Ci mancavano soltanto i "negazionisti" del Covid-19!!!

Un convegno “anticovid” organizzato da alcuni  sostenitori di quei noti partiti d’opposizione, tra cui Armando Siri e Vittorio Sgarbi…
Lo slogan del giorno è “il virus non c’è più“!!!
Ecco quindi che giuristi, scienziati, politici ed altri esperti si sono riuniti per discutere su quanto accaduto nel nostro paese durante la pandemia e sul conflitto in corso a causa delle misure ancora adottate dal governo Conte, che continua a portare avanti la tesi – secondo loro per motivi prettamente legati ad esigenze partitiche e non reali – di un allarme virus – se pur ridotto – ma ancora presente!!!
Come dicevo sopra, hanno partecipano all’incontro, medici, studiosi, professori, costituzionalisti e anche il nostro tenore Andrea Bocelli che ha dichiarato: “Ho accettato questo invito ma sono lontano dalla politica – premette il celebre tenore – e devo dire che durante il “lockdown” ho anche cercato di immedesimarmi con chi doveva prendere decisioni difficili. Ma poi, man mano che il tempo passava, non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva, quindi perché questa gravità? Poi mi sono sentito umiliato e offeso per il divieto di uscire da casa. Ammetto che ho violato il divieto“…

Il sottoscritto viceversa (dopo aver letto alcuni passaggi di quella riunione), non può far altro che condividere il pensiero riportato dal Prof.  Massimo Galli – professore Ordinario di Malattie Infettive all’Università degli Studi di Milano – che in merito alle posizioni espresse in occasione dell’incontro ha dichiarato: “Penso che tutto quello che e stato detto non abbia alcuna base dal punto di vista scientifico: è un messaggio inadeguato, quello che viene lanciato, con elementi di evidente pericolosità”!!!
Infatti, fanno soltanto ridere quei “pseudi” esperti, peraltro vorrei dire… nessuno di loro aveva previsto il giungere di questa pandemia ed ora di contro sono tutti lì a parlarne e a evidenziare come il virus sia definitivamente  sparito….
Nel frattempo però il totale dell’epidemia ha sfiorato i 650 mila morti “ufficiali” ( sì… perché non dimentichiamoci che mancano tutti i dati non ufficiali) ed il totale dei contagiati presenti nel mondo è a di oltre  16 milioni di persone…
Già quegli “esperti“, mi danno l’impressione di aver aver ripreso (per filo e per segno) quanto riportava una bagnante in un video di Youtube: “non ce n’è coviddi… non ce n’è coviddi.. non ce n’è coviddi”!!!  

Non date mai denaro in contanti a qualsivoglia personale travestito da volontario di quelle note associazioni umanitarie!!!

Lo scorso anno mi trovavo vicino insieme a mia moglie vicino a Mascalucia per acquistare dei prodotti, ma non trovandoli nei negozi in cui mi ero recato, mi ricordai di un Centro commerciale lì vicino, precisamente “Le Ginestre”…

Entrando dall’ingresso principale stradale, mi fu fatto cenno immediatamente di rallentare… ma avendo fretta prosegui, quando uno di quei tre uomini presenti, si sposto al centro obbligandomi a fermare… 
Si avvicino quindi uno dei due, posto fino a quel momento in maniera laterale e inizio a presentarsi come volontario di un’associazione umanitaria (precisamente l’Unicef), nel frattempo mi consegnava un cartoncino a modello brochure nel quale vi erano riportate tutta una serie d’iniziative… 
Nel frattempo che egli stesse parlando il sottoscritto riflettendo su quanto accaduto, ed appena iniziarono a chiedere una offerta in denaro – motivando quanto importante fosse quel gesto e descrivendo tutte le ripercussioni positive che grazie a quel denaro si potevano realizzare – ecco che in me scatto come una molla…
Già, perché mentre egli parlava… sapevo che qualcosa non quadrava… e difatti, mentre l’altro collega era sempre lì posto dinnanzi all’auto, aprì lo sportello e rivolgendomi direttamente ad egli gli chiesi se fosse un pubblico ufficiale… 
Quello mi guardo un po’ sbalordito e mi rispose che non comprendeva la domanda… 
Gli chiesi nuovamente – questa volta con un tono di voce che esprimeva la mia totale incazz… – se egli fosse un pubblico ufficiale, un carabiniere, un poliziotto, un finanziere, un vigile urbano… chi cazz… era, perché non comprendevo con quale titolo egli si fosse parato dinnanzi alla mia auto, obbligandomi a fermare!!!
A quel punto… avendo intuito che mi ero fortemente arrabbiato e chissà forse pensando che viceversa il sottoscritto fosse un soggetto delle forse dell’ordine… ecco che allora si spostò in maniera flemmatica aggiungendo: vabbè se non vuole fare un’offerta non c’è alcun bisogno di far così…
Mia moglie conoscendo il mio carattere e per evitare che la situazione degenerasse mi chiese di rientrare in auto, tra l’altro loro si erano già allontanati e iniziavano nuovamente a bloccare le altre auto che entravano dall’ingresso principale… 
Rientrai in auto, andai a parcheggiare e appena scesi, cercai su “google” il contatto di Unicef (Roma) e appena lo trovai, chiamai il numero e chiesi se vi fossero loro rappresentanti – descrivendo quella loro presenza con tanto di pettorina ufficiale dell’Associazione (se non ricordo male di colore azzurro) – presso il Centro commerciale di cui sopra…
Ovviamente la risposta fu negativa, anzi nello scusarsi per l’accaduto mi comunicarono che essi come associazione – se non durante manifestazioni organizzate direttamente – non svolgono alcuna promozione per strada e soprattutto non viene mai richiesta la consegna di denaro in contanti, in quanto la donazione deve avvenire attraverso pagamento con bonifico bancario o con bollettino postale… 
A quel punto ho chiamato il 112 che essendo proprio lì vicino, a meno di un km, giunse immediatamente… 
Difatti, mentre mi stavo dirigendo a piedi verso quei tre soggetti, era giunta una pattuglia… e loro osservando l’auto ed il sottoscritto che stava per raggiungerli, iniziarono a separarsi e ad allontanarsi, togliendosi tra l’altro anche quella pettorina… 
Uno di loro venne intercettato e fermato, il sottoscritto nel frattempo si avvicinò alla pattuglia, dichiarando di essere la persona che aveva per l’appunto telefonato, seguirono le generalità di uno dei fermati e anche quelle del sottoscritto e dopo un po’ mi dissero ringraziandomi che potevo andare…  
Analoga circostanza mi capito a inizi di quest’anno, dinnanzi ad un supermercato dei paesi etnei; la vicenda se pur in maniera diversa, sì… in questo caso la ragazza che mi aveva fermato usava modi cortesi e un sorriso ammagliante (pur di raggiungere il proprio scopo), provò a farmi donare un offerta…
Appena aggiunsi che donavo solo attraverso c/c bancario, non gli interessò più dedicare le sue attenzioni e mi disse che per loro era la stessa cosa e così si allontanò per dedicarsi ad altri clienti appena giunti…   
L’ultima circostanza di pochi giorni fa dinnanzi ad un supermercato della stessa società di cui sopra (ma che nulla centra con queste ambigue iniziative di solidarietà…), ma questa volta appena fermato, dissi loro che non avevo alcuna voglia di discutere e di rivolgersi ad altri, in quanto il sottoscritto – per evitare loro problemi – era meglio evitarlo…
Quindi, nel attendere che una delle due figlie completasse gli acquisti, sono rimasto in attesa all’esterno con l’altra, quando uno di quei “volontari” si avvicino e mi chiese delucidazioni, su quanto alcuni minuti prima avevo detto…
E allora raccontai l’esperienza di cui sopra e dissi ad egli – visto il tono con il quale mi aveva formulato la domanda – che forse era meglio (se non realmente autorizzati…) cambiare luogo, per evitare (non si sa mai… ) eventuali controlli!!! 
Nel frattempo mia figlia era uscita dal supermercato ed egli allora nell’allontanarsi mi rivolse un sorriso sarcastico, quasi a volermi confermare che egli e i suo colleghi fossero apposto…
L’indomani pomeriggio mi ritrovai ad andare nuovamente in quel supermercato; all’esterno però vidi che non vi erano più i volontari del giorno prima e allora chiesi alla cassiera che fine avessero fatto; mi rispose che non si erano visti, ho pensato: “ma guarda un po’ che strana coincidenza…”!!!   
Di oggi la notizia che i carabinieri della Stazione di Catania Nesima hanno denunciato due donne, una di 21 e l’altra di 37 anni, perché ritenute responsabili di esercizio molesto di accattonaggio in concorso…
Indovinate un po’… le due donne si spacciavano anch’esse per operatrici volontarie dell’UNICEF ed erano riuscite a racimolare nel breve volgere di qualche ora la ragguardevole somma di quasi 300 euro attraverso le donazioni di quegli ignari cittadini, che credevano realmente di fare la cosa giusta…
Ecco perché sollecito chiunque a non dar soldi a nessuno, soprattutto per strada, neppure se vi convincono a non dare soldi in contanti ma tramite un bollettino postale su cui fare il versamento, perché il più delle volte questo è intestato a una società “omonima” a quelle solitamente conosciute, a cui però è stato aggiunto un carattere grafico diverso, che evidenzia come nulla centri con quello ufficiale…
Viceversa se volete fare una donazione, aprite il web e collegatevi al sito Unicef, il sottoscritto nel frattempo vi allega una foto dalla quale trovate i numeri su cui effettuare la donazione…
Vorrei ricordare quanto diceva Madre Teresa di Calcutta: “Non è tanto quello che facciamo, ma quanto amore mettiamo nel farlo. Non è tanto quello che diamo, ma quando amore mettiamo nel dare.”

Non date mai denaro in contanti a qualsivoglia personale travestito da volontario di quelle note associazioni umanitarie!!!

Lo scorso anno mi trovavo insieme a mia moglie vicino a Mascalucia per acquistare dei prodotti, ma non trovandoli nei negozi in cui mi ero recato, mi ricordai di un Centro commerciale lì vicino, precisamente “Le Ginestre”…

