Esplode in Italia l’odio Manifesto antisemita

societazero:

“… L’attuale campagna antisemita non ha niente a che vedere né con Israele né con i palestinesi e meno che mai con un senso di solidarietà umano. Tutt’altro. Tant’è vero che nessun organo di stampa mainstream, nessun blogger, nessun sito, nei due mesi precedenti, ha dedicato un rigo al massacro di circa 600 palestinesi innocenti in Siria, ordinato da Assad. Lì gli israeliani non c’entravano. Così come non c’entravano con la massiccia repressione giordana nei campi palestinesi situati in territorio giordano, non meritevole di alcuna notizia.

In Italia, invece, sul web, su facebook, si è scatenata una vera e propria orgia antisemita. Non è una sorpresa. Per due motivi: primo, perché da lungo tempo in Italia si sta diffondendo il pensiero nazista, di cui, in diverse occasioni, avevo parlato su questo blog. L’intero pattume ideologico della Lega Nord ha svolto un ruolo preponderante nell’avviare questo processo di degenerazione civile della società, cercando di spingere gli italiani verso il proprio passato, attraverso la proposizione di simboli, segnali, linguaggi, mistificazioni, che ruotavano intorno a quella che da sempre è stata la caratteristica principale dell’ideologia nazista europea: la suddivisione delle etnie e dei popoli in razze, di cui una è superiore alle altre, in questo caso la cosiddetta “razza padana”. Il secondo motivo, invece, spiega le ragioni per cui il primo motivo è stato sottovalutato e archiviato con faciloneria rubricandolo sotto la consueta cinica didascalia “è puro folclore messo in piedi per attirare voti e farsi notare”. …”

Esplode in Italia l’odio Manifesto antisemita

Me.: Tema per domani.

macloch:

Cosa vorresti cambiare in Italia?
Beh, forse farebbero prima a chiedermi cosa NON vorrei cambiare. Le cose sbagliate sono tante, forse troppe. Il fatto è che, come per ogni problema, la soluzione c’è! Da qualche parte esiste e forse si troverà! Il problema è che i ‘signori politici’ non sono poi…

Me.: Tema per domani.

