Il messaggio del premier Draghi riguarda la "responsabilità nazionale"!!! Ma scusate, non è la stessa parola utilizzata dal suo predecessore??? Ed allora cos'è cambiato??? Ah sì dimenticavo… le poltrone!!!

Ho appena finito di leggere il programma del premier Draghi ed ho voluto sottolineare le parti più interessanti di quel suo discorso e cioè quelle che hanno coinvolto esclusivamente noi cittadini, perché una cosa va riconosciuta a quell’inutile Parlamento (o per meglio dire ad una parte di coloro che siedono in quelle poltrone), e cioè, di aver pensato di tutelare i propri interessi, viceversa, più 100.000 nostri connazionali hanno lo scorso anno perso la vita mentre e più di 5 milioni stanno sopravvivendo patendo quasi la fame!!!

Leggendo peraltro il programma, mi sarei aspettato di leggere qualcosa che riguardasse il contrasto alla criminalità organizzata, a quella diffusa corruzione presente in particolare nel settore pubblico, a quel continuo malaffare, ed anche, alle ingerenze e collusioni che ormai sono ovunque presenti…

Ma su quanto sopra nulla o meglio… una semplice stringa, in cui è stato riportato: legalità e sicurezza siano sempre garantite!!!

Che cazz… ta!!!

Ed allora se vi va… rileggetevi questo suo messaggio che con tanto entusiasmo è stato apprezzato da gran parte di quei parlamentari presenti ( peccato… già, se a quelle parole pronunciate dal premier avessimo potuto leggere le loro menti, chissà, forse anche noi… avremmo iniziato a ridere)!!!     

Il primo pensiero che vorrei condividere con Voi è quello che riguarda la “responsabilità nazionale“!!! 

Uh… l’abbiamo vista, già… quanta responsabilità, d’altronde come non ricordare quanto occorso durante le ultime sedute all’ex premier Conte!!!

Il principale dovere cui siamo chiamati, tutti, io per primo come presidente del Consiglio, è di combattere con ogni mezzo la pandemia e di salvaguardare le vite dei nostri concittadini. Una trincea dove combattiamo tutti insieme. Il virus è nemico di tutti. Ed è nel commosso ricordo di chi non c’è più che cresce il nostro impegno. 

Prima di illustrarvi il mio programma, vorrei rivolgere un altro pensiero, partecipato e solidale, a tutti coloro che soffrono per la crisi economica che la pandemia ha scatenato, a coloro che lavorano nelle attività più colpite o fermate per motivi sanitari. Conosciamo le loro ragioni, siamo consci del loro enorme sacrificio e li ringraziamo. Ci impegniamo a fare di tutto perché possano tornare, nel più breve tempo possibile, nel riconoscimento dei loro diritti, alla normalità delle loro occupazioni. Ci impegniamo a informare i cittadini con sufficiente anticipo, per quanto compatibile con la rapida evoluzione della pandemia, di ogni cambiamento nelle regole.

Il Governo farà le riforme ma affronterà anche l’emergenza. Non esiste un prima e un dopo. Siamo consci dell’insegnamento di Cavour:”le riforme compiute a tempo, invece di indebolire l’autorità, la rafforzano. Ma nel frattempo dobbiamo occuparci di chi soffre adesso, di chi oggi perde il lavoro o è costretto a chiudere la propria attività.

Nel ringraziare, ancora una volta il presidente della Repubblica per l’onore dell’incarico che mi è stato assegnato, vorrei dirvi che non vi è mai stato, nella mia lunga vita professionale, un momento di emozione così intensa e di responsabilità così ampia. 

Forse l’unica affermazione che condivido è questa: Ringrazio altresì il mio predecessore Giuseppe Conte che ha affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduto dall’Unità d’Italia!!!

Si è discusso molto sulla natura di questo governo. La storia repubblicana ha dispensato una varietà infinita di formule. Nel rispetto che tutti abbiamo per le istituzioni e per il corretto funzionamento di una democrazia rappresentativa, un esecutivo come quello che ho l’onore di presiedere, specialmente in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo, è semplicemente il governo del Paese. Non ha bisogno di alcun aggettivo che lo definisca. Riassume la volontà, la consapevolezza, il senso di responsabilità delle forze politiche che lo sostengono alle quali è stata chiesta una rinuncia per il bene di tutti, dei propri elettori come degli elettori di altri schieramenti, anche dell’opposizione, dei cittadini italiani tutti. Questo è lo spirito repubblicano di un governo che nasce in una situazione di emergenza raccogliendo l’alta indicazione del capo dello Stato.

La crescita di un’economia di un Paese non scaturisce solo da fattori economici. Dipende dalle istituzioni, dalla fiducia dei cittadini verso di esse, dalla condivisione di valori e di speranze. Gli stessi fattori determinano il progresso di un Paese.

Si è detto e scritto che questo governo è stato reso necessario dal fallimento della politica. Mi sia consentito di non essere d’accordo. Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità ma semmai, in un nuovo e del tutto inconsueto perimetro di collaborazione, ne fa uno avanti nel rispondere alle necessità del Paese, nell’avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie e delle imprese che ben sanno quando è il momento di lavorare insieme, senza pregiudizi e rivalità.

Nei momenti più difficili della nostra storia, l’espressione più alta e nobile della politica si è tradotta in scelte coraggiose, in visioni che fino a un attimo prima sembravano impossibili. Perché prima di ogni nostra appartenenza, viene il dovere della cittadinanza.

Siamo cittadini di un Paese che ci chiede di fare tutto il possibile, senza perdere tempo, senza lesinare anche il più piccolo sforzo, per combattere la pandemia e contrastare la crisi economica. E noi oggi, politici e tecnici che formano questo nuovo esecutivo siamo tutti semplicemente cittadini italiani, onorati di servire il proprio Paese, tutti ugualmente consapevoli del compito che ci è stato affidato.

Questo è lo spirito repubblicano del mio governo.

La durata dei governi in Italia è stata mediamente breve ma ciò non ha impedito, in momenti anche drammatici della vita della nazione, di compiere scelte decisive per il futuro dei nostri figli e nipoti. Conta la qualità delle decisioni, conta il coraggio delle visioni, non contano i giorni. Il tempo del potere può essere sprecato anche nella sola preoccupazione di conservarlo. Oggi noi abbiamo, come accadde ai governi dell’immediato Dopoguerra, la possibilità, o meglio la responsabilità, di avviare una Nuova Ricostruzione. L’Italia si risollevò dal disastro della Seconda Guerra Mondiale con orgoglio e determinazione e mise le basi del miracolo economico grazie a investimenti e lavoro. Ma soprattutto grazie alla convinzione che il futuro delle generazioni successive sarebbe stato migliore per tutti. Nella fiducia reciproca, nella fratellanza nazionale, nel perseguimento di un riscatto civico e morale. A quella Ricostruzione collaborarono forze politiche ideologicamente lontane se non contrapposte. Sono certo che anche a questa Nuova Ricostruzione nessuno farà mancare, nella distinzione di ruoli e identità, il proprio apporto. Questa è la nostra missione di italiani: consegnare un Paese migliore e più giusto ai figli e ai nipoti.

Spesso mi sono chiesto se noi, e mi riferisco prima di tutto alla mia generazione, abbiamo fatto e stiamo facendo per loro tutto quello che i nostri nonni e padri fecero per noi, sacrificandosi oltre misura. È una domanda che ci dobbiamo porre quando non facciamo tutto il necessario per promuovere al meglio il capitale umano, la formazione, la scuola, l’università e la cultura. Una domanda alla quale dobbiamo dare risposte concrete e urgenti quando deludiamo i nostri giovani costringendoli ad emigrare da un paese che troppo spesso non sa valutare il merito e non ha ancora realizzato una effettiva parità di genere. Una domanda che non possiamo eludere quando  aumentiamo il nostro debito pubblico senza aver speso e investito al meglio risorse che sono sempre scarse. Ogni spreco oggi è un torto che facciamo alle prossime generazioni, una sottrazione dei loro diritti. Esprimo davanti a voi, che siete i rappresentanti eletti degli italiani, l’auspicio che il desiderio e la necessità di costruire un futuro migliore orientino saggiamente le nostre decisioni. Nella speranza che i giovani italiani che prenderanno il nostro posto, anche qui in questa aula, ci ringrazino per il nostro lavoro e non abbiano di che rimproverarci per il nostro egoismo.

Questo governo nasce nel solco dell’appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all’Unione europea, e come protagonista dell’Alleanza Atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori.  Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro, significa condividere la prospettiva di un’Unione Europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione. Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa. Anzi, nell’appartenenza convinta al destino dell’Europa siamo ancora più italiani, ancora più vicini ai nostri territori di origine o residenza. Dobbiamo essere orgogliosi del contributo italiano alla crescita e allo sviluppo dell’Unione europea. Senza l’Italia non c’è l’Europa. Ma, fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine. C’è solo l’inganno di ciò che siamo, nell’oblio di ciò che siamo stati e nella negazione di quello che potremmo essere. Siamo una grande potenza economica e culturale. Mi sono sempre stupito e un po’ addolorato in questi anni, nel notare come spesso il giudizio degli altri sul nostro Paese sia migliore del nostro. Dobbiamo essere più orgogliosi, più giusti e più generosi nei confronti del nostro Paese. E riconoscere i tanti primati, la profonda ricchezza del nostro capitale sociale, del nostro volontariato, che altri ci invidiano.

Da quando è esplosa l’epidemia, ci sono stati — i dati ufficiali sottostimano il fenomeno — 92.522 morti, 2.725.106 cittadini colpiti dal virus, in questo momento 2.074 sono i ricoverati in terapia intensiva. Ci sono 259 morti tra gli operatori sanitari e 118.856 sono quelli contagiati, a dimostrazione di un enorme sacrificio sostenuto con generosità e impegno. Cifre che hanno messo a dura prova il sistema sanitario nazionale, sottraendo personale e risorse alla prevenzione e alla cura di altre patologie, con conseguenze pesanti sulla salute di tanti italiani.

L’aspettativa di vita, a causa della pandemia, è diminuita: fino a 4 – 5 anni nelle zone di maggior contagio; un anno e mezzo – due in meno per tutta la popolazione italiana. Un calo simile non si registrava in Italia dai tempi delle due guerre mondiali.

La diffusione del virus ha comportato gravissime conseguenze anche sul tessuto economico e sociale del nostro Paese. Con rilevanti impatti sull’occupazione, specialmente quella dei giovani e delle donne. Un fenomeno destinato ad aggravarsi quando verrà meno il divieto di licenziamento.

Si è anche aggravata la povertà. I dati dei centri di ascolto Caritas, che confrontano il periodo maggio-settembre del 2019 con lo stesso periodo del 2020, mostrano che da un anno all’altro l’incidenza dei “nuovi poveri” passa dal 31% al 45%: quasi una persona su due che oggi si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. Tra i nuovi poveri aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, degli italiani, che sono oggi la maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno) e delle persone in età lavorativa, di fasce di cittadini finora mai sfiorati dall’indigenza.

Il numero totale di ore di Cassa integrazione per emergenza sanitaria dal 1 aprile al 31 dicembre dello scorso anno supera i 4 milioni. Nel 2020 gli occupati sono scesi di 444 mila unità ma il calo si è accentrato su contratti a termine (-393 mila) e lavoratori autonomi (-209). La pandemia ha finora ha colpito soprattutto giovani e donne, una disoccupazione selettiva ma che presto potrebbe iniziare a colpire anche i lavoratori con contratti  a tempo indeterminato.

