condono al perdono.. 

Peraltro, non condivido minimamente l’idea che le tangenti ricevute siano necessarie al sistema per alimentare un mercato parallelo e che in fondo, quanto accade illegalmente nel nostro paese, costituisca di fatto un surplus finanziario che poi, alla fine, rientra nel mercato legale…
Qualcuno di quei soggetti corrotti, è convinto che quei benefit ricevuti sotto forma di bustarelle, rappresentino il giusto compenso per aver assolto ad un gravoso problema, già… aver dedicato parte del proprio tempo a risolvere quanto lo Stato e in particolare la sua burocrazia crea ogni giorno, in particolare ai suoi cittadini e ancor più agli imprenditori…

Cosa aggiungere… da tempo ormai non credo – per come in molti dalle Istituzioni vorrebbero farci credere – al mito in cui la maggior parte della società civile sia onesta, no… il marcio non si trova per come vorrebbero farci credere soltanto nella politica, in quelle logge affaristiche o dipende dalla diffusa criminalità organizzata, no… è proprio la società civile ad evidenziare con i propri comportamenti la propria disonestà, perché questo in fondo: è un paese di corrotti!!!

Voler credere quindi che la corruzione sia un qualcosa di estraneo o distante è errato, questo malaffare è ovunque e si
combatte soltanto con un altro sistema, di
cui la società civile seppur in minoranza, è parte!!!

Certo, la lotta alla corruzione è una funzione complessa e presenta tante incognite e variabili, lo dimostra il fatto che tutto ciò che è stato compiuto fino ad oggi non sia servito a nulla o quantomeno non abbia funzionato!!!

E’ tempo di reinvestire nella cultura della legalità, perché solo così, con una nuova società civile, si potrà ripartire, facendo in modo che quel business milionario che tanto attrae i miei connazionali, lo stesso che foraggia in maniera consistente la corruzione di questo paese, possa finalmente arrestarsi!!!

D’altronde vorrei ricordare come proprio quest’ultimo, quando fatt emergere dalle forze di polizia, rappresenta solo una minima parte rispetto alla consistente parte che resta sommersa; si parla infatti di circa 60 miliardi, ma il suo recupero non deve essere inteso come semplice lotta all’evasione fiscale, bensì, come un rivalorizzazione del nostro Paese, in particolare delle amministrazioni pubbliche…

Già… come sempre ripeto, ciò che va avversato è il contesto sociale, perché esiste da tempo un diffuso pensiero confuso che evidenzia non solo una bassa sensibilità su questo gravissimo problema, ma manifesta una forte rassegnazione generale, in particolare nei giovani che ormai credono che in questo loro Paese non vi sia alcun futuro…

Per sconfiggere la corruzione è necessario sconfiggere la
cultura che la sostiene e ciò può essere realizzato non con sterili parole, ma con i fatti!!!

E infine permettetemi di ricordare che esiste un deficit tra etica pubblica e privata e che questa va colmata; i miei connazionali debbono iniziare a riconciliarsi con la cosa pubblica, prendendo coscienza che tra le vittime della corruzione vi sono anche quanti operano in maniera onesta per conto dello Stato, perché anch’essi sono suoi cittadini e provano tra mille difficoltà ogni giorno a difendersi, non solo dai corruttori, ma da quel loro Stato, già… che ha permesso e soprattutto ha premiato in questi lunghi anni, la cultura dell’indifferenza e dell’illegalità!!!   

Qual’è la regola per evitare d’esser condannati??? Semplice, basta semplicemente pagare per vedersi insabbiare le indagini!!!

Quanto riportato nel titolo di apertura sembra una follia, eppure da sempre ( anche se non lo dicono apertamente), sono molti tra noi a crederci ciecamente!!!

Certo, va detto, per fortuna la magistratura è composta da persone perbene, rette nel compiere il proprio dovere e  soprattutto rispettose dell’incarico a cui sono stati chiamati…

Per cui leggere notizie come quella che sto per proporvi, deve essere considerata come un qualcosa occasionale, certamente un qualcosa distorto di questo nostro sistema giudiziario, ma d’altronde sappiamo bene come le cosiddette “pecore nere” appartengano a tutte le famiglia e nel caso specifico, proprio a causa del suo numero elevato di professionisti, ve ne si trovano ahimè tante… 

Ecco quindi ora scoprire da parte di alcune Procure nazionali (che vanno dalla Puglia alla Campania, ma sono certo che basterebbe semplicemente ampliare le indagini sin qui effettuate, per ritrovare anche in altre sedi questi meccanismi elusivi…) che coloro che dovrebbero essere garanti della legalità, non lo siano affatto!!! 

I reati sono sempre eguali, gli stessi che si ripetono ormai costantemente, sì… è vero cambiano i nomi, ma alla fine sono tutti indagati con quelle motivazioni, le stesse di cui proprio alcuni giorni fa avevo scritto, sì… parlando dei colletti bianchi: corruzione per l’esercizio delle funzioni, corruzione in atti giudiziari, induzione indebita e concussione.

Ecco quindi che ora nove persone risultano indagate a vario titolo e come riportavo sopra, tra gli indagati compaiono un vice procuratore onorario in servizio nel Tribunale Leccese, un avvocato dello stesso foro, oltre a due funzionari dell’Asl, un medico e un imprenditore…

Come avrete ben compreso, l’indagine ruota intorno al ruolo del magistrato e dell’avvocato ora indagati in quanto sospettati di aver insabbiato le indagini dietro il presunto ricevimento di denaro…

Difatti, le forze dell’ordine, in particolare la Guardia di finanza, su disposizione delle Procure di Potenza e di Benevento, stanno ora  eseguendo perquisizioni capillari in tutti quei comuni interessati.

Ora, leggendo quanto sopra, mi è venuto spontaneo pensare: “un operato compiuto non per dovere ma per interesse” e difatti aggiungerei, mai quest’ultimo per dar giustizia ai cittadini, già…tutt’altro.!!!

Auspico quantomeno che questa volta la giustizia, anche se si tratti di un caso spiacevole, faccia come sempre ( o quasi…) , il proprio dovere!!!