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Incredibile… viviamo un periodo di "finzione" della stabilità, ma sembra che a tutti vada bene…

Sono in pochi a sapere che la parola di “ipernormalizzazione” è presa dal libro di uno storico russo, Alexei Yourchak, intitolato “The last soviet generation”…

Egli, evidenziava in quel suo libro il paradosso della vita dell’ultima generazione sovietica, nella quale tutti sapevano che il sistema stava collassando ma nessuno si immaginava un’alternativa allo status quo, così che la rassegnazione divenne una profezia auto-rigenerante che faceva credere nella finzione della stabilità…
Già… potremmo paragonare quel periodo all’Italia di oggi, dove tutto sembra procedere bene, non lo dico seguendo un filo politico, sì… non me ne frega nulla di chi è al governo o all’opposizione, non ne faccio una questione partitica, no… m’interessa evidenziare come alla maggior parte delle persone non interessi nulla di questa situazione critica in cui ci troviamo, ciascuno pensa per se e “chi se visto se visto“…   
Una condizione rassicurante certo, ma basata su che cosa ancora non si comprende…
Abbiamo alcune tra le più grandi compagnie a rischio chiusura come l’ex Ilva, l’Alitalia, Whirlpool, Blutec, Anpal, Mercatone Uno, Ferrosud, Jsw (ex Aferpi), Sider Alloys (ex Alcoa e Candy Hoover, a cui potrebbero seguire alcuni dei più importanti Istituti di credito giunti a rischio default. 
Per quanto riguarda poi i settori le difficoltà colpiscono sono ovunque: dall’agricoltura, all’allevamento, dalla pesca passando per il commercio, da quella attività manifattura e/o manifatturiera, dalle costruzioni al mondo della moda, dalla logistica ai trasporti, a cui possiamo far seguire la filiera della informazione/comunicazione/intrattenimento ed ahimè anche quell’unico settore che ancora funziona chiamato turismo!!!
Sono tempi difficili per tutti, ma il risultato visivo è quello che viviamo in un periodo in cui tutti ormai sappiamo bene che quanto che ci viene detto dai nostri politici (ripeto… tutti indistintamente) è sostanzialmente una menzogna, ma ci siamo talmente assuefatti a quelle parole che, quella espressa “finzione”, è diventata la normalità…
D’altronde a vederli, ad ascoltarli in quelle loro continue propagande, si comprende come nessuno di loro abbia la più pallida idea di quale sia l’alternativa allo status quo e noi sentendoli parlare cosa facciamo ( mi verrebbe da dire: a differenza di ciò che avviene in altri stati europei e mondiali…), nulla… accettiamo in silenzio è basta!!!
Insomma eccoci tutti nell’epoca della “ipernormalizzazione“…
Ho visto un documentario (non ricordo il nome dell’autore… forse un certo Smith) che racconta quanto è accaduto in quasi mezzo secolo di storia: “dagli anni ’70 le persone hanno smesso di vedere la realtà come qualcosa che può essere cambiata, ma si limitano ad avere un “cool detachment”, un cinismo ironico, che di fatto porta all’accettazione di quello che viene propinato da potere”.
Infatti riguardandoci noi tutti oggi, non siamo forse un po’ così?

Raccomandati di mer…!!! Hanno nonostante ciò… il coraggio d'atteggiarsi a saccenti!!!

Sono tre giorni che “vomito” nel leggere gli articoli di “Live Sicilia Catania“…
No… non mi riferisco agli scritti degli articoli, questi riportati in maniera eccezionale dai vari giornalisti, no… ciò che mi rende nervoso è scoprire per l’ennesima volta tutta una serie di meccanismi clientelari/collusivi, realizzati attraverso richieste di raccomandazioni e contropartite elettorali…

Un vero schifo, già… e affinché tutti sappiano cosa penso, desidero scriverlo a chiare lettere: quegli individui mi fanno ribrezzo!!!
Ovviamente… mi riferisco a tutti quei soggetti che per giungere a ottenere qualcosa di concreto e soprattutto “stabile”, si affidano a quelle abituali raccomandazioni politiche e non… 
La circostanza più assurda è che – dopo aver ottenuto quanto si auspicava attraverso quei favori – ed essendo finalmente inseriti in quelle strutture pubbliche ( senza aver mai superato il benché minimo concorso… d’altro canto quest’ultimi sono stati appositamente eliminati dalla politica proprio per favorire quei cosiddetti ” amici degli amici”…), ecco… ora, in quel loro (nuovo) ruolo, hanno pure l’arroganza di atteggiarsi a sapientoni, già di quelli che sanno tutto e non parliamo poi di capacità intellettive, a parer loro… sono immense, ma se le analizziamo in maniera scrupolosa, ci accorgiamo di avere di fronte soggetti dal “vuoto assoluto”!!!
D’altronde la loro è una vita vissuta come pecore, hanno fatto la fila in quelle segreterie per farsi raccomandare, raccogliendo tra familiari e amici qualche voto per quel loro amico politico ed ora finalmente, grazie a quei loro sacrifici, hanno potuto barattare quella precaria condizione professionale, sacrificandola ovviamente con quella morale!!! 
Certo… se solo potessero confrontarsi con chi a differenza loro si può permettere – come ad esempio il sottoscritto – di urlare tutta la propria indignazione, sapendo di poter godere di una esclusiva condizione, quella di sapere d’esser stato sempre “libero”, tanto da potersi vantare che non vi sarà mai nessuno che potrà replicare ad un mio post, commentando per esempio: “sappi Nicola che anch’io a suo tempo ti ho raccomandato presso…”.
Già perché per poter essere “slegati”, bisogna esserlo stati innanzitutto moralmente, non bisogna mai – nel corso della propria vita – aver svenduto la propria dignità per ottenere per se benefici personali o familiari, anzi… si deve aver inteposto sempre dei limiti morali alle proprie azioni, dove  nessun comportamento collusivo e corrurrivo dovevaesser tollerato… affinché mai compromesso potesse macchiare quella  propria onestà!!! 
Ma per far ciò bisogna essere stati limpidi, cristallini, inviolati, mentre oggi come vediamo, la maggior parte dei soggetti si dimosta corrotta e svenduta!!!
Certo, riuscire a mettere in pratica quanto sopra consta, il sottoscritto ad esempio ne paga a tutt’oggi le conseguenze, sì… di quelle scelte, delle denunce realizzate in questi anni, di tutte le azioni di contrasto messe in atto dinnanzi a malaffare e illegalità, circostanze che mi hanno reso certamente inviso da tutti coloro che con quei sistemi corruttivi hanno campato e con i quali ancora oggi sopravvivono…
Sì… è vero, alcuni mi dicono: “l’essere corretto alla fine paga”!!!
Ma credetemi, il sopraggiungere di quell’epilogo è un obiettivo che ancora oggi attendo!!!
Sicuramente mi da una certa soddisfazione saper che l’attesa viene compiuta da uomo libero, anche se devo riconoscere che consta dover lottare intensamente contro questo sistema “clientelare e colluso“, sapendo già a priori, di come la maggior parte dei miei conterranei, si è arresa da tempo a quelle odiose metodologie!!! 

