Uomini che odiano le donne…

Uomini che odiano le donne è il primo libro di una trilogia che ha venduto oltre 8 milioni di copie in tutto il mondo, dell’autore Stieg Larsson, che purtroppo, essendo morto nel 2004 subito dopo aver consegnato il proprio manoscritto ad un editore svedese, non è riuscito malauguratamente a godere del successo che il proprio lavoro aveva ottenuto…
Da questo successo ne sono stati tratti tre film, con il nome di “Trilogia Millennium”, che pur non riproducendo perfettamente i libri, sono stati comunque ben diretti e interpretati…
Ora, mentre quella violenza riprodotta descriveva una opera di fantasia, quella a cui stiamo assistendo giornalmente è purtroppo reale!!!
Ogni giorno più di una donna viene abusata, ferita, violentata ed ogni due giorni un’altra viene uccisa…
Ed i loro assassini, non sono quei serial killer che soffrono di malattie psichiche di natura compulsiva e che uccidono persone a lui totalmente estranee e quasi sempre prive di movente, ma legate a traumi della sfera emotiva e/o sessuale e non sono neppure terroristi, che esaltati da motivi religiosi e rivoluzionari, indotti il più delle volte da fini ideologici e politici, uccidono per le ragioni più disperate… 
Oggi invece le vittime femminili di questi omicidi, sono i propri coniugi, partner, fidanzati, e non esiste un limite d’età nel realizzare questi crimini…, anzi sono sempre più in aumento quelli realizzati dai minori!!!   
Non dimentichiamoci inoltre, che molte di queste violenze, perpetrate all’interno della propria abitazione,  non vengono neanche denunciate, in quanto si ritiene ( nelle famiglie a basso profilo sociologico-culturale ) che la violenza familiare non è da considerarsi un reato.
Inoltre a questi, dobbiamo aggiungere i cosiddetti “Stalker”, cioè quei responsabili di comportamenti deliranti alla base dello stalking e cioè di quei comportamenti paranoici, di quelle forme estreme emotive, di chi vive nella paura di vedersi sottratta la persona amata, operando così poco alla volta, quei comportamenti di controllo, diffidenza, possessione, meglio conosciute come sindrome di Otello, dal protagonista Shakespeariano, uxoricida per gelosia!!!
Da non crederci che il nostro paese, che da tutti viene considerato come un paese moderno, dove la libertà è la base della comunicazione e delle convivenza, debba essere condannato dalle Nazioni Unite, per il mancato rispetto di diritti umani, in particolare per quelli meglio conosciuti come “femminicidio”. 
Donne, ragazze e purtroppo e soprattutto adolescenti uccise, dopo essere state torturate da ragazzi che non sanno confrontarsi con proprie debolezze…
“Uomini” se così possiamo ancora definirli, per non voler offendere le bestie, che soffrono di proprie paure, di quel confronto naturale nei riguardi del proprio partner, di quanti li hanno preceduti, di chi potrebbe sostituirli, superarli e con il tempo farli anche dimenticare per sempre…
Uomini che odiano le donne, perché hanno paura delle donne…, hanno paura di ciò che rappresentano, ma principalmente di ciò che loro stessi non sanno essere!!!
Sentono su di loro il confronto, non vedono il rapporto di coppia come una crescita e neanche come un completamento, ma questo viene vissuto come una sfida, in particolare se le donne con cui si confrontano sono più intelligenti di loro, possiedono una spiccata autorevolezza, sono decise nel loro percorso e assumono quelle responsabilità che loro non riescono a mettere in pratica…
Se a queste qualità si aggiungono poi, la bellezza e la sensualità, ecco che la paura prevale sulla razionalità, sul buon senso, sul quel rispetto reciproco su cui è principalmente basato un rapporto di coppia e quindi ecco sfociare l’impeto, l’ira, quella furia cieca sottomessa, che adesso si impone con la forza di dominare attraverso il proprio vigore ed impeto, la grazia e la delicatezza del proprio partner…
E’ saltata ormai ogni forma d’amore, di educazione e di rispetto!!!
Sono purtroppo in molti gli uomini a non sapere che una donna che viene colpita nell’animo, prima di essere colpita sul proprio corpo è già una donna persa!!!
Un uomo che colpisce una donna non è degno di stare in questa nostra comunità…; non si può più   permettere a nessuno di giustificarne i gesti o a perdonarne le azioni commesse.
Adesso basta è venuto il momento che lo Stato si attivi, che trasporti all’interno di una struttura di igiene mentale ( preferibilmente in qualche isola… ben controllata ), questi soggetti malati, certamente per curarli, ma lasciati alla loro più completa solitudine, per poter riflettere così, sui propri crimini commessi!!!   

Francesco come Wojtywa: mafiosi convertitevi

Ricordo quando alcuni anni fa, precisamente il 9 maggio 1993 ad Agrigento, Papa Giovanni Paolo II si rivolgeva ai mafiosi chiedendo loro di convertirsi! 
In quella circostanza usò parole forti, dettate certamente dal cuore, ma gridate come una sentenza e passate alla storia per entrare nella coscienze degli uomini, in particolare di quelle di noi Siciliani…
Un’anatema contro la mafia, un rimprovero che proclamava libertà al nostro popolo, già… ” Questo popolo, popolo siciliano, talmente attaccato alla vita, popolo che ama la vita, che dà la vita, non può vivere sempre sotto la pressione di una civiltà contraria, civiltà della morte! Dio ha detto una volta: non uccidere! Non può l’uomo, qualsiasi uomo, qualsiasi umana agglomerazione… mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio! Nel nome di questo Cristo crocifisso e risorto, di questo Cristo che è vita, via, verità e vita. Lo dico ai responsabili: convertitevi! Una volta, un giorno, verrà il giudizio di Dio!
Ora a quasi vent’anni Papa Francesco ha voluto riproporre lo stesso appello. 
Nel ricordo di don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia a Palermo, in quel suo quartiere (Brancaccio), al termine dell’Angelus,  Papa Francesco ha voluto ricordare lo sfruttamento e la pressione sociale che la mafia esercita ogni giorno…
Ed è per questo che descrivendo l’opera di don Luigi Puglisi, si è voluto ricordare l’attività pastorale giovanile e cioè quella di voler educare  i ragazzi per sottrarli così alla malavita…, esponendolo alla crudeltà dei mafiosi, che l’hanno ucciso…
Ed è per questo che attraverso Papa Francesco si ripete il fortissimo monito ai mafiosi: preghiamo perché questi mafiosi e mafiose si convertano! 
Che la realtà si capisce meglio stando in periferia, questo è certo…, che bisogna però combattere la mafia, dando nuove opportunità e garanzie di stabilità ai ragazzi è altrettanto vero!!!
Se è compito principale dei genitori, educare i propri figli nel rispetto dello Stato, delle leggi, delle regole, della legalità, osservare in ogni loro azione quei principi fondamentali di civiltà e di rispetto verso se stessi ma soprattutto verso gli altri, facendo capire loro che, il valore di una persona non si misura dalle ricchezze materiali, ma con le qualità individuali, in egual modo lo Stato deve saper svolgere il proprio compito, creando quelle opportunità lavorative, di sviluppo, di controllo del territorio, promesse che come ben sappiamo, in questi anni sono state disattese, dando così nuovo vigore alla criminalità di poter riprendere possesso del territorio…
Bisogna dare a tutti eguali opportunità,  farli sentire artefici delle proprie scelte, in modo tale che ognuno successivamente debba poi saper rispondere delle proprie azioni…
A pari condizioni, avendo quindi offerto loro un percorso alternativo a quello offerto dalla malavita, ecco che soltanto giungendo ad una tale condizione, si può iniziare a contrastare quanti decidano di propria scelta, di voler intraprendere quelle strade che sanno già, condurli ad una fine già segnata… 
Non sono d’accordo con quanti pensano di poter contrastare la disuguaglianza, la disoccupazione, la povertà, l’analfabetismo, proponendo soltanto prediche e promesse politiche…
A differenza di quanto si possa pensare, sono pochi gli uomini disposti a barattare la propria dignità con un po’ di denaro, ma se questo inizia a mancare, se non si riesce a trovare un lavoro, se non si riesce più a sostenere la propria famiglia, i propri figli, ecco che tutti i principi di una vita, iniziano a crollare…, ed è ciò a cui assistiamo giornalmente, dove il rifiuto delle regole, da inizio a nuove escalation criminali e dove invece i principi morali reggono, ecco che purtroppo non si è più sorretti da quelli individuali e difatti noi tutti siamo qui, inermi, a dover assistere ovunque, a irrazionali gesti di suicidio.
A volte si pensa di non aver più nulla da perdere, ne più motivi di esistere…, ed è facile pensarlo se lo Stato non è lì accanto a confrontarsi!!!

Francesco come Wojtywa: mafiosi convertitevi

Ricordo quando alcuni anni fa, precisamente il 9 maggio 1993 ad Agrigento, Papa Giovanni Paolo II si rivolgeva ai mafiosi chiedendo loro di convertirsi! 
In quella circostanza usò parole forti, dettate certamente dal cuore, ma gridate come una sentenza e passate alla storia per entrare nella coscienze degli uomini, in particolare di quelle di noi Siciliani…
Un’anatema contro la mafia, un rimprovero che proclamava libertà al nostro popolo, già… ” Questo popolo, popolo siciliano, talmente attaccato alla vita, popolo che ama la vita, che dà la vita, non può vivere sempre sotto la pressione di una civiltà contraria, civiltà della morte! Dio ha detto una volta: non uccidere! Non può l’uomo, qualsiasi uomo, qualsiasi umana agglomerazione… mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio! Nel nome di questo Cristo crocifisso e risorto, di questo Cristo che è vita, via, verità e vita. Lo dico ai responsabili: convertitevi! Una volta, un giorno, verrà il giudizio di Dio!
Ora a quasi vent’anni Papa Francesco ha voluto riproporre lo stesso appello. 
Nel ricordo di don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia a Palermo, in quel suo quartiere (Brancaccio), al termine dell’Angelus,  Papa Francesco ha voluto ricordare lo sfruttamento e la pressione sociale che la mafia esercita ogni giorno…
Ed è per questo che descrivendo l’opera di don Luigi Puglisi, si è voluto ricordare l’attività pastorale giovanile e cioè quella di voler educare  i ragazzi per sottrarli così alla malavita…, esponendolo alla crudeltà dei mafiosi, che l’hanno ucciso…
Ed è per questo che attraverso Papa Francesco si ripete il fortissimo monito ai mafiosi: preghiamo perché questi mafiosi e mafiose si convertano! 
Che la realtà si capisce meglio stando in periferia, questo è certo…, che bisogna però combattere la mafia, dando nuove opportunità e garanzie di stabilità ai ragazzi è altrettanto vero!!!
Se è compito principale dei genitori, educare i propri figli nel rispetto dello Stato, delle leggi, delle regole, della legalità, osservare in ogni loro azione quei principi fondamentali di civiltà e di rispetto verso se stessi ma soprattutto verso gli altri, facendo capire loro che, il valore di una persona non si misura dalle ricchezze materiali, ma con le qualità individuali, in egual modo lo Stato deve saper svolgere il proprio compito, creando quelle opportunità lavorative, di sviluppo, di controllo del territorio, promesse che come ben sappiamo, in questi anni sono state disattese, dando così nuovo vigore alla criminalità di poter riprendere possesso del territorio…
Bisogna dare a tutti eguali opportunità,  farli sentire artefici delle proprie scelte, in modo tale che ognuno successivamente debba poi saper rispondere delle proprie azioni…
A pari condizioni, avendo quindi offerto loro un percorso alternativo a quello offerto dalla malavita, ecco che soltanto giungendo ad una tale condizione, si può iniziare a contrastare quanti decidano di propria scelta, di voler intraprendere quelle strade che sanno già, condurli ad una fine già segnata… 
Non sono d’accordo con quanti pensano di poter contrastare la disuguaglianza, la disoccupazione, la povertà, l’analfabetismo, proponendo soltanto prediche e promesse politiche…
A differenza di quanto si possa pensare, sono pochi gli uomini disposti a barattare la propria dignità con un po’ di denaro, ma se questo inizia a mancare, se non si riesce a trovare un lavoro, se non si riesce più a sostenere la propria famiglia, i propri figli, ecco che tutti i principi di una vita, iniziano a crollare…, ed è ciò a cui assistiamo giornalmente, dove il rifiuto delle regole, da inizio a nuove escalation criminali e dove invece i principi morali reggono, ecco che purtroppo non si è più sorretti da quelli individuali e difatti noi tutti siamo qui, inermi, a dover assistere ovunque, a irrazionali gesti di suicidio.
A volte si pensa di non aver più nulla da perdere, ne più motivi di esistere…, ed è facile pensarlo se lo Stato non è lì accanto a confrontarsi!!!

