Reddito di cittadinanza: ecco evidenza di quanto avevo scritto solo pochi giorni fa!!!

Sono 175 le persone che percepivano illegittimamente il reddito di cittadinanza!!!

I finanzieri del Comando provinciale di Messina hanno scoperto che alcuni soggetti – se pur non fossero in possesso dei requisiti previsti – erano riusciti a beneficiare del sussidio dello Stato!!!

L’importo ammonta a oltre un milione di euro, ed è stata bloccata l’erogazione di altri 450.000 euro e più… 

La circostanza assurda è quella dal sottoscritto riportata in un mio precedente post ” http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/02/il-reddito-di-cittadinanza-va-abolito.html ” e cioè che sono stati individuati imprenditori, artigiani, commercianti tra cui venditori ambulanti, negozianti, ma anche giocatori on-line, avvocati e trafficanti di stupefacenti, oltre come sempre numerosi lavoratori in nero!!!

Tutti soggetti “irregolari” che operavano in tutti quei settori poco controllati, dall’edilizia, al commercio, dai trasportatori, agli autolavaggi, dai bar alla ristorazione, dai saloni di bellezza, alla raccolta nei campi…

Ma d’altronde qualcosa non va neppure in quei controlli se si pensa che un cittadino – non più residente nel territorio dello Stato da oltre due anni – sia riuscito ad incassare oltre 1.700 euro…

Nel corso dell’operazione sono state altresì sgominati alcuni nuclei familiari che percepivano il reddito di cittadinanza seppur era assiduamente dedicati al traffico di sostanze stupefacenti tra le regioni della Sicilia e Calabria…

Ma non solo a Messina sono stati emessi i provvedimenti di sequestro, ma anche il tribunale di Patti ha disposto il sequestro preventivo di oltre 50 mila euro, nei confronti di alcuni residenti a Capo d’Orlando, Caronia, Sant’Agata di Militello e Santo Stefano di Camastra…

La verità è che prima di elargire le somme andrebbero fatte le verifiche in maniera precisa e mirata su quelle cosiddette “autocertificazioni”, perché con un sistema “lumachevole” e burocratico qual è il nostro, ci vuole un po’ di tempo prima che ci si accorga degli illeciti di tutti questi lestofanti… 

Ecco perché alcuni giorni fa, mi sono permesso di dare alcuni suggerimenti su come trasformare quel reddito in qualcosa di positivo e chissà se Draghi, prossimo Presidente del consiglio, avrà la determinatezza di prendere immediatamente provvedimenti su questo reddito che come riportato sopra, è diventato una barzelletta…

M5Stelle: Ora basta… è tempo di andare a muso duro!!!

Dopo quanto accaduto in questi giorni, già… dopo che il Presidente del Consiglio uscente Giuseppe Conte era stato in grado di portare a casa ben 209 miliardi di euro per l’emergenza Covid-19,  sì… dopo che incredibilmente il governo in carica è stato fatto dimettere da un partito della sua coalizione (tra l’altro “minoritario”) o dovrei specificare da quel suo leader, Matteo Renzi, ma non solo… avendo compreso come le dichiarazioni di quei partiti d’opposizioni fossero nei fatti inconsistenti, ma avessero come unico fine quello di riappropriare di quelle poltrone ministeriali, affinché si possa mettere mano ai miliardi in arrivo da quel “recovery fund”… ecco dopo tutto quanto accaduto, qualcuno – all’interno del movimento 5 stelle – ha ancora il coraggio di dichiararsi incerto sulla strada da doversi intraprendere…

Per cui, pur comprendendo (anche se con estrema difficoltà…) le reali motivazioni che spingono quei suoi dirigenti “pentastellati” a rinviare le elezioni oppure a ottenere per se qualche poltrona, già… in cambio del sostegno dato al governo Draghi, affinché non si resti da soli all’opposizione, sapendo già che Italia Viva e il Pd appoggeranno il nuovo Premier…

Quindi –  riassumendo in sintesi le criticità e i dubbi che si stanno diffondendo nel M5Stelle – non sapendo quei dirigenti quali “pesci” pigliare, ecco che si cerca il sostegno dei propri iscritti, attraverso quella nota votazione online, affinché siano questi ultimi a dettare quale percorso, se all’interno di una coalizione a modello shaker quasi fossero diventati degli ingredienti di un cocktail altamente “mal-colico” con premier Mario Draghi oppure restare per altri due anni all’opposizione, in attesa di nuove votazioni…       

Il sottoscritto, nell’aver assistito in queste settimane a tutto quel ripugnante teatrino politico e restando quindi in attesa di poter esprimere democraticamente, con il proprio voto, l’indirizzo che il movimento dovrebbe percorrere, anticipa già le proprie sensazioni, che casualmente (senza essere mai il sottoscritto “uomo di sinistra”) sono incredibilmente eguali a quelle dello scomparso cantautore, Pierangelo Bertoli, precisamente in quella sua canzone intitolata “A muso duro“…    

E adesso che farò non so che dire

Ho freddo come quando stavo solo

Ho sempre scritto i versi con la penna

Non ho ordini precisi di lavoro

Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani

E quelli che rubavano un salario

I falsi che si fanno una carriera

Con certe prestazioni fuori orario

Canterò le mie canzoni per la strada

Ed affronterò la vita a “muso duro”

Un guerriero senza patria e senza spada

Con un piede nel passato

E lo sguardo dritto e aperto nel futuro

Ho speso quattro secoli di vita

E fatto mille viaggi nei deserti

Perché volevo dire ciò che penso

Volevo andare avanti ad occhi aperti

Adesso dovrei fare le canzoni

Con i dosaggi esatti degli esperti

Magari poi vestirmi come un fesso

E fare il deficiente nei concerti

Canterò le mie canzoni per la strada…

Già…

M5Stelle: Ora basta… è tempo di andare a muso duro!!!

Dopo quanto accaduto in questi giorni, già… dopo che il Presidente del Consiglio uscente Giuseppe Conte era stato in grado di portare a casa ben 209 miliardi di euro per l’emergenza Covid-19,  sì… dopo che incredibilmente il governo in carica è stato fatto dimettere da un partito della sua coalizione (tra l’altro “minoritario”) o dovrei specificare da quel suo leader, Matteo Renzi, ma non solo… avendo compreso come le dichiarazioni di quei partiti d’opposizioni fossero nei fatti inconsistenti, ma avessero come unico fine quello di riappropriarsi di quelle importanti poltrone ministeriali, affinché poter mettere mano ai miliardi in arrivo da quel “recovery fund”, ecco dopo quanto accaduto, qualcuno – tra quei deputati e senatori del Movimento 5 Stelle – ha ancora il coraggio di dichiararsi incerto sulla strada da doversi intraprendere…

Per cui, pur comprendendo (anche se con estrema difficoltà…) le reali motivazioni che spingono quei suoi dirigenti “pentastellati” a rinviare le elezioni oppure ad ottenere per se qualche poltrona, già… in cambio del sostegno da concedere al governo Draghi o forse debbo credere, per non restar da soli all’opposizione, sapendo già che Italia Viva e il Pd appoggeranno il nuovo Premier???

Quindi –  riassumendo in sintesi le criticità e i dubbi che si stanno diffondendo nel M5Stelle – non sapendo quei dirigenti quali “pesci” pigliare, ecco che si cerca il sostegno dei propri iscritti, attraverso quella nota votazione online, affinché siano questi ultimi a dettare quale percorso, se all’interno di una coalizione a modello shaker quasi fossimo diventati degli ingredienti di un cocktail altamente “mal-colico” con premier Mario Draghi oppure restare per altri due anni all’opposizione, in attesa di nuove votazioni…       

Il sottoscritto, nell’aver assistito in queste settimane a tutto quel ripugnante teatrino politico e restando quindi in attesa di poter esprimere democraticamente, con il proprio voto, l’indirizzo che il movimento dovrebbe percorrere, anticipa già le proprie sensazioni, che casualmente (senza essere mai stato il sottoscritto “uomo di sinistra”) sono incredibilmente eguali a quelle dello scomparso cantautore, Pierangelo Bertoli, precisamente in quella sua canzone intitolata “A muso duro“…    

E adesso che farò non so che dire

Ho freddo come quando stavo solo

Ho sempre scritto i versi con la penna

Non ho ordini precisi di lavoro

Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani

E quelli che rubavano un salario

I falsi che si fanno una carriera

Con certe prestazioni fuori orario

Canterò le mie canzoni per la strada

Ed affronterò la vita a “muso duro”

Un guerriero senza patria e senza spada

Con un piede nel passato

E lo sguardo dritto e aperto nel futuro

Ho speso quattro secoli di vita

E fatto mille viaggi nei deserti

Perché volevo dire ciò che penso

Volevo andare avanti ad occhi aperti

Adesso dovrei fare le canzoni

Con i dosaggi esatti degli esperti

Magari poi vestirmi come un fesso

E fare il deficiente nei concerti

Canterò le mie canzoni per la strada…

Già…

Arriva… Super Mario!!! Ma chi è Mario Draghi??? Seconda (e per fortuna ) ultima parte!!!

«Un vile affarista. Non si può nominare Presidente del Consiglio dei Ministri chi è stato socio della Goldman & Sachs, grande banca d’affari americana. E male, molto male io feci ad appoggiarne, quasi ad imporne la candidatura a Silvio Berlusconi». 

Francesco Cossiga, ex Presidente della Repubblica e profondo conoscitore degli scantinati dell’Italia repubblicana, non ha mai avuto mano delicata nei confronti di Mario Draghi, ex governatore di Bankitalia e successivamente Presidente della Banca Centrale Europea. 

La dichiarazione è ovviamente datata, nata come risposta ad alcune insinuazioni sorte qualche anno fa sull’eventuale candidatura di Draghi a ricoprire il ruolo di Premier: «Ѐ il liquidatore – proseguiva allora Cossiga – dopo la famosa crociera sul “Britannia”, dell’industria pubblica italiana. Da governatore del tesoro ha svenduto l’apparato produttivo statale, figuriamoci cosa potrebbe fare da Presidente del Consiglio dei Ministri»!!!

Insomma, messaggio chiaro e diretto, che non ha bisogno di alcun filtro. D’altronde di filtri ne ha sempre avuti pochi, Francesco Cossiga. Non le ha mai mandate a dire, non si è mai tirato indietro, neanche quando, da Ministro degli Interni, non aveva problemi a reprimere con le cattive qualsiasi moto studentesco che si alzasse sopra le righe consentite, in quel lontano 1977.

Chissà quali parole avrebbe speso oggi, avendo la possibilità di ammirare l’italica scenografia. 

Chissà quante picconate sarebbero piovute sull’eventuale e prossimo Presidente del Consiglio e a suo tempo socio di Goldman & Sachs…

La natura ambigua di Cossiga impone una certa calma nella valutazione di qualsiasi dichiarazione, tuttavia passa agli atti anche l’antipatia del politico sassarese nei confronti di Romano Prodi, definito, alla stessa stregua di Draghi, un «vile» (agosto 2005). 

Certo, fa specie la differenza di trattamento che Cossiga comunque ha riservato ai due: a gamba tesissima su Draghi, molto più morbido nei confronti del Professor Romano, mai nominato nelle allusioni alla famosa crociera sul Britannia…

Già a cosa faceva riferimento l’ex Presidente della repubblica??? Cosa intendeva dire per “Britannia”? Già… cosa accadde su quella nave, durante quella crociera allusa da molti e raccontata da pochissimi? Nel 2011 Roberto Santoro scrisse: “Il 2 giugno del 1992 il direttore del Tesoro, Mario Draghi, sale sulla passerella del Royal Yacht “Britannia”, il panfilo della Regina Elisabetta ormeggiato nel porto di Civitavecchia. Draghi ha con sé l’invito ricevuto dai British Invisibles, che non sono i protagonisti di un romanzo complottista bensì i rappresentanti di un influente gruppo di pressione della City londinese, “invisibles” nel senso che si occupano di transazioni che non riguardano merci ma servizi finanziari. I Warburg, i Barings, i Barclays, ma anche i rappresentanti di Goldman & Sachs, finanzieri e banchieri del capitalismo che funziona, o funzionava, sono venuti a spiegare a un gruppo di imprenditori e boiardi di Stato italiani come fare le privatizzazioni».

Insomma, si parla di privatizzare. Una parola salita esponenzialmente in auge, un periodo durante il quale molte aziende statali hanno subito una metamorfosi repentina e non troppo rumorosa. La grande IRI, gigantesco consorzio di aziende che per decenni aveva rappresentato il simbolo dell’efficienza e della produttività statale, si è gradualmente smembrata. L’effetto è stato quello di avere un corollario di aziende private, che ormai poco hanno a che fare con il novecentesco concetto di “motore nazionale”, avendo ormai struttura internazionale, grazie a capitali esteri: vedasi Buitoni, Invernizzi, Locatelli, Galbani, Negroni, Ferrarelle, Peroni, Moretti, Fini, Mira Lanza e per ultima Fiat!!!

