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Povero Mons. Viganò… sarà che non riesce a darsi pace nell'aver imposto ai propri fedeli una dottrina che si sa essere del tutto falsa!!! Ed è il motivo per cui i fedeli negli anni si sono allontanati!!!

Ho letto in questi giorni un “monsignore” parlare di teologia perversa, di senso di inferiorità e inadeguatezza instillato nelle nuove gerarchie ecclesiastiche, di un mondo laico e massonico che sta facendo sentire la nostra Chiesa inadeguata ai tempi che stiamo vivendo, in particolare proprio a causa dell’emergenza sanitaria…

Ma mi chiedo, caro monsignore, come può pensare che quella rigidità morale imposta da lei e dai suoi colleghi sacerdoti fosse corretta, già… che quelle dottrine letteralmente “instillate”, frutto di fantasiose interpretazioni, potessero ancora oggi nel 2020 reggere ed essere seguite alla lettera!!!

Ma non si è accorto che il mondo è andato avanti… e che quella struttura gerarchica e la sua monolitica dottrina sono ora viste dalla maggior parte dei suoi fedeli come vere e proprie zavorre…

D’altronde Lei monsignore dimentica come tutto ebbe inizio con un falso Concilio, quello di Nicea, dove fu deciso che un uomo diventasse Dio e viceversa, già… fu deciso quanto di più blasfemo e fortemente contrario a quegli stessi principi a cui quello stesso giudeo chiamato Gesù di Nazareth, di fatto credeva… non avendoli nel corso della propria vita ripudiati!!!

Ma gli uomini hanno deciso per lui… già quegli stessi uomini che hanno imposto alla Chiesa l’allontanamento delle donne da quel potere, e dire che sono loro, più di chiunque altro, ad aver rappresentato per il Cristo un momento importante della sua vita, sono loro e loro soltanto la parte più importante che faceva parte del contesto in cui si muoveva Gesù…

Come non ricordare Marta e Maria proposte quali esempi di ascolto e di fede nella resurrezione; difatti, ci si è dimenticati che sono proprio le donne le prime beneficiarie di un’apparizione del Risorto e a loro viene affidata la missione: “Andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro…”!!! 

E proseguendo, come dimenticare i crimini commessi in duemila anni da quella stessa “Chiesa”, sotto il nome di Cristo, azioni talmente indegne cui neppure Satana avrebbe saputo far meglio …

Il Mons. chiama ora la Chiesa di Bergoglio “in uscita”, la definisce una “open religion” che prova a compiacere il mondo, anche nella propaganda green!!!

Ed allora per sostenere le sue tesi ripropone le parole di San Paolo nella Lettera ai Galati: “Cerco il consenso degli uomini oppure quello di Dio? Se cercassi di compiacere le persone non sarei servitore di Cristo”. La vera Chiesa vive sotto lo sguardo di Dio per la sua gloria e la salvezza delle anime. L’anti-chiesa vive sotto lo sguardo del Mondo, per l’apoteosi blasfema dell’uomo e la dannazione delle anime. Durante il Concilio fu pronunciata, infatti, una frase: “La religione del Dio che si è fatto uomo, si è incontrata con quella dell’uomo che si è fatto Dio”. E nessuno protestò!!!

Monsignore… da quanto sopra ho compreso che Lei non ha capito nulla, come tutti quelli della sua generazione è rimasto lì… fermo a quel Concilio e non è andato oltre!!!

Vede… Papa Francesco è qualcosa di straordinario, si aggiungerei “miracoloso”, non solo per la Chiesa Cristiana, in particolare per quella cattolica, no… egli è speciale per ciò che è riuscito a fare con le altre confessioni che proprio in questi giorni hanno dimostrato, grazie ad egli, di sapersi unire sotto un comune denominatore, quello di contrastare ogni forma di violenza e terrorismo compiuta per nome e conto di Dio!!!

La Chiesa del nuovo millennio deve andare oltre quegli stereotipi da troppo tempo imposti, fuori da quelle alte mura che nulla hanno in questi anni trasmesso in valori e sentimenti, in particolare nei confronti dei propri simili…

D’altronde si sa… questi luoghi di culto sono stati esclusivamente utilizzati dalla comunità quale punto di aggregazione, non per pregare – d’altronde come ripeto, si può pregare tranquillamente anche a casa – ma per semplice abitudine, per quel volersi pavoneggiare dinnanzi all’ingresso di quel tempio, mettendosi tra l’altro gli abiti appena acquistati, grazie a quelle mazzette ricevute…    

Peraltro, se si pensa che quei luoghi sono stati negli anni frequentate da boss mafiosi e quelle loro sacrestie sono state utilizzate quale cassaforte dell’associazione criminale…

Ed ancora, come non ricordare in quali modi – per conto di quest’ultima – venivano svolte dal vaticano tutte quelle operazioni bancarie, in particolare riciclando denaro proveniente d’attività illegali, una gestione quella svolta dall’allora suo collega Monsignor Paul Marcinkus, la cui presidenza (per chi non lo ricorda) è stata segnata da scandali finanziari che hanno trasmesso nel mondo intero l’immagine di una Chiesa corrotta dal potere del denaro…

Caro Monsignore, ci sarebbe molto da dire… ma forse l’unica cosa giusta in questo momento è quella di restare zitti o quantomeno di far svolgere al nostro Pontefice tutte quelle necessarie riforme per salvare quanto ancora vi è di buono all’interno di questa struttura, gettando definitivamente via quell’immagine “impeccabile” di Chiesa esemplare, a cui ormai soltanto Lei crede, in quanto la maggior parte dei fedeli ha compreso finalmente di come questa non sia mai esistita!!!

