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L’unica arma che abbiamo: non smettere di denunciare – Seconda parte



Continuando con quanto avevo riportato ieri, non voglio fare di tutta l’erba un fascio e so bene che ci sono Procure che lavorano con efficienza, come quella di Venezia o come quella di Messina che in altre occasioni hanno dimostrato di saper intervenire con rapidità e competenza. 

Altresì so perfettamente che ci sono finanzieri, carabinieri, poliziotti che fanno il loro dovere con dedizione e professionalità, ma ahimè, come sempre accade in qualsivoglia realtà, le cose vanno purtroppo diversamente.

Vi sono territori in cui le denunce vengono archiviate come fossero “beghe condominiali“, altre in cui gli esposti restano nei cassetti per anni, ed altre ancora in cui le indagini non partono nemmeno perché manca la volontà (o perché mancano le risorse o perché, più semplicemente, ci sono connivenze che è meglio non indagare troppo a fondo).

E allora mi viene da pensare che forse il problema non è solo tecnico, non è solo una questione di norme da perfezionare o di piattaforme informatiche da blindare. Il problema è culturale, è sistemico, è radicato in una concezione dello Stato e della cosa pubblica che in certe zone del Paese è ancora troppo debole, troppo permeabile, troppo disponibile a farsi piegare da interessi privati. 

Perché se è vero che le truffe sui bonus edilizi avvengono da Nord a Sud, è altrettanto vero che al Sud spesso incontrano meno resistenza, meno controlli, meno conseguenze. E questo non per una presunta inferiorità morale dei meridionali, che sarebbe un’offesa e una sciocchezza, ma per una debolezza istituzionale che ha radici storiche e che si perpetua per inerzia, per complicità, per stanchezza.

Dicevo prima che non so più quante volte ho scritto su questo argomento. E ogni volta mi chiedo se abbia senso continuare, se qualcuno legga davvero, se qualcosa cambierà mai. Poi – come è successo in questi giorni – leggo di un sequestro da 77 milioni e penso che forse, in qualche modo, la denuncia serve. Serve a tenere accesa l’attenzione, serve a far sapere che qualcuno sta guardando, serve a ricordare che non tutto può passare in silenzio. Serve anche solo a dare conforto a chi si sente solo, a chi ha denunciato e non ha visto risultati, a chi si è sentito dire che stava esagerando, che doveva lasciar perdere, che tanto non sarebbe cambiato nulla.

Perché in fondo è questo il punto. Non è tanto credere che un post su un blog possa cambiare le cose, quanto piuttosto rifiutarsi di accettare che le cose non possano cambiare. È continuare a dire che non è normale che si rubino milioni di euro in questo modo, che non è normale che le istituzioni arrivino sempre dopo, che non è normale che chi denuncia debba aspettare anni per vedere giustizia. E che se non diciamo queste cose, se non le ripetiamo, se non le scriviamo nero su bianco ogni volta che si ripetono, allora davvero non cambierà mai nulla.

La Procura di Venezia ha fatto il suo lavoro. Ha sequestrato 77 milioni, ha indagato diciannove persone, ha bloccato ventitré società. Bene. Ma quanti altri milioni sono già stati portati via? Quante altre società fantasma sono ancora operative? Quanti altri crediti fittizi circolano in questo momento sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate? E soprattutto, quante altre persone, in Sicilia come altrove, stanno scoprendo in queste ore di avere nel loro cassetto fiscale crediti per lavori mai richiesti, e non sanno cosa fare, non sanno a chi rivolgersi, non sanno se denunciare o se tacere per paura di complicarsi la vita?

A queste persone, se mi leggono, voglio dire una cosa semplice. Denunciate. Sempre. Anche se vi sembra inutile, anche se vi dicono che è solo una perdita di tempo, anche se la Procura locale non vi ispira fiducia. Denunciate e mettete tutto per iscritto. Raccogliete documenti, fate copie, inviate PEC, chiedete ricevute. Perché anche se nell’immediato non succederà nulla, quel documento resterà, quella denuncia sarà agli atti, e prima o poi qualcuno la leggerà. E magari, come nel caso di Venezia, metterà insieme i pezzi di un puzzle che da soli sembravano insignificanti, ma che tutti insieme compongono il quadro di una frode.

Non è facile, lo so, non è veloce, non è garantito che porti a qualcosa e soprattutto – lo dico per esperienza personale – non è gratificante! Ma resta l’unica arma che abbiamo, perché se smettiamo di denunciare, se accettiamo l’idea che tanto è sempre andata così e sempre andrà così, allora davvero avremo perso. Avremo consegnato il Paese a chi lo considera una prateria da saccheggiare, a chi pensa che le leggi siano solo per i fessi, a chi è convinto che con un po’ di furbizia e qualche complicità si possa continuare a rubare impunemente.

Io continuerò a scrivere. Continuerò a seguire le inchieste, a commentare i sequestri, a denunciare le inefficienze, sì… continuerò a credere, nonostante tutto, che la legalità non sia un optional ma un fondamento, e che se vogliamo un Paese diverso dobbiamo cominciare a pretenderlo, ogni giorno, con costanza e con ostinazione.

Già… anche quando sembra inutile, anche quando sembra che nessuno ascolti, perché in fondo, la vera sconfitta non è nel: non riuscire a cambiare le cose! No…la vera sconfitta è smettere di provarci!

Settantasette milioni sequestrati: Già… la solita storia che si ripete. Prima Parte


Sono stanco di leggere per l’ennesima volta di sequestri milionari, di crediti fiscali fittizi, di organizzazioni che hanno fatto del Bonus facciate un bancomat personale. 