Privatizzazioni furiose che hanno coinvolto qualsiasi ambito. La privatizzazione dell’Istruzione superiore, con i tagli alla scuola pubblica, la privatizzazione del mercato del lavoro, con il famigerato pacchetto Treu rincarato dalla riforma Biagi. Quel pacchetto e quella riforma intrisa di sangue aprirono il sipario sull’angosciante realtà del precariato, pesante fardello demonizzato e al contempo difeso e tutelato da qualsiasi esecutivo, di destra e di sinistra, fino ad arrivare a Monti e alle sue infelici esternazioni piene di lacrime di sangue di noi italiani…

Seguendo quel percorso ecco “Autostrade per l’Italia”, nuova società costituita nell’ambito della riorganizzazione dell’originaria Società Autostrade Concessioni e Costruzioni S.p.a., completata nei primi mesi del 2003, che autorizzò, nell’ordine: le partecipazioni nelle società attive nel settore autostradale; le partecipazioni nelle altre società, avviate anche con partner, per lo sviluppo di nuove arterie autostradali in Italia; le partecipazioni nelle società che svolgono attività di progettazione e di pavimentazione di supporto alle attività caratteristiche del comparto autostradale; le partecipazioni in società ed enti operanti in attività comunque connesse alla gestione di strade e autostrade.

Abbiamo visto in questi anni cosa è emerso dopo il crollo del ponte Morandi!!!

Peraltro perché meravigliarsi… già nel giugno 2000 la sorte delle autostrade era toccata alle ferrovie, dando il via ad un lento processo di privatizzazione che, pur non avendo ancora completato il suo corso, aveva prodotto l’effettiva metamorfosi di un servizio diventato, col passare degli anni, sempre più vicina all’operatività di un’agenzia di viaggi che a una doverosa funzione di trasporto pubblico. Si pensi al rincaro dei biglietti, alla soppressione di molti convogli economici, o alle poco felici e recentissime sponsorizzazioni dal sapore classista…

Dunque, più che soffermarsi ad analizzare cosa avvenne e quali furono gli argomenti trattati sullo yacht Reale, è utile soffermarsi su ciò che accadde dopo quell’incontro, a cui erano presenti, come scrive Santoro, il già citato Draghi, il presidente di Bankitalia Ciampi, Beniamino Andreatta, Mario Baldassarri, i vertici di Iri, Eni, Ina, Comit, delle grandi partecipate che di lì a poco sarebbero state “svendute”, così si dice, senza grande acume proprio da coloro che nell’ultimo scorcio della Prima Repubblica le avevano trasformate nei “gioielli di famiglia!!!.

Il Riformista, nel 2003 scriveva così:

Nel settembre ’92, soprattutto, l’agenzia di rating Moody’s, la stessa che ha declassato la Fiat poche settimane fa, si accanì particolarmente contro l’Italia: un suo declassamento dei Bot italiani diede infatti il via a una spaventosa speculazione sulla nostra moneta che ci portò fuori dallo Sme. Ecco cosa disse l’allora presidente del Consiglio, Bettino Craxi, al riguardo: «Esiste un intreccio di forze e circostanze diverse». Parlò di «quantità di capitali speculativi provenienti sia da operatori finanziari che da gruppi economici», di «potenti interessi che pare si siano mossi allo scopo di spezzare le maglie dello Sme», di «avversari dell’Unione Europea».

Craxi lo disse allora, anche perché oggi non può ripeterlo… non c’è più!!!

Ci sono in compenso altri personaggi che entrano e che escono come caselle perfettamente inserite di un domino. C’è ad esempio Reginald Bartholomew, figlio naturale del caso del 1993 che nel mese di giugno diventerà ambasciatore americano a Roma. Un anno dopo, siamo nel giugno 1994, con la scorpacciata del Britannia bella e consumata, ecco cosa dirà Bartholomew: Continueremo a sottolineare ai nostri interlocutori italiani la necessità di essere trasparenti nelle privatizzazioni, di proseguire in modo spedito e di rimuovere qualsiasi barriera per gli investimenti esteri!!!

Ciò che emerge da quanto sopra è l’evidente parallelismo che alcuni passaggi hanno con la situazione odierna….

Oggi Moody’s  (società privata con sede a New York che esegue ricerche finanziarie e analisi sulle attività di imprese commerciali e statali) è sulla bocca di tutti, tanto da attirare le uova degli indignati manifestanti. Peraltro si è visto come i giudizi da penna rossa delle agenzie di rating non sono certo nati con la crisi. 

Scriveva Sergio Romano sul Corriere della Sera: “L’uscita dallo Sme provocò un terremoto totale, facendo intraprendere al Paese una faticosissima Via Crucis che riportò l’Italia in Europa nella seconda metà degli anni novanta, governata da quel Prodi che assicurò la continuità del progetto Amato: governo tecnico istituito nel 1992 e archiviato con l’uscita della cellula Berlusconi, vera e propria cellula impazzita che avrebbe maramaldeggiato sul paese per quasi vent’anni. Ventennio interrotto appunto dalla parentesi di Romano Prodi e della sua corsa all’Euro. Insomma, per parafrasare il tutto alla ferroviaria maniera, Silvio scese dal vagone Italia sicuro di poterci risalire, ma lasciando a Prodi il compito di azzeccare gli scambi (ferroviari e non solo) in direzione Bruxelles.

Ritorniamo al “Britannia”, il panfilo della Regina Elisabetta, che evidenziò come la crociera fosse stata decisa e programmata dal governo di Sua Maestà. E il fatto che l’evento fosse stato organizzato da una società chiamata “British Invisibles” provocò una valanga di sorrisi, ammiccamenti e battute ironiche… 

Cominciamo dal nome degli organizzatori. “Invisibili”, nel linguaggio economico-finanziario, sono le transazioni di beni immateriali, come per l’appunto la vendita di servizi finanziari. Negli anni in cui fu governata dalla signora Thatcher, la Gran Bretagna privatizzò molte imprese, rilanciò la City, sviluppò la componente finanziaria della sua economia e acquisì in tal modo uno straordinario capitale di competenze nel settore delle acquisizioni e delle fusioni. Fu deciso che quel capitale sarebbe stato utile ad altri Paesi e che le imprese finanziarie britanniche avrebbero potuto svolgere un ruolo utile al loro Paese. 

British Invisibles” nacque da un comitato della Banca Centrale del Regno Unito e divenne una sorta di Confindustria delle imprese finanziarie. Oggi si chiama “International Financial Services” e raggruppa circa 150 aziende del settore. Un’organizzazione che seppe in anticipo su tutti di come il nostro Paese  avrebbe finalmente aperto il capitolo delle privatizzazioni e in quella sede – i nostri uomini – decisero di illustrare quali privatizzazioni potevano essere compiute ai danni del nostro settore pubblico e quali servizi quelle sue imprese erano in grado di fornire…

Ci hanno svenduto al migliore offerente, ed oggi, proprio coloro che nulla sanno di quanto realmente accaduto nel corso di questi anni in danno del nostro paese, ma soprattutto, come sempre avviene in questi casi e cioè quando improvvisamente qualcuno si erge a “Salvatore della patria” ecco che tutti iniziano ad applaudire, ancor prima che quel soggetto ( ora designato ) , abbia iniziato a fare qualcosa di buono… 

Ma si sa, così va l’Italia e così sono molti miei connazionali (pecoroni) che invece di leggere, informarsi ed anche interrogarsi su quanto avviene nel loro paese, preferiscono credere alle notizie riportate… molte delle quali completamente “false” o “fake”, l’importante per loro è che queste notizie non superino i 280 caratteri!!!

Già sono questi gli italiani, d’altronde perché dover leggere così tanto, quando si ha la predisposizione a credere a tutte le “cazzate” che, di volta in volta, vengono dai nostri media riportate???

Comunque, se avete ancora voglia di leggere, seguite questo link: https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/01/22/britannia-la-vera-storia/5681308/

Arriva… Super Mario!!! Ma chi è Mario Draghi??? Seconda (e per fortuna ) ultima parte!!!

«Un vile affarista. Non si può nominare Presidente del Consiglio dei Ministri chi è stato socio della Goldman & Sachs, grande banca d’affari americana. E male, molto male io feci ad appoggiarne, quasi ad imporne la candidatura a Silvio Berlusconi». 

Francesco Cossiga, ex Presidente della Repubblica, profondo conoscitore degli scantinati dell’Italia repubblicana, non ha mai avuto la mano delicata nei confronti di Mario Draghi, ex governatore di Bankitalia e successivamente Presidente della Banca Centrale Europea…

La dichiarazione è ovviamente datata, nata come risposta ad alcune insinuazioni sorte alcuni anni fa sull’eventuale candidatura di Draghi a ricoprire il ruolo di Premier: «Ѐ il liquidatore – proseguiva allora Cossiga – dopo la famosa crociera sul “Britannia”, dell’industria pubblica italiana. Da governatore del tesoro ha svenduto l’apparato produttivo statale, figuriamoci cosa potrebbe fare da Presidente del Consiglio dei Ministri»!!!

Insomma, un messaggio chiaro e diretto, che non ha oggi riproposto alcun bisogno di filtro. D’altronde di filtri l’allora Presidente Cossiga ne ha avuti pochi. Le ha sempre mandate a dire, non si è mai tirato indietro, neanche quando, da Ministro degli Interni, non ha avuto problemi a reprimere con le cattive qualsiasi moto studentesco che si alzasse sopra le righe consentite, in quel lontano 1977.

Chissà quali parole avrebbe speso oggi, avendo la possibilità di ammirare questa deplorevole italica scenografia. 

Chissà quante picconate sarebbero piovute su questo eventuale (e prossimo) Presidente del Consiglio, a suo tempo socio di Goldman & Sachs…

La natura ambigua di Cossiga impone ora una certa calma nella valutazione di qualsiasi dichiarazione, tuttavia passa agli atti anche quell’allora antipatia del politico sassarese nei confronti di Romano Prodi, definito, alla stessa stregua di Draghi, un «vile» (agosto 2005). 

Certo, fa specie la differenza di trattamento che Cossiga comunque ha riservato ai due: a gamba tesissima su Draghi, molto più morbido nei confronti del Professor Romano, mai nominato nelle allusioni alla famosa crociera sul Britannia…

Già a cosa faceva riferimento l’ex Presidente della repubblica??? Cosa intendeva dire per “Britannia”? Già… cosa accadde su quella nave, durante quella crociera allusa da molti e raccontata da pochissimi? 

Nel 2011 Roberto Santoro scrisse: “Il 2 giugno del 1992 il direttore del Tesoro, Mario Draghi, sale sulla passerella del Royal Yacht “Britannia”, il panfilo della Regina Elisabetta ormeggiato nel porto di Civitavecchia. Draghi ha con sé l’invito ricevuto dai British Invisibles, che non sono i protagonisti di un romanzo complottista bensì i rappresentanti di un influente gruppo di pressione della City londinese, “invisibles” nel senso che si occupano di transazioni che non riguardano merci ma servizi finanziari. I Warburg, i Barings, i Barclays, ma anche i rappresentanti di Goldman & Sachs, finanzieri e banchieri del capitalismo che funziona, o funzionava, sono venuti a spiegare a un gruppo di imprenditori e boiardi di Stato italiani come fare le privatizzazioni».

Insomma, si parla di privatizzare. Una parola salita esponenzialmente in auge, un periodo durante il quale molte aziende statali hanno subito una metamorfosi repentina e non troppo rumorosa. La grande IRI, gigantesco consorzio di aziende che per decenni aveva rappresentato il simbolo dell’efficienza e della produttività statale, si è gradualmente smembrata. L’effetto è stato quello di avere un corollario di aziende private, che ormai poco hanno a che fare con il novecentesco concetto di “motore nazionale”, avendo ormai struttura internazionale, grazie a capitali esteri: vedasi Buitoni, Invernizzi, Locatelli, Galbani, Negroni, Ferrarelle, Peroni, Moretti, Fini, Mira Lanza e per ultima Fiat!!!

Privatizzazioni furiose che hanno coinvolto qualsiasi ambito. La privatizzazione dell’Istruzione superiore, con i tagli alla scuola pubblica, la privatizzazione del mercato del lavoro, con il famigerato pacchetto Treu rincarato dalla riforma Biagi. Quel pacchetto e quella riforma intrisa di sangue aprirono il sipario sull’angosciante realtà del precariato, pesante fardello demonizzato e al contempo difeso e tutelato da qualsiasi esecutivo, di destra e di sinistra, fino ad arrivare a Monti e alle sue infelici esternazioni piene di lacrime di sangue di noi italiani…

Seguendo quel percorso ecco “Autostrade per l’Italia”, una società costituita nell’ambito della riorganizzazione dell’originaria Società Autostrade Concessioni e Costruzioni S.p.a., completata nei primi mesi del 2003, che autorizzò, nell’ordine: le partecipazioni nelle società attive nel settore autostradale; le partecipazioni nelle altre società, avviate anche con partner, per lo sviluppo di nuove arterie autostradali in Italia; le partecipazioni nelle società che svolgono attività di progettazione e di pavimentazione di supporto alle attività caratteristiche del comparto autostradale; le partecipazioni in società ed enti operanti in attività comunque connesse alla gestione di strade e autostrade.

Abbiamo visto in questi anni cosa è emerso dopo il crollo del ponte Morandi!!!

