"Iddu, l’ultimo padrino"!!!
A meno di un anno dalla sua morte (25 Settembre) ecco che esce un film con interprete Elio Germano nel ruolo di Mattia Messina Denaro.
Il cast è costituito anche da Toni Servillo, nel ruolo di Catello, l’uomo che lo avrebbe cresciuto, un ex politico che uscito di prigione per mafia cerca di recuperare il tempo perduto, collaborando coi i servizi segreti per catturare l’ultimo grande latitante…
Il film diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza si intitola “Iddu – L’ultimo padrino” e verrà tra qualche giorno presentato in Concorso a Venezia alla 81ª Mostra Internazionale del Cinema.
Il racconto inizia quando i servizi segreti chiedono a Catello aiuto per catturare il suo figlioccio Matteo Messina Denaro, ultimo grande latitante di mafia in circolazione e da lì inizia un racconto fantasioso che secondo il sottoscritto poco o nulla abbia con la realtà dei fatti…
Difatti, quel boss – per come stanno evidenziando le investigazioni delle forze dell’ordine – in questi anni ha potuto godere della massima libertà, sia attraverso una serie di soggetti che si sono offerti di prestargli la propria identità, ma non solo, egli ha avuto la protezioni da parte di uomini politici e istituzionali, che hanno garantito trent’anni di latitanza…
Infatti tutti ne parlavano, ma nessuno aveva intenzione di arrestarlo, per ovvie ragioni in quanto ago della bilancia di molte trattative, ma soprattutto garante di una pax territoriale e di quello scambio di voto richiesto da molti suoi amici politici…
Sappiamo tutti che per Messina Denaro era giunta ormai la fine, i suoi medici gli avevano concesso meno di un anno ed egli – nelle condizioni di latitante – non avrebbe potuto mettere a posto e quindi ordinare quanto doveva in maniera celere compiere, in particolare recuperare quel rapporto con la figlia, certamente sua unica erede…
Certo a pagarne le spese sono stati tutti coloro che si sono prestati in questi anni ad assecondarlo e da quanto stiamo leggendo la lista è molto lunga, ma ormai il suo tempo era giunto e qualcuno – già… proprio da quell’associazione criminale – in procinto delle nuove elezioni nazionali, ha deciso di venderlo per compiacere qualcuno appartenente a quella coalizione, affinché si evidenziasse a tutti noi cittadini che questo nuovo governo fosse diverso dai precedenti e la cattura del boss latitante da trent’anni ne era l’esempio…
Ci si dimentica che in quei lunghi trent’anni non è stata la “Sinistra” o il “M5Stelle” al governo, ma bensì proprio un partito il cui fondatore è stato condannato nel 2014 a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa (difatti… ne ha scontati 4 in carcere e uno ai domiciliari) essendo stato riconosciuto mediatore tra “Cosa Nostra e Silvio Berlusconi”!!!
Ma si sa… nei film si preferisce raccontare storie fantastiche invece che rappresentare in maniera coerente quanto realmente accaduto e allora accogliamo questa ulteriore pellicola cinematografica su quei padrino di “cosa nostra” come l’ennesima opera di fantasia…
Ma d’altronde si sa… tutto ciò che viene quotidianamente rappresentato in questo Paese non è altro che qualcosa d’immaginario e aggiungerei anche di utopistico, ma ai miei connazionali – ahimè – va bene così!!!
"Iddu, l'ultimo padrino"!!!
Il cast è costituito anche da Toni Servillo, nel ruolo di Catello, l’uomo che lo avrebbe cresciuto, un ex politico che uscito di prigione per mafia cerca di recuperare il tempo perduto, collaborando coi i servizi segreti per catturare l’ultimo grande latitante…
Il film diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza si intitola “Iddu – L’ultimo padrino” e verrà tra qualche giorno presentato in Concorso a Venezia alla 81ª Mostra Internazionale del Cinema.
Il racconto inizia quando i servizi segreti chiedono a Catello aiuto per catturare il suo figlioccio Matteo Messina Denaro, ultimo grande latitante di mafia in circolazione e da lì inizia un racconto fantasioso che secondo il sottoscritto poco o nulla abbia con la realtà dei fatti…
Difatti, quel boss – per come stanno evidenziando le investigazioni delle forze dell’ordine – in questi anni ha potuto godere della massima libertà, sia attraverso una serie di soggetti che si sono offerti di prestargli la propria identità, ma non solo, egli ha avuto la protezioni da parte di uomini politici e istituzionali, che hanno garantito trent’anni di latitanza…
Infatti tutti ne parlavano, ma nessuno aveva intenzione di arrestarlo, per ovvie ragioni in quanto ago della bilancia di molte trattative, ma soprattutto garante di una pax territoriale e di quello scambio di voto richiesto da molti suoi amici politici…
Sappiamo tutti che per Messina Denaro era giunta ormai la fine, i suoi medici gli avevano concesso meno di un anno ed egli – nelle condizioni di latitante – non avrebbe potuto mettere a posto e quindi ordinare quanto doveva in maniera celere compiere, in particolare recuperare quel rapporto con la figlia, certamente sua unica erede…
Certo a pagarne le spese sono stati tutti coloro che si sono prestati in questi anni ad assecondarlo e da quanto stiamo leggendo la lista è molto lunga, ma ormai il suo tempo era giunto e qualcuno – già… proprio da quell’associazione criminale – in procinto delle nuove elezioni nazionali, ha deciso di venderlo per compiacere qualcuno appartenente a quella coalizione, affinché si evidenziasse a tutti noi cittadini che questo nuovo governo fosse diverso dai precedenti e la cattura del boss latitante da trent’anni ne era l’esempio…
Ci si dimentica che in quei lunghi trent’anni non è stata la “Sinistra” o il “M5Stelle” al governo, ma bensì proprio un partito il cui fondatore è stato condannato nel 2014 a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa (difatti… ne ha scontati 4 in carcere e uno ai domiciliari) essendo stato riconosciuto mediatore tra “Cosa Nostra e Silvio Berlusconi”!!!
Ma si sa… nei film si preferisce raccontare storie fantastiche invece che rappresentare in maniera coerente quanto realmente accaduto e allora accogliamo questa ulteriore pellicola cinematografica su quei padrino di “cosa nostra” come l’ennesima opera di fantasia…
Ma d’altronde si sa… tutto ciò che viene quotidianamente rappresentato in questo Paese non è altro che qualcosa d’immaginario e aggiungerei anche di utopistico, ma ai miei connazionali – ahimè – va bene così!!!
I controlli in Sicilia vengono compiutì a chi è in regola, viceversa chi non lo è, continua tranquillamente a operare nella totale illegalità!!!
Mi dispiace, ma le cose vanno dette per come sono, senza alcuna ipocrisia, perché so bene come in questa regione, in particolare nel territorio della mia provincia che meglio di altri conosco alla perfezione, i controlli vengono svolti in modo saltuario e il più delle volte perché richiesti da coloro che pagano, sì… proprio da quei “prenditori” (poichè certamente “imprenditori” non possono esser definiti, in quanto molti di essi sono eguali alla foto pubblicata…) che mensilmente alimentano la criminalità organizzata affinchè non si abbia – in quel loro settore – una leale concorrenza!!!
Ed allora ecco una serie di soggetti “venduti” che si offrono per quelle occasioni, già…non per svolgere il proprio incarico in maniera professionale e soprattutto leale, no… per offrirsi personalmente a compiere quei controlli dove non servono, dove si ha già una presenza di legalità e trasparenza, una sede di lavoro che prova a restare slegata da coercizioni e/o prevaricazioni, dove si preferisce subire per non piegarsi, e via discorrendo…
Eppure, quei dirigenti, quei funzionari, quegli uomini delle istituzioni ed anche ahimè alcuni uomini delle forze dell’ordine, cosa fanno, vanno lì – sì… dove “gentilmente” richiesto… per controllare, mentre viceversa, dove dovrebbero esser indirizzare quelle (corrette) ispezioni, ecco che “inspiegabilmente” proprio questi soggetti si girano dall’altro lato e non vedono ( o dovre dire non vogliono vedere, già… siamo in presenza dell’elefante nella stanza…) quanto evidente a chiunque, sì… anche a noi cittadini!!!
