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La gestione degli Amministratori nelle aziende sequestrate o confiscate da parte dello Stato…

Credo, che il presupposto fondamentale nello svolgimento e nella attività da parte dell’Amministratore giudiziario sia, il rispetto assoluto della legalità… 

Penso infatti che l’Amministratore è colui che nell’interesse dello Stato deve condurre un processo più o meno lungo, a seconda dei casi, basato sulla ripresa e/o nel sanare la gestione a Lui consegnata…
Ovviamente il compito da svolgere non è semplice ( soprattutto poiché non si è mai operato in quei settori), ma almeno di buono c’è che si è ben remunerati…

Qualcuno obietta che nell’occuparsi esclusivamente a tempo pieno all’incarico affidato, rinuncia ad una parallela carriera da libero professionista, ben più gratificante…, ma la “ verità nascosta” è,  che sono in molti ( per non voler dire quasi tutti ), coloro che esercitano entrambe le funzioni, mascherando la propria presenza, attraverso l’intestazione di propri Studi, denominati “ Società di servizi di consulenza ”, a parenti e/o colleghi prestanomi e/o a soci… 

Non ci si rende conto è qui una grave colpa è proprio data da quei soggetti abilitati a tale compito, in primiss da parte di quei Giudici e dei loro Custodi giudiziari, che nel confermare gli incarichi agli Amministratori giudiziari, dovrebbero prima valutarne non solo le reali capacità organizzative, tecniche ed anche pratiche nello svolgere tale compito ma  anche il tempo messo loro a disposizione…

Il compito non è solo e soltanto quello di sanare tutte quelle situazioni presenti nell’azienda, nel momento in cui egli ed il suo staff,  si immettono nella gestione della azienda sequestrata…

Fondamentale è cominciare ad inquadrare i soggetti all’interno della società, rivalutare e/o modificare gli inquadramenti dei dipendenti capaci, coloro che per primi si assumono in prima persona le responsabilità aziendali, allontanare quei soggetti non più necessari per la organizzazione, ristabilisce i contatti  commerciali, con clienti, fornitori, banche, imprese, ecc…, che per gli ovvi motivi, si sono allontanate…

Deve inoltre provvedere ad operare tutta una serie di tagli, riducendo gli sprechi e adoperandosi per rivalutare nuovamente la gestione e l’attività imprenditoriale… ed in questo farsi aiutare anche da coloro che operano all’interno dell’azienda e che hanno dimostrato di essere capaci…

Ovviamente l’adozione di queste misure cautelari, provocherà all’interno della società un momento di caos, a cominciare dai dipendenti che, ovviamente saranno allarmati temendo per il prosieguo del rapporto di lavoro, ai clienti che cercheranno di dirottare altrove le proprie commesse, ai fornitori che reclameranno immediatamente il saldo dei crediti, ed ancora le banche che chiederanno la revoca degli affidamenti sollecitando l’immediato rientro, ed infine anche i mass media che attraverso il loro clamore, susciteranno nei tanti, la convinzione che l’azienda sta per chiudere definitivamente…

Ecco è in questo che l’amministratore deve dimostrare la propria abilità, il confrontarsi con gli esistenti organi sociali, con il collegio sindacale, il consiglio di amministrazione o l’amministratore unico, rivedere i bilanci, verificare gli attivi ed i passivi, riprogrammare i pagamenti ad Enti pubblici e fornitori, rielaborare anche per vie legali il rientro degli incassi, riprogrammare i lavori in corso, quelli sospesi, aggiudicati o in fase di definizione di contratto.

Perché egli deve comprendere, che se da un lato gli è richiesto un provvedimenti che implica una attività conservativa, di custode giudiziario in senso stretto, limitandosi quindi ad una “ statica attività ” volta alla tutela della loro integrità e altrettanto necessario che egli si attivi, nella gestione e nella proseguo delle attività amministrative e commerciali… 
Infatti è dichiarato che il compito fondamentale del Custode/Amministratore dei beni oggetto di sequestro giudiziario è, in linea generale, quello di conservare ed amministrare, quale organo ausiliario di giustizia  i beni affidatigli sostituendosi al loro titolare al fine di preservarli, ma ove possibile incrementarne il valore economico