Peraltro perché meravigliarsi… già nel giugno 2000 la sorte delle autostrade era toccata alle ferrovie, dando il via ad un lento processo di privatizzazione che, pur non avendo ancora completato il suo corso, aveva prodotto l’effettiva metamorfosi di un servizio diventato, col passare degli anni, sempre più vicina all’operatività di un’agenzia di viaggi che a una doverosa funzione di trasporto pubblico. Si pensi al rincaro dei biglietti, alla soppressione di molti convogli economici, o alle poco felici e recentissime sponsorizzazioni dal sapore classista…

Dunque, più che soffermarsi ad analizzare cosa avvenne e quali furono gli argomenti trattati sullo yacht Reale, è utile soffermarsi su ciò che accadde dopo quell’incontro, a cui erano presenti, come scrive Santoro, il già citato Draghi, il presidente di Bankitalia Ciampi, Beniamino Andreatta, Mario Baldassarri, i vertici di Iri, Eni, Ina, Comit, delle grandi partecipate che di lì a poco sarebbero state “svendute”, così si dice, senza grande acume proprio da coloro che nell’ultimo scorcio della Prima Repubblica le avevano trasformate nei “gioielli di famiglia!!!.

Il Riformista, nel 2003 scriveva così:

Nel settembre ’92, soprattutto, l’agenzia di rating Moody’s, la stessa che ha declassato la Fiat poche settimane fa, si accanì particolarmente contro l’Italia: un suo declassamento dei Bot italiani diede infatti il via a una spaventosa speculazione sulla nostra moneta che ci portò fuori dallo Sme. Ecco cosa disse l’allora presidente del Consiglio, Bettino Craxi, al riguardo: «Esiste un intreccio di forze e circostanze diverse». Parlò di «quantità di capitali speculativi provenienti sia da operatori finanziari che da gruppi economici», di «potenti interessi che pare si siano mossi allo scopo di spezzare le maglie dello Sme», di «avversari dell’Unione Europea».

Craxi lo disse allora, anche perché oggi non può ripeterlo… non c’è più!!!

Ci sono in compenso altri personaggi che entrano e che escono come caselle perfettamente inserite di un domino. C’è ad esempio Reginald Bartholomew, figlio naturale del caso del 1993 che nel mese di giugno diventerà ambasciatore americano a Roma. Un anno dopo, siamo nel giugno 1994, con la scorpacciata del Britannia bella e consumata, ecco cosa dirà Bartholomew: Continueremo a sottolineare ai nostri interlocutori italiani la necessità di essere trasparenti nelle privatizzazioni, di proseguire in modo spedito e di rimuovere qualsiasi barriera per gli investimenti esteri!!!

Ciò che emerge da quanto sopra è l’evidente parallelismo che alcuni passaggi hanno con la situazione odierna….

Oggi Moody’s  (società privata con sede a New York che esegue ricerche finanziarie e analisi sulle attività di imprese commerciali e statali) è sulla bocca di tutti, tanto da attirare le uova degli indignati manifestanti. Peraltro si è visto come i giudizi da penna rossa delle agenzie di rating non sono certo nati con la crisi. 

Scriveva Sergio Romano sul Corriere della Sera: “L’uscita dallo Sme provocò un terremoto totale, facendo intraprendere al Paese una faticosissima Via Crucis che riportò l’Italia in Europa nella seconda metà degli anni novanta, governata da quel Prodi che assicurò la continuità del progetto Amato: governo tecnico istituito nel 1992 e archiviato con l’uscita della cellula Berlusconi, vera e propria cellula impazzita che avrebbe maramaldeggiato sul paese per quasi vent’anni. Ventennio interrotto appunto dalla parentesi di Romano Prodi e della sua corsa all’Euro. Insomma, per parafrasare il tutto alla ferroviaria maniera, Silvio scese dal vagone Italia sicuro di poterci risalire, ma lasciando a Prodi il compito di azzeccare gli scambi (ferroviari e non solo) in direzione Bruxelles.

Ritorniamo al “Britannia”, il panfilo della Regina Elisabetta, che evidenziò come la crociera fosse stata decisa e programmata dal governo di Sua Maestà. E il fatto che l’evento fosse stato organizzato da una società chiamata “British Invisibles” provocò una valanga di sorrisi, ammiccamenti e battute ironiche… 

Cominciamo dal nome degli organizzatori. “Invisibili”, nel linguaggio economico-finanziario, sono le transazioni di beni immateriali, come per l’appunto la vendita di servizi finanziari. Negli anni in cui fu governata dalla signora Thatcher, la Gran Bretagna privatizzò molte imprese, rilanciò la City, sviluppò la componente finanziaria della sua economia e acquisì in tal modo uno straordinario capitale di competenze nel settore delle acquisizioni e delle fusioni. Fu deciso che quel capitale sarebbe stato utile ad altri Paesi e che le imprese finanziarie britanniche avrebbero potuto svolgere un ruolo utile al loro Paese. 

British Invisibles” nacque da un comitato della Banca Centrale del Regno Unito e divenne una sorta di Confindustria delle imprese finanziarie. Oggi si chiama “International Financial Services” e raggruppa circa 150 aziende del settore. Un’organizzazione che seppe in anticipo su tutti di come il nostro Paese  avrebbe finalmente aperto il capitolo delle privatizzazioni e in quella sede – i nostri uomini – decisero di illustrare quali privatizzazioni potevano essere compiute ai danni del nostro settore pubblico e quali servizi quelle sue imprese erano in grado di fornire…

Ci hanno svenduto al migliore offerente, ed oggi, proprio coloro che nulla sanno di quanto realmente accaduto nel corso di questi anni in danno del nostro paese, ma soprattutto, come sempre avviene in questi casi e cioè quando improvvisamente qualcuno si erge a “Salvatore della patria” ecco che tutti iniziano ad applaudire, ancor prima che quel soggetto ( ora designato ) , abbia iniziato a fare qualcosa di buono… 

Ma si sa, così va l’Italia e così sono molti miei connazionali (pecoroni) che invece di leggere, informarsi ed anche interrogarsi su quanto avviene nel loro paese, preferiscono credere alle notizie riportate… molte delle quali completamente “false” o “fake”, l’importante per loro è che queste notizie non superino mai i 280 caratteri!!!

Già sono questi gli italiani, d’altronde perché dover leggere così tanto, quando si ha la predisposizione a credere a tutte le “cazzate” che, di volta in volta, vengono dai nostri media riportate???

Comunque, se avete ancora voglia di leggere, seguite questo link: https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/01/22/britannia-la-vera-storia/5681308/

Arriva… Super Mario!!! Ma chi è Mario Draghi??? Prima parte…

 

Da sempre uomo dell’alta finanza, dal 1984 al 1990 direttore della Banca Mondiale, con un ruolo chiave svolto nel periodo delle grandi “privatizzazioni” alla svendite degli asset strategici nazionali degli anni ’90.

Divenuto dirigente di alto livello per Goldman Sachs nel 2002 e quindi presidente della Bce nel 2011. 

Da numero uno dell’eurotower il suo primo atto fu quello di inviare una lettera al governo italiano co-firmata dal presidente uscente Trichet, in cui, con un’ingerenza senza precedenti, “consigliava” all’allora governo Berlusconi alcune misure di austerità e tagli della spesa pubblica al fine di abbassare lo spread. 

Atto che preparò quindi il terreno all’avvento del governo tecnico di Mario Monti pochi mesi dopo e di cui ricordiamo ancora le lacrime di sangue… 

Un lungo curriculum, ma andiamo per ordine…

Il 3 settembre 1947 Mario Draghi nasce in una famiglia benestante di Roma. 

Suo padre Carlo era un banchiere e lavorava in istituzioni finanziarie come la Banca d’Italia e la Banca Nazionale del Lavoro, mentre la madre era una farmacista…

Tuttavia, a causa di circostanze imprevedibili, quando egli era ancora adolescente, i suoi genitori morirono entrambi in pochi mesi. 

Questo incidente comprenderete spezzo la vita pacifica e stabile originaria ed essendo egli il figlio maggiore della famiglia, assunse coraggiosamente su di se il peso della vita, prendendosi cura dei suoi fratelli più piccoli, mentre nel frattempo studiava duramente.

Secondo i ricordi dei compagni di scuola media, dopo la morte dei suoi genitori, Draghi ha avuto una vita molto difficile, ed anche se usciva presto e tornava tardi tutti i giorni, appariva sempre davanti a tutti vestito in modo ordinato, già…non si arrendeva mai.

Forse è stata l’illuminazione della famiglia, ma il talento è emerso sin da subito, attraverso avuto ottimi risultati accademici e sviluppando un vivo interesse per l’economia. 

Dopo il diploma di scuola superiore, è stato ammesso all’Università di Roma, dove ha studiato con Federico Cave, un economista che ammirava la teoria keynesiana. Si è laureato con successo sotto la guida del suo tutor, il titolo della sua tesi di laurea era “Integrazione economica e variazioni dei tassi di cambio”.

Dopo la laurea, Mario Draghi non era ansioso di entrare nel mondo del lavoro, ma ha presentato una domanda di dottorato al Massachusetts Institute of Technology dall’altra parte dell’Atlantico. 

Al MIT, Draghi è stato guidato dagli economisti Franco Modigliani e Robert Solo, specializzati in teoria e applicazioni economiche. Nel 1976 consegue un dottorato in economia.

Dopo il dottorato, torna in Italia e lavorato come professore di economia presso l’Università di Trento, l’Università di Padova e l’Università di Venezia. 

Sebbene insegni nel mondo accademico, mantiene anche stretti legami con l’industria e intrattiene scambi con funzionari finanziari negli Stati Uniti, Germania, Israele e altri paesi.

Dal 1984 al 1990, Draghi torna nuovamente a Washington, USA, dove è direttore esecutivo dell’Italia presso la Banca Mondiale. 

Nel 1991, su forte raccomandazione dell’allora Ministro Guido Cali, Draghi è diventato Direttore Generale del Ministero delle Finanze italiano. 

In pochi mesi dopo l’insediamento, l’Italia ha subito una crisi valutaria e la lira ha subito un forte deprezzamento. 

Draghi prende quindi misure decisive, vendendo più di 70 miliardi di euro di beni statali ed effettuando una serie di riforme al ministero delle Finanze. 

Le sue azioni ottengono buoni risultati: l’Italia entra nell’area dell’euro nel 1999 e si è classificata tra i primi paesi ad entrare nell’area dell’euro…

Durante il suo incarico al Ministero delle Finanze, ha presieduto la revisione della legislazione societaria e finanziaria italiana e ha redatto le leggi per la disciplina del mercato finanziario italiano. 

Queste leggi hanno cambiato le norme del mercato finanziario italiano, costringendo i dirigenti aziendali italiani a prestare maggiore attenzione agli standard etici e alla trasparenza della gestione e del comportamento aziendale.

Nel 2001, il nuovo Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi è salito al potere, Draghi si è dimesso dal Ministero delle Finanze ed è stato Vice Presidente e Amministratore Delegato di Goldman Sachs International. 

Insieme alle principali società e governi europei, è impegnato nella società europea strategia e sviluppo. 

Tuttavia, dopo che la notizia ha rivelato che la Grecia aveva utilizzato swap over-the-counter con l’aiuto di Goldman Sachs, Draghi ha detto di non essere a conoscenza della transazione.

Nel 2005 l’Italia è nuovamente entrata in crisi e la banca centrale è fallita. 

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha richiamato Draghi e gli ha chiesto di sostituire Antonio Fazio, sospettato di essere coinvolto nello scandalo, come governatore della Banca d’Italia. 

Dopo aver assunto la carica di governatore della banca centrale, Draghi ha razionalizzato l’organizzazione e ha riformato i metodi di lavoro e lo stile della banca centrale, che ha attenuato la crisi in Italia nel breve termine.

Nell’aprile 2006 Draghi è stato eletto presidente del Financial Stability Forum. L’organizzazione è diventata il Financial Stability Board per conto del G20 nell’aprile 2009, riunendo governi, banche centrali e regolatori nazionali, mercati finanziari, istituzioni finanziarie internazionali, rappresentanti delle agenzie internazionali di vigilanza e delle associazioni di vigilanza e del Comitato di esperti della banca centrale. 

L’organizzazione mira a promuovere la stabilità finanziaria internazionale, migliorare le operazioni di mercato e ridurre i rischi sistemici attraverso lo scambio di informazioni e la cooperazione internazionale tra le autorità di regolamentazione.

Nel 2011, quando Trichet, allora presidente della Banca centrale europea, stava per dimettersi, tutti iniziarono a speculare su chi sarebbe diventato il successore. In questo momento, il nome di Mario Draghi ha iniziato a comparire frequentemente nella lista dei “candidati”. 

Tuttavia, come italiano, Draghi sta anche affrontando la pressione dell’opinione pubblica, perché nella zona euro la situazione finanziaria italiana è scarsa e il suo debito estero è secondo solo alla Grecia. I media hanno persino rilasciato pubblicamente una battuta: “Il rapporto tra inflazione e italiani è inscindibile quanto la salsa di pomodoro e la pasta”.