Ma se provate a chiedete loro, beh… risponderanno sempre nella stessa maniera: ah… ma non sapevamo, nessuno ci aveva informato, ma perché non ci avete avvisato prima???
Ma per favore, anche i muli che passano da quell’area sanno cosa sta accadendo e questi soggetti, incaricati pubblici (in quanto da noi tutti retribuiti) dello Stato, dicono di non sapere…
La verità è che pensano di prendere per il culo, già…dimenticano quanto semplice possa esser sputtanare ciascuno di loro; già… lo si può fare innanzitutto pubblicamente, denunciandone il loro nome e cognome, la funzione e l’incarico che avrebbe dovuto svolgere all’interno di quel settore, il tutto accompagnato con un video su “Tik Tok“, seguito ovviamente da un esposto in Procura e chissà, anche a qualche associazione di legalità!!!
Perchè soltanto così si può levare questo letamaio dalla nostra terra, perchè i primi che debbono esser colpiti non sono i soliti criminali o i cosiddetti mafiosi, no… viceversa sono quei soggetti collusi – infidi e schifosi – che debbono essere evidenziati, in quanto mensilmente foraggiati da questi ultimi!!!
E’ dire che si sa tutto, ci sono le intercettazioni che dimostrano quanto sopra, eppure non si è in grado di eliminare questo marciume che fa sì che le imprese illegali operino attraverso una procedra di “white list” ridicola, viceversa, chi fa di tutto per seguire correttamente i principi di legalità, si ritrova incredibilmente “uomini dello stato” (con la “u” e la “s” minuscola – per come d’altronde sono loro come individui….) che fanno di tutto per provare ad ostacolarli!!!
Ecco perché mi permetto di consigliare alcuni di quei Responsabili e/o Dirigernti (ancora leali) di darsi una mossa, poiché a breve alcuni nomi di quei loro sottoposti – per come mi è stato anticipato dai miei lettori – potrebbero finire a giorni sulle pagine di “Tik Tok“, con ripercussioni certamente negative nei confronti di quegli uffici da loro diretti che riceverebbeo giudizi da parte dell’opinione pubblica non certo degni di nota!!!
I controlli in Sicilia vengono compiutì a chi è in regola, viceversa chi non lo è, continua tranquillamente a operare nella totale illegalità!!!
Mi dispiace, ma le cose vanno dette per come sono, senza alcuna ipocrisia, perché so bene come in questa regione, in particolare nel territorio della mia provincia che meglio di altri conosco alla perfezione, quei necessari controlli per contrastare il malaffare, vengono svolti in modo del tutto saltuario e il più delle volte perché appositamente richiesti proprio da coloro che pagano, sì… da quei “prenditori” (poichè certamente “imprenditori” non possono esser definiti, in quanto molti di essi sono eguali alla foto allegata), gli stessi che mensilmente alimentano chi di dovere, affinchè non si abbia – in quel loro settore – una leale concorrenza!!!
Ed allora ecco una serie di soggetti “collusi” che si offrono per quelle particolari occasioni, non quindi per svolgere il proprio incarico in maniera professionale e direi soprattutto in modo leale, ma per offrirsi spontaneamente per compiere quei controlli dove di fatto non servono, dove si sa già di avere in quei luoghi “attenzionati” una presenza di legalità e di trasparenza, mi riferisco a società che provano in tutti i modi (in una terra infetta…) a restare slegati da quelle abituali coercizioni e prevaricazioni, provano quindi a non piegarsi, ma ahimè tutto ciò non basta…
Già… perché alcuni sleali dirigenti, funzionari, uomini delle istituzioni e ahimè anche uomini delle forze dell’ordine, sono lì – già… dove “gentilmente” richiesto, per far cosa??? Semplice… controllare, mentre viceversa quei controlli dovrebbero esser indirizzati in altre (corrette) ispezioni!!!
Ed allora, ecco che “inspiegabilmente“, proprio questi soggetti si girano dall’altro lato, non vedono ( o dovre dire non vogliono vedere, già… siamo in presenza dell’elefante nella stanza…) quanto evidente a chiunque… anche a noi cittadini!!!
Ma se provate a chiedete loro, beh… vi risponderanno sempre nella stessa maniera: ah… ma non sapevamo, nessuno ci aveva informato, ma perché non ci avete avvisato prima???
Ma per favore… anche i muli che passano da quell’area sanno cosa sta accadendo e questi incaricati pubblici (in quanto da noi tutti retribuiti) dello Stato, dicono di non sapere…
La verità è che pensano di prenderci per il culo, già…dimenticano quanto semplice possa esser per ciascuno di noi sputtanarli; già… perché lo si può fare pubblicamente sui social, pubblicando i loro nomi e cognomi, le funzione e gli incarichi svolti all’interno di quel loro settore pubblico, il tutto accompagnato con un bel video su “Tik Tok“, seguito ovviamente da un esposto in Procura e chissà, anche a qualche Associazione di legalità!!!
Perchè soltanto così si può levare questo letamaio dalla nostra terra, perchè i primi che debbono esser colpiti non sono i soliti criminali o quei cosiddetti mafiosi, no… sono questi soggetti collusi – infidi e schifosi – che debbono essere evidenziati, in quanto sono proprio loro che vengono mensilmente foraggiati da quanti vivono d’illegalità!!!
E’ dire che si sa tutto, ci sono le intercettazioni che dimostrano quanto sopra, eppure non si è in grado di eliminare questo marciume che fa sì che le imprese illegali operino attraverso procedure di controllo “white list” ridicole, viceversa, chi fa di tutto per seguire correttamente i principi di legalità, si ritrova incredibilmente proprio quegli “uomini dello stato” (con la “u” e la “s” minuscola – per come d’altronde sono loro come individui….) che fanno di tutto per provare ad ostacolarli!!!
Ecco perché mi permetto di consigliare alcuni di quei Responsabili e/o Dirigernti (ancora leali) di darsi una mossa, poiché a breve alcuni nomi di quei loro sottoposti – per come mi è stato anticipato dai miei lettori – potrebbero finire a giorni sulle pagine di “Tik Tok“, con ripercussioni certamente negative nei confronti di quegli uffici da loro diretti che riceverebbeo giudizi da parte dell’opinione pubblica non certo degni di nota!!!
Il Baleyan è naufragato??? Ma… come Darby Shaw non sono alquanto convinto!!!
Ora, leggendo quanto accaduto vicino a Palermo, precisamente a Porticello, mi riferisco al naufragio che ha provocato l’affondamento della barca di 50 metri “Baleyan” battente bandiera inglese, stranamente affondata a causa del maltempo intorno alle 5 del mattino, beh… qualche dubbio mi è sorto…
Innanzitutto sono le persone decedute ad aver creato nel sottoscritto le perplessità, mi riferisco al magnate Mike Lynch e al presidente di Morgan Stanley Bloomer, ma non solo, poiché “casualmente” si è appreso che anche il suo socio, Stephen Chamberlain, coimputato insieme a Lynch nel processo per frode statunitense sulla vendita di Autonomy a Hewlett-Packard, è morto dopo essere stato gravemente ferito in un incidente stradale…
Ecco quindi che quel detto della scrittrice Agatha Christie ha immediatamente acceso una lampadina… e auspico che qualcuno non abbia – leggendo ora questo mio post – voglia di spegnerla!!!
Già… non vorrei finire come “Darby Shaw”, la studentessa di legge – interprete del romanzo di John Ghrisham “Il Rapporto Pellican”, che senza alcun ragione, ma soltanto per impulso personale, aveva scritto un rapporto inerente gli omicidi di due giudici della Corte Suprema (già… uno ucciso da un colpo di pistola e l’altro assassinato in un cinema a luci rosse), per poi finire ella stessa al centro di una tribolazione messa in atto da una organizzazione che, proprio a causa di quell’ipotesi formulata, ha provato in tutti i modi ad ucciderla….