Incandidabilità e Anticorruzione…

L’interdizione dai pubblici uffici è una pena accessoria disciplinata dagli artt. 28 e seguenti del codice penale.
L’art. 29 c.p. prevede in via generale:
– l’interdizione perpetua dai pubblici uffici a seguito di condanna all’ergastolo e di condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a 5 anni (si rammenta che il massimo della pena detentiva prevista per il nuovo reato introdotto dal disegno di legge in esame è di 5 anni);
– l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di 5 anni in caso di condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a 3 anni.
L’art. 317-bis c.p. prevede l’interdizione perpetua in caso di condanna per i reati di cui agli artt. 314 (peculato) e 317 (concussione) c.p..
Se, tuttavia, per circostanze attenuanti viene inflitta la reclusione per un tempo inferiore a tre anni, la condanna importa l’interdizione temporanea.
Ai sensi del’art. 28 c.p. l’interdizione comporta la privazione, tra gli altri, del diritto di elettorato o di eleggibilità in qualsiasi elezione e di ogni altro diritto politico.
La lettera b) prevede l’incandidabilità per coloro che sono stati condannati in via definitiva, con una pena di almeno 2 anni, per i delitti previsti dal libro II, titolo II, capo I del codice penale.
Si tratta dei delitti contro la pubblica amministrazione, quali peculato, malversazione, concussione, corruzione, ecc. ( per l’elenco completo si veda sopra, la sintesi riferita all’articolo 8, comma 5 del disegno di legge). 
La medesima lettera b) prevede altresì, l’incandidabilità per “altri delitti” per i quali la legge preveda una pena detentiva superiore, nel massimo, a 3 anni.
La lettera c) prevede che sia il legislatore delegato a determinare il termine di durata dell’incandidabilità – la quale, si è ricordato, è temporanea.
La lettera d) stabilisce che l’incandidabilità operi anche nel caso di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’art. 444 c.p.p. (patteggiamento).
Non è prevista analoga disposizione per il divieto di assunzione di cariche di cui al comma 1 e al comma 2, lettera g).
La lettera e) individua tra le finalità del testo unico il coordinamento delle norme sull’incandidabilità con quelle in materia di interdizione dai pubblici uffici e di riabilitazione, nonché con le restrizioni all’esercizio del diritto di voto attivo.
Per quanto riguarda la riabilitazione: l’art. 178 c.p. prevede che la riabilitazione estingue le pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna, salvo che la legge disponga diversamente.
Il divieto di ricoprire cariche di Governo (comma 2, lettera f))
La lettera f) prevede che le cause di incandidabilità a deputato e senatore si applicano anche ai fini della assunzione delle cariche di Governo (Presidente del Consiglio dei ministri, Ministri, Viceministri e Sottosegretari), alle medesime condizioni.
Per i membri del Governo, la incandidabilità si tramuta in divieto di ricoprire cariche di governo.
– incandidabilità a livello locale (comma 2, lettere g)-h))
La lettera g) prevede che il testo unico operi una completa ricognizione delle disposizioni vigenti in materia di:
– incandidabilità alle seguenti elezioni di enti locali:
– provinciali;
– comunali;
– circoscrizionali;
Il divieto a ricoprire le seguenti cariche:
– presidente della provincia;
– sindaco;
– assessore provinciale e comunale;
– consigliere provinciale e comunale;
– presidente e componente del consiglio circoscrizionale;
– presidente e componente del consiglio di amministrazione dei consorzi;
– presidente e componente dei consigli e delle giunte delle unioni di comuni;
– consigliere di amministrazione e presidente delle aziende speciali e delle istituzioni di cui all’articolo 114 del testo unico degli enti locali (D.Lgs. 267/2000);
– presidente e componente degli organi delle comunità montane.
A differenza dell’incandidabilità parlamentare, istituto completamente nuovo, l’ordinamento vigente già prevede alcune cause ostative alla candidatura negli enti locali derivanti da condanna definitiva.
Si ricorda che l’art. 58 del testo unico degli enti locali (d.lgs. 267/2000) prevede che non possono essere candidati alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali, e non possono comunque ricoprire le cariche di presidente della provincia, sindaco, assessore e consigliere provinciale e comunale, presidente e componente del consiglio circoscrizionale, presidente e componente del consiglio di amministrazione dei consorzi, presidente e componente dei consigli e delle giunte delle unioni di comuni, consigliere di amministrazione e presidente delle aziende speciali e delle istituzioni di cui all’art. 114 TU, presidente e componente degli organi delle comunità montane coloro che hanno riportato una condanna definitiva per uno dei seguenti delitti:

– associazione di tipo mafioso o associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti; delitto concernente l’importazione, l’esportazione, la produzione, la vendita di armi; delitto di favoreggiamento personale o reale commesso in relazione a tali reati;
–  peculato, malversazione a danno dello Stato, concussione, corruzione per un atto d’ufficio, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio;
–  delitti, diversi da quelli di cui al punto precedente, commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio per i quali sia stata comminata definitivamente la pena della reclusione non inferiore a sei mesi;
–  delitti non colposi per i quali sai stata inflitta una pena della reclusione non inferiore a due anni.

Le medesime condizioni di non candidabilità sussistono anche per coloro nei confronti dei quali sia stata applicata, con provvedimento definitivo, una misura di prevenzione, in quanto indiziati di appartenere ad una associazione di stampo mafioso.
L’eventuale elezione di coloro che si trovano nelle condizioni descritte è nulla.
L’organo che ha convalidato l’elezione è tenuto a revocarla non appena viene a conoscenza della loro esistenza.
In caso di sentenza non definitiva si applica la sospensione dalle carica e con il passaggio in giudicato della sentenza di condanna è prevista la decadenza di diritto (art. 59 TUEL).
Il testo attuale della disposizione suddetta è stato introdotto dall’art. 1 della legge 13 Dicembre 1999, n. 475, per conformare il testo alla sentenza della Corte costituzionale n. 141 del 1996 che aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale della precedente formulazione (che ancorava la situazione ostativa anche a decisioni non irrevocabili).
La Corte ha affermato che l’incandidabilità va considerata come una particolarissima causa di ineleggibilità che va valutata alla luce del diritto di elettorato passivo, che l’art. 51 Cost. assicura in via generale.
Secondo la Corte, solo una sentenza irrevocabile può giustificare l’esclusione dei cittadini che intendono concorrere alle cariche elettive; né vale obiettare che si tratta di elezioni amministrative, e non di quelle politiche generali, perché pure in questo caso è in gioco il principio democratico, assistito dal riconoscimento costituzionale delle autonomie locali.

