Fratelli d’Italia…l’Italia s’è desta

Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta, dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria? Le porga la chioma, che schiava di Roma Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte, siam pronti alla morte, l’Italia chiamò.
Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte, siam pronti alla morte, l’Italia chiamò, sì!
Noi fummo da secoli, calpesti, derisi, perché non siam popoli, perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica bandiera, una speme: di fonderci insieme, già l’ora suonò.
Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte, siam pronti alla morte, l’Italia chiamò, sì!
Uniamoci, uniamoci, l’unione e l’amore, rivelano ai popoli, le vie del Signore.
Giuriamo far libero, il suolo natio: uniti, per Dio, chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte, siam pronti alla morte, l’Italia chiamò, sì!
Vi risparmio il resto…
Certo che dopo un inno così… si dovrebbe essere carichi di una forza interiore d’animo che niente e nessuno potrebbe mai fermarci ed intimorirci… e invece veniamo rappresentati da 22 giocatori ( per correttezza tolgo coloro che non hanno giocato e Quagliarella e Pirlo che credo si siano comportati in maniera egregia…) e da un allenatore che in vita sua l’allenatore la fatto soltanto nella Playstation…
Aveva avuto la fortuna ( solo grazie al rigore su Fabio Grosso, regalatoci dall’arbitro in Italia-Australia al 91′ ) di passare il turno e di andare a vincere i mondiali, sempre giocando chiusi, difesi, ed aspettando l’avversario ( ma allora la difesa Juve reggeva bene…) ed ha avuto la presunzione di voler ripetere l’impresa!!! Errare è umano ma perseverare è diabolico!!! Ecco il Ns. DT per presunzione non è secondo a nessuno…avesse almeno ascoltato coloro che gli stavano vicino, ma quando mai lui è l’uomo ” so tutto”…
Un giorno passeggiando per Viareggio me lo trovai di fronte…gli dissi che non era stato merito Suo se avevamo vinto il mondiale ( lui non mi rispose…e si girò…” quasi mandandomi a quel paese “), e gli dissi che se avesse avuto l’occasione di ripetere quell’avventura sarebbe stato meglio per Lui rinunciare, perchè quella volta sarebbe tornato bastonato come un cane… ecco le mie parole sono state profetiche!!!
Quando in Italia si continua da trent’anni a mettere sempre i raccomandati di turno in tutte le funzioni e non parlo soltanto di quelle sportive…ecco questi sono i risultati!!!
Forse finalmente un cambio stà avvenendo con l’ingresso di Prandelli.

Ecco certamente a quest’uomo non possiamo certamente dirgli che non sappia fare l’allenatore, forse non è un’allenatore fortunato è questo non è un suo lato positivo…ma certamente ha fatto giocare la Fiorentina in maniera splendida…  e poi si vede il tocco dell’allenatore che con una squadra giovane, imposta, corregge, porta la squadra a giocare in Champions ad armi pari ed a essere eliminata ingiustamente…a differenza di quanto invece giustamente l’Italia di Lippi meritava…che vergogna battute da squadre che potrebbero militare in Lega Pro e sarebbero tranquillamente battute …

Comunque ormai è andata e come dico sempre ” meglio andare avanti che continuare con il mal cominciato cammino…”.  
Resta sempre il ricordo di quella Coppa alzata in cielo nella notte di Berlino… peccato che oggi sia finita così…
Forse sarebbe bello vedere il Ghana vincere il mondiale, anche se ciò è impossibile, ma almeno per un momento questo continente così umiliato potrà ritrovarsi riunito nel nome e nello spirito di quella parola che fà oggi sognare tutti chiamata        ” calcio “.    

Grande Catania!!!

Nessuno avrebbe creduto ad una rimonta cos rapida… soprattutto vedendo la classifica del girone d’andata… ma grazie alle scelte del ns. Direttore Lo Monaco insieme al Ns. Presidente Pulvirenti, ( primail cambio tecnico con Siniscia Mihajlovic e successivamente con l’acquisto diMaxi Lopez ) si giunti alla salvezza con alcune settimane d’anticipo… forza Catania, sempre!!!

Catania Connection…

Illavoro,mi ha portatoa girare sia in Italia che all’Estero, ed una condizioneche permi ha sempre seguito,ovunque io mi trovassi,appena saputa la mia provenienza, la Sicilia, quella di essere etichettato comemafioso stata sempre una prerogativa.!!

Ora, l’orgoglio di essere Siciliano, deriva non da convinzioni personali quasi uno fossi tifoso della propria terra o regionalista a tal punto da chiederne la seccessione in maniera definitiva, ma da quella conoscenza propria che questo terra e il suo popolo da sempre possiede! In particolare mi riferisco alla propria “Cultura“; quando ancora nella penisola italica si viveva allo stato prevalentemente nomade, caratterizzato da un’economia di caccia,raccolta epesca, la Sicilia, al pari gi della Magna Grecia, era centro di cultura. Basti ricordare Archimede, Empedocle, Epicarmo, Sofrone, Stesicoro, ed ancora, era gi al massimo dello splendore artistico, specialmente nell’architettura, ove sorgevano i primi templi a Siracusa, Agrigento ed inoltre grande importanza aveva l’arte industriale e ove circolavano gi le monete delle citt. In successione a questi ci furono i Romani, Barbari, Bizantini, Musulmani, Normanni, Angioini, Aragonesi, Borboni, con la loro ” cultura, storia, tecnica, arte, ecc, ” ed infine lo sbarco di Garibaldi e la Sua ” svendita”… Forse rivedendo la Storia, era meglio che Garibaldi fosse rimasto a casa propriae noi certamente avremmo potuto anche essere oggi uno Stato Automo…tipo Malta, Cipro, ecc… Ed ancora quando nasceva la prima universit nella citt di Palermo nel 1778, nel resto d’Italia a parte Firenze… erano in pochi a saper scrivere…, infatti ancor oggi coloro che fanno cultura sono in gra parte meridionali… il non poter trovare lavoro a 18 anni, a differenza dei propri coeatnei, delle grandi citt del Nord-Est, con i loro ” Poli Industriali “, ha portato in questi anni i giovani a continuare dopo il diploma, con l’universit, per ottenere quella laurea che in molti casi li condotti verso l’insegnamento… ed oggi il Sig. Bossi, dopo i sacrifici ed i disagi cui molti hanno dovuto compiere trasferendosi verso il Nord, trovandosi un figlio continuamente bocciato, dcolpe ai quei poveri e onesti insegnati “meridionali”; la cosa tragica che tra un p c’ lo ritroveremo anche in Politica, tanto ormai questa la consuetudine!!! Ho appena letto un articolo in cui si parla della Sicilia e quindidella Mafia.Il mio pensiero su questo tema molto delicato quello innanzitutto di voler separare: -quanto da intendersicon deliquenzamafiosa e quindi attraverso il compimento digesti, intimidazioni, parole, controllo della droga, la prostituzione, il cosiddetto “pizzo” ai negozianti, i furti, gli omocidi, il controllo degli appalti, le societ lavanderie create ad hoc per ripulire tutti questi soldi, lo sfruttamento della delinquenza minorile, e quindi con quanto rientra purtroppo nella quotidianit… con quanto invece costituito dall’apparato StataleMafioso, creato a varilivelli, dove ognuno occupa una posizione privilegiata: qu abbiamo innanzitutto un’organizzazione ben ramificata, dovevengono infiltratipropri uomini di controllo, da quelli politici, alla magistratura, alle associazioni di categoria,nei Pubblici Uffici, Ministeri, nelle forze dell’ordine, nei servizi segreti,nelle televisioni, nei giornali. Voler pensare oggi che le due cose sono convergenti una pura follia…la prima infatti anche se si esprime in maniera ferocie attraverso la propria forma criminale, serve soltanto a confondere e nascondere e proteggere la secondache invece nel silenzio, nel buio, crea il vero business…

La mafia nasce ed diretta da sempre allo sviluppo ed al perfezionamento della prepotenza diretta ad ogni scopo di male. Questa forma criminosa, esercita sopra tutte le variet di reati una grande influenza distinguendola dalle altre criminalit; nel dopoguerra, si insisteva nel concetto che la mafia una associazione tenebrosa con un diffuso potere occulto. Infatti una delle cause dell’attuale recrudescenza della mafia risiede proprio, nella scarsa attenzione dello Stato nei confronti di questa. E’ proprio nella capacit della mafia di mutare in maniera celere e in base all’esigenza dei tempi, che costituisce oggi la forza primaria insieme a questo sua scomparire e mimetizzarsi nella societ e grazie soprattutto ai fiancheggiatori ed all’elevato numero di manodopera a basso costo sempre nuova e sempre disponibile. Il sistema bancario inoltre ha costituito un canale privilegiato per il riciclaggio del denaro ed anche interi paesi hanno partecipato nelle operazioni di cambio di valuta estera.

Anche l’afflusso in Sicilia di ingenti quantitativi di danaro da parte della Comunit Europea, costituisce motivo d’interesse per gli ingenti capitali cui si pu attingere nella realizzazione degli appalti comunitari. Ho letto in questi giorni un commento che mi ha colpitoscritto da unnipote di siciliani che vive nel Nord: ” conosco il senso di appartenenza e l’orgoglio tipico dei miei conterranei isolani, ma dire chela mafia niente al confronto della burocrazia, mi sembra davvero uno sproloquio anche perch la “burocrazia” viene dai politici che anche i siciliani hanno votato e contribuito a far eleggere;fare luce sui malgoverni e sulle mafie bene soprattutto per voi che vivete su quel territorio! E anche per noi che ci sentiamo “Italiani” senza distinzione tra nord e sud. State attenti a chi usa questo vostro legittimo disagio e lo dirotta a proprio favore e a favore della mafia. Speriamo che presto un cambiamento possa avvenire a cambiare questo stato di cose.

Chelo Stato a differenza di quanto finora fatto, diventipresenza costante sul territorio, adottando quegli interventi, tali da poter estirpare in maniera definitiva,quanti ancora e sono pochissimi rispetto alla stramaggioranza del paese, vivono sotto la protezionefinanziaria di essa, per fare di questa Sicilia un paeseMerviglioso e soprattutto Libero!!!

Giù le mani dai Sig. Basilotta

Volevo esprimere la mia personale gratitudine ad una famiglia che conosciuta solo da pochi anni, ha saputo esprimere in maniera spontanea, comportamenti signorili superiori a quelli che una persona – nel corso della propria vita – possa ricevere…
Quanto appena riportato, forse non sempre può essere d’ausilio, in particolare in certi momenti, come ad esempio quelli di questi giorni dove in maniera vergognosa, questa famiglia, si ritrova a dover affrontare circostanze che farebbero impazzire chiunque di noi…
Ma si sa… quando purtroppo si provano ad intaccare interessi ed equilibri che non debbono essere toccati, quando con la politica non s’instaura quel comportamento sottomesso o di subordinazione, quando non ci si piega a quei noti interessi economici mafiosi, ecco che si viene esposti in maniera mirata a una serie di attacchi giornalistici e a volte anche giudiziari, tali da impressionare l’opinione pubblica e creare quei presupposti necessari per distruggere definitivamente una antagonista di quegli appalti pubblici e privati, appalti a cui la cosiddetta “cricca“ delle imprese del Nord Italia, (oggi già affidatarie in Sicilia dei più grossi appalti) non vogliono minimamente rinunciare!
Ecco perché  un’impresa come quella dei Sig.ri Basilotta (la sottolineatura è voluta), che rappresenta un modello da imitare, diventa proprio per quella propria capacità tecnica, un’impresa d’abbattere.
Vorrei ricordare infatti che la stessa, possiede tutti quei requisiti necessari per svolgere in maniera autonoma e non come quei ben noti “General Contractor“ a cui solitamente vengono affidati gli appalti, che come primo punto, vanno alla ricerca di tutti quegli eventuali subappaltatori a cui affidare i lavori, in quanto loro come committenti, non possiedono alcun mezzo d’opera o ancor peggio un solo operaio…
D’altronde quelle società servono a mantenere gli amici, molti dei quali tecnici ed una bella baracca di cantiere tirata a lucido con il nome ben impresso…
Ah… dimenticavo neanche questa possiedono, in quanto è stata noleggiata!
Viceversa, l’Impresa dei Sig. Basilotta possiede quanto necessario per eseguire i lavori…
Vedasi ad esempio tutte quelle necessarie attrezzatura avanzate, un parco macchine e mezzi d’opera certamente completo, ma soprattutto un personale specializzato e qualificato che svolge quotidianamente corsi di formazione e sicurezza presso gli organi paritetici!!!
Peraltro, provvedendo a realizzare i lavori affidati ad essa, nei tempi e nei termini previsti, provvedendo altresì a pagare i propri dipendenti in maniera corretta e puntuale…
D’altro canto su questo punto potremmo aprire una parentesi su tutte quelle imprese che operano in Sicilia, dove certamente il rispetto “minimo” delle normative previsti dai C.C.N.L. vengono sempre disattesi… basta osservare i vari cantieri in giro del la città o intervistare quei loro operai…
Vorrei inoltre aggiungere che dopo esser mancato per tanti anni dalla Sicilia, avevo sperato che ritornando nella mia terra, avrei visto dei reali cambiamenti, e l’aver casualmente trovato questa impresa (non per nulla, mi sono dimesso da un’altra società per venire in questa… ) per svolgere l’incarico di R.S.P.P. e Direttore di Cantiere e dove nessuno, nel corso dei lavori, ha condizionato le mie decisioni (coloro che mi conoscono e sono molti sanno che dico sempre la verità… anche a costo di apparire antipatico, ma poi condizionare il sottoscritto… sono anni che qualcuno ci prova senza riuscirci da lì sopra… )!!!
Oggi leggo nei quotidiani o nel web d’interventi familiari che sono a mio avviso “inventati” per dare sostegno a tesi interventiste di familiari, parenti, mancano di quel complotto le mogli…
In questi anni ho consigliato i Sig.ri Basilotta di abbandonare questa “terra ” e di andare a svolgere in altri luoghi la propria professionalità, luoghi dove certamente le gratificazioni personali e societarie, trovano immediata concretezza e dove gli attestati di stima, vengono immediatamente riconosciuti alle imprese serie e ai loro titolari, che con il loro “ saper fare “, dimostrano grandi capacità operative…

In questi anni ho consigliato i Sig.ri Basilotta di abbandonare questa “terra ” e di andare a svolgere in altri luoghi la propria professionalità, luoghi dove certamente le gratificazioni personali e societarie, trovano immediata concretezza e dove gli attestati di stima, vengono immediatamente riconosciuti alle imprese serie e ai loro titolari, che con il loro “ saper fare “, dimostrano grandi capacità operative…

Ma loro ahimè… amano la propria terra, i loro concittadini, si sentono fieri d’appartenere a queste radici e fieri di aver potuto creare quei presupposti di benessere per tutta quella collettività di Castel di Judica…

Un grande circondario che si sente di voler ricambiare in gratitudine, affetto, stima, quella loro disponibilità, cui si aggiungono coloro che come il sottoscritto non appartenendo a quella realtà, ma che si sentono di dover manifestare per quanto i Sig.ri Basilotta, hanno meritato e continueranno sempre a meritare…
Perché essi non dovranno mai sentirsi “abbandonati” fintanto che NOI tutti avremmo fiato in gola per gridare e combattere, sempre ed ovunque insieme, ADESSO BASTA!!!