Consigli per coloro che vogliono dedicarsi alla politica…

Già, sembra attuale ma la lezione appartiene al I secolo A.C., precisamente è stata scritta da Marco Tullio Cicerone, che nel suo “Dei doveri”, si rivolge a chi desidera ricoprire cariche politiche all’interno del res publica e offre precetti ancor oggi di grande attualità…
Dedicarsi allo stato in modo disinteressato, con onestà e senso di giustizia, disposti a sacrificare la propria vita pur di non venire meno agli impegni presi.
In generale, quelli che si dispongono a governare lo Stato, tengono ben presenti questi due precetti:
primo, curare l’utile dei cittadini in modo da adeguare ad esso ogni loro azione; secondo, provvedere a tutto l’organismo dello Stato, affinché, mentre ne curano una parte, non abbiano a trascurare le altre.
Quindi il governo dello stato, deve esercitarsi a vantaggio, non dei Governanti ma dei governati…, d’altra parte, quelli che provvedono soltanto ad una parte dei cittadini e ne trascurano la restante, introducono nello stato il più funesto dei malanni: la discordia e la sedizione!!!
Per cui avverrà che, alcuni emergeranno come amici del popolo, altri sostenitori dei governanti, ben pochi invece saranno coloro portati al bene comune…
Di qui, scoppiarono nella nostra repubblica, non solo sedizioni, ma guerre civili!!!
Ed è per questo che un cittadino, austero e forte, di primeggiare nel servire lo Stato, dovrà consacrarsi interamente per esso, senza cercare per sé, né ricchezze, né potenza, custodendo e proteggendo tutto quanto possa servire per il bene di tutti i cittadini.
Inoltre, durante il suo mandato, egli non formulerà false accuse, non susciterà ne odio ne disprezzo, contro alcuno, anzi si atterrà strettamente alla giustizia, alla onesta, alla moralità, che pur di mantenerle ferme e salde, affronterà i più gravi insuccessi e incontrerà anche la morte pur di non tradire queste norme sopra dette…  
Non è coerente chi lasciandosi vincere dal timore, si faccia vincere dalla cupidigia; chi alla fatica ceda ai piaceri fisici e del denaro. 
Bisogna quindi sempre tener conto di queste cose e rifuggire dalla avidità del piacere e del denaro: niente è tanto indizio di un animo meschino a gretto, quanto il dover pagare per amore o la ricerca esasperata per la ricchezza; niente al contrario invece è più bello e nobile, che saper rifiutare ciò che viene offerto in modo mercenario e disprezzare il maggiore denaro, se ce n’è, se non per impiegarlo in beneficenza…  
Nessuna azione della nostra vita, si tratti di atti pubblici o privati, di rapporti con noi stessi a con altri, è esente dal dovere, anzi nell’osservanza e nella trascuratezza di questo, si pone tutta 1’onorevolezza a l’infamia di una vita.
Sono passati duemila anni, ma come possiamo constatare oggi, molti dei precetti consigliati a coloro che, con tanta ( diciamo ) “passione”, hanno deciso di dedicarsi alla politica, non sono stati certamente da questi, visto anche quanto realizzato, minimamente presi in considerazione!!!

Consigli per coloro che vogliono dedicarsi alla politica…

Già, sembra attuale ma la lezione appartiene al I secolo A.C., precisamente è stata scritta da Marco Tullio Cicerone, che nel suo “Dei doveri”, si rivolge a chi desidera ricoprire cariche politiche all’interno del res publica e offre precetti ancor oggi di grande attualità…
Dedicarsi allo stato in modo disinteressato, con onestà e senso di giustizia, disposti a sacrificare la propria vita pur di non venire meno agli impegni presi.
In generale, quelli che si dispongono a governare lo Stato, tengono ben presenti questi due precetti:
primo, curare l’utile dei cittadini in modo da adeguare ad esso ogni loro azione; secondo, provvedere a tutto l’organismo dello Stato, affinché, mentre ne curano una parte, non abbiano a trascurare le altre.
Quindi il governo dello stato, deve esercitarsi a vantaggio, non dei Governanti ma dei governati…, d’altra parte, quelli che provvedono soltanto ad una parte dei cittadini e ne trascurano la restante, introducono nello stato il più funesto dei malanni: la discordia e la sedizione!!!
Per cui avverrà che, alcuni emergeranno come amici del popolo, altri sostenitori dei governanti, ben pochi invece saranno coloro portati al bene comune…
Di qui, scoppiarono nella nostra repubblica, non solo sedizioni, ma guerre civili!!!
Ed è per questo che un cittadino, austero e forte, di primeggiare nel servire lo Stato, dovrà consacrarsi interamente per esso, senza cercare per sé, né ricchezze, né potenza, custodendo e proteggendo tutto quanto possa servire per il bene di tutti i cittadini.
Inoltre, durante il suo mandato, egli non formulerà false accuse, non susciterà ne odio ne disprezzo, contro alcuno, anzi si atterrà strettamente alla giustizia, alla onesta, alla moralità, che pur di mantenerle ferme e salde, affronterà i più gravi insuccessi e incontrerà anche la morte pur di non tradire queste norme sopra dette…  
Non è coerente chi lasciandosi vincere dal timore, si faccia vincere dalla cupidigia; chi alla fatica ceda ai piaceri fisici e del denaro. 
Bisogna quindi sempre tener conto di queste cose e rifuggire dalla avidità del piacere e del denaro: niente è tanto indizio di un animo meschino a gretto, quanto il dover pagare per amore o la ricerca esasperata per la ricchezza; niente al contrario invece è più bello e nobile, che saper rifiutare ciò che viene offerto in modo mercenario e disprezzare il maggiore denaro, se ce n’è, se non per impiegarlo in beneficenza…  
Nessuna azione della nostra vita, si tratti di atti pubblici o privati, di rapporti con noi stessi a con altri, è esente dal dovere, anzi nell’osservanza e nella trascuratezza di questo, si pone tutta 1’onorevolezza a l’infamia di una vita.
Sono passati duemila anni, ma come possiamo constatare oggi, molti dei precetti consigliati a coloro che, con tanta ( diciamo ) “passione”, hanno deciso di dedicarsi alla politica, non sono stati certamente da questi, visto anche quanto realizzato, minimamente presi in considerazione!!!

Mai sentito: festeggiare per un autogol!!!

La prima palla del governo è andata in gol, ecco come Alfano esprime la sua grandissima soddisfazione. per la sospensione al pagamento dell’Imu.
Non capisco a quale entusiasmo si riferisce, considerato che si tratta di un autogol, che ha come unico scopo quello di posticiparne il pagamento, perché solo di questo si tratta…
Serve soltanto per continuare a raccontarci le solite frottole propagandistiche, per dare meriti a quanto ripetuto in campagna elettorale dal proprio leader, dimenticando che l’Europa nel contempo ci ha imposto il rispetto degli impegni assunti e che se non vengono trovati i fondi prestabiliti, si dovrà a Settembre, precisamente giorno 16, pagarne la tassa!!! 
Comunque di qualcosa sono entusiasta anch’io e cioè che almeno i nostri ministri-parlamentari si sono detratti il doppio stipendio per l’incarico ricevuto, infatti si legge nella bozza che i membri del Parlamento, che assumono le funzioni di presidente del Consiglio dei ministri, ministri e sottosegretari di Stato, non possono cumulare il trattamento stipendiale previsto con l’indennità spettante ai parlamentari, ovvero con il trattamento economico in godimento per il quale abbiano eventualmente optato, in quanto dipendenti pubblici.
Almeno questo è un passo avanti, sempre sperando che le cose vadano per il verso giusto, già in quanto è possibile che un giorno, come ormai accade, scopriremo grazie al programma delle Iene che non è andata proprio così…, comunque per adesso accettiamolo con il beneficio del dubbio.
Ovviamente nell’incontro con Barroso, il premier Letta, si è risparmiato di discutere i modi con cui il governo provvederà a fare fronte alle misure finanziarie fiscali, come appunto la sospensione del  pagamento della rata dell’Imu, preferendo così dirottare l’incontro su altri argomenti…
Questo comunque è un governo fantoccio, durerà il tempo necessario per giungere ad una nuova fase programmata, nella quale si darà la possibilità ad un Pd in crisi, di recuperare il sostegno dei propri elettori, ed al Pdl di poter contrastare ed allontanare quelle vicende giudiziarie che hanno colpito il proprio leader ( mi sono ripromesso che da ora in poi, non lo chiamerò più per nome… ).
Un momento di tregua, per realizzare insieme quella necessaria legge elettorale, che permetta ad ognuno di loro di governare, di modificare le leggi a loro piacimento, di indirizzare i processi personali e societari verso porti sicuri, continuando con le stesse finalità di sempre e cioè quelle di illudere noi tutti con le loro solite chiacchiere…
Vedrete che è soltanto questione di tempo, perché ma alla fine questo giocattolo si romperà su se stesso…

Mai sentito: festeggiare per un autogol!!!

La prima palla del governo è andata in gol, ecco come Alfano esprime la sua grandissima soddisfazione. per la sospensione al pagamento dell’Imu.
Non capisco a quale entusiasmo si riferisce, considerato che si tratta di un autogol, che ha come unico scopo quello di posticiparne il pagamento, perché solo di questo si tratta…
Serve soltanto per continuare a raccontarci le solite frottole propagandistiche, per dare meriti a quanto ripetuto in campagna elettorale dal proprio leader, dimenticando che l’Europa nel contempo ci ha imposto il rispetto degli impegni assunti e che se non vengono trovati i fondi prestabiliti, si dovrà a Settembre, precisamente giorno 16, pagarne la tassa!!! 
Comunque di qualcosa sono entusiasta anch’io e cioè che almeno i nostri ministri-parlamentari si sono detratti il doppio stipendio per l’incarico ricevuto, infatti si legge nella bozza che i membri del Parlamento, che assumono le funzioni di presidente del Consiglio dei ministri, ministri e sottosegretari di Stato, non possono cumulare il trattamento stipendiale previsto con l’indennità spettante ai parlamentari, ovvero con il trattamento economico in godimento per il quale abbiano eventualmente optato, in quanto dipendenti pubblici.
Almeno questo è un passo avanti, sempre sperando che le cose vadano per il verso giusto, già in quanto è possibile che un giorno, come ormai accade, scopriremo grazie al programma delle Iene che non è andata proprio così…, comunque per adesso accettiamolo con il beneficio del dubbio.
Ovviamente nell’incontro con Barroso, il premier Letta, si è risparmiato di discutere i modi con cui il governo provvederà a fare fronte alle misure finanziarie fiscali, come appunto la sospensione del  pagamento della rata dell’Imu, preferendo così dirottare l’incontro su altri argomenti…
Questo comunque è un governo fantoccio, durerà il tempo necessario per giungere ad una nuova fase programmata, nella quale si darà la possibilità ad un Pd in crisi, di recuperare il sostegno dei propri elettori, ed al Pdl di poter contrastare ed allontanare quelle vicende giudiziarie che hanno colpito il proprio leader ( mi sono ripromesso che da ora in poi, non lo chiamerò più per nome… ).
Un momento di tregua, per realizzare insieme quella necessaria legge elettorale, che permetta ad ognuno di loro di governare, di modificare le leggi a loro piacimento, di indirizzare i processi personali e societari verso porti sicuri, continuando con le stesse finalità di sempre e cioè quelle di illudere noi tutti con le loro solite chiacchiere…
Vedrete che è soltanto questione di tempo, perché ma alla fine questo giocattolo si romperà su se stesso…

Assicurazione… fai da te!!!

Aguzzare l’ingegno, ecco ciò che fanno oggi la gran parte dei cittadini, per superare questo periodo di crisi.  
Allora improvvisando ognuno a modo suo, grazie ad uno scanner, ad un programma di foto ritocco e ad una stampante a colore, si ci trasforma in veri e propri falsari…
Ebbene, da una indagine effettuata da parte degli organi di controllo, si scopre che sulle nostre strade circolano oltre 4 milioni di mezzi senza assicurazione…
Sono circa uno su dieci i mezzi che viaggiano senza polizza… e se a questa inoltre aggiungiamo anche le mancate revisioni, le auto, gli autocarri e le moto, ciò che circola per le nostre strade, sono soltanto dei grossi pericoli per la nostra incolumità…
Già, perché il rischio non è soltanto pertinente con la deformazione della carrozzeria o della meccanica, ma soprattutto con quanto realizzato in numero di infortuni o di vittime… ed allora, ecco iniziare una “via crucis legale”, che si sa quando comincia, ma non si saprà mai quando finirà…
Le assicurazioni sono sempre più care e la crisi diminuisce le probabilità di mettersi in regola, ma se si confronta il numero di immatricolazione con quello delle polizze, ci si accorge subito che qualche numero non combacia, anche se non bisogna dimenticare, coloro che, proprio per i motivi di cui sopra, preferiscono utilizzare i mezzi pubblici e non rinnovare i contratti assicurativi ancora in essere.
Poi ci sono quanti, in caso d’incidente anche se lieve, pur di non farsi individuare dalle forze dell’ordine scappono via e si allontanano velocemente dalla zona dell’incidente e pur avendo la possibilità di registrare l’eventuale numero di targa, ecco che si scopre che di quel mezzo…,  ne è già stato denunciato il furto.
Sono quasi tutti senza copertura e serve a poco quanto realizzato dalla polizia stradale o municipale, in quanto le sanzioni sono inutili, inconcludenti, sterili ed alla fine, la situazione non cambia…, poiché, se da un lato è previsto il sequestro del mezzo, dall’altro lo si lascia in custodia allo stesso proprietario, con la possibilità che quest’ultimo, continui ad usarlo come nulla fosse…
Poi c’è pure chi cerca di mettersi a modo suo in regola, acquistando polizze low cost, redatte su internet, che non hanno alcun valore nel nostro paese ed in caso di sinistro, queste, non coprono un bel nulla!!! 
Sono soprattutto utilizzate dagli immigrati, che realizzano queste RCA per le loro auto di modesto valore e così le volte in cui vengono individuati nei controlli stradali, presentano documenti d’identità quasi sempre falsi, dichiarano di possedere redditi molto bassi e di non possedere una fissa dimora, tutto ciò per riuscire a far confondere le proprie tracce, ma soprattutto per non voler rispettare le nostre leggi…
Così, oltre alla beffa per una denuncia presentata del tutto inutile e per un danno subito che forse ci ha lasciato pure malconci, ecco che ci ritroveremo nel bel mezzo di un procedimento per frode assicurativa, con il rischio di restare coinvolti nella vicenda, mentre il furbo continuerà a percorrere le nostre strade, del tutto libero e indifferente…

Assicurazione… fai da te!!!

