La politica in Italia viaggia verso uno sgangherato "Bipolarismo"!!!


Dopo mesi di silenzi a causa della pandemia, ecco che (disgraziatamente) la maggior parte dei nostri parlamentari ha ripreso a parlare di politica…
In particolare, visto il giungere del referendum costituzionale del  20 e 21 Settembre che dovrebbe (speriamo in Dio…) portare al definitivo taglio del numero dei parlamentari ecco che entrambi gli schieramenti hanno iniziato a darsi battaglia!!!

Va ricordato inoltre che proprio in quei due giorni vi sarà una sorta di “election day“, dal momento che al referendum sul taglio dei parlamentari saranno accorpate – ove previste – le regionali al primo turno delle amministrative… 
In totale sono nove le regioni chiamate al voto e precisamente l’Emilia Romagna e Calabria (regioni che avevano già votato il 26 gennaio) e quindi, Veneto, Campania, Toscana, Liguria, Marche, Puglia e Valle d’Aosta…
Ed allora eccoli quei segretari di partito salire sul pulpito e presentarsi ovunque vi sia data loro l’opportunità… 
In piazza, nelle tv, in radio ma soprattutto nei social, dove, pur di attirare sempre più consensi, si dice di tutto e di più…  
Eccoli quindi i due schieramenti in gioco, da una parte quelli dell’opposizione che garantiscono ai loro votanti di essere uniti avendo altresì sottoscritto un patto d’unione (per quello che vale… d’altronde abbiamo già visto tutti come la Lega di Salvini abbia preso a suo tempo le distanze dai due partner per andar a governare con il M5Stelle… e chissà se quella soluzione non abbia nuovamente a ripetersi, vista peraltro la “velata” disponibilità dell’ex Segretario Di Maio a riunirsi nuovamente con l’amico Matteo…)!!!
Essi sono convinti – visti i sondaggi effettuati che dicono che i numeri sono dalla loro parte – di poter far valere questo voto regionale per andar al più presto alle urne nazionali, ma tanto sappiamo quanto le due cose siano distinte e separate…
Viceversa nei partiti di governo c’è chi attende, vuole dimostrare agli Italiani ancora indecisi (nel poco tempo che resta loro ) che l’Italia è cresciuta, che sono state realizzate importanti riforme e soprattutto si  dato il via a infrastrutture bloccate da anni, che l’economia –se pur gravata dall’emerga sanitaria- è ripartita ed ha portato a nuovi posti di lavoro, etc.., già… una lista lunga di cose fatte e di azioni programmate…
Naturalmente le forze messe in campo e cioè PD, M5Stelle e Italia Viva, hanno poco se non nulla per star insieme e quindi anche in quel “centro-sinistra” ci si ritrova in un completo casino… 
E quindi con una situazione come quella sopra rappresentata, possiamo attestare che oggi attraversiamo un momento in cui – pur non potendo dire – è possibile… quantomeno possiamo affermare che vi è una forte probabilità che si possa (nel corso di questi mesi) cambiare idea, d’altronde i nostri partiti e ancor di più quei suoi referenti, sono esperti nell’arte del compromesso e dell’incontro, soltanto per non volerlo chiamare con il suo vero nome “convenienza“!!!
Peraltro quanto sopra risponde (in una qualche maniera…) all’essenza stessa di ciò che è la “democrazia” che si basata per definizione sulla mediazione… ed in ogni caso, basti semplicemente osservare l’esperienza politica recente, che si potrà comprendere come accordi fino ad alcuni anni fa inimmaginabili si siano concretizzati ed abbiano dato il via ai due governi del Presidente Giuseppe Conte…
E quindi… ciò che è accaduto può tranquillamente ripetersi, d’altro canto proprio i mancati accordi di questi giorni a livello regionale fanno comprendere come tra i partiti di governo non scorra buon sangue, anzi tutt’altro…
Va detto infatti che questa “obbligata unione (voluta a suo tempo dal Presidente Mattarella) scontenta tutti, in particolare proprio gli elettori…
infatti, chi aveva votato in questi anni per il Movimento 5Stelle convinto di contrastare in maniera decisa quella metodologia partitocratica a cui apparteneva l’ex partito Dc ed il Partito comunista (oggi Pd) o i suoi ex Segretari (ora come si sa… distaccati in nuovi partiti…), non si sentono più rappresentati, in quanto i loro esponenti siedono proprio accanto a chi, dovevano essere tenuti a distanza… 
Analoga situazione per i cosiddetti elettori rossi (sia del Pd che d’Italia Viva)… anch’essi delusi dall’accoppiata con il movimento di Grillo e difatti, di unirsi anche nelle regionali non vogliono saperne… 
E infine non parliamo del centro-destra, dove le pugnalate sono all’ordine del giorno, tra un cavaliere senza ormai cavallo che prova a disarcionare i suoi due alleati, in particolare quel Matteo Salvini che in questi anni è cresciuto numericamente, diventando il primo partito dello schieramento scalzando “Forza Italia” ormai relegato a livello nazionale tra i 5-6 punti percentuali… e superato tra l’altro anche da “Fratelli d’Italia” rappresentato dalla Giorgia Meloni!!!
Per cui, con una situazione attuale come quella rappresentata ditemi, perché il sottoscritto non l’ha ancora compreso: ma di quale bipolarismo stanno parlando tutti???

La politica in Italia viaggia verso uno sgangherato "Bipolarismo"!!!


Dopo mesi di silenzi a causa della pandemia, ecco che (disgraziatamente) la maggior parte dei nostri parlamentari ha ripreso a parlare di politica…
In particolare, visto il giungere del referendum costituzionale del  20 e 21 Settembre che dovrebbe (speriamo in Dio…) portare al definitivo taglio del numero dei parlamentari ecco che entrambi gli schieramenti hanno iniziato a darsi battaglia!!!

Va ricordato inoltre che proprio in quei due giorni vi sarà una sorta di “election day“, dal momento che al referendum sul taglio dei parlamentari saranno accorpate – ove previste – le regionali al primo turno delle amministrative… 
In totale sono nove le regioni chiamate al voto e precisamente l’Emilia Romagna e Calabria (regioni che avevano già votato il 26 gennaio) e quindi, Veneto, Campania, Toscana, Liguria, Marche, Puglia e Valle d’Aosta…
Ed allora eccoli quei segretari di partito salire sul pulpito e presentarsi ovunque vi sia data loro l’opportunità… 
In piazza, nelle tv, in radio ma soprattutto nei social, dove, pur di attirare sempre più consensi, si dice di tutto e di più…  
Eccoli quindi i due schieramenti in gioco, da una parte quelli dell’opposizione che garantiscono ai loro votanti di essere uniti avendo altresì sottoscritto un patto d’unione (per quello che vale… d’altronde abbiamo già visto tutti come la Lega di Salvini abbia preso a suo tempo le distanze dai due partner per andar a governare con il M5Stelle… e chissà se quella soluzione non abbia nuovamente a ripetersi, vista peraltro la “velata” disponibilità dell’ex Segretario Di Maio a riunirsi nuovamente con l’amico Matteo…)!!!
Essi sono convinti – visti i sondaggi effettuati che dicono che i numeri sono dalla loro parte – di poter far valere questo voto regionale per andar al più presto alle urne nazionali, ma tanto sappiamo quanto le due cose siano distinte e separate…
Viceversa nei partiti di governo c’è chi attende, vuole dimostrare agli Italiani ancora indecisi (nel poco tempo che resta loro ) che l’Italia è cresciuta, che sono state realizzate importanti riforme e soprattutto si  dato il via a infrastrutture bloccate da anni, che l’economia –se pur gravata dall’emerga sanitaria- è ripartita ed ha portato a nuovi posti di lavoro, etc.., già… una lista lunga di cose fatte e di azioni programmate…
Naturalmente le forze messe in campo e cioè PD, M5Stelle e Italia Viva, hanno poco se non nulla per star insieme e quindi anche in quel “centro-sinistra” ci si ritrova in un completo casino… 
E quindi con una situazione come quella sopra rappresentata, possiamo attestare che oggi attraversiamo un momento in cui – pur non potendo dire – è possibile… quantomeno possiamo affermare che vi è una forte probabilità che si possa (nel corso di questi mesi) cambiare idea, d’altronde i nostri partiti e ancor di più quei suoi referenti, sono esperti nell’arte del compromesso e dell’incontro, soltanto per non volerlo chiamare con il suo vero nome “convenienza“!!!
Peraltro quanto sopra risponde (in una qualche maniera…) all’essenza stessa di ciò che è la “democrazia” che si basata per definizione sulla mediazione… ed in ogni caso, basti semplicemente osservare l’esperienza politica recente, che si potrà comprendere come accordi fino ad alcuni anni fa inimmaginabili si siano concretizzati ed abbiano dato il via ai due governi del Presidente Giuseppe Conte…
E quindi… ciò che è accaduto può tranquillamente ripetersi, d’altro canto proprio i mancati accordi di questi giorni a livello regionale fanno comprendere come tra i partiti di governo non scorra buon sangue, anzi tutt’altro…
Va detto infatti che questa “obbligata unione (voluta a suo tempo dal Presidente Mattarella) scontenta tutti, in particolare proprio gli elettori…
infatti, chi aveva votato in questi anni per il Movimento 5Stelle convinto di contrastare in maniera decisa quella metodologia partitocratica a cui apparteneva l’ex partito Dc ed il Partito comunista (oggi Pd) o i suoi ex Segretari (ora come si sa… distaccati in nuovi partiti…), non si sentono più rappresentati, in quanto i loro esponenti siedono proprio accanto a chi, dovevano essere tenuti a distanza… 
Analoga situazione per i cosiddetti elettori rossi (sia del Pd che d’Italia Viva)… anch’essi delusi dall’accoppiata con il movimento di Grillo e difatti, di unirsi anche nelle regionali non vogliono saperne… 
E infine non parliamo del centro-destra, dove le pugnalate sono all’ordine del giorno, tra un cavaliere senza ormai cavallo che prova a disarcionare i suoi due alleati, in particolare quel Matteo Salvini che in questi anni è cresciuto numericamente, diventando il primo partito dello schieramento scalzando “Forza Italia” ormai relegato a livello nazionale tra i 5-6 punti percentuali… e superato tra l’altro anche da “Fratelli d’Italia” rappresentato dalla Giorgia Meloni!!!
Per cui, con una situazione attuale come quella rappresentata ditemi, perché il sottoscritto non l’ha ancora compreso: ma di quale bipolarismo stanno parlando tutti???

Incredibile… nessuno che in questi mesi accenni al fatto che nel nostro Paese siamo senza alcuna "Giustizia"!!!

Scusate… ma li ascoltati i Tg nazionali e/o regionali???

Leggete i quotidiani oppure osservate quelle notizie riportate nei vari siti specializzati nel web???
Ed allora ditemi… c’è qualcuno di loro che parla di “giustizia”???
O meglio – vorrei precisare la domanda – avete sentito parlare di mancata giustizia a causa dell’emergenza Covid-19!!!
No… infatti, solo pochi di voi o meglio solo quanti sono addetti ai lavori sanno che tutti i procedimenti giudiziari – ad esclusione di qualche raro definito “urgente” – tutto il resto è stato trasferito a data da destinarsi…
Non parliamo poi delle cause civile quelle sono state tutte spostate dopo il 2022, quindi alla lista lunghissima già presente e soprattutto a tutti quei processi arretrati che attendevano da anni un eventuale grado i giudizio, bene… anzi no male… ora si aggiungeranno tutti quelli non realizzati quest’anno ed anche quelli del prossimo anni e così, prima che si potrà giungere dinnanzi ad un giudice, potrebbe accadere che l’interessato sia deceduto senza trovare degna giustizia!!!
In definitiva: siamo senza alcuna giustizia!!!
Nessun processo sia civile che ancor peggio penale, già… nessuno, infatti tutti coloro che erano in procinto di una sentenza ( con il rischio quindi di poter esser condannati e quindi di scontare le relative pene per gli eventuali reati commessi… ), beh… grazie a questa pandemia, potranno continuare per altri 4/5 anni a passeggiar tranquilli!!!
Ed allora per esser ancor più chiaro vorrei far comprendere come sta realmente la condizione giudiziaria… 
Se ad esempio oggi un cittadino decidesse di compiere un reato, ad esempio amministrativo, ecco… nel caso in cui fosse accertato un suo coinvolgimento e di conseguenza arrestato, ecco in una circostanza come questa appena descritta, non essendo stato commesso una fatto grave di eversione o di criminalità organizzata in cui è stato commesso uno o più omicidi – in una sopraddetta circostanza –  una sua eventuale condanna, potrebbe non giungere che prima del 2025… nel frattempo il soggetto, non essendo stato di fatto “condannato” avrà mille modi per andar via da questo nostro Paese, per recarsi in un’altro nel quale fare perdere le proprie tracce… 
Ecco quindi come stanno le cose… siamo vivendo nella completa “illegalità”, dove chiunque può fare ciò che vuole sapendo di non essere perseguito, quantomeno non in tempi celeri… 
Mi chiedo quindi,  come può un cittadino continuare a vivere in maniera onesta, adottando principi di rettitudine e credendo in cuori suo nell’imparzialità della giustizia, sapendo che in qualsiasi momento potrà trovare accolte, all’interno di quel Tribunale, le proprie ragioni secondo regole di imparzialità ed equità… 
Già come può oggi quel cittadino credere in tutto ciò, quando sa benissimo che nulla di quel proprio convincimento, potrà essere nei fatti garantito, in quanto manca di quel proprio fondamento… 
Ma in che cazz… di Paese viviamo e la cosa assurda che sono in molti a godere di questa condizione – già in particolare tutti coloro che hanno motivo che questa situazione non venga portata alla luce, sia perché direttamente interessati o anche perché nella qualità di professionisti, preferiscono garantire quei loro clienti – e sperano che tutto si prolunghi in maniera indefinita e tutto così non giunga mai ad una effettiva definizione!!!