Giù le mani dai Sig.ri Basilotta…

Volevo esprimere la mia personale gratitudine ad una famiglia che conosciuta soltanto da pochi anni, ha saputo esprimere, in maniera semplice, nei modi, comportamenti, e moralità, quanto di più signorile una persona possa nel corso della propria vita ricevere.
Quanto sopra, possa poi realmente servire, in questi particolari momenti, dove in maniera indegna, questa famiglia, oggi, si trova a dover attraversare, diventa realmente qualcosa che farebbe certamente impazzire chiunque di noi…
Quando purtroppo si prova ad intaccare interessi ed equilibri che non vanno spostati, quando con la politica non si istaura un comportamento di subordinazione, quando non ci piega agli interessi mafiosi-politico-economici, ecco che si viene esposti in maniera gratuita e mirata a tutta una serie di attacchi giuridici e giornalistici, tali da impressionare l’opinione pubblica e riuscire a creare i presupposti per distruggere in maniera definitiva una eventuale antagonista a quegli appalti cui la cosiddetta “ cricca “ e cui le imprese del Nord Italia, oggi già affidatarie in Sicilia dei più grossi appalti ( potrei fare una lista… ) non vogliono certamente rinunciare!
Quindi un’impresa come quella dei SIG.RI Basilotta ( N.B. la sottolineatura è voluta ), che rappresenta un modello da imitare, diventa proprio per questa propria capacità tecnica, una impresa da abbattere.
Vorrei ricordare infatti che questa impresa possiede quei requisiti necessari per potere svolgere in maniera autonoma e non come un qualunque “ General Contractor “ cui affidati i lavori comincia a cercare gli eventuali subappaltatori cui affidare i lavori in quanto non possiede né un mezzo d’opera ma ancor peggio forse qualche operaio, e certamente invece piena di tecnici di tutte le maniere possibili ed immaginabili ed una bella baracca di cantiere tirata a lucido con il nome ben impresso…dimenticavo che neanche questa possiedono in quanto è noleggiata!
L’impresa dei Sig. Basilotta possiede tutto quanto necessario per eseguire i lavori, dalle attrezzatura all’avanguardia, da un parco macchine e mezzi d’opera completo, e soprattutto da un personale specializzato e qualificato che svolge quotidianamente corsi di formazione e sicurezza presso gli organi paritetici; inoltre svolgendo i lavori sempre nei tempi e termini previsti ed effettuando i versamenti ai propri dipendenti in maniera corretta e puntuale… e qui si potrebbe aprire una parentesi su tutte quelle imprese che operano in Sicilia, dove certamente il rispetto minimo delle normative e su quanto previsto nel C.C.N.L. viene sempre disatteso… basta guardare i cantieri in giro e/o parlare in giro con gli operai!!!
Dopo essere mancato per tanti anni dalla Sicilia, avevo fatto la scelta di ritornare pensando che qualcosa fosse realmente cambiato e l’aver casualmente trovato questa impresa ( mi sono infatti dimesso da un’altra impresa per venire in questa… ) dove ho svolto la funzione di Direttore di Cantiere e dove ( potrei giurarlo sulle mie 2 figlie…) nessuno mai è venuto a condizionare le mie scelte ( coloro che mi conoscono e sono centinaia sanno che dico la verità… e poi condizionare il sottoscritto… sono anni che ci prova qualcuno da LI’ sopra… ), dove sin dalle assunzioni del personale, dalle scelte e dalle modalità che, con fornitori, subappaltatori, committenti e terzi, sono state dal sottoscritto e per i cantieri ove operavo, ( ma lo stesso posso sottoscriverlo nei cantieri diretti dai miei colleghi ), predisposte per essere quindi finalizzate dall’Amministratore… oggi leggo nei giornali di interventi, assistenze e direttive, che sono “ ben inventate “ per dare sostegno alle tesi interventiste di familiari, parenti… mancano solo le mogli e siamo al completo.
In questi anni ho pregato i Sig.ri Basilotta di abbandonare questa “ terra ” e di andare a lavorare fuori dove certamente le gratificazioni personali e societarie, trovano subito concretezza e dove gli attestati di stima, vengono immediatamente riconosciuti alle imprese ed ai loro titolari, che con il loro “ saper fare “, dimostrano quelle capacità operative difficilmente oggi da poter trovare; ma loro ( purtroppo… dico io ), amano la loro terra, i propri concittadini, si sentono fieri di appartenere alle loro radici e di poter creare quei presupposti di benessere per la collettività di un circondario che oggi, si sente di ricambiare in gratitudine, affetto, stima, ed a questi si aggiungono coloro che come il sottoscritto non appartenendo a Castel di Judica , sentono di manifestare per quanto i Sig.ri Basilotta, hanno meritato e continueranno sempre a meritare ed ancora non dovranno mai sentirsi “ abbandonati “ fino a quanto tutti NOI, avremmo fiato in gola per poter gridare e combattere, sempre ed ovunque insieme, adesso BASTA!!!

Catania Connection

Il lavoro mi ha portato sempre in giro, ed una condizione che però mi ha sempre seguito, ovunque io mi trovassi, appena saputa la mia provenienza, la Sicilia, quella di essere etichettato come mafioso è stata sempre una prerogativa.  
Ora, l’orgoglio di essere Siciliano, deriva non da convinzioni personali quasi uno fossi tifoso della propria terra o regionalista a tal punto da chiederne la seccessione in maniera definitiva, ma da quella conoscenza propria che questo terra e il suo popolo da sempre possiede!
In particolare mi riferisco alla propria cultura; quando ancora nella penisola italica si viveva allo stato prevalentemente nomade, caratterizzato da un’economia di caccia, di raccolta e di pesca, la Sicilia, al pari già della Magna Grecia, era centro di cultura. Basti ricordare Archimede, Empedocle, Epicarmo, Sofrone, Stesicoro, ed ancora, era già al massimo dello splendore artistico, specialmente nell’architettura, ove sorgevano i primi templi a Siracusa, Agrigento ed inoltre grande importanza aveva l’arte industriale e ove circolavano già le monete delle città. In successione a questi ci furono i Romani, Barbari, Bizantini, Musulmani, Normanni, Angioini, Aragonesi, Borboni, ed infine Garibaldi con la Sua annessione all’ITALIA…
Forse rivedendo la Storia, era meglio che Garibaldi fosse rimasto a casa propria e noi certamente avremmo potuto anche essere oggi uno Stato Automo…tipo Malta, Cipro, ecc…
Quando nasceva la prima università nella città di Palermo nel 1778, nel resto d’Italia a parte Firenze… erano in pochi a saper scrivere…, infatti ancor oggi coloro che fanno cultura sono in gra parte meridionali… il non poter trovare lavoro a 18 anni, a differenza dei propri coeatnei, delle grandi città del Nord-Est, con i loro “ Poli Industriali ”, ha portato iin questi anni i giovani a continuare dopo il diploma, con l’univeristà, per ottenere quella laurea che in molti casi li condotti verso l’insegnamento… ed oggi il Sig. Bossi, dopo i sacrifici ed i disagi cui molti hanno dovuto compiere trasferendosi verso il Nord, trovandosi un figlio continuamente bocciato, dà le colpe ai quei poveri e onesti insegnati “meridionali”; la cosa tragica che tra un pò c’è lo ritroveremo anche in Politica, tanto ormai questa è la consuetudine!!!
Ho appena letto un articolo in cui si parla della Sicilia e quindi della Mafia. 
Il mio pensiero su questo tema molto delicato è quello innanzitutto di voler separare:
– quanto è da intendersi con deliquenza mafiosa e quindi attraverso il compimento di  gesti, intimidazioni,  parole,  controllo della droga, la prostituzione, il cosiddetto “pizzo” ai negozianti, i furti, gli omocidi, il controllo degli appalti, le società lavanderie create ad hoc per ripulire tutti questi soldi, lo sfruttamento della delinquenza minorile, e quindi con quanto rientra purtroppo nella quotidianità… con quanto invece è costituito dall’apparato Statale Mafioso, creato a vari livelli, dove ognuno occupa una posizione privilegiata: quì abbiamo innanzitutto un’organizzazione ben ramificata, dove vengono infiltrati propri uomini di controllo, da quelli politici, alla magistratura, alle associazioni di categoria, nei Pubblici Uffici, Ministeri, nelle forze dell’ordine, nei servizi segreti, nelle televisioni, nei giornali.  
Voler pensare oggi che le due cose sono convergenti è una pura follia… 
La mafia nasce ed è diretta da sempre allo sviluppo ed al perfezionamento della prepotenza diretta ad ogni scopo di male. Questa forma criminosa, esercita sopra tutte le varietà di reati una grande influenza distinguendola dalle altre criminalità; nel  dopoguerra, si insisteva nel concetto che la mafia «più che una associazione tenebrosa costituisce un diffuso potere occulto». Infatti una delle cause dell’attuale recrudescenza della mafia risiede proprio, nella scarsa attenzione dello Stato nei confronti di questa. E’ proprio nella capacità della mafia di mutare in maniera celere e in base all’esigenza dei tempi, che costituisce oggi la forza primaria insieme a questo sua scomparire e mimetizzarsi nella società e grazie soprattutto ai fiancheggiatori ed all’elevato numero di manodopera a basso costo sempre nuova e sempre disponibile.Il sistema bancario ha costituito un canale privilegiato per il riciclaggio del denaro ed anche interi paesi hanno partecipato nelle operazioni di cambio di valuta estera.
Anche l’afflusso in Sicilia di ingenti quantitativi di danaro da parte della Comunità Europea, ha costituito e costituisce motivo d’interesse per gli ingenti capitali cui si può attingere nella realizzazione degli appalti comunitari.
Ho letto in questi giorni un commento che mi ha colpito scritto da un nipote di siciliani che vive nel Nord:   “ conosco il senso di appartenenza e l’orgoglio tipico dei miei conterranei isolani, ma dire che la mafia è niente al confronto della burocrazia, mi sembra davvero uno sproloquio anche perchè la "burocrazia” viene dai politici che anche i siciliani hanno votato e contribuito a far eleggere; fare luce sui malgoverni e sulle mafie è bene soprattutto per voi che vivete su quel territorio! E anche per noi che ci sentiamo “italiani” senza distinzione tra nord e sud.

State attenti a chi usa questo vostro legittimo disagio e lo dirotta a proprio favore e a favore della mafia.
Speriamo che presto un cambiamento avvenga a cambiare questo stato di cose.

Che lo Stato a differenza di quanto finora fatto, diventi  presenza costante sul territorio, adottando quegli interventi, tali da poter estirpare in maniera definitiva, quanti ancora e sono pochissimi rispetto alla stramaggioranza del paese, vivono sotto la protezione finanziaria di essa, per fare di questa Sicilia un paese Merviglioso e soprattutto Libero!!! 