Questa volta è Venezia, con la sua Procura, che dispone il sequestro preventivo per quasi 77 milioni di euro, un’operazione che tocca mezza Italia, dal Veneto alla Sicilia, passando per Lombardia, Lazio e Campania. 

Ventiquattro immobili, conti correnti svuotati, crediti d’imposta bloccati sui cassetti fiscali di società fantasma. Un ragioniere di Padova che accede abusivamente ai dati di persone ignare, crea società intestate a prestanome, genera crediti inesistenti e li fa circolare come fossero moneta legale. Diciannove indagati, ventitré società coinvolte, trentatré persone che hanno beneficiato del meccanismo, anche inconsapevolmente. La macchina della frode gira a pieno regime, come sempre, come da anni ormai.

Non so più quante volte ho scritto su questo argomento. Già… non quante inchieste ho seguito, quanti sequestri ho commentato, quante denunce ho visto arrivare in Procura, eppure ogni volta che leggo una notizia come questa, non riesco ahimè a provare un misto di amarezza e di rabbia trattenuta, una sensazione che ti prende quando capisci che il sistema non impara, non si corregge, ancor peggio… non evolve, anzi, si ripete. Infatti, si replica con una precisione quasi industriale, come se esistesse un manuale delle truffe sui bonus edilizi che viene passato di mano in mano, da Nord a Sud, con qualche variante locale ma sempre lo stesso copione di fondo.

Parliamoci chiaro, i bonus facciate, il superbonus 110/00, le ristrutturazioni agevolate, sono stati pensati per rilanciare l’economia, per dare ossigeno alle imprese, per migliorare il patrimonio edilizio del Paese, non lo nego, ma nel momento stesso in cui venivano varate queste misure, chiunque avesse un minimo di esperienza sul campo sapeva benissimo che si sarebbero aperti i rubinetti non solo per i lavori veri, ma anche per quelli finti, per le fatture gonfiate, per i crediti fantasma. Non ci voleva una sfera di cristallo per prevederlo. Bastava guardare la storia di questo Paese, bastava ricordare come erano andate le cose con altri incentivi, con altre agevolazioni, con altri fondi pubblici messi a disposizione senza controlli adeguati.

Eppure nulla è stato fatto per prevenire. O meglio, qualcosa è stato fatto, ma sempre a valle, mai a monte. Le Procure si muovono, la Guardia di Finanza lavora bene, i sequestri arrivano, gli arresti anche. Ma tutto questo accade dopo, quando i soldi sono già usciti, quando i crediti sono già stati ceduti, quando le società sono già state svuotate. E nel frattempo, chi paga? Pagano i cittadini onesti, quelli che hanno fatto i lavori veri, che hanno presentato le carte in regola, che si ritrovano impantanati in una burocrazia kafkiana perché le banche non cedono più i crediti, perché lo Stato ha messo paletti su paletti per arginare le frodi, finendo per bloccare anche chi agiva nella totale legalità.

In Sicilia, questo schema lo abbiamo visto replicarsi decine di volte. Condomìni che si sono affidati a professionisti senza scrupoli, imprese fantasma che sono sparite dopo aver montato i ponteggi, amministratori che hanno fatto circolare crediti inesistenti, cassetti fiscali violati, persone morte che risultavano presenti alle assemblee condominiali. Sì, avete letto bene. Persone decedute che firmavano verbali, che davano il loro assenso a lavori mai iniziati, che autorizzavano cessioni di crediti per centinaia di migliaia di euro. E nessuno che controllava. Nessuno che verificava. Nessuno che si prendeva la briga di incrociare un dato, di fare una telefonata, di chiedere un documento in più.

Mi chiedo spesso, e lo scrivo da anni su questo blog, se il problema sia nella legge o in chi la deve applicare. Se manchino gli strumenti normativi o la volontà di usarli. Perché a leggere le inchieste che vengono fuori, a studiare i meccanismi delle truffe, ci si rende conto che non c’è nulla di particolarmente sofisticato. Non parliamo di hacker che violano sistemi informatici blindati, non parliamo di reti criminali internazionali con coperture politiche ai massimi livelli. Parliamo di gente che accede alla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate con credenziali SPID rubate o cedute, che carica documenti falsi, che crea fatture per lavori mai eseguiti, che sposta crediti da un cassetto fiscale all’altro come se stesse giocando a Monopoli. E per mesi, a volte per anni, nessuno se ne accorge.

Quando poi qualcuno denuncia, quando qualche cittadino più attento degli altri scopre che nel suo cassetto fiscale sono apparsi crediti milionari per lavori mai richiesti, ecco che parte l’indagine. E l’indagine, va detto, spesso porta a risultati. Ma nel frattempo il danno è fatto. I soldi sono stati spesi, riciclati, trasferiti all’estero. Le società sono state chiuse, i prestanome sono spariti, gli amministratori si sono dimessi e hanno aperto nuove partite IVA. E i condòmini, quelli veri, quelli che vivono negli appartamenti, che pagano le spese, che credevano di migliorare il loro edificio, si ritrovano con i cantieri fermi, con i ponteggi pericolanti, con i debiti in aumento e con la consapevolezza amara di essere stati presi in giro.

Ho seguito da vicino vicende di questo tipo. Ho visto famiglie disperate che avevano investito i risparmi di una vita in un appartamento, credendo che il bonus facciate fosse un’opportunità, e che si sono ritrovate con un immobile sventrato, con un’impresa latitante, con un amministratore indagato e con la paura di finire loro stessi nel mirino della giustizia per complicità inconsapevole. Perché questo è l’altro aspetto grottesco della faccenda. Non solo le truffe avvengono, non solo passano inosservate per mesi, ma quando vengono scoperte, il sospetto cade anche su chi ha subìto la frode. Come se fosse normale che un cittadino comune, che magari ha fatto il muratore tutta la vita o che lavora in un ufficio, debba essere in grado di distinguere una Cila vera da una falsa, di verificare se l’impresa edile ha i requisiti, di controllare se i crediti fiscali sono stati effettivamente caricati sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate.

