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Morgan: La musica che cura, e l’uomo che ascolta…


Talvolta mi domando cosa si celi davvero dietro un artista, oltre la luce dei riflettori e il clamore delle vendite, delle classifiche, della propaganda e la risposta, forse banale ma sempre attuale, è una preparazione profonda, un mestiere appreso e anche sofferto.

Prendiamo ad esempio un musicista che non si accontenta di dominare un solo strumento – dal pianoforte al basso, dalla chitarra al clavicembalo, persino lo stilofono e la diamonica – ma che è anche compositore e scrittore. 

Perché solo chi ha studiato per tanti anni musica può comprenderne le difficoltà; il sottoscritto, per passione, ha dedicato anni al flauto traverso e poi, come autodidatta, alla chitarra ed infine alla tastiera, ben conoscendo i limiti di chi non ha mai imparato il pianoforte. Ma il mio era un semplice bisogno interiore, da condividere in spiaggia, con gli amici, a qualche festa, già… non doveva diventare una professione.

A differenza di quanti oggi ne hanno fatto la loro professione, beh… penso che dovrebbero cambiare mestiere, sia come musicisti, per quelle loro banali canzonette (già, come le chiamava il grande Bennato…), scritte con accordi elementari, sì… per come sono loro… “principianti”, ma lo stesso vale per le parole utilizzate in quei loro testi, cosa dire… altrettanto “mediocri” e certamente lontane da parolieri come Mogol, Paoli, Tenco, Giancarlo Bigazzi, Paolo Conte, Battiato, Vecchioni, Fossati. E per ultimo ricordo Califano, ma anche – sì, so che a molti sembrerà strano – devo aggiungere il nome di Cristiano Malgioglio.

Perché a volte è inevitabile che talune figure così sfaccettate possano disorientare, che i loro modi non sempre vengano compresi, e che una certa critica, forse poco avvezza alla grammatica musicale, non ne colga la grandezza.

Eppure, persino quella stessa establishment ha dovuto inchinarsi davanti a un brano come “Altrove“, da me considerato bellissimo fin dal primo ascolto, arrivando a consacrarlo, secondo “Rolling Stone Italia”, come il miglior brano italiano del nuovo millennio. Non amo queste generalizzazioni assolute, ma riconosco, insieme a molti, il sigillo di un capolavoro, nato certamente da un momento particolare della sua esistenza, come si intuisce dalle parole del testo.

Oggi, però, non desidero parlare del cantautore o del polistrumentista, ma voglio soffermarmi sull’uomo, su quella sensibilità che lo porta a proporsi agli altri, soprattutto a chi soffre, per regalare un momento magico da custodire dentro di sé.

Già… è accaduto nei giorni scorsi a Monza, nella struttura “SLAncio” che accoglie persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica. Lì, seduto accanto a un letto, cappello in testa e chitarra in mano, Morgan ha tenuto un concerto inaspettato e carico di una commozione silenziosa. Il più emozionato, in quella stanza, era forse proprio lui, mentre cantava per un pubblico specialissimo, per chi combatte una battaglia quotidiana contro la paralisi del corpo ma non dello spirito.

Al termine dell’esibizione, è arrivato il ringraziamento più toccante, espresso attraverso la voce sintetizzata del computer che dà parola a chi l’ha perduta: “Sei molto forte per quello che fai, fatica tutti i migliori soffrire“. Una frase che è quasi un verso di poesia pura, un frammento di verità nudo e commovente, che riecheggia il titolo di un suo album. Morgan ha sorriso, visibilmente scosso, accogliendo quelle parole non come un complimento, ma come una verità condivisa. Quel breve video, divenuto subito virale, ha mostrato molto più di un gesto di solidarietà: ha rivelato uno scambio autentico, un dare e un ricevere che va oltre la musica.

Quest’anno il regalo me lo sono fatto io“, ha scritto poi sui social, “andando a incontrare chi lotta veramente nella vita. Ho portato un po’ di musica e ho ricevuto energia e gratitudine infinita“.

In queste parole c’è l’essenza di quanto accaduto: non un atto di generosità unidirezionale, ma un incontro. È l’uomo, con la sua fragile e forte umanità, a emergere in primo piano, ricordandoci che la vera arte, quella che nasce da una solida preparazione, trova il suo senso più compiuto quando si fa dono, quando si mette in ascolto, quando accetta di ricevere a sua volta un frammento di verità da chi, nella sofferenza, ha imparato a riconoscere i “migliori“.

