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Denuncia di un giovane italiano del Sud… trasferitosi in Svizzera!!!

Ho ricevuto questa missiva con la preghiera di diffonderla poiché riassume il disagio che hanno gli Italiani in cerca di lavoro tra l’Italia e la Svizzera…

Aggiunge inoltre quanto “Non sia importante la sua storia personale, ma quanto il fatto che essa sia una testimonianza accomunabile a quella di altre migliaia di persone che attualmente si trovano nella sua stessa situazione e che vivono quotidianamente lo stesso disagio…
Ragion per cui, ha preferito “non firmare” per esteso la lettera, in quanto credo che in calce alla stessa, ci possa essere aggiunta la firma di molti cittadini, italiani e non solo, senza che cambi affatto la sostanza della denuncia.
Cordialmente, Gaspare (un italiano in Svizzera…)
Ecco a voi la lettera:
Sono un italiano: fin qui, nessuna colpa.
Appartengono alla “classe 1984”: nemmeno questa una colpa. 
Una “sfiga” forse si: quella di appartenere ad una generazione di mezzo, quella generazione “Y” nata a cavallo tra gli anni ’80 e ‘90: né “figli dei fiori” (per lo più “figli di papà” in lotta per superbi ideali, almeno finché non entrati in banca o ottenuto un posto fisso); né figli della globalizzazione (svezzati a pane e smartphone e quanto mai “cittadini del mondo”). 
Una generazione “ibrida” cresciuta in un mondo jurassico ormai estinto, dopato da un benessere diffuso e indottrinato dal mito della crescita felice.
“Studia e farai strada”, dicevano in tanti; “una laurea in Legge è meglio di un’assicurazione sulla vita”, aggiungevano altri. 
Ed eccomi qui, a 33 anni, crocifisso dal mercato del lavoro, con una Laurea (cum Laude) in tasca e tanti sogni in un cassetto che non si aprirà mai… 
Il miraggio resta sempre lo stesso: né la fama, né il successo, né la ricchezza, nemmeno il famigerato “posto fisso”… 
Semplicemente un lavoro, un dignitosissimo lavoro, che consenta finalmente di esclamare: “ce l’ho fatta!”.
Una doverosa puntualizzazione -per tutti i tastieristi seriali pronti a sparare giudizi come sentenze-: non datemi del “choosy” o “kippers” o “neet”, per favore! 
In primis, perché odio l’esterofilia imperante: quantomeno usiate un epiteto nostrano (“sfaticato”, “fannullone”…); in secundis, poiché non mi sono di certo adagiato sugli allori. 
La laurea è stata un traguardo raggiunto dopo anni di fuori corso, ma al costo di mantenersi a tutti i costi da solo, alternando lavoretti in nero e tirocini “aggratis” (anzi, a proprie spese): per definire al meglio la mia posizione, conierei il neologismo di “diversamente occupato”!
Dimenticavo: oltre ad esser figlio degli anni ’80, sono un figlio del Sud: la medaglia al petto di “sfigato”, dunque, me la sono meritatamente conquistata! 
Cosa vuol dire, per un giovane -non raccomandato e senza un’impresa di famiglia alle spalle- cercare lavoro al Sud? Il più delle volte, un gioco al lotto: con la differenza, in questo caso, di giocare sulla propria pelle!
Arrivati al primo bivio della propria vita (i trent’anni), così, è facile voltarsi indietro ed accorgersi di aver sprecato i propri anni migliori tra cumuli di libri e lavoretti eternamente precari, temporanei, a scadenza… 
Il prezzo necessario da pagare per non essere scavalcati da chi gioca al rialzo nella disperazione!
Si superano i trent’anni, poi, e si scopre d’improvviso di esser troppo presto invecchiati per il mondo del lavoro: bonus a go-go per l’assunzione di under-29, con buona pace per chi non è né tanto giovane né tanto vecchio!
Allora ci si ributta nuovamente a capofitto negli studi, preparandosi per un concorso pubblico. Peccato che, eliminati tutti quelli per i quali vige il solito dolente limite d’età, di corposi ne restano ben pochi. 
E quando per mesi ti prepari per uno dei pochi concorsi a cui aspirare (si veda quello per Assistenti Giudiziari), ti ritrovi a tirare le somme con altri 300 mila candidati per poche centinaia di posti!
Giunge inesorabile, così, il momento di pensare alla fuga, a scappare all’estero! 
Quale meta migliore della vicinissima Svizzera (e dell’italianissimo Canton Ticino)? 
Ripensi ai tanti che ce l’hanno fatta, trovando la loro fortuna tra la Svizzera, il Belgio e la Germania, e molli tutto -gli affetti e le amicizie di una vita- per partire, pronto a sfidare la sorte per un tozzo di pane.
Passano i mesi, e ti rendi però conto che il Paradiso non è di questa Terra… 
Cerchi un lavoro attinente ai tuoi studi? Ben presto ti accorgi che qui la tua laurea è fondamentalmente “carta straccia”! 
Cerchi un qualsiasi lavoro, pur umilissimo, che ti permetta di vivere dignitosamente? 
Nella migliore delle ipotesi, qualora non si richieda il Tedesco Madrelingua (un’oscenità per qualsiasi italiano medio!), o uno dei tanti attestati federali immaginabili (anche per un posto di lavapiatti!) o un permesso di soggiorno (un miraggio senza prima un contratto in mano…), ti rispondono: “ma lei è sprecato per questa posizione…”.
Col morale a terra, continui ancora a cercare la tua strada, tra cartelloni pubblicitari che raffigurano gli italiani come “ratti” e, un po’ ovunque, giornali che sfoggiano titoli a tutta pagina del tipo “Costretti ad emigrare!” (riferiti, stavolta, ai Ticinesi, a causa dell’immigrazione italiana).
Sconfortato, sull’orlo di una crisi di nervi, chiudi gli occhi, e ti accorgi di vivere con un pugno di mosche in mano… ma un tesoro inestimabile attorno: la tua Famiglia, gli affetti più cari, sempre al tuo fianco, comunque pronti a sorreggerti. 
Ed è in questi momenti che un dilemma, come una preghiera, ti scuote brutalmente la coscienza: si può certamente vivere “per” la Famiglia; ma fin quando si può sopravvivere “di” Famiglia???
G.S.
Ovviamente su quanto sopra, non dobbiamo che ringraziare il nostro governo nazionale!!! 
Dall’ultimo… a tutti quelli che in questi vent’anni l’hanno preceduto!!! 