Aguzzare l’ingegno, ecco ciò che fanno oggi la gran parte dei cittadini, per superare questo periodo di crisi.  
Allora improvvisando ognuno a modo suo, grazie ad uno scanner, ad un programma di foto ritocco e ad una stampante a colore, si ci trasforma in veri e propri falsari…
Ebbene, da una indagine effettuata da parte degli organi di controllo, si scopre che sulle nostre strade circolano oltre 4 milioni di mezzi senza assicurazione…
Sono circa uno su dieci i mezzi che viaggiano senza polizza… e se a questa inoltre aggiungiamo anche le mancate revisioni, le auto, gli autocarri e le moto, ciò che circola per le nostre strade, sono soltanto dei grossi pericoli per la nostra incolumità…
Già, perché il rischio non è soltanto pertinente con la deformazione della carrozzeria o della meccanica, ma soprattutto con quanto realizzato in numero di infortuni o di vittime… ed allora, ecco iniziare una “via crucis legale”, che si sa quando comincia, ma non si saprà mai quando finirà…
Le assicurazioni sono sempre più care e la crisi diminuisce le probabilità di mettersi in regola, ma se si confronta il numero di immatricolazione con quello delle polizze, ci si accorge subito che qualche numero non combacia, anche se non bisogna dimenticare, coloro che, proprio per i motivi di cui sopra, preferiscono utilizzare i mezzi pubblici e non rinnovare i contratti assicurativi ancora in essere.
Poi ci sono quanti, in caso d’incidente anche se lieve, pur di non farsi individuare dalle forze dell’ordine scappono via e si allontanano velocemente dalla zona dell’incidente e pur avendo la possibilità di registrare l’eventuale numero di targa, ecco che si scopre che di quel mezzo…,  ne è già stato denunciato il furto.
Sono quasi tutti senza copertura e serve a poco quanto realizzato dalla polizia stradale o municipale, in quanto le sanzioni sono inutili, inconcludenti, sterili ed alla fine, la situazione non cambia…, poiché, se da un lato è previsto il sequestro del mezzo, dall’altro lo si lascia in custodia allo stesso proprietario, con la possibilità che quest’ultimo, continui ad usarlo come nulla fosse…
Poi c’è pure chi cerca di mettersi a modo suo in regola, acquistando polizze low cost, redatte su internet, che non hanno alcun valore nel nostro paese ed in caso di sinistro, queste, non coprono un bel nulla!!! 
Sono soprattutto utilizzate dagli immigrati, che realizzano queste RCA per le loro auto di modesto valore e così le volte in cui vengono individuati nei controlli stradali, presentano documenti d’identità quasi sempre falsi, dichiarano di possedere redditi molto bassi e di non possedere una fissa dimora, tutto ciò per riuscire a far confondere le proprie tracce, ma soprattutto per non voler rispettare le nostre leggi…
Così, oltre alla beffa per una denuncia presentata del tutto inutile e per un danno subito che forse ci ha lasciato pure malconci, ecco che ci ritroveremo nel bel mezzo di un procedimento per frode assicurativa, con il rischio di restare coinvolti nella vicenda, mentre il furbo continuerà a percorrere le nostre strade, del tutto libero e indifferente…

Ancora le stesse facce…, la stessa politica!!!

Finite le elezioni politiche, ritornano quelle amministrative!
Sono 719 i comuni che dovranno essere rinnovati, di cui 529 quelli appartenenti a regioni ordinarie, mentre 190 quelle in cui le regioni sono a statuto speciale.
Per fortuna che non si svolgeranno quelle provinciali, almeno per quanto riguarda la mia provincia e cioè quella di Catania, la legge di stabilità è servita a qualcosa… e grazie anche al decreto di “Spending Review”, il rinnovo nei Consigli comunali, dovrà applicare le nuove norme in materia di contenimento delle spese con una riduzione di circa il 20% del numero di consiglieri e degli assessori comunali…
Restano comunque sempre in tanti, troppi, coloro che vivono esclusivamente con la politica…, già poiché mentre prima, il volersi occupare di politica, rappresentava qualcosa che si sviluppava al di fuori della propria professione e comunque nasceva come una esigenza personale, nel voler sia trasmettere una propria conoscenza ideologia che cercando di contribuire alla causa del paese…, oggi invece questa, viene vista esclusivamente, come una nuova opportunità di lavoro, di carriera, qualcosa che può durare anche anni e da cui si possono certamente ricavare vantaggi e soddisfazioni…
Una nuova forma di “grande fratello” a cui iscriversi, presentandosi senza alcun cv, senza avere mai dimostrato alcuna propria capacità, ma pronti a stare lì, ad aggrapparsi a quel carro allegorico, che potrebbe permettere loro di sopravvivere!!!
Dopotutto ” se ci stanno gli altri perché non possiamo starci noi…”, questo è lo slogan utilizzato da quanti oggi con i loro volantini, con quelle facce messe in mostra, come quei “santini” che ti vengono quasi “donati” per strada a protezione della nostra stessa persona…
Ecco che anch’essi, nel loro piccolo, si propongono di salvarci…, già grazie a loro, potremmo godere di un paese perfetto, orientato verso uno stato di benessere per tutti, promettendo e garantendo, il miglioramento di quelle necessità primarie, quali l’occupazione, l’assistenza sanitaria, la casa, l’istruzione, la previdenza, ecc…
Di tutto e di più… basta che il voto vada a loro!!!
Ed allora che fare… da un lato si vorrebbe declinare l’invito, dall’altro il voto dato ha dimostrato possedere una valenza insignificante ( abbiamo visto infatti come i partiti, alla fine, decidano in maniera del tutto arbitrale ed autonoma), ecco che alla fine, la soluzione peggiore rappresentata nel voler accontentare l’amico o il conoscente di turno… diventa tra tutte… forse quella migliore!!!
Nella mia città ( Catania ), votiamo anche per il Sindaco e siamo a dover decidere tra quello uscente ed il candidato sfidante che possiede le maggiori chance tra quelli antagonisti…, dimenticando però, quanto poco sia stato fatto da parte d’entrambi, negli anni in cui hanno governato e far finta di scordare quegli scandali che, anche a livello nazionale sono emersi tramite i media, rappresenta per molti miei concittadini il giusto connubio, per voler celebrare quella corrispondenza biunivoca, tra il voto dato ed il favore richiesto…
Tutto in ordine quindi, ognuno tenta di arraffare quanto può…, i politici i loro voti, gli elettori quell’elemosina necessaria a poter sopravvivere…

Ancora le stesse facce…, la stessa politica!!!

Finite le elezioni politiche, ritornano quelle amministrative!
Sono 719 i comuni che dovranno essere rinnovati, di cui 529 quelli appartenenti a regioni ordinarie, mentre 190 quelle in cui le regioni sono a statuto speciale.
Per fortuna che non si svolgeranno quelle provinciali, almeno per quanto riguarda la mia provincia e cioè quella di Catania, la legge di stabilità è servita a qualcosa… e grazie anche al decreto di “Spending Review”, il rinnovo nei Consigli comunali, dovrà applicare le nuove norme in materia di contenimento delle spese con una riduzione di circa il 20% del numero di consiglieri e degli assessori comunali…
Restano comunque sempre in tanti, troppi, coloro che vivono esclusivamente con la politica…, già poiché mentre prima, il volersi occupare di politica, rappresentava qualcosa che si sviluppava al di fuori della propria professione e comunque nasceva come una esigenza personale, nel voler sia trasmettere una propria conoscenza ideologia che cercando di contribuire alla causa del paese…, oggi invece questa, viene vista esclusivamente, come una nuova opportunità di lavoro, di carriera, qualcosa che può durare anche anni e da cui si possono certamente ricavare vantaggi e soddisfazioni…
Una nuova forma di “grande fratello” a cui iscriversi, presentandosi senza alcun cv, senza avere mai dimostrato alcuna propria capacità, ma pronti a stare lì, ad aggrapparsi a quel carro allegorico, che potrebbe permettere loro di sopravvivere!!!
Dopotutto ” se ci stanno gli altri perché non possiamo starci noi…”, questo è lo slogan utilizzato da quanti oggi con i loro volantini, con quelle facce messe in mostra, come quei “santini” che ti vengono quasi “donati” per strada a protezione della nostra stessa persona…
Ecco che anch’essi, nel loro piccolo, si propongono di salvarci…, già grazie a loro, potremmo godere di un paese perfetto, orientato verso uno stato di benessere per tutti, promettendo e garantendo, il miglioramento di quelle necessità primarie, quali l’occupazione, l’assistenza sanitaria, la casa, l’istruzione, la previdenza, ecc…
Di tutto e di più… basta che il voto vada a loro!!!
Ed allora che fare… da un lato si vorrebbe declinare l’invito, dall’altro il voto dato ha dimostrato possedere una valenza insignificante ( abbiamo visto infatti come i partiti, alla fine, decidano in maniera del tutto arbitrale ed autonoma), ecco che alla fine, la soluzione peggiore rappresentata nel voler accontentare l’amico o il conoscente di turno… diventa tra tutte… forse quella migliore!!!
Nella mia città ( Catania ), votiamo anche per il Sindaco e siamo a dover decidere tra quello uscente ed il candidato sfidante che possiede le maggiori chance tra quelli antagonisti…, dimenticando però, quanto poco sia stato fatto da parte d’entrambi, negli anni in cui hanno governato e far finta di scordare quegli scandali che, anche a livello nazionale sono emersi tramite i media, rappresenta per molti miei concittadini il giusto connubio, per voler celebrare quella corrispondenza biunivoca, tra il voto dato ed il favore richiesto…
Tutto in ordine quindi, ognuno tenta di arraffare quanto può…, i politici i loro voti, gli elettori quell’elemosina necessaria a poter sopravvivere…

Quale destino economico per l’Italia…


L’interesse mondiale per le vicende italiane è ben spiegato dagli studi effettuati dal Financial Times, dalla Frankfurter Allgemeine e dai media asiatici, dove si evidenzia una grande responsabilità del nostro paese; infatti se l’Italia salta, salta l’euro e così l’eurozona ed anche l’Unione Europea entra in crisi e trascina con sé il sistema economico finanziario globale!!!
Già, nessun altro paese è in grado di far saltare l’intero impianto europeo, ma nello stesso tempo poco si fa per dimostrare di essere capaci di saper restare in questo sistema…
Ecco che le difficoltà economiche del nostro paese, legate anche alle confusionarie vicende politiche di questi mesi, rappresentano un possibile fattore di pericolo anche per gli altri stati membri europei, ed è così che si spiega l’interesse dei media per le nostre vicende politiche ed economiche.
Restiamo purtroppo vulnerabili ai cambiamenti improvvisi dei mercati internazionali, ai giochi in borsa degli speculatori, ad una stagnante produttività delle nostre aziende, alla resistenza del sistema bancario a sostenere l’attività imprenditoriale ed infine, alla necessità di mantenere il bilancio in modo tale da mettere il rapporto Debito/Pil su un percorso costante di riduzione.
Ma quanto oggi stiamo vivendo, dipende principalmente da quanto è avvenuto nel corso di questo ventennio, ad iniziare dagli alti tassi di interesse pagati dal debito pubblico che, non erano dovuti alla mancanza della domanda della Banca Centrale, quanto, alle politiche restrittive tenute dalla stessa Banca d’Italia. 

In sostanza, dovendo mantenere, prima e successivamente nello SME, un collegamento diretto con il marco, la nostra Banca d’Italia doveva tenere dei tassi di sconto molto alti per attirare capitali esteri sulle attività denominate in Lire. 
Quindi nel ’92 si verificò quello che sta avvenendo oggi: le differenze di competitività tra Italia e Germania portarono ad un deficit nella bilancia dei pagamenti italiana e i mercati azzardarono un possibile distacco della lira dallo SME. 
L’allora governatore Ciampi, volatilizzò quasi l’intera riserva in valuta della B.I. ( tradotto vendette la nostra “valuta” sottoprezzo agli speculatori ) sino a che, terminate le munizioni, la lira venne sganciata dallo SME e, svalutandosi del 20% circa, diede al paese la possibilità di ripartire sino al ’96, quando invece rientrammo nello SME, l’economia ricominciò a frenare sino al disastro attuale nell’euro. 
Da notare che ci fu crescita nonostante le manovre recessive di Amato, compreso il “famoso” prelievo notturno sui conti correnti che servì a ricostruire la riserva in valuta della B.I.
In questi giorni la stampa tedesca ha attaccato con forza Draghi. 
Sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, Holger Steltzner, lo ha accusato di voler trasferire alla Bce i metodi della Banca d’Italia. 
Questa sarebbe al servizio dello Stato, di cui alimenterebbe le casse. 
Se ora la Bce finanziasse i debiti statali acquistandone i titoli, scatenerebbe l’inflazione e aggraverebbe la crisi dell’eurozona.
Come ha fatto notare anche il Sole 24ore, le critiche di Steltzner alla Banca d’Italia sono infondate. A partire dal 1981 la Banca d’Italia ha “divorziato” dal Tesoro e non è più intervenuta nel acquisto di titoli di Stato. 
Ciò che non viene detto, però, è che quella lontana decisione contribuì a produrre non solo l’enorme debito pubblico ma anche il primo attacco ai salari. 
L’attuale debito pubblico italiano si formò tra gli anni ’80 e ’90, passando dal 57,7% sul Pil nel 1980 al 124,3% nel 1994. 
Tale crescita, molto più consistente di quella degli altri Paesi europei, non fu dovuta ad una impennata della spesa dello Stato, che rimase sempre al di sotto della media della Ue e dell’euro zona e, tra 1991 e 2005, sempre al di sotto di quella tedesca.
Nel 1984 l’Italia spendeva – al netto degli interessi sul debito – il 42,1% del Pil, che nel 1994 era aumentato appena al 42,9%. 
Nello stesso periodo la media Ue (esclusa l’Italia) passò dal 45,5% al 46,6% e quella dell’euro zona passò dal 46,7% al 47,7%. 
Da dove derivava allora la maggiore crescita del debito italiano? 
Dalla spesa per interessi sul debito pubblico, che fu sempre molto più alta di quella degli altri Paesi. La spesa per interessi crebbe in Italia dall’8% del Pil nel 1984 all’11,4%, livello di gran lunga maggiore del resto d’Europa. 
Sempre nello stesso periodo la media Ue passò dal 4,1% al 4,4% e quella dell’euro zona dal 3,5% al 4,4%.
Nel 1993 il divario tra i tassi d’interesse fu addirittura triplo, il 13% in Italia contro il 4,4% della zona euro e il 4,3% della Ue. 
La crescita dei debiti pubblici dipende da molte cause, soprattutto dalla necessità di sostenere le crisi e la caduta dei profitti privati che, dal ’74-75, caratterizzano ciclicamente i Paesi più avanzati. Tuttavia, è evidente che politiche sbagliate di finanza pubblica possono rendere ingestibile la situazione del debito, come è avvenuto in Italia. 
Visto che l’entità dei tassi d’interesse sui titoli di stato, ovvero quanto lo Stato paga per avere un prestito, dipende dalla domanda dei titoli stessi, l’eliminazione di una componente importante della domanda, quale è la Banca centrale, ha avuto l’effetto di far schizzare verso l’alto gli interessi e, quindi, di far esplodere il debito totale.
Inoltre, la mancanza del cordone protettivo della Banca d’Italia espose il nostro debito alle manovre speculative degli investitori internazionali. 
Come nel 1992, quando gli attacchi speculativi alla lira costrinsero l’Italia ad uscire dal Sistema monetario europeo e a svalutare. 
Insomma, non solo Steltzner ha torto riguardo alla Banca d’Italia, ma è il principio stesso dell’“autonomia” della Banca centrale, da lui tanto tenacemente difeso, ad aver dato per trent’anni in Italia gli stessi risultati negativi che ora sta producendo nell’eurozona.
Ci si potrebbe chiedere a questo punto quale fu la ragione del divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro.

