A Catania si vedono cose assurde, ma ho come l'impressione che sia soltanto il sottoscritto ad accorgersene…


Avevo deciso di pubblicare un post preparato ieri che riguardava talune modalità adottate dai soliti truffatori per portare a termine quelle frodi all’Ue…

Ma percorrendo alcuni minuti fa le strade del centro della mia mia città, ho deciso di cambiare argomento e provare ad affrontare quanto sono stato costretto a vedere… 
Non so quanti di voi hanno visto nel mese di agosto alcuni operai lavorare su viale Vittorio Veneto, per realizzare una doppia corsia per il passaggio di quel cosiddetto bus “BRT”… 
Ovviamente, quanto allora osservato, mi aveva portato a pensare alla “follia” di quella singolare soluzione stradale e mi ero sin da subito chiesto, chi avesse avuto quell’idea così geniale, sapendo già a quale ingorgo, di lì a pochi giorni, sarebbero andati incontro – appena rientrati dalle ferie – i miei concittadini!!!
Infatti è bastato testare nei giorni seguenti quel tratto stradale, per scoprire quanto avevo previsto.. 

File ininterrotte su entrambe le corsie che non permettono di raggiungere né Corso Italia e neppure in direzione opposta Piazza Michelangelo…
Difatti, pochi minuti fa ho scoperto personalmente di come si stia procedendo allo smontaggio di quelle barriere gialle spartitraffico (in pochi giorni…tra l’altro divelte) e mentre osservavo la scena imbarazzante, mi chiedevo: ma chi paga per questi errori??? 

La circostanza più assurda è vedere ancora quei miei concittadini restare cosi… inermi, senza che ci sia mai nessuno si mobiliti vedendo la nostra città in forte dissesto!!!
D’altronde se considerate tutte le “minch…” fatte negli ultimi anni, vedasi per ultima quella fontana del Tondo Gioeni, dopo aver divelto un ponte che risolveva metà dei problemi di comunicazione della nostra città, cosa ci possiamo aspettare da quei nostri esperti??? 

Ma non finisce qui… ho scoperto proseguendo in direzione “Policlinico”, che i miei concittadini sono davvero stravaganti, già in quella loro improvvisazione realizzano qualcosa di unico, d’incredibile, che dire, fuori da qualsiasi considerazione logica… Non esiste infatti alcun paragone possibile di noi nel mondo… neppure in quel terzo mondo che in tanti anni di lavoro ho avuto modo di conoscere!!
In questa nostra città ciascuno fa quel cazz… che gli pare!!! 

Alla faccia del rispetto delle regole, della legalità, dei principi… qui da noi è tutto bellissimo, perché ciascuno si sente padrone anche di ciò che non gli appartiene…
Ad esempio… uno si alza la mattina è decide di pubblicizzare il proprio B&B oppure ancor meglio, essendo in adiacenza di una struttura ospedaliera, dove è presente il Pronto soccorso, pensa cosa può inventarsi per aver maggior visibilità.
Nulla di più che farsi una bella pubblicità… sì ma in che modo, già come…??? 
Ponendo ad esempio un bel cartello con i propri dati, lì ad angolo in bella vista (dove probabilmente quel cartello non potrebbe stare…), pubblicizzando ad esempio la propria agenzia funebre: che dire… è veramente di conforto per i parenti che si stanno recando in quel Policlinico per assistere il proprio familiare infermo… sapere anticipatamente che, in caso di eventuali problemi, si ha già un’idea su chi contattare in caso di una eventuale dipartita…

Ma come dicevo sopra… non solo loro… E sì… anche quei B&b hanno pensato di pubblicizzarsi ed allora cosa fare???

Su tutto il tratto stradale di Via Santa Sofia, hanno posto i loro cartelli pubblicitari ovunque… anche appesi nei pali delle segnalazione stradale!!!
Taluni, – per meglio evidenziare la propria struttura ricettiva – hanno pensato di coprire quei cartelli stradali “fastidiosi”, con i loro relativi segnali di obblighi e/o divieti, ponendo sopra di essi quella loro insegna…
Ma come dicevo nel titolo… nessuno si accorge di nulla!!!
Si ovviamente… ora che sto facendo questa segnalazione, come sempre avviene in questi casi (peraltro è già successo in altre analoghe circostanze, ma credetemi… al sottoscritto poco importa, d’altronde come ripeto spesso, l’importante è che alla fine queste situazioni incresciose vengano celermente risolte da chi di dovere.. ) e tutto ritorni normale… 
Ma tanto lo so… è solo questione di giorni e poi sarò costretto nuovamente a dover riscrivere!!!  

Bisogna fermare i crimini organizzati che defraudano i bilanci dell’UE!!!


A differenza delle inutili discussioni compiute da parte di taluni nostri politici, mi riferisco alle ultime elezioni europee, ai numeri degli elettori votanti – che sono meno della metà di coloro che hanno diritto al voto – a quei voti presi alle europee da quell’ex partito di governo, alle politiche economico/finanziarie che dovranno realizzarsi, allo spread in caduta libera, agli investimenti in forte ascesa, ecco… in quest post, desidero affrontare un’altra situazione non meno importante e mi riferisco a quelle iniziative necessarie da compiersi nella prevenzione delle frodi a protezione degli interessi finanziari dell’UE… 

Lo scorso anno, la Commissione sulla strategia anti-frode, ha cercato di perfezionare il programma di controllo, migliorando innanzitutto l’analisi dei dati per poter supportare tutte quelle politiche anti-frodi, promuovendo nuovi mirati controlli, certamente più efficienti, in quanto basati su un esame completo dei possibili rischi…

D’altronde uno dei sistemi maggiormente attaccato da quei criminali è per l’appunto la frode compiuta ai danni del bilancio dell’UE, sfruttando tutte quelle lacune attualmente presenti nel sistema e tutelate dal mancato raggiungimento a tutt’oggi nell’Ue di uno spazio comune di giustizia penale!!!

Infatti per riuscire nell’intento si ha bisogno di trovare gli strumenti giusti, affinché si possa agire in modo coerente tra tutti gli Stati membri e la soluzione potrebbe essere ad esempio quella di creare una Procura generale europea, che coordini i dati di ciascuna nazione, per continuare a proteggere in modo efficace gli Stati ed il denaro dei suoi cittadini europei, in un contesto che come stiamo vedendo è sempre in forte evoluzione… 

Peraltro, riuscire a quelle forze investigative di star dietro a quelle continue truffe e frodi, è veramente qualcosa di difficile, soprattutto poiché la sua stessa natura in questi anni è cambiata in maniera significativa, sia per il fatto che i gruppi criminali trascendono i confini nazionali, ma soprattutto per l’elevato utilizzando di quel mondo definito “digitale”…

Va ricordato inoltre come l’Unione Europea debba preoccuparsi di proteggere non solo il denaro furtivamente trafugato attraverso quei fondi comunitari, ma bensì tutti i rischi determinati da quelle procedure truffaldine, che determinano sui cittadini gravi rischi di salute, mi riferisco ad esempio a quei mancati controlli ambientale, con riferimento alla mancata gestione corretta di tutte quelle procedure che hanno a che fare con l’utilizzo di sostanze chimiche e suoi eventuali rifiuti…
Nei prossimi giorni proverò a fare una classificazione di una parte di quelle possibili frodi, affinché si possa comprendere come la maggior parte di esse, siano compiute da quei soggetti criminali in maniera semplicistica, riuscendo – grazie a consulenti “corrotti” – a sfruttare quelle carenze amministrative e procedurali, tutt’ora presenti…

Bisogna fermare i crimini organizzati che defraudano i bilanci dell'UE!!!


A differenza delle inutili discussioni compiute da parte di taluni nostri politici, mi riferisco alle ultime elezioni europee, ai numeri degli elettori votanti – che sono meno della metà di coloro che hanno diritto al voto – a quei voti presi alle europee da quell’ex partito di governo, alle politiche economico/finanziarie che dovranno realizzarsi, allo spread in caduta libera, agli investimenti in forte ascesa, ecco… in quest post, desidero affrontare un’altra situazione non meno importante e mi riferisco a quelle iniziative necessarie da compiersi nella prevenzione delle frodi a protezione degli interessi finanziari dell’UE… 

Lo scorso anno, la Commissione sulla strategia anti-frode, ha cercato di perfezionare il programma di controllo, migliorando innanzitutto l’analisi dei dati per poter supportare tutte quelle politiche anti-frodi, promuovendo nuovi mirati controlli, certamente più efficienti, in quanto basati su un esame completo dei possibili rischi…

D’altronde uno dei sistemi maggiormente attaccato da quei criminali è per l’appunto la frode compiuta ai danni del bilancio dell’UE, sfruttando tutte quelle lacune attualmente presenti nel sistema e tutelate dal mancato raggiungimento a tutt’oggi nell’Ue di uno spazio comune di giustizia penale!!!

Infatti per riuscire nell’intento si ha bisogno di trovare gli strumenti giusti, affinché si possa agire in modo coerente tra tutti gli Stati membri e la soluzione potrebbe essere ad esempio quella di creare una Procura generale europea, che coordini i dati di ciascuna nazione, per continuare a proteggere in modo efficace gli Stati ed il denaro dei suoi cittadini europei, in un contesto che come stiamo vedendo è sempre in forte evoluzione… 

Peraltro, riuscire a quelle forze investigative di star dietro a quelle continue truffe e frodi, è veramente qualcosa di difficile, soprattutto poiché la sua stessa natura in questi anni è cambiata in maniera significativa, sia per il fatto che i gruppi criminali trascendono i confini nazionali, ma soprattutto per l’elevato utilizzo di quel mondo definito “digitale”…

Va ricordato inoltre come l’Unione Europea debba preoccuparsi di proteggere non solo il denaro furtivamente trafugato attraverso quei fondi comunitari, ma bensì i rischi determinati dalle procedure truffaldine che determinano sui cittadini gravi problemi di salute; mi riferisco ad esempio a quei mancati controlli ambientali, con particolare riferimento alla mancata gestione di controllo di quelle procedure che hanno a che fare con l’utilizzo di sostanze chimiche ed eventuali rifiuti…
Nei prossimi giorni proverò a fare una classificazione di una parte di quelle possibili frodi, affinché si possa comprendere come la maggior parte di esse, siano compiute da quei soggetti criminali in maniera semplicistica, riuscendo – grazie a consulenti “corrotti” – a sfruttare quelle carenze amministrative e procedurali, tutt’ora ahimè presenti…

Bisogna fermare i crimini organizzati che defraudano i bilanci dell'UE!!!