Incredibile… nessuno che in questi mesi accenni al fatto che nel nostro Paese siamo senza alcuna "Giustizia"!!!

Scusate… ma li ascoltati i Tg nazionali e/o regionali???

Leggete i quotidiani oppure osservate quelle notizie riportate nei vari siti specializzati nel web???
Ed allora ditemi… c’è qualcuno di loro che parla di “giustizia”???
O meglio – vorrei precisare la domanda – avete sentito parlare di mancata giustizia a causa dell’emergenza Covid-19!!!
No… infatti, solo pochi di voi o meglio solo quanti sono addetti ai lavori sanno che tutti i procedimenti giudiziari – ad esclusione di qualche raro definito “urgente” – tutto il resto è stato trasferito a data da destinarsi…
Non parliamo poi delle cause civile quelle sono state tutte spostate dopo il 2022, quindi alla lista lunghissima già presente e soprattutto a tutti quei processi arretrati che attendevano da anni un eventuale grado i giudizio, bene… anzi no male… ora si aggiungeranno tutti quelli non realizzati quest’anno ed anche quelli del prossimo anni e così, prima che si potrà giungere dinnanzi ad un giudice, potrebbe accadere che l’interessato sia deceduto senza trovare degna giustizia!!!
In definitiva: siamo senza alcuna giustizia!!!
Nessun processo sia civile che ancor peggio penale, già… nessuno, infatti tutti coloro che erano in procinto di una sentenza ( con il rischio quindi di poter esser condannati e quindi di scontare le relative pene per gli eventuali reati commessi… ), beh… grazie a questa pandemia, potranno continuare per altri 4/5 anni a passeggiar tranquilli!!!
Ed allora per esser ancor più chiaro vorrei far comprendere come sta realmente la condizione giudiziaria… 
Se ad esempio oggi un cittadino decidesse di compiere un reato, ad esempio amministrativo, ecco… nel caso in cui fosse accertato un suo coinvolgimento e di conseguenza arrestato, ecco in una circostanza come questa appena descritta, non essendo stato commesso una fatto grave di eversione o di criminalità organizzata in cui è stato commesso uno o più omicidi – in una sopraddetta circostanza –  una sua eventuale condanna, potrebbe non giungere che prima del 2025… nel frattempo il soggetto, non essendo stato di fatto “condannato” avrà mille modi per andar via da questo nostro Paese, per recarsi in un’altro nel quale fare perdere le proprie tracce… 
Ecco quindi come stanno le cose… siamo vivendo nella completa “illegalità”, dove chiunque può fare ciò che vuole sapendo di non essere perseguito, quantomeno non in tempi celeri… 
Mi chiedo quindi,  come può un cittadino continuare a vivere in maniera onesta, adottando principi di rettitudine e credendo in cuori suo nell’imparzialità della giustizia, sapendo che in qualsiasi momento potrà trovare accolte, all’interno di quel Tribunale, le proprie ragioni secondo regole di imparzialità ed equità… 
Già come può oggi quel cittadino credere in tutto ciò, quando sa benissimo che nulla di quel proprio convincimento, potrà essere nei fatti garantito, in quanto manca di quel proprio fondamento… 
Ma in che cazz… di Paese viviamo e la cosa assurda che sono in molti a godere di questa condizione – già in particolare tutti coloro che hanno motivo che questa situazione non venga portata alla luce, sia perché direttamente interessati o anche perché nella qualità di professionisti, preferiscono garantire quei loro clienti – e sperano che tutto si prolunghi in maniera indefinita e tutto così non giunga mai ad una effettiva definizione!!!

Coronavirus: la Sicilia fuori controllo!!!


Eravamo una delle poche regioni che non era stata toccata in maniera grave dalla pandemia… 

Difatti la situazione nell’isola anche nel momento di maggiore criticità registrava numeri esigui di contagio e a differenza di altri luoghi in cui erano presenti veri e propri focolai, qui da noi – la maggior parte dei miei conterranei – si comportavano come nulla fosse… 
Sì… vi è stato un momento di Lock-down che ha imposto il divieto di circolazione e che ha di fatto protetto gran parte della popolazione, ma che non ha cambiato il modo di vivere dei miei conterranei, anzi li ha fatti sentire quasi dei reclusi, e difatti, appena il governo nazionale ha riaperto le porte… ecco che tutti quanti, hanno ripreso come se nulla fosse accaduto…
Ed ora s’iniziano a pagare le conseguenze di quei comportamenti poco accorti che infatti stanno provocando una crescita di contagio tra i peggiori nel Paese, in Italia con un aumento di ricoveri tra i giovani dai 20 ai 35 anni, anche in terapia intensiva, di cui alcuni con gravi problemi all’apparato respiratorio…
Ho letto che siamo passati dalla prima settimana di Agosto con 126 contagiati, alla seconda settimana fino al giorno di ferragosto con 303 ricoverati ed oggi siamo giunti a ben 680 positivi… 
Va detto per correttezza che molti di essi sono migranti, ma certamente rispetto a qualche mese fa la situazione sta diventando grave… ed il rischio che potrebbe accadere è quello di tornare nuovamente a primi giorni di Settembre, nella stessa situazione che abbiamo ahimè già vissuto…
Purtroppo sono in molti a non voler rispettare quelle semplici regole, a cominciare ad esempio dall’uso della mascherina per strada, quantomeno quando ci si trova dinnanzi ad una fila, come ad un ufficio postale o bancario… 
Basti guardare n giro… sono in pochi quelli che la portano e se qualcuno glielo fa notare, gli da pure fastidio e iniziano a giustificarsi con tutta una serie di scuse senza alcun senso… 
Cosa dire… con i turisti che da ogni parte del mondo stanno arrivando, con i controlli che, se pur minuziosi, lasciano il tempo che trovano… con l’alto numero dei migranti che in questo periodo d’estate stanno sbarcando ad ogni ora del giorno e della notte… e molti di loro stanno evidenziando forti carenze sanitarie a causa del contagio da Covid-19, beh… la situazione non è per nulla confortante ed è logico quindi iniziare a pensare al peggio!!!
L’auspicio ovviamente che al più presto si giunga ad un vaccino, ma come abbiamo appena ascoltato nei Tg nazionali in questi giorni, ove anche fosse che il vaccino realizzato in Russia dovesse dimostrarsi efficiente, la sua mera commercializzazione non inizierebbe prima del 2021 e nel frattempo quindi, il consiglio che vi do è proteggersi sempre, sì… proprio per evitare guai!!!

Coronavirus: la Sicilia fuori controllo!!!


Eravamo una delle poche regioni che non era stata toccata in maniera grave dalla pandemia… 

Difatti la situazione nell’isola anche nel momento di maggiore criticità registrava numeri esigui di contagio e a differenza di altri luoghi in cui erano presenti veri e propri focolai, qui da noi – la maggior parte dei miei conterranei – si comportavano come nulla fosse… 
Sì… vi è stato un momento di Lock-down che ha imposto il divieto di circolazione e che ha di fatto protetto gran parte della popolazione, ma che non ha cambiato il modo di vivere dei miei conterranei, anzi li ha fatti sentire quasi dei reclusi, e difatti, appena il governo nazionale ha riaperto le porte… ecco che tutti quanti, hanno ripreso come se nulla fosse accaduto…
Ed ora s’iniziano a pagare le conseguenze di quei comportamenti poco accorti che infatti stanno provocando una crescita di contagio tra i peggiori nel Paese, in Italia con un aumento di ricoveri tra i giovani dai 20 ai 35 anni, anche in terapia intensiva, di cui alcuni con gravi problemi all’apparato respiratorio…
Ho letto che siamo passati dalla prima settimana di Agosto con 126 contagiati, alla seconda settimana fino al giorno di ferragosto con 303 ricoverati ed oggi siamo giunti a ben 680 positivi… 
Va detto per correttezza che molti di essi sono migranti, ma certamente rispetto a qualche mese fa la situazione sta diventando grave… ed il rischio che potrebbe accadere è quello di tornare nuovamente a primi giorni di Settembre, nella stessa situazione che abbiamo ahimè già vissuto…
Purtroppo sono in molti a non voler rispettare quelle semplici regole, a cominciare ad esempio dall’uso della mascherina per strada, quantomeno quando ci si trova dinnanzi ad una fila, come ad un ufficio postale o bancario… 
Basti guardare n giro… sono in pochi quelli che la portano e se qualcuno glielo fa notare, gli da pure fastidio e iniziano a giustificarsi con tutta una serie di scuse senza alcun senso… 
Cosa dire… con i turisti che da ogni parte del mondo stanno arrivando, con i controlli che, se pur minuziosi, lasciano il tempo che trovano… con l’alto numero dei migranti che in questo periodo d’estate stanno sbarcando ad ogni ora del giorno e della notte… e molti di loro stanno evidenziando forti carenze sanitarie a causa del contagio da Covid-19, beh… la situazione non è per nulla confortante ed è logico quindi iniziare a pensare al peggio!!!
L’auspicio ovviamente che al più presto si giunga ad un vaccino, ma come abbiamo appena ascoltato nei Tg nazionali in questi giorni, ove anche fosse che il vaccino realizzato in Russia dovesse dimostrarsi efficiente, la sua mera commercializzazione non inizierebbe prima del 2021 e nel frattempo quindi, il consiglio che vi do è proteggersi sempre, sì… proprio per evitare guai!!!

Il 16 Agosto di 40° anni fa nasceva "Solidarnosc"!!!

Già sembra ieri eppure sono trascorsi quarant’anni da quel giorno, il 16 agosto 1980, quando in Polonia nella città di Danzica iniziarono i primi scioperi nei cantieri navali “Lenin”

Quando i cittadini di un Paese si trovano oppressi da un governo o dai suoi esponenti (va precisato che quanti facevano parte di quel governo “burattino” si attenevano di fatto alle direttive che arrivavano loro da quel vicino impero sovietico ), ecco che quando il malcontento supera quei limiti naturali di sopportazione, scoppia solitamente una rivoluzione civile… 
Ed è ciò che accade quel giorno e nei mesi successivi, quando un nutrito e coraggioso gruppo di operai decise di sfidare quel potere per giungere a quello che sarebbe stato di li a poco, il primo sindacato unitario e libero polacco, dal nome “Solidarnosc”!!!
Il suo leader, Lech Walesa, operaio elettricista di quei cantieri, unì non solo gli operai, ma tutti i cittadini che scesero in piazza in difesa del movimento… 
Nel 1983 gli venne consegnato il Premio Nobel e tra il 1990-95 fu eletto democraticamente Presidente della Polonia…
Un grande uomo, sicuramente sostenuto da un altro grande uomo, Papa Giovanni Paolo II, che – in maniera silente –  sovvenzionò quel movimento  e diede lo spunto ai grandi mutamenti che di li a poco porteranno a profondi cambiamenti politici di quegli Stati cuscinetto che porteranno in meno di dieci anni alla caduta del Muro di Berlino e alla fine di quel U.R.S.S… 
Il tempo è passato e nel frattempo l’Europa è cambiata e molti di quei paesi oggi ne fanno parte, ma purtroppo quanto si evidenzia ancora oggi è che dimostra di non essere particolarmente unita…  

Il 16 Agosto di 40° anni fa nasceva "Solidarnosc"!!!

Già sembra ieri eppure sono trascorsi quarant’anni da quel giorno, il 16 agosto 1980, quando in Polonia nella città di Danzica iniziarono i primi scioperi nei cantieri navali “Lenin”

Quando i cittadini di un Paese si trovano oppressi da un governo o dai suoi esponenti (va precisato che quanti facevano parte di quel governo “burattino” si attenevano di fatto alle direttive che arrivavano loro da quel vicino impero sovietico ), ecco che quando il malcontento supera quei limiti naturali di sopportazione, scoppia solitamente una rivoluzione civile… 
Ed è ciò che accade quel giorno e nei mesi successivi, quando un nutrito e coraggioso gruppo di operai decise di sfidare quel potere per giungere a quello che sarebbe stato di li a poco, il primo sindacato unitario e libero polacco, dal nome “Solidarnosc”!!!
Il suo leader, Lech Walesa, operaio elettricista di quei cantieri, unì non solo gli operai, ma tutti i cittadini che scesero in piazza in difesa del movimento… 
Nel 1983 gli venne consegnato il Premio Nobel e tra il 1990-95 fu eletto democraticamente Presidente della Polonia…
Un grande uomo, sicuramente sostenuto da un altro grande uomo, Papa Giovanni Paolo II, che – in maniera silente –  sovvenzionò quel movimento  e diede lo spunto ai grandi mutamenti che di li a poco porteranno a profondi cambiamenti politici di quegli Stati cuscinetto che porteranno in meno di dieci anni alla caduta del Muro di Berlino e alla fine di quel U.R.S.S… 
Il tempo è passato e nel frattempo l’Europa è cambiata e molti di quei paesi oggi ne fanno parte, ma purtroppo quanto si evidenzia ancora oggi è che dimostra di non essere particolarmente unita…  

La mafia è composta da uomini che si possono sconfiggere, purché lo si voglia…

Infatti…
Ma quanti sono gli uomini disponibili a sconfiggerla???
Già… 1, 10, 100, 1000??? Direi di fermarci con i numeri… d’altronde sarebbe una esagerazione pensare che vi sia un esercito disponibile a fare piazza pulita di quell’organizzazione criminale… 
Come riportavo alcuni giorni fa in un mio post http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/08/le-condizioni-di-questa-nostra-terra.html, la mafia è un’opportunità, perché da a mangiare a migliaia di dipendenti statali e ad un esercito (questa vota sì…) di professionisti privati, sia al loro libro paga, che nella qualità di difensori legali quanto necessario… 
Ed allora la mafia si può sconfiggere??? Certamente con queste attuali condizioni… “NO” e soprattutto, non facciamoci ingannare da tutte quelle pseudo retate da prima pagina, che creano certamente gravi difficoltà a quell’organizzazione criminale, ma trascorse alcune ore, il sistema collaudato malavitoso riprende a funzionare alla perfezione, vista l’abbondanza di manovalanza disponibile a offrirsi!!!
D’altronde, con l’enorme disponibilità di giovani di quei quartieri periferici sempre alla ricerca di una occupazione, affaccendandosi tra lavori saltuari e qualche vendita di contrabbando o di droga per avere in tasca qualche euro è facile per la criminalità, convincere ciascuno di essi a fare parte di quella organizzazione, che sin da subito garantirà ad essi una disponibilità finanziaria mai finora avuta…   
Ed allora riprendendo l’argomento posto a titolo in quali modi si pensa di sconfiggerla??? Forse con le chiacchiere…???
Non discuto di quei poveri magistrati posti in prima linea… anch’essi esigui, peraltro la maggior parte di essi compie quella propria professione non come una missione, ma quasi fosse un semplice timbrare il cartellino, d’altronde ditemi: chi sono o per meglio dire quanti sono oggi i magistrati a rischio di attentati da parte della Mafia, Camorra, Ndragheta e Sacra Corona Unita???  
Se permettete risponde il sottoscritto: una decina e potrei farvi anche i nomi, la maggior parte di essi sono Procuratori e Sostituti, mentre il resto di quanti appartengono a quella categoria, trascorre la propria vita per lo più maniera serena, perché nessuno li conosce, già… neppure tra quelle stesse organizzazioni criminali!!!
Ecco perché gli uomini di quelle associazioni a delinquere dormono sonno tranquilli… certo prima o poi verranno anch’essi presi e posti nei luoghi dove dovrebbero stare e cioè nei penitenziari, il tutto ovviamente grazie a quei pochi magistrati integerrimi di cui parlavo sopra!!!
Ma fino ad allora quegli individui “mafiosi” potranno stare tranquilli, ben protetti da quel cordone composto da familiari, amici, affiliati e purtroppo anche da politici e uomini delle istituzioni, che proprio grazie quel “padrino” si possono permettere di vivere una vita imperturbabile e agiata…
Ed allora, è vero… la mafia è composta da uomini che si possono sconfiggere, ma credetemi… nessuno di essi ne ha voglia!!! 

La mafia è composta da uomini che si possono sconfiggere, purché lo si voglia…

Infatti…
Ma quanti sono gli uomini disponibili a sconfiggerla???
Già… 1, 10, 100, 1000??? Direi di fermarci con i numeri… d’altronde sarebbe una esagerazione pensare che vi sia un esercito disponibile a fare piazza pulita di quell’organizzazione criminale… 
Come riportavo alcuni giorni fa in un mio post http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/08/le-condizioni-di-questa-nostra-terra.html, la mafia è un’opportunità, perché da a mangiare a migliaia di dipendenti statali e ad un esercito (questa vota sì…) di professionisti privati, sia al loro libro paga, che nella qualità di difensori legali quanto necessario… 
Ed allora la mafia si può sconfiggere??? Certamente con queste attuali condizioni… “NO” e soprattutto, non facciamoci ingannare da tutte quelle pseudo retate da prima pagina, che creano certamente gravi difficoltà a quell’organizzazione criminale, ma trascorse alcune ore, il sistema collaudato malavitoso riprende a funzionare alla perfezione, vista l’abbondanza di manovalanza disponibile a offrirsi!!!
D’altronde, con l’enorme disponibilità di giovani di quei quartieri periferici sempre alla ricerca di una occupazione, affaccendandosi tra lavori saltuari e qualche vendita di contrabbando o di droga per avere in tasca qualche euro è facile per la criminalità, convincere ciascuno di essi a fare parte di quella organizzazione, che sin da subito garantirà ad essi una disponibilità finanziaria mai finora avuta…   
Ed allora riprendendo l’argomento posto a titolo in quali modi si pensa di sconfiggerla??? Forse con le chiacchiere…???
Non discuto di quei poveri magistrati posti in prima linea… anch’essi esigui, peraltro la maggior parte di essi compie quella propria professione non come una missione, ma quasi fosse un semplice timbrare il cartellino, d’altronde ditemi: chi sono o per meglio dire quanti sono oggi i magistrati a rischio di attentati da parte della Mafia, Camorra, Ndragheta e Sacra Corona Unita???  
Se permettete risponde il sottoscritto: una decina e potrei farvi anche i nomi, la maggior parte di essi sono Procuratori e Sostituti, mentre il resto di quanti appartengono a quella categoria, trascorre la propria vita per lo più maniera serena, perché nessuno li conosce, già… neppure tra quelle stesse organizzazioni criminali!!!
Ecco perché gli uomini di quelle associazioni a delinquere dormono sonno tranquilli… certo prima o poi verranno anch’essi presi e posti nei luoghi dove dovrebbero stare e cioè nei penitenziari, il tutto ovviamente grazie a quei pochi magistrati integerrimi di cui parlavo sopra!!!
Ma fino ad allora quegli individui “mafiosi” potranno stare tranquilli, ben protetti da quel cordone composto da familiari, amici, affiliati e purtroppo anche da politici e uomini delle istituzioni, che proprio grazie quel “padrino” si possono permettere di vivere una vita imperturbabile e agiata…
Ed allora, è vero… la mafia è composta da uomini che si possono sconfiggere, ma credetemi… nessuno di essi ne ha voglia!!! 

Quei "MISERABILI" del nostro Parlamento!!!

Ma d’altronde ditemi… come potremmo mai definire questi soggetti… se non “MISERABILI”!!!
Già… in un momento d’emergenza del Paese e soprattutto di molti suoi cittadini, ecco che alcuni nostri deputati  (ed hanno il coraggio di parlare di voto di referendum… l’ennesimo voto in cui diciamo che non li vogliamo ridurre… già, forse sarebbe tempo che gli Italiani, – quantomeno quegli esigui onesti – iniziassero a prendere ad esempio i cittadini Libanesi, che almeno loro in questi giorni, stanno dimostrando tutto il proprio coraggio, senza genuflettersi, sì… come da noi a modello pecore…) hanno richiesto e per di più ottenuto il bonus 600 euro Covid!!!
Ma vorrei chiedere al presidente dell’Inps Pasquale Tridico come sia stato possibile, già considerato che proprio i vertici dell’Inps non hanno versato ai lavoratori che aspettano da marzo quanto loro dovuto ed invece con estrema  celerità, hanno bonificato le somme richieste a chi non era certamente in difficoltà!!!
Che cazz… di Paese è il nostro, già… dove l’iniquità la fa da padrona ed il clientelismo favorisce sempre i più forti e penalizza i deboli!!!
Se fossimo stati in Giappone tutti questi soggetti “raccomandati” sarebbero stati sospesi ed il presidente dell’Inps certamente licenziato, ma si sa… qui siamo in Italia, il paese delle Repubblica delle banane, dove chi è più furbo viene premiato e chi è onesto ahimè penalizzato!!!
Che giustizia… ma quale giustizia, qui neppure un altro “Covid” può salvarci, perché questi soggetti sono talmente “infetti” che il virus ad essi non gli fa nulla, mentre purtroppo 30.000 italiani (sono questi i reali numeri dei decessi a causa del contagio che nessuno ci ha voluto fornire…) sono morti!!!
La cosa assurda è che non solo i deputati di quegli abituali partiti truffaldini sono coinvolti, no… anche un parlamentare in quota del “Movimento 5 Stelle” è risultato essere tra quei richiedenti… che schifo, una vera vergogna, ma d’altronde ormai non mi meraviglio più di niente…

Dal Quirinale come sempre avviene nessuna replica; il Presidente che dovrebbe di fatto rappresentare noi cittadini non esprime una sola parola, nessuno sdegno, non chiama neppure il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per predisporre un piano affinché circostanza come quella appena accaduta non abbiano più a succedere!!!

Ed ora rivolgendomi ai miei connazionali, mi raccomando continuate a votarli questi soggetti… prostratevi per come avete finora fatto, perché tanto sappiate che il sottoscritto sa bene come siete: voi siete come loro, anzi no… peggiori, perché partecipate ogni giorno a quelle nefandezze con le vostre azioni “corrotte” e soprattutto attraverso quegli assordanti “silenzi”, sì… affinché nulla cambi e tutto resti inalterato e sudicio!!!   
Diceva bene Hugo: “Bisogna concedere qualche cosa a quelli che sono in basso, ai presenti, a quelli che sudano il loro pane, ai miserabili. Perciò diamogli da bere le leggende, le chimere, l’anima, l’immortalità, il paradiso, le stelle, inghiottono tutto. E’ il loro companatico…”!!!

Quei "MISERABILI" del nostro Parlamento!!!

Ma d’altronde ditemi… come potremmo mai definire questi soggetti… se non “MISERABILI”!!!
Già… in un momento d’emergenza del Paese e soprattutto di molti suoi cittadini, ecco che alcuni nostri deputati  (ed hanno il coraggio di parlare di voto di referendum… l’ennesimo voto in cui diciamo che non li vogliamo ridurre… già, forse sarebbe tempo che gli Italiani, – quantomeno quegli esigui onesti – iniziassero a prendere ad esempio i cittadini Libanesi, che almeno loro in questi giorni, stanno dimostrando tutto il proprio coraggio, senza genuflettersi, sì… come da noi a modello pecore…) hanno richiesto e per di più ottenuto il bonus 600 euro Covid!!!
Ma vorrei chiedere al presidente dell’Inps Pasquale Tridico come sia stato possibile, già considerato che proprio i vertici dell’Inps non hanno versato ai lavoratori che aspettano da marzo quanto loro dovuto ed invece con estrema  celerità, hanno bonificato le somme richieste a chi non era certamente in difficoltà!!!
Che cazz… di Paese è il nostro, già… dove l’iniquità la fa da padrona ed il clientelismo favorisce sempre i più forti e penalizza i deboli!!!
Se fossimo stati in Giappone tutti questi soggetti “raccomandati” sarebbero stati sospesi ed il presidente dell’Inps certamente licenziato, ma si sa… qui siamo in Italia, il paese delle Repubblica delle banane, dove chi è più furbo viene premiato e chi è onesto ahimè penalizzato!!!
Che giustizia… ma quale giustizia, qui neppure un altro “Covid” può salvarci, perché questi soggetti sono talmente “infetti” che il virus ad essi non gli fa nulla, mentre purtroppo 30.000 italiani (sono questi i reali numeri dei decessi a causa del contagio che nessuno ci ha voluto fornire…) sono morti!!!
La cosa assurda è che non solo i deputati di quegli abituali partiti truffaldini sono coinvolti, no… anche un parlamentare in quota del “Movimento 5 Stelle” è risultato essere tra quei richiedenti… che schifo, una vera vergogna, ma d’altronde ormai non mi meraviglio più di niente…

Dal Quirinale come sempre avviene nessuna replica; il Presidente che dovrebbe di fatto rappresentare noi cittadini non esprime una sola parola, nessuno sdegno, non chiama neppure il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per predisporre un piano affinché circostanza come quella appena accaduta non abbiano più a succedere!!!

Ed ora rivolgendomi ai miei connazionali, mi raccomando continuate a votarli questi soggetti… prostratevi per come avete finora fatto, perché tanto sappiate che il sottoscritto sa bene come siete: voi siete come loro, anzi no… peggiori, perché partecipate ogni giorno a quelle nefandezze con le vostre azioni “corrotte” e soprattutto attraverso quegli assordanti “silenzi”, sì… affinché nulla cambi e tutto resti inalterato e sudicio!!!   
Diceva bene Hugo: “Bisogna concedere qualche cosa a quelli che sono in basso, ai presenti, a quelli che sudano il loro pane, ai miserabili. Perciò diamogli da bere le leggende, le chimere, l’anima, l’immortalità, il paradiso, le stelle, inghiottono tutto. E’ il loro companatico…”!!!

Catania… un po’ di quella storia poco raccontata e forse volutamente dimenticata!!!

Mi permetto con questo post, di riprendere il verbale di un processo svolto a Catania, nel quale ad essere sentito, era uno degli esponenti mafiosi più importanti allora della nostra città etnea che ci fa comprendere come in quest’isola, politica, mafia e imprenditoria fossero da sempre legati:

PRESIDENTE. Nel libro pubblicato da Arlacchi lei afferma che Pippo, suo fratello, dava il 5-10 per cento dell’importo degli appalti agli assessori regionali che li decidevano.
Ricorda questa cosa?
ANTONINO CALDERONE. Sì. Mio fratello nel 1963-1964 è fallito. Era una grossa impresa, che aveva qualcosa come 5 miliardi di lavori: nel 1964 erano belle cifre. Aveva preso questi lavori comprandoli a Palermo. Molti glieli ha venduti l’onorevole Laterza del movimento sociale italiano. Però gli diceva: “Pippo, se vado al governo non ti venderò nemmeno un bicchiere, però ricatto i miei colleghi che so che si vendono i lavori”. Ma non erano del MSI, erano di altri partiti.
Pagava il 5 o il 10 per cento. Addirittura, poiché per i primi lavori non aveva i soldi, faceva una pratica – non so come era – per cui gli davano soldi ancor prima che cominciasse i lavori. Metteva degli assegni firmati in una busta e li dava ad un uomo in cui avevano fiducia, dopo che aveva avuto questi soldi. Se li prendevano ancora prima che cominciassero i lavori. Li pagava!!!
PRESIDENTE. Tra i mezzi di persuasione con i quali Cosa nostra convince o cerca di convincere i cittadini a votare per i propri candidati vi sono soltanto quelli che ha detto, cioè un invito rivolto da una persona autorevole, o vi è anche la paura?
ANTONINO CALDERONE. No, non è la paura, non lo fa con l’imposizione, perché sa che ci vanno automaticamente. 
Domandano per chi si deve votare perché poi possono dire agli uomini d’onore: “Senti, ho votato per il tale candidato, ora ho bisogno di questo”. E’ una cosa normale.
PRESIDENTE. Perché si sa che Cosa nostra riesce ad avere favori. Questo è il meccanismo.
ANTONINO CALDERONE. Sì.
PRESIDENTE. Un commissario vorrebbe sapere che ruolo ha avuto Bontade nell’attività politica di Lima.
ANTONINO CALDERONE. Non glielo so dire. Non lo so.
PRESIDENTE. Ho qui un elenco dei nomi di esponenti politici che lei ha citato nei vari interrogatori. Uno è Calogero Volpe.
ANTONINO CALDERONE. Uomo d’onore della provincia di Caltanissetta.
PRESIDENTE. Un altro è l’onorevole Lupis.
ANTONINO CALDERONE. L’onorevole Lupis non era uomo d’onore ma era molto vicino a noialtri, che lo votavamo sempre. Con “noialtri” intendo noi di Catania.
PRESIDENTE. L’onorevole Lima?
ANTONINO CALDERONE. L’onorevole Lima io non l’ho votato mai, non lo so, ma ne ho avuto bisogno.
PRESIDENTE. I cugini Salvo?
ANTONINO CALDERONE. Li conoscevo molto bene. Erano due uomini d’onore. Uno era vicerappresentante, l’altro era capodecina della famiglia di Salemi.
PRESIDENTE. Secondo lei perché è stato ammazzato Ignazio Salvo?
ANTONINO CALDERONE. Non posso fare ipotesi. So solo che sono stati ammazzati Lima, Ignazio Salvo, Falcone, questa gente.
PRESIDENTE. L’onorevole D’Angelo era presidente della regione ed aveva proposto l’istituzione della Commissione antimafia.
ANTONINO CALDERONE. La prima antimafia in Sicilia l’ha chiamata lui.
PRESIDENTE. Per questo è stato considerato come un nemico da Cosa nostra?
ANTONINO CALDERONE. Sì, lo volevano ammazzare, ma il rappresentante provinciale si è rifiutato. Siamo negli anni 1963-1964. La Commissione antimafia cominciò a dare soggiorni a tutti, addirittura si diceva “siamo diventati come i crasti di Pasqua”, perché i crasti (i montoni in dialetto) di Pasqua sono tutti rinchiusi e la gente viene e li compra per ammazzarli. Si diceva che ad uno ad uno, ad uno ad uno, ci stavano mandando tutti al confino.
PRESIDENTE. Ciancimino?
ANTONINO CALDERONE. Non lo conosco.
PRESIDENTE. L’onorevole Concetto Gallo?
ANTONINO CALDERONE. Uomo d’onore della famiglia di Catania, poi messo fuori famiglia.
PRESIDENTE. Perché?
ANTONINO CALDERONE. Perché si era un po’ “ubriacato” anche lui. Quando tutta la Sicilia votava Milazzo, dopo che Milazzo era al governo, un giorno è venuto un genero di Rimi, Nino Buccellato, da non confondere con Nicola Buccellato.
Voleva un favore da Concetto Gallo, che prima gli ha fatto fare un po’ di anticamera e poi disse “Vediamo, non vediamo…”. Sono venuti a lamentarsi da mio zio, che era rappresentante della famiglia di Catania, e l’ha messo fuori famiglia. Ecco quali erano le punizioni se non si facevano i favori agli amici dopo che avevano votato.
PRESIDENTE. A questo punto che succedeva, non si votava più per una persona così?
ANTONINO CALDERONE. Certo, se non prometteva più …
PRESIDENTE. Nei suoi interrogatori ha detto che l’onorevole Milazzo favorì molto i Costanzo. Può spiegare? 
ANTONINO CALDERONE. Sì, l’onorevole Milazzo è stato… 
Nell’impresa dei Costanzo c’era un certo Giovanni Conti di Caltagirone, paesano di Milazzo e molto intimo suo. Questo Giovanni Conti comprava i lavori e faceva tutte le cose con la politica. Oltre allo
stipendio gli davano una percentuale sull’utile dei lavori che riusciva ad ottenere. Aveva il suo ufficio nell’impresa.
Ricordo di essere andato personalmente in via Etnea dove Milazzo – non ricordo bene … – aveva l’ufficio elettorale, mi pare. Era questo Giovanni Conti che dirigeva il tutto e i Costanzo mettevano i soldi. Poi però hanno avuto i lavori e sono diventati … Avevano già un certo nome, ma poi hanno fatto il salto di qualità.
PRESIDENTE. L’onorevole Guttadauro?
ANTONINO CALDERONE. L’onorevole Guttadauro … Sono tre o quattro fratelli – penso che saranno morti – tutti uomini d’onore. Mi pare che l’onorevole Guttadauro era del partito liberale, ma non ricordo. Era deputato a Palermo. 
PRESIDENTE. L’onorevole Laterza?
ANTONINO CALDERONE. Laterza l’ho avuto come avvocato. Ma era un uomo che poteva capire che eravamo… manco mafiosi, perché a quei tempi a Catania nessuno sapeva che c’era la mafia. E’ morto negli anni settanta, povero, senza soldi. Ogni tanto mi telefonava dicendo che aveva bisogno di 50 mila lire.
Mi difendeva gratis ma faceva una vita così: sperperava, era sempre senza soldi.
E’ l’onorevole Laterza di cui ha parlato prima?
ANTONINO CALDERONE. Sissignore.
PRESIDENTE. Insalaco?
ANTONINO CALDERONE. So che Stefano Bontade … Tanino Fiore, un uomo d’onore di Palermo, gli ha fatto la campagna elettorale con Stefano Bontade e dicevano: “Dobbiamo fare la campagna elettorale per il figlio di uno sbirro …”, perché suo padre era maresciallo dei carabinieri o di pubblica sicurezza.
PRESIDENTE. L’onorevole Verzotto?
ANTONINO CALDERONE. Molto vicino a Cosa nostra, però catanese. Era molto vicino a Di Cristina. Noialtri lo abbiamo conosciuto perché l’onorevole Verzotto aveva un segretario di Riesi. Di nome si chiamava Angelino, ma non ricordo il cognome. Era molto intimo di Di Cristina che ce lo ha fatto conoscere. Eravamo molto amici e non si vergognava di andare ad un matrimonio di mafiosi. E’ venuto a fare il testimone di nozze a Di Cristina, ricordo che ero presente. Poi si è impelagato un po’, non so cosa ha combinato, ed è stato latitante tanto tempo.
PRESIDENTE. E’ importante andare ai matrimoni?
ANTONINO CALDERONE. A quei tempi sì, molto. Ricordo quando c’era Verzotto a Riesi: tutti venivano a guardare questo grande … Dà forza all’uomo d’onore, perché se io faccio venire un grande deputato ad un matrimonio o ad un battesimo tutti sanno che poi possono chiedere un favore.
PRESIDENTE. Lei ha parlato anche di Antonio Succi, vicesindaco di Catania.
ANTONINO CALDERONE. Sì, era un DC, mi ha fatto dei favori. Noialtri lo abbiamo portato politicamente. Ma era un uomo buono.
PRESIDENTE. Nel suo libro fa riferimento ad un sottosegretario Evangelisti. Ricorda?
  ANTONINO CALDERONE. Sì, ricordo che mio fratello e Pasquale Costanzo volevano fare un regalo a Carmelo Costanzo facendolo diventare cavaliere del lavoro. Quell’anno c’era un po’ … c’è stata sempre rivalità tra Costanzo e Rendo, ma in quell’anno era particolarmente grande perché Rendo doveva diventare anche lui cavaliere del lavoro. Mi pare che lo ha fatto diventare un uomo politico, ma non so di che partito. Anche lui ha pagato 180 milioni.
PRESIDENTE. Chi ha pagato 180 milioni?
ANTONINO CALDERONE. Mi dicevano che Rendo ha pagato 180 milioni per diventare cavaliere del lavoro. Mio fratello disse che conosceva molto bene l’onorevole Lupis; allora, con Gino Costanzo, parlò con Lupis che disse che era possibile. Lupis a quei tempi aveva un segretario particolare, un nobile che poi non era nobile. Era un barone.
CARLO D’AMATO. Si faceva chiamare barone? 
ANTONINO CALDERONE. No, era stato adottato. Era il barone Felice Ciancio Villardita, che noialtri conoscevamo molto, molto bene. Felice Ciancio fece sapere che occorrevano 80 milioni da dare a Lupis o al partito, non so. Si incominciarono le pratiche. Quando tutto fu quasi pronto, un giorno mi trovavo nell’ufficio dell’impresa Costanzo e De Luca – la mano lunga dei Costanzo, quello che ne sapeva tutti i segreti – disse (c’era anche mio fratello): “Telefoniamo a Felice, vediamo a che punto sono le pratiche”. Telefonarono e dissero a De Luca: “Sai, mi dispiace, ci vogliono altre 30 bottiglie di latte”. “Ma come, eravamo rimasti d’accordo su un certo numero …”. “No, no, ce ne vogliono altre 30 perché si devono dare all’onorevole Evangelisti”. “Ti darò risposta”.
Poi mio fratello e Gino Costanzo si consultarono e decisero di rispondere affermativamente. E così Carmelo Costanzo è stato fatto cavaliere del lavoro. Mio fratello personalmente ha portato 110 milioni a Roma all’onorevole Lupis. Lo ricevette Felice Ciancio che disse: “Eccellenza, c’è Pippo con la borsa” “Sì, sì, prendi la borsa e fallo venire”. Mio fratello è andato lì e l’ha ringraziato.
PRESIDENTE. Mi pare sia emerso che Costanzo era contento di essere stato fatto cavaliere con un ruolo più importante.
ANTONINO CALDERONE. Sì, perché vi è stato sempre questo gareggiare. Costanzo l’hanno fatto cavaliere del lavoro dell’industria, perché è un imprenditore, mentre invece non c’era il numero giusto e hanno dovuto declassare Rendo facendolo cavaliere del lavoro dell’agricoltura. Cose da bambini.
PRESIDENTE. Quali erano le intese ed i rapporti tra i cavalieri del lavoro Graci, Rendo e Costanzo? 
ANTONINO CALDERONE. Loro si dividevano i lavori, ma Rendo faceva sempre la parte del leone in quanto, non so perché, aveva qualcosa in più degli altri; probabilmente era più furbo. Innanzi tutto le riunioni dovevano tenersi a casa sua e tutti dovevano andare a baciargli la mano.
Carmelo si poteva difendere in un solo modo: ogni tanto, a detta di lui e del fratello Pasquale, quando non era d’accordo su qualcosa gettava lì la battuta: “Gli amici di mio fratello non sono molto contenti”. Gli amici eravamo io e mio fratello. Tra l’altro, egli raccontava che si davano anche schiaffi. Noi mettevamo bombe nei cantieri.
PRESIDENTE. In quelli di Rendo?
ANTONINO CALDERONE. Sì, per farlo “abbassare”. Poi dicono che il mafioso sono io!
PRESIDENTE. Come riusciva Rendo a far venire Costanzo, che pure contava sul vostro appoggio, a casa sua?
ANTONINO CALDERONE. Secondo me, egli era molto più addentrato nella politica, in quanto non riceveva appoggi dalla mafia.
PRESIDENTE. Non era sostenuto dalla mafia?
ANTONINO CALDERONE. No.
PRESIDENTE. Secondo la sua opinione, invece, era sostenuto a livello politico?
ANTONINO CALDERONE. Questa è la mia opinione.
PRESIDENTE. Può parlare delle intese che vi furono in quel momento tra Graci, Rendo e Costanzo per esempio su come dividersi gli appalti?
ANTONINO CALDERONE. Quando si sono aggiudicati i lavori relativi alle dighe ed agli aeroporti, hanno costituito un consorzio. Ne hanno anzi costituiti molti; per un loro consorzio ho lavorato anch’io. Per dare un nome al consorzio si servivano dei loro stessi nomi storpiati.
Dopo essersi aggiudicati i lavori relativi alle dighe e agli aeroporti, dovevano costituire un ufficio in cui far confluire uomini di Rendo, Costanzo e così via. Poi non si sono messi d’accordo, perché dopo aver unito le loro forze qualcuno avrebbe dovuto comandare. Rendo voleva essere lui a comandare, ma gli altri non erano d’accordo. Allora hanno dovuto dividersi le dighe e gli aeroporti prevedendo conguagli in denaro per chi aveva una parte minore del lavoro.
A questo punto si è scatenato l’inferno. Vi sono stati mesi e mesi per potersi accordare e per farlo hanno chiamato gente da fuori. Uno era un professore universitario (Laspisa), un altro era un commercialista di cui non ricordo il nome e poi vi era un uomo politico.

PRESIDENTE. Non ricorda il nome di quest’ultimo?

ANTONINO CALDERONE. No.
PRESIDENTE. Era siciliano?
ANTONINO CALDERONE. Sì.
PRESIDENTE. Era di Catania o di Palermo?
ANTONINO CALDERONE. Non lo so.
PRESIDENTE. Secondo quanto lei sa, come facevano Graci, Rendo e Costanzo ad avere tutti questi appalti?
ANTONINO CALDERONE. Si mettevano d’accordo tra loro e con gli imprenditori del nord. Questi ultimi, quando venivano in Sicilia, aggiungevano alle spese il 10-15 per cento alla voce mafia, perché avevano paura che gli venissero fatti saltare i cantieri. Conseguentemente, non potevano competere con le imprese siciliane.
PRESIDENTE. Dovevano sostenere costi più alti?
ANTONINO CALDERONE. Certo, è logico. Infatti, nel momento in cui si inserisce nella busta l’offerta per un determinato lavoro, vi si includono tutte le spese, tra cui un onere aggiuntivo per i danni provocati dalla mafia o per quello che si deve pagare.
Loro invece andavano bene perché pagavano pochissimo.
PRESIDENTE. Loro chi?
ANTONINO CALDERONE. I Costanzo e i Graci.
PRESIDENTE. Anche Rendo pagava?
ANTONINO CALDERONE. No. Egli aveva delle buone assicurazioni e pagavano loro.
PRESIDENTE. Invece per quanto riguarda Graci e Costanzo?
ANTONINO CALDERONE. Graci pagava Madonia e negli ultimi tempi Madonia figlio e Nitto Santapaola. Costanzo, invece, pagava a noi che pagavamo poi la “guardiania” e facevamo prendere lavori a cottimo a uomini d’onore del paese. Questi erano i rapporti.
PRESIDENTE. Costanzo pagava anche Santapaola?
ANTONINO CALDERONE. Sì. A mio fratello dava un milione al mese. Dopo la morte di mio fratello, pagò a Nitto Santapaola 15 milioni. In quel momento quest’ultimo era vicino, ma non tanto, ad Alfio Ferlito, il quale disse: “Che me ne faccio di 15 milioni? Non sono nulla”. Decise allora di darli ai carcerati acquistando per loro panettone e champagne per Natale. Così nel carcere di Catania hanno brindato alla salute di Costanzo.
PRESIDENTE. Successivamente Costanzo ha pagato di più oppure è cambiato il rapporto?
ANTONINO CALDERONE. Non lo so.
PRESIDENTE. L’imprenditore Finocchiaro ha mai avuto niente a che fare con gli altri tre?ANTONINO CALDERONE. No. Finocchiaro aveva, come persone che lo guardavano, un gruppo catanese molto forte che non faceva parte della mafia. Si trattava del gruppo dei Cursoti di cui era capo un certo Manfredi. Non le so dire altro, perché Finocchiaro è emerso negli ultimi anni.
PRESIDENTE. Santapaola proteggeva altri imprenditori a Catania oltre a Costanzo?
ANTONINO CALDERONE. Apertamente no. Tuttavia, se andava da lui qualche imprenditore o qualche proprietario di negozi a lamentare di aver ricevuto estorsioni, egli li proteggeva.
Rispondeva lui al telefono e diceva: “Sono Nitto…”!!!

Catania… un po' di quella storia poco raccontata e forse volutamente dimenticata!!!

Mi permetto con questo post, di riprendere il verbale di un processo svolto a Catania, nel quale ad essere sentito, era uno degli esponenti mafiosi più importanti allora della nostra città etnea che ci fa comprendere come in quest’isola, politica, mafia e imprenditoria fossero da sempre legati:

PRESIDENTE. Nel libro pubblicato da Arlacchi lei afferma che Pippo, suo fratello, dava il 5-10 per cento dell’importo degli appalti agli assessori regionali che li decidevano.
Ricorda questa cosa?
ANTONINO CALDERONE. Sì. Mio fratello nel 1963-1964 è fallito. Era una grossa impresa, che aveva qualcosa come 5 miliardi di lavori: nel 1964 erano belle cifre. Aveva preso questi lavori comprandoli a Palermo. Molti glieli ha venduti l’onorevole Laterza del movimento sociale italiano. Però gli diceva: “Pippo, se vado al governo non ti venderò nemmeno un bicchiere, però ricatto i miei colleghi che so che si vendono i lavori”. Ma non erano del MSI, erano di altri partiti.
Pagava il 5 o il 10 per cento. Addirittura, poiché per i primi lavori non aveva i soldi, faceva una pratica – non so come era – per cui gli davano soldi ancor prima che cominciasse i lavori. Metteva degli assegni firmati in una busta e li dava ad un uomo in cui avevano fiducia, dopo che aveva avuto questi soldi. Se li prendevano ancora prima che cominciassero i lavori. Li pagava!!!
PRESIDENTE. Tra i mezzi di persuasione con i quali Cosa nostra convince o cerca di convincere i cittadini a votare per i propri candidati vi sono soltanto quelli che ha detto, cioè un invito rivolto da una persona autorevole, o vi è anche la paura?
ANTONINO CALDERONE. No, non è la paura, non lo fa con l’imposizione, perché sa che ci vanno automaticamente. 
Domandano per chi si deve votare perché poi possono dire agli uomini d’onore: “Senti, ho votato per il tale candidato, ora ho bisogno di questo”. E’ una cosa normale.
PRESIDENTE. Perché si sa che Cosa nostra riesce ad avere favori. Questo è il meccanismo.
ANTONINO CALDERONE. Sì.
PRESIDENTE. Un commissario vorrebbe sapere che ruolo ha avuto Bontade nell’attività politica di Lima.
ANTONINO CALDERONE. Non glielo so dire. Non lo so.
PRESIDENTE. Ho qui un elenco dei nomi di esponenti politici che lei ha citato nei vari interrogatori. Uno è Calogero Volpe.
ANTONINO CALDERONE. Uomo d’onore della provincia di Caltanissetta.
PRESIDENTE. Un altro è l’onorevole Lupis.
ANTONINO CALDERONE. L’onorevole Lupis non era uomo d’onore ma era molto vicino a noialtri, che lo votavamo sempre. Con “noialtri” intendo noi di Catania.
PRESIDENTE. L’onorevole Lima?
ANTONINO CALDERONE. L’onorevole Lima io non l’ho votato mai, non lo so, ma ne ho avuto bisogno.
PRESIDENTE. I cugini Salvo?
ANTONINO CALDERONE. Li conoscevo molto bene. Erano due uomini d’onore. Uno era vicerappresentante, l’altro era capodecina della famiglia di Salemi.
PRESIDENTE. Secondo lei perché è stato ammazzato Ignazio Salvo?
ANTONINO CALDERONE. Non posso fare ipotesi. So solo che sono stati ammazzati Lima, Ignazio Salvo, Falcone, questa gente.
PRESIDENTE. L’onorevole D’Angelo era presidente della regione ed aveva proposto l’istituzione della Commissione antimafia.
ANTONINO CALDERONE. La prima antimafia in Sicilia l’ha chiamata lui.
PRESIDENTE. Per questo è stato considerato come un nemico da Cosa nostra?
ANTONINO CALDERONE. Sì, lo volevano ammazzare, ma il rappresentante provinciale si è rifiutato. Siamo negli anni 1963-1964. La Commissione antimafia cominciò a dare soggiorni a tutti, addirittura si diceva “siamo diventati come i crasti di Pasqua”, perché i crasti (i montoni in dialetto) di Pasqua sono tutti rinchiusi e la gente viene e li compra per ammazzarli. Si diceva che ad uno ad uno, ad uno ad uno, ci stavano mandando tutti al confino.
PRESIDENTE. Ciancimino?
ANTONINO CALDERONE. Non lo conosco.
PRESIDENTE. L’onorevole Concetto Gallo?
ANTONINO CALDERONE. Uomo d’onore della famiglia di Catania, poi messo fuori famiglia.
PRESIDENTE. Perché?
ANTONINO CALDERONE. Perché si era un po’ “ubriacato” anche lui. Quando tutta la Sicilia votava Milazzo, dopo che Milazzo era al governo, un giorno è venuto un genero di Rimi, Nino Buccellato, da non confondere con Nicola Buccellato.
Voleva un favore da Concetto Gallo, che prima gli ha fatto fare un po’ di anticamera e poi disse “Vediamo, non vediamo…”. Sono venuti a lamentarsi da mio zio, che era rappresentante della famiglia di Catania, e l’ha messo fuori famiglia. Ecco quali erano le punizioni se non si facevano i favori agli amici dopo che avevano votato.
PRESIDENTE. A questo punto che succedeva, non si votava più per una persona così?
ANTONINO CALDERONE. Certo, se non prometteva più …
PRESIDENTE. Nei suoi interrogatori ha detto che l’onorevole Milazzo favorì molto i Costanzo. Può spiegare? 
ANTONINO CALDERONE. Sì, l’onorevole Milazzo è stato… 
Nell’impresa dei Costanzo c’era un certo Giovanni Conti di Caltagirone, paesano di Milazzo e molto intimo suo. Questo Giovanni Conti comprava i lavori e faceva tutte le cose con la politica. Oltre allo
stipendio gli davano una percentuale sull’utile dei lavori che riusciva ad ottenere. Aveva il suo ufficio nell’impresa.
Ricordo di essere andato personalmente in via Etnea dove Milazzo – non ricordo bene … – aveva l’ufficio elettorale, mi pare. Era questo Giovanni Conti che dirigeva il tutto e i Costanzo mettevano i soldi. Poi però hanno avuto i lavori e sono diventati … Avevano già un certo nome, ma poi hanno fatto il salto di qualità.
PRESIDENTE. L’onorevole Guttadauro?
ANTONINO CALDERONE. L’onorevole Guttadauro … Sono tre o quattro fratelli – penso che saranno morti – tutti uomini d’onore. Mi pare che l’onorevole Guttadauro era del partito liberale, ma non ricordo. Era deputato a Palermo. 
PRESIDENTE. L’onorevole Laterza?
ANTONINO CALDERONE. Laterza l’ho avuto come avvocato. Ma era un uomo che poteva capire che eravamo… manco mafiosi, perché a quei tempi a Catania nessuno sapeva che c’era la mafia. E’ morto negli anni settanta, povero, senza soldi. Ogni tanto mi telefonava dicendo che aveva bisogno di 50 mila lire.
Mi difendeva gratis ma faceva una vita così: sperperava, era sempre senza soldi.
E’ l’onorevole Laterza di cui ha parlato prima?
ANTONINO CALDERONE. Sissignore.
PRESIDENTE. Insalaco?
ANTONINO CALDERONE. So che Stefano Bontade … Tanino Fiore, un uomo d’onore di Palermo, gli ha fatto la campagna elettorale con Stefano Bontade e dicevano: “Dobbiamo fare la campagna elettorale per il figlio di uno sbirro …”, perché suo padre era maresciallo dei carabinieri o di pubblica sicurezza.
PRESIDENTE. L’onorevole Verzotto?
ANTONINO CALDERONE. Molto vicino a Cosa nostra, però catanese. Era molto vicino a Di Cristina. Noialtri lo abbiamo conosciuto perché l’onorevole Verzotto aveva un segretario di Riesi. Di nome si chiamava Angelino, ma non ricordo il cognome. Era molto intimo di Di Cristina che ce lo ha fatto conoscere. Eravamo molto amici e non si vergognava di andare ad un matrimonio di mafiosi. E’ venuto a fare il testimone di nozze a Di Cristina, ricordo che ero presente. Poi si è impelagato un po’, non so cosa ha combinato, ed è stato latitante tanto tempo.
PRESIDENTE. E’ importante andare ai matrimoni?
ANTONINO CALDERONE. A quei tempi sì, molto. Ricordo quando c’era Verzotto a Riesi: tutti venivano a guardare questo grande … Dà forza all’uomo d’onore, perché se io faccio venire un grande deputato ad un matrimonio o ad un battesimo tutti sanno che poi possono chiedere un favore.
PRESIDENTE. Lei ha parlato anche di Antonio Succi, vicesindaco di Catania.
ANTONINO CALDERONE. Sì, era un DC, mi ha fatto dei favori. Noialtri lo abbiamo portato politicamente. Ma era un uomo buono.
PRESIDENTE. Nel suo libro fa riferimento ad un sottosegretario Evangelisti. Ricorda?
  ANTONINO CALDERONE. Sì, ricordo che mio fratello e Pasquale Costanzo volevano fare un regalo a Carmelo Costanzo facendolo diventare cavaliere del lavoro. Quell’anno c’era un po’ … c’è stata sempre rivalità tra Costanzo e Rendo, ma in quell’anno era particolarmente grande perché Rendo doveva diventare anche lui cavaliere del lavoro. Mi pare che lo ha fatto diventare un uomo politico, ma non so di che partito. Anche lui ha pagato 180 milioni.
PRESIDENTE. Chi ha pagato 180 milioni?
ANTONINO CALDERONE. Mi dicevano che Rendo ha pagato 180 milioni per diventare cavaliere del lavoro. Mio fratello disse che conosceva molto bene l’onorevole Lupis; allora, con Gino Costanzo, parlò con Lupis che disse che era possibile. Lupis a quei tempi aveva un segretario particolare, un nobile che poi non era nobile. Era un barone.
CARLO D’AMATO. Si faceva chiamare barone? 
ANTONINO CALDERONE. No, era stato adottato. Era il barone Felice Ciancio Villardita, che noialtri conoscevamo molto, molto bene. Felice Ciancio fece sapere che occorrevano 80 milioni da dare a Lupis o al partito, non so. Si incominciarono le pratiche. Quando tutto fu quasi pronto, un giorno mi trovavo nell’ufficio dell’impresa Costanzo e De Luca – la mano lunga dei Costanzo, quello che ne sapeva tutti i segreti – disse (c’era anche mio fratello): “Telefoniamo a Felice, vediamo a che punto sono le pratiche”. Telefonarono e dissero a De Luca: “Sai, mi dispiace, ci vogliono altre 30 bottiglie di latte”. “Ma come, eravamo rimasti d’accordo su un certo numero …”. “No, no, ce ne vogliono altre 30 perché si devono dare all’onorevole Evangelisti”. “Ti darò risposta”.
Poi mio fratello e Gino Costanzo si consultarono e decisero di rispondere affermativamente. E così Carmelo Costanzo è stato fatto cavaliere del lavoro. Mio fratello personalmente ha portato 110 milioni a Roma all’onorevole Lupis. Lo ricevette Felice Ciancio che disse: “Eccellenza, c’è Pippo con la borsa” “Sì, sì, prendi la borsa e fallo venire”. Mio fratello è andato lì e l’ha ringraziato.
PRESIDENTE. Mi pare sia emerso che Costanzo era contento di essere stato fatto cavaliere con un ruolo più importante.
ANTONINO CALDERONE. Sì, perché vi è stato sempre questo gareggiare. Costanzo l’hanno fatto cavaliere del lavoro dell’industria, perché è un imprenditore, mentre invece non c’era il numero giusto e hanno dovuto declassare Rendo facendolo cavaliere del lavoro dell’agricoltura. Cose da bambini.
PRESIDENTE. Quali erano le intese ed i rapporti tra i cavalieri del lavoro Graci, Rendo e Costanzo? 
ANTONINO CALDERONE. Loro si dividevano i lavori, ma Rendo faceva sempre la parte del leone in quanto, non so perché, aveva qualcosa in più degli altri; probabilmente era più furbo. Innanzi tutto le riunioni dovevano tenersi a casa sua e tutti dovevano andare a baciargli la mano.
Carmelo si poteva difendere in un solo modo: ogni tanto, a detta di lui e del fratello Pasquale, quando non era d’accordo su qualcosa gettava lì la battuta: “Gli amici di mio fratello non sono molto contenti”. Gli amici eravamo io e mio fratello. Tra l’altro, egli raccontava che si davano anche schiaffi. Noi mettevamo bombe nei cantieri.
PRESIDENTE. In quelli di Rendo?
ANTONINO CALDERONE. Sì, per farlo “abbassare”. Poi dicono che il mafioso sono io!
PRESIDENTE. Come riusciva Rendo a far venire Costanzo, che pure contava sul vostro appoggio, a casa sua?
ANTONINO CALDERONE. Secondo me, egli era molto più addentrato nella politica, in quanto non riceveva appoggi dalla mafia.
PRESIDENTE. Non era sostenuto dalla mafia?
ANTONINO CALDERONE. No.
PRESIDENTE. Secondo la sua opinione, invece, era sostenuto a livello politico?
ANTONINO CALDERONE. Questa è la mia opinione.
PRESIDENTE. Può parlare delle intese che vi furono in quel momento tra Graci, Rendo e Costanzo per esempio su come dividersi gli appalti?
ANTONINO CALDERONE. Quando si sono aggiudicati i lavori relativi alle dighe ed agli aeroporti, hanno costituito un consorzio. Ne hanno anzi costituiti molti; per un loro consorzio ho lavorato anch’io. Per dare un nome al consorzio si servivano dei loro stessi nomi storpiati.
Dopo essersi aggiudicati i lavori relativi alle dighe e agli aeroporti, dovevano costituire un ufficio in cui far confluire uomini di Rendo, Costanzo e così via. Poi non si sono messi d’accordo, perché dopo aver unito le loro forze qualcuno avrebbe dovuto comandare. Rendo voleva essere lui a comandare, ma gli altri non erano d’accordo. Allora hanno dovuto dividersi le dighe e gli aeroporti prevedendo conguagli in denaro per chi aveva una parte minore del lavoro.
A questo punto si è scatenato l’inferno. Vi sono stati mesi e mesi per potersi accordare e per farlo hanno chiamato gente da fuori. Uno era un professore universitario (Laspisa), un altro era un commercialista di cui non ricordo il nome e poi vi era un uomo politico.

PRESIDENTE. Non ricorda il nome di quest’ultimo?

ANTONINO CALDERONE. No.
PRESIDENTE. Era siciliano?
ANTONINO CALDERONE. Sì.
PRESIDENTE. Era di Catania o di Palermo?
ANTONINO CALDERONE. Non lo so.
PRESIDENTE. Secondo quanto lei sa, come facevano Graci, Rendo e Costanzo ad avere tutti questi appalti?
ANTONINO CALDERONE. Si mettevano d’accordo tra loro e con gli imprenditori del nord. Questi ultimi, quando venivano in Sicilia, aggiungevano alle spese il 10-15 per cento alla voce mafia, perché avevano paura che gli venissero fatti saltare i cantieri. Conseguentemente, non potevano competere con le imprese siciliane.
PRESIDENTE. Dovevano sostenere costi più alti?
ANTONINO CALDERONE. Certo, è logico. Infatti, nel momento in cui si inserisce nella busta l’offerta per un determinato lavoro, vi si includono tutte le spese, tra cui un onere aggiuntivo per i danni provocati dalla mafia o per quello che si deve pagare.
Loro invece andavano bene perché pagavano pochissimo.
PRESIDENTE. Loro chi?
ANTONINO CALDERONE. I Costanzo e i Graci.
PRESIDENTE. Anche Rendo pagava?
ANTONINO CALDERONE. No. Egli aveva delle buone assicurazioni e pagavano loro.
PRESIDENTE. Invece per quanto riguarda Graci e Costanzo?
ANTONINO CALDERONE. Graci pagava Madonia e negli ultimi tempi Madonia figlio e Nitto Santapaola. Costanzo, invece, pagava a noi che pagavamo poi la “guardiania” e facevamo prendere lavori a cottimo a uomini d’onore del paese. Questi erano i rapporti.
PRESIDENTE. Costanzo pagava anche Santapaola?
ANTONINO CALDERONE. Sì. A mio fratello dava un milione al mese. Dopo la morte di mio fratello, pagò a Nitto Santapaola 15 milioni. In quel momento quest’ultimo era vicino, ma non tanto, ad Alfio Ferlito, il quale disse: “Che me ne faccio di 15 milioni? Non sono nulla”. Decise allora di darli ai carcerati acquistando per loro panettone e champagne per Natale. Così nel carcere di Catania hanno brindato alla salute di Costanzo.
PRESIDENTE. Successivamente Costanzo ha pagato di più oppure è cambiato il rapporto?
ANTONINO CALDERONE. Non lo so.
PRESIDENTE. L’imprenditore Finocchiaro ha mai avuto niente a che fare con gli altri tre?ANTONINO CALDERONE. No. Finocchiaro aveva, come persone che lo guardavano, un gruppo catanese molto forte che non faceva parte della mafia. Si trattava del gruppo dei Cursoti di cui era capo un certo Manfredi. Non le so dire altro, perché Finocchiaro è emerso negli ultimi anni.
PRESIDENTE. Santapaola proteggeva altri imprenditori a Catania oltre a Costanzo?
ANTONINO CALDERONE. Apertamente no. Tuttavia, se andava da lui qualche imprenditore o qualche proprietario di negozi a lamentare di aver ricevuto estorsioni, egli li proteggeva.
Rispondeva lui al telefono e diceva: “Sono Nitto…”!!!

A Catania si torna a sparare…

Dopo alcuni giorni di silenzio dovuto ad un problema tecnico con il mio account, finalmente posso pubblicare nuovamente quanto avevo scritto in questi giorni… 
Riparto quindi con questo ultimo post che fa riferimento ad un fenomeno di recrudescenza, che come avevo a suo tempo anticipato, ha colpito nuovamente in queste ore la mia città di Catania.
Già… è dire che l’avevo in un qualche modo scritto:
Nuovi scenari si stanno prospettando… 
Già… Si sono rotti quegli equilibri che garantivano la pax tra i vari affiliati… e che facevano sì che ciascuno governasse in quelle proprie aree di appartenenza, senza mai intaccare quelle degli altri…
Ma ora, con gli arresti eccellenti di quei boss, con il blocco giudiziario degli imperi finanziari dei soggetti “prestanome” legati ad essi, con i familiari ed i parenti blindati da procedure amministrative e da indagini penali, ecco che ora, nuovi referenti di quella stessa criminalità (e/o opposta) tenta di prendere il potere di quelle aree rimaste “libere” o quantomeno non più sotto il controllo di quei vecchi… certamente passati referenti!!!

Gli interessi economici d’altronde sono troppo alti e i giovani emergenti legati alla nuova criminalità organizzata rimasti finora sempre un passo indietro, adesso vogliono ciò che gli compete e passano all’attacco, senza più sottomissioni, imponendo con forza il controllo del territorio ed evidenziando a quanti ancora non vogliono comprendere, che ormai i tempi sono mutati!!!

Per altro, la sensazione che ciascuno di noi ha, leggendo quotidianamente gli avvenimenti riportati, è quella che si stia cercando in tutti i modi, di giungere ad una mediazione e che qualcuno – che ancora gode del “rispetto” di quei gruppi – stia provando una intermediazione tra le parti, cercando d’ottenere una tregua, che eviti di fatto, uno scontro tra famiglie…
Non va dimenticato inoltre come, questa possibile conciliazione, non tiene conto di tutti coloro che sono stati finora esclusi… e che potrebbero di fatto reagire, provocando azioni violente che darebbero vita a sicure azioni cruente…
Ormai sembra certo che siano in molti a mettere in discussione le disposizioni giunte dall’alto, in particolare tra essi vi è chi sta iniziando a dubitare o ancor meglio a non mettere in pratica quegli ordini (provenienti probabilmente direttamente dai penitenziari), in quanto non sempre rappresentano in maniera equa le richieste di ciascuno… 
Ed allora… vedrete è solo questione di tempo, ma sono certo che si riprenderà a sparare!!!

A Catania si torna a sparare…

Dopo alcuni giorni di silenzio dovuto ad un problema tecnico con il mio account, finalmente posso pubblicare nuovamente quanto avevo scritto in questi giorni… 
Riparto quindi con questo ultimo post che fa riferimento ad un fenomeno di recrudescenza, che come avevo a suo tempo anticipato, ha colpito nuovamente in queste ore la mia città di Catania.
Già… è dire che l’avevo in un qualche modo scritto:
Nuovi scenari si stanno prospettando… 
Già… Si sono rotti quegli equilibri che garantivano la pax tra i vari affiliati… e che facevano sì che ciascuno governasse in quelle proprie aree di appartenenza, senza mai intaccare quelle degli altri…
Ma ora, con gli arresti eccellenti di quei boss, con il blocco giudiziario degli imperi finanziari dei soggetti “prestanome” legati ad essi, con i familiari ed i parenti blindati da procedure amministrative e da indagini penali, ecco che ora, nuovi referenti di quella stessa criminalità (e/o opposta) tenta di prendere il potere di quelle aree rimaste “libere” o quantomeno non più sotto il controllo di quei vecchi… certamente passati referenti!!!

Gli interessi economici d’altronde sono troppo alti e i giovani emergenti legati alla nuova criminalità organizzata rimasti finora sempre un passo indietro, adesso vogliono ciò che gli compete e passano all’attacco, senza più sottomissioni, imponendo con forza il controllo del territorio ed evidenziando a quanti ancora non vogliono comprendere, che ormai i tempi sono mutati!!!

Per altro, la sensazione che ciascuno di noi ha, leggendo quotidianamente gli avvenimenti riportati, è quella che si stia cercando in tutti i modi, di giungere ad una mediazione e che qualcuno – che ancora gode del “rispetto” di quei gruppi – stia provando una intermediazione tra le parti, cercando d’ottenere una tregua, che eviti di fatto, uno scontro tra famiglie…
Non va dimenticato inoltre come, questa possibile conciliazione, non tiene conto di tutti coloro che sono stati finora esclusi… e che potrebbero di fatto reagire, provocando azioni violente che darebbero vita a sicure azioni cruente…
Ormai sembra certo che siano in molti a mettere in discussione le disposizioni giunte dall’alto, in particolare tra essi vi è chi sta iniziando a dubitare o ancor meglio a non mettere in pratica quegli ordini (provenienti probabilmente direttamente dai penitenziari), in quanto non sempre rappresentano in maniera equa le richieste di ciascuno… 
Ed allora… vedrete è solo questione di tempo, ma sono certo che si riprenderà a sparare!!!

La violenza si sa… genera altra violenza!!!

Ho letto in questi giorni un articolo sul web che affrontava – anche se in un altro tipo di contesto – la frase in oggetto… 
Infatti… il reale problema sta nel tentare di evitarla quella violenza, anche se esistono casi in cui soltanto attraverso essa si possono ristabilire quelle condizioni di libertà e democrazia su cui si basa lo stato di diritto!!!
Sappiamo bene come il fondamento di una vera democrazia consiste nella partecipazione di tutti alla vita sociale e se la parola “democrazia” significa “governo del popolo”, ciò vuol dire che tutti noi dobbiamo sentirci coinvolti in ciò che lo Stato fa o per meglio dire quei suoi referenti decidono, e quando questi sbagliano – per come solitamente assistiamo, a causa di gravi reati – ecco che il cittadino deve sapersi riprendere – quantomeno dovrebbe farlo – quel potere a suo tempo concesso… 
Quanto sopra è ciò che sta accadendo in taluni Stati proprio in questi giorni; basti vedere ad esempio come la popolazione sia scesa ed abbia fatto dimettere l’intero governo Libanese oppure come in Bielorussia a seguito delle elezioni Presidenziali (secondo l’opposizione manipolate dal Presidente in carica…) siano scese – ed ancora sono lì presenti –  migliaia e migliaia di cittadini per protestare!!!
Sì… da noi questa situazioni vengono vissute in maniera più “soft”, in quanto penso che la maggior parte dei cittadini vede lo “Stato” come fosse un’entità distante, ma anche perché molti cittadini compiono quotidianamente quelle stesse azioni fraudolente e corrotte di quei loro politici e quindi preferiscono avere un Stato permissivo e soprattutto dei referenti poco attenti a ciò che è la nostra giustizia, che come abbiamo visto negli anni, anch’essa ahimè dimostratasi altrettanto fallace…  
Ma forse ciò che incide maggiormente nei miei connazionali è vedere come tra essi prevalga quel disinteresse generale, quell’abitudine ad essere distanti, a subire quotidianamente quanto avviene anche nel loro territorio in maniera indifferente e quindi, invece di assistere ad una partecipazione generale, ad una presa di posizione per quanto accade intorno a loro, ecco ovunque assistere ad un totale disimpegno!!!
Certo a parole sono tutti bravi, chi tra l’altro non afferma di volere una società più onesta e giusta e sono in molti tra essi a proporre l’uso della violenza per modificare questo stato di fatto, alcuni parlano anche di “rivoluzione”, pur sapendo che nel nostro Paese non si è mai manifestata una particolare circostanza – quelli sono di nazionalità diversa… francese, russa o cinese – noi siamo Italiani e da noi certi cambiamenti non sono ammessi in maniera così radicale, anche perché le volte in cui storicamente come pecore ci siamo accodati, ne abbiamo pagato le conseguenze, con milioni di vittime!!!
Il rischio infatti è che l’insicurezza e la paura generano come sappiamo “terrore” e dietro di esso c’è sempre qualcuno in agguato che vuole trasformarsi in “Salvatore della Patria”… per dar il via a quello stato totalitario in cui pochi decidono su tutti (qualcuno ora obietterà: ma è ciò che sta accadendo ancora oggi… si ma almeno abbiamo quella parvenza di essere in una democrazia…), un potere assoluto che determina ciò che è giusto da ciò che non lo è… senza che nessuno possa criticare… perché chi critica viene di fatto eliminato in quanto, in quel tipo di stato, non esiste alcuna giustizia!!!
Sì è vero… la violenza genera altra violenza e in genere questa nuova violenza genera sempre una violenza ancor più grave!!!
Ed è in questo che le istituzionali democratiche devono fare la propri parte… non a parole, ma con i fatti, attraverso giuste leggi e soprattutto una giustizia equa e giusta, dando soluzione ai problemi urgenti del paese, con particolare attenzione a quella corretta distribuzione tra chi possiede molto e chi non possiede nulla, e risolvendo in maniera urgente le piaghe che da sempre caratterizzano questo nostro Paese, quali l’occupazione, la sanità, l’ignoranza, la povertà, il contrasto al crimine organizzato, la sicurezza per la difesa e l’incolumità di ogni singolo cittadino, una politica razionale e quindi responsabile!!!
Ritengo sia giunto il tempo di cambiare questa nostra condizione; il rischio peraltro è dover scoprire improvvisamente che ciò che sta accadendo in queste ore in altri Stati, possa avvenire – senza alcuna particolare preavviso – anche da noi!!! 

La violenza si sa… genera altra violenza!!!

Ho letto in questi giorni un articolo sul web che affrontava – anche se in un altro tipo di contesto – la frase in oggetto… 
Infatti… il reale problema sta nel tentare di evitarla quella violenza, anche se esistono casi in cui soltanto attraverso essa si possono ristabilire quelle condizioni di libertà e democrazia su cui si basa lo stato di diritto!!!
Sappiamo bene come il fondamento di una vera democrazia consiste nella partecipazione di tutti alla vita sociale e se la parola “democrazia” significa “governo del popolo”, ciò vuol dire che tutti noi dobbiamo sentirci coinvolti in ciò che lo Stato fa o per meglio dire quei suoi referenti decidono, e quando questi sbagliano – per come solitamente assistiamo, a causa di gravi reati – ecco che il cittadino deve sapersi riprendere – quantomeno dovrebbe farlo – quel potere a suo tempo concesso… 
Quanto sopra è ciò che sta accadendo in taluni Stati proprio in questi giorni; basti vedere ad esempio come la popolazione sia scesa ed abbia fatto dimettere l’intero governo Libanese oppure come in Bielorussia a seguito delle elezioni Presidenziali (secondo l’opposizione manipolate dal Presidente in carica…) siano scese – ed ancora sono lì presenti –  migliaia e migliaia di cittadini per protestare!!!
Sì… da noi questa situazioni vengono vissute in maniera più “soft”, in quanto penso che la maggior parte dei cittadini vede lo “Stato” come fosse un’entità distante, ma anche perché molti cittadini compiono quotidianamente quelle stesse azioni fraudolente e corrotte di quei loro politici e quindi preferiscono avere un Stato permissivo e soprattutto dei referenti poco attenti a ciò che è la nostra giustizia, che come abbiamo visto negli anni, anch’essa ahimè dimostratasi altrettanto fallace…  
Ma forse ciò che incide maggiormente nei miei connazionali è vedere come tra essi prevalga quel disinteresse generale, quell’abitudine ad essere distanti, a subire quotidianamente quanto avviene anche nel loro territorio in maniera indifferente e quindi, invece di assistere ad una partecipazione generale, ad una presa di posizione per quanto accade intorno a loro, ecco ovunque assistere ad un totale disimpegno!!!
Certo a parole sono tutti bravi, chi tra l’altro non afferma di volere una società più onesta e giusta e sono in molti tra essi a proporre l’uso della violenza per modificare questo stato di fatto, alcuni parlano anche di “rivoluzione”, pur sapendo che nel nostro Paese non si è mai manifestata una particolare circostanza – quelli sono di nazionalità diversa… francese, russa o cinese – noi siamo Italiani e da noi certi cambiamenti non sono ammessi in maniera così radicale, anche perché le volte in cui storicamente come pecore ci siamo accodati, ne abbiamo pagato le conseguenze, con milioni di vittime!!!
Il rischio infatti è che l’insicurezza e la paura generano come sappiamo “terrore” e dietro di esso c’è sempre qualcuno in agguato che vuole trasformarsi in “Salvatore della Patria”… per dar il via a quello stato totalitario in cui pochi decidono su tutti (qualcuno ora obietterà: ma è ciò che sta accadendo ancora oggi… si ma almeno abbiamo quella parvenza di essere in una democrazia…), un potere assoluto che determina ciò che è giusto da ciò che non lo è… senza che nessuno possa criticare… perché chi critica viene di fatto eliminato in quanto, in quel tipo di stato, non esiste alcuna giustizia!!!
Sì è vero… la violenza genera altra violenza e in genere questa nuova violenza genera sempre una violenza ancor più grave!!!
Ed è in questo che le istituzionali democratiche devono fare la propri parte… non a parole, ma con i fatti, attraverso giuste leggi e soprattutto una giustizia equa e giusta, dando soluzione ai problemi urgenti del paese, con particolare attenzione a quella corretta distribuzione tra chi possiede molto e chi non possiede nulla, e risolvendo in maniera urgente le piaghe che da sempre caratterizzano questo nostro Paese, quali l’occupazione, la sanità, l’ignoranza, la povertà, il contrasto al crimine organizzato, la sicurezza per la difesa e l’incolumità di ogni singolo cittadino, una politica razionale e quindi responsabile!!!
Ritengo sia giunto il tempo di cambiare questa nostra condizione; il rischio peraltro è dover scoprire improvvisamente che ciò che sta accadendo in queste ore in altri Stati, possa avvenire – senza alcuna particolare preavviso – anche da noi!!! 