Catania Connection

Il lavoro mi ha portato sempre in giro, ed una condizione che però mi ha sempre seguito, ovunque io mi trovassi, appena saputa la mia provenienza, la Sicilia, quella di essere etichettato come mafioso è stata sempre una prerogativa.  
Ora, l’orgoglio di essere Siciliano, deriva non da convinzioni personali quasi uno fossi tifoso della propria terra o regionalista a tal punto da chiederne la seccessione in maniera definitiva, ma da quella conoscenza propria che questo terra e il suo popolo da sempre possiede!
In particolare mi riferisco alla propria cultura; quando ancora nella penisola italica si viveva allo stato prevalentemente nomade, caratterizzato da un’economia di caccia, di raccolta e di pesca, la Sicilia, al pari già della Magna Grecia, era centro di cultura. Basti ricordare Archimede, Empedocle, Epicarmo, Sofrone, Stesicoro, ed ancora, era già al massimo dello splendore artistico, specialmente nell’architettura, ove sorgevano i primi templi a Siracusa, Agrigento ed inoltre grande importanza aveva l’arte industriale e ove circolavano già le monete delle città. In successione a questi ci furono i Romani, Barbari, Bizantini, Musulmani, Normanni, Angioini, Aragonesi, Borboni, ed infine Garibaldi con la Sua annessione all’ITALIA…
Forse rivedendo la Storia, era meglio che Garibaldi fosse rimasto a casa propria e noi certamente avremmo potuto anche essere oggi uno Stato Automo…tipo Malta, Cipro, ecc…
Quando nasceva la prima università nella città di Palermo nel 1778, nel resto d’Italia a parte Firenze… erano in pochi a saper scrivere…, infatti ancor oggi coloro che fanno cultura sono in gra parte meridionali… il non poter trovare lavoro a 18 anni, a differenza dei propri coeatnei, delle grandi città del Nord-Est, con i loro ” Poli Industriali “, ha portato iin questi anni i giovani a continuare dopo il diploma, con l’univeristà, per ottenere quella laurea che in molti casi li condotti verso l’insegnamento… ed oggi il Sig. Bossi, dopo i sacrifici ed i disagi cui molti hanno dovuto compiere trasferendosi verso il Nord, trovandosi un figlio continuamente bocciato, dà le colpe ai quei poveri e onesti insegnati “meridionali”; la cosa tragica che tra un pò c’è lo ritroveremo anche in Politica, tanto ormai questa è la consuetudine!!!
Ho appena letto un articolo in cui si parla della Sicilia e quindi della Mafia. 
Il mio pensiero su questo tema molto delicato è quello innanzitutto di voler separare:
– quanto è da intendersi con deliquenza mafiosa e quindi attraverso il compimento di  gesti, intimidazioni,  parole,  controllo della droga, la prostituzione, il cosiddetto “pizzo” ai negozianti, i furti, gli omocidi, il controllo degli appalti, le società lavanderie create ad hoc per ripulire tutti questi soldi, lo sfruttamento della delinquenza minorile, e quindi con quanto rientra purtroppo nella quotidianità… con quanto invece è costituito dall’apparato Statale Mafioso, creato a vari livelli, dove ognuno occupa una posizione privilegiata: quì abbiamo innanzitutto un’organizzazione ben ramificata, dove vengono infiltrati propri uomini di controllo, da quelli politici, alla magistratura, alle associazioni di categoria, nei Pubblici Uffici, Ministeri, nelle forze dell’ordine, nei servizi segreti, nelle televisioni, nei giornali.  
Voler pensare oggi che le due cose sono convergenti è una pura follia… 
La mafia nasce ed è diretta da sempre allo sviluppo ed al perfezionamento della prepotenza diretta ad ogni scopo di male. Questa forma criminosa, esercita sopra tutte le varietà di reati una grande influenza distinguendola dalle altre criminalità; nel  dopoguerra, si insisteva nel concetto che la mafia «più che una associazione tenebrosa costituisce un diffuso potere occulto». Infatti una delle cause dell’attuale recrudescenza della mafia risiede proprio, nella scarsa attenzione dello Stato nei confronti di questa. E’ proprio nella capacità della mafia di mutare in maniera celere e in base all’esigenza dei tempi, che costituisce oggi la forza primaria insieme a questo sua scomparire e mimetizzarsi nella società e grazie soprattutto ai fiancheggiatori ed all’elevato numero di manodopera a basso costo sempre nuova e sempre disponibile.Il sistema bancario ha costituito un canale privilegiato per il riciclaggio del denaro ed anche interi paesi hanno partecipato nelle operazioni di cambio di valuta estera.
Anche l’afflusso in Sicilia di ingenti quantitativi di danaro da parte della Comunità Europea, ha costituito e costituisce motivo d’interesse per gli ingenti capitali cui si può attingere nella realizzazione degli appalti comunitari.
Ho letto in questi giorni un commento che mi ha colpito scritto da un nipote di siciliani che vive nel Nord:   ” conosco il senso di appartenenza e l’orgoglio tipico dei miei conterranei isolani, ma dire che la mafia è niente al confronto della burocrazia, mi sembra davvero uno sproloquio anche perchè la “burocrazia” viene dai politici che anche i siciliani hanno votato e contribuito a far eleggere; fare luce sui malgoverni e sulle mafie è bene soprattutto per voi che vivete su quel territorio! E anche per noi che ci sentiamo “italiani” senza distinzione tra nord e sud.

State attenti a chi usa questo vostro legittimo disagio e lo dirotta a proprio favore e a favore della mafia.
Speriamo che presto un cambiamento avvenga a cambiare questo stato di cose.

Che lo Stato a differenza di quanto finora fatto, diventi  presenza costante sul territorio, adottando quegli interventi, tali da poter estirpare in maniera definitiva, quanti ancora e sono pochissimi rispetto alla stramaggioranza del paese, vivono sotto la protezione finanziaria di essa, per fare di questa Sicilia un paese Merviglioso e soprattutto Libero!!! 

The Untouchables…

 

Gli Intoccabili…

infatti quale altro nome si può dare ad una categoria di persone che grazie ad un assurdo concordato ( vedasi Patti Lateranensi; certo il fascismo ed il Nazismo… un aiuto doveva darlo alla Chiesa per avere in cambio una eventuale protezione, che in caso di sconfitta della guerra, aiutasse i loro capi a poter fuggire dalla eventuale pena di morte…), gode oggi di benefici esclusivi.

Ma soprattutto come manovra le proprie protezioni politiche e popolari, tanto da indurre televisioni, giornali, esponenti politici a entrare in azione, a protezione di questa “casta” che da sempre si nasconde, si maschera e si protegge sotto le spoglie di quel ” povero Cristo…”, che oggi se potesse ritornare, rinnegherebbe per prima cosa, con tutte le Sue forze, quanto i suoi eletti, in questi 2000 anni, in nome e per Suo conto, hanno realizzato.

La libertà è la misura della maturità di un uomo e di una nazione…

La prima definizione di “politica" risale ad Aristotele ed è legata al termine "polis”, che in greco significa la città; politica, secondo il filosofo ateniese, significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti…

Per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere mentre per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell’ambito di una comunità.
Ora diciamo che al di là delle definizioni più o meno interessanti, la politica in senso generale, riguarda “tutti” i soggetti facenti parte di una società e non soltanto chi fa politica attiva e quindi esclusiva di chi opera nelle strutture deputate a determinarla.
Per cui  “fa politica” anche chi, subendone ogni giorno gli effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, riesce a scendere in piazza per protestare.
Quanti di Noi invece riteniamo che la politica non ci appartiene o che questa sia soltanto qualcosa di così lontano dalla nostra vita quotidiana, che soltanto quando veniamo chiamati al cosidetto “ voto ” ( quasi sempre richiestoci da qualche amico di turno, che poi appena eletto si dimentica di Noi…) ci ricordiamo di essa…
Ora il problema fondamentale è non come liberarci dalla politica ma da coloro che utilizzano questa, per farne i propri interessi personali…quindi credo che sia venuto il momento di prendere a calci in culo tutti coloro che sia in governo, che in opposizione, dimenticano dei reali bisogni cui il cittadino necessità!
Certamente ognuno di Noi pensa che tutto ciò è soltanto un’utopia…e poi cosa può fare un solo individuo in mezzo a questo mare " sporco “ dove dal più semplice consigliere fino al più blasonato onorevole ( che di onorevole non possiedono neanche il nome…) ed attorno tutti coloro che per vantaggi ricevuti o in attesa di riceverli sono lì a spingersi con la speranza di coglierne qualche beneficio…Beh, io credo che ognuno di Noi può fare molto innanzittutto cominciando a strappare le proprie tessere di partito…poi continuando con quelle dei sindacati i quali vendono ad uno e all’altro i propri servizi a secondo i benefici personali cui possono attingere ( si ergono a difensori e paladini…ma in realta mediano per trovare scambi per posizioni e/o assunzioni di favore…), ed ancora tutti quei consigli espressi nei quotidiani nelle televisioni, nei libri, ed ancora nelle scuole e nelle chiese…per influenzare la collettività con  pareri che seguono invece proprie ideologie…politiche, religiose, ecc…infatti quando io sono più debole di te, ti chiedo la libertà perché ciò è in accordo con i tuoi princìpi. Quando sono io più forte di te, ti tolgo la libertà perché ciò è in accordo con i miei princìpi. Frank Herbert (1920-1986), scrittore americano.
Quindi, soltanto ed esclusivamente attraverso ” NOI “, passa l’unica strada per dare una svolta a questa situazione cancrenica cui ormai tutti ci siamo adeguati … e quindi credo sia venuto il momento di unirci, farci sentire, proporre nuove soluzioni, adottare anche cominciando attraverso Internet a proporci per realizzare un movimento libero, senza nessuna ideologia partitica, ma con l’unica obbiettivo di risollevare un Paese che ormai ha raggiunto una posizione da Terzo Mondo; il nostro infatti è un finto benessere… dove soltanto pochi stanno realmente bene e dove la stramaggioranza, indebitata, si trova a raggiungere a fine mese la possibilità di sopravvivere!!!
Non è tardi, almeno non per i nostri figli…se cominciamo a costituirci vedrete che fra qualche anno qualcosa cambierà…
 La libertà non sta nello scegliere tra il bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.
La libertà quindi non è una cosa che si possa dare…ma ognuno di noi la libertà se la deve guadagnare e prendendola ciascuno è libero per quanto lo voglia essere. E come diceva nel film Bravehearth l’attore Mel Gibson…” Ricordatevi che potranno toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà!“ 
Ah, libertà, libertà! Persino un vago accenno, persino una debole speranza che essa sia possibile dà le ali all’anima…

La libertà è la misura della maturità di un uomo e di una nazione…

La prima definizione di “politica" risale ad Aristotele ed è legata al termine "polis”, che in greco significa la città; politica, secondo il filosofo ateniese, significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti…

Per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere mentre per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell’ambito di una comunità.
Ora diciamo che al di là delle definizioni più o meno interessanti, la politica in senso generale, riguarda “tutti” i soggetti facenti parte di una società e non soltanto chi fa politica attiva e quindi esclusiva di chi opera nelle strutture deputate a determinarla.
Per cui  “fa politica” anche chi, subendone ogni giorno gli effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, riesce a scendere in piazza per protestare.
Quanti di Noi invece riteniamo che la politica non ci appartiene o che questa sia soltanto qualcosa di così lontano dalla nostra vita quotidiana, che soltanto quando veniamo chiamati al cosidetto “ voto ” ( quasi sempre richiestoci da qualche amico di turno, che poi appena eletto si dimentica di Noi…) ci ricordiamo di essa…
Ora il problema fondamentale è non come liberarci dalla politica ma da coloro che utilizzano questa, per farne i propri interessi personali…quindi credo che sia venuto il momento di prendere a calci in culo tutti coloro che sia in governo, che in opposizione, dimenticano dei reali bisogni cui il cittadino necessità!
Certamente ognuno di Noi pensa che tutto ciò è soltanto un’utopia…e poi cosa può fare un solo individuo in mezzo a questo mare " sporco “ dove dal più semplice consigliere fino al più blasonato onorevole ( che di onorevole non possiedono neanche il nome…) ed attorno tutti coloro che per vantaggi ricevuti o in attesa di riceverli sono lì a spingersi con la speranza di coglierne qualche beneficio…Beh, io credo che ognuno di Noi può fare molto innanzittutto cominciando a strappare le proprie tessere di partito…poi continuando con quelle dei sindacati i quali vendono ad uno e all’altro i propri servizi a secondo i benefici personali cui possono attingere ( si ergono a difensori e paladini…ma in realta mediano per trovare scambi per posizioni e/o assunzioni di favore…), ed ancora tutti quei consigli espressi nei quotidiani nelle televisioni, nei libri, ed ancora nelle scuole e nelle chiese…per influenzare la collettività con  pareri che seguono invece proprie ideologie…politiche, religiose, ecc…infatti quando io sono più debole di te, ti chiedo la libertà perché ciò è in accordo con i tuoi princìpi. Quando sono io più forte di te, ti tolgo la libertà perché ciò è in accordo con i miei princìpi. Frank Herbert (1920-1986), scrittore americano.
Quindi, soltanto ed esclusivamente attraverso ” NOI “, passa l’unica strada per dare una svolta a questa situazione cancrenica cui ormai tutti ci siamo adeguati … e quindi credo sia venuto il momento di unirci, farci sentire, proporre nuove soluzioni, adottare anche cominciando attraverso Internet a proporci per realizzare un movimento libero, senza nessuna ideologia partitica, ma con l’unica obbiettivo di risollevare un Paese che ormai ha raggiunto una posizione da Terzo Mondo; il nostro infatti è un finto benessere… dove soltanto pochi stanno realmente bene e dove la stramaggioranza, indebitata, si trova a raggiungere a fine mese la possibilità di sopravvivere!!!
Non è tardi, almeno non per i nostri figli…se cominciamo a costituirci vedrete che fra qualche anno qualcosa cambierà…
 La libertà non sta nello scegliere tra il bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.
La libertà quindi non è una cosa che si possa dare…ma ognuno di noi la libertà se la deve guadagnare e prendendola ciascuno è libero per quanto lo voglia essere. E come diceva nel film Bravehearth l’attore Mel Gibson…” Ricordatevi che potranno toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà!“ 
Ah, libertà, libertà! Persino un vago accenno, persino una debole speranza che essa sia possibile dà le ali all’anima…

La libertà è la misura della maturità di un uomo e di una nazione…

La prima definizione di “politica” risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis”, che in greco significa la città; politica, secondo il filosofo ateniese, significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti…