Entrando dall’ingresso principale mi fu fatto cenno immediatamente di rallentare… ma avendo fretta prosegui, quando uno di quei tre uomini presenti, si sposto al centro obbligandomi a fermare… 
Si avvicino quindi uno dei due, posto fino a quel momento in maniera laterale e inizio a presentarsi come volontario di un’associazione umanitaria (precisamente l’Unicef), nel frattempo mi consegnava un cartoncino a modello brochure nel quale vi erano riportate tutta una serie d’iniziative… 
Nel frattempo che egli stesse parlando il sottoscritto stava ancora riflettendo su quanto fosse accaduto, ed appena iniziarono a chiedermi una offerta in denaro – motivando quanto importante fosse quel gesto e descrivendo tutte le ripercussioni positive che grazie a quel denaro si potevano realizzare – ecco che in me scatto improvvisamente una molla…
Già, perché mentre egli parlava… sapevo che qualcosa non quadrava… e difatti, mentre l’altro collega era sempre lì posto dinnanzi all’auto, aprì lo sportello e rivolgendomi direttamente ad egli gli chiesi se fosse un pubblico ufficiale… 
Quello mi guardo un po’ sbalordito e mi rispose che non comprendeva la domanda… 
Gli chiesi nuovamente – questa volta con un tono di voce che esprimeva la mia totale incazz… – se egli fosse un pubblico ufficiale, un carabiniere, un poliziotto, un finanziere, un vigile urbano… chi cazz… era, perché non comprendevo con quale titolo egli si fosse parato dinnanzi alla mia auto, obbligandomi a fermare!!!
A quel punto… avendo intuito che mi ero fortemente arrabbiato e chissà forse pensando che viceversa il sottoscritto fosse un soggetto delle forze dell’ordine… ecco che iniziò a spostarsi in maniera flemmatica, aggiungendo: vabbè se non vuole fare un’offerta non c’è alcun bisogno di far così…
Mia moglie conoscendo il mio carattere e per evitare che la situazione degenerasse mi chiese di rientrare in auto, tra l’altro essi si erano già allontanati e iniziavano a bloccare le altre auto che entravano dall’ingresso principale… 
Rientrai in auto, andai a parcheggiare e appena scesi, cercai su “google” il contatto di Unicef (Roma) e appena lo trovai, chiamai il numero e chiesi se vi fossero loro rappresentanti – descrivendo quella loro presenza con tanto di pettorina ufficiale dell’Associazione (se non ricordo male di colore azzurro) – presso il Centro commerciale di cui sopra…
Ovviamente la risposta fu negativa, anzi nello scusarsi per l’accaduto mi comunicarono che essi come associazione – se non durante manifestazioni organizzate direttamente – non svolgono alcuna promozione per strada e soprattutto non viene mai richiesta la consegna di denaro in contanti, in quanto la donazione deve avvenire attraverso pagamento con bonifico bancario o con bollettino postale… 
A quel punto ho chiamato il 112 che essendo proprio lì vicino, a meno di un km, giunse immediatamente… 
Difatti, mentre mi stavo dirigendo a piedi verso quei tre soggetti, era giunta una pattuglia… e loro osservando l’auto ed il sottoscritto che stava per raggiungerli, iniziarono a separarsi e ad allontanarsi, togliendosi tra l’altro anche quella pettorina… 
Uno di loro venne intercettato e fermato, il sottoscritto nel frattempo si avvicinò alla pattuglia, dichiarando di essere la persona che aveva per l’appunto telefonato, seguirono le generalità di uno dei fermati e anche quelle del sottoscritto e dopo un po’ mi dissero ringraziandomi che potevo andare…  
Analoga circostanza mi capito a inizi di quest’anno, dinnanzi ad un supermercato dei paesi etnei; la vicenda se pur in maniera diversa, sì… in questo caso la ragazza che mi aveva fermato usava modi cortesi e un sorriso ammagliante (pur di raggiungere il proprio scopo), provò a farmi donare un offerta…
Appena aggiunsi che donavo solo attraverso c/c bancario, non gli interessò più dedicare le sue attenzioni e mi disse che per loro era la stessa cosa e così si allontanò per dedicarsi ad altri clienti appena giunti…   
L’ultima circostanza di pochi giorni fa dinnanzi ad un supermercato della stessa società di cui sopra (ma che nulla centra con queste ambigue iniziative di solidarietà…), ma questa volta appena fermato, dissi loro che non avevo alcuna voglia di discutere e di rivolgersi ad altri, in quanto il sottoscritto – per evitare loro problemi – era meglio evitarlo…
Quindi, nel attendere che una delle due figlie completasse gli acquisti, sono rimasto in attesa all’esterno con l’altra, quando uno di quei “volontari” si avvicino e mi chiese delucidazioni, su quanto alcuni minuti prima avevo detto…
E allora raccontai l’esperienza di cui sopra e dissi ad egli – visto il tono con il quale mi aveva formulato la domanda – che forse era meglio (se non realmente autorizzati…) cambiare luogo, per evitare (non si sa mai… ) eventuali controlli!!! 
Nel frattempo mia figlia era uscita dal supermercato ed egli allora nell’allontanarsi mi rivolse un sorriso sarcastico, quasi a volermi confermare che egli e i suo colleghi fossero apposto…
L’indomani pomeriggio mi ritrovai ad andare nuovamente in quel supermercato; all’esterno però vidi che non vi erano più i volontari del giorno prima e allora chiesi alla cassiera che fine avessero fatto; mi rispose che non si erano visti, ho pensato: “ma guarda un po’ che strana coincidenza…”!!!   
Di oggi la notizia che i carabinieri della Stazione di Catania Nesima hanno denunciato due donne, una di 21 e l’altra di 37 anni, perché ritenute responsabili di esercizio molesto di accattonaggio in concorso…
Indovinate un po’… le due donne si spacciavano anch’esse per operatrici volontarie dell’UNICEF ed erano riuscite a racimolare nel breve volgere di qualche ora la ragguardevole somma di quasi 300 euro attraverso le donazioni di quegli ignari cittadini, che credevano realmente di fare la cosa giusta…
Ecco perché sollecito chiunque a non dar soldi a nessuno, soprattutto per strada, neppure se vi convincono a non dare soldi in contanti ma tramite un bollettino postale su cui fare il versamento, perché il più delle volte questo è intestato a una società “omonima” a quelle solitamente conosciute, a cui però è stato aggiunto un carattere grafico diverso, che evidenzia come nulla centri con quello ufficiale…
Viceversa se volete fare una donazione, aprite il web e collegatevi al sito Unicef, il sottoscritto nel frattempo vi allega una foto dalla quale trovate i numeri su cui effettuare la donazione…
Vorrei ricordare quanto diceva Madre Teresa di Calcutta: “Non è tanto quello che facciamo, ma quanto amore mettiamo nel farlo. Non è tanto quello che diamo, ma quando amore mettiamo nel dare.”

Associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, reati fiscali, riciclaggio e auto-riciclaggio…

L’organizzazione era pronta a puntare ai fondi dell’emergenza sanitaria Covid-19…
Già, secondo gli investigatori, l’intenzione era quella di utilizzare le proprie società per avanzare richieste e usufruire così delle agevolazioni e delle misure a sostegno dell’economia stanziate a seguito della pandemia… 
Tra gli arrestati (12) per bancarotta e riciclaggio (130 milioni), tra cui, un imprenditore calzaturiero, un finanziere (che avrebbe rivelato l’esistenza dell’inchiesta) radiato per corruzione ed a seguire un commercialista anch’egli radiato dall’Ordine!!!
In totale comunque le persone indagate sono ben 146 per un giro milionario di false fatturazioni che ha coinvolto oltre 90 società in 9 regioni diverse…
L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, reati fiscali, riciclaggio e auto-riciclaggio e i provvedimenti hanno portato a 80 perquisizioni e al sequestro di circa 300mila euro in contanti… 
Comunque, fatture false per 130 milioni di euro, con un giro di flusso di denaro che transitava da una società ad un altra a modello scatole cinesi, per poi finire nei c/c intestati a titolari di ditte individuali che appena ricevuti i bonifici, effettuavano immediatamente prelievi in contanti di pari importo… 

Il sistema era semplice ma ben congegnato: una serie di società emetteva fatture false a favore di soggetti terzi che così abbattevano il reddito d’impresa ed aggiravano l’Iva che poi, attraverso operazioni bancarie – al netto di una “commissione” per i servizi prestati – si vedevano restituire il denaro, che veniva prelevato in contanti dai titolari delle ditte individuali (veri e propri prestanome sottomessi alla organizzazione criminale), che contava anche su basi operative all’estero…

Un sistema collaudato compiuto in maniera celata, dietro le quinte della contabilità ufficiale, ma soprattutto difficile da individuare per le forze dell’ordine… 
Eppure proprio quest’ultimi, sono riusciti nell’intento e cioè di scoprire quelle attività illegali, usando potremmo dire il loro stesso sistema di “backgroud” (è il nome dato all’operazione) con il quale hanno potuto verificare tutti quei processi per così dire nascosti, attraverso registrazioni, monitoraggi, pianificazioni ed anche semplici operazioni compiute da quei loro (forse un po’ troppo maldestri…) intermediari!!!

Associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, reati fiscali, riciclaggio e auto-riciclaggio…

L’organizzazione era pronta a puntare ai fondi dell’emergenza sanitaria Covid-19…
Già, secondo gli investigatori, l’intenzione era quella di utilizzare le proprie società per avanzare richieste e usufruire così delle agevolazioni e delle misure a sostegno dell’economia stanziate a seguito della pandemia… 
Tra gli arrestati (12) per bancarotta e riciclaggio (130 milioni), tra cui, un imprenditore calzaturiero, un finanziere (che avrebbe rivelato l’esistenza dell’inchiesta) radiato per corruzione ed a seguire un commercialista anch’egli radiato dall’Ordine!!!
In totale comunque le persone indagate sono ben 146 per un giro milionario di false fatturazioni che ha coinvolto oltre 90 società in 9 regioni diverse…
L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, reati fiscali, riciclaggio e auto-riciclaggio e i provvedimenti hanno portato a 80 perquisizioni e al sequestro di circa 300mila euro in contanti… 
Comunque, fatture false per 130 milioni di euro, con un giro di flusso di denaro che transitava da una società ad un altra a modello scatole cinesi, per poi finire nei c/c intestati a titolari di ditte individuali che appena ricevuti i bonifici, effettuavano immediatamente prelievi in contanti di pari importo… 

Il sistema era semplice ma ben congegnato: una serie di società emetteva fatture false a favore di soggetti terzi che così abbattevano il reddito d’impresa ed aggiravano l’Iva che poi, attraverso operazioni bancarie – al netto di una “commissione” per i servizi prestati – si vedevano restituire il denaro, che veniva prelevato in contanti dai titolari delle ditte individuali (veri e propri prestanome sottomessi alla organizzazione criminale), che contava anche su basi operative all’estero…

Un sistema collaudato compiuto in maniera celata, dietro le quinte della contabilità ufficiale, ma soprattutto difficile da individuare per le forze dell’ordine… 
Eppure proprio quest’ultimi, sono riusciti nell’intento e cioè di scoprire quelle attività illegali, usando potremmo dire il loro stesso sistema di “backgroud” (è il nome dato all’operazione) con il quale hanno potuto verificare tutti quei processi per così dire nascosti, attraverso registrazioni, monitoraggi, pianificazioni ed anche semplici operazioni compiute da quei loro (forse un po’ troppo maldestri…) intermediari!!!

Salvo Pogliese: e dire che l’avevo predetto a quel Candidato Sindaco di Catania…

Sono stato invitato alcuni anni fa ad una riunione presso la zona industriale di Catania dal mio caro amico Rino e durante quella serata intervenne il Dott. S. Pogliese che conoscevo solo di vista, avendolo incontrato ad un convegno svolto nella parrocchia di Padre Gianni Notari, presso il “Crocifisso dei Miracoli” di Catania…. 
Ritornano alla riunione… e dopo aver espresso il proprio programma per la città di Catania, ha salutato i presenti e solo alla fine il sottoscritto si accosto per porgergli i migliori auguri per la competizione elettorale ma, a differenza dei molti presenti, che si congratulavano già per quella sua certa vittoria, il sottoscritto presentandosi gli rivolse una domanda…
Innanzitutto gli anticipavo che a differenza dei molti presenti il sottoscritto non ero tra coloro da cui avrebbe ricevuto una preferenza, in quanto il sottoscritto vota a Gravina di Catania, e quindi gli porsi la domanda: non è che la scelta che sta per fare sia errata…??? 
A quel punto ci fu silenzio… e il Dott. Pogliese mi chiese a cosa mi stessi riferendo…
Io risposi se non fosse stato più opportuno rimanere Parlamentare Europeo che provare a diventare Sindaco etneo, soprattutto con il rischio nell’aria di una inchiesta che lo vedeva già coinvolto per peculato nell’ambito di una inchiesta mentre si trovava deputato all’Assemblea regionale siciliana, in qualità di vice presidente del gruppo del Pdl….
Ricordo che mi guardo sorpreso… ed anche gli ospiti presenti mi osservarono imbarazzati da quella domanda, ma debbo dire che egli in maniera tranquilla mi rispose che quella vicenda era basata sul nulla e che l’eventuali prove portate contro i egli si sarebbero sciolte come neve al sole… 
Ascoltato quanto sopra, ho trasmesso i miei più sinceri auguri per la competizione elettorale incorso… per poi scoprire di lì a pochi mesi che fosse diventato Sindaco del Comune di Catania….
Debbo confidare che in cuor mio, seppur non lo avessi votato, avevo sperato in una maggiore fortuna rispetto ai tre colleghi che negli anni lo avevano preceduto…
Mi permetto di riprendere una citazione di un articolo de La Sicilia:  “Una città ripiegata su se stessa, amareggiata, disillusa, offesa, invecchiata, anarchica, spesso incivile, degradata… Non ci sono aggettivi che tengono per descrivere Catania, città risorta dalla lava per nove volte che però una classe dirigente spesso svogliata, per non dire anche disinteressata, ha affossato nel corso degli ultimi anni per la decima volta forse per l’incapacità o la poca voglia di adottare scelte forti, riforme e azioni chiare, senza mai un serio progetto di città che fin qui ha stentato a decollare e non certo per mancanze dell’ultimo sindaco Salvo Pogliese, insediatosi quando ormai il disastro economico si era materializzato”…
Di poche ore la notizia della sospensione dalla carica del sindaco disposta dal Prefetto in ottemperanza della legge Severino, che gli impedirà per i prossimi 18 mesi di procedere nel lento e soprattutto difficile risanamento della città…
E’ strano, ma sono anni che si manifesta una forma di “maledizione” contro i Sindaci di questo comune ed è incredibile la circostanza che li accomuna, già… l’esser finiti tutti sotto la lente dell’autorità giudiziaria!!!
Ricordate gli ex sindaci Bianco e Scapagnini, che crearono la prima voragine dei conti a cui poi seguì un provvedimento giudiziario ed un processo a carico di quest’ultimo e della sua giunta…
Per poi proseguire con Raffaele Stancanelli, anch’egli finito sotto la lente giudiziaria con richiesta di rinvio a giudizio, ma fu prosciolto davanti al gup…
Quindi nuovamente Enzo Bianco… l‘ex sindaco che come sappiamo dovrà comparire a Settembre di quest’anno con la sua giunta davanti al Gup che dovrà decidere se rinviarlo a giudizio per i bilanci falsificati tra il 2013 e il 2018… 