Cosa dirò agli studenti???

Ci sono delle notizie che non possono essere ridimensionate, ma vanno grazie al web, riprese e pubblicate affinché si faccia comprendere a chi di dovere, che non si può fare sempre e comunque ciò che si vuole, ne va della nostra dignità di essere “Italiani” e di credere nella costituzione…
Il Presidente degli Stati Uniti d’America, Bill Clinton, è noto per il suo “forswearing”, l’atto con cui intenzionalmente ha giurato un falso o ancor meglio falsificato una affermazione per non dire la verità, sia essa verbali o per iscritto, ed è il motivo per il quale è stato accusato di “impeachment” e si è dovuto dimettere…
Qui di contro, nel nostro paese, un ministro in fase di giuramento sulla nostra Costituzione, omettendo di fatto una laurea mai posseduta… non fa altro che dichiarare il falso e prendere di fatto tutti noi… per il culo!!! 
Ho letto della lettera aperta inviata da Marco Pappalardo (docente di Lettere a Catania) al ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, che esprime perfettamente in ognuna di quelle parole, quel sentimento di disagio, per una vicenda che definirla, amara e vergognosa, è sicuramente poco: 
“Ministra Fedeli, potrebbe suggerirmi per favore in che modo dovrò spiegare ai miei alunni che Lei ha per anni dichiarato il falso, ha vantato un titolo che non aveva e non ha, ha cercato scuse invece di chiedere perdono e dimettersi? Potrebbe suggerirmi come fare a stimolare gli studenti all’onestà, alla trasparenza, alla giustizia, al senso civico quando Lei ha giurato sulla Costituzione sapendo di avere scritto sul curriculum qualcosa di non vero? In che modo sarò convincente con i maturandi, in occasione dei prossimi Esami di Stato, in merito alla fatica da fare, all’importanza del momento, al rispetto della Commissione, al valorizzare le prove che verranno dal Ministero, a non copiare di qua o di là, quando ci ha dato e ci dà tale esempio di immaturità e scorrettezza? 
Ho imparato che “chi è fedele nel poco, sarà fedele anche nel molto”, dunque mi permetta di avere timore – non per me ma per i miei carissimi studenti – se, in barba al suo cognome, io non posso riporre alcuna fiducia in Lei e nel suo futuro operato.
Non metto in dubbio che abbia esperienze di lungo corso nel sindacato e in politica, ma che valgono senza coerenza, credibilità e umiltà? Inoltre, non è bello neanche cercare di coprire il marcio con giri di parole e inventare errori, poiché tutti sappiamo il valore di un diploma di quel tipo (onorevolissimo per carità!) e quello di una laurea; possibile che proprio Lei non lo sappia? Già solo per questo dovrebbe essere bocciata! Ai miei studenti dico spesso che non per forza tutti devono ottenere un laurea per realizzare la propria vita e per fare qualcosa di buono per gli altri, e che non è necessario – a mio avviso – che un ministro debba essere laureato, poiché di laureati pericolosi ne conosco tantissimi, così come conosco diplomati di altissimo livello e competenza in ciò che fanno.