Per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere mentre per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell’ambito di una comunità.
Ora diciamo che al di là delle definizioni più o meno interessanti, la politica in senso generale, riguarda “tutti” i soggetti facenti parte di una società e non soltanto chi fa politica attiva e quindi esclusiva di chi opera nelle strutture deputate a determinarla.
Per cui  “fa politica” anche chi, subendone ogni giorno gli effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, riesce a scendere in piazza per protestare.
Quanti di Noi invece riteniamo che la politica non ci appartiene o che questa sia soltanto qualcosa di così lontano dalla nostra vita quotidiana, che soltanto quando veniamo chiamati al cosidetto ” voto ” ( quasi sempre richiestoci da qualche amico di turno, che poi appena eletto si dimentica di Noi…) ci ricordiamo di essa…
Ora il problema fondamentale è non come liberarci dalla politica ma da coloro che utilizzano questa, per farne i propri interessi personali…quindi credo che sia venuto il momento di prendere a calci in culo tutti coloro che sia in governo, che in opposizione, dimenticano dei reali bisogni cui il cittadino necessità!
Certamente ognuno di Noi pensa che tutto ciò è soltanto un’utopia…e poi cosa può fare un solo individuo in mezzo a questo mare ” sporco ” dove dal più semplice consigliere fino al più blasonato onorevole ( che di onorevole non possiedono neanche il nome…) ed attorno tutti coloro che per vantaggi ricevuti o in attesa di riceverli sono lì a spingersi con la speranza di coglierne qualche beneficio…Beh, io credo che ognuno di Noi può fare molto innanzittutto cominciando a strappare le proprie tessere di partito…poi continuando con quelle dei sindacati i quali vendono ad uno e all’altro i propri servizi a secondo i benefici personali cui possono attingere ( si ergono a difensori e paladini…ma in realta mediano per trovare scambi per posizioni e/o assunzioni di favore…), ed ancora tutti quei consigli espressi nei quotidiani nelle televisioni, nei libri, ed ancora nelle scuole e nelle chiese…per influenzare la collettività con  pareri che seguono invece proprie ideologie…politiche, religiose, ecc…infatti quando io sono più debole di te, ti chiedo la libertà perché ciò è in accordo con i tuoi princìpi. Quando sono io più forte di te, ti tolgo la libertà perché ciò è in accordo con i miei princìpi. Frank Herbert (1920-1986), scrittore americano.
Quindi, soltanto ed esclusivamente attraverso ” NOI “, passa l’unica strada per dare una svolta a questa situazione cancrenica cui ormai tutti ci siamo adeguati … e quindi credo sia venuto il momento di unirci, farci sentire, proporre nuove soluzioni, adottare anche cominciando attraverso Internet a proporci per realizzare un movimento libero, senza nessuna ideologia partitica, ma con l’unica obbiettivo di risollevare un Paese che ormai ha raggiunto una posizione da Terzo Mondo; il nostro infatti è un finto benessere… dove soltanto pochi stanno realmente bene e dove la stramaggioranza, indebitata, si trova a raggiungere a fine mese la possibilità di sopravvivere!!!
Non è tardi, almeno non per i nostri figli…se cominciamo a costituirci vedrete che fra qualche anno qualcosa cambierà…
 La libertà non sta nello scegliere tra il bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.
La libertà quindi non è una cosa che si possa dare…ma ognuno di noi la libertà se la deve guadagnare e prendendola ciascuno è libero per quanto lo voglia essere. E come diceva nel film Bravehearth l’attore Mel Gibson…” Ricordatevi che potranno toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà!” 
Ah, libertà, libertà! Persino un vago accenno, persino una debole speranza che essa sia possibile dà le ali all’anima…

Ratzinger …ha il coraggio di parlare di Pedofilia ed abusi sui minori…

Quanti di Voi sapevano che il nostro attuale Papa Ratzinger è stato processato per un caso in sede civile in cui è stato denunciato per una lettera del 2001 nella quale ribadiva il contenuto della Instructio de modo procedendi in causis sollicitationis del 1962… ( questo è un documento inviato a tutti i vescovi e soltanto di recente si vorrebbe desecretare, in cui il Vaticano ordinava che un minore qualora avesse dichiarato al suo vescovo di un abuso sessuale da parte di un sacerdote avrebbe dovuto giurare il segreto perpetuo, sotto eventuale pena di scomunica. Ed eventuali documenti comprovanti scandali di questo genere commessi da sacerdoti avrebbero dovuto essere tenuto in un archivio segreto. In essa, l’attuale papa Benedetto XVI, non solo richiama Crimen Sollicitationis, ma dispone che gli abusi sessuali commessi dal clero su minori debbano essere gestiti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, in quanto di sua esclusiva competenza e per tali vicende soltanto dei sacerdoti possono assumere i ruoli di giudice, di promotore di giustizia di notaio e di patrono (In Tribunalibus apud Ordinarios vel Hierarchas constitutis, hisce pro causis munera Iudicis, promotoris Iustitiae, Notarii atque patroni tantummodo sacerdotes valide explere possunt).

 

Tutti gli atti di siffatti tribunali debbono poi essere trasmessi alla Congregazione per la Dottrina della Fede e soggetti in ogni caso al segreto pontificio (Huiusmodi causae secreto pontificio subiectae sunt).

Con la lettera confidenziale, l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI, ribadiva il diritto della Chiesa non solo di rivendicare a sé la competenza giurisdizionale nei casi di abusi su minori da parte di esponenti religiosi, ma di svolgere le indagini e conservare le prove acquisite nel più assoluto segreto, fino al decorrere di dieci anni dal compimento della maggiore età della vittima. “Casi di questo tipo – conclude la lettera – sono soggetti al segreto pontificio”.

Ratzinger in quel momento abbia agito al di fuori dei poteri propri del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede per innalzare i tempi della prescrizione. In questo modo ha impedito alla giurisdizione americana di intervenire in sede penale: difatti, tutti questi processi sono in sede civile perché sono andati in prescrizione i tempi dell’azione penale, e questa lettera del 2001, in pieno caos americano, ha spostato avanti – da 16 a 18 di due anni – l’età in cui per la Chiesa Cattolica si diventa maggiorenni anche negli Stati Uniti, e prolungato i termini per la prescrizione da 5 a 10 anni, guadagnando vantaggio sui termini della prescrizione in uso negli States. Per questo Ratzinger è stato denunciato come “individuo”, non come Prefetto, ma come individuo per aver dato quelle disposizioni, e in quanto tale nel processo vi è rappresentato.

C’è insomma un imputato che si chiama Joseph Ratzinger e che è presente davanti alla giustizia americana a titolo individuale”.

E finora che richieste di risarcimento sono state avanzate?

”Su questo processo nessuna. Intanto è stato accertato e accettato dal giudice che ci possa essere richiesta di risarcimento nei suoi confronti. Ancora alla fase della richiesta dei risarcimenti non ci siamo arrivati, siamo nella fase della ‘costituzione’ dell’imputato per iniziare il processo. Che in quanto civile ha un altro significato, chiaramente: anche noi, dovendo chiedere qualcosa non chiederemmo di arrestare Ratzinger, questo è chiaro. Sicuramente, come cose urgentissime chiediamo il ritiro di queste disposizioni e la trasparenza su quello che è accaduto perché, ricordiamoci, quei 4.000 preti riconosciuti dalla Conferenza episcopale americana come colpevoli di aver commesso delle violenze sessuali soprattutto nei confronti di minorenni sono 4.000 che siedono sui banchi della giustizia civile”. Cioè?

In altre parole, non c’è stato un prete denunciato dalle autorità ecclesiastiche alla giustizia civile, hanno praticamente preso quello che è stato già accertato e l’hanno dato come buono senza dire però qual è stata l’attività a partire dal ’62, tutti i dossier che loro hanno e che ancora non sono di dominio pubblico.

 

 

Ma quali beni confiscati…

Si lo Stato finalmente riesce a combattere le attività criminali… confisca i loro beni e li restituisce all’utilizzo dei cittadini…
Quante belle parole, ma le cose stanno veramente così???
Innanzitutto bisogna procedere per gradi e cioè:

Coloro che avviano una attività imprenditoriale, sia che possa essere di natura lecita o mafiosa… questa per operare ha bisogno di operare attraverso il credito bancario, ovviamente maggiore è il giro d’affari, maggiore risulta in crescita  l’investimento da effettuare e quindi la necessità di ottenere prestiti…
A questo punto interviene la Banca che naturalmente previe tutte le necessarie garanzie ed assicurazioni sia personali che societarie, interviene nel rilasciare il credito richiesto.
Ora vi starete chiedendo ma cosa centra tutto ciò, con la confisca dei beni…??? 
E’ ovvio…se i beni sono stati dati in garanzia alle Banche, queste hanno prelazione… in quanto sia perchè "privilegiate", ma soprattutto quali detentori delle ipoteche e quindi sono loro i reali proprietari… infatti a dimostrazione di quanto sopra soltanto il 35% dei beni confiscati non sono da parte dello Stato utilizzati, perchè sono sotto ipotecati dalle Banche…
Ahhhh….che ridere…infatti i mutui o i prestiti concessi sono leggittimi, ed è con il consenso dello Stato che questi vengono concessi ( le informazioni per i provcedimenti sono controllati dai ns. organi di vigilanza…) i quali solo e soltanto dopo il benestare placido concedono quanto richiesto…( ai mafiosi e/o ai loro prestanomi…) e quindi ora come si fà a toglierli alle Banche???
Inoltre oggi le Banche, perdendo di fiducia a seguito di tutti i provvedimenti di sequestro e confisca che lo Stato sta adottando…comincia a limitare la concessione al prestito, riducendo così l’apporto finanziario richiesto alle nuove società ( in particolare se queste trovasi nel territorio dell’Italia insulare…), impedendo così l’eventuale rinascita di attività e di sviluppo, tanto necessarie in queste Regioni…
Infine, risulta ovvio che si portano a fallire sia le società confiscate, sia quelle che stanno operando nel mercato ed anche quelle che appena costituite, non riescono in mancanza di credito bancario, a prendere quota…
Le imprese infatti tolte ai clan mafiosi…non hanno futuro…è sono destinate a chiudere, piccole o grandi che siano… ed ancora tutti coloro che gravitavano intorno a tali società, vedasi fornitori, clienti, operatori economici, consulenti, ecc… dopo tali sequestri si ritrovano a non poter più collaborare e quindi a svolgere il proprio lavoro con esse, nessun proseguio d’affari, anzi d’ora in poi, questo rapporto verrà indagato, controllato, intercettato, verificato ed ispezionato anche in maniera personale per poterne garantire l’assoluta estraneità da eventuali partecipazioni e  coinvolgimenti sia societari che personali.
Alla fine sembrerà un paradosso…ma lo Stato oggi toglie anche quel po’ di lavoro che restava… quindi niente credito e niente lavoro… qualcuno esagera dicendo che sembrerà scandaloso che lo Stato oggi produce disoccupazione… ma purtroppo questa è la realta!!!
La Sicilia infatti oggi con con il 42,9% è tra le dieci regioni europee con il più alto tasso di disoccupazione giovanile. Lo dice Eurostat, l’ufficio europeo di statistica, in un rapporto sulla situazione occupazionale nelle regioni dell’Ue-25.
Anche se a livello nazionale è di nuovo la Sicilia ad avere il maggior numero di disoccupati (17,2%), mentre spetta alla provincia autonoma di Bolzano il primo posto per la più bassa percentuale di senza lavoro (2,7%). Dopo un drammatico crollo degli investimenti in questo triennio gli investimenti sono cresciuti, infatti diverse importanti aziende italiane e straniere, attirate dagli incentivi fiscali e contributivi e dalla disponibilità di manodopera qualificata a costi contenuti e soprattutto grazie agli sgravi concessi sulle nuove assunzioni vedasi lg. 407/90, queste hanno negli ultimi anni effettuato ingenti investimenti nelle provincie Siciliane… ma questi sono semplici palliativi…per procurare qualche voto di scambio a qualche onorevole di turno, ma soprattutto servono alle Imprese del Nord Italia del caro “ amico ” Bossi… di ottenere finanziamenti Europei e Nazionali ma soprattutto utili economici che nella cosiddetta Padania non avrebbero…

Infatti grazie agli incentivi di cui sopra per esempio…il televisiore ( quasi sempre di un modello ormai per prestazioni superato) ha utili superiori del 40% sulla stessa vendita fatta in Nord Italia dalla stesso Centro Commerciale, questo grazie alle defiscalizzazioni, agli incentivi, al costo della manodopera gravato di contribuzione inferiore rispetto a quello Nazionale… e poi comunque dobbiamo sempre ringraziare del sostegno che ci danno…
Provate a creare una società che per qualità, tecnica, prestazione, sicurezza…ecc.. sia capace di poter lottare con quelle appartenenti alla cosiddetta casta… provateci soltanto che verrete in maniera precisa e chirurgica eliminati; o si sta sotto di " Loro “ e quindi sotto il loro potere occulto, questo ovviamente ben oleato dalle forze politiche, dalla magistratura, da pubblici fficiali e via discorrendo e quindi  potrete raccogliere l’eventuali briciole che verranno lasciate… oppure non ci sarà mai sviluppo per le vostre società…
Ci troviamo di fronte ad un bivio… scegliete voi quale strada voler contuinare a percorrere!

Ma quali beni confiscati…

Si lo Stato finalmente riesce a combattere le attività criminali… confisca i loro beni e li restituisce all’utilizzo dei cittadini…
Quante belle parole, ma le cose stanno veramente così???
Innanzitutto bisogna procedere per gradi e cioè:

Coloro che avviano una attività imprenditoriale, sia che possa essere di natura lecita o mafiosa… questa per operare ha bisogno di operare attraverso il credito bancario, ovviamente maggiore è il giro d’affari, maggiore risulta in crescita  l’investimento da effettuare e quindi la necessità di ottenere prestiti…
A questo punto interviene la Banca che naturalmente previe tutte le necessarie garanzie ed assicurazioni sia personali che societarie, interviene nel rilasciare il credito richiesto.
Ora vi starete chiedendo ma cosa centra tutto ciò, con la confisca dei beni…??? 
E’ ovvio…se i beni sono stati dati in garanzia alle Banche, queste hanno prelazione… in quanto sia perchè “privilegiate”, ma soprattutto quali detentori delle ipoteche e quindi sono loro i reali proprietari… infatti a dimostrazione di quanto sopra soltanto il 35% dei beni confiscati non sono da parte dello Stato utilizzati, perchè sono sotto ipotecati dalle Banche…
Ahhhh….che ridere…infatti i mutui o i prestiti concessi sono leggittimi, ed è con il consenso dello Stato che questi vengono concessi ( le informazioni per i provcedimenti sono controllati dai ns. organi di vigilanza…) i quali solo e soltanto dopo il benestare placido concedono quanto richiesto…( ai mafiosi e/o ai loro prestanomi…) e quindi ora come si fà a toglierli alle Banche???
Inoltre oggi le Banche, perdendo di fiducia a seguito di tutti i provvedimenti di sequestro e confisca che lo Stato sta adottando…comincia a limitare la concessione al prestito, riducendo così l’apporto finanziario richiesto alle nuove società ( in particolare se queste trovasi nel territorio dell’Italia insulare…), impedendo così l’eventuale rinascita di attività e di sviluppo, tanto necessarie in queste Regioni…
Infine, risulta ovvio che si portano a fallire sia le società confiscate, sia quelle che stanno operando nel mercato ed anche quelle che appena costituite, non riescono in mancanza di credito bancario, a prendere quota…
Le imprese infatti tolte ai clan mafiosi…non hanno futuro…è sono destinate a chiudere, piccole o grandi che siano… ed ancora tutti coloro che gravitavano intorno a tali società, vedasi fornitori, clienti, operatori economici, consulenti, ecc… dopo tali sequestri si ritrovano a non poter più collaborare e quindi a svolgere il proprio lavoro con esse, nessun proseguio d’affari, anzi d’ora in poi, questo rapporto verrà indagato, controllato, intercettato, verificato ed ispezionato anche in maniera personale per poterne garantire l’assoluta estraneità da eventuali partecipazioni e  coinvolgimenti sia societari che personali.
Alla fine sembrerà un paradosso…ma lo Stato oggi toglie anche quel po’ di lavoro che restava… quindi niente credito e niente lavoro… qualcuno esagera dicendo che sembrerà scandaloso che lo Stato oggi produce disoccupazione… ma purtroppo questa è la realta!!!
La Sicilia infatti oggi con con il 42,9% è tra le dieci regioni europee con il più alto tasso di disoccupazione giovanile. Lo dice Eurostat, l’ufficio europeo di statistica, in un rapporto sulla situazione occupazionale nelle regioni dell’Ue-25.
Anche se a livello nazionale è di nuovo la Sicilia ad avere il maggior numero di disoccupati (17,2%), mentre spetta alla provincia autonoma di Bolzano il primo posto per la più bassa percentuale di senza lavoro (2,7%). Dopo un drammatico crollo degli investimenti in questo triennio gli investimenti sono cresciuti, infatti diverse importanti aziende italiane e straniere, attirate dagli incentivi fiscali e contributivi e dalla disponibilità di manodopera qualificata a costi contenuti e soprattutto grazie agli sgravi concessi sulle nuove assunzioni vedasi lg. 407/90, queste hanno negli ultimi anni effettuato ingenti investimenti nelle provincie Siciliane… ma questi sono semplici palliativi…per procurare qualche voto di scambio a qualche onorevole di turno, ma soprattutto servono alle Imprese del Nord Italia del caro ” amico ” Bossi… di ottenere finanziamenti Europei e Nazionali ma soprattutto utili economici che nella cosiddetta Padania non avrebbero…

