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Cari Vescovi Siciliani…


Amate la giustizia Voi che governate la terra… dalla Bibbia (cfr Sapienza 1,1).

Ecco, con questo titolo iniziano dopo anni, di ” profondissima quiete ” e soprattutto di silenzi…, le riflessioni dei Vescovi di Sicilia, sulla attuale situazione sociale e politica nella nostra Regione…
Lo sguardo dicono è diretto verso i bisogni delle fasce più deboli della popolazione, quelle grida preoccupate ( finora inascoltate… ) dei cittadini, li ha finalmente convinti, che non è più il momento di tacere…

Quindi, desiderosi di dare voce a quei fedeli cristiani ( come odio quando s’interpone questa parola a situazioni terrene, che poco centrano con la religione… ) e facendo leva su quei valori, si cominciano ad indirizzare, ansie e prospettive, su coloro che sono demandati a responsabilità legislative e di governo…, ( chissà perché sento quell’odore acre… della politica…).

E’ quale potrà mai essere il desiderio di quanti operano all’interno di quel sistema ecclesiastico, a quale speranza affidano le loro preghiere e chissà poi, se ci potrà essere una eventuale soluzione…
Innanzitutto, si colpevolizza la chiusura anticipata di una legislatura dove il decadimento, politico, sociale ed economico, ha compromesso la coesione sociale, la qualità di vita delle famiglie e qualsivoglia prospettiva di futuro…
Come sempre quando si tratta di prendere posizione, gli uomini di ” Chiesa ” non si esprimono…, guai a schierarsi da una parte, meglio aspettare gli eventi e poi così poter salire sul carro dei vincitori.
Nessun pronunciarsi su aspetti strettamente politici, ma convinti, della propria radice morale, che chiama i ” cristiani “, a superare quell’egoismo personale, a discapito del bene comune…

Ed è la presenza di Gesù Cristo, speranza sempre viva, che quindi  li rende fiduciosi sulla possibilità di rinascita della nostra regione…
Ahh…, attraverso questo messaggio quindi,  possiamo cominciare a sentirci bene, pensare finalmente in maniera positiva, guardare gli attuali problemi come qualcosa di ormai superato…
Ed allora, percepita così tanta tracotanza, mi sento ispirato da credere che finalmente, finiranno quei momenti di sfiducia morale e quei decadimenti culturali, che la disoccupazione giovanile sarà uno spiacevole ricordo, mai più quelle schifose scorciatoie finora utilizzate per fini personali…, ed ora anche i precari troveranno finalmente conforto, e cosa dire dei nostri politici…, ecco che  consapevoli del loro ruolo, muteranno definitivamente quei loro comportamenti, iniziando ad operare per lo sviluppo ed il benessere comune, non più sperperi ma ovunque solidarietà e benessere in particolare per le fasce più deboli…; ed in questo nuovo cambiamento, anche i criminali si voteranno al bene e non ci sarà più posto per odio e violenza…, scompariranno i privilegi e le logiche clientelari, persino qualsivoglia interesse di “casta” verrà abbattuto e sarà definitivamente abbandonato, la solidarietà sarà la regola comune, che accompagnerà questa nuova era di vita civile…
Ecco, mi chiedevo, in un mondo fraterno come questo sopra descritto, a cosa servirebbe quindi quell’aiuto pastorale, con tanta insistenza donato???
Perché in 2000 anni la Chiesa, non è stata capace di educare, gli uomini nel rispetto di quei principi che sono propri dell’uomo…; come si spiega che la propria dottrina, non sia stata capace di cambiare le coscienze e intervenire quando queste, venivano costrette ed indirizzate verso percorsi criminali, contro l’umanità stessa…
A quale scopo quindi, ci si presenta ora, con la volontà di parlare per nome e per conto di ” Cristo ” quando esistono negligenze millenarie, che vi fanno complici di questo sistema, a cui tutti noi oggi apparteniamo…

Lasciate quindi al Signore la Sua Croce e rendete a Cesare ciò che è di Cesare,  perché così replicò Gesù a quegli “uomini subdoli” propri emissari dei sacerdoti, cosicché nessun uomo debba mai cadere in questo tranello,  cioè, che si deve obbedire alle leggi degli uomini, senza trascurare i doveri verso Dio.
Un invito quindi sempre alla giustizia, un richiamo ad attribuire i meriti a chi li ha e non a coloro che se li appropriano…

Cari Vescovi Siciliani…


Amate la giustizia Voi che governate la terra… dalla Bibbia (cfr Sapienza 1,1).

Ecco, con questo titolo iniziano dopo anni, di " profondissima quiete “ e soprattutto di silenzi…, le riflessioni dei Vescovi di Sicilia, sulla attuale situazione sociale e politica nella nostra Regione…
Lo sguardo dicono è diretto verso i bisogni delle fasce più deboli della popolazione, quelle grida preoccupate ( finora inascoltate… ) dei cittadini, li ha finalmente convinti, che non è più il momento di tacere…

Quindi, desiderosi di dare voce a quei fedeli cristiani ( come odio quando s’interpone questa parola a situazioni terrene, che poco centrano con la religione… ) e facendo leva su quei valori, si cominciano ad indirizzare, ansie e prospettive, su coloro che sono demandati a responsabilità legislative e di governo…, ( chissà perché sento quell’odore acre… della politica…).

E’ quale potrà mai essere il desiderio di quanti operano all’interno di quel sistema ecclesiastico, a quale speranza affidano le loro preghiere e chissà poi, se ci potrà essere una eventuale soluzione…
Innanzitutto, si colpevolizza la chiusura anticipata di una legislatura dove il decadimento, politico, sociale ed economico, ha compromesso la coesione sociale, la qualità di vita delle famiglie e qualsivoglia prospettiva di futuro…
Come sempre quando si tratta di prendere posizione, gli uomini di ” Chiesa “ non si esprimono…, guai a schierarsi da una parte, meglio aspettare gli eventi e poi così poter salire sul carro dei vincitori.
Nessun pronunciarsi su aspetti strettamente politici, ma convinti, della propria radice morale, che chiama i " cristiani ”, a superare quell’egoismo personale, a discapito del bene comune…

Ed è la presenza di Gesù Cristo, speranza sempre viva, che quindi  li rende fiduciosi sulla possibilità di rinascita della nostra regione…
Ahh…, attraverso questo messaggio quindi,  possiamo cominciare a sentirci bene, pensare finalmente in maniera positiva, guardare gli attuali problemi come qualcosa di ormai superato…
Ed allora, percepita così tanta tracotanza, mi sento ispirato da credere che finalmente, finiranno quei momenti di sfiducia morale e quei decadimenti culturali, che la disoccupazione giovanile sarà uno spiacevole ricordo, mai più quelle schifose scorciatoie finora utilizzate per fini personali…, ed ora anche i precari troveranno finalmente conforto, e cosa dire dei nostri politici…, ecco che  consapevoli del loro ruolo, muteranno definitivamente quei loro comportamenti, iniziando ad operare per lo sviluppo ed il benessere comune, non più sperperi ma ovunque solidarietà e benessere in particolare per le fasce più deboli…; ed in questo nuovo cambiamento, anche i criminali si voteranno al bene e non ci sarà più posto per odio e violenza…, scompariranno i privilegi e le logiche clientelari, persino qualsivoglia interesse di “casta” verrà abbattuto e sarà definitivamente abbandonato, la solidarietà sarà la regola comune, che accompagnerà questa nuova era di vita civile…
Ecco, mi chiedevo, in un mondo fraterno come questo sopra descritto, a cosa servirebbe quindi quell’aiuto pastorale, con tanta insistenza donato???
Perché in 2000 anni la Chiesa, non è stata capace di educare, gli uomini nel rispetto di quei principi che sono propri dell’uomo…; come si spiega che la propria dottrina, non sia stata capace di cambiare le coscienze e intervenire quando queste, venivano costrette ed indirizzate verso percorsi criminali, contro l’umanità stessa…
A quale scopo quindi, ci si presenta ora, con la volontà di parlare per nome e per conto di “ Cristo ” quando esistono negligenze millenarie, che vi fanno complici di questo sistema, a cui tutti noi oggi apparteniamo…

Lasciate quindi al Signore la Sua Croce e rendete a Cesare ciò che è di Cesare,  perché così replicò Gesù a quegli “uomini subdoli” propri emissari dei sacerdoti, cosicché nessun uomo debba mai cadere in questo tranello,  cioè, che si deve obbedire alle leggi degli uomini, senza trascurare i doveri verso Dio.
Un invito quindi sempre alla giustizia, un richiamo ad attribuire i meriti a chi li ha e non a coloro che se li appropriano…

Lotta all'evasione… 14 liste nere!!!

Dopo anni e anni di completa mancanza di controlli, arriva in Parlamento il nuovo decreto fiscale pronto a colpire tutti coloro che finora hanno goduto di controlli inesistenti o protetti da quel sistema nel quale i controlli non potevano o non dovevano essere svolti…
La verità è che la maggior parte di loro, sono oggi seduti nei posti chiave del nostro paese e quindi collegati e protetti in maniera biunivoca, quindi difficilmente controllabili… ora chissà quali veti e pressioni verranno imposte al Prof. Monti, per fare sì, che la riforma non passi…
Comunque la check list ( meglio definita black list ) composta da 14 articoli si divide nei seguenti modi:  
1) Lista AU contiene i nomi dei contribuenti da cui risultano aver immatricolato al PRA autovetture con potenze superiori a 21 cavalli fiscali e per i quali il reddito risulta superiore del 25%  rispetto al reddito dichiarato.
2) Benefici fiscali:
Attribuzione dei benefici fiscali, quali quella della ritenuta del 10% ora portata al 4% sui compensi pagati dai contribuenti che sfruttano del 36% e del 55%  per l’edilizia, ha permesso d’individuare quelle imprese che hanno evaso le imposte pur avendo emesso la fattura… 
3) Beni dei soci
Vengono stretti quei beni concessi a godimento ai soci o familiari dell’imprenditore, i quali a titolo gratuito o in condizioni più favorevoli di quelli di mercato, vengono utilizzati…
4) Black List
Una lista nera per quegli operatori che utilizzano transazioni con paesi a fiscalità privilegiata, controlli per importi superiori ai 500 euro.
5) Compensazioni
Per tutti coloro che hanno effettuato compensazioni all’agenzia delle entrate, con sanzioni fino al 200% dei crediti indebitamente compensati.
6) Operazioni comunitarie
Per tutte quelle operazioni , quali cessioni di beni e prestazioni di servizi, vengono create delle liste divise per tipologia e per importi realizzati con corrispondenti UE.
7) Liste integrative
Contiene i nomi di coloro che possiedono cavalli da corsa, camper e moto di cilindrata superiore ai 350cc o imbarcazioni da diporto o ancora beni di lusso acquistati in leasing ed infine proprietà immobiliari a seguito di aste giudiziarie…
8) Rapporti finanziari
Tutti coloro che svolgono operazioni finanziarie devono comunicare all’anagrafe le informazioni sui rapporti finanziari svolti, necessarie ai controlli, verranno così create delle liste con i contribuenti a maggior rischio d’evasione…  
9) Redditometro
Dal 2009 i contribuenti saranno selezionati in base allo scostamento del 20% tra il reddito dichiarato ed il reddito ricalcolato con il redditometro…
10) Scontrini non emessi
Vengono create delle liste per tutti quegli esercenti che in maniera ripetuta sono stati segnalati dall’autorità di controllo, violando l’obbligo di emettere scontrino fiscale…
11) Residenti all’estero
Con effetto 2006, vengono controllati tutti coloro che hanno richiesto la residenza estera, con verifica di controllo con coloro che hanno goduto dello scudo fiscale…
12) Spesometro
I contribuenti dovranno comunicare all’Agenzia delle entrate tutte le operazioni rilevanti ai fini Iva, sia attive che passive, nei confronti di ciascun cliente, fornitore anche privato…
13) Studi di settore
Vengono segnalati coloro che presentano differenze sostanziali tra ricavi o compensi ricostruiti e dichiarazioni dei redditi, evidenziando difformità ed incongruenze…
14) Lista T
Conterrà tutti i nominativi delle persone fisiche per le quali risultano quote di incrementi patrimoniali, che valorizzati nella misura di 1/5 superano del 25% il reddito netto dichiarato…
Come si vede un contenitore d’informazione per i nostri database, per poter colpire definitivamente coloro che  finora hanno goduto in questo paese, di completa immunità…
Sapere che circa 13 Miliardi possono essere recuperati da false dichiarazioni fa certamente piacere, certamente un po meno è dover sapere, che tutti questi soldi, sono venuti a mancare dalle casse dello Stato in almeno questi trent’anni, per una politica scellerata e per personaggi e connivenze, che per poco ci stavano portando al completo fallimento!!!
Aggiungerei alle 14 note una supplementare… si una 15° con un bel soggiorno vista mare, una vacanza premio , tutta natura e relax, per questi nostri “grandi” evasori, da potersi trascorrere presso una delle nostre tante piccole isole, tipo Pianosa, dove potranno finalmente dedicarsi ad attività agricole ed allevamento di bestiame, ai lavori manuali di ristrutturazione degli edifici esistenti, alla cucina, tutte attività svolte per il proprio sostentamento…, con una targa messa in bella mostra a ricordo dei loro bei comportamenti…
” Qui finisce la giustizia degli uomini, qui comincia quella di Dio “.

In nome di Dio…

Amore divino e carità cristiana.

” Dio è amore e chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui”…
Belle queste frasi ed ancora di più quanto queste sono state nel corso dei secoli messe in pratica…
E’ giusto ricordare ed è giusto sapere che quanto svolto in nome di Cristo non vada perduto…
Lo scempio è organizzato per papati:
Clemente V // Fra Dolcino: smembrato e bruciato il 13 marzo 1307. Suor Margherita e Frate Longino con circa mille dolciniani: bruciati lungo tutto il 1307. Soppressione dei Templari con stragi di massa con “torture inimmaginabili” perché accusati di eresia. Molay, Gran Maestro, arso vivo a Parigi dopo anni di atroci torture.

Benedetto XII // Francesco da Pistoia, Lorenzo Gherardi, Bartolomeo Greco, Bartolomeo da Bucciano, Antonio Bevilacqua e altri dieci frati Francescani: arsi vivi per predicare la povertà di Cristo a Venezia nel1337. Stessa sorte a Parma per Donna Oliva anch’essa perché seguace di S. Francesco.
Clemente VI // Francesco Stabili, detto Cecco d’Ascoli, il quale fu arso vivo per aver detto, a proposito delle tentazione di Gesù, che non è possibile vedere tutta la terra da una montagna per quanto alta fosse stata come veniva affermato da vangelo. Pietro d’Albano, medico, bruciato vivo perché accusato di stregoneria. Domenico Savi condannato al rogo come eretico per aver eretto un ospedale senza la benedizione della Chiesa.
Innocenzo VI // Pietro da Novara, Bernardo da Sicilia, Fra Tommaso vescovo d’Aquino e Francesco Marchesino vescovo di Trivento: torturati e bruciati vivi.

Gregorio XI // Continui roghi a Firenze, Venezia, Roma e Ferrara per eretici e accusati di favoreggiamento. Belramo Agosti, umile calzolaio, torturato e bruciato vivo per aver
bestemmiato durane una partita a carte, il 5 giugno 1382. Menelao Santori perché
conviveva con due donne, il 10 ottobre 1387. Lorenzo di Bologna accompagnato al rogo a colpi frusta per aver rubato una pisside, il 1° novembre 1388.
Gregorio XII // Dopo il periodo di tregua passato sotto Urbano VI, con Gregorio XII
riprendono le stragi e i roghi in una maniera estremamente spietata. La città che fu
particolarmente colpita fu Pisa. 1413: un giovane di nome Andreani fu torturato e bruciato vivo insieme alla moglie e alla figlia, perché aveva osato deridere i Padri Conciliari. 1414: Jean Hus e Gerolamo da Praga macellati e bruciati vivi per aver detto che la morale del vangelo proibisce ai religiosi di possedere beni materiali.

Eugenio IV // Giovanna d’Arco, bruciata viva per l’accusa di stregoneria (1431). Merenda e Matteo, due popolani, bruciati vivi dall’Inquisizione per rendere un favore alle famiglie dei Colonna e dei Savelli delle quali avevano parlato male. Ripetute stragi in Boemia contro gli hussidi, per le rimostranze fatte in seguito alla uccisione del loro maestro. Una delle stragi fu eseguita facendo entrare gli hussidi in un fienile al quale dettero fuoco dopo aver chiuso le porte. Il fatto fu così commentato da uno scrittore cattolico: “Appena entrati, si chiusero le porte e si appiccò il fuoco; e in tal modo quella feccia, quel rifiuto della razza umana, dopo aver commesso tanti delitti, pagò finalmente tra le fiamme la pena del suo disprezzo per la religione”.
Sisto IV // Tommaso Torquemada confisca i beni degli accusati di eresia e di stregoneria, arrivando ad accumulare tante ricchezze da essere temuto dallo stesso Papa che lo obbliga a versargli la metà del bottino. Quando arrivava in un paese come inquisitore, la popolazione fuggiva in massa lasciando tutto nelle sue mani. 800.000 ebrei allontanati dalla Spagna, con confisca dei beni, sotto pena di morte se fossero restati.10.200 bruciati vivi. 6.860 cadaveri riesumati per essere bruciati al rogo in seguito a processi (terminati tutti con la confisca dei beni) celebrati “post mortem” (dopo la morte). 97.000 condannati alla prigione perpetua con confisca delle proprietà. Infiniti roghi a Roma, intanto.

Alessandro VI // Gerolamo Savanarola bruciato vivo in Piazza della Signoria a Firenze il 23 maggio 1498 insieme ai suoi due suoi discepoli Domenico da Pescia e Sivestro da Firenze.
Tre ebrei arsi vivi in campo dei Fiori a Roma. 13 gennaio 1498. Gentile Cimeli, accusata di stregoneria arsa viva a campo dei Fiori il 14 luglio 1498. Marcello da Fiorentino arso vivo in piazza S. Pietro il 29 luglio 1498.
Giulio II // 4 donne giustiziate per stregoneria a Cavalese (Trento) nel1505. Diego Portoghese impiccato per eresia il 14 ottobre 1606. 30 persone bruciate vive a Logrono (Spagna) per stregoneria. Fra Agostino Grimaldi giustiziato per eresia il 6 agosto 1507. 15 cittadini romani massacrati dalle guardie svizzere per eresia nel 1513. Orazio e Giacomo di Riffredo, giustiziati per eresia il 30 aprile 1513.

Leone X // 30 donne accusate di stregoneria arse vive a Bormio nel 1514. Martino Jacopo giustiziato per eresia a Vercelli il 18 febbraio 1517. 80 donne bruciate vive in Valcamonica per stregoneria nel 1518. 5 eretici arsi vivi a Brescia il 13 aprile 1519. Baglione Paolo da Perugia decapitato per eresia alla Traspontina il 4 giugno 1520. Fra Camillo Lomaccio, Fra Giulio Carino, Leonardo Cesalpini strangolati in carcere per eresia l’8 luglio 1520.
Clemente VII // Anna Furabach, giustiziata per eresia il 9 maggio 1524. Migliaia di
anabattisti decapitati, arsi vivi, annegati e torturati a morte nel 1525. Una donna accusata di stregoneria arsa viva in Campidoglio il 30 settembre 1525. Claudio Artoidi e Lerenza di Pietro giustiziati per eresia il 16 maggio 1526. Rinaldo di Colonia giustiziato per eresia il 26 agosto 1528. Lorenzo di Gabriele da Parma e Tiberio di Giannantonio torturati e giustiziati per eresia il 9 settembre 1528. Berrnardino da Palestrina Burciato vivo per eresia il 20 novembre 1529. Giovanni Milanese bruciato vivo per eresia il 23 novembre 1530.

Paolo III // Nel 1540 uccisi tutti gli abitanti della città di Mérindol (Francia) per aver
abbracciato la fede dei protestanti Evangelici. I loro beni furono confiscati e la città rimase deserta e inabitata a lungo. Tutti gli anabattisti della città di Munster (Germania) furono massacrati. Giovanni di Leida, loro capo, fu ucciso dopo essere stato sottoposto “a orrendo supplizio” il 4 aprile 1535. Martino Govinin giustiziato nelle carceri di Grenoble il 26 aprile 1536. Francesco di Giovanni di Capocena ucciso per eresia nel 1538. Ene di Ambrogio giustiziato per eresia nel 1539. Galateo di Girolamo giustiziato nelle carceri dell’Inquisizione per eresia il 17 gennaio 1541. Giandomenico dell’Aquila. Eretico, bruciato vivo il 4 febbraio 1542. Federico d’Abbruzzo ucciso per eresia; il suo corpo fu portato al supplizio trascinato da un cavallo. Quello che rimase del suo corpo fu appeso alla forca il 12 luglio 1542. 2.740 valdesi furono massacrati dai cattolici in Provenza (Francia) nell’aprile del 1545. Girolamo Francese impiccato perché luterano il 27 settembre 1546. Baldassarre Altieri, dell’Ambasciata inglese, fatto sparire nelle carceri dell’Inquisizione nel1548. Federico Consalvo, eretico, giustiziato, il 25 maggio 1549. Annibale di Lattanzio giustiziato per eresia, il 25 maggio 1549.

Giulio III // Fanino Faenza impiccato e bruciato per eresia il 18 febbraio 1550. Domenico della Casa Bianca, luterano, decapitato il 20 febbraio 1550. Geronimo Geril Francese, impiccato per eresia, poi squartato, il 20 marzo 1550. Giovanni Buzio e Giovanni Teodori, impiccati e bruciati per eresia, il 4 settembre 1553. Francesco Gamba, decapitato e bruciato vivo per eresia, il 21 luglio 1554. Giovanni Moglio e Tisserando da Perugia, luterani, impiccati e bruciati vivi, il 5 settembre 1554.
Paolo IV // Istituzione del Ghetto a Roma con restrizioni contro gli ebrei ancor più severe del ghetto di Venezia. Cola Francesco di Salerno, giustiziato per eresia il 14 giugno 1555.
Bartolomeo Hector, bruciato vivo per aver venduto due Bibbie il 20 giugno 1555. Golla Elia
e Paolo Rappi, protestanti, bruciati vivi a Torino il 22 giugno 1555. Vernon Giovanni e
Labori Antonio, evangelisti, bruciati vivi il 28 agosto 1555. Stefano di Girolamo, giustiziato
per eresia, l’11 gennaio 1556.

Giulio Napolitano, bruciato vivo per eresia il 6 marzo 1556. Ambrogio de Cavoli, impiccato
e bruciato per eresia, il 15 giugno 1556. Don Pompeo dei Monti, bruciato vivo per eresia il 4
luglio 1556. Pomponio Angerio, bruciato vivo per eresia il 19 agosto 1556. Nicola Sartonio,
luterano, bruciato vivo il 13 maggio 1557. Jeronimo da Bergamo, Alessandra Fiorentina e
Madonna Caterina, impiccati e bruciati per omosessualità il 22 dicembre 1557. Fra
Gioffredo Varaglia, francescano, bruciato vivo per eresia il 25 marzo 1558. Gisberto di
Milanuccio, eretico, bruciato vivo il 15 giugno 1558. Francesco Cartone, eretico, bruciato
vivo il 3 agosto 1558. 14 protestanti bruciati vivi a Siviglia in Spagna nel 1559. 15
protestanti bruciati vivi a Valadolid in Spagna nel 1559. Gabriello di Thomaien, bruciato
vivo per omosessualità, l’8 febbraio 1559. Antonio di Colella arso vivo per eresia, l’8
febbraio 1559. Leonardo da Meola e Giovanni Antonio del Bò, impiccati e bruciati per
eresia, l’8 febbraio 1559. 13 eretici e un tedesco di Augsburg accusato di omosessualità arsi
vivi il 17 febbraio 1559. Antonio Gesualdi, luterano, giustiziato per eresia il 16 marzo 1559.
Ferrante Bisantino, eretico, arso vivo il 24 agosto 1559. Scipione Retio, eretico, uccico nelle
carceri della Santa Inquisizione sul finire del 1559.

Pio IV // I monaci dell’Abazia di Perosa (Pinerolo) si divertirono a briciare vivi a fuoco
lento un prete evangelico insieme ai suoi fedeli nel dicembre 1559. Carneficina di Valdesi in
Calabria nel dicembre del 1559. 4000 valdesi massacrati nel 1560 a Santo-Xisto, alla
Guardia, a Montalto e a Sant’Agata. Giulio Ghirlanda, Baudo Lupettino, Marcello Spinola,
Nicola Bucello, Antonio Rietto, Francesco Sega, condannati a morte perché sorpresi a
svolgere una funzione religiosa in una casa privata officiante la messa uno spretato
nel1560. Giacomo Bonello, bruciato vivo perché evangelista il 18 febbraio 1560. Mermetto
Savoiardo, eretico, arso vivo il 13 agosto 1560. Dionigi di Cola, eretico, bruciato vivo il 13
agosto 1560. Aloisio Pascale, evangelista, impiccato e bruciato l’8 settembre 1560. Gian
Pascali di Cuneo, bruciato vivo per eresia il 15 settembre 1560. Stefano Negrone, eretico,
lasciato morire di fame nelle prigioni della Santa Inquisizione, spira il 15 settembre 1560.

Stefano Morello, eretico, impiccato e bruciato il 25 settembre 1560. Bernardino Conte,
bruciato vivo per eresia nel novembre del 1560. 300 persone a Oppenau, 63 donne a
Wiesensteig e 54 a Obermachtal in Gemania, bruciate vive per stregoneria nel 1562.
Macario, vescovo di Macedonia, eretico, bruciato vivo il 10 giugno 1562. Cornelio di
Olanda, eretico, impiccato e bruciato il 23 gennaio 1563. Franceso Cipriotto, impiccato e
bruciato per eresia il 4 settembre 1564. Giulio Cesare Vanini, panteista, bruciato vivo dopo
avergli strappato la lingua. Giulio di Grifone, eretico, giustiziato.
Pio V // Con bolla papale viene imposta a Roma la chiusura di tutte le sinagoghe. Muzio
della Torella, eretico, giustiziato il 1° marzo 1566. Giulio Napolitano, eretico, bruciato vivo
il 6 marzo 1566. Don Pompeo dei Monti, decapitato per eresia il 3 luglio 1566. Curzio di
Cave, francescano, decapitato per eresia il 9 luglio 1566. 17.000 protestanti massacrati
nelle Fiandre da cattolici spagnoli. Giorgio Olivetto arso vivo perché luterano il 27 gennaio
1567. Domenico Zocchi, ebreo, impiccato e bruciato a Piazza Giudia nel Ghetto di Roma
il 1° febbraio 1567. Girolamo Landi, impiccato e bruciato per eresia il 25 febbraio 1567.

Pietro Carnesecchi, impiccato e bruciato per eresia il 30 settembre 1567. Giulio Maresco,
decapitato e arso per eresia il 30 settembre 1567. Paolo de Matteo, Ottaviano Fioravanti,
Giovannino Guastavillani e Geronimo del Puzo, murati vivi per eresia il 30 settembre 1567.
Gerolamo Donato con altri suoi confratelli dell’Ordine degli Umiliati, vengono giustiziati su
ordine di Carlo Borromeo, vescovo di Milano, poi fatto santo, dopo lunga tortura, per
eresia il 2 agosto 1570. Macario Giulio da Cetona, decapitato e bruciato per eresia il 1°
ottobre 1567. Lorenzo da Mugnano, impiccato e bruciato per eresia il 10 maggio
1668. Matteo d’Ippolito, impiccato e bruciato per eresia il 10 maggio 1568. Francesco
Stanga, impiccato e bruciato per eresia il 10 maggio 1568. Donato Matteo Minoli, lasciato
morire nelle carceri dopo avergli rotto le ossa e bruciato i piedi il 27 maggio 1568.
Francesco Castellani, Pietro Gelosi e Marcantonio Verotti, eretici, impiccati e bruciati il 6
dicembre 1568. Luca di Faenza, eretico, bruciato vivo il 28 febbraio 1568. Filippo Borghesi,
decapitato e bruciato per eresia il 2 maggio 1569. Giovanni dei Blasi, impiccato e bruciato
per eresia il 2 maggio 1569. Camillo Ragnolo, Fra Cellario Francesco e Bartolomeo
Bartoccio, bruciati vivi per eresia il 25 maggio 1569. Guido Zanetti, murato vivo per eresia
il 27 maggio 1569. Filippo Porroni, eretico luterano, impiccato l’11 febbraio 1570. Gian

Matteo di Giulianello, giustiziato per eresia il 25 febbraio 1570. Nicolò Franco, impiccato
per aver deriso il Papa l’11 marzo 1570. Giovanni di Pietro, eretico, impiccato e bruciato il13
maggio 1570. Aolio Paliero, eretico, impiccato e bruciato su espresso desiderio di Pio V, poi
fatto santo, il 3 luglio1570. Fra Arnaldo di Santo Zeno, eretico, bruciato vivo il 4 novembre
1570. Don Girolamo di Pesaro, Giovanni Antonio di Jesi e Pitro Paolo di Maranzano,
giustiziati per eresia il 6 ottobre 1571. Francesco Galatieri, pugnalato a morte dai sicari
pontifi perché eretico il 5 gennaio 1572. Dianora di Montpelier, Isabella di Montpelier,
Pellegrina di Valenza, Girolama Guanziana, eretiche, impiccate e bruciate il 9 febbraio
1572. Domenico della Xenia, eretico, impiccato e bruciato il 9 febbraio 1572. Teofilo
Penarelli, eretico, impiccato e bruciato il 22 febbraio 1572. Alessandro di Giulio, eretico
impiccato e bruciato il 26 febbraio 1572.
Gregorio XIII // Alessandro di Giulio e Giovanni di Giovan Battista, impiccati e bruciati
perché eretici il 15 marzo 1572.
Girolamo Pellegrino, impiccato e bruciato per eresia il 19 luglio 1572. 10.000 eretici
massacrati in Francia per ordine del Papa (strage degli Ugonotti- Notte di S. Bartolomeo)
il 24 agosto 1572. 500 eretici massacrati in Croazia per ordine del vescovo cattolico Juraj
Draskovic in tutto il 1573. Nicolò Colonici eretico impiccato e bruciato. Giovanni Francesco
Ghisleri, strangolato nelle carceri dell’Inquisizione il 25 ottobre del 1574. Alessandro di
Giacomo, arso vivo il 19 novembre 1574. Benedetto Thomaria, eretico, bruciato vivo il 12
maggio 1574. Don Antonio Nolfo, eretico, giustiziato il 29 luglio 1578. Giovanni Battista di
Tigoni, eretico, giustiziato il 29 lugio 1578. Baldassarre di Nicolò, Antonio Valies de la
Malta, Francesco di Giovanni Martino, Bernardino di Alfar, Alfonso di Poglis, Marco di
Giovanni Pinto, Girolamo di Giovanni da Toledo e Gasparre di Martino, eretici, impiccati e
bruciati il 13 agosto 1578. Fra Clemente Sapone, eretico, impiccato e bruciato il 29
novembre 1578. Pompeo Loiani e Cosimo Tranconi, eretici, impiccati e bruciati il 12 giugno
1579. 222 ebrei bruciati al rogo per ordine della Santa Inquisizione nel 1558. Salomone,
ebreo, impiccato per aver rifiutato il battesimo il 13 marzo 1580. Un inglese, di cui non ci è
pervenuto il nome, bruciato vivo per aver offeso un prete il 2 agosto 1581. Diego Lopez,

Domenico Danzarelli, Prospero di Barberia e Gabriello Henriquez, bruciati vivo per eresia
il 18 febbraio 1583.
Borro d’Arezzo, bruciato vivo per eresia il 7 febbraio 1583.
Ludovico Moro, eretico, arso vivo il 10 luglio 1583.
Fra Camillo Lomaccio, Fra Giulio Carino, Leonardo di Andrea strangolati nel carcere di Tor
Nona per eresia il 23 luglio 1583.
Lorenzo Perna, arrestato per ordine del cardinale Savelli per eresia, giustiziato il 16 giugno
1584. La “Signora di Bellegard”, arrestata per eresia, giustiziata a fine ottobre 1584.
Giacomo Paleologo, decapitato e bruciato il 22 marzo 1585. I fratelli Missori decapitati il 22
marzo 1585 per aver espresso il diritto alla libertà di stampa; le loro teste furono lasciate
esposte al pubblico.
Sisto V // Dopo l’esecuzione di una sentenza, disse: “Dio sia benedetto per il grande
appetito con cui ho mangiato”. Pietro Benato, arso vivo per eresia il 26 aprile 1585.
Pomponio Rustici, Gasparre Ravelli, Antonio Nantrò, Fra Giovanni Bellinelli, impiccati e
bruciati vivi per eresia il 5 agosto 1587.

Vittorio, conte di Saluzzo, giustiziato per eresia il 9 dicembre 1589. Valerio Marliano,
eretico impiccato e bruciato il 16 febbraio 1590. Don Domenico Bravo, decapitato per
eresia il 30 marzo 1590. Fra Lorenzo dell’Aglio, impiccato e bruciato il13 aprile 1590.
Gregorio XIV // Fra Andrea Forzati, Fra Flaminio Fabrizi, Fra Francesco Serafini, impiccati e bruciati il 6 febbraio 1591.
Giovanni Battista Corobinacci, Giovanni Antonio de Manno Rosario, Alexandro
d’Arcangelo, Fulvio Luparino, Francesco de Alexandro, giustiziati nel giugno
1590. Giovanni Angelo Fullo, Giò Carlo di Luna, Decio Panella, Domenico Brailo, Antonio
Costa, Fra Giovanni Battista Grosso, l’Abate Volpino, insieme ad altri seguaci di Fra
Girolamo da Milano, arrestati dalla Santa Inquisizione e giustiziati nel1590. Tutto questo
ben di Dio in un solo anno di Santo Pontificato.


Clemente VIII // Giordano Bruno, bruciato vivo per eresia il 17 febbraio 1600. Quattro donne e un vecchio bruciati vivi per eresia il 16 febbraio 1600. Francesco Gambonelli, eretico, arso vivo il 17 febbraio 1594. Marcantonio Valena e un altro luterano, di cui non ci è noto il nome, arsi vivi nell’agosto del 1594. Graziani Agostini, eretico impiccato e bruciato, nel 1596.
Prestini Menandro, eretico impiccato e bruciato, nello stesso anno. Achille della Regina, giustiziato nel giugno 1597.
Cesare di Giuliano, eretico impiccato e bruciato nello stesso anno. Damiano di Francesco, Baldo di Francesco, Giovanni Angelo De Magistri, Don Ottavio Scipione, eretici, decapitati e bruciati nel 1597. Giovanni Antonio da Verona e Fra Celestino, eretici, bruciati vivi il 16 settembre 1599. Fra Cierrente Mancini e Don Galeazzo Porta, decapitati per eresia il 9 novembre 1599. Maurizio Rinaldi, eretico, bruciato vivo il 23 febbraio 1600. Francesco
Moreno, eretico, impiccato e bruciato il 9 giugno 1600. Nunzio Servandio, ebreo, impiccato
il 25 giugno 1600. Bartolomeo Coppino, luterano, arso vivo il 7 aprile 1601.
Tommaso Caraffa e Onorio Costanzo, eretici, decapitati e bruciati il 10 maggio 1601.
Paolo V // Giovanni Pietro di Tunisi, impiccato e bruciato nel 1607. Giuseppe Teodoro,
Felice d’Ottavio, Francesco Rossi, Antonio di Jacopo, Fortunato Aniello, Vincenti Pietro,
Umberto Marcantonio, Fra Manfredi Fulgenzio, eretici, impiccati e bruciati tra il 1609 e
il 1610. Battista Lucarelli e Emilio di Valerio, ebrei, impiccati e bruciati nel 1610. Don
Domenico di Giovanni, per essere passato dal cristianesimo all’ebraismo, impiccato
nel 1611. Giovanni Milo, luterano impiccato nel marzo 1611. Giovanni Mancini, per aver
celebrato la messa da spretato, impiccato e bruciato il 22 ottobre 1611. Jacopo de Elia,
ebreo, impiccato e bruciato il 22 gennaio 1616. Francesco Maria Sagni, eretico, impiccato e
bruciato il 1° luglio 1616. Arrestato un negromante zoppo, arso vivo per stregoneria nel
maggio 1617.

Lucilio Vanini, arso vivo per aver messo in dubbio l’esistenza di Dio il 17 febbraio 1618. Migliaia di eretici trucidati dai cattolici nei Grigioni in Valtellina nel 1620.
Urbano VIII // Galileo Galilei, torturato e condannato al carcere perpetuo quale eretico per aver affermato che la Terra gira intorno al Sole nel 1633. Ferrari Ambrogio, eretico, impiccato nel 1624. Donna Anna Sobrero, morta di peste in carcere dove era stata condannata a vita, nel 1627. Frate Serafino, eretico, impiccato e bruciato nel 1634. Giacinto Centini, decapitato per aver offeso la sovranità papale, nel 1635. Fra Diego Giavaloni,
eretico impiccato e bruciato, nello stesso anno. Alverez Ferdinando, bruciato vivo per
essersi convertito all’ebraismo, il 19 marzo 1640. Policarpo Angelo, impiccato e bruciato
per aver celebrato la messa da spretato, il 19 maggio 1642. Ferrante Pallavicino, eretico,
impiccato e bruciato nel 1644. Fra Camillo d’Angelo, Ludovico Domenico, Simone Cossio,

Domenico da Sterlignano, giustiziati per eresia nel 1644.
Innocenzo X // Giuseppe Brugnarello e Claudio Borgegnone, impiccati e bruciati per aver falsificato alcune lettere apostoliche nel 1652.
Alessandro II // Giovanni Fello, sacerdote, decapitato per eresia nel 1657. Circa 2.000 Valdesi massacrati dai cattolici nelle Valli Alpine nel1655.
Innocenzo XI // 20 ebrei condannati al rogo nel 1680. Vincenzo Scatolari, per aver
esercitato la professione di giornalista senza autorizzazione di Santa Madre Chiesa,
decapitato il 2 agosto 1685. Più di 2.000 Valdesi massacrati dai cattolici nelle Valli Alpine
per ordine diretto del Papa nel maggio 1686. 24 protestanti uccisi dai cattolici a Pressov in
Slovacchia nel 1687.

Innocenzo XII // Martino Alessandro, morto in carcere per torura il 3 maggio 1690. 37 ebrei bruciati vivi nel 1691. Antonio Bevilacqua e Carlo Maria Campana, cappuccini, decapitati perché seguaci del Quietismo di Molinos il 26 marzo 1695.
Clemente XI // Filippo Rivarola, portato al patibolo in barella per le torture ricevute, decapitato il 4 agosto 1708. Spallaccini Domenico, impiccato e bruciato per aver bestemmiato a causa di un colpo di alabarda ricevuto da una guardia papalina il 28 luglio 1711. Gaetano Volpini, decapitato per aver scritto una poesia contro il Papa il 3 febbraio 1720.

Clemente XII // Ripristinata la “mazzolatura” (rottura delle ossa a colpi di bastone). Pietro Giarinone, filosofo e storico, muore sotto tortura per aver sostenuto la supremazia del re sulla curia romana il 24 marzo 1736. Enrico Trivelli, decapitato per aver scritto frasi di rivolta contro il Papa il 23 febbraio 1737. Numerose vittime sotto questo pontificato sono
rimaste sconosciute, perché Clemente XII preferiva che morissero sotto tortura nelle carceri dell’Inquisizione piuttosto che giustiziarle nelle pubbliche piazze, per evitare proteste.

Clemente XIII // Tommaso Crudeli, condannato al carcere a vita per massoneria il 2 agosto 1740. Giuseppe Morelli, impiccato per aver celebrato l’eucaristia da spretato il 22 agosto 1761.
Carlo Sala, eretico, giustiziato il 25 settembre 1765. Carlo Sala è l’ultimo martire ucciso dalla Chiesa per eresia. Di qui in poi i massacri continuarono comunque. Decapitazioni, torture con mazzolature, impiccagioni e sevizie con squartamento o smembramento.
Pio VI // Solo 5 esecuzioni capitali nei suoi 4 anni di pontificato. In compenso gli ebrei vengono costretti a vestire abiti gialli per essere riconosciuti pubblicamente. Ricorda qualcosa?

Pio VII // Gregorio Silvestri, impiccato per cospirazione politica il 18 gennaio 1800.
Ottavio Cappello, impiccato perché patriota rivoluzionario il 29 gennaio 1800. Giovanni Battista Genovesi, patriota, squartato e bruciato il 7 febbraio 1800; la sua testa fu esposta al pubblico. Teodoro Cacciona, impiccato e squartato per furto di un abito ecclesiastico il 9
febbraio 1801. Paolo Salvati, impiccato e squartato per aver derubato un corriere del Papa l’11 dicembre 1805. Bernardo Fortuna, impiccato e squartato per furto ai danni di un corriere francese il 22 aprile 1806. Tommaso Rotilesi, impiccato per aver ferito un ufficiale francese. 161 esecuzioni capitali per reati comuni in 15 anni di pontificato.
Leone XII // Leonida Montanari, decapitato per aver offeso pubblicamente il Papa il 23 novembre 1825. Angelo Targhini, decapitato per aver ferito una spia papalina il 23 novembre 1825. 29 esecuzioni capitali per reati comuni.
Pio VIII // In un solo anno di pontificato 13 condanne capitali per reati comuni.
Gregorio XVI // Divieto assoluto di ogni libertà di parola o di espressione scritta che non seguisse i dettami di Santa Madre Chiesa. Divieto assoluto agli ebrei: nessuna attività sociale ed economica fuori del Ghetto. Giuseppe Balzani, decapitato per offese al Papa il 14 maggio 1833. Luigi Scopigno, decapitato per furto di oggetti sacri il 21 luglio 1840. Pietro Rossi, decapitato per furto il 9 gennaio 1844. Luigi Muzi, decapitato per piccolo furto il 19 gennaio 1844. Giovanni Battista Rossi, decapitato per furto il 3 agosto 1944. Altre 110 condanne a morte per reati comuni, decapitati, squartati e smembrati dal famoso boia Mastro Titta.