E poi c’è il capitolo delle istituzioni locali. Perché quando tutto questo accade, quando un condominio si trova nel caos, quando i debiti si accumulano, quando le utenze vengono staccate perché nessuno ha pagato, dove sono i Comuni? Dove sono gli uffici tecnici che dovrebbero verificare le Cila, che dovrebbero fare sopralluoghi, che dovrebbero accertarsi che i cantieri siano veri e non solo di facciata, appunto? Troppo spesso la risposta è il silenzio. O peggio, la burocrazia difensiva. Quel meccanismo per cui nessuno vuole prendersi la responsabilità di dire sì o no, di bloccare un’operazione sospetta, di segnalare un’anomalia. Perché segnalare significa esporsi, significa crearsi nemici, significa rischiare di finire denunciati a propria volta da chi ha interessi in gioco.

La vicenda di Venezia, con i suoi 77 milioni sequestrati, è solo l’ennesima conferma di un sistema che non funziona. Un sistema in cui la frode è più veloce della prevenzione, in cui i controlli arrivano sempre troppo tardi, in cui chi dovrebbe vigilare spesso non vede, non sente, non parla!

Già… un Paese che – quando finalmente la giustizia interviene – ci vogliono anni per arrivare a una sentenza, mentre nel frattempo i truffatori hanno già riorganizzato il loro business altrove, magari con un altro bonus, con un altro incentivo, con un’altra occasione per sgraffignare soldi pubblici.

FINE PARTE PRIMA

La ragnatela dei “bonus” fantasma…


Già… ogni volta che apro le pagine delle cronache e mi imbatto nell’ennesima notizia di truffa sui “bonus edilizi“, provo un grande sconforto e una sensazione amara che conosco bene, perché in questi anni ho scritto decine di post su questo argomento, eppure – 

nonostante tutto – ogni nuova inchiesta riesce, ahimè, a lasciarmi senza parole. 

Quella di queste ore arriva dalla Procura di Venezia, e ha il sapore amaro di una conferma: i numeri sono da capogiro, le modalità sono le solite, e il danno è per tutti noi.

Siamo intorno ai 77 milioni di euro, tra crediti fiscali fantasma e beni sequestrati. Sembra che un ragioniere, secondo le indagini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, avrebbe messo in piedi un sistema spregiudicato: accesso abusivo ai cassetti fiscali di persone ignare, società intestate a prestanome, crediti d’imposta generati dal nulla e immediatamente ceduti

Un meccanismo che si è esteso come una ragnatela da Venezia a Milano, da Roma a Catania, passando per Napoli e Caserta. Ventiquattro immobili sequestrati, conti correnti bloccati per 3,6 milioni, crediti d’imposta ancora giacenti per 34,5 milioni. Diciannove indagati, ventitré società coinvolte, trentatré persone fisiche che – consapevoli o meno – si sono trovate al centro di questa ragnatela.

Leggendo i dettagli dell’inchiesta, mi sono tornate in mente le parole che ho usato tante volte, nei miei numerosi post, quasi fossero un ritornello. Ricordo ad esempio di quando parlai di quella prima inchiesta (casualmente anch’essa dalle parti di Treviso), dove i finanzieri scoprirono crediti fittizi per oltre 230 milioni. O quando raccontai di uno studio che, attraverso lo sconto in fattura e la cessione dei crediti, aveva creato un vortice di “denaro sporco” che finiva all’estero. 

E poi ancora la vicenda esilarante compiuta nella città di Messina, partita dalla denuncia di un cittadino che si ritrovò nel proprio cassetto fiscale 1,3 milioni di euro di crediti mai chiesti, oppure, quella di Sassari, con i lavori inesistenti e le fatture gonfiate e per l’ultima (tanto epr dire…), quella di pochi mesi fa, a Barletta, con 52 milioni di euro di falsi bonus.

Quel che colpisce, in questa come nelle altre storie, è la sensazione di assistere a un copione che si ripete identico. Le stesse modalità, gli stessi ruoli, le stesse falle nel sistema. L’accesso abusivo ai cassetti fiscali, l’uso di prestanome, la creazione di crediti d’imposta su lavori mai eseguiti, e poi la cessione a catena fino alla monetizzazione finale. 

Un’architettura che qualcuno definirebbe “ingegnosa”, se non fosse così criminale, e che lascia interdetti quando si pensa alla semplicità con cui viene messa in atto: bastano poche credenziali rubate, qualche documento contraffatto, e il gioco è fatto. Viene da chiedersi, a questo punto, se chi ha progettato questi meccanismi di accesso ai bonus sia stato semplicemente ingenuo, o se invece ci sia una miopia di fondo che non si riesce a superare.

C’è poi un altro aspetto che mi tormenta, e che ho già accennato in passato: La rapidità con cui certe procure e certe forze dell’ordine riescono a intervenire, rispetto alla lentezza di altre. In questa inchiesta, come in quella precedente sempre a Treviso, i risultati sono arrivati in tempi brevi, grazie a un lavoro meticoloso sui dati della piattaforma dell’Agenzia delle Entrate, sulle tracce bancarie, sulle testimonianze. 