Il 17 maggio 2011, il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato una proposta per nominare Draghi Presidente della Banca Centrale Europea, ed è stata approvata dal Parlamento Europeo e dalla Banca Centrale Europea. Il 24 giugno 2011 la nomina di Draghi è stata confermata dai leader europei, entrato ufficialmente in carica il 1° novembre 2011, diventando il nuovo capo della Banca Centrale Europea e il terzo leader nella storia della Banca Centrale Europea.

Tuttavia, la crisi del debito in Grecia è così grave che gli investitori globali hanno iniziato a dubitare del credito della zona euro e si rifiutano di acquistare obbligazioni della zona euro. 

Nel 2012 Draghi si è fatto avanti e ha annunciato che avrebbe difeso l’euro a tutti i costi. Il suo discorso e una serie di misure hanno ravvivato la fiducia del mercato nell’euro e alla fine hanno aiutato la zona euro a superare senza problemi la crisi del debito. Quindi tutti lo chiamano “il difensore dell’euro”. 

Il 30 ottobre 2019, Draghi conclude il suo mandato dopo otto anni alla Banca centrale europea.

Fine prima parte…

Arriva… Super Mario!!! Ma chi è Mario Draghi??? Prima parte…

 

Da sempre uomo dell’alta finanza, dal 1984 al 1990 direttore della Banca Mondiale, con un ruolo chiave svolto nel periodo delle grandi “privatizzazioni” alla svendite degli asset strategici nazionali degli anni ’90.

Divenuto dirigente di alto livello per Goldman Sachs nel 2002 e quindi presidente della Bce nel 2011. 

Da numero uno dell’eurotower il suo primo atto fu quello di inviare una lettera al governo italiano co-firmata dal presidente uscente Trichet, in cui, con un’ingerenza senza precedenti, “consigliava” all’allora governo Berlusconi alcune misure di austerità e tagli della spesa pubblica al fine di abbassare lo spread. 

Atto che preparò quindi il terreno all’avvento del governo tecnico di Mario Monti pochi mesi dopo e di cui ricordiamo ancora le lacrime di sangue… 

Un lungo curriculum, ma andiamo per ordine…

Il 3 settembre 1947 Mario Draghi nasce in una famiglia benestante di Roma. 

Suo padre Carlo era un banchiere e lavorava in istituzioni finanziarie come la Banca d’Italia e la Banca Nazionale del Lavoro, mentre la madre era una farmacista…

Tuttavia, a causa di circostanze imprevedibili, quando egli era ancora adolescente, i suoi genitori morirono entrambi in pochi mesi. 

Questo incidente comprenderete spezzo la vita pacifica e stabile originaria ed essendo egli il figlio maggiore della famiglia, assunse coraggiosamente su di se il peso della vita, prendendosi cura dei suoi fratelli più piccoli, mentre nel frattempo studiava duramente.

Secondo i ricordi dei compagni di scuola media, dopo la morte dei suoi genitori, Draghi ha avuto una vita molto difficile, ed anche se usciva presto e tornava tardi tutti i giorni, appariva sempre davanti a tutti vestito in modo ordinato, già…non si arrendeva mai.

Forse è stata l’illuminazione della famiglia, ma il talento è emerso sin da subito, attraverso avuto ottimi risultati accademici e sviluppando un vivo interesse per l’economia. 

Dopo il diploma di scuola superiore, è stato ammesso all’Università di Roma, dove ha studiato con Federico Cave, un economista che ammirava la teoria keynesiana. Si è laureato con successo sotto la guida del suo tutor, il titolo della sua tesi di laurea era “Integrazione economica e variazioni dei tassi di cambio”.

Dopo la laurea, Mario Draghi non era ansioso di entrare nel mondo del lavoro, ma ha presentato una domanda di dottorato al Massachusetts Institute of Technology dall’altra parte dell’Atlantico. 

Al MIT, Draghi è stato guidato dagli economisti Franco Modigliani e Robert Solo, specializzati in teoria e applicazioni economiche. Nel 1976 consegue un dottorato in economia.

Dopo il dottorato, torna in Italia e lavorato come professore di economia presso l’Università di Trento, l’Università di Padova e l’Università di Venezia. 

Sebbene insegni nel mondo accademico, mantiene anche stretti legami con l’industria e intrattiene scambi con funzionari finanziari negli Stati Uniti, Germania, Israele e altri paesi.

Dal 1984 al 1990, Draghi torna nuovamente a Washington, USA, dove è direttore esecutivo dell’Italia presso la Banca Mondiale. 

Nel 1991, su forte raccomandazione dell’allora Ministro Guido Cali, Draghi è diventato Direttore Generale del Ministero delle Finanze italiano. 

In pochi mesi dopo l’insediamento, l’Italia ha subito una crisi valutaria e la lira ha subito un forte deprezzamento. 

Draghi prende quindi misure decisive, vendendo più di 70 miliardi di euro di beni statali ed effettuando una serie di riforme al ministero delle Finanze. 

Le sue azioni ottengono buoni risultati: l’Italia entra nell’area dell’euro nel 1999 e si è classificata tra i primi paesi ad entrare nell’area dell’euro…

Durante il suo incarico al Ministero delle Finanze, ha presieduto la revisione della legislazione societaria e finanziaria italiana e ha redatto le leggi per la disciplina del mercato finanziario italiano. 

Queste leggi hanno cambiato le norme del mercato finanziario italiano, costringendo i dirigenti aziendali italiani a prestare maggiore attenzione agli standard etici e alla trasparenza della gestione e del comportamento aziendale.

Nel 2001, il nuovo Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi è salito al potere, Draghi si è dimesso dal Ministero delle Finanze ed è stato Vice Presidente e Amministratore Delegato di Goldman Sachs International. 

Insieme alle principali società e governi europei, è impegnato nella società europea strategia e sviluppo. 

Tuttavia, dopo che la notizia ha rivelato che la Grecia aveva utilizzato swap over-the-counter con l’aiuto di Goldman Sachs, Draghi ha detto di non essere a conoscenza della transazione.

Nel 2005 l’Italia è nuovamente entrata in crisi e la banca centrale è fallita. 

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha richiamato Draghi e gli ha chiesto di sostituire Antonio Fazio, sospettato di essere coinvolto nello scandalo, come governatore della Banca d’Italia. 

Dopo aver assunto la carica di governatore della banca centrale, Draghi ha razionalizzato l’organizzazione e ha riformato i metodi di lavoro e lo stile della banca centrale, che ha attenuato la crisi in Italia nel breve termine.

Nell’aprile 2006 Draghi è stato eletto presidente del Financial Stability Forum. L’organizzazione è diventata il Financial Stability Board per conto del G20 nell’aprile 2009, riunendo governi, banche centrali e regolatori nazionali, mercati finanziari, istituzioni finanziarie internazionali, rappresentanti delle agenzie internazionali di vigilanza e delle associazioni di vigilanza e del Comitato di esperti della banca centrale. 

L’organizzazione mira a promuovere la stabilità finanziaria internazionale, migliorare le operazioni di mercato e ridurre i rischi sistemici attraverso lo scambio di informazioni e la cooperazione internazionale tra le autorità di regolamentazione.

Nel 2011, quando Trichet, allora presidente della Banca centrale europea, stava per dimettersi, tutti iniziarono a speculare su chi sarebbe diventato il successore. In questo momento, il nome di Mario Draghi ha iniziato a comparire frequentemente nella lista dei “candidati”. 

Tuttavia, come italiano, Draghi sta anche affrontando la pressione dell’opinione pubblica, perché nella zona euro la situazione finanziaria italiana è scarsa e il suo debito estero è secondo solo alla Grecia. I media hanno persino rilasciato pubblicamente una battuta: “Il rapporto tra inflazione e italiani è inscindibile quanto la salsa di pomodoro e la pasta”.

Il 17 maggio 2011, il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato una proposta per nominare Draghi Presidente della Banca Centrale Europea, ed è stata approvata dal Parlamento Europeo e dalla Banca Centrale Europea. Il 24 giugno 2011 la nomina di Draghi è stata confermata dai leader europei, entrato ufficialmente in carica il 1° novembre 2011, diventando il nuovo capo della Banca Centrale Europea e il terzo leader nella storia della Banca Centrale Europea.

Tuttavia, la crisi del debito in Grecia è così grave che gli investitori globali hanno iniziato a dubitare del credito della zona euro e si rifiutano di acquistare obbligazioni della zona euro. 

Nel 2012 Draghi si è fatto avanti e ha annunciato che avrebbe difeso l’euro a tutti i costi. Il suo discorso e una serie di misure hanno ravvivato la fiducia del mercato nell’euro e alla fine hanno aiutato la zona euro a superare senza problemi la crisi del debito. Quindi tutti lo chiamano “il difensore dell’euro”. 

Il 30 ottobre 2019, Draghi conclude il suo mandato dopo otto anni alla Banca centrale europea.

Fine prima parte…

"Reddito di cittadinanza": ecco alcune proposte valide da adottarsi, affinché quel sussidio si trasformi in qualcosa di concreto anche per la crescita occupazionale!!!

So bene che non posso rivolgere questa mio post ad alcun governo in carica, visto che (vergognosamente) non ne abbiamo uno… ed allora scrivo questo mia ennesima esortazione sperando che qualcuno, dal Capo dello Stato Matterella, al prossimo Presidente del consiglio o a quei suoi ministri (che siederanno a breve su quelle poltrone), comprendano come sia giunto il tempo d’ascoltare chi opera nel campo del lavoro da oltre un quarto di secolo e che ha – a differenza di molti quei parlamentari – il polso della reale situazione del paese o non da quelle tabelle solitamente preparate che lasciano il tempo che trovano… 

Quanto sta accadendo in questi anni – a causa sia di scelte errate da parte dei governi in carica e sia per i gravi problemi derivati dall’emergenza sanitaria – ha portato a far emergere tutte quelle problematiche relative alle politiche del lavoro, che hanno evidenziato gravi ripercussioni sotto il profilo del contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale che come si è visto non sempre ha dimostrato essere equa, concedendo di fatto quel sussidio non solo ai cittadini meno abbienti, ma purtroppo anche coloro che nel richiederlo illegittimamente si sono dimostrati lestofanti e delinquenti!!! 

Per cui – se pur va premiato lo spirito con cui il M5Stelle avesse voluto fortemente questa misura, certamente fondata su valori morali indubbiamente nobili – questo “reddito di cittadinanza” ha dimostrato con il passare del tempo, tutta la propria incapacità di creare posti di lavoro. 

E quindi, se pur creato per aiutare le persone disoccupate e strumento per trovare lavoro, si è visto come quello scopo non abbia minimamente funziona, anzi posso aggiungere per come ho scritto ieri – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/02/il-reddito-di-cittadinanza-va-abolito.html – esso vada (per questo punto) eliminato in quanto inutile, dispendioso, ma soprattutto determina “lavoro nero”!!! 

D’altronde non sono il solo a pensare quanto sopra, nel suo rapporto annuale la “Svimez” ha rilevato che il Reddito di Cittadinanza “stia allontanando dal mercato del lavoro anziché richiamare persone in cerca di occupazione“!!!

Certo, non bisogna confondere quel suo fondamentale obiettivo che non era rappresentato dal cosiddetto “workfare” e cioè di ricercare individui in cerca di occupazione, altrimenti si verrebbe a sminuire quella sua funzione…

Ecco perché nel mio post di ieri facevo riferimento ad alcuni esempi pratici dove in molti rinunciavano ad essere assunti a causa proprio del “RDC”.    

Un secondo problema è che questo reddito disincentiva il beneficiario ad accettare anche eventuali posti precari, occasionali, a tempo parziale…

Ecco perché se si vuole trasformare quel reddito di cittadinanza in qualcosa di concreto, in particolare per quei padri di famiglia che sono nelle condizioni di rendersi ancora disponibili (escludendo tutti quei soggetti che tra donne, anziani, disabili, etc… non sono oggi nelle condizioni sociali o fisiche di poter operare nel mondo del lavoro) – bisogna creare un’alternativa per non disperdere quelle risorse…

Ad esempio, si potrebbe riconoscere questa somma ai soli fini contributivi, per cui un impresa che assume a tempo indeterminato un dipendente, risparmierebbe la somma di circa 800,00 euro al mese per versamenti contributivi, mentre il dipendente se li ritroverebbe così pagati… 

Un’altra scelta da effettuarsi potrebbe essere quella di realizzare dei contratti di lavoro da €. 1.500,00 per ogni nuovo dipendente assunto, di cui la metà venga pagata dall’impresa e l’altra metà direttamente dallo Stato…

Ed invece si preferisce continuare così, con molti addetti che operano “a nero“, ma non solo, che rischiano ogni giorno la propria vita o la propria salute a causa di quelle mancate procedure previste a tutela della sicurezza sul lavoro, di cui alcuni di essi tra l’altro a causa del Covid-19, sono ogni giorno impegnati professionalmente, se pur in maniera precaria, ed inseriti sotto la dicitura volontariato, cooperazione, asservimento comunitario, associazione, etc…   

Migliaia e migliaia di lavoratori a nero che non troveranno mai una collocazione stabile, ma che continueranno a rimanere così, veri e propri fantasmi di una economia parallela e illegale!!!