La questione è che Lei – qualora non se ne fosse accorta – è il Ministro dell’Istruzione e dell’Università! Tutti, inoltre, devono poter accedere ai ruoli di governo, persino con la vecchia quinta elementare se persone di valore, però che siano vere, senza scheletri nel curriculum, senza sotterfugi. Secondo Lei, per cosa sarà ricordata nella storia della politica italiana? Con quale credibilità parlerà agli studenti che stupidi non sono? Sì, perché io non mi preoccupo per me, povero docente precario del Sud, temo per i continui cattivi maestri fuori dalla cattedra che la politica continua ad offrirci con ruoli di responsabilità. 

Coraggio, non inventi scuse come i ragazzi davanti ad un compito non svolto a casa, non scarichi su altri o altre questioni la sua responsabilità; il gender, il “sì” al referendum, la sua parte politica, non sono questi i problemi, si figuri! Le parole, sia quelle scritte che quelle cancellate, hanno un peso e lasciano il segno, nel suo caso molto negativo quando si nasconde la Verità. Cordiali saluti”.
Mi auguro che questa signora, ad inizio Anno, abbia presentato le proprie dimissioni!!!

Un manifesto per "cosa nostra"

Da sempre ho creduto che per combattere la mafia, bisognava iniziare dall’insegnamento…