Quindi alla fine è stato approvato un decreto, in base al quale chi ha avuto condanne definitive per peculato, corruzione, concussione, terrorismo, mafia fino ad 2 anni e 1 giorno non può essere candidabile, fino a 2 anni invece si. 

Meno male che si pensava di fare pulizia, ma forse se avessero adottato la regola più semplice e cioè quella di mettere fuori, tutti coloro che hanno subito una condanna penale, credo che alla fine di quelli oggi al parlamento, ne sarebbero restati pochi…
L’Italia politica è fantastica nel sapere sempre trovare le giuste soluzioni o per meglio dire escamotage, per favorire sempre ed ovunque i propri uomini di potere… in vari modi, ma sempre mirati ad ottenere per qualcuno benefici, sia che si tratta di politica, che di economia, che di leggi ad personam, di fisco e via discorrendo…
Queste regole non cambieranno mai… c’erano ai tempi dei romani… e ci sono ancora oggi!!!
Voi pensate di poterle cambiare le regole, che attraverso il voto o i referendum si possano modificare le attuale condizioni, tutte baggianate… appena qualcosa cambia… loro intervengono per rimettere le cose nuovamente apposto!!! 
Non c’è tra loro una regola scritta…, ma è una regola di vita, per quanti vogliono appartenere a quella casta, ad un sistema ben radicato, fatto di complicità, favoreggiamenti, raccomandazioni, alleanze e connivenze, tali da non permettere a nessuno di poterne modificare o soltanto incrinarne la struttura…
Un Paese dove s’intrecciano sistemi legali a quelli corruttivi, dove i processi vengono indirizzati…, dove le indagini trovano ostacoli alla verità, dove si attuano accordi con mafia e terrorismo, dove i giudici che si ribellano…, vengono uccisi oppure trasferiti se non azzittiti in procure emarginate!!!
Nessuno parla…nessuno vuole parlare e quei pochi che potrebbero farlo, per paura tacciono…, mentre gli altri, già quelli di cui invece sentiamo manifestare le opinioni, sono ovviamente pagati per dire ciò che piace loro… e noi tutti qui…ad ascoltare ” pacificamente ” una verità che non esiste!!!