Ma quante altre inchieste restano impantanate? Quante indagini non decollano perché manca quella spinta, quella determinazione che invece altrove fa la differenza? È una questione che ho già sollevato, e che continua a pesarmi: la distanza tra Nord e Sud non è solo geografica, è anche culturale, operativa. E mentre da una parte si sequestrano beni e si bloccano crediti, dall’altra si aspetta, si resta imbambolati, e il danno si allarga…

Il punto, però, è ancora più profondo. Perché queste truffe non colpiscono solo l’erario, non sono solo numeri su un bilancio pubblico. Colpiscono la fiducia di chi quelle agevolazioni le ha usate onestamente, di chi ha ristrutturato la propria casa sperando in un aiuto concreto dallo Stato. Colpiscono le imprese che lavorano pulito, che si trovano a competere con chi froda e inquina il mercato. E colpiscono tutti noi, che vediamo risorse destinate alla ripresa economica finire in mani sbagliate, disperse in un vortice di illegalità che non si ferma mai.

C’è chi, dopo tutte queste notizie, potrebbe pensare che ormai sia inutile indignarsi, che questa sia la legge del contrappasso, già… il prezzo da pagare per vivere in un Paese come il nostro, dove l’imbroglio è pane quotidiano! Io… non la penso così, anzi credo che indignarsi sia necessario, tenere alta l’attenzione e soprattutto denunciare, sia l’unico modo per non rassegnarsi! 

Ma non solo…  ritengo anche che ognuno di noi possa fare la sua parte, piccola ma concreta. Controllare il proprio cassetto fiscale, per esempio, segnalare qualsiasi anomalia, qualsiasi credito sospetto che appaia senza motivo. Denunciare alle forze dell’ordine, ma anche al Ministero dell’Economia, perché ci siano più occhi aperti su questi meccanismi.

Perché la verità è che “fatta la legge, si trova sempre l’inganno”. Ma se noi cittadini smettiamo di guardare, se abbassiamo la guardia, allora l’inganno diventa sistema. E questo ritengo, non possiamo permettercelo.

L'ennesimo bonus su lavori mai effettuati!!!

Ancora uan volta parlo di bonus…

Ho scritto in questi anni decine di post sull’argomento, ed ora nuovamente scopro come talune circostanze illegali si vadano a ripetersi!!!

Difatti, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Barletta Andria Trani, hanno eseguito un provvedimento applicativo di misura cautelare su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di 14 soggetti indagati per indebita percezione di erogazioni pubbliche utilizzando abusivamente crediti fiscali relativi ai cc.dd. “Bonus facciate”, “Bonus ristrutturazione” e “Sismabonus”, per un valore complessivo di oltre 52 milioni di euro…

Gli accertamenti hanno consentito di svelare un sistema fraudolento basato sulla creazione di falsi crediti d’imposta in capo a società ed a persone fisiche collegate agli organizzatori della frode; nello specifico è stato riscontrato che una società aveva ceduto crediti fittizi per lavori edili ed investimenti mai sostenuti su immobili totalmente inesistenti, nei confronti di 8 società, dislocate sul tutto il territorio nazionale, risultate in alcuni casi appena costituite, in altri qualificate come evasori totali, ovvero, in stato d’insolvenza…

I riscontri hanno permesso di configurare in capo agli amministratori di quelle società, ipotesi di reato di cui agli artt. 110 e 316 ter c.p. (indebita percezione di erogazioni pubbliche), in quanto i crediti d’imposta di cui sopra sono risultati originati da documenti falsi o attestazione di cose non vere – inserite nella “Piattaforma cessione crediti” – messa a disposizione dall’Amministrazione finanziaria.

Non so che dire, mi sembra assurdo che dopo tanti anni in cui circostanze come queste sono state portate alla luce, qualcuno continui imprterrito ad effettuarle, già… vorrei suggerire a quei soggetti che forse sarebbe meglio (se proprio volessero a tutti i costi continuare a delinquere…) provare nuove strade, sì… piuttosto che ripetere quelle ormai palesi.

D’altro canto, come dice il detto: Errare humanum est, perseverare autem diabolicum!!!

Truffe allo Stato: 15 miliardi sottratti dal 2020, con il 50% causato da danni erariali

Dal 2020 ad oggi, le truffe ai danni dello Stato hanno comportato un danno complessivo di 15 miliardi di euro. Più della metà di questa cifra, circa 8 miliardi, è legata a danni erariali causati da dipendenti della pubblica amministrazione, che hanno sottratto fondi pubblici attraverso il loro ruolo. 

Le frodi sono particolarmente concentrate nel settore degli appalti pubblici, dove sono stati sottratti circa 6 miliardi, di cui oltre 887 milioni provenienti da gare sanitarie, un settore particolarmente vulnerabile durante la pandemia. 

Un altro settore critico è quello del bilancio nazionale e comunitario, dove le frodi ammontano a circa un miliardo di euro. 

Il settore previdenziale e assistenziale ha visto frodi per 269 milioni, includendo illeciti come falsi invalidi, indebiti percettori di pensioni e bonus, con famiglie che hanno incassato aiuti senza averne diritto. 

Inoltre, nel caso del reddito di cittadinanza, sono stati truffati 217 milioni di euro, di cui 127 milioni percepiti illegalmente da persone che non ne avevano diritto, come evasori fiscali o appartenenti ad associazioni criminali. 

Nonostante la pandemia e la chiusura di molte attività, il numero di truffe nella spesa pubblica non è diminuito, anzi, è rimasto alto, con un impatto significativo sui fondi statali destinati a politiche sociali e servizi pubblici. 

Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno portato all’arresto di centinaia di persone, con l’apertura di oltre 12.000 fascicoli d’indagine da parte della magistratura. 

Questo dimostra la portata del fenomeno e l’impegno delle autorità nel contrastare le frodi, anche in un periodo di difficoltà economica e sanitaria.

Le truffe e i raggiri nei lavori pubblici e privati, sono manifestazioni all'ordine del giorno!!!