E’ compito quindi, di quanti operano per conto dello Stato, cercare d’insegnare ai bambini, sin dalle scuole elementari, quei principi fondamentali di legalità ed il rispetto per le regole civili…
Bisogna difatti cominciare contrastando, quel grande alleato della mafia… che è proprio l’ignoranza!!!
Educare alla legalità è fondamentale per modificare radicate coscienze…, in particolare proprio su questa nostra terra, fortemente condizionata dalla mancanza di valori, da quel senso di precarietà, da complicità manifestate a tutti i livelli, che di fatto,contagiano lo Stato!
Abbiamo visto come questo, sia stato capace di vincere molte battaglia (certo purtroppo lasciando ahimè in campo… i suoi uomini migliori…), ma ancora oggi, la strada da percorrere per debellare questa affezione è ardua e soprattutto lunga…, in particolare quella culturale, che non è soltanto legata a carenze d’ignoranza…
Lo Stato, per quanto può… la sua parte la sta facendo… anche con quanti, a causa di condanne penali, hanno dovuto scontare (o stanno ancora scontando) le proprie condanne…
Già, per combattere questa modo d’essere… è stata prevista per alcuni detenuti, una misura alternativa alla detenzione (ovviamente sono ammessi solo i condannati con pene o residuo di pene, inferiori ai tre anni), permettendo questi, di potersi reinserire nuovamente nel campo lavorativo o riprendere quegli studi a suo tempo interrotti o forse… mai iniziati.
Si, perché chi entra nei nostri penitenziari, il più delle volte è semi-analfabeta, con titoli di scuola elementare/media, svolta in quanto obbligatoria o con discontinui anni di scuola superiore mai completati o terminati anticipatamente, chissà, forse proprio per entrare a far parte di quell’associazione criminale, per la quale, ora si è dentro…
Quindi, dopo tanti anni scontati all’interno dei penitenziari, grazie a questo Stato (che è lo stesso che da sempre con le proprie azioni si è combattuto), si esce da quegli istituti, a volte, anche da laureati…
Una bella soddisfazione, una scommessa vinta… da parte di tutti quegli uomini e donne che operando per quelle strutture, sono riusciti nell’intento di combattere quella detestabile e profonda ignoranza!!!
Quindi,  alla fine si potrebbe dire che lo Stato è riuscito lì… dove di fatto la mafia fallisce (e dove risulta sempre perdente…) e cioè in quella naturale predisposizione per lo sviluppo culturale…
Perché solo attraverso l’educazione allo studio, un’individuo può cercare di crescere, interpretare meglio i fatti accaduti, leggere con maggiore attenzione la storia del proprio paese e quindi, giungere a quella necessaria crescita personale, per valutare i corretti limiti nei quali voler restare… se all’interno della legge oppure oltrepassare la soglia, per dirigersi in quella cultura del malaffare…
Bisogna cercare sempre di indirizzare tutti… verso quella “cultura della legalità”, verso ciò che rappresenta per ogni cittadino, quel complesso di diritti e di doveri, che permette di vivere una vita sociale e serena all’interno di questa nostra società.
Quando però, ci si accorge che, questo processo culturale, si scontra ancora oggi, con deplorevoli rappresentazioni simboliche che delineano i contorni di un fenomeno sociale da condannare, ecco che allora si capisce, come ancora molto bisogna fare… 
Non serve quindi pagare per gli errori commessi, come non vi sono studi o lauree che possano modificare quella “forma mentis” precostituita… o almeno quella crescita culturale non basta se poi, si continua a manifestare apprezzamenti personali per una associazione criminale che di fatto andrebbe rifiutata…
Non è permesso scherzare con una “parola” che sappiamo bene…, aver lasciato in questa nostra terra… una scia di sangue, uomini e donne delle istituzioni e civili inermi, che senza alcun motivo… hanno perso la loro vita ingiustamente!!!
A nessuno quindi è consentito, di poter utilizzare per qualsivoglia ragione questa “contaminata” parola… senza sperare successivamente, attraverso alibi d’inutili fraintendimenti, tentati per salvaguardare quei propri gesti, o schermarsi dietro banali paraventi, quali possono essere, scialbe manifestazioni d’affetto o semplici frasi per scherno!!!
Diceva il Giudice Falcone…: “per lungo tempo si sono confuse la mafia e la mentalità mafiosa, la mafia come organizzazione illegale e la mafia come semplice modo di essere. Quale errore! Si può benissimo avere una mentalità mafiosa senza essere un criminale”.

Bossi e la sua " dissociazione culturale "…

Ho da sempre saputo che una associazione culturale, nasce dall’idea di voler mettere insieme persone che possano condividere pensieri, opinioni e parole, che esprimendo la volontà di agire, pensano di poter realizzare quanto teorizzato in una eventuale prospettiva pratica…
L’unione tra gli esseri umani, conduce sempre a quella idea di collaborazione culturale, di formazione e mediazione, che sono gli interessi prioritari, per quanti desiderano unirsi…
L’associazione diventa quindi comunicazione, confronto di idee, di esperienze ed anche di confronto tra culture diverse…
E’ un nuovo percorso di socializzazione, sia su aspetti relazionali, ma soprattutto d’interiore arricchimento su quei temi di comune interesse, come quelli del territorio in cui si vive, delle problematiche legate al mondo del lavoro, sulle differenze culturali e religiose, facilitando i rapporti di conoscenza e di comunicazione tra immigrati e regioni ospitanti, promuovendo in tal senso quei necessari processi formativi di socializzazione…
Ovviamente per realizzare quanto sopra, bisogna avere quel benché minimo di bagaglio e di esperienza culturale, dimostrate attraverso quelle capacita scolastiche, professionali ed aggiungerei anche da autodidatta… 
Ora che il Sig. Bossi, possa pensare di costituire una associazione è legittimo, che questa possa però definirsi ” culturale ” è tutto da dimostrare…
Certamente se al proprio interno, gli associati sono in possesso di requisiti “acquistati” in Albania ( che ovviamente, se fossero stati ottenuti in maniera corretta, sarebbero ammirevoli quanto i nostri… ), ed ancora, se tra i loro iscritti ci sono personaggi che hanno dimostrato di avere un grado di limpidezza eguale a quello che si osserva guardando un canale di scolo… ecco che ovviamente mi viene il dubbio che forse,  più che di “associazione culturale“, si potrebbe parlare di “associazione a delin…“.
Inoltre ho sempre saputo che le associazioni culturali, sono associazioni senza fine di lucro, definite infatti ” no-profit ” e non mi sembra proprio quanto realizzato dalla propria famiglia o mi sbaglio… e poi quale nome pensa di dare ( …se non lo ha già fatto) a questa associazione…??? Io potrei suggerirgliene uno… ” IL CERCHIO MAGICO ” cosa ne dice… le piace???
Forse non sa che per Statuto… l’Associazione deve rispettare alcuni parametri fondamentali che oggi sono in contrasto con la ” sua ” ( se si può definire sua… dal momento che l’idea politica fu di Gianfranco Miglio ) ideologia…, e cioè il rispetto di democraticità, dove tutti i soci sono considerati uguali, hanno gli stessi diritti e possono essere eletti alle cariche elettive!!! Chissà quanti ” terroni intellettuali ” tra docenti, professori, economisti, medici, filosofi, farà iscrivere nella sua associazione…, sono proprio curioso…
E quanti invece di questi sopra elencati ” padani ” saranno disponibili, dopo aver concluso la loro faticosa giornata didattica, di rendersi volontariamente disponibili a condividere con Lei, quel loro bagaglio professionale e culturale ( realizzato attraverso grandi sacrifici ), in questa inutile esperienza che definirei…  dissociazione culturale!!!