Poche ore dopo il naufragio dello yacht Bayesan del tycoon britannico Michael Lynch al largo della costa di Palermo, si è appreso che anche Stephen Chamberlain, coimputato di Mike Lynch nel processo per frode statunitense sulla vendita di Autonomy a Hewlett-Packard, è morto dopo essere stato gravemente investito da un’auto nel Cambridgeshire sabato mattina ed era stato ricoverato ancora vivo, per poi esser sopraggiunta la notizia della morte…
Sembra che Chamberlain abbia dovuto affrontare le stesse accuse di frode e cospirazione del suo ex capo Linch per aver presumibilmente pianificato di gonfiare il valore di “Autonomy”, allora la più grande azienda di software della Gran Bretagna, prima che fosse venduta e dopo aver lasciato nel 2012 la società, ha lavorato come direttore operativo per la società di sicurezza informatica “Darktrace”.
Entrambi gli uomini erano però stati assolti da tutte le 15 accuse da una giuria a San Francisco a giugno.
Certo è strano che entrambi gli episodi siano accaduti nel medesimo periodo e ancor più singolare che nessun testimoni abbia assistito all’investimento stradale o alle cause che hannod etermonato l’affonfamento del veliero inglese…
Toccherà ora ai sommozzatori dei vigili del fuoco verificare quali reali cause hanno determinato l’affondamento e se vi sono dei cadaveri ancora presenti all’interno dello scafo…
Ricordo inoltre (mancava infatti il terzo indizio per fare la prova…) che della comitiva facevano parte anche il CEO della società di Lynch, Chris Morvillo e la moglie di quest’ultimo, Nada, purtroppo anche di quest’ultimi non si hanno notizie…
Il Baleyan è naufragato??? Ma… come Darby Shaw non sono alquanto convinto!!!
Ora, leggendo quanto accaduto vicino a Palermo, precisamente a Porticello, mi riferisco al naufragio che ha provocato l’affondamento della barca di 50 metri “Baleyan” battente bandiera inglese, stranamente affondata a causa del maltempo intorno alle 5 del mattino, beh… qualche dubbio mi è sorto…
Innanzitutto sono le persone decedute ad aver creato nel sottoscritto le perplessità, mi riferisco al magnate Mike Lynch e al presidente di Morgan Stanley Bloomer, ma non solo, poiché “casualmente” si è appreso che anche il suo socio, Stephen Chamberlain, coimputato insieme a Lynch nel processo per frode statunitense sulla vendita di Autonomy a Hewlett-Packard, è morto dopo essere stato gravemente ferito in un incidente stradale…
Ecco quindi che quel detto della scrittrice Agatha Christie ha immediatamente acceso una lampadina… e auspico che qualcuno non abbia – leggendo ora questo mio post – voglia di spegnerla!!!
Già… non vorrei finire come “Darby Shaw”, la studentessa di legge – interprete del romanzo di John Ghrisham “Il Rapporto Pellican”, che senza alcun ragione, ma soltanto per impulso personale, aveva scritto un rapporto inerente gli omicidi di due giudici della Corte Suprema (già… uno ucciso da un colpo di pistola e l’altro assassinato in un cinema a luci rosse), per poi finire ella stessa al centro di una tribolazione messa in atto da una organizzazione che, proprio a causa di quell’ipotesi formulata, ha provato in tutti i modi ad ucciderla….
Poche ore dopo il naufragio dello yacht Bayesan del tycoon britannico Michael Lynch al largo della costa di Palermo, si è appreso che anche Stephen Chamberlain, coimputato di Mike Lynch nel processo per frode statunitense sulla vendita di Autonomy a Hewlett-Packard, è morto dopo essere stato gravemente investito da un’auto nel Cambridgeshire sabato mattina ed era stato ricoverato ancora vivo, per poi esser sopraggiunta la notizia della morte…
Sembra che Chamberlain abbia dovuto affrontare le stesse accuse di frode e cospirazione del suo ex capo Linch per aver presumibilmente pianificato di gonfiare il valore di “Autonomy”, allora la più grande azienda di software della Gran Bretagna prima che fosse venduta, dopo nel 2012 ha lasciato la società per lavorare come direttore operativo per la società di sicurezza informatica “Darktrace”.
Entrambi gli uomini erano però stati assolti da tutte le 15 accuse da una giuria a San Francisco a giugno.
Certo è strano che entrambi gli episodi siano accaduti nel medesimo periodo e ancor più singolare che nessun testimone abbia assistito all’investimento stradale o alle cause che hanno determinato l’affonfamento del veliero inglese…
Toccherà ora ai sommozzatori dei vigili del fuoco verificare quali cause hanno determinato l’affondamento e se vi sono dei cadaveri ancora presenti all’interno dello scafo…
Ricordo inoltre (mancava infatti il terzo indizio per fare la prova…) che della comitiva facevano parte anche il CEO della società di Lynch, Chris Morvillo e la moglie di quest’ultimo, Nada, purtroppo anche di quest’ultimi non si hanno notizie…
Un augurio da "Via Cesare Terranova"…
E quando al mattino sorge un sole
che assomiglia a una nube
a una chiazza d’olio che opprime
la voce dell’angelo custode
e muore due volte quel giorno scuro
che nasce sotto la bolla
d’un temporale accigliato,
che soffoca le ali di chi vola in cielo
con l’abito abbinato scalfito
da mano mafiosa e quel fazzoletto puro
in un angolo ripiegato dal vento
intriso di lacrime e da un velo irritato,
uno sbuffo d’aria afosa si alza in volo
al ritmo dello strazio, o del patimento
col tono del rimbombo e quel fragore
del tuono sulla soglia e un goccio
d’acqua amara sul fiore di una tomba.
“A Cesare Terranova e un fiore a Lenin Mancuso” di Fabio Strinati.
Un augurio da "Via Cesare Terranova"…
E quando al mattino sorge un sole
che assomiglia a una nube
a una chiazza d’olio che opprime
la voce dell’angelo custode
e muore due volte quel giorno scuro
che nasce sotto la bolla
d’un temporale accigliato,
che soffoca le ali di chi vola in cielo
con l’abito abbinato scalfito
da mano mafiosa e quel fazzoletto puro
in un angolo ripiegato dal vento
intriso di lacrime e da un velo irritato,
uno sbuffo d’aria afosa si alza in volo
al ritmo dello strazio, o del patimento
col tono del rimbombo e quel fragore
del tuono sulla soglia e un goccio
d’acqua amara sul fiore di una tomba.
“A Cesare Terranova e un fiore a Lenin Mancuso” di Fabio Strinati.
La riforma Nordio??? Sarà una pacchia per i raccomandati!!!
Ed allora a chi farà comodo la riforma Nordio che abolisce l’abuso d’ufficio?
È la domanda che il quotidiano “La Repubblica” ha posto al procuratore di Napoli Nicola Gratteri…
La risposta del magistrato è secca e senza fronzoli: «Sicuramente non alla giustizia, al buon andamento degli uffici e soprattutto alle persone oneste. Essa crea un ingiustificato vuoto normativo su aspetti che non sono coperti da altre fattispecie di reato, legalizzando, in maniera priva di ogni senso, delle prassi assolutamente illecite».
All’atto pratico, dice Gratteri, la riforma «farà gioco ai raccomandati che, grazie all’amico membro di commissione di concorso, vincono un posto di lavoro; farà gioco a coloro i quali possono beneficiare di un permesso di costruire in zona vincolata emesso da un loro congiunto; farà gioco a tutte quelle ditte e imprese che si aggiudicano appalti senza gara, perché non è possibile applicare i delitti di turbata libertà degli incanti e di scelta del contraente; farà gioco ai pubblici ufficiali che con condotte vessatorie cagionino danni a comuni cittadini. E non mi si venga a dire che c’era la paura della firma. L’ultima versione era così restrittiva che risultava impossibile perseguire penalmente il pubblico ufficiale che faceva un errore in buona fede».
Si continua a denunciare ma sarà difficile dare risposte!!!