Quindi nel prendere possesso dell’azienda, non dovrà pensare di sedersi nella nuova poltrona direzionale, ma dovrà iniziare a operare e ragionare per nome e per conto dell’azienda a Lui affidata…
Cominciare a conoscere e valutare direttamente il personale; quasi sempre i lavoratori dipendenti dell’azienda sequestrata si trovano spesso in una situazione in cui i pagamenti degli stipendi sono stati ritardati, ma una volta ripristinata la regolare contribuzione, occorrerà cominciare ad emanare ordini di servizio, in virtù dei quali specificare ad ognuno i compiti e le responsabilità… e se necessario prendendo anche provvedimenti disciplinari, far capire da subito, chi comanda all’interno dell’azienda!!! 

Dopodiché bisogna intrattenere rapporti con i fornitori, controllare la presenza di assegni post-datati, a cui si è fatto ricorso, occorre poi effettuare la ricognizione dei beni aziendali, delle rimanenze di materie prime e delle attrezzature, della loro necessaria manutenzione, tutto ciò attraverso un inventario!!!

Importante è la contestuale verifica dei contenziosi: civili, amministrativi e tributari pendenti, per evitare di incorrere in preclusioni e/o decadenze di termini, ottemperare alla revisione contabile delle scritture, con particolare riferimento ai crediti, ai debiti ed alle disponibilità finanziarie. 
Fondamentale è anche controllare le dichiarazioni obbligatorie ai fini fiscali e previdenziali e comunicare all’Agenzia delle entrate ed agli Istituti di credito e Previdenziali l’adozione della misura cautelare.
La possibilità di accedere al credito è fondamentale per il proseguo dell’attività imprenditoriale, per cui occorre riavviare i contatti con le società bancarie ed eventualmente aprire nuovi rapporti bancari per meglio rendere conto delle attività di gestione. 

Per quanto poi riguarda l’attività produttiva, bisogna verificare la possibilità di proseguire l’attività aziendale secondo virtuosi percorsi di economicità, utilizzare anche la propria persona, per aprire nuovi rapporti lavorativi…, verificare e migliorare il ciclo produttivo, istituendo,  un registro delle operazioni, ed ancora rassicurare con la ripresa, l’ambiente circostante, inserendosi all’interno di Associazioni ed Enti per sviluppo e l’imprenditoria…

Capisco che purtroppo, egli si trovi legato ed imbavagliato dal suo stesso incarico, infatti diventa fondamentale capire in concreto, la differenziazione tra lo svolgimento tra l’ordinaria e la straordinaria amministrazione: la possibilità infatti che l’Amministratore Giudiziario possa compiere “ atti di disposizione ” dei beni affidatigli, non solo allorquando ciò sia necessario, ma anche nell’ipotesi in cui ciò si rilevi opportuno, al fine di salvaguardare il valore economico in funzione del quale ne è stato disposto il sequestro. 

La concreta delimitazione dei compiti del Custode/Amministratore ed i criteri alla cui stregua essi devono essere svolti, spetta, in ogni caso, al Giudice della cautela, il quale è tenuto a stabilire i criteri ed i limiti dell’amministrazione delle cose sequestrate, con lo stesso provvedimento a valere del quale è disposta la misura cautelare reale a valenza patrimoniale, ovvero con successivi provvedimenti, allorquando si ravvisi l’esigenza che i criteri ed i limiti della custodia debbano essere integrati o modificati per adeguarli alla fattispecie concreta.

Sarà, pertanto, il giudice “delegato” alla misura cautelare reale, a stabilire quali atti il custode dei beni oggetto di sequestro giudiziario può compiere da solo e quali atti, invece, possano essere effettuati subordinatamente all’acquisizione della specifica autorizzazione. 

E’ soltanto in mancanza di direttive del giudice, che il Custode/Amministratore sarà legittimato a compiere gli atti di ordinaria amministrazione del bene sequestrato ovvero quegli atti, anche di straordinaria amministrazione e di disposizione che per loro natura si rivelino indilazionabili, mentre per gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione avrà bisogno della previa autorizzazione del giudice della custodia. 

Per stabilire, poi, se una determinata attività sia da qualificarsi in “ordinaria amministrazione” oppure in “eccedente l’ordinaria amministrazione”, dovrà aversi riguardo non solo all’intensità degli effetti economico-giuridici di essa, ma anche alla natura del bene sequestrato…

Si evince che da questo punto di vista, la legge è carente… ma soprattutto la carenza fondamentale dell’Amministratore di una società e quella di non essere Egli,  fondamentalmente un’Imprenditore, cioè quella caratteristica essenziale di sapersi esporre al rischio d’impresa ovvero a quel rischio derivante da proprie scelte autonome nell’attività intrapresa; inoltre egli non possiede nel proprio Dna, il potere di organizzare i fattori produttivi che concorrono all’impresa operando le scelte relative alla conduzione dell’impresa stessa: cosa e quando intervenire, produrre (o scambiare), come, dove, quando e con quali mezzi: infatti questo rappresenta purtroppo il reale motivo doloroso perché un’azienda sottoposta ad amministrazione giudiziaria, quasi sempre, finisce in liquidazione oppure in fallimento!!! 

Ma quali beni confiscati…

Si lo Stato finalmente riesce a combattere le attività criminali… confisca i loro beni e li restituisce all’utilizzo dei cittadini…
Quante belle parole, ma le cose stanno veramente così???
Innanzitutto bisogna procedere per gradi e cioè:

Coloro che avviano una attività imprenditoriale, sia che possa essere di natura lecita o mafiosa… questa per operare ha bisogno di operare attraverso il credito bancario, ovviamente maggiore è il giro d’affari, maggiore risulta in crescita  l’investimento da effettuare e quindi la necessità di ottenere prestiti…
A questo punto interviene la Banca che naturalmente previe tutte le necessarie garanzie ed assicurazioni sia personali che societarie, interviene nel rilasciare il credito richiesto.
Ora vi starete chiedendo ma cosa centra tutto ciò, con la confisca dei beni…??? 
E’ ovvio…se i beni sono stati dati in garanzia alle Banche, queste hanno prelazione… in quanto sia perchè “privilegiate”, ma soprattutto quali detentori delle ipoteche e quindi sono loro i reali proprietari… infatti a dimostrazione di quanto sopra soltanto il 35% dei beni confiscati non sono da parte dello Stato utilizzati, perchè sono sotto ipotecati dalle Banche…
Ahhhh….che ridere…infatti i mutui o i prestiti concessi sono leggittimi, ed è con il consenso dello Stato che questi vengono concessi ( le informazioni per i provcedimenti sono controllati dai ns. organi di vigilanza…) i quali solo e soltanto dopo il benestare placido concedono quanto richiesto…( ai mafiosi e/o ai loro prestanomi…) e quindi ora come si fà a toglierli alle Banche???
Inoltre oggi le Banche, perdendo di fiducia a seguito di tutti i provvedimenti di sequestro e confisca che lo Stato sta adottando…comincia a limitare la concessione al prestito, riducendo così l’apporto finanziario richiesto alle nuove società ( in particolare se queste trovasi nel territorio dell’Italia insulare…), impedendo così l’eventuale rinascita di attività e di sviluppo, tanto necessarie in queste Regioni…
Infine, risulta ovvio che si portano a fallire sia le società confiscate, sia quelle che stanno operando nel mercato ed anche quelle che appena costituite, non riescono in mancanza di credito bancario, a prendere quota…
Le imprese infatti tolte ai clan mafiosi…non hanno futuro…è sono destinate a chiudere, piccole o grandi che siano… ed ancora tutti coloro che gravitavano intorno a tali società, vedasi fornitori, clienti, operatori economici, consulenti, ecc… dopo tali sequestri si ritrovano a non poter più collaborare e quindi a svolgere il proprio lavoro con esse, nessun proseguio d’affari, anzi d’ora in poi, questo rapporto verrà indagato, controllato, intercettato, verificato ed ispezionato anche in maniera personale per poterne garantire l’assoluta estraneità da eventuali partecipazioni e  coinvolgimenti sia societari che personali.
Alla fine sembrerà un paradosso…ma lo Stato oggi toglie anche quel po’ di lavoro che restava… quindi niente credito e niente lavoro… qualcuno esagera dicendo che sembrerà scandaloso che lo Stato oggi produce disoccupazione… ma purtroppo questa è la realta!!!
La Sicilia infatti oggi con con il 42,9% è tra le dieci regioni europee con il più alto tasso di disoccupazione giovanile. Lo dice Eurostat, l’ufficio europeo di statistica, in un rapporto sulla situazione occupazionale nelle regioni dell’Ue-25.
Anche se a livello nazionale è di nuovo la Sicilia ad avere il maggior numero di disoccupati (17,2%), mentre spetta alla provincia autonoma di Bolzano il primo posto per la più bassa percentuale di senza lavoro (2,7%). Dopo un drammatico crollo degli investimenti in questo triennio gli investimenti sono cresciuti, infatti diverse importanti aziende italiane e straniere, attirate dagli incentivi fiscali e contributivi e dalla disponibilità di manodopera qualificata a costi contenuti e soprattutto grazie agli sgravi concessi sulle nuove assunzioni vedasi lg. 407/90, queste hanno negli ultimi anni effettuato ingenti investimenti nelle provincie Siciliane… ma questi sono semplici palliativi…per procurare qualche voto di scambio a qualche onorevole di turno, ma soprattutto servono alle Imprese del Nord Italia del caro ” amico ” Bossi… di ottenere finanziamenti Europei e Nazionali ma soprattutto utili economici che nella cosiddetta Padania non avrebbero…

