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La mia libertà finisce dove incomincia la vostra...

Ecco perché in questa città nel mettere a nudo i rapporti di potere si rischia tanto…

Si come scrivevo ieri, vorrei che i miei concittadini catanesi reagissero con orgoglio a una situazione qual è quella che ancora oggi stanno vivendo… 
Ho letto alcuni giorni fa un articolo che parlava di un nostro concittadino, Pippo Fava, un giornalista che è stato ucciso dalla mafia per le sue denunce in una Catania rappresentata da una sorta di melassa in cui quasi tutte le realtà convergevano verso un obiettivo comune… 
Ora qualcuno mi verrà a dire che quello era un altro periodo, che è passato tanto tempo da allora, che nulla più centra con quanto accade oggi… perché la mafia non spara più… si forse perché da tempo frequenta i salotti buoni della città ed opera la propria influenza direttamente dalla capitale, sì da quel Parlamento nazionale e quindi da quello regionale!!!
E i cittadini cosa fanno…??? 
Nulla, la maggior parte di loro resta in silenzio, anche quanti vivono in quartieri a rischio… che se pur emarginati, subiscono in maniera indifferente i problemi presenti… 
Già… se solo reagissero con la schiena dritta per cambiare questo stato di fatto!!!
E dire che essi per primi sanno di essere stati presi in giro dalla politica, da quei loro referenti, da tutti quei governi che si sono succeduti negli anni, con una cosa in più… e cioè che chi li ha presi in giro non ha mai avuto alcuna nessuna intenzione di tirarli fuori da quel ambiente o di risolvere quei loro problemi…
E’ ovvio che in questa mia città l’omertà l’abbia fatta da padrona e sono ancora pochi coloro che oggi ha il coraggio di denunciare ad alta voce questo sistema e questa particolare condizione…
Diceva Pippo Fava: La soluzione è dentro di noi; il problema non è solo rispettare le leggi, ma è soprattutto sconfiggere una mentalità che si basa su pochi elementi… Nella criminalità e in contesti particolari, ci si sente legati da obblighi!!! Già… è come quando qualcuno vanta un credito verso di noi e pretende che si faccia una determinata cosa…
Ma quanti sono oggi a rendersi disponibili a combattere questa infezione – escudendo ovviocoloroamente coloro che operano per la magistratutra o le forze di polizia – già quando ne trovate uno, sì… un semplice cittadino disposto a voler lottare contro questo sistema clientelare, corruttivo e mafioso, ecco per favore… fatemelo sapere, perché il sottoscritto in questi anni, ad escusioni di alcuni amici che posso contare sulla mia mano, per il resto, non è ancora conosciuti… 

Briciole che cadono per i miei connazionali…

Perché ci si meraviglia… osservate quanto sta accadendo in questo periodo di crisi, sono tutti lì a fare domande di sussidio…
Ciò che però mi da più fastidio non è contare l’enorme schiera di soggetti che realmente hanno bisogno, ma osservare come questi continuino a sopravvivere in un paese iniquo qual’e il nostro, restando immobili, senza fare mai nulla per contrastare quello stato di fatto, già quell’evidente diffusa illegalità, quella corruzione ovunque presente, quei comportamenti clientelari che fanno avanzare esclusivamente i soliti raccomandati, ma soprattutto continuare con quella politica sterile che dimostra la sua unica capacità in quell’unica modalità, distribuire sussidi per tutti… in particolare nel provare ad accontentare i suoi cittadini (considerati come pecore…) gettando loro le briciole…
Certo immagino come in molti stiano pensando che il sottoscritto con le sue considerazioni possa apparire violento, aggressivo e allora ho deciso di raccontarvi una storia, sì… su una donna che – seppur come la maggior parte di voi si accontentava delle briciole – è stata capace di ribaltare a suo favore quanto realmente desiderava… 
Ecco quindi: nel suo peregrinare… Gesù venne una volta in contatto con una donna pagana.
Normalmente Gesù non si muoveva  fuori dai confini di Israele, difatti i suoi contatti con il cosiddetto mondo “pagano” erano sporadici, peraltro nella “Torah” i pagani venivano paragonati ai cani… animali impuri!!!
Lo stesso Gesù si atteneva a quel pensiero: “Non date ciò che è santo ai cani”!!! 
Infatti, nel incontrare quella donna, Egli userà con ella quello stesso termine, pur alleviandolo con il termine “cagnolini”…
D’altro canto come riportavo sopra Gesù non andava in missione per parlare con i pagani: “Io non sono stato mandato se non alle pecore smarrite della casa d’Israele” e stessa cosa aveva fatto con i suoi discepoli, a cui aveva dato istruzioni precise: “Non andate tra i pagani”!!! 
E ora Gesù si trovava lì… tra quei pagani e una donna che veniva da quella regione si presentò dinnanzi ad Egli gridando: Signore, figlio di Davide, abbi pietà di me! Mia figlia sta molto male, uno spirito maligno la tormenta…
Ma Gesù non rispondeva nulla… e allora si avvicinarono i suoi discepoli e gli dissero: “mandala a casa, perché continua a venirci dietro e a gridare”!!!
Gesù disse: “Io sono stato mandato solo per le pecore sperdute del popolo d’Israele”…
Ma quella donna si mise dinnanzi a Gesù in ginocchio e disse: Signore, aiutami!
Allora Gesù rispose: Non è giusto prendere il pane dei figli e buttarlo ai cagnolini…
E la donna rispose: È vero, Signore… però, sotto la tavola, i cagnolini possono mangiare le briciole che cadono ai loro padroni!!!
Allora Gesù disse: “O donna, davvero la tua fede è grande! Accada come vuoi tu…. e in quel momento la figlia guarì”!!!
Vedete… in questo semplice ma concitato dialogo, lo scontro non è concretizzato dalla violenza, ma dalle parole, già… in quel botta-risposta verbale… ma deciso, che condurrà quella donna a vincere!!!
Cosa voglio dire… che quando una persona è capace di chiedere in maniera corretta, quando si è capaci e in maniera dignitosa d’imporsi, quando si ci ritrova circondati da persone complici o da “vili” (come quei discepoli a cui dava fastidio aver dietro quella donna…) ecco, che alla fine si ottiene ciò che si vuole!!!
Ora… se quella donna fosse rimasta in silenzio, se non si fosse dimostrata decisa, se avesse basato la propria esistenza sull’altrui volontà, ecco… quella donna sarebbe stata identica alla maggior parte dei miei connazionali, sempre lì in attesa di prendere quel pane buttato loro come cagnolini…
Già… per loro non si tratta di “briciole tolte dal pane dei figli”, no, quelle sono come “briciole che cadono” e difatti sono in molti ad essere come quei cagnolini, stanno sempre lì in silenzio, accontentandosi di avere quelle poche “briciole, cadute da quei loro padroni”!!!

Briciole che cadono per i miei connazionali…

Già… perché meravigliarsi???
Basti osservare quanto accade in questo periodo di emergenza sanitaria: sono tutti in fila a fare domande di sussidio!!!
Ciò che mi da più fastidio non è contare la schiera di soggetti che hanno realmente bisogno, ma osservare come questi stessi, si ostinino a sopravvivere in un paese iniquo qual è il nostro, senza mai muovere un dito, restando immobili per non contrastare uno stato di fatto!!!
Iniziando da un’evidente e diffusa illegalità, per passare a quella corruzione ovunque presente, proseguendo con tutti quei comportamenti clientelari che fanno avanzare i soliti raccomandati a scapito di altri più preparati, ma soprattutto non comprendo come possano continuare ad accettare una politica così sterile che dimostra tutta la propria incapacità di programmazione e sviluppo, distribuendo sussidi, già per tutti… sì esclusivamente per accontentare quei suoi cittadini, a cui essi vanno gettando briciole…
Certo immagino come ora in molti stiano pensando che il sottoscritto sia fortemente “aggressivo” ed allora vorrei prendere spunto da una storia, sì… su una donna che – seppur come la maggior parte di voi s’accontentava delle briciole – è stata però capace di ribaltare a suo favore quanto voleva!!! 
Eccovi il racconto:
“Nel suo peregrinare Gesù venne una volta in contatto con una donna pagana…
Normalmente Egli non si muoveva fuori dai confini d’Israele, difatti i suoi contatti col cosiddetto mondo “pagano” erano per lo più sporadici, d’altronde per la stessa “Torah” i pagani venivano considerati come dei cani, si degli animali impuri!!!
Lo stesso Gesù si atteneva a quel pensiero e difatti diceva: “Non date ciò che è santo ai cani”!!! 
Nel incontrare quella donna, Egli infatti userà quella stessa definizione, pur alleviandola con il termine “cagnolini”…
D’altro canto come riportavo sopra Gesù non andava in missione per parlare con i pagani: “Io non sono stato mandato se non alle pecore smarrite della casa d’Israele” e stessa cosa aveva fatto con i suoi discepoli, a cui aveva dato istruzioni precise: “Non andate tra i pagani”!!! 
E ora Gesù si trovava lì… tra quegli uomini ed una donna di quella regione si presentò dinnanzi ad Egli gridando: Signore, figlio di Davide, abbi pietà di me… mia figlia sta molto male, uno spirito maligno la tormenta…!!!
Ma Gesù non rispondeva nulla… e allora si avvicinarono i suoi discepoli e gli dissero: “mandala a casa, perché continua a venirci dietro e a gridare”!!!
Gesù disse: “Io sono stato mandato solo per le pecore sperdute del popolo d’Israele”…
Ma quella donna si mise dinnanzi a Gesù in ginocchio e disse: Signore, aiutami!!!
Allora Gesù rispose: Non è giusto prendere il pane dei figli e buttarlo ai cagnolini…
E la donna rispose: È vero, Signore… però, sotto la tavola, i cagnolini possono mangiare le briciole che cadono dai loro padroni!!!
Allora Gesù disse: O donna, davvero la tua fede è grande! Accada come vuoi tu…. e in quel momento la figlia guarì…”!!!
Vedete… in questo semplice ma concitato dialogo, lo scontro non è concretizzato dalla violenza, ma dalle parole…
Già… un botta e risposta verbale deciso, che però condurrà quella donna a vincere!!!
Cosa voglio dire… che quando una persona è capace di chiedere in maniera corretta ciò che vuole, quando si è capaci in maniera dignitosa d’imporsi, quando se pur trovandosi circondati da persone complici o “vili” (come quei discepoli a cui dava fastidio aver dietro quella donna…) ecco… alla fine si ottiene ciò che si vuole!!!
Ora… se quella donna fosse rimasta in silenzio, se non si fosse dimostrata decisa, se avesse basato la propria esistenza sull’altrui volontà, ecco… quella donna sarebbe stata identica come la maggior parte dei miei connazionali, sempre lì come cagnolini, in attesa di ricevere quel pane caduto di loro padroni…
Peraltro, non si tratta di “briciole tolte dal pane dei figli”, no, quelle sono “briciole diverse, infatti sono in molti ad essere come quegli animali, stanno lì in silenzio, accontentandosi di avere quelle poche “briciole”, cadute casualmente a terra da quei loro padroni”!!!

Forse esagero… ma vorrei sapere: "chi pagherà i prossimi stipendi dei dipendenti pubblici e tutte quelle pensioni???

La pandemia da “coronavirus” ha bloccato tutto, in particolare tutte le attività d’impresa che improvvisamente si sono trovate a chiudere i battenti…
Eguale situazione è accaduta a molti professionisti e anche a quanti svolgono la propria attività in maniera individuale o artigianale…
E poi vi è quella fascia della media borghesia, tra cui alcuni proprietari di beni immobili da cui lo Stato preleva semestralmente denaro, come se esso avesse direttamente partecipato a quei sacrifici fatti nel corso di più generazioni… 
Ecco quindi chi bisogna ringraziare, già… quelle industrie, quelle imprese di costruzione, quelle attività commerciali, quei settori della ristorazione, del turismo e tutte quelle famiglie che insieme a quanti si occupano di consulenze e servizi stanno provvedendo al pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici e di quel gran numero di pensionati…
Ora in questa sede non entro nella valutazione come ad esempio se essi siano molti o troppo pochi, se costano alle casse dello Stato tanto oppure poco, se rendono per quanto ricevono oppure se a fine mese, in maniera indegna, incassano quello stipendio immeritatamente…
No… non possiamo fare di tutta un’erba un fascio, non sarebbe corretto… abbiamo visto in questi mesi come alcuni di loro abbiano ahimè perso la loro vita!!!
E cosa dire di quegli insegnanti che quotidianamente si sono messi a disposizione dei loro alunni per completare il programma e per portare i loro discenti agli esami di maturità!!!
D’altronde se si analizza in maniera scrupolosa ove questi dipendenti pubblici operano, possiamo scoprire come il problema non sta nel numero degli addetti o nel costo finanziario globale, ma nella difformità tra ambiti e nello spreco che alcuni di quei settori hanno nei confronti di altri forse ben più necessari… 
Vediamo quindi di chiarire con i numeri come le dimensioni reali delle risorse umane pubbliche non corrispondano alla quantità di servizi e benefici che questi offrono alla collettività…
Ad esempio leggere di alcuni numeri spropositato di impiegati in alcuni categorie, toglie risorse ad altri settori che viceversa avrebbero necessità di essere di gran lunga maggiori… 
D’altronde molte di quelle procedure compiute all’interno di quegli uffici potrebbero essere compiute tramite autocertificazione on-line, ed ancora, si potrebbero utilizzare tutta una serie di società di servizi privati a modello “CAF” con costi inferiori (si sa che le retribuzioni sono inferiori per i lavoratori privati…) ma soprattutto, essendo commisurate con i servizi realizzati, non vi sarebbero sprechi o come si dice… tempi morti!!!
Ed ancora, leggere di quel gran numero di soggetti posti all’interno del Parlamento, Ministeri, Regioni e Autonomie locali o regioni a Statuto speciali, Presidenza del Consiglio, etc… ecco, osservando all’interno di quei dipartimenti, viene da chiedersi se no fosse possibile recuperare non solo qualche miliardo, ma soprattutto, destinare queste somme a quegli Enti di Ricerca, l’Università o anche Servizio sanitario… 
Secondo la Ragioneria generale dello Stato gli impiegati pubblici sono all’incirca 3 milioni e mezzo, costi che come riportavo all’inizio vengono sostenuti  da una parte dei cittadini…
Certo vi sono settori che incidono più di altri… taluni ad esempio presentano un alto numero di occupati, ma certamente non possiamo pensare di ridurre quanti destinati all’istruzione pubblica, come non si può pensare di limitare il numero già esiguo dei nostri corpi di polizia, forze armate, magistrati, vigili del fuoco, etc… 
Mi auguro quindi d’aver fatto comprendere che se da una parte c’è un Italia che produce e mantiene un apparato statale, dall’altro, a causa della avvenuta pandemia, quella parte di paese – per facilitazione la definirò “privato” – è ancora sospeso e non ha di fatto messo in moto la propria macchina economica e quindi, non potrà partecipare in alcun modo a quel sostentamento attraverso pagamenti fiscali, contributivi, redditi, iva, etc, necessari per pagare quegli stipendi e pensioni…
Ed allora mi chiedo: “chi pagherà i prossimi stipendi dei dipendenti pubblici a cui vanno sommate per l’appunto tutte quelle pensioni erogate dall’INPS???
Come farà il governo del Presidente Conte??? Utilizzerà forse le somme provenienti dall’Ue per pagare quegli stipendi, invece di destinarli per far ripartire il Paese, che è d’altronde l’unico motivo per cui essi sono stati concesse!!!
Se non si pensa immediatamente a far ripartire l’economia, se non si riparte con l’occupazione, se non si agevola l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani, se si pensa esclusivamente a dare sussidi a modello “soviet” tanto per controllare e tenere quieti i cittadini, vedrete che tutto ciò si ripercuoterà presto su tutti noi…