“Sic stantibus rebus” (una locuzione latina traducibile con “stando così le cose”) in soldoni a rimetterci sarà l’esigenza di giustizia di tutti i cittadini che, volendo denunciare, si troveranno davanti all’incognita se ne varrà la pena o meno…
Il magistrato assicura che «ad oggi le denunce di cittadini vessati o che assistono a scempi ci sono» ma «chiaramente sarà difficile dare una risposta a queste esigenze di giustizia».
Separazione delle carriere: «Il pm non ragionerà più da giudice ma da poliziotto»
Critico anche il giudizio sulla separazione delle carriere. Un concetto più volte espresso dal procuratore: anche qui si produce un danno alla collettività poiché «il pm perdendo la cultura della giurisdizione e non ragionando più da giudice, non avrà più un approccio oggettivo ai casi da trattare, ma si comporterà ragionando da poliziotto. Con questo non voglio dire che il ragionamento del poliziotto sia sbagliato; ma ci vuole qualcuno che conduca con oggettività il lavoro delle forze dell’ordine, nella fase delle indagini».
Non solo, il pericolo è anche un altro, «un danno all’assetto istituzionale dell’Ordinamento, perché sarà l’anticamera della sottoposizione del pm all’esecutivo, creando un serio pregiudizio al principio di separazione dei poteri».
Le falle nel sistema penitenziario
Per combattere la criminalità questo non è il sistema migliore, un sistema processuale che il magistrato di Gerace definisce «lento e farraginoso».
Arrivare a sentenza sarà molto più faticoso e, in un periodo “caldo” come questo (con continui suicidi e proteste) per il sistema carceri, non poteva mancare una considerazione sulle voragini normative e logistiche di un sistema penitenziario che «non consente la rieducazione di chi dimostra effettivamente di voler intraprendere questo percorso, che non tratta in maniera adeguata i tossicodipendenti e che non garantisce certezza della pena per gli altri detenuti. Sotto questo ultimo aspetto, in alcune carceri comandando i detenuti pericolosi, circolano i telefonini e quindi non si assicura il distacco effettivo tra costoro e l’ambiente esterno».
Leggendo quando sopra mi chiedo: ma lo Stato c’è o ci fa??? Ma quel ministro è posto lì affinchè la giustizia funzioni oppure si sta tentando di incitare i cittadini a fare in modo che sia un sistema a modello “Far West” a primeggiare e cioè che ciascuno – quando occorre – si faccia giustizia da se???
Caro ministro, forse è tempo che si consulti direttamente con chi ogni giorno cerca di farla realmente la giustizia in questo corrotto Paese, senza doversi sottomettere (per propri interessi personali) a quegli stessi referenti istituzionali che li hanno appositamente posti in quel ministero, tra l’altro ricordo parliamo di segretari di quei partiti di governo, che tentano di sostituirsi a quell’apparato chiamato magistratura che dovrebbe far valere quelle regole di diritto per il mantenimento ed il rispetto di ciò che dovrebbe essere considerata – a tutti gli effetti – la nostra cosiddetta “giustizia”!!!
La riforma Nordio??? Sarà una pacchia per i raccomandati!!!
Ed allora a chi farà comodo la riforma Nordio che abolisce l’abuso d’ufficio?
È la domanda che il quotidiano “La Repubblica” ha posto al procuratore di Napoli Nicola Gratteri…
La risposta del magistrato è secca e senza fronzoli: «Sicuramente non alla giustizia, al buon andamento degli uffici e soprattutto alle persone oneste. Essa crea un ingiustificato vuoto normativo su aspetti che non sono coperti da altre fattispecie di reato, legalizzando, in maniera priva di ogni senso, delle prassi assolutamente illecite».
All’atto pratico, dice Gratteri, la riforma «farà gioco ai raccomandati che, grazie all’amico membro di commissione di concorso, vincono un posto di lavoro; farà gioco a coloro i quali possono beneficiare di un permesso di costruire in zona vincolata emesso da un loro congiunto; farà gioco a tutte quelle ditte e imprese che si aggiudicano appalti senza gara, perché non è possibile applicare i delitti di turbata libertà degli incanti e di scelta del contraente; farà gioco ai pubblici ufficiali che con condotte vessatorie cagionino danni a comuni cittadini. E non mi si venga a dire che c’era la paura della firma. L’ultima versione era così restrittiva che risultava impossibile perseguire penalmente il pubblico ufficiale che faceva un errore in buona fede».
Si continua a denunciare ma sarà difficile dare risposte!!!
“Sic stantibus rebus” (una locuzione latina traducibile con “stando così le cose”) in soldoni a rimetterci sarà l’esigenza di giustizia di tutti i cittadini che, volendo denunciare, si troveranno davanti all’incognita se ne varrà la pena o meno…
Il magistrato assicura che «ad oggi le denunce di cittadini vessati o che assistono a scempi ci sono» ma «chiaramente sarà difficile dare una risposta a queste esigenze di giustizia».
Separazione delle carriere: «Il pm non ragionerà più da giudice ma da poliziotto»
Critico anche il giudizio sulla separazione delle carriere. Un concetto più volte espresso dal procuratore: anche qui si produce un danno alla collettività poiché «il pm perdendo la cultura della giurisdizione e non ragionando più da giudice, non avrà più un approccio oggettivo ai casi da trattare, ma si comporterà ragionando da poliziotto. Con questo non voglio dire che il ragionamento del poliziotto sia sbagliato; ma ci vuole qualcuno che conduca con oggettività il lavoro delle forze dell’ordine, nella fase delle indagini».
Non solo, il pericolo è anche un altro, «un danno all’assetto istituzionale dell’Ordinamento, perché sarà l’anticamera della sottoposizione del pm all’esecutivo, creando un serio pregiudizio al principio di separazione dei poteri».
Le falle nel sistema penitenziario
Per combattere la criminalità questo non è il sistema migliore, un sistema processuale che il magistrato di Gerace definisce «lento e farraginoso».
Arrivare a sentenza sarà molto più faticoso e, in un periodo “caldo” come questo (con continui suicidi e proteste) per il sistema carceri, non poteva mancare una considerazione sulle voragini normative e logistiche di un sistema penitenziario che «non consente la rieducazione di chi dimostra effettivamente di voler intraprendere questo percorso, che non tratta in maniera adeguata i tossicodipendenti e che non garantisce certezza della pena per gli altri detenuti. Sotto questo ultimo aspetto, in alcune carceri comandando i detenuti pericolosi, circolano i telefonini e quindi non si assicura il distacco effettivo tra costoro e l’ambiente esterno».
Leggendo quando sopra mi chiedo: ma lo Stato c’è o ci fa??? Ma quel ministro è posto lì affinchè la giustizia funzioni oppure si sta tentando di incitare i cittadini a fare in modo che sia un sistema a modello “Far West” a primeggiare e cioè che ciascuno – quando occorre – si faccia giustizia da se???
Caro ministro, forse è tempo che si consulti direttamente con chi ogni giorno cerca di farla realmente la giustizia in questo corrotto Paese, senza doversi sottomettere (per propri interessi personali) a quegli stessi referenti istituzionali che li hanno appositamente posti in quel ministero, tra l’altro ricordo parliamo di segretari di quei partiti di governo, che tentano di sostituirsi a quell’apparato chiamato magistratura che dovrebbe far valere quelle regole di diritto per il mantenimento ed il rispetto di ciò che dovrebbe essere considerata – a tutti gli effetti – la nostra cosiddetta “giustizia”!!!
In Italia c’è chi non fa un cazzo e ruba ogni giorno pur godendo mensilmente di oltre 10.000 euro e chi viceversa si toglie la vita per 280 euro!!!
Ovviamente di questo argomento non si parla nei Tg della Rai e ancor meno in quelli Mediaset…
Già… certe notizie è meglio evitarle…
Già… è il motivo per cui si preferisce distogliere l’attenzione dei miei connazionali con argomenti futili o con notizie per lo più propagandistiche a favore delle politiche di governo della Meloni!!!