Infatti grazie agli incentivi di cui sopra per esempio…il televisiore ( quasi sempre di un modello ormai per prestazioni superato) ha utili superiori del 40% sulla stessa vendita fatta in Nord Italia dalla stesso Centro Commerciale, questo grazie alle defiscalizzazioni, agli incentivi, al costo della manodopera gravato di contribuzione inferiore rispetto a quello Nazionale… e poi comunque dobbiamo sempre ringraziare del sostegno che ci danno…
Provate a creare una società che per qualità, tecnica, prestazione, sicurezza…ecc.. sia capace di poter lottare con quelle appartenenti alla cosiddetta casta… provateci soltanto che verrete in maniera precisa e chirurgica eliminati; o si sta sotto di ” Loro ” e quindi sotto il loro potere occulto, questo ovviamente ben oleato dalle forze politiche, dalla magistratura, da pubblici fficiali e via discorrendo e quindi  potrete raccogliere l’eventuali briciole che verranno lasciate… oppure non ci sarà mai sviluppo per le vostre società…
Ci troviamo di fronte ad un bivio… scegliete voi quale strada voler contuinare a percorrere!

Ma quali beni confiscati…

Si lo Stato finalmente riesce a combattere le attività criminali… confisca i loro beni e li restituisce all’utilizzo dei cittadini…
Quante belle parole, ma le cose stanno veramente così???
Innanzitutto bisogna procedere per gradi e cioè:

Coloro che avviano una attività imprenditoriale, sia che possa essere di natura lecita o mafiosa… questa per operare ha bisogno di operare attraverso il credito bancario, ovviamente maggiore è il giro d’affari, maggiore risulta in crescita  l’investimento da effettuare e quindi la necessità di ottenere prestiti…
A questo punto interviene la Banca che naturalmente previe tutte le necessarie garanzie ed assicurazioni sia personali che societarie, interviene nel rilasciare il credito richiesto.
Ora vi starete chiedendo ma cosa centra tutto ciò, con la confisca dei beni…??? 
E’ ovvio…se i beni sono stati dati in garanzia alle Banche, queste hanno prelazione… in quanto sia perchè "privilegiate", ma soprattutto quali detentori delle ipoteche e quindi sono loro i reali proprietari… infatti a dimostrazione di quanto sopra soltanto il 35% dei beni confiscati non sono da parte dello Stato utilizzati, perchè sono sotto ipotecati dalle Banche…
Ahhhh….che ridere…infatti i mutui o i prestiti concessi sono leggittimi, ed è con il consenso dello Stato che questi vengono concessi ( le informazioni per i provcedimenti sono controllati dai ns. organi di vigilanza…) i quali solo e soltanto dopo il benestare placido concedono quanto richiesto…( ai mafiosi e/o ai loro prestanomi…) e quindi ora come si fà a toglierli alle Banche???
Inoltre oggi le Banche, perdendo di fiducia a seguito di tutti i provvedimenti di sequestro e confisca che lo Stato sta adottando…comincia a limitare la concessione al prestito, riducendo così l’apporto finanziario richiesto alle nuove società ( in particolare se queste trovasi nel territorio dell’Italia insulare…), impedendo così l’eventuale rinascita di attività e di sviluppo, tanto necessarie in queste Regioni…
Infine, risulta ovvio che si portano a fallire sia le società confiscate, sia quelle che stanno operando nel mercato ed anche quelle che appena costituite, non riescono in mancanza di credito bancario, a prendere quota…
Le imprese infatti tolte ai clan mafiosi…non hanno futuro…è sono destinate a chiudere, piccole o grandi che siano… ed ancora tutti coloro che gravitavano intorno a tali società, vedasi fornitori, clienti, operatori economici, consulenti, ecc… dopo tali sequestri si ritrovano a non poter più collaborare e quindi a svolgere il proprio lavoro con esse, nessun proseguio d’affari, anzi d’ora in poi, questo rapporto verrà indagato, controllato, intercettato, verificato ed ispezionato anche in maniera personale per poterne garantire l’assoluta estraneità da eventuali partecipazioni e  coinvolgimenti sia societari che personali.
Alla fine sembrerà un paradosso…ma lo Stato oggi toglie anche quel po’ di lavoro che restava… quindi niente credito e niente lavoro… qualcuno esagera dicendo che sembrerà scandaloso che lo Stato oggi produce disoccupazione… ma purtroppo questa è la realta!!!
La Sicilia infatti oggi con con il 42,9% è tra le dieci regioni europee con il più alto tasso di disoccupazione giovanile. Lo dice Eurostat, l’ufficio europeo di statistica, in un rapporto sulla situazione occupazionale nelle regioni dell’Ue-25.
Anche se a livello nazionale è di nuovo la Sicilia ad avere il maggior numero di disoccupati (17,2%), mentre spetta alla provincia autonoma di Bolzano il primo posto per la più bassa percentuale di senza lavoro (2,7%). Dopo un drammatico crollo degli investimenti in questo triennio gli investimenti sono cresciuti, infatti diverse importanti aziende italiane e straniere, attirate dagli incentivi fiscali e contributivi e dalla disponibilità di manodopera qualificata a costi contenuti e soprattutto grazie agli sgravi concessi sulle nuove assunzioni vedasi lg. 407/90, queste hanno negli ultimi anni effettuato ingenti investimenti nelle provincie Siciliane… ma questi sono semplici palliativi…per procurare qualche voto di scambio a qualche onorevole di turno, ma soprattutto servono alle Imprese del Nord Italia del caro “ amico ” Bossi… di ottenere finanziamenti Europei e Nazionali ma soprattutto utili economici che nella cosiddetta Padania non avrebbero…

Infatti grazie agli incentivi di cui sopra per esempio…il televisiore ( quasi sempre di un modello ormai per prestazioni superato) ha utili superiori del 40% sulla stessa vendita fatta in Nord Italia dalla stesso Centro Commerciale, questo grazie alle defiscalizzazioni, agli incentivi, al costo della manodopera gravato di contribuzione inferiore rispetto a quello Nazionale… e poi comunque dobbiamo sempre ringraziare del sostegno che ci danno…
Provate a creare una società che per qualità, tecnica, prestazione, sicurezza…ecc.. sia capace di poter lottare con quelle appartenenti alla cosiddetta casta… provateci soltanto che verrete in maniera precisa e chirurgica eliminati; o si sta sotto di " Loro “ e quindi sotto il loro potere occulto, questo ovviamente ben oleato dalle forze politiche, dalla magistratura, da pubblici fficiali e via discorrendo e quindi  potrete raccogliere l’eventuali briciole che verranno lasciate… oppure non ci sarà mai sviluppo per le vostre società…
Ci troviamo di fronte ad un bivio… scegliete voi quale strada voler contuinare a percorrere!