Ma d’altronde ditemi: chi dovrebbe fare emergere quanto viene compiuto in quei loghi di lavoro??? Le forze dell’ordine, la magistratura, le funzionari istituzionali, ma ciascuno di loro si sa, interviene soltanto quanto ormai è troppo tardi… 

Certamente va fatto un distinguo tra chi si occupa in prima linea di colpire queste circostanze abiette e chi viceversa con i propri silenzi e specialmente con le collusioni, permette di fatto che queste possano compiersi!!!

La magistratura come per altro le forze dell’ordine, hanno certamente poca responsabilità se nessuno interviene a denunciare quei fatti gravi, mentre viceversa chi si trova nella qualità di Responsabile, Dirigente, Funzionario, Direttore dei lavori, Cse, etc… sa bene che dovrebbe adoperarsi celermente per limitare tutte quelle possibili truffe o inadempienze contrattuali di cui si è venuti a conoscenza…  

Ma si sa… nessuno dice nulla e tutti restano in quel loro omertoso silenzio, affinché non si pregiudichi il loro incarico, i privilegi goduti e soprattutto la possibilità di avanzamenti di carriera!!!

Anche i dipendenti nel celare quanto avviene in quei luoghi diventano parte fondamentale di quel meccanismo illegale e fraudolente!!! Se pur giustifico in parte quel loro atteggiamento, per non mettere a rischio il proprio posto di lavoro, non giustifico però – quando emergono quei comportamenti illeciti – quel loro far finta di non aver compreso quanto stesse accadendo, tra l’altro, alcuni di loro, giustificano quei loro silenzi ad un presunto “vincolo di riservatezza“, provando così a giustificare (forse) la propria coscienza (se poi di onestà intellettuale e soprattutto di rettitudine si possa parlare…) per non aver divulgato a chi di dovere, quelle informazioni acquisite nel corso del proprio incarico e garantendo così ugualmente all’impresa o al proprio Ente di riferimento quel vincolo di lealtà…

Sicuramente una cosa va detta… dietro le truffe vi sono variazioni legislative e normative che hanno permesso quei raggiri, parlo ad esempio di quel noto “Bonus 110” che ha consentito  molte imprese non qualificate di ottenere importanti lavori, sia in maniera diretta che in subappalto!!!

E difatti, quando ormai la truffa è viene accertata tutti scoprono le falle, anche l’Agenzia delle Entrate difatti ha compreso se pur in ritardo come taluni “parametri spia” erano stati superati, ma ormai gli importi di quelle cartelle di liquidazione, erano state opportunamente ritirati…

Ma non solo, ci si è accorti in ritardo della mancata presentazione di garanzie bancarie certificate, sostituite in molti casi con titoli esteri che non possedevano alcun requisito certificato dal nostro sistema bancario; il sospetto ora è che dietro quei fondi possano esserci state operazioni di riciclaggio…

E dire che sono anni che il sottoscritto tratta questi argomenti, svelando tra l’altro molte di quelle modalità poste in atto e quindi quanto leggo nuovamente di come taluni soggetti siano stati capaci di mettere in atto talune situazioni, come ad esempio quelle sopra descritte, mi convinco sempre più che quanto accade quotidianamente, si determina perché – una grossa fetta d’individui collusi – fa sì che ciò avvenga!!!

E fintanto che dietro a quei lestofanti vi sono a sostegno i cosiddetti “colletti bianchi”, ma anche e soprattutto una schiera di dipendenti infedeli (nel rispettare le normative previste e  anche le regole civili), beh… si può discutere quanto si vuole, ma alla fine – per molti di quei cittadini fortemente collusi con quel sistema – non cambierà nulla!!!

Ecco perché rivolgendomi a quegli altri individui coraggiosi, se pur ahimè sempre più esigui, ricordo loro che vige la regola che: non si può sconfiggere chi non si arrende mai!!! Viceversa per tutti gli altri avvezzi ormai all’omertà e al sostegno della criminalità, beh… ecco che essi a differenza nostra possono arrendersi: sì… peraltro per come fanno abitualmente, utilizzando la complicità, la collusione, la concussione e soprattutto la corruzione!!!

"Bonus facciate", lavori inesistenti e fatture gonfiate per oltre 5 milioni di euro…

L’ennesima truffa grazie ai bonus statali…

Era stato messo in piedi un sistema per attestare lavori edili mai eseguiti o realizzati con prezzi lievitati… 

L’obiettivo era semplice… ottenere i crediti fiscali legati al bonus facciate in maniera illegale!!!

Grazie alla Procura nazionale e alla Guardia di finanza del Comando Provinciale di Sassari, alcuni soggetti tra imprenditori, professionisti e anche (guarda un po’… ne ho parlato proprio ieri…) un “amministratore di condominio“, sono stati denunciati…

Sì… l’accusa prevede l’associazione a delinquere finalizzata a commettere truffe a danno dello Stato, quei soggetti in concorso con altre persone, tra privati e amministratori di condominio, gli stessi che rappresentavano di fatto i “Committenti” dei lavori di recupero delle facciate di quegli edifici da loro amministrati… 

Beh… alla fine l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo per oltre 5,5 milioni di euro, che sono considerati il profitto realizzato con la presunta truffa…

Certo, non vorrei essere al posto di quei condomini ora interessati a evitare eventuali sanzioni tributarie, ma non solo, anche penali, in particolare se verrà evidenziata la concreta valutazione che alcuni di essi insieme all’amministratore del condominio o l’impresa esecutrice dei lavori, abbiano di fatto partecipato attivamente alla consumazione dell’illecito o ne siano stati anche solo consapevoli…

Come si dice: fatta la legge, trovato l’inganno!!!

L'ennesimo condominio truffato…

Sig. Costanzo buongiorno e buone feste, 

le scrivo con riguardo al post da Lei pubblicato al link: https://nicolacostanzo.wordpress.com/2021/12/17/superbonus-110-truffato-un-condominio/ per raccontarLe quanto sta per capitare anche al nostro condominio.