Pensare di salvare l'economia a scapito della pandemia è soltanto follia!!!

Sono tutti così presi dal salvare l’economia nazionale, i servizi pubblici, la scuola e di conseguenza, le proprie attività commerciali o le imprese, per quel po’ di fatturato che ancora si spera di realizzare, che ci si dimentica del vero problema e cioè: la pandemia!!!

Certo, l’infezione in corso sta determinando ovunque un calo della produttività e i nuovi DPCM che puntualmente vengono realizzati non aiutano per nulla, determinando di fatto la chiusura definitiva di molte aziende!!!

Ovviamente questo nuovo lock-down ha determinato anche una riduzione di offerta di lavoro, in particolare in tutti quei settori più colpiti dalla emergenza sanitaria in quanto ritenuti non essenziali…

Settori legati al turismo, ristorazione, cinema, eventi musicali e teatri, sportivi, ma anche la vendite al dettaglio di beni non primari, ed ancora, trasporti privati con bus o taxi… ed ecco perché ormai un gran numero di lavoratori è stato lasciato a casa… 

Se poi si aggiungono la mancanza d’investimenti esteri ed il crollo del commercio internazionale… il rischio prossimo di fallimento per il nostro Stato è da tenersi in conto!!!

D’altronde, in queste ore sono tutti presi dal realizzare studi di simulazioni per comprendere quali saranno le condizioni economiche generali da qui ai prossimi mesi… in particolare interessa  determinare in quali modi, i tassi di infezione e di mortalità, andranno a condizionare la vita sociale…

Perché ciò che molti non vogliono comprendere è che se la situazione andrà sempre più aggravandosi, il rischio di restare coinvolti sarà per tutti i settori, nessuno escluso… determinando un aumento della malattia e nei casi più gravi ai decessi, in particolare per quelle categorie oggi più a rischio, come gli anziani e quanti già colpiti da patologie gravi… 

Va aggiunto altresì come l’aumento diretto della pandemia comporterà a breve una saturazione del sistema sanitario con un aumento esponenziale dei costi per la cura delle persone contagiate, ma anche per quelle misure di prevenzione necessarie per il contenimento del virus…

Infatti, la portata dell’epidemia andrà certamente a influenzare l’economia di tutti gli Stati colpiti e maggiore sarà la gravità del contagio, peggiore sarà la situazione di una celere ripresa…

Queste problematiche peraltro, non potranno essere risolte nel giro di qualche anno… ma ci vorrà quantomeno un decennio, sempre che le perdite umane saranno contenute, altrimenti la prospettiva generale e gli effetti che si potrebbero determinare sono totalmente imprevedibili che fare oggi delle previsioni sarebbe errato!!!… 

Per cui, ascoltare quanti oggi (senza alcun dato certo) sproloquiano senza comprendere che ciò che sta capitando è qualcosa di difficile comprensione, ma soprattutto che il futuro che ci aspetta sarà totalmente difficile e incerto, ecco… credo che a differenza delle indecisioni prese finora dal nostro governo, dalle dichiarazioni di quanti sono alle opposizioni, di tutti quei Presidenti di regione convinti d’essere diventati improvvisamente tra i migliori virologhi del mondo a cui seguono gran parte degli imprenditori che forzano l’opinione pubblica affinché non si chiuda e di quanti – in qualità di genitori – vorrebbero le scuole riaperte con le attività in presenza, ed ovviamente potrei ancora continuare con una lista infinita di soggetti che stanno tirando dalla giacchetta il Presidente Conte… ecco a differenza di tutti loro, il sottoscritto crede che sia meglio chiudere…

Sì… perché a differenza di coloro che vogliono il contrario, credo che chiudere, quantomeno fino alla fine di fine Novembre, potrà limitare il contagio in corso e riportare i valori d’infezione a livelli bassi…

Ciò permetterà di riaprire tutte le attività nei primi giorni di Dicembre e dare così una boccata di ossigeno a tutte quegli imprenditori che proprio nel periodo delle festività natalizie, potranno quantomeno recuperare una parte di fatturato perso durante l’anno… 

Ovviamente l’auspicio per tutti è che il 2021 ci riservi qualcosa di buono, innanzitutto un vaccino e poi sicuramente una sostanziale ripresa di cui si ha fortemente bisogno!!!