Gravi e con pochi precedenti storici gli effetti sulla diseguaglianza. In assenza di interventi pubblici il coefficiente di Gini, una misura della diseguaglianza nella distribuzione del reddito, sarebbe aumentato, nel primo semestre del 2020 (secondo una recente stima), di 4 punti percentuali, rispetto al 34.8% del 2019. Questo aumento sarebbe stato maggiore di quello cumulato durante le due recenti recessioni. L’aumento nella diseguaglianza è stato tuttavia attenuato dalle reti di protezione presenti nel nostro sistema di sicurezza sociale, in particolare dai provvedimenti che dall’inizio della pandemia li hanno rafforzati. Rimane però il fatto che il nostro sistema di sicurezza sociale è squilibrato, non proteggendo a sufficienza i cittadini con impieghi a tempo determinato e i lavoratori autonomi.

Le previsioni pubblicate la scorsa settimana dalla Commissione europea indicano che sebbene nel 2020 la recessione europea sia stata meno grave di quanto ci si aspettasse — e che quindi già fra poco più di un anno si dovrebbero recuperare i livelli di attività economica pre-pandemia – in Italia questo non accadrà prima della fine del 2022, in un contesto in cui, prima della pandemia, non avevamo ancora recuperato pienamente gli effetti delle crisi del 2008-09 e del 2011-13.

La diffusione del Covid ha provocato ferite profonde nelle nostre comunità, non solo sul piano sanitario ed economico, ma anche su quello culturale ed educativo. Le ragazze e i ragazzi hanno avuto, soprattutto quelli nelle scuole secondarie di secondo grado, il servizio scolastico attraverso la Didattica a Distanza che, pur garantendo la continuità del servizio, non può non creare disagi ed evidenziare diseguaglianze. Un dato chiarisce meglio la dinamica attuale: a fronte di 1.696.300 studenti delle scuole secondarie di secondo grado, nella prima settimana di febbraio solo 1.039.372 studenti (il 61,2% del totale) ha avuto assicurato il servizio attraverso la Didattica a Distanza.

Questa situazione di emergenza senza precedenti impone di imboccare, con decisione e rapidità, una strada di unità e di impegno comune.

Il piano di vaccinazione. Gli scienziati in soli 12 mesi hanno fatto un miracolo: non era mai accaduto che si riuscisse a produrre un nuovo vaccino in meno di un anno. La nostra prima sfida è, ottenutene le quantità sufficienti, distribuirlo rapidamente ed efficientemente.

Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private. Facendo tesoro dell’esperienza fatta con i tamponi che, dopo un ritardo iniziale, sono stati permessi anche al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati. E soprattutto imparando da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi disponendo subito di quantità di vaccini adeguate. La velocità è essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus.

Sulla base dell’esperienza dei mesi scorsi dobbiamo aprire un confronto a tutto campo sulla riforma della nostra sanità. Il punto centrale è rafforzare e ridisegnare la sanità territoriale, realizzando una forte rete di servizi di base (case della comunità, ospedali di comunità, consultori, centri di salute mentale, centri di prossimità contro la povertà sanitaria). È questa la strada per rendere realmente esigibili i “Livelli essenziali di assistenza” e affidare agli ospedali le esigenze sanitarie acute, post acute e riabilitative. La “casa come principale luogo di cura” è oggi possibile con la telemedicina, con l’assistenza domiciliare integrata.

La scuola: non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà.

Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza.

È necessario investire in una transizione culturale a partire dal patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale. Siamo chiamati disegnare un percorso educativo che combini la necessaria adesione agli standard qualitativi richiesti, anche nel panorama europeo, con innesti di nuove materie e metodologie, e coniugare le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche e del multilinguismo.

Infine è necessario investire nella formazione del personale docente per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni.

In questa prospettiva particolare attenzione va riservata agli ITIS (istituti tecnici). In Francia e in Germania, ad esempio, questi istituti sono un pilastro importante del sistema educativo. E’ stato stimato in circa 3 milioni, nel quinquennio 2019-23, il fabbisogno di diplomati di istituti tecnici nell’area digitale e ambientale. Il Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza assegna 1,5 md agli ITIS, 20 volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia. Senza innovare l’attuale organizzazione di queste scuole, rischiamo che quelle risorse vengano sprecate.

La globalizzazione, la trasformazione digitale e la transizione ecologica stanno da anni cambiando il mercato del lavoro e richiedono continui adeguamenti nella formazione universitaria. Allo stesso tempo occorre investire adeguatamente nella ricerca, senza escludere la ricerca di base, puntando all’eccellenza, ovvero a una ricerca riconosciuta a livello internazionale per l’impatto che produce sulla nuova conoscenza e sui nuovi modelli in tutti i campi scientifici. Occorre infine costruire sull’esperienza di didattica a distanza maturata nello scorso anno sviluppandone le potenzialità con l’impiego di strumenti digitali che potranno essere utilizzati nella didattica in presenza.

Quando usciremo, e usciremo, dalla pandemia, che mondo troveremo? Alcuni pensano che la tragedia nella quale abbiamo vissuto per più di 12 mesi sia stata simile ad una lunga interruzione di corrente. Prima o poi la luce ritorna, e tutto ricomincia come prima. La scienza, ma semplicemente il buon senso, suggeriscono che potrebbe non essere così.

Il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulle nostre vite e sulla nostra salute, dall’inquinamento, alla fragilità idrogeologica, all’innalzamento del livello dei mari che potrebbe rendere ampie zone di alcune città litoranee non più abitabili. Lo spazio che alcune megalopoli hanno sottratto alla natura potrebbe essere stata una delle cause della trasmissione del virus dagli animali all’uomo.

Come ha detto papa Francesco “Le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento. E io penso che se chiedessi al Signore che cosa pensa, non credo mi direbbe che è una cosa buona: siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore”.

Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione,  agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori , biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane.

Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modello di turismo, un’attività  che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato.

Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce. Questa osservazione, che gli scienziati non smettono di ripeterci, ha una conseguenza importante. Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi.

La capacità di adattamento del nostro sistema produttivo e interventi senza precedenti hanno permesso di preservare la forza lavoro in un anno drammatico: sono stati sette milioni i lavoratori che hanno fruito di strumenti di integrazione salariale per un totale di 4 miliardi di ore. Grazie a tali misure, supportate anche dalla Commissione Europea mediante il programma SURE, è stato possibile limitare gli effetti negativi sull’occupazione. A pagare il prezzo più alto sono stati i giovani, le donne e i lavoratori autonomi. E’ innanzitutto a loro che bisogna pensare quando approntiamo una strategia di sostegno delle imprese e del lavoro, strategia che dovrà coordinare la sequenza degli interventi sul lavoro, sul credito e sul capitale.

Centrali sono le politiche attive del lavoro. Affinché esse siano immediatamente operative è necessario migliorare gli strumenti esistenti, come l’assegno di riallocazione, rafforzando le politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati. Vanno anche rafforzate le dotazioni di personale e digitali dei centri per l’impiego in accordo con le regioni. Questo progetto è già parte del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza ma andrà anticipato da subito.

Il cambiamento climatico, come la pandemia, penalizza alcuni settori produttivi senza che vi sia un’espansione in altri settori che possa compensare. Dobbiamo quindi essere noi ad assicurare questa espansione e lo dobbiamo fare subito.

La risposta della politica economica al cambiamento climatico e alla pandemia dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l’innovazione, di politiche finanziarie che facilitino l’accesso delle imprese capaci di crescere al capitale e al credito e di politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per le nuove attività sostenibili che sono state create.

Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta.

La mobilitazione di tutte le energie del Paese nel suo rilancio non può prescindere dal coinvolgimento delle donne. Il divario di genere nei tassi di occupazione in Italia rimane tra i più alti di Europa: circa 18 punti su una media europea di 10. Dal dopoguerra ad oggi, la situazione è notevolmente migliorata, ma questo incremento non è andato di pari passo con un altrettanto evidente miglioramento delle condizioni di carriera delle donne. L’Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa, oltre una cronica scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo.

Una vera parità di genere non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge: richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi. Intendiamo lavorare in questo senso, puntando a un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei loro colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro.

Garantire parità di condizioni competitive significa anche assicurarsi che tutti abbiano eguale accesso alla formazione di quelle competenze chiave che sempre più permetteranno di fare carriera – digitali, tecnologiche e ambientali. Intendiamo quindi investire, economicamente ma soprattutto culturalmente, perché sempre più giovani donne scelgano di formarsi negli ambiti su cui intendiamo rilanciare il Paese. Solo in questo modo riusciremo a garantire che le migliori risorse siano coinvolte nello sviluppo del Paese.

Aumento dell’occupazione, in primis, femminile, è obiettivo imprescindibile: benessere, autodeterminazione, legalità, sicurezza sono strettamente legati all’aumento dell’occupazione femminile nel Mezzogiorno. Sviluppare la capacità di attrarre investimenti privati nazionali e internazionali è essenziale per generare reddito, creare lavoro, investire il declino demografico e lo spopolamento delle aree interne. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre creare un ambiente dove legalità e sicurezza siano sempre garantite. Vi sono poi strumenti specifici quali il credito d’imposta e altri interventi da concordare in sede europea.

Per riuscire a spendere e spendere bene, utilizzando gli investimenti dedicati dal Next Generation EU occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando con attenzione all’esperienza di un passato che spesso ha deluso la speranza.

In tema di infrastrutture occorre investire sulla preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici per permettere alle amministrazioni di poter pianificare, progettare ed accelerare gli investimenti con certezza dei tempi, dei costi e in piena compatibilità con gli indirizzi di sostenibilità e crescita indicati nel Programma nazionale di Ripresa e Resilienza. Particolare attenzione va posta agli investimenti in manutenzione delle opere e nella tutela del territorio, incoraggiando l’utilizzo di tecniche predittive basate sui più recenti sviluppi in tema di Intelligenza artificiale e tecnologie digitali. Il settore privato deve essere invitato a partecipare alla realizzazione degli investimenti pubblici apportando più che finanza, competenza, efficienza e innovazione per accelerare la realizzazione dei progetti nel rispetto dei costi previsti.

La strategia per i progetti del Next Generation EU non può che essere trasversale e sinergica, basata sul principio dei co-benefici, cioè con la capacità di impattare simultaneamente più settori, in maniera coordinata. 

Dovremo imparare a prevenire piuttosto che a riparare,  non solo  dispiegando tutte le  tecnologie a nostra disposizione ma anche investendo sulla consapevolezza  delle nuove generazioni che “ogni azione ha una conseguenza”.

Come si è ripetuto più volte, avremo a disposizione circa 210 miliardi lungo un periodo di sei anni.

Queste risorse dovranno essere spese puntando a migliorare il potenziale di crescita della nostra economia. La quota di prestiti aggiuntivi che richiederemo tramite la principale componente del programma, lo Strumento per la ripresa e resilienza, dovrà essere modulata in base agli obiettivi di finanza pubblica.

Il precedente Governo ha già svolto una grande mole di lavoro sul Programma di ripresa e resilienza (PNRR). Dobbiamo approfondire e completare quel lavoro che, includendo le necessarie interlocuzioni con la Commissione Europea, avrebbe una scadenza molto ravvicinata, la fine di aprile.

Gli orientamenti che il Parlamento esprimerà nei prossimi giorni a commento della bozza di Programma presentata dal Governo uscente saranno di importanza fondamentale nella preparazione della sua versione finale. Voglio qui riassumere l’orientamento del nuovo Governo.

Le Missioni del Programma potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate nei precedenti documenti del Governo uscente, ovvero l’innovazione, la digitalizzazione, la competitività e la cultura; la transizione ecologica; le infrastrutture per la mobilità sostenibile; la formazione e la ricerca; l’equità sociale, di genere, generazionale e territoriale; la salute e la relativa filiera produttiva.

Dovremo rafforzare il Programma prima di tutto per quanto riguarda gli obiettivi strategici e le riforme che li accompagnano.

Il Programma è finora stato costruito in base ad obiettivi di alto livello e aggregando proposte progettuali in missioni, componenti e linee progettuali. Nelle prossime settimane rafforzeremo la dimensione strategica del Programma, in particolare con riguardo agli obiettivi riguardanti la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G.