Grazie ancora Morgan…

Crocetta… impresentabile e Catania… irrecuperabile!!!

A scriverlo è l’Avv. Enzo Trantino, che ha deciso di analizzare il quadro politico siciliano ed i suoi attuali amministratori, da Crocetta fino a Bianco, passando ad alcuni dei suoi referenti politici, ben disposti a cambiare casacca senza alcun ritegno… 
Quanto sta accadendo dichiara, è una vera e propria “truffa parlamentare, occorre un codice etico”!!!
Ho letto l’intervista pubblicata su “SUD” e mi permetto di riprendere alcune sue considerazioni sul governo del presidente Rosario Crocetta e sull’amministrazione del Sindaco Enzo Bianco…
E’ interessante il giudizio che da sui nostri politici e sul rispetto delle regole: “hanno interesse che siano truccate, vale a dire c’è una schiera di manigoldi pronti a tutto che sono quelli che fanno i salti tripli, quadrupli. Pensi che in questa legislatura vi sono persone che guidano il gruppo più importante per numero dell’Ars e hanno fatto sette passaggi all’interno di una sola legislatura, il che per me diventa una specie di incubo. Prima queste cose erano impensabili, io vengo da un mondo dove il salto della quaglia impediva persino il saluto, non perché qualcuno ce lo insegnasse, ma perché non era agevole parlare con uno che aveva disatteso i principi etici del mandato parlamentare. Oggi la depressione istituzionale arriva nel momento in cui si è persa la qualità della politica!!!”.
Si passa quindi al nostro governatore “delle due Sicilie”, Rosario Crocetta: “io sono un siciliano e sono un suo amministrato: trovo un grande disagio a sapermi amministrato da Crocetta perché è un soggetto impresentabile. Avrà problemi suoi personali o di salute, o qualcosa che lo spinge a questi continui sbalzi di umore sicché passa dall’euforia alla depressione ed esalta situazioni che sogna che siano così come le rappresenta. Queste cose, se in letteratura potrebbero farne un personaggio, in politica ne fanno una macchietta istituzionale”.
Per quanto concerne alcuni giudizi dati, in particolare quelli su Toto Cuffaro, non mi trova concorde…
Ritengo che non vi sia alcuna giustificazione per chi come egli, si sia macchiato di colpe gravi, ed anche se, per quelle colpe ha successivamente pagato con la giustizia, difficilmente avrà il perdono morale, di noi cittadini “siciliani” onesti… Volendo reinterpretare Avv. una sua frase: “è ormai marchiato a fuoco”!!!
Sono d’accordo quando dice “I siciliani sceglieranno come vogliono ma se si sceglie perché non c’è altro, ad un certo punto è come una minestra riscaldata o come la presentazione di un piatto mai provato solo perché quello che abbiamo provato non è più gradevole”: mi permetta d’aggiungere che, se continuiamo a puntare sempre su quegli stessi cavalli, gli stessi che da più di vent’anni ci siamo trovati dinnanzi… ecco che questo gioco finisce, per non piacere più!!!
Passando infine a quel meschino comportamenti di molti nostri politici, deputati nazionali e regionali, che a seconda delle circostanze, badano a cambiare casacca, fa parte proprio di quel mal costume del tutto italiano e di quella poca moralità dei suoi uomini, pronti sempre a vendersi al migliore offerente…
Il problema, riporta l’Avv. Trantino, “è che manca un impegno etico costituzionale da sottoscrivere per tutti i candidati sul divieto di passaggio all’altra sponda quale che sia, non importa a questo punto il distintivo perché la “mala parte” é sempre “mala parte” da qualunque zona d’ombra venga fuori. Il divieto dovrebbe precedere la costituzione, nel senso che questa non può fondarsi su un illecito perché sarebbe una truffa parlamentare. E’ come in tribunale: nel momento in cui io scelgo di difendere un imputato, non posso disinvoltamente trovarmi alla difesa opposta, perché ci sono sanzioni penali e deontologiche”.
Bellissima la domanda su chi gettare dalla torre: Su una torre ci sono Lombardo, Cuffaro, Miccichè e Romano. Lei chi salva tra questi? L’Avv. risponde: Non salgo sulla torre!!!