Ed oggi stessa sorte è toccata a Pogliese  anch’egli ora “ex” dopo aver lasciato al suo vice Bonaccorsi il “Palazzo degli elefanti”… 

Cosa aggiungere, speriamo come sempre che la giustizia faccia il proprio corso e al Dott. Pogliese non posso che augurare di dimostrare la propria estraneità ai fatti ascritti…
Chissà forse se avesse preso un po’ più sul serio le mie parole oggi sarebbe a Bruxelles senza aver dovuto rinunciare ad una decurtazione dell’80% della propria indennità, ma soprattutto senza perdere tutte quelle tutele giuridiche che proprio quel ruolo gli avrebbe garantito…
Che dire… a volte forse è meglio ascoltare il “sussurro” di un estraneo, che le tante acclarate “urla” dei fedelissimi amici… 

Salvo Pogliese: e dire che l'avevo predetto a quel Candidato Sindaco di Catania…

Sono stato invitato alcuni anni fa ad una riunione presso la zona industriale di Catania dal mio caro amico Rino e durante quella serata intervenne il Dott. S. Pogliese che conoscevo solo di vista, avendolo incontrato ad un convegno svolto nella parrocchia di Padre Gianni Notari, presso il “Crocifisso dei Miracoli” di Catania…. 
Ritornano alla riunione… e dopo aver espresso il proprio programma per la città di Catania, ha salutato i presenti e solo alla fine il sottoscritto si accosto per porgergli i migliori auguri per la competizione elettorale ma, a differenza dei molti presenti, che si congratulavano già per quella sua certa vittoria, il sottoscritto presentandosi gli rivolse una domanda…
Innanzitutto gli anticipavo che a differenza dei molti presenti il sottoscritto non ero tra coloro da cui avrebbe ricevuto una preferenza, in quanto il sottoscritto è residente a Gravina di Catania, quindi gli porsi la domanda: non è che la scelta che sta per fare sia errata…??? 
A quel punto ci fu un diffuso silenzio… e il Dott. Pogliese mi chiese gentilmente a cosa mi stessi riferendo…
Io risposi se non fosse stato per egli più opportuno rimanere Parlamentare Europeo che provare a diventare Sindaco del comune etneo, visto il rischio nell’aria di procedimento che lo vedeva già coinvolto per peculato nell’ambito di una inchiesta, mentre era deputato all’Assemblea regionale siciliana, in qualità di vice presidente del gruppo del Pdl…
Ricordo che mi guardo sorpreso – ed anche gli ospiti presenti mi osservarono imbarazzati da quella mia (inopportuna) domanda – ma debbo confermare che egli in maniera tranquilla mi rispose che quella era una vicenda basata sul nulla e che l’eventuali prove portate contro di egli si sarebbero sciolte come neve al sole… 
Ascoltato quanto sopra, ho trasmesso i miei più sinceri auguri per la competizione elettorale… per poi scoprire di lì a pochi mesi egli fosse diventato Sindaco del Comune di Catania….
Dopo quella circostanza non l’ho più incontrato e debbo confidare che in cuor mio, seppur non lo avessi votato, sperato per Egli una maggiore fortuna, rispetto soprattutto ai tre colleghi che negli anni lo avevano di fatto preceduto…
Mi permetto di riprendere una citazione di un articolo de La Sicilia:  “Una città ripiegata su se stessa, amareggiata, disillusa, offesa, invecchiata, anarchica, spesso incivile, degradata… Non ci sono aggettivi che tengono per descrivere Catania, città risorta dalla lava per nove volte che però una classe dirigente spesso svogliata, per non dire anche disinteressata, ha affossato nel corso degli ultimi anni per la decima volta forse per l’incapacità o la poca voglia di adottare scelte forti, riforme e azioni chiare, senza mai un serio progetto di città che fin qui ha stentato a decollare e non certo per mancanze dell’ultimo sindaco Salvo Pogliese, insediatosi quando ormai il disastro economico si era materializzato”…
Di poche ore la notizia della sospensione dalla carica di sindaco disposta dal Prefetto in ottemperanza della legge Severino, che gli impedirà per i prossimi 18 mesi di procedere nel lento e soprattutto difficile risanamento della città…
E’ strano, ma sono anni che si manifesta una forma di “maledizione” contro i Sindaci di questo comune ed è incredibile la circostanza che li accomuna: già… l’esser finiti tutti sotto la lente dell’autorità giudiziaria!!!
Ricordate gli ex sindaci Bianco e Scapagnini, che crearono la prima voragine dei conti a cui poi seguì un provvedimento giudiziario ed un processo a carico di quest’ultimo e della sua giunta…
Per poi proseguire con Raffaele Stancanelli, anch’egli finito sotto la lente giudiziaria con richiesta di rinvio a giudizio, ma fu prosciolto davanti al gup…
Quindi nuovamente Enzo Bianco… l‘ex sindaco che come sappiamo dovrà comparire a Settembre di quest’anno con la sua giunta davanti al Gup che dovrà decidere se rinviarlo a giudizio per i bilanci falsificati tra il 2013 e il 2018… 

Ed oggi stessa sorte è toccata a Pogliese  anch’egli ora “ex” dopo aver lasciato al suo vice Bonaccorsi il “Palazzo degli elefanti”… 

Cosa aggiungere, speriamo come sempre che la giustizia faccia il proprio corso e al Dott. Pogliese non posso che augurare di dimostrare la propria estraneità ai fatti ascritti…
Chissà forse se avesse preso un po’ più sul serio le mie parole oggi sarebbe a Bruxelles senza aver dovuto rinunciare ad una decurtazione dell’80% della propria indennità, ma soprattutto senza perdere tutte quelle tutele giuridiche che proprio quel ruolo gli avrebbe garantito…
Che dire… a volte è meglio ascoltare il “sussurro” di un estraneo, che le tante acclarate “urla” e gli scroscianti applausi dei molti fedelissimi amici… 

Anche i superiori della caserma "Levante" ignoravano quanto accadeva oppure pur di garantirsi una carriera celere hanno fatto finta di non vedere???

Le vicenda è così tragica che sta prendendo contorni sempre più immondi… 
D’altronde, nel voler riproporre le notizie che da Piacenza stanno di ora in ora emergendo su quella caserma (sapendo già tra l’altro che queste… rappresentano soltanto in minima parte quanto realmente accaduto), sì… non si fa altro che aumentare il fetore di quel letamaio!!!
Ecco perché non ho alcuna intenzione di parlare dell’inchiesta in corso, disseminata da indizi di consapevolezze gravissimi e di cui proprio i superiori all’interno di quell’Arma sembra sapessero ma che non hanno fatto nulla per contrastarle, anomalie peraltro mai denunciate ai vertici, forse perché indirettamente i comportamenti di quegli infedeli colleghi, conducevano ad  arresti importanti, numeri necessari per quei superiori, per puntare a scalare la propria carriera…
Ed allora vorrei raccontarvi una storia scritta alcuni anni fa… 
Mi era capitato una sera di osservare mentre stavo cenando in un ristorante all’aperto alcuni individui, che sapevo di vista essere delle nostre forze dell’ordine…   
Nell’osservarli, m’incuriosiva il vederli guidare auto di lusso, ad esempio uno aveva un Porsche Cayenne, un altro un Land Rover  Evoque.. 
Perdonate questo mio desiderio di prestare attenzione anche a situazioni del tutto estranee… ma d’altronde una macchina del genere – soprattutto a Catania – si nota subito, non siamo mica nel Principato di Monaco o a Zurigo dove certamente è più usuale incrociare macchine del genere, anzi potrei dire, avendoci vissuto per quasi due anni, che questa è una costante ed il più delle volte le auto in circolazione, sono per qualità, certamente superiori a quelle riportate sopra, in quei luoghi infatti queste sono viste come semplici utilitarie, il paragone d’altronde va fatto con auto tipo Ferrari, Bentley, Rolls Royce, Maserati, Lamborghini, Aston Martin, ecc…
Ora, senza nulla togliere che ciascuno di essi possa aver ricevuto un’eredità familiare o forse chissà, l’acquisto rappresenti il piacere personale di un’improvvisa vincita milionaria al “superenalotto”, ma… senza queste condizioni particolari, a chiunque verrebbe il sospetto su come un semplice dipendente pubblico, possa averla acquistata o quantomeno possa di fatto “mantenerla”, ma ciò che risulta strano è come nessuno tra i colleghi si accorga di ciò!!!
Tra l’altro va detto, esiste un reparto specializzato che si occupa di verificare quelle cosiddette “sperequazione finanziaria”, cioè quelle valutazione che vengono fatta tra il patrimonio posseduto e le dichiarazioni rese ai fini dell’imposta sul reddito…
Ed allora vorrei fare con voi due conti, per provare ad acquistare un’auto da 80-100.000 euro (a cui andrebbero sommati peraltro tutti i costi di gestione)…
Innanzitutto l’acquirente dovrebbe avere una disponibilità sul proprio c/c di circa €. 20.000 euro per darli quale anticipo… quindi, decurtando un buon 30% del proprio stipendio (tra i 1.600-2000 €/mese) all’incirca €. 500,00, al solo fine di ottemperare ai costi di acquisto e di esercizio, quell’individuo dovrebbe pagare per altri 15/20 anni, nel frattempo l’auto si sarà svalutata e sarà prossima alla rottamazione!!!
Ora, quanto sopra, quantomeno matematicamente potremmo anche definirla una condizione realizzabile, d’altro canto ciascuno decide di vivere la propria vita come vuole… è ne conosco tanti che sopravvivono a pane e acqua pur di guidare un’auto di lusso!!!
Ma il problema è che ciò non è realizzabile in quanto – nel che nel calcolo di sperequazione – vanno sommati altri oneri…
Ad esempio, il mutuo dell’abitazione o l’eventuale affitto, i costi di distribuzione, i beni di consumo e cosa dire dei costi per il sostentamento dei figli o anche il semplice realizzare le ferie… d’altronde volete mettere, con una auto così non ci si può certo recare se non in una rinomata località balneare!!!
Ecco, basterebbe sottrarre quanto sopra riportato per comprendere in maniera certa, quanto sia impossibile per quei soggetti (ma mi riferisco a tutti coloro che sopravvivono con redditi analoghi o leggermente superiori e siamo di fatto la maggioranza…) acquistare beni così di lusso!!!
Ora, comprendendo quanto sia difficile valutare certe inchieste, ma soprattutto quanto dolorose esse siano, sia sul piano umano che personale, nessun cittadino o ancor meno se “carabiniere”, sì può porre al di sopra della legge!!!
Già è inammissibile che certi reati possano essere commessi proprio da quegli uomini e donne che hanno scelto per loro missione  di sacrificarsi per lo Stato!!!
Mi permetto quindi di chiudere con quanto riportato alcuni anni fa da un magistrato, lo stesso che si era dovuto esprimere su un’inchiesta altrettanto delicata, avendo questa per imputati dei servitori dello Stato: “Non è consentito in uno stato di diritto quale è il nostro, che la sola appartenenza a una categoria sociale oppure a un corpo meritevole qual è quello delle nostre forze dell’ordine, renda immuni da ogni responsabilità e autorizzi persino la commissione di reati, mettendosi al riparo dal subire indagini – Sono soddisfatto che le misure abbiano colpito un numero ristretto di militari, a dimostrazione dell’impegno, della correttezza, del senso delle istituzioni e dello spirito di sacrificio che normalmente pongono nell’adempimento dei loro molteplici e delicati compiti i militari delle nostre forse dell’ordine, verso i quali esprimo ancora una volta, unitamente ai sostituti procuratori tutti, il più incondizionato e alto apprezzamento”!!!
Non posso far altro che associarmi all’apprezzamento e sperare che lo Stato dimostri – almeno in questa vicenda – di imporre il pugno di ferro!!!

Anche i superiori della caserma "Levante" ignoravano quanto accadeva oppure, pur di garantirsi una carriera celere, hanno fatto finta di non vedere???