Infatti, un uomo che da quasi 30 anni lavorava ( già… a differenza di quelle nostre “sanguisughe” che stanno seduti da generazioni lì… a non far nulla) per una grossa catena del commercio all’ingrosso, senza mai aver ricevuto la benchè minima contestazioni, tanto che chi lo conosceva bene parlava di lui come di un lavoratore “modello”, ma non solo, disposto anche a cambiare mansione e sede pur di garantirsi quella professione, tenendo sempre alta la propria efficienza a favore di una società che da sempre ammirava…
Beh… incredibilmente proprio quest’ultima lo ha accusato di non aver rispettato alcune procedure aziendali, provocando un danno alla società, sapete di quanto…??? 250 euro!!! Sì avete capito bene e così nel giro di un mese, quel dipendente è stato licenziato!!!
L’uomo non ha retto il colpo e così dopo pochi giorni si è tolto la vita, lasciando la famiglia nel profondo dolore!!!
Già… se vi fosse anche solo per una volta una “giustizia divina” che togliesse la vita ai nostri parlamentari, ovviamente nel caso in cui – durante quel loro periodo di legislatura – si fossero illegalmente appropriati di oltre 280 euro, beh… sono certo che in questo momento le nostre due aule di Senato e Camera, sarebbbero come nella foto, sì… del tutto vuote!!!
Ma a differenza di molti di loro quel nostro connazionale possedeva una grande dignità, tanto da preferire morire – pur sapendo di non aver violato o commesso alcun errato comportamenti durante la propria mansione – che non doversi sentirsi accusato d’aver eluso una procedura aziendale…
Sono d’accordo con la famiglia nel voler intraprendere azioni di rivalsa nei confronti della società ed in questo ritengo che tutti i sindacati debbano dare una prova di forza, sospendendo tutte le attività lavorative e incontrando la proprietà affinchè situazioni come quella appena accaduta non abbiano più a ripetersi!!!
Non servono a nulla comunicati di circostanza o dichiarazioni di dolore espresse per la scomparsa, è tempo di far valere le azioni alle parole, perché soltanto così è possibile cambiare questo stato di fatto, una regola che vale non soltanto per noi semplici cittadini e lavoratori, ma anche per quei signori che stanno sterilmente seduti a Roma!!!
In Italia c'è chi non fa un cazzo e ruba ogni giorno pur godendo mensilmente di oltre 10.000 euro e chi viceversa si toglie la vita per 280 euro!!!
Già… certe notizie è meglio evitarle…
E’ difatti il motivo con cui si preferisce distogliere l’attenzione dei miei connazionali con argomenti futili o con notizie fuorvianti, quasi semrpe propagandistiche e a favore delle politiche del governo Meloni!!!
Ecco quindi in questo Paese emergere due realtà, da un lato un uomo che da quasi 30 anni lavorava per una grossa catena del commercio all’ingrosso e che è stato improvvisamente licenziato, dall’altra le ben note “sanguisughe”, che stanno sedute da generazioni lì… a non far nulla e che ahimè non riusciamo a licenziare!!!
Parlando quindi delle persone per bene di questo paese, quel lavoratore friulano, senza mai aver ricevuto la benchè minima contestazione per gli incarichi svolti – tanto che chi lo conosceva bene parlava di lui come di un lavoratore “modello” – disposto anche a cambiare non solo mansione ma anche sede pur di garantirsi quella propria professione e tenendo sempre alta la propria efficienza a favore di una società che da sempre ammirava, beh… improvvisamente è stato licenziato!!!
Sì… incredibile, perché proprio quella società che tanto stimava è stata capace di accusarlo per non aver rispettato alcune procedure aziendali ed avendo provocando un danno alla società!!!
Sapete di quanto??? 280 euro!!! Sì avete capito bene e così nel giro di un mese, quel dipendente è stato licenziato!!!
L’uomo non ha retto il colpo e dopo pochi giorni per lo sconforto si è tolto la vita, lasciando l’intera famiglia nel dolore più profondo!!!
Mi chiedo… ma perché per una volta quella cosiddetta “giustizia divina” non tolga la vita ai nostri parlamentari, ovviamente nel caso in cui – durante quei loro periodo di legislatura – si fossero illegalmente appropriati di oltre 280 euro!!!
Sono certo comunque che se una circostanza del genere dovesse accadere, in quel preciso momento le nostre due aule di Senato e Camera, sarebbbero come nella foto allegata… del tutto vuote e forse anche qualche altra presenza posta all’interno dei nostri uffici Istituzionale!!!
Ma a differenza di loro quel nostro connazionale possedeva una caratteristica importante che a molti di quei nostri referenti politici manca, si tratta della “dignità”… egli infatti, ha preferito morire – pur sapendo di non aver violato o commesso alcun errato comportamenti durante la propria mansione – che non doversi sentirsi accusato d’aver eluso una procedura aziendale che aveva causato un danno di 280 euro!!!
Sono d’accordo quindi con la famiglia nel voler intraprendere azioni di rivalsa nei confronti di quella società ed in questo ritengo che ora tutti i sindacati debbano dare una prova di forza, iniziando a sospendere i propri lavoratori da quelle attività lavorative, incontrando in maniera energica la proprietà affinchè situazioni come quella sopra accaduta non abbia più a ripetersi!!!
Non serve a nulla esprimere comunicati di circostanza o dichiarazioni di dolore per quella improvvisa scomparsa, è tempo da parte di quei Segretari dei Sindacati di far valere le azioni alle sterili parole, perché soltanto così è possibile cambiare questo stato di fatto, una regola che non deve più valere soltanto per noi semplici cittadini semplici lavoratori, ma anche per tutti quei signori che stanno lì sterilmente seduti a Roma!!!
E’ tempo quindi di darsi una mossa, perché non si può morire per 280 euro!!!
Se le "Concessioni" non sono valide, le spiaggie sono di fatto "libere"!!!
Quindi fanno bene i bagnanti a far valere i propri diritti, siano essi turisti che miei connazionali, ed è il motivo per cui ormai quotidianamente leggiamo di proteste che vanno in programma sulle nostre coste italiane…
Certo da quelle strutture provano ad allontanarli, ma quei bagnanti, dopo esser giunti in spiaggia e aver piantano i loro ombrelloni, ribattono che “tutte le concessioni sono scadute” e che dunque le spiagge sono a tutti gli effetti libere!!!
Sta diventando un vero e proprio movimento quello di questi attivisti che si sono organizzati sotto il nome di ’Mare Libero’!!!
Una protesta che ha visto colpita anche la Versilia, già…. dinnanzi alla spiaggia del locale “Twiga”, sembra esser del concessionario ed anche ministro del turismo, Daniela Santanchè…
Una cosa è certa, la battigia deve rimanere libera entro i cinque metri dal mare e questa regola prescinde la questione delle concessioni balneari, aggiungerei pure che si dovrebbe lasciare uno spazio libero tra i vari concessionari affinche si permettesse a chiunque di attraversare quel tratto per poter giungere in spiaggia, cosa che come ben sappiamo viene preclusa ovunque o per meglio dire nel 90% dei casi…
Ma d’altronde in Italia si sa, ciascuno fa come meglio ritiene e quindi, essendo le gare non ancora espletate, i balneari rimangono concessionari fino all’ingresso del nuovo concessionario, anche se nessuna legge dica questo!!!
Ed è così quindi che i concessionari hanno trasformato quel proprio ruolo di semplici “affittuari” a prezzi certamente irrisori, in veri e propri “proprietari”, sì… trasformando quelle strutture di centri ricreativi, in strutture di benessere, discoteca, ristorazione e quant’altro, sia di giorno che di notte… tralasciando così qualsivoglia obbligo e dovere, sia a livello civile che penale, nei confronti di un bene che ripeto – non è loro – ma dello Stato!!!
Ma d’altronde con uno Stato che sappiamo conta “quanto il due di coppe quando la giocata è a oro” e quindi… nulla, vedrete resterà tutto così com’è… e chi è stato concessionario in questi anni, continuerà ad esserlo, già… perchè in questo Paese nessuno rispetta le regole e quindi perché meravigliarsi se ci si sommano anche loro???