Il ruolo dello Stato e il perimetro dei suoi interventi dovranno essere valutati con attenzione. Compito dello dello Stato è utilizzare le leve della spesa per ricerca e sviluppo, dell’istruzione e della formazione, della regolamentazione, dell’incentivazione e della tassazione.

In base a tale visione strategica, il Programma nazionale di Ripresa e Resilienza indicherà obiettivi per il prossimo decennio e più a lungo termine, con una tappa intermedia per l’anno finale del Next Generation EU, il 2026. Non basterà elencare progetti che si vogliono completare nei prossimi anni. Dovremo dire dove vogliamo arrivare nel 2026 e a cosa puntiamo per il 2030 e il 2050, anno in cui l’Unione Europea intende arrivare a zero emissioni nette di CO2 e gas clima-alteranti.

Selezioneremo progetti e iniziative coerenti con gli obiettivi strategici del Programma, prestando grande attenzione alla loro fattibilità nell’arco dei sei anni del programma. Assicureremo inoltre che l’impulso occupazionale del Programma sia sufficientemente elevato in ciascuno dei sei anni, compreso il 2021.

Chiariremo il ruolo del terzo settore e del contributo dei privati al Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza attraverso i meccanismi di finanziamento a leva (fondo dei fondi).

Sottolineeremo il ruolo della scuola che tanta parte ha negli obiettivi di coesione sociale e territoriale e quella dedicata all’inclusione sociale e alle politiche attive del lavoro

Nella sanità dovremo usare questi progetti per porre le basi, come indicato sopra, per rafforzare la medicina territoriale e la telemedicina.

La governance del Programma di ripresa e resilienza è incardinata nel Ministero dell’Economia e Finanza con la strettissima collaborazione dei Ministeri competenti che definiscono le politiche e i progetti di settore. Il Parlamento verrà costantemente informato sia sull’impianto complessivo, sia sulle politiche di settore.

Infine il capitolo delle riforme che affronterò ora separatamente…

Alcune riguardano problemi aperti da decenni ma che non per questo vanno dimenticati. Fra questi la certezza delle norme e dei piani di investimento pubblico, fattori che limitano gli investimenti, sia italiani che esteri. inoltre la concorrenza: chiederò all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, di produrre in tempi brevi come previsto dalla Legge Annuale sulla Concorrenza (Legge 23 luglio 2009, n. 99) le sue proposte in questo campo.

Negli anni recenti i nostri tentativi di riformare il paese non sono stati del tutto assenti, ma i loro effetti concreti sono stati limitati. Il problema sta forse nel modo in cui spesso abbiamo disegnato le riforme: con interventi parziali dettati dall’urgenza del momento, senza una visione a tutto campo che richiede tempo e competenza. Nel caso del fisco, per fare un esempio, non bisogna dimenticare che il sistema tributario è un meccanismo complesso, le cui parti si legano una all’altra. Non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta. Un intervento complessivo rende anche più difficile che specifici gruppi di pressione riescano a spingere il governo ad adottare misure scritte per avvantaggiarli.

Inoltre, le esperienze di altri paesi insegnano che le riforme della tassazione dovrebbero essere affidate a esperti, che conoscono bene cosa può accadere se si cambia un’imposta. Ad esempio la Danimarca, nel 2008, nominò una Commissione di esperti in materia fiscale. La Commissione incontrò i partiti politici e le parti sociali e solo dopo presentò la sua relazione al Parlamento. Il progetto prevedeva un taglio della pressione fiscale pari a 2 punti di Pil. L’aliquota marginale massima dell’imposta sul reddito veniva ridotta, mentre la soglia di esenzione veniva alzata.

Un metodo simile fu seguito in Italia all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso quando il governo affidò ad una commissione di esperti, fra i quali Bruno Visentini e Cesare Cosciani, il compito di ridisegnare il nostro sistema tributario, che non era stato più modificato dai tempi della riforma Vanoni del 1951. Si deve a quella commissione l’introduzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e del sostituto d’imposta per i redditi da lavoro dipendente. Una riforma fiscale segna in ogni Paese un passaggio decisivo. Indica priorità, dà certezze, offre opportunità, è l’architrave della politica di bilancio

In questa prospettiva va studiata una revisione profonda dell’Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività. Funzionale al perseguimento di questi ambiziosi obiettivi sarà anche un rinnovato e rafforzato impegno nell’azione di contrasto all’evasione fiscale.

L’altra riforma che non si può procrastinare è quella della pubblica amministrazione. Nell’emergenza l’azione amministrativa, a livello centrale e nelle strutture locali e periferiche, ha dimostrato capacità di resilienza e di adattamento grazie a un impegno diffuso nel lavoro a distanza e a un uso intelligente delle tecnologie a sua disposizione. La fragilità del sistema delle pubbliche amministrazioni e dei servizi di interesse collettivo è, tuttavia, una realtà che deve essere rapidamente affrontata.

Particolarmente urgente è lo smaltimento dell’arretrato accumulato durante la pandemia. Agli uffici verrà chiesto di predisporre un piano di smaltimento dell’arretrato e comunicarlo ai cittadini

La riforma dovrà muoversi su due direttive: investimenti in connettività con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini; aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici, anche selezionando nelle assunzioni le migliori competenze e attitudini in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati.

Nel campo della giustizia le azioni da svolgere sono principalmente quelle che si collocano all’interno del contesto e delle aspettative dell’Unione europea. Nelle Country Specific Recommendations indirizzate al nostro Paese negli anni 2019 e 2020, la Commissione, pur dando atto dei progressi compiuti negli ultimi anni, ci esorta: ad aumentare l’efficienza del sistema giudiziario civile, attuando e favorendo l’applicazione dei decreti di riforma in materia di insolvenza, garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali, favorendo lo smaltimento dell’arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro, adottando norme procedurali più semplici, coprendo i posti vacanti del personale amministrativo, riducendo le differenze che sussistono nella gestione dei casi da tribunale a tribunale e infine favorendo la repressione della corruzione.

Nei nostri rapporti internazionali questo governo sarà convintamente europeista e atlantista, in linea con gli ancoraggi storici dell’Italia: Unione europea, Alleanza Atlantica, Nazioni Unite. Ancoraggi che abbiamo scelto fin dal dopoguerra, in un percorso che ha portato benessere, sicurezza e prestigio internazionale. Profonda è la nostra vocazione a favore di un multilateralismo efficace, fondato sul ruolo insostituibile delle Nazioni Unite. Resta forte la nostra attenzione e proiezione verso le aree di naturale interesse prioritario, come i Balcani, il Mediterraneo allargato, con particolare attenzione alla Libia e al Mediterraneo orientale, e all’Africa.

Gli anni più recenti hanno visto una spinta crescente alla costruzione in Europa di reti di rapporti bilaterali e plurilaterali privilegiati. Proprio la pandemia ha rivelato la necessità di perseguire uno scambio più intenso con i partner con i quali la nostra economia è più integrata. Per l’Italia ciò comporterà la necessità di meglio strutturare e rafforzare il rapporto strategico e imprescindibile con Francia e Germania. Ma occorrerà anche consolidare la collaborazione con Stati con i quali siamo accomunati da una specifica sensibilità mediterranea e dalla condivisione di problematiche come quella ambientale e migratoria: Spagna, Grecia, Malta e Cipro. Continueremo anche a operare affinché si avvii un dialogo più virtuoso tra l’Unione europea e la Turchia, partner e alleato Nato.

L’Italia si adopererà per alimentare meccanismi di dialogo con la Federazione Russa. Seguiamo con preoccupazione ciò che sta accadendo in questo e in altri paesi dove i diritti dei cittadini sono spesso violati. Seguiamo anche con preoccupazione l’aumento delle tensioni in Asia intorno alla Cina.

Altra sfida sarà il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo, nel quale perseguiremo un deciso rafforzamento dell’equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. Cruciale sarà anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati.

L’avvento della nuova Amministrazione USA prospetta un cambiamento di metodo, più cooperativo nei confronti dell’Europa e degli alleati tradizionali. Sono fiducioso che i nostri rapporti e la nostra collaborazione non potranno che intesificarsi.

Dal dicembre scorso e fino alla fine del 2021, l’Italia esercita per la prima volta la Presidenza del G20. Il programma, che coinvolgerà l’intera compagine governativa, ruota intorno a tre pilastri: People, Planet, Prosperity. L’Italia avrà la responsabilità di guidare il Gruppo verso l’uscita dalla pandemia, e di rilanciare una crescita verde e sostenibile a beneficio di tutti. Si tratterà di ricostruire e di ricostruire meglio.

Insieme al Regno Unito – con cui quest’anno abbiamo le Presidenze parallele del G7 e del G20 – punteremo sulla sostenibilità e la “transizione verde” nella prospettiva della prossima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (Cop 26), con una particolare attenzione a coinvolgere attivamente le giovani generazioni, attraverso l’evento “Youth4Climate”.

Questo è il terzo governo della legislatura. Non c’è nulla che faccia pensare che possa far bene senza il sostegno convinto di questo Parlamento. E’ un sostegno che non poggia su alchimie politiche ma sullo spirito di sacrificio con cui donne e uomini hanno affrontato l’ultimo anno, sul loro vibrante desiderio di rinascere, di tornare più forti e sull’entusiasmo dei giovani che vogliono un paese capace di realizzare i loro sogni. Oggi, l’unità non è un’opzione, l’unità è un dovere. Ma è un dovere guidato da ciò che son certo ci unisce tutti: l’amore per l’Italia.

Sì… certo…

Protocollo di "illegalità": ma avete visto da chi è stato firmato???

Il documento reso ai sensi del protocollo di legalità “Accordo quadro Carlo Alberto Dalla Chiesa“, stipulato il 12.07.2005 fra la Regione Siciliana, il Ministero dell’Interno, le Prefetture dell’isola, l’autorità di vigilanza sui lavori pubblici, l’INPS e l’INAIL, con lo scopo di: contribuire ad una azione di prevenzione rivolta a garantire permanentemente il miglioramento delle condizioni di convivenza civile e di sicurezza dei cittadini, nonché a favorire la collaborazione nella lotta alla criminalità nel territorio regionale, stimolando altresì, l’azione delle Amministrazioni locali su politiche integrate di governo della sicurezza, con particolare riferimento alla coesione sociale ed alla diffusione della legalità”!!!

Quante belle parole e quale fine, già… quello di contrastare il rischio d’infiltrazioni criminali nel ciclo degli investimenti, promuovendo adeguati interventi di natura amministrativa, strumenti efficaci di deterrenza preventiva di tutti i comportamenti illeciti…

Ed allora leggiamo i nomi di chi ha firmato questo documento chiamato “Protocollo di legalità“, immagino ci saranno non solo nomi altisonanti, ma certamente paladini della legalità, uomini e donne che quantomeno hanno dimostrato nel corso della propria vita di aver sempre lottato per la giustizia e per quei valori morali che più di ogni altra cosa, determinano una persona…

Ecco quindi la sorpresa!!!
Iniziamo da Salvatore Cuffaro: è stato condannato definitivamente a sette anni di reclusione per favoreggiamento personale verso persone appartenenti a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. Recluso nel carcere romano di Rebibbia dal 22 gennaio 2011, ritorna in libertà il 13 dicembre 2015.
Passando agli altri firmatari, di alcuni di essi – pur non entrando nel merito – ho trovato alcuni articoli sul web, i cui link mi permetto (semplicemente) di allegare: 
D’altronde, considerato che dal 2005 sono passati ben 16 anni, forse sarebbe il caso di realizzare un nuovo documento, aggiornandolo anche a tutti i nuovi settori imprenditoriali che si sono dimostrati essere, nel corso di questi anni, nuovi meccanismi di pura illegalità!!!
Già, sarebbe il caso d’iniziarci a pensare; sì…  speriamo quantomeno di non dover attendere ancora altri 16 anni!!! 

Protocollo di "illegalità": ma avete visto da chi è stato firmato???