Papa Francesco… tutto l'opposto del suo predecessore!!!

Nel 2010 avevo parlato della “Instructio de modo procedendi in causis sollicitationis”: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2010/04/ratzinger-ha-il-coraggio-di-parlare-di.html
Un documento redatto nel 1962 da un signore di nome Ratzinger, già… lo stesso che divenne anni dopo il futuro capo della chiesa con il nome di  Benedetto XVI…

Egli, non solo richiamava alla “Crimen Sollicitationis“, ma disponeva altresì che gli abusi sessuali commessi dal clero su minori dovevano essere gestiti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, in quanto di sua esclusiva competenza e per tali vicende soltanto alcuni particolari sacerdoti potevano assumere i ruoli di giudice, di promotori di giustizia di notaio e di patrono…
In quel documento – inviato a tutti i vescovi – il Vaticano ordinava che un minore qualora avesse dichiarato al suo vescovo di un abuso sessuale da parte di un sacerdote avrebbe dovuto giurare il segreto perpetuo, sotto eventuale pena di scomunica!!!
Ora finalmente – grazie a Papa Francesco – verrà tolto il segreto pontificio per le cause canoniche di violenza sui minori, affinché sia possibile agevolare le inchieste in corso delle magistrature negli altri paesi del mondo… 
Non vengono più coperti dal segreto pontificio le denunce, i processi e le decisioni” relative alle cause canoniche per abusi su minori, inoltre “a chi effettua la segnalazione, alla persona che afferma di essere stata offesa e ai testimoni non può essere imposto alcun vincolo di silenzio riguardo ai fatti di causa“!!! 
Si chiama “Istruzione sulla riservatezza delle cause” e a differenza di quanto allora redatto dal suo predecessore, poi dimessosi (chissà… forse perché obbligato dal sito di Julian Assange “Wikileaks” entrato in possesso di un qualche dossier compromettente…), ecco che nel giorno del suo compleanno, Bergoglio ha diffuso la notizia d’importanza storica attraverso cui la Chiesa compie un decisivo passo avanti nel contrasto ai reati di pedofilia!!! 
Precisamente il “segreto pontificio” articolo 3 dell’Istruzione, viene declassato a “segreto d’ufficio”, necessario a salvaguardare la “sicurezza, l’integrità e la riservatezza al fine di tutelare la buona fama, l’immagine e la sfera privata di tutte le persone coinvolte“. 
Questo non potrà essere opposto nei processi civili e gli atti dei processi canonici saranno a disposizione della magistratura di tutti i paesi del mondo… 
Quindi… “il bene dei bambini e dei ragazzi” deve venire prima di qualsiasi tutela del segreto, anche di quello “pontificio”” ha detto correttamente Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero vaticano per la comunicazione!!!
Ovviamente quanto sopra non significa che i documenti dei processi diverranno di dominio pubblico, anche perché la riservatezza per le vittime e per i testimoni dovrà essere sempre tutelata… ma da ora in poi, tutta la  la documentazione dovrà essere messa a disposizione delle autorità civili per e indagini riguardanti i casi già interessati da un procedimento canonico!!!
Cosa dire: grande Papa Francesco!!!
Già… considerato l’anno, potrei paragonare il gesto compiuto con quello realizzato 50 anni fa da Neil Armstrong prima di posare un piede sulla luna: un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità!!!

Le mafie raccontate in Tv!!!

Il reporter spagnolo, David Beriain, arriva in Italia per raccontare la criminalità organizzata del nostro Paese attraverso il canale “Nove”!!!
Una trasmissione… quella raccontata nel “Clandestino” che descrive direttamente dalla voce di quegli affiliati cosa s’intende per mafia oggi… 
In quale modo quell’organizzazione criminale controlla l’economia e si diffonde all’interno degli apparati politico/amministrativi nel nostro paese…
Il reporter spagnolo, noto per quelle sue inchieste giornalistiche sui meccanismi dei più grandi cartelli del narcotraffico mondiale, ha girato ora in Italia – sotto copertura – insieme alla sua troupe, un reportage sconvolgente che ha portato alla luce rivelazioni scioccanti sul mondo criminale nel nostro paese… 
Un’immersione senza precedenti dove a parlare sono i latitanti ed anche taluni pseudo “uomini della politica” affiliati a cosa nostra (ciò è quanto viene dichiarato da questi durante l’intervista completamente “camuffati” per non farsi identificare), legati a filo diretto a quella organizzazione che muove ogni anno miliardi di euro… quegli stessi profitti – provenienti dai traffici illeciti – che vengono  poi reinvestiti nelle attività  economiche e finanziarie di tutto il mondo…
Nell’ascoltare quelle interviste si resta basiti, perché si dimostra in quei video come tutto ciò che viene solitamente presunto o raccontato nelle fiction sia di fatto vero e cioè che nella nostra terra non si muove foglia se non viene deciso da quell’associazione criminale!!!
Ascoltare quei soggetti affiliati, alcuni di essi latitanti da anni, individui che da generazioni si tramandano quel potere violento, fatto di abusi e coercizione, fa comprendere quanto difficile sia sradicarlo in maniera definitiva, fintanto soprattutto che grazie al denaro, si possono corrompere tutti quei soggetti necessari per raggiungere i loro scopi…
Perché alla fine di questo si tratta… trovare chi è più disponibile a svendersi, d’altronde osservando quanto accade quotidianamente attraverso le varie inchieste giudiziarie, si ha come l’impressione che vi sia la fila di soggetti disposti a farsi comprare!!!   
Certo, guardando il video https://it.dplay.com/nove/clandestino-mafie-italiane/stagione-1-episodio-2-cosa-nostra/ mi sono chiesto con quale spirito sia stata vissuta quell’esperienza visiva da parte dei nostri governanti, dalla politica tutta, dai rappresentanti istituzionali e da coloro che in qualità delle forze dell’ordine provano a contrastare in prima linea quella criminalità organizzata… 
Quest’ultima d’altronde si dichiara in quell’intervista di essere sempre un passo avanti rispetto allo Stato, anche quando a seguito di quelle sue indagini, va perdendo una grossa fetta parte dei suoi referenti, ma che dimostra incredibilmente di riuscire a sostituire in tempi celeri, vista il gran numero  consistente di conterranei disponibili a prenderne il posto!!!
Ecco forse da siciliano è questo ciò che più di tutto mi rammarica… assistere a come dinnanzi a circostanze come queste, non si decida di modificare questo sistema passando da un basso profilo di contrasto ad un livello più alto, affinché quanto finora evidenziato.. possa essere celermente debellato e questo cancro che opprime da sempre le nostre generazioni non abbia più ad esistere!!! 
Sembra difficile da compiersi… e dire che ci vorrebbe poco… sì, basterebbe semplicemente volerlo!!!

Patto per Catania": Lettera aperta dell'Associazione antiestorsione di Catania.

Mi permetto di condividere una lettera aperta inviata da “ASAEC“, pubblicata dal quotidiano “La Sicilia“.

