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Fini e Berlusconi

La richiesta di dimissioni fatta da Berlusconi e da Bossi è rimasta inevasa!!!
Resterò presidente della Camera per tutta la legislatura,  per quanto tempo questo nessuno lo sa. Io spero per altri tre anni. Andare a votare adesso sarebbe da irresponsabili…, ma in caso di crisi di governo la parola passa al Capo dello Stato ».
Fini, fa pure una previsione sulle prossime mosse di Berlusconi e Bossi: « non saliranno al Colle per chiedere le mie dimissioni, perché altrimenti dimostrerebbero di essere analfabeti di diritto costituzionale, ( aggiungo io che non soltanto in questo sono analfabeti…), prevedo invece che Berlusconi e Bossi parleranno con Napolitano della situazione politica. E questo mi sembra naturale e doveroso ». inoltre ” non mi dimetto, a meno che non mi si dimostri di essere venuto meno ai miei doveri. I poteri nella nostra Costituzione sono ben definiti e ben separati tra loro. La Camera non è una dependance di Palazzo Chigi ».
Alla domanda se si sente ancora esponente della maggioranza, ha risposto: « ho parlato chiaramente a Mirabello. Credo che la maggioranza possa fare di più. Credo che il Pdl, che non esiste più, debba recuperare lo spirito originario. Ma io mi sento sempre all’interno del centrodestra ». Come vede il futuro del FLI??? « FLI sosterrà i punti presentati da Berlusconi, ma ovviamente chiederà di contribuire a scrivere quei punti in modo che non si determinino dei danni per la collettività »!!!  Di tornare indietro non se ne parla…non si torna in quello che non c’è più, si va avanti e si fa altro ».
E se si arrivasse ad una crisi di governo?  « La Costituzione la conoscono tutti. In quel caso la parola passa al Capo dello Stato. Ma Futuro e Libertà vuole che la legislatura vada avanti, per rispettare il programma ».
E nel caso di elezioni anticipate? « Chi attualmente governa si deve rendere conto che non deve cercare il consenso, ma deve governare, perché una campagna elettorale non è quello che serve all’Italia. Detto questo, se qualcuno è così irresponsabile da volere le elezioni, Fli non si tira indietro: Noi siamo prontissimi».
Una domanda che rivolgerebbe al presidente del Consiglio? « Si, vorrei sapere se crede davvero di poter guidare un grande partito liberale e  democratico, espellendo in due ore il cofondatore con accuse risibili? Sono certo, sottolinea Fini che tanto non risponderà».

Ed infine, della famosa storia uscita nel “ Giornale ”, in riferimento alla famosa Casa di Montecarlo cosa ci dice??? A proposito della vicenda dell’abitazione di Montecarlo, Fini assicura: « Io non ho nulla da temere e nulla da nascondere. Quando tutto sarà chiarito ci sarà da ridere. Poiché è stata aperta dalla procura di Roma un indagine della procura contro ignoti su esposto di due esponenti politici attendo serenamente che la magistratura accerti quel che accaduto. Dopo di che chi per più di un mese ha insinuato e calunniato ne risponderà in tribunale ». Questa è stata una « lapidazione mediatica » uscita a proposito, al momento opportuno, quasi fosse uno scheletro ben conservato nell’armadio… Il sottoscritto non è mai stato  lì… e chiedo a chi dice il contrario di dimostrarlo!!! Fini ovviamente afferma che ho detto e scrittoquello che sapevo, altro non ho da aggiungere».
Certo vedere oggi questo amore tanto idilliaco troncare in questa maniera fa un po’ pensare…
Certamente gli interessi politici e personali, le lotte e le guerre fratricide che si sono scatenate, impoveriscono anche coloro che le scatenano e soprattutto fanno vedere con quanta pochezza viene rappresentata la nostra classe politica.
Sarebbe bello vederli tutti a casa…senza un euro… costretti anch’essi ad andare come tutti a lavorare, a vivere con lo stesso stipendio cui viene concesso ai precari o a quei poveri operai nelle nostre fabbriche!!!
Una vergogna venire rappresentati da questi politici…da gente capace solo e soltanto di pensare ai propri interessi ed a dimenticare il ruolo per il quale sono stati eletti…
Speriamo che in Italia qualcosa di nuovo possa avvenire presto, che tutto questo vecchiume, putrido e inutile, possa finalmente finire depositato all’interno di una qualsivoglia discarica di rifiuti solidi, preferibilmente a carattere non differenziato!!!