Laurea con "lode" a Bossi…

In un momento, dove le opportunità lavorative non esistono, dove i ragazzi di rifugiano per anni nello studio, dove sperano nel contempo di poter trovare un lavoro, dove si pagano sempre più tasse per frequentare le nostre università, dove le borse di studio vengono date a coloro che non le meritano, dove i servizi sono sempre più scadenti e dove le Università Statali ( a differenza di quelle private ) non ricevono alcun sostegno logistico ed economico dalla Stato…, già non ci  dimentichiamo, che proprio l’ultimo governo Berlusconi, ha colpito in maniera decisa, l’intero sistema dell’istruzione, modificando letteralmente la scuola pubblica, dalle elementari all’Università e mettendo in maniera precaria, tutti quei professori che, finalmente speravano, dopo anni di sacrifici, di potersi inserire in questo sistema blindato… ;

ecco che allora molti ragazzi, sperano di giungere ad una laurea, un dottorato, qualche master, anche se a volte conseguiti all’estero, perché tanto alla fine purtroppo, serve sempre, quella amara raccomandazione…

Possedere proprie capacità, essere pieni di sprezzante energia, dimostrare agli altri quanto utile si possa essere e sperare così di dare una svolta alla propria vita… che finora era sembrata inutile…
Ma c’è invece, chi senza alcun merito, soltanto facendo appoggio su quel sistema di favori, politico ed economico… ( molto economico direi… con le casse del partito ), utilizza questi, per voler innalzare il proprio livello culturale… almeno sulla carta, tanto alla fine credono che è soltanto quello che conta!!!
Quindi, quale sistema più semplice che comprarla questa ” benedetta ” Laurea…, dove??? ovunque basta che questa pergamena faccia la propria bella figura, appesa lì dietro la propria scrivania!!!
L’importante è che tutti la vedano…, e se fosse scritta in Albanese??? niente ci fa, sempre di Laurea si parla… e poi al limite, la si traduce per quei pochi conoscenti, che vengono ad ammirarla…
Mi sorge spontanea una domanda??? Ma se a stento… parla il ” Padano ” e conosce qualche frase d’Italiano… quando l’ha imparato l’Abanese??? ed ancora, in quale lingua ha esposto i vari esami che durante il corso sosteneva… forse nella lingua Padana???  
V’immaginate uno che ha ripetuto quattro volte il superiore ed alla fine, il diploma gli è stato dato per  anzianità…, adesso quasi fosse un miracolo, sostiene gli esami di tre anni d’università in uno e tutti con buoni voti…