Ce lo spiega il suo autore, l’allora ministro del Tesoro Beniamino Andreatta.
Uno degli obiettivi era quello di abbattere i salari, imponendo una deflazione che desse la possibilità di annullare “il demenziale rafforzamento della scala mobile, prodotto dall’accordo tra Confindustria e sindacati”. 

Infatti, nel 1984 con gli accordi di San Valentino la scala mobile fu indebolita e nel 1992 definitivamente eliminata. 
Anche oggi, come allora, le presunte “necessità” di bilancio pubblico sono la leva attraverso cui ridurre il salario, in Italia e in Europa. 
Con la differenza che purtroppo oggi questo attacco procede essenzialmente in due direzioni: da una parte le politiche di austerity che si stanno imponendo in tutta Europa con un pesante ridimensionamento del Welfare tradizionale e dall’altro il tentativo di modificare radicalmente la forma delle relazioni industriali, con un’offensiva diretta che mette in discussione la stessa natura costituzionale del sindacato, la compressione senza precedenti del diritto di sciopero e lo svuotamento delle prerogative della contrattazione sociale, sottoposta ad una presenza autoritaria ” nascosta” di sfruttamento e controllo della nostra forza-lavoro!!! 

Quale destino economico per l'Italia…


L’interesse mondiale per le vicende italiane è ben spiegato dagli studi effettuati dal Financial Times, dalla Frankfurter Allgemeine e dai media asiatici, dove si evidenzia una grande responsabilità del nostro paese; infatti se l’Italia salta, salta l’euro e così l’eurozona ed anche l’Unione Europea entra in crisi e trascina con sé il sistema economico finanziario globale!!!
Già, nessun altro paese è in grado di far saltare l’intero impianto europeo, ma nello stesso tempo poco si fa per dimostrare di essere capaci di saper restare in questo sistema…
Ecco che le difficoltà economiche del nostro paese, legate anche alle confusionarie vicende politiche di questi mesi, rappresentano un possibile fattore di pericolo anche per gli altri stati membri europei, ed è così che si spiega l’interesse dei media per le nostre vicende politiche ed economiche.
Restiamo purtroppo vulnerabili ai cambiamenti improvvisi dei mercati internazionali, ai giochi in borsa degli speculatori, ad una stagnante produttività delle nostre aziende, alla resistenza del sistema bancario a sostenere l’attività imprenditoriale ed infine, alla necessità di mantenere il bilancio in modo tale da mettere il rapporto Debito/Pil su un percorso costante di riduzione.
Ma quanto oggi stiamo vivendo, dipende principalmente da quanto è avvenuto nel corso di questo ventennio, ad iniziare dagli alti tassi di interesse pagati dal debito pubblico che, non erano dovuti alla mancanza della domanda della Banca Centrale, quanto, alle politiche restrittive tenute dalla stessa Banca d’Italia. 

In sostanza, dovendo mantenere, prima e successivamente nello SME, un collegamento diretto con il marco, la nostra Banca d’Italia doveva tenere dei tassi di sconto molto alti per attirare capitali esteri sulle attività denominate in Lire. 
Quindi nel ’92 si verificò quello che sta avvenendo oggi: le differenze di competitività tra Italia e Germania portarono ad un deficit nella bilancia dei pagamenti italiana e i mercati azzardarono un possibile distacco della lira dallo SME. 
L’allora governatore Ciampi, volatilizzò quasi l’intera riserva in valuta della B.I. ( tradotto vendette la nostra “valuta” sottoprezzo agli speculatori ) sino a che, terminate le munizioni, la lira venne sganciata dallo SME e, svalutandosi del 20% circa, diede al paese la possibilità di ripartire sino al ’96, quando invece rientrammo nello SME, l’economia ricominciò a frenare sino al disastro attuale nell’euro. 
Da notare che ci fu crescita nonostante le manovre recessive di Amato, compreso il “famoso” prelievo notturno sui conti correnti che servì a ricostruire la riserva in valuta della B.I.
In questi giorni la stampa tedesca ha attaccato con forza Draghi. 
Sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, Holger Steltzner, lo ha accusato di voler trasferire alla Bce i metodi della Banca d’Italia. 
Questa sarebbe al servizio dello Stato, di cui alimenterebbe le casse. 
Se ora la Bce finanziasse i debiti statali acquistandone i titoli, scatenerebbe l’inflazione e aggraverebbe la crisi dell’eurozona.
Come ha fatto notare anche il Sole 24ore, le critiche di Steltzner alla Banca d’Italia sono infondate. A partire dal 1981 la Banca d’Italia ha “divorziato” dal Tesoro e non è più intervenuta nel acquisto di titoli di Stato. 
Ciò che non viene detto, però, è che quella lontana decisione contribuì a produrre non solo l’enorme debito pubblico ma anche il primo attacco ai salari. 
L’attuale debito pubblico italiano si formò tra gli anni ’80 e ’90, passando dal 57,7% sul Pil nel 1980 al 124,3% nel 1994. 
Tale crescita, molto più consistente di quella degli altri Paesi europei, non fu dovuta ad una impennata della spesa dello Stato, che rimase sempre al di sotto della media della Ue e dell’euro zona e, tra 1991 e 2005, sempre al di sotto di quella tedesca.
Nel 1984 l’Italia spendeva – al netto degli interessi sul debito – il 42,1% del Pil, che nel 1994 era aumentato appena al 42,9%. 
Nello stesso periodo la media Ue (esclusa l’Italia) passò dal 45,5% al 46,6% e quella dell’euro zona passò dal 46,7% al 47,7%. 
Da dove derivava allora la maggiore crescita del debito italiano? 
Dalla spesa per interessi sul debito pubblico, che fu sempre molto più alta di quella degli altri Paesi. La spesa per interessi crebbe in Italia dall’8% del Pil nel 1984 all’11,4%, livello di gran lunga maggiore del resto d’Europa. 
Sempre nello stesso periodo la media Ue passò dal 4,1% al 4,4% e quella dell’euro zona dal 3,5% al 4,4%.
Nel 1993 il divario tra i tassi d’interesse fu addirittura triplo, il 13% in Italia contro il 4,4% della zona euro e il 4,3% della Ue. 
La crescita dei debiti pubblici dipende da molte cause, soprattutto dalla necessità di sostenere le crisi e la caduta dei profitti privati che, dal ’74-75, caratterizzano ciclicamente i Paesi più avanzati. Tuttavia, è evidente che politiche sbagliate di finanza pubblica possono rendere ingestibile la situazione del debito, come è avvenuto in Italia. 
Visto che l’entità dei tassi d’interesse sui titoli di stato, ovvero quanto lo Stato paga per avere un prestito, dipende dalla domanda dei titoli stessi, l’eliminazione di una componente importante della domanda, quale è la Banca centrale, ha avuto l’effetto di far schizzare verso l’alto gli interessi e, quindi, di far esplodere il debito totale.
Inoltre, la mancanza del cordone protettivo della Banca d’Italia espose il nostro debito alle manovre speculative degli investitori internazionali. 
Come nel 1992, quando gli attacchi speculativi alla lira costrinsero l’Italia ad uscire dal Sistema monetario europeo e a svalutare. 
Insomma, non solo Steltzner ha torto riguardo alla Banca d’Italia, ma è il principio stesso dell’“autonomia” della Banca centrale, da lui tanto tenacemente difeso, ad aver dato per trent’anni in Italia gli stessi risultati negativi che ora sta producendo nell’eurozona.
Ci si potrebbe chiedere a questo punto quale fu la ragione del divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro.

Ce lo spiega il suo autore, l’allora ministro del Tesoro Beniamino Andreatta.
Uno degli obiettivi era quello di abbattere i salari, imponendo una deflazione che desse la possibilità di annullare “il demenziale rafforzamento della scala mobile, prodotto dall’accordo tra Confindustria e sindacati”. 

Infatti, nel 1984 con gli accordi di San Valentino la scala mobile fu indebolita e nel 1992 definitivamente eliminata. 
Anche oggi, come allora, le presunte “necessità” di bilancio pubblico sono la leva attraverso cui ridurre il salario, in Italia e in Europa. 
Con la differenza che purtroppo oggi questo attacco procede essenzialmente in due direzioni: da una parte le politiche di austerity che si stanno imponendo in tutta Europa con un pesante ridimensionamento del Welfare tradizionale e dall’altro il tentativo di modificare radicalmente la forma delle relazioni industriali, con un’offensiva diretta che mette in discussione la stessa natura costituzionale del sindacato, la compressione senza precedenti del diritto di sciopero e lo svuotamento delle prerogative della contrattazione sociale, sottoposta ad una presenza autoritaria ” nascosta” di sfruttamento e controllo della nostra forza-lavoro!!! 

La nuova Costituzione di “Napisan”

Il governo “Alf-Etta”: più bianco non si può!
“The winner is…”
Giorgio Napolitano! Finalmente il Parlamento è riuscito a partorire un nuovo nome per lo scranno più alto di Roma.
Beh, “nuovo” non è forse l’aggettivo più indicato…
Diciamo che, quantomeno, la benamata “partitocrazia” ha cavato fuori qualcosa dal cilindro!
Certo, non proprio il Bianconiglio… Ma “Italialand” ha ben poco del Paese delle Meraviglie, apparendo piuttosto un gingillo disgraziatamente nelle mani di una classe politica infantile e trastullante…
 La (ri)nomina quirinalizia ha assunto una valenza propriamente reazionaria, conservatrice, in perfetto stile “ancien régime”. Eppure, in soli due mesi, molto è già cambiato: si è assistiti, di fatto, alla trasformazione in senso semipresidenziale della Repubblica ed alla nascita del primo governo -per alcuni “fantoccio”- del Presidente!
Tutto ciò, è bene ricordarlo, “a Costituzione invariata”…
Dove trae fondamento giuridico, or dunque, il nuovo assetto politico-istituzionale?
Verrebbe da pensare all’esistenza di una “Costituzione ombra”: una Carta segreta, a metà tra le leggi di Murphy e le tavole mosaiche, i cui principi o massime fondamentali possiamo solo maliziosamente immaginare…
I LEGGE DI NAPISAN: “Se cerchi il futuro, guardati alle spalle…”
Il messaggio lanciato, perfino “urlato”, dalla maggioranza degli italiani alle ultime Politiche (dal 25% degli elettori del movimento antisistema di Grillo, come dal 25% di coloro che hanno disertato le urne) è stato forte ed inequivocabile: “vogliamo cambiamento, rinnovamento, pulizia!”.
Come il Parlamento -il più giovane della nostra Repubblica- ha risposto a questo grido? Rieleggendo al Quirinale, per un altro mandato settennale, un degnissimo signore di 88 anni.
Dopo le elezioni politiche faunisticamente più stravaganti della storia (trasformate in una gara tra lepri, giaguari, grilli e caimani, mentre nei talk show i candidati esibivano le proprie bestiole domestiche), mancava solo ritrovarsi un gattopardo al Colle, 101 sciacalli nel Pd… e 1007 struzzi in Parlamento!
Mai disperare: almeno i partiti hanno risposto agli inviti ad un ricambio generazionale. Se le risposte, però, si chiamano Letta ed Alfano, come non chiedersi se hanno sbagliato domanda???
II LEGGE DI NAPISAN: “Se vuoi galvanizzare i parlamentari, strapazzali… ma non di coccole!”
Nel film “Sogni d’oro”, Nanni Moretti strappava una calorosa standing ovation, ad un pubblico teatrale fin lì alquanto apatico, intonando un chiaro e forte: “Pubblico di merda! Pubblico di merda! Pubblico di merda!”.
In occasione del discorso di re-insediamento di Giorgio II, non pochi increduli spettatori avranno avuto l’impressione di assistere ad un remake improvvisato di quella scena! Più il vecchio Presidente rincarava il suo atto d’accusa nei confronti di una classe politica messa pubblicamente in croce, inchiodata alle proprie responsabilità, più i parlamentari rispondevano commossi con applausi a scena aperta, scorticandosi le mani!
“Se mi troverò dinanzi ad assurdità, come quelle appena passate, non esiterò a trarne conseguenze dinanzi al Paese!”, concludeva il suo discorso. Ed ecco, in un’Aula Montecitorio sempre più estasiata, riecheggiare in sottofondo una sola invocazione: “Santo subito”!
 III LEGGE DI NAPISAN: “Se sei convinto che Berlusconi sia politicamente morto, per non ricrederti, aspetta almeno tre giorni…”

Tre giorni: tanti sono bastati al Pd per “concordare di non saper concordare” su altro nome all’infuori di Napolitano!
Il tutto con la “viva e vibrante soddisfazione” di Berlusconi, unico vero vincitore della partita per il Quirinale, segnando con scioltezza due gol a porta sguarnita:
– il primo, assicurandosi alla Presidenza, più che un mastino napoletano, un “cagnolino di guardia” della Costituzione (un Presidente “mani di penna” pronto a controfirmare qualsiasi testo di legge gli si sottoponga e sempre vigile contro ogni “eccesso d’indipendenza” di stampa e magistratura: persino capace di porsi in conflitto con una Procura ed ottenere la distruzione di intercettazioni che lo riguardavano, con ciò conquistandosi la viva e sincera ammirazione di Silvio!);
– il secondo, spalancando le porte alla nascita del tanto invocato “governissimo”, di cui la rielezione di Napolitano ha rappresentato solo una prima “prova tecnica d’inciucio” (solo tre giorni il Presidente assegnava a Letta l’incarico esplorativo per la formazione del nuovo esecutivo).
Altro che “non vittoria” (altra “genialata comunicativa” dell’astro morente della politica italiana, Bersani): le elezioni del 25 febbraio hanno segnato una vera “debacle” per il Pd!
IV LEGGE DI NAPISAN: “Se una rotta conduce alla deriva, sarà certo seguita dal Pd…”

La Sinistra si è sempre contraddistinta per tratti di puro “masochismo”: una pulsione autodistruttiva sintetizzabile nello slogan “facciamoci del male!”. Questa volta, però, il “tafazismo democratico” ha dato la prova migliore di sé in assoluto.