Le vicenda è così tragica che sta prendendo contorni sempre più immondi… 
D’altronde, nel voler riproporre le notizie che da Piacenza stanno di ora in ora emergendo su quella caserma (sapendo già tra l’altro che queste… rappresentano soltanto in minima parte quanto realmente accaduto), sì… non si fa altro che aumentare il fetore di quel letamaio!!!
Ecco perché non ho alcuna intenzione di parlare dell’inchiesta in corso, disseminata da indizi di consapevolezze gravissimi e di cui proprio i superiori all’interno di quell’Arma sembra sapessero ma che non hanno fatto nulla per contrastarle, anomalie peraltro mai denunciate ai vertici, forse perché indirettamente i comportamenti di quegli infedeli colleghi, conducevano ad  arresti importanti, numeri necessari per quei superiori, per puntare a scalare la propria carriera…
Ed allora vorrei raccontarvi una storia scritta alcuni anni fa… 
Mi trovavo una sera ad osservare – mentre stavo cenando in un ristorante all’aperto – alcuni individui che sapevo essere delle forze dell’ordine…   
Nell’osservarli, m’incuriosiva il vederli scendere da due auto di lusso, uno aveva un Porsche Cayenne e l’altro un Land Rover Evoque.. 
Perdonate questo mio desiderio di prestare attenzione anche a situazioni del tutto generiche e soprattutto estranee, ma il sottoscritto è fatto così e non può certo cambiare ora… ma d’altronde va detto, auto del genere – soprattutto a Catania – si notano subito, d’altro canto on siamo mica nel Principato di Monaco o a Zurigo dove certamente è più usuale incrociare auto lussuose, anzi potrei aggiungere – avendoci vissuto per quasi due anni – che quella è in quei luoghi è una costante e il più delle volte, le auto in circolazione, sono per qualità superiori a quelle riportate sopra, infatti lì… queste sono viste come semplici utilitarie, il paragone d’altronde è fatto con auto come Ferrari, Bentley, Rolls Royce, Maserati, Lamborghini, Aston Martin, ecc…
Ora, senza nulla togliere che ciascuno di essi possa aver ricevuto un’eredità familiare o forse chissà quell’auto rappresenti il piacere personale di un’improvvisa vincita milionaria al “superenalotto”, ecco che… escludendo queste particolari condizioni, a chiunque verrebbe il sospetto di chiedersi come un semplice dipendente pubblico, possa averla acquistata o quantomeno farsi carico di essa, ma ciò che risulta ancor più strano è come nessuno tra quei loro colleghi si accorga di ciò!!!
Tra l’altro va detto, esiste un reparto specializzato che si occupa di verificare quelle cosiddette “sperequazione finanziaria”, cioè tutte quelle valutazione che vengono fatta tra il patrimonio posseduto e le dichiarazioni rese ai fini dell’imposta sul reddito!!!
Ed allora desidero provare a fare due conti con voi, si ad esempio per provare ad acquistare un’auto da 80-100.000 euro (a cui andrebbero peraltro sommati tutti i costi di gestione)…
Innanzitutto l’acquirente dovrebbe avere una disponibilità sul proprio c/c di circa €. 20.000 euro per darli quale anticipo… quindi, decurtando un buon 30% del proprio stipendio (tra i 1.600-2000 €/mese) all’incirca €. 500,00 e al solo fine di ottemperare ai costi di acquisto e quindi di esercizio, quell’individuo dovrebbe pagare per altri 15/20 anni… nel frattempo l’auto si sarà svalutata e sarà prossima alla rottamazione!!!
Ora, quanto sopra (quantomeno matematicamente) potremmo definirla una condizione ai limiti del possibile, d’altro canto ciascuno decide di vivere la propria vita come vuole… ed il sottoscritto ne conosco tanti che sopravvivono a pane e acqua, pur di guidare un’auto di lusso!!!
Ma il problema è che quanto sopra, pur provandoci non è fattibile in quanto – in quel famoso calcolo di sperequazione – vanno sommati tutta una serie di altri oneri…
Ad esempio il mutuo dell’abitazione o l’eventuale affitto, i costi di distribuzione, i beni alimentari di consumo e cosa dire dei costi per il sostentamento dei figli o anche il semplice realizzare quelle auspicate ferie e volete mettere con una auto così, non ci si voglia recare in una rinomata località balneare??? O forse quel proprietario preferiva andare alla spiaggia libera???
Ecco, basterebbe sottrarre quanto sopra riportato per comprendere in maniera certa, quanto sia impossibile per quei soggetti (ma mi riferisco a tutti coloro che sopravvivono con redditi analoghi o leggermente superiori e siamo di fatto la maggioranza…) acquistare beni così di lusso!!!
Ora, comprendendo quanto sia difficile valutare certe inchieste, ma soprattutto quanto dolorose esse siano sul piano umano, nessun cittadino e ancor meno se “carabiniere”, sì può porre al di sopra della legge!!!
Già è inammissibile che certi reati possano essere commessi proprio da quegli uomini e donne che hanno scelto per loro missione  di sacrificarsi per lo Stato!!!
Mi permetto quindi di chiudere con quanto riportato alcuni anni fa da un magistrato, lo stesso che si era dovuto esprimere su un’inchiesta altrettanto delicata, avendo questa per imputati dei servitori dello Stato: “Non è consentito in uno stato di diritto quale è il nostro, che la sola appartenenza a una categoria sociale oppure a un corpo meritevole qual è quello delle nostre forze dell’ordine, renda immuni da ogni responsabilità e autorizzi persino la commissione di reati, mettendosi al riparo dal subire indagini – Sono soddisfatto che le misure abbiano colpito un numero ristretto di militari, a dimostrazione dell’impegno, della correttezza, del senso delle istituzioni e dello spirito di sacrificio che normalmente pongono nell’adempimento dei loro molteplici e delicati compiti i militari delle nostre forse dell’ordine, verso i quali esprimo ancora una volta, unitamente ai sostituti procuratori tutti, il più incondizionato e alto apprezzamento”!!!
Non posso far altro che associarmi all’apprezzamento e sperare che lo Stato dimostri – almeno in questa vicenda – di imporre il pugno di ferro!!!

Un colpo al cuore dello Stato!!! Premiamo quantomeno l’unico militare della caserma estraneo ai fatti…

Piacenza: Una caserma dei carabinieri posta sotto sequestro e misure cautelari per dieci militari, di cui cinque in carcere e uno agli arresti domiciliari, per reati definiti “impressionanti”. 
I provvedimenti giudiziari hanno riguardato in totale 23 persone di cui dieci carabinieri: oltre ai sei arrestati, tre hanno l’obbligo di presentazione alla polizia – più un agente della Guardia di finanza – ed uno con obbligo di dimora. 
È un’inchiesta a tratti senza precedenti quella condotta negli ultimi sei mesi dalla Procura della Repubblica di Piacenza e che ha travolto la caserma “Levante”  ed è la prima volta in Italia che una caserma viene messa sotto sequestro. 
Cosa dire… quantomeno premiamo l’unico militare di quella caserma rimasto limpido ed immagino come per riuscirci – in quell’ambiente d’infedeli e corrotti – abbia dovuto sudare non poche camicie sia per non restare coinvolto, ma soprattutto – visti i soggetti – per non subire gravi ritorsione personali… 
Ma poi dico, perché ci si meraviglia di quanto appena emerso???
Ricordo quando alcuni anni fa scrissi questo post: “I Corrotti“… riferendomi a quei cosiddetti servitori dello Stato, poco “servitori” e molto “infedeli”!!! 
Scrivevo allora:
Sono tre giorni che assistiamo (se pur in maniera contenuta o certamente poco visibile…) ad alcune indagini nei confronti di talune organizzazioni criminali che operavano nel centro-nord Italia, ma a differenza dei soliti arresti delinquenziali, in queste circostanze vi erano coinvolti uomini e donne delle nostre istituzioni…
Ci si accorti ad esempio che a Roma, durante le intercettazioni, una cancelliera del tribunale della capitale, spifferava i dettagli delle indagine ad un pregiudicato, che ovviamente ne beneficiava…
Inoltre, durante le perquisizioni, capitava spesso di assistere a strane sparizioni, sia di denaro contante che di stupefacenti…  
Inoltre, dall’inchiesta è emerso che ben sei poliziotti, erano entrati direttamente in affari (illeciti) con alcuni uomini di quelle cosche, grazie ad esempio all’apertura di locali, quali bar o slot machine… 
Quindi non solo regali ricevuti per quella collaborazione, bensì un vero e proprio sistema che fruttava migliaia e migliaia di euro ogni mese…
Analoga circostanza nel nord Italia, dove sono state colpite delle bande criminali che gestivano le piazze dello spaccio di droga e dove anche in questa circostanza, ad essere coinvolti erano 4 poliziotti, i quali, oltre ad incassare un mensile, ricevevano in cambio delle soffiate, partite di cocaina (da rivendere a prezzi di favore…), serate in noti locali (offerte dai pusher) e weekend o viaggi all’estero…
Ora, pur comprendendo quanto sia difficile valutare queste inchieste, ma soprattutto quanto dolorose esse siano sul piano morale e personale, nessuno cittadino può pensare di porsi al di sopra della legge!!!
Ancor di più se quei reati commessi, vengono compiuti da coloro che per loro scelta, hanno deciso di sacrificarsi per lo Stato!!!
Mi permetto quindi di concludere quest doloroso post, con quanto riportato lo scorso anno da un magistrato che si era di fatto occupato di una inchiesta delicata, avendo essa come imputati, proprio alcuni servitori dello Stato: “Non è consentito in uno stato di diritto quale è il nostro, che la sola appartenenza a una categoria sociale oppure a un corpo meritevole qual’è quello delle nostre forze dell’ordine, renda immuni da ogni responsabilità e autorizzi persino la commissione di reati, mettendosi al riparo dal subire indagini Sono soddisfatto che le misure abbiano colpito un numero ristretto di militari, a dimostrazione dell’impegno, della correttezza, del senso delle istituzioni e dello spirito di sacrificio che normalmente pongono nell’adempimento dei loro molteplici e delicati compiti i militari delle nostre forse dell’ordine, verso i quali esprimo ancora una volta, unitamente ai sostituti procuratori tutti, il più incondizionato e alto apprezzamento”…
Un’ultima incertezza: “Ho sentito dire che questi poliziotti “marci” sono stati trasferiti presso altri uffici??? 
Scusate… ma non sarebbe il caso di licenziarli, prima che possano realizzare ulteriori danni presso queste altre sedi???”.
Ed oggi l’incresciosa vicenda di un’intera caserma coinvolta… di male in peggio!!!

Un colpo al cuore dello Stato!!! Premiamo quantomeno l'unico militare della caserma estraneo ai fatti…

Piacenza: Una caserma dei carabinieri posta sotto sequestro e misure cautelari per dieci militari, di cui cinque in carcere e uno agli arresti domiciliari, per reati definiti “impressionanti”. 
I provvedimenti giudiziari hanno riguardato in totale 23 persone di cui dieci carabinieri: oltre ai sei arrestati, tre hanno l’obbligo di presentazione alla polizia – più un agente della Guardia di finanza – ed uno con obbligo di dimora. 
È un’inchiesta a tratti senza precedenti quella condotta negli ultimi sei mesi dalla Procura della Repubblica di Piacenza e che ha travolto la caserma “Levante”  ed è la prima volta in Italia che una caserma viene messa sotto sequestro. 
Cosa dire… quantomeno premiamo l’unico militare di quella caserma rimasto limpido ed immagino come per riuscirci – in quell’ambiente d’infedeli e corrotti – abbia dovuto sudare non poche camicie sia per non restare coinvolto, ma soprattutto – visti i soggetti – per non subire gravi ritorsione personali… 
Ma poi dico, perché ci si meraviglia di quanto appena emerso???
Ricordo quando alcuni anni fa scrissi questo post: “I Corrotti“… riferendomi a quei cosiddetti servitori dello Stato, poco “servitori” e molto “infedeli”!!! 
Scrivevo allora:
Sono tre giorni che assistiamo (se pur in maniera contenuta o certamente poco visibile…) ad alcune indagini nei confronti di talune organizzazioni criminali che operavano nel centro-nord Italia, ma a differenza dei soliti arresti delinquenziali, in queste circostanze vi erano coinvolti uomini e donne delle nostre istituzioni…
Ci si accorti ad esempio che a Roma, durante le intercettazioni, una cancelliera del tribunale della capitale, spifferava i dettagli delle indagine ad un pregiudicato, che ovviamente ne beneficiava…
Inoltre, durante le perquisizioni, capitava spesso di assistere a strane sparizioni, sia di denaro contante che di stupefacenti…  
Inoltre, dall’inchiesta è emerso che ben sei poliziotti, erano entrati direttamente in affari (illeciti) con alcuni uomini di quelle cosche, grazie ad esempio all’apertura di locali, quali bar o slot machine… 
Quindi non solo regali ricevuti per quella collaborazione, bensì un vero e proprio sistema che fruttava migliaia e migliaia di euro ogni mese…
Analoga circostanza nel nord Italia, dove sono state colpite delle bande criminali che gestivano le piazze dello spaccio di droga e dove anche in questa circostanza, ad essere coinvolti erano 4 poliziotti, i quali, oltre ad incassare un mensile, ricevevano in cambio delle soffiate, partite di cocaina (da rivendere a prezzi di favore…), serate in noti locali (offerte dai pusher) e weekend o viaggi all’estero…
Ora, pur comprendendo quanto sia difficile valutare queste inchieste, ma soprattutto quanto dolorose esse siano sul piano morale e personale, nessuno cittadino può pensare di porsi al di sopra della legge!!!
Ancor di più se quei reati commessi, vengono compiuti da coloro che per loro scelta, hanno deciso di sacrificarsi per lo Stato!!!
Mi permetto quindi di concludere quest doloroso post, con quanto riportato lo scorso anno da un magistrato che si era di fatto occupato di una inchiesta delicata, avendo essa come imputati, proprio alcuni servitori dello Stato: “Non è consentito in uno stato di diritto quale è il nostro, che la sola appartenenza a una categoria sociale oppure a un corpo meritevole qual’è quello delle nostre forze dell’ordine, renda immuni da ogni responsabilità e autorizzi persino la commissione di reati, mettendosi al riparo dal subire indagini Sono soddisfatto che le misure abbiano colpito un numero ristretto di militari, a dimostrazione dell’impegno, della correttezza, del senso delle istituzioni e dello spirito di sacrificio che normalmente pongono nell’adempimento dei loro molteplici e delicati compiti i militari delle nostre forse dell’ordine, verso i quali esprimo ancora una volta, unitamente ai sostituti procuratori tutti, il più incondizionato e alto apprezzamento”…
Un’ultima incertezza: “Ho sentito dire che questi poliziotti “marci” sono stati trasferiti presso altri uffici??? 
Scusate… ma non sarebbe il caso di licenziarli, prima che possano realizzare ulteriori danni presso queste altre sedi???”.
Ed oggi l’incresciosa vicenda di un’intera caserma coinvolta… di male in peggio!!!