Ritengo che quanto riportato dall’Associazione antiestorsione di Catania, rappresenti in maniera conforme la situazione preoccupante in cui versa di fatto la nostra città etnea.
Ecco quindi riproposta la missiva: 
L’audizione della Commissione Regionale Antimafia che si è svolta a Catania ha fotografato una situazione preoccupante è pericolosa in cui versa la città… 
Una città in attesa di giudizio – l’ha definita Claudio Fava – troppi giudizi sospesi e pochissime le azioni che tendono al riscatto ed una decisa svolta politica e sociale.
Ai meccanismi collusivi e corruttivi proposti dalle organizzazioni criminali e che trovano una buona dose di oleazione in certa parte dell’imprenditoria che ne trae convenienza politica e finanziaria, si aggiunge la “sistematica corruzione elettorale” che incide prepotentemente sulle scelte politiche. 
La città non può arrendersi e deve uscire dall’inarrestabile degrado che la sta travolgendo.
Al dissesto finanziario si accompagna un dissesto morale e civile sempre più evidente.
Le recenti operazioni giudiziarie hanno fatte emergere un sistema volto al costante disprezzo delle regole e volto al guadagno dell’illecito.
Precedenti inchieste – prima fra tutte l’operazione Gorgone – hanno evidenziato un perverso è strutturato intreccio tra mafia e pubblica amministrazione fino a spingere il procuratore Carmelo Zuccaro a pronunciare parole forti e dirompenti rivolgendo un accorato appello a tutti gli amministratori che non sono collusi con la mafia: “non siate conviventi cercate di essere più attenti nel controllo di legalità nel vostro territorio”.
Ecco il punto: fin quando innanzi a ingiustizie e illiceità faremo finta di nulla, volteremo il capo; fin quando non faremo dell’onestà, della correttezza e del rispetto dell’altro le nostre regole di vita da applicare in ogni campo del nostro agire,  allora saremo destinati al degrado e all’arretratezza… 
Le città sono comunità fatte di uomini e donne che ne determinano la propria sorte. 
Si abbandonino divisioni politiche e pregiudizi ideologici, invidia e personalismi che non producono altro che difetti ed incapacità di risolvere problemi. 
Il “sistema città” funziona solo se accanto a coloro che hanno il compito di tutelare la popolazione, ognuno fa il proprio dovere anche se questo comporta sacrifici. 
Non possiamo sempre delegare alla decisa instancabile azione della magistratura catanese delle forze dell’ordine, il compito di reprimere malaffare e corruzione, perché questo rappresenterebbe solo un argine, certamente importante, ma pur sempre un argine destinato inevitabilmente a cedere.
Ed allora l’unica strada da intraprendere, andando oltre il dolore urlato, crediamo sia un decisivo è determinato “riscatto”, un nuovo patto per Catania, facendo appello alle migliori risorse civili, sociali ed intellettuali affinché tutti insieme si trovi un moto di orgoglio per una ferma e decisa inversione di rotta. 
Ecco perché lanciamo un appello a tutti, istituzioni, forze politiche, organi competenti alla gestione della comunità, affinché si apra una stagione di confronto e di ascolto con le tante forze associative presenti in città, affinché si possa portare in maniera costruttiva un contributo concreto al risveglio di una città fin troppo maltrattata.
ASAEC – Associazione Antiestorsione di Catania

Don Luigi Ciotti inaugura il parco della memoria delle vittime della mafia.

Il presidente dell’associazione antimafia “Libera” ha inaugurato a Gergei il “Parco della memoria” allestito nella cittadina di “Su Piroi”, in uno dei beni confiscati alla criminalità…
Il parco organizzato da “Libera Sardegna” con la collaborazione del “Centro servizi per il volontariato (csv) Sardegna solidale”, nasce per ricordare le oltre mille vittime della mafia. 

Ecco perché nel parco sono state installate più di mille sagome – precisamente 1011 – alte circa 1.80 centimetri che riportano i nomi ed una breve descrizione biografia di ciascuna delle vittime.
Il progetto è partito oltre un anno fa e da luglio scorso è iniziata l’installazione delle sagome, che si è conclusa a fine ottobre. 
Va detto però che proprio nei giorni scorsi una decina di sagome erano state deturpate da ignoti, ma per l’inaugurazione i danni erano stati riparati, anche se resta il grave sfregio “morale” a quella ignobile condotta…
Quello di Su Piroi rappresenta un forte segnale di contrasto in uno dei centinaia di beni che vengono ogni anno confiscati alla criminalità e che grazie alla legge 109/96 è stato possibile trasformare in un luogo d’incontro, di cultura e formazione della legalità, di accoglienza e servizio. 
Il Parco ha difatti il pregio di restituire visivamente e fisicamente il dramma di tutte quelle vite distrutte ed è solo attraverso il cui ricordo che si costituisce la forza data in eredità a tutti coloro che vogliono combattere per la giustizia e la legalità!!!
Ecco perché – ha detto don Ciotti: “abbiamo un debito di riconoscenza nei confronti di chi è stato assassinato e nei confronti delle famiglie. Sono morti ma sono ancora vivi perché le loro speranze devono camminare sulle nostre gambe. Dobbiamo essere noi più vivi, più veri, più coraggiosi per costruire ancora più vita”.

Catania… una città malata, una città cronica, una città sotto osservazione!!!