Attaccare oggi il Pd è operazione fin troppo semplice, un po’ come sparare sulla Croce Rossa… Ma come rimanere inermi dinanzi all’ennesimo “disastro politico” di un Partito capace di collezionare una sfilza di disfatte tali da far impallidire la macchina da guerra del funesto Occhetto?

La cosa più di sinistra che Bersani è riuscito ad esternare in campagna elettorale -mentre molti stavano ancora a chiedersi il senso della metafora del passerotto in mano e del tacchino sul tetto…- è stata “smacchieremo il giaguaro”. Come sorprendersi, allora, se la “lepre di Bettola” è finita stordita da un Grillo e sbranata da un Caimano?

Passi l’avallo al governo Monti (allorquando al Pd, con un po’ di coraggio in più, sarebbe bastato un ritorno anticipato alle urne per realizzare la sua “mission” storica: polverizzare Berlusconi!); passi la rinuncia a far campagna elettorale(rassicurati da sondaggi preannuncianti una vittoria “a mani basse” del centrosinistra); passi l’orgogliosa riottosità nell’accettare la candidatura Rodotà (come aspettarsi, del resto, che un partito di Sinistra sostenesse una candidatura di Sinistra???). Ma quanto tempo dovrà passare per far dimenticare la “figuraccia” del Pd nel raggiungere una “vaga intesa” su di un nome per il Quirinale?
Il “Titanic democratico”, sotto l’abile guida di un Bersani emulante le gesta di capitan Schettino:
– giovedì 18 aprile, affondava Marini (la cui candidatura, emersa a sorpresa nella notte, cancellava con un “colpo di spugna” la linea politica seguita per 50 giorni dal Partito);
– venerdì 19, affondava Prodi (il cui nome era emerso frettolosamente in mattinata per correre ai ripari, stravolgendo nuovamente quel po’ di logica politica sottostante la candidatura Marini);
– sabato 20, recuperava dagli abissi il relitto di Napolitano (cui ci si è, infine, disperatamente appigliati per mancanza di altre scialuppe!).
Non è chiaro se i parlamentari democratici, molti alla prima esperienza, abbiano scambiato la partita politica per il Quirinale per una partita di battaglia navale E non è chiaro se, quantomeno, ne conoscessero le regole del gioco, essendosi colpiti ed affondati da soli!
In appena quattro mesi (due di campagna elettorale, due post elettorali), Bersani è riuscito a sfasciare un partito che vantava 3 milioni di “fessi” disposti persino a pagare pur di illudersi di contare qualcosa! C’è chi sostiene che “in Italia spesso chi ha le idee migliori è un perdente” (Pier Luigi Celli): anche se così fosse, i segretari del Pd rimarrebbero l’eccezione che conferma la regola…
La profezia di Nanni Moretti del 2002 (“Con questi dirigenti non vinceremo mai, non sanno più parlare al cuore, alla testa e all’anima delle persone!”) sembra divenuta una maledizione. Se due indizi fanno una prova, di prove se ne hanno oramai tante da poter pronunciare sentenza:
– il Pd vince quando perde le primarie (si vedano le ultime elezioni a Milano, Genova, Cagliari, Palermo, Puglia);
– il Pd perde tutte le volte in cui vince le primarie (si veda la disfatta elettorale di Veltroni prima, Bersani poi; non fanno testo i casi Crocetta e Serracchiani, entrambi candidati di rottura che hanno giocato la campagna elettorale tutta “per” il Pd ma “contro” il Pd).
Dal 2002 ad oggi, in realtà,qualcosa è cambiato: nel 2008 è nato il Pd, all’insegna del motto “morti due partiti… se ne fa un altro!”.
Cos’è il Pd?
Il primo esperimento di “vivisezione politica” della storia: un OPM (“organismo politicamente modificato”) creato dalla fusione a freddo tra le due anime storiche del centrosinistra, quella postdemocristiana e quella postcomunista.
Cosa ha rappresentato il “sogno democratico”, in una formula il veltroniano “Yes, we can”?
Un’illusione (quella di costruire un partito a “vocazione maggioritaria”) frutto di una presunzione (quella di concepire un “partito-coalizione” in un sistema politico non bipartitico) e trasformatasi presto in un incubo (quello di veder presentato come “nuovo” un partito retto dalla vecchia classe dirigente di Ds e Margherita).
Il risultato?
Un partito né “pesante” (stile ex Pci) né “leggero” (stile ex Forza Italia), bensì “gassoso”, ovverossia inconsistente: un “amalgama malriuscito”, ebbe modo di definirlo Massimo D’Alema; un “tubetto senza dentifricio”, per Arturo Parisi.
V LEGGE DI NAPISAN: “Avvertenza: occupare a lungo una poltrona può causare dipendenza!”
“Non mi convinceranno mai a restare”: queste le parole di Napolitano, in un’intervista al Corriere della Sera del 14 aprile scorso. Peccato che, trascorsa una settimana, lo stesso si rendesse disponibile ai partiti per un reincarico!
B&B (Bersani and Berlusconi), in pellegrinaggio su al Colle come fosse Canossa, evidentemente hanno offerto al riluttante Giorgione una prospettiva più allettante di quella di trascorrere i suoi ultimi anni in un anonimo B&B (Bed and Breakfast) sull’isola di Stromboli… In fin dei conti, anche senza vista mare, al Quirinale il clima non è poi così male… ed il servizio gratuito ed “All Inclusive”!
 VI LEGGE DI NAPISAN: “Le parole sono importanti: pronunciatele con prudenza!”
“Golpe!”: questo il primo epiteto venuto in mente a Beppe Grillo per commentare la rielezione di Giorgio II.
“Le parole sono importanti!”, avrebbe risposto il Nanni Moretti di “Palombella Rossa”, per cui è doveroso precisare che si tratta di un’emerita idiozia, di una sciocchezza: anzi, di un’offesa alla lingua italiana!
La ragione? Molto ovvia:
–   in primis, nessuna norma costituzionale o regola democratica è stata violata;
–   in secundis, il nome di Napolitano è stato indicato da oltre i due/terzi dell’Assemblea dei grandi elettori.

Detto questo, è sempre legittimo esercitare il diritto di critica, anche nei confronti del Capo dello Stato. Non è un abominio, così,affermare che il secondo mandato presidenziale costituisce una “anomalia costituzionale” senza precedenti nella nostra storia!
Per comprenderlo, non occorre certo leggere il blog di Grillo. Basta rileggersi l’autorevole parere degli ultimi due presidenti della nostra Repubblica ancora viventi:
– Carlo Azeglio Ciampi, rifiutando nel 2006 ogni ipotesi di rielezione, sostenne che la mancata rielezione del Presidente era da considerarsi “una consuetudine significativa da non infrangere”, aggiungendo che “il rinnovo di un mandato lungo, quale quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato”;
– lo stesso Napolitano, fino al 7 marzo scorso, ebbe modo di dire che “il già lungo settennato al Quirinale corrisponde bene alla continuità delle nostre Istituzioni ed anche alla legge del succedersi delle generazioni”, ribadendo, il 14 aprile, che la sua rielezione “sarebbe una non soluzione, perché ora ci vuole il coraggio di fare delle scelte, di guardare avanti. Sarebbe sbagliato fare marcia indietro, ai limiti del ridicolo: niente soluzioni pasticciate e all’italiana”.
Come non giudicare, allora,la rielezione del Capo dello Stato una scelta “ai limiti del ridicolo”, una “non soluzione”: anzi, una “soluzione pasticciata e all’italiana”?
VII LEGGE DI NAPISAN: “Se la Costituzione né funziona né si riforma… basta raggirarla!”
La trasformazione del ruolo del Capo dello Stato è un processo storico che si può far risale addirittura alla presidenza Pertini e si è ancor più palesato sotto la presidenza Cossiga.
Negli ultimi due anni, però, questo processo ha registrato una brusca accelerazione: sotto la presidenza Napolitano, per cause di forza maggiore (la concomitanza di crisi finanziaria e politica), si è assistito ad un’evoluzione della forma di Stato in senso semipresidenziale.

Sintomi di questa “patologia” -tale in quanto sviluppatasi al di fuori dei canoni della Costituzione- sono stati:
–  prima, la nascita del governo Monti, un governo tecnico del Presidente;
–  poi, la rielezione di Napolitano, in netto contrasto con lo spirito della Costituzione;
– per ultimo, la nascita del governo “Alf-etta”, un governo politico del Presidente (formato dietro suo esplicito diktat, assumente come base di programma il rapporto dei dieci saggi di nomina presidenziale e nel quale il Capo dello Stato ha svolto un ruolo decisivo per la formazione della squadra ministeriale).
Piccolo particolare: ad oggi, l’Italia è una repubblica parlamentare ed il Capo dello Stato è di nomina politica.
Non è augurabile, allora,che il prossimo presidente della Repubblica sia eletto direttamente dai cittadini, piuttosto che da una combriccola di segretari riunitisi in segrete stanze?
Non sono maturi i tempi per una riforma organica della seconda parte della Costituzione?
E perché mai delegare tale compito ad una fantomatica “Convenzione per le riforme”, quando in Parlamento già sono presenti due apposite Commissioni Affari Costituzionali?
VIII LEGGE DI NAPISAN: “Se credete nella democrazia rappresentativa e partecipata… avete mai pensato di trasferirvi in Svizzera?”
“Mai e poi mai con Berlusconi!”: questo l’unico slogan vincente del Pd in campagna elettorale, mentre Bersani già strizzava l’occhiolino a Monti… Oh perbacco! Chi avrebbe mai creduto che, dopo poche settimane, i vice di Bersani (Letta) e Berlusconi (Alfano) si sarebbero ritrovati “fianco a fianco” alla guida dello stesso governo?
“Mai e poi mai con Monti!”: questo il messaggio scandito “a caratteri cubitali” da Berlusconi, dopo aver decretato la fine anticipata del governo tecnico… Acciderbolina! Chi avrebbe mai immaginato che, dopo pochi mesi, Pdl e Scelta Civica sarebbero tornati a governare insieme, ricostituendo la stessa maggioranza reggente il governo Monti?
“Mai e poi mai senza Monti!”: questa la litania recitata fino alla noia da Casini, pronto a idolatrare l’ex Premier come un salvatore della Patria… Perdindirindina! Chi avrebbe mai scommesso un cent che sarebbe bastata un’analisi post-voto a suggerire a Casini di prendere le distanze dal Professore?
L’Italia è davvero, per dirla alla Montanelli, “un Paese senza memoria, che ignora il proprio ieri”
Con la “doppia mossa” Napolitano-Letta, la “partitocrazia italiota” ha adottato una strategia di difesa ben precisa: barricarsi dentro il Palazzo, non concedere alcun spiffero al vento del cambiamento, sbarrare le porte per silenziare le piazze, sedersi attorno a un tavolo per aiutarsi a rattoppare le vesti a brandelli dei partiti, nel tentativo di ricostruire una “presentabilità perduta”!
In tutto questo, qual è il peso della volontà (sovranità) popolare? Il “governissimo” -benservito, sul piatto del Pdl, dai 101 “franchi tiratori” del Pd- è proprio l’appalesarsi della “paura fottuta” dei partiti di sottoporsi al giudizio degli elettori!
Come stupirsi se è divenuta consuetudine per gli elettori “disertare le urne” (o votare il M5S…) piuttosto che legittimare una classe politica sempre più “aliena”, marziana, capace di rispondere al malcontento crescente solo “blindandosi” e rafforzando le scorte?
IX LEGGE DI NAPISAN: “Perché invocare una Terza Repubblica… quand’è possibile risuscitare la Prima?”

“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”: ancora una volta sembra avveratasi la celebre profezia di Tancredi ne “Il Gattopardo”.