Continuando così vedrete non ci saranno più stipendi, ne per i dipendenti privati e ancor meno per quelli pubblici, e difatti prevedo che finalmente, dopo anni di religioso silenzio, questa seconda categoria – fino ad oggi ben “riparata”, a modello ammortizzatore sociale – scenderà per le strade e inizierà a farsi sentire…

Ecco cosa accadrà se non si cambiano immediatamente le regole, se non si provvede a modificare l’organizzazione complessiva di quegli appartati così ingombranti, organizzando in maniera più corretta la distribuzione istituzionale dei compiti della Repubblica, fra amministrazioni statali, regionali e locali…. e quindi a discesa provvedere a incentivare le risorse umane presenti in quegli uffici, valutare in maniera meritocratica quella loro professionalità, erogando una qualità dei servizi adeguata alla remunerazione complessiva ricevuta dai dipendenti…
E’ tempo quindi di passare ad una gestione individuale basata sul merito, dando incentivi economici per quanti si dimostrano meritevoli e attuando viceversa provvedimenti disciplinari, anche con licenziamenti giusta causa per coloro che nel corso del proprio incarico si siano dimostrati  corrotti e biasimevoli…
Una cosa è certa – grazie a questo “covid-19” si è compreso come in questo Stato vi siano due categorie di cittadini, quelli di serie A e quelli di serie B: i primi, qualunque difficoltà possa soffrire il paese percepirà sempre* ( * = fintanto non dovesse accadere quanto sopra…) il proprio stipendio, mentre i secondi resteranno purtroppo in attesa di una celere ripresa e nel frattempo auspicheranno di poter forse un giorno, ricevere quel sussidio dallo Stato!!!
Lo stesso che li ha lasciati… poveri e pazzi!!!

Forse esagero… ma vorrei sapere: "chi pagherà i prossimi stipendi dei dipendenti pubblici e tutte quelle pensioni???

La pandemia da “coronavirus” ha bloccato tutto, in particolare tutte le attività d’impresa che improvvisamente si sono trovate a chiudere i battenti…
Eguale situazione è accaduta a molti professionisti e anche a quanti svolgono la propria attività in maniera individuale o artigianale…
E poi vi è quella fascia della media borghesia, costituita da proprietari di beni immobili da cui lo Stato preleva semestralmente denaro, come se esso avesse partecipato ai sacrifici fatti nel corso di generazioni… 
Ecco allora chi bisogna ringraziare, già… quelle industrie, quelle imprese di costruzione, quelle attività commerciali, quei settori della ristorazione, del turismo e tutte quelle famiglie che insieme a quanti si occupano di consulenze e servizi provvedono da sempre al pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici e di tutto quel gran numero di pensionati…
Ora in questa sede non entro nei meriti, come ad esempio se essi siano molti o troppo pochi, se costano alle casse dello Stato tanto, se rendono per quanto ricevono oppure se a fine mese, in maniera indegna, incassano quello stipendio immeritatamente…
No… non possiamo fare di tutta un’erba un fascio, non sarebbe corretto, abbiamo assistito come in questi mesi alcuni di loro abbiano puurtroppo perso la loro vita!!!
E cosa dire di quegli insegnanti che in queste ore si sono messi a disposizione dei loro alunni per completare il programma o per portare quei loro discenti agli esami di maturità!!!
D’altronde se si analizza in maniera scrupolosa ove questi dipendenti pubblici operano, possiamo scoprire come il problema non sta nel numero degli addetti o nel costo globale, ma nella difformità tra ambiti e nello spreco che alcuni di quei settori hanno nei confronti di altri forse ben più necessari… 
Vediamo quindi di chiarire con i numeri come le dimensioni reali delle risorse umane pubbliche non corrispondano alla quantità di servizi e benefici che questi offrono alla collettività…
Ad esempio leggere di alcuni numeri spropositato di impiegati in alcuni categorie, toglie risorse ad altri settori che viceversa avrebbero necessità di essere di gran lunga maggiori… 
D’altronde molte di quelle procedure compiute all’interno di quegli uffici potrebbero essere compiute tramite autocertificazione on-line, ed ancora, si potrebbero utilizzare tutta una serie di società di servizi privati a modello “CAF” con costi inferiori (si sa che le retribuzioni sono inferiori per i lavoratori privati…) ma soprattutto, essendo commisurate con i servizi realizzati, non vi sarebbero sprechi o come si dice… tempi morti!!!
Ed ancora, leggere di quel gran numero di soggetti posti all’interno del Parlamento, Ministeri, Regioni e Autonomie locali o regioni a Statuto speciali, Presidenza del Consiglio, etc… ecco, osservando all’interno di quei dipartimenti, viene da chiedersi se no fosse possibile recuperare non solo qualche miliardo, ma soprattutto, destinare queste somme a quegli Enti di Ricerca, l’Università o anche Servizio sanitario… 
Secondo la Ragioneria generale dello Stato gli impiegati pubblici sono all’incirca 3 milioni e mezzo, costi che come riportavo all’inizio vengono sostenuti  da una parte dei cittadini…
Certo vi sono settori che incidono più di altri… taluni ad esempio presentano un alto numero di occupati, ma certamente non possiamo pensare di ridurre quanti destinati all’istruzione pubblica, come non si può pensare di limitare il numero già esiguo dei nostri corpi di polizia, forze armate, magistrati, vigili del fuoco, etc… 
Mi auguro quindi d’aver fatto comprendere che se da una parte c’è un Italia che produce e mantiene un apparato statale, dall’altro, a causa della avvenuta pandemia, quella parte di paese – per facilitazione la definirò “privato” – è ancora sospeso e non ha di fatto messo in moto la propria macchina economica e quindi, non potrà partecipare in alcun modo a quel sostentamento attraverso pagamenti fiscali, contributivi, redditi, iva, etc, necessari per pagare quegli stipendi e pensioni…
Ed allora mi chiedo: “chi pagherà i prossimi stipendi dei dipendenti pubblici a cui vanno sommate per l’appunto tutte quelle pensioni erogate dall’INPS???
Come farà il governo del Presidente Conte??? Utilizzerà forse le somme provenienti dall’Ue per pagare quegli stipendi, invece di destinarli per far ripartire il Paese, che è d’altronde l’unico motivo per cui essi sono stati concesse!!!
Se non si pensa immediatamente a far ripartire l’economia, se non si riparte con l’occupazione, se non si agevola l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani, se si pensa esclusivamente a dare sussidi a modello “soviet” tanto per controllare e tenere quieti i cittadini, vedrete che tutto ciò si ripercuoterà presto su tutti noi…

Continuando così vedrete non ci saranno più stipendi, ne per i dipendenti privati e ancor meno per quelli pubblici, e difatti prevedo che finalmente, dopo anni di religioso silenzio, questa seconda categoria – fino ad oggi ben “riparata”, a modello ammortizzatore sociale – scenderà per le strade e inizierà a farsi sentire…

Ecco cosa accadrà se non si cambiano immediatamente le regole, se non si provvede a modificare l’organizzazione complessiva di quegli appartati così ingombranti, organizzando in maniera più corretta la distribuzione istituzionale dei compiti della Repubblica, fra amministrazioni statali, regionali e locali…. e quindi a discesa provvedere a incentivare le risorse umane presenti in quegli uffici, valutare in maniera meritocratica quella loro professionalità, erogando una qualità dei servizi adeguata alla remunerazione complessiva ricevuta dai dipendenti…
E’ tempo quindi di passare ad una gestione individuale basata sul merito, dando incentivi economici per quanti si dimostrano meritevoli e attuando viceversa provvedimenti disciplinari, anche con licenziamenti giusta causa per coloro che nel corso del proprio incarico si siano dimostrati  corrotti e biasimevoli…
Una cosa è certa – grazie a questo “covid-19” si è compreso come in questo Stato vi siano due categorie di cittadini, quelli di serie A e quelli di serie B: i primi, qualunque difficoltà possa soffrire il paese percepirà sempre* ( * = fintanto non dovesse accadere quanto sopra…) il proprio stipendio, mentre i secondi resteranno purtroppo in attesa di una celere ripresa e nel frattempo auspicheranno di poter forse un giorno, ricevere quel sussidio dallo Stato!!!
Lo stesso che li ha lasciati… poveri e pazzi!!!

Andrea Piazza: Domiciliari a boss mafiosi… “inverosimile. Lo Stato non ha dimostrato fermezza”!!!

Ho l’onore di rappresentare (nella qualità di delegato per la Provincia di Catania), l’Associazione intitolata “Emanuele Piazza“, ed ascoltare l’intervista del fratello di Andrea, pone nello sconforto il sottoscritto per una vicenda che sa di inverosimile… 
D’altronde ritengo che provare a immedesimarmi anche solo per un istante nei panni della sua famiglia e di tutti coloro che egualmente hanno vissuto l’esperienza diretta d’esser “vittime della mafia” mi sovviene alquanto difficile, perché sono certo che non sarei stato in grado di superare una prova così dolorosa come quella da essi vissuta… e che immagino abbia lasciato forti lacerazioni, superate soltanto da una grande forza d’animo e da una tenacia capace di sfidare l’esistenza stessa di una ahimè avversa vita…
Condivido quindi pienamente quanto riportato da Andrea, d’altronde molti non va dimenticato come molti di quegli individui sono criminali, abituati a compiere azioni violente, come estorsioni, sequestri e anche omicidi; manifestazioni che concorrono nella gestione di quella organizzazione criminale, la quale, per altro, non disdegna di compiere tutta una serie di azioni minori, ma certamente non meno gravi, come il traffico della droga, della prostituzione, dell’usure, dei furti, etc…
Peraltro, molti di quei fondi servono soprattutto per soccorrere le famiglie dei detenuti, defunti o anche latitanti, per pagare gli avvocati e anche quei loro testimoni chiamati al momento opportuno e non di rado, ad assistere economicamente qualcuno di loro obbligato a restare in casa, non per la pandemia, ma per ragioni legate alla magistratura, e a volte anche a volte per legittimi pericoli di possibili vendette esterne… 
Parliamo d’altro canto di soggetti capaci negli anni di imporsi nella società civile, tanto da esercitare un forte ascendente di terrore sui cittadini i quali certamente non ardiscono dal resisterle o risentano apertamente dei suoi delittuosi intrighi…
Già… è’ raro trovare infatti qualche coraggioso che si presenta come testimone oppure osi deporre a carico di quei suoi consociati… 
Da quanto sopra è facile comprendere l’impunità dei misfatti commessi e il poco ritegno a consumarne di nuovi, sapendo ora che quello stesso carcere duro, conosciuto come “41-bis”, potrà essere aggirato grazie ad un “virus“!!!
Infatti… sono 376 i detenuti pericolosi che nell’ultimo mese e mezzo, hanno ottenuto gli arresti domiciliari perché affetti da gravi patologie tali da renderli a rischio di contagio da “Covid 19“, come se questi detenuti non potessero essere curati in quagli opportuni penitenziari italiani… 
Tre di questi erano addirittura al 41 bis: Pasquale Zagaria, legato al clan dei Casalesi e fratello del superbo Michele; Francesco Bonura, imprenditore mafioso palermitano, e Vincenzo Iannuzzo, della ‘ndragheta, mentre altri erano sottoposti al regime di alta sicurezza, come l’ergastolano Antonino Sudato.
Ora certo dopo quanto accaduto (in particolare dopo la vicenda dell’ex Pm Di Matteo) il Ministro della Giustizia ha annunciato in Parlamento che farà in modo di far tornare dietro le sbarre quei capimafia e quei detenuti pericolosi…
Mi permetto quindi di riproporre l’intervista “amara” del Avv. Andrea Piazza (fratello di Emanuele Piazza, agente segreto italiano assassinato nel 1990 in circostanze mai del tutto chiarite, ad opera di Cosa Nostra…) dal quale si comprende tutta l’amarezza per una vicenda che ha evidenziato senza alcun dubbio, la poca fermezza compiuta dal nostro “stato”!!!
Già… lasciamo la “S” maiuscola ad altri Stati, noi per quanto visto… non non ne siamo degni!!!

Andrea Piazza: Domiciliari a boss mafiosi… “inverosimile. Lo Stato non ha dimostrato fermezza”!!!