Se le "Concessioni" non sono valide, le spiaggie sono di fatto "libere"!!!
Quindi fanno bene i bagnanti a far valere i propri diritti, siano essi turisti che miei connazionali, ed è il motivo per cui ormai quotidianamente leggiamo di proteste che vanno in programma sulle nostre coste italiane…
Certo da quelle strutture provano ad allontanarli, ma quei bagnanti, dopo esser giunti in spiaggia e aver piantano i loro ombrelloni, ribattono che “tutte le concessioni sono scadute” e che dunque le spiagge sono a tutti gli effetti libere!!!
Sta diventando un vero e proprio movimento quello di questi attivisti che si sono organizzati sotto il nome di ’Mare Libero’!!!
Una protesta che ha visto colpita anche la Versilia, già…. dinnanzi alla spiaggia del locale “Twiga”, sembra esser del concessionario ed anche ministro del turismo, Daniela Santanchè…
Una cosa è certa, la battigia deve rimanere libera entro i cinque metri dal mare e questa regola prescinde la questione delle concessioni balneari, aggiungerei pure che si dovrebbe lasciare uno spazio libero tra i vari concessionari affinche si permettesse a chiunque di attraversare quel tratto per poter giungere in spiaggia, cosa che come ben sappiamo viene preclusa ovunque o per meglio dire nel 90% dei casi…
Ma d’altronde in Italia si sa, ciascuno fa come meglio ritiene e quindi, essendo le gare non ancora espletate, i balneari rimangono concessionari fino all’ingresso del nuovo concessionario, anche se nessuna legge dica questo!!!
Ed è così quindi che i concessionari hanno trasformato quel proprio ruolo di semplici “affittuari” a prezzi certamente irrisori, in veri e propri “proprietari”, sì… trasformando quelle strutture di centri ricreativi, in strutture di benessere, discoteca, ristorazione e quant’altro, sia di giorno che di notte… tralasciando così qualsivoglia obbligo e dovere, sia a livello civile che penale, nei confronti di un bene che ripeto – non è loro – ma dello Stato!!!
Ma d’altronde con uno Stato che sappiamo conta “quanto il due di coppe quando la giocata è a oro” e quindi… nulla, vedrete resterà tutto così com’è… e chi è stato concessionario in questi anni, continuerà ad esserlo, già… perchè in questo Paese nessuno rispetta le regole e quindi perché meravigliarsi se ci si sommano anche loro???
"Buon ferragosto sicuro"!!!
Sommano ad oltre 11mila euro le sanzioni elevate nell’ambito dell’operazione «Buon ferragosto sicuro» dai carabinieri della compagnia di Giarre (Catania), che hanno controllato circa 200 persone ed un centinaio di autovetture…
E quindida Calatabiano a Riposto, fino ai comuni di Giarre e Zafferana Etnea, i militari dell’Arma hanno compiuto controlli del territorio lungo tutta la fascia costiera di competenza, in vista soprattutto dal maggior afflusso di villeggianti, sia siciliani che provenienti da altre regioni o di nazionalità straniera.
Durante quei controlli sono state denunciate tre persone; una per esser in possesso di un coltello, l’altra per falsa attestazione di identità, ed un altra ancora per aver provocato un incidente stradale sotto l’effetto di sostanze alcoliche, a cui si sono sommate le infrazioni per mancanza di assicurazione e revisione, guida contromano, guida senza casco, mancanza di cinture di sicurezza e/o patente ed utilizzo del cellulare durante la guida…
Visto quanto emerso da questo controllo festivo, sarebbe opportuno rilanciare questa iniziativa a tutti i giorni della settimana perchè sono certo che sarebbero non solo centinaia ma migliaia, il numero di sanzioni che verrebbero quotidianamente elevate per violazioni al codice della strada!!!
"Buon ferragosto sicuro"!!!
Sommano ad oltre 11mila euro le sanzioni elevate nell’ambito dell’operazione «Buon ferragosto sicuro» dai carabinieri della compagnia di Giarre (Catania), che hanno controllato circa 200 persone ed un centinaio di autovetture…
E quindida Calatabiano a Riposto, fino ai comuni di Giarre e Zafferana Etnea, i militari dell’Arma hanno compiuto controlli del territorio lungo tutta la fascia costiera di competenza, in vista soprattutto dal maggior afflusso di villeggianti, sia siciliani che provenienti da altre regioni o di nazionalità straniera.
Durante quei controlli sono state denunciate tre persone; una per esser in possesso di un coltello, l’altra per falsa attestazione di identità, ed un altra ancora per aver provocato un incidente stradale sotto l’effetto di sostanze alcoliche, a cui si sono sommate le infrazioni per mancanza di assicurazione e revisione, guida contromano, guida senza casco, mancanza di cinture di sicurezza e/o patente ed utilizzo del cellulare durante la guida…
Visto quanto emerso da questo controllo festivo, sarebbe opportuno rilanciare questa iniziativa a tutti i giorni della settimana perchè sono certo che sarebbero non solo centinaia ma migliaia, il numero di sanzioni che verrebbero quotidianamente elevate per violazioni al codice della strada!!!
Doha: si prova a raggiungere una tregua…
Usa, Egitto, Qatar, Israele e Hamas provano a trovare un accordo ma sembra che dal vertice non ci sia alcuna corrispondenza con quanto si era stabilito il 2 luglio scorso…
La verità è che senza il rilascio degli ostaggi e dei detenuti, difficilmente si giungerà a quell’auspicato cessate il fuoco.
Certo Hamas spera nell’intervento dell’Iran, ma il rischio di ampliare il conflitto in caso di attacco a Israele, condurrebbe – per come ho già anticipato – il governo di Teheran a subire conseguenze “catastrofiche” e si concluderebbe qualsivoglia trattativa!!!
Non credo che Israele torni sui suoi passi o che restituisca i territori ai palestinesi, gli stessi che di fatto occupava sin dal 1967, ritengo viceversa che le politiche del primo ministro Benjamin Netanyahu siano estremamente nazionaliste e quindi sarà difficile che si potrà ritornare a quella condivisione tra i due popoli prima dell’attacco di Hamas…
Se non si pensa di costruire un nuovo Stato palestinese al di fuori dei territori d’Israele, sarà del tutto impossibile riuscire a risolvere questo problema che come abbiamo visto, sono decenni che non trova soluzione e non sarà l’uso della forza che potrà modificare questa attuale condizione.
Doha: si prova a raggiungere una tregua…
Usa, Egitto, Qatar, Israele e Hamas provano a trovare un accordo ma sembra che dal vertice non ci sia alcuna corrispondenza con quanto si era stabilito il 2 luglio scorso…
La verità è che senza il rilascio degli ostaggi e dei detenuti, difficilmente si giungerà a quell’auspicato cessate il fuoco.
Certo Hamas spera nell’intervento dell’Iran, ma il rischio di ampliare il conflitto in caso di attacco a Israele, condurrebbe – per come ho già anticipato – il governo di Teheran a subire conseguenze “catastrofiche” e si concluderebbe qualsivoglia trattativa!!!
Non credo che Israele torni sui suoi passi o che restituisca i territori ai palestinesi, gli stessi che di fatto occupava sin dal 1967, ritengo viceversa che le politiche del primo ministro Benjamin Netanyahu siano estremamente nazionaliste e quindi sarà difficile che si potrà ritornare a quella condivisione tra i due popoli prima dell’attacco di Hamas…
Se non si pensa di costruire un nuovo Stato palestinese al di fuori dei territori d’Israele, sarà del tutto impossibile riuscire a risolvere questo problema che come abbiamo visto, sono decenni che non trova soluzione e non sarà l’uso della forza che potrà modificare questa attuale condizione.
Rosario Pelligra: "Forza Catania sempre"!!!