Dico, volevi avere una laurea a pagamento…, fosse questa Albanese, ma prepara almeno l’alibi meglio, fatti  un abbonamento  con i traghetti da Bari a Durazzo, in quei giorni ti fai convalidare un esame… avrai a conferma anche un visto nel passaporto d’entrata e d’uscita…, prenderai un traduttore giurato che possa assisterti ( pagato con regolare fattura…) durante l’esame…, ti farai vedere nell’Ateneo, qualche fotografia con professori e colleghi, sponsorizzerai donando qualche apparecchiatura/computer a questa università, pubblicherai qualche articolo nel tuo giornale padano, ti farai promotore ed ambasciatore, tra le repubbliche, d’Albania e Padania…, due Stati che hanno sempre subito la dominazione di Roma, la prima sotto Mussolini e la Monarchia mentre la seconda ancora oggi, con la Repubblica…

Si è vero…, hai ragione,  dovrai sacrificarti almeno per tre anni, ma alla fine, nessuno potrà smontare la tua LAUREA, che sappiamo bene…essere comprata… ma tanto chi dovrebbe scoprirlo… e poi anche se lo facessero… smonteresti tutto con le prove di cui sopra…… 

Lo capisco, fare quanto sopra, era per te troppo difficile, ci voleva un po’ di materia grigia…, e certamente sperare che la possedesse Belsito, era un’impresa inutile in partenza… comunque spero solo, che attraverso questa mia, non abbia dato l’illuminazione ora a qualcuno, di poter anch’esso andare a cercare sogni… universitari e pergamene da poter mostrare, tanto alla fine, queste lauree non valgono niente in Italia, ne ai fini accademici che per quelli professionali…; esse infatti anche se valide ed ottenute in quei paesi della Comunità Europea, vanno sempre verificate, ove si presentino differenze sostanziali nelle materie di formazione oppure nei campi di attività.
Le Direttive infatti, prevedono meccanismi di compensazione che si concretizzano in una prova attitudinale, in un tirocinio di adattamento e in una esperienza professionale complementare.

Comunque alla fine, con questo nostro sistema clientelare, la Laurea se la possiedi o la compri, alla fine purtroppo sotto il profilo lavorativo, ti servirà a poco, in quanto la sola formazione universitaria, per potersi immettere nel mercato, avrà necessità di essere supportata da un periodo di esperienza professionale, che mancando, porrà dei limiti all’inserimento nel mondo lavorativo…
Quale senso quindi dare a tutta questa megalomania, il volersi dimostrarsi per ciò che non si è…, l’apparire invece di essere, il voler cercare di migliorare… il proprio prestigio personale, cercando quindi, finte lauree, belle macchine, qualche escort…, anche queste fanno da contorno, per poter illudere chi possa mai guardarli, di capacità amatoriali, che in realtà poi, non possiedono… anche se vanno ripetendo a tutti… che loro… c’è l’hanno duro…

Tanto… alla fine, inutile eri… inutile sei stato ed inutile sarai sempre nella tua vita e puoi stare certo, che a nessuno verrà mai in testa, sia di volerti prendere ad esempio che ancor peggio, a volerti imitare!!!

Laurea con “lode” a Bossi…

In un momento, dove le opportunità lavorative non esistono, dove i ragazzi di rifugiano per anni nello studio, dove sperano nel contempo di poter trovare un lavoro, dove si pagano sempre più tasse per frequentare le nostre università, dove le borse di studio vengono date a coloro che non le meritano, dove i servizi sono sempre più scadenti e dove le Università Statali ( a differenza di quelle private ) non ricevono alcun sostegno logistico ed economico dalla Stato…, già non ci  dimentichiamo, che proprio l’ultimo governo Berlusconi, ha colpito in maniera decisa, l’intero sistema dell’istruzione, modificando letteralmente la scuola pubblica, dalle elementari all’Università e mettendo in maniera precaria, tutti quei professori che, finalmente speravano, dopo anni di sacrifici, di potersi inserire in questo sistema blindato… ;

ecco che allora molti ragazzi, sperano di giungere ad una laurea, un dottorato, qualche master, anche se a volte conseguiti all’estero, perché tanto alla fine purtroppo, serve sempre, quella amara raccomandazione…