A differenza delle inutili discussioni compiute da parte di taluni nostri politici, mi riferisco alle ultime elezioni europee, ai numeri degli elettori votanti – che sono meno della metà di coloro che hanno diritto al voto – a quei voti presi alle europee da quell’ex partito di governo, alle politiche economico/finanziarie che dovranno realizzarsi, allo spread in caduta libera, agli investimenti in forte ascesa, ecco… in quest post, desidero affrontare un’altra situazione non meno importante e mi riferisco a quelle iniziative necessarie da compiersi nella prevenzione delle frodi a protezione degli interessi finanziari dell’UE… 

Lo scorso anno, la Commissione sulla strategia anti-frode, ha cercato di perfezionare il programma di controllo, migliorando innanzitutto l’analisi dei dati per poter supportare tutte quelle politiche anti-frodi, promuovendo nuovi mirati controlli, certamente più efficienti, in quanto basati su un esame completo dei possibili rischi…

D’altronde uno dei sistemi maggiormente attaccato da quei criminali è per l’appunto la frode compiuta ai danni del bilancio dell’UE, sfruttando tutte quelle lacune attualmente presenti nel sistema e tutelate dal mancato raggiungimento a tutt’oggi nell’Ue di uno spazio comune di giustizia penale!!!

Infatti per riuscire nell’intento si ha bisogno di trovare gli strumenti giusti, affinché si possa agire in modo coerente tra tutti gli Stati membri e la soluzione potrebbe essere ad esempio quella di creare una Procura generale europea, che coordini i dati di ciascuna nazione, per continuare a proteggere in modo efficace gli Stati ed il denaro dei suoi cittadini europei, in un contesto che come stiamo vedendo è sempre in forte evoluzione… 

Peraltro, riuscire a quelle forze investigative di star dietro a quelle continue truffe e frodi, è veramente qualcosa di difficile, soprattutto poiché la sua stessa natura in questi anni è cambiata in maniera significativa, sia per il fatto che i gruppi criminali trascendono i confini nazionali, ma soprattutto per l’elevato utilizzo di quel mondo definito “digitale”…

Va ricordato inoltre come l’Unione Europea debba preoccuparsi di proteggere non solo il denaro furtivamente trafugato attraverso quei fondi comunitari, ma bensì i rischi determinati dalle procedure truffaldine che determinano sui cittadini gravi problemi di salute; mi riferisco ad esempio a quei mancati controlli ambientali, con particolare riferimento alla mancata gestione di controllo di quelle procedure che hanno a che fare con l’utilizzo di sostanze chimiche ed eventuali rifiuti…
Nei prossimi giorni proverò a fare una classificazione di una parte di quelle possibili frodi, affinché si possa comprendere come la maggior parte di esse, siano compiute da quei soggetti criminali in maniera semplicistica, riuscendo – grazie a consulenti “corrotti” – a sfruttare quelle carenze amministrative e procedurali, tutt’ora ahimè presenti…

Contro la criminalità e l’evasione è sì… fondamentale l’aggressione patrimoniale, ma non solo!!!

Dice bene il nuovo Coordinatore delle Misure di Prevenzione, sostituto procuratore Fabio Regolo: “Non basta l’azione penale. Per assestare duri colpi, soprattutto al crimine organizzato, è fondamentale l’aggressione patrimoniale”!!!
Abbiamo visto in questi anni – grazie alla Procura di Catania – come la cosiddetta “sperequazione finanziaria“, rappresenti uno dei punti nodali per verificare la sussistenza di eventuali arricchimenti illeciti, sia patrimoniali che aziendali e finanziari…
D’altronde le indagini compiute in questi lunghi anni hanno accertato come – grazie anche a consulenti professionisti del settore – si sia potuto procedere a celare grosse somme di denaro,  dirottate successivamente verso noti paradisi fiscali o anche attraverso la costituzione di società presso altri stati esteri europei, quali Malta, Montenegro, Romania, Serbia, Spagna e Albania, dove quei profitti creati illecitamente nel nostro paese, vengono rinvestiti attraverso loro prestanome in nuove attività commerciali…
Peraltro uno dei maggiori profitti viene realizzato da quelle società “affiliate” contro la Pubblica Amministrazione, che più di tutti subisce la beffa di veder sparire il denaro pubblici, per favorire in maniera assurda… proprio la criminalità organizzata… 
Basti leggere d’altro canto le truffe quotidiane commesse da quegli individui specializzati nel malaffare, per restare sbalorditi dalle tecniche adottate e dai meccanismi corruttivi messi in atto con estrema semplicità… circostanze che fanno evidenziare successivamente, milioni e milioni di euro truffati, già… spariti nel nulla, senza che si possa fare qualcosa per recuperarli…    
Difatti… quegli stessi meccanismi fin qui utilizzati dallo Stato e mi riferisco alla misure di prevenzione, hanno dimostrato tutto il loro fallimento, sia per le procedure da adottarsi, che dalla “debolezza” personale di quei loro incaricati; mi riferisco ad esempio a taluni amministratori giudiziari, ma anche ad alcuni giudici delegati o ex presidenti di Tribunali della sezione misure di prevenzione…
Le indagini difatti, hanno fatto emergere alti livelli di corruzione, tra cui incarichi dati a familiari, parenti e amici, circolazione di mazzette, regalie e quant’altro… senza considerare il maggiore danno causato non solo a quelle società finite in liquidazione o in fallimento, ma a tutto quella struttura operativa e al suo indotto, avendo lasciato debiti ovunque (mai recuperati) sia alle casse dell’erario che ai molti clienti/fornitori/subappaltatori/artigiani, ecc… e soprattutto alle migliaia di dipendenti, lasciati improvvisamente a casa senza un euro!!!
Per cui, sono d’accordo che contro la criminalità organizzata e l’evasione sia fondamentale l’aggressione patrimoniale, ma non solo… lo Stato dovrà adottarsi a nuove regole perché con quelle finora disponibili e messe in campo, credetemi a quel sistema corruttivo, gli fa soltanto un… (BIP)!!!

Contro la criminalità e l'evasione è sì… fondamentale l’aggressione patrimoniale, ma non solo!!!

Dice bene il nuovo Coordinatore delle Misure di Prevenzione, sostituto procuratore Fabio Regolo: “Non basta l’azione penale. Per assestare duri colpi, soprattutto al crimine organizzato, è fondamentale l’aggressione patrimoniale”!!!
Abbiamo visto in questi anni – grazie alla Procura di Catania – come la cosiddetta “sperequazione finanziaria“, rappresenti uno dei punti nodali per verificare la sussistenza di eventuali arricchimenti illeciti, sia patrimoniali che aziendali e finanziari…
D’altronde le indagini compiute in questi lunghi anni hanno accertato come – grazie anche a consulenti professionisti del settore – si sia potuto procedere a celare grosse somme di denaro,  dirottate successivamente verso noti paradisi fiscali o anche attraverso la costituzione di società presso altri stati esteri europei, quali Malta, Montenegro, Romania, Serbia, Spagna e Albania, dove quei profitti creati illecitamente nel nostro paese, vengono rinvestiti attraverso loro prestanome in nuove attività commerciali…
Peraltro uno dei maggiori profitti viene realizzato da quelle società “affiliate” contro la Pubblica Amministrazione, che più di tutti subisce la beffa di veder sparire il denaro pubblici, per favorire in maniera assurda… proprio la criminalità organizzata… 
Basti leggere d’altro canto le truffe quotidiane commesse da quegli individui specializzati nel malaffare, per restare sbalorditi dalle tecniche adottate e dai meccanismi corruttivi messi in atto con estrema semplicità… circostanze che fanno evidenziare successivamente, milioni e milioni di euro truffati, già… spariti nel nulla, senza che si possa fare qualcosa per recuperarli…    
Difatti… quegli stessi meccanismi fin qui utilizzati dallo Stato e mi riferisco alla misure di prevenzione, hanno dimostrato tutto il loro fallimento, sia per le procedure da adottarsi, che dalla “debolezza” personale di quei loro incaricati; mi riferisco ad esempio a taluni amministratori giudiziari, ma anche ad alcuni giudici delegati o ex presidenti di Tribunali della sezione misure di prevenzione…
Le indagini difatti, hanno fatto emergere alti livelli di corruzione, tra cui incarichi dati a familiari, parenti e amici, circolazione di mazzette, regalie e quant’altro… senza considerare il maggiore danno causato non solo a quelle società finite in liquidazione o in fallimento, ma a tutto quella struttura operativa e al suo indotto, avendo lasciato debiti ovunque (mai recuperati) sia alle casse dell’erario che ai molti clienti/fornitori/subappaltatori/artigiani, ecc… e soprattutto alle migliaia di dipendenti, lasciati improvvisamente a casa senza un euro!!!
Per cui, sono d’accordo che contro la criminalità organizzata e l’evasione sia fondamentale l’aggressione patrimoniale, ma non solo… lo Stato dovrà adottarsi a nuove regole perché con quelle finora disponibili e messe in campo, credetemi a quel sistema corruttivo, gli fa soltanto un… (BIP)!!!