Infatti grazie agli incentivi di cui sopra per esempio…il televisiore ( quasi sempre di un modello ormai per prestazioni superato) ha utili superiori del 40% sulla stessa vendita fatta in Nord Italia dalla stesso Centro Commerciale, questo grazie alle defiscalizzazioni, agli incentivi, al costo della manodopera gravato di contribuzione inferiore rispetto a quello Nazionale… e poi comunque dobbiamo sempre ringraziare del sostegno che ci danno…
Provate a creare una società che per qualità, tecnica, prestazione, sicurezza…ecc.. sia capace di poter lottare con quelle appartenenti alla cosiddetta casta… provateci soltanto che verrete in maniera precisa e chirurgica eliminati; o si sta sotto di ” Loro ” e quindi sotto il loro potere occulto, questo ovviamente ben oleato dalle forze politiche, dalla magistratura, da pubblici fficiali e via discorrendo e quindi  potrete raccogliere l’eventuali briciole che verranno lasciate… oppure non ci sarà mai sviluppo per le vostre società…
Ci troviamo di fronte ad un bivio… scegliete voi quale strada voler contuinare a percorrere!

L’OPUS DEI…

Fondata nel 1928 a Madrid da monsignor Escrivà ed assurta a prelatura personale (vale a dire che risponde esclusivamente a Giovanni Paolo II) nel 1982, l’Opus Dei rappresenta la più potente multinazionale dell’educazione religiosa e fattura – secondo stime della stampa cattolica dissidente – non meno di 30 milioni di dollari al mese.
Lungo l’asse Spagna-Italia si muove la teoria occulta (sui nomi degli iscritti vige la consegna rigida del segreto) dei circa 84 mila aderenti all’Opus, ripercorrendo così il cammino del fondatore, che dal 1946 si era trasferito nella capitale italiana fino alla morte, avvenuta nel 1975. Suo successore nell’imponente sede pariolina di Palazzo Tevere, in viale Bruno Buozzi, era stato monsignor Alvarez del Portillo, scomparso nel ’94, cui è succeduto l’attuale prelato Javier Echevarria, 70 anni, madrileno, grande protagonista delle celebrazioni del 6 ottobre scorso per la santificazione di Escrivà.

E al gemellaggio tra le due nazioni si deve anche la presenza costante accanto al pontefice, in qualità di portavoce vaticano, del leader opusdeista spagnolo Joaquin Navarro Valls, ex torero, ex medico, poi giornalista, attraverso cui filtra qualsiasi notizia in arrivo dalla Santa Sede.
Autentico business core dell’Opus è la Fondazione Rui (Residenze Universitarie Internazionali), con le numerose ramificazioni imprenditoriali ad essa connesse nei cinque continenti (dal Faes, la potente associazione di genitori cattolici che gestisce ovunque scuole private per fanciulle, fino ad Elis e Safi, cui fanno capo centinaia di istituti di formazione professionale riconosciuti dal ministero).
Con quartier generale in via Ventuno Aprile, sempre nella capitale, ed una seconda roccaforte a Milano in via Mascheroni, Rui è attualmente diretta da un ingegnere, Alfredo Razzano, opusdeista della prima ora. Fondata a maggio 1959 su iniziativa di imprenditori italiani di grosso calibro, da Piero Lucchini a Fausto Moneta, Rui ha potuto contare fin dall’inizio su centinaia di sostenitori ufficiali tanto nelle fila del Rotary che in quelle dell’Ucid, colosso associativo di imprenditori cattolici che vede attualmente ai suoi vertici i simpatizzanti dell’Opus Alberto Falck e Pierferdinando Casini, presidente della Camera. Sempre nel ’59, a settembre, la Rui viene già eretta ad ente morale su proposta del ministero della Pubblica Istruzione con il quale, da allora e fino a tutt’oggi, intrattiene uno strettissimo rapporto. Al punto che lo Stato italiano nel 1986 emana un apposito provvedimento per dichiarare deducibili dalle tasse i contributi versati dai privati cittadini alla Rui.

Sono 12 i collegi universitari che promanano direttamente dalla fondazione opusdeista: tre nella capitale (Valle delle Palme, Celimontano ed il recentissimo Porta Nevia sulla Laurentina, che offre alle studentesse bene servizi alberghieri e di tutoraggio in un complesso residenziale dotato di aula magna da 150 posti, cinque sale studi, music room e cappella da 120 posti), due nella postazione strategica di Verona (dove ha sede anche la dinasty dei Blasi, cofondatrice della Rui ed attualmente ai vertici di Cariverona, con Paolo Blasi appena entrato nel cda di Mediobanca), uno a Palermo e Bologna, due a Genova e tre a Milano. Sono le residenze Viscontea, Torrione e, soprattutto, la famosa Torrescalla, mitico tempio del primo sodalizio fra Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi. “Ho visto Silvio la prima volta all’università Statale di Milano nel ’61”, raccontava il senatore forzista qualche anno fa. A farli incontrare era stato “un amico comune, Bruno Padula, oggi sacerdote dell’Opus Dei”. Primo organismo nato dall’intesa fu una squadra di calcio: “Silvio era il presidente, io allenavo – ricorda ancora Dell’Utri – e suo fratello Paolo giocava da centravanti”. “Si chiamava – conclude – Torrescalla, dal nome della residenza universitaria dell’Opus dove io vivevo, e dove avevamo messo la sede della squadra”.

In prima fila per la santificazione di Escrivà, ma presenza fissa anche in occasione di analoghi appuntamenti per celebrare il fondatore, Bernabei avrebbe già in tasca l’autorizzazione per girare un film sulla vita di Giovanni Paolo II all’indomani della sua scomparsa, grazie alla perfetta intesa con le gerarchie dell’Opus: quelle stesse alte sfere che avrebbero designato da tempo alla successione di Wojtyla il neo cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi, altra figura carismatica per i seguaci di Escrivà.

Intanto, chi non dimentica i tempi di Torrescalla è proprio lui, il premier Berlusconi, che all’inaugurazione dell’anno accademico 2001-2002 dell’elitaria location meneghina ha inviato il suo braccio destro Fedele Confalonieri, autore di un lungo intervento sul ruolo della tv privata nella formazione dei giovani all’interno della famiglia. Con lui, al tavolo dei relatori, anche l’ex presidente della Ras Assicurazioni Umberto Zanni e la senatrice Ombretta Fumagalli Carulli, entrambi presenze assidue alle convention opusdeiste da un capo all’altro della penisola. Assente “giustificato” Marcello Dell’Utri, alle prese con i postumi della condanna definitiva (2 anni e 3 mesi di carcere) per false fatturazioni e frode fiscale continuata, e soprattutto invischiato nel processo di Palermo, che lo vede imputato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Di “santa mafia” ha parlato il quotidiano il manifesto a proposito della santificazione di Escrivà, riferendosi al lobbismo della struttura ed in particolare alla segretezza sulle affiliazioni, di cui esiste traccia solo nel sancta sanctorum di Palazzo Tevere, con tanto di schede, foto, qualifica (si va dai numerari, celibi ma laici, ai soprannumerari, fedelissimi sposati e con prole, fino ai soci cooperatori, professionisti di provata fede nell’Opus). In realtà, secondo attenti osservatori, il paragone più calzante sarebbe quello con una “santa massoneria”, dal momento che assai simili, soprattutto dal punto di vista dell’elitarismo di cui è permeato il loro credo, appaiono gli ideali delle due diverse consorterie.

Una riprova arriva dalle dichiarazioni del Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia Fabio Venzi, secondo il quale “alcuni massoni sono nell’Opus Dei e alcuni membri dell’Opus Dei sono in Massoneria”, anche perché “queste organizzazioni si propongono di raggiungere pressappoco le stesse finalità”. E conclude ammettendo che “esiste un dialogo tra i membri delle due organizzazioni vuoi per semplice amicizia, vuoi per questioni professionali”. 

Niente intrecci precostituiti, dunque, ma forti affinità, con percorsi che molto spesso s’incontrano. Nelle segrete stanze del potere. E qualche volta anche alla luce del sole. Succede, ad esempio, durante le kermesse mondano-religiose che costellano la vita dell’Opus e delle sue attività imprenditoriali targate Rui. Fra le quali spiccano altri due incrociatori: il Campus Biomedico e la Pontificia Università della Santa Croce, entrambi nella capitale.

Partiamo dal Campus e torniamo subito alla Fondazione Rui nel segno di Vincenzo Lorenzelli, contemporaneamente rettore del primo e presidente della seconda. Chi è Lorenzelli? Il suo nome è rimbalzato in sede parlamentare a fine dello scorso anno, quando è stato nominato presidente di Carige Nuova Vita spa. Al centro della polemica, una questione di incompatibilità all’interno dell’omonimo gruppo bancario, in cui Lorenzelli rivestiva già un’altra importante carica, quella di presidente della Fondazione Carige.
Dell’affiliazione all’Opus Lorenzelli non fa mistero “ma – tiene a precisare in un’intervista a Repubblica – la Prelatura non gestisce il Campus”, anche se “vigila su di esso – aggiunge – offrendo l’assistenza pastorale e l’orientamento dottrinale delle attività formative”.

Senza contare la messe di convegni cultural-mondani, in cui spiccano alcuni fra i più bei nomi dell’imprenditoria nazionale: dal già citato Alberto Falck all’editore Leonardo Mondadori, entrambi presenti al Gran Galà di Villa Sormani Marzorati, organizzato due anni fa dalla contessa Maria Teresa Parea Uva per finanziare le attività universitarie dell’Opus. E ancora, Giancarlo Elia Valori (negli archivi della Loggia P2 fu ritrovato un intero schedario dedicato all’Opus), il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Enrico Garaci, il numero uno Farmindustria Giampiero Leoni e Carlo Caruso, direttore dell’ospedale San Raffaele, tutti partecipanti alla giornata della ricerca, organizzata nel marzo scorso presso la sede del Campus Biomedico. E poi l’ex presidente della struttura, il già nominato Umberto Zanni (cui è succeduto Paolo Arullani, attualmente in carica), il direttore del Tg1 Alberto Del Noce, corso a moderare, giusto un anno fa, il convegno dall’emblematico titolo “Il significato nel dolore nell’insegnamento del Beato Josemaria Escrivà”, e perfino Alberto Sordi che, sfatando la proverbiale fama di tirchio, ha donato parte del terreno su cui è stata edificata una nuova ala del Campus in zona Trigoria, nei dintorni della capitale. A un passo dal quartier generale della Roma presieduta dall’amico Franco Sensi.

Personaggio chiave dell’establishment opusdeista nazionale, Lorenzelli siede anche nel comitato scientifico della Pontificia Università della Santa Croce, sede a Roma in Palazzo dell’Apollinare. Suo Gran Cancelliere è lo stesso prelato dell’Opus Di Javier Echevarria autore, nel luglio scorso, della nomina del reverendo Mariano Fazio, origini argentine, quarantadue anni, a nuovo rettore dell’ateneo. Nelle cui sale, intanto, cresce l’attesa per il prossimo 26 novembre, quando verrà conferita la laurea honoris causa in Teologia al ‘papabile’ per eccellenza: il cardinale Dionigi Tettamanzi.

 “Escrivà ci insegnò che la povertà cristiana non coincide con lo squallore e che si può, si deve essere devoti, ma non guasta esserlo con la cravatta giusta, se laici; e, se preti, con eleganti gemelli ai polsini, come sempre fece egli stesso”. Parola di Vittorio Messori, tra i biografi del fondatore più accreditati nelle alte sfere della Prelatura. Un dettato preso alla lettera dai seguaci partenopei, tutti appartenenti alle classi borghesi maggiormente elitarie e facoltose. Noncuranti delle maldicenze sul santo (che, secondo quanto pubblicato di recente da Le Monde Diplomatique, amava “farsi trasportare in una cadillac nera” ed “aveva ottenuto dall’amico Francisco Franco il titolo di marchese di Peralta”), gli adepti nostrani continuano a flagellarsi periodicamente nell’intimo delle mura domestiche.