Possedere proprie capacità, essere pieni di sprezzante energia, dimostrare agli altri quanto utile si possa essere e sperare così di dare una svolta alla propria vita… che finora era sembrata inutile…
Ma c’è invece, chi senza alcun merito, soltanto facendo appoggio su quel sistema di favori, politico ed economico… ( molto economico direi… con le casse del partito ), utilizza questi, per voler innalzare il proprio livello culturale… almeno sulla carta, tanto alla fine credono che è soltanto quello che conta!!!
Quindi, quale sistema più semplice che comprarla questa “ benedetta ” Laurea…, dove??? ovunque basta che questa pergamena faccia la propria bella figura, appesa lì dietro la propria scrivania!!!
L’importante è che tutti la vedano…, e se fosse scritta in Albanese??? niente ci fa, sempre di Laurea si parla… e poi al limite, la si traduce per quei pochi conoscenti, che vengono ad ammirarla…
Mi sorge spontanea una domanda??? Ma se a stento… parla il “ Padano ” e conosce qualche frase d’Italiano… quando l’ha imparato l’Abanese??? ed ancora, in quale lingua ha esposto i vari esami che durante il corso sosteneva… forse nella lingua Padana???  
V’immaginate uno che ha ripetuto quattro volte il superiore ed alla fine, il diploma gli è stato dato per  anzianità…, adesso quasi fosse un miracolo, sostiene gli esami di tre anni d’università in uno e tutti con buoni voti…

Dico, volevi avere una laurea a pagamento…, fosse questa Albanese, ma prepara almeno l’alibi meglio, fatti  un abbonamento  con i traghetti da Bari a Durazzo, in quei giorni ti fai convalidare un esame… avrai a conferma anche un visto nel passaporto d’entrata e d’uscita…, prenderai un traduttore giurato che possa assisterti ( pagato con regolare fattura…) durante l’esame…, ti farai vedere nell’Ateneo, qualche fotografia con professori e colleghi, sponsorizzerai donando qualche apparecchiatura/computer a questa università, pubblicherai qualche articolo nel tuo giornale padano, ti farai promotore ed ambasciatore, tra le repubbliche, d’Albania e Padania…, due Stati che hanno sempre subito la dominazione di Roma, la prima sotto Mussolini e la Monarchia mentre la seconda ancora oggi, con la Repubblica…

Si è vero…, hai ragione,  dovrai sacrificarti almeno per tre anni, ma alla fine, nessuno potrà smontare la tua LAUREA, che sappiamo bene…essere comprata… ma tanto chi dovrebbe scoprirlo… e poi anche se lo facessero… smonteresti tutto con le prove di cui sopra…… 

Lo capisco, fare quanto sopra, era per te troppo difficile, ci voleva un po’ di materia grigia…, e certamente sperare che la possedesse Belsito, era un’impresa inutile in partenza… comunque spero solo, che attraverso questa mia, non abbia dato l’illuminazione ora a qualcuno, di poter anch’esso andare a cercare sogni… universitari e pergamene da poter mostrare, tanto alla fine, queste lauree non valgono niente in Italia, ne ai fini accademici che per quelli professionali…; esse infatti anche se valide ed ottenute in quei paesi della Comunità Europea, vanno sempre verificate, ove si presentino differenze sostanziali nelle materie di formazione oppure nei campi di attività.
Le Direttive infatti, prevedono meccanismi di compensazione che si concretizzano in una prova attitudinale, in un tirocinio di adattamento e in una esperienza professionale complementare.

Comunque alla fine, con questo nostro sistema clientelare, la Laurea se la possiedi o la compri, alla fine purtroppo sotto il profilo lavorativo, ti servirà a poco, in quanto la sola formazione universitaria, per potersi immettere nel mercato, avrà necessità di essere supportata da un periodo di esperienza professionale, che mancando, porrà dei limiti all’inserimento nel mondo lavorativo…
Quale senso quindi dare a tutta questa megalomania, il volersi dimostrarsi per ciò che non si è…, l’apparire invece di essere, il voler cercare di migliorare… il proprio prestigio personale, cercando quindi, finte lauree, belle macchine, qualche escort…, anche queste fanno da contorno, per poter illudere chi possa mai guardarli, di capacità amatoriali, che in realtà poi, non possiedono… anche se vanno ripetendo a tutti… che loro… c’è l’hanno duro…

Tanto… alla fine, inutile eri… inutile sei stato ed inutile sarai sempre nella tua vita e puoi stare certo, che a nessuno verrà mai in testa, sia di volerti prendere ad esempio che ancor peggio, a volerti imitare!!!