Le 5 bugie del magistrato che ha scagionato Carola Rackete

La capitana è stata giustificata per aver agito in adempimento di un dovere!!! 
Ma la realtà è ben diversa. 
Ecco le menzogne di una impunità che ora sono divenute umanitarie.
Alessandra Vella, classe 1975, è il giudice per le indagini preliminari che ha assolto la comandante della Sea Watch, Carola Rackete, dalle accuse che le erano state mosse contro, in nome di una impunità umanitaria dietro cui si nascondono loschi giochetti politici ed economici. 
La capitana, infatti, è stata giustificata dalla giudice “per avere agito in adempimento di un dovere”, ovvero far sbarcare i migranti in Italia.
Ma le cose stanno davvero così? Sembrerebbe proprio di no, almeno stando a quanto è stato rivelato dal quotidiano Il Giornale che ha smascherato cinque bugie, degne del miglior Pinocchio, imputabili al magistrato in questione. 
1. Si è trattato di un soccorso o di un recupero?
Il giudice Vella ha dato per scontato che il gommone individuato dall’aereo delle Ong, Colibrì, decollato da Lampedusa, rischiava di affondare da un momento all’altro e quindi andava salvato. 
Era un gommone in condizioni precarie e nessuno aveva il giubbotto di salvataggio, non avevano benzina per raggiungere alcun posto”, ha detto Carola, “l’eroina” della sinistra.
In realtà, da una foto scattata dalla stessa Sea Watch, si vede chiaramente che i tubolari del gommone erano gonfi e a bordo c’erano diversi serbatoi usati per il carburante. 
Il che pone una domanda cruciale: quella della Sea Watch è stato un salvataggio o un recupero, magari concordato con gli stessi scafisti che hanno segnalato alla nave dove si trovavano i migranti?
2. La Tunisia non è un porto sicuro
La Tunisia si trovava più vicino a Lampedusa nel momento del salvataggio. Eppure la comandante si è diretta in Italia non prendendo nemmeno in considerazione l’ipotesi di dirigersi verso il porto di Tunisi. 
Il gip Vella l’ha giustificata affermando che la Tunisia, al pari della Libia, non può essere considerata un porto sicuro per far sbarcare i migranti.
Anche qui la giudice mente, perché è risaputo che la Tunisia ha firmato la Convenzione sul Salvataggio in Mare e quella di Ginevra sui Diritti dell’Uomo. 
Inoltre, bisogna tener contro che ogni anno 5 milioni di turisti ci vanno in vacanza. Ci andrebbero se non fosse una nazione sicura? Possibile che non fosse sicura solo per i profughi?
3. Carola poteva violare il blocco
La giudice Vella sostiene che la decisione di violare il blocco imposto dal Viminale sia giustificata dalla necessità di “prestare soccorso e assistenza allo straniero giunto nel territorio nazionale a seguito di operazioni di salvataggio in mare”. Quindi, la capitana poteva forzare il posto di blocco perché a bordo della nave la situazione era disperata.
Peccato, però, che anche in questo caso la giudice abbia detto una bugia, dato che anche la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo non aveva riscontrato stati di necessità a bordo della Sea Watch, che tra l’altro stava ricevendo rifornimenti alimentari e assistenza medica ogni giorno, mentre i profughi più gravi erano già stati fatti sbarcare e presi in cura dai sanitari italiani.
4. Carola ha fatto il suo dovere
Le accuse di violenza e resistenza nei confronti dei finanzieri a bordo della motovedetta, che fino all’
ultimo hanno tentato di fermare la Sea Watch, vengono smontate. Non trattandosi di navi da guerra, l’accusa di violenza contro una imbarcazione militare è caduta. Anzi, sarebbero stati i finanzieri a ostacolare la manovra, rischiando addirittura di essere denunciati loro e non la comandante.
Il gip però ammette che la manovra della capitana era “pericolosa e volontaria seppure calcolata”, il che vuole dire che la Rackete ha cercato volutamente lo speronamento, ma che non può essere punita perché l’indagata ha agito “in adempimento di un dovere”, far sbarcare i migranti in Italia. 
In altre parole, se fosse morto qualche finanziere, sarebbe stato poco importante, perché contava salvare i migranti.
5. I libici non sono intervenuti
Il gip accusa la guardia costiera di Tripoli di essersi allontanata senza dare indicazioni al comandante della Sea Watch 3 su come comportarsi nel momento del salvataggio dei profughi. 
Anche questo non è vero. La capitana, infatti, ha ammesso con una mail inviata il 12 giungo a tutti i centri di soccorso dell’area che i marinai libici l’avevano contattata via canale 16 Vhf, cercando di recuperare i migranti sui gommoni, mentre lei li ha anticipati, caricandoli in fretta e furia sul natante e portandoli felice e faceta in Italia.

Le 5 bugie del magistrato che ha scagionato Carola Rackete

La capitana è stata giustificata per aver agito in adempimento di un dovere!!! 
Ma la realtà è ben diversa. 
Ecco le menzogne di una impunità che ora sono divenute umanitarie.
Alessandra Vella, classe 1975, è il giudice per le indagini preliminari che ha assolto la comandante della Sea Watch, Carola Rackete, dalle accuse che le erano state mosse contro, in nome di una impunità umanitaria dietro cui si nascondono loschi giochetti politici ed economici. 
La capitana, infatti, è stata giustificata dalla giudice “per avere agito in adempimento di un dovere”, ovvero far sbarcare i migranti in Italia.
Ma le cose stanno davvero così? Sembrerebbe proprio di no, almeno stando a quanto è stato rivelato dal quotidiano Il Giornale che ha smascherato cinque bugie, degne del miglior Pinocchio, imputabili al magistrato in questione. 
1. Si è trattato di un soccorso o di un recupero?
Il giudice Vella ha dato per scontato che il gommone individuato dall’aereo delle Ong, Colibrì, decollato da Lampedusa, rischiava di affondare da un momento all’altro e quindi andava salvato. 
Era un gommone in condizioni precarie e nessuno aveva il giubbotto di salvataggio, non avevano benzina per raggiungere alcun posto”, ha detto Carola, “l’eroina” della sinistra.
In realtà, da una foto scattata dalla stessa Sea Watch, si vede chiaramente che i tubolari del gommone erano gonfi e a bordo c’erano diversi serbatoi usati per il carburante. 
Il che pone una domanda cruciale: quella della Sea Watch è stato un salvataggio o un recupero, magari concordato con gli stessi scafisti che hanno segnalato alla nave dove si trovavano i migranti?
2. La Tunisia non è un porto sicuro
La Tunisia si trovava più vicino a Lampedusa nel momento del salvataggio. Eppure la comandante si è diretta in Italia non prendendo nemmeno in considerazione l’ipotesi di dirigersi verso il porto di Tunisi. 
Il gip Vella l’ha giustificata affermando che la Tunisia, al pari della Libia, non può essere considerata un porto sicuro per far sbarcare i migranti.
Anche qui la giudice mente, perché è risaputo che la Tunisia ha firmato la Convenzione sul Salvataggio in Mare e quella di Ginevra sui Diritti dell’Uomo. 
Inoltre, bisogna tener contro che ogni anno 5 milioni di turisti ci vanno in vacanza. Ci andrebbero se non fosse una nazione sicura? Possibile che non fosse sicura solo per i profughi?
3. Carola poteva violare il blocco
La giudice Vella sostiene che la decisione di violare il blocco imposto dal Viminale sia giustificata dalla necessità di “prestare soccorso e assistenza allo straniero giunto nel territorio nazionale a seguito di operazioni di salvataggio in mare”. Quindi, la capitana poteva forzare il posto di blocco perché a bordo della nave la situazione era disperata.
Peccato, però, che anche in questo caso la giudice abbia detto una bugia, dato che anche la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo non aveva riscontrato stati di necessità a bordo della Sea Watch, che tra l’altro stava ricevendo rifornimenti alimentari e assistenza medica ogni giorno, mentre i profughi più gravi erano già stati fatti sbarcare e presi in cura dai sanitari italiani.
4. Carola ha fatto il suo dovere
Le accuse di violenza e resistenza nei confronti dei finanzieri a bordo della motovedetta, che fino all’
ultimo hanno tentato di fermare la Sea Watch, vengono smontate. Non trattandosi di navi da guerra, l’accusa di violenza contro una imbarcazione militare è caduta. Anzi, sarebbero stati i finanzieri a ostacolare la manovra, rischiando addirittura di essere denunciati loro e non la comandante.
Il gip però ammette che la manovra della capitana era “pericolosa e volontaria seppure calcolata”, il che vuole dire che la Rackete ha cercato volutamente lo speronamento, ma che non può essere punita perché l’indagata ha agito “in adempimento di un dovere”, far sbarcare i migranti in Italia. 
In altre parole, se fosse morto qualche finanziere, sarebbe stato poco importante, perché contava salvare i migranti.
5. I libici non sono intervenuti
Il gip accusa la guardia costiera di Tripoli di essersi allontanata senza dare indicazioni al comandante della Sea Watch 3 su come comportarsi nel momento del salvataggio dei profughi. 
Anche questo non è vero. La capitana, infatti, ha ammesso con una mail inviata il 12 giungo a tutti i centri di soccorso dell’area che i marinai libici l’avevano contattata via canale 16 Vhf, cercando di recuperare i migranti sui gommoni, mentre lei li ha anticipati, caricandoli in fretta e furia sul natante e portandoli felice e faceta in Italia.

"Amici degli amici"!!! L’importante è stare uniti…

Come in un rapporto sentimentale, anche in quegli ambienti massoni/mafiosi vi è un feeling profondo…
Sì… è come se si instauri un legame profondo che s’interseca tra quei suoi adepti/affiliati…
L’importante per loro è che il sistema resti sempre aperto, già… proprio come un albero che deve estendere le proprie radici affinché faciliti la progressione nel terreno e percepisca (quasi fosse una similitudine) quelle influenze esterne, determinando sempre nuove e diverse strategie di radicamento, di esplorazione e
colonizzazione di quell’ambiente sommerso…  
Di contro – mentre il sistema si occupa in maniera occulta di espandere le proprie radici come tentacoli nel sottosuolo – quella struttura posta a vista di tutti, dimostra essere un modello perfetto di sviluppo ed evoluzione…
Difatti, sono in molti a pensare di aggrapparsi ad essa, a quel progetto vivente che ipnotizza molti con bellissimi fiori e conquista con i suoi frutti succosi…
Eccoli infatti… sono tutti lì sotto quella chioma che aspettano come Newton un segno, sembrano come quei vermi posti alla base del terreno che aspettano anch’essi la caduta di quel frutto maturo… 
Ma i legami degli uomini o meglio di questa categoria di uomini che si dichiarano di voler stare uniti, d’essere profondamente amici… sì… assomigliano  a quell’arbusto, ma nei fatti sono molto diversi!!!
Quei legami che a prima vista sembrano essere fortemente radicati nel suolo della società locale, evidenziano con il passar del tempo la loro totale debolezza e una scarsa specializzazione dei contenuti relazionali, poiché riguardano relazioni che non possiedono nulla di appassionante o di coinvolgente, ma bensì vengono scambiati per soddisfare esclusivamente i propri scopi personali… 
Quel massone/mafioso pensa di trovarsi in un albero, già… all’interno di un sistema relazionale,  ma a differenza di quell’ambiente sano e vivente, che si espande dal terreno verso l’aria e la luce… il suo sistema clientelare privilegia infettare ogni sua forma d’interazione, perché la rete organizzativa che lega ciascuno di loro è sovrastata da una serie di regole, che si estende dal singolo nodo “adepta/mafioso” alla punta più esterna…
Sono ambienti diversi che si connettono tra loro, biforcazioni di uno stesso reticolo che lega tra loro quei cosiddetti “amici degli amici”…
Ma mentre loro restano all’esterno di quei collegamenti (nodi secondari che possono essere in ogni momento inter-cambiati…), i loro capi viceversa,  si posizionano nei punti nodali… quelli in cui s’intersecano le relazioni più importanti della rete, detenendo così più potere nei confronti degli altri affiliati, siano essi massoni o  mafiosi!!!
E’ così che va da sempre la vita… e sullo stesso principio è basato anche quel loro legame, sì… così fortemente dichiarato “unito e amichevole“!!!