“Canti di giubilo” si sono alzati alla notizia della nascita del governo “Alf-etta”. Stampa e tv governativa,all’unisono, hanno esaltato gli elementi di novità, giovinezza, parità di genere del nuovo esecutivo… in perfetto stile telegiornali “Istituto Luce” del Ventennio!
Più che incontri segreti, pare che al Palazzo si siano tenute “sedute spiritiche” per risuscitare l’antico, consociativo “spirito Cencelli”, che sembrava sepolto tra le ceneri del ‘900.
Il governo “Alf-etta” costituisce la più intelligente operazione di “alchimia politica” possibile per camuffare quello che ha tutte le caratteristiche proprie di un “inciucio” ed occultare la riemersione,dagli abissi della Prima Repubblica, di una “balena bianca”! Si direbbe che, dal tentativo della classe politica di “sbiancare” con un colpo di spugna le proprie macchie, è uscito fuori un governo “bianchissimo”: anzi, il più bianco che si può!
X LEGGE DI NAPISAN: “Se vuoi giustificare una porcata, basta non chiamarla per nome, appellandosi a formule di distrazione di massa quali governo di servizio…”
Senza giri di parole, la rielezione di Napolitano e la nascita del “governissimo” sono state le “chiavi di porco” utilizzate dalla “banda del buco” dei partiti per scassinare la democrazia, saccheggiandone la sovranità! Alla fine di questo “Romanzo Quirinale”, politici per anni recitanti la parte di acerrimi avversari, gettata la maschera, si sono seduti allo stesso banchetto, dando al Paese il “benservito”!

Il governo “Alf-etta” è la personificazione del nuovo compromesso storico, con una non piccola differenza: ieri le parti in causa si chiamavano Moro e Berlinguer, oggi Alfano (ancora alla ricerca del “quid” perduto…) e Letta (un giovane già vecchio, cresciuto al latte del seno dello zio!).
“Di’ una cosa di sinistra, di’ una cosa anche non di sinistra, di civilità… Di’ una cosa, di’ qualcosa! Reagisci!”: questo l’appello rivolto a un D’Alema d’annata da Nanni Moretti nel film “Aprile”. Per i strani corsi e ricorsi della storia, nell’aprile appena scorso, la cosa più di sinistra che il Pd è riuscito a dire è stata: “Si a Napolitano, no a Rodotà; si a Berlusconi, no a Grillo”.
Molti elettori democratici si erano già rassegnati ad ingerire la “pillola Monti”… Nessuno, però, si sarebbe aspetto d’assumere anche la “supposta Berlusconi”! Molti di loro non si chiederanno più “dove ha sbagliato il mio partito?”, bensì “come ho potuto così ingenuamente sbagliare partito?”.
Ogni espediente comunicativo, stratagemma lessicale, artifizio retorico si è tentato per addolcire il passivo “bunga bunga” richiesto agli elettori di centrosinistra. Qualche esempio? Nessun accenno al termine “inciucio”, solo “governo di servizio”; vietato parlare di “tradimento elettorale”, solo di senso di responsabilità; un tabù le parole “incoerenza” o “trasformismo”, meglio appellarsi al “dovere verso la Patria”…
Le parole d’ordine più correntemente gettate in pasto agli italiani?
–  Governo subito, governo purché sia!. Ma perché mai, in democrazia, la prospettiva di un ritorno alle urne sarebbe tanto deprecabile?
– Tornare al voto col Porcellum? Che Dio ce ne scampi!. Verissimo. Maperché mai dovrebbe ricadere sugli elettori la colpa dei partiti, mostratisi incapaci, in un anno e mezzo di governo Monti, di cambiare la tanto vituperata legge elettorale? E cos’ha impedito al nuovo Parlamento di dedicare i due mesi trascorsi ad approntare subito una riforma elettorale, piuttosto che traccheggiare invano?
– Il governissimo? Non ci sono alternative!. Niente di più falso! Di alternative ve ne sarebbero state almeno tre: governo di scopo (per la sola riforma elettorale) con chi ci sta, governo di cambiamento Pd-M5S, elezioni anticipate a giugno. “Falso” affermare che il M5S si è reso indisponibile a qualsiasi ipotesi di governo: l’indisponibilità era, di certo, nei confronti di un governo di minoranza Bersani. Perché lo “smacchiatore di giaguari” non ha subito fatto un passo indietro, perse le elezioni, per facilitare una convergenza con i “pentastellati”?E perché, dopo 55 giorni d’inconcludenti avance, Bersani ha voltato le spalle ai grillini proprio quando questi ponevano sul piatto del compromesso il nome di Rodotà?
Grillo? Inimmaginabile come alleato di governo!. Alla fine nel Partito Democratico ha prevalso la logica gattopardesca, tipicamente sicula, del “megghio u tintu canusciuto ca u bonu a canuscise”Benissimo. Ma come spiegare ai propri elettori d’aver ritenuto il Cavaliere d’Arcore (appena cinque mesi fa staccante la spina al governo Monti) un personaggio più serio ed affidabile? E come reagirà la base del Pd, per mesi rassicurata dal mantra bersaniano del “mai con Berlusconi” e “o governo di cambiamento, o voto”? Di certo, i militanti democratici avranno una (anzi 101) ragioni in meno per difendere il proprio partito dall’etichetta “Pd-menoelle”: Pdl, piuttosto, pare ormai acronimo di “Partito di Letta”!
“Preferisco che i voti vadano al Pdl piuttosto che disperdersi verso Grillo”, confessava un ingenuo Letta (Enrico) in tempi non sospetti (13 luglio 2012). Per una volta, un dirigente Pd ne ha “azzeccato” una: alle prossime elezioni, difatti, sarà altamente probabile che molti voti andranno al Pdl… piuttosto che disperdersi verso il Pd!
A buon intenditor… 
Un articolo di Gaspare Serra

Attività in crisi… soltanto le nostre!!!


La settimana scorsa sono passato da Misterbianco, una cittadina alle porte di Catania, un tempo cuore pulsante della maggior parte delle attività commerciali presenti nel nostro territorio.

Il rilancio di quest’area è stato dovuto anche all’investimento dopo gli anni 90, all’arrivo di Società commerciali di grande distribuzione, come Città Mercato oggi Auchan, Metro, Mercatone  e quanti derivanti dalla crescita di imprese locali che hanno iniziato a collaborare con i marchi di holding internazionali quali Euronics, Troni, Expert, Prenatal, Stock House… ed a questi ovviamente si aggiungevano quei negozi presenti, di abbigliamento, scarpe, arredamento…, riunendo cosi in una sola area quanto uno potesse ricercare.
Un punto di grande attività focale su cui convogliavano la maggior parte delle attività siciliane e dove quindi, dalla zona nord del messinese passando a quella sud del siracusano/ragusano, inglobando quella grossa fetta che giungeva quasi fino alla provincia di Enna e Caltanissetta, si veniva per acquistare e/o vendere…  

La realizzazione successiva di grandi infrastrutture, quali la realizzazione dei Centri Commerciali primo fra tutti quello di Belpasso ( Etnapolis ) e successivamente quelli posti degli ingressi principali di Catania, hanno ridimensionato l’afflusso in quest’area, spopolandola di quella ricchezza d’attività, che a gestione familiare pian piano purtroppo sono andate scomparendo… 

Di tutte quelle attività commerciali resta ben poco, anzi molte hanno pure chiuso a causa soprattutto della crisi e di quel mancato sostegno che il nostro paese ha saputo dare…
Hanno chiuso soprattutto quei negozi che da sempre erano dediti all’ingrosso, in particolare nel settore della moda, intimo, biancheria casa, scarpe, ecc…, ora tutti sostituiti da  negozi all’ingrosso asiatici in particolare cinesi, indiani, africani!!!

Incredibile, dove noi moriamo loro vivono…
La stessa situazione è ripetuta al centro di catania, dove ai ristoranti, si sono incrementati quelli etnici, gestiti da africani, brasiliani, indiani e dove grazie a questi sono pure aumentati gli spacci alimentari, ove è possibile trovare i prodotti specifici del proprio territorio ed alcuni fanno concorrenza ai nostri, in particolare quelli rumeni, russi, marocchini, del bangladesh e nordafricani.
Bisogna poi considerare quelli specializzati come i Money Transfer, gli Internet Point con la telefonia ed i Compro Oro, ai quali vanno aggiunti i classici negozi di abbigliamento, alimentari, bigiotteria, ecc…
Ovviamente non bisogna trascurare, l’importanza di chi ha saputo rischiare personalmente i propri capitali,  per intraprendere una attività in proprio, in un momento particolare di crisi e senza avere alcuna garanzia di possibilità di successo…
Ho letto che le stime in Sicilia parlano entro l’anno, di circa 25.000 nuove attività, quasi tutte concentrate nel commercio… e soprattutto a carattere familiare, a numero chiuso quindi, dove la regolarità del personale dipendente, sia fiscale che contributiva, ha una valenza molto aleatoria…, grazie soprattutto alla mancanza di controlli nel territorio.
E’ vero dobbiamo iniziare a ragionare con una nuova cultura, questa multiculturale e multietnica,  ma non bisogna nascondere gli evidenti problemi ancora presenti quali: il necessario processo di apertura verso gli stranieri, con l’eliminazione di quelle barriere culturali, religiose ed economiche, realizzando quelle politiche necessarie di integrazione, comunicazione e solidarietà; dall’altro bisogna alzare quel parametri di controllo e rispetto delle nostre normative e regole civili, allontanando in maniera definitiva quanti non le rispettano.
Lo sviluppo deve prevedere vantaggi ad entrambi, poiché non si può pensare di utilizzare il nostro paese come un “mordi e fuggi” , dove la contabilità è tenuta in maniera approssimativa, i pagamenti per costi e imposte non vengono rispettati, le spese ed i costi registrati non sono reali, la sicurezza sul lavoro è inesistente e soprattutto i ricavi vengono esclusivamente trasferiti nel proprio paese d’origine e mentre, come riportavo sopra, le loro imprese sul territorio le nostre, per far fronte a tutti gli adempimenti previsti, fanno fatica a sopravvivere…
Non è corretto correre in questa gara su strade diverse, dove le nostre imprese attraversano i percorsi più difficili, in salita e tortuosi, mentre quelli stranieri viaggiano in discesa senza neanche pagare il carburante!!!
La diversità è sinonimo di crescita, ma lo sviluppo deve essere per entrambi.
Siamo evidentemente disposti ad eliminare definitivamente quei sospetti e quelle avversioni che finora ci sono state, possiamo cominciare a lavorare insieme, giungendo a quella corretta integrazione…, ma bisogna che le regole, vengano sempre da tutti osservate,  per il bene comune del nostro, ma oggi anche vostro Paese.

Attività in crisi… soltanto le nostre!!!


La settimana scorsa sono passato da Misterbianco, una cittadina alle porte di Catania, un tempo cuore pulsante della maggior parte delle attività commerciali presenti nel nostro territorio.

Il rilancio di quest’area è stato dovuto anche all’investimento dopo gli anni 90, all’arrivo di Società commerciali di grande distribuzione, come Città Mercato oggi Auchan, Metro, Mercatone  e quanti derivanti dalla crescita di imprese locali che hanno iniziato a collaborare con i marchi di holding internazionali quali Euronics, Troni, Expert, Prenatal, Stock House… ed a questi ovviamente si aggiungevano quei negozi presenti, di abbigliamento, scarpe, arredamento…, riunendo cosi in una sola area quanto uno potesse ricercare.
Un punto di grande attività focale su cui convogliavano la maggior parte delle attività siciliane e dove quindi, dalla zona nord del messinese passando a quella sud del siracusano/ragusano, inglobando quella grossa fetta che giungeva quasi fino alla provincia di Enna e Caltanissetta, si veniva per acquistare e/o vendere…  

La realizzazione successiva di grandi infrastrutture, quali la realizzazione dei Centri Commerciali primo fra tutti quello di Belpasso ( Etnapolis ) e successivamente quelli posti degli ingressi principali di Catania, hanno ridimensionato l’afflusso in quest’area, spopolandola di quella ricchezza d’attività, che a gestione familiare pian piano purtroppo sono andate scomparendo… 

Di tutte quelle attività commerciali resta ben poco, anzi molte hanno pure chiuso a causa soprattutto della crisi e di quel mancato sostegno che il nostro paese ha saputo dare…
Hanno chiuso soprattutto quei negozi che da sempre erano dediti all’ingrosso, in particolare nel settore della moda, intimo, biancheria casa, scarpe, ecc…, ora tutti sostituiti da  negozi all’ingrosso asiatici in particolare cinesi, indiani, africani!!!

Incredibile, dove noi moriamo loro vivono…
La stessa situazione è ripetuta al centro di catania, dove ai ristoranti, si sono incrementati quelli etnici, gestiti da africani, brasiliani, indiani e dove grazie a questi sono pure aumentati gli spacci alimentari, ove è possibile trovare i prodotti specifici del proprio territorio ed alcuni fanno concorrenza ai nostri, in particolare quelli rumeni, russi, marocchini, del bangladesh e nordafricani.
Bisogna poi considerare quelli specializzati come i Money Transfer, gli Internet Point con la telefonia ed i Compro Oro, ai quali vanno aggiunti i classici negozi di abbigliamento, alimentari, bigiotteria, ecc…
Ovviamente non bisogna trascurare, l’importanza di chi ha saputo rischiare personalmente i propri capitali,  per intraprendere una attività in proprio, in un momento particolare di crisi e senza avere alcuna garanzia di possibilità di successo…
Ho letto che le stime in Sicilia parlano entro l’anno, di circa 25.000 nuove attività, quasi tutte concentrate nel commercio… e soprattutto a carattere familiare, a numero chiuso quindi, dove la regolarità del personale dipendente, sia fiscale che contributiva, ha una valenza molto aleatoria…, grazie soprattutto alla mancanza di controlli nel territorio.
E’ vero dobbiamo iniziare a ragionare con una nuova cultura, questa multiculturale e multietnica,  ma non bisogna nascondere gli evidenti problemi ancora presenti quali: il necessario processo di apertura verso gli stranieri, con l’eliminazione di quelle barriere culturali, religiose ed economiche, realizzando quelle politiche necessarie di integrazione, comunicazione e solidarietà; dall’altro bisogna alzare quel parametri di controllo e rispetto delle nostre normative e regole civili, allontanando in maniera definitiva quanti non le rispettano.
Lo sviluppo deve prevedere vantaggi ad entrambi, poiché non si può pensare di utilizzare il nostro paese come un “mordi e fuggi” , dove la contabilità è tenuta in maniera approssimativa, i pagamenti per costi e imposte non vengono rispettati, le spese ed i costi registrati non sono reali, la sicurezza sul lavoro è inesistente e soprattutto i ricavi vengono esclusivamente trasferiti nel proprio paese d’origine e mentre, come riportavo sopra, le loro imprese sul territorio le nostre, per far fronte a tutti gli adempimenti previsti, fanno fatica a sopravvivere…
Non è corretto correre in questa gara su strade diverse, dove le nostre imprese attraversano i percorsi più difficili, in salita e tortuosi, mentre quelli stranieri viaggiano in discesa senza neanche pagare il carburante!!!
La diversità è sinonimo di crescita, ma lo sviluppo deve essere per entrambi.
Siamo evidentemente disposti ad eliminare definitivamente quei sospetti e quelle avversioni che finora ci sono state, possiamo cominciare a lavorare insieme, giungendo a quella corretta integrazione…, ma bisogna che le regole, vengano sempre da tutti osservate,  per il bene comune del nostro, ma oggi anche vostro Paese.