Non è ancora del tutto scomparso dalle loro case il cilicio: una sorta di busto metallico chiodato da applicare di tanto in tanto nel corso della settimana, a fini di mortificazione della carne, come spiegava a fine anni ’80 il giornalista Maurizio Di Giacomo nel libro choc Opus Dei edito da Tullio Pironti. Altro precetto in primo piano, l’assoluta esclusione di qualsiasi pratica anticoncezionale, compresi i pochi metodi ammessi dalla chiesa ufficiale. Le loro famiglie sono generalmente popolate da un gran numero di figli, tutti pronti a frequentare, naturalmente, le centinaia di residenze, scuole ed università dell’Opus sparse nel mondo.
Partiamo dai centri scolastici che vedono in prima fila l’Istituto Belforte di corso Europa, “l’unica scuola a Napoli pensata e realizzata per la donna”, recita lo slogan. Con elementari, medie e liceo linguistico riconosciuti dallo Stato, la Belforte aderisce al Faes, la già ricordata filiazione delle Residenze Rui, ed è diretta dall’opusdeista doc Maria Ruju. Nell’organigramma figurava, fino a metà anni novanta, anche Nober Manoukian. Rotariano, ex Ucid e direttore di un’industria di smalti nella zona di Ponte Chiasso, Manoukian rappresenta una figura mitica dell’opusdeismo nazionale, più volte celebrato anche a Torrescalla e al Campus romano. Fedele alla tradizionale ‘attenzione’ per il mondo dell’informazione (“l’Opus – fanno sapere i portavoce ufficiali – controlla nel mondo 630 giornali e 52 catene tv”), anche la Belforte organizza corsi di giornalismo, cui prendono parte esponenti delle principali testate partenopee. E naturalmente, ogni anno, lo stand dell’istituto di corso Europa giganteggia in occasione di Euripe, la kermesse a carattere nazionale che si svolge in primavera a Napoli con fini ufficiali di orientamento universitario (“ma in realtà – dicono negli ambienti laici – per reclutare quanti più giovani è possibile nelle residenze della Rui o in altre strutture dell’Opus”).
Ideatore di Euripe e fondatore dell’IPE, l’Istituto per le attività educative con sede al Vomero in via Luca Giordano, è l’ex presidente del Consiglio regionale della Campania, il forzista Raffaele Calabrò. Cardiologo all’ospedale Pausilipon, amico personale e collega di Paolo Cirino Pomicino (il quale, non a caso, nella sua veste di ministro del Bilancio andò ad inaugurare una struttura dell’Opus Dei a Napoli nel 1991), Calabrò può contare su una famiglia che condivide da sempre il suo ferreo credo. A partire dalla moglie Giovanna Perrone, che insegna alla Belforte, e poi la madre Elisa Calabrò, decana della compagine partenopea, la sorella Lea, insegnante e sposata col magistrato Salvatore Iovene, anche lui devotissimo: tutti uniti nel verbo di Escrivà ed impegnati a vario titolo nel promuovere l’attività delle due residenze napoletane. La Monterone, più antica, ha sede nel cuore della Napoli chic, in un antico palazzo di via Crispi, ed è riservata ai maschi. Diretta da Lorenzo Burdo, può ospitare fino a cinquanta studenti, in grado di pagare una retta pari a circa 13 milioni di vecchie lire l’anno. All’inaugurazione dell’anno accademico 1999-2000 era intervenuto come relatore, accanto a Raffaele Calabrò, l’allora ministro della Pubblica istruzione Ortensio Zecchino.
Alle fanciulle è riservata invece la Residenza Villalta, poco distante dalla Monterone (è in via Martucci), inaugurata a novembre del 2001 alla presenza di autorità cittadine e simpatizzanti assidui dell’Opus, come il giudice minorile Maria Lidia De Luca, fervente seguace di Escrivà da sempre, così come il marito Raffaele Raimondi, altro magistrato, inserito nel comitato ristretto dei saggi per il Giubileo 2000. Anche Villalta, sessanta posti letto e rette analoghe alla Monterone, è gestita dall’IPE, che attualmente è presieduto da Luigi Coccurullo e diretto da Mario Spasiano.
Intanto cresce, anche nel capoluogo partenopeo, il numero degli adepti che, dal mondo delle professioni, riescono a spiccare il volo verso quello delle istituzioni. E’ il caso di Mario Delfino, dermatologo, che dal 2001 siede in consiglio comunale a Napoli sotto le insegne, naturalmente, di Forza Italia. A distinguersi nella schiera degli opusdeisti era stata anche sua sorella Giovanna Delfino, numero uno delle Edizioni Scientifiche Italiane, per i cui tipi era uscito qualche anno fa un libello agiografico di grande tiratura sulla vita del beato.
Restando in zona Palazzo Sangiacomo incontriamo poi un altro fervente: si tratta di Gianni Pomicino, parente dell’ex ministro ed ingegnere, che più volte ha ospitato nella sua casa del Vomero incontri aventi ad oggetto le beatitudini di Escrivà. All’università prestava invece la sua opera Roberto Marrama, l’economista partenopeo scomparso qualche anno fa, cui recentemente l’IPE ha intitolato un concorso per borse di studio finalizzate all’accesso nel Campus Biomedico. Considerato un ideologo del pensiero di Escrivà, Marrama apparteneva infatti alla stretta nomenklatura partenopea dell’Opus.
Assai più variegato, in zona, il panorama dei simpatizzanti, che comprende anche grandi firme dell’edilizia locale come Bruno Brancaccio e Bruno Capaldo, entrambi proprietari ad Ischia di appartamenti in un complesso residenziale che ospita anche magioni estive della famiglia Calabrò.
Il nome di Capaldo, notoriamente vicino a Forza Italia, è finito nell’occhio del ciclone per una fra le più recenti tangentopoli all’italiana: quella per il tourbillon di mazzette intorno all’affare Inail di Potenza.

Un aiuto dato a coloro che ne hanno bisogno… preghiamo…

Molti gerarchi nazisti come Eichmann, Mengele, Priebke, trovarono rifugio in Argentina. Ad attuare la loro fuga era la Organisation der ehemaligen SS-Angehöringen, detta “operazione Odessa”; questa aveva complicità sia nella Chiesa cattolica ma anche con il regime del presidente Juan Carlos Perón. Oggi attraverso materiali inediti dei servizi americani ed europei si ricostruisce l’intera filiera di Odessa, svelando i contatti di Perón con i nazisti; l’azione degli agenti segreti di Himmler giunti a Madrid per preparare una via di fuga nel 1944, e dal 1946 attivi a Buenos Aires con diramazioni in Scandinavia, Svizzera e Italia; gli accordi tra il governo e la Chiesa cattolica argentina e la complicità delle autorità svizzere.
Solo ora si aprono prospettive di lavoro più analitiche su questo tema, per anni rimasto un buco nero della ricerca storica. L’infinita mole di volumi pubblicati sulla seconda guerra mondiale si interrompe improvvisamente davanti alle macerie del Reichstag o, nel migliore dei casi, nell’aula di tribunale di Norimberga, ignorando volutamente le centinaia (e forse migliaia) di criminali di guerra sfuggiti alla morte o alla cattura e rifugiatisi in America Latina (ma anche negli Stati Uniti e in altri paesi del blocco occidentale).
Oggi si è in grado di mettere insieme il materiale sufficiente per ricostruire la vicenda generale della fuga dei criminali di guerra dall’Europa e quella specifica di alcuni di loro, fra cui Ante Pavelić ( Poglavnik dello Stato Indipendente Croato), Adolf Eichmann (il “ferroviere” dell’Olocausto), Erich Priebke (il responsabile della strage delle Fosse Ardeatine), Josef Mengele (il “dottore della morte” di Auschwitz). Gli archivi della Croce rossa in Svizzera; quelli belgi che conservano il diario di uno dei più importanti criminali fuggiti in Argentina; i documenti dei servizi segreti americani; i moduli di sbarco e i permessi rilasciati dall’Ufficio immigrazione di Buenos Aires; i pochi documenti Vaticani messi a disposizione.


Il quadro che ne viene fuori è al tempo stesso maestoso e deprimente, per la serie di connivenze e di interessi incrociati che fruttarono l’impunità e spesso una vita agiata a individui che si erano resi responsabili delle peggiori atrocità in tempo di guerra. A tutto ciò contribuì l’acquiescenza dei servizi segreti occidentali, che permisero la fuga di gran parte dei criminali già in arresto; l’ignavia della Croce rossa, che fornì i documenti di viaggio… chissà po per quale ragione senza effettuarne il minimo controllo; l’interesse politico ed economico (la necessità di tecnici specializzati, per esempio nel settore aeronautico) di Perón e del suo entourage, che organizzò una vera e propria rete di espatrio clandestino; la malintesa e molto sospetta carità cristiana di alcuni fra i più alti esponenti del Vaticano (vescovi austriaci, argentini e croati, con la provata complicità di Pio XII…non dimentichiamoci dei suoi “ silenzi “ e del cardinale Montini, futuro Paolo VI), tanto attivi nell’organizzare una via di salvezza per i criminali cattolici quanto nel negare aiuti sostanziali agli ebrei sottoposti a sterminio pochi anni prima.

In pratica, gli emissari di Perón in Europa – spesso già in contatto con i servizi segreti nazisti durante la guerra – misero in piedi due strutture di fuga, l’una negli anni 1945-47, attraverso soprattutto la Spagna franchista, per mettere in salvo i criminali cattolici (rexisti belgi, fascisti francesi, ustaša croati); l’altra negli anni 1947-49, a vantaggio soprattutto dei nazisti tedeschi e transitante per l’Italia. Spesso fatti fuggire dai campi di prigionia alleati grazie all’aiuto di alti prelati, i criminali di guerra erano tenuti in clandestinità in monasteri o appartamenti di proprietà del Vaticano. Intanto gli inviati argentini procuravano loro i documenti di viaggio della Croce rossa e l’assenso all’immigrazione delle autorità argentine (ancora nel dopoguerra spesso propense a negare i permessi ai profughi ebrei). Infine, questi individui giungevano in Argentina (talvolta grazie a voli della compagnia di bandiera o a un’agenzia privata gestita dagli stessi che ne avevano organizzato l’espatrio), dove venivano accolti a braccia aperte da altri nazisti e filonazisti precedentemente sbarcati, in grado di procurar loro una sistemazione, un lavoro e non di rado un incontro con lo stesso Perón.

Chi pagherà per le responsabilità globali, che attraverso istituzioni quali il Governo argentino, il Vaticano e la Croce Rossa e quanti ancora in maniera del tutto personale hanno dato moto alla più attiva “ Squadra salva Nazisti ” nel dopoguerra?

Un aiuto dato a coloro che ne hanno bisogno… preghiamo…

Molti gerarchi nazisti come Eichmann, Mengele, Priebke, trovarono rifugio in Argentina. Ad attuare la loro fuga era la Organisation der ehemaligen SS-Angehöringen, detta “operazione Odessa”; questa aveva complicità sia nella Chiesa cattolica ma anche con il regime del presidente Juan Carlos Perón. Oggi attraverso materiali inediti dei servizi americani ed europei si ricostruisce l’intera filiera di Odessa, svelando i contatti di Perón con i nazisti; l’azione degli agenti segreti di Himmler giunti a Madrid per preparare una via di fuga nel 1944, e dal 1946 attivi a Buenos Aires con diramazioni in Scandinavia, Svizzera e Italia; gli accordi tra il governo e la Chiesa cattolica argentina e la complicità delle autorità svizzere.
Solo ora si aprono prospettive di lavoro più analitiche su questo tema, per anni rimasto un buco nero della ricerca storica. L’infinita mole di volumi pubblicati sulla seconda guerra mondiale si interrompe improvvisamente davanti alle macerie del Reichstag o, nel migliore dei casi, nell’aula di tribunale di Norimberga, ignorando volutamente le centinaia (e forse migliaia) di criminali di guerra sfuggiti alla morte o alla cattura e rifugiatisi in America Latina (ma anche negli Stati Uniti e in altri paesi del blocco occidentale).
Oggi si è in grado di mettere insieme il materiale sufficiente per ricostruire la vicenda generale della fuga dei criminali di guerra dall’Europa e quella specifica di alcuni di loro, fra cui Ante Pavelić ( Poglavnik dello Stato Indipendente Croato), Adolf Eichmann (il “ferroviere” dell’Olocausto), Erich Priebke (il responsabile della strage delle Fosse Ardeatine), Josef Mengele (il “dottore della morte” di Auschwitz). Gli archivi della Croce rossa in Svizzera; quelli belgi che conservano il diario di uno dei più importanti criminali fuggiti in Argentina; i documenti dei servizi segreti americani; i moduli di sbarco e i permessi rilasciati dall’Ufficio immigrazione di Buenos Aires; i pochi documenti Vaticani messi a disposizione.


Il quadro che ne viene fuori è al tempo stesso maestoso e deprimente, per la serie di connivenze e di interessi incrociati che fruttarono l’impunità e spesso una vita agiata a individui che si erano resi responsabili delle peggiori atrocità in tempo di guerra. A tutto ciò contribuì l’acquiescenza dei servizi segreti occidentali, che permisero la fuga di gran parte dei criminali già in arresto; l’ignavia della Croce rossa, che fornì i documenti di viaggio… chissà po per quale ragione senza effettuarne il minimo controllo; l’interesse politico ed economico (la necessità di tecnici specializzati, per esempio nel settore aeronautico) di Perón e del suo entourage, che organizzò una vera e propria rete di espatrio clandestino; la malintesa e molto sospetta carità cristiana di alcuni fra i più alti esponenti del Vaticano (vescovi austriaci, argentini e croati, con la provata complicità di Pio XII…non dimentichiamoci dei suoi “ silenzi “ e del cardinale Montini, futuro Paolo VI), tanto attivi nell’organizzare una via di salvezza per i criminali cattolici quanto nel negare aiuti sostanziali agli ebrei sottoposti a sterminio pochi anni prima.