Catania in questo momento è una città indagata, sotto processo, sotto osservazione giudiziaria“. 
A dirlo è il presidente della Commissione regionale Antimafia, Claudio Fava, al termine delle audizioni in prefettura:
https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2019/12/12/mafia-fava-catania-citta-indagata-sotto-processo_j5YEhu1bsk8hu1AgRchWtJ.html?refresh_ce
D’altronde lo vediamo tutti cosa sta accadendo e cosa sia accaduto in questi lunghi con la complicità della politica, degli uomini istituzionali, dei colletti bianchi, di quella classe di imprenditori collusi e affiliati, di quei pseudo “consulenti” specializzati nel realizzare truffe, raggiri e frodi ai danni dello Stato…
Continuando ripete: “Mi riferisco all’Università, alla sua storia istituzionale e alle vicende legate all’ipotesi di falso in bilancio negli ultimi quattro anni, a un ex governatore della Regione che sarà giudicato nei prossimi giorni, a uno dei più grossi editori del Mezzogiorno indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Una quantità di urgenze giudiziarie che ci fa capire come questa città resti una storia da raccontare“.
La verità è che in questa nostra città non si è mai pensato seriamente di contrastare quell’associazione a delinquere che determina il buono ed il cattivo tempo, un sistema celato che si sostituisce allo Stato, garantendo occupazione, favorendo l’apertura di nuove attività imprenditoriali, garantendo a quelle esistenti continuità operativa attraverso la rotazione degli appalti, sia pubblici che privati… 
D’altronde basti osservare come in questi lunghi anni nulla sia cambiato, ne sotto il profilo sociale, ne sotto quello politico e ancor meno sotto il profilo “mafioso”, con riferimento a quelle famiglie che da oltre trent’anni impongono il proprio potere attraverso una serie di metodologie note, che fanno sì che il potere economico/finanziario sia sottoposto alla loro approvazione e chi si dimostra contrario a sottomettersi non può che chiudere o andar via da questa terra…
A combattere quel potere criminale ed illegale e quella la totale diffusa corruzione presente in gran parte di quegli apparati pubblici, resta per nostra fortuna una parte di quell’autorità giudiziaria, la stessa che ha saputo porre sotto indagine una parte importante della nostra città ritenuta da sempre ritenuta intoccabile!!!
La Procura Etnea, diretta dal procuratore Zuccaro, insieme alla Prefettura e alle forze dell’ordine è riuscita in questi anni a passare da uno stato di fatto “delicato”, ad uno finalmente deciso, energico e incisivo!!!
Si è passati così dal contrasto di una illegalità elementare che ha colpito quella cosiddetta micro criminalità, ad un livello più alto, inserendo nelle varie inchieste giudiziarie, nomi e cognomi di uomini e donne che mai – alcuni anni fa – si sarebbe pensato di toccare, come quegli stessi imprenditori – da sempre protetti dalla politica – che si sono dimostrati essere affiliati a quel sistema criminale chiamato “cosanostra”!!!
Ad essi vanno aggiunti tutti quei colletti bianchi posti all’interno dei nostri Enti in qualità di dirigenti, funzionari, consulenti, che grazie anche agli appoggi di certi uomini/donne istituzionali corrotti e grazie ai favori di politici altrettanto “enigmatici e collusi“, hanno potuto inserirsi in quei ruoli chiave, contribuendo ad alimentare quelle situazioni “illecite” che hanno poi dato – grazie (va detto) al contributo di semplici cittadini – il via a nuove inchieste giudiziarie!!!
Catania è malata, sì… possiamo dirlo senza alcuna censura… già…”infetta“, perché la maggior parte dei suoi concittadini dimostra di prestarsi – a volte senza alcun ritorno personale – a quelle metodologie corruttive e illegali!!!
Ma c’è di positivo che esiste un esiguo gruppo di soggetti che – pur non avendo alcun incarico tra quelle valide figure istituzioni – provano lo stesso quotidianamente a “curare” questo cancro diffuso, non solo provvedendo a denunciare, ma soprattutto scuotendo le coscienze sociali, provando così a liberarli da quella morsa, cultura della furbizia, della corruzione e soprattutto dell’inganno!!!
Come ripeto sempre alle mie figlie, ciascuno di noi può fare la differenza, basta semplicemente volerlo e soprattutto senza mai dover attendere che gli altri facciano altrettanto!!! 

Catania… una città malata, una città cronica, una città sotto osservazione!!!


Catania in questo momento è una città indagata, sotto processo, sotto osservazione giudiziaria“. 
A dirlo è il presidente della Commissione regionale Antimafia, Claudio Fava, al termine delle audizioni in prefettura:
https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2019/12/12/mafia-fava-catania-citta-indagata-sotto-processo_j5YEhu1bsk8hu1AgRchWtJ.html?refresh_ce
D’altronde lo vediamo tutti cosa sta accadendo e cosa sia accaduto in questi lunghi con la complicità della politica, degli uomini istituzionali, dei colletti bianchi, di quella classe di imprenditori collusi e affiliati, di quei pseudo “consulenti” specializzati nel realizzare truffe, raggiri e frodi ai danni dello Stato…
Continuando ripete: “Mi riferisco all’Università, alla sua storia istituzionale e alle vicende legate all’ipotesi di falso in bilancio negli ultimi quattro anni, a un ex governatore della Regione che sarà giudicato nei prossimi giorni, a uno dei più grossi editori del Mezzogiorno indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Una quantità di urgenze giudiziarie che ci fa capire come questa città resti una storia da raccontare“.
La verità è che in questa nostra città non si è mai pensato seriamente di contrastare quell’associazione a delinquere che determina il buono ed il cattivo tempo, un sistema celato che si sostituisce allo Stato, garantendo occupazione, favorendo l’apertura di nuove attività imprenditoriali, garantendo a quelle esistenti continuità operativa attraverso la rotazione degli appalti, sia pubblici che privati… 
D’altronde basti osservare come in questi lunghi anni nulla sia cambiato, ne sotto il profilo sociale, ne sotto quello politico e ancor meno sotto il profilo “mafioso”, con riferimento a quelle famiglie che da oltre trent’anni impongono il proprio potere attraverso una serie di metodologie note, che fanno sì che il potere economico/finanziario sia sottoposto alla loro approvazione e chi si dimostra contrario a sottomettersi non può che chiudere o andar via da questa terra…
A combattere quel potere criminale ed illegale e quella la totale diffusa corruzione presente in gran parte di quegli apparati pubblici, resta per nostra fortuna una parte di quell’autorità giudiziaria, la stessa che ha saputo porre sotto indagine una parte importante della nostra città ritenuta da sempre ritenuta intoccabile!!!
La Procura Etnea, diretta dal procuratore Zuccaro, insieme alla Prefettura e alle forze dell’ordine è riuscita in questi anni a passare da uno stato di fatto “delicato”, ad uno finalmente deciso, energico e incisivo!!!
Si è passati così dal contrasto di una illegalità elementare che ha colpito quella cosiddetta micro criminalità, ad un livello più alto, inserendo nelle varie inchieste giudiziarie, nomi e cognomi di uomini e donne che mai – alcuni anni fa – si sarebbe pensato di toccare, come quegli stessi imprenditori – da sempre protetti dalla politica – che si sono dimostrati essere affiliati a quel sistema criminale chiamato “cosanostra”!!!
Ad essi vanno aggiunti tutti quei colletti bianchi posti all’interno dei nostri Enti in qualità di dirigenti, funzionari, consulenti, che grazie anche agli appoggi di certi uomini/donne istituzionali corrotti e grazie ai favori di politici altrettanto “enigmatici e collusi“, hanno potuto inserirsi in quei ruoli chiave, contribuendo ad alimentare quelle situazioni “illecite” che hanno poi dato – grazie (va detto) al contributo di semplici cittadini – il via a nuove inchieste giudiziarie!!!
Catania è malata, sì… possiamo dirlo senza alcuna censura… già…”infetta“, perché la maggior parte dei suoi concittadini dimostra di prestarsi – a volte senza alcun ritorno personale – a quelle metodologie corruttive e illegali!!!
Ma c’è di positivo che esiste un esiguo gruppo di soggetti che – pur non avendo alcun incarico tra quelle valide figure istituzioni – provano lo stesso quotidianamente a “curare” questo cancro diffuso, non solo provvedendo a denunciare, ma soprattutto scuotendo le coscienze sociali, provando così a liberarli da quella morsa, cultura della furbizia, della corruzione e soprattutto dell’inganno!!!
Come ripeto sempre alle mie figlie, ciascuno di noi può fare la differenza, basta semplicemente volerlo e soprattutto senza mai dover attendere che gli altri facciano altrettanto!!! 

Le sorelle Pilliu denunciano… ma come sempre accade in questa terra, non succede nulla!!!