Catania Connection

Il lavoro mi ha portato sempre in giro, ed una condizione che però mi ha sempre seguito, ovunque io mi trovassi, appena saputa la mia provenienza, la Sicilia, quella di essere etichettato come mafioso è stata sempre una prerogativa.  
Ora, l’orgoglio di essere Siciliano, deriva non da convinzioni personali quasi uno fossi tifoso della propria terra o regionalista a tal punto da chiederne la seccessione in maniera definitiva, ma da quella conoscenza propria che questo terra e il suo popolo da sempre possiede!
In particolare mi riferisco alla propria cultura; quando ancora nella penisola italica si viveva allo stato prevalentemente nomade, caratterizzato da un’economia di caccia, di raccolta e di pesca, la Sicilia, al pari già della Magna Grecia, era centro di cultura. Basti ricordare Archimede, Empedocle, Epicarmo, Sofrone, Stesicoro, ed ancora, era già al massimo dello splendore artistico, specialmente nell’architettura, ove sorgevano i primi templi a Siracusa, Agrigento ed inoltre grande importanza aveva l’arte industriale e ove circolavano già le monete delle città. In successione a questi ci furono i Romani, Barbari, Bizantini, Musulmani, Normanni, Angioini, Aragonesi, Borboni, ed infine Garibaldi con la Sua annessione all’ITALIA…
Forse rivedendo la Storia, era meglio che Garibaldi fosse rimasto a casa propria e noi certamente avremmo potuto anche essere oggi uno Stato Automo…tipo Malta, Cipro, ecc…
Quando nasceva la prima università nella città di Palermo nel 1778, nel resto d’Italia a parte Firenze… erano in pochi a saper scrivere…, infatti ancor oggi coloro che fanno cultura sono in gra parte meridionali… il non poter trovare lavoro a 18 anni, a differenza dei propri coeatnei, delle grandi città del Nord-Est, con i loro ” Poli Industriali “, ha portato iin questi anni i giovani a continuare dopo il diploma, con l’univeristà, per ottenere quella laurea che in molti casi li condotti verso l’insegnamento… ed oggi il Sig. Bossi, dopo i sacrifici ed i disagi cui molti hanno dovuto compiere trasferendosi verso il Nord, trovandosi un figlio continuamente bocciato, dà le colpe ai quei poveri e onesti insegnati “meridionali”; la cosa tragica che tra un pò c’è lo ritroveremo anche in Politica, tanto ormai questa è la consuetudine!!!
Ho appena letto un articolo in cui si parla della Sicilia e quindi della Mafia. 
Il mio pensiero su questo tema molto delicato è quello innanzitutto di voler separare:
– quanto è da intendersi con deliquenza mafiosa e quindi attraverso il compimento di  gesti, intimidazioni,  parole,  controllo della droga, la prostituzione, il cosiddetto “pizzo” ai negozianti, i furti, gli omocidi, il controllo degli appalti, le società lavanderie create ad hoc per ripulire tutti questi soldi, lo sfruttamento della delinquenza minorile, e quindi con quanto rientra purtroppo nella quotidianità… con quanto invece è costituito dall’apparato Statale Mafioso, creato a vari livelli, dove ognuno occupa una posizione privilegiata: quì abbiamo innanzitutto un’organizzazione ben ramificata, dove vengono infiltrati propri uomini di controllo, da quelli politici, alla magistratura, alle associazioni di categoria, nei Pubblici Uffici, Ministeri, nelle forze dell’ordine, nei servizi segreti, nelle televisioni, nei giornali.  
Voler pensare oggi che le due cose sono convergenti è una pura follia… 
La mafia nasce ed è diretta da sempre allo sviluppo ed al perfezionamento della prepotenza diretta ad ogni scopo di male. Questa forma criminosa, esercita sopra tutte le varietà di reati una grande influenza distinguendola dalle altre criminalità; nel  dopoguerra, si insisteva nel concetto che la mafia «più che una associazione tenebrosa costituisce un diffuso potere occulto». Infatti una delle cause dell’attuale recrudescenza della mafia risiede proprio, nella scarsa attenzione dello Stato nei confronti di questa. E’ proprio nella capacità della mafia di mutare in maniera celere e in base all’esigenza dei tempi, che costituisce oggi la forza primaria insieme a questo sua scomparire e mimetizzarsi nella società e grazie soprattutto ai fiancheggiatori ed all’elevato numero di manodopera a basso costo sempre nuova e sempre disponibile.Il sistema bancario ha costituito un canale privilegiato per il riciclaggio del denaro ed anche interi paesi hanno partecipato nelle operazioni di cambio di valuta estera.
Anche l’afflusso in Sicilia di ingenti quantitativi di danaro da parte della Comunità Europea, ha costituito e costituisce motivo d’interesse per gli ingenti capitali cui si può attingere nella realizzazione degli appalti comunitari.
Ho letto in questi giorni un commento che mi ha colpito scritto da un nipote di siciliani che vive nel Nord:   ” conosco il senso di appartenenza e l’orgoglio tipico dei miei conterranei isolani, ma dire che la mafia è niente al confronto della burocrazia, mi sembra davvero uno sproloquio anche perchè la “burocrazia” viene dai politici che anche i siciliani hanno votato e contribuito a far eleggere; fare luce sui malgoverni e sulle mafie è bene soprattutto per voi che vivete su quel territorio! E anche per noi che ci sentiamo “italiani” senza distinzione tra nord e sud.