Il grande affare delle confische…

L’oro delle mafie, già… che finisce nelle tasche dei Tribunali o per meglio dire di tutti quei soggetti che hanno gestito come fosse una cassa personale, quei provvedimenti interdittivi di sequestro e di confisca!!!

Perché alla fine di questo si è trattato, prendere possesso di quelle società legate “forse” alla criminalità organizzata e amministrare quel patrimonio esistente come fosse qualcosa di proprio e nel frattempo, quella stessa struttura, ha permesso agli amici di quelle “casta giudiziaria” attraverso i nominati amministratori, di compiacere quanti appartenevano a familiari e amici; quest’ultimi infatti, sotto forma di professionisti esterni, hanno potuto godere di generose parcelle per consulenze varie, certamente alcune utili, altre sicuramente meno… 

Ma come si dice, una mano lava l’altra e tutte due lavano il viso!!!

Il sottoscritto ad esempio vorrebbe sapere quante di quelle società hanno sopravvissuto dopo aver subito un provvedimento giudiziario, beh rispondo io… nessuna!!!

Ovviamente il problema non è se queste dovessero continuare ad operare oppure no, in particolare se esistevano i presupposti che esse fossero di fatto legate alla criminalità organizzata è giusto che dovessero in un qualche modo chiudere, altrimenti avremmo subito una forma di concorrenza sleale e ciò non è per nulla ammissibile…

Ma quando quei presupposti non vengono di fatto accertati, quando mancano quelle giuste conferme a cui solo gli organi investigativi possono giungere, ecco quando ci si trova in questi “particolari” casi, si potrebbe intervenire per come ho riportato alcuni mesi fa e cioè dando la possibilità a quell’impresa di continuare ad operare con gli appalti in corso, salvaguardando così l’occupazione ed anche i clienti… 

Ecco quindi che la maggior parte di quelle immobilizzazioni sequestrate alle mafie finiscono nelle reti di uno Stato incapace di amministrarle o per meglio dire capace di amministrarle a modello – perdonatemi il paragone – “mafioso” e cioè con quelle politiche condotte sempre a favore degli “amici degli amici“!!!

E come si sa… di amici da sfamare ve ne sono tanti, tra familiari, parenti, conoscenti, etc… 

Sono tutti lì posti in fila e a disposizione, alcuni per essere assunti come dipendenti all’interno di quelle imprese ora sequestrate, altri per diventare nuovi consulenti aziendali, perché quelli che vi erano prima non sono considerati attendibili o quantomeno infedeli alla causa giudiziaria ed allora ecco giungerne di nuovi…

L’organismo che si occupa della gestione dei beni immobili e delle aziende sottoposte a sequestro e confisca è chiamata Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati, ed abbiamo visto – in particolare proprio in questi giorni – di come tutta una serie di soggetti a iniziarsi dal “Presidente”, siano stati condannati per tutta una serie di metodologie corruttive… 

E stato infatti dimostrato come il sistema giudiziario applicato fosse del tutto inefficiente quando a riguardato la gestione di quelle imprese, viceversa era perfettamente collaudato e funzionante per ciò che trattava lo svuotamento di quelle stesse risorse che venivano di fatto spogliate… tra l’altro, senza pagare gli stipendi ai dipendenti ancora in forze!!! 

Il sottoscritto ne è un esempio, visto che ancora a quattro anni di distanza deve percepire le proprie spettanze!!!

Intanto una marea di soldi è finita nelle tasche di una serie di soggetti e la maggior parte delle volte, quelle stesse società sono state restituite – se pur spogliate – ai loro legittimi proprietari, i quali naturalmente, non avendo più cosa farsene, hanno deciso di passarle di mano… 

Tutto comunque alla fine s’è dimostrato essere una vergogna e la cosa che maggiormente ha dato al sottoscritto particolarmente fastidio – lo affermo ovviamente con le carte in mano – è aver compreso come tra quegli imprenditori e taluni uomini delle nostre istituzioni, non vi sia stata di fatto alcuna differenza!!!

Già… è stato come voler cercare in un mare d’illegale una sana goccia dai principi morali, è credere ingenuamente, che quel mare così inquinato, potesse finire quantomeno all’orizzonte!!! 

Oltre 60 paesi e 130 società di telecomunicazioni sembra abbiano abbandonato il 5G cinese…

Sembra che gli Usa stiano facendo pressioni per costringere altri paesi a non aderire alla cosiddetta rete del 5G per mancanza di sicurezza nei protocolli…

Viceversa dalla Cina affermano che che i fatti dimostrano come le aziende cinesi hanno sempre mantenuto un ottimo record di sicurezza della rete. 

Huawei ad esempio negli ultimi 30 anni ha costruito più di 1.500 reti in più di 170 paesi del mondo, fornendo servizi a 228 aziende e più di 3 miliardi di persone in tutto il mondo. 

Già… non è successo nulla di grave… nessun incidente di sicurezza sulla rete simile ad esempio a quanto accaduto con “Snowden” o “WikiLeaks”!!!

Ed ancora, non si sono verