Nessuno ha ancora compreso come si trasmette questo virus e si viaggia tra ipotesi e tentativi vari…

Non mi dite che vi è qualcuno capace di affermare in quali modi questo virus si sta trasmettendo perché sono solo cazzate!!!

Nessuno… sì ripeto nessuno è stato in grado di comprendere con quale modalità il virus si trasmette e se, il semplice uso di mascherine o distanziamento può prevenirci da un contagio…

La verità è che quanto si era detto non è vero, in particolare sul mancato contagio nei confronti di bambini e adolescenti!!!

Sono in tanti in questi giorni tra i bimbi ad essersi ammalati, con la differenza rispetto degli adulti, che la crisi è stata superata celermente grazie al numero elevato di anticorpi presenti a quell’età, ma durante quel loro malessere essi indirettamente, hanno contagiato quanti presenti in famiglia, molti dei quali sono ancora in precarie condizioni e stanno provando a contrastare con le sole forze e qualche pillola… quel virus.

Certamente una cosa è avere 10 anni, un’altra 30, 40 o 50… ed un’altra cosa è essere anziani o avere patologie gravi pregresse il cui “covid” ora non fa altro che amplificarne le problematiche o condurre nei casi gravi ai decessi!!!

E quindi…se non si giunge presto ad un vaccino, questa situazione si protrarrà per non si quanto altro tempo e una cosa è certa, i contagi aumenteranno a dismisura!!!

Forse l’unica vera soluzione – ma solo per limitare la diffusione del contagio – potrebbe essere rappresentata da un blocco totale, ma ciò comprenderete alimenterebbe inevitabilmente una crisi economica e sociale, che già sta dando i suoi primi segnali…

D’altronde il nostro governo può fare poco, come peraltro ancor meno si sta riuscendo a fare nel mondo, lì dove ci era stato detto, si era già in possesso di un possibile vaccino…

Tutte chiacchiere e niente fatti… purtroppo nulla di buono ci aspetta nei prossimi mesi e far finta di non vedere quanto sta per accadere è come aver i “prosciutti negli occhi”!!!

Sperare quindi di poter salvaguardare – se pur legittimamente – la propria attività commerciale, convinti che questi nuovi “DPCM” o eventuali lock-down possano rappresentino qualcosa di folle a cui non dover sottostare è un rischio che nessuno può prendersi…

D’altronde, pensare che il proprio fatturato possa venir prima di qualsivoglia circostanza in particolare se grave come quella attuale, potrebbe condurre ciascuno di noi a vivere scene come quelle già in questi giorni accadute, dove non ci saranno attività aperte in quanto queste saranno state saccheggiate dai cittadini!!!  

Ecco il motivo per cui bisogna fare in modo di essere prima di tutto riflessivi e fare in modo soprattutto che la ragione prevalga sull’istinto!!!

Nessuno ha ancora compreso come si trasmette questo virus e si viaggia tra ipotesi e tentativi vari…

Non mi dite che vi è qualcuno capace di affermare in quali modi questo virus si sta trasmettendo perché sono solo cazzate!!!

Nessuno… sì ripeto nessuno è stato in grado di comprendere con quale modalità il virus si trasmette e se, il semplice uso di mascherine o distanziamento può prevenirci da un contagio…

La verità è che quanto si era detto non è vero, in particolare sul mancato contagio nei confronti di bambini e adolescenti!!!

Sono in tanti in questi giorni tra i bimbi ad essersi ammalati, con la differenza rispetto degli adulti, che la crisi è stata superata celermente grazie al numero elevato di anticorpi presenti a quell’età, ma durante quel loro malessere essi indirettamente, hanno contagiato quanti presenti in famiglia, molti dei quali sono ancora in precarie condizioni e stanno provando a contrastare con le sole forze e qualche pillola… quel virus.

Certamente una cosa è avere 10 anni, un’altra 30, 40 o 50… ed un’altra cosa è essere anziani o avere patologie gravi pregresse il cui “covid” ora non fa altro che amplificarne le problematiche o condurre nei casi gravi ai decessi!!!

E quindi…se non si giunge presto ad un vaccino, questa situazione si protrarrà per non si quanto altro tempo e una cosa è certa, i contagi aumenteranno a dismisura!!!

Forse l’unica vera soluzione – ma solo per limitare la diffusione del contagio – potrebbe essere rappresentata da un blocco totale, ma ciò comprenderete alimenterebbe inevitabilmente una crisi economica e sociale, che già sta dando i suoi primi segnali…

D’altronde il nostro governo può fare poco, come peraltro ancor meno si sta riuscendo a fare nel mondo, lì dove ci era stato detto, si era già in possesso di un possibile vaccino…

Tutte chiacchiere e niente fatti… purtroppo nulla di buono ci aspetta nei prossimi mesi e far finta di non vedere quanto sta per accadere è come aver i “prosciutti negli occhi”!!!

Sperare quindi di poter salvaguardare – se pur legittimamente – la propria attività commerciale, convinti che questi nuovi “DPCM” o eventuali lock-down possano rappresentino qualcosa di folle a cui non dover sottostare è un rischio che nessuno può prendersi…

D’altronde, pensare che il proprio fatturato possa venir prima di qualsivoglia circostanza in particolare se grave come quella attuale, potrebbe condurre ciascuno di noi a vivere scene come quelle già in questi giorni accadute, dove non ci saranno attività aperte in quanto queste saranno state saccheggiate dai cittadini!!!  

Ecco il motivo per cui bisogna fare in modo di essere prima di tutto riflessivi e fare in modo soprattutto che la ragione prevalga sull’istinto!!!

Iniziano gli scontri per le strade, alcuni dei quali umanamente comprensibili, altri… sicuramente alimentati dalla criminalità organizzata!!!

Pensare che l’avvio del blocco delle attività e soprattutto il coprifuoco in corso in alcune regioni, non porterà ad un innalzamento degli scontri sociali… è come non voler accettare la realtà!!!

Avevo scritto delle problematiche che l’emergenza sanitaria avrebbe determinato… http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/03/la-criminalita-organizzata-e-il.html e difatti, quanto accaduto in questi mesi ha concretizzato in pieno quelle mie anticipazioni…

Il problema da risolvere ora è legato principalmente a due aspetti, il primo di carattere legale ed il secondo purtroppo di natura… illegale!!! 

Infatti, se da un lato a scendere per le strade sono tutti quegli imprenditori, ma anche piccoli artigiani e autonomi, le cui attività a causa del “lock down” e soprattutto del coprifuoco, rischiano definitivamente di chiudere, mi riferisco ad esempio a quelle della ristorazione, somministrazione, alle strutture alberghiere, quelle relative ai servizi, probabile poi la chiusura delle attività considerate a rischio, come palestre e piscine, ed ancora resteranno chiusi i centro commerciali ad esclusioni di quelli alimentari, come resteranno a breve inoperosi i taxisti e gli autisti privati, come d’altronde tutte quelle attività ritenuti non essenziali, ma che sviluppano milioni di fatturato e posti di lavoro!!!

Ed ecco quindi che alcuni appartenenti alle categorie sopra riportate ed anche altre che in questa sede non sto ad elencare, hanno deciso di scendere in piazza per protestare!!! 

Sì… non più a parole… infatti ieri sera,  un migliaio di giovani – molti di loro a volto scoperto – sono scesi per le strade a Napoli nella prima serata di coprifuoco (che iniziava alle ore 23), per protestare contro le misure anti-Covid varate dal governo della Campania!!!

A seguito di ciò sono seguiti scontri con la polizia in tenuta antisommossa, lanci di lacrimogeni, cassonetti dati alle fiamme, auto divelte e bottiglie di vetro scagliate ovunque…

Ovviamente nessuna condizione di disagio può giustificare questi atti, in particolare quando questi generano violenza, ma certamente quanto sta per accadere rischia di portare alla chiusura definitiva di circa 100.000 attività, con le conseguenze economiche, sociali ed occupazionali che ben comprenderete!!!

Come riportavo nel titolo… a perdere però non saranno soltanto le attività limpide di quegli imprenditori onesti, ma anche tutte quelle imprese legate alle criminalità organizzata e di conseguenza a tutti coloro che in qualità di “affiliati” campano attraverso essa…

Ecco perché quel “coprifuoco” diventa qualcosa da screditare ed eliminare… anche violentemente, proprio perché se dovesse essere attuato, non permetterebbe lo svolgimento di quelle attività illegali, solitamente attribuite a quelle organizzazioni criminali, quali ad esempio, il traffico di stupefacenti, lo sfruttamento sessuale, la vendita di prodotti contraffatti, di tabacco, ed ancora, gioco d’azzardo e gestione illecita dei rifiuti!!!

Ma ciò che maggiormente condizionerà in maniera determinante quell’ambiente sarà principalmente dovuto al mancato incasso da usura ed estorsioni, proprio perché – a causa del lock down – la maggior parte delle attività resteranno chiuse e quindi non potranno certamente provvedere a pagare quei loro aguzzini!!!
Come ho scritto alcuni mesi fa… http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/05/la-sicilia-colpita-due-volte-dal-virus.html questo periodo può essere fondamentale per le nostre forze dell’ordine, già per ripristinare in parte quella legalità perduta negli anni e quel controllo del territorio abbandonato, già perché si tratta questa volta di essere un po’ più concreti e di mettere in pratica quelle condizioni di forza che proprio il coprifuoco, può di fatto permettere!!!   

Iniziano gli scontri per le strade, alcuni dei quali umanamente comprensibili, altri… sicuramente alimentati dalla criminalità organizzata!!!

Pensare che l’avvio del blocco delle attività e soprattutto il coprifuoco in corso in alcune regioni, non porterà ad un innalzamento degli scontri sociali… è come non voler accettare la realtà!!!

Avevo scritto delle problematiche che l’emergenza sanitaria avrebbe determinato… http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/03/la-criminalita-organizzata-e-il.html e difatti, quanto accaduto in questi mesi ha concretizzato in pieno quelle mie anticipazioni…

Il problema da risolvere ora è legato principalmente a due aspetti, il primo di carattere legale ed il secondo purtroppo di natura… illegale!!! 

Infatti, a scendere per le strade in queste ore sono tutti quegli imprenditori, ma anche piccoli artigiani e autonomi, le cui attività a causa del “lock down” e soprattutto del coprifuoco, rischiano definitivamente di chiudere!!!

Mi riferisco a quei settori della ristorazione, della somministrazione, delle strutture alberghiere oppure quelle relative ai servizi…
Come alquanto probabile sarà la chiusura di quelle attività considerate a rischio, come palestre e piscine o ancora resteranno chiusi i centro commerciali a esclusione di quelli alimentari, come resteranno inoperosi i taxisti e gli autisti privati, ed anche quelle attività ritenute non essenziali, ma che muovono l’economia e soprattutto garantiscono migliaia di posti di lavoro!!!

Ed ecco quindi che alcuni appartenenti alle categorie sopra riportate ed anche molte altre che in questo post non sto ad elencare, hanno deciso di scendere in piazza per protestare!!! 

Sì… non più a parole!!!

Difatti ieri sera,  un migliaio di giovani – molti di loro senza alcuna mascherina – sono scesi per le strade a Napoli nella prima serata di coprifuoco (che iniziava proprio alle 23.00), per protestare contro le misure anti-Covid varate dal governo della Campania!!!

A seguito di ciò sono seguiti scontri con la polizia in tenuta antisommossa, lanci di lacrimogeni, cassonetti dati alle fiamme, auto divelte e bottiglie di vetro scagliate ovunque…

Va detto… nessuna condizione di disagio può giustificare questi atti di violenza, ma certamente quanto sta per accadere, rischia di esasperare molti cittadini e di portare alla chiusura definitiva almeno 100.000 attività, con conseguenze economiche, sociali e occupazionali gravissime!!!

Come riportavo nel titolo, a perdere non saranno soltanto le attività irreprensibili di quegli onesti imprenditori, bensì a soffrire saranno anche tutte quelle imprese legate alle criminalità organizzata e di conseguenza tutti coloro che nella qualità di “affiliati“, campano attraverso essa…
Ecco perché secondo quest’ultimi, quel “coprifuoco” è qualcosa da screditare, anzi da non proporre minimamente, intervenendo se necessario anche in modo violento, proprio perché se dovesse venire attuato, non permetterebbe quell’abituale svolgimento illegale compiuto solitamente da quei referenti di organizzazioni criminali, quali il traffico di stupefacenti, lo sfruttamento sessuale, la vendita di prodotti di contrabbando quali tabacco ed ancora, prodotti contraffatti, gioco d’azzardo e gestione illecita dei rifiuti!!!

Ma ciò che condizionerà in maniera determinante quell’ambiente malavitoso sarà principalmente il mancato incasso da usura ed estorsioni, proprio perché – a causa del lock down – la maggior parte delle attività resteranno chiuse e quindi non potranno minimamente provvedere a pagare quell’imposizione ai loro aguzzini!!!

Come ho scritto alcuni mesi fa… http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/05/la-sicilia-colpita-due-volte-dal-virus.html questo periodo può essere fondamentale per le nostre forze dell’ordine, sì… per ripristinare in parte quella legalità perduta nel corso degli anni e per dare finalmente un segnale forte nel controllo del territorio, da troppo tempo abbandonato…
Si tratta questa volta di essere un po’ più energici e concreti, affinché si metta in pratica quella condizione di forza, che solo il coprifuoco può di fatto permettere!!!   

Quella bomba di Capaci è come se mi fosse stata esplosa in casa!!!

Credo che tra le circostanza più drammatiche che nel corso della mia vita mi sono rimate impresse… la bomba di Capaci, insieme alla tragedia delle torri gemelli, sono tra le immagini più scolpite nella mia memoria!!!

Nel ricordare oggi quel 23 maggio del 1992 vorrei far presente come quella giornata così drammatica abbia rappresentato per il sottoscritto, ma penso per milioni di persone, un qualcosa di indelebile… come se la deflagrazione di quella bomba, da Capaci fosse giunta fino a Catania, investendomi in pieno con tutta la sua forza!!!

Per un momento ho avuto la sensazione che quell’ordigno fosse scoppiato in casa mia… e mi vedevo lì, come fossi in un sogno ad occhi aperti, attorno a quei detriti e a quei corpi, senza poter far nulla… 

Immobile… osservavo la scena di quelle auto divelte, i corpi dilaniati del Giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e dei tre uomini della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani ed in quel momento ho ripensato a quanto stavo da pochi anni compiendo e cioè quel voler portare avanti un processo d’impegno e di sensibilizzazione verso quella necessaria cultura di legalità, ma soprattutto operando quell’azione di contrasto nei confronti di quelle particolari situazioni, legate a meccanismi illegali compiuti da quei propri referenti (o anche ahimè da uomini delle istituzioni) legati a quell’associazione criminale, affinché la lotta non fosse compiuta esclusivamente in maniera astratta, ma venisse implementata quotidianamente da un impegno preciso e concreto, seguito conseguentemente da denunce formali…

Perché facile parlare di mafia, di corruzioni, collusioni, malaffare e illegalità, senza mai prendere una posizione ufficiale, ma restando lì, nel limbo, in attesa sempre che vi sia qualcun altro che lo faccia per noi… 

Questo non è lottare… le iniziative come quelle di oggi servono a poco o nulla se non si cambia la sostanza, già… se si resta insensibili con quanto finora accaduto ed ancora o con quanto purtroppo ancora accade…

Lo Stato c’è, indubbiamente vi sono ottimi magistrati, bravissimo uomini delle nostre forze dell’ordine, validi volontari di associazioni di legalità, ed anche molti giovani in gamba, i quali seguiti da valenti insegnanti hanno saputo dar modo, attraverso cortei e iniziative culturali, di voler dire “no alla mafia”!!!

Ma ora è tempo di fare di più… 

Sì… bisogna far in modo che ciascun siciliano mostri d’avere per questa terra un po’ più di coraggio e dignità, senza pensare di lascare in eredità (a chi poi non si sa…) quanto di peggio si è compiuto in questi lunghi anni, ma provando con tutte le forze ad estirpare definitivamente quella cultura mafiosa da ciascun adolescente o ragazzo, affinché ciascuno di essi possa cambiare radicalmente mentalità e pensi finalmente a questa terra, come il posto più bello del mondo in cui vivere!!!

Quella bomba di Capaci è come se mi fosse esplosa in casa!!!

Credo che tra le circostanza più drammatiche che nel corso della mia vita mi sono rimate impresse… la bomba di Capaci, insieme alla tragedia delle torri gemelli, sono tra le immagini più scolpite nella mia memoria!!!

Nel ricordare oggi quel 23 maggio del 1992 vorrei far presente come quella giornata così drammatica abbia rappresentato per il sottoscritto, ma penso per milioni di persone, un qualcosa di indelebile… come se la deflagrazione di quella bomba, da Capaci fosse giunta fino a Catania, investendomi in pieno con tutta la sua forza!!!

Per un momento ho avuto la sensazione che quell’ordigno fosse scoppiato in casa mia… e mi vedevo lì, come fossi in un sogno ad occhi aperti, attorno a quei detriti e a quei corpi, senza poter far nulla… 

Immobile… osservavo la scena di quelle auto divelte, i corpi dilaniati del Giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e dei tre uomini della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani ed in quel momento ho ripensato a quanto stavo da pochi anni compiendo e cioè quel voler portare avanti un processo d’impegno e di sensibilizzazione verso quella necessaria cultura di legalità, ma soprattutto operando quell’azione di contrasto nei confronti di quelle particolari situazioni, legate a meccanismi illegali compiuti da quei propri referenti (o anche ahimè da uomini delle istituzioni) legati a quell’associazione criminale, affinché la lotta non fosse compiuta esclusivamente in maniera astratta, ma venisse implementata quotidianamente da un impegno preciso e concreto, seguito conseguentemente da denunce formali…

Perché facile parlare di mafia, di corruzioni, collusioni, malaffare e illegalità, senza mai prendere una posizione ufficiale, ma restando lì… nel limbo, in attesa che vi sia sempre qualcun altro che lo faccia…

Questo non è lottare, le iniziative come quelle di oggi servono a poco o nulla se non si cambia la sostanza, già… se si resta insensibili con quanto finora accaduto o con quanto purtroppo ancora accade…

Lo Stato c’è, indubbiamente vi sono ottimi magistrati, bravissimo uomini delle nostre forze dell’ordine, validi volontari di associazioni di legalità, ed anche molti giovani seguiti da valenti insegnanti che hanno saputo dire, attraverso cortei ed iniziative culturali, “no alla mafia”!!!

Ma ora è tempo di dare di più… 

Sì… bisogna far in modo che ciascun siciliano mostri d’avere per questa terra un po’ più di coraggio e dignità, senza pensare di lascare in eredità (a chi poi non si sa…) quanto di peggio si è compiuto in questi lunghi anni, ma provando con tutte le forze ad estirpare definitivamente quella cultura mafiosa da ciascun adolescente, affinché ciascuno di essi possa cambiare radicalmente mentalità e pensi finalmente a questa terra, come il posto più bello del mondo in cui vivere!!!

Attentato al giudice Falcone: esce ora il nome di una supertestimone!!!

“Era il 1997 e passando dall’autostrada, mi fece vedere il punto esatto dell’esplosione e mi spiegò che si era trovato lì perché aveva fatto dei rilievi per conto del Sisde, dopo la strage”. 

Le parole sono della ex compagna dell’ex poliziotto Giovanni Peluso, indagato come “compartecipe ed esecutore materiale” per la strage in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e i tre agenti della scorta dopo le accuse del pentito nisseno Pietro Riggio. 
A dare la notizia delle dichiarazioni messe a verbale dai pm nisseni che indagano sulle stragi del 1992, il procuratore aggiunto Gabriele Paci, i sostituti Pasquale Pacifico e Matteo Campagnaro, e il collega Salvo Palazzolo su La Repubblica.
Le dichiarazioni della donna si affiancano proprio a quelle di Riggio nel momento in cui conferma che il suo ex diceva di lavorare per i servizi segreti, ma non solo, ha anche ricordato che Peluso, nei giorni dell’Attentato di Capaci, andò via da Roma per un viaggio in Sicilia: “Quel fine settimana me lo ricordo – ha detto ai magistrati – perché sparì il venerdì e tornò il lunedì pomeriggio a casa“.
Questi dettagli, associati alle informazioni sui presunti rilievi effettuati per conto del Sisde, riportano alla memoria un dato già noto agli inquirenti, infatti il 25 maggio 1992, due giorni dopo l’esplosione lungo l’autostrada Palermo-Trapani, il Sisde inviò il proprio personale per prelevare materiale roccioso da sottoporre a successivo esame chimico-esplosivistico. 
Di ciò, ha recentemente parlato nel processo sul depistaggio di via d’Amelio l’ex vice capocentro dei servizi a Palermo (oggi in pensione), Lorenzo Narracci.
Misteri ed elementi che infittiscono sempre più la trama di quelle stragi che dimostrano sempre di più (d’altronde lo stesso boss Toto Riina negò il coinvolgimento di cosa nostra per alcune di esse…) come  queste non possono essere ricondotte al solo coinvolgimento di Cosa nostra!!!

Da quando nel 2018 è iniziata la “seconda parte” della collaborazione con la giustizia di Pietro Riggio, ex agente della polizia penitenziaria ed ex membro della famiglia nissena dei Madonia, le indagini sulle stragi stanno trovando un nuovo impulso. 

Delle sue dichiarazioni si stanno occupando la Procura nazionale antimafia, quella di Caltanissetta, di Firenze e di Palermo.
Nella deposizione dei giorni scorsi al processo d’appello sulla trattativa Stato-mafia il collaboratore di giustizia ha raccontato anche di un incontro avuto con Peluso ed un uomo con la faccia deturpata che diceva di chiamarsi “Filippo”.
Anche in questo caso un dettaglio che combacia con le dichiarazioni della ex compagna di Peluso. 
La testimone ha raccontato ai magistrati di un misterioso incontro sulla Palermo-Catania, allo svincolo di Resuttano: “

Mi fece accostare sul sedile posteriore entrò un amico di Giovanni, che aveva lavorato nella polizia. Aveva una cicatrice sulla guancia, l’ho riconosciuto di recente in foto, anche se è di molto invecchiato rispetto ad allora“.

La foto a cui si riferisce è quella di Giovanni Aiello, oggi deceduto, anche noto come “faccia da mostro”, l’ex poliziotto che diversi collaboratori di giustizia hanno associato a stragi come quelle di via D’Amelio e di Capaci, ma anche agli omicidi del vicequestore Ninni Cassarà, del poliziotto Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio, o del piccolo Claudio Domino.
Il mio ex – ha ribadito la donna – lo chiamava Filippo, mi diceva che era soggetto legato ad ambienti mafiosi, in un’occasione mi disse che era protetto dalla famiglia mafiosa di Provenzano, mentre le altre famiglie lo volevano ammazzare, ma non mi ha mai spiegato il motivo“.
Tanto sulle dichiarazioni di quest’ultima testimone, quanto su quelle di Riggio, gli inquirenti stanno ora compiendo tutti gli accertamenti del caso. 
Un atto dovuto!!!

Attentato al giudice Falcone: esce ora il nome di una supertestimone!!!

“Era il 1997 e passando dall’autostrada, mi fece vedere il punto esatto dell’esplosione e mi spiegò che si era trovato lì perché aveva fatto dei rilievi per conto del Sisde, dopo la strage”. 

Le parole sono della ex compagna dell’ex poliziotto Giovanni Peluso, indagato come “compartecipe ed esecutore materiale” per la strage in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e i tre agenti della scorta dopo le accuse del pentito nisseno Pietro Riggio. 
A dare la notizia delle dichiarazioni messe a verbale dai pm nisseni che indagano sulle stragi del 1992, il procuratore aggiunto Gabriele Paci, i sostituti Pasquale Pacifico e Matteo Campagnaro, e il collega Salvo Palazzolo su La Repubblica.
Le dichiarazioni della donna si affiancano proprio a quelle di Riggio nel momento in cui conferma che il suo ex diceva di lavorare per i servizi segreti, ma non solo, ha anche ricordato che Peluso, nei giorni dell’Attentato di Capaci, andò via da Roma per un viaggio in Sicilia: “Quel fine settimana me lo ricordo – ha detto ai magistrati – perché sparì il venerdì e tornò il lunedì pomeriggio a casa“.
Questi dettagli, associati alle informazioni sui presunti rilievi effettuati per conto del Sisde, riportano alla memoria un dato già noto agli inquirenti, infatti il 25 maggio 1992, due giorni dopo l’esplosione lungo l’autostrada Palermo-Trapani, il Sisde inviò il proprio personale per prelevare materiale roccioso da sottoporre a successivo esame chimico-esplosivistico. 
Di ciò, ha recentemente parlato nel processo sul depistaggio di via d’Amelio l’ex vice capocentro dei servizi a Palermo (oggi in pensione), Lorenzo Narracci.
Misteri ed elementi che infittiscono sempre più la trama di quelle stragi che dimostrano sempre di più (d’altronde lo stesso boss Toto Riina negò il coinvolgimento di cosa nostra per alcune di esse…) come  queste non possono essere ricondotte al solo coinvolgimento di Cosa nostra!!!

Da quando nel 2018 è iniziata la “seconda parte” della collaborazione con la giustizia di Pietro Riggio, ex agente della polizia penitenziaria ed ex membro della famiglia nissena dei Madonia, le indagini sulle stragi stanno trovando un nuovo impulso. 

Delle sue dichiarazioni si stanno occupando la Procura nazionale antimafia, quella di Caltanissetta, di Firenze e di Palermo.
Nella deposizione dei giorni scorsi al processo d’appello sulla trattativa Stato-mafia il collaboratore di giustizia ha raccontato anche di un incontro avuto con Peluso ed un uomo con la faccia deturpata che diceva di chiamarsi “Filippo”.
Anche in questo caso un dettaglio che combacia con le dichiarazioni della ex compagna di Peluso. 
La testimone ha raccontato ai magistrati di un misterioso incontro sulla Palermo-Catania, allo svincolo di Resuttano: “

Mi fece accostare sul sedile posteriore entrò un amico di Giovanni, che aveva lavorato nella polizia. Aveva una cicatrice sulla guancia, l’ho riconosciuto di recente in foto, anche se è di molto invecchiato rispetto ad allora“.

La foto a cui si riferisce è quella di Giovanni Aiello, oggi deceduto, anche noto come “faccia da mostro”, l’ex poliziotto che diversi collaboratori di giustizia hanno associato a stragi come quelle di via D’Amelio e di Capaci, ma anche agli omicidi del vicequestore Ninni Cassarà, del poliziotto Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio, o del piccolo Claudio Domino.
Il mio ex – ha ribadito la donna – lo chiamava Filippo, mi diceva che era soggetto legato ad ambienti mafiosi, in un’occasione mi disse che era protetto dalla famiglia mafiosa di Provenzano, mentre le altre famiglie lo volevano ammazzare, ma non mi ha mai spiegato il motivo“.
Tanto sulle dichiarazioni di quest’ultima testimone, quanto su quelle di Riggio, gli inquirenti stanno ora compiendo tutti gli accertamenti del caso. 
Un atto dovuto!!!

Strage di Capaci: quei misteri ancora irrisolti…

La era integra dopo l’esplosione”… 
Già, con queste parole il fotografo Antonio Vassallo rivela la Strage di Capaci…

Il testimone che abita ancora oggi vicino il luogo dell’esplosione, ricorda quei momenti tragici in cui alle ore 17.58 scoppio l’ordigno che uccise il giudice Falcone, sua moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

Egli infatti accorse immediatamente nel luogo dell’attentato e tra quelle devastanti macerie iniziò a fotografare quanto fosse accaduto e forse anche qualcosa in più…  che non avrebbe dovuto imprimere su quella pellicola!!!

Infatti di lì a poco, il rullino gli venne sottratto da quelli che si presentarono come poliziotti in borghese e nonostante i suoi tentativi di recuperarli, i negativi sparirono nel nulla… 

Ciò che nessuno ha però detto è quel ricordo nitido che il Vassallo ha sulla “Quarto Savona 15”, la Fiat Croma su cui viaggiava il magistrato, oggi un ammasso attorcigliato di lamiere che viaggiano per il nostro Paese all’interno di una teca, ma stranamente – al tempo della deflagrazione (secondo il fotografo) – quasi completamente integra!!!

Già… “la macchina era finita dall’altra parte dell’autostrada – ha rivelato il fotografo al quotidiano “PalermoToday” – era capovolta, ma ricordo di averla vista integra, non sicuramente come viene presentata oggi”, certo il sottoscritto osservando la foto sotto riportata, ritiene che qualcosa di quella dichiarazioni non collimi perfettamente con la realtà, ma potrei anche sbagliarmi… 

Certamente un dubbio mi sorge e cioè perché accartocciarla, sicuramente l’hanno modificata con qualche pressa idraulica, di quelle che si trovano abitualmente negli “sfasciacarrozze”??? 

E dove è finita la borsa del giudice??? Già… dove sono le due agende e l’agendina elettronica che il giudice portava sempre con se???

Sembra di rivedere nuovamente quanto accaduto alcuni giorni dopo in Via D’Amelio con la borsa e l’agenda del collega Borsellino ed ora, nessuno sa nulla, ne di quella valigetta e neppure di quel rullino!!! 

Ed ancora, perché ridurre in quel modo un’auto che prima era integra… 

Cos’è… si vuole creare nelle coscienze dei miei conterranei un momento ancor più intimo di riflessione, in particolare lo si desidera fare nei confronti degli adolescenti – visto che l’auto viene solitamente esposta all’interno delle scuole – e quindi per far apparire ancor più tragico quell’attentato (già visivamente arduo da accettare…) – si è ridotta in un cumulo di lamiere quell’auto?”. 

Certamente l’auto è stata ripulita di tutto… affinché nulla venisse trovato al suo interno!!!

Nulla esclude – ipotizza il fotografo – che qualcuno abbia volutamente fatto sparire la ventiquattrore di Falcone, un po’ come è successo con la famosa agenda rossa di Borsellino, in via D’Amelio. Sono convinto che quell’auto non fosse ridotta così come ce la mostrano adesso. Perché nessuno ha spiegato cosa sia successo a quell’auto?. Un particolare che salta fuori adesso perché – spiega il fotografo – è solo recentemente che i brandelli della Croma vengono mostrati in pubblico. 

Una cosa è certa… anche se molti parlano di “sospetti“, si sa come nel nostro paese sia sempre difficile giungere alla verità, in particolare quando questa risulta scomoda poiché coinvolge taluni soggetti legati ad apparati deviati dello Stato o perché mandanti occulti celati dietro la politica o la massoneria… gli stessi che proprio grazie alle stragi e omicidi compiuti nel nostro Paese (mafiose e terroristiche), hanno potuto beneficiare di vantaggi personali e non solo!!!

Strage di Capaci: quei misteri ancora irrisolti…

La era integra dopo l’esplosione”… 
Già, con queste parole il fotografo Antonio Vassallo rivela la Strage di Capaci…

Il testimone che abita ancora oggi vicino il luogo dell’esplosione, ricorda quei momenti tragici in cui alle ore 17.58 scoppio l’ordigno che uccise il giudice Falcone, sua moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

Egli infatti accorse immediatamente nel luogo dell’attentato e tra quelle devastanti macerie iniziò a fotografare quanto fosse accaduto e forse anche qualcosa in più…  che non avrebbe dovuto imprimere su quella pellicola!!!

Infatti di lì a poco, il rullino gli venne sottratto da quelli che si presentarono come poliziotti in borghese e nonostante i suoi tentativi di recuperarli, i negativi sparirono nel nulla… 

Ciò che nessuno ha però detto è quel ricordo nitido che il Vassallo ha sulla “Quarto Savona 15”, la Fiat Croma su cui viaggiava il magistrato, oggi un ammasso attorcigliato di lamiere che viaggiano per il nostro Paese all’interno di una teca, ma stranamente – al tempo della deflagrazione (secondo il fotografo) – quasi completamente integra!!!

Già… “la macchina era finita dall’altra parte dell’autostrada – ha rivelato il fotografo al quotidiano “PalermoToday” – era capovolta, ma ricordo di averla vista integra, non sicuramente come viene presentata oggi”, certo il sottoscritto osservando la foto sotto riportata, ritiene che qualcosa di quella dichiarazioni non collimi perfettamente con la realtà, ma potrei anche sbagliarmi… 

Certamente un dubbio mi sorge e cioè perché accartocciarla, sicuramente l’hanno modificata con qualche pressa idraulica, di quelle che si trovano abitualmente negli “sfasciacarrozze”??? 

E dove è finita la borsa del giudice??? Già… dove sono le due agende e l’agendina elettronica che il giudice portava sempre con se???

Sembra di rivedere nuovamente quanto accaduto alcuni giorni dopo in Via D’Amelio con la borsa e l’agenda del collega Borsellino ed ora, nessuno sa nulla, ne di quella valigetta e neppure di quel rullino!!! 

Ed ancora, perché ridurre in quel modo un’auto che prima era integra… 

Cos’è… si vuole creare nelle coscienze dei miei conterranei un momento ancor più intimo di riflessione, in particolare lo si desidera fare nei confronti degli adolescenti – visto che l’auto viene solitamente esposta all’interno delle scuole – e quindi per far apparire ancor più tragico quell’attentato (già visivamente arduo da accettare…) – si è ridotta in un cumulo di lamiere quell’auto?”. 

Certamente l’auto è stata ripulita di tutto… affinché nulla venisse trovato al suo interno!!!

Nulla esclude – ipotizza il fotografo – che qualcuno abbia volutamente fatto sparire la ventiquattrore di Falcone, un po’ come è successo con la famosa agenda rossa di Borsellino, in via D’Amelio. Sono convinto che quell’auto non fosse ridotta così come ce la mostrano adesso. Perché nessuno ha spiegato cosa sia successo a quell’auto?. Un particolare che salta fuori adesso perché – spiega il fotografo – è solo recentemente che i brandelli della Croma vengono mostrati in pubblico. 

Una cosa è certa… anche se molti parlano di “sospetti“, si sa come nel nostro paese sia sempre difficile giungere alla verità, in particolare quando questa risulta scomoda poiché coinvolge taluni soggetti legati ad apparati deviati dello Stato o perché mandanti occulti celati dietro la politica o la massoneria… gli stessi che proprio grazie alle stragi e omicidi compiuti nel nostro Paese (mafiose e terroristiche), hanno potuto beneficiare di vantaggi personali e non solo!!!

Domenico Calviello: quando le colpe ricadono sui familiari…

Eravamo nel periodo forse più violento che il nostro paese abbia attraversato, già… quegli anni 80′ e 90′ in cui la recrudescenza ha dato il peggio di se, in particolare tra quelle opposte famiglie mafiose che provavano a contendersi il territorio, per garantirsi quel potere economico e finanziario…

Una guerra fratricida caratterizzata come ben sappiamo da centinaia di omicidi, compiuti in tutte le ore del giorno e della notte e dove nessuno si poteva sentir sicuro, sia tra quei soggetti criminali, che ahimè, tra quelle molte vite innocenti… 

Continue vendette trasversali dove a venire eliminati non erano soltanto i componenti di quei clan rivali, ma a perdere la vita erano anche ragazzi, come Domenico Calviello di 14 anni ucciso forse al posto del fratello, Valentina Guarino di soli 6 mesi colpita insieme al padre pregiudicato, Raffaella Lupoli uccisa a 11 anni al posto del padre e Domenico Petruzzelli ucciso insieme al padre e la madre a 3 anni per una vendetta.

Già… ricordo oggi (nella data di commemorazione) Domenico Calviello, un ragazzo di appena 14 anni, ucciso a fucilate la sera del 20 ottobre 1989, mentre si trovava nei pressi della macelleria del padre. 

Un omicidio che come molti altri, è rimasto avvolto nel mistero: infatti, non sono stati mai individuati gli esecutori, vista in particolare le poca collaborazione di quanti potavano sapere… 

Peraltro, rimane misterioso anche il movente, anche se gli inquirenti ipotizzarono una vendetta trasversale, finita tragicamente a causa di uno scambio di persona per la notevole somiglianza intercorrente tra i due fratelli; e difatti questa l’ipotesi per la quale si è pensato che il vero obiettivo dell’agguato fosse per l’appunto il fratello Antonio, anch’egli presente la sera del 20 ottobre.

Cosa aggiungere… di una cosa ormai mi sono convinto e cioè che la maggior parte delle persone considera quanto accade all’interno di quel contesto mafioso come una circostanza distante dalle loro vite, sì… come se quegli omicidi commessi non fossero qualcosa che appartiene al contesto quotidiano, bensì essi preferiscono fingere di non vedere quanto accade intorno a loro e pensano così di vivere la propria in maniera tranquilla…

Poi di quelle vite perdute, rubate al loro futuro, di quelle mancate occasioni di riscatto sociale di cui tutti parlano, ma che poi nessuno riesce a portare a compimento, ecco vorrei dire che di quei proclami ne abbiamo le tasche piene, perché la verità in fondo è che a molti di quei ragazzi, è stata tolta l’unica cosa che possedevano e cioè la speranza…

Al sottoscritto e ad altri come me… tocca la responsabilità di non far mai affievolire il ricordo di quelle vittime, ma soprattutto di tramandare – in qualsiasi modo possibile – quella cultura di legalità che riesca a trasmettere ai nostri giovani l’unico strada da percorrere, allontanandoli definitivamente da quell’ambiente criminale, quest’ultimo come si sa… sempre alla ricerca di giovani da integrare, quasi essi fossero un parco auto, necessari per garantire ad essa il proseguo dei suoi malaffari quotidiani!!!

Domenico Calviello: quando le colpe ricadono sui familiari…

Eravamo nel periodo forse più violento che il nostro paese abbia attraversato, già… quegli anni 80′ e 90′ in cui la recrudescenza ha dato il peggio di se, in particolare tra quelle opposte famiglie mafiose che provavano a contendersi il territorio, per garantirsi quel potere economico e finanziario…

Una guerra fratricida caratterizzata come ben sappiamo da centinaia di omicidi, compiuti in tutte le ore del giorno e della notte e dove nessuno si poteva sentir sicuro, sia tra quei soggetti criminali, che ahimè, tra quelle molte vite innocenti… 

Continue vendette trasversali dove a venire eliminati non erano soltanto i componenti di quei clan rivali, ma a perdere la vita erano anche ragazzi, come Domenico Calviello di 14 anni ucciso forse al posto del fratello, Valentina Guarino di soli 6 mesi colpita insieme al padre pregiudicato, Raffaella Lupoli uccisa a 11 anni al posto del padre e Domenico Petruzzelli ucciso insieme al padre e la madre a 3 anni per una vendetta.

Già… ricordo oggi (nella data di commemorazione) Domenico Calviello, un ragazzo di appena 14 anni, ucciso a fucilate la sera del 20 ottobre 1989, mentre si trovava nei pressi della macelleria del padre. 

Un omicidio che come molti altri, è rimasto avvolto nel mistero: infatti, non sono stati mai individuati gli esecutori, vista in particolare le poca collaborazione di quanti potavano sapere… 

Peraltro, rimane misterioso anche il movente, anche se gli inquirenti ipotizzarono una vendetta trasversale, finita tragicamente a causa di uno scambio di persona per la notevole somiglianza intercorrente tra i due fratelli; e difatti questa l’ipotesi per la quale si è pensato che il vero obiettivo dell’agguato fosse per l’appunto il fratello Antonio, anch’egli presente la sera del 20 ottobre.

Cosa aggiungere… di una cosa ormai mi sono convinto e cioè che la maggior parte delle persone considera quanto accade all’interno di quel contesto mafioso come una circostanza distante dalle loro vite, sì… come se quegli omicidi commessi non fossero qualcosa che appartiene al contesto quotidiano, bensì essi preferiscono fingere di non vedere quanto accade intorno a loro e pensano così di vivere la propria in maniera tranquilla…

Poi di quelle vite perdute, rubate al loro futuro, di quelle mancate occasioni di riscatto sociale di cui tutti parlano, ma che poi nessuno riesce a portare a compimento, ecco vorrei dire che di quei proclami ne abbiamo le tasche piene, perché la verità in fondo è che a molti di quei ragazzi, è stata tolta l’unica cosa che possedevano e cioè la speranza…

Al sottoscritto e ad altri come me… tocca la responsabilità di non far mai affievolire il ricordo di quelle vittime, ma soprattutto di tramandare – in qualsiasi modo possibile – quella cultura di legalità che riesca a trasmettere ai nostri giovani l’unico strada da percorrere, allontanandoli definitivamente da quell’ambiente criminale, quest’ultimo come si sa… sempre alla ricerca di giovani da integrare, quasi essi fossero un parco auto, necessari per garantire ad essa il proseguo dei suoi malaffari quotidiani!!!

Le nomine degli amministratori giudiziari, dovrebbero garantire trasparenza e soprattutto rotazione tra gli iscritti all’albo!!! Sì… dovrebbero…

Sul ruolo degli amministratori giudiziari si potrebbe aprire un dossier… ma basterebbe leggersi quanto il sottoscritto ha scritto e anche dichiarato in altri quotidiani on line, proprio in particolare su quelle modalità di gestione, alquanto “discutibili“… 

Sì certo negli anni si è parlato di trasparenza, rotazione, valutazione del peso e della complessità delle società da gestire… e comunque queste di numero “non superiore a tre”, ma quando si è passati ai fatti concreti, ciò che si è scoperto, ha lasciato ciascuno di noi totalmente basito!!!

Ovviamente non bisogna andare lontano per osservare quanto non funzioni o per meglio dire si realizza diversamente da tutti gli altri luoghi e sì… perché casualmente il distretto giudiziario di Catania sembra appartenere ad un’altra giurisprudenza, quasi godesse di una forma propria d’indipendenza o chissà forse indirettamente si è aggiogata anch’essa quel ruolo di “autonomia”, che appartiene di fatto proprio alla nostra regione…

Infatti, essa permette a molti dei suoi professionisti di ricevere incarichi non per come previsto dalla legge per un massimo di tre, bensì a questa schiera di professionisti, vengono date in gestione decine decine di società dai settori più svariati, come se amministrare una società di costruzione sia eguale ad una attività commerciale o ad una di distribuzione al dettaglio o all’ingrosso…

Ma la circostanza forse più assurda è che questi sono realmente capaci di amministrarle tutte contemporaneamente!!!

Poi qualcuno si meraviglia come all’interno di quelle imprese sequestrate o confiscate, accadano situazioni ambigue, con circostanza che hanno evidenziato nel tempo ( se mi permettete… aggiungerei grazie anche al contributo di soggetti come il sottoscritto ) controlli lacunosi che hanno di fatto permesso la realizzazione di truffe e raggiri, proprio a danno di quelle società… ahimè amministrate dallo Stato!!!

Riporta perfettamente nella sua nota il giornalista di “SudPress”: chi ha un minimo di esperienza imprenditoriale, ma anche chi ha solo un minimo di buon senso, sa bene quanto è difficile amministrare una sola azienda, complicato arrivare a tre, ma averne a decine è davvero fuori da ogni logica, tanto che la legge espressamente parrebbe vietarlo, anzi dal tenore della lettera, “comunque non superiore a tre”, sembra proprio neanche tenere in considerazione il fatto che questo limite possa essere superato.

Ed invece guardate un po’ cosa è successo: https://www.sudpress.it/destinazione-news/post/95315/amministratori-giudiziari-nominati-dal-tribunale-di-catania:-6-(sei)-professionisti-420-(quattrocentoventi)-incarichi 

Ah… se solo qualcuno si leggesse (una volta e per tutte…) quel dossier presentato ufficialmente alcuni anni fa e stranamente ancora celato (viste le informazioni compromettenti che contiene al suo interno…) dentro quella scrivania del nostro Tribunale etneo…

Già… credo che sia giunto il momento di farne avere copia al nostro Ministro della Giustizia oppure chissà, forse per darne immediatamente risalto al caro amico Giletti o al procuratore Nino Di Matteo!!!

Le nomine degli amministratori giudiziari, dovrebbero garantire trasparenza e soprattutto rotazione tra gli iscritti all'albo!!! Sì… dovrebbero…

Sul ruolo degli amministratori giudiziari si potrebbe aprire un dossier… ma basterebbe leggersi quanto il sottoscritto ha scritto e anche dichiarato in altri quotidiani on line, proprio in particolare su quelle modalità di gestione, alquanto “discutibili“… 

Sì certo negli anni si è parlato di trasparenza, rotazione, valutazione del peso e della complessità delle società da gestire… e comunque queste di numero “non superiore a tre”, ma quando si è passati ai fatti concreti, ciò che si è scoperto, ha lasciato ciascuno di noi totalmente basito!!!

Ovviamente non bisogna andare lontano per osservare quanto non funzioni o per meglio dire si realizza diversamente da tutti gli altri luoghi e sì… perché casualmente il distretto giudiziario di Catania sembra appartenere ad un’altra giurisprudenza, quasi godesse di una forma propria d’indipendenza o chissà forse indirettamente si è aggiogata anch’essa quel ruolo di “autonomia”, che appartiene di fatto proprio alla nostra regione…

Infatti, essa permette a molti dei suoi professionisti di ricevere incarichi non per come previsto dalla legge per un massimo di tre, bensì a questa schiera di professionisti, vengono date in gestione decine e decine di società dai settori più svariati, come se amministrare una società di costruzione sia eguale ad una attività commerciale o ad una di distribuzione al dettaglio o all’ingrosso…

Ma forse la circostanza più assurda, è che questi amministratori sono realmente capaci di amministrarle tutte contemporaneamente!!!

Poi qualcuno si meraviglia come all’interno di quelle imprese sequestrate o confiscate, accadano situazioni ambigue, con circostanza che hanno evidenziato nel tempo ( se mi permettete… aggiungerei grazie anche al contributo di soggetti come il sottoscritto ) controlli lacunosi che hanno di fatto permesso la realizzazione di truffe e raggiri, proprio a danno di quelle società… ahimè amministrate dallo Stato!!!

Riporta perfettamente nella sua nota il giornalista di “SudPress”: chi ha un minimo di esperienza imprenditoriale, ma anche chi ha solo un minimo di buon senso, sa bene quanto è difficile amministrare una sola azienda, complicato arrivare a tre, ma averne a decine è davvero fuori da ogni logica, tanto che la legge espressamente parrebbe vietarlo, anzi dal tenore della lettera, “comunque non superiore a tre”, sembra proprio neanche tenere in considerazione il fatto che questo limite possa essere superato.

Ed invece guardate un po’ cosa è successo: https://www.sudpress.it/destinazione-news/post/95315/amministratori-giudiziari-nominati-dal-tribunale-di-catania:-6-(sei)-professionisti-420-(quattrocentoventi)-incarichi 

Ah… se solo qualcuno si leggesse (una volta e per tutte…) quel dossier presentato ufficialmente alcuni anni fa e stranamente ancora celato (viste le informazioni compromettenti che contiene al suo interno…) dentro quella scrivania del nostro Tribunale etneo…

Già… credo che sia giunto il momento di farne avere copia al nostro Ministro della Giustizia oppure chissà, forse per darne immediatamente risalto al caro amico Giletti o al procuratore Nino Di Matteo!!!

Vorrei sapere oggi chi aveva detto che il virus era clinicamente morto!!!

Già… pur di rendersi partecipi alla ripresa economica e all’arrivo dell’estate e quindi del turismo, si è avuto la fretta di aprire tutte le attività… e questo oggi è il risultato!!!

La contaminazione da sociale è diventata familiare e il rischio che a breve il prossimo “Dpcm” punterà – per come avevo scritto alcuni giorni fa – a chiudere tutto, in particolare le le interazione sociali. 

Per limitare i contagi necessita rallentare le attività commerciali e predisporre un nuovo piano di prevenzione che obblighi innanzitutto l’uso continuo delle mascherine e il mancato contatto sociale…

La disponibilità dei posti letto è già a rischio, ma non solo, sono i pazienti che hanno necessità per altre patologie gravi ad aver necessità di quelle apparecchiature intensive che oggi non ci sono, in quanto sono state destinate all’emergenza covid…

Ecco quindi che gli infartuati, coloro che devono subire un’operazione di trapianto, etc… sono tra coloro maggiormente a rischio, in quanto per essi non vi sono posti a disposizione, poiché il flusso dei ricoverati in malattie infettive o in rianimazione è ormai saturo!!!

Tra l’altro il problema non è relativo ai soli posti letto, bensì è anche il personale che sta mancando, in quanto non è sufficiente a venir incontro al numero sempre crescente degli ammalati… 

Il contagio del virus si sta sempre più ampliando ed anche quelle regioni che erano state toccate di striscio e di conseguenza si sono meno attrezzate rispetto al contagio, ora sono quelle che lo subiscono maggiormente e soprattutto risultano essere le più a rischio in quanto si sono meno preparate a combatterlo!!!

In molti, hanno pensato che non vi fosse più “covid” in circolazione, pensando di essere riusciti così a superare quel momento difficile del lock-down… 

Oggi viceversa, ci si pente di quella decisione scellerata, presa non solo dal governo in carica, bensì da noi tutti, che appena abbiamo ottenuto un po’ di libertà, abbiamo ripreso con le nostre abitudini, come nulla fosse accaduto e oggi purtroppo, ne iniziamo a pagare le conseguenze!!

Vorrei sapere oggi chi aveva detto che il virus era clinicamente morto!!!

Già… pur di rendersi partecipi alla ripresa economica e all’arrivo dell’estate e quindi del turismo, si è avuto la fretta di aprire con tutte le attività e questo oggi è il risultato!!!

La contaminazione da sociale è diventata familiare e il rischio che a breve il prossimo “Dpcm” punterà – per come avevo scritto alcuni giorni fa – è chiudere tutto, in particolare le interazione sociali. 

Per limitare i contagi si ha la necessita di rallentare le attività commerciali e predisporre un nuovo piano di prevenzione che obblighi innanzitutto l’uso continuo delle mascherine e il mancato rispetto della distanza sociale…

La disponibilità dei posti letto è già a rischio, ma non solo, sono i pazienti che hanno necessità di essere curati per altre patologie gravi ad aver bisogno di quelle apparecchiature intensive che oggi purtroppo non ci sono, in quanto destinate all’emergenza covid…

Ecco quindi che gli infartuati, coloro che devono subire un’operazione di trapianto, etc… sono tra coloro maggiormente a rischio, in quanto per essi non vi sono posti a disposizione, poiché il flusso dei ricoverati in malattie infettive o in rianimazione è ormai saturo!!!

Tra l’altro il problema non è relativo ai soli posti letto, bensì è anche il personale che sta mancando, in quanto non sufficiente a venir incontro al numero sempre crescente degli ammalati… 

Il contagio del virus si sta sempre più ampliando ed anche quelle regioni che erano state toccate di striscio e di conseguenza si sono meno attrezzate rispetto al contagio, ora sono quelle che lo subiscono maggiormente e soprattutto risultano essere le più a rischio in quanto non si sono meno preparate a combatterlo!!!

In molti difatti hanno pensato che non vi fosse più il “covid” in circolazione, pensando così di essere riusciti a superare quel momento difficile del lock-down… 

Oggi viceversa, ci si pente di quella decisione scellerata, presa non solo dal governo in carica, bensì da noi tutti, che appena abbiamo ottenuto un po’ di libertà, abbiamo ripreso con le nostre abitudini come nulla fosse accaduto ed oggi purtroppo, ne iniziamo a pagare le conseguenze!!

La vera antimafia si fa in prima persona, senza dover attendere – per come finora fatto – che siano sempre gli altri a metterci il coraggio!!!

Si parla di contrasto alla mafia, di combattere quella generalizzata omertà, di non sottostare alle estorsioni compiute da quei soggetti affiliati alla criminalità organizzata, ma quando si tratta di mettere in pratica quelle azioni, quando si tratta di denunciare ecco che la maggior parte fugge o si piega!!!

Sì… sento ogni giorno parlare di antimafia, ma quando dichiaro di passare all’azione, di mettere in pratica quei gesti fondamentali per determinare il giusto distacco da quei racket… ecco che improvvisamente vengo guardato con sospetto, quasi fossi un “alieno” ed il discorso cambia improvvisamente su argomenti diversi e superficiali…   

Ecco perché ammiro Giuseppe Piraino, perché in qualità di imprenditore ha deciso di non piegarsi al racket, denunciando gli esattori che gli chiedevano il “pizzo”…

Oggi comunque non è più solo… quel clima di ostilità sta cambiando – anche se va detto… il problema resta ancora presente in tutta la sua gravità, poiché si sa… la cultura mafiosa è ancora ben presente nel territorio – ma egli ha saputo dimostrare di non aver paura e difatti va avanti, sì… oggi insieme ad altri commercianti che come lui dimostrano di non aver paura…

Forse è tempo che all’interno di quell’associazione criminale, ci si convinca che è tempo di modificare quel proprio “modus operandi”, già… quel proprio modello organizzativo di negoziazione con cui finora ha sopravvissuto, in quanto ormai, questa consueta pratica non può più essere applicata, proprio in virtù della circostanza che la diffusione della pandemia sta determinando…

I commercianti stanno chiudendo a causa dei debiti affrontati ed oggi in gioco vi è la loro di sopravvivenza e quindi non sono più disponibili a barattarla con nessuno, in particolare con chi – senza averci messo nulla di proprio, mi verrebbe da dire… come lo Stato – pensa di voler imporre ancora una “tassa“!!!

Basta quindi con esose richieste amministrative, basta con il pizzo e quant’altro, perché se si continua così – sì… con il prossimo eventuale lock-down – saranno i cittadini a porsi dinnanzi alle proprie attività con i bastoni, in particolare perseguitando tutti coloro che proveranno a chiedere loro denaro!!!     

La vera antimafia si fa in prima persona, senza dover attendere – per come finora fatto – che siano sempre gli altri a metterci il coraggio!!!

Si parla di contrasto alla mafia, di combattere quella generalizzata omertà, di non sottostare alle estorsioni compiute da quei soggetti affiliati alla criminalità organizzata, ma quando si tratta di mettere in pratica quelle azioni, quando si tratta di denunciare ecco che la maggior parte fugge o si piega!!!

Sì… sento ogni giorno parlare di antimafia, ma quando dichiaro di passare all’azione, di mettere in pratica quei gesti fondamentali per determinare il giusto distacco da quei racket… ecco che improvvisamente vengo guardato con sospetto, quasi fossi un “alieno” ed il discorso cambia improvvisamente su argomenti diversi e superficiali…   

Ecco perché ammiro Giuseppe Piraino, perché in qualità di imprenditore ha deciso di non piegarsi al racket, denunciando gli esattori che gli chiedevano il “pizzo”…

Oggi comunque non è più solo… quel clima di ostilità sta cambiando – anche se va detto… il problema resta ancora presente in tutta la sua gravità, poiché si sa… la cultura mafiosa è ancora ben presente nel territorio – ma egli ha saputo dimostrare di non aver paura e difatti va avanti, sì… oggi insieme ad altri commercianti che come lui dimostrano di non aver paura…

Forse è tempo che all’interno di quell’associazione criminale, ci si convinca che è tempo di modificare quel proprio “modus operandi”, già… quel proprio modello organizzativo di negoziazione con cui finora ha sopravvissuto, in quanto ormai, questa consueta pratica non può più essere applicata, proprio in virtù della circostanza che la diffusione della pandemia sta determinando…

I commercianti stanno chiudendo a causa dei debiti affrontati ed oggi in gioco vi è la loro di sopravvivenza e quindi non sono più disponibili a barattarla con nessuno, in particolare con chi – senza averci messo nulla di proprio, mi verrebbe da dire… come lo Stato – pensa di voler imporre ancora una “tassa“!!!

Basta quindi con esose richieste amministrative, basta con il pizzo e quant’altro, perché se si continua così – sì… con il prossimo eventuale lock-down – saranno i cittadini a porsi dinnanzi alle proprie attività con i bastoni, in particolare perseguitando tutti coloro che proveranno a chiedere loro denaro!!!     

Già… sembra incredibile, eppure il malaffare si rivela proprio in quei settori che si pensano essere regolari!!!

Come ripeto spesso… “ciò che non si vede, non si punisce” !!! 

Ma d’altronde, chi dovrebbe comprendere quanto accade illegalmente se tutto viene svolto alla luce del sole? 
Non sto dicendo che non vi siano i giusti controlli, anzi tutt’altro, mai come in questo periodo la magistratura insieme alle nostre forze dell’ordine hanno dimostrato d’esserci, intervenendo in maniera decisa su molteplici circostanze che stavano dando il via ad azioni di malaffare, corruttive ed illegali… 
Ma il problema di fondo resta sempre lo stesso, quello di saper individuare anticipatamente quanto accade all’interno di talune società, in particolare per quelle che per poter operare, hanno necessità di essere autorizzate dalla Prefettura, la quale – dopo attente e specifiche verifiche – dichiara quei risultati negativi da infiltrazione mafiosa, affinché quell’impresa possa di fatto essere inserita nella cosiddetta  “white-list”!!!

Ma l’essere subordinati all’obbligo d’iscrizione non significa nulla… perché è stata ampiamente dimostrato come talune imprese – iscritte in quella lista – abbiano successivamente continuato ad operare in maniera illegale, “protetti” per l’appunto da quella autorizzazione, che correttamente ha verificato i tentativi di infiltrazione mafiosa (nei confronti di quei soggetti richiedenti in quanto rappresentanti legali di società legate a settori esposti maggiormente a rischio), ma che superati quegli adempimenti burocratici, hanno iniziato a compiere qualsivoglia azione illegale…

Sono difatti abbastanza convinto che se si provassero a verificare – anche a campione – certe procedure che a prima vista sembrano del tutto regolari, beh… una verifica attenta di quelle “condizioni“, farebbero perdere di fatto a talune imprese, la permanenza in quell’elenco e di conseguenza, la loro eventuale partecipazione agli appalti in corso o da realizzare…

Ma come riporto nel mio titolo, trovare quelle discrepanze non è semplice, anche perché bisogna essere un po’ esperti per comprendere dove cercare e per fare ciò, bisogna conoscere in maniera precisa, quali meccanismi vengono messi in pratica affinché tutto appaia regolare… 

Si… perché se da un lato c’è chi prova a contrastare quelle attività illegali, dall’altro non vi sono mica un gruppo di sciocchi che aspettano da un momento all’altro che qualcuno giunga per arrestarli!!!
Ed allora come dicevo sopra, tutto deve essere fatto alla luce del giorno, ogni procedimento messo in atto deve quindi prevedere un possibile accertamento, il quale… quest’ultimo, deve riuscire a superare qualsivoglia ispezione amministrativa e contabile!!!
Come direbbe un prestigiatore: “il trucco c’è, ma non si vede”… 
E già… bisogna esser veramente bravi a riuscire quotidianamente a camminare sul filo “opaco” dell’illegalità, sapendo che chi l’osserva, lo percepisce come perfettamente limpido!!!

Già… sembra incredibile, eppure il malaffare si rivela proprio in quei settori che si pensano essere regolari!!!

Come ripeto spesso… “ciò che non si vede, non si punisce” !!! 

Ma d’altronde, chi dovrebbe comprendere quanto accade illegalmente se tutto viene svolto alla luce del sole? 
Non sto dicendo che non vi siano i giusti controlli, anzi tutt’altro, mai come in questo periodo la magistratura insieme alle nostre forze dell’ordine hanno dimostrato d’esserci, intervenendo in maniera decisa su molteplici circostanze che stavano dando il via ad azioni di malaffare, corruttive ed illegali… 
Ma il problema di fondo resta sempre lo stesso, quello di saper individuare anticipatamente quanto accade all’interno di talune società, in particolare per quelle che per poter operare, hanno necessità di essere autorizzate dalla Prefettura, la quale – dopo attente e specifiche verifiche – dichiara quei risultati negativi da infiltrazione mafiosa, affinché quell’impresa possa di fatto essere inserita nella cosiddetta  “white-list”!!!

Ma l’essere subordinati all’obbligo d’iscrizione non significa nulla… perché è stata ampiamente dimostrato come talune imprese – iscritte in quella lista – abbiano successivamente continuato ad operare in maniera illegale, “protetti” per l’appunto da quella autorizzazione, che correttamente ha verificato i tentativi di infiltrazione mafiosa (nei confronti di quei soggetti richiedenti in quanto rappresentanti legali di società legate a settori esposti maggiormente a rischio), ma che superati quegli adempimenti burocratici, hanno iniziato a compiere qualsivoglia azione illegale…

Sono difatti abbastanza convinto che se si provassero a verificare – anche a campione – certe procedure che a prima vista sembrano del tutto regolari, beh… una verifica attenta di quelle “condizioni“, farebbero perdere di fatto a talune imprese, la permanenza in quell’elenco e di conseguenza, la loro eventuale partecipazione agli appalti in corso o da realizzare…

Ma come riporto nel mio titolo, trovare quelle discrepanze non è semplice, anche perché bisogna essere un po’ esperti per comprendere dove cercare e per fare ciò, bisogna conoscere in maniera precisa, quali meccanismi vengono messi in pratica affinché tutto appaia regolare… 

Si… perché se da un lato c’è chi prova a contrastare quelle attività illegali, dall’altro non vi sono mica un gruppo di sciocchi che aspettano da un momento all’altro che qualcuno giunga da loro per arrestarli!!!
Ed allora come dicevo, tutto deve essere fatto alla luce del giorno, ogni procedimento messo in atto deve prevedere quei possibili accertamenti, i quali… devono riuscire a superare qualsivoglia ispezione amministrativa e contabile!!!
Come direbbe un prestigiatore: “il trucco c’è, ma non si vede”… 
E già… bisogna esser veramente bravi a riuscire quotidianamente a camminare sul filo “opaco” dell’illegalità, sapendo che chi l’osserva, lo percepisce come perfettamente limpido!!!

Ci si prepara verso un nuovo "lock-down"… ma nessuno vuole dirlo!!!

Nessuno ne vuole parlare… eppure, tra riti scaramantici e minacce velate – da parte di sindacati ed imprenditori per la prima volta uniti contro il rischio di un’eventuale chiusura di tutte le attività – questa sembra l’unica strada che a breve si prospetterà per il nostro, ma non solo, Paese!!!

D’altronde ditemi, qual è la differenza tra noi e gli altri stati europei???

Perché… ciò che sta accadendo in maniera grave in Spagna, Franchia, Gran Bretagna, Paesi Bassi, ecc… non può ripetersi nuovamente da noi???

I contagi stanno salendo, per fortuna non in maniera esponenziale come da loro, ma certamente anche da qui ci si sta ammalando e purtroppo si cominciano a contare le vittime…

Il problema che ora si sta presentando è quello che nessuno vuole metterci la faccia, in particolare quei nostri referenti istituzionali del governo, i quali ovviamente, preferiscono attendere gli eventi, prima di pronunciarsi in maniera definitiva su quali provvedimenti adottare!!!

Siamo alle solite… un generale e assoluto silenzio, dove si dice e non si dice, dove si iniziano ad applicare con il contagocce le prime misure restrittive per non dar modo a quanti rischiano la chiusura definitiva d’andare in escandescenza con ripercussioni sociali da evitare!!!

Ecco quindi iniziare a copiare le azioni intraprese dai partner europei, iniziando a chiedere a noi cittadini di adottare quei comportamenti necessari per limitare la diffusione del virus… dopo che in questi mesi c’è stato il cosiddetto “liberi tutti“, già… come se nulla fosse accaduto!!! 

Penso infatti che vi sia stata una generalizzata superficialità e incoscienza da parte di tutti, per non aver proseguito quantomeno con quelle modalità fin lì intraprese, quali l’uso della mascherina e il distanziamento!!!

D’altronde, lo stesso Presidente del Consiglio pochi minuti fa ad una specifica domanda ha risposto in maniera evasiva: Io non faccio previsioni. Io faccio previsioni sulle misure più idonee, adeguate e sostenibili per prevenire un lockdown… molto dipenderà dal comportamento dei cittadini e smettiamola con le polemiche e i dibattiti, la formula vincente è collaborare e rispettare le regole restrittive varate dal governo!!!

Una cosa mi sembra certa, se continua così… questo Natale, lo trascorreremo in famiglia!!! 

Ci si prepara verso un nuovo "lock-down"… ma nessuno vuole dirlo!!!

Nessuno ne vuole parlare… eppure, tra riti scaramantici e minacce velate – da parte di sindacati ed imprenditori per la prima volta uniti contro il rischio di un’eventuale chiusura di tutte le attività – questa sembra l’unica strada che a breve si prospetterà per il nostro, ma non solo, Paese!!!

D’altronde ditemi, qual è la differenza tra noi e gli altri stati europei???

Perché… ciò che sta accadendo in maniera grave in Spagna, Franchia, Gran Bretagna, Paesi Bassi, ecc… non può ripetersi nuovamente da noi???

I contagi stanno salendo, per fortuna non in maniera esponenziale come da loro, ma certamente anche da qui ci si sta ammalando e purtroppo si cominciano a contare le vittime…

Il problema che ora si sta presentando è quello che nessuno vuole metterci la faccia, in particolare quei nostri referenti istituzionali del governo, i quali ovviamente, preferiscono attendere gli eventi, prima di pronunciarsi in maniera definitiva su quali provvedimenti adottare!!!

Siamo alle solite… un generale e assoluto silenzio, dove si dice e non si dice, dove si iniziano ad applicare con il contagocce le prime misure restrittive per non dar modo a quanti rischiano la chiusura definitiva d’andare in escandescenza con ripercussioni sociali da evitare!!!

Ecco quindi iniziare a copiare le azioni intraprese dai partner europei, iniziando a chiedere a noi cittadini di adottare quei comportamenti necessari per limitare la diffusione del virus… dopo che in questi mesi c’è stato il cosiddetto “liberi tutti“, già… come se nulla fosse accaduto!!! 

Penso infatti che vi sia stata una generalizzata superficialità e incoscienza da parte di tutti, per non aver proseguito quantomeno con quelle modalità fin lì intraprese, quali l’uso della mascherina e il distanziamento!!!

D’altronde, lo stesso Presidente del Consiglio pochi minuti fa ad una specifica domanda ha risposto in maniera evasiva: Io non faccio previsioni. Io faccio previsioni sulle misure più idonee, adeguate e sostenibili per prevenire un lockdown… molto dipenderà dal comportamento dei cittadini e smettiamola con le polemiche e i dibattiti, la formula vincente è collaborare e rispettare le regole restrittive varate dal governo!!!

Una cosa mi sembra certa, se continua così… questo Natale, lo trascorreremo in famiglia!!! 

Finalmente… a Palermo 20 commercianti si ribellano al pizzo!!!

Sarà a causa dell’emergenza sanitaria, sarà dovuto al lock-down che sta determinando nella maggior parte delle attività commerciali e imprenditoriali una grave crisi economica e finanziaria, sarà anche per quella presa di coscienza alla legalità che finalmente inizia a farsi sentire, che qualcosa in questa terra omertosa sta iniziando a cambiare…

Già… dopo anni di assoluto silenzio, alcuni commercianti di Palermo si sono ribellati al racket e hanno denunciato i propri estorsori…

L’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e guidata dal Procuratore Francesco Lo Voi, ha portato a evidenziare ben venti casi, di cui tredici dei quali emersi grazie alle denunce spontanee presentate dalle vittime. 

Negli altri casi, sono stati gli inquirenti a far ammettere ai commercianti convocati, di aver pagato il pizzo…

Il risultato comunque ha qualcosa di inaudito… perché mai come in questa circostanza, tanti commercianti hanno deciso di superare la paura e denunciare…

Il sindaco Orlando appena saputa la notizia ha dichiarato: “Lo Stato sa tutelare chi denuncia il pizzo” “L’operazione condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura della Repubblica con grande professionalità dimostra come sia necessario non abbassare la guardia contro una vitalità mai sopita delle cosche. Dimostra anche che lo Stato può essere in grado ed è in grado di proteggere chi decide di ribellarsi al pizzo e alla violenza”!!!

La paura è stata vinta: ora si tratta soltanto di mostrare d’aver coraggio!!!