State attenti a chi usa questo vostro legittimo disagio e lo dirotta a proprio favore e a favore della mafia.
Speriamo che presto un cambiamento avvenga a cambiare questo stato di cose.

Che lo Stato a differenza di quanto finora fatto, diventi  presenza costante sul territorio, adottando quegli interventi, tali da poter estirpare in maniera definitiva, quanti ancora e sono pochissimi rispetto alla stramaggioranza del paese, vivono sotto la protezione finanziaria di essa, per fare di questa Sicilia un paese Merviglioso e soprattutto Libero!!! 

Catania Connection

Il lavoro mi ha portato sempre in giro, ed una condizione che però mi ha sempre seguito, ovunque io mi trovassi, appena saputa la mia provenienza, la Sicilia, quella di essere etichettato come mafioso è stata sempre una prerogativa.  
Ora, l’orgoglio di essere Siciliano, deriva non da convinzioni personali quasi uno fossi tifoso della propria terra o regionalista a tal punto da chiederne la seccessione in maniera definitiva, ma da quella conoscenza propria che questo terra e il suo popolo da sempre possiede!
In particolare mi riferisco alla propria cultura; quando ancora nella penisola italica si viveva allo stato prevalentemente nomade, caratterizzato da un’economia di caccia, di raccolta e di pesca, la Sicilia, al pari già della Magna Grecia, era centro di cultura. Basti ricordare Archimede, Empedocle, Epicarmo, Sofrone, Stesicoro, ed ancora, era già al massimo dello splendore artistico, specialmente nell’architettura, ove sorgevano i primi templi a Siracusa, Agrigento ed inoltre grande importanza aveva l’arte industriale e ove circolavano già le monete delle città. In successione a questi ci furono i Romani, Barbari, Bizantini, Musulmani, Normanni, Angioini, Aragonesi, Borboni, ed infine Garibaldi con la Sua annessione all’ITALIA…
Forse rivedendo la Storia, era meglio che Garibaldi fosse rimasto a casa propria e noi certamente avremmo potuto anche essere oggi uno Stato Automo…tipo Malta, Cipro, ecc…
Quando nasceva la prima università nella città di Palermo nel 1778, nel resto d’Italia a parte Firenze… erano in pochi a saper scrivere…, infatti ancor oggi coloro che fanno cultura sono in gra parte meridionali… il non poter trovare lavoro a 18 anni, a differenza dei propri coeatnei, delle grandi città del Nord-Est, con i loro “ Poli Industriali ”, ha portato iin questi anni i giovani a continuare dopo il diploma, con l’univeristà, per ottenere quella laurea che in molti casi li condotti verso l’insegnamento… ed oggi il Sig. Bossi, dopo i sacrifici ed i disagi cui molti hanno dovuto compiere trasferendosi verso il Nord, trovandosi un figlio continuamente bocciato, dà le colpe ai quei poveri e onesti insegnati “meridionali”; la cosa tragica che tra un pò c’è lo ritroveremo anche in Politica, tanto ormai questa è la consuetudine!!!
Ho appena letto un articolo in cui si parla della Sicilia e quindi della Mafia. 
Il mio pensiero su questo tema molto delicato è quello innanzitutto di voler separare:
– quanto è da intendersi con deliquenza mafiosa e quindi attraverso il compimento di  gesti, intimidazioni,  parole,  controllo della droga, la prostituzione, il cosiddetto “pizzo” ai negozianti, i furti, gli omocidi, il controllo degli appalti, le società lavanderie create ad hoc per ripulire tutti questi soldi, lo sfruttamento della delinquenza minorile, e quindi con quanto rientra purtroppo nella quotidianità… con quanto invece è costituito dall’apparato Statale Mafioso, creato a vari livelli, dove ognuno occupa una posizione privilegiata: quì abbiamo innanzitutto un’organizzazione ben ramificata, dove vengono infiltrati propri uomini di controllo, da quelli politici, alla magistratura, alle associazioni di categoria, nei Pubblici Uffici, Ministeri, nelle forze dell’ordine, nei servizi segreti, nelle televisioni, nei giornali.  
Voler pensare oggi che le due cose sono convergenti è una pura follia… 
La mafia nasce ed è diretta da sempre allo sviluppo ed al perfezionamento della prepotenza diretta ad ogni scopo di male. Questa forma criminosa, esercita sopra tutte le varietà di reati una grande influenza distinguendola dalle altre criminalità; nel  dopoguerra, si insisteva nel concetto che la mafia «più che una associazione tenebrosa costituisce un diffuso potere occulto». Infatti una delle cause dell’attuale recrudescenza della mafia risiede proprio, nella scarsa attenzione dello Stato nei confronti di questa. E’ proprio nella capacità della mafia di mutare in maniera celere e in base all’esigenza dei tempi, che costituisce oggi la forza primaria insieme a questo sua scomparire e mimetizzarsi nella società e grazie soprattutto ai fiancheggiatori ed all’elevato numero di manodopera a basso costo sempre nuova e sempre disponibile.Il sistema bancario ha costituito un canale privilegiato per il riciclaggio del denaro ed anche interi paesi hanno partecipato nelle operazioni di cambio di valuta estera.
Anche l’afflusso in Sicilia di ingenti quantitativi di danaro da parte della Comunità Europea, ha costituito e costituisce motivo d’interesse per gli ingenti capitali cui si può attingere nella realizzazione degli appalti comunitari.
Ho letto in questi giorni un commento che mi ha colpito scritto da un nipote di siciliani che vive nel Nord:   “ conosco il senso di appartenenza e l’orgoglio tipico dei miei conterranei isolani, ma dire che la mafia è niente al confronto della burocrazia, mi sembra davvero uno sproloquio anche perchè la "burocrazia” viene dai politici che anche i siciliani hanno votato e contribuito a far eleggere; fare luce sui malgoverni e sulle mafie è bene soprattutto per voi che vivete su quel territorio! E anche per noi che ci sentiamo “italiani” senza distinzione tra nord e sud.

State attenti a chi usa questo vostro legittimo disagio e lo dirotta a proprio favore e a favore della mafia.
Speriamo che presto un cambiamento avvenga a cambiare questo stato di cose.