Ho l’onore di rappresentare (nella qualità di delegato per la Provincia di Catania), l’Associazione intitolata “Emanuele Piazza“, ed ascoltare l’intervista del fratello Andrea, pone nello sconforto il sottoscritto per una vicenda che sa di inverosimile… 
D’altronde ritengo che provare a immedesimarmi anche solo per un istante nei panni della sua famiglia e di tutti coloro che egualmente hanno vissuto l’esperienza diretta d’esser “vittime della mafia” mi sovviene alquanto difficile, perché sono certo che nessuno di noi sarebbe in grado di superare una prova così dolorosa come quella purtroppo da loro vissuta… che immagino lasci una profonda lacerazioni nell’animo, superata ove possibile, da una grande forza d’animo e da una tenacia capace di sfidare la stessa esistenza, di una vita ahimè avversa…
Condivido quindi pienamente quanto riportato da Andrea, d’altronde non va dimenticato come taluni di quegli individui che ora stanno uscendo dai penitenziari a causa del covid-19, sono stati abituati a compiere azioni violente quali estorsioni, sequestri e purtroppo anche omicidi; tutte manifestazioni che concorrono nella gestione di quella organizzazione criminale, la quale, per altro, non disdegna di compiere tutta una serie di azioni minori, ma certamente non meno gravi, come il traffico della droga, della prostituzione, dell’usure, dei furti, etc…
Peraltro, molti di quei fondi servono soprattutto per soccorrere le famiglie dei detenuti, defunti o anche latitanti, per pagare gli avvocati e anche quei loro testimoni chiamati al momento opportuno e non di rado, ad assistere economicamente qualcuno di loro obbligato a restare in casa, non per la pandemia, ma per ragioni legate alla magistratura, e a volte anche a volte per legittimi pericoli di possibili vendette esterne… 
Parliamo d’altro canto di soggetti capaci negli anni di imporsi nella società civile, tanto da esercitare un forte ascendente di terrore sui cittadini i quali certamente non ardiscono dal resisterle o risentano apertamente dei suoi delittuosi intrighi…
Già… è’ raro trovare infatti qualche coraggioso che si presenta come testimone oppure osi deporre a carico di quei suoi consociati… 
Da quanto sopra è facile comprendere l’impunità dei misfatti commessi e il poco ritegno a consumarne di nuovi, sapendo ora che quello stesso carcere duro, conosciuto come “41-bis”, potrà essere aggirato grazie ad un “virus“!!!
Infatti… sono 376 i detenuti pericolosi che nell’ultimo mese e mezzo, hanno ottenuto gli arresti domiciliari perché affetti da gravi patologie tali da renderli a rischio di contagio da “Covid 19“, come se questi detenuti non potessero essere curati in quagli opportuni penitenziari italiani… 
Tre di questi erano addirittura al 41 bis: Pasquale Zagaria, legato al clan dei Casalesi e fratello del superbo Michele; Francesco Bonura, imprenditore mafioso palermitano, e Vincenzo Iannuzzo, della ‘ndragheta, mentre altri erano sottoposti al regime di alta sicurezza, come l’ergastolano Antonino Sudato.
Ora certo dopo quanto accaduto (in particolare dopo la vicenda dell’ex Pm Di Matteo) il Ministro della Giustizia ha annunciato in Parlamento che farà in modo di far tornare dietro le sbarre quei capimafia e quei detenuti pericolosi…
Mi permetto quindi di riproporre l’intervista “amara” del Avv. Andrea Piazza (fratello di Emanuele Piazza, agente segreto italiano assassinato nel 1990 in circostanze mai del tutto chiarite, ad opera di Cosa Nostra…) dal quale si comprende tutta l’amarezza per una vicenda che ha evidenziato senza alcun dubbio, la poca fermezza compiuta dal nostro “stato”!!!
Già… lasciamo la “S” maiuscola ad altri Stati, noi per quanto visto… non non ne siamo degni!!!

Ma guarda un po’, a differenza di quanto non accade in un nostro "tribunale" isolano, ecco che viceversa in un diverso apparato giudiziario, un’eguale vicenda prende il nome di: appropriazione indebita dai conti correnti condominiali!!!

È incredibile ma vero!!!
Già… perché a differenza di quanto non avviene nella nostra regione, in cui passano anni e nessuno stranamente ti viene a dire nulla… ecco che viceversa in altre realtà giudiziarie, un amministratore condominiale è stato condannato per appropriazione indebita, avendo utilizzato il denaro dei propri condomini per fini diversi da quelli pattuiti…
Riepilogando, è arrivata l’ennesima condanna per un amministratore che ha appositamente “distratto” le somme di denaro ricevute dai condomini per destinarle per fini propri…
Ha stabilirlo è stata il 13 Dicembre 2019 la Suprema Corte – sentenza numero 12618/2020 – in cui è stato ribadito – per chi ancora tra quei magistrati non l’abbia ben compreso – che commette un reato di appropriazione indebita, quell’amministratore che viola il vincolo di destinazione che grava sui conti correnti destinati a pagare le spese condominiali!!!
La vicenda è stata analizzata dalla Cassazione ed allora volendo entrare nello specifico: “Un amministratore di condominio veniva tratto in giudizio con l’accusa di essersi appropriato indebitamente delle somme presenti sui conti correnti dei condomini. 
A differenza di quanto previsto dalla normativa e cioè di trattenere dai predetti conti solamente quanto necessario per pagare il proprio compenso professionale e per affrontare le altre spese condominiali… egli ha realizzato una vera e propria “mala-gestio”, attraverso un sistema confusionale che ha leso finanziariamente quanto in essere nei conti correnti condominiali…
Egli, gestiva questi ultimi in maniera piuttosto disinvolta, effettuando bonifici ed altre operazioni senza alcuna pezza di appoggio, pagava ricevute (riportati su fogli di carta non ufficiali ) in contanti, destinava somme senza alcun autorizzazione dell’assemblea verso società o soggetti terzi che nulla avevano a che fare con il condominio, ed infine, provvedeva al pagamento di spese d’altri condomini che lo stesso imputato gestiva…
Si comprende come in tutto ciò vi fossero tutta una serie di reati perseguibili sia sotto quella responsabilità civile, che penale, fiscale e deontologica…
Inoltre lo stesso, appena compreso che i suoi condomini fossero giunti alla revoca del proprio mandato, tratteneva somme di denaro che a suo dire gli spettavano a compensazione di presunto credito (mai dimostrati).
Ovviamente nulla ha potuto la difesa dell’imputato, atteso che l’esame degli estratti dei conti correnti (compiuti in quel caso da una ottima e “corretta” Gdf , la quale ha saputo analizzato in maniera scrupolosa i conteggi ricevuti…) lo inchiodava alla propria responsabilità: era fin troppo chiaro che l’amministratore utilizzasse il denaro presente sui conti correnti del condominio come fosse “cosa propria“, sia per coprire gli ammanchi di altri conti, sia per fini personali!!!
Inoltre, non essendovi la possibilità che altre persone operassero su quei conti correnti e fondo cassa (d’altronde egli era l’unico amministratore), la condanna dello stesso è parsa ineluttabile e per di più severa: considerata l’intensità del dolo emersa dalla reiterazione delle condotte illecite, i giudici non hanno riconosciuto nemmeno le attenuanti generiche!!!
La sentenza d’altronde ripercorre un solco già tracciato da diversi altri arresti del giudice nomofilattico (ex multis : Cass. pen., sez. II, 21 aprile 2017 n. 25444), a tenore dei quali sussiste la responsabilità penale dell’amministratore condominiale e, in particolare, si integra il reato di appropriazione indebita ai sensi dell’art. 646 del codice penale, ogni qualvolta l’amministratore, venendo meno al proprio mandato, fa sue o comunque trattiene somme di danaro che non gli spetterebbero in ragione dell’incarico assunto.
Va ricordato infatti che secondo quanto prevede la normativa, si compie un delitto di appropriazione indebita quando una persona, al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria del denaro o di cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso.
Il reato è procedibile a querela di parte e la pena è la reclusione da due a cinque anni e la multa mille a tremila euro!!!
Da quanto sopra si comprende come la definizione del reato di appropriazione indebita integra anche la condizione che non si tratta di un semplice reato, bensì di un crimine che può essere commesso non da chiunque, ma solamente da chi sia già in possesso del bene mobile di cui intende appropriarsi.
Ed è quanto accaduto a quell’amministratore condominiale, il quale avendo il possesso del denaro dei condomini era l’unico a poterne disporre l’accesso, venendo così meno quel rapporto fiduciario che sussisteva tra vittima e possessore: nel caso specifico tra condomini e amministratore di condominio!!!
Difatti, è proprio la fiducia tradita a connotare lo specifico reato che al contrario del furto – che presuppone l’apprensione del bene che è nel possesso di altri e dunque, occorre la condotta dello “spossessamento” – nell’appropriazione indebita, il bene da far proprio è già nelle mani di colui che diventerà l’autore del delitto!!!
La circostanza ancor più assurda, ma di fondamentale importanza, è che per poter procedere nei confronti dell’autore del fatto (nel caso specifico l’Amministratore condominiale), l’autorità giudiziaria ha necessità di una denuncia; basta soltanto  che un condomino (e/o delegato) si renda conto degli ammanchi presenti sui conti correnti, che può prontamente querelare l’amministratore e, nel giudizio penale che dovesse nascere, quest’ultimo si può costituire parte civile, ottenendo anche una provvisionale calibrata sulla base del debito che, de facto, emergeva dagli atti di causa!!!
Ora viene da chiedersi le sentenze ci sono e basterebbe semplicemente esaminarle, eppure c’è chi tra i magistrati si ostina a non prendere seriamente le carte già in loro possesso… 
Chissà… forse è giunto il momento di far leggere quei documenti ufficialmente protocollati a qualche testata o programma Tv di approfondimento e d’attualità, che poi sono gli stessi che solitamente mettono in risalto eguali circostanze che danno il via a nuove inchieste e reportage… 
Sono certo che appena qualche giornalista inizierà a fare le giuste domande in quelle opportune sedi, qualcuno verrà immediatamente – come accade immediatamente in questo nostro paese – destituito!!!
Ah… dimenticavo, i difensori di quell’Amministratore avevano provato ad offrire una qualificazione giuridica diversa del fatto commesso dal loro cliente e cioè che secondo loro, non si trattava di appropriazione indebita, bensì si era trattato di reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 392 del codice penale).
I giudici hanno però immediatamente sconfessato tale tesi, richiamando il consolidato orientamento (ex plurimis : Cass., Sez. 2, sentenza n. 293 del 04/12/2013) secondo cui il reato di appropriazione indebita, non viene meno quando l’imputato invochi di aver trattenuto le somme in contestazione a compensazione di propri preesistenti crediti, ove si tratti di crediti non certi, non liquidi e non esigibili!!!
Forse è meglio quindi che “qualcuno” rilegga nuovamente – questa volta bene – i documenti già in suo possesso… per evitare ulteriori clamori mediatici, di cui proprio il Ministro di Giustizia, Alfonzo Bonafede, vorrebbe in questi giorni fare a meno!!! 

Ma guarda un po’, a differenza di quanto non accade in un nostro “tribunale” isolano, ecco che viceversa in un diverso apparato giudiziario, un’eguale vicenda prende il nome di: appropriazione indebita dai conti correnti condominiali!!!

Ma guarda un po’, a differenza di quanto non accade in un nostro “tribunale” isolano, ecco che viceversa in un diverso apparato giudiziario, un’eguale vicenda prende il nome di: appropriazione indebita dai conti correnti condominiali!!!

Ma guarda un po', a differenza di quanto non accade in un nostro "tribunale" isolano, ecco che viceversa in un diverso apparato giudiziario, un'eguale vicenda prende il nome di: appropriazione indebita dai conti correnti condominiali!!!