"Amici degli amici"!!! L'importante è stare uniti…

Come in un rapporto sentimentale, anche in quegli ambienti massoni/mafiosi vi è un feeling profondo…
Sì… è come se si instauri un legame profondo che s’interseca tra quei suoi adepti/affiliati…
L’importante per loro è che il sistema resti sempre aperto, già… proprio come un albero che deve estendere le proprie radici affinché faciliti la progressione nel terreno e percepisca (quasi fosse una similitudine) quelle influenze esterne, determinando sempre nuove e diverse strategie di radicamento, di esplorazione e
colonizzazione di quell’ambiente sommerso…  
Di contro – mentre il sistema si occupa in maniera occulta di espandere le proprie radici come tentacoli nel sottosuolo – quella struttura posta a vista di tutti, dimostra essere un modello perfetto di sviluppo ed evoluzione…
Difatti, sono in molti a pensare di aggrapparsi ad essa, a quel progetto vivente che ipnotizza molti con bellissimi fiori e conquista con i suoi frutti succosi…
Eccoli infatti… sono tutti lì sotto quella chioma che aspettano come Newton un segno, peraltro con quei loro comportamenti assomigliano molto agli stessi vermi posti sotto di essi,  alla base del terreno; anch’essi difatti attendono il momento in cui  potranno nutrirsi di quel frutto maturo caduto…
Ma i legami degli uomini o meglio di questa categoria di uomini – che si dichiarano di voler restare uniti nell’amicizia – assomigliano  certamente alle radici di quell’arbusto, ma nella sostanza sono molto diversi!!!
Infatti, quei legami che a prima vista sembrano fortemente radicati nel suolo della società locale, evidenziano con il passar del tempo, la loro totale debolezza ed una scarsa specializzazione nei contenuti relazionali, poiché riguardano relazioni che nulla possiedono di appassionante o di coinvolgente, ma bensì utilizzano quegli  scambi per soddisfare i propri scopi… 
Quel massone/mafioso pensa sì… di trovarsi in un albero, ma a differenza di quel sano ambiente vivente (che si espande dal terreno verso l’aria e quindi la luce…), il proprio, viceversa, dimostra privilegiare la trasmissione di una infezione, in ogni sua forma d’interazione, perché la rete organizzativa che lega ciascuno di quei soggetti alle proprie regole, impone che il contagio si estenda dal singolo nodo al punto più esterno…
Ecco quindi ambienti diversi che si connettono tra loro, biforcazioni di uno stesso reticolo che legano tra loro quei cosiddetti “amici degli amici”…
Ma mentre essi restano all’esterno di quei collegamenti (sono nodi secondari che possono essere in ogni momento inter-cambiati…), i loro capi, viceversa, si posizionano nei punti nodali… quelli cioè in cui s’intersecano le relazioni più importanti della rete, detenendo così maggior potere nei confronti di tutti gli altri affiliati, siano essi massoni o  mafiosi!!! 
D’altronde non è così che va la vita… e sullo quello stesso principio è basato anche il loro legame così fortemente dichiarato dai loro capi: “unito e amichevole“!!!

"Amici degli amici"!!! L'importante è stare uniti…

Come in un rapporto sentimentale, anche in quegli ambienti massoni/mafiosi vi è un feeling profondo…
Sì… è come se si instauri un legame profondo che s’interseca tra quei suoi adepti/affiliati…
L’importante per loro è che il sistema resti sempre aperto, già… proprio come un albero che deve estendere le proprie radici affinché faciliti la progressione nel terreno e percepisca (quasi fosse una similitudine) quelle influenze esterne, determinando sempre nuove e diverse strategie di radicamento, di esplorazione e
colonizzazione di quell’ambiente sommerso…  
Di contro – mentre il sistema si occupa in maniera occulta di espandere le proprie radici come tentacoli nel sottosuolo – quella struttura posta a vista di tutti, dimostra essere un modello perfetto di sviluppo ed evoluzione…
Difatti, sono in molti a pensare di aggrapparsi ad essa, a quel progetto vivente che ipnotizza molti con bellissimi fiori e conquista con i suoi frutti succosi…
Eccoli infatti… sono tutti lì sotto quella chioma che aspettano come Newton un segno, peraltro con quei loro comportamenti assomigliano molto agli stessi vermi posti sotto di essi,  alla base del terreno; anch’essi difatti attendono il momento in cui  potranno nutrirsi di quel frutto maturo caduto…
Ma i legami degli uomini o meglio di questa categoria di uomini – che si dichiarano di voler restare uniti nell’amicizia – assomigliano  certamente alle radici di quell’arbusto, ma nella sostanza sono molto diversi!!!
Infatti, quei legami che a prima vista sembrano fortemente radicati nel suolo della società locale, evidenziano con il passar del tempo, la loro totale debolezza ed una scarsa specializzazione nei contenuti relazionali, poiché riguardano relazioni che nulla possiedono di appassionante o di coinvolgente, ma bensì utilizzano quegli  scambi per soddisfare i propri scopi… 
Quel massone/mafioso pensa sì… di trovarsi in un albero, ma a differenza di quel sano ambiente vivente (che si espande dal terreno verso l’aria e quindi la luce…), il proprio, viceversa, dimostra privilegiare la trasmissione di una infezione, in ogni sua forma d’interazione, perché la rete organizzativa che lega ciascuno di quei soggetti alle proprie regole, impone che il contagio si estenda dal singolo nodo al punto più esterno…
Ecco quindi ambienti diversi che si connettono tra loro, biforcazioni di uno stesso reticolo che legano tra loro quei cosiddetti “amici degli amici”…
Ma mentre essi restano all’esterno di quei collegamenti (sono nodi secondari che possono essere in ogni momento inter-cambiati…), i loro capi, viceversa, si posizionano nei punti nodali… quelli cioè in cui s’intersecano le relazioni più importanti della rete, detenendo così maggior potere nei confronti di tutti gli altri affiliati, siano essi massoni o  mafiosi!!! 
D’altronde non è così che va la vita… e sullo quello stesso principio è basato anche il loro legame così fortemente dichiarato dai loro capi: “unito e amichevole“!!!

Lo Stato dorme. Ed è tempo di svegliarsi!!!

A dirlo è uno dei novanta testimoni di giustizia: Carmelo Recitano.
Ci avevano fatto promesse, dovevano approvare delle leggi, che mai sono state realizzate“!!! 
Da quanto sopra cosa dobbiamo pensare…  che lo Stato dorme o che forse preferisce non avere tra i piedi questi cosiddetti “testimoni di giustizia”???
D’altronde non garantendo a quei cittadini coraggiosi quanto si era promesso, non si farà altro che allontanarli sempre di più da quella ricercata volontà di contrastare tutta questa generale corruzione e malaffare…
Già… se quei soggetti avevano deciso di distaccarsi da quell’ambiente, ora… non trovando una prescrizione precisa a protezione di se o dei propri familiari, ecco che difficile si esporranno nel denunciare, ma  continueranno a pagare quel pizzo per come d’altro canto fa la maggior parte dei commercianti…
La vita di un testimone di giustizia non è più una vita… chi vive sotto scorta ha perso la cosa più importante… la propria libertà, ma la cosa peggiore – appena compiuto quel gesto di denunciare – è il vedersi lasciato solo, in particolare dai suoi concittadini, i quali vedono in quel uomo non un eroe, ma bensì qualcuno da cui stare lontano, per non aver ripercussioni personali… 
Sembra incredibile eppure è così, non serve a nulla aver mandato in carcere “affiliati” di quella associazione criminale, perché a distanza di pochi mesi o anni, se li ritroverà che passeggiano sotto la propria casa… 
Ma d’altronde questa è la nostra giustizia, dove chi delinque viene premiato e chi fa il proprio dovere viene incredibilmente punito dal sistema!!!
Il sig. Carmelo pronuncia delle belle parole quando dichiara: “Io quando pagavo ero un uomo senza dignità”!!!
Certo… come non essere d’accordo, peraltro dovrebbero essere i delinquenti a doversi pentire per quanto ogni giorno vanno compiendo; “Erano come delle sanguisughe… i soldi non bastavano mai, più pagavo e più ne volevano” ecco come l’imprenditore racconta quei momenti difficili…
Certo è veramente assurdo costatare come nel 2019 non si sia riusciti a sradicare questo cancro dalla nostra terra!!!
La circostanza fastidiosa dopo aver subito tutto ciò, è il dover ascoltare qualcuno – già… fuori da quest’isola – che ci chiede per quale motivo si è preferiti andare via… 
La risposta è semplice anche se difficile da esternare: “perché a restare in quella terra “infetta”, ci si contagia anche senza far nulla”; d’altronde serve a poco o nulla dimostrare a miei conterranei che lottando tutti insieme si poteva provare a cambiarla questa regione… perché tanto a loro va bene così!!!
Debbo altresì aggiungere come, non solo loro, ma anche una parte di quegli uomini e donne poste all’interno delle nostre istituzioni, quella contaminata piaga – che nei fatti dovrebbero quotidianamente combattere – sia stata apprezzata… tanto da riuscire a sopportarla, ma soprattutto, è stato dimostrato (dalle varie inchieste giudiziarie) come con la stessa sia sia convissuto bene… 

Lo Stato dorme. Ed è tempo di svegliarsi!!!