D’altronde allo Stato interessa poco risolvere il problema, in particolare alla politica che con la scusa di aiutare attraverso sostegni e redditi vari i suoi cittadini, li tiene di fatto sottomessi!!!

Lo Stato sociale sta per esplodere, ma ciò non è stato ben compreso e l’aumento esponenziale della disoccupazione, porterà – se non giungeranno presto quei “benedetti” miliardi dallUe, il nostro paese a rischio guerra civile… 

I cittadini “onesti” peraltro sono stanchi di questa perpetrata situazione generale e sono in molti ormai a non essere più interessati a ricevere quella elemosina chiamata sussidio o reddito d’emergenza e di cittadinanza… viceversa restano alla fine soltanto quei soliti disonesti che sperare come sempre avviene, di trarne vantaggio anche da che questa ambigua situazione!!! 

"Reddito di cittadinanza": ecco alcune proposte valide da adottarsi, affinché quel sussidio si trasformi in qualcosa di concreto anche per la crescita occupazionale!!!

So bene che non posso rivolgere questa mio post ad alcun governo in carica, visto che (vergognosamente) non ne abbiamo uno… ed allora scrivo questo mia ennesima esortazione sperando che qualcuno, dal Capo dello Stato Matterella, al prossimo Presidente del consiglio o a quei suoi ministri (che siederanno a breve su quelle poltrone), comprendano come sia giunto il tempo d’ascoltare chi opera nel campo del lavoro da oltre un quarto di secolo e che ha – a differenza di molti quei parlamentari – il polso della reale situazione del paese o non da quelle tabelle solitamente preparate che lasciano il tempo che trovano… 

Quanto sta accadendo in questi anni – a causa sia di scelte errate da parte dei governi in carica e sia per i gravi problemi derivati dall’emergenza sanitaria – ha portato a far emergere tutte quelle problematiche relative alle politiche del lavoro, che hanno evidenziato gravi ripercussioni sotto il profilo del contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale che come si è visto non sempre ha dimostrato essere equa, concedendo di fatto quel sussidio non solo ai cittadini meno abbienti, ma purtroppo anche coloro che nel richiederlo illegittimamente si sono dimostrati lestofanti e delinquenti!!! 

Per cui – se pur va premiato lo spirito con cui il M5Stelle avesse voluto fortemente questa misura, certamente fondata su valori morali indubbiamente nobili – questo “reddito di cittadinanza” ha dimostrato con il passare del tempo, tutta la propria incapacità di creare posti di lavoro. 

E quindi, se pur creato per aiutare le persone disoccupate e strumento per trovare lavoro, si è visto come quello scopo non abbia minimamente funziona, anzi posso aggiungere per come ho scritto ieri – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/02/il-reddito-di-cittadinanza-va-abolito.html – esso vada (per questo punto) eliminato in quanto inutile, dispendioso, ma soprattutto determina “lavoro nero”!!! 

D’altronde non sono il solo a pensare quanto sopra, nel suo rapporto annuale la “Svimez” ha rilevato che il Reddito di Cittadinanza “stia allontanando dal mercato del lavoro anziché richiamare persone in cerca di occupazione“!!!

Certo, non bisogna confondere quel suo fondamentale obiettivo che non era rappresentato dal cosiddetto “workfare” e cioè di ricercare individui in cerca di occupazione, altrimenti si verrebbe a sminuire quella sua funzione…

Ecco perché nel mio post di ieri facevo riferimento ad alcuni esempi pratici dove in molti rinunciavano ad essere assunti a causa proprio del “RDC”.    

Un secondo problema è che questo reddito disincentiva il beneficiario ad accettare anche eventuali posti precari, occasionali, a tempo parziale…

Ecco perché se si vuole trasformare quel reddito di cittadinanza in qualcosa di concreto, in particolare per quei padri di famiglia che sono nelle condizioni di rendersi ancora disponibili (escludendo tutti quei soggetti che tra donne, anziani, disabili, etc… non sono oggi nelle condizioni sociali o fisiche di poter operare nel mondo del lavoro) – bisogna creare un’alternativa per non disperdere quelle risorse…

Ad esempio, si potrebbe riconoscere questa somma ai soli fini contributivi, per cui un impresa che assume a tempo indeterminato un dipendente, risparmierebbe la somma di circa 800,00 euro al mese per versamenti contributivi, mentre il dipendente se li ritroverebbe così pagati… 

Un’altra scelta da effettuarsi potrebbe essere quella di realizzare dei contratti di lavoro da €. 1.500,00 per ogni nuovo dipendente assunto, di cui la metà venga pagata dall’impresa e l’altra metà direttamente dallo Stato…

Ed invece si preferisce continuare così, con molti addetti che operano “a nero“, ma non solo, che rischiano ogni giorno la propria vita o la propria salute a causa di quelle mancate procedure previste a tutela della sicurezza sul lavoro, di cui alcuni di essi tra l’altro a causa del Covid-19, sono ogni giorno impegnati professionalmente, se pur in maniera precaria, ed inseriti sotto la dicitura volontariato, cooperazione, asservimento comunitario, associazione, etc…   

Migliaia e migliaia di lavoratori a nero che non troveranno mai una collocazione stabile, ma che continueranno a rimanere così, veri e propri fantasmi di una economia parallela e illegale!!!

D’altronde allo Stato interessa poco risolvere il problema, in particolare alla politica che con la scusa di aiutare attraverso sostegni e redditi vari i suoi cittadini, li tiene di fatto sottomessi!!!

Lo Stato sociale sta per esplodere, ma ciò non è stato ben compreso e l’aumento esponenziale della disoccupazione, porterà – se non giungeranno presto quei “benedetti” miliardi dallUe, il nostro paese a rischio guerra civile… 

I cittadini “onesti” peraltro sono stanchi di questa perpetrata situazione generale e sono in molti ormai a non essere più interessati a ricevere quella elemosina chiamata sussidio o reddito d’emergenza e di cittadinanza… viceversa restano alla fine soltanto quei soliti disonesti che sperare come sempre avviene, di trarne vantaggio anche da che questa ambigua situazione!!! 

Il "Reddito di Cittadinanza" va abolito, quantomeno per il 90% di coloro che lo ricevono, in quanto questo ha determinato esclusivamente "lavoro nero"!!!

Se mi avessero chiesto… mai avrei pensato che quel “reddito di cittadinanza”, meravigliosa iniziativa del M5stelle, col passar del tempo, si sarebbe trasformato, come un boomerang, in un completo fallimento!!! 

Se cercate sul web la parola reddito di cittadinanza, si riportato: “Se sei momentaneamente in difficoltà, il Reddito di cittadinanza ti aiuta a formarti e a trovare lavoro permettendoti così di integrare il reddito della tua famiglia. Il Reddito di cittadinanza ha inoltre l’obiettivo di migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, aumentare l’occupazione e contrastare la povertà e le disuguaglianze”!!!

Ora, chi ha scritto quanto sopra, doveva essere totalmente ubriaco oppure si era fumato l’erba più scadente che esista ( già forse quella del proprio prato.. .) perché una frase così “rincoglionita”, senza alcuna certezza scientifica, dimostra la completa incompetenza o la mancata valutazione sul campo, dei reali benefici che questo cosiddetto reddito avrebbe  di fatto compiuto…

Difatti, se osserviamo quanto accaduto a seguito di quei controlli delle forze dell’ordine, è di come attraverso essi si sia scoperto come, molti di quei percettori di reddito, fossero di fatto legati alla criminalità organizzata oppure non avessero dovuto ricevere quel sussidio in quanto avevano dichiarato (volutamente) in maniera scorretta i dati richiesti, omettendo valori immobiliari e/o mobiliari, redditi familiare, autoveicoli in possesso, etc… 

Certo, dopo che il danno è stato compiuto, dopo che il nostro Stato ha elargito quelle considerevoli somme di denaro, si è scoperta la frode e sono state inviate le denunce nei confronti di chi aveva perpetrato quei reati!!!

Certo aspettarsi ora che quelle somme rientrino nelle casse dello Stato è pura follia…  ed allora ditemi, a cosa servono quelle denunce se poi alla fine – come sempre accade in questo paese – nessuna paga!!!

Per cui ritornando al reddito di cittadinanza, così come è stato concesso, non forma alcun cittadino e soprattutto non da alcuna possibilità di trovare lavoro o per meglio dire, permette solo “illegalmente” di integrare questo reddito con quello percepito “volutamente” a nero!!!

Infatti, se solo quei geni seduti in quelle poltrone si occupassero di risolvere i reali problemi del paese, se solo avessero il polso della situazione, se conoscessero a fondo i veri problemi dei cittadini,  saprebbero che in questo preciso momento, sono molte le imprese che non riescono a trovare personale disponibile per lavorare in regola!!!

Perché una cosa è certa, vi sono migliaia e migliaia di cittadini che lavorano ogni giorno a nero – alcuni di essi attraverso anche contratti stipulati in maniera “ufficiale” , ma del tutto effimeri, in quanto quei soggetti dipendenti, vengono assunti da quelle società “a chiamata e/o part-time” – quando viceversa quegli stessi, svolgono anche 12 ore al giorno!!!

Eppure la circostanza assurda è che nessuno s’accorge di nulla!!! 

Ma poi ditemi… chi dovrebbe farli quei controlli, forse gli ispettori degli uffici del lavoro che non possiedono neppure l’auto di servizio o l’eventuale carburante per quelle uscite???

Già… come può essere che nessuno verifica la presenza di quei percettori presso le proprie abitazioni (ad esempio si potrebbe stabilire un orario in cui quest’ultimi hanno l’obbligo di restare presso la loro residenza, ad esempio tra le 10 e le 11 oppure tra le 15 e le 16 – già come per quei controlli effettuati per il medico fiscale), basterebbe ciò per comprendere in maniera concreta, come la maggioranza di essi, non sia in quelle ore presenti, in quanto sono a lavoro!!!

A dimostrazione di quanto sopra, posso evidenziare la circostanza di come proprio il sottoscritto in questi mesi, avendo ricevuto l’incarico da parte di una società di occuparmi della gestione delle risorse umane, mi sia sia imbattuto in più di un centinaio di soggetti che – dopo aver risposto alle richieste di offerta di lavoro pubblicate su talune pagine sociale e web – attraverso l’invio del proprio Cv o avendo direttamente telefonato per avere un colloquio di lavoro, bene… la maggior parte di essi, durante quell’incontro, dichiarava di essere percettore di reddito di cittadinanza ed era disponibile a lavorare solo nel caso in cui l’impresa fosse disponibile a non regolarizzare in maniera ufficiale quella loro posizione oppure a trovare un qualche escamotage, che non facesse perdere loro quel contributo statale…

A nessuno, ripeto a nessuno di loro interessava regolarizzare la propria posizione e quindi ufficializzare quel rapporto di lavoro, tutti… ripeto nuovamente, nessuno escluso, voleva perdere quel reddito dello Stato, senza tenere conto delle gravi problematiche che l’impresa avrebbe accettando una situazione come quella richiesta…

Non si tiene conto che l’impresa rischia di finire sotto il mirino degli organi di polizia e quindi giudiziari a causa dei mancati oneri versati per le copertura previdenziali previste dalla legge, quelle di garanzia, fiscali contributive, ma anche per ciò che concerne la sicurezza sui luoghi di lavoro o anche eventuali rischi contro terzi!!!  

Non si tiene conto che molti di quelle professioni sono generalmente ad alto rischio professionale, mi riferisco ad esempio ai manovratori di mezzi d’opera per i movimento terra, a quegli operai che intervengono nel settore delle costruzioni, poi vi sono quelli a rischio altro, per l’esecuzione di opere elettrificate, all’interno di ambienti confinati, miniere, raffinerie, depositi di carburanti, autisti, etc… 

La lista credetemi è lunghissima eppure per questo nostro Stato, la maggior parte di questi “lavoratori” percettori di reddito di cittadinanza, sono sono semplici fantasmi!!!

Ma d’altronde in un Paese come il nostro, dove ciascuno viola le regole ogni giorno, dove chi sarebbe stato scelto per effettuare quei necessari controlli, rappresenta egli stesso uno dei soggetti disponibili affinché i reati vengano commessi, per non dire che il più delle volte è egli stesso a compierli, ditemi, dove dobbiamo andare con questa totale corruzione e illegalità???

Comunque, ho deciso che domani invierò a chi di dovere in maniera ufficiale una soluzione affinché quel “reddito di cittadinanza”, trovi una sua corretta collocazione, per risolvere il problema occupazionale, in particolare proprio durante questo periodo di emergenza sanitaria!!!

Speriamo che qualcuno tra quelle poltrone, comprendano finalmente il giusto percorso da intraprendere!!! 

Il "Reddito di Cittadinanza" va abolito, quantomeno per il 90% di coloro che lo ricevono, in quanto questo ha determinato esclusivamente "lavoro nero"!!!

Se mi avessero chiesto… mai avrei pensato che quel “reddito di cittadinanza”, meravigliosa iniziativa del M5stelle, col passar del tempo, si sarebbe trasformato, come un boomerang, in un completo fallimento!!! 

