
Sì… credo – senza volermi prendere meriti – che per la maggior parte delle persone che hanno avuto modo di conoscermi, io sia stato per loro una luce, certamente positiva, di crescita individuale e morale, ma non solo, di ricerca dei valori d’umanità e di correttezza. Certo, in molti avrebbero voluto avere (con me…) un finale diverso, ma ho sempre pensato che la vita non va mai inseguita, ma accettata per come viene, senza recriminazioni o pentimenti.
Ecco perché la mia vita scorre accanto a quelle di John Edwin, Tom, Lea, Saadphatan, Natalya, Syed, tutte persone che come dici tu, magari non incontreremo mai dal vivo, eppure eccole lì, presenti ogni giorno nei commenti, nelle letture incrociate, in quel “seguo i loro articoli quando il lavoro me lo permette” che è una delle frasi più autentiche che si possano scrivere.
Perché significa che la scrittura non è un lusso del tempo libero, ma una necessità che si ritaglia spazi persino nella stanchezza, e chi scrive, ad esempio come me, lo fa per passione, mai per ricevere un solo euro, sì… grazie a follower e/o pubblicità.
Difatti, leggendo il tuo commento posso confermare che hai pienamente ragione: non stiamo solo scrivendo, stiamo costruendo qualcosa che assomiglia a una piazza, ma senza muri, senza orari, senza l’obbligo di indossare una maschera. E “Medium” in questo è solo il palco, il vero spettacolo è altrove: è nella costanza di chi torna, nella gentilezza di chi risponde, nella curiosità di chi legge qualcuno che vive dall’altra parte del mondo e scopre che il mondo, in fondo, non è poi così largo.
Quindi grazie a te, Giuseppe. Non solo per la menzione, che pure mi ha fatto un piacere enorme, ma per aver ricordato a tutti noi che il valore più grande, alla fine, non è quanto si scrive, ma quante connessioni si riescono ad accendere. E tu, senza fare rumore, ne hai accese tante.
Ecco perché stasera ho scritto questo post che troverai pubblicato nel mio blog domattina: perché volevo dirtelo sin da ora, mentre l’emozione è ancora fresca: È bello potermi definire anch’io un tuo lettore, ed è ancor più bello poterti chiamare amico…
Thank You
Oggi non parlerò di finanza o opportunità di investimento.
Oggi voglio solo ringraziare i miei lettori.
A coloro che, dopo aver letto i miei articoli, si fermano a scambiare idee, commentare e partecipare alla discussione. Sono felice, perché non mi aspettavo tanta interazione con gli altri. Non sono una persona molto socievole, ma sta succedendo qualcosa di bello.
La cosa più bella è che stanno nascendo delle vere amicizie.
Con persone vicine, come Nicola Costanzo, che scrive delle diverse problematiche che affliggono il nostro Paese, l’Italia, e in particolare la nostra regione, la Sicilia. Una voce chiara, autentica e soprattutto che si distingue dalla massa. Nutro profondo rispetto per il coraggio che dimostra nel rappresentare tutto ciò, sempre con eleganza e spirito critico costruttivo.
Ma è ancora più bello stringere amicizie e scambiare idee con persone di altri paesi: John Edwin, Tom, Lea, Saadphatan, Natalya, Syed e molti altri, non meno importanti. Non li elenco tutti per evitare che questo articolo diventi un lungo elenco.
Li seguo ogni volta che il lavoro me lo permette, leggo i loro articoli e condivido con loro i miei pensieri. E questo è il valore più grande di tutti.
Un enorme grazie a tutti voi.
E grazie anche a Medium, che mi dà l’opportunità di esprimermi in modo spontaneo e di conoscere tante persone con le loro idee e i loro articoli.
Perché in fin dei conti non stiamo solo scrivendo.
Si tratta di creare connessioni.
Grazie.
Giuseppe
Il post è stato scritto su Medium (https://medium.com/@cppt1981)