Che lo Stato a differenza di quanto finora fatto, diventi  presenza costante sul territorio, adottando quegli interventi, tali da poter estirpare in maniera definitiva, quanti ancora e sono pochissimi rispetto alla stramaggioranza del paese, vivono sotto la protezione finanziaria di essa, per fare di questa Sicilia un paese Merviglioso e soprattutto Libero!!! 

La libertà è la misura della maturità di un uomo e di una nazione…

La prima definizione di “politica” risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis”, che in greco significa la città; politica, secondo il filosofo ateniese, significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti…

Per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere mentre per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell’ambito di una comunità.
Ora diciamo che al di là delle definizioni più o meno interessanti, la politica in senso generale, riguarda “tutti” i soggetti facenti parte di una società e non soltanto chi fa politica attiva e quindi esclusiva di chi opera nelle strutture deputate a determinarla.
Per cui  “fa politica” anche chi, subendone ogni giorno gli effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, riesce a scendere in piazza per protestare.
Quanti di Noi invece riteniamo che la politica non ci appartiene o che questa sia soltanto qualcosa di così lontano dalla nostra vita quotidiana, che soltanto quando veniamo chiamati al cosidetto ” voto ” ( quasi sempre richiestoci da qualche amico di turno, che poi appena eletto si dimentica di Noi…) ci ricordiamo di essa…
Ora il problema fondamentale è non come liberarci dalla politica ma da coloro che utilizzano questa, per farne i propri interessi personali…quindi credo che sia venuto il momento di prendere a calci in culo tutti coloro che sia in governo, che in opposizione, dimenticano dei reali bisogni cui il cittadino necessità!
Certamente ognuno di Noi pensa che tutto ciò è soltanto un’utopia…e poi cosa può fare un solo individuo in mezzo a questo mare ” sporco ” dove dal più semplice consigliere fino al più blasonato onorevole ( che di onorevole non possiedono neanche il nome…) ed attorno tutti coloro che per vantaggi ricevuti o in attesa di riceverli sono lì a spingersi con la speranza di coglierne qualche beneficio…Beh, io credo che ognuno di Noi può fare molto innanzittutto cominciando a strappare le proprie tessere di partito…poi continuando con quelle dei sindacati i quali vendono ad uno e all’altro i propri servizi a secondo i benefici personali cui possono attingere ( si ergono a difensori e paladini…ma in realta mediano per trovare scambi per posizioni e/o assunzioni di favore…), ed ancora tutti quei consigli espressi nei quotidiani nelle televisioni, nei libri, ed ancora nelle scuole e nelle chiese…per influenzare la collettività con  pareri che seguono invece proprie ideologie…politiche, religiose, ecc…infatti quando io sono più debole di te, ti chiedo la libertà perché ciò è in accordo con i tuoi princìpi. Quando sono io più forte di te, ti tolgo la libertà perché ciò è in accordo con i miei princìpi. Frank Herbert (1920-1986), scrittore americano.
Quindi, soltanto ed esclusivamente attraverso ” NOI “, passa l’unica strada per dare una svolta a questa situazione cancrenica cui ormai tutti ci siamo adeguati … e quindi credo sia venuto il momento di unirci, farci sentire, proporre nuove soluzioni, adottare anche cominciando attraverso Internet a proporci per realizzare un movimento libero, senza nessuna ideologia partitica, ma con l’unica obbiettivo di risollevare un Paese che ormai ha raggiunto una posizione da Terzo Mondo; il nostro infatti è un finto benessere… dove soltanto pochi stanno realmente bene e dove la stramaggioranza, indebitata, si trova a raggiungere a fine mese la possibilità di sopravvivere!!!
Non è tardi, almeno non per i nostri figli…se cominciamo a costituirci vedrete che fra qualche anno qualcosa cambierà…
 La libertà non sta nello scegliere tra il bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.
La libertà quindi non è una cosa che si possa dare…ma ognuno di noi la libertà se la deve guadagnare e prendendola ciascuno è libero per quanto lo voglia essere. E come diceva nel film Bravehearth l’attore Mel Gibson…” Ricordatevi che potranno toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà!” 
Ah, libertà, libertà! Persino un vago accenno, persino una debole speranza che essa sia possibile dà le ali all’anima…

La libertà è la misura della maturità di un uomo e di una nazione…

La prima definizione di “politica” risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis”, che in greco significa la città; politica, secondo il filosofo ateniese, significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti…

Per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere mentre per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell’ambito di una comunità.

