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Provo a spiegare in maniera semplice, in quali modi si sviluppa l'imprenditoria mafiosa…

Ed allora, partendo dall’attuale condizione e cioè che non esistono nella mia regione (ma credo che la regola valga anche per tutte le altre…) soggetti talmente abili dal saper sviluppare dal nulla “strabilianti e innovative” attività imprenditoriali a cui nessuno aveva pensato prima o altresì tralasciando di evidenziare in questa sede eventuali miei conterranei (di cui non ho mai sentito parlare) che in questi anni sono stati capaci di generare sviluppi economici/finanziari tali da poter alterare anche lo stato sociale di noi isolani, beh… ciò che resta è una mera manipolazione (poco chiara) del territorio, in ogni suo aspetto, già… attraverso quel sottomesso meccanismo clientelare/mafioso a cui si lega solitamente il degrado morale della nostra classe politico/dirigenziale!!!

Vediamo quindi in quali modi questi diciamo “eccezionali” soggetti (senza alcuna adeguata preparazione…) siano riusciti a creare dal nulla, processi finanziari che hanno permesso a quelle loro attività imprenditoriali di cresciere (in pochi anni) in maniera considerevole, sapendo (ciascuno di noi e ancor più le forze dell’ordine preposte, sì…. basta fare una semplice verifica bancaria e/o patrimoniale) di come questi pseudo “imprenditori”, non abbiano mai posseduto alcunché, neppure a livello familiare, quantomeno da consentirgli di investire – anche solo una parte di quel loro denaro – per inedite iniziative!!!

Ed allora, mancando quel presuposto fondamentale per poter iniziare una qualsivoglia attività idealizzata – mi riferisco alla disponibilità di denaro – ecco che provano a ricercare (sapendo a priori – viste le condizioni personali – di non aver alcun risultato…) quelle risorse finanziarie presso diversi Istituti di credito, ben sapendo che senza alcuna garanzia personale, quest’ultimi, non rilasciano neppure un fido di poche centinaia di euro!!!

Ecco quindi che questi naturali ostacoli conducono solitamente la maggior parte ad abbandonare quelle velleità imprenditoriali, ma c’è chi viceversa non si da per vinto e pervaso dalla propria fiducia, rivolge ora quella ricerca di capitale verso (ahimè) taluni soggetti di cui si è avuto conoscenza, ben sapendo che quest’ultimi siano fortemente legati a certi ambienti criminali…

Permettetemi di precisare che questa ultima opportunità non può esser compiutà da chiunque, non tutti infatti possono usufruire di quelle risorse finanziarie di provenienza illecita, perché bisogna innanzitutto appartenere a quell’associazione o quantomeno dimostrare di volerne fare parte condividendone le azioni…

Parliamo d’altronde di soggetti che hanno già accettato di voler perseguire taluni obiettivi specifici, in particolare quelli criminosi e quindi chi prova a entrare in quel “giro d’affari” sa bene che quanto gli verrà consegnato per esser investito in quel nuovo businbess proviene da attività illegali, quali ad esempio, riciclaggio, estorsione, contraffazione, spaccio di stupefacenti, prostituzione, lavoro a nero, etc…

Per cui, chi inizia ad operare sostenuto da quel sistema illegale sa bene d’esser diventato complice di quel sistema criminale, infatti egli permette di riciclare risorse di provenienza illecità, immettendole nei circuiti dell’economia legale e della finanza reale.

Quel denaro infatti inizia a realizzare i primi profitti e allora una parte di esso, viene ora investito in nuove acquisizioni, in particolare di beni immobili come capannoni, negozi, uffici, terreni, etc… ma non solo, anche particolari investimenti sono tenuti in considerazione, mi rifersco alla gestione e alla vendita di beni preziosi, come metalli, monete e diamanti… 

Ed allora, quell’impresa (di cui ripeto nessuno sapeva nulla…) inizia improvvisamente a compiere passi di crescita importanti nell’economia locale, ma non solo, essa si espande anche in altre regioni e in settori diversi, il tutto a scapito della concorrenza leale, i cui antagonisti difatti, vengono – anche in modi coercitivi – eliminati dal mercato!!!

Tra l’altro, nessuno deve provare a bloccare la crescita di quel nuovo asset imprenditoriale, perché tutti ormai sanno che dietro quell’improvvisata “testa di legno” vi è di fatto il reale proprietario, cioè il “boss” che ha sborsato il denaro per dare inizio all’attività, la stesso che poi, al momento opportuno si riprenderà , relegando a semplice subalterno quel inesperto “imprenditore” che però nel frattempo è passato da una condizione d’indigenza ad uno stato sociale più confortevole…

Ne frattempo quel boss avrà dato vita ad altre nuove imprese, tutte collegate tra esse, già… come “scatole cinesi”, affinchè si possa permettere al nuovo gruppo di celare l’enorme espansione, rendendo sempre più occulti gli investimenti del capitale circolante… 

E sì… perché uno dei principali sforzi che deve compiere quel gruppo di imprese (per sfuggire ai controlli) è rappresentato dalla mimetizzazione degli investimenti, affinchè le forze dell’ordine – preposte a quelle verifiche – abbiano difficoltà a risalire alle origini illecite.. sin dalla loro iniziale movimentazione e difatti quanto opportunamente compiuto in maniera celata, grazie al contributo di professionisti esperti del settore, rende (successivamente) difficoltoso il controllo agli organi giudiziari, gli stessi che solo successivamente procederanno con i noti provvedimenti giudiziari di sequestro e/o confisca!!!

E’ questo il motivo che lega entrambi quei poteri; già… imprenditori e mafiosi uniti in quell’unico scopo determinato dal calcolo utilitaristico, preferendo altresì di non generare conflitti che potrebbe compromettere quel tornaconto economico per entrambi…

Sono certo che ora avete intuito come alla base della formazione di molte nostre imprese (che definirei a partecipazione mafiosa…) vi siano motivazioni di potere; mi riferisco ai meccanismi di controllo non solo dei mercati locali ma anche del territorio; già… perché attraverso quella posizione economica conquistata, si è permesso ad uno pseudo imprenditore (ma soprattutto al suo socio occulto…) di indirizzare (quando – gentilmente – richiesto) quella propria influenza, verso i referenti di quel potere politico/istituzionale i quali – ahimè – evidenziano in ogni loro circostanza, di esser disposti a offrire qualcosa in cambio pur di ricevere quel pacchetto (preparato appositamente) di preferenze elettorali… 

Cosa aggiungere, per il resto in quesa terra non cambia nulla…

Solite briciole ai cittadini per i voti concessi, qualche posto di lavoro in cambio di una loro sottomissione, sottosviluppo e criminalità ovunque si guardi, ed ancora, disoccupazione e sfruttamento della manodopera, ma soprattutto ciò che da maggiormente fastidio è quell’obbligata subalternizzazione del governo nazionale (già perchè di quello regionale non si sente neppur parlare, se non epr cazz…) a progetti di sviluppo capitalistico, sì… finalizzati – come da oltre 60′ anni accade – agli interessi delle imprese del Nord e a tutte quelle imprese (illegali) che sono state volontariamente in questi anni create,  permettendo di generare quegli inevitabili baratti tra tutti i potere posti in campo: politico/imprenditoriale e mafioso!!!

A seconda della scelta che farete, tra 48 giorni… potrebbe non cambiare nulla!!!

Mancano 48 giorni alle prossime elezioni regionali e finalmente si è giunti con il delineare i nominativi di quei candidati alla presidenza della Regione…

Direte… questa finalmente è una notizia positiva!!! 
Per quanto mi riguarda, non me ne frega nulla di conoscere quei nominativi!!!
Mi piacerebbe di contro comprendere, da parte di quei “meravigliosi” addetti ai lavori, in quali modi pensano d’intervenire per risolvere i problemi di questa regione…
Non sto qui ad elencarli… basta rileggersi qualche mio precedente post, dove ho già analizzato in maniera dettagliata, gran parte delle criticità di questa terra…   
Per cui ora, senza voler generalizzare, sarebbe interessante conoscere i provvedimenti che desiderano adottare… sempre se, sono in condizioni di poter predisporre un qualche minimo programma d’intervento…
Allego in tal senso una bozza di schema e mi piacerebbe ricevere da parte loro, una qualsiasi risposta sui provvedimenti da voler intraprendere…  
La mia sensazione, ma credo che sia quella della maggior parte dei siciliani (di cui una gran fetta rappresenta per l’appunto quel 40% di astensionisti…) si è convinta che la maggior parte di quei candidati, sia nelle condizioni di modificare questo “Status quo“!!!
Anzi, l’impressione data da essi, è che si preferisca non affrontarli quei temi caldi e difatti, se ne escono solitamente tutti con le solite frasi approntate:
– cosa possiamo farci noi dopo che per 50′ anni c’è stato questo un mal governo??? 
– come potete dimenticare i danni compiuti dalla Dc???
– dopo che avete eletto questi ultimi tre governi… ora chiedete a noi di risolvere immediatamente tutti i problemi??? 
non siamo mica Harry Potter… non abbiamo la bacchetta magica!!!
– ci vorrà tempo e sacrificio, da parte di tutti, in particolare dei cittadini, che dovranno rimboccarsi le maniche e dare come sempre, il meglio di loro… 
– i problemi si sa… ci sono, e sono di difficile soluzione, anche e soprattutto a causa della presenza di quella ben nota criminalità organizzata (questo frase l’aggiunge il sottoscritto… perché loro non la pronunceranno mai, in particolare – in questo periodo – sotto elezioni!!!). 
La verità è che hanno deciso tutto a tavolino… e dei nostri problemi, non interessa alcunché… 
Perché ciò che interessa loro è insediarsi in quelle poltrone, scambiarsi quei vari posti e ricercare per se gli opportuni incarichi!!!
Ecco il motivo per cui non parlano di provvedimenti, non annunciano proposte, nessuno di loro che cerca di differenziarsi predisponendo quantomeno una bozza di programma su cose da fare, qualcuno che finalmente s’ispiri ad una crescita economica e occupazionale, ma che soprattutto dia ai siciliani quella dignità perduta!!!
Il sottoscritto, ha molta difficoltà a credere che nei prossimi cinque anni ci sarà una svolta… 
Sarà perché non credo nelle capacità della nostra classe politica, d’altronde come trascurare che da noi tutto si mette in atto dopo l’approvazione di chi comanda… di chi decide chi deve andare avanti e chi no, chi merita d’esser favorito e chi dovrà soccombere, chi potrà godere dei vantaggi personali (assunzioni, incarichi e quant’altro… ) grazie a quei noti meccanismi clientelari e chi contrariamente, resterà sempre dinnanzi all’uscio…
Ecco, sono questi i motivi che spingono quanti andranno a votare a non volersi soffermare a comprendere se quel candidato sia preparato, onesto o quantomeno abbia dimostrato d’aver fatto qualcosa di concreto…
No, a nessuno di loro interessa ciò… loro votano perché qualcuno glielo ha consigliato… un parente, un amico, un conoscente, qualcuno a cui si è chiesto un favore… oppure perché si è venduti quel proprio voto, per un buono di spesa in qualche supermercato…
Ecco in quali modi vengono selezionati i nostri politici… e la conseguenza di quella scelta la vediamo tutti…
Già, immediatamente dopo le elezioni, con quei rappresentanti che improvvisamente spariranno dalla nostra vista (e soprattutto da quei cartelloni pubblicitari…), dimostrando – se qualcuno avesse ancora dei dubbi – di non essere assolutamente all’altezza di quell’incarico ricevuto…
Vedrete, il fallimento della nostra regione è dietro l’angolo… poiché la condizione socio-economica dei suoi poveri conterranei… diventerà a breve ancor più disastrosa!!!
Ah… scusate, come??? Pensate che a breve, grazie a queste prossime personalità istituzionali, la situazione nell’isola cambierà??? Perché…??? Perché questi si dimostreranno più capaci di quanti li hanno negli anni preceduti??? 
Su quanto sopra, vorrei rispondere proponendovi un dialogo (tra nonno e nipote…) descritto in un bellissimo libro di Nicolai Lilin, intitolato “Educazione siberiana”:
– E lo sai perché Dio ha dato all’uomo una vita più lunga di quella degli animali?
– No, non ci ho mai pensato…
– Perché gli animali vivono seguendo il loro istinto e non fanno sbagli…
L’uomo vive seguendo la ragione, quindi ha bisogno di una parte della vita per fare sbagli, un’altra per poterli capire, e una terza per cercare di vivere senza sbagliare!!!

Di padre in figlio…

Una delle questioni più interessanti che difficilmente troverete nel nostro paese pubblicate, è rappresentata dal passaggio generazionale tra padre e figli…

In particolare, ciò che viene comunemente evidenziato è la mancanza di capacità delle nuove generazioni a saper condividere quelle strategie preimpostate, modelli di garanzia di una vita passata che ha saputo negli anni realizzare amicizie e profitti…
Questo modo d’accettare quanto a suo tempo loro consegnato, non viene oggi sentito da alcuni giovani come una opportunità di crescita, ma viceversa, questa situazione viene considerata un fardello… qualcosa con cui ci si dovrà sempre confrontare e che darà modo di ricevere (proprio da parte di quei predecessori, ora divenuti anziani…) critiche continue per ahimè, dimostrate inettitudini…  
Tutti i genitori che si sono fatti da se o che ai tempi hanno ricevuto dal proprio genitore quegli studi professionali, imprese, etc. – tempi allora in cui le decisioni familiari non si discutevano, ma bisognava esclusivamente impegnarsi negli studi già prestabiliti, in quanto intrapresi a sua volta dalle precedenti generazioni, affinché si proseguisse verso quell’avviata gestione ed escludendo sin da subito, qualsivoglia improvviso e destabilizzante cambiamento – dopo aver proseguito negli anni in modo disciplinato quanto gli è stato consegnato, dovranno ora prepararsi ad accompagnare a loro volta i propri figli in quel percorso, restando ad osservare e facendo loro applicare quelle regole ferree imposte, alle quali essi non hanno mai eseguito cambiamenti o modifiche, quest’ultime viste come fastidiose innovazioni…     
Certo, parliamo di un periodo nel quale l’Italia viveva un periodo economico fiorente, non vi erano crisi e tutti i settori erano in forte espansione…
Il nome del fondatore, diventava a volte figura rappresentativa per la propria città o anche della nazione, diventando di fatto modello sociale che poteva familiare che poteva essere tramandato per generazioni, sì… da padre a figlio, ai nipoti e così discorrendo…
Quanto sopra ovviamente aveva un senso pratico, in particolare quando quegli eredi dimostravano di meritarsi la “creatura” fin lì realizzata, altrimenti in caso contrario (e non era la prima volta che accadeva), quando le capacità dei figli non venivano ampiamente dimostrate o vi era in corso un conflitto familiare, ecco che accadeva egoisticamente che il proprio genitore portasse con se quella propria creatura, già… a morire, come quel Mazzarò nella novella di Verga: “robba mia… robba mia… vientene con me”!!!
Ed è quindi che soltanto quando i figli decideranno di andare avanti con le sole forze, quando dimostreranno di possedere a tutti l’innato coraggio, si potrà giungerà ad avere nella vita sociale ottimi professionisti…
Altrimenti, come sta accadendo da due generazioni, ci siamo ritrovati ad avere centinaia di migliaia di “figli di papà” che non sanno far altro che godersi i patrimoni ereditati e che con il passare del tempo, avranno come obbiettivo finale quello di distruggerne quanto loro tramandato…
Come si vede una totale differenza, tra chi mantiene una determinata impronta e chi persegue nuove strade, a volte diverse, rispetto ai programmi familiarmente imposti…
Sicuramente, la propensione da parte di alcuni genitori ad incentivare il livello d’istruzione dei propri figli aumenta con l’aumentare del livello d’istruzione da essi raggiunto, di contro la probabilità che i figli acquisiscano un livello di istruzione eguale o più elevato, si riduce di molto, quanto il livello di istruzione scende oppure è molto basso..
Coloro che infatti possiedono un livello educativo medio/alto hanno la particolare propensione a motivare fortemente i propri figli affinché acquisiscano livelli d’istruzione elevati, stimolandoli inoltre ad una forte aspirazione al successo non solo scolastica, ma anche professionale…
E’ chiaro però come l’attuale situazione comporti una disparità tra le famiglie, sia economica che culturale, ma soprattutto con una concreta applicazione di quella necessaria meritocrazia, ecco che tutte quelle politiche sociali volte a ridurre le differenze di opportunità sociali, non otterranno alcun risultato perché saranno sempre meno coloro che, attraverso l’istruzione, potranno sperare in una scalata sociale…. 
Infatti, osservando alla lunga il settore occupazionale, possiamo scoprire come il figlio di un operaio… resterà nella maggior parte dei casi anch’egli operaio (senza nulla togliere ad un lavoro certamente dignitoso… non è questo a cui faccio riferimento…), mentre ad esempio, il figlio di un Avv. e/o di un Ing., avrà certamente quei necessari appoggi, familiari e non solo, per farlo giungere all’ambito titolo…
Analoga circostanza si è andata ripetendo nella maggior parte dei casi, per quelle figure rappresentative, istituzioni, delle forze dell’ordine, della politica, ma anche per quei posti pubblici o di enti similari, che son passati da padre a figlio…
Anche nello sport è accaduto ciò, specificatamente nel nostro Paese, dove ad esempio nel calcio, i padri hanno lasciato in eredità quella professione al proprio figlio e oggi ne vediamo in campo anche i nipoti, certo a vederli in quelle squadre blasonate… assomigliano a dei brocchi!!!
E’ evidente quindi come in questo nostro paese diventi impossibile pensare di crescere, perché vi sarà sempre qualcuno che ha pensato d’occupare quel posto da voi desiderato e non vorrà mollarlo, neanche a morire, anzi se pensate che soltanto così si potrà forse liberare… vi sbagliate, perché c’è pronto già un discendente a prenderlo!!!
Non vi sarà mai quindi un vero e proprio cambio generazionale delle posizioni, perché i padri (già non idonei…) proseguiranno ora attraverso quei loro figli, i quali (nella maggior parte dei casi anch’essi inadatti…) dimostreranno incapacità professionale, disgraziatamente proprio in quegli ambiti nei quali (purtroppo per noi…) ahimè sono stati destinati, ma non solo, dimostrazione tutta la loro inadeguatezza contribuendo a incrementare in maniera negativa questo nostro già debole sistema…
Comunque, in questi anni qualcosa di positivo – nei rapporti personali tra padri e figli – è stato compiuto, già… ora si è molto più uniti!!!
Infatti… secondo uno studio redatto, sembra che i genitori “siciliani” – rispetto al resto d’Italia – dedichino il doppio del proprio tempo a disposizione ai figli, la comparazione dei dati è stata realizzata valutando gli anni passati…
Già, gli esperti aggiungono però che quanto sopra riportato, sia dipeso da una nuova condizione sociale, che prende per l’appunto il nome di: “disoccupazione”!!!

Voler guardare ancora indietro…

Ricordate la distruzione da parte di Dio della città di Sodoma…

La Bibbia racconta che Dio mandò due angeli in sembianze umane ad avvertire Lot ( nipote di Abramo ) perché fuggisse da quel paese, ma una volta che egli li accolse nella sua casa e li ebbe rifocillati, i cittadini Sodomiti bussarono alla sua porta per prendere i due visitatori per poter abusare di loro…
A quel punto Lot, per fermare la folla, offrì loro le sue due figlie vergini, perché venissero violentate al posto degli angeli…, e fu allora che Dio intervenne con un lampo accecante, facendo perdere la vista a quella folla  inferocita e permettendo a Lot ed alla sua famiglia di scappare via, ed in quella loro fuga di non guardare mai più indietro…. pena il castigo divino!!!
Ma durante la fuga la moglie di Lot, si girò, quasi volesse ripercorrere con la mente gli anni passati, e per aver contravvenuto all’ordine di non voltarsi a guardare, fu tramutata in una statua di sale (Genesi 19,1-26).

Tranquilli, non mi sono trasformato in predicatore, ma volevo paragonare un episodio biblico a quanto sta avvenendo in questi giorni nel nostro Paese…

Mi chiedevo quanti ancora in Italia sono disponibili a girarsi e guardare indietro, a ripercorrere nuovamente gli anni appena trascorsi e convincersi che, quanto svolto in tutti questi anni, dai nostri rappresentanti politici, potesse rappresentare qualcosa con cui ancora convivere…
Girarsi e guardare indietro, tentare di vedere qualcosa di sano, di accettabile, qualcosa che si potesse salvare, che possa rappresentare un momento diverso, una svolta da quel sistema basato su ruberie e malaffare, dove la corruzioni sono ovunque ed il giro di tangenti è diventato consuetudine, percepibile a tutti i livelli, dal più basso al più alto, ed ancora i ricatti e gli scheletri nascosti, che vengono a seconda delle circostanze pubblicati e dove certe costrizioni sono create appositamente, vedasi tutte quelle prestazioni sessuali offerte…, che non fanno altro che costringere alle dimissioni, l’avversario scomodo di turno…    
Io vorrei sapere, ma dove si vuole andare con questo stato di cose… ed è normale che si guardi ancora indietro, dove si vede solo e soltanto spazzatura, la stessa che finora ci è stata gettata addosso…
Mi piacerebbe ritrovare nelle persone quei valori ormai scomparsi, vorrei  nuotare in un paese limpido e  respirare un’aria pulita, ritrovare l’essenza di quelle scomparse virtù, dove i meriti e le competenze, riprendano quella giuste posizioni, una nuova scala di valori non più basata sulle raccomandazioni e sui favoritismi, ma sui meriti e capacità degli individui…
Cosa dire…, un paese il nostro che non garantisce i cittadini, che non salvaguarda gli interessi di tutti ma soltanto di qualcuno, un paese di politicanti che sanno soltanto chiederci il voto, senza però proporre alcuna soluzione definitiva a tutti quei problemi che quotidianamente vengono loro proposti ed a cui non sanno dare alcuna soluzione…, un paese gestito da vecchi che non permette ricambio generazionale se non affidandoli direttamente ai propri figli, un paese che muore scontando i propri giorni…
Voglio quindi guardare avanti e certamente non voglio tornare più indietro…, non desidero più assistere a questo stato di cose e per quanto possa valere, farò in modo che questo mio “piccolo e singolo voto“, continui a valere, esprimendolo in maniera incondizionata, ma soprattutto “libero”, dai soliti giochi meschini offerti di baratto!!!

Quale strada per cercare un lavoro..? Nessuna la solita raccomandazione!!!

Come sempre le strade sono tante e soprattutto in questi tempi di crisi, per reclutare personale le imprese, si affidano non certo ai canali informali ma tra quello delle conoscenze…
Lo scorso anno infatti le aziende che hanno fatto ricorso a società di servizi del lavoro sono state circa il 50% per arrivare ad un 20% nel Meridione…
Le segnalazioni dirette svolte da conoscenti è di oltre sei su dieci nel 2011,  mentre nel 2010 arrivava alla soglia del cinquanta per cento, percentuale che come detto sopra arrivava a sfiorare addirittura il 70-75% per nel mezzogiorno. 
I famosi curriculum, per accedere al mondo del lavoro, sono rappresentati dal 25% restante, infatti poco più di due imprese su dieci, per assumere, vanno a guardare i curriculum…
Ancor meno e limitato l’uso di altre forme, quali annunci e/o richieste con su stampa e/o centri per l’impiego. Quindi in definitiva, ricordatevi che la scelta dei datori di lavoro, ricade quasi sempre su persone che già conoscono o di cui ricevono una segnalazione…
Non dobbiamo certamente credere che queste rappresentano mere raccomandazioni, in quanto molte di queste sono costituite da rapporti professionali, dove la segnalazione hanno soltanto un carattere di semplice presentazione e dove invece la professionalità dell’individuo, rappresentata anche e soprattutto da precedenti esperienze lavorative, ne fanno poi la vera differenza…
Però, incuriosisce il fatto che in un’epoca dove le tecnologie messe a disposizione, dovrebbero cominciare a sentirsi, si resta legati a rapporti di fiducia, molto personali e poco professionali, quasi che si punti più a voler condizionare il neo assunto, attraverso ed anche, colui colei che in prima persona si era esposta nella segnalazione… ecco perché oggi, neanche i parenti si mostrano favorevoli a segnalazioni di alcun tipo… se non proprio strettamente necessari, quali un figlio o un nipote… 
Le famose società di banche dati, a cui inviare i nostri curriculum, operano anch’essi in egual maniera, dove non esiste una qualsivoglia graduatori ne d’ingresso che altresì di merito ma soprattutto dove i propri impiegati, privilegiano e segnalano, quasi sempre ( se onesti… ) parenti e amici, mentre ( se disonesti…) vendono le informazioni al miglior offerente…
Quindi queste società di lavoro interinale, soltanto nel 2,5% dei casi portano i giovani al lavoro e se lo fanno e soltanto per lavori di scarsa considerazione e a tempo determinato per brevi periodi…
Qualcosa per fortuna cambia se si passa alle Holding soprattutto se internazionali, dove la dimensione d’impresa essendo il quadro cambia: dopo i 50 dipendenti le aziende iniziano a fare più affidamento sulle loro banche dati ed a basarsi sui curriculum e quindi ecco che, più le aziende sono grandi e più la conoscenza diretta o tramite conoscenti del candidato perde importanza…
Ora ovviamente, in questo clima economico di crisi e incertezza, le imprese si muovono con molta cautela nella selezione di nuovi candidati e quindi riprende in grande considerazione la conoscenza diretta del soggetto, a scapito ovviamente della professionalità acquisita in ambito lavorativo…
Non bisogna comunque perdere la speranza… alla fine le proprie capacità vengono sempre premiate, come le incapacità altrui, che questione di tempo, usciranno certamente fuori, ed è questo che poi alla fine, farà sempre ed ovunque la giusta differenza… 

Quale strada per cercare un lavoro..? Nessuna la solita raccomandazione!!!

Come sempre le strade sono tante e soprattutto in questi tempi di crisi, per reclutare personale le imprese, si affidano non certo ai canali informali ma tra quello delle conoscenze…
Lo scorso anno infatti le aziende che hanno fatto ricorso a società di servizi del lavoro sono state circa il 50% per arrivare ad un 20% nel Meridione…
Le segnalazioni dirette svolte da conoscenti è di oltre sei su dieci nel 2011,  mentre nel 2010 arrivava alla soglia del cinquanta per cento, percentuale che come detto sopra arrivava a sfiorare addirittura il 70-75% per nel mezzogiorno. 
I famosi curriculum, per accedere al mondo del lavoro, sono rappresentati dal 25% restante, infatti poco più di due imprese su dieci, per assumere, vanno a guardare i curriculum…
Ancor meno e limitato l’uso di altre forme, quali annunci e/o richieste con su stampa e/o centri per l’impiego. Quindi in definitiva, ricordatevi che la scelta dei datori di lavoro, ricade quasi sempre su persone che già conoscono o di cui ricevono una segnalazione…
Non dobbiamo certamente credere che queste rappresentano mere raccomandazioni, in quanto molte di queste sono costituite da rapporti professionali, dove la segnalazione hanno soltanto un carattere di semplice presentazione e dove invece la professionalità dell’individuo, rappresentata anche e soprattutto da precedenti esperienze lavorative, ne fanno poi la vera differenza…
Però, incuriosisce il fatto che in un’epoca dove le tecnologie messe a disposizione, dovrebbero cominciare a sentirsi, si resta legati a rapporti di fiducia, molto personali e poco professionali, quasi che si punti più a voler condizionare il neo assunto, attraverso ed anche, colui colei che in prima persona si era esposta nella segnalazione… ecco perché oggi, neanche i parenti si mostrano favorevoli a segnalazioni di alcun tipo… se non proprio strettamente necessari, quali un figlio o un nipote… 
Le famose società di banche dati, a cui inviare i nostri curriculum, operano anch’essi in egual maniera, dove non esiste una qualsivoglia graduatori ne d’ingresso che altresì di merito ma soprattutto dove i propri impiegati, privilegiano e segnalano, quasi sempre ( se onesti… ) parenti e amici, mentre ( se disonesti…) vendono le informazioni al miglior offerente…
Quindi queste società di lavoro interinale, soltanto nel 2,5% dei casi portano i giovani al lavoro e se lo fanno e soltanto per lavori di scarsa considerazione e a tempo determinato per brevi periodi…
Qualcosa per fortuna cambia se si passa alle Holding soprattutto se internazionali, dove la dimensione d’impresa essendo il quadro cambia: dopo i 50 dipendenti le aziende iniziano a fare più affidamento sulle loro banche dati ed a basarsi sui curriculum e quindi ecco che, più le aziende sono grandi e più la conoscenza diretta o tramite conoscenti del candidato perde importanza…
Ora ovviamente, in questo clima economico di crisi e incertezza, le imprese si muovono con molta cautela nella selezione di nuovi candidati e quindi riprende in grande considerazione la conoscenza diretta del soggetto, a scapito ovviamente della professionalità acquisita in ambito lavorativo…
Non bisogna comunque perdere la speranza… alla fine le proprie capacità vengono sempre premiate, come le incapacità altrui, che questione di tempo, usciranno certamente fuori, ed è questo che poi alla fine, farà sempre ed ovunque la giusta differenza…