È incredibile ma vero!!!
Già… perché a differenza di quanto non avviene nella nostra regione, in cui passano anni e nessuno stranamente ti viene a dire nulla… ecco che viceversa in altre realtà giudiziarie, un amministratore condominiale è stato condannato per appropriazione indebita, avendo utilizzato il denaro dei propri condomini per fini diversi da quelli pattuiti…
Riepilogando, è arrivata l’ennesima condanna per un amministratore che ha appositamente “distratto” le somme di denaro ricevute dai condomini per destinarle per fini propri…
Ha stabilirlo è stata il 13 Dicembre 2019 la Suprema Corte – sentenza numero 12618/2020 – in cui è stato ribadito – per chi ancora tra quei magistrati non l’abbia ben compreso – che commette un reato di appropriazione indebita, quell’amministratore che viola il vincolo di destinazione che grava sui conti correnti destinati a pagare le spese condominiali!!!
La vicenda è stata analizzata dalla Cassazione ed allora volendo entrare nello specifico: “Un amministratore di condominio veniva tratto in giudizio con l’accusa di essersi appropriato indebitamente delle somme presenti sui conti correnti dei condomini. 
A differenza di quanto previsto dalla normativa e cioè di trattenere dai predetti conti solamente quanto necessario per pagare il proprio compenso professionale e per affrontare le altre spese condominiali… egli ha realizzato una vera e propria “mala-gestio”, attraverso un sistema confusionale che ha leso finanziariamente quanto in essere nei conti correnti condominiali…
Egli, gestiva questi ultimi in maniera piuttosto disinvolta, effettuando bonifici ed altre operazioni senza alcuna pezza di appoggio, pagava ricevute (riportati su fogli di carta non ufficiali ) in contanti, destinava somme senza alcun autorizzazione dell’assemblea verso società o soggetti terzi che nulla avevano a che fare con il condominio, ed infine, provvedeva al pagamento di spese d’altri condomini che lo stesso imputato gestiva…
Si comprende come in tutto ciò vi fossero tutta una serie di reati perseguibili sia sotto quella responsabilità civile, che penale, fiscale e deontologica…
Inoltre lo stesso, appena compreso che i suoi condomini fossero giunti alla revoca del proprio mandato, tratteneva somme di denaro che a suo dire gli spettavano a compensazione di presunto credito (mai dimostrati).
Ovviamente nulla ha potuto la difesa dell’imputato, atteso che l’esame degli estratti dei conti correnti (compiuti in quel caso da una ottima e “corretta” Gdf , la quale ha saputo analizzato in maniera scrupolosa i conteggi ricevuti…) lo inchiodava alla propria responsabilità: era fin troppo chiaro che l’amministratore utilizzasse il denaro presente sui conti correnti del condominio come fosse “cosa propria“, sia per coprire gli ammanchi di altri conti, sia per fini personali!!!
Inoltre, non essendovi la possibilità che altre persone operassero su quei conti correnti e fondo cassa (d’altronde egli era l’unico amministratore), la condanna dello stesso è parsa ineluttabile e per di più severa: considerata l’intensità del dolo emersa dalla reiterazione delle condotte illecite, i giudici non hanno riconosciuto nemmeno le attenuanti generiche!!!
La sentenza d’altronde ripercorre un solco già tracciato da diversi altri arresti del giudice nomofilattico (ex multis : Cass. pen., sez. II, 21 aprile 2017 n. 25444), a tenore dei quali sussiste la responsabilità penale dell’amministratore condominiale e, in particolare, si integra il reato di appropriazione indebita ai sensi dell’art. 646 del codice penale, ogni qualvolta l’amministratore, venendo meno al proprio mandato, fa sue o comunque trattiene somme di danaro che non gli spetterebbero in ragione dell’incarico assunto.
Va ricordato infatti che secondo quanto prevede la normativa, si compie un delitto di appropriazione indebita quando una persona, al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria del denaro o di cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso.
Il reato è procedibile a querela di parte e la pena è la reclusione da due a cinque anni e la multa mille a tremila euro!!!
Da quanto sopra si comprende come la definizione del reato di appropriazione indebita integra anche la condizione che non si tratta di un semplice reato, bensì di un crimine che può essere commesso non da chiunque, ma solamente da chi sia già in possesso del bene mobile di cui intende appropriarsi.
Ed è quanto accaduto a quell’amministratore condominiale, il quale avendo il possesso del denaro dei condomini era l’unico a poterne disporre l’accesso, venendo così meno quel rapporto fiduciario che sussisteva tra vittima e possessore: nel caso specifico tra condomini e amministratore di condominio!!!
Difatti, è proprio la fiducia tradita a connotare lo specifico reato che al contrario del furto – che presuppone l’apprensione del bene che è nel possesso di altri e dunque, occorre la condotta dello “spossessamento” – nell’appropriazione indebita, il bene da far proprio è già nelle mani di colui che diventerà l’autore del delitto!!!
La circostanza ancor più assurda, ma di fondamentale importanza, è che per poter procedere nei confronti dell’autore del fatto (nel caso specifico l’Amministratore condominiale), l’autorità giudiziaria ha necessità di una denuncia; basta soltanto  che un condomino (e/o delegato) si renda conto degli ammanchi presenti sui conti correnti, che può prontamente querelare l’amministratore e, nel giudizio penale che dovesse nascere, quest’ultimo si può costituire parte civile, ottenendo anche una provvisionale calibrata sulla base del debito che, de facto, emergeva dagli atti di causa!!!
Ora viene da chiedersi le sentenze ci sono e basterebbe semplicemente esaminarle, eppure c’è chi tra i magistrati si ostina a non prendere seriamente le carte già in loro possesso… 
Chissà… forse è giunto il momento di far leggere quei documenti ufficialmente protocollati a qualche testata o programma Tv di approfondimento e d’attualità, che poi sono gli stessi che solitamente mettono in risalto eguali circostanze che danno il via a nuove inchieste e reportage… 
Sono certo che appena qualche giornalista inizierà a fare le giuste domande in quelle opportune sedi, qualcuno verrà immediatamente – come accade immediatamente in questo nostro paese – destituito!!!
Ah… dimenticavo, i difensori di quell’Amministratore avevano provato ad offrire una qualificazione giuridica diversa del fatto commesso dal loro cliente e cioè che secondo loro, non si trattava di appropriazione indebita, bensì si era trattato di reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 392 del codice penale).
I giudici hanno però immediatamente sconfessato tale tesi, richiamando il consolidato orientamento (ex plurimis : Cass., Sez. 2, sentenza n. 293 del 04/12/2013) secondo cui il reato di appropriazione indebita, non viene meno quando l’imputato invochi di aver trattenuto le somme in contestazione a compensazione di propri preesistenti crediti, ove si tratti di crediti non certi, non liquidi e non esigibili!!!
Forse è meglio quindi che “qualcuno” rilegga nuovamente – questa volta bene – i documenti già in suo possesso… per evitare ulteriori clamori mediatici, di cui proprio il Ministro di Giustizia, Alfonzo Bonafede, vorrebbe in questi giorni fare a meno!!! 

Partito Democratico & M5Stelle: E’ tempo di lavorare seriamente alle disuguaglianze sociali!!!

Io credo che non se ne possa più…
Ovviamente non posso sperare d’essere seguito in questo mio ragionamento da tutti coloro – e sono ahimè la maggioranza – che si sono svenduti nel corso della loro vita al migliore offerente e ancor meno potrei fare affidamento in quei loro familiari, ancor più indegni di quel loro capo famiglia…
D’altronde cosa ci potremmo aspettare da loro… sono peggio del “coronavirus“, ma a differenza del virus che per recare danni deve risultare “positivo“, viceversa questi individui sono e restano… “negativi”, in tutto e per tutto e sono incredibilmente proprio i primi soggetti che determinano in prima persona le attuali disuguaglianza sociali!!!
Starete pensando forse che questa mia riflessione vada ad intendersi esclusivamente sotto il profilo finanziario, no… quanto sopra costituisce certamente il problema più tangibile per i cittadini, in particolare per quanti oggi vivono in profonda difficoltà… ma il mio pensiero di disuguaglianza è un concetto più ampio e coinvolge una serie di trattamenti che andrò ora a elencare…
Innanzitutto la più grave disuguaglianza si manifesta nell’assenza di condizioni paritarie nella giustizia, nelle relazione che vi è tra i soggetti che si presentano dinnanzi ai tribunali e quei giudicanti i quali – a differenza di quel motto riportato solitamente dietro quei giudici “La giustizia è uguale per tutti” – si sono dimostrati a volte corrotti e purtroppo sempre a vantaggio di una delle due parti, quella più forte, in quanto capace di “influenzare” quel pubblico ministero…
E cosa dire della disuguaglianza nei controlli (inadeguati) dell’evasione fiscale…
Vi sono importanti professionisti che incassano annualmente centinaia e centinaia di migliaia di euro a nero… eppure molti di loro, sono stati capaci – in questo momento di emergenza sanitaria – di chiedere al governo Conte i 600/800 euro di sussidio, già… come se patissero la fame!!!
Ed allora mi permetto di chiedere al Presidente Conte e a quei due partiti di maggioranza – che tra l’altro ciascuno dei due e in momenti diversi… hanno potuto godere di quella mia preferenza – che senso ha sostenere quegli individui che oggi sul proprio c/c si ritrovano forse con qualche milione di euro e non dare quelle somme a chi ha realmente bisogno???
Caro Presidente Conte… il sottoscritto ritiene Lei una persona intelligente e sicuramente tra tutti i presidenti del consiglio di questi vent’anni il più preparato (ma forse debbo intuire che qualcuno l’avrà in questi mesi tirata per la giacchetta…), perché sarebbe bastato dire ai cittadini quanto segue: al 31/01/2020 tutti coloro che nel proprio c/c hanno più di 50.000 non possono richiedere alcun contributo da parte dello Stato!!!
Ed ancora, per tutti coloro che si ritenessero ingiustamente danneggiati da quel provvedimento, possono nuovamente presentare una nuova richiesta, presentando però in questa seconda fase, le dichiarazioni dei redditi degli ultimi cinque/dieci anni; se però… le somme dichiarate (e di conseguenza accertate…) si dovessero dimostrare inferiori alla media della giacenza presente nei proprie c/c (anche del nucleo dei propri familiari), ecco… a causa di quella evidente sperequazione finanziaria, lo Stato darebbe il via agli accertamenti attraverso la Gdf …
Sono sin d’ora certo che il 99% di quanti hanno in questi mesi richiesto quel sussidio, si sarebbero certamente astenuti dal chiederlo!!!
Presidente Conte, dimenticavo un’altra circostanza che ritengo altrettanto importante: sarebbe stato opportuno verificare – prima di suddividere quel denaro pubblico a tutti i richiedenti – se quegli stessi cittadini che oggi richiedono allo Stato quel sussidio, abbiano rispettato come cittadini quanto previsto dalla legge, perché altrimenti essi non sono nelle condizioni legittime dal richiederli; perché coloro che non si sono presentato alle urne, non sono di fatto cittadini italiani, d’altronde vedasi quanto recita la nostra Costituzione: L’esercizio del voto è un obbligo al quale nessun cittadino può sottrarsi senza venir meno ad un suo preciso dovere verso il Paese!!!

Ritornando alle disuguaglianze, quella più fastidiosa… è la mancanza di opportunità occupazionale, nessuna meritocrazia ed ancora, come non evidenziare la chiusura degli ordini professionali, la difficoltà di accesso dei giovani “non raccomandati” al mercato del lavoro, a cui possiamo far segue la difficoltà d’ottenere finanziamenti pubblici per poter costituire una nuova start-up…

Si lo Stato ci dice sempre che siamo tutti eguali, in particolare quando dobbiamo porre quella “X” nella cabina elettorale…, ma successivamente, quando osserviamo bene ciò che accade intorno a noi, scopriamo come la condizione di disuguaglianza si evidenzia ovunque, ad iniziare dal diverso trattamento che proprio quello Stato iniquo riserva ai suoi cittadini!!!
Presidente Conte, Segretari Zingaretti e Crimi (visto che Di Maio gli ha lasciato il posto…), vorrei ricordare che esistono anche altre e non meno importanti disuguaglianza sociali, che anche se non mi riguardano direttamente… non significano che non esistono…
Mi riferisco alle disuguaglianze tra “generi“, che ancora oggi in un paese moderno come il nostro, non hanno trovato risposte o quantomeno quel giusto compromesso che accontenti tutti!!!  
Ci sarebbero anche – qui tocco un dolente tasto – le disuguaglianze con i molti immigrati regolari, con i loro figli, gente che vive qui da due/tre generazioni e i cui nipoti non sono stati riconosciuti… a meno che debbono dare un sostegno alla nazionale di calcio, allora in quel caso vengono immediatamente riconosciuti come “Italiani”!!!
È necessario, quindi intervenire subito, perché le disuguaglianze sociali prima ancor di deprimere l’economia, acuiscano lo scontro sociale che solitamente può determinare in “guerra civile” con le ripercussioni che noi tutti storicamente ben conosciamo e di cui proprio ieri ho ricordato una vittima, già… il Presidente Aldo Moro!!!
Prima quindi di affrontare questioni morali o ideologiche, bisogna intervenire per risolvere i problemi socioeconomici del Paese e fare in modo che quest’ultimo riparta i maniera corretta dopo questa grave emergenza sanitaria, che ahimè ci vede ancora bloccati…
E’ tempo quindi d’iniziare a ridistribuire la ricchezza in modo corretto, dando a tutti nuove opportunità… ciò permetterebbe al nostro paese un nuovo input, non solo sotto il profilo economico, ma soprattutto accrescendo quell’entusiasmo andato perso, che potrà così manifestarsi in rinnovata coesione sociale ed efficienza…
Ho solo un auspicio ed è che questi due partiti di governo comprendano finalmente che non è più tempo di parole, ma di fatti concreti!!! 

Partito Democratico & M5Stelle: E' tempo di lavorare seriamente alle disuguaglianze sociali!!!

Io credo che non se ne possa più…
Ovviamente non posso sperare d’essere seguito in questo mio ragionamento da tutti coloro – e sono ahimè la maggioranza – che si sono svenduti nel corso della loro vita al migliore offerente e ancor meno potrei fare affidamento in quei loro familiari, ancor più indegni di quel loro capo famiglia…
D’altronde cosa ci potremmo aspettare da loro… sono peggio del “coronavirus“, ma a differenza del virus che per recare danni deve risultare “positivo“, viceversa questi individui sono e restano… “negativi”, in tutto e per tutto e sono incredibilmente proprio i primi soggetti che determinano in prima persona le attuali disuguaglianza sociali!!!
Starete pensando forse che questa mia riflessione vada ad intendersi esclusivamente sotto il profilo finanziario, no… quanto sopra costituisce certamente il problema più tangibile per i cittadini, in particolare per quanti oggi vivono in profonda difficoltà… ma il mio pensiero di disuguaglianza è un concetto più ampio e coinvolge una serie di trattamenti che andrò ora a elencare…
Innanzitutto la più grave disuguaglianza si manifesta nell’assenza di condizioni paritarie nella giustizia, nelle relazione che vi è tra quei soggetti che si presentano nei tribunali dinnanzi a quei giudicanti, i quali – a differenza di quel motto riportato solitamente dietro di essi: “La giustizia è uguale per tutti” – si sono dimostrati ahimè troppe corrotti e sempre a vantaggio di una delle parti… quella più forte, in quanto capace d’influenzare non solo economicamente, quel giudizio finale…
E cosa dire della disuguaglianza nei controlli (inadeguati) dell’evasione fiscale…
Vi sono importanti professionisti che incassano annualmente centinaia e centinaia di migliaia di euro a nero, eppure molti di loro, sono stati capaci – in questi giorni di emergenza sanitaria – di chiedere al governo Conte i 600/800 euro di sussidio, già… come se stessero patendo la fame!!!
Ed allora mi permetto di chiedere al Presidente Conte e a quei due partiti di maggioranza – che tra l’altro ciascuno dei due ed in momenti diversi… hanno potuto godere di quella mia preferenza – che senso ha sostenere quegli individui che oggi, sul proprio c/c, si ritrovano forse qualche milione di euro e non dare viceversa quelle somme a chi ha realmente bisogno???
Caro Presidente Conte… il sottoscritto ritiene Lei una persona intelligente e sicuramente tra tutti i presidenti del consiglio di questi vent’anni il più preparato (ma forse debbo intuire che qualcuno l’avrà in questi mesi tirata per la giacchetta…), perché sarebbe bastato dire ai cittadini quanto segue: al 31/01/2020 tutti coloro che nel proprio c/c hanno più di 50.000 non possono richiedere alcun contributo da parte dello Stato!!!
Ed ancora, per tutti coloro che si ritenessero ingiustamente danneggiati da quel provvedimento, gli stessi avrebbero potuto, nuovamente, presentare una seconda richiesta, però in questa seconda fase, bisognava allegare i redditi professionali degli ultimi cinque/dieci anni; se le somme dichiarate però (e di conseguenza accertate…) dovessero dimostrarsi di molto inferiori alla media della giacenza presente in quei propri c/c (costituiti anche da quelli del proprio nucleo familiare), allora… a causa di quella evidente sperequazione finanziaria, lo Stato avrebbe dato il via ad ulteriori accertamenti attraverso la Gdf …
Sono sin d’ora certo che se avessero adottato questo principio, il 99% di quanti ora hanno richiesto quel sussidio, si sarebbero certamente astenuti dal presentare la domanda di sussidio!!!
Presidente Conte, dimenticavo un’altra circostanza che ritengo altrettanto importante: sarebbe stato opportuno verificare – prima di omaggiare quel denaro pubblico a tutti i richiedenti – se quegli stessi cittadini che oggi richiedono allo Stato quel sussidio, abbiano rispettato quanto previsto dalla legge, perché altrimenti essi non sono nelle condizioni legittime da richiedere nulla; difatti, coloro che alle ultime votazioni elettorali non si sono presentati alle urne, non sono di fatto cittadini italiani; d’altronde basti leggere quanto recita la nostra Costituzione: L’esercizio del voto è un obbligo al quale nessun cittadino può sottrarsi senza venir meno ad un suo preciso dovere verso il Paese!!!