Il documento reso ai sensi del protocollo di legalità “Accordo quadro Carlo Alberto Dalla Chiesa“, stipulato il 12.07.2005 fra la Regione Siciliana, il Ministero dell’Interno, le Prefetture dell’isola, l’autorità di vigilanza sui lavori pubblici, l’INPS e l’INAIL, con lo scopo di: contribuire ad una azione di prevenzione rivolta a garantire permanentemente il miglioramento delle condizioni di convivenza civile e di sicurezza dei cittadini, nonché a favorire la collaborazione nella lotta alla criminalità nel territorio regionale, stimolando altresì, l’azione delle Amministrazioni locali su politiche integrate di governo della sicurezza, con particolare riferimento alla coesione sociale ed alla diffusione della legalità”!!!

Quante belle parole e quale fine, già… quello di contrastare il rischio d’infiltrazioni criminali nel ciclo degli investimenti, promuovendo adeguati interventi di natura amministrativa, strumenti efficaci di deterrenza preventiva di tutti i comportamenti illeciti…

Ed allora leggiamo i nomi di chi ha firmato questo documento chiamato “Protocollo di legalità“, immagino ci saranno non solo nomi altisonanti, ma certamente paladini della legalità, uomini e donne che quantomeno hanno dimostrato nel corso della propria vita di aver sempre lottato per la giustizia e per quei valori morali che più di ogni altra cosa, determinano una persona…

Ecco quindi la sorpresa!!!
Iniziamo da Salvatore Cuffaro: è stato condannato definitivamente a sette anni di reclusione per favoreggiamento personale verso persone appartenenti a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. Recluso nel carcere romano di Rebibbia dal 22 gennaio 2011, ritorna in libertà il 13 dicembre 2015.
Passando agli altri firmatari, di alcuni di essi – pur non entrando nel merito – ho trovato alcuni articoli sul web, i cui link mi permetto (semplicemente) di allegare: 
D’altronde, considerato che dal 2005 sono passati ben 16 anni, forse sarebbe il caso di realizzare un nuovo documento, aggiornandolo anche a tutti i nuovi settori imprenditoriali che si sono dimostrati essere, nel corso di questi anni, nuovi meccanismi di pura illegalità!!!
Già, sarebbe il caso d’iniziarci a pensare; sì…  speriamo quantomeno di non dover attendere ancora altri 16 anni!!! 

Certo… peccato che soltanto ora ci si è accorti della illegittimità dell’art. 4 sulle modalità di gare e sui metodi di aggiudicazione dei lavori in Sicilia!!!

Vi ricordate cosa avevo scritto lo scorso mese attraverso due post:

http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/01/la-definiscono-offerta-economicamente.html 

http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/01/offerta-economicamente-piu-vantaggiosa.html

Difatti… in data 23 settembre 2019 con ricorso notificato a mezzo di posta elettronica certificata e depositato il successivo 25 settembre, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato, tra gli altri, gli artt. 4, commi 1 e 2, e 13 della legge della Regione Siciliana 19 luglio 2019, n. 13!!!

Secondo il ricorrente, l’art. 4, comma 1, primo periodo, della citata legge regionale violerebbe l’art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, poiché, stabilendo l’obbligo per le stazioni appaltanti di utilizzare il criterio del minor prezzo per gli appalti di lavoro d’importo pari o inferiore alla soglia comunitaria, quando l’affidamento degli stessi avviene con procedure ordinarie sulla base del progetto esecutivo, si porrebbe in contrasto con gli artt. 36 e 95 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici), che demanderebbero invece alle singole stazioni appaltanti l’individuazione del criterio da utilizzare.

Il ricorrente ricorrente lamentava che il medesimo parametro costituzionale sarebbe violato dall’art. 4, «ai commi 1, dal secondo periodo in poi, e comma 2», incidendo su un ambito di competenza esclusiva dello Stato. 

La disciplina regionale individuerebbe infatti, in presenza del criterio di aggiudicazione del minor prezzo, un metodo di calcolo della soglia di anomalia delle offerte diverso da quello dettato dall’art. 97, commi 2, 2-bis e 2-ter del d. lgs. n. 50 del 2016 (di seguito: codice dei contratti pubblici). 

Il comma da ultimo citato, in particolare, attribuisce al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la facoltà di procedere con decreto alla rideterminazione dei criteri per l’individuazione delle soglie di anomalia, allo scopo di «non rendere nel tempo predeterminabili dagli offerenti i parametri di riferimento per il calcolo» delle soglie stesse.

Poiché la normativa statale relativa alle procedure di selezione e aggiudicazione delle gare sarebbe strumentale a garantire la tutela della concorrenza (sono citate le sentenze di questa Corte n. 221, n. 186 e n. 45 del 2010, n. 320 del 2008 e n. 401 del 2007), e poiché si sarebbe in presenza di una materia di competenza esclusiva statale, anche alle autonomie speciali titolari di competenza legislativa primaria in materia di lavori pubblici sarebbe preclusa la possibilità di dettare discipline suscettibili di alterare le regole di funzionamento del mercato. 

In particolare, la potestà legislativa esclusiva della Regione Siciliana in materia di «lavori pubblici, eccettuate le grandi opere pubbliche di interesse prevalentemente nazionale» affermata dall’art. 14, primo comma, lettera g), del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455 (Approvazione dello statuto della Regione siciliana), convertito in legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2, dovrebbe comunque esercitarsi «nei limiti delle leggi costituzionali dello Stato».

Ciò varrebbe anche con riferimento alle modalità di valutazione delle offerte anomale relative agli appalti sotto la soglia di rilevanza comunitaria, per i quali ugualmente rileverebbe la finalità di tutela della concorrenza (viene richiamata la sentenza di questa Corte n. 160 del 2009).

Secondo l’Avvocatura generale, la disciplina contenuta nell’art. 4, commi 1 e 2, della legge reg. Siciliana n. 13 del 2019 sarebbe inoltre simile a quella già precedentemente dettata dall’art. 1 della legge della Regione Siciliana 10 luglio 2015, n. 14 (Modifiche all’articolo 19 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12), che pure è stata dichiarata costituzionalmente illegittima con la sentenza n. 263 del 2016. 

E quindi ora con Sentenza n. 16 (26/01/2021) la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 4, commi 1 e 2, della legge della Regione Siciliana 19 luglio 2019, n. 13 – in particolare l’Art. 4.sulle norme di modalità di gara e sui metodi di aggiudicazione dei lavori in Sicilia!!!

Cosa aggiungere: “meglio tardi che mai”!!!

Certo… peccato che soltanto ora ci si è accorti della illegittimità dell'art. 4 sulle modalità di gare e sui metodi di aggiudicazione dei lavori in Sicilia!!!

Vi ricordate cosa avevo scritto lo scorso mese attraverso due post:

http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/01/la-definiscono-offerta-economicamente.html 

http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/01/offerta-economicamente-piu-vantaggiosa.html

Difatti… in data 23 settembre 2019 con ricorso notificato a mezzo di posta elettronica certificata e depositato il successivo 25 settembre, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato, tra gli altri, gli artt. 4, commi 1 e 2, e 13 della legge della Regione Siciliana 19 luglio 2019, n. 13!!!

Secondo il ricorrente, l’art. 4, comma 1, primo periodo, della citata legge regionale violerebbe l’art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, poiché, stabilendo l’obbligo per le stazioni appaltanti di utilizzare il criterio del minor prezzo per gli appalti di lavoro d’importo pari o inferiore alla soglia comunitaria, quando l’affidamento degli stessi avviene con procedure ordinarie sulla base del progetto esecutivo, si porrebbe in contrasto con gli artt. 36 e 95 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici), che demanderebbero invece alle singole stazioni appaltanti l’individuazione del criterio da utilizzare.

Il ricorrente ricorrente lamentava che il medesimo parametro costituzionale sarebbe violato dall’art. 4, «ai commi 1, dal secondo periodo in poi, e comma 2», incidendo su un ambito di competenza esclusiva dello Stato. 

La disciplina regionale individuerebbe infatti, in presenza del criterio di aggiudicazione del minor prezzo, un metodo di calcolo della soglia di anomalia delle offerte diverso da quello dettato dall’art. 97, commi 2, 2-bis e 2-ter del d. lgs. n. 50 del 2016 (di seguito: codice dei contratti pubblici). 

Il comma da ultimo citato, in particolare, attribuisce al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la facoltà di procedere con decreto alla rideterminazione dei criteri per l’individuazione delle soglie di anomalia, allo scopo di «non rendere nel tempo predeterminabili dagli offerenti i parametri di riferimento per il calcolo» delle soglie stesse.

Poiché la normativa statale relativa alle procedure di selezione e aggiudicazione delle gare sarebbe strumentale a garantire la tutela della concorrenza (sono citate le sentenze di questa Corte n. 221, n. 186 e n. 45 del 2010, n. 320 del 2008 e n. 401 del 2007), e poiché si sarebbe in presenza di una materia di competenza esclusiva statale, anche alle autonomie speciali titolari di competenza legislativa primaria in materia di lavori pubblici sarebbe preclusa la possibilità di dettare discipline suscettibili di alterare le regole di funzionamento del mercato. 

In particolare, la potestà legislativa esclusiva della Regione Siciliana in materia di «lavori pubblici, eccettuate le grandi opere pubbliche di interesse prevalentemente nazionale» affermata dall’art. 14, primo comma, lettera g), del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455 (Approvazione dello statuto della Regione siciliana), convertito in legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2, dovrebbe comunque esercitarsi «nei limiti delle leggi costituzionali dello Stato».

Ciò varrebbe anche con riferimento alle modalità di valutazione delle offerte anomale relative agli appalti sotto la soglia di rilevanza comunitaria, per i quali ugualmente rileverebbe la finalità di tutela della concorrenza (viene richiamata la sentenza di questa Corte n. 160 del 2009).

Secondo l’Avvocatura generale, la disciplina contenuta nell’art. 4, commi 1 e 2, della legge reg. Siciliana n. 13 del 2019 sarebbe inoltre simile a quella già precedentemente dettata dall’art. 1 della legge della Regione Siciliana 10 luglio 2015, n. 14 (Modifiche all’articolo 19 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12), che pure è stata dichiarata costituzionalmente illegittima con la sentenza n. 263 del 2016. 

E quindi ora con Sentenza n. 16 (26/01/2021) la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 4, commi 1 e 2, della legge della Regione Siciliana 19 luglio 2019, n. 13 – in particolare l’Art. 4.sulle norme di modalità di gara e sui metodi di aggiudicazione dei lavori in Sicilia!!!

Cosa aggiungere: “meglio tardi che mai”!!!

Incredibile come in pochi anni la "lega" abbia mutato pelle!!!

Ho visto in questi anni la trasformazione che la “lega” ( sì… quella che il Senatour Bossi definirebbe di serie b)  ha compiuto, una muta di pelle che è riuscita a passare da separatista a sovranista, per finire oggi… europeista!!!

Volevo scrivere a riguardo, ma preferisco pubblicare una nota scritta da una mia amica, da sempre “leghista” ed oggi profondamente amareggiata da quel partito e soprattutto disgustata di quel suo leader: Matteo Salvini.

Eccovi il testo integrale: 

Di solito non pubblico vignette, ma questa è la triste storia della Lega che ha cambiato il suo credo nel corso degli anni!!! 

Quale involuzione progressiva è avvenuta??? 

Quale finalità è stata modificata???

Quale ricordo rimane della propria identità politica…

Peccato, già…  vi è stato un momento in cui in tanti abbiamo ammirato la fierezza leghista. 

L’odore forte di quella autonomia rivendicata con grande passione, l’orgoglio dell’appartenenza a quella Padania cosi laboriosa… 

Per me meridionale era un onore guardare a quei leghisti, con grande rispetto, per la grinta laboriosa e al tempo stesso mite ed inclusiva… 

Guardavo al modello lombardo e veneto che traboccava di grande operatività e mi piaceva molto a tal punto che desideravo “rubare” la ricetta del… “come si fa”!!! 