Incandidabilità e Anticorruzione…

L’interdizione dai pubblici uffici è una pena accessoria disciplinata dagli artt. 28 e seguenti del codice penale.
L’art. 29 c.p. prevede in via generale:
– l’interdizione perpetua dai pubblici uffici a seguito di condanna all’ergastolo e di condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a 5 anni (si rammenta che il massimo della pena detentiva prevista per il nuovo reato introdotto dal disegno di legge in esame è di 5 anni);
– l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di 5 anni in caso di condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a 3 anni.
L’art. 317-bis c.p. prevede l’interdizione perpetua in caso di condanna per i reati di cui agli artt. 314 (peculato) e 317 (concussione) c.p..
Se, tuttavia, per circostanze attenuanti viene inflitta la reclusione per un tempo inferiore a tre anni, la condanna importa l’interdizione temporanea.
Ai sensi del’art. 28 c.p. l’interdizione comporta la privazione, tra gli altri, del diritto di elettorato o di eleggibilità in qualsiasi elezione e di ogni altro diritto politico.
La lettera b) prevede l’incandidabilità per coloro che sono stati condannati in via definitiva, con una pena di almeno 2 anni, per i delitti previsti dal libro II, titolo II, capo I del codice penale.
Si tratta dei delitti contro la pubblica amministrazione, quali peculato, malversazione, concussione, corruzione, ecc. ( per l’elenco completo si veda sopra, la sintesi riferita all’articolo 8, comma 5 del disegno di legge). 
La medesima lettera b) prevede altresì, l’incandidabilità per “altri delitti” per i quali la legge preveda una pena detentiva superiore, nel massimo, a 3 anni.
La lettera c) prevede che sia il legislatore delegato a determinare il termine di durata dell’incandidabilità – la quale, si è ricordato, è temporanea.
La lettera d) stabilisce che l’incandidabilità operi anche nel caso di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’art. 444 c.p.p. (patteggiamento).
Non è prevista analoga disposizione per il divieto di assunzione di cariche di cui al comma 1 e al comma 2, lettera g).
La lettera e) individua tra le finalità del testo unico il coordinamento delle norme sull’incandidabilità con quelle in materia di interdizione dai pubblici uffici e di riabilitazione, nonché con le restrizioni all’esercizio del diritto di voto attivo.
Per quanto riguarda la riabilitazione: l’art. 178 c.p. prevede che la riabilitazione estingue le pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna, salvo che la legge disponga diversamente.
Il divieto di ricoprire cariche di Governo (comma 2, lettera f))
La lettera f) prevede che le cause di incandidabilità a deputato e senatore si applicano anche ai fini della assunzione delle cariche di Governo (Presidente del Consiglio dei ministri, Ministri, Viceministri e Sottosegretari), alle medesime condizioni.
Per i membri del Governo, la incandidabilità si tramuta in divieto di ricoprire cariche di governo.
– incandidabilità a livello locale (comma 2, lettere g)-h))
La lettera g) prevede che il testo unico operi una completa ricognizione delle disposizioni vigenti in materia di:
– incandidabilità alle seguenti elezioni di enti locali:
– provinciali;
– comunali;
– circoscrizionali;
Il divieto a ricoprire le seguenti cariche:
– presidente della provincia;
– sindaco;
– assessore provinciale e comunale;
– consigliere provinciale e comunale;
– presidente e componente del consiglio circoscrizionale;
– presidente e componente del consiglio di amministrazione dei consorzi;
– presidente e componente dei consigli e delle giunte delle unioni di comuni;
– consigliere di amministrazione e presidente delle aziende speciali e delle istituzioni di cui all’articolo 114 del testo unico degli enti locali (D.Lgs. 267/2000);
– presidente e componente degli organi delle comunità montane.
A differenza dell’incandidabilità parlamentare, istituto completamente nuovo, l’ordinamento vigente già prevede alcune cause ostative alla candidatura negli enti locali derivanti da condanna definitiva.
Si ricorda che l’art. 58 del testo unico degli enti locali (d.lgs. 267/2000) prevede che non possono essere candidati alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali, e non possono comunque ricoprire le cariche di presidente della provincia, sindaco, assessore e consigliere provinciale e comunale, presidente e componente del consiglio circoscrizionale, presidente e componente del consiglio di amministrazione dei consorzi, presidente e componente dei consigli e delle giunte delle unioni di comuni, consigliere di amministrazione e presidente delle aziende speciali e delle istituzioni di cui all’art. 114 TU, presidente e componente degli organi delle comunità montane coloro che hanno riportato una condanna definitiva per uno dei seguenti delitti:

– associazione di tipo mafioso o associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti; delitto concernente l’importazione, l’esportazione, la produzione, la vendita di armi; delitto di favoreggiamento personale o reale commesso in relazione a tali reati;
–  peculato, malversazione a danno dello Stato, concussione, corruzione per un atto d’ufficio, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio;
–  delitti, diversi da quelli di cui al punto precedente, commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio per i quali sia stata comminata definitivamente la pena della reclusione non inferiore a sei mesi;
–  delitti non colposi per i quali sai stata inflitta una pena della reclusione non inferiore a due anni.

Le medesime condizioni di non candidabilità sussistono anche per coloro nei confronti dei quali sia stata applicata, con provvedimento definitivo, una misura di prevenzione, in quanto indiziati di appartenere ad una associazione di stampo mafioso.
L’eventuale elezione di coloro che si trovano nelle condizioni descritte è nulla.
L’organo che ha convalidato l’elezione è tenuto a revocarla non appena viene a conoscenza della loro esistenza.
In caso di sentenza non definitiva si applica la sospensione dalle carica e con il passaggio in giudicato della sentenza di condanna è prevista la decadenza di diritto (art. 59 TUEL).
Il testo attuale della disposizione suddetta è stato introdotto dall’art. 1 della legge 13 Dicembre 1999, n. 475, per conformare il testo alla sentenza della Corte costituzionale n. 141 del 1996 che aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale della precedente formulazione (che ancorava la situazione ostativa anche a decisioni non irrevocabili).
La Corte ha affermato che l’incandidabilità va considerata come una particolarissima causa di ineleggibilità che va valutata alla luce del diritto di elettorato passivo, che l’art. 51 Cost. assicura in via generale.
Secondo la Corte, solo una sentenza irrevocabile può giustificare l’esclusione dei cittadini che intendono concorrere alle cariche elettive; né vale obiettare che si tratta di elezioni amministrative, e non di quelle politiche generali, perché pure in questo caso è in gioco il principio democratico, assistito dal riconoscimento costituzionale delle autonomie locali.