A dirlo è uno dei novanta testimoni di giustizia: Carmelo Recitano.
Ci avevano fatto promesse, dovevano approvare delle leggi, che mai sono state realizzate“!!! 
Da quanto sopra cosa dobbiamo pensare…  che lo Stato dorme o che forse preferisce non avere tra i piedi questi cosiddetti “testimoni di giustizia”???
D’altronde non garantendo a quei cittadini coraggiosi quanto si era promesso, non si farà altro che allontanarli sempre di più da quella ricercata volontà di contrastare questa generale criminalità organizzata…
E sì… perché se quei soggetti avevano deciso di distaccarsi da quell’ambiente, ora… non trovando una protezione precisa per se o dei propri familiari, diventa difficile che si esporranno a denunciare, ma  viceversa continueranno a pagare quel pizzo, per come fa la maggior parte dei suoi colleghi commercianti…
Ci si dimentica che la vita di un testimone di giustizia non è più una vita… chi vive sotto scorta ha perso la cosa più importante… la propria libertà!!! 
Ma di tutte… la cosa peggiore – appena compiuto quel gesto di denunciare – è il vedersi lasciato solo, in particolare dai suoi concittadini, i quali vedono in quel uomo non un eroe, ma bensì qualcuno da cui stare lontano, per non aver ripercussioni personali… 
Sembra incredibile eppure è così, non serve a nulla aver mandato in carcere quegli “affiliati”, perché a distanza di pochi  anni (a volte mesi), se li ritroverà che passeggiano sotto la propria casa… 
Ma d’altronde questa è la nostra giustizia, dove chi delinque viene premiato e chi fa il proprio dovere viene incredibilmente punito dal sistema!!!
Il sig. Carmelo pronuncia delle belle parole significative quando dichiara: “Io quando pagavo ero un uomo senza dignità”!!!
Certo… come non essere d’accordo, peraltro dovrebbero essere altri a doversi pentire, sì… quei delinquenti, per quanto ogni giorno vanno compiendo; “Erano come delle sanguisughe… i soldi non bastavano mai, più pagavo e più ne volevano” ecco come l’imprenditore racconta quei momenti difficili…
Certo è veramente assurdo costatare come nel 2019 non si sia riusciti a sradicare questo cancro dalla nostra terra!!!
La circostanza fastidiosa dopo aver subito tutto ciò, è il dover ascoltare qualcuno – già… fuori da quest’isola – che ci chiede per quale motivo si è preferiti andare via… 
La risposta è semplice anche se difficile da esternare: “perché a restare in quella terra “infetta”, ci si contagia anche senza far nulla”; d’altronde serve a poco o nulla dimostrare a miei conterranei che lottando tutti insieme si poteva provare a cambiarla questa regione… perché tanto a loro va bene così!!!
Debbo altresì aggiungere come, non solo loro, ma anche una parte di quegli uomini e donne poste all’interno delle nostre istituzioni, quella contaminata piaga – che nei fatti dovrebbero quotidianamente combattere – sia stata apprezzata… tanto da riuscire a sopportarla, ma soprattutto, è stato dimostrato (dalle varie inchieste giudiziarie) come con la stessa sia sia convissuto bene… 

drzap:

DRZAP
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Diamo tutti una mano a ritrovare Denise!!!

Sono passati 15 anni e della piccola Denise non se ne sa nulla!!!
Già… sembra essere svanita ed è incredibile che nessuno abbia visto o sentito qualcosa…
La verità è che bisogna mettere un punto su questa vicenda!!!
Già… basta continuare a essere omertosi su questa storia: chi sa deve parlare!!!
D’altronde, come ripeto sempre, se si ha paura si può sempre inviare una segnalazione anonima… tanto basta per aiutare gli inquirenti che ad oggi…. sembrano essersi arresi.
Ripeto, l’importante è fare qualcosa per contrastare questo assoluto silenzio… 
Dicono bene i genitori, Piera Maggio e Piero Pulizzi: “Coloro che hanno sequestrato Denise, coloro che sanno e non parlano, coloro che potevano e non hanno fatto, sono dei vigliacchi“!!!
Peraltro pensavo che oggi la ragazzina è un’adolescente e quindi anche i suoi amici – che poco sanno della vicenda – non immaginano minimamente che tra loro, vi possa essere una ragazzina che è stata a suo tempo rapita!!!
Va detto a loro difesa che oggi vedono quella bimba diversa dalla loro compagna, da quell’immagine di bimba di pochi anni… che non aveva ancora compiuto quattro anni da quel tragico giorno e quindi è logico che a nessuno di quei suoi amici coetanei, viene il sospetto che lei possa essere la stessa ragazza di quella foto pubblicata sul web…
In tal senso credo che anche la stessa Denise – che oggi sicuramente avrà un’altro nome – pensa che quella bimba sul web possa essere lei stessa… d’altro canto nessuno gli ha mai raccontato nulla, perché probabilmente le persone che oggi le stanno vicino, avranno fatto credere lei di essere i suoi familiari/parenti o anche genitori adottivi…
Ed allora ho pensato che qualcosa andava fatto per risvegliare la coscienza di quella bimba… far comprendere che forse in questi anni è stata ingannata, proprio da coloro che lei ritiene essere ancora oggi, le persone a lei più care… 
Allora ho pensato… come aiutare quella ragazza???
Sì… quella bambina sequestrata il 1 settembre del 2004 mentre giocava con i cuginetti sul marciapiedi di casa, tra le vie La Bruna e Castagnola, a Mazara del Vallo…
Ecco che improvvisamente ho avuto un’idea… provare a realizzare un’immagine che in un qualche modo potesse raccontare come Lei possa essere oggi… già quindici anni dopo…  una signorina spensierata che vive con leggerezza la sua età come tutte le sue coetanee… 
La immagino quindi che dedica il suo tempo agli amici, alla scuola, chissà forse è anche brava nello sport… e poi la discoteca, nuove emozioni e sicuramente i social, quel navigare costantemente su Istagram, Facebook, Twitter, Whatsapp, ecc…
Ecco… è proprio su questo che punto, fare in modo che Lei si possa riconoscere in questa mia foto, che riesca altresì a leggere il mio post e che non compia delle azioni istintive di cui potrebbe pentirsi: ad esempio facendo notare quella somiglianza a quei suoi familiari, certamente da sempre affettuosi, persone di cui lei si fida… ma che non sono stati onesti!!!
No… purtroppo dovrà fare diversamente, dovrà recarsi presso una caserma di Polizia o dei Carabinieri ed esprimere a quegli uomini quei suoi dubbi… richiedendo di tener segreto quel suo sospetto e avvisare immediatamente gli investigatori che si sono occupati di quel rapimento anche perché in possesso del “Dna” di Denise…  
Non so dirvi quanto ciò potrà essere utile, ma io voglio sperare, già…  che alla fine quella bimba possa tornare nella sua vera casa… 
D’altronde il sottoscritto si sente di unirsi in quel urlo ripetuto sempre da mamma Piera: “Non molleremo mai”!!!
Se avete riconosciuto quella ragazza non abbiate paura e soprattutto non fatevi influenzare dai giudizi negativi di chi vi sta accanto… chiamate immediatamente le forze dell’ordine!!!
D’altronde cosa rischiate… forse una brutta figura??? Si… ma forse potreste essere voi il coraggioso di cui Denise ha oggi bisogno!!! 

Diamo tutti una mano a ritrovare Denise!!!

Sono passati 15 anni e della piccola Denise non se ne saputo più nulla!!!
Già, sembra essere svanita ed è incredibile che nessuno negli anni, abbia visto o sentito qualcosa…
La verità è che bisogna mettere un punto su questa vicenda!!!
Sì… basta continuare con l’essere omertosi: chi sa deve parlare!!!
D’altronde, come ripeto sempre, se si ha paura si può sempre inviare una segnalazione anonima, tanto basta per aiutare gli inquirenti che ahimè ad oggi…. sembrano navigare nel buio…
Ripeto, l’importante è fare qualcosa per contrastare questo generale silenzio!!!
Dicono bene i genitori, Piera Maggio e Piero Pulizzi: “Coloro che hanno sequestrato Denise, coloro che sanno e non parlano, coloro che potevano e non hanno fatto, sono dei vigliacchi“!!!
Peraltro pensavo tra me che oggi quella ragazzina è diventata adolescente e quindi anche i suoi amici più intimi – che poco sanno di quella vicenda – immaginano minimamente che tra loro vi possa essere una bambina a suo tempo rapita!!!
Va detto a loro giustifica che quella bimba è diversa dalla loro attuale compagna postata nel web (di cui allego copia) in cui ancora non aveva compiuto quattro anni…
A nessuno dei suoi attuai amici può venire il sospetto che Denise possa essere la stessa ragazza di quella bimba pubblicata in rete..
In tal senso credo inoltre che anche la stessa Denise – sicuramente oggi con un altro nome – pensa che quella possa essere lei; d’altro canto nessuno gli ha mai raccontato in questi lunghi anni di quella vicenda tragica, probabilmente proprio perché le persone che le stanno vicino, avranno fatto credere lei di essere loro i suoi reali familiari e/o parenti e chissà anche, gli eventuali genitori adottivi…
Ed allora ho pensato che qualcosa andasse fatto per risvegliare la coscienza di quella bimba, far comprendere a lei che forse in questi anni è stata ingannata, proprio da quanti aveva ritenuto persone care…
Allora ho pensato… come posso aiutare quella ragazzina???
Sì… quella bambina sequestrata il 1 settembre del 2004 mentre giocava con i cuginetti sul marciapiedi di casa, tra le vie La Bruna e Castagnola, a Mazara del Vallo…
Ecco, improvvisamente ho avuto un’idea… Provare a realizzare un’immagine che in un qualche modo potesse rappresentare lei per come è ora… undici anni dopo, un’adolescente spensierata, che vive con leggerezza la sua età, come tutte le sue coetanee… 
La immagino quindi che dedica il suo tempo agli amici, alla scuola, chissà forse è brava nello sport… e poi come tutti i ragazzi la discoteca, nuove emozioni sentimentali e sicuramente l’uso dei social, quel navigare costantemente su app quali Istagram, Facebook, Twitter, Whatsapp, ecc…
Ecco… è proprio a questo a cui miro, fare in modo che Lei possa riconoscersi in questa mia foto, che riesca a leggere questo post e soprattutto che  non compia azioni istintive di cui potrebbe pentirsi: ad esempio facendo notare quella somiglianza a quei suoi “pseudo” familiari, certamente affettuosi, sono persone di cui lei si fida… ma che nei fatti non le sono stati onesti!!!