Vittime due volte: “prima della mafia e quindi dello Stato: tra i due, il secondo si è dimostrato il peggiore!!! 
Un plauso ad Andrea Piazza che con l’associazione intitolata al fratello Emanuele (vittima della mafia), a deciso di prendere le difese delle sorelle Piliu!!! 
Rosa e Savina Pilliu combattono da oltre trent’anni coloro che hanno costruito il palazzo di fronte alle loro case…
Quello stesso palazzo che per anni è stato nascondiglio dei più pericolosi criminali di mafia, gli stessi uomini che hanno insanguinato l’Italia negli anni delle stragi…
Nessuno è riuscito a portargli via quelle loro abitazioni, ma ancora oggi purtroppo debbono combattere per poterle ricostruire!!! 
La “IENA” Nina Palmieri ha raccontato questa incredibile storia di coraggio e resistenza: – video al link:https://www.iene.mediaset.it/video/nina-app-in-salsa-mafiosa_627247.shtml?fbclid=IwAR35kD3hJfH0x7jMVtekV9WRc82U0VuApu9Y3eop9eR-PKk4mUxhvtcqg9o
Dice bene Andrea Piazza: “La legalità è una cosa seria, la Sicilia pian piano sta uscendo dal suo torpore; ascoltare una siciliana parlare così, infonde una sensazione di grande condivisione, anche se si rimane attoniti per la storia raccontata”!!!
Senza amicizia e senza clienti”: una vergogna quanto compiuto ancora oggi da quei suoi concittadini, gli stessi che si sono dimostrati negli anni “codardi”… 
Ora quantomeno (per ripulire la loro coscienza…) potrebbero in questi giorni di festività, recarsi lì, sì…  in quel negozio, ad acquistare o per lasciare a quelle due sorelle un segno di riconoscenza!!! 
“Ognuno di noi deve fare la propria parte” – dichiara Andrea Piazza: noi come associazione giorno 18 stiamo organizzando un saluto natalizio nel locale delle sorelle Piliu.
Il sottoscritto da siciliano si auspica che saranno in molti a recarsi in quel negozio per mostrare affetto a quelle due sorelle… perché altrimenti mi chiedo: in quel modo si vorrebbe manifestare “praticamente” quel  sentimento di antimafia??? 
Non è che forse si pensa di voler emulare quelle azioni sterili compiute negli anni dal nostro Stato???
Spero di no…

Catania in dissesto, la Regione Siciliana a rischio fallimento e la nazione in completa crisi!!! Scusate ma quale futuro dobbiamo aspettarci???

Sono fortemente preoccupato… d’altronde come non esserlo vista la situazione critica in cui ci troviamo…
La mia città, Catania è in dissesto… e prova di giorno in giorno a sopravvivere, d’altronde sa bene che avendo accumulato 1,6 miliardi di euro di debiti, non sarà mai in grado di ripianare…
Ma anche la nostra regione siciliana è in totale bancarotta e l’aver provato a spalmare i propri debiti in trent’anni ( a modello mutuo… così si faranno ulteriori debiti su debiti…) non è servito a nulla; sappiamo come questa soluzione sia stata bocciata dalla Corte dei Conti, a conferma quindi che i debiti resteranno lì dove sono, a quindi possiamo inserire anche la nostra regione in quel così setto “dissesto” …
Certo qualcuno potrebbe pensare ( o per meglio dire sperare…) che a risolvere i problemi di cui sopra ci penserà lo Stato, intervenendo direttamente con cospicui finanziamenti… 
Ma quanto appena detto non è vero, in quanto a livello nazionale (ed è ciò che non viene detto ai cittadini…), si dovrebbe – per risanare i conti dello Stato – operare sull’economia reale in maniera restrittiva e per far ciò si dovrebbe iniziare a tagliare i fondi alle Regioni e ai Comuni!!! 
Ovviamente quanto sopra, comporterà alla Regione e ai  nostri Comuni in dissesto, di richiedere eventuali finanziamenti alle banche, posticipando così l’attuale problema sulle future generazioni…
Nel frattempo il nostro Stato – messo da parte il problema regioni e comuni – proverà a risanare i propri debiti, ma nel far questo dovrà ricordarsi ahimè di pagare ogni anno, i miliardi di euro di interessi sul debito presente con l’Ue, una situazione che ci fa comprendere, quanto alla fine fine sia difficile per noi risollevarci… già è come il cane che si morde la coda!!!
Va aggiunto inoltre che una nuova crisi economica è in atto e racconta come il 2019 abbia rappresentato la peggior frenata economica dai tempi della recessione del 2008…
Inoltre, con gli Usa che hanno dato il via ai dazi, con la Cina che ha fermato la crescita del proprio Pil, con la Germania che entrerà in recessione tecnica, anche il nostro Paese ha fatto segnare un -14% nella produzione industriale!!! 
Non dimentichiamoci inoltre come il nostro Paese deve risolvere all’incirca 150 crisi industriali e nelld quali  sono a rischio oltre 200 mila posti di lavoro…
Se aggiungiamo inoltre quanto appena occorso ad una nostra banca, che ha messo a rischio i conti dei suoi risparmiatori, cosa dire… l’ingresso nel 2020 non sembra anticipare nulla di buono, anzi tutt’altro…
Ma l’impressione peggiore che ricevo su quanto sta accadendo, è quella per cui quanto sopra non importi a nessuno o forse in questa mia riflessione dovrei escludere quel movimento spontaneo in atto da parte di quel gruppo di cittadini chiamatosi “sardine”, di cui oggi però non si può prevedere alcuna sua evoluzione, ne in politica e ancor meno nel sociale!!!
Certo che se è questo il futuro che ci aspetta e provando a mettermi nei panni di quei “pesciolini”, il mio primo pensiero è: siamo fritti!!! 

E forse ora qualcuno potrebbe pensare che ho perso, ma chi ha vissuto come me, non perde mai!!!