Ci tengo a riproporre una bellissima dichiarazione d’affetto compiuta dal Presidente Pelligra nei confronti dei tifosi del Catania Calcio:
Cari tifosi rossazzurri,
in un momento cruciale, sento il dovere di rivolgermi a tutti voi, che con il vostro supporto e la vostra passione rappresentate il cuore pulsante del Catania Football Club.
Vi scrivo innanzitutto da tifoso e poi da persona che due anni fa si è presa la responsabilità e l’onore di far risorgere la nostra squadra.
Anche adesso mi prendo la responsabilità di tutto e voglio cominciare chiedendovi scusa per questa situazione che ha destato preoccupazione in molti di voi.
Ci tengo anche a fare chiarezza e rassicurarvi.
Il Gruppo Pelligra si è attivato e ha preparato tutta la documentazione necessaria a garantire la fideiussione già settimane fa, inviandola a tutti gli enti preposti. Il ritardo è stato causato unicamente da lentezze burocratiche nel trasferimento fra banche.
Ho lavorato in prima persona, insieme ai migliori professionisti del Gruppo Pelligra e della società Catania Football Club, per risolvere questa problematica.
Voglio anche ribadire che le risorse sono disponibili e che il nostro interesse ad investire nel Catania, per rafforzare la squadra e raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti, è immutato, così come i piani per il futuro e l’entusiasmo; quella tra Pelligra e il Catania è una storia d’amore di lungo periodo.
Voglio infine sottolineare l’importanza di dialogo e trasparenza: se non ho parlato finora è perchè mi piace risolvere le questioni prima di esprimermi ma organizzerò una conferenza stampa all’inizio di settembre per parlare della nuova stagione e rispondere a tutte le domande dei giornalisti che con attenzione e passione seguono la nostra squadra.
Lavoreremo costantemente e ci impegneremo sempre al massimo per avere successo.
Forza Catania sempre!
Rosario Pelligra
Rosario Pelligra: "Forza Catania sempre"!!!
Ci tengo a riproporre una bellissima dichiarazione d’affetto compiuta dal Presidente Pelligra nei confronti dei tifosi del Catania Calcio:
Cari tifosi rossazzurri,
in un momento cruciale, sento il dovere di rivolgermi a tutti voi, che con il vostro supporto e la vostra passione rappresentate il cuore pulsante del Catania Football Club.
Vi scrivo innanzitutto da tifoso e poi da persona che due anni fa si è presa la responsabilità e l’onore di far risorgere la nostra squadra.
Anche adesso mi prendo la responsabilità di tutto e voglio cominciare chiedendovi scusa per questa situazione che ha destato preoccupazione in molti di voi.
Ci tengo anche a fare chiarezza e rassicurarvi.
Il Gruppo Pelligra si è attivato e ha preparato tutta la documentazione necessaria a garantire la fideiussione già settimane fa, inviandola a tutti gli enti preposti. Il ritardo è stato causato unicamente da lentezze burocratiche nel trasferimento fra banche.
Ho lavorato in prima persona, insieme ai migliori professionisti del Gruppo Pelligra e della società Catania Football Club, per risolvere questa problematica.
Voglio anche ribadire che le risorse sono disponibili e che il nostro interesse ad investire nel Catania, per rafforzare la squadra e raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti, è immutato, così come i piani per il futuro e l’entusiasmo; quella tra Pelligra e il Catania è una storia d’amore di lungo periodo.
Voglio infine sottolineare l’importanza di dialogo e trasparenza: se non ho parlato finora è perchè mi piace risolvere le questioni prima di esprimermi ma organizzerò una conferenza stampa all’inizio di settembre per parlare della nuova stagione e rispondere a tutte le domande dei giornalisti che con attenzione e passione seguono la nostra squadra.
Lavoreremo costantemente e ci impegneremo sempre al massimo per avere successo.
Forza Catania sempre!
Rosario Pelligra
Alì Kamenei, fossi al suo posto ci penserei due volte ad attaccare Israele!!!
Per fortuna che c’è il nuovo Presidente iraniano Masoud Pezeshkian a convincere l’ayatollah Ali Khamenei (85 anni) a rinviare l’attacco contro Israele.
Comprendo perfettamente quali motivi spingano l’attuale leader supremo a voler rispondere all’uccisione dello scorso luglio del leader di Hamas, Ismail Haniyeh, ma il rischio che si potrebbe correre con un nuovo attacco, è simile a quello che condotto al conflitto in corso nella “Striscia di Gaza”.
Già… aver creduto in una azione folle, in quell’attacco violento programmato dai miliziani di Hamas che -come abbiamo assistito- ha portato ai numerosi sequestri di civili; sì… hanno pensato senza aver previsto anticipatamente quali esiti avrebbe condotto quell’errata operazione militare, la stessa (ne sono fortemente convinto) che era già prevista e segnalata dall’intelligence istaeliana al governo, che infatti ha atteso che si compiesse quell’attacco, affinchè si potesse giungere al progetto previsto e cioè di liberare tutti i territori israeliani dalla presenza araba!!!
Ed ora sto ascoltando in Tv di come l’ayatollah Khamenei ,vorrebbe rispondere contro Israele con una rappresaglia , dimenticando o chissà… non tenendo conto di quanto Israele e soprattutto gli Usa, stanno progettando un conflitto contro quel Paese…
Ed ora egli vorrebbe promuovere questo “auspicato” desiderio dei suoi avversari, convinto che attraverso i suoi missili e droni, potrà dare inizio ad un conflitto anti-sionista che dovrebbe espandersi a macchia d’olio…
Beh, penso che non appena quella rappresaglia inizierà, in sei giorni – già come quanto accaduto nel 1967 – l’Iran si ritroverà con tutte le proprie strutture militari distrutte, con gli impianti nucleari colpiti in maniera decisa (se pur quest’ultimi siano stati posti in questi ultimi anni ancor più sottoterra, proprio per evitare di restare colpiti dai raid missilistici…) e tutto ciò porterà non solo ad una disfatta politico e internazionale, ma anche al rischio di una caduta del regime…
D’altronde questa personale analisi rappresenta quanto di fatto vuole tutto il Medio Oriente e cioè contenere l’egemonia iraniana; non va dimenticato come lo stesso Netanyahu, dopo l’incontro con i rappresentanti di Egitto e Giordania, aveva annunciato che la minaccia strategica iraniana costituisce il principale problema nella regione, portando, per la prima volta dalla fondazione di Israele, ad un’intesa arabo-israeliana.
Quanto sopra inoltre riflette un’altra intesa, quella tra israeliani e americani, dal momento che anche dagli Usa viene espresso come la sconfitta dell’Iran sia la sua priorità assoluta nella regione e difatti, la maggior parte dei paesi arabi ad oggi, non hanno ancora chiarito la propria posizione nel conflitto tra Iran e Israele!!!
Difatti, le possibilità degli arabi variano tra neutralità, alleanza con Israele, e coesistenza con Iran e Israele…
Ora, sebbene ciascuna di queste posizioni danneggino gli interessi dei paesi arabi, sembrerebbe però che i loro governanti non abbiano molta scelta, d’altronde il rischio sarebbe quello di rimanere coinvolti dal conflitto, senza aver la certezza di prevedere quali conseguenze negative si potrebbero ahimè determinare.
Sono quindi questi i motivi che mi spingono a suggerire all’Ayatollah Kamenei ed anche al Presidente Pezeshkian di pensarci bene, già… più e più volte, prima di attaccare Israele, sì… per non doversene pentire!!!
Alì Kamenei, fossi al suo posto ci penserei due volte ad attaccare Israele!!!
Per fortuna che c’è il nuovo Presidente iraniano Masoud Pezeshkian a convincere l’ayatollah Ali Khamenei (85 anni) a rinviare l’attacco contro Israele.
Comprendo perfettamente quali motivi spingano l’attuale leader supremo a voler rispondere all’uccisione dello scorso luglio del leader di Hamas, Ismail Haniyeh, ma il rischio che si potrebbe correre con un nuovo attacco, è simile a quello che condotto al conflitto in corso nella “Striscia di Gaza”.
