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Quei colletti bianchi infiltrati dalla massoneria!!!

Una nuova inchiesta, ultime intercettazioni portate in evidenza dalle forze dell’ordine, già… un ricercato potere desiderato ad ogni costo!!!

“Un cacciatore di voti”, in questo modo il colonnello Antonio Merola (per quasi dieci anni a capo dapprima del nucleo investigativo e poi del reparto operativo del comando provinciale dei Carabinieri di Trapani), ha sintetizzato l’agire di un medico di Castelvetrano, ex deputato regionale ed imputato ora nel processo scaturito dall’operazione denominata Artemisia, condotto dai Carabinieri in un arco temporale tra il 2016 e il 2019.

La deposizione del col. Merola, che è cominciata nell’udienza di pochi giorni fa e proseguirà il prossimo 17 gennaio, si è concentrata sulla parte dell’indagine per la quale viene contestata la partecipazione a una associazione segreta (violazione della legge Anselmi contro le logge coperte) all’ex deputato e ad altri sei dei diciotto imputati nel processo in corso. 

Difatti, è proprio all’interno di due associazioni segrete che la Procura di Trapani ha individuato un gruppo di potere che avrebbe avuto quale obiettivo il condizionamento, sì… con i tipici comportamenti della massoneria, nelle attività pubbliche e politiche. 

L’ufficiale dell’Arma ha ripercorso le fasi dell’indagine citando il contenuto di numerose intercettazioni, sia telefoniche che ambientali dalle quali è emerso il condizionamento dell’amministrazione comunale di Castelvetrano con un numero elevato di soggetti coinvolti con incarichi sia politici che pubblici…

Ciascuno di quei soggetti si è poi scoperto far parte di logge riconosciute dalla massoneria ufficiale, ma anche di associazioni, la cui esistenza gli indagati (in vari modi) hanno cercato di tenere occultate. 

Associazioni nate alle spalle del centro sociologico italiano, appartenente alla Loggia Regolare d’Italia, con sede in un edificio di Castelvetrano; secondo il col. Merola, l’ex deputato è apparso come un politico che aveva come obiettivo quello di trattare faccende per le quali in cambio poteva aumentare il proprio consenso elettorale, tra l’altro in alcune occasioni lo abbiamo sentito contare i voti che in cambio di favori aveva ottenuto.

La massoneria era considerata come un mezzo utile per portare voti, tra l’altro le discussioni ascoltate nelle intercettazioni hanno svelato vere e proprie condotte spregiudicate: “sentivamo dire di obiettivi come quello di dover conquistare il Comune, cosa che forse sarebbe avvenuta se si fossero svolte le elezioni del 2017; “le formazioni che si proponevano all’elettore erano condizionate da un notevole numero di candidati appartenenti alla massoneria. Quello che si era creato a Castelvetrano era un “omogeneo gruppo di potere”!!!

Ma d’altronde perché meravigliarsi, parliamo del territorio cui fa riferimento il capo mafia “Matteo Messina Denaro”, anche se forse, non è proprio lì che si nasconde, ma quella è un’altra storia e chissà se avrò voglia di raccontarvi…  


Massoneria, politica, mafia ed anche uomini delle istituzioni: un mix perfetto d'interessi e illegalità!!!

L’hanno chiamata operazione “Artemisia” i carabinieri del Comando provinciale di Trapani che ha portato in galera dieci persone e diciassette sono stati posti ai domiciliari…
Sono finiti in manette tutta una serie di soggetti insospettabili, tra cui il presidente di un ente di formazione, un ex deputato regionale di Castelvetrano, un deputato regionale e componente della commissione Cultura dell’Ars, ed ancora, alcuni massoni “commercialisti”, un ex responsabile del centro medico legale Inps, seguito dall’ex presidente dell’Ars e dall’ex sindaco di Castelvetrano, dal suo vice e da tutta una serie d’individui, uomini e donne, che con sto qui a menzionare…  ma che sono finiti tutti ai domiciliari…
Tra essi – secondo gli inquirenti – ci sarebbe stato uno “stabile accordo corruttivo”!!! 
Un contesto di profondo condizionamento della corretta amministrazione della cosa pubblica, estremamente sintomatico, dove per l’appunto i suoi “sodali” avrebbero governato la vita amministrativa della cittadina trapanese…
Un sistema in cui massoneria, politica, mafia e soprattutto uomini istituzionali, hanno permesso che, corruzione e illegalità, diventassero l’elemento essenziale della provincia di Trapani…
E dire che… proprio un candidato sindaco di quella provincia, nella cittadina di Castelvetrano (nota per aver dato i natali al boss di cosa nostra, Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993…) – finito ora ai domiciliari –  durante la presentazione della sua candidatura e attraverso una lettera ai suoi concittadini dichiarava che la città aveva bisogno di amministratori “capaci, preparati, con curriculum eccellenti e conoscitori delle leggi che regolano la vita pubblica”, aggiungendo inoltre la promessa di compiere quel suo dovere in nome “della legalità e dei principi costituzionali”!!!
Minch… alla faccia della legalità!!! 
Leggendo quanto sopra, non posso che rivolgere un appello ai miei conterranei di Castelvetrano, ma non solo a loro, anche a tutti i siciliani che in questo momento mi stanno leggendo: Nessuno di noi può tornare indietro e ricominciare da capo, ma chiunque di noi può andare avanti e decidere il proprio futuro e quello dei propri figli… allontanando cosi definitivamente, questo pervaso sistema clientelare/mafioso fortemente  corruttivo, che non fa altro che distruggere quanto ancora di buono esiste su questa nostra terra…
Per una volta quindi… dite BASTA!!!