A pensar male degli altri si fa peccato… ma spesso ci si indovina.

Io, lo vado dicendo da sempre… ed oggi più di ieri, questa frase si accompagna in modo preciso al corso della mia vita quotidiana…, in particolare quando i miei pensieri, si orientano verso questi nostri politici.

Già, da un lato ci chiedono di avere pazienza, di sacrificarci, di saper attendere momenti migliori, ma poi come sempre nel nostro paese, si continuano ad usare due pesi e due misure ed alla fine noi stringiamo la cinghia e loro continuano usufruendo di vantaggi personali, godendo dei soliti benefici della casta.
Non cambia niente, anche coloro che operano, in qualità di impiegati, all’interno di quei palazzi si sono adeguati, infatti proprio di qualche giorno fa, il reportage delle “Iene”, riportava questo mal costume, descrivendo come nell’orario di lavoro il personale impiegato si assentava, ovviamente dopo aver timbrato regolarmente il proprio badge… ( ora ovviamente per qualche giorno… finché tutto verrà dimenticato ed allora si riprenderà come prima, sono state annunciate da parte del Presidente Grasso , nuovi sistemi di rilevazione delle presenze, controlli al passaggio dei varchi di accesso ai palazzi del Senato, per impedire ogni possibile abuso…).

Ma da noi comunque nulla cambia, già, pur assistendo allo scempio che questa classe politica corrotta  ha realizzato e continua a farlo, la protesta resta sempre contenuta, a differenza invece di quanto avviene nelle altre piazze europee, dove i cittadini operando in maniera civile la protesta, riescono a far modificare anche i provvedimenti emessi… chissà noi, per quanto tempo ancora aspetteremo, prima di prendere coscienza e consapevolezza della situazione.
Anche perché i nostri governanti, potrebbero iniziare a prevenirlo questo rischio, procedendo ad attuare quelle riforme necessarie e fondamentali per risollevare le nostri sorti…
Ormai si è giunti con l’acqua alla gola… ed e soltanto perché questo nostro paese è ancora sorretto dai propri familiari e da quella “cara” attitudine al risparmio, che finora è stentata a partire quella protesta civile per modificare questo sistema…
La maggioranza degli italiani, si accontenta di racimolare il fondo dei propri conti, aiutandosi anche con quel sostegno economico dato dai propri genitori, che affievolisce quel profondo senso di mortificazione personale…
La condizione è ancora soporifera e fintanto che la spinta mediatica alla sollevazione non è supportata da giuste motivazioni o da una opposizione seria e concreta che riunisce in una unica voce quel movimento di protesta, si resterà a combattere seduti in cravatta, cercando soprattutto di non sporcarsi mai le mani!!!

A pensar male degli altri si fa peccato… ma spesso ci si indovina.

Io, lo vado dicendo da sempre… ed oggi più di ieri, questa frase si accompagna in modo preciso al corso della mia vita quotidiana…, in particolare quando i miei pensieri, si orientano verso questi nostri politici.

Già, da un lato ci chiedono di avere pazienza, di sacrificarci, di saper attendere momenti migliori, ma poi come sempre nel nostro paese, si continuano ad usare due pesi e due misure ed alla fine noi stringiamo la cinghia e loro continuano usufruendo di vantaggi personali, godendo dei soliti benefici della casta.
Non cambia niente, anche coloro che operano, in qualità di impiegati, all’interno di quei palazzi si sono adeguati, infatti proprio di qualche giorno fa, il reportage delle “Iene”, riportava questo mal costume, descrivendo come nell’orario di lavoro il personale impiegato si assentava, ovviamente dopo aver timbrato regolarmente il proprio badge… ( ora ovviamente per qualche giorno… finché tutto verrà dimenticato ed allora si riprenderà come prima, sono state annunciate da parte del Presidente Grasso , nuovi sistemi di rilevazione delle presenze, controlli al passaggio dei varchi di accesso ai palazzi del Senato, per impedire ogni possibile abuso…).

Ma da noi comunque nulla cambia, già, pur assistendo allo scempio che questa classe politica corrotta  ha realizzato e continua a farlo, la protesta resta sempre contenuta, a differenza invece di quanto avviene nelle altre piazze europee, dove i cittadini operando in maniera civile la protesta, riescono a far modificare anche i provvedimenti emessi… chissà noi, per quanto tempo ancora aspetteremo, prima di prendere coscienza e consapevolezza della situazione.
Anche perché i nostri governanti, potrebbero iniziare a prevenirlo questo rischio, procedendo ad attuare quelle riforme necessarie e fondamentali per risollevare le nostri sorti…
Ormai si è giunti con l’acqua alla gola… ed e soltanto perché questo nostro paese è ancora sorretto dai propri familiari e da quella “cara” attitudine al risparmio, che finora è stentata a partire quella protesta civile per modificare questo sistema…
La maggioranza degli italiani, si accontenta di racimolare il fondo dei propri conti, aiutandosi anche con quel sostegno economico dato dai propri genitori, che affievolisce quel profondo senso di mortificazione personale…
La condizione è ancora soporifera e fintanto che la spinta mediatica alla sollevazione non è supportata da giuste motivazioni o da una opposizione seria e concreta che riunisce in una unica voce quel movimento di protesta, si resterà a combattere seduti in cravatta, cercando soprattutto di non sporcarsi mai le mani!!!

Sono solo parole… le vostre!!!

Nel programma di Rai 3 ” Che tempo che fa “, di Fabio Fazio è intervenuto il Presidente del Consiglio, Enrico Letta.
Come tutti sappiamo, Berlusconi grazie a tutta una serie di circostanze favorevoli, quali, il mancato appoggio del M5Stelle a Bersani, i conflitti all’interno del Pd, le divisioni tra i “vecchi” dirigenti e Matteo Renzi ed una legge che rappresentando il massimo del ” porcellum” ha creato quella condizione di ingovernabilità… ed infine l’influenza e la direzione data dal Presidente Napolitano…, ed è così che oggi, ci troviamo a questo punto!!!
Ora quindi ci viene detto che la legge va cambiata e che rappresenta una delle priorità… però quando si tocca il discorso sul numero dei parlamentari ecco che iniziano i problemi…, che le procedure sono più lunghe e che bisogna intervenire sulla Costituzione, non prima comunque di un anno…
Quindi si è passata alla famosa ” Imu”, che rappresenta per il Cavaliere il punto più cruciale sul quale ha basato tutta la propria campagna elettorale…, promettendo di pagarla personalmente se il Suo partito fosse stato eletto primo… e ricordate quei poveri pecoroni che dandogli ascolto si sono presentati nei Caf richiedendone la restituzione…     
Ora il premier, questa riforma la vuole fare propria, cercando di mettere in evidenza che se eventuali meriti ci dovessero essere, questi, saranno suoi e non di Berlusconi!!!
Inoltre bisogna pensare all’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti ed alla definitiva riduzione dei costi della politica, ancora purtroppo altissimi e visti a mo’ di scherno da noi semplici cittadini… 
Il problema ora è trovare i fondi, in un momento in cui i cittadini, sono stati colpiti da tasse, tagli e da programmi di austerità, ora, bisogna trovare il denaro per quelle fondamentali necessità del paese, quali gli ammortizzatori sociali, le pensioni e gli esodati, l’occupazione giovanile, i servizi, il rilancio delle nostre imprese, della scuola, dell’Università e della ricerca, del turismo e dei prodotti tipici…     
Di positivo è stato annunciato quanto proposta dalla “Associazione Libera” sul 416 ter che regola il cosiddetto voto di scambio…; l’articolo 416 ter del Codice Penale sullo scambio elettorale politico-mafioso recita: “ La pena stabilita dal primo comma dell’articolo 416-bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis in cambio della erogazione di denaro”…
Ora si chiede che la norma venga modificata con l’aggiunta della voce “altra utilità” tra le ragioni dello scambio, con l’effetto di allargare l’applicazione della legge stessa, poiché offrire denaro non è l’unica possibilità che il politico mette in campo nello scambio corruttivo, ma può utilizzare ben altri favori, quali  promesse di informazioni su appalti, gestione di posti di lavoro garantiti dai clan presenti sul territorio, protezioni da eventuali azioni repressiva, ed infine anche poltrone o cariche influenti… e così via.
Il Presidente del Consiglio ha poi detto parlando del capo dello Stato: bisognava trovare una via di uscita!!!
Ok…, quella più o meno alla fine è stata trovata… mentre invece questa promessa “nuova via” quando potremmo iniziare a vederla o forse dobbiamo cominciare a preoccupare che presto, molto presto, arriverà la solita manovra finanziaria, per darci quel definitivo colpo di grazia???
Come sempre parole, già sono solo parole le vostre…

Sono solo parole… le vostre!!!

Nel programma di Rai 3 ” Che tempo che fa “, di Fabio Fazio è intervenuto il Presidente del Consiglio, Enrico Letta.
Come tutti sappiamo, Berlusconi grazie a tutta una serie di circostanze favorevoli, quali, il mancato appoggio del M5Stelle a Bersani, i conflitti all’interno del Pd, le divisioni tra i “vecchi” dirigenti e Matteo Renzi ed una legge che rappresentando il massimo del ” porcellum” ha creato quella condizione di ingovernabilità… ed infine l’influenza e la direzione data dal Presidente Napolitano…, ed è così che oggi, ci troviamo a questo punto!!!
Ora quindi ci viene detto che la legge va cambiata e che rappresenta una delle priorità… però quando si tocca il discorso sul numero dei parlamentari ecco che iniziano i problemi…, che le procedure sono più lunghe e che bisogna intervenire sulla Costituzione, non prima comunque di un anno…
Quindi si è passata alla famosa ” Imu”, che rappresenta per il Cavaliere il punto più cruciale sul quale ha basato tutta la propria campagna elettorale…, promettendo di pagarla personalmente se il Suo partito fosse stato eletto primo… e ricordate quei poveri pecoroni che dandogli ascolto si sono presentati nei Caf richiedendone la restituzione…     
Ora il premier, questa riforma la vuole fare propria, cercando di mettere in evidenza che se eventuali meriti ci dovessero essere, questi, saranno suoi e non di Berlusconi!!!
Inoltre bisogna pensare all’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti ed alla definitiva riduzione dei costi della politica, ancora purtroppo altissimi e visti a mo’ di scherno da noi semplici cittadini… 
Il problema ora è trovare i fondi, in un momento in cui i cittadini, sono stati colpiti da tasse, tagli e da programmi di austerità, ora, bisogna trovare il denaro per quelle fondamentali necessità del paese, quali gli ammortizzatori sociali, le pensioni e gli esodati, l’occupazione giovanile, i servizi, il rilancio delle nostre imprese, della scuola, dell’Università e della ricerca, del turismo e dei prodotti tipici…     
Di positivo è stato annunciato quanto proposta dalla “Associazione Libera” sul 416 ter che regola il cosiddetto voto di scambio…; l’articolo 416 ter del Codice Penale sullo scambio elettorale politico-mafioso recita: “ La pena stabilita dal primo comma dell’articolo 416-bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis in cambio della erogazione di denaro”…
Ora si chiede che la norma venga modificata con l’aggiunta della voce “altra utilità” tra le ragioni dello scambio, con l’effetto di allargare l’applicazione della legge stessa, poiché offrire denaro non è l’unica possibilità che il politico mette in campo nello scambio corruttivo, ma può utilizzare ben altri favori, quali  promesse di informazioni su appalti, gestione di posti di lavoro garantiti dai clan presenti sul territorio, protezioni da eventuali azioni repressiva, ed infine anche poltrone o cariche influenti… e così via.
Il Presidente del Consiglio ha poi detto parlando del capo dello Stato: bisognava trovare una via di uscita!!!
Ok…, quella più o meno alla fine è stata trovata… mentre invece questa promessa “nuova via” quando potremmo iniziare a vederla o forse dobbiamo cominciare a preoccupare che presto, molto presto, arriverà la solita manovra finanziaria, per darci quel definitivo colpo di grazia???
Come sempre parole, già sono solo parole le vostre…

Tra Becchi e… curnuti!!!

Povero Professor Becchi, per una frase detta a modo di battuta nel programma la zanzara ” se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all’economia…“, ecco che in molti, come pecoroni, sono qui a lapidarlo!