In pratica, gli emissari di Perón in Europa – spesso già in contatto con i servizi segreti nazisti durante la guerra – misero in piedi due strutture di fuga, l’una negli anni 1945-47, attraverso soprattutto la Spagna franchista, per mettere in salvo i criminali cattolici (rexisti belgi, fascisti francesi, ustaša croati); l’altra negli anni 1947-49, a vantaggio soprattutto dei nazisti tedeschi e transitante per l’Italia. Spesso fatti fuggire dai campi di prigionia alleati grazie all’aiuto di alti prelati, i criminali di guerra erano tenuti in clandestinità in monasteri o appartamenti di proprietà del Vaticano. Intanto gli inviati argentini procuravano loro i documenti di viaggio della Croce rossa e l’assenso all’immigrazione delle autorità argentine (ancora nel dopoguerra spesso propense a negare i permessi ai profughi ebrei). Infine, questi individui giungevano in Argentina (talvolta grazie a voli della compagnia di bandiera o a un’agenzia privata gestita dagli stessi che ne avevano organizzato l’espatrio), dove venivano accolti a braccia aperte da altri nazisti e filonazisti precedentemente sbarcati, in grado di procurar loro una sistemazione, un lavoro e non di rado un incontro con lo stesso Perón.

Chi pagherà per le responsabilità globali, che attraverso istituzioni quali il Governo argentino, il Vaticano e la Croce Rossa e quanti ancora in maniera del tutto personale hanno dato moto alla più attiva ” Squadra salva Nazisti ” nel dopoguerra?

Ratzinger …ha il coraggio di parlare di Pedofilia ed abusi sui minori…


Quanti di Voi sapevano che il nostro attuale Papa Ratzinger è stato processato per un caso in sede civile in cui è stato denunciato per una lettera del 2001 nella quale ribadiva il contenuto della Instructio de modo procedendi in causis sollicitationis del 1962… ( questo è un documento inviato a tutti i vescovi e soltanto di recente si vorrebbe desecretare, in cui il Vaticano ordinava che un minore qualora avesse dichiarato al suo vescovo di un abuso sessuale da parte di un sacerdote avrebbe dovuto giurare il segreto perpetuo, sotto eventuale pena di scomunica. Ed eventuali documenti comprovanti scandali di questo genere commessi da sacerdoti avrebbero dovuto essere tenuto in un archivio segreto. In essa, l’attuale papa Benedetto XVI, non solo richiama Crimen Sollicitationis, ma dispone che gli abusi sessuali commessi dal clero su minori debbano essere gestiti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, in quanto di sua esclusiva competenza e per tali vicende soltanto dei sacerdoti possono assumere i ruoli di giudice, di promotore di giustizia di notaio e di patrono (In Tribunalibus apud Ordinarios vel Hierarchas constitutis, hisce pro causis munera Iudicis, promotoris Iustitiae, Notarii atque patroni tantummodo sacerdotes valide explere possunt).

Tutti gli atti di siffatti tribunali debbono poi essere trasmessi alla Congregazione per la Dottrina della Fede e soggetti in ogni caso al segreto pontificio (Huiusmodi causae secreto pontificio subiectae sunt).
Con la lettera confidenziale, l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI, ribadiva il diritto della Chiesa non solo di rivendicare a sé la competenza giurisdizionale nei casi di abusi su minori da parte di esponenti religiosi, ma di svolgere le indagini e conservare le prove acquisite nel più assoluto segreto, fino al decorrere di dieci anni dal compimento della maggiore età della vittima. “Casi di questo tipo – conclude la lettera – sono soggetti al segreto pontificio”.

Ratzinger in quel momento abbia agito al di fuori dei poteri propri del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede per innalzare i tempi della prescrizione. In questo modo ha impedito alla giurisdizione americana di intervenire in sede penale: difatti, tutti questi processi sono in sede civile perché sono andati in prescrizione i tempi dell’azione penale, e questa lettera del 2001, in pieno caos americano, ha spostato avanti – da 16 a 18 di due anni – l’età in cui per la Chiesa Cattolica si diventa maggiorenni anche negli Stati Uniti, e prolungato i termini per la prescrizione da 5 a 10 anni, guadagnando vantaggio sui termini della prescrizione in uso negli States. Per questo Ratzinger è stato denunciato come “individuo”, non come Prefetto, ma come individuo per aver dato quelle disposizioni, e in quanto tale nel processo vi è rappresentato.
C’è insomma un imputato che si chiama Joseph Ratzinger e che è presente davanti alla giustizia americana a titolo individuale".
E finora che richieste di risarcimento sono state avanzate?
“Su questo processo nessuna. Intanto è stato accertato e accettato dal giudice che ci possa essere richiesta di risarcimento nei suoi confronti. Ancora alla fase della richiesta dei risarcimenti non ci siamo arrivati, siamo nella fase della ‘costituzione’ dell’imputato per iniziare il processo. Che in quanto civile ha un altro significato, chiaramente: anche noi, dovendo chiedere qualcosa non chiederemmo di arrestare Ratzinger, questo è chiaro. Sicuramente, come cose urgentissime chiediamo il ritiro di queste disposizioni e la trasparenza su quello che è accaduto perché, ricordiamoci, quei 4.000 preti riconosciuti dalla Conferenza episcopale americana come colpevoli di aver commesso delle violenze sessuali soprattutto nei confronti di minorenni sono 4.000 che siedono sui banchi della giustizia civile”. Cioè?
In altre parole, non c’è stato un prete denunciato dalle autorità ecclesiastiche alla giustizia civile, hanno praticamente preso quello che è stato già accertato e l’hanno dato come buono senza dire però qual è stata l’attività a partire dal ’62, tutti i dossier che loro hanno e che ancora non sono di dominio pubblico.

Ratzinger …ha il coraggio di parlare di Pedofilia ed abusi sui minori…


Quanti di Voi sapevano che il nostro attuale Papa Ratzinger è stato processato per un caso in sede civile in cui è stato denunciato per una lettera del 2001 nella quale ribadiva il contenuto della Instructio de modo procedendi in causis sollicitationis del 1962… ( questo è un documento inviato a tutti i vescovi e soltanto di recente si vorrebbe desecretare, in cui il Vaticano ordinava che un minore qualora avesse dichiarato al suo vescovo di un abuso sessuale da parte di un sacerdote avrebbe dovuto giurare il segreto perpetuo, sotto eventuale pena di scomunica. Ed eventuali documenti comprovanti scandali di questo genere commessi da sacerdoti avrebbero dovuto essere tenuto in un archivio segreto. In essa, l’attuale papa Benedetto XVI, non solo richiama Crimen Sollicitationis, ma dispone che gli abusi sessuali commessi dal clero su minori debbano essere gestiti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, in quanto di sua esclusiva competenza e per tali vicende soltanto dei sacerdoti possono assumere i ruoli di giudice, di promotore di giustizia di notaio e di patrono (In Tribunalibus apud Ordinarios vel Hierarchas constitutis, hisce pro causis munera Iudicis, promotoris Iustitiae, Notarii atque patroni tantummodo sacerdotes valide explere possunt).

Tutti gli atti di siffatti tribunali debbono poi essere trasmessi alla Congregazione per la Dottrina della Fede e soggetti in ogni caso al segreto pontificio (Huiusmodi causae secreto pontificio subiectae sunt).
Con la lettera confidenziale, l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI, ribadiva il diritto della Chiesa non solo di rivendicare a sé la competenza giurisdizionale nei casi di abusi su minori da parte di esponenti religiosi, ma di svolgere le indagini e conservare le prove acquisite nel più assoluto segreto, fino al decorrere di dieci anni dal compimento della maggiore età della vittima. “Casi di questo tipo – conclude la lettera – sono soggetti al segreto pontificio”.

Ratzinger in quel momento abbia agito al di fuori dei poteri propri del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede per innalzare i tempi della prescrizione. In questo modo ha impedito alla giurisdizione americana di intervenire in sede penale: difatti, tutti questi processi sono in sede civile perché sono andati in prescrizione i tempi dell’azione penale, e questa lettera del 2001, in pieno caos americano, ha spostato avanti – da 16 a 18 di due anni – l’età in cui per la Chiesa Cattolica si diventa maggiorenni anche negli Stati Uniti, e prolungato i termini per la prescrizione da 5 a 10 anni, guadagnando vantaggio sui termini della prescrizione in uso negli States. Per questo Ratzinger è stato denunciato come “individuo”, non come Prefetto, ma come individuo per aver dato quelle disposizioni, e in quanto tale nel processo vi è rappresentato.
C’è insomma un imputato che si chiama Joseph Ratzinger e che è presente davanti alla giustizia americana a titolo individuale”.
E finora che richieste di risarcimento sono state avanzate?
”Su questo processo nessuna. Intanto è stato accertato e accettato dal giudice che ci possa essere richiesta di risarcimento nei suoi confronti. Ancora alla fase della richiesta dei risarcimenti non ci siamo arrivati, siamo nella fase della ‘costituzione’ dell’imputato per iniziare il processo. Che in quanto civile ha un altro significato, chiaramente: anche noi, dovendo chiedere qualcosa non chiederemmo di arrestare Ratzinger, questo è chiaro. Sicuramente, come cose urgentissime chiediamo il ritiro di queste disposizioni e la trasparenza su quello che è accaduto perché, ricordiamoci, quei 4.000 preti riconosciuti dalla Conferenza episcopale americana come colpevoli di aver commesso delle violenze sessuali soprattutto nei confronti di minorenni sono 4.000 che siedono sui banchi della giustizia civile”. Cioè?
In altre parole, non c’è stato un prete denunciato dalle autorità ecclesiastiche alla giustizia civile, hanno praticamente preso quello che è stato già accertato e l’hanno dato come buono senza dire però qual è stata l’attività a partire dal ’62, tutti i dossier che loro hanno e che ancora non sono di dominio pubblico.

The Untouchables (o come la Chiesa si è comprata l'immunità con un concordato e un paio di dittature).

Gli Intoccabili…

Difatti, con quale altro nome si possono definire una categoria d’individui che grazie ad un concordato (vedasi i “Patti Lateranensi”; certo il fascismo ed il Nazismo… un aiuto doveva darlo alla Chiesa per avere in cambio la protezione nel caso di eventuale sconfitta nella guerra, affinchè provvedesse ad aiutare quei loro capi a fuggire da una pena di morte certa…) e che gode ancora oggi di tutti quei benefici esclusivi allora concessi!

Ma soprattutto è come manovra le proprie protezioni politiche e popolari, tanto da indurre televisioni, giornali, esponenti politici a entrare in azione quando necessario, per la protezione di questa “casta”, che da sempre si cela e e si protegge sotto le spoglie di quel “Cristo”, che oggi se potesse ritornare indietro, rinnegherebbe per prima cosa con tutte le Sue forze, quanto questi suoi cosiddetti eletti, hanno compiuto in questi 2000 anni in nome e per Suo conto di quel suo nome…

Ah, la Santa Sede! L’unica istituzione al mondo che è riuscita a farsi firmare un “patto di non aggressione” da Mussolini prima e da Hitler dopo, giusto per assicurarsi che, in caso di sconfitta, i suoi amici in camicia nera e svastiche potessero scappare in Sudamerica con un biglietto di sola andata pagato dalla Provvidenza. (Grazie, Ratline!)
E oggi? Oggi abbiamo ancora questa casta di privilegiati che:
Non paga le tasse (perché, si sa, Gesù amava i ricchi e i banchieri del Tempio erano i suoi migliori amici… oh wait).
Detta morale sessuale (mentre copre pedofili e cardinali con lo stile di vita di Caligola).
Si lamenta della laicità dello Stato (ma solo quando non può infilare le mani nelle leggi o nei soldi pubblici).
E il bello? Se qualcuno osa criticarli, scatta il “Squadrone Sacro”: giornalisti devoti, politici in cerca di indulgenze plenarie e talk show pronti a trasformarsi in tribunali dell’Inquisizione. “Eresia! Blasfemia!” gridano, mentre in Vaticano archiviano un altro scandalo finanziario con un “ci penserà il Signore“.
Cristo, se tornasse oggi:
Farebbe a pezzi le banche vaticane (di nuovo…).
Caccerebbe a pedate i vescovi dai loro palazzi dorati.
Riderebbe in faccia a chi lo invoca per giustificare crociate omofobe o guerre sante.
Perché la verità è questa: la Chiesa ha spento da secoli il Vangelo per accendere il potere. E ora, dopo 2000 anni di intrighi, genocidi e conti in paradiso fiscale, pretende ancora di dare lezioni di moralità?
Ma per favore…

The Untouchables

Gli Intoccabili…
infatti quale altro nome si può dare ad una categoria di persone che grazie ad un assurdo concordato ( vedasi Patti Lateranensi; certo il fascismo ed il Nazismo… un aiuto doveva darlo alla Chiesa per avere in cambio una eventuale protezione, che in caso di sconfitta della guerra, aiutasse i loro capi a poter fuggire dalla eventuale pena di morte…), gode oggi di benefici esclusivi.

Ma soprattutto come manovra le proprie protezioni politiche e popolari, tanto da indurre televisioni, giornali, esponenti politici a entrare in azione, a protezione di questa “casta” che da sempre si nasconde, si maschera e si protegge sotto le spoglie di quel “ povero Cristo…”, che oggi se potesse ritornare, rinnegherebbe per prima cosa, con tutte le Sue forze, quanto i suoi eletti, in questi 2000 anni, in nome e per Suo conto, hanno realizzato.

The Untouchables

Gli Intoccabili…
infatti quale altro nome si può dare ad una categoria di persone che grazie ad un assurdo concordato ( vedasi Patti Lateranensi; certo il fascismo ed il Nazismo… un aiuto doveva darlo alla Chiesa per avere in cambio una eventuale protezione, che in caso di sconfitta della guerra, aiutasse i loro capi a poter fuggire dalla eventuale pena di morte…), gode oggi di benefici esclusivi.

Ma soprattutto come manovra le proprie protezioni politiche e popolari, tanto da indurre televisioni, giornali, esponenti politici a entrare in azione, a protezione di questa “casta” che da sempre si nasconde, si maschera e si protegge sotto le spoglie di quel ” povero Cristo…”, che oggi se potesse ritornare, rinnegherebbe per prima cosa, con tutte le Sue forze, quanto i suoi eletti, in questi 2000 anni, in nome e per Suo conto, hanno realizzato.