Ritornando quindi alle disuguaglianze, una delle più fastidiose… è la mancanza di opportunità occupazionale, nessuna meritocrazia ed ancora quella imposto sbarramento degli ordini professionali, che determina una vera e propria difficoltà di accesso dei giovani “non raccomandati” al mercato del lavoro e a cui possiamo far seguire le difficoltà di ottenere finanziamenti pubblici per costituire ad esempio una nuova start-up…

Si lo Stato ci dice sempre che siamo tutti eguali, in particolare quando dobbiamo porre quella “X” nella cabina elettorale, ma successivamente, quando osserviamo bene ciò che accade intorno a noi, scopriamo come la condizione di disuguaglianza si evidenzia ovunque, ad iniziare dal diverso trattamento che proprio questo Stato iniquo riserva alla maggioranza dei suoi cittadini!!!
Presidente Conte, Segretari Zingaretti e Crimi (al posto di Di Maio obbligato a lasciargli il posto…), vorrei ricordare che esistono anche altre e non meno importanti disuguaglianza sociali che, anche se non mi riguardano personalmente, non significa che non esistono…
Mi riferisco alle disuguaglianze tra “generi“, che ancora oggi in un paese moderno come il nostro, non hanno trovato risposte o quantomeno quel giusto compromesso che potrebbe accontentare tutti!!!  
Ci sarebbero anche – qui tocco un dolente tasto – le disuguaglianze con i molti immigrati regolari, con i loro figli, gente che vive qui da due/tre generazioni e i cui nipoti non sono stati riconosciuti… a meno che questi ultimi debbono dare un sostegno alla nazionale di calcio ed allora in quel caso, vengono immediatamente riconosciuti come cittadini “Italiani”!!!
È necessario, quindi intervenire subito perché le disuguaglianze, prima ancor di deprimere l’economia, acuiscano lo scontro sociale che solitamente può scaturire in “guerra civile” con ripercussioni che noi tutti storicamente abbiamo ben conosciamo e di cui proprio ieri ne ho ricordato una vittima, già… il Presidente Aldo Moro!!!
Prima quindi di affrontare questioni morali o ideologiche, bisogna intervenire per risolvere i problemi socioeconomici del Paese e fare in modo che questo possa ripartire in maniera corretta, in particolare dopo questa grave emergenza sanitaria, che ahimè ci vede ancora fortemente limitati…
E’ tempo quindi d’iniziare a ridistribuire la ricchezza in modo corretto, dando a tutti nuove opportunità…
Ciò permetterebbe al nostro paese un nuovo input, non solo sotto il profilo economico, ma soprattutto accrescendo quell’entusiasmo da tempo andato perso, che potrà nuovamente manifestarsi in rinnovata coesione sociale ed efficienza…
Ho solo un auspicio ed è quello che questi due partiti di governo, comprendano finalmente che non è più tempo di parole, ma di fatti concreti!!! 

Aldo Moro e Peppino Impastato: entrambi assassinati da uno Stato assente!!!

Si sappiamo la storia di quegli omicidi, quantomeno quella che ci hanno raccontato…
Per quanto concerne il Presidente Moro sappiamo che ci hanno pensato le Brigate Rosse, mentre per il giovane Peppino Impastato sono stati gli uomini della mafia!!!
Ma ciò che nessuno ha voluto mai denunciare pubblicamente è che attraverso quei silenzi non si sia voluti giungere alla verità e di conseguenza alla giustizia…
Lo Stato d’altronde sapeva bene come quei soggetti fossero a rischio, ma mentre il primo – seppur protetto dalla scorta – è stato abbandonato dagli uomini al governo, il secondo viceversa era soltanto protetto da quei suoi più intimi amici ed è stato ucciso a causa di tutti quegli uomini “deboli” che invece di compiere il proprio dovere, hanno fatto finta di non vedere e soprattutto di non sentire quell’enorme disagio gridato ad alta voce attraverso Radio “out”!!!
Sì… entrambi potevano essere salvati, bastava semplicemente trovare un accordo con quei terroristi, ma gli uomini dell’allora “Dc” hanno preferito sacrificarlo, ciascuno per i propri interessi, ma soprattutto perché la sua morte avrebbe distrutto dall’interno quel partito di opposizione “comunista” che stava per raggiungerli e a cui proprio Aldo Moro aveva teso la mano, attraverso quel noto “compromesso storico” che avrebbe riavvicinato il Pc al partito della Democrazia Cristiana!!!
Come ho raccontato in un mio precedente post, ho avuto da bambino il piacere di conoscere ad Addis Abeba il presidente Moro, http://nicola-costanzo.blogspot.com/2018/05/in-ricordo-di-aldo-moro-e-di-nonno.html e la sua scomparsa è stata sentita profondamente dal sottoscritto, già… come fosse stato un parente, qualcuno con cui si sa di aver condiviso un momento importante… e difatti egli – come ho raccontato nel post di cui sopra – ha influenzato in maniera positiva la mia vita!!!
Ma nello stesso tempo la sua morte mi ha fatto comprendere come non bisogna fidarsi di nessuno, neppure dei più stretti amici e colleghi, perché in alcune circostanza, anch’essi possono abbandonarti…
Ecco perché hanno insabbiato quell’omicidio di Stato, hanno dato la colpa a quei poveri illusi sedicenti comunisti denominati Brigate Rosse, uomini che hanno deciso di sequestrarlo per fargli un processo del popolo (già com’era accaduto alcuni anni prima a Mario Sossi) senza sapere che dietro di loro vi era chi voleva morto il presidente della Dc e aveva predisposto quel piano a cui i brigatisti sono caduti come degli allocchi… 
Insabbiamenti su insabbiamenti e soprattutto quel programmato sacrificio ha fatto ascendere in maniera rapida tutta una serie d’individui di quel partito che al momento opportuno si dimostrarono avidi, prendendo immediatamente accordi con quei brigatisti (che furono scoperti essere stati ingaggiati dai servizi segreti sovietici e della Stasi tedesca) affinché non parlassero… 
L’idea di Moro era quella di far allontanare i comunisti da quel legame con Mosca e rendere più libero il paese da quel peso che gli Usa avevano sul nostro paese…  e furono questi i reali motivi per cui egli  (non dimentichiamoci dei cinque uomini della scorta…) venne barbaramente ucciso!!!
Uno Stato capace di abbandonare un suo servitore, già… immaginatevi cosa sarebbe potuto accadere a questo nostro paese se quell’uomo non fosse stato assassinato…
Sì… potremmo paragonare quanto successo da noi con quanto accaduto tre lustri prima a Dallas, dove venne assassinato il presidente Kennedy!!!
L’Italia avrebbe svoltato, si sarebbe separata da quelle imposizioni estere e avrebbe provato a diventare un paese ancor più libero e democratico, ma soprattutto autonomo… 
Ma in molti, in particolare quanti erano all’interno di quella Dc, non volevano che questa situazione si avverasse ed hanno preferito svendersi per i propri interessi e difatti – basta rileggersi la Storia – e si può scoprire come in molti si siano occupati di quella mediazione con i terroristi (andata ahimè malissimo…), sono divenuti negli anni successivi, casualmente importanti uomini di governo e delle istituzioni, tra cui alcuni di essi sono diventati anche Presidenti del Consiglio o della Repubblica… 
Riprendendo con la lotta alla mafia, Peppino Impastato è stato un eroe discreto e coraggioso, capace di far sentire la sua voce in un momento in cui i siciliani avevano paura… (non che molto sia cambiato da quegli anni 70′ ad oggi), ma certamente è grazie a uomini come egli se oggi possiamo ritenerci più degni di vivere in questa terra “infetta” e non pensiate che mi stia riferendo al “coronavirus”… 
Tutti sapevano in quel paese che continuando così Peppino sarebbe stato ucciso, lo sapevano i suoi familiari, lo sapevano i suoi amici, lo sapeva tutto il paese e lo sapevano pure le forze dell’ordine che avrebbero dovuto prendere provvedimenti affinché ciò non accadesse ed invece si sono dimostrati deboli ed insicuri, per non voler aggiungere che forse taluni di loro erano collusi con quei poteri criminali…
Si è visto peraltro come proprio quest’ultimi abbiano parlano di un attentato finito male, già… come dimenticare che all’inizio la sua morte venne scambiata per suicidio… 
Ma la verità è che anch’egli aveva denunciato quel marcio che vi era nella politica, in quei suoi referenti, in quelle connivenze tra politica e la mafia, e di come quest’ultima garantisse quelle “preferenze” alla Dc…
Già… anche Peppino aveva deciso di cambiare quello stato di cose, proprio quell’anno era sceso in politica per candidarsi al consiglio comunale di Cinisi con quella “Democrazia Proletaria“, una possibilità che però non gli è stata concessa… 
Non cento passi… ma soltanto uno distanziava quei due uomini, così a prima vista diversi, ma cosi accomunati nell’integrità e nello spirito, una sorte di legame che li univa nei principi di  legalità e democrazia, una lotta alla salvaguardia dello Stato… 
Lo stesso che poi li ha lasciati soli… abbandonandoli, e ci si ricorda di loro soltanto il giorno della commemorazione!!!
E dire che le ultime parole del Presidente moro sono state queste: “Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della D.C. con il suo assurdo e incredibile comportamento. È sua va detto con fermezza così come si deve rifiutare eventuale medaglia che si suole dare in questo caso. È poi vero che moltissimi amici (ma non ne so i nomi) o ingannati dall’idea che il parlare mi danneggiasse o preoccupati dalle loro personali posizioni, non si sono mossi come avrebbero dovuto. Cento sole firme raccolte avrebbero costretto a trattare. E questo è tutto per il passato. 
Per il futuro c’è in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realtà preziosi. Uniti nel mio ricordo vivete insieme. Mi parrà di essere tra voi. Per carità, vivete in un’unica casa, anche Emma se è possibile e fate ricorso ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienmi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto tanto Luca), Anna, Mario, il piccolo non nato, Agnese, Giovanni. 
Sono tanto grato per quello che hanno fatto. Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta. Il Papa ha fatto pochino: forse ne avrà scrupolo…”.
La lettera di Moro si interrompe così, senza firma
Già… come non ricordare le ultime volontà che Moro aveva espresso in una lettera a Benigno Zaccagnini il 24 aprile 1978 nella quale riportava: “per una evidente incompatibilità, chiedo che ai miei funerali non partecipino né Autorità dello Stato né uomini di partito. Chiedo di essere seguito dai pochi che mi hanno veramente voluto bene e sono degni perciò di accompagnarmi con la loro preghiera e con il loro amore”!!! 
Ecco il motivo per cui i funerali di Stato si svolsero in assenza del corpo del defunto, proprio per esplicito volere della famiglia, che non vi partecipò, ritenendo che lo Stato italiano poco o nulla avesse fatto per salvare la vita di Moro…
Ma lo Stato fa finta di dimenticarsi di quelle parole ed ogni anno ipocritamente… fa in modo di ricordarsi di loro!!! 

Aldo Moro e Peppino Impastato: entrambi assassinati da uno Stato assente!!!