Chi è senza colpa scagli la prima pietra…, ed ecco allora che i nostri meravigliosi giornalisti, tutti ovviamente senza peccati…, messi in fila, ricambiano la “raccomandazione” ricevuta dal loro politico e si pongono a Santa inquisizione,  per poter accusare l’avversario che si è messo tra loro ed i loro padroni ( di quelle cosiddette “testate” giornalistiche, televisive, radiofoniche).
Mi chiedo ma perché tanto clamore non è stato fatto quando un nostro ex Ministro di nome Bossi… innalzava alla violenza, dichiarando guerra a quella ” Roma Ladrona” e chiedendo ai propri iscritti di imbracciare i mitra per tentare con la forza di ottenere definitivamente la secessione…???

Dov’erano allora i nostri giornalisti, politici, filosofi, scrittori che dinnanzi ad una feroce ed inaudita provocazione sono rimasti in silenzio…

Forse, sono stati frenati perché a quell’epoca la Lega con quel suo 12% rappresentava l’unico sostegno necessario al Cavaliere perché il Suo governo potesse continuare ad esistere???
Oppure debbo pensare che la grande influenza data a Berlusconi attraverso le proprie televisioni e successivamente grazie anche alla acquisizione della casa editrice “Arnoldo Mondadori Editore ” è riuscita ad “influenzare” molti di loro, che pur di non perdere il proprio posto di lavoro e soprattutto quella acquisita popolarità, hanno dirottato verso il proprio cassetto della scrivania… quelle notizie che invece andavano pubblicate???

Ed allora in questa nostra ” Oligarchia “… o ti adatti oppure ti allontanano!!! E’ un modo subdolo per comandare, vieni escluso dal giro a cui appartieni, sia che tu sia un politico o giornalista o come in questo caso… un professore!!! 

Questo circo mediatico, come viene da molti definito, serve a farti diventare noto quando non lo sei… e poi ti butta giù quando non servi o inizi a dare fastidio!
Non è servito al Prof. dichiarare che,  non è Lui il vero ideologo del M5S, già, ma poi mi chiedo, ma perché… quale ideologia di pensiero si nasconde dietro questo movimento…??? Quale nuova esaltazione di pensiero è stata finalmente espressa??? Non si capisce che questo è un movimento nato come  semplice processo naturale, fatto da convergenza di idee, di stati d’animo, di argomentazioni, di valori, di cultura, di giustizia, di critiche e giudizi, che si sono voluti democraticamente confrontare ed unire, per esprimere e giustificare quell’unico interesse, rappresentato nel voler fare del bene al proprio paese…

E’ quindi c’era bisogno del Prof. Becchi, delle sue analisi, per migliorare e sostenere  il movimento… o forse pensate che siamo talmente sciocchi, da non capire che dietro l’attacco mirato al Professore, non si stia cercando di colpire proprio il M5Stelle???
Prof. Becchi, Lei è una persona perbene in mezzo ad un mondo di ipocriti, non ha bisogno di scusarsi con nessuno, le Sue idee “libere” vivranno sempre in questa nostro paese ” condizionato” e senza idee…, ( in particolare da coloro che oggi la criticano attraverso i pensieri suggeriti da altri ) ed un giorno vedrà che queste idee, saranno nuovamente rivalutate grazie alla  forza della ragione…
Nessuna necessaria comprensione, restano soltanto gli applausi che in maniera spontanea Le sono stati riservati nella trasmissione di Santoro ” Servizio Pubblico “!!!
Desidero concludere facendola ridere…; quando ho letto il suo cognome ho pensato ad una frase tipicamente Siciliana sul cosiddetto “tradimento” ( tralascio quanto venne decritto nella mitologia greca con la regina Pasifae, moglie di Minosse e di suo figlio il Minotauro ), che riporta due nomi ” becchi e curnuti “.
Ed allora ho pensato che, per la parola “Becchi” c’era già Lei, mentre per la parola “cornuti”, bastavano i volontari che in questi giorni si sono affannati a presentarsi e circondarla…, anche perché nella loro completa incompetenza, rappresentano proprio il dramma di tutti i cornuti… che è proprio il dramma dell’uomo: la conoscenza!!!

Tra Becchi e… curnuti!!!

Povero Professor Becchi, per una frase detta a mo’ di battuta nel programma la zanzara ” se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all’economia…“, ecco che in molti, come pecoroni, sono qui a lapidarlo!

Chi è senza colpa scagli la prima pietra…, ed ecco allora che i nostri meravigliosi giornalisti, tutti ovviamente senza peccati…, messi in fila, ricambiano la “raccomandazione” ricevuta dal loro politico e si pongono a Santa inquisizione,  per poter accusare l’avversario che si è messo tra loro ed i loro padroni ( di quelle cosiddette “testate” giornalistiche, televisive, radiofoniche).
Mi chiedo ma perché tanto clamore non è stato fatto quando un nostro ex Ministro di nome Bossi… innalzava alla violenza, dichiarando guerra a quella ” Roma Ladrona” e chiedendo ai propri iscritti di imbracciare i mitra per tentare con la forza di ottenere definitivamente la secessione…???

Dov’erano allora i nostri giornalisti, politici, filosofi, scrittori che dinnanzi ad una feroce ed inaudita provocazione sono rimasti in silenzio…

Forse, sono stati frenati perché a quell’epoca la Lega con quel suo 12% rappresentava l’unico sostegno necessario al Cavaliere perché il Suo governo potesse continuare ad esistere???
Oppure debbo pensare che la grande influenza data a Berlusconi attraverso le proprie televisioni e successivamente grazie anche alla acquisizione della casa editrice “Arnoldo Mondadori Editore ” è riuscita ad “influenzare” molti di loro, che pur di non perdere il proprio posto di lavoro e soprattutto quella acquisita popolarità, hanno dirottato verso il proprio cassetto della scrivania… quelle notizie che invece andavano pubblicate???

Ed allora in questa nostra ” Oligarchia “… o ti adatti oppure ti allontanano!!! E’ un modo subdolo per comandare, vieni escluso dal giro a cui appartieni, sia che tu sia un politico o giornalista o come in questo caso… un professore!!! 

Questo circo mediatico, come viene da molti definito, serve a farti diventare noto quando non lo sei… e poi ti butta giù quando non servi o inizi a dare fastidio!
Non è servito al Prof. dichiarare che,  non è Lui il vero ideologo del M5S, già, ma poi mi chiedo, ma perché… quale ideologia di pensiero si nasconde dietro questo movimento…??? Quale nuova esaltazione di pensiero è stata finalmente espressa??? Non si capisce che questo è un movimento nato come  semplice processo naturale, fatto da convergenza di idee, di stati d’animo, di argomentazioni, di valori, di cultura, di giustizia, di critiche e giudizi, che si sono voluti democraticamente confrontare ed unire, per esprimere e giustificare quell’unico interesse, rappresentato nel voler fare del bene al proprio paese…

E’ quindi c’era bisogno del Prof. Becchi, delle sue analisi, per migliorare e sostenere  il movimento… o forse pensate che siamo talmente sciocchi, da non capire che dietro l’attacco mirato al Professore, non si stia cercando di colpire proprio il M5Stelle???
Prof. Becchi, Lei è una persona perbene in mezzo ad un mondo di ipocriti, non ha bisogno di scusarsi con nessuno, le Sue idee “libere” vivranno sempre in questa nostro paese ” condizionato” e senza idee…, ( in particolare da coloro che oggi la criticano attraverso i pensieri suggeriti da altri ) ed un giorno vedrà che queste idee, saranno nuovamente rivalutate grazie alla  forza della ragione…
Nessuna necessaria comprensione, restano soltanto gli applausi che in maniera spontanea Le sono stati riservati nella trasmissione di Santoro ” Servizio Pubblico “!!!
Desidero concludere facendola ridere…; quando ho letto il suo cognome ho pensato ad una frase tipicamente Siciliana sul cosiddetto “tradimento” ( tralascio quanto venne decritto nella mitologia greca con la regina Pasifae, moglie di Minosse e di suo figlio il Minotauro ), che riporta due nomi ” becchi e curnuti “.
Ed allora ho pensato che, per la parola “Becchi” c’era già Lei, mentre per la parola “cornuti”, bastavano i volontari che in questi giorni si sono affannati a presentarsi e circondarla…, anche perché nella loro completa incompetenza, rappresentano proprio il dramma di tutti i cornuti… che è proprio il dramma dell’uomo: la conoscenza!!!

Bossi ed i finti principi leghisti…

Si crede stupidamente che un atto criminale per qualche ragione debba essere maggiormente pensato e voluto rispetto a un atto innocuo. In realtà non c’è differenza. I gesti conoscono un’elasticità che i giudizi etici ignorano. 
Roberto Saviano, Gomorra, 2006

Abbiamo visto come il pensiero possa ispirare a belle parole… il problema è poi riuscirle a metterle in pratica!!!
A questa regola non sfugge certamente la famiglia del “senatour” Bossi, che grazie agli appoggi di industriali consenzienti e a quei voti dati al partito da poveri sprovveduti che si erano illusi dietro quella parola chiamata “secessione” .  
Ma quanto sopra serviva soltanto a riciclare quel denaro proveniente dai rimborsi elettorali, per fini esclusivamente familiari o di coloro che appartenevano al cosiddetto ” cerchio magico“…
Ed allora ecco che all’improvviso scoperta la falla, si tenta di salvare il salvabile… e così dopo le dimissioni del leader Bossi, si nomina il nuovo segretario e dal 01 luglio 2012 ecco giungere l’ Avv. Roberto Maroni.
Inizia facendo un po di pulizia, rinnova l’assetto organizzativo, cambia gli uomini al vertice del partito, modifica il simbolo dove scompare definitivamente la parola Bossi… sostituita con Padania!!!  
Ma per Bossi, stare fuori da questo sistema significa non contare più nulla, essere abbandonato, non poter incidere politicamente e quindi non avere quelle garanzie giuridiche personali, per i processi in corso che hanno i propri figli e gli amici dell’ex partito…
Ed allora ecco tornare di nuovo all’attacco, pensa di realizzare un nuovo movimento politico, inizia costituendo una ” Associazione culturale ” , sonda il terreno e inizia a contare quanti tra i suoi fedelissimi sono disposti a ritornare con Lui e ad abbandonare Maroni e la sua Lega…
Strano a dirsi…, come d’incanto ( già come quello struzzo che prova ad alzare la testa… ) ecco che, arriva in famiglia un’altra batosta!!!
La Procura scopre uno yacht in Tunisia, acquistato da Belsito ed utilizzato dal figlio primogenito Riccardo per i propri piaceri personali…, ovviamente c’era da sempre abituato… questo erede di una famiglia i miliardaria che frequenta le famiglie più potenti al mondo come i Rothschild, i Kennedy, gli Onassis e  Rockfeller, senza dimenticare i nostri Agnelli, Prada, Bulgari, Gucci, Armani…., tutte famiglie e persone a cui il giovane rampollo in cuor suo aspirava…
Ma come diceva Antonio De Curtis in arte Totò “mi faccia il piacere”…
Questo figlio di un genitore incapace di fare un solo mestiere in maniera perfetto, ma di doverne cambiare mille… e difatti è lui stesso ( Umberto Bossi ) a dichiarare: ho fatto l’operaio, il perito tecnico, ho lavorato nell’informatica, ho studiato medicina a Pavia, ho insegnato matematica e fisica…, ma vi rendete conto, di quante cazzate uno possa esprimere soltanto attraverso una frase???
Ora scoppiato lo scandalo dei rimborsi elettorali della Lega, si cerca di recuperare e sequestrare lo yacht da 2,5 milioni di euro… e difatti la Procura di Milano, ha già avviato i contatti per una rogatoria con le autorità Tunisine.
Nel frattempo comunque il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano si è presentata in casa di Riccardo Bossi per una perquisizione…, sarebbe stato meglio farla prima degli annunci giornalistici… ma in Italia le procedure seguono sempre tempi e modi diversi, da quelli che vediamo svolgersi anche nei telefilm polizieschi americani…, infatti è come con la perquisizione del bunker segreto di Toto Reina, che dopo l’arresto del pericoloso boss è rimasto senza alcun controllo per ben quindici giorni, permettendo così al cognato Leoluca Bagarella, di ripulire il covo e portare via quelle carte compromettenti…, questa è l’Italia!!!
Ora speriamo che almeno si inizi facendo pulizia… e devo dire che almeno in questo il secondogenito Renzo si è dato da fare, infatti si sta occupando di ripulire un terreno, trasporta e distribuisce letame come fertilizzante naturale, cura le due cascine, alleva asini e capre, coltiva frutti di bosco, vanga con le proprie braccia la terra… l’avevano detto che erano ” braccia rubate all’agricoltura “…
Quindi strappata quella finta laurea Albanese, restituita la carta bancomat della Lega, consegnati i diamanti dalla Tanzania, annullati i rimborsi di spese personali, in attesa di quel processo definito “lombardopoli” con tutta una serie di indagati:

Roberto Formigoni (Pdl), Filippo Penati (Pd), Davide Boni (Lega Nord), Renzo Bossi (Lega Nord), Nicole Minetti (Pdl), Massimo Ponzoni (Pdl), Daniele Belotti (Lega Nord), Monica Rizzi (Lega Nord), Gianluca Rinaldin (Pdl), Angelo Giammario (Pdl), Franco Nicoli Cristiani (Pdl), Romano La Russa (Pdl), Alessandra Massei  ( Ex dirigente alla Programmazione sanitaria ), Carlo Lucchina ( Direttore generale dell’assessorato alla Sanità ).
Fin quando il  Senatur, attualmente indagato per truffa ai danni dello Stato, rimane ancora presidente della Lega…, il povero Maroni dimostra con quanta debolezza il proprio partito affronta questi gravi problemi di corruzione, di appropriazione indebita che possono essere “lavati”, dando quel segnale decisivo di svolta e cambiamento… tutto il resto è complicità, pura e semplice!!!
Speriamo che presto si possa giungere a quelle condanne definitive…, che facciano così scomparire una volta e per tutte questi soggetti, che restando ancora liberi, sono in grado, come la peggiore criminalità organizzata, di avvelenare la società civile, la politica e l’economia…