Quindi alla fine è stato approvato un decreto, in base al quale chi ha avuto condanne definitive per peculato, corruzione, concussione, terrorismo, mafia fino ad 2 anni e 1 giorno non può essere candidabile, fino a 2 anni invece si. 

Meno male che si pensava di fare pulizia, ma forse se avessero adottato la regola più semplice e cioè quella di mettere fuori, tutti coloro che hanno subito una condanna penale, credo che alla fine di quelli oggi al parlamento, ne sarebbero restati pochi…
L’Italia politica è fantastica nel sapere sempre trovare le giuste soluzioni o per meglio dire escamotage, per favorire sempre ed ovunque i propri uomini di potere… in vari modi, ma sempre mirati ad ottenere per qualcuno benefici, sia che si tratta di politica, che di economia, che di leggi ad personam, di fisco e via discorrendo…
Queste regole non cambieranno mai… c’erano ai tempi dei romani… e ci sono ancora oggi!!!
Voi pensate di poterle cambiare le regole, che attraverso il voto o i referendum si possano modificare le attuale condizioni, tutte baggianate… appena qualcosa cambia… loro intervengono per rimettere le cose nuovamente apposto!!! 
Non c’è tra loro una regola scritta…, ma è una regola di vita, per quanti vogliono appartenere a quella casta, ad un sistema ben radicato, fatto di complicità, favoreggiamenti, raccomandazioni, alleanze e connivenze, tali da non permettere a nessuno di poterne modificare o soltanto incrinarne la struttura…
Un Paese dove s’intrecciano sistemi legali a quelli corruttivi, dove i processi vengono indirizzati…, dove le indagini trovano ostacoli alla verità, dove si attuano accordi con mafia e terrorismo, dove i giudici che si ribellano…, vengono uccisi oppure trasferiti se non azzittiti in procure emarginate!!!
Nessuno parla…nessuno vuole parlare e quei pochi che potrebbero farlo, per paura tacciono…, mentre gli altri, già quelli di cui invece sentiamo manifestare le opinioni, sono ovviamente pagati per dire ciò che piace loro… e noi tutti qui…ad ascoltare ” pacificamente ” una verità che non esiste!!!