Si sappiamo la storia di quegli omicidi, quantomeno quella che ci hanno raccontato…
Per quanto concerne il Presidente Moro sappiamo che ci hanno pensato le Brigate Rosse, mentre per il giovane Peppino Impastato sono stati gli uomini della mafia!!!
Ma ciò che nessuno ha voluto mai denunciare pubblicamente è che attraverso quei silenzi non si sia voluti giungere alla verità e di conseguenza alla giustizia…
Lo Stato d’altronde sapeva bene come quei soggetti fossero a rischio, ma mentre il primo – seppur protetto dalla scorta – è stato abbandonato dagli uomini al governo, il secondo viceversa era soltanto protetto da quei suoi più intimi amici ed è stato ucciso a causa di tutti quegli uomini “deboli” che invece di compiere il proprio dovere, hanno fatto finta di non vedere e soprattutto di non sentire quell’enorme disagio gridato ad alta voce attraverso Radio “out”!!!
Sì… entrambi potevano essere salvati, bastava semplicemente trovare un accordo con quei terroristi, ma gli uomini dell’allora “Dc” hanno preferito sacrificarlo, ciascuno per i propri interessi, ma soprattutto perché la sua morte avrebbe distrutto dall’interno quel partito di opposizione “comunista” che stava per raggiungerli e a cui proprio Aldo Moro aveva teso la mano, attraverso quel noto “compromesso storico” che avrebbe riavvicinato il Pc al partito della Democrazia Cristiana!!!
Come ho raccontato in un mio precedente post, ho avuto da bambino il piacere di conoscere ad Addis Abeba il presidente Moro, http://nicola-costanzo.blogspot.com/2018/05/in-ricordo-di-aldo-moro-e-di-nonno.html e la sua scomparsa è stata sentita profondamente dal sottoscritto, già… come fosse stato un parente, qualcuno con cui si sa di aver condiviso un momento importante… e difatti egli – come ho raccontato nel post di cui sopra – ha influenzato in maniera positiva la mia vita!!!
Ma nello stesso tempo la sua morte mi ha fatto comprendere come non bisogna fidarsi di nessuno, neppure dei più stretti amici e colleghi, perché in alcune circostanza, anch’essi possono abbandonarti…
Ecco perché hanno insabbiato quell’omicidio di Stato, hanno dato la colpa a quei poveri illusi sedicenti comunisti denominati Brigate Rosse, uomini che hanno deciso di sequestrarlo per fargli un processo del popolo (già com’era accaduto alcuni anni prima a Mario Sossi) senza sapere che dietro di loro vi era chi voleva morto il presidente della Dc e aveva predisposto quel piano a cui i brigatisti sono caduti come degli allocchi… 
Insabbiamenti su insabbiamenti e soprattutto quel programmato sacrificio ha fatto ascendere in maniera rapida tutta una serie d’individui di quel partito che al momento opportuno si dimostrarono avidi, prendendo immediatamente accordi con quei brigatisti (che furono scoperti essere stati ingaggiati dai servizi segreti sovietici e della Stasi tedesca) affinché non parlassero… 
L’idea di Moro era quella di far allontanare i comunisti da quel legame con Mosca e rendere più libero il paese da quel peso che gli Usa avevano sul nostro paese…  e furono questi i reali motivi per cui egli  (non dimentichiamoci dei cinque uomini della scorta…) venne barbaramente ucciso!!!
Uno Stato capace di abbandonare un suo servitore, già… immaginatevi cosa sarebbe potuto accadere a questo nostro paese se quell’uomo non fosse stato assassinato…
Sì… potremmo paragonare quanto successo da noi con quanto accaduto tre lustri prima a Dallas, dove venne assassinato il presidente Kennedy!!!
L’Italia avrebbe svoltato, si sarebbe separata da quelle imposizioni estere e avrebbe provato a diventare un paese ancor più libero e democratico, ma soprattutto autonomo… 
Ma in molti, in particolare quanti erano all’interno di quella Dc, non volevano che questa situazione si potesse avverare ed hanno preferito svendersi per i propri interessi – basta rileggersi la Storia – e si potrà scoprire come coloro che si sono occupati di quella “mediazione” con i terroristi (andata come sappiamo “volutamente” male…), siano divenuti negli anni successivi importanti uomini di governo, e tra essi… alcuni sono stati pure nominati Presidenti del Consiglio o della Repubblica… 
Riprendendo con la lotta alla mafia, Peppino Impastato è stato un eroe discreto e coraggioso, capace di far sentire la sua voce in un momento in cui i siciliani avevano paura… (non che molto sia cambiato da quegli anni 70′ ad oggi), ma certamente è grazie a uomini come egli se oggi possiamo ritenerci più degni di vivere in questa terra “infetta” e non mi sto riferendo al “coronavirus”… 
Tutti sapevano in quel paese che continuando così Peppino sarebbe stato ucciso, lo sapevano i suoi familiari, i suoi amici, lo sapeva tutto il paese, ma soprattutto lo sapevano le forze dell’ordine che avrebbero dovuto prendere provvedimenti affinché ciò non accadesse e invece si sono dimostrati deboli ed insicuri, per non voler aggiungere che forse taluni erano anche collusi con quei poteri criminali…
Si è visto peraltro come proprio quest’ultimi abbiano parlano all’inizio di un attentato finito male, già… come dimenticare che durante il ritrovamento del suo corpo, la sua morte venne scambiata per suicidio… 
Ma la verità è che anch’egli aveva denunciato quel marcio che vi era nella politica e in quei suoi referenti, in quelle connivenze che vi erano tra politica e mafia, e di come quest’ultima garantisse quelle “preferenze” alla ex “Dc”…
Già… anche Peppino aveva deciso di cambiare quello stato di cose, proprio quell’anno era sceso in politica per candidarsi al consiglio comunale di Cinisi con quella “Democrazia Proletaria“, una possibilità che però non gli è stata concessa… 
Non cento passi… ma soltanto uno distanziava quei due uomini, così a prima vista diversi, ma cosi accomunati nell’integrità e nello spirito, una sorte di legame che li univa nei principi di  legalità e democrazia, una lotta alla salvaguardia dello Stato… 
Lo stesso che poi li ha lasciati soli… abbandonandoli, e ci si ricorda di loro soltanto il giorno della commemorazione!!!
E dire che le ultime parole del Presidente moro sono state queste: “Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della D.C. con il suo assurdo e incredibile comportamento. È sua va detto con fermezza così come si deve rifiutare eventuale medaglia che si suole dare in questo caso. È poi vero che moltissimi amici (ma non ne so i nomi) o ingannati dall’idea che il parlare mi danneggiasse o preoccupati dalle loro personali posizioni, non si sono mossi come avrebbero dovuto. Cento sole firme raccolte avrebbero costretto a trattare. E questo è tutto per il passato. 
Per il futuro c’è in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realtà preziosi. Uniti nel mio ricordo vivete insieme. Mi parrà di essere tra voi. Per carità, vivete in un’unica casa, anche Emma se è possibile e fate ricorso ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienmi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto tanto Luca), Anna, Mario, il piccolo non nato, Agnese, Giovanni. 
Sono tanto grato per quello che hanno fatto. Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta. Il Papa ha fatto pochino: forse ne avrà scrupolo…”.
La lettera di Moro si interrompe così, senza firma
Già… come non ricordare le ultime volontà che Moro aveva espresso in una lettera a Benigno Zaccagnini il 24 aprile 1978 nella quale riportava: “per una evidente incompatibilità, chiedo che ai miei funerali non partecipino né Autorità dello Stato né uomini di partito. Chiedo di essere seguito dai pochi che mi hanno veramente voluto bene e sono degni perciò di accompagnarmi con la loro preghiera e con il loro amore”!!! 
Ecco il motivo per cui i funerali di Stato si svolsero in assenza del corpo del defunto, proprio per esplicito volere della famiglia, che non vi partecipò, ritenendo che lo Stato italiano poco o nulla avesse fatto per salvare la vita di Moro…
Ma lo Stato fa finta di dimenticarsi di quelle parole ed ogni anno ipocritamente… fa in modo di ricordarsi di loro!!! 

Il prezzo della "distanza fisica" condurrà immediatamente a una "distanza sociale" a cui vedrete seguirà una profonda disuguaglianza!!!

Parlando stasera con una amica al telefono le raccontavo una sensazione che ho provato in questi giorni di “libera uscita”… sì ora che il governo ci ha permesso di riprendere – se pur in maniera ancora limitata – con le nostre vecchie abitudini…
Dicevo Lei che ciò che notavo, era come questa protezione attraverso la mascherina non ci permette più di comprendere più i segnali visivi, già… quel poter osservare il viso di una persona per intuire se chi ci parla è sincero oppure ci sta nascondendo qualcosa…
Ma non solo, questa distanza fisica sta determinando una distanza sociale, ha di fatto diminuito in maniera drastica quel desiderio di contatto, quella voglia d’interloquire anche con eventuali soggetti estranei, si ha talmente paura di restare infetti che ci si tiene lontani da tutti, come si dice… ad opportuna  distanza, anzi un po’ più di quel metro tanto fortemente consigliato!!!
Peraltro, il rischio di questa cosiddetta “distanza sociale“, sta portando le persone – a causa della forte crisi economica/finanziaria – a non essere più attigui, ma ogni giorno di più le differenze tra privilegiati ed emarginati stanno determinando quelle pericolose “disuguaglianze sociali” che potrebbero sfociare – se non presi gli opportuni provvedimenti – in veri e propri dissidi… 
D’altro canto, le differenze di benessere attualmente in corso stanno determinando grande disparità tra i cittadini, anche se ho l’impressione che ciò non sia correttamente avvertito, in particolare da quanti dovrebbero viceversa il controllo del territorio e quindi il polso della situazione!!! 
Vi è come un freddo e distaccato comportamento tra queste due distinte classi, da un lato si osserva l’indifferenza di coloro che si trovano in una condizione di benessere e se ne fregano di quanto sta accadendo, dall’altra troviamo tutti coloro (e sono la maggioranza) che a causa di redditi limitati, si ritrovano a dover sopravvivere e a limitarsi in tutto, ad iniziare dai consumi per continuare con le semplici necessità quotidiane…. 
Posso dire con assoluta certezza che è proprio questa disuguaglianza ha rappresentare uno dei problemi più urgenti con cui il nostro paese dovrà a breve confrontarsi..
Il Presidente Conte deve fare in modo che questa emergenza sanitaria possa essere di ausilio affinché si ristabilisca quella corretta parità, dove chi è già ricco non diventi ancor più ricco e chi si sta trovando in difficoltà, non raggiunga la pericolosa soglia di povertà…
C’è bisogno quindi di contrastare questa enorme disparità che proprio i rapidi avvenimenti di questi giorni stanno determinando sulla maggior parte dei cittadini. 
Il governo deve predisporre un’azione di politica seria che determini non soltanto un cambiamento economico, ma che sia voce e speranza di consapevolezza, affinché questa terra non sia solo disuguaglianza, ma rappresenti qualcosa di meraviglioso su cui continuare a vivere, godendo di tutte quelle opportunità che offre, le stesse che hanno avuto i nostri genitori… perché vivevano in un paese unito, in cui le difficoltà si superavano aiutandosi e dove lo Stato era in grado di rispondere alle aspirazioni ed ai bisogni dei suoi cittadini. 
Non si può più continuare con questo questo squilibrio, con questo sistema iniquo ed ingiusto, dove la politica e i suoi referenti si dimostrano ancora oggi insensibili, è soprattutto aggravano con ambigue atti e procedure il rischio della democrazia…
Già… in questi giorni si ha come l’impressione che con la scusa del “coronavirus” si stia provando a limitare la libertà dei cittadini, attraverso controlli assidui e certamente asfissianti, che stanno di fatto determinando una nuova forma di “terrore”, già… eguale a quello condotto da alcuni paesi repressivi…  
Ciò che forse nessuno ha il coraggio di dire è che si sta utilizzando quel “divieto di assembramento“, non per limitare la diffusione del virus, ma per contrastare qualsivoglia pensiero divergente dalle attuali politiche di governo…
D’altronde pensateci un istante… nessuna manifestazione culturale può essere organizzata, anche se i suoi autori ed ospiti stanno tra loro a distanza di sicurezza e con le opportune protezioni, perché il problema reale non è rappresentato dalla diffusione del “virus”, bensì dalla concreta possibilità che l’idea trasmessa possa sì viaggiare nell’etere e “contaminare” le coscienza dei cittadini, conducendo ciascuno di essi a scendere nuovamente in piazza e a partecipare a quel profondo cambiamento che possa finalmente portare alla fine delle disuguaglianze e ad una reale partecipazione democratica della parte sana dei miei connazionali…

Il prezzo della "distanza fisica" condurrà immediatamente a una "distanza sociale" a cui vedrete seguirà un'ampia disuguaglianza!!!