Ho portato nei vostri territori la mia bandiera siciliana e indossato il vostro meraviglioso verde, il mio era un messaggio preciso: sono siciliana amo la mia terra, ma mi piace molto ciò che fate. 

Ci ho creduto… ho sperato, ma presto ho compreso come Matteo Salvini avesse tradito il mio sud!!!

Ma non solo, anche il vostro Nord… 

E cosi oggi una terrona come me si ritrova a consolare tanti amici…. 

Amici… voi lo sapete, sarete sempre voi, leghisti doc e mai potrei farvi uscire dal mio cuore, come d’altronde anche voi mi dite con le vostre belle parole: sì… non mollare mai, mai mula!!!

(Romj Sabrina Crocitti) 

Incredibile come in pochi anni la "lega" abbia mutato pelle!!!

Ho visto in questi anni la trasformazione che la “lega” ( sì… quella che il Senatour Bossi definirebbe di serie b)  ha compiuto, una muta di pelle che è riuscita a passare da separatista a sovranista, per finire oggi… europeista!!!

Volevo scrivere a riguardo, ma preferisco pubblicare una nota scritta da una mia amica, da sempre “leghista” ed oggi profondamente amareggiata da quel partito e soprattutto disgustata di quel suo leader: Matteo Salvini.

Eccovi il testo integrale: 

Di solito non pubblico vignette, ma questa è la triste storia della Lega che ha cambiato il suo credo nel corso degli anni!!! 

Quale involuzione progressiva è avvenuta??? 

Quale finalità è stata modificata???

Quale ricordo rimane della propria identità politica…

Peccato, già…  vi è stato un momento in cui in tanti abbiamo ammirato la fierezza leghista. 

L’odore forte di quella autonomia rivendicata con grande passione, l’orgoglio dell’appartenenza a quella Padania cosi laboriosa… 

Per me meridionale era un onore guardare a quei leghisti, con grande rispetto, per la grinta laboriosa e al tempo stesso mite ed inclusiva… 

Guardavo al modello lombardo e veneto che traboccava di grande operatività e mi piaceva molto a tal punto che desideravo “rubare” la ricetta del… “come si fa”!!! 

Ho portato nei vostri territori la mia bandiera siciliana e indossato il vostro meraviglioso verde, il mio era un messaggio preciso: sono siciliana amo la mia terra, ma mi piace molto ciò che fate. 

Ci ho creduto… ho sperato, ma presto ho compreso come Matteo Salvini avesse tradito il mio sud!!!

Ma non solo, anche il vostro Nord… 

E cosi oggi una terrona come me si ritrova a consolare tanti amici…. 

Amici… voi lo sapete, sarete sempre voi, leghisti doc e mai potrei farvi uscire dal mio cuore, come d’altronde anche voi mi dite con le vostre belle parole: sì… non mollare mai, mai mula!!!

(Romj Sabrina Crocitti) 

Draghi??? Un vero drago, ha accontentato tutti, già… semplicemente suddividendo quelle poltrone a disposizione!!!

Siamo ritornati alla “prima repubblica”!!!

Vi ricordate tutti quei partiti che nel bene e nel male si spartivano la torta e soprattutto le poltrone??? 

Si chiamavano Democrazia Cristiana, Partito Comunista, Partito socialista, Partito Repubblicano, Partito Liberale e quel Partito Socialdemocratico nato da una costola del PSI ed infine quel Movimento Sociale Italiano…

Se osservate quanto accaduto allora con ciò che sta accadendo oggi, non vedrete alcuna differenza, già… hanno soltanto cambiato il nome di quei partiti, ma per il resto gli attori sono gli stessi o quantomeno sono i suoi figli…  

Erano gli anni del “pentapartito” ed oggi la storia si ripete, già… tutti insieme appassionatamente!!!

Anche dal punto di vista elettorale era previsto un sistema proporzionale dove tutti i partiti si presentavano da soli e contro tutti, ecco che però al termine delle consultazioni, nascevano come funghi quelle cosiddette “coalizioni” politiche che si sfidavano nelle successive elezioni in due coalizioni, una di centrodestra ed una di centro sinistra… ma giarda un po’, sembra la stessa circostanza di oggi…

Corsi e ricorsi storici, un pentapartito vissuto tra “amore e odio”, dove tutti i partiti membri di quel governo erano posti sullo stesso piano e dove ciascuno di essi avrebbe ricevuto per i propri uomini quelle poltrone ministeriali… 

State per caso trovando qualche somiglianza con l’attuale governo appena eletto??? No… ma che dite, sarà una pura coincidenza, certo sarebbe sconvolgente scoprire come il finale di allora potrebbe ripetersi!!!

Sì… ricordate??? Gli italiani compresero un vero e proprio sistema fraudolento chiamato “tangentopoli” e tra arresti eccellenti emersero anni e anni di mala politica, clientelismi ed una crisi istituzionale ed economica che portò a nuove elezioni politiche ed al rinnovo del Parlamento…

Ecco perché prevedo che tra qualche mese, alcuni di quei suoi referenti – noti per essere dentro i partiti che hanno evidenziato negli anni condotte illegali – faranno la stessa fine di quei loro predecessori, come d’altronde eguale prospettiva prevedo per quei loro partiti!!!

Cosa aggiungere, passa il tempo ma nulla cambia… resta soltanto il decadimento di una politica sempre più sterile e scadente che ha certamente raggiunto un livello inferiore rispetto al passato….

Se dovessi definire con un nome l’attuale governo, potrei ispirarmi ad una legge elettorale, già quella del “porcellum”, perché quanto accaduto a causa di Italia Viva e di quel suo leader, ha dato ahimè il via ad una unione vergognosa, che ha dimostrato avere quale unico fine, quello di poter metter mano sui miliardi di euro che giungeranno a breve dall’Ue, risultato va ricordato, ottenuto grazie all’ottimo lavoro compiuto dal premier uscente Giuseppe Conte, unico e vero “galantuomo”, tra quegli insignificanti individui!!!  

Draghi??? Un vero drago, ha accontentato tutti, già… semplicemente suddividendo quelle poltrone a disposizione!!!

Siamo ritornati alla “prima repubblica”!!!

Vi ricordate tutti quei partiti che nel bene e nel male si spartivano la torta e soprattutto le poltrone??? 

Si chiamavano Democrazia Cristiana, Partito Comunista, Partito Socialista, Partito Repubblicano, Partito Liberale e quel Partito Socialdemocratico nato da una costola del PSI ed infine quel Movimento Sociale Italiano…

Se osservate quanto accaduto allora con ciò che sta accadendo oggi non vedrete alcuna differenza, già… hanno soltanto cambiato il nome di quei partiti, ma per il resto gli attori sono gli stessi o quantomeno sono i suoi figli…  

Erano gli anni del “pentapartito” ed oggi la storia si ripete, già… tutti lì, insieme appassionatamente!!!

Anche dal punto di vista elettorale era previsto un sistema proporzionale dove tutti i partiti si presentavano da soli e contro tutti, però al termine delle consultazioni nascevano come funghi quelle due cosiddette “coalizioni” politiche e quali si sfidavano nelle successive elezioni, una per il centrodestra e l’altra per il centrosinistra: ma guarda un po’, sembra di rivivere la stessa situazione di oggi…

Corsi e ricorsi storici, un pentapartito vissuto tra “amore e odio”, dove tutti i partiti membri di quel governo erano posti sullo stesso piano e dove ciascuno di essi avrebbe ricevuto per i propri uomini le auspicate poltrone ministeriali… 

State per caso trovando qualche somiglianza con l’attuale governo appena eletto??? No… ma che dite, sarà una pura coincidenza, certo sarebbe sconvolgente scoprire come il finale di allora potrebbe ripetersi!!!

Sì… ricordate??? Gli italiani compresero un vero e proprio sistema fraudolento chiamato “tangentopoli” e tra arresti eccellenti emersero anni e anni di mala politica, clientelismi ed una crisi istituzionale ed economica che portò a nuove elezioni politiche ed al rinnovo del Parlamento…

Ecco perché prevedo che tra qualche mese, alcuni di quei suoi referenti – noti per essere dentro i partiti che hanno evidenziato negli anni condotte illegali – faranno la stessa fine di quei loro predecessori, come d’altronde eguale prospettiva prevedo per quei loro partiti!!!

Cosa aggiungere, passa il tempo ma nulla cambia… resta soltanto il decadimento di una politica sempre più sterile e scadente che ha certamente raggiunto un livello inferiore rispetto al passato….

Se dovessi definire con un nome l’attuale governo, potrei ispirarmi ad una legge elettorale, già quella del “porcellum”, perché quanto accaduto a causa di Italia Viva e di quel suo leader, ha dato ahimè il via ad una unione vergognosa, che ha dimostrato avere quale unico fine, quello di poter metter mano sui miliardi di euro che giungeranno a breve dall’Ue, risultato va ricordato, ottenuto grazie all’ottimo lavoro compiuto dal premier uscente Giuseppe Conte, unico e vero “galantuomo”, tra quegli insignificanti individui!!!  

Ci mancava solo questa "grande ammucchiata"!!!

Il potere politico è come una piramide, al vertice ci sono coloro di cui conosciamo i volti e i nomi, che si possono tranquillamente bersagliare, tanto di noi neppure si accorgono…

Poi, via via, vengono gli altri: funzionari, direttori, leccapiedi, giudici, pensionati d’oro, fino all’ultimo impiegato marcio…  

Tutti lanciano sassi verso l’alto, al vertice di quella piramide, che prima o poi si scalfisce, magari crolla… ma subito dopo quelli sotto la ricostruiscono!!!

Mettono mattoni diversi e simili, che presto o tardi ricominciano a venir bersagliati, ma la base si sa… regge sempre.

Attenzione però al sottobosco, a quelli che non si vedono, che non partecipano, che non prendono fischi, che nessuno vede, mai qualcuno manifesta contro di loro e questi ridono alle spalle di chi urla contro il politico di turno…

Ed allora scoprendo quanto accade quotidianamente contro la politica, ascoltando quel persistente inveire contro tutti quegli inutili raccomandati, osservando altresì come da generazioni quei familiari s’accaparrano sempre i posti più prestigiosi, risulta evidente che in questo Paese, se non si nasce nella famiglia giusta, si è tagliati fuori da qualsivoglia opportunità!!!

Ecco perché non mi sorprendo di quanto avviene perennemente, perché se i privilegiati trovano sotto di loro una massa di persone senza alcun mordente e soprattutto mai combattive, vien logico pensare che ben facciano a mangiarsi indisturbati tutto il meglio!!!

Ed è su ciò che si basa la piramide che permette a chi sta in alto di essere al sicuro, sorretti sempre e in ogni circostanza dalla grande ammucchiata!!!

Sì… come riportavo sopra, si può continuar a tirare sassi al vertice, lo si potrà anche scalfire, ma tanto prima o poi… verrà ricostruito!!!

Ci mancava solo questa "grande ammucchiata"!!!

Il potere politico è come una piramide, al vertice ci sono coloro di cui conosciamo i volti e i nomi, che si possono tranquillamente bersagliare, tanto di noi neppure si accorgono…

Poi, via via, vengono gli altri: funzionari, direttori, leccapiedi, giudici, pensionati d’oro, fino all’ultimo impiegato marcio…  

Tutti lanciano sassi verso l’alto, al vertice di quella piramide, che prima o poi si scalfisce, magari crolla… ma subito dopo quelli sotto la ricostruiscono!!!

Mettono mattoni diversi e simili, che presto o tardi ricominciano a venir bersagliati, ma la base si sa… regge sempre.