Le condizioni di questa nostra terra sono e restano sempre le stesse!!!

Non so voi… ma io sono almeno quarant’anni (ne ho 53…) che sento parlare di creare le condizioni affinché quella catena senza radici che provoca dolore, possa essere finalmente sradicata….
Ma osservando quanto accaduto in questi quarant’anni su quest’isola, mi sono convinco che a nessuno sia mai interessato far qualcosa… sia a quanti da sempre appartengono a quell’organizzazione criminale – i quali avrebbero potuto investire parte dei loro profitti illeciti per creare benessere generale in quelle  aree degradate, quantomeno per i loro figli e quelli dei loro affiliati, che così avrebbero potuto godere di una vita certamente più dignitosa – che per coloro che fanno parte delle istituzioni, che però si son fermati alle sole parole, perché di fatti come si è visto, ve ne stati pochi… anzi pochissimi!!!    
Ovviamente poco si può fare nell’entrare nella mente di chi vuol vivere la propria esistenza in maniera criminale, come d’altronde esistono degli studi che dimostrano che a volte vi è una scelta ponderata nel compiere il male…
Infatti, ci sono stati uomini che pur di restare nella storia hanno compreso che solo compiendo azioni riprovevoli, il loro nome si sarebbe prolungato per sempre, già… oltre la loro vita, mentre viceversa il bene compiuto, sarebbe stato sepolto insieme alle loro ossa!!!

Quindi… non si può di pensare di cambiare la natura umana, d’altronde… “chi nasce tondo non può morir quadrato” e quindi si può soltanto tentare di relegare quei pochi individui a quel particolare contesto, provando viceversa a salvare tutto il resto, sì… quanti più figli, allontanandoli da quella asintomatica violenza che da generazione viene trasmessa come un virus… la stessa infezione che disgraziatamente con il tempo andrà a generare altra violenza…

Ma d’altronde chi dovrebbe interessarsi a risolvere questo grave problema pensa soltanto a reprimerlo, senza mai creare di fatto le condizioni necessarie sociali che permettono quel reale cambiamento… 
Già… ho come l’impressione che lo Stato viva quanto accade intorno ad esso, quasi fosse una “opportunità”!!!
Difatti, è grazie a quella diffusa criminalità che si ha l’occasione o meglio dovrei dire la convenienza per mettere in campo un esercito di uomini, non solo sulle strade ma anche dietro la scrivania, migliaia e migliaia d’individui che si occupano di contrastare sul territorio la criminalità organizzata e non solo essa… 
Difatti, ogni qualvolta che questi individui vengono di volta in volta arrestati, dovranno presentarsi per quei vari gradi di giudizio, ecco quindi alimentarsi una montagna di carte che dall’interno di quei tribunali viaggiano da un piano a un altro, una serie d’incartamenti preparati ovviamente da una serie di assistenti, anch’essi ovviamente posti lì affinché tutto proceda per il meglio… 
Ovviamente a completamento di quel mondo giudiziario troviamo dirigenti, funzionari, magistrati ed un abbondante numero di professionisti esterni…  
Quindi, con buona pace di tutti, sia di chi ritiene che sia un bene che quei soggetti si ammazzino tra di loro, sia di chi pensa che oltre loro ci siamo tutti noi che ahimè ne paghiamo di fatto le conseguenza, ecco… forse sarebbe più onesto dire una volta e per tutte quell’unica spiacevole verità e cioè che questo sistema, ha fatto comodo a molte persone e nessuno tra esse, sia allora che oggi… ha in maniera concreta cambiato queste condizioni che – come riportavo nel titolo d’apertura- restano da quando ho memoria… purtroppo sempre eguali!!!

Le condizioni di questa nostra terra sono e restano sempre le stesse!!!

Non so voi… ma io sono almeno quarant’anni (ne ho 53…) che sento parlare di creare le condizioni affinché quella catena senza radici che provoca dolore, possa essere finalmente sradicata….
Ma osservando quanto accaduto in questi quarant’anni su quest’isola, mi sono convinco che a nessuno sia mai interessato far qualcosa… sia a quanti da sempre appartengono a quell’organizzazione criminale – i quali avrebbero potuto investire parte dei loro profitti illeciti per creare benessere generale in quelle  aree degradate, quantomeno per i loro figli e quelli dei loro affiliati, che così avrebbero potuto godere di una vita certamente più dignitosa – che per coloro che fanno parte delle istituzioni, che però si son fermati alle sole parole, perché di fatti come si è visto, ve ne stati pochi… anzi pochissimi!!!    
Ovviamente poco si può fare nell’entrare nella mente di chi vuol vivere la propria esistenza in maniera criminale, come d’altronde esistono degli studi che dimostrano che a volte vi è una scelta ponderata nel compiere il male…
Infatti, ci sono stati uomini che pur di restare nella storia hanno compreso che solo compiendo azioni riprovevoli, il loro nome si sarebbe prolungato per sempre, già… oltre la loro vita, mentre viceversa il bene compiuto, sarebbe stato sepolto insieme alle loro ossa!!!

Quindi… non si può di pensare di cambiare la natura umana, d’altronde… “chi nasce tondo non può morir quadrato” e quindi si può soltanto tentare di relegare quei pochi individui a quel particolare contesto, provando viceversa a salvare tutto il resto, sì… quanti più figli, allontanandoli da quella asintomatica violenza che da generazione viene trasmessa come un virus… la stessa infezione che disgraziatamente con il tempo andrà a generare altra violenza…

Ma d’altronde chi dovrebbe interessarsi a risolvere questo grave problema pensa soltanto a reprimerlo, senza mai creare di fatto le condizioni necessarie sociali che permettono quel reale cambiamento… 
Già… ho come l’impressione che lo Stato viva quanto accade intorno ad esso, quasi fosse una “opportunità”!!!
Difatti, è grazie a quella diffusa criminalità che si ha l’occasione o meglio dovrei dire la convenienza per mettere in campo un esercito di uomini, non solo sulle strade ma anche dietro la scrivania, migliaia e migliaia d’individui che si occupano di contrastare sul territorio la criminalità organizzata e non solo essa… 
Difatti, ogni qualvolta che questi individui vengono di volta in volta arrestati, dovranno presentarsi per quei vari gradi di giudizio, ecco quindi alimentarsi una montagna di carte che dall’interno di quei tribunali viaggiano da un piano a un altro, una serie d’incartamenti preparati ovviamente da una serie di assistenti, anch’essi ovviamente posti lì affinché tutto proceda per il meglio… 
Ovviamente a completamento di quel mondo giudiziario troviamo dirigenti, funzionari, magistrati ed un abbondante numero di professionisti esterni…  
Quindi, con buona pace di tutti, sia di chi ritiene che sia un bene che quei soggetti si ammazzino tra di loro, sia di chi pensa che oltre loro ci siamo tutti noi che ahimè ne paghiamo di fatto le conseguenza, ecco… forse sarebbe più onesto dire una volta e per tutte quell’unica spiacevole verità e cioè che questo sistema, ha fatto comodo a molte persone e nessuno tra esse, sia allora che oggi… ha in maniera concreta cambiato queste condizioni che – come riportavo nel titolo d’apertura- restano da quando ho memoria… purtroppo sempre eguali!!!

40mila morti e 200mila vittime!!! Tanto costo in vittime quella bomba di Nakasaki…

Una azione infame compiuta su una popolazione inerme al fine di valutare gli esiti della terza bomba nucleare, dopo quella provata nel deserto del Nuovo Messico ad Alamogordo e la seconda sempre in Giappone lanciata tre giorni prima su Hiroshima…

Non era bastato osservare quanto di vile si era compiuto – d’altronde la guerra stava ormai per finire – anche se il Giappone non si era ancora arreso… ma ormai ne aveva per poco… 

Come si ricorderà, alle 8.15 del 6 agosto 1945 venne sganciato l’ordigno nucleare “Little Boy”, dal bombardiere americano B-29 Enola Gay su Hiroshima, provocando in pochi secondi la morte di circa 140mila morti…

Non contenti di quanto vergognosamente compiuto… ecco sempre sul Giappone sganciarsi il 9 agosto una seconda bomba, sulla cittadina di Nagasaki il 9 agosto, provocando istantaneamente 40mila morti e altrettanti per le conseguenze delle radiazioni…

Secondo molti ciò è servito a far arrendere il 15 agosto il Giappone, ma questo è quanto volutamente ci hanno raccontato per giustificare quest’atto terroristico, paragonabile a quanto compiuto dai nazisti in quei noti campi di concentramento… 

Nulla giustifica quanto commesso… ma d’altronde se qualcuno da quel paese orientale si aspettava le scuse è rimasto deluso, perché nessun presidente USA le ha mai posta… eppure di olocausto si è trattato!!!

Come dico spesso, due pesi e due misure… e la storia in questo, rappresenta perfettamente quel modo di dire…

Ripeto… un’infamia che mai potrà essere cancellata!!!

40mila morti e 200mila vittime!!! Tanto costo in vittime quella bomba di Nakasaki…

Una azione infame compiuta su una popolazione inerme al fine di valutare gli esiti della terza bomba nucleare, dopo quella provata nel deserto del Nuovo Messico ad Alamogordo e la seconda sempre in Giappone lanciata tre giorni prima su Hiroshima…

Non era bastato osservare quanto di vile si era compiuto – d’altronde la guerra stava ormai per finire – anche se il Giappone non si era ancora arreso… ma ormai ne aveva per poco… 

Come si ricorderà, alle 8.15 del 6 agosto 1945 venne sganciato l’ordigno nucleare “Little Boy”, dal bombardiere americano B-29 Enola Gay su Hiroshima, provocando in pochi secondi la morte di circa 140mila morti…

Non contenti di quanto vergognosamente compiuto… ecco sempre sul Giappone sganciarsi il 9 agosto una seconda bomba, sulla cittadina di Nagasaki il 9 agosto, provocando istantaneamente 40mila morti e altrettanti per le conseguenze delle radiazioni…

Secondo molti ciò è servito a far arrendere il 15 agosto il Giappone, ma questo è quanto volutamente ci hanno raccontato per giustificare quest’atto terroristico, paragonabile a quanto compiuto dai nazisti in quei noti campi di concentramento… 

Nulla giustifica quanto commesso… ma d’altronde se qualcuno da quel paese orientale si aspettava le scuse è rimasto deluso, perché nessun presidente USA le ha mai posta… eppure di olocausto si è trattato!!!

Come dico spesso, due pesi e due misure… e la storia in questo, rappresenta perfettamente quel modo di dire…

Ripeto… un’infamia che mai potrà essere cancellata!!!

Dopo anni ancora non si sa con certezza se Papa Luciani sia morto naturalmente o con qualche “aiutino”, anche perché per legge non si può effettuare l’autopsia sul corpo del più alto cittadino del Vaticano. 

Ma una cosa è certa, ed è il fatto che Papa Luciani fosse quasi ossessionato dal liberare la sua Chiesa dalla presenza ingombrante di grembiuli e compassi!!!
Avevo scritto su questo Papa e sui 33 giorni del suo pontificato http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/08/il-26-agosto-venne-eletto-papa-il.html ed ora stranamente qualcuno “l’infiltrato” ha ripreso la notizia… 
La sera prima della sua morte il Papa aveva avuto un violento litigio con il Cardinale Baggio, prelato che non ha mai nascosto, né smentito la sua appartenenza alla massoneria. 
Luciani amava fare lunghe passeggiate, nei giardini vaticani, in compagnia del Cardinal Villot, iscritto alla Loggia di Zurigo (tessera numero 041/3).
Non esattamente il miglior confidente, visto che il Papa ripeteva spesso al Cardinale di voler liberare la Chiesa dalla massoneria, a cominciare dalla Segreteria di Stato… 
Un pensiero continuo questo che assillava la mente del Papa, il quale chiedeva con insistenza ai prelati di portargli qualunque documento avessero con sé e che riguardavano la massoneria.
Diversi porporati consegnarono tutto ciò che era nelle loro mani e che Luciani custodiva gelosamente, tenendo i documenti non nel suo ufficio, ma nella sua stanza da letto, sul termosifone. Quando venne ritrovato il corpo senza vita del Pontefice i documenti erano spariti, volatilizzati, come se non fossero mai esistiti.!!!
Eppure c’è chi giura che la sera prima, augurando la buonanotte al Papa, i documenti erano sempre lì, al loro posto. 
Un mistero quindi che si continua a protrarre e che sicuramente non riceverà mai un eventuale chiarimento sulla vicenda, perché a nessuno all’interno di quel Vaticano, interessa far emergere dopo tutti questi anni… nuovamente uno scandalo!!!