No… purtroppo dovrà fare diversamente, dovrà recarsi presso una caserma di Polizia o dei Carabinieri ed esprimere a quegli uomini le sue perplessità… richiedendo innanzitutto di tener segreto quel sospetto e fare in modo di contattate immediatamente gli investigatori che in questi lunghi anni si sono occupati del suo rapimento affinché si possa verificare il proprio “Dna” con quelli di Denise…  

Non so dirvi quanto ciò potrà essere utile, ma io voglio sperare, già…  che alla fine quella bimba possa tornare a casa, quella vera…
D’altronde il sottoscritto si sente moralmente di volersi unire a quel grido ripetuto costantemente e in ogni occasione da mamma Piera: “Non molleremo mai”!!!
Per cui, se avete riconosciuto quella ragazza non abbiate paura e soprattutto non fatevi influenzare dagli altrui giudizi negativi o da chi vi sta accanto: chiamate immediatamente le forze dell’ordine!!!
Peraltro cosa rischiate… forse una brutta figura??? Si… può essere, ma forse no!!! 
Già, non è detto che alla fine potreste essere proprio voi quel coraggioso ragazzo di cui Denise ha in questo momento bisogno… 

Torna la festa dell’onestà…

Ritorna a Palermo la manifestazione organizzata dalle Associazioni “Cassaro Alto” e “Ballarò” in collaborazione con il Comune e l’Assessorato alle Culture…

Quanto sopra serve a commemorare il 37° anniversario dall’omicidio del Generale Dalla Chiesa e di sua moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo…
Sapete quanto critico sia il sottoscritto a certe manifestazione, nelle quali più che a dibattiti, si assiste alla parata di uomini politici e istituzionali, dove solitamente chi sta sul palco parla, parla, parla… e promuove se gli è possible il suo ultimo libro, mentre chi sta sotto o di fronte, ha l’obbligo di stare in silenzio seduto e non chiedere nulla…
E’ dire che qualcuno chiama ancora oggi quegli incontri: “dibattiti“!!!
A conferma di quanto sopra… (neppure se fossi stato un vegente…) ho scoperto da alcuni minuti che il programma prevede per lunedì 2 Settembre la presentazione alla Biblioteca della Regione, di un libro intitolato “Casa per casa, strada per strada: la politica delle idee”, a cura di Pierpaolo Farina, (con la partecipazione del Sindaco Leoluca Orlando)
Segue martedì 3 settembre, giorno in cui fu commesso l’omicidio, la deposta (da parte di alcuni bambini) di una corona di fiori sulla lapide del generale Dalla Chiesa, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri e dell’Arcivescovo di Palermo oltre che ovviamente del Sindaco della città… 
Per concludere nello stesso giorno, nel tardo pomeriggio, alla libreria Paoline, sarà presentato il nuovo libro di Alessandra Turrisi e Toni Mira: “Dalle mafie ai cittadini”…
Ecco… se avessero intitolato questa “festa dell’onestà” con il titolo di questo libro era preferibile, d’altronde continuare a illudersi parlando di onestà in questa terra è come voler credere che gli asini… volano!!!
Ma di quale onestà parliamo quando, da qualunque parte ci si giri, troviamo corruzione, malaffare, clientelismi, legami istituzionali ed imprenditoriali con mafiosi, dove la massoneria è presente ovunque sia nella politica che negli enti pubblici, dove all’interno delle università, nelle scuole, regna sovrana la raccomandazione, senza parlare poi di malasanità, di certi assessorati, di intere categorie di professionisti dedite nel corrompere quegli uomini di legge e nell’aggirare ed eludere tutte le previste normative vigenti… 
Dice bene quel titolo “Dalle mafie ai cittadini“… perché c’è stato un vero e proprio passaggio del testimone, da quell’associazione criminale a tutti coloro che oggi ne hanno preso il posto, senza esserne direttamente affiliati, ma operando con le stesse modalità di allora, con l’unica differenza che oggi sono loro i primi ad esserne avvantaggiati!!!
Sì… poi ogni tanto ci si ricorda di chi è morto per questa terra… 
Si portano fiori, si fanno le solite feste, ma se si chiede a ciascuno di quegli organizzatori di esporsi personalmente, ad esempio mettendosi dinnanzi a tutte quelle attività commerciale – che finora e sono la maggioranza… non si sono espresse pubblicamente contro il pagare il “pizzo“- restando ad esempio lì… dinnanzi a quegli ingressi, manifestando con un bel cartello “sappi che se entri in questo negozio, con i tuoi acquisti, stai sovvenzionando la mafia!!!”, ecco, fintando che non vedrò questo, difficilmente crederò che si potranno cambiare le coscienze dei cittadini e dei nostri ragazzi…
La mafia esiste perché è insita nella natura dei suoi conterranei e sono proprio loro i primi che dimostrano – ogni giorno con i fatti – che non vogliono rinunciarci!!!
Per cui… godetevi la festa!!!

Torna la festa dell'onestà…

Ritorna a Palermo la manifestazione organizzata dalle Associazioni “Cassaro Alto” e “Ballarò” in collaborazione con il Comune e l’Assessorato alle Culture…

Quanto sopra serve a commemorare il 37° anniversario dall’omicidio del Generale Dalla Chiesa e di sua moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo…
Sapete quanto critico sia il sottoscritto a certe manifestazione, nelle quali più che a dibattiti, si assiste alla parata di uomini politici e istituzionali, dove solitamente chi sta sul palco parla, parla, parla… e promuove se gli è possible il suo ultimo libro, mentre chi sta sotto o di fronte, ha l’obbligo di stare in silenzio seduto e non chiedere nulla…
E’ dire che qualcuno chiama ancora oggi quegli incontri: “dibattiti“!!!
A conferma di quanto sopra… (neppure se fossi stato un vegente…) ho scoperto da alcuni minuti che il programma prevede per lunedì 2 Settembre la presentazione alla Biblioteca della Regione, di un libro intitolato “Casa per casa, strada per strada: la politica delle idee”, a cura di Pierpaolo Farina, (con la partecipazione del Sindaco Leoluca Orlando)
Segue martedì 3 settembre, giorno in cui fu commesso l’omicidio, la deposta (da parte di alcuni bambini) di una corona di fiori sulla lapide del generale Dalla Chiesa, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri e dell’Arcivescovo di Palermo oltre che ovviamente del Sindaco della città… 
Per concludere nello stesso giorno, nel tardo pomeriggio, alla libreria Paoline, sarà presentato il nuovo libro di Alessandra Turrisi e Toni Mira: “Dalle mafie ai cittadini”…
Ecco… se avessero intitolato questa “festa dell’onestà” con il titolo di questo libro era preferibile, d’altronde continuare a illudersi parlando di onestà in questa terra è come voler credere che gli asini… volano!!!
Ma di quale onestà parliamo quando, da qualunque parte ci si giri, troviamo corruzione, malaffare, clientelismi, legami istituzionali ed imprenditoriali con mafiosi, dove la massoneria è presente ovunque sia nella politica che negli enti pubblici, dove all’interno delle università, nelle scuole, regna sovrana la raccomandazione, senza parlare poi di malasanità, di certi assessorati, di intere categorie di professionisti dedite nel corrompere quegli uomini di legge e nell’aggirare ed eludere tutte le previste normative vigenti… 
Dice bene quel titolo “Dalle mafie ai cittadini“… perché c’è stato un vero e proprio passaggio del testimone, da quell’associazione criminale a tutti coloro che oggi ne hanno preso il posto, senza esserne direttamente affiliati, ma operando con le stesse modalità di allora, con l’unica differenza che oggi sono loro i primi ad esserne avvantaggiati!!!
Sì… poi ogni tanto ci si ricorda di chi è morto per questa terra… 
Si portano fiori, si fanno le solite feste, ma se si chiede a ciascuno di quegli organizzatori di esporsi personalmente, ad esempio mettendosi dinnanzi a tutte quelle attività commerciale – che finora e sono la maggioranza… non si sono espresse pubblicamente contro il pagare il “pizzo“- restando ad esempio lì… dinnanzi a quegli ingressi, manifestando con un bel cartello “sappi che se entri in questo negozio, con i tuoi acquisti, stai sovvenzionando la mafia!!!”, ecco, fintando che non vedrò questo, difficilmente crederò che si potranno cambiare le coscienze dei cittadini e dei nostri ragazzi…
La mafia esiste perché è insita nella natura dei suoi conterranei e sono proprio loro i primi che dimostrano – ogni giorno con i fatti – che non vogliono rinunciarci!!!
Per cui… godetevi la festa!!!

Catania: altro che film con "Samara"!!! Recatevi di notte nella zona industriale e avrete modo di passare un momento horror…

Stanno tutti impazzendo sul web per un video con l’inquietante interprete della saga del film horror “The Ring” Samara… 
Non ho mai capito il piacere di osservare film horror… quantomeno il sottoscritto si è fermato al nostro regista Dario Argento, ma spaventarsi per una ragazza vestita con una tunica bianca, dai lunghissimi capelli neri che gli coprono il volto e che si aggira di  notte per alcuni nostri quartieri… fa soltanto venir da ridere!!!
Anche perché se qualcuno ha questo desiderio del brivido, il sottoscritto consiglia un percorso che in confronto quello horror proposto nei luna park, può soltanto fargli un baffo…
Voglio infatti raccontarvi quanto mi è accaduto mercoledì notte…
Stavo accompagnando mia figlia e le sue tre amiche presso la Playa, precisamente ad una serata presso la discoteca “Afrodance”…
Come sempre – in queste circostanze – prendo la tangenziale ed esco zona industriale (uscita Ikea… per intenderci…) dopodiché… proseguo per la seconda uscita nella rotonda e sempre dritto in direzione Playa…
Sono all’incirca le 11,15 quando giungo dinnanzi al locale strapieno di ragazzi posti in fila in attesa di poter entrare: non comprendo questa “mancanza” organizzativa (perché solo di questo si tratta… e credetemi se lo dico è perché so cosa significa organizzare una discoteca, avendo svolto per anni quella professione…  infatti mentre questi nuovi “PR” erano tra le cosce della mamma, il sottoscritto organizzava già a Giardini Naxos al “Cabana, Lady Godiva, Taitù” & “Touvà e Settimo” a Taormina )…
Vorrei ricordare loro che dando la possibilità a quei ragazzi di entrare prima, si permette innanzitutto con più tranquillità ai buttafuori di iniziare quella necessaria selezione, ai ragazzi con le prevendite di controllare meglio chi ha già pagato ed evitando così ad essi di dover restare fuori tra la calca di chi spinge e di sapendo di non riuscire a entrare, inizia a creare problemi (va inoltre ricordato che non sempre dinnanzi a quei locali vi è la possibilità di rimanere in un’area “privata” protetta; il più delle volte, vedo quei ragazzini in mezzo alle strade, con il pericolo che qualche auto possa investirli…); ed ancora, si dà la possibilità al Bar interno, d’iniziare a distribuire le proprie consumazioni – circostanza quest’ultima che ai miei tempi rappresentava il maggiore introito per i locali – il tutto ovviamente svolto accompagnati da musica da sottofondo, in attesa che la serata inizi con l’atteso ospite Dj…

Comunque, rientrando nell’argomento, lascio lì le ragazze e a differenza di quanto solitamente faccio, cioè rientrare dalla rotonda adiacente il faro verso la tangenziale oppure proseguire verso il centro accostando il porto, no questa volta ho preferito compiere l’inversione di marcia e ritornare per la strada che avevo percorso all’andata… 

Credetemi… non l’avessi fatto, innanzitutto quella strada è piena di buche… e per evitarle al buio, bisogna fare la “gimkana”, destra… sinistra, ancora destra e poi sinistra, così fino a raggiungere alla rotonda… da premettere che in quel tratto rettilineo bisogna fare attenzione perché -nel mio caso- qualcuno aveva parcheggiato l’auto nella mia corsia, proprio di fronte ad un Centro logistico per la distribuzione delle merci, dove nel contempo risiedeva nella parte opposta una colonna di Tir, i cui autisti riposavano in attesa dell’apertura del centro…

Questo restringimento però fa in modo che le auto provenienti da entrambe le corsie si trovano in una forma d’imbuto… soprattutto – come nel mio caso – quando una delle auto frontali, inizia un sorpasso, dove di fatto… non si potrebbe!!!