Attenzione però al sottobosco, a quelli che non si vedono, che non partecipano, che non prendono fischi, che nessuno vede, mai qualcuno manifesta contro di loro e questi ridono alle spalle di chi urla contro il politico di turno…

Ed allora scoprendo quanto accade quotidianamente contro la politica, ascoltando quel persistente inveire contro tutti quegli inutili raccomandati, osservando altresì come da generazioni quei familiari s’accaparrano sempre i posti più prestigiosi, risulta evidente che in questo Paese, se non si nasce nella famiglia giusta, si è tagliati fuori da qualsivoglia opportunità!!!

Ecco perché non mi sorprendo di quanto avviene perennemente, perché se i privilegiati trovano sotto di loro una massa di persone senza alcun mordente e soprattutto mai combattive, vien logico pensare che ben facciano a mangiarsi indisturbati tutto il meglio!!!

Ed è su ciò che si basa la piramide che permette a chi sta in alto di essere al sicuro, sorretti sempre e in ogni circostanza dalla grande ammucchiata!!!

Sì… come riportavo sopra, si può continuar a tirare sassi al vertice, lo si potrà anche scalfire, ma tanto prima o poi… verrà ricostruito!!!

I poteri forti puntano su Giorgia Meloni!!!

Giorgia Meloni sembra essere sempre di più il nome su cui puntano i poteri forti per il futuro politico dell’Italia. 

Ho letto sul sito https://www.byoblu.com/2021/02/05/giorgia-meloni-entra-nellaspen-institute-e-lei-il-nome-su-cui-puntano-i-poteri-forti-nel-futuro/ che la leader di Fratelli d’Italia è entrata nell’Aspen Institute, un famoso centro studi internazionale, la cui sezione italiana ha come presidente Giulio Tremonti, come vicepresidente John Elkan e che annovera tra i suoi membri: Romano Prodi, Giuliano Amato, Paolo Mieli e Mario Monti.

Il 2012, quando Giorgia Meloni definiva Monti come guida dei poteri forti ed espressione di un progetto oligarchico, è ormai lontano. Adesso i due risiedono insieme in uno dei più grandi serbatoi di pensiero, finanziato da fondazioni private come la Carnegie Corporation, la Rockefeller Brothers Fund e la Ford Foundation.

Prima dell’ingresso nell’Aspen Institute, Giorgia Meloni è stata eletta lo scorso settembre come presidente dei conservatori e riformisti europei, una mossa che l’ha accreditata come leader di una destra europea sicuramente più moderata rispetto ad altri gruppi euroscettici.

Colpisce poi che la Meloni sia l’unico attuale leader politico italiano e segretario di partito a far parte del think tank internazionale dell’Aspen Institute.

Meloni ha annunciato che voterà no alla fiducia al governo Draghi, ma ha lanciato anche aperture: “se Draghi portasse dei provvedimenti che io condivido per il bene dell’Italia, allora li voto” e ha speso parole di stima verso l’ex presidente della BCE: “tifo per Draghi perché sia la persona che dicono: un patriota che vuole salvare l’Italia dopo che ha salvato l’Europa. Ho dei dubbi, date le condizioni in cui lavorerà, che la cosa sarà così fantasmagorica”.

Chissà se queste dichiarazioni saranno apprezzata dalla base del suo elettorato. Fratelli d’Italia è cresciuta costantemente nei sondaggi elettorali. 

Secondo Swg se si votasse oggi sarebbe al 15,9%, due anni fa era al 4,6%. Se l’appoggio della Lega a Draghi dovesse essere più evidente di quello dato da Fratelli d’Italia, indubbiamente il sorpasso della Meloni su Salvini sarebbe cosa fatta.

Nel nostro sondaggio che abbiamo lanciato qualche giorno fa su Byoblu questo sorpasso è già avvenuto. 

Al momento in cui esce questo articolo il 22% dei nostri lettori si è detto vicino a Fratelli d’Italia contro il 13% di quelli più vicini alla Lega. Ben il 55% dei lettori di Byoblu non si riconosce, però, in alcuno degli attuali partiti presenti oggi in Parlamento e si è detto, in questa così alta percentuale, vicino a forze extraparlamentari.

Il 92% è contrario al governo guidato da Draghi, l’89% chiede che si ritorni subito alle urne, forse la soluzione migliore in una democrazia per uscire da una situazione di crisi politica…

I poteri forti puntano su Giorgia Meloni!!!

Giorgia Meloni sembra essere sempre di più il nome su cui puntano i poteri forti per il futuro politico dell’Italia. 

Ho letto sul sito https://www.byoblu.com/2021/02/05/giorgia-meloni-entra-nellaspen-institute-e-lei-il-nome-su-cui-puntano-i-poteri-forti-nel-futuro/ che la leader di Fratelli d’Italia è entrata nell’Aspen Institute, un famoso centro studi internazionale, la cui sezione italiana ha come presidente Giulio Tremonti, come vicepresidente John Elkan e che annovera tra i suoi membri: Romano Prodi, Giuliano Amato, Paolo Mieli e Mario Monti.

Il 2012, quando Giorgia Meloni definiva Monti come guida dei poteri forti ed espressione di un progetto oligarchico, è ormai lontano. Adesso i due risiedono insieme in uno dei più grandi serbatoi di pensiero, finanziato da fondazioni private come la Carnegie Corporation, la Rockefeller Brothers Fund e la Ford Foundation.

Prima dell’ingresso nell’Aspen Institute, Giorgia Meloni è stata eletta lo scorso settembre come presidente dei conservatori e riformisti europei, una mossa che l’ha accreditata come leader di una destra europea sicuramente più moderata rispetto ad altri gruppi euroscettici.

Colpisce poi che la Meloni sia l’unico attuale leader politico italiano e segretario di partito a far parte del think tank internazionale dell’Aspen Institute.

Meloni ha annunciato che voterà no alla fiducia al governo Draghi, ma ha lanciato anche aperture: “se Draghi portasse dei provvedimenti che io condivido per il bene dell’Italia, allora li voto” e ha speso parole di stima verso l’ex presidente della BCE: “tifo per Draghi perché sia la persona che dicono: un patriota che vuole salvare l’Italia dopo che ha salvato l’Europa. Ho dei dubbi, date le condizioni in cui lavorerà, che la cosa sarà così fantasmagorica”.

Chissà se queste dichiarazioni saranno apprezzata dalla base del suo elettorato. Fratelli d’Italia è cresciuta costantemente nei sondaggi elettorali. 

Secondo Swg se si votasse oggi sarebbe al 15,9%, due anni fa era al 4,6%. Se l’appoggio della Lega a Draghi dovesse essere più evidente di quello dato da Fratelli d’Italia, indubbiamente il sorpasso della Meloni su Salvini sarebbe cosa fatta.

Nel nostro sondaggio che abbiamo lanciato qualche giorno fa su Byoblu questo sorpasso è già avvenuto. 

Al momento in cui esce questo articolo il 22% dei nostri lettori si è detto vicino a Fratelli d’Italia contro il 13% di quelli più vicini alla Lega. Ben il 55% dei lettori di Byoblu non si riconosce, però, in alcuno degli attuali partiti presenti oggi in Parlamento e si è detto, in questa così alta percentuale, vicino a forze extraparlamentari.

Il 92% è contrario al governo guidato da Draghi, l’89% chiede che si ritorni subito alle urne, forse la soluzione migliore in una democrazia per uscire da una situazione di crisi politica…

L’incantatore tra i serpenti: peccato che finora (escludendo tutte queste numerose consultazioni) non si sia ancora saputo nulla di programmi e nomi autorevoli!!!

Mario Draghi ha messo il turbante dell’incantatore e tra un suono di flauto e un sguardo ammaliante, sia riuscito a incantare tutti quei serpenti così tanto diversi tra loro, lasciandoli lì… immobili, ad esternare le proprie richieste, ma senza sentir esprimere alcuna parola di consenso… 

Ma loro vanno via da quell’incontro felici, già… vi fosse stato uno soltanto tra loro che si fosse lamentato in quella riunione oppure abbia espresso contrarietà alle parole pronunciate del delegato premier, nessuno…  

Alle parole del Presidente Mattarella, sì… a quella Sua decisione di scegliere quale prossimo Presidente del consiglio un nome così altisonante, ciascuna di quelle forze politiche ( a esclusione di “FdI” ) e in particolare quei suoi leader di partito, pur di non disubbidire a quell’alta autorità, stanno improvvisamente esprimenti momenti di entusiasmo per quella scelta, una improvvisa felicità quasi fossero stati magicamente “incantati” e difatti, osservando quei loro visi appena usciti da quella porta, dinnanzi ai giornalisti per le loro dichiarazioni, sembrano essere in uno stato di grazia, di beatitudine… già come se – dopo aver visto “dio” – avessero evitato la cacciata dalla creazione!!! 

Ma d’altronde, nell’osservare quel loro stato paradisiaco, nel quale sembrano totalmente immersi, potrei paragonare ciascuno di quei leader (e di tutti coloro che in qualità di componenti del direttivo hanno finora partecipato a quegli incontri con il premier incaricato…) al primo uomo, sì… ad Adamo, che pur di vivere una vita meravigliosa, perfetta, senza mai problema, doveva esclusivamente restare immobile e farsi guidare, già… mai domandare, chiedere, comprendere o voler conoscere i programmi del divino, ad egli infatti sarebbe semplicemente bastato non mangiare il frutto dell’albero della conoscenza che tutto sarebbe proseguito per il meglio…

“Così fan tutti” diceva un tutolo di un film… già è loro, ad esclusione solo (in parte…) di FdI si sono adeguati!!!

Certo… si sa… la leader di fratelli d’Italia è Giorgia Meloni e Lei a differenza degli altri leader è donna, è portata a distinguere il bene dal male e vuole andare oltre, pur sapendo che il voler conoscere implica divisione, perché provare a comprendere ciò che non è dato a sapere comporta di fatto una separazione, tra il creatore e la sua creatura…

Ecco perché nessuno di quei partiti si dimostra impavido, sì… in ciascuno di quei suoi leader vedo soltanto timore, paura a non voler commettere il “peccato originale”!!!

Restano lì… protetti e cullati in questo nuovo paradiso a sognare ad occhi aperti, dimenticando come la realtà sia totalmente diversa, drammatica, difficile, piena di profonde contraddizioni che stanno per generare forti conflitti sociali cui va sommato il preoccupante dilagarsi dell’emergenza sanitaria, ancora fortemente presente, ed una crisi economica, finanziaria e soprattutto culturale che non riesce a trovare soluzione a causa della negligenza dei suoi uomini “eletti”, che dimostrano di preferire il paradiso ai problemi dei propri “elettori”!!! 

Se solo quest’ultimi cittadini, prendessero coscienza di ciò che andrebbe realmente fatto per questo nostro paese, già… se solo si comprendesse che siamo circondati da una falsa speranza di continuità, chissà forse potremmo finalmente iniziare a prendere in mano le nostre vite e separarci una volta e per sempre, da quel cordone ombelicale che ci vede da sempre sottomessi!!!

Proviamo quindi a non farci più incantare, guardiamo i fatti per come sono e chissà forse potremmo giungere a scoprire una realtà diversa, sicuramente sofferta, infelice, ma quantomeno vera…

Sta quindi a noi decidere se continuare a farci incantare oppure disubbidire, trasgredendo le scelte di quei leader (serpenti) che hanno preferito unirsi e sottomettersi a quel loro premier incantatore!!!

L'incantatore tra i serpenti: peccato che finora (escludendo tutte queste numerose consultazioni) non si sia ancora saputo nulla di programmi e nomi autorevoli!!!

Mario Draghi ha messo il turbante dell’incantatore e tra un suono di flauto e un sguardo ammaliante, sia riuscito a incantare tutti quei serpenti così tanto diversi tra loro, lasciandoli lì… immobili, ad esternare le proprie richieste, ma senza sentir esprimere alcuna parola di consenso… 

Ma loro vanno via da quell’incontro felici, già… vi fosse stato uno soltanto tra loro che si fosse lamentato su quella riunione oppure abbia espresso contrarietà alle parole pronunciate del delegato premier, nessuno!!!