Parlando stasera con una amica al telefono le raccontavo una sensazione che ho provato in questi giorni di “libera uscita”, sì ora che il governo ci ha permesso di riprendere – se pur in maniera ancora limitata – con le nostre vecchie abitudini…
Dicevo Lei che ciò che notavo, era come questa protezione attraverso la mascherina non ci permette più di comprendere i segnali visivi, già… quel poter osservare il viso di una persona per intuire se chi ci parla è sincero oppure ci sta nascondendo qualcosa…
Ma non solo, questa distanza fisica sta determinando una distanza sociale; ha di fatto diminuito in maniera drastica quel desiderio di contatto, quella voglia d’interloquire anche con eventuali soggetti estranei, si ha talmente paura di restare infetti che ci si tiene lontani da tutti, come si dice… ad opportuna  distanza, anzi un po’ più di quel metro tanto fortemente consigliato!!!
Peraltro, il rischio di questa cosiddetta “distanza sociale“, sta portando le persone – a causa della forte crisi economica/finanziaria – a non essere più attigui, ma ogni giorno di più le differenze tra privilegiati ed emarginati stanno determinando quelle pericolose “disuguaglianze sociali” che potrebbero sfociare – se non presi gli opportuni provvedimenti – in veri e propri dissidi… 
D’altro canto, le differenze di benessere attualmente in corso stanno creando grande disparità tra i cittadini, anche se ho l’impressione che ciò non sia correttamente avvertito, in particolare da quanti dovrebbero viceversa avere il controllo del territorio e quindi il polso della situazione!!! 
Vi è come un freddo e distaccato comportamento tra queste due distinte classi, da un lato si osserva l’indifferenza di coloro che si trovano in una condizione di benessere e se ne fregano di quanto sta accadendo, dall’altra troviamo tutti coloro (e sono la maggioranza) che a causa di redditi limitati, si ritrovano a dover sopravvivere e a limitarsi in tutto, ad iniziare dai consumi per continuare con le semplici necessità quotidiane…. 
Posso dire con assoluta certezza che è proprio questa disuguaglianza ha rappresentare uno dei problemi più urgenti con cui il nostro paese dovrà a breve confrontarsi..
Il Presidente Conte deve fare in modo che questa emergenza sanitaria possa essere di ausilio affinché si ristabilisca quella corretta parità, dove chi è già ricco non diventi ancor più ricco e chi si sta trovando in difficoltà, non raggiunga la pericolosa soglia di povertà…
C’è bisogno quindi di contrastare questa enorme disparità che proprio i rapidi avvenimenti di questi giorni stanno determinando sulla maggior parte dei cittadini. 
Il governo deve predisporre un’azione di politica seria che determini non soltanto un cambiamento economico, ma che sia voce e speranza di consapevolezza, affinché questa terra non sia solo disuguaglianza, ma rappresenti qualcosa di meraviglioso su cui continuare a vivere, godendo di tutte quelle opportunità che offre, le stesse che hanno avuto i nostri genitori… perché vivevano in un paese unito, in cui le difficoltà si superavano aiutandosi e dove lo Stato era in grado di rispondere alle aspirazioni ed ai bisogni dei suoi cittadini. 
Non si può più continuare con questo questo squilibrio, con questo sistema iniquo ed ingiusto, dove la politica e i suoi referenti si dimostrano ancora oggi insensibili, è soprattutto aggravano con ambigue atti e procedure il rischio della democrazia…
Già… in questi giorni si ha come l’impressione che con la scusa del “coronavirus” si stia provando a limitare la libertà dei cittadini, attraverso controlli assidui e certamente asfissianti, che stanno di fatto determinando una nuova forma di “terrore”, già… eguale a quello condotto da alcuni paesi repressivi…  
Ciò che forse nessuno ha il coraggio di dire è che si sta utilizzando quel “divieto di assembramento“, non per limitare la diffusione del virus, ma per contrastare qualsivoglia pensiero divergente dalle attuali politiche di governo…
D’altronde pensateci un istante… nessuna manifestazione culturale può essere organizzata, anche se i suoi autori ed ospiti stanno tra loro a distanza di sicurezza e con le opportune protezioni, perché il problema reale non è rappresentato dalla diffusione del “virus”, bensì dalla concreta possibilità che l’idea trasmessa possa sì viaggiare nell’etere e “contaminare” le coscienza dei cittadini, conducendo ciascuno di essi a scendere nuovamente in piazza e a partecipare a quel profondo cambiamento che possa finalmente portare alla fine delle disuguaglianze e ad una reale partecipazione democratica della parte sana dei miei connazionali…

Una conferma ufficiale: La crisi favorisce i clan e affossa le imprese sane!!!

In questi mesi di emergenza sanitaria, il sottoscritto è uscito più volte con  post che riprendevano il connubio criminalità/coronavirus come ad esempio quest’ultimi: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/03/la-criminalita-organizzata-e-il.html  – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/05/la-sicilia-colpita-due-volte-dal-virus.html
In queste ore, anche il procuratore Carmelo Zuccaro ha dichiarato: “Oggi più di ieri minare la potenza delle organizzazioni criminali”!!!
Egli, nel dettagliare l’ultima operazione che ha colpito un gruppo di narcotrafficanti che operavano nella nostra provincia, ha voluto sottolineare come: “Stroncare questo tipo di attività illecita, che assicura profitti in misura ingente alla criminalità, è di fondamentale importanza sempre; ma tanto più lo è in questo periodo caratterizzato da una crisi economica che attanaglia le nostre famiglie di lavoratori e le imprese economiche”.
Proseguendo inoltre: “queste imprese hanno grosse difficoltà in questo momento, soprattutto di vita e di risorse economiche, e possono costituire, quindi, una preda appetibile per le organizzazioni criminali che invece non hanno questi problemi di approvvigionamenti economici – continuando – ” bisogna evitare con questo tipo di operazioni, che risulti ulteriormente rafforzata la potenza di queste organizzazioni criminali, la loro capacità di infiltrarsi nel tessuto economico sociale; e bisogna evitare che da questa crisi possa risultare più profondamente indebolito il sistema economico delle imprese sane, che vanno tutelate proprio a garanzia dello sviluppo del nostro Paese”!!!
Le parole del procuratore esprimono in maniera perfetta, quanto il sottoscritto da sempre riporta attraverso questo blog, ma rivolgendomi ai mie conterranei c’è una cosa che vorrei aggiungere alle parole del procuratore: “non si può continuare per come si fatto finora; questo “coronavirus” dovrebbe aver fatto comprendere a tutti, di come chiunque può essere vulnerabile è che la nostra vita, può all’improvviso – per come è appena accaduto a circa 30.000 italiani –  finire…
Ed allora, questo circostanza dovrebbe aiutarci a riflettere, e comprendere che non si può essere sempre indifferenti se si vuole cambiare questo stato di cose… 
Già… perché nel decidere di non fare nulla e si vive passivamente, la fatalità continua a operare sconvolgendo i programmi e rovesciando tutto ciò che incontra per la propria strada…
Ciò che succede è che il male s’abbatte su ciascuno e ciò avviene perché la massa ha scelto di abdicare alla propria volontà e quindi tra assenteismo, indifferenza e collusioni, le mani “infette” non sorvegliate da alcun controllo, tessono la propria tela e iniziano a influenzare la vita collettiva…
I cittadino continuano ad ignorarli e non se ne preoccupano, ed ecco quindi che come la fatalità si rimane travolti da tutto ciò, già come un fenomeno naturale, un eruzione dell’Etna… nella quale rimangono vittime molti suoi isolani, sia chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi viceversa indifferente…. 
Ora sono in molti a piangere… pietosamente, altri viceversa imprecano, ma nessuno di loro o quantomeno in pochi si pongono la giusta domanda: “se avessi fatto quantomeno io il proprio dovere, già… se avessi cercato di far valere la mia volontà e non farmi piegare da quella altrui, se solo non avessi partecipato direttamente a quel sistema colluso e criminale, chissà… forse sarebbe accaduto tutto questo”???
E’ giunto quindi il momento di riprendersi in mano la vita, dare un senso alla propria dignità, dimostrarsi vivi e partecipi, senza restare più (per come si è fatto) indifferenti!!!

Una conferma ufficiale: La crisi favorisce i clan e affossa le imprese sane!!!

In questi mesi di emergenza sanitaria, il sottoscritto è uscito più volte con  post che riprendevano il connubio criminalità/coronavirus come ad esempio quest’ultimi: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/03/la-criminalita-organizzata-e-il.html  – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/05/la-sicilia-colpita-due-volte-dal-virus.html
In queste ore, anche il procuratore Carmelo Zuccaro ha dichiarato: “Oggi più di ieri minare la potenza delle organizzazioni criminali”!!!
Egli, nel dettagliare l’ultima operazione che ha colpito un gruppo di narcotrafficanti che operavano nella nostra provincia, ha voluto sottolineare come: “Stroncare questo tipo di attività illecita, che assicura profitti in misura ingente alla criminalità, è di fondamentale importanza sempre; ma tanto più lo è in questo periodo caratterizzato da una crisi economica che attanaglia le nostre famiglie di lavoratori e le imprese economiche”.
Proseguendo inoltre: “queste imprese hanno grosse difficoltà in questo momento, soprattutto di vita e di risorse economiche, e possono costituire, quindi, una preda appetibile per le organizzazioni criminali che invece non hanno questi problemi di approvvigionamenti economici – continuando – ” bisogna evitare con questo tipo di operazioni, che risulti ulteriormente rafforzata la potenza di queste organizzazioni criminali, la loro capacità di infiltrarsi nel tessuto economico sociale; e bisogna evitare che da questa crisi possa risultare più profondamente indebolito il sistema economico delle imprese sane, che vanno tutelate proprio a garanzia dello sviluppo del nostro Paese”!!!
Le parole del procuratore esprimono in maniera perfetta, quanto il sottoscritto da sempre riporta attraverso questo blog, ma rivolgendomi ai miei conterranei vi è una cosa che vorrei aggiungere a quelle parole del procuratore: “non si può continuare per come si è fatto finora; questo “coronavirus” dovrebbe aver fatto comprendere a tutti, di come ciascuno possa essere vulnerabile è che la nostra vita possa all’improvviso – per come accaduto a 30.000 italiani –  finire!!!
Ecco perché questa circostanza dovrebbe aiutarci a riflettere, a comprendere che non si può essere sempre indifferenti, soprattutto se si auspica di cambiare questo stato di cose… 
Già… perché nel decidere di non fare nulla, nel voler vivere passivamente, non si comprende come la fatalità continui ad operare, sconvolgendo i programmi e rovesciando tutto ciò che incontra per la propria strada…
Ciò che succede difatti è come un male che si abbatte all’improvviso e ciò avviene perché la maggior parte di quegli individui ha scelto di abdicare alla propria volontà e quindi tra assenteismo, indifferenza e collusioni, quelle altre mani “infette” non sorvegliate da alcun controllo, tessono quotidianamente la propria tela e iniziano a influenzare la vita collettiva…
I cittadini continuano ad ignorarli, anzi non se ne preoccupano affatto, ed ecco quindi che come “fatalità” si resta travolti da tutto, come un fenomeno naturale, un eruzione dell’Etna… nella quale rimangono vittime molti suoi isolani, sia chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi viceversa indifferente…. 
Ora quelli che restano sono lì a piangere pietosamente, altri viceversa imprecano, ma nessuno di loro o quantomeno in pochi si pongono la giusta domanda: “se avessi fatto quantomeno io il mio dovere, già… se avessi cercato di far valere la mia volontà e non farmi piegare da quella altrui, se solo non avessi partecipato direttamente a quel sistema colluso e criminale, chissà… forse sarebbe accaduto tutto questo”???
E’ giunto quindi il momento di riprendersi la propria vita, dare un senso alla dignità, dimostrarsi vivi e partecipi, senza restare più (per come si è fatto) indifferenti e auspicando sempre che siano gli altri a doverci risolvere i problemi!!!

Non aver incaricato immediatamente a capo del "DAP" l’ex Pm Nino Di Matteo (ma essersi fermati soltanto ad una semplice proposta), è una vergogna!!!

Altro che legalità…
Ma veramente dobbiamo pensare che sono bastate delle semplici pressioni di quegli affiliati alle organizzazioni mafiose per frenare un ministro di Giustizia!!!

Ed allora viene spontaneo chiedersi, a quale accordo si è dovuti sottostare???
Già… quale nuovo “papello” è stato firmato questa volta, forse che se quei delinquenti si fossero comportati bene durante questi anni di governo, avrebbero usufruito di permessi o come di fatto accaduto, sarebbero potuti uscire appena possibile, anche taluni noti criminali detenuti con il 41-bis???
Certamente è una vergogna quanto accaduto, soprattutto pensando a quale imbarazzante circostanza sia stato coinvolto un emblema del nostro paese, un uomo che ha messo a rischio la propria vita per combattere la mafia e quindi una persona che avrebbe meritato ben altra considerazione… 
Ecco perché  il guardasigilli ha richiesto le dimissioni immediate del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede!!!
Io stesso l’altra sera mi trovavo dinnanzi alla Tv per seguire la trasmissione di Giletti, dove tra l’altro era stato invitato il Comandante “Ultimo” ed ecco che all’improvviso è giunta a telefonata dell’attuale consigliere del Csm, Dott. Di Matteo, che ha voluto precisare – con modi impareggiabili e con la massima educazione – di come il Ministro lo avesse contattato per offrirgli un incarico e cioè di scegliere se diventare direttore del Dipartimento degli affari penali oppure Capo del Dap…
L’allora Procuratore Di Matteo, pur avendo in quella telefonata richiesto al Ministro 48 ore per pensarci, dopo neppure un giorno, a richiesto un appuntamento, confermando al ministro di scegliere di fare il capo del Dap per ragioni inerenti con il proseguo delle attività d’indagine portate avanti negli anni contro le organizzazioni mafiose… 
A quel punto il ministro però confermava che quell’incarico sarebbe andato ad un altro collega, ma che avrebbe potuto diventare direttore del Dipartimento degli affari penali, incarico che il magistrato ha rifiutato… 
Certo ora la feroce polemica sta scatenando le ire anche di chi non vede l’ex Pm Nino Di Matteo di buon grado…
Ho appena letto un articolo su “ilriformista” che attacca il magistrato: “Di Matteo è il pm di Palermo che credette a Scarantino e mandò a puttane l’inchiesta sull’omicidio di Paolo Borsellino, quello che ha costruito il grande processo sulla trattativa Stato-mafia che poi è stata demolita in moltissimi altri processi. E’ quello che andò alla procura nazionale anti-mafia ma che dopo qualche mese fu mandato via dal procuratore poiché “parlava troppo” rilasciando troppe interviste”!!!
Ora per chi come il sottoscritto che in piena diretta ha potuto ascoltare quelle parole, con Giletti che provava in tutti i modi ad uscire da quel primo piano (chissà forse debbo credere per suggerire a qualche suo collaboratore di contattare immediatamente il ministro per un confronto in diretta Tv, circostanza quest’ultima che poi è realmente accaduta…) e difatti, appena riapparso sullo schermo, sollecitava gli altri suoi ospiti su quelle rivelazioni e sulla forte preoccupazione di quei boss (alla prospettiva che potesse diventare il Di Matteo a capo del Dap) e quindi continuava con l’intervento del ministro che presentava una ricostruzione molto “generica” e poco specifica che coinvolgeva il “popolo italiano“, ma che lasciava il sottoscritto ancora più frastornato, tanto da essersi convinto che qualcuno si si fosse lasciato “condizionare” dalle parole pronunciate in carcere da un qualche boss mafioso…
Già – debbo confidarvi – il dover vedere il Capitano “ultimo” celato da una protezione che gli occultava metà del viso…  mi irritava parecchio… d’altronde il sottoscritto pensa che un’uomo coraggioso come d’altronde egli è stato, non debba nascondere il proprio volto, perché sono altri che debbono coprirselo per quei loro comportamenti indegni: egli è un eroe ed è giusto che come tutti gli eroi vengano presi a modello, in particolare dai bambini di questo paese che debbono sapere a chi dire grazie e chissà forse un giorno ispirarsi…   
Questo camuffarsi… da quasi l’impressione che si possa avere ancora oggi paura di quella organizzazione criminale – che non rappresenta certamente il suo caso – come peraltro quello del Pm Di Matteo, perché siamo tutti a conoscenza di come essi abbiano agito sempre a viso aperto nella lotta alla mafie, come d’altronde testimoniato dalle loro vite…
Certo qualcosa di grave è accaduto… nessuno noi avrebbe mai pensato che quest paese sarebbe giunto a scarcerare dei boss… non uno, non due, non tre… ma ad oggi sono ben 376 tutti trasferiti ai domiciliari, per ragioni di salute…
Non entro nel merito delle dimissioni richieste dai molti politici in particolare da quelli dell’opposizione, non m’interessa d’altra parte si sa… rappresentano inutili chiacchiere portate avanti in questo paese per far comprendere che essi sono presenti…
Diversamente… interessa che si prendano immediatamente provvedimenti, riportando nuovamente all’interno di quelle strutture penitenzierie tutti coloro che debbono ancora scontare la loro pena, con l’auspicio ovviamente di curarli nei migliori dei modi…
Sicuramente non si può pensare di continuare per come finora si è fatto, altrimenti il messaggio che passa è quello che ciascuno di può fare qualunque cosa contro questo Stato, perché d’altro canto sarà esso stesso col passar del tempo e attraverso i suoi uomini, a mitigare l’eventuale condanna ricevuta…
Già… basterà attendere anche un semplice virus influenzare per sperare di poter uscire da quel penitenziario ed festeggiare così la ritrovata libertà…

Non aver incaricato immediatamente a capo del "DAP" l'ex Pm Nino Di Matteo (ma essersi fermati soltanto ad una semplice proposta), è una vergogna!!!