Incidente evitato… proseguo per la rotonda ma improvvisamente mi ritrovo immerso in mezzo metro di acqua… putrida… l’odore era quello di una fogna e mentre sto percorrendo la rotatoria mi ritrovo due auto ferme lì impantanate, ho dovuto pure sterzare per evitarle, non sapevo cosa fare… anche perché non intravedevo nessuno alla guida, inoltre la rotonda era al buio, come d’altronde lo erano quelle auto… 
Ho accostato poco più avanti sulla destra… d’altronde non si poteva neppure scendere dall’auto, sia perché l’acqua era ovunque, ma soprattutto perché coloro che procedevano uscendo da quella rotonda proseguendo in direzione della mia auto, non rallentavano minimamente, anzi schizzavano acqua ovunque ed il rischio per il sottoscritto (se fossi uscito dall’auto) era quello di farsi una doccia con quell’acqua di scarico o chissà proveniente da qualche adiacente impianto di depurazione… 

Ed allora ho preso la luce d’emergenza tascabile che tengo nel portaoggetti, la stessa d’altronde possiede un’intensa luminosità e quindi abbassando il finestrino del mio lato, ho iniziato a segnalare a quelle auto la mia presenza, ma nulla, non vedevo assolutamente niente, neppure la torcia di un  cellulare…

Arrivato a questo punto, non sapendo più dove fossero finiti quei suoi conducenti e i suoi eventuali ospiti, ho pensato bene di avvisare telefonicamente i soccorsi…  
Fatto ciò ho ripreso nuovamente la tangenziale…
Ora se mi chiedete come sia finita, non so dirvelo…
Ritornando a casa pensavo a quella situazione drammatica, a quei poveretti… che forse a causa di una buca o di un auto andata in panne, si erano ritrovati nel buio di una rotatoria, in mezzo al nulla (perché questa è l’attuale realtà di quella nota “zona industriale”, che ormai d’industriale non possiede più nulla…), senza poter scendere dall’auto a causa di una fogna a cielo aperto… e dovendosi obbligatoriamente allontanare – il rischio restando in auto era quello di ritrovarsi addosso un Tir – trovarsi inzuppati da quel liquido fetido, senza alcuna possibilità di ricevere assistenza, d’altronde nello stesso frangente in cui il sottoscritto avevo accostato, nessuno… sì nessuno si è fermato per verificare o per aiutare quanti potessero essere in difficoltà…
Ma d’altro canto come dargli torto visti i rischi a cui ogni giorno assistiamo, peraltro senza dover andare lontano: già… basta semplicemente recarsi in quella “zona” ed osservare la totale mancanza di sicurezza e di controllo!!!
Ah… dimenticavo, una zona definita…”industriale“!!!

Catania: altro che film con "Samara"!!! Recatevi di notte nella zona industriale e avrete modo di passare un momento horror…

Stanno tutti impazzendo sul web per un video con l’inquietante interprete della saga del film horror “The Ring” Samara… 
Non ho mai capito il piacere di osservare film horror… quantomeno il sottoscritto si è fermato al nostro regista Dario Argento, ma spaventarsi per una ragazza vestita con una tunica bianca, dai lunghissimi capelli neri che gli coprono il volto e che si aggira di  notte per alcuni nostri quartieri… fa soltanto venir da ridere!!!
Anche perché se qualcuno ha questo desiderio del brivido, il sottoscritto consiglia un percorso che in confronto quello horror proposto nei luna park, può soltanto fargli un baffo…
Voglio infatti raccontarvi quanto mi è accaduto mercoledì notte…
Stavo accompagnando mia figlia e le sue tre amiche presso la Playa, precisamente ad una serata presso la discoteca “Afrodance”…
Come sempre – in queste circostanze – prendo la tangenziale ed esco zona industriale (uscita Ikea… per intenderci…) dopodiché… proseguo per la seconda uscita nella rotonda e sempre dritto in direzione Playa…
Sono all’incirca le 11,15 quando giungo dinnanzi al locale strapieno di ragazzi posti in fila in attesa di poter entrare: non comprendo questa “mancanza” organizzativa (perché solo di questo si tratta… e credetemi se lo dico è perché so cosa significa organizzare una discoteca, avendo svolto per anni quella professione…  infatti mentre questi nuovi “PR” erano tra le cosce della mamma, il sottoscritto organizzava già a Giardini Naxos al “Cabana, Lady Godiva, Taitù” oltre “Touvà e Settimo” a Taormina )…
Vorrei ricordare loro che dando la possibilità ai ragazzi di entrare, si permette innanzitutto con più tranquillità ai buttafuori di realizzare quella necessaria selezione, ai ragazzi con le prevendite di evitare di restare fuori tra la calca di chi spinge e di chi sapendo di non riuscire a entrare, comincerà a creare problemi (va inoltre ricordato che non sempre dinnanzi a quei locali vi è la possibilità di rimanere in un’area “privata” protetta; il più delle volte, vedo quei ragazzi in mezzo alla strada, con il pericolo che qualche automobilista possa anche investirli…); ed ancora, si dà la possibilità al Bar interno, d’iniziare a distribuire le proprie consumazioni – circostanza quest’ultima che ai miei tempi rappresentava il maggiore introito – il tutto ovviamente svolto accompagnati da una musica di sottofondo, in attesa che la serata possa iniziare con l’atteso ospite Dj…

Comunque, rientrando nell’argomento, lascio lì le ragazze e a differenza di quanto solitamente compio e cioè rientrare costeggiando la rotonda adiacente il faro e proseguire per la tangenziale oppure dirigermi al centro accostando il porto, no… questa volta ho preferito compiere inversione di marcia e ritornare per la stessa strada che avevo percorso all’andata… 

Credetemi… non l’avessi fatto, innanzitutto quella SS è ovunque piena di buche… e per evitarle (al buio) ho dovuto fare come nei rally… la “gimkana”, destra… sinistra, ancora destra e poi sinistra, così fino a raggiungere la rotonda… 
Da premettere che in quel tratto rettilineo bisogna fare ulteriormente attenzione perché – come accaduto al sottoscritto – qualcuno aveva parcheggiato la propria auto nella mia corsia, di fronte ad un Centro logistico per la distribuzione delle merci, nel contempo, dal lato opposto, giaceva una colonna di Tir, i cui autisti riposavano in attesa dell’apertura del centro…

Questo restringimento della carreggiata faceva in modo che le auto provenienti da entrambe le corsie si trovano in una forma d’imbuto… soprattutto – nel mio caso – quando una delle auto frontali, ha iniziato un sorpasso, dove di fatto non si poteva…

Incidente evitato!!!
Proseguo per la rotonda e improvvisamente mi ritrovo immerso in mezzo metro di acqua… putrida… l’odore era quello di una fogna e mentre sto percorrendo tutta la rotatoria, mi ritrovo due auto ferme lì impantanate, ho dovuto pure sterzare per evitarle…
Non sapevo cosa fare… anche perché non ho intravisto nessuno alla guida, inoltre la rotonda era totalmente al buio, come d’altronde lo erano quelle automobili… 
Ed allora ho accostato poco più avanti sulla destra… d’altronde non si poteva neppure scendere dall’auto, sia perché l’acqua era ovunque, ma soprattutto perché coloro che procedevano uscendo da quella rotonda e proseguendo in direzione della mia auto, non rallentavano minimamente, anzi schizzavano acqua ovunque e il rischio per il sottoscritto era quello – se fossi uscito dall’auto – di farmi una doccia con quell’acqua putrida di scarico o chissà proveniente da qualche adiacente impianto di depurazione… 

Ed allora ho preso la luce d’emergenza tascabile che tengo nel portaoggetti, quest’ultima ha la caratteristica di avere un’intensa luminosità, quindi abbassando il finestrino del mio lato, ho iniziato a segnalare a quelle auto la mia presenza, ma nulla, non vedevo assolutamente niente, neppure la torcia di un  cellulare…

Arrivato a questo punto, non sapendo più dove fossero finiti quei suoi conducenti e i suoi eventuali ospiti, ho pensato bene di avvisare telefonicamente i soccorsi…  
Fatto ciò ho ovviamente… ho ripreso nuovamente la tangenziale.
Ora se mi chiedete come sia finita, non so dirvelo…
Ritornando però a casa pensavo a quella situazione drammatica, già… a quei poveretti… che forse a causa di una buca o di un auto andata in panne, si erano ritrovati nel buio di una rotatoria, in mezzo al nulla (perché questa è l’attuale realtà di quella ex nota “zona industriale”, che ormai d’industriale non possiede più nulla…), senza poter scendere dall’auto a causa di una fogna a cielo aperto… e dovendosi obbligatoriamente allontanare a piedi – il rischio restando in auto era quello di ritrovarsi addosso un Tir – e inzuppati da quel liquido fetido, senza alcuna possibilità di ricevere assistenza, d’altronde quanto lo farebbero… in quello nello stesso frangente in cui il sottoscritto avevo accostato, nessuno… sì proprio nessuno si è fermato per verificare o per aiutare coloro che potevano essere in difficoltà…
Ma d’altro canto come dargli torto visti i rischi cui ogni giorno assistiamo, peraltro senza dover andare troppo lontano: già… basta semplicemente recarsi in quella “zona” e osservare la totale mancanza di sicurezza e di controllo!!!
Ah… dimenticavo, parliamo di una zona definita…”industriale“!!!