Alle parole del Presidente Mattarella, sì… a quella Sua decisione di scegliere quale prossimo Presidente del consiglio un nome così altisonante, ciascuna di quelle forze politiche ( a esclusione di “FdI” ) e in particolare i suoi leader di partito, pur di non disubbidire a quell’alta autorità, hanno improvvisamente espresso momenti di entusiasmo per quella scelta, una felicità sopra ogni previsione, quasi fossero stati magicamente “incantati” e difatti osservando quei loro visi appena usciti da quella stanza, dinnanzi ai giornalisti per le loro ufficiali dichiarazioni, sembrano essere come in uno stato di grazia, già di beatitudine… come se avessero visto “dio” ed evitato la cacciata dal paradiso!!! 

Ma d’altronde, nell’osservare quel loro stato paradisiaco nel quale sembrano totalmente immersi, potrei paragonare ciascuno di quei leader (e di tutti coloro che in qualità di componenti del direttivo hanno finora partecipato a quegli incontri con il premier incaricato…) a quel primo uomo, sì… Adamo, che pur di vivere una vita meravigliosa, perfetta, senza mai problemi, gli bastava difatti restare immobile e farsi guidare, senza però  domandare, chiedere, comprendere o voler conoscere i programmi del divino, già… Doveva semplicemente non mangiare il frutto dell’albero della conoscenza che tutto sarebbe proseguito per il meglio ed invece sappiamo come finita… 

“Così fan tutti” diceva il titolo di un film… già è tutti loro, ad esclusione (ma solo in parte di “FdI”) si sono adeguati!!!

Certo si sa… la leader di fratelli d’Italia è Giorgia Meloni e Lei a differenza degli altri leader è una donna, è quindi portata a distinguere il bene dal male e come quella sua ispiratrice “Eva” vuole andare oltre, pur sapendo che il voler conoscere implica divisione, perché provare a comprendere ciò che non è dato a sapere, comporta di fatto una separazione, tra il creatore e la sua creatura…

Ecco perché nessuno di quei partiti si è dimostrato impavido, sì… in ciascuno di quei leader vedo soltanto timore, paura, già… a non voler commettere quel “peccato originale”!!!

Restano lì protetti e cullati in questo nuovo paradiso a sognare ad occhi aperti, dimenticando come la realtà sia diversa, drammatica, difficile, piena di contraddizioni che stanno per generare forti conflitti sociali a cui va sommato il preoccupante dilagarsi dell’emergenza sanitaria, ancora fortemente presente ed una crisi economica, finanziaria e soprattutto culturale che non riesce a trovare soluzione a causa della negligenza dei suoi uomini “eletti”, che dimostrano di preferire il paradiso ai problemi dei propri “elettori”!!! 

Se solo quest’ultimi cittadini prendessero coscienza di ciò che andrebbe realmente fatto per questo nostro paese, già… se solo si comprendesse come si è  circondati da false promesse e da una mancata speranza di continuità, si potrebbe finalmente iniziare a prendere in mano le proprie vite e separarsi una volta e per sempre, da quel cordone ombelicale che li vede da sempre sottomessi!!!

Proviamo quindi a non farci più incantare, guardiamo i fatti per come sono e chissà forse potremmo giungere a scoprire una realtà diversa, sicuramente sofferta, infelice, ma quantomeno vera…

Sta quindi a noi decidere se continuare a farci ingannare oppure disubbidire trasgredendo le scelte di quei nostri leader (serpenti) che hanno preferito unirsi e sottomettersi al loro nuovo premier “incantatore” !!!

Giorgia Meloni: non sempre ne condivido il pensiero e la sua azione politica, ma questa volta do a Lei e al suo partito FdI – a differenza di tutti gli altri – il merito della "coerenza"!!!

Alla fine sarà soltanto uno il partito all’opposizione!!!

Già “Fratelli d’Italia“, che per nome del suo leader Giorgia Meloni, ha espresso la volontà di non appoggiare il governo nascente Draghi, anche perché non avrebbe molto senso rinnegare tutto ciò che è stato detto in questi anni, per finire a braccetto con Pd, M5Stell, Italia Viva e Leu…

Certo, comprendo perfettamente come dietro tutto ciò vi sia una mossa elettorale, che farà sì che alle prossime elezioni il suo partito strapperà ancora più voti a quei suoi alleati di Forza Italia e Lega, che si sono già gettati nelle braccia di “mamma” Draghi!!!    

Peraltro, servirebbero a nulla i suoi voti per dare sostegno al premier incaricato, egli dovrebbe contare già su una base di 573 voti alla Camera e di 294 al Senato, d’altronde come non ricordare che nel 2011 il senatore a vita ottenne il record di consensi (556 sì a Montecitorio e 281 a Palazzo Madama).

Certo una bella differenza con quell’ultima votazione combattuta sul filo del quorum che sosteneva il secondo governo di Giuseppe Conte votata da 156 senatori e sotto la soglia della maggioranza assoluta che prevedeva 161 voti…

Ma lì si è combattuto sul campo, qui non vi è stata alcuna battaglia, in quanto la maggior parte dei parlamentari hanno alzato – da buoni italiani – bandiera bianca ancor prima di combattere!!!

Ma v’immaginate far convivere Lega con Pd o Leu, ed ancora M5Stelle con Italia Viva e Forza Italia, partiti talmente diversi tra loro, antagoniste e eterogenee sia sotto il profilo dei programmi, ma anche culturali, d’ispirazione, di storia, etc… non si comprende come ora possano improvvisamente andare d’accordo, ma chissà, forse la motivazione va ricercata in quel non perdere la propria poltrona… 

Tuttavia comprendo come al Premier Draghi tutto ciò interessi poco, d’altronde egli andrà avanti con il suo trattore senza guardare in faccia nessuno, tanto sa bene come nessuno di loro farà qualcosa per fermarlo!!!

Ecco perché in tutto questo va premiata Fratelli d’Italia, già…  per la sua coerenza, perché non si sta svendendo per una misera poltrona ministeriale o per un incarico di governo!!!

Ha tenuto la propria posizione pur sapendo di restare sola… ma sapendo in anticipo che questa sua decisione permetterà alle prossime consultazioni di ricevere un forte consenso e di trascinare a se quei sdegnati di questa politica e di quanti sono delusi dalle scelte di quei partiti di all’interno della  coalizione di “centrodestra” che hanno deciso di entrare in quel vergognoso mix di governo…

Sì… se dovessi votare oggi per quel “centrodestra” saprei certamente chi scegliere e non sarebbero quei due partiti “voltagabbana” di Lega e Fi… 

Ma d’altronde con quei suoi due leader che ciò che dicono oggi non mantengono l’indomani, cosa si poteva mai aspettare da quei traditori “FdI”???

Brava quindi Giorgia Meloni a percorrere la propria strada, certamente più impervia, ma altresì più dignitosa!!!

Diceva Gandhi: La vera moralità consiste non già nel seguire il sentiero battuto, ma nel trovare la propria strada e seguirla coraggiosamente!!!

Giorgia Meloni: non sempre ne condivido il pensiero e la sua azione politica, ma questa volta do a Lei e al suo partito FdI – a differenza di tutti gli altri – il merito della "coerenza"!!!

Alla fine sarà soltanto uno il partito all’opposizione!!!

Già “Fratelli d’Italia“, che per nome del suo leader Giorgia Meloni, ha espresso la volontà di non appoggiare il governo nascente Draghi, anche perché non avrebbe molto senso rinnegare tutto ciò che è stato detto in questi anni, per finire a braccetto con Pd, M5Stell, Italia Viva e Leu…

Certo, comprendo perfettamente come dietro tutto ciò vi sia una mossa elettorale, che farà sì che alle prossime elezioni il suo partito strapperà ancora più voti a quei suoi alleati di Forza Italia e Lega, che si sono già gettati nelle braccia di “mamma” Draghi!!!    

Peraltro, servirebbero a nulla i suoi voti per dare sostegno al premier incaricato, egli dovrebbe contare già su una base di 573 voti alla Camera e di 294 al Senato, d’altronde come non ricordare che nel 2011 il senatore a vita ottenne il record di consensi (556 sì a Montecitorio e 281 a Palazzo Madama).

Certo una bella differenza con quell’ultima votazione combattuta sul filo del quorum che sosteneva il secondo governo di Giuseppe Conte votata da 156 senatori e sotto la soglia della maggioranza assoluta che prevedeva 161 voti…

Ma lì si è combattuto sul campo, qui non vi è stata alcuna battaglia, in quanto la maggior parte dei parlamentari hanno alzato – da buoni italiani – bandiera bianca ancor prima di combattere!!!

Ma v’immaginate far convivere Lega con Pd o Leu, ed ancora M5Stelle con Italia Viva e Forza Italia, partiti talmente diversi tra loro, antagoniste e eterogenei sia sotto il profilo dei programmi, ma anche culturali, d’ispirazione, di storia, etc… non si comprende come ora possano improvvisamente andare d’accordo, ma chissà, forse la motivazione va ricercata in quel non perdere la propria poltrona… 

Tuttavia comprendo come al Premier Draghi tutto ciò interessi poco, d’altronde egli andrà avanti con il suo trattore senza guardare in faccia nessuno, tanto sa bene come nessuno di loro farà qualcosa per fermarlo!!!

Ecco perché in tutto questo va premiata Fratelli d’Italia, già…  per la sua coerenza, perché non si sta svendendo per una misera poltrona ministeriale o per un incarico di governo!!!

Ha tenuto la propria posizione pur sapendo di restare sola… ma sapendo in anticipo che questa sua decisione permetterà alle prossime consultazioni di ricevere un forte consenso e di trascinare a se quegli sdegnati di questa politica e di quanti sono delusi dalle scelte di quei loro partiti. In particolare di quanti all’interno della  coalizione di “centrodestra” che hanno deciso ora vergognosamente di entrare in quel mix di governo…

Sì… se dovessi votare oggi per quel “centrodestra” saprei certamente chi scegliere e non sarebbero certamente quei due partiti “voltagabbana” di Lega e Fi… 

Ma d’altronde con quei suoi due leader che, ciò che dicono oggi non mantengono l’indomani, già… cosa si poteva mai aspettare “FdI” da quei traditori???

Brava quindi Giorgia Meloni a percorrere la propria strada, certamente più impervia, ma altresì più dignitosa!!!

Diceva Gandhi: La vera moralità consiste non già nel seguire il sentiero battuto, ma nel trovare la propria strada e seguirla coraggiosamente!!!

Appoggiano Draghi per "senso di responsabilità"!!! Ma vorrei sapere: quando mai l’hanno avuto???

In questi giorni, osservando quanto sta  sopraggiungendo nei palazzi del governo, non so se ridere o piangere…  

Lo hanno definito “alto senso di responsabilità politica“, ma per favore, non sanno neppure cosa sia la parola “responsabilità” ed ora, solo perché stanno giungendo i 209 miliardi dall’Ue, fanno di tutto per appoggiare il nuovo governo del Presidente Draghi…

Ho letto in queste ore che il principio a cui egli desidera ispirarsi, sarà quello della “coesione sociale”,  necessario per superare la crisi economica e sanitaria… 

È un principio cui Draghi ha fatto subito riferimento dopo aver ricevuto l’incarico da Mattarella, ma tra le parole e i fatti vi è molta strada da percorrere…

Tenendo quindi sempre prioritaria l’emergenza sanitaria, ciò che preoccupa maggiormente è la grave crisi occupazionale, le attività imprenditoriali e commerciali sospese, molte delle quali ormai definitivamente chiuse, la ripresa dell’attività scolastica in presenza, la riforma pensionistica, il disagio sociale, senza dimenticare temi come quello dell’immigrazione, della criminalità, etc…

Sono sin d’ora certo che saranno in molti a restare delusi, già… perché difficilmente il nuovo premier costruirà una squadra di governo formata da quei politicanti, ma vedrete, darà incarico a figure certamente rappresentative e soprattutto preparate in quei particolari settori…

Ecco quindi tutti quei partiti uniti appassionatamente, già… europei e sovranisti, separatisti con unionisti, postfascisti e postcomunisti, ex democristiani e radicali, cattolici ed atei, ambientalisti e contrari ecologisti, riformisti e conservatori, giustizialisti e garantisti, populisti e anti-populisti, mafiosi e legalisti, etc… 

Un mix di partiti dalle contrapposizioni più assurde ma che ora devono trovare un’intesa pur di completare questo mandato e giungere così fino alla scadenza e cioè nel 2023… 

Fateci caso… quante chiacchiere hanno espresso in questi anni, quanti veti hanno eternato, ed oggi, come se nulla fosse mai accaduto, si ritrovano insieme appassionatamente… 

Che schifo… vogliono stare tutti lì, a controllare dove vanno a finire quei soldi e soprattutto come bisogna spenderli…  

Ho letto una volta a proposito di responsabilità che gli individui si dividono tra “internals” (coloro che percepiscono in modo maggiore che sono le loro azioni a influenzare i risultati ottenuti) ed “externals” (coloro che attribuiscono a cause esterne i risultati che ottengono). 