Dopo le indagini sulla Saguto è cambiato tutto“, già…!!!
Ieri sera ho visto su “Italia1” la seconda parte del programma delle “IENE” sulla vicenda giudiziaria dell’ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto, ora radiata dalla magistratura: 
E’ proprio vero… è cambiato tutto!!!
Per meglio comprendere quanto già avevo osservato in Tv, stamani mi sono riascoltato sul web i dialoghi di quei personaggi intercettati e debbo confidarvi che non mi sono ancora ripreso… sì perché ho pensato che forse non serve a nulla combattere affinché la legalità emerga, quando poi i soggetti a cui ti eri affidato, sono gli stessi che ti pugnalano…
Mentre sto scrivendo questo post, mia figlia ha cambiato canale e su quest’ultimo c’è un film, una commedia italiana .. che descrive perfettamente quanto stavo per riportare… 
Il Belpaese” di Ficarra e Picone, sì… è quasi giunto alla fine, quando cioè i cittadini di quel borgo iniziano a ribellarsi a quel loro eletto Sindaco, un uomo pieno di sani principi morali, che a differenza del suo predecessore aveva provato a portare la legalità in quella sua cittadina… 
Ma ora è solo, sì… abbandonato da tutti, anche da coloro che l’avevano votato; era andato tutto bene fintanto che egli non avesse iniziato a interferire con quei loro interessi personali, perché in fin dei conti di questo si tratta, di salvaguardare sempre il proprio orticello… 
D’altronde sono come la maggior parte… pensano e ahimè attuano quelle loro regole: “fanc… al rispetto della legge, ai principi, alla legalità, alla morale”!!!
E anche il sottoscritto stasera – vedendo quanto accade e soprattutto verificando come mai nulla cambi – si sente in cuor suo profondamente amareggiato, in parte deluso, sì… da una parte di quel sistema, da taluni suoi uomini e donne…
Figure istituzionali che si comportano come i peggiori criminali di questa terra… già infetta di suo, personaggi ripugnanti, perché sono loro ad innaffiare con l’acqua contaminata il sistema, infettano tutto, anche quel poco di buono che era rimasto!!!
Forse qualcuno ora potrebbe pensare che ho perso, che non serve a nulla denunciare, ma chi ha vissuto come me, non perde mai!!!
Non la ritengo una sconfitta, sono altri ad aver perso!!!
Sì… tutti coloro che si sono macchiati di quell’infamia, gente meschina che ha voluto perdere la propria dignità per 30 euro!!!
Sono soggetti bramosi di potere, avidi di denaro, smaniosi di apparire a tutti i costi per ciò che non sono, per quanto non fanno, perché parliamo d’individui mediocri, scadenti, incapaci di fare qualcosa di buono, poiché essi nulla san fare, se non distruggere ciò che di buono ancora esiste!!!
Sì è vero, alla fine giustizia è stata fatta, ma quanto è costato dover giungere alla verità… ad una parte di verità, perché il resto – lo sappiamo tutti – è ancora a divenire!!!

Mafia, antimafia, mafia, antimafia, mama, non m'ama, ehm… ma…fia, antimafia!!!

Nel vedere il video dell’inchiesta delle “IENE” sulla gestione dei beni confiscata presso il Tribunale di Palermo – link: https://www.iene.mediaset.it/video/antimafia-palermo-intercettazioni-imbarazzano_626761.shtml?fbclid=IwAR3jPUqKO0Uq95UZYV18J_wvZk-ubg5Q-IW7j9hbnjmwwMb4-DhKJRxURdQ e quanto trasmesso questa sera, non potevo che scrivere su questo argomento… 
Già… ho pensato alla gravità di quella circostanza e di come un sistema istituzionale – nato per contrastare la criminalità organizzata – sia stato trasformato da quegli uomini o meglio da quelle donne dello Stato, in qualcosa di squallido, un atto delinquenziale ancor più terribile di quanto accaduto con quegli “affiliati”!!!
Debbo confidarvi che per quanto mi riguarda… non vi è nulla di nuovo, perché la verità è che a seconda del momento in cui certe situazioni si compiono, ma soprattutto del “periodo” istituzionale – più o meno rigido – in cui queste si attuano, ecco che improvvisamente si vengono a determinare tutte una serie di protezioni a difesa di quel sistema corrutivo/clientelare, sì… legalizzato, ma sempre criminale resta – permettetemi di precisare – il tutto a seconda di quanto quella struttura sia di fatto compromessa!!!

Ecco perché sono convinto che quanto riportato da quella redazione è soltanto uno dei tanti esempi di cui si potrebbe venir a conoscenza, se solo s’indagasse di più…

E sì… perché mi viene da pensare che forse anche all’interno di altre strutture attinenti vi possano essere state analoghe condizioni come quelle di quel Tribunale sopra descritto (e forse non bisogna andare neppure troppo lontano…), situazioni che se fossero esaminate in maniera incisiva, darebbero il via a nuovi filoni d’inchieste giudiziarie, che coinvolgerebbero tutta una serie di soggetti che vanno dai cosiddetti magistrati ai custodi, dagli amministratori ai vari consulenti legali, fiscali, ecc… per finire chissà, forse con quegli stessi soggetti a cui di fatto si erano realizzati i provvedimenti d’interdizione e di confisca!!! 
Certo, la situazione sarebbe talmente grave che quelle stesse istituzioni “inquirenti” avrebbero durante quelle indagini delle enormi difficoltà nel far emergere quanto celatamente accaduto, già… quanto sopra confermerebbe i motivi per cui quel sistema viene oggi ad essere protetto… soprattutto dai media!!!
Certo da un lato condivido questa posizione, ma dall’altro ripenso a tutti quegli individui che coraggiosamente hanno – sempre parlando per ipotesi – denunciato fatti gravi di cui erano venuti a conoscenza, realizzati proprio grazie alla partecipazione di quegli  uomini fidati dello Stato… 
Chissà… mi viene da pensare, non è che forse ci si è dimenticati volontariamente di qualche dossier “protocollato“, con all’interno centinaia e centinaia di pagine compromettenti e forse con allegato qualche dvd???
Già… potrebbe essere il titolo di un libro per un mio caro amico romanziere: “Pagine perse nei meandri segreti delle stanze buie di un Tribunale”!!!
Ma… riprendo con la margherita: mafia… non mafia…
    

9 Dicembre: Giornata internazionale contro la corruzione.

Tutti uniti contro la corruzione!!!

Anche quest’anno, in questo giorno particolare viene celebrata la “Giornata Internazionale contro la Corruzione” voluta dalle Nazioni Unite, per ricordarci quanto questo fenomeno così grave influisca in direttamente sulla nostra quotidianità… 
Ora mi viene da chiedere: “ma veramente qualcuno pensa realmente che considerare questa giornata come un particolare momento su cui riflettere, sulle conseguenze che la corruzione provoca, ecco quanto appena detto mi sembra assai banale… considerato che proprio questo nostro paese si è dimostrato essere ai primi posti nel mondo per livelli di corruzione e se ciò è avvenuto purtroppo, lo si deve ahimè proprio a quelle azioni disoneste dei miei connazionali…  
E quindi mi chiedo: ma veramente basta semplicemente intitolare una giornata per combattere quelle metodologie corruttive così intrinseche nella società civile???
Non basta la politica, quelle leggi anti-corruzione, l’operato della magistratura, le nostre forze dell’ordine, no… i cittadini continuano come nulla fosse, continuano sempre nella stessa maniera e cioè in quella loro maniera “complice”!!!
D’altronde ditemi, quanti sono quei coraggiosi che denunciano quelle irregolarità di cui si è venuti a conoscenza… già quanti sono??? Rispondo io… nessuno!!!
Sì… nessuno che si muove, anzi… tutti che si girano dall’altra parte, nessuno vuole restare coinvolto ed è così che il nostro Paese è diventato pian piano, sempre più corrotto!!!