I funzionari delle PA non firmano per non rischiare di essere coinvolti in provvedimenti giudiziari…


Se si firma in maniera celere si determina il sospetto che vi siano ragioni personali e soprattutto utilitaristiche per accelerare quella procedure…

Viceversa, se non si firma per timore di sbagliare o per non restare coinvolti in circostanza poco chiare, non si fa altro che allungare a dismisura i tempi con il rischio che i progetti decadano o perdano i previsti finanziamenti… 
Come si dice, la nostra burocrazia è come “un cane che si morde la coda“!!!
E dire che il nostro paese doveva passare alla “semplificazione“… ma come sempre accade, ciò che si concretizza è una grande confusione, dove in particolare non c’è mai nessuno che si prende le proprie responsabilità… 
Ecco perché i dirigenti e/o i funzionari di quelle Pubbliche Amministrazioni sono restii ad assumersi responsabilità o a firmare atti, proprio per il timore d’incorrere in un giudizio di responsabilità davanti ai magistrati, sì… parliamo in questa sede di “colpa grave”, che ovviamente nulla a che fare con i casi di “dolo”, cui fa riferimento la legislazione penale…
Tuttavia, quella limitazione di responsabilità, determina di fatto inerzia e anche omissione, perché logico che da queste due azioni derivi un danno e chi paga per tutto questo… come sempre nessuno!!!
Ciò che infatti sta accadendo è che per paura non si firma e quindi quel pubblico funzionario ometta di fare ciò che la legge prescrive o che – ancor meglio – quella propria funzione prevede!!!
Difatti, ciascuno di essi tenta d’evitar di restar coinvolto in quel possibile “conflitto di interessi”, per il quale esiste il pericolo che nello svolgimento di un’attività di rilievo privato o pubblico, egli possa restare coinvolto per aver realizzato non solo l’interesse del terzo, ma anche un suo personale…
Ma d’altronde si sa… il tema della Pubblica Amministrazione presenta da sempre gravi lacune, sia per quanto concerne l’aspetto delle buone pratiche (certamente poche…), che soprattutto per le gravi inefficienze (quasi sempre tante…) che come sempre pesano sui cittadini e/o sulle imprese…
Come ripeto spesso in questo mio blog, la colpa è da attribuirsi al basso livello professionale presente in molte amministrazioni, dovute certamente a quella dissennata politica che ha “promosso” negli anni – senza alcun concorso meritocratico e quindi senza alcuna prova selettiva – quel personale richiesto, attraverso sistemi preferenziali basati su raccomandazioni e clientelismi, i quali, come ben sappiamo, hanno determinato una quantità spropositata di pubblici dipendenti, incapaci per la maggior parte dei casi di gestire anche la più banale pratica e non parliamo quindi di quelle di una certa importanza, ecco che lì… si ferma tutto!!!
Se poi a quanto sopra, sommiamo l’attuale manifestazione di timore degli addetti, i quali – per non incorrere nel reato di abuso d’ufficio – si sottraggono sostenendo di non firmare per paura d’eventuali procedimenti giudiziari… ciò che si ottiene è una vera e propria inefficienza burocratica dello Stato e lo stallo di un Paese che a parole di tutti vorrebbero trasformare, ma che poi nei fatti, nessuno fa niente per migliorarlo!!!

Musumeci contro Dipendenti regionali = 0-0

Per il governatore della Sicilia Nello Musumeci – intervenuto nella città etnea durante le “Giornate dell’energia” – i dipendenti regionali sono  “Improduttivi!!!
Già… secondo il Presidente l’80% di loro, si gratta la pancia dalla mattina alla sera…
Viceversa secondo i sindacati, il Presidente cerca un alibi per non fare nulla!!!
Ma…certo che con questa situazione, viene spontaneo al cittadino chiedersi: ma qualcuno che alla fine lavora all’interno di quella Regione c’è???
La diatriba è nata dopo la richiesta di alcuni dipendenti di compiere il proprio lavoro da casa… già a  modello smart working o lavoro agile, tanto di voga oggi, in questo periodo di pandemia…
Ah… proposito di pandemia, ma dove questa discussa “pandemia“, quando in tutta la Sicilia i contagi si contano sulla punta delle dita… ma questa è comunque un’altra storia e come sempre accade in questi casi, qualcuno ha voglia forse di approfittarne, standosene tranquillamente a casa senza che ci sia qualcuno che controlli!!!
Certo le parole del Presidente mettono sconcerto, soprattutto perché vengono riportate proprio in questi giorni e viene spontaneo chiedersi il perché di questo Suo intervento…
Cosa dire, il sottoscritto è una vita che sente esprimere giudizi negativi dai miei conterranei sui molti  lavoratori pubblici, in particolare proprio su quelli che operano all’interno della Regione Siciliana e quindi il Presidente – alla fine – non fa altro che confermare quelle dichiarazioni o dicerie che dir si voglia…
Certamente non si può far “di tutta un erba un fascio“, d’altronde sarebbe ingiusto accusare chi correttamente si alza ogni giorno per fare il proprio dovere e lo svolge con abnegazione, se pur a volte in condizioni estremamente disagevoli…
Ma d’altronde va ricordato come, la maggior parte di essi, non ha certamente sostenuto il benché minimo concorso ad esame, già… nessuna valutazione meritocratica o da Cv è stata presa allora in considerazione durante quell’assunzione… e quindi, esprimere oggi giudizi altalenanti per il personale posto all’interno i quelle strutture, evidenzia come possa non esserci il massimo di d’eccellenza e  quindi, come diceva spesso mia madre: “bisogna accontentarsi di ciò che si ha“!!!   
La colpa di quanto sopra va ricercata in quelle politiche clientelari, nella scelta di quei precedenti governatori che abbiamo visto quale fine abbiano fatto, un sistema basato su favoritismi che ha condotto a tutto ciò… ed oggi è naturale che i problemi vengano a galla…
Evidentemente Musumeci è in difficoltà e prova a coprire i fallimenti del suo Governo puntando il dito contro l’anello più debole della catena, contro quei dipendenti che in piena pandemia hanno comunque lavorato e sono rientrati in servizio, nonostante la carenza dei dispositivi di sicurezza. Se la macchina non funziona non è colpa dei dipendenti, ma di chi politicamente ne è a capo. Adesso basta, la misura è colma: valuteremo con i nostri legali se sussistono gli estremi per una querela, tutelando i lavoratori in ogni sede”… a commentare le parole pronunciate dal Governatore Musumeci sono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Cisal, a cui si è unito Claudio Barone, segretario Uil Sicilia: “Musumeci come al solito straparla e questa volta scarica la sua incapacità di governare sui dipendenti regionali. Tra l’altro il responsabile del funzionamento della macchina burocratica è proprio lui. Ricordiamo infine che lo Smart working è uno strumento, che se saputo usare, può migliorare la produttività, più volte abbiamo chiesto un confronto sul tema. Ma come al solito il Presidente cerca un alibi per non fare nulla”.
Cosa dire, una vicenda intrigante questa, già dai tratti quasi ammalianti… mi ricorda quando diceva Curzio Malaparte: Alcune persone non fanno nulla – ma lo fanno in un modo affascinante…
Il sottoscritto rileggendo quanto accaduto, si è ricordato di una bella storia, quella di quattro persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno: C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. In effetti, Ciascuno poteva farlo, ma alla fine Nessuno lo fece. Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Però Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Nessuno capì che Ognuno l’avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare…
Già…

Musumeci contro Dipendenti regionali = 0-0

Per il governatore della Sicilia Nello Musumeci – intervenuto nella città etnea durante le “Giornate dell’energia” – i dipendenti regionali sono  “Improduttivi!!!
Già… secondo il Presidente l’80% di loro, si gratta la pancia dalla mattina alla sera…
Viceversa secondo i sindacati, il Presidente cerca un alibi per non fare nulla!!!
Ma…certo che con questa situazione, viene spontaneo al cittadino chiedersi: ma qualcuno che alla fine lavora all’interno di quella Regione c’è???
La diatriba è nata dopo la richiesta di alcuni dipendenti di compiere il proprio lavoro da casa… già a  modello smart working o lavoro agile, tanto di voga oggi, in questo periodo di pandemia…
Ah… proposito di pandemia, ma dove questa discussa “pandemia“, quando in tutta la Sicilia i contagi si contano sulla punta delle dita… ma questa è comunque un’altra storia e come sempre accade in questi casi, qualcuno ha voglia forse di approfittarne, standosene tranquillamente a casa senza che ci sia qualcuno che controlli!!!
Certo le parole del Presidente mettono sconcerto, soprattutto perché vengono riportate proprio in questi giorni e viene spontaneo chiedersi il perché di questo Suo intervento…
Cosa dire, il sottoscritto è una vita che sente esprimere giudizi negativi dai miei conterranei sui molti  lavoratori pubblici, in particolare proprio su quelli che operano all’interno della Regione Siciliana e quindi il Presidente – alla fine – non fa altro che confermare quelle dichiarazioni o dicerie che dir si voglia…
Certamente non si può far “di tutta un erba un fascio“, d’altronde sarebbe ingiusto accusare chi correttamente si alza ogni giorno per fare il proprio dovere e lo svolge con abnegazione, se pur a volte in condizioni estremamente disagevoli…
Ma d’altronde va ricordato come, la maggior parte di essi, non ha certamente sostenuto il benché minimo concorso ad esame, già… nessuna valutazione meritocratica o da Cv è stata presa allora in considerazione durante quell’assunzione… e quindi, esprimere oggi giudizi altalenanti per il personale posto all’interno i quelle strutture, evidenzia come possa non esserci il massimo di d’eccellenza e  quindi, come diceva spesso mia madre: “bisogna accontentarsi di ciò che si ha“!!!   
La colpa di quanto sopra va ricercata in quelle politiche clientelari, nella scelta di quei precedenti governatori che abbiamo visto quale fine abbiano fatto, un sistema basato su favoritismi che ha condotto a tutto ciò… ed oggi è naturale che i problemi vengano a galla…
Evidentemente Musumeci è in difficoltà e prova a coprire i fallimenti del suo Governo puntando il dito contro l’anello più debole della catena, contro quei dipendenti che in piena pandemia hanno comunque lavorato e sono rientrati in servizio, nonostante la carenza dei dispositivi di sicurezza. Se la macchina non funziona non è colpa dei dipendenti, ma di chi politicamente ne è a capo. Adesso basta, la misura è colma: valuteremo con i nostri legali se sussistono gli estremi per una querela, tutelando i lavoratori in ogni sede”… a commentare le parole pronunciate dal Governatore Musumeci sono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Cisal, a cui si è unito Claudio Barone, segretario Uil Sicilia: “Musumeci come al solito straparla e questa volta scarica la sua incapacità di governare sui dipendenti regionali. Tra l’altro il responsabile del funzionamento della macchina burocratica è proprio lui. Ricordiamo infine che lo Smart working è uno strumento, che se saputo usare, può migliorare la produttività, più volte abbiamo chiesto un confronto sul tema. Ma come al solito il Presidente cerca un alibi per non fare nulla”.
Cosa dire, una vicenda intrigante questa, già dai tratti quasi ammalianti… mi ricorda quando diceva Curzio Malaparte: Alcune persone non fanno nulla – ma lo fanno in un modo affascinante…
Il sottoscritto rileggendo quanto accaduto, si è ricordato di una bella storia, quella di quattro persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno: C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. In effetti, Ciascuno poteva farlo, ma alla fine Nessuno lo fece. Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Però Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Nessuno capì che Ognuno l’avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare…
Già…