Il problema è che abbiamo l’amministratore che secondo me fa la parte dell’impresa che lui stesso ha scritto una clausola e tutti in maggioranza hanno approvato tranne io e un altro condomino abbiamo votato contro persone che hanno votato senza rendersi conto della gravità cioè la clausola che ha scritto l’amministratore identico a quello che avvisa il suo blogs.

Qualora l’impresa inizia i lavori per un totale di 2.000.000 milioni di euro compreso lavori extra senza sconto in fattura a mio avviso un ricatto e dopo effettuato lavori per 30 – 40% e la banca non gli dà i soldi, significa che dobbiamo pagare noi, bella truffa.

Caro Sig. Vincenzo, come può vedere ho pubblicato quanto ricevuto, poiché quanto sta accadendo al Vs. condominio, è eguale (ahimè) a tanti altri…

Mi permetta di darLe comunque un consiglio, Lei – anche se oggi si sente solo o quantomeno in minoranza (insieme a un altro condomino ) – ha ancora la possibilità di ribaltare la sua posizione, perché la legge ( anche se a volte lenta come una lumaca…) è per fortuna dalla sua parte, si tratta solo di non avere paura e denunciare quanto sta accadendo in quel condominio!!!

Posso assicurarLe che oggi, chi crede di vantare un potere al di sopra delle parti, si ritroverà – se sono stati compiuti realmente dei reti o delle procedure illegali – improvvisamente in un Tribunale, ma dalla parte inquisita e Lei potrà finalmente ritrovare “giustizia”!!!

D’altronde, qualcosa in questi giorni è cambiato – visto purtroppo quanto accaduto violentemente a Roma in una riunione condominiale – e difatti ora, gli organi di polizia e la stessa magistratura, hanno finalmente compreso che dietro a quelle riunioni di spese per le parti comuni, non vi soltanto beghe condominiali, ma un giro consistente di denaro e soprattutto reati commessi o in procinto di commettere di ogni tipo…

Il sottoscritto infatti, proprio su questo argomento, ha pubblicato ad inizio mese un post: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2022/12/quando-la-giustizia-dorme-o-si-rende.html dal quale può prendere alcune considerazioni importanti, quale ad esempio: l’Articolo 2700 del Codice Civile.

In ogni caso, se volesse ricevere ulteriori consigli su come procedere oppure avere qualche dritta su come accelerare le procedure giuridiche affinché vengano sospese le procedure adottate dall’assemblea e dal suo amministratore, mi contatti nuovamente che – se attuerà quanto le dirò (ormai su questo argomento sono diventato un esperto…) – posso garantirLe che in tempi abbastanza celeri, riuscirà a limitare o ancor meglio a far sopprimere tutte quelle procedure che sicuramente potrebbero determinare non solo a lei, ma a tutto  il condominio, gravi danni economici e non solo… 

Cordialmente, Nicola Costanzo.

Bonus Facciate e Bonus Ristrutturazioni, per lavori mai seguiti!!!

Avevo già parlato di truffe sui superbonus o sui bonus facciate  

http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/12/superbonus-110-truffato-un-condominio.html

Ecco ora scoprire come l’autorità giudiziaria abbia disposto nuovi sequestro preventivo di denaro, beni e assetti societari in misura equivalente ai profitto degli eventuali reati perpetrato…

Il provvedimento è stato emesso dopo un’articolata indagine che, tramite i dati estratti dalla Piattaforma cessione crediti dell’Agenzia delle entrate ed una approfondita analisi della documentazione bancaria ed una raccolta di testimonianze, ha portato alla luce il complesso meccanismo fraudolento con cui è stata perpetrata la truffa allo Stato, seguito da un accertato auto-riciclaggio di oltre 57 milioni di euro.

“Bonus Facciate e Bonus Ristrutturazioni”, in realtà mai avvenuti!!!

Grazie difatti ai successivi accertamenti, sono state rilevate due principali modalità di esecuzione della frode: in primo luogo è stato individuato un imprenditore che attraverso diverse società a lui riconducibili, abbia falsamente attestato di aver ricevuto molteplici lavori di ristrutturazione edilizia da proprie società o da altri imprenditori (compiacenti), che di fatto, avevano acquistato oltre 43 milioni di euro di crediti d’imposta mediante l’opzione dello “sconto in fattura”; inoltre è stato accertato che lo stesso imprenditore, unitamente a un complice, avesse effettuato centinaia di comunicazioni dell’opzione relativa agli interventi di recupero e restauro edilizio, in realtà mai avvenuti, sulla piattaforma dell’Agenzia delle entrate per conto di altre persone proprietarie di immobili, dichiarandosene erede e trasferendo circa 72 milioni di euro di crediti d’imposta fittizi sui cassetti fiscali delle proprie società. I successivi riscontri hanno permesso di accertare che i proprietari degli immobili inseriti nella piattaforma sono in realtà tutti ancora in vita e all’oscuro di tali operazioni.

I bonus si sostanziano nel riconoscimento di una detrazione, di importo variabile a seconda della tipologia, commisurata alle spese documentate per interventi di recupero/restauro degli edifici esistenti o, in particolare, delle facciate. 

I cittadini o le imprese aventi disponibilità di immobili, a seguito degli interventi edilizi, possono fruire direttamente della detrazione maturata, beneficiandone nei dieci anni successivi. Tuttavia, il decreto Rilancio ha previsto, dal 2020, la possibilità di usufruire dei bonus optando alternativamente per un contributo di ammontare pari alla detrazione spettante, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore che ha effettuato gli interventi (cosiddetto sconto in fattura), ovvero, la cessione a terzi del credito corrispondente alla detrazione maturata.

Nel caso oggetto d’indagine, una volta creati, attraverso la falsa attestazione di lavori mai eseguiti, i crediti fittizi sono stati oggetto di ripetute cessioni a terzi per consentire poi la monetizzazione presso intermediari finanziari del “bonus” e la successiva dispersione del profitto del reato. In tal modo, gli indagati si sono assicurati i proventi illeciti che sono stati in gran parte auto-riciclati per oltre 57 milioni di euro, così da far perdere ogni traccia delle origini fraudolente di tali risorse economiche.

Per queste ragioni, su proposta della locale Procura, il gip ha anche disposto il sequestro preventivo, nonché il blocco sul portale dell’Agenzia delle entrate dei crediti compensabili nei cassetti fiscali riconducibili a 24 imprese, risultate cessionari finali dei fittizi crediti di imposta.

Certo, scoprire come le risorse per il rilancio dell’economia del nostro Paese vengano costantemente sgraffignate da tutta una serie di meccanismi illegali, fa comprendere come non bisogna mai abbassare la guardia, perché c’è chi – ogni giorno – prova a defraudare quelle importanti potenzialità finanziare,  indispensabili per far crescere il nostro Paese, ma soprattutto per sostenere l’attività economica delle  nostre imprese ed aiutarle ad uscire in maniera celere, da questa crisi profonda che perdura ormai da troppo tempo!!! 

Truffe grazie ai fondi Covid!!!

Sono 78 le persone indagate e 35 le misure cautelari emesse dal gip, mentre ben 440 milioni i fondi illecitamente percepiti, denaro che era stato stanziato dal nostro Governo Draghi per aiutare quanti in difficoltà…

Il sottoscritto ne aveva anticipato il rischio ed oggi purtroppo siamo quì a leggere di quest’ultima inchiesta che ha condotto un centinaio di professionisti, imprenditori e commercialisti ad essere indagati per aver percepito illegalmente e senza averne diritto una montagna di denaro, tra l’altro posti all’interno di trolley!!!

Grazie comunque alla Gdf di Rimini, è stata scoperata questa frode che come riportavo sopra ha determinato una frode di ben 440 milioni per fondi illecitamente percepiti, ottenuti grazie ai soliti espedienti, cme quelli determinati da falsi crediti d’imposta…

Secondo quanto emerso, gli indagati facevano parte di un’associazione con base in Emilia Romagna, ma attraverso una ramificazioni in tutto il Paese, sono riusciti a commercializzare falsi crediti di imposta, una di quelle misure previste grazie al decreto Rilancio…

Sono state realizzate un’ottantina di perquisizioni e sequestrato quei falsi crediti d’imposta, beni, società, il reato è di indebita percezione di erogazione ai danni dello Stato; i finanzieri emiliani, insieme ai colleghi dei reparti territoriali dello Scico e al Nucleo speciale frodi tecnologiche, hanno altresì potuto costatare come tra quegli indagati, ben 9 avevano presentato domanda per ottenere di reddito di cittadinanza, mentre altri 3 risultavano essere affiliati ad associazione di stampo mafioso!!!

Sono quindi oltre 100 le società coinvolte tra Emilia Romagna e Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto, tutte create appositamente per ottenere agevolazioni che andavano dai bonus locazioni, ristrutturazioni con miglioramenti sismici ed energetici, ma anche bonus facciate che nell’ultimo anno permesso l’apertura di numerosi cantieri in tutto il Paese ed i cui proventi sono stati di volta in volta reivestiti in nuove e diverse attività commerciali… 

Come si dice: Dio li fa ( i criminali…) e tra di loro si accoppiano!!! 

Peccato che il sottoscritto non venga letto con più assiduità dalle forze dell’ordine, già… scoprirebbero tante ambiguità, in particolare alcune metodologia truffaldina solitamente applicata, di cui già nel 2020 il sottoscritto ne anticipata gli sviluppi; e difatti mi meraviglio come sia stato possibile compiere queste frodi sapendo quanto banale sia questo metodo utilizzato, ma soprattutto quanto esso sia palese, già… anche i muri ormai ne conoscono il trucco.

Credetemi, non so cosa aggiungere… 

Restano ora sulla strada lumini e fiori…

Il bilancio finale è di tre morti e tre feriti e per come si è compiuto l’incidente si può dire che si è evitata una strage!!!

Come scrivevo alcuni mesi fa, “Prima il lavoro e poi, ah si dimenticavo… il rispetto della normativa sulla sicurezza” – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/08/prima-il-lavoro-e-poi-ah-si-dimenticavo.html, anticipando che le morti bianche non si sarebbero arrestate e così è stato durante quest’anno!!!

Si ora come sempre avviene dopo una tragedia entrano in azione i tecnici dello Spresal, le forze dell’ordine e la Procura che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e ha nominato come sempre avviene un consulente per individuare le cause di quanto occorso, ma ormai l’incidente è accaduto e nella strada restano solo fiori e lumini…

E dire che proprio alcuni giorni fa durante le manifestazioni nazionale sindacali ci si appellava alle istituzioni affinchè si mettano in pratica gli interventi previsti per la sicurezza nei cantieri, in particolare vista la ripresa di tutti quei lavori privati a seguito rilascio di bonus facciate e superbonus 110%.: Non vorremmo ritrovarci ancora una volta di fronte all’ennesima strage nei cantieri legata a tempi e modalità di lavoro, dove la fretta e la velocità eccessiva aumentano i rischi e dove la ripresa fa sempre più rima con incidenti e lavoro nero a fronte di una domanda di lavori superiore alla capacità delle stesse imprese – hanno dichiarato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini e il segretario della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi – La logica di fare sempre di più e più presto, con orari di lavoro massacranti e ricorso a squadre di cottimisti in sub appalto, che rischia di mettere la sicurezza di lavoratori e dei cittadini in secondo piano, – hanno aggiunto – deve essere contrastata. I cantieri non possono diventare il far west».

Già… Occorrono fatti concreti a partire da più controlli e formazione, soprattutto in edilizia, tanto più in questa fase di forte ripresa del lavori!!!

Ma come ripeto spesso, nel nostro paese, si parla, si parla, ma poco si fa per attuare le giuste soluzioni, forse epercé questo sistema malato vuole che si continui così, giocando sulla vita dei cittadini e fregandosene di attuare quelle regole di prevenzione che ridurrebbero di fatto gli incidenti mortali che, proprio quest’anno, hanno superato di gran lunga il numero di vitime degli scorsi anni…

D’altronde è passato un decennio da quando il sottoscritto riferenedosi alla propria città, Catania, scriveva un post http://nicola-costanzo.blogspot.com/2011/10/sicurezza-sul-lavoro-catania-capitale.html evidenziando tutti i problemi relativi alla gestione della sicurezza dei lavori ed indicando eventuali soluzioni da adottare!!!

Certo, se qualcuno da Roma – totalmente impreparato professionalmente (per non dire “incompetente”) sotto il profilo della sicurezza sui luoghi di lavoro – si fosse semplicemente degnato di leggere il mio post, metendo in pratica quanto consigliato, oggi certamente non saremmo qui a parlare di morti bianche e chissà, sicuramente centinaia di quelle vittime, sarebbero ancora quì tra noi, con i propri cari a preparare e festeggiare le prossime feste natalizie…

Già… ma come si dice: con i se e con i ma non si va da nessuna parte!!!

    

Una tredicesima per mantenere i privilegi dei nostro governanti…

Questo governo di Renzi è fantastico… nel suo tentar di raccogliere consensi fa di tutto nel concedere… e poi passata l’effetto sbornia, inizia pian piano a togliere…
Sono stati dati i famosi 80 euro, vengono in questi giorni elargiti bonus, assegni agli studenti, posti di lavoro, incentivi alle imprese, ecc… ma una cosa è certa, e cioè, se da una lato questi soldi escono… da un’altro dovranno pur rientrare…
E allora, in un periodo nel quale in molti sperano nella famosa tredicesima, per realizzare quella piccola parte di sogni, rimasti finora nel libro dei desideri… ecco che ora si scopre come quegli stessi benefici, dovranno essere restituiti…
Le solite tasse, i consueti aumenti… Tasi, Imu, accise, bolli, cartelle esattoriali, benzina, autostrada e si finisce per restituire una parte di quella benedetta tredicesima…
Già, sembra che alla fine… quest’ultima, sarà defalcata di un buon 85% ed è quanto ha denunciato la Federconsumatori…
Come si dice… spoglia a Cristo e vesti a Maria… e se a quanto sopra si aggiungono tutte quelle spese obbligatorie che nel corso dell’anno si hanno, come, cure mediche, assicurazioni, libri scolastici, università, ecc… ecco che alla fine, ci si ritroverà come sempre un’euro… 
Se vi può consolare, sembra che ci sarà però una riduzione da parte delle assicurazioni e il canone Rai… non sarà più pagato in unica soluzione, ma rateato nelle bollette elettriche ( come siamo felici…), è come se uno che ha un’utenza elettrica, debba di per se possedere di fatto… una televisione, per poi guardare cosa… quelle trasmissioni banali trasmesse sulle nostre reti nazionali… come dico sempre alle mie figlie… mille volte meglio leggersi un libro!!!
La cosa assurda è che l’italiano medio risparmia, paga quanto di propria competenze ed anche i debiti di questo Stato, lo stesso che attraverso i propri governanti non fa altro che, sperperare gran parte di quello che guadagna, per via dell’incuria e della corruzione… 
Sperperi, decadenza, ingiustificati e grotteschi privilegi sommati alla mancanza di competenza, d’efficienza, comportamenti truffaldini operati nella cosa pubblica grazie a propri uomini e donne, che, di fatto, partecipano a distruggere questo nostro paese… e mentre l’onesta diminuisce, aumentano la disistima e il disprezzo dei cittadini… un distacco netto, che ha prodotto una vera e propria sfiducia nella nostra classe politica…
Tanto a loro non frega niente, continuano imperterriti in quelle privilegiate e ingiuste riforme, pensano ad aumentarsi i propri compensi, creano leggi per far si che possano continuare a beneficiare di questo colluso sistema, che permette loro, di continuare a rubare come nulla fosse…
Oggi per i nostri politici, tutto si riduce a una gestione prettamente economica, e non esiste alcun soggetto che sia capace di trasformare il nostro paese in un paese più ricco…
Abbiamo visto inoltre, negli anni passati, anche a come soggetti “ricchi” prestati (per come diceva lui) alla politica… non abbiano prodotto alcun miglioramento, anzi, il fatto di essere giunti al potere, ha dimostrato quale fosse l’unico interesse e cioè quello di sfruttarlo, per diventare ancora più agiati di quanto già non si fosse e adoperandosi in tutti i modi, per proteggerlo quel patrimonio di cui si era in possesso…  facendo in modo, la democrazia di questo nostro paese, girasse intorno a personaggi e modelli a tipo “governatori”.
Ormai sono convinto… non cambierà nulla, i cittadini hanno deciso di restare immobili ad attendere la tombola di Natale… già, sono lì che aspettano l’arrivo delle prossime elezioni, come se attraverso quelle votazioni, potranno assistere a quel miracoloso cambiamento, che tanto (per voler essere ateo… o come dice Renzi… disfattista), non arriverà mai!!!