Se cercate sul web la parola reddito di cittadinanza vi è riportato quanto segue: “Se sei momentaneamente in difficoltà, il Reddito di cittadinanza ti aiuta a formarti e a trovare lavoro permettendoti così di integrare il reddito della tua famiglia. Il Reddito di cittadinanza ha inoltre l’obiettivo di migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, aumentare l’occupazione e contrastare la povertà e le disuguaglianze”!!!

Ora, chi ha scritto quanto sopra, doveva essere totalmente ubriaco oppure si era fumato l’erba più scadente che esista ( già forse quella del proprio prato.. .) perché una frase così “rincoglionita”, senza alcuna certezza scientifica, dimostra la completa incompetenza o la mancata valutazione sul campo, dei reali benefici che questo cosiddetto reddito avrebbe  di fatto compiuto…

Difatti, se osserviamo quanto accaduto a seguito di quei controlli delle forze dell’ordine e di come attraverso essi si siano scoperti molti di quei percettori di reddito illegali, alcuni dei quali legati alla criminalità organizzata, mentre altri scorretti per aver falsamente dichiarato i dati richiesti nell’autocertificazione, omettendo di fatto valori immobiliari e/o mobiliari, redditi familiare, autoveicoli in possesso, etc… 

Certo, dopo che il danno è stato compiuto, dopo che il nostro Stato ha elargito quelle considerevoli somme di denaro, si è scoperta la frode e sono state inviate le denunce nei confronti di chi aveva perpetrato quei reati!!!

Certo aspettarsi ora che quelle somme rientrino nelle casse dello Stato è pura follia…  ed allora ditemi, a cosa servono quelle denunce se poi alla fine – come sempre accade in questo paese – nessuna paga!!!

Per cui ritornando al reddito di cittadinanza, così come è stato concesso, non forma alcun cittadino e soprattutto non da alcuna possibilità di trovare lavoro o per meglio dire, permette solo “illegalmente” di integrare questo reddito con quello percepito “volutamente” a nero!!!

Infatti, se solo quei geni seduti in quelle poltrone si occupassero di risolvere i reali problemi del paese, se solo avessero il polso della situazione, se conoscessero a fondo i veri problemi dei cittadini,  saprebbero che in questo preciso momento, sono molte le imprese che non riescono a trovare personale disponibile per lavorare in regola!!!

Perché una cosa è certa, vi sono migliaia e migliaia di cittadini che lavorano ogni giorno a nero – alcuni di essi attraverso anche contratti stipulati in maniera “ufficiale” , ma del tutto effimeri, in quanto quei soggetti dipendenti, vengono assunti da quelle società “a chiamata e/o part-time” – quando viceversa quegli stessi, svolgono anche 12 ore al giorno!!!

Eppure la circostanza assurda è che nessuno s’accorge di nulla!!! 

Ma poi ditemi… chi dovrebbe farli quei controlli, forse gli ispettori degli uffici del lavoro che non possiedono neppure l’auto di servizio o l’eventuale carburante per quelle uscite???

Già… come può essere che nessuno verifica la presenza di quei percettori presso le proprie abitazioni (ad esempio si potrebbe stabilire un orario in cui quest’ultimi hanno l’obbligo di restare presso la loro residenza, ad esempio tra le 10 e le 11 oppure tra le 15 e le 16 – già come per quei controlli effettuati per il medico fiscale), basterebbe ciò per comprendere in maniera concreta, come la maggioranza di essi, non siano in quelle ore presenti, in quanto stanno lavorando!!!

A dimostrazione di quanto sopra, posso evidenziare la circostanza di come proprio il sottoscritto in questi mesi, avendo ricevuto l’incarico da parte di una società di occuparmi della gestione delle risorse umane, mi sia sia imbattuto in più di un centinaio di soggetti che – dopo aver risposto alle richieste di offerta di lavoro pubblicate su talune pagine sociale e web – attraverso l’invio del proprio Cv o avendo direttamente telefonato per avere un colloquio di lavoro, bene… la maggior parte di essi, durante quell’incontro, dichiarava di essere percettore di reddito di cittadinanza ed era disponibile a lavorare solo nel caso in cui l’impresa fosse disponibile a non regolarizzare in maniera ufficiale quella loro posizione oppure a trovare un qualche escamotage, che non facesse perdere loro quel contributo statale…

A nessuno, ripeto a nessuno di loro interessava regolarizzare la propria posizione e quindi ufficializzare quel rapporto di lavoro, tutti… ripeto nuovamente, nessuno escluso, voleva perdere quel reddito dello Stato, senza tenere conto delle gravi problematiche che l’impresa avrebbe subito accettando condizioni come quelle richieste…

Non si tiene conto che l’impresa che accetta queste modalità rischia di finire sotto il mirino degli organi giudiziari per il mancato pagamento degli oneri per le copertura previdenziali previste dalla legge, quelle di garanzia, fiscali,  ma anche per ciò che concerne la sicurezza sui luoghi di lavoro o anche eventuali rischi contro terzi!!!  

Non si tiene conto che molte di quelle professioni sono generalmente a rischio professionale, mi riferisco ad esempio a quei manovratori di mezzi d’opera per il movimento terra, a tutti quegli operai che intervengono nel settore delle costruzioni, poi vi sono quelli i cui rischi sono alti, vedasi coloro che operano per l’esecuzione di opere elettrificata o all’interno di ambienti confinati, ed ancora cave e/o miniere, raffinerie, depositi di carburanti, autisti, etc… 

La lista credetemi è lunghissima eppure per il nostro Stato, questi “lavoratori” – percettori di reddito di cittadinanza – sono semplici fantasmi!!!

Ma d’altronde in un Paese dove ciascuno viola le regole ogni giorno, dove chi sarebbe scelto per effettuare quei necessari controlli, rappresenta egli stesso uno dei soggetti disponibili affinché quei reati vengano commessi, per non voler aggiungere che il più delle volte è egli stesso a compierli, ditemi, ma dove dobbiamo andare con questa totale corruzione e illegalità???

Comunque, ho deciso che domani invierò a chi di dovere in maniera ufficiale una soluzione affinché quel “reddito di cittadinanza”, trovi una sua corretta collocazione, quantomeno per risolvere questa ambigua situazione occupazionale, in particolare proprio durante questo periodo di emergenza sanitaria!!!

Speriamo che qualcuno tra quelle poltrone, comprendano finalmente qual è il giusto percorso da doversi intraprendere!!! 

Nessuno resta indietro!!!

Studenti universitari a sostegno degli alunni più “fragili” delle elementari che, non avendo potuto fruire al meglio della didattica a distanza nel corso del 2020, si trovano oggi in uno stato di svantaggio educativo, a rischio dispersione scolastica. 

È appena partito e si intitola “Nessuno resta indietro”. 

Percorsi per il recupero e il potenziamento in Sicilia» il progetto voluto dal governo Musumeci e finanziato con 221 mila euro dall’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, realizzato in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e con il Dipartimento di Scienze psicologiche, pedagogiche, esercizio fisico e formazione dell’Università di Palermo (diretto da Gioacchino Lavanco), esteso anche all’Università Kore di Enna.

L’azione di tutorato e di sostegno all’apprendimento si propone di mettere a punto un modello sostenibile, con strategie e strumenti innovativi di recupero e potenziamento, applicabile nel periodo di emergenza sanitaria, per contrastare gli effetti a breve e a lungo termine della chiusura delle scuole e dell’attuale ripartenza sui bambini in difficoltà, ma utilizzabile anche dopo la pandemia.

Circa mille studenti del corso di laurea magistrale in Scienze della formazione primaria dell’Ateneo di Palermo, coordinato da Alessandra La Marca, e 200 dello stesso corso di laurea magistrale di Enna, formati e supervisionati dai docenti tutor, svolgeranno il proprio tirocinio organizzando attività a distanza con piccoli gruppi di alunni a maggiore rischio di insuccesso scolastico. 

Verranno coinvolti in percorsi didattici mirati alunni fra i 5 e i 10 anni con svantaggio culturale, selezionati in 33 scuole primarie della provincia di Palermo e in 10 di altre province siciliane, per un totale di circa 70 mila ore di attività pomeridiana. 

Scuola-polo è l’istituto comprensivo Giovanni Falcone dello Zen di Palermo. 

Gli studenti universitari tirocinanti, che riceveranno una formazione specifica sulle finalità del progetto, interverranno con un approccio ludico a potenziare le competenze di base, migliorare le abilità linguistiche e di calcolo, di comprensione della lettura. 

Si prevede il coinvolgimento di 4 giovani laureati siciliani (3 a Palermo e 1 a Enna), che usufruiranno di una borsa di studio per nove mesi, per la progettazione e l’organizzazione delle attività, il monitoraggio e la valutazione finale.

Quando l’emergenza Covid-19 sarà superata, gli interventi con gli alunni “fragili” potranno essere realizzati anche in presenza.

“Riteniamo fondamentale e non rinviabile un’azione inter-istituzionale rivolta a sostenere il benessere psicofisico degli alunni e le competenze scolastiche in particolare di quegli studenti che, a causa dell’emergenza Covid-19, si stanno ritrovando in maggiore stato di difficoltà o con ritardi di apprendimento, spesso maturati a seguito del forzato e lungo ricorso alla didattica a distanza” ha sottolineato l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla. 

Abbiamo voluto cominciare dai più piccoli, che rischiano di rimanere indietro perché non sufficientemente supportati dall’ambiente familiare. 

Questi alunni avranno l’occasione di potenziare i loro apprendimenti con l’aiuto di studenti universitari, che vedranno come fratelli e sorelle maggiori».

Basta con tutti questi tatticismi: vogliamo un’Italia equa e giusta!!!

Giovedì avevo scritto “Non c’è due senza tre??? Difficile che ciò possa avvenire!!!” e di ieri la conferma che il presidente Mattarella ha dato il via al presidente Fico per realizzare delle nuove consultazione…

D’altronde era  impossibile pensare che dopo quanto accaduto tra quei partiti di governo, si sarebbero ora rimessi d’accordo come se nulla fosse accaduto… 

I problemi fatti evidenziare da “Italia Viva” sono ancora  lì e certamente dopo il fango che in questi giorni si son gettati addosso, non si può certamente tornare indietro e quindi ciascuno impone i propri diktat e a pagarne le spese (oltre noi…), sarà il Presidente del consiglio uscente, anche se potrebbero pensare di riconoscergli quale bonus, un eventuale ministero… 

Una cosa desidero ripeterla e cioè che se il premier Conte decidesse di costituire un suo partito, alle prossime elezioni diverrebbe certamente “ago della bilancia” per tutti… e sono certo che per i due schieramenti, di centro-destra e centro-sinistra, ciò costituirebbe un enorme problema… 

Ecco quindi che il Capo dello Stato ha dato incarico al Presidente della camera Fico di verificare se i partiti che sostengono l’attuale maggioranza siano disposti a restare insieme, ma d’altronde cosa potrebbero fare se non riprovarci, visto che eventuali elezioni ridimensionerebbero di gran lunga quei loro seggi, in particolare mi riferisco a quelli del M5Stelle che dai sondaggi si ridurrebbero ad un semplice partitino intorno al 3-5%!!!

E quindi mi chiedo: basterà semplicemente sostituire Conte con un altro nome (preferibilmente indicato – per non voler dire imposto.- da Matteo Renzi…) e tutto riprenderà nuovamente come prima???

Mi sento di voler “urlare” con profondo dispiacere, contro i leader di quel movimento grillino che hanno trasformato quel gruppo pentastellato in un nuovo partito, decidendo tra l’altro di passare da uno schieramento ad un altro, e di poche ore, da un presidente “scelto” ad uno “imposto”, chissà… debbo pensare il tutto per salvaguardare la propria poltrona!!!

Ma non solo, osservare come taluni suoi referenti – eletti con i voti del M5Stelle – abbiano deciso in questi anni, di tradire i valori fondamentali del movimento, ad esempio trattenendo per se quella parte di contributo ricevuto che andava di fatto restituito per la realizzazione di progetti di solidarietà oppure ancor peggio, decidere di passare ad un cosiddetto “gruppo misto”…

Ora ditemi, dopo quanto accaduto, è logico che gli elettori “grillini” possano esprimere il proprio disappunto nel riconsiderare gli avvenimenti di cui sopra oppure no???

Si pensa forse da quella direzione che quanti li avevano a suo tempo votati, continueranno ancora a  farlo!!!

Hanno dimenticato come il M5Stelle fosse nato dal coraggio che i cittadini avevano espresso per vedere finalmente un radicale cambiamento, ed invece, ci si è ritrovati, dopo solo pochi anni, ad osservare una situazione eguale a quella che da sempre ha governato questo nostro paese!!!

Tatticismi, salvaguardia delle poltrone, compromessi, discussioni sterili, mancanza di programmi, di lotta alla disoccupazione e con un’emergenza sanitaria mai superata ed una  sfida economica/finanziaria che ha condotto il nostro paese al default!!!

Dinnanzi quindi a grandi responsabilità e a valori importanti che andrebbero salvaguardati, quali ad esempio quelli morali e/o sociali, assistiamo continuamente a messaggi utopistici che stanno alimentando nei cittadini false illusioni false e promesse effimere!!!