Quell’agenda rossa fatta appositamente sparire dai servizi deviati…

Lasciate perdere la mafia… 

Il 19 luglio del 1992 è successo qualcosa di cui ancora oggi nessuno sa… o meglio, chi doveva sapere sa quanto è successo, tanto d’aver partecipato direttamente a quell’attentato!!!
Conoscevano tutto, sapevano che quel giorno il giudice Borsellino sarebbe andato dalla madre, intercettavano ogni sua mossa, ma soprattutto volevano a tutti costi quell’agenda rossa dove sicuramente erano riportati i nomi infedeli dello Stato!!!
E la mafia… ???
La mafia o meglio alcuni di quei loro esponenti, sono stati sicuramente coinvolti per eseguire l’attentato, senza che però quest’ultimi avessero ricevuto ordini dall’alto…

Basti osservare le dichiarazioni dell’allora boss di cosa nostra, Totò Riina, che in tutte le dichiarazioni si è sempre distanziato dall’attentato…

E cosa dire di tutti gli insabbiamenti e i depistaggi occorsi durante i processi…    
Qualcuno ha deciso di stravolgere la politica di quegli anni e gli attentati hanno di fatto favorito quel cambiamento… 
L’Italiani fortemente sgomenti per quella inaudita ferocia, prima con Capaci e quindi con Via d’Amelio, hanno deciso che era giunto il tempo di cambiare e qualcuno – certamente venuto in possesso di quell’agenda – è riuscito a fare carriera…

Chi è stato… difficile a dirsi, forse un giorno chissà si saprà la verità…

Certo, un vero peccato comunque che il giudice non abbia pensato di conservare una copia di quei suoi appunti in una cassetta di sicurezza, e chissà se forse non l’abbia pure fatto…
Cosa dire una vicenda dai contorni offuscati che non lasciano presagire nulla di buono, anzi più si scava per giungere a quell’unica verità e più ci si allontana da essa…
Il giudice Borsellino aveva capito che toccava ad egli, aveva detto “ora tocca a me”, aveva fretta di scoprire chi c’era dietro quella morte del collega e forse l’aveva pure scoperto e sapendo quel nome, l’aveva scritto sulla sua agenda…

Ecco perché la teneva sempre con se e quando qualcuno credeva che una bomba sarebbe riuscita nell’intento ecco che si scopre che la borsa è ancora lì, intatta… ed allora qualcuno posto vicino a quella via è intervenuto, con la scusa di soccorrere il giudice e il personale addetto alla scorta, ha prelevato senza farsi scoprire quell’agenda, lasciando lì la borsa che è stata ritrovata intatta!!!
Si è parlato di mistero… ma qui non vi è alcun mistero, c’è solo qualcuno che non vuole farsi scoprire, chissà forse lo stesso individuo che non permise di verificare immediatamente dopo la sua cattura, l’abitazione del boss di cosa nostra, tanto da ritardare quella perquisizione di ben tre giorni… quando ormai tutto era stato portato via, anche la cassaforte!!!

Il nostro paese ha dimostrato in tutte le vicende in cui è stato chiamato di non essere mai pronto a contrastare in maniera seria quelle circostanza in cui la criminalità insieme alla politica e a taluni suoi uomini istituzionali (dimostratisi infedeli e corrotti), si sono legati per condizionare le regole e il diritto di questa nostra Repubblica!!!
La storia è ancora a tutta da scrivere, ma noi – come sempre avviene in questi casi – non sapremo mai la verità!!!

Quell'agenda rossa fatta appositamente sparire dai servizi deviati…

Lasciate perdere la mafia… 

Il 19 luglio del 1992 è successo qualcosa di cui ancora oggi nessuno sa… o meglio, chi doveva sapere sa quanto è successo, tanto d’aver partecipato direttamente a quell’attentato!!!
Conoscevano tutto, sapevano che quel giorno il giudice Borsellino sarebbe andato dalla madre, intercettavano ogni sua mossa, ma soprattutto volevano a tutti costi quell’agenda rossa dove sicuramente erano riportati i nomi infedeli dello Stato!!!
E la mafia… ???
La mafia o meglio alcuni di quei loro esponenti, sono stati sicuramente coinvolti per eseguire l’attentato, senza che però quest’ultimi avessero ricevuto ordini dall’alto…

Basti osservare le dichiarazioni dell’allora boss di cosa nostra, Totò Riina, che in tutte le dichiarazioni si è sempre distanziato dall’attentato…

E cosa dire di tutti gli insabbiamenti e i depistaggi occorsi durante i processi…    
Qualcuno ha deciso di stravolgere la politica di quegli anni e gli attentati hanno di fatto favorito quel cambiamento… 
L’Italiani fortemente sgomenti per quella inaudita ferocia, prima con Capaci e quindi con Via d’Amelio, hanno deciso che era giunto il tempo di cambiare e qualcuno – certamente venuto in possesso di quell’agenda – è riuscito a fare carriera…

Chi è stato… difficile a dirsi, forse un giorno chissà si saprà la verità…

Certo, un vero peccato comunque che il giudice non abbia pensato di conservare una copia di quei suoi appunti in una cassetta di sicurezza, e chissà se forse non l’abbia pure fatto…
Cosa dire una vicenda dai contorni offuscati che non lasciano presagire nulla di buono, anzi più si scava per giungere a quell’unica verità e più ci si allontana da essa…
Il giudice Borsellino aveva capito che toccava ad egli, aveva detto “ora tocca a me”, aveva fretta di scoprire chi c’era dietro quella morte del collega e forse l’aveva pure scoperto e sapendo quel nome, l’aveva scritto sulla sua agenda…

Ecco perché la teneva sempre con se e quando qualcuno credeva che una bomba sarebbe riuscita nell’intento ecco che si scopre che la borsa è ancora lì, intatta… ed allora qualcuno posto vicino a quella via è intervenuto, con la scusa di soccorrere il giudice e il personale addetto alla scorta, ha prelevato senza farsi scoprire quell’agenda, lasciando lì la borsa che è stata ritrovata intatta!!!
Si è parlato di mistero… ma qui non vi è alcun mistero, c’è solo qualcuno che non vuole farsi scoprire, chissà forse lo stesso individuo che non permise di verificare immediatamente dopo la sua cattura, l’abitazione del boss di cosa nostra, tanto da ritardare quella perquisizione di ben tre giorni… quando ormai tutto era stato portato via, anche la cassaforte!!!

Il nostro paese ha dimostrato in tutte le vicende in cui è stato chiamato di non essere mai pronto a contrastare in maniera seria quelle circostanza in cui la criminalità insieme alla politica e a taluni suoi uomini istituzionali (dimostratisi infedeli e corrotti), si sono legati per condizionare le regole e il diritto di questa nostra Repubblica!!!
La storia è ancora a tutta da scrivere, ma noi – come sempre avviene in questi casi – non sapremo mai la verità!!!

La verità è che tutti hanno paura di parlare di Benetton!!! Fanno bene, prima che s’incazzino e raccontino tutto ciò che sanno!!!

Sono portato a ragionare con la mia testa e quindi difficilmente mi farò condizionare dalle notizie riportate dai Tg, quotidiani o testate web…  

Ecco perché quando sento parlare della famiglia Benetton, a quel immediato collegamento alla vicenda del disastro del Ponte di Genova e a tutto il fango che in quest’anno gli è stato gettato addosso, in particolare da molti nostri politici, mi viene da pensare che vi sia un secondo fine a demonizzare la vicenda…     
Non mi riferisco al fatto che essi possano avere indirettamente delle responsabilità su quella particolare tragedia o ancor peggio sulla gestione sicuramente “discutibile” delle autostrade di loro pertinenza, in particolare nella mancata qualità dei servizi offerti o ancor peggio delle manutenzioni compiute certamente in maniera superficiale…
Certo in tutto questo essi centrano, d’altronde come si dice a Catania: “U pisci feti ra testa” letteralmente, “il pesce puzza dalla testa”!!!
Ma qualcuno dimentica che non si sta parlando di un impresa individuale o di un semplice artigiano che ogni giorno si alza per andare a riparare il rubinetto della vecchietta…
Qui si parla di holding con migliaia e migliaia di dipendenti!!!
Già, potremmo definirlo un vero e proprio un ufficio di collegamento, molti di loro entrati lì grazie proprio alle raccomandazione dei partiti, d’altronde quest’ultimi rappresentano perfettamente quegli stessi iscritti che poi quando chiamati, ricambiato con quel noto scambio di  voti il favore ricevuto… 
E quindi se qualcuno ha sbagliato – prima di puntare il dito sul padrone – va innanzitutto condannato quel dirigente che durante il suo incarico non si è minimamente interessato ad evidenziare i problema emersi… e se dovesse averlo fatto, va nuovamente perseguito per non aver avuto il coraggio di seguitare con le proprie azioni…
Sotto di lui a scalare tutti quegli addetti alla sicurezza dei tratti autostradali, anch’essi infatti, hanno preferito girarsi dall’altro lato e non denunciare ai loro superiori prima ed eventualmente alla Procura Nazionale quanto era di loro conoscenza… 
Ma si sa, da noi va sempre così… ciascuno se ne fotte o quantomeno preferisce mettersi in disparte per non farsi coinvolgere, nel frattempo le persone muoiono e loro (a differenza di quanto finora credono…), sono stati prima di tutto – certamente ancor prima dei Sig.ri Benetton – i veri artefici di quella (e non solo quella…) tragedia !!!

Tanto per ricordare: il capitale di Autostrade è per l’88% di Atlantia, il cui azionista maggiore è la holding Edizione, controllata per il 30% dalla famiglia Benetton.. 

La Edizione ha detenuto sino a qualche mese fa il 2% del Sole 24 Ore ed il 2,24% di Caltagirone editore (Il Mattino, Il Messaggero, ecc…) ed ha detenuto finanche il 5,1% di Rcs MediaGroup (Corriere della Sera, Oggi) conservando tutt’oggi una quota indiretta tramite Mediobanca, controllante del 10% della casa editrice.
Va inoltre considerato che la famiglia Benetton risulta essere una dei più ricchi finanziatori dei principali quotidiani nazionali, d’altronde spendendo solo in pubblicità circa 50-80 milioni l’anno
Ma non solo, prima di diventare Atlantia, Autostrade Spa si era distinta per solidarietà ma soprattutto ecco la nota dolente per cui tutti hanno paura… essa da sola infatti ha supportato per decenni i maggiori partiti italiani!!!
Ecco perché mi viene da criticare tutti coloro che oggi sputano nel piatto in cui hanno mangiato… e sono da sempre la maggioranza!!!
Hanno mangiato tutti grazie a Benetton… dall’allora partito Republicano al Sig. Prodi con il suo Comitato che ebbe in donazione 150.000 euro, a seguire Margherita e Ds con circa 300.000 euro, quindi altri “omaggi” di centinaia di migliaia di euro anche per Forza Italia, all’UDC, UDEUR..
E non è finita qui… in via diretta o indiretta attraverso un’altra società, il Gruppo Gavio ha finanziato Alleanza Nazionale, Forza Italia, Lega e Democratici di Sinistra… ed ancora questo gruppo si è occupato della gestione di reti autostradali, grandi opere, trasporti, porti e logistica, ma stranamente lo stesso gruppo controlla un’altra società la SINECO, che a sua volta si doveva occupare delle relative attività ispettive volte alla verifica dello stato conservativo di strutture complesse quali ponti e viadotti: minch… controllore e controllato nelle stesse mani!!! 