Io di contro, li butteri tutti giù da quella torre… preferibilmente vivi!!! 
Infine, si giunge a parlare di Catania: “un aggettivo per definire questa nostra città?”.
“Irredimibile!!! L’aggettivo non è mio, l’ho preso in prestito da Sciascia anche senza il suo consenso! La confusione, la corruzione, il mal governo, il malaffare vengono criticati da tutti, ma piacciono a tanti, perché nel torbido si pesca. Con questo voglio dire che la situazione di Catania è di complicità tra il cittadino che si erge a giudice, ma nello stesso tempo si sottomette a suddito quando c’è qualcuno che offre di più. Catania oggi ha bisogno di cure da cavallo e non c’è ottimismo che tenga e quello che io rimprovero alle amministrazioni, tutte quelle che si susseguono, è che si adopera una politica degli annunci non seguiti dai fatti.
Il sottoscritto vorrebbe aggiungere, qualcosa in più…  
C’è bisogno di giustizia, di pene certe, di legalità, in particolare di debellare quel voto di scambio politico-mafioso, di contrastare quelle associazioni e/o affiliazioni mafiose-imprenditoriali e scoprire finalmente come, quei colpevoli, paghino per i propri reati…
Comprendo quindi il perché, quanto ora annoverato dal sottoscritto, non rientri tra le regioni sopra espresse dall’Avv. che rappresenta oggi, uno dei più noti penalisti del nostro paese…
E’ evidente a tutti, come alcune particolari espedienti (o per meglio dire “trucchi del mestiere”), rappresentino nei fatti, quei fuorvianti stratagemmi ai quali da anni, si orientano i nostri avvocati penalisti, cercando per l’appunto attraverso di essi, di giungere ad una serie di circostanze, che fanno in modo… di poter assolvere quei propri assistiti (che rappresentano nella sostanza, i loro principali e certamente più facoltosi clienti…).
Abbiamo visto negli anni, alcuni espedienti: allungamento dei processi con rinvii delle udienze, disciplina delle notifiche che appesantiscono in modo a volte anacronistico l’andamento di un processo durante le varie udienze a causa di vizi o irregolarità delle stesse, quest’ultime dovute quasi sempre al disservizio dell’ufficio preposto, il tema importante della prescrizione, l’impugnazione nei vari gradi di giudizio, il patteggiamento, il rito abbreviato, ecc…, rappresentano solo alcune, di quelle metodologie applicate…
D’altronde è scritto: “l’avvocato, non deve porsi il problema se il suo cliente sia colpevole o innocente: l’avvocato è legittimato nel suo ruolo perché deve garantire al suo cliente, nella dialettica che poi porta alla sintesi della sentenza, un processo giusto!!!”.
Ed anch’io credo che il compito dell’avvocato, nei limiti della legalità, sia questo: un ruolo dotato di enorme potere che va usato con la massima cautela e moderazione, anche nell’ambito delle proprie convinzioni, altrimenti non avrebbe senso farlo quel mestiere, perché sarebbe tutto scontato, tutto deciso, la legge data… e il caso risolto!!!
D’altronde comprendo bene, come ciascuno di essi, sia legato ad un dovere ben più alto… quello deontologico e cioè di dare sempre la massima assistenza al proprio cliente, anche quando si è perfettamente a conoscenza che il reato è stato (dal proprio assistito) commesso… 
Ed allora riprendendo quanto sopra… mi chiedo: come si fa a scegliere tra essere “cittadino o suddito“, quando la scelta è tra il rinunciare ad un mandato (economicamente vantaggioso) e il non volersi occupare del caso???
Al punto in cui siamo forse, occorrerebbe coraggiosamente interrompere questo circuito vizioso, per concentrarsi tutti (senza faziosità), sulle misure pragmatiche da mettere in pratica, indispensabili per ritrovare quella perduta coscienza morale, scongiurando nei fatti, quanto sta ormai da troppo tempo accadendo e cioè, che il collasso del nostro sistema giudiziario penale, possa trasformarsi in un disastro, capace d’alimentare sempre più la sfiducia dei cittadini nei riguardi di tutte le istituzioni: da quelle politiche a quelle amministrative!!!