Ora questa bella iniziativa punta a raccogliere i casi più noti, quelli pubblicati sui media, forse perché pensano che per sconfiggere la corruzione sia importante conoscerla…

Ma la verità non è così, perché la corruzione è ad ogni livello, rappresenta un fenomeno che mina dal basso lo Stato, le istituzioni, quei suoi referenti, distorce lo stato di diritto, l’economia, il consenso elettorale… in definitiva questo fenomeno pervade e avvelena tutto, anche l’aria stessa che respiriamo…
“United Nations Convention against Corruption” è con questo nome che la Convenzione mira a promuovere un approccio globale per prevenire e combattere il fenomeno della corruzione, rafforzando la collaborazione tra la polizia e la magistratura per l’arresto e l’estradizione di quanti si macchiano di quei reati, prevedendo altresì misure finalizzate al recupero dei patrimoni trafugati, le prime nella loro specificità, che obbligheranno i paesi a restituire i capitali o i beni, ottenuti attraverso atti di corruzione, nei confronti dei paesi ai quali sono stati sottratti!!!
Le politiche di contrasto messe in atto sono certamente onorevoli, ma come si dice: tra il dire e il fare…  

La pietra lavica… un'opera d'arte!!!

Pietra della nostra terra, materia ancor prima del nostro divenire, un’isola plasmata dal fuoco che ricorda chi siamo e da dove veniamo… 
Una pietra grigia dalle antiche vestigia, ricordo intenso di passati viaggiatori che portarono via con se i nostri paesaggi dorati, raccontandoli con il cuore al mondo intero…
Dai Greci sino ad oggi questa pietra ha accompagnato la vita delle nostre città…
Come non accogliere quindi ciò che essa ha ispirato ai grandi uomini di quest’isola e a tutti coloro che hanno avuto nel corso di secoli, modo di visitarla…
Questa pietra grezza lavorata è divenuta libera, espressione di artisti più o meno noti, restituendo nel tempo vestigia antiche e  rovine, reperti e sculture, memoria culturale e artistica di una terra unica e meravigliosa… qual’è la nostra Sicilia!!!
In quelle forme di arte riemerge e s’illumina qualcosa di diverso, che forse poteva essere anche dimenticato, ma che grazie alla sua consistenza e rimasto inalterato nel tempo… 

La pietra lavica rappresenta un viaggio, antico e perenne, come quello descritto da Omero nell’Odissea, dove si racconta di un Ciclope che strappa un costone di quella brunita pietra, per scagliarlo sull’acqua azzurra e cristallina del mar Ionio, per farlo diventare insieme ad essa,  una meravigliosa opera d’arte…


L'Avvocato dei mafiosi…

State sereni, non ho intenzione di relazionare su eventuali “difensori” di nostra conoscenza collegati a quegli “affiliati di cosanostra” e quindi non mi riferirò ai legali della nostra isola “orientale” o più precisamente come solitamente riporto nei miei post, a quelli della nostra provincia etnea… 
No… questa volta desidero raccontarVi una storia, che pochi di voi conoscono anche perché appartiene si alla nostra terra, ma dalla parte opposta o meglio conosciuta come  “occidentale” e fa luogo alla città di Palermo…
Si tratta di un episodio rimasto per anni riservato, fintanto che un mensile “l’Espresso” scoperta la notizia, l’ha fatta emergere…
Dovete sapere che nel 1983, il boss Giovanni Bontate (noto anche come “Bontade”) – l’uomo più ricco di Cosa Nostra – si affidò ad un legale palermitano ancora poco noto, che lo difese fino alla Cassazione…
Vi sembrerà assurdo, ma quell’uomo sarà lo stesso che diventerà il futuro presidente del Senato!!!
Ed allora vediamo chi era quell’Avvocato… 
Il 4 dicembre 1983 dal carcere dell’Ucciardone parte una raccomandata a firma Giovanni Bontate, fratello del padrino Stefano che armi alla mano, aveva tentato di fermare l’ascesa dei corleonesi ed era stato ucciso su ordine di Totò Riina: l’ultimo esponente della famiglia mafiosa più importante di Palermo. 
Giovanni Bontate è ancora temuto, ma tutte le sue proprietà – immobili e aziende per un valore di decine di miliardi di lire – sono finite sotto sequestro!!!
Per questo motivo dalla cella decide di affidarsi a due difensori di fiducia, un penalista (di cui leggerete in fondo…) e un brillante civilista: l’Avv. Renato Schifani.
Già… il futuro presidente del Senato che all’epoca aveva 33 anni ed era un giovane avvocato di belle speranze…
Di quell’incarico, che segnò il suo ingresso tra i nomi di rilievo del foro di Palermo, l’ex presidente Schifani non ha mai parlato!!!
Solo di fronte alle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza – confessione che ha determinato l’iscrizione dello Schifani nel registro degli indagati con l’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa – il suo portavoce ha precisato: “La sua pregressa attività di avvocato è stata sempre improntata al pieno e totale rispetto di tutte le leggi e di tutte le regole deontologiche proprie dell’attività forense”.
Ecco quindi che “L’espresso” è andato ha recuperare gli atti di quel procedimento, in cui (come legale del boss Bontate) Schifani ha prodotto corpose memorie difensive, seguendo il tesoriere di Cosa… nostra fino alla Cassazione. 
L’avvocato tra l’altro non si è mai occupato delle questioni penali, ma soltanto di contestare il sequestro dei beni ed impedire che venissero confiscati!!! 
Per quasi cinque anni ha assistito il boss, studiandone le proprietà per sostenere con minuziosi interventi la legittimità delle sue ricchezze e soprattutto cercando di dimostrare i limiti dell’attività degli investigatori. 
In ballo c’erano due grandi società di costruzione, decine di appartamenti ma si discute anche di alcuni agrumeti – acquistati negli anni Settanta per circa mezzo miliardo di lire – intestati a Giovanni e al fratello Stefano (nomi che dominavano le cronache di mafia dell’epoca).
Con precisione e competenza, l’avvocato Schifani analizza i fondi del suo assistito, fa le pulci alle iniziative della procura e della Guardia di Finanza. 
È una sorta di causa pilota, perché la legge Rognoni-La Torre era recentissima: era stata approvata meno di un anno prima, sulla scia dell’orrore per l’omicidio del parlamentare comunista Pio La Torre. Per questo l’avvocato Schifani congegna una difesa molto articolata, ispirata a principi garantisti, criticando l’uso di tutte le indagini precedenti la legge ai fini dei provvedimenti di sequestro. 
Analizza uno per uno i beni di Giovanni Bontate – una figura di mafioso borghese, laureato in legge e attivissimo dal punto di vista imprenditoriale mentre gestiva il traffico di droga con gli Usa – sottolineandone la congruità con il tenore di vita, anche se in un passaggio si fa riferimento al condono fiscale che rende difficile confrontare i redditi dichiarati con quelli reali. 
Discute nei dettagli vita e opere della Atlantide Costruzioni, un’azienda controllata dal suo assistito che poi nel 1996 verrà indirettamente citata nelle prime indagini sui presunti rapporti tra l’entourage “berlusconiano” e Cosa nostra.
Nella sua memoria difensiva, Schifani sottolinea più volte i “fondati e sostanziali rilievi di incostituzionalità della legge Rognoni-La Torre” che inverte l’onere della prova: sono i mafiosi a dover dimostrare come hanno fatto a guadagnare i loro beni per evitare che il sequestro divenga confisca!!! 
Proprio questo era stato l’elemento rivoluzionario di quel provvedimento, che aveva costretto Cosa nostra a riorganizzare l’investimento dei colossali profitti del narcotraffico sull’asse Palermo-New York dominato dai Bontate. 
Fenomeni criminali ampiamente descritti nella documentazione usata da Schifani nelle udienze per tutelare il suo assistito, che intanto veniva condannato a nove anni nel maxiprocesso!!!
L’attività legale prosegue fino alla Cassazione, cercando di evitare che lo Stato incamerasse il più grande sequestro di beni realizzato in quella drammatica stagione segnata dai novecento morti della guerra di mafia scatenata da Totò Riina. 
Ma a rendere superflua l’opera dell’avvocato furono i killer corleonesi: nel settembre 1988 Giovanni Bontate, agli arresti domiciliari per motivi di salute, e la moglie vennero assassinati in uno degli ultimi delitti eccellenti di quella stagione. 
Automaticamente, con la loro morte una parte del sequestro venne annullata e altre misure di prevenzione furono bloccate: case e terreni vennero riconsegnati agli eredi che ne sono ancora i legittimi proprietari. 
Già… un buco nero nella legge Rognoni-La Torre, nata come provvedimento d’emergenza, cancellava infatti ogni misura al momento del decesso del boss….
Va detto come quella legislatura aveva dimostrato di essere partita bene per ciò che riguardava l’aggressione ai patrimoni dei mafiosi. Ma soltanto successivamente – grazie all’inasprimento delle norme – sono state coperte quelle zone d’ombra esistenti nella vecchia legislazione, tra queste spiccano ora norme che offrono la possibilità di sequestrare anche i beni di persone nel frattempo morte, rivalendosi sugli eredi!!!
È interessante notare la descrizione di quel periodo terribile che il presidente Schifani ha illustrato nel 2008 durante la presentazione del libro di Giuseppe Ayala, magistrato al fianco di Borsellino e Falcone: “Il momento in cui, all’inizio degli anni Ottanta, l’esplosione della “guerra di mafia“, con la sua scia di morte, fece da riflettore su quella realtà criminale, scuotendo un’intera generazione da quella “colpevole indifferenza” che Paolo Borsellino arrivò a rimproverare addirittura a se stesso. 
Ancora più dura la condanna della mafia pronunciata durante la commemorazione del giudice Rocco Chinnici, ucciso da un’autobomba nel 1983: secondo le sentenze, fu l’arresto di Giovanni Bontate a spingere Cosa nostra ad assassinare Chinnici!!!
E in quel lontano 4 dicembre 1983, dalla cella dell’Ucciardone il boss oltre a Schifani nominò come suo difensore di fiducia anche un penalista: Paolo Seminara
Nel suo diario Chinnici, sentendo avvicinarsi la morte, aveva scritto: “Se mi succederà qualche cosa di grave i responsabili sono due”. E uno dei due nomi elencati era proprio l’avvocato “Paolo Seminara”!!!
Uno sfogo rimasto agli atti ma senza nessuna rilevanza processuale: solo un altro elemento per rendersi conto di quanto fossero duri quegli anni a Palermo….
Non mi permetto di entrare nei principi dello stato di diritto: il diritto ad una difesa, ad una giusta e chiara imputazione, ad un processo giusto, alla salute (anche e soprattutto in carcere) etc… 
I romani dicevano che il processo è un atto di tre persone: “giudice, attore e convenuto”, e cioè, nel processo penale, “giudice, pm ed avvocato difensore”…
Se una di queste persone manca, il processo non è equo e non vi sarebbe alcuna “giustizia“!!!
Trovo però alquanto difficile comprendere fino a che punto quei cosiddetti “avvocati dei mafiosi” siano – nel compiere il proprio operato – realmente “liberi” o se essi – a causa di quei rapporti professionali fortemente “legati” con quei loro clienti – non vengano in un qualche modo condizionati… 
D’altronde si sa… il mafioso è abituato ad usare spesso la violenza e diventa difficile credere che egli non provi ad utilizzare quella coercizione anche nei confronti del suo legale, affinché quest’ultimo non si pieghi definitivamente a quel suoi volere!!!
Cosa dire: pur volendo considerare quelle “laute” parcelle, credetemi… non vorrei mai essere nei loro panni!!!