Ecco perché mi viene da ridere a pensare che qualcuno – e mi riferisco alla maggioranza dei soggetti coinvolti – possa pensare di far saltare la famiglia Benetton, che va ricordato venne chiamata proprio per salvare insieme ad altri azionisti privati la nostra “Autostrade Spa”…
Già… a differenza di altri imprenditori italiani che – in quegli anni – hanno preferito trasferire la propria produzione in latri paesi, i Benetton hanno messo i propri capitali per subentrare con il 30 % attraverso la Società Schemaventotto Spa per acquistare quelle quote che nessuno voleva…
Certo… quanto compiuto allora non fu fatto per semplice generosità, l’operazione avrebbe avuto di lì a poco interessanti ritorni economici e non certo indifferenti, ma voler dimenticare quel periodo difficile e la salvaguardia delle migliaia di posti di lavoro, credo si possa chiamare oggi: ingratitudine!!! 

Ecco perché giustifico (senza conoscerli personalmente) la famiglia Benetton… d’altronde se osservate bene – a differenza di ciò che vorrebbero farci credere – e proprio ciò che tutti stanno facendo!!!

La verità è che tutti hanno paura di parlare di Benetton!!! Fanno bene, prima che s'incazzino e raccontino tutto ciò che sanno!!!

Sono portato a ragionare con la mia testa e quindi difficilmente mi farò condizionare dalle notizie riportate dai Tg, quotidiani o testate web…  

Ecco perché quando sento parlare della famiglia Benetton, a quel immediato collegamento alla vicenda del disastro del Ponte di Genova e a tutto il fango che in quest’anno gli è stato gettato addosso, in particolare da molti nostri politici, mi viene da pensare che vi sia un secondo fine a demonizzare la vicenda…     
Non mi riferisco al fatto che essi possano avere indirettamente delle responsabilità su quella particolare tragedia o ancor peggio sulla gestione sicuramente “discutibile” delle autostrade di loro pertinenza, in particolare nella mancata qualità dei servizi offerti o ancor peggio delle manutenzioni compiute certamente in maniera superficiale…
Certo in tutto questo essi centrano, d’altronde come si dice a Catania: “U pisci feti ra testa” letteralmente, “il pesce puzza dalla testa”!!!
Ma qualcuno dimentica che non si sta parlando di un impresa individuale o di un semplice artigiano che ogni giorno si alza per andare a riparare il rubinetto della vecchietta…
Qui si parla di holding con migliaia e migliaia di dipendenti!!!
Già, potremmo definirlo un vero e proprio un ufficio di collegamento, molti di loro entrati lì grazie proprio alle raccomandazione dei partiti, d’altronde quest’ultimi rappresentano perfettamente quegli stessi iscritti che poi quando chiamati, ricambiato con quel noto scambio di  voti il favore ricevuto… 
E quindi se qualcuno ha sbagliato – prima di puntare il dito sul padrone – va innanzitutto condannato quel dirigente che durante il suo incarico non si è minimamente interessato ad evidenziare i problema emersi… e se dovesse averlo fatto, va nuovamente perseguito per non aver avuto il coraggio di seguitare con le proprie azioni…
Sotto di lui a scalare tutti quegli addetti alla sicurezza dei tratti autostradali, anch’essi infatti, hanno preferito girarsi dall’altro lato e non denunciare ai loro superiori prima ed eventualmente alla Procura Nazionale quanto era di loro conoscenza… 
Ma si sa, da noi va sempre così… ciascuno se ne fotte o quantomeno preferisce mettersi in disparte per non farsi coinvolgere, nel frattempo le persone muoiono e loro (a differenza di quanto finora credono…), sono stati prima di tutto – certamente ancor prima dei Sig.ri Benetton – i veri artefici di quella (e non solo quella…) tragedia !!!

Tanto per ricordare: il capitale di Autostrade è per l’88% di Atlantia, il cui azionista maggiore è la holding Edizione, controllata per il 30% dalla famiglia Benetton.. 

La Edizione ha detenuto sino a qualche mese fa il 2% del Sole 24 Ore ed il 2,24% di Caltagirone editore (Il Mattino, Il Messaggero, ecc…) ed ha detenuto finanche il 5,1% di Rcs MediaGroup (Corriere della Sera, Oggi) conservando tutt’oggi una quota indiretta tramite Mediobanca, controllante del 10% della casa editrice.
Va inoltre considerato che la famiglia Benetton risulta essere una dei più ricchi finanziatori dei principali quotidiani nazionali, d’altronde spendendo solo in pubblicità circa 50-80 milioni l’anno
Ma non solo, prima di diventare Atlantia, Autostrade Spa si era distinta per solidarietà ma soprattutto ecco la nota dolente per cui tutti hanno paura… essa da sola infatti ha supportato per decenni i maggiori partiti italiani!!!
Ecco perché mi viene da criticare tutti coloro che oggi sputano nel piatto in cui hanno mangiato… e sono da sempre la maggioranza!!!
Hanno mangiato tutti grazie a Benetton… dall’allora partito Republicano al Sig. Prodi con il suo Comitato che ebbe in donazione 150.000 euro, a seguire Margherita e Ds con circa 300.000 euro, quindi altri “omaggi” di centinaia di migliaia di euro anche per Forza Italia, all’UDC, UDEUR..
E non è finita qui… in via diretta o indiretta attraverso un’altra società, il Gruppo Gavio ha finanziato Alleanza Nazionale, Forza Italia, Lega e Democratici di Sinistra… ed ancora questo gruppo si è occupato della gestione di reti autostradali, grandi opere, trasporti, porti e logistica, ma stranamente lo stesso gruppo controlla un’altra società la SINECO, che a sua volta si doveva occupare delle relative attività ispettive volte alla verifica dello stato conservativo di strutture complesse quali ponti e viadotti: minch… controllore e controllato nelle stesse mani!!! 

Ecco perché mi viene da ridere a pensare che qualcuno – e mi riferisco alla maggioranza dei soggetti coinvolti – possa pensare di far saltare la famiglia Benetton, che va ricordato venne chiamata proprio per salvare insieme ad altri azionisti privati la nostra “Autostrade Spa”…
Già… a differenza di altri imprenditori italiani che – in quegli anni – hanno preferito trasferire la propria produzione in latri paesi, i Benetton hanno messo i propri capitali per subentrare con il 30 % attraverso la Società Schemaventotto Spa per acquistare quelle quote che nessuno voleva…
Certo… quanto compiuto allora non fu fatto per semplice generosità, l’operazione avrebbe avuto di lì a poco interessanti ritorni economici e non certo indifferenti, ma voler dimenticare quel periodo difficile e la salvaguardia delle migliaia di posti di lavoro, credo si possa chiamare oggi: ingratitudine!!! 

Ecco perché giustifico (senza conoscerli personalmente) la famiglia Benetton… d’altronde se osservate bene – a differenza di ciò che vorrebbero farci credere – e proprio ciò che tutti stanno facendo!!!

ARS: una seduta al limite di una normativa "inammissibile"!!! Ma poi perché… forse per favorire qualcuno??? E chi…

Sto parlando di una seduta compiuta all’ARS in data 07/07/2020…
Tutto ha inizio dopo che la stessa era stata sospesa alle ore 17.13 e ripresa nuovamente intorno alle ore 17.14 quando il Presidente ha dichiarato: Onorevoli colleghi, procuriamo i riferimenti normativi su questo emendamento A.12.1, e lo distribuiamo ai parlamentari, e passiamo all’emendamento A.21. 
L’Onorevole Cracolici era intervenuto poco prima e aveva manifestato la propria contrarietà a questo emendamento e sulla stessa riga anche l’On. Pasqua aveva chiesto d’intervenire…
Il Presidente: Ne ha facoltà…
On. PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, sarò brevissimo. Il collega Cracolici
prima lo ha pure detto: questa sembra una fotografia perché l’A.21, assessore, che lei stesso aveva fatto, sembra proprio una fotografia visto che qui c’è, in pratica, manca nome e cognome della persona che può essere interessata da questa vicenda e, se da un lato togliamo cerchiamo di fare i prepensionamenti, dall’altro lato dobbiamo costringere la persona, almeno cerchiamo di tenere una persona in più in avanti, in più portandolo anche al settantesimo anno di età…
Chiede giustamente l’On. Pasqua: Ma perché non ci sono altri dirigenti negli stessi dipartimenti? Non c’è nessuno formato e capace di fare le stesse cose? Con tutti quelli che sono i dipendenti della Regione siciliana? Non credo che sia così difficile trovare un altro dirigente o altri dirigenti, quindi, per dichiarazione di voto, noi voteremo in modo contrario a questo emendamento.
Il Presidente: Onorevole Pasqua, però voglio precisare che il comma 2 di questo emendamento A.21, indica le motivazioni che determinano la necessità di completare un lavoro, e cioè la rendicontazione di tutta l’attività che è stata svolta in quel Dipartimento. No, non è che non 31 c’è nessuno che è in grado di farlo. E’ chiaro che la complessità di quello che è stato portato avanti, non succede alcunché se si proroga fino alla data che è indicata, qui. 
A questo punto chiede di parlare nuovamente l’On. Cracolici…
Il Presidente: Ne ha facoltà…
On. Cracolici: Signor Presidente, onorevoli colleghi, come al solito, la pezza allarga il buco!!!
Perché vorrei ricordare, che giusto qualche giorno fa è stato nominato un nuovo dirigente alla programmazione, che ha il compito di gestire tutta l’attività di rendicontazione, visto che la programmazione ormai, siamo alla conclusione del 2020, quindi, giusto è stato nominato qualche giorno fa un dirigente alla programmazione, che deve rendicontare tutta la spesa fino al 2023.
Ora, che si usi l’argomento che serve uno che c’è dentro per rendicontare la spesa, mentre si fa uno nuovo che deve rendicontare tutta la spesa, compresa quella del servizio di cui si parla, è un argomento che non sta in piedi, ecco perché la pezza è peggiore del buco!!!
Non ho nulla di personale, non ci sono per me battaglie personali, dico, attenzione alla coerenza di questa Regione, questa Regione ha una serie di problemi aperti con lo Stato, problemi sulla finanza locale, problemi sull’accordo Stato-Regione, abbiamo varato qualche anno fa la norma per consentire di fare uscire oltre 1500 dipendenti regionali, con un sistema di anticipazione.
Vi vorrei ricordare che abbiamo avuto bocciato dallo Stato, la cosiddetta quota 100, regionale, proprio perché avevamo quella legge che abbiamo varato per consentire la fuoriuscita. Fare una norma che, contemporaneamente, dice di mantenere in servizio il personale, oggi un dirigente, domani il personale, perché un usciere no? E’ un argomento che, come dire, limita la credibilità di questa Regione.
Insisto che questa norma venga dichiarata inammissibile!!!
Vedo, però, che ci sono al solito, siccome le marchette, quando si devono fare, tutti siamo contattati, per essere chiari, anch’io, mi è stata chiesta la generosità di condividere, e io con grande onestà, ho detto: guarda che il problema non è sì o no, il problema è la credibilità di un Istituzione!!!
Se abbiamo fatto leggi, che dicono andatevene in pensione prima, con quale dignità io oggi sostengo la tesi che chi c’è deve rimanere, dopo che, addirittura alcuni dirigenti hanno chiesto la proroga di un anno per continuare a restare dopo la pensione, e gli è stato negato, dico giustamente, aggiungo io.
Allora, dobbiamo essere tutti seri, altrimenti il Parlamento diventa, ognuno, domani sarà contattato
su qualunque cosa, senza più avere la forza, di poter dire no! Perché la politica deve pure imparare a
dire no! Perché non siamo un cantiere scuola, con tutto il rispetto del cantiere scuola.
Ecco perché considero inammissibile questo emendamento!!! 
Se si dovesse votare, certamente, voterò contrario, e annuncio che chiederò il voto segreto dell’Aula, per potere esercitare con libertà, visto che ci sono tanti imbarazzi, questo è un tema che non è generale, ma che riguarda le persone, chiederò il voto segreto, e i deputati in maniera libera potranno dire sì o no…
Comunque, ritengo che la parte più avvincente della seduta è quanto accaduto durante la votazione, intorno al minuto 34.10, di cui potete osservare direttamente il video al link: https://www.ars.sicilia.it/agenda/sedute-aula/seduta-numero-203-del-07072020 
Non vi dico che sto ancora ridendo a crepapelle… in particolare nell’osservare come si comprenda benissimo da quelle immagini di come quella votazione “sfavorevole” sia ben in evidenza su quel monitor… e di come “qualcuno” provi inutilmente ad invalidarne il voto, con stratagemmi certamente ridicoli!!! 
Comunque non conoscendo bene i particolare e le motivazioni che hanno spinto a presentare nel  Parlamento quella mozione quasi “ad personam”, ho pensato che forse questa si riferisse alla normativa la cui conclusione trova in qualche modo conferma nella disposizione del decreto-legge 31.08.13 n. 101, conv. dalla 1. 30.10.13 n. 125, che prevede nell’ambito del perseguimento di obiettivi di razionalizzazione della spesa nelle pubbliche amministrazioni e nelle società partecipate, all’art. 2, c. 5, dà l’interpretazione autentica dell’art. 24, c. 4, sopra indicato. 
In particolare detto d.l. n. 101 del 2013 prevede per i lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni il limite ordinamentale previsto dai singoli settori di appartenenza per il collocamento a riposo d’ufficio e vigente alla data di entrata in vigore del decreto-legge stesso, non è modificato dall’elevazione dei requisiti anagrafici previsti per la pensione di vecchiaia. 
Il suo superamento, precisa la norma, è possibile solo per il trattenimento in servizio o per consentire all’interessato di conseguire la prima decorrenza utile della pensione. 
Inoltre, la disposizione nel prevedere che “il proseguimento dell’attività lavorativa è incentivato … dall’operare dei coefficienti di trasformazione calcolati fino all’età di settant’anni …” non attribuisce al lavoratore un diritto di opzione per la prosecuzione del rapporto di lavoro, né consente allo stesso di scegliere tra la quiescenza o la continuazione del rapporto, ma prevede solo la possibilità che, grazie all’operare di coefficienti di trasformazione calcolati fino all’età di settanta anni, si creino le condizioni per consentire ai lavoratori interessati la prosecuzione del rapporto di lavoro oltre i limiti previsti dalla normativa di settore. E’ questo il senso della locuzione “è incentivato … dall’operare dei coefficienti di trasformazione …”, la quale presuppone che non solo si siano create dette più favorevoli condizioni previdenziali, ma anche che, grazie all’incentivo in questione, le parti consensualmente stabiliscano la prosecuzione del rapporto sulla base di una reciproca valutazione di interessi” (Cass. SU n. 17589/2015) : http://www.anaao.it/public/aaa_1515191_cassciv_17589_2015.pdf
Ma se così fosse… vorrei ricordare come questa sentenza n. 17589/2015 della cassazione – al fine della prosecuzione del rapporto di lavoro fino a 70 anni – non si applichi agli impiegati della regione la cui pensione viene liquidata dal fondo pensione, ma soltanto a quelli per cui la pensione viene  liquidata dall’AGO e altre forme esclusive e sostitutive come previsto al comma 4 dell’art. 24 del d. L. 201/2011…
Stando così le cose (ovviamente senza alcuna arroganza o presunzione nel sostituirmi ai nostri giuristi…) e con una diritto alla pensione liquidato dal fondo pensione, forse… non è consentito usufruire del beneficio di prosecuzione del rapporto fino a 70 anni…
Ovviamente potrei sbagliarmi… ma il mio personale auspicio è quello che non accada quanto solitamente avviene in questi casi e cioè che, pur di emendare quanto si vuol far passare… si proroghi in periodi “subdoli” la stessa votazione; mi riferisco ad esempio alla fine dei lavori del parlamento, già… proprio tra qualche giorno, quando tutti sono in procinto d’andare in ferie e la maggior parte dei deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana non sarà presente in aula, affinché tutto venga così approvato, ovviamente… con il massimo riserbo!!!
Ma il mio intuito mi dice che questa volta… non andrà così!!!