Pio IX // Romolo Salvatori, decapitato per aver consegnato ai garibaldini l’Arciprete di Anagni. Gustavo Paolo Rambelli, Gustavo Marloni, Ignazio Mancini, decapitati il 10
settembre 1851. Antonio de Felici, decapitato per aver attentato al Cardinale Antonelli il 24 gennaio 1854.
Poi la carneficina subisce un crollo verticale per lo sfondamento di Porta Pia.

Lo stupro è meno grave se la ragazza non è vergine…

Se il caso della sentenza di cassazione sullo stupro della minorenne, meno grave, in quanto non più vergine vi ha colpito, leggete questo articolo da “altalex” che approfondisce da un punto di vista giuridico la questione.
La nota vicenda criminosa al centro della cronaca giudiziaria, sulla presunta minore gravità della violenza sessuale ai danni di una minore non più vergine, merita chiarezza.
Nell’ambito dei reati contro la libertà personale, come noto, la minore gravità del fatto costituisce una attenuante speciale prevista dall’art. 609-quater, comma 3, c.p. , segnatamente per il reato di atti sessuali con minorenne.
Il delitto ex art. 609 quater c.p. testualmente recita: “Soggiace alla pena stabilita dall`articolo 609 bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che. al momento del fatto: 1) non ha compiuto gli anni quattordici; 2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l`ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest`ultimo, una relazione di convivenza. Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell`articolo 609 bis compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita fino a due terzi. Si applica la pena di cui all’articolo 609 ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci”.
Il reato ascritto, innanzitutto, è quello di cui all’art. 609 quater, caratterizzato dall’assenza di pressioni coercitive, (Cass. pen. 29662/2004); in tal senso la Corte evidenzia che: “si era trattato di un rapporto pienamente assentito dalla stessa che ne aveva scelto le modalità”.
La Cassazione, dunque, entrando nel merito della quaestio, evidenzia una aporia logica nella motivazione del collegio di merito: lo stesso riconosce, con riguardo alla consumazione del rapporto, che si era trattato di un rapporto assentito dalla stessa, la quale, in particolare, ne aveva scelto le modalità.
Sempre la stessa Corte di merito, proseguendo, nega la diminuente della minore gravità del fatto di cui all’art. 609-quater, comma 3, c.p. proprio con riferimento alle “modalità innaturali del rapporto”.
Gli ermellini, a questo punto, rilevano un evidente punto nevralgico motivazionale: lo stesso fatto (modalità del rapporto) è addotto sia in veste negativa, (a svantaggio del condannato), sia in veste positiva, (a vantaggio dello stesso).
La Suprema Corte, quindi, evidenzia, “che è bensì vero che ciò non elimina la riprovevolezza della condotta dell’imputato che in realtà si è avvalso dello stato di soggezione in cui la giovane vittima si trovava nei suoi confronti per essere inserita nello stesso nucleo familiare da lui costituito con la di lei madre convivente” ma “in questo contesto non sembra possa convenirsi con l’impugnata sentenza laddove afferma la gravità dell’episodio deducendola dalle modalità innaturali del rapporto, che in realtà furono scelte con avvedutezza della minore in quanto a suo dire idonee ad evitare i rischi che un diverso rapporto poteva comportare per la sua salute a causa della pregressa condizione di tossicodipendente dell’imputato”.
Non appare razionale, ad avviso del Collegio, pertanto, che l’agente possa essere escluso dal benefico della diminuente per un aspetto connotativo del comportamento delittuoso scelto dal soggetto passivo.
Tanto dedotto in fatto, la Corte si sofferma a valutare l’incidenza della condotta delittuosa sul bene giuridico tutelato dalla norma, ovvero “il corretto sviluppo della personalità sessuale del minore”, incidenza che va valutata in concreto, (Cass. pen. 12007/2003): il Collegio non condivide, quindi, la sentenza di merito dove ritiene le modalità di consumazione del rapporto sessuale “tali da compromettere l’armonioso sviluppo della sfera sessuale della vittima”.
Ad avviso del Collegio: “l’affermazione è infatti del tutto apodittica in quanto trascura di considerare quanto nella stessa sentenza poco prima si è rilevato, e cioè che la ragazza già a partire dall’età di 13 anni aveva avuto numerosi rapporti sessuali con uomini di ogni età di guisa che è lecito ritenere che già al momento dell’incontro con l’imputato la sua personalità dal punto di vista sessuale fosse molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età”.
La disamina oggettivo-giuridico della sentenza non può che lasciare perplessi: se non altro per la disinformazione assolutamente censurabile.
La sentenza non ha mai affermato che “lo stupro è meno grave se perpetrato ai danni di una ragazza non più vergine”; ha semplicemente dedotto che, una donna la quale abbia già intrattenuto rapporti sessuali con molti adulti ha senza dubbio una maggiore maturità sessuale.
Quanto al fatto tipico, è opportuno ricordare che la stessa Corte ribadisce che esso merita la stessa riprovevolezza, (nulla di meno dunque), ma si tratta, sul piano concreto, di un rapporto sessuale consumato con la volontà della minorenne la quale aveva ella stessa scelto le modalità consumative della relazione.
Quando i Giudici “sbagliano” è sicuramente corretto dirlo ed anche ad alta voce: altrettanto occorrerebbe fare, tuttavia, quando a sbagliare sono i giornalisti.
La sentenza Cass. pen. 6329/06, concludendo, non merita certo di essere “dimenticata con ignominia”: resta opinabile, condivisibile, dal punto di vista giuridico ma, sicuramente, “non ha detto quello che è stato detto”.
(Altalex, 21 febbraio 2006. Nota di Giuseppe Buffone)
Corte di cassazione
Sezione III penale
Sentenza 17 febbraio 2006, n. 6329
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con sentenza del 25 novembre 2003 la Corte d’appello di Cagliari decidendo sulla impugnazione proposta da T.M. avverso la sentenza in data 30 novembre 2001 del tribunale della stessa città – che lo aveva condannato alla pena di anni tre e mesi quattro di reclusione per il delitto di violenza sessuale ed a quella di mesi due di reclusione per i reati di percosse e minacce – dichiarava di non doversi procedere per intervenuta remissione della querela in ordine al reato di percosse e rideterminava la pena per i reati sub b) e c) nella misura di gg. 15 di reclusione, confermando nel resto con condanna dell’appellante anche alle spese di costituzione e rappresentanza della costituita parte civile.
Con il primo motivo di appello l’imputato aveva negato il pregresso rapporto di convivenza con la ragazza, S.V., vittima della violenza.
La Corte di merito replicava che le risultanze testimoniali dimostravano il contrario ed altrettanto risultava in definitiva dalle stesse dichiarazioni dell’imputato che aveva parlato di una volontà calunniosa della parte lesa originata dai suoi rimproveri per lo scarso impegno scolastico.
Con altro motivo erano state evidenziate le inesattezze in cui era caduta la ragazza. La Corte osservava che erano inesattezze di carattere marginale e che doveva escludersi il dolo di calunnia nel suo racconto anche perché non aveva avuto difficoltà a riferire dei suoi incontri precedenti con uomini giovani e meno giovani.
Con un’ulteriore motivo aveva sottolineato che la parte lesa aveva falsamente negato di avere parlato dei suoi rapporti con l’imputato ed altresì che la denuncia era chiaramente finalizzata a liberarsi dello stesso.
La replica era che i testimoni avevano confermato il racconto della parte lesa e che per sbarazzarsi del T. sarebbe stato sufficiente denunciare i maltrattamenti ai quali sottoponeva la famiglia.
La gravità del fatto escludeva infine ad avviso della Corte che il fatto stesso potesse configurarsi come fatto di minore gravità.
L’imputato propone personalmente ricorso per cassazione denunziando con un unico motivo mancanza ed illogicità manifesta della motivazione laddove la sentenza impugnata ha negato la minore gravità di cui all’art. 609-quater, comma 3. Rappresenta infatti che si è trattato di un unico rapporto, pacificamente acconsentito dalla ragazza che si era rifiutata ad un rapporto completo ma aveva optato senza difficoltà per un coito orale e che infine fin dall’età di 13 anni la stessa aveva avuto rapporti con giovani ed adulti.
MOTIVI DELLA DECISIONE
L’unico motivo di ricorso merita di essere accolto.
La diminuente della minore gravità del fatto di cui all’art. 609-quater, comma 3, c.p. è stata negata dalla Corte territoriale con riferimento alle “modalità innaturali del rapporto”, ritenute tali da compromettere “l’armonioso sviluppo della sfera sessuale della vittima”.
L’affermazione si pone in contrasto con quanto poco prima rilevato dalla stessa Corte allorché ha proceduto alla ricostruzione dell’unico episodio – quello riprodotto nel capo di imputazione – di abuso sessuale posto in essere dall’imputato ai danni della minore: si era trattato di un rapporto pienamente assentito dalla stessa che ne aveva scelto le modalità. L’imputato infatti intendeva avere un rapporto completo ma la ragazza, consapevole che l’uomo aveva avuto problemi di tossicodipendenza, aveva optato per un, a suo avviso, meno rischioso rapporto orale.
Ora è bensì vero che ciò non elimina la riprovevolezza della condotta dell’imputato che in realtà si è avvalso dello stato di soggezione in cui la giovane vittima si trovava nei suoi confronti per essere inserita nello stesso nucleo familiare da lui costituito con la di lei madre convivente. Ma tale relazione interpersonale fa parte dell’elemento oggettivo della fattispecie delittuosa tipica di cui si tratta (punita con la reclusione da 5 a 10 anni di reclusione) senza la quale quest’ultima non si sarebbe integrata in quanto pacificamente all’epoca del fatto la ragazza aveva compiuto 14 anni e come si è visto la stessa aveva prestato il proprio consenso al rapporto sessuale.
In questo contesto non sembra possa convenirsi con l’impugnata sentenza laddove afferma la gravità dell’episodio deducendola dalle modalità innaturali del rapporto, che in realtà furono scelte con avvedutezza della minore in quanto a suo dire idonee ad evitare i rischi che un diverso rapporto poteva comportare per la sua salute a causa della pregressa condizione di tossicodipendente dell’imputato.
Ancora meno condivisibile è l’altra affermazione della stessa sentenza, relativa alle negative conseguenze indotte da questo rapporto sullo sviluppo sessuale della minore.
L’affermazione è infatti del tutto apodittica in quanto trascura di considerare quanto nella stessa sentenza poco prima si è rilevato, e cioè che la ragazza già a partire dall’età di 13 anni aveva avuto numerosi rapporti sessuali con uomini di ogni età di guisa che è lecito ritenere che già al momento dell’incontro con l’imputato la sua personalità dal punto di vista sessuale fosse molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età.
Alla stregua delle considerazioni che precedono e tenendone il debito conto, la Corte territoriale ala quale gli atti devono essere restituiti dovrà valutare se il diniego della attenuante in parola possa essere deciso con il supporto di una motivazione diversa da quella testè censurata.
P.Q.M.
La Corte Suprema di Cassazione annulla la sentenza impugnata limitatamente al diniego della attenuante di cui all’art. 609-quater, comma 3, c.p. e rinvia ad altra sezione della Corte d’appello di Cagliari.