Altro che legalità…
Ma veramente dobbiamo pensare che sono bastate delle semplici pressioni di quegli affiliati alle organizzazioni mafiose per frenare un ministro di Giustizia!!!

Ed allora viene spontaneo chiedersi, a quale accordo si è dovuti sottostare???
Già… quale nuovo “papello” è stato firmato questa volta, forse che se quei delinquenti si fossero comportati bene durante questi anni di governo, avrebbero usufruito di permessi o come di fatto accaduto, sarebbero potuti uscire appena possibile, anche taluni noti criminali detenuti con il 41-bis???
Certamente è una vergogna quanto accaduto, soprattutto pensando a quale imbarazzante circostanza sia stato coinvolto un emblema del nostro paese, un uomo che ha messo a rischio la propria vita per combattere la mafia e quindi una persona che avrebbe meritato ben altra considerazione… 
Ecco perché  il guardasigilli ha richiesto le dimissioni immediate del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede!!!
Io stesso l’altra sera mi trovavo dinnanzi alla Tv per seguire la trasmissione di Giletti, dove tra l’altro era stato invitato il Comandante “Ultimo” ed ecco che all’improvviso è giunta a telefonata dell’attuale consigliere del Csm, Dott. Di Matteo, che ha voluto precisare – con modi impareggiabili e con la massima educazione – di come il Ministro lo avesse contattato per offrirgli un incarico e cioè di scegliere se diventare direttore del Dipartimento degli affari penali oppure Capo del Dap…
L’allora Procuratore Di Matteo, pur avendo in quella telefonata richiesto al Ministro 48 ore per pensarci, dopo neppure un giorno, a richiesto un appuntamento, confermando al ministro di scegliere di fare il capo del Dap per ragioni inerenti con il proseguo delle attività d’indagine portate avanti negli anni contro le organizzazioni mafiose… 
A quel punto il ministro però confermava che quell’incarico sarebbe andato ad un altro collega, ma che avrebbe potuto diventare direttore del Dipartimento degli affari penali, incarico che il magistrato ha rifiutato… 
Certo ora la feroce polemica sta scatenando le ire anche di chi non vede l’ex Pm Nino Di Matteo di buon grado…
Ho appena letto un articolo su “ilriformista” che attacca il magistrato: “Di Matteo è il pm di Palermo che credette a Scarantino e mandò a puttane l’inchiesta sull’omicidio di Paolo Borsellino, quello che ha costruito il grande processo sulla trattativa Stato-mafia che poi è stata demolita in moltissimi altri processi. E’ quello che andò alla procura nazionale anti-mafia ma che dopo qualche mese fu mandato via dal procuratore poiché “parlava troppo” rilasciando troppe interviste”!!!
Ora per chi come il sottoscritto che in piena diretta ha potuto ascoltare quelle parole, con Giletti che provava in tutti i modi ad uscire da quel primo piano (chissà forse debbo credere per suggerire a qualche suo collaboratore di contattare immediatamente il ministro per un confronto in diretta Tv, circostanza quest’ultima che poi è realmente accaduta…) e difatti, appena riapparso sullo schermo, sollecitava gli altri suoi ospiti su quelle rivelazioni e sulla forte preoccupazione di quei boss (alla prospettiva che potesse diventare il Di Matteo a capo del Dap) e quindi continuava con l’intervento del ministro che presentava una ricostruzione molto “generica” e poco specifica che coinvolgeva il “popolo italiano“, ma che lasciava il sottoscritto ancora più frastornato, tanto da essersi convinto che qualcuno si si fosse lasciato “condizionare” dalle parole pronunciate in carcere da un qualche boss mafioso…
Già – debbo confidarvi – il dover vedere il Capitano “ultimo” celato da una protezione che gli occultava metà del viso…  mi irritava parecchio… d’altronde il sottoscritto pensa che un’uomo coraggioso come d’altronde egli è stato, non debba nascondere il proprio volto, perché sono altri che debbono coprirselo per quei loro comportamenti indegni: egli è un eroe ed è giusto che come tutti gli eroi vengano presi a modello, in particolare dai bambini di questo paese che debbono sapere a chi dire grazie e chissà forse un giorno ispirarsi…   
Questo camuffarsi… da quasi l’impressione che si possa avere ancora oggi paura di quella organizzazione criminale – che non rappresenta certamente il suo caso – come peraltro quello del Pm Di Matteo, perché siamo tutti a conoscenza di come essi abbiano agito sempre a viso aperto nella lotta alla mafie, come d’altronde testimoniato dalle loro vite…
Certo qualcosa di grave è accaduto… nessuno noi avrebbe mai pensato che quest paese sarebbe giunto a scarcerare dei boss… non uno, non due, non tre… ma ad oggi sono ben 376 tutti trasferiti ai domiciliari, per ragioni di salute…
Non entro nel merito delle dimissioni richieste dai molti politici in particolare da quelli dell’opposizione, non m’interessa d’altra parte si sa… rappresentano inutili chiacchiere portate avanti in questo paese per far comprendere che essi sono presenti…
Diversamente… interessa che si prendano immediatamente provvedimenti, riportando nuovamente all’interno di quelle strutture penitenzierie tutti coloro che debbono ancora scontare la loro pena, con l’auspicio ovviamente di curarli nei migliori dei modi…
Sicuramente non si può pensare di continuare per come finora si è fatto, altrimenti il messaggio che passa è quello che ciascuno di può fare qualunque cosa contro questo Stato, perché d’altro canto sarà esso stesso col passar del tempo e attraverso i suoi uomini, a mitigare l’eventuale condanna ricevuta…
Già… basterà attendere anche un semplice virus influenzare per sperare di poter uscire da quel penitenziario ed festeggiare così la ritrovata libertà…

La Sicilia colpita due volte dal virus "CosaVid-2020": "Cosa Nostra" & "Coronavirus"!!!

Qualcuno pensava forse di separare le due infezioni, riteneva erroneamente che l’una non influenzasse l’altra, già come se alla fine gli entrambi contagio fossero diversi… ed invece no, è solo peggiore… più forte!!!
Infatti quella maledetta infezione che da sempre attanaglia la nostra regione chiamata “mafia“, ha ora trovato in questo suo sodale collaboratore “Covid-19, nuove opportunità per espandersi, distruggere, ma soprattutto creare nuove e diverse penetrazioni… 
Certo questa pandemia ha colpito indirettamente anche quel morbo “siciliano“, d’altronde sono parecchie le imprese affiliate a quella associazione criminale che a causa dell’inattività dovuta al virus, non hanno potuto in questi mesi portare avanti quel loro business!!! 
Ma mentre quelle legali da ieri stanno opportunamente valutando se riaprire i battenti o restare chiusi, quelle “infette” stanno già… ripartendo alla grande, d’altronde a loro poco interessa se mettere in pratica o no quei protocolli previsti dal piano di emergenza sanitaria… 
Qualcuno di voi credeva che forse prima di pensare ad avviare quelle loro attività si erano premurati d’aggiornare quel loro “Dvr”, mettendo in pratica quanto richiesto dalla normativa, oppure pensavate realmente che essi abbiano integrato i loro piani operativo di sicurezza, gli stessi che prevedono tutta una serie di specifiche da attuarsi, tra cui ad esempio il semplice adempimento del controllo quotidiano della temperatura dei propri dipendenti, valori quest’ultimi che debbono essere giornalmente trascritti in un elaborato ufficiale…
Ma veramente siete così illusi dal credere che quei “prenditori“- come li chiamava il Procuratore Salvi – abbiano informato prima di ieri i loro lavoratori in merito ai rischi, non parlo solo attraverso una divulgazione verbale, ma anche con la semplice consegna di opuscoli o dispense dalle quali essi potessero comprendere a quali sono i rischi e i sintomi da “coronavirus” possono incorrere???
In questi due giorni sono stato ospite per motivi generici di ben 10 attività (per meglio dire… sedi di lavoro); beh… in nessuna di queste ho visto affisso un cartello con quanto previsto dalla normativa anti covid-19, ne all’ingresso e neanche nei servizi igienici e neppure in quelle zone ricreative adibite a ristoro, sì… nessuna istruzioni grafica per il lavaggio delle mani – così come richiesto – ma non solo, nessun controllo agli ingressi, ne per quanto concerne i propri dipendenti e neppure per gli estranei, quali professionisti, fornitori, appaltatori, etc… niente, neppure quella imposta dotazione della mascherina… 
Non parliamo poi di eventuali allontanamenti immediati dal posto di lavoro, d’altronde se nessuno controlla e soprattutto se nessuno manifesta quei sintomi perché mandarli via, senza pensare che ciascuno di quei soggetti possa essere di fatto un asintomatico positivo!!!
Inoltre, nessun “dispenser”, neppure eventuali distributori agli ingressi di igienizzante alcoolico con un cartello che indichi la necessità di disinfezione delle mani presso quella sede…
Non parliamo poi di guanti in lattice monouso, soprattutto per i lavoratori che debbano interagire con il pubblico;
Ed infine quanti di loro hanno prima d’iniziare la propria attività realizzato in quei propri locali quella disinfezione (prevista in alcuni casi giornalmente), rivolgendosi ad esempio anche a ditte specializzate (leggevo… con costi irrisori, intorno a 0,80 €/mq), oppure si è pensato di passare un panno di carta con un po’ di acqua oppure con quel furtivo “sgrassatore”, comprato la settimana prima dalla moglie per poterlo usarlo in cucina???
Non parliamo delle postazioni o di tutti quelle stanze adibite ad uffici, destinate ad accogliere possibili utenti esterni; finora si contano sulle punte (ad esclusione di taluni supermercati e uffici postali/bancari) quelle previste protezioni ad esempio in plexiglass: ingressi, banconi, uffici, nulla… come se il “coronavirus” non esistesse!!!
Già, se dovessi riprendere quanto direbbe oggi spontaneamente il Sig. Falsaperla (personaggio noto di quelle barzellette catanesi) rivolgendosi ad un suo caro amico: “Ma quannu mai, ma chi spacc… ci cunti a chiddi, nun sanu mancu scriviri ie ora sicunnu tia si mettunu a leggiri“!!!
D’altronde per comprendere a pieno quelle imprese da “famigghia“, ben diversificate dalla maggior parte di esse, bisogna riconsiderare come quelle rappresentino qualcosa di totalmente diverso, già… perché esse sono capaci di imporre le loro scelte, far valere quella loro disobbedienza con chiunque: non per nulla starò qui in disparte a contare tutte quelle (smisurate…) sanzioni che a causa dei futuri controlli – compiuti nel corso delle visite ispettive – potrebbero di fatto subire quelle “barbare” società!!! 
Certo, ora pian piano tutto riprenderà come prima, sì… per come è sempre stato e vedrete che quell’organizzazione continuerà nuovamente con le modalità, legali ed illegali che ben conosciamo… e non starò qui ad elencarle nuovamente, d’altronde ciascuno di voi ( che fa finta di non saperle… ) le conosce molto meglio del sottoscritto, perché forse ahimè le subisce…
Come dicevo… questo virus parassitario sta riprendendo ed oggi è più forte di prima, perché mentre la maggior parte dei miei concittadini ha perso finanziariamente quanto possedeva, di contro quell’organizzazione è riuscita grazie alle disponibilità finanziare a rilanciarsi e acquistare ciò che prima non era in vendita…
A breve un nuovo riciclaggio di denaro porterà ad irrorare quei settori che erano ancora “legali” e che ora, attraverso quei fondi (di provenienza illecita), potranno essere acquistati e finalmente gestiti illegalmente, in particolare tutte quelle attività commerciali che incassano ogni giorno denaro in contante come bar, ristoranti e alberghi!!!
Se esisteva una fetta di mercato ancora libera… che contrastava e provava a resistere ad una iniqua concorrenza, beh… ora questa possibilità a causa del virus è venuta meno ed è logico pensare come quegli esigui individui “liberi” debbano – non potendo usufruire di entrate alternative per come accade viceversa con quei “prenditori” organici alle famiglie criminali – ciò che purtroppo resta, è osservare come questa nostra terra si vada ogni giorno di più infettandosi, costringendo purtroppo molti di noi, a subire questa insopportabile “doppia infezione“!!!