C’è una specificità che accomuna tutte queste persone animate dalla convinzione di poter essere arbitri e artefici del proprio destino, superando o aggirando le contrarietà che dovessero frapporsi nel loro percorso… già è quel cosiddetto “senso di responsabilità”!!!

Già… perché una persona responsabile agisce in modo equilibrato e riflessivo, nella piena consapevolezza che i propri comportamenti e le proprie decisioni produrranno delle conseguenze non solo per sé, ma in molti casi anche per gli altri. 

Ciò che però questi nostri parlamentari non comprendono è che una cosa è avvertire la responsabilità quasi fosse una percezione, tutt’altra cosa è assumersi la responsabilità come zione, il che significa avere atteggiamenti positivi e soprattutto attivi!!!

Ecco perché oggi ho forti dubbi sul nostro prossimo governo, perché esso dovrebbe basare il proprio programma su tre fondamentali principi: correttezza, coscienziosità e senso del dovere!!!

Ora, sono pochi coloro che possono permettersi di possedere queste particolari qualità, la maggior parte si è visto come in questi trent’anni abbiano pensato esclusivamente ai propri interessi personali…

“Responsabilità”!!! Già… mi chiedo in quale occasione quei soggetti abbiano utilizzato questa parola, chissà… forse su “Tik Tok“???

Appoggiano Draghi per "senso di responsabilità"!!! Ma vorrei sapere: quando mai ne hanno avuta???

In questi giorni, osservando quanto sta  sopraggiungendo nei palazzi del governo, non so se ridere o piangere…  

Lo hanno definito “alto senso di responsabilità politica“, ma per favore, non sanno neppure cosa sia la parola “responsabilità” ed ora, solo perché stanno giungendo i 209 miliardi dall’Ue, fanno di tutto per appoggiare il nuovo governo del Presidente Draghi…

Ho letto in queste ore che il principio a cui egli desidera ispirarsi, sarà quello della “coesione sociale”,  necessario per superare la crisi economica e sanitaria… 

È un principio cui Draghi ha fatto subito riferimento dopo aver ricevuto l’incarico da Mattarella, ma tra le parole e i fatti vi è molta strada da percorrere…

Tenendo quindi sempre prioritaria l’emergenza sanitaria, ciò che preoccupa maggiormente è la grave crisi occupazionale, le attività imprenditoriali e commerciali sospese, molte delle quali ormai definitivamente chiuse, la ripresa dell’attività scolastica in presenza, la riforma pensionistica, il disagio sociale, senza dimenticare temi come quello dell’immigrazione, della criminalità, etc…

Sono sin d’ora certo che saranno in molti a restare delusi, già… perché difficilmente il nuovo premier costruirà una squadra di governo formata da quei politicanti, ma vedrete, darà incarico a figure certamente rappresentative e soprattutto preparate in quei particolari settori…

Ecco quindi tutti quei partiti uniti appassionatamente, già… europei e sovranisti, separatisti con unionisti, postfascisti e postcomunisti, ex democristiani e radicali, cattolici ed atei, ambientalisti e contrari ecologisti, riformisti e conservatori, giustizialisti e garantisti, populisti e anti-populisti, mafiosi e legalisti, etc… 

Un mix di partiti dalle contrapposizioni più assurde ma che ora devono trovare un’intesa pur di completare questo mandato e giungere così fino alla scadenza e cioè nel 2023… 

Fateci caso… quante chiacchiere hanno espresso in questi anni, quanti veti hanno eternato, ed oggi, come se nulla fosse mai accaduto, si ritrovano insieme appassionatamente… 

Che schifo… vogliono stare tutti lì, a controllare dove vanno a finire quei soldi e soprattutto come bisogna spenderli…  

Ho letto una volta a proposito di responsabilità che gli individui si dividono tra “internals” (coloro che percepiscono in modo maggiore che sono le loro azioni a influenzare i risultati ottenuti) ed “externals” (coloro che attribuiscono a cause esterne i risultati che ottengono). 

C’è una specificità che accomuna tutte queste persone animate dalla convinzione di poter essere arbitri e artefici del proprio destino, superando o aggirando le contrarietà che dovessero frapporsi nel loro percorso… già è quel cosiddetto “senso di responsabilità”!!!

Già… perché una persona responsabile agisce in modo equilibrato e riflessivo, nella piena consapevolezza che i propri comportamenti e le proprie decisioni produrranno delle conseguenze non solo per sé, ma in molti casi anche per gli altri. 

Ciò che però questi nostri parlamentari non comprendono è che una cosa è avvertire la responsabilità quasi fosse una percezione, tutt’altra cosa è assumersi la responsabilità come zione, il che significa avere atteggiamenti positivi e soprattutto attivi!!!

Ecco perché oggi ho forti dubbi sul nostro prossimo governo, perché esso dovrebbe basare il proprio programma su tre fondamentali principi: correttezza, coscienziosità e senso del dovere!!!

Ora, sono pochi coloro che possono permettersi di possedere queste particolari qualità, la maggior parte si è visto come in questi trent’anni abbiano pensato esclusivamente ai propri interessi personali…

“Responsabilità”!!! Già… mi chiedo in quale occasione quei soggetti abbiano utilizzato questa parola, chissà… forse su “Tik Tok“???

Reddito di cittadinanza: ecco evidenza di quanto avevo scritto solo pochi giorni fa!!!

Sono 175 le persone che percepivano illegittimamente il reddito di cittadinanza!!!

I finanzieri del Comando provinciale di Messina hanno scoperto che alcuni soggetti – se pur non fossero in possesso dei requisiti previsti – erano riusciti a beneficiare del sussidio dello Stato!!!

L’importo ammonta a oltre un milione di euro, ed è stata bloccata l’erogazione di altri 450.000 euro e più… 

La circostanza assurda è quella dal sottoscritto riportata in un mio precedente post ” http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/02/il-reddito-di-cittadinanza-va-abolito.html ” e cioè che sono stati individuati imprenditori, artigiani, commercianti tra cui venditori ambulanti, negozianti, ma anche giocatori on-line, avvocati e trafficanti di stupefacenti, oltre come sempre numerosi lavoratori in nero!!!

Tutti soggetti “irregolari” che operavano in tutti quei settori poco controllati, dall’edilizia, al commercio, dai trasportatori, agli autolavaggi, dai bar alla ristorazione, dai saloni di bellezza, alla raccolta nei campi…

Ma d’altronde qualcosa non va neppure in quei controlli se si pensa che un cittadino – non più residente nel territorio dello Stato da oltre due anni – sia riuscito ad incassare oltre 1.700 euro…

Nel corso dell’operazione sono state altresì sgominati alcuni nuclei familiari che percepivano il reddito di cittadinanza seppur era assiduamente dedicati al traffico di sostanze stupefacenti tra le regioni della Sicilia e Calabria…

Ma non solo a Messina sono stati emessi i provvedimenti di sequestro, ma anche il tribunale di Patti ha disposto il sequestro preventivo di oltre 50 mila euro, nei confronti di alcuni residenti a Capo d’Orlando, Caronia, Sant’Agata di Militello e Santo Stefano di Camastra…

La verità è che prima di elargire le somme andrebbero fatte le verifiche in maniera precisa e mirata su quelle cosiddette “autocertificazioni”, perché con un sistema “lumachevole” e burocratico qual è il nostro, ci vuole un po’ di tempo prima che ci si accorga degli illeciti di tutti questi lestofanti… 

Ecco perché alcuni giorni fa, mi sono permesso di dare alcuni suggerimenti su come trasformare quel reddito in qualcosa di positivo e chissà se Draghi, prossimo Presidente del consiglio, avrà la determinatezza di prendere immediatamente provvedimenti su questo reddito che come riportato sopra, è diventato una barzelletta…

falcemartello:

ma-pi-ma:

In un anno vi siete bevuti:

– I cinesi che muoiono per strada in preda alle convulsioni

– Il plexiglas in spiaggia

– Le onde del mare che, infrangendosi sugli scogli, spargono il virus in un aerosol contagioso

– Che chi ha la zeppola è più contagioso

– Che certi dialetti sono più contagiosi

– Gli Stati Generali (!)

– L’asfalto da sanificare

– Le spiagge (!) da sanificare

– Il virus contagioso a orari

– Il virus che contagia nel tragitto dall’ingresso al tavolo o dal tavolo alla cassa ma non al tavolo

– Il virus che contagia in piedi ma non da seduti

– Il virus che si annida nei testicoli

– Il virus che contagia di più quelli alti oltre 1,80

– Le varianti di paesi invisi all’UE (attendiamo quella bielorussa)

– La Cina ci sta aiutando

– Il paziente 1 che non era il paziente 1

– Le mascherine non ci sono e quindi non servono ma ora ci sono e quindi servono

– Gli assembramenti nemmeno con la mascherina, a meno che tu non sia un giornalista o un politico

– La mascherina solo a favore di telecamera

– Di non prendere FANS per prevenire una sindrome infiammatoria

– Di curarvi a Tachipirina

– Il virus che si propaga se tiri lo sciacquone

– Il virus che si propaga tramite le flatulenze

– Il virus sui surgelati

– I militari fra la gente usati come propaganda

– Che la stampa dia notizie vere quando prende soldi per promuovere le notizie sul Co***d

– Che un DPCM valga più della legge

– Che si possa vivere in emergenza a vita

– Che un vaccino vi salverà

– Che la vita sia sopravvivenza

– Che le TI sono piene per il virus e non per il taglio dei posti letto

– Che bisognava uscire pure con gli occhiali protettivi

– Che il vento propaga il virus

– Che uno in uno studio televisivo al chiuso senza mascherina possa dire a uno che sta all’aperto senza mascherina che se non se la mette gli toglie il collegamento senza chiamarla censura

– Che sia legale non poter vedere i propri parenti e non sapere che fine facciano e non poter vedere in che condizioni sono quando vengono dichiarati morti e messi nelle bare

– I banchi a rotelle

– L’influenza scomparsa grazie a distanziamento e mascherine

– Il Covid che continua a esserci perché non si rispetta il distanziamento e non si portano le mascherine

– Che sia meno pericoloso per un anziano fare la fila fuori al freddo, con la pioggia o con la neve in attesa di entrare alla posta o al supermercato

– Che stare in casa faccia meglio che uscire

– La sanificazione dei cimiteri

– Che è normale essere inseguiti da un drone

– Che in sei è sicuro, in sette no

– Che se metti la mascherina in macchina da solo è una forma di galateo

– La mascherina anche in casa

– che il virus negli Autogrill non entra mentre nei ristoranti sì

– che i vaccini si devono fare solo nei padiglioni con i fiorellini che sono 21 o 1200 è uguale

– che Biden ha vinto le elezioni

– che la Lucarelli e Scanzi sono giornalisti.

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