Mario Ciancio indagato per associazione mafiosa…

A Catania la notizia ha fatto subito il giro della città…
L’editore e direttore del quotidiano La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo, è stato iscritto nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa dalla Procura della Repubblica di Catania.
Non mi importa sapere a quali episodi fa riferimento la magistratura, ma ciò che mi incuriosisce e come mai soltanto ora se ne parla…
Non vorrei, che in questo momento particolare, in cui la nostra politica nazionale ed in particolare quella regionale, sono, sotto dichiarato attacco,  quotidianamente ed a turno, chiunque senza alcun escluso, possa ritrovarsi indagato, per ritrovate dichiarazioni,  per nuove situazioni che sotto amnesia erano state dimenticate, ed ora riaffiorano con precise puntualizzazioni…
Sembra che un nascosto compositore d’orchestra, stia manovrando da dietro il palco, le fila di un progetto che ancora non trova risposta… ma che riesce a creare i presupposti di confusione e instabilità, da cui certamente oggi ottiene, quanto in precedenza predisposta in maniera  chirurgica…    
Ciò che poi rappresenta una mancanza delle nostre istituzioni e vedere publicate le notizie delle inchieste, coperte dal segreto istruttorio, prima nei telegiornali e successivamente nei tribunali di competenza…
Si parla di interessi economici… vorrei sapere chi avendone le possibilità, non investa una parte del proprio patrimonio, in iniziative che possano garantirne reddito e quindi utile…, certamente superiori alle percentuale d’interesse, offerte dai Titoli di stato… BOT,BTP, CCT, CTZ!!! Ma poi, stiamo parlando d’imprenditori, che ovviamente meglio di chiunque altro, sanno riconoscere a quali rischi e a quali vantaggi, una operazione possa certamente condurre…
Vedrete che alla fine…tutto si concluderà con un niente di fatto, come il 65% dei nostri processi italiani, che alla fine non ottiene alcun risultato!!!
Sarei curioso di sapere, come oggi il Sig. Ciancio ( che non conosco… e non mi interessa conoscere…), risulta certificato attraverso il proprio casellario giudiziario… considerato che al momento, per quanto di mia conoscenza, non abbia mai commesso alcun illecito…

Non stiamo parlando di un giovane di ventanni, ma di una persona che nei suoi 50′ anni d’attività avrebbe certamente e commettere qualche reato… avere qualche macchia… ed invece niente di niente…ed ora all’improvviso come per magia, viene indagato e diffamato…
Sono certo che tra un po’, qualche altro nome importante, uscirà fuori dal cilindro magico…
Qualcuno vuole certamente illuderci, del gran lavoro svolto nel nome e per conto degli interessi della comunità e dei comuni cittadini…
A me sembra essere ritornati a sistemi  coercitivi, istaurati in maniera dittatoriale, anche nel nostro Paese, qualche decennio fa…
Spero, prima dei miei prossimi 40 anni ( non che ci tenga particolarmente…) di riuscire a vedere almeno come andrà a finire…