Ora diciamo che al di là delle definizioni più o meno interessanti, la politica in senso generale, riguarda “tutti” i soggetti facenti parte di una società e non soltanto chi fa politica attiva e quindi esclusiva di chi opera nelle strutture deputate a determinarla.

Per cui  “fa politica” anche chi, subendone ogni giorno gli effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, riesce a scendere in piazza per protestare.

Quanti di Noi invece riteniamo che la politica non ci appartiene o che questa sia soltanto qualcosa di così lontano dalla nostra vita quotidiana, che soltanto quando veniamo chiamati al cosidetto ” voto ” ( quasi sempre richiestoci da qualche amico di turno, che poi appena eletto si dimentica di Noi…) ci ricordiamo di essa…

Ora il problema fondamentale è non come liberarci dalla politica ma da coloro che utilizzano questa, per farne i propri interessi personali…quindi credo che sia venuto il momento di prendere a calci in culo tutti coloro che sia in governo, che in opposizione, dimenticano dei reali bisogni cui il cittadino necessità!

Certamente ognuno di Noi pensa che tutto ciò è soltanto un’utopia…e poi cosa può fare un solo individuo in mezzo a questo mare ” sporco ” dove dal più semplice consigliere fino al più blasonato onorevole ( che di onorevole non possiedono neanche il nome…) ed attorno tutti coloro che per vantaggi ricevuti o in attesa di riceverli sono lì a spingersi con la speranza di coglierne qualche beneficio…Beh, io credo che ognuno di Noi può fare molto innanzittutto cominciando a strappare le proprie tessere di partito…poi continuando con quelle dei sindacati i quali vendono ad uno e all’altro i propri servizi a secondo i benefici personali cui possono attingere ( si ergono a difensori e paladini…ma in realta mediano per trovare scambi per posizioni e/o assunzioni di favore…), ed ancora tutti quei consigli espressi nei quotidiani nelle televisioni, nei libri, ed ancora nelle scuole e nelle chiese…per influenzare la collettività con  pareri che seguono invece proprie ideologie…politiche, religiose, ecc…infatti quando io sono più debole di te, ti chiedo la libertà perché ciò è in accordo con i tuoi princìpi. Quando sono io più forte di te, ti tolgo la libertà perché ciò è in accordo con i miei princìpi. Frank Herbert (1920-1986), scrittore americano.

Quindi, soltanto ed esclusivamente attraverso ” NOI “, passa l’unica strada per dare una svolta a questa situazione cancrenica cui ormai tutti ci siamo adeguati … e quindi credo sia venuto il momento di unirci, farci sentire, proporre nuove soluzioni, adottare anche cominciando attraverso Internet a proporci per realizzare un movimento libero, senza nessuna ideologia partitica, ma con l’unica obbiettivo di risollevare un Paese che ormai ha raggiunto una posizione da Terzo Mondo; il nostro infatti è un finto benessere… dove soltanto pochi stanno realmente bene e dove la stramaggioranza, indebitata, si trova a raggiungere a fine mese la possibilità di sopravvivere!!!

Non è tardi, almeno non per i nostri figli…se cominciamo a costituirci vedrete che fra qualche anno qualcosa cambierà…

La libertà non sta nello scegliere tra il bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.

La libertà quindi non è una cosa che si possa dare…ma ognuno di noi la libertà se la deve guadagnare e prendendola ciascuno è libero per quanto lo voglia essere. E come diceva nel film Bravehearth l’attore Mel Gibson…” Ricordatevi che potranno toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà!”

Ah, libertà, libertà! Persino un vago accenno, persino una debole speranza che essa sia possibile dà le ali all’anima…