ARS: una seduta al limite di una normativa "inammissibile"!!! Ma poi perché… forse per favorire qualcuno??? E chi…

Sto parlando di una seduta compiuta all’ARS in data 07/07/2020…
Tutto ha inizio dopo che la stessa era stata sospesa alle ore 17.13 e ripresa nuovamente intorno alle ore 17.14 quando il Presidente ha dichiarato: Onorevoli colleghi, procuriamo i riferimenti normativi su questo emendamento A.12.1, e lo distribuiamo ai parlamentari, e passiamo all’emendamento A.21. 
L’Onorevole Cracolici era intervenuto poco prima e aveva manifestato la propria contrarietà a questo emendamento e sulla stessa riga anche l’On. Pasqua aveva chiesto d’intervenire…
Il Presidente: Ne ha facoltà…
On. PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, sarò brevissimo. Il collega Cracolici prima lo ha pure detto: questa sembra una fotografia perché l’A.21, assessore, che lei stesso aveva fatto, sembra proprio una fotografia visto che qui c’è, in pratica, manca nome e cognome della persona che può essere interessata da questa vicenda e, se da un lato togliamo cerchiamo di fare i prepensionamenti, dall’altro lato dobbiamo costringere la persona, almeno cerchiamo di tenere una persona in più in avanti, in più portandolo anche al settantesimo anno di età…
Chiede giustamente l’On. Pasqua: Ma perché non ci sono altri dirigenti negli stessi dipartimenti? Non c’è nessuno formato e capace di fare le stesse cose? Con tutti quelli che sono i dipendenti della Regione siciliana? Non credo che sia così difficile trovare un altro dirigente o altri dirigenti, quindi, per dichiarazione di voto, noi voteremo in modo contrario a questo emendamento.
Il Presidente: Onorevole Pasqua, però voglio precisare che il comma 2 di questo emendamento A.21, indica le motivazioni che determinano la necessità di completare un lavoro, e cioè la rendicontazione di tutta l’attività che è stata svolta in quel Dipartimento. No, non è che non c’è nessuno che è in grado di farlo. E’ chiaro che la complessità di quello che è stato portato avanti, non succede alcunché se si proroga fino alla data che è indicata, qui. 
A questo punto chiede di parlare nuovamente l’On. Cracolici…
Il Presidente: Ne ha facoltà…
On. Cracolici: Signor Presidente, onorevoli colleghi, come al solito, la pezza allarga il buco!!!
Perché vorrei ricordare, che giusto qualche giorno fa è stato nominato un nuovo dirigente alla programmazione, che ha il compito di gestire tutta l’attività di rendicontazione, visto che la programmazione ormai, siamo alla conclusione del 2020, quindi, giusto è stato nominato qualche giorno fa un dirigente alla programmazione, che deve rendicontare tutta la spesa fino al 2023.
Ora, che si usi l’argomento che serve uno che c’è dentro per rendicontare la spesa, mentre si fa uno nuovo che deve rendicontare tutta la spesa, compresa quella del servizio di cui si parla, è un argomento che non sta in piedi, ecco perché la pezza è peggiore del buco!!!
Non ho nulla di personale, non ci sono per me battaglie personali, dico, attenzione alla coerenza di questa Regione, questa Regione ha una serie di problemi aperti con lo Stato, problemi sulla finanza locale, problemi sull’accordo Stato-Regione, abbiamo varato qualche anno fa la norma per consentire di fare uscire oltre 1500 dipendenti regionali, con un sistema di anticipazione.
Vi vorrei ricordare che abbiamo avuto bocciato dallo Stato, la cosiddetta quota 100, regionale, proprio perché avevamo quella legge che abbiamo varato per consentire la fuoriuscita. Fare una norma che, contemporaneamente, dice di mantenere in servizio il personale, oggi un dirigente, domani il personale, perché un usciere no? E’ un argomento che, come dire, limita la credibilità di questa Regione.
Insisto che questa norma venga dichiarata inammissibile!!!
Vedo, però, che ci sono al solito… siccome le marchette, quando si devono fare, tutti siamo contattati, per essere chiari, anch’io, mi è stata chiesta la generosità di condividere, e io con grande onestà, ho detto: guarda che il problema non è sì o no, il problema è la credibilità di un Istituzione!!!
Se abbiamo fatto leggi, che dicono andatevene in pensione prima, con quale dignità io oggi sostengo la tesi che chi c’è deve rimanere, dopo che, addirittura alcuni dirigenti hanno chiesto la proroga di un anno per continuare a restare dopo la pensione, e gli è stato negato, dico giustamente, aggiungo io.
Allora, dobbiamo essere tutti seri, altrimenti il Parlamento diventa, ognuno, domani sarà contattato
su qualunque cosa, senza più avere la forza, di poter dire no! Perché la politica deve pure imparare a
dire no! Perché non siamo un cantiere scuola, con tutto il rispetto del cantiere scuola.
Ecco perché considero inammissibile questo emendamento!!! 
Se si dovesse votare, certamente, voterò contrario, e annuncio che chiederò il voto segreto dell’Aula, per potere esercitare con libertà, visto che ci sono tanti imbarazzi, questo è un tema che non è generale, ma che riguarda le persone, chiederò il voto segreto, e i deputati in maniera libera potranno dire sì o no…
Comunque, ritengo che la parte più avvincente della seduta è quanto accaduto durante la votazione, intorno al minuto 34.10, di cui potete osservare direttamente il video al link: https://www.ars.sicilia.it/agenda/sedute-aula/seduta-numero-203-del-07072020 
Non vi dico che sto ancora ridendo a crepapelle… in particolare nell’osservare come si comprenda benissimo da quelle immagini di come la votazione “sfavorevole” sia ben evidenziata su quel monitor… e di come “qualcuno” provi inutilmente a invalidarne il voto, con stratagemmi certamente ridicoli!!! 
Comunque non conoscendo i particolare e le motivazioni che hanno spinto a presentare al Parlamento quella mozione che potremmo definire “ad personam”, ho pensato che forse essa si riferisca alla normativa la cui conclusione trova in qualche modo conferma nella disposizione del decreto-legge 31.08.13 n. 101, conv. dalla 1. 30.10.13 n. 125, la quale prevede il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione della spesa nelle pubbliche amministrazioni e nelle società partecipate, all’art. 2, c. 5, dà l’interpretazione autentica dell’art. 24, c. 4, sopra indicato. 
In particolare detto d.l. n. 101 del 2013 prevede per i lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni il limite ordinamentale previsto dai singoli settori di appartenenza per il collocamento a riposo d’ufficio e vigente alla data di entrata in vigore del decreto-legge stesso, non è modificato dall’elevazione dei requisiti anagrafici previsti per la pensione di vecchiaia. 
Il suo superamento, precisa la norma, è possibile solo per il trattenimento in servizio o per consentire all’interessato di conseguire la prima decorrenza utile della pensione. 
Inoltre, la disposizione nel prevedere che “il proseguimento dell’attività lavorativa è incentivato … dall’operare dei coefficienti di trasformazione calcolati fino all’età di settant’anni …”non attribuisce al lavoratore un diritto di opzione per la prosecuzione del rapporto di lavoro, né consente allo stesso di scegliere tra la quiescenza o la continuazione del rapporto, ma prevede solo la possibilità che, grazie all’operare di coefficienti di trasformazione calcolati fino all’età di settanta anni, si creino le condizioni per consentire ai lavoratori interessati la prosecuzione del rapporto di lavoro oltre i limiti previsti dalla normativa di settore. E’ questo il senso della locuzione “è incentivato … dall’operare dei coefficienti di trasformazione …”, la quale presuppone che non solo si siano create dette più favorevoli condizioni previdenziali, ma anche che, grazie all’incentivo in questione, le parti consensualmente stabiliscano la prosecuzione del rapporto sulla base di una reciproca valutazione di interessi” (Cass. SU n. 17589/2015):
 http://www.anaao.it/public/aaa_1515191_cassciv_17589_2015.pdf
Ma se così fosse… vorrei ricordare come questa sentenza n. 17589/2015 della cassazione – al fine della prosecuzione del rapporto di lavoro fino a 70 anni – non si applica agli impiegati della regione la cui pensione viene liquidata dal fondo pensione, ma soltanto a quelli per cui la pensione viene  liquidata dall’AGO e altre forme esclusive e sostitutive come previsto al comma 4 dell’art. 24 del d. L. 201/2011…
Stando così le cose (ovviamente senza alcuna arroganza o presunzione nel sostituirmi ai nostri giuristi…) e con una diritto alla pensione liquidato dal fondo pensione, ritengo come forse, non sia consentito usufruire del beneficio di prosecuzione del rapporto fino a 70 anni…
Ovviamente potrei sbagliarmi… ma quantomeno il mio personale auspicio è quello che non accada quanto solitamente avviene in questi casi e cioè che pur di emendare quanto si vuol far passare, si proroghi in periodi “specifici” la stessa votazione; mi riferisco ad esempio alla fine dei lavori del parlamento, già… proprio tra qualche giorno, quando tutti sono in procinto d’andare in ferie e la maggior parte dei deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana non sarà presente in aula, affinché tutto venga così approvato, ovviamente… con il massimo riserbo!!!
Ma il mio intuito mi dice che questa volta… non andrà così!!!