Non è più tempo di giocare, non si può sempre mediare, è tempo di ritornare alle origini, ripartendo d’accapo e facendo prevalere sempre e in ogni circostanza i veri valori e non i propri interessi personali…

Già… è questa l’Italia giusta che ancora noi tutti vogliamo!!.

Basta con tutti questi tatticismi: vogliamo un'Italia equa e giusta!!!

Giovedì avevo scritto “Non c’è due senza tre??? Difficile che ciò possa avvenire!!!” e di ieri la conferma che il presidente Mattarella ha dato il via al presidente Fico per realizzare delle nuove consultazione…

D’altronde era  impossibile pensare che dopo quanto accaduto tra quei partiti di governo, si sarebbero ora rimessi d’accordo come se nulla fosse accaduto… 

I problemi fatti evidenziare da “Italia Viva” sono ancora  lì e certamente dopo il fango che in questi giorni si son gettati addosso, non si può certamente tornare indietro e quindi ciascuno impone i propri diktat e a pagarne le spese (oltre noi…), sarà il Presidente del consiglio uscente, anche se potrebbero pensare di riconoscergli quale bonus, un eventuale ministero… 

Una cosa desidero ripeterla e cioè che se il premier Conte decidesse di costituire un suo partito, alle prossime elezioni diverrebbe certamente “ago della bilancia” per tutti… e sono certo che per i due schieramenti, di centro-destra e centro-sinistra, ciò costituirebbe un enorme problema… 

Ecco quindi che il Capo dello Stato ha dato incarico al Presidente della camera Fico di verificare se i partiti che sostengono l’attuale maggioranza siano disposti a restare insieme, ma d’altronde cosa potrebbero fare se non riprovarci, visto che eventuali elezioni ridimensionerebbero di gran lunga quei loro seggi, in particolare mi riferisco a quelli del M5Stelle che dai sondaggi si ridurrebbero ad un semplice partitino intorno al 3-5%!!!

E quindi mi chiedo: basterà semplicemente sostituire Conte con un altro nome (preferibilmente indicato – per non voler dire imposto.- da Matteo Renzi…) e tutto riprenderà nuovamente come prima???

Mi sento di voler “urlare” con profondo dispiacere, contro i leader di quel movimento grillino che hanno trasformato quel gruppo pentastellato in un nuovo partito, decidendo tra l’altro di passare da uno schieramento ad un altro, e di poche ore, da un presidente “scelto” ad uno “imposto”, chissà… debbo pensare il tutto per salvaguardare la propria poltrona!!!

Ma non solo, osservare come taluni suoi referenti – eletti con i voti del M5Stelle – abbiano deciso in questi anni, di tradire i valori fondamentali del movimento, ad esempio trattenendo per se quella parte di contributo ricevuto che andava di fatto restituito per la realizzazione di progetti di solidarietà oppure ancor peggio, decidere di passare ad un cosiddetto “gruppo misto”…

Ora ditemi, dopo quanto accaduto, è logico che gli elettori “grillini” possano esprimere il proprio disappunto nel riconsiderare gli avvenimenti di cui sopra oppure no???

Si pensa forse da quella direzione che quanti li avevano a suo tempo votati, continueranno ancora a  farlo!!!

Hanno dimenticato come il M5Stelle fosse nato dal coraggio che i cittadini avevano espresso per vedere finalmente un radicale cambiamento, ed invece, ci si è ritrovati, dopo solo pochi anni, ad osservare una situazione eguale a quella che da sempre ha governato questo nostro paese!!!

Tatticismi, salvaguardia delle poltrone, compromessi, discussioni sterili, mancanza di programmi, di lotta alla disoccupazione e con un’emergenza sanitaria mai superata ed una  sfida economica/finanziaria che ha condotto il nostro paese al default!!!
Dinnanzi quindi a grandi responsabilità e a valori importanti che andrebbero salvaguardati, quali ad esempio quelli morali e/o sociali, assistiamo continuamente a messaggi utopistici che stanno alimentando nei cittadini false illusioni e promesse effimere!!!

Non è più tempo di giocare, non si può sempre mediare o accettare compromessi, è tempo quindi di ritornare alle origini, ripartendo daccapo e facendo prevalere sempre e in ogni circostanza quei veri valori e mai gli interessi personali…

Già… è questa l’Italia giusta che ancora tutti noi desideriamo e sicuramente vogliamo!!.

Un Italia viva??? No, ogni giorno sta morendo…!!!

Sono circa 500 le vittime che ogni giorno perdono la vita nel nostro paese…

All’incirca 15.000 al mese e questi numeri ahimè non tendono a scendere, anzi al contrario negli ultimi giorni sono ripresi a salire…

Ma mentre gli Italiani muoiono, all’interno del nostro Parlamento si discute, causa di una diatriba di potere dove qualcuno vorrebbe fare la prima donna e coi le sue azioni ( ma non solo quelle…) sta conducendo il nostro Paese verso la catastrofe…

D’altronde vorrei far presente come proprio in questi giorni l’Agenzia statunitense Moody’s abbia declassato il nostro paese appena un gradino sopra il livello dei titoli cosiddetti ‘spazzatura, prevedendo che la nostra economica sarà “lenta, irregolare e fragile“!!!

E nel frattempo cosa si fa da quei palazzi… si perde tempo in chiacchiere inutili e discussioni sterili, peraltro è ciò che fanno da una vita, difatti… non saprebbero fare altro, essi non hanno mai fatto altro e quindi cosa possiamo chiedere loro, a questi incompetenti, individui che per la loro inadatta professionalità, non capiscano nulla di economia, finanza, programmazione, innovazione, ricerca, marketing. investimenti, etc… 

Ed eccoli quindi lì a parlare di numeri, poltrone, responsabilità ( ne avessero almeno una briciola di questa…), di voler correre alle urne e la circostanza più assurda è che chiedono proprio a noi cittadini di definire – una volta e per tutte – ciò che desideriamo!!!

Ma se proprio volete saperlo, siamo in molti, la maggior parte, a non voler nessuno di voi, a esclusione forse di qualcuno che ancora tra voi si salva, perché forse non appartiene a quella particolare categoria di “politicanti”, ma per il resto credetemi è solo perché viviamo in un paese sottomesso, una terra dove i suoi cittadini non hanno mai lottato per i propri diritti o per vedere rappresentate le proprie istanze, che quanto sopra si possa ripetersi negli anni…

Già, siamo un popolo di “pecoroni” o forse chissà di “sognatori” che sperano che un giorno possa avvenire un qualche miracolo!!!

Tuttavia… uno potremmo dire che si è avverato, sicuramente a caro prezzo, già… quasi 100.000 vittime, ma come tutti ormai sappiamo, l’emergenza covid-19 sta per portare – sempre che velocizzino tutte quelle procedure burocratiche – miliardi e miliardi di euro nelle nostre casse, già una soluzione a tutti i nostri problemi finanziari per uno Stato – che come riportavo sopra – è giunto ormai al fallimento!!!

Quindi dopo quanto sopra riportato, qualcuno di quei leader di partito dovrebbe chiedersi se sia ancora opportuno perdere tempo oppure allontanare definitivamente i giochi di potere che ancora vogliono portare avanti per fini personali…

Altro che bene per il Paese, per i cittadini, tutto è compiuto per i propri fini personali (nel voler essere più chiaro… per le proprie tasche), chiedendo così al Presidente Mattarella (mancando di fatto di quella “educazione istituzionale” che prevede che sia lo stesso Capo dello Stato a valutarne l’effettiva esigenza…) di affidare un mandato esplorativo ad una personalità diversa dal premier uscente Conte….

Già… un Italia che procede su binari totalmente separati, da un lato ci sono loro, sereni, ovattati, che percepiscono quell’onorario per quel loro “ruolo istituzionale”, dall’altro, c’è tutto il Paese che muore ogni giorno, non solo finanziariamente, ma attraverso la perdita dei propri cari, ma tanto ad essi non importa nulla… 

Speriamo… già non resta che sperare che qualcosa prima o poi accada… già come per il coronavirus; debbo confidarvi che sarei anche disponibile a pregare purché ciò si avveri in tempi celeri: ed allora udii dal tempio una gran voce che diceva ai sette angeli: “andate e versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio“!!! Dopo queste cose vidi scendere dal cielo un altro angelo che aveva una grande autorità e la terra fu finalmente illuminata dal suo splendore…

Un Italia viva??? No, ogni giorno va morendo…!!!

Sono circa 500 le vittime che ogni giorno perdono la vita nel nostro paese…

All’incirca 15.000 al mese e questi numeri ahimè non tendono a scendere, anzi al contrario negli ultimi giorni sono ripresi a salire…

Ma mentre gli Italiani muoiono, all’interno del nostro Parlamento si discute, causa di una diatriba di potere dove qualcuno vorrebbe fare la prima donna e coi le sue azioni ( ma non solo quelle…) sta conducendo il nostro Paese verso la catastrofe…

D’altronde vorrei far presente come proprio in questi giorni l’Agenzia statunitense Moody’s abbia declassato il nostro paese appena un gradino sopra il livello dei titoli cosiddetti ‘spazzatura, prevedendo che la nostra economica sarà “lenta, irregolare e fragile“!!!

E nel frattempo cosa si fa da quei palazzi… si perde tempo in chiacchiere inutili e discussioni sterili, peraltro è ciò che fanno da una vita, difatti… non saprebbero fare altro, essi non hanno mai fatto altro e quindi cosa possiamo chiedere loro, a questi incompetenti, individui che per la loro inadatta professionalità, non capiscano nulla di economia, finanza, programmazione, innovazione, ricerca, marketing. investimenti, etc… 

Ed eccoli quindi lì a parlare di numeri, poltrone, responsabilità ( ne avessero almeno una briciola di questa…), di voler correre alle urne e la circostanza più assurda è che chiedono proprio a noi cittadini di definire – una volta e per tutte – ciò che desideriamo!!!

Ma se proprio volete saperlo, siamo in molti, la maggior parte, a non voler nessuno di voi, a esclusione forse di qualcuno che ancora tra voi si salva, perché forse non appartiene a quella particolare categoria di “politicanti”, ma per il resto credetemi è solo perché viviamo in un paese sottomesso, una terra dove i suoi cittadini non hanno mai lottato per i propri diritti o per vedere rappresentate le proprie istanze, che quanto sopra si possa ripetersi negli anni…

Già, siamo un popolo di “pecoroni” o forse chissà di “sognatori” che sperano che un giorno possa avvenire un qualche miracolo!!!

Tuttavia… uno potremmo dire che si è avverato, sicuramente a caro prezzo, già… quasi 100.000 vittime, ma come tutti ormai sappiamo, l’emergenza covid-19 sta per portare – sempre che velocizzino tutte quelle procedure burocratiche – miliardi e miliardi di euro nelle nostre casse, già una soluzione a tutti i nostri problemi finanziari per uno Stato – che come riportavo sopra – è giunto ormai al fallimento!!!

Quindi dopo quanto sopra riportato, qualcuno di quei leader di partito dovrebbe chiedersi se sia ancora opportuno perdere tempo oppure allontanare definitivamente i giochi di potere che ancora vogliono portare avanti per fini personali…

Altro che bene per il Paese, per i cittadini, tutto è compiuto per i propri fini personali (nel voler essere più chiaro… per le proprie tasche), chiedendo così al Presidente Mattarella (mancando di fatto di quella “educazione istituzionale” che prevede che sia lo stesso Capo dello Stato a valutarne l’effettiva esigenza…) di affidare un mandato esplorativo ad una personalità diversa dal premier uscente Conte….

Già… un Italia che procede su binari totalmente separati, da un lato ci sono loro, sereni, ovattati, che percepiscono quell’onorario per quel loro “ruolo istituzionale”, dall’altro, c’è tutto il Paese che muore ogni giorno, non solo finanziariamente, ma attraverso la perdita dei propri cari, ma tanto ad essi non importa nulla… 

Speriamo… già non resta che sperare che qualcosa prima o poi accada, sì… come accaduto per il coronavirus; debbo confidarvi che sarei anche disponibile a pregare purché ciò si avveri in tempi celeri: ed allora udii dal tempio una gran voce che diceva ai sette angeli: “andate e versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio“!!! Dopo queste cose vidi scendere dal cielo un altro angelo che aveva una grande autorità e la terra fu finalmente illuminata dal suo splendore…

Non c’è due senza tre??? Difficile che ciò possa avvenire!!! Più probabile la costituzione di un suo nuovo partito "Conte"!!!

Che esista ancora la possibilità di un terzo governo “Conte”, se pur non impossibile, certamente mi sembra poco probabile, d’altronde va ricordato come si dovrebbe passare da “Italia Viva” e da quel suo leader, Matteo Renzi, lo stesso con cui il Presidente Conte – certamente – non vuole più aver a che fare, a costo di dove rinunciare a questo suo terzo mandato…  

Tuttavia… come dargli torto, con quella dissennata scelta perderebbe d’immagine e professionalità, già… se tornasse indietro sui suoi passi, sarebbe un grave errore!!!