Bolletta elettrica e oneri di sistema: perché non dobbiamo pagarli!!!

Oggi, il mio caro amico Paolo mi ha inviato il seguente messaggio che ho provveduto immediatamente a firmare ed a condividere per raggiungere le firme richieste che sono già state superate ma che hanno bisogno ancora di ciascun di Voi per fare sentire il peso della nostra richiesta agli uomini del Governo: Ho appena firmato la petizione “Bolletta elettrica e Oneri di sistema: PERCHÉ NON DOBBIAMO PAGARLI. @GiuseppeConte @SergioMattarella @GianluigiParagone @StefanoBesseghini” e vorrei chiederti di aiutarci aggiungendo il tuo nome.
Il nostro obiettivo è quello di raggiungere 75.000 firme e abbiamo bisogno del tuo sostegno. Puoi saperne di più e leggere la petizione al link: http://chng.it/wjnQjVxchn
L’Associazione “Comitato di Tutela del Territorio” ha lanciato questa petizione e l’ha diretta a Giuseppe Conte (Presidente del Consiglio dei Ministri) e ad altre personalità istituzionali.
È da anni che i cittadini, nonché i consumatori di energia elettrica, chiedono chiarezza riguardo gli oneri generali di sistema.
I principali motivi di fondo sono due: innanzitutto, per la necessità di una maggiore trasparenza della bolletta : per cosa si sta pagando e a chi?

In più, se le incentivazioni fornite da queste risorse parafiscali abbiano ancora motivo di esistere e non siano misure solo finalizzate a sprechi, inefficienze e favoritismi.
In questa fase, continuiamo a ricevere numerose lamentele dei cittadini che ci segnalano le loro bollette con costi notevoli, pur in presenza di consumi zero o decisamente minimi.
Ci proponiamo di analizzare l’andamento che dal 2010 al 2019 ha prodotto un finanziamento, grazie agli oneri di sistema, di circa 150 miliardi di euro che sono stati addebitati nelle bollette, quali misure parafiscali utilizzate per vari scopi, nell’intero sistema elettrico e pagate da tutti noi.

Abbiamo intenzione di indirizzare questa petizione in primis al senatore Gianluigi Paragone che, attraverso i suoi canali social, ha annunciato di voler presentare al Parlamento una proposta di variazione della voce “oneri di sistema”.
Come atto dovuto, la stessa va indirizzata alle attuali massime autorità dello Stato, quali:
Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana; Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri;
Stefano Besseghini, Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico.

Lo scopo di questa petizione sarà di cancellare ogni singolo abuso che verrà riscontrato da questo modo scorretto e occulto di rastrellare risorse economiche, attraverso le famiglie italiane che, indistintamente dalle loro possibilità economiche, vengono tassate in pari percentuale.
Una firma costa nulla, ma immaginatevi l’effetto devastante che grazie a quella firma si potrebbe ottenere… già, sarebbe qualcosa d’incredibile che potrebbe stravolgere definitivamente quei poteri societari che tanto hanno condizionato la vita di ciascun italiano…
Ed allora proviamoci!!