Mario Monti and the Day after…

Già è passato soltanto un giorno, da quando si è presentato dal Presidente Napolitano, per annunciare le proprie dimissioni, dichiarando di aver fatto la cosa giusta e manifestando grande preoccupazione, non certamente per se… ( ah…, di questo ne siamo pienamente convinti, infatti i problemi creati con questo suo modo di governare…, li lascia soltanto a noi… ) tanto alla fine, anch’esso, continuerà ad essere un ulteriore peso a carico…, già come i tanti ” morti viventi ” che da anni ci portiamo dietro…
Tutti a manifestare preoccupazione per ciò che può succedere…, ma cosa dovrebbe ulteriormente succedere oltre quello che stiamo vivendo…
Credetemi, non è per fare la solita retorica, per voler disprezzare la nostra politica ed i loro uomini, in questo sono bravi già per loro conto, e per favore, non cercate di convincermi con la credibilità internazionale finalmente recuperata…, non contavamo prima e non contiamo oggi…, sono parole, soltanto parole!!!
Se da un lato si è cercato di migliorare i conti, dall’altro i ” grandi “nostri ” professori ” della Bocconi…, hanno dato il meglio delle loro conoscenze per portare ( ancor più di quanto aveva fatto il Governo del Cavaliere), il nostro Paese in completa  caduta libera…
Inoltre, se le esaminiamo, ad una ad una, queste meravigliose proposte, ci accorgiamo che sono state indirizzate, per voler colpire i soliti poveri, dipendenti, anziani, precari e pensionati…, gli altri ( amici… ), hanno ricevuto frustate, che possono paragonarsi a colpi di piume!!!
Nessun provvedimento è stato fatto per colpire la casta ed i suoi interlocutori…, dopotutto lui ne fa parte e quindi, non potevamo certo sperare che andasse contro il suo stesso sistema…, quello che l’ha posto proprio lì!!!  
E adesso… senza questo statista internazionale, cosa ci può capitare…??? 
Beh… io un idea l’avrei,  ma vista l’esperienza che ha colpito il Direttore Sallusti, preferisco non manifestarla!!! 
E dire che, per un momento, avevo creduto nelle potenzialità di quest’uomo, dove coinvolto e travolto dalle difficoltà di un Paese, ormai nel baratro, ecco che, speravo che i titoli preferenziali che lo precedevano, fossero sufficienti a dimostrarne la preparazione…, ma invece oggi mi sento profondamente deluso, mettendo in dubbio anche quelle acclamate capacità… che forse come molti nostri professori, si possiedono certamente, ma soltanto nella teoria e poco nella pratica…
Mi chiedo, ma il nostro Presidente, non poteva cercare qualcuno esterno con questo sistema, con la politica, un concreto ed esperto professionista d’economia reale, invece di chiamare un semplice teorico??? 
Comunque, che ormai si pensi soltanto alle prossime elezioni è evidente a tutti, Maroni ordina e Alfano esegue…, pensando forse che gli Italiani possano dimenticare quanto successo in questi anni, sono dei veri illusi!!!
Scommetto sin d’ora, che alle prossime elezioni il PDL non raggiungerà nemmeno il 13% e la Lega forse a stento raggiungerà quel fatidico 5% e non mi interessa proprio, se il professore entrerà in politica, sostenuto da altri personaggi che lasciano il tempo che trovano, se non per essere stati bravi, a stare come cagnolini dietro i soliti industriali, proprietari dell’Italia…
Vedrete a breve, nascere come funghi nuovi partiti, esponenti politici che tenteranno di riciclarsi sotto nuove insegne, presentando come premier, qualche faccia nuova e pulita, mentre loro, ben nascosti, tenteranno di recuperare quei voti necessari, sperando di riempire bene il proprio calderone, per poterlo successivamente barattare, a chi ne farà successivamente richiesta… e così riprendersi quelle poltrone per breve tempo mollate…     
Sembra che le dimissioni diverranno effettive, solo dopo l’approvazione della legge di stabilità, in un paese ormai che di stabilità nulla possiede…
Il lavoro, la famiglia, la casa ed anche purtroppo la salute…, ecco che ovunque si vede instabilità, ma c’è qualcuno che ancora vuole illuderci, di aver trovato la bacchetta magica, quella ricetta giusta per risolvere i nostri problemi…
Già, quegli impegni presi in Europa e non rispettati, una ripresa economica palesata che non ha avuto i risultati sperati, uno spreco generale che non si è saputo contrastare, una condizione morale che non è per nulla migliorata…, giudizi negativi dati da chiunque s’incontri per strada, quel essere considerato mediocre, che offende per quanto svolto, certamente più se stesso che noi altri!
Caro Professore, mi dica… a cosa può esserle servito fare questa esperienza, per poi dover essere ricordato dalle generazioni future, come un profano ed inabile tecnico…, semplice portatore dell’altrui volere…

Mario Monti and the Day after…

Già è passato soltanto un giorno, da quando si è presentato dal Presidente Napolitano, per annunciare le proprie dimissioni, dichiarando di aver fatto la cosa giusta e manifestando grande preoccupazione, non certamente per se… ( ah…, di questo ne siamo pienamente convinti, infatti i problemi creati con questo suo modo di governare…, li lascia soltanto a noi… ) tanto alla fine, anch’esso, continuerà ad essere un ulteriore peso a carico…, già come i tanti ” morti viventi ” che da anni ci portiamo dietro…
Tutti a manifestare preoccupazione per ciò che può succedere…, ma cosa dovrebbe ulteriormente succedere oltre quello che stiamo vivendo…
Credetemi, non è per fare la solita retorica, per voler disprezzare la nostra politica ed i loro uomini, in questo sono bravi già per loro conto, e per favore, non cercate di convincermi con la credibilità internazionale finalmente recuperata…, non contavamo prima e non contiamo oggi…, sono parole, soltanto parole!!!
Se da un lato si è cercato di migliorare i conti, dall’altro i ” grandi “nostri ” professori ” della Bocconi…, hanno dato il meglio delle loro conoscenze per portare ( ancor più di quanto aveva fatto il Governo del Cavaliere), il nostro Paese in completa  caduta libera…
Inoltre, se le esaminiamo, ad una ad una, queste meravigliose proposte, ci accorgiamo che sono state indirizzate, per voler colpire i soliti poveri, dipendenti, anziani, precari e pensionati…, gli altri ( amici… ), hanno ricevuto frustate, che possono paragonarsi a colpi di piume!!!
Nessun provvedimento è stato fatto per colpire la casta ed i suoi interlocutori…, dopotutto lui ne fa parte e quindi, non potevamo certo sperare che andasse contro il suo stesso sistema…, quello che l’ha posto proprio lì!!!  
E adesso… senza questo statista internazionale, cosa ci può capitare…??? 
Beh… io un idea l’avrei,  ma vista l’esperienza che ha colpito il Direttore Sallusti, preferisco non manifestarla!!! 
E dire che, per un momento, avevo creduto nelle potenzialità di quest’uomo, dove coinvolto e travolto dalle difficoltà di un Paese, ormai nel baratro, ecco che, speravo che i titoli preferenziali che lo precedevano, fossero sufficienti a dimostrarne la preparazione…, ma invece oggi mi sento profondamente deluso, mettendo in dubbio anche quelle acclamate capacità… che forse come molti nostri professori, si possiedono certamente, ma soltanto nella teoria e poco nella pratica…
Mi chiedo, ma il nostro Presidente, non poteva cercare qualcuno esterno con questo sistema, con la politica, un concreto ed esperto professionista d’economia reale, invece di chiamare un semplice teorico??? 
Comunque, che ormai si pensi soltanto alle prossime elezioni è evidente a tutti, Maroni ordina e Alfano esegue…, pensando forse che gli Italiani possano dimenticare quanto successo in questi anni, sono dei veri illusi!!!
Scommetto sin d’ora, che alle prossime elezioni il PDL non raggiungerà nemmeno il 13% e la Lega forse a stento raggiungerà quel fatidico 5% e non mi interessa proprio, se il professore entrerà in politica, sostenuto da altri personaggi che lasciano il tempo che trovano, se non per essere stati bravi, a stare come cagnolini dietro i soliti industriali, proprietari dell’Italia…
Vedrete a breve, nascere come funghi nuovi partiti, esponenti politici che proveranno a riciclarsi sotto nuove insegne, presentando come premier, qualche faccia nuova e pulita, mentre loro, ben nascosti, tenteranno di recuperare quei voti necessari, sperando di riempire bene il proprio calderone, per poterlo successivamente barattare, a chi ne farà successivamente richiesta… per così riprendersi quelle poltrone, per breve tempo mollate…     
Sembra che le dimissioni diverranno effettive, solo dopo l’approvazione della legge di stabilità, in un paese ormai che di stabilità nulla possiede…
Il lavoro, la famiglia, la casa ed anche purtroppo la salute…, ecco che ovunque si vede instabilità, ma c’è qualcuno che ancora vuole illuderci, di aver trovato la bacchetta magica, quella ricetta giusta per risolvere i nostri problemi…
Già, quegli impegni presi in Europa e non rispettati, una ripresa economica palesata che non ha avuto i risultati sperati, uno spreco generale che non si è saputo contrastare, una condizione morale che non è per nulla migliorata…, giudizi negativi dati da chiunque s’incontri per strada, quel essere considerato mediocre, che offende per quanto svolto, certamente più se stesso che noi altri!
Caro Professore, mi dica… a cosa può esserle servito fare questa esperienza, per poi dover essere ricordato dalle generazioni future, come un profano ed inabile tecnico…, semplice portatore dell’altrui volere…