Catania: altro che film con "Samara"!!! Recatevi di notte nella zona industriale e avrete modo di passare un momento horror…

Stanno tutti impazzendo sul web per un video con l’inquietante interprete della saga del film horror “The Ring” Samara… 
Non ho mai capito il piacere di osservare film horror… quantomeno il sottoscritto si è fermato al nostro regista Dario Argento, ma spaventarsi per una ragazza vestita con una tunica bianca, dai lunghissimi capelli neri che gli coprono il volto e che si aggira di  notte per alcuni nostri quartieri… fa soltanto venir da ridere!!!
Anche perché se qualcuno ha questo desiderio del brivido, il sottoscritto consiglia un percorso che in confronto quello horror proposto nei luna park, può soltanto fargli un baffo…
Voglio infatti raccontarvi quanto mi è accaduto mercoledì notte…
Stavo accompagnando mia figlia e le sue tre amiche presso la Playa, precisamente ad una serata presso la discoteca “Afrodance”…
Come sempre – in queste circostanze – prendo la tangenziale ed esco zona industriale (uscita Ikea… per intenderci…) dopodiché… proseguo per la seconda uscita nella rotonda e sempre dritto in direzione Playa…
Sono all’incirca le 11,15 quando giungo dinnanzi al locale strapieno di ragazzi posti in fila in attesa di poter entrare: non comprendo questa “mancanza” organizzativa (perché solo di questo si tratta… e credetemi se lo dico è perché so cosa significa organizzare una discoteca, avendo svolto per anni quella professione…  infatti mentre questi nuovi “PR” erano tra le cosce della mamma, il sottoscritto organizzava già a Giardini Naxos al “Cabana, Lady Godiva, Taitù” oltre “Touvà e Settimo” a Taormina )…
Vorrei ricordare loro che dando la possibilità ai ragazzi di entrare, si permette innanzitutto con più tranquillità ai buttafuori di realizzare quella necessaria selezione, ai ragazzi con le prevendite di evitare di restare fuori tra la calca di chi spinge e di chi sapendo di non riuscire a entrare, comincerà a creare problemi (va inoltre ricordato che non sempre dinnanzi a quei locali vi è la possibilità di rimanere in un’area “privata” protetta; il più delle volte, vedo quei ragazzi in mezzo alla strada, con il pericolo che qualche automobilista possa anche investirli…); ed ancora, si dà la possibilità al Bar interno, d’iniziare a distribuire le proprie consumazioni – circostanza quest’ultima che ai miei tempi rappresentava il maggiore introito – il tutto ovviamente svolto accompagnati da una musica di sottofondo, in attesa che la serata possa iniziare con l’atteso ospite Dj…

Comunque, rientrando nell’argomento, lascio lì le ragazze e a differenza di quanto solitamente compio e cioè rientrare costeggiando la rotonda adiacente il faro e proseguire per la tangenziale oppure dirigermi al centro accostando il porto, no… questa volta ho preferito compiere inversione di marcia e ritornare per la stessa strada che avevo percorso all’andata… 

Credetemi… non l’avessi fatto, innanzitutto quella SS è ovunque piena di buche… e per evitarle (al buio) ho dovuto fare come nei rally… la “gimkana”, destra… sinistra, ancora destra e poi sinistra, così fino a raggiungere la rotonda… 
Da premettere che in quel tratto rettilineo bisogna fare ulteriormente attenzione perché – come accaduto al sottoscritto – qualcuno aveva parcheggiato la propria auto nella mia corsia, di fronte ad un Centro logistico per la distribuzione delle merci, nel contempo, dal lato opposto, giaceva una colonna di Tir, i cui autisti riposavano in attesa dell’apertura del centro…

Questo restringimento della carreggiata faceva in modo che le auto provenienti da entrambe le corsie si trovano in una forma d’imbuto… soprattutto – nel mio caso – quando una delle auto frontali, ha iniziato un sorpasso, dove di fatto non si poteva…

Incidente evitato!!!
Proseguo per la rotonda e improvvisamente mi ritrovo immerso in mezzo metro di acqua… putrida… l’odore era quello di una fogna e mentre sto percorrendo tutta la rotatoria, mi ritrovo due auto ferme lì impantanate, ho dovuto pure sterzare per evitarle…
Non sapevo cosa fare… anche perché non ho intravisto nessuno alla guida, inoltre la rotonda era totalmente al buio, come d’altronde lo erano quelle automobili… 
Ed allora ho accostato poco più avanti sulla destra… d’altronde non si poteva neppure scendere dall’auto, sia perché l’acqua era ovunque, ma soprattutto perché coloro che procedevano uscendo da quella rotonda e proseguendo in direzione della mia auto, non rallentavano minimamente, anzi schizzavano acqua ovunque e il rischio per il sottoscritto era quello – se fossi uscito dall’auto – di farmi una doccia con quell’acqua putrida di scarico o chissà proveniente da qualche adiacente impianto di depurazione… 

Ed allora ho preso la luce d’emergenza tascabile che tengo nel portaoggetti, quest’ultima ha la caratteristica di avere un’intensa luminosità, quindi abbassando il finestrino del mio lato, ho iniziato a segnalare a quelle auto la mia presenza, ma nulla, non vedevo assolutamente niente, neppure la torcia di un  cellulare…

Arrivato a questo punto, non sapendo più dove fossero finiti quei suoi conducenti e i suoi eventuali ospiti, ho pensato bene di avvisare telefonicamente i soccorsi…  
Fatto ciò ho ovviamente… ho ripreso nuovamente la tangenziale.
Ora se mi chiedete come sia finita, non so dirvelo…
Ritornando però a casa pensavo a quella situazione drammatica, già… a quei poveretti… che forse a causa di una buca o di un auto andata in panne, si erano ritrovati nel buio di una rotatoria, in mezzo al nulla (perché questa è l’attuale realtà di quella ex nota “zona industriale”, che ormai d’industriale non possiede più nulla…), senza poter scendere dall’auto a causa di una fogna a cielo aperto… e dovendosi obbligatoriamente allontanare a piedi – il rischio restando in auto era quello di ritrovarsi addosso un Tir – e inzuppati da quel liquido fetido, senza alcuna possibilità di ricevere assistenza, d’altronde quanto lo farebbero… in quello nello stesso frangente in cui il sottoscritto avevo accostato, nessuno… sì proprio nessuno si è fermato per verificare o per aiutare coloro che potevano essere in difficoltà…
Ma d’altro canto come dargli torto visti i rischi cui ogni giorno assistiamo, peraltro senza dover andare troppo lontano: già… basta semplicemente recarsi in quella “zona” e osservare la totale mancanza di sicurezza e di controllo!!!
Ah… dimenticavo, parliamo di una zona definita…”industriale“!!!

Il Centrodestra (per nome della Meloni, Berlusconi e Salvini) dichiara: "Scendiamo in piazza se ci sarà un governo Pd-M5S"!!!

Scendere in piazza non è eversivo, lo chiedo (Meloni) dal Quirinale, non sto dicendo niente di diverso da quello che è previsto dalla nostra Costituzione, manifesto il mio dissenso”…  invitiamo tutti gli italiani a piazza Montecitorio il giorno della fiducia, invitiamo a scendere in piazza tutti, non solo i militanti di Fratelli d’Italia… manifestare il proprio dissenso non è eversivo, lo chiedo dal Quirinale perché non sto dicendo niente di diverso da quello che prevede la nostra Costituzione, quello che si sta facendo è vergognoso verso i cittadini, gli italiani non possono votare, potranno almeno dire la loro“!!! 

Che vi fosse una estrema ignoranza tra i parlamentari è una cosa già accertata, ma che una politica di lungo corso dimentichi i due più importanti articoli della nostra Costituzione mi fa restare alquanto sgomento…
Già… da quando il popolo decide il Governo di questa nostra nazione???
E’ dire che l’art. 92 parla chiaro: “Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri”.   
Mentre l’art. 93 precisa: “Il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica”.
Per concludere l’art. 94 evidenzia come: “Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni. La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.
Difatti… leggendo quanto sopra avete per caso letto la parola “popolo“, “cittadini“, “abitanti“, “folla“, “classe dei lavoratori“, “massa“, certamente no… perché è il Presidente del Consiglio dei Ministri ha dirigere la politica generale del Governo e ne è l’unico responsabile; mantiene inoltre l’unità di indirizzo politico ed amministrativo e promuove coordinando l’attività dei Ministri.
Quindi cosa centra il popolo… i cittadini votano i propri parlamentari, ma compiuto quel gesto tutto passa nelle mani del Presidente della repubblica e del Presidente del consiglio, il resto sono soltanto chiacchiere che non hanno mai fatto “tremare“… nessuno, in particolare i miei connazionali cosi facilmente influenzabili e così poco propensi a lottare per ciò che non li riguarda personalmente, ma che coinvolge esclusivamente il futuro del nostro paese…
Gli Italiani scendono in piazza solo per la propria tasca… per un aumento in busta paga, per riforme di categoria, ma quando si tratta di affrontare temi alti quali, ecologia, immigrazione, sicurezza, evasione, contrasto alla corruzione, ecc… ecco che nessuno di loro è mai sceso mai in piazza!!!
Continuare a minacciare il Presidente della repubblica, definito quasi un “notaio di questo patto delle poltrone“, non farà altro che allontanare ancor di più quei pochi elettori votanti, ridotti ormai alla minoranza del paese, che vede in questa politica e in quei suoi interpreti – come scrivevo ieri – l’inutilità che non porta a nulla…  
Provare quotidianamente a evidenziare come un governo Pd-M5Stelle sia un rischio per la nostra economia e una grave lacuna a livello internazionale, stiamo vedendo come ciò rappresenti una grande cazz…. basti vedere come sia aumentata la fiducia degli investimenti esteri, come lo spread sia in queste ore calato ai minimi storici e soprattutto vedere il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, considerato unico garante delle nostre istituzioni, sia da parte degli alleati europei che dal presidente Trump… 
Il Governo Pd/M5Stelle ormai è certo… si sta per formare, a tutti gli altri non resterà che ingoiare il rospo e continuare a fare opposizione da quelle poltrone… con l’augurio che potranno ridursi con le prossime votazioni!!!