Già… aver creduto in una azione folle, in quell’attacco violento programmato dai miliziani di Hamas che -come abbiamo assistito- ha portato ai numerosi sequestri di civili; sì… hanno pensato senza aver previsto anticipatamente quali esiti avrebbe condotto quell’errata operazione militare, la stessa (ne sono fortemente convinto) che era già prevista e segnalata dall’intelligence istaeliana al governo, che infatti ha atteso che si compiesse quell’attacco, affinchè si potesse giungere al progetto previsto e cioè di liberare tutti i territori israeliani dalla presenza araba!!!
Ed ora sto ascoltando in Tv di come l’ayatollah Khamenei ,vorrebbe rispondere contro Israele con una rappresaglia , dimenticando o chissà… non tenendo conto di quanto Israele e soprattutto gli Usa, stanno progettando un conflitto contro quel Paese…
Ed ora egli vorrebbe promuovere questo “auspicato” desiderio dei suoi avversari, convinto che attraverso i suoi missili e droni, potrà dare inizio ad un conflitto anti-sionista che dovrebbe espandersi a macchia d’olio…
Beh, penso che non appena quella rappresaglia inizierà, in sei giorni – già come quanto accaduto nel 1967 – l’Iran si ritroverà con tutte le proprie strutture militari distrutte, con gli impianti nucleari colpiti in maniera decisa (se pur quest’ultimi siano stati posti in questi ultimi anni ancor più sottoterra, proprio per evitare di restare colpiti dai raid missilistici…) e tutto ciò porterà non solo ad una disfatta politico e internazionale, ma anche al rischio di una caduta del regime…
D’altronde questa personale analisi rappresenta quanto di fatto vuole tutto il Medio Oriente e cioè contenere l’egemonia iraniana; non va dimenticato come lo stesso Netanyahu, dopo l’incontro con i rappresentanti di Egitto e Giordania, aveva annunciato che la minaccia strategica iraniana costituisce il principale problema nella regione, portando, per la prima volta dalla fondazione di Israele, ad un’intesa arabo-israeliana.
Quanto sopra inoltre riflette un’altra intesa, quella tra israeliani e americani, dal momento che anche dagli Usa viene espresso come la sconfitta dell’Iran sia la sua priorità assoluta nella regione e difatti, la maggior parte dei paesi arabi ad oggi, non hanno ancora chiarito la propria posizione nel conflitto tra Iran e Israele!!!
Difatti, le possibilità degli arabi variano tra neutralità, alleanza con Israele, e coesistenza con Iran e Israele…
Ora, sebbene ciascuna di queste posizioni danneggino gli interessi dei paesi arabi, sembrerebbe però che i loro governanti non abbiano molta scelta, d’altronde il rischio sarebbe quello di rimanere coinvolti dal conflitto, senza aver la certezza di prevedere quali conseguenze negative si potrebbero ahimè determinare.
Sono quindi questi i motivi che mi spingono a suggerire all’Ayatollah Kamenei ed anche al Presidente Pezeshkian di pensarci bene, già… più e più volte, prima di attaccare Israele, sì… per non doversene pentire!!!
Ingroia accusa Pignatone: “Era in rapporti con i boss della mafia”!!!
Ormai non mi soprende più nulla…
Già… anche leggere notizie come quella pubblicata dal quotidiano “Il Giornale” non suscità nel sottoscritto alcun disappunto…
Sì… perché in un qualche modo, quanto sta andando in questo epriodo emergendo, rappresenta ciò che da sempre il sottoscritto ha riportato in questo blog, in particolare quando ho raccontato su collusioni e insabbiamenti, vergognosamente compiuti da uno Stato indegno, attraverso quei suoi referenti, gli stessi che hanno permesso di fatto che quelle circostanze abiette potessero compiersi e la situazione assurda che molti di essi, ahimè ancora seduti lì, già in quelle poltrone istituzionali!!!
Ed allora leggiamo cosa racconta l’ex procuratore Antonio Ingroia: «Giovanni Brusca mi disse che il dottor Pignatone era in rapporti con uomini di mafia di peso, che era disponibile verso Cosa Nostra. Disse che lo aveva saputo da Totò Riina. Trasmettemmo i verbali alla procura di Caltanissetta dove vennero archiviati».
Se c’erano ancora dei dubbi sulla virulenza dell’uragano che sta scuotendo la magistratura intorno al «caso Pignatone», a fugarli arrivano le dichiarazioni di un ex pubblico ministero che è stato anche lui un’icona dell’Antimafia, fino allo sfortunato sbarco in politica.
Ingroia era in Procura a Palermo, era con Paolo Borsellino a Marsala. Conosce bene sia Pignatone che il suo vice Gioacchino Natoli, magistrati di punta dell’antimafia a Palermo. E che entrambi siano sotto inchiesta per favoreggiamento alla mafia sembra non stupirlo affatto. Soprattutto per quanto riguarda Pignatone, «che come magistrato era l’antitesi di Giovanni Falcone, che lo osteggiò in ogni modo, e che paradossalmente è stato raccontato per decenni dai giornaloni come l’erede di Falcone».
Pignatone – che da Palermo è approdato prima a Reggio Calabria e poi a Roma, e che oggi presiede il tribunale del Vaticano – è indagato per avere aiutato Cosa Nostra e il gruppo Ferruzzi, quello di Raul Gardini, a insabbiare l’indagine dei carabinieri del Ros su «Mafia Appalti», quella che svelava i rapporti dei clan corleonesi con la grande azienda del nord. Fu quella inchiesta il movente della morte di Paolo Borsellino, che avrebbe voluto portarla avanti. E a voler affossare l’inchiesta a tutti costi fu il procuratore di Palermo, Pietro Giammanco, di cui nel 1992 Pignatone era il collaboratore più fidato.
Non fu, dice Ingroia, un semplice errore di valutazione. Il problema è che Giuseppe Pignatone di quella indagine non avrebbe dovuto occuparsi perché toccava direttamente la sua famiglia. «L’indagine – spiega Ingroia – riguardava imprenditori mafiosi che avevano avuto a che fare direttamente con suo padre. Il padre di Pignatone era un ras della politica siciliana, un uomo vicino a Salvo Lima e quindi alla corrente andreottiana. Nelle carte che mandammo senza risultato a Caltanissetta c’era anche la storia degli appartamenti che i costruttori mafiosi oggetto dell’inchiesta Mafia-Appalti avevano venduto a prezzi ridottissimi, sostanzialmente regalati, alla famiglia Pignatone. Tra questi c’era quello di cui godeva il dottor Pignatone e dove credo abiti tuttora».
È lì, in questo incredibile coacervo di interessi mafiosi, imprenditoriali e giudiziari che ora – con la fatica dei trent’anni trascorsi – i nuovi capi della procura di Caltanissetta cercano la spiegazione della strage di via d’Amelio. Ingroia, va ricordato, la spiegazione l’aveva cercata da tutt’altra parte, nella inesistente trattativa tra Stato e Mafia, indagando Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri e i carabinieri del Ros. E nonostante le assoluzioni in massa dei suoi indagati non demorde, «può darsi che ci sia stata una convergenza di moventi» nell’uccisione di Borsellino. Ma che il vero segreto custodito da Falcone portasse verso Raul Gardini e non a Berlusconi, ora ne è certo anche lui: «Quando Giovanni disse adesso la mafia investe in Borsa” parlava del gruppo Ferruzzi».
Anche Ingroia trova sconcertante che Pignatone, convocato dai pm di Caltanissetta, si sia rifiutato di rispondere, e ancora più sconcertante che continui a presiedere il tribunale vaticano, «si sono dimessi ministri per molto meno». Ma è contento che la congiura del silenzio stia schiantandosi.
E che magari si trovi un perché ad altri misteri di quegli anni: «Quando arrivò una segnalazione che sarebbero stati uccisi Antonio Di Pietro e Paolo Borsellino, Di Pietro venne prelevato dai servizi e portato al sicuro in Costarica. Borsellino invece non venne nemmeno avvisato, e lo lasciarono a Palermo in pasto ai suoi carnefici. Perché?».