Un aiuto dato a coloro che ne hanno bisogno… preghiamo…

Molti gerarchi nazisti come Eichmann, Mengele, Priebke, trovarono rifugio in Argentina. Ad attuare la loro fuga era la Organisation der ehemaligen SS-Angehöringen, detta “operazione Odessa”; questa aveva complicità sia nella Chiesa cattolica ma anche con il regime del presidente Juan Carlos Perón. Oggi attraverso materiali inediti dei servizi americani ed europei si ricostruisce l’intera filiera di Odessa, svelando i contatti di Perón con i nazisti; l’azione degli agenti segreti di Himmler giunti a Madrid per preparare una via di fuga nel 1944, e dal 1946 attivi a Buenos Aires con diramazioni in Scandinavia, Svizzera e Italia; gli accordi tra il governo e la Chiesa cattolica argentina e la complicità delle autorità svizzere.

Solo ora si aprono prospettive di lavoro più analitiche su questo tema, per anni rimasto un buco nero della ricerca storica. L’infinita mole di volumi pubblicati sulla seconda guerra mondiale si interrompe improvvisamente davanti alle macerie del Reichstag o, nel migliore dei casi, nell’aula di tribunale di Norimberga, ignorando volutamente le centinaia (e forse migliaia) di criminali di guerra sfuggiti alla morte o alla cattura e rifugiatisi in America Latina (ma anche negli Stati Uniti e in altri paesi del blocco occidentale).

Oggi si è in grado di mettere insieme il materiale sufficiente per ricostruire la vicenda generale della fuga dei criminali di guerra dall’Europa e quella specifica di alcuni di loro, fra cui Ante Pavelić ( Poglavnik dello Stato Indipendente Croato), Adolf Eichmann (il “ferroviere” dell’Olocausto), Erich Priebke (il responsabile della strage delle Fosse Ardeatine), Josef Mengele (il “dottore della morte” di Auschwitz). Gli archivi della Croce rossa in Svizzera; quelli belgi che conservano il diario di uno dei più importanti criminali fuggiti in Argentina; i documenti dei servizi segreti americani; i moduli di sbarco e i permessi rilasciati dall’Ufficio immigrazione di Buenos Aires; i pochi documenti Vaticani messi a disposizione.

Il quadro che ne viene fuori è al tempo stesso maestoso e deprimente, per la serie di connivenze e di interessi incrociati che fruttarono l’impunità e spesso una vita agiata a individui che si erano resi responsabili delle peggiori atrocità in tempo di guerra. A tutto ciò contribuì l’acquiescenza dei servizi segreti occidentali, che permisero la fuga di gran parte dei criminali già in arresto; l’ignavia della Croce rossa, che fornì i documenti di viaggio… chissà poi per quale ragione, già… senza effettuare il minimo controllo; l’interesse politico ed economico (la necessità di tecnici specializzati, per esempio nel settore aeronautico) di Perón e del suo entourage, che organizzò una vera e propria rete di espatrio clandestino; la malintesa e molto sospetta carità cristiana di alcuni fra i più alti esponenti del Vaticano (vescovi austriaci, argentini e croati, con la provata complicità di Pio XII…non dimentichiamoci dei suoi “ silenzi “ e del cardinale Montini, futuro Paolo VI), tanto attivi nell’organizzare una via di salvezza per i criminali cattolici quanto nel negare aiuti sostanziali agli ebrei sottoposti a sterminio pochi anni prima.

In pratica, gli emissari di Perón in Europa – spesso già in contatto con i servizi segreti nazisti durante la guerra – misero in piedi due strutture di fuga, l’una negli anni 1945-47, attraverso soprattutto la Spagna franchista, per mettere in salvo i criminali cattolici (rexisti belgi, fascisti francesi, ustaša croati); l’altra negli anni 1947-49, a vantaggio soprattutto dei nazisti tedeschi e transitante per l’Italia. Spesso fatti fuggire dai campi di prigionia alleati grazie all’aiuto di alti prelati, i criminali di guerra erano tenuti in clandestinità in monasteri o appartamenti di proprietà del Vaticano. Intanto gli inviati argentini procuravano loro i documenti di viaggio della Croce rossa e l’assenso all’immigrazione delle autorità argentine (ancora nel dopoguerra spesso propense a negare i permessi ai profughi ebrei). Infine, questi individui giungevano in Argentina (talvolta grazie a voli della compagnia di bandiera o a un’agenzia privata gestita dagli stessi che ne avevano organizzato l’espatrio), dove venivano accolti a braccia aperte da altri nazisti e filonazisti precedentemente sbarcati, in grado di procurar loro una sistemazione, un lavoro e non di rado un incontro con lo stesso Perón.

Chi pagherà per le responsabilità globali, che attraverso istituzioni quali il Governo argentino, il Vaticano e la Croce Rossa e quanti ancora in maniera del tutto personale hanno dato moto alla più attiva ” Squadra salva Nazisti ” nel dopoguerra?

Ma quali beni confiscati…

Si lo Stato finalmente riesce a combattere le attività criminali… confisca i loro beni e li restituisce all’utilizzo dei cittadini…

Quante belle parole, ma le cose stanno veramente così???

Innanzitutto bisogna procedere per gradi e cioè:

Coloro che avviano una attività imprenditoriale, sia che possa essere di natura lecita o mafiosa… questa per operare ha bisogno di operare attraverso il credito bancario, ovviamente maggiore è il giro d’affari, maggiore risulta in crescita  l’investimento da effettuare e quindi la necessità di ottenere prestiti…

A questo punto interviene la Banca che naturalmente previe tutte le necessarie garanzie ed assicurazioni sia personali che societarie, interviene nel rilasciare il credito richiesto.

Ora vi starete chiedendo ma cosa centra tutto ciò, con la confisca dei beni…??? 

E’ ovvio…se i beni sono stati dati in garanzia alle Banche, queste hanno prelazione… in quanto sia perchè “privilegiate”, ma soprattutto quali detentori delle ipoteche e quindi sono loro i reali proprietari… infatti a dimostrazione di quanto sopra soltanto il 35% dei beni confiscati non sono da parte dello Stato utilizzati, perchè sono sotto ipotecati dalle Banche…

Ahhhh….che ridere…infatti i mutui o i prestiti concessi sono leggittimi, ed è con il consenso dello Stato che questi vengono concessi ( le informazioni per i provcedimenti sono controllati dai ns. organi di vigilanza…) i quali solo e soltanto dopo il benestare placido concedono quanto richiesto…( ai mafiosi e/o ai loro prestanomi…) e quindi ora come si fà a toglierli alle Banche???

Inoltre oggi le Banche, perdendo di fiducia a seguito di tutti i provvedimenti di sequestro e confisca che lo Stato sta adottando…comincia a limitare la concessione al prestito, riducendo così l’apporto finanziario richiesto alle nuove società ( in particolare se queste trovasi nel territorio dell’Italia insulare…), impedendo così l’eventuale rinascita di attività e di sviluppo, tanto necessarie in queste Regioni…

Infine, risulta ovvio che si portano a fallire sia le società confiscate, sia quelle che stanno operando nel mercato ed anche quelle che appena costituite, non riescono in mancanza di credito bancario, a prendere quota…

Le imprese infatti tolte ai clan mafiosi…non hanno futuro…è sono destinate a chiudere, piccole o grandi che siano… ed ancora tutti coloro che gravitavano intorno a tali società, vedasi fornitori, clienti, operatori economici, consulenti, ecc… dopo tali sequestri si ritrovano a non poter più collaborare e quindi a svolgere il proprio lavoro con esse, nessun proseguio d’affari, anzi d’ora in poi, questo rapporto verrà indagato, controllato, intercettato, verificato ed ispezionato anche in maniera personale per poterne garantire l’assoluta estraneità da eventuali partecipazioni e  coinvolgimenti sia societari che personali.

Alla fine sembrerà un paradosso…ma lo Stato oggi toglie anche quel po’ di lavoro che restava… quindi niente credito e niente lavoro… qualcuno esagera dicendo che sembrerà scandaloso che lo Stato oggi produce disoccupazione… ma purtroppo questa è la realta!!!

La Sicilia infatti oggi con con il 42,9% è tra le dieci regioni europee con il più alto tasso di disoccupazione giovanile. Lo dice Eurostat, l’ufficio europeo di statistica, in un rapporto sulla situazione occupazionale nelle regioni dell’Ue-25.

Anche se a livello nazionale è di nuovo la Sicilia ad avere il maggior numero di disoccupati (17,2%), mentre spetta alla provincia autonoma di Bolzano il primo posto per la più bassa percentuale di senza lavoro (2,7%). Dopo un drammatico crollo degli investimenti in questo triennio gli investimenti sono cresciuti, infatti diverse importanti aziende italiane e straniere, attirate dagli incentivi fiscali e contributivi e dalla disponibilità di manodopera qualificata a costi contenuti e soprattutto grazie agli sgravi concessi sulle nuove assunzioni vedasi lg. 407/90, queste hanno negli ultimi anni effettuato ingenti investimenti nelle provincie Siciliane… ma questi sono semplici palliativi…per procurare qualche voto di scambio a qualche onorevole di turno, ma soprattutto servono alle Imprese del Nord Italia del caro ” amico ” Bossi… di ottenere finanziamenti Europei e Nazionali ma soprattutto utili economici che nella cosiddetta Padania non avrebbero…

Infatti grazie agli incentivi di cui sopra per esempio…il televisiore ( quasi sempre di un modello ormai per prestazioni superato) ha utili superiori del 40% sulla stessa vendita fatta in Nord Italia dalla stesso Centro Commerciale, questo grazie alle defiscalizzazioni, agli incentivi, al costo della manodopera gravato di contribuzione inferiore rispetto a quello Nazionale… e poi comunque dobbiamo sempre ringraziare del sostegno che ci danno…

Provate a creare una società che per qualità, tecnica, prestazione, sicurezza…ecc.. sia capace di poter lottare con quelle appartenenti alla cosiddetta casta… provateci soltanto che verrete in maniera precisa e chirurgica eliminati; o si sta sotto di ” Loro ” e quindi sotto il loro potere occulto, questo ovviamente ben oleato dalle forze politiche, dalla magistratura, da pubblici fficiali e via discorrendo e quindi  potrete raccogliere l’eventuali briciole che verranno lasciate… oppure non ci sarà mai sviluppo per le vostre società…

Ci troviamo di fronte ad un bivio… scegliete voi quale strada voler contuinare a percorrere!

La libertà è la misura della maturità di un uomo e di una nazione…

La prima definizione di “politica” risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis”, che in greco significa la città; politica, secondo il filosofo ateniese, significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti…

Per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere mentre per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell’ambito di una comunità.

Ora diciamo che al di là delle definizioni più o meno interessanti, la politica in senso generale, riguarda “tutti” i soggetti facenti parte di una società e non soltanto chi fa politica attiva e quindi esclusiva di chi opera nelle strutture deputate a determinarla.

Per cui  “fa politica” anche chi, subendone ogni giorno gli effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, riesce a scendere in piazza per protestare.

Quanti di Noi invece riteniamo che la politica non ci appartiene o che questa sia soltanto qualcosa di così lontano dalla nostra vita quotidiana, che soltanto quando veniamo chiamati al cosidetto ” voto ” ( quasi sempre richiestoci da qualche amico di turno, che poi appena eletto si dimentica di Noi…) ci ricordiamo di essa…

Ora il problema fondamentale è non come liberarci dalla politica ma da coloro che utilizzano questa, per farne i propri interessi personali…quindi credo che sia venuto il momento di prendere a calci in culo tutti coloro che sia in governo, che in opposizione, dimenticano dei reali bisogni cui il cittadino necessità!

Certamente ognuno di Noi pensa che tutto ciò è soltanto un’utopia…e poi cosa può fare un solo individuo in mezzo a questo mare ” sporco ” dove dal più semplice consigliere fino al più blasonato onorevole ( che di onorevole non possiedono neanche il nome…) ed attorno tutti coloro che per vantaggi ricevuti o in attesa di riceverli sono lì a spingersi con la speranza di coglierne qualche beneficio…Beh, io credo che ognuno di Noi può fare molto innanzittutto cominciando a strappare le proprie tessere di partito…poi continuando con quelle dei sindacati i quali vendono ad uno e all’altro i propri servizi a secondo i benefici personali cui possono attingere ( si ergono a difensori e paladini…ma in realta mediano per trovare scambi per posizioni e/o assunzioni di favore…), ed ancora tutti quei consigli espressi nei quotidiani nelle televisioni, nei libri, ed ancora nelle scuole e nelle chiese…per influenzare la collettività con  pareri che seguono invece proprie ideologie…politiche, religiose, ecc…infatti quando io sono più debole di te, ti chiedo la libertà perché ciò è in accordo con i tuoi princìpi. Quando sono io più forte di te, ti tolgo la libertà perché ciò è in accordo con i miei princìpi. Frank Herbert (1920-1986), scrittore americano.

Quindi, soltanto ed esclusivamente attraverso ” NOI “, passa l’unica strada per dare una svolta a questa situazione cancrenica cui ormai tutti ci siamo adeguati … e quindi credo sia venuto il momento di unirci, farci sentire, proporre nuove soluzioni, adottare anche cominciando attraverso Internet a proporci per realizzare un movimento libero, senza nessuna ideologia partitica, ma con l’unica obbiettivo di risollevare un Paese che ormai ha raggiunto una posizione da Terzo Mondo; il nostro infatti è un finto benessere… dove soltanto pochi stanno realmente bene e dove la stramaggioranza, indebitata, si trova a raggiungere a fine mese la possibilità di sopravvivere!!!

Non è tardi, almeno non per i nostri figli…se cominciamo a costituirci vedrete che fra qualche anno qualcosa cambierà…

La libertà non sta nello scegliere tra il bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.

La libertà quindi non è una cosa che si possa dare…ma ognuno di noi la libertà se la deve guadagnare e prendendola ciascuno è libero per quanto lo voglia essere. E come diceva nel film Bravehearth l’attore Mel Gibson…” Ricordatevi che potranno toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà!”

Ah, libertà, libertà! Persino un vago accenno, persino una debole speranza che essa sia possibile dà le ali all’anima…