Peraltro egli sa bene che può correre da solo, gli basta formare un nuovo partito di centro, sì… perché attraverso quei cosiddetti “costruttori e responsabili” riuscirebbe a convogliare le preferenze dei molti italiani che oggi credono in lui e soprattutto di quanti sono da tempo stanchi di vedere ancora lì… quei “politicanti” da strapazzo!!!

Penso difatti che oggi la paura più grande, sia per molti partiti, la costituzione di un nuovo partito “Conte”, che toglierebbe certamente voti a tutti quei partiti di centro, ma non solo, a perderli sarebbero pure quelli del Pd, M5Stelle, Italia Viva, ma soprattutto Fi ormai in caduta libera all’interno di quel centrodestra, sempre più in mano a Salvini e Meloni…

Ecco perché nessuno lo vuole ancora in mezzo ai piedi, si vede come mal sopportano quella sua presenza scenica, perché ciascuno di loro sa quanto egli sia preparato e di come quell’immagine professionale sia fortemente condivisa e posta in risalto a livello internazionale, a differenza viceversa di quanto, a livello nazionale, egli venga quotidianamente detrattato da quei leader dei partito d’opposizione e non solo…

Per cui, come riportavo sopra, il premier vale – secondo le indagini demoscopiche pubblicate in questi giorni sui consensi che gli italiani hanno su egli – tra il 4/5 %, numeri che potrebbero, di qui alle prossime elezioni, aumentare considerevolmente, facendo incetta  non solo di quei voti sopra riportati, ma anche di quelle preferenze dei molti cittadini lontani ormai dalla vita politica o che di fatto hanno scelto negli ultimi anni di astenersi!!! 

Ho quindi sempre più la convinzione che egli se-  pur tra mille difficoltà – riesca a trovare a breve i numeri necessari per governare e di conseguenza, ripresentarsi per un terzo mandato, ma che decida di “rifiutare l’offerta e di andare avanti“, ma non il quel percorso rinnovato, ma per uno totalmente nuovo!!!

Comunque, per il momento si resta in attesa delle consultazioni del Presidente Mattarella e tra qualche giorno si vedrà, d’altro canto, sappiamo bene come tutto in questo Paese sia possibile…

In questo particolare momento, come non ricordare cosa diceva il grande Massimo Troisi: “Ricomincio da tre”???

Non c'è due senza tre??? Difficile che ciò possa avvenire!!! Più probabile la costituzione di un suo nuovo partito "Conte"!!!

Che esista ancora la possibilità di un terzo governo “Conte”, se pur non impossibile, certamente mi sembra poco probabile, d’altronde va ricordato come si dovrebbe passare da “Italia Viva” e da quel suo leader, Matteo Renzi, lo stesso con cui il Presidente Conte – certamente – non vuole più aver a che fare, a costo di dove rinunciare a questo suo terzo mandato…  

Tuttavia… come dargli torto, con quella dissennata scelta perderebbe d’immagine e professionalità, già… se tornasse indietro sui suoi passi, sarebbe un grave errore!!!

Peraltro egli sa bene che può correre da solo, gli basta formare un nuovo partito di centro, sì… perché attraverso quei cosiddetti “costruttori e responsabili” riuscirebbe a convogliare le preferenze dei molti italiani che oggi credono in lui e soprattutto di quanti sono da tempo stanchi di vedere ancora lì… quei “politicanti” da strapazzo!!!

Penso difatti che oggi la paura più grande, sia per molti partiti, la costituzione di un nuovo partito “Conte”, che toglierebbe certamente voti a tutti quei partiti di centro, ma non solo, a perderli sarebbero pure quelli del Pd, M5Stelle, Italia Viva, ma soprattutto Fi ormai in caduta libera all’interno di quel centrodestra, sempre più in mano a Salvini e Meloni…

Ecco perché nessuno lo vuole ancora in mezzo ai piedi, si vede come mal sopportano quella sua presenza scenica, perché ciascuno di loro sa quanto egli sia preparato e di come quell’immagine professionale sia fortemente condivisa e posta in risalto a livello internazionale, a differenza viceversa di quanto, a livello nazionale, egli venga quotidianamente detrattato da quei leader dei partito d’opposizione e non solo…

Per cui, come riportavo sopra, il premier vale – secondo le indagini demoscopiche pubblicate in questi giorni sui consensi che gli italiani hanno su egli – tra il 4/5 %, numeri che potrebbero, di qui alle prossime elezioni, aumentare considerevolmente, facendo incetta  non solo di quei voti sopra riportati, ma anche di quelle preferenze dei molti cittadini lontani ormai dalla vita politica o che di fatto hanno scelto negli ultimi anni di astenersi!!! 

Ho quindi sempre più la convinzione che egli se-  pur tra mille difficoltà – riesca a trovare a breve i numeri necessari per governare e di conseguenza, ripresentarsi per un terzo mandato, ma che decida di “rifiutare l’offerta e di andare avanti“, ma non il quel percorso rinnovato, ma per uno totalmente nuovo!!!

Comunque, per il momento si resta in attesa delle consultazioni del Presidente Mattarella e tra qualche giorno si vedrà, d’altro canto, sappiamo bene come tutto in questo Paese sia possibile…

In questo particolare momento, come non ricordare cosa diceva il grande Massimo Troisi: “Ricomincio da tre”???

Catania "diventerà bellissima": avviata la demolizione dell’ex ospedale Santa Marta per riqualificare l’area!!!

E’ cominciata la demolizione degli immobili dismessi (risalenti agli anni 50-60) dell’ex ospedale Santa Marta di Catania. 

Un’operazione propedeutica al risanamento di questa zona del quartiere Antico Corso, con la realizzazione di una grande piazza verde di quasi 4 mila metri quadrati, con spazi per il relax, aree giochi per bambini e per il fitness, energeticamente autonoma, come prevede il progetto di massima finanziato dalla Regione Siciliana, redatto dall’architetto Giuseppe Scannella e presentato sabato scorso dal presidente della Regione Nello Musumeci e dal sindaco di Catania Salvo Pogliese.

L’intervento per la demolizione selettiva dell’edificio fatiscente su via Gesualdo Clementi durerà novanta giorni. 

Saranno abbattuti oltre 33 mila metri cubi di fabbricato, 11 mila metri quadrati di pavimenti e rivestimenti, più di due chilometri di tubazioni di scarico e 2.600 metri quadrati di infissi. 

Si stima che verranno eliminate 16 tonnellate di sfabbricidi e 18 tonnellate di materiali ferrosi/alluminio.

Al posto del fabbricato dismesso verrà realizzata una piazza e tornerà così visibile il prospetto del settecentesco Palazzo di scuola vaccariniana. 

I lavori sono coordinati dal Genio civile di Catania, guidato dall’ingegnere Natale Zuccarello. 

Il progetto di massima, che punta a restituire decoro e massima fruibilità a questa porzione del centro storico, sarà oggetto di un’apposita conferenza di servizi tra Regione, Comune, Genio civile e Soprintendenza.

Catania "diventerà bellissima": avviata la demolizione dell’ex ospedale Santa Marta per riqualificare l’area!!!

E’ cominciata la demolizione degli immobili dismessi (risalenti agli anni 50-60) dell’ex ospedale Santa Marta di Catania. 

Un’operazione propedeutica al risanamento di questa zona del quartiere Antico Corso, con la realizzazione di una grande piazza verde di quasi 4 mila metri quadrati, con spazi per il relax, aree giochi per bambini e per il fitness, energeticamente autonoma, come prevede il progetto di massima finanziato dalla Regione Siciliana, redatto dall’architetto Giuseppe Scannella e presentato sabato scorso dal presidente della Regione Nello Musumeci e dal sindaco di Catania Salvo Pogliese.

L’intervento per la demolizione selettiva dell’edificio fatiscente su via Gesualdo Clementi durerà novanta giorni. 

Saranno abbattuti oltre 33 mila metri cubi di fabbricato, 11 mila metri quadrati di pavimenti e rivestimenti, più di due chilometri di tubazioni di scarico e 2.600 metri quadrati di infissi. 

Si stima che verranno eliminate 16 tonnellate di sfabbricidi e 18 tonnellate di materiali ferrosi/alluminio.

Al posto del fabbricato dismesso verrà realizzata una piazza e tornerà così visibile il prospetto del settecentesco Palazzo di scuola vaccariniana. 

I lavori sono coordinati dal Genio civile di Catania, guidato dall’ingegnere Natale Zuccarello. 

Il progetto di massima, che punta a restituire decoro e massima fruibilità a questa porzione del centro storico, sarà oggetto di un’apposita conferenza di servizi tra Regione, Comune, Genio civile e Soprintendenza.

Pensavo fosse amore… invece era abuso!!!

A leggere quanto accade ogni giorno, la violenza che viene manifestata nei confronti di tutte le donne si resta senza parole…

Ragazzi adolescenti che uccidono la propria fidanzata… mariti che commettono omicidi nei riguardi della propria consorte di una vita e a volte madre anche dei propri figli!!!

Ma d’altronde qualcosa non va se proprio alcuni giorni fa è stato arrestato un soggetto che dichiarava di voler fare una strage ad una manifestazione di femministe: “Le donne moderne sono senza sentimenti, bambole di carne da sterminare“. 

Sono proprio le frasi che sono state intercettate dagli investigatori… un cosiddetto “suprematista” i Savona, che intercettato diceva: “Gli ebrei sono il male primo da eliminare. Gli ebrei sono nati per distruggere l’umanità”. E ancora: “Io una strage la faccio davvero. L’unica cosa da fare è morire combattendo. Ho le armi. Farò Traini 2.0”, l’uomo che nel 2018 sparò in centro a Macerata e ferì 6 persone… meglio morire con onore in uno “school shooting” che vivere una vita di merda. Donne ebree e comuniste sono i nostri nemici!!!

A quasi dieci anni di distanza, quanto scritto dal sottoscritto http://nicola-costanzo.blogspot.com/2012/12/femminicidio.html si va ahimè ripetendo…

C’è un bellissimo libro di cui hanno fatto una trilogia cinematografica: Uomini che odiano le donne!!! 

Nel 2013 ho scritto un post a riguardo: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2013/05/uomini-che-odiano-le-donne.html 

Ma se poi accade quanto abbiamo visto a dicembre dello scorso anno e cioè che grazie a taluni nostri magistrati è stato ripristinato il “delitto d’onore“… penso che difficilmente risolveremo questo terribile problema – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/12/femminicidio-no-grazie-ai-nostri.html – e quanto sta ora riacutizzandosi andrà sempre più ad amplificarsi e se non si troverà una soluzione, principalmente culturale e sociale, non vi sarà alcuna norma che potrà contrastare questa terribile violenza esercitata su tutte le donne, anche su quelle che di fatto non l’hanno mai subita, ma che indirettamente ne pagano moralmente tutto il peso!!!

E’ tempo quindi di trovare una soluzione immediata, perché nessuno di noi può ancora pensare di restare immobile!!!    

Pensavo fosse amore… invece era abuso!!!

A leggere quanto accade ogni giorno, la violenza che viene manifestata nei confronti di tutte le donne si resta senza parole…

Ragazzi adolescenti che uccidono la propria fidanzata… mariti che commettono omicidi nei riguardi della propria consorte di una vita e a volte madre anche dei propri figli!!!

Ma d’altronde qualcosa non va se proprio alcuni giorni fa è stato arrestato un soggetto che dichiarava di voler fare una strage ad una manifestazione di femministe: “Le donne moderne sono senza sentimenti, bambole di carne da sterminare“. 

Sono proprio le frasi che sono state intercettate dagli investigatori… un cosiddetto “suprematista” i Savona, che intercettato diceva: “Gli ebrei sono il male primo da eliminare. Gli ebrei sono nati per distruggere l’umanità”. E ancora: “Io una strage la faccio davvero. L’unica cosa da fare è morire combattendo. Ho le armi. Farò Traini 2.0”, l’uomo che nel 2018 sparò in centro a Macerata e ferì 6 persone… meglio morire con onore in uno “school shooting” che vivere una vita di merda. Donne ebree e comuniste sono i nostri nemici!!!

A quasi dieci anni di distanza, quanto scritto dal sottoscritto http://nicola-costanzo.blogspot.com/2012/12/femminicidio.html si va ahimè ripetendo…

C’è un bellissimo libro di cui hanno fatto una trilogia cinematografica: Uomini che odiano le donne!!! 

Nel 2013 ho scritto un post a riguardo: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2013/05/uomini-che-odiano-le-donne.html 

Ma se poi accade quanto abbiamo visto a dicembre dello scorso anno e cioè che grazie a taluni nostri magistrati è stato ripristinato il “delitto d’onore“… penso che difficilmente risolveremo questo terribile problema – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/12/femminicidio-no-grazie-ai-nostri.html – e quanto sta ora riacutizzandosi andrà sempre più ad amplificarsi e se non si troverà una soluzione, principalmente culturale e sociale, non vi sarà alcuna norma che potrà contrastare questa terribile violenza esercitata su tutte le donne, anche su quelle che di fatto non l’hanno mai subita, ma che indirettamente ne pagano moralmente tutto il peso!!!

E’ tempo quindi di trovare una soluzione immediata, perché nessuno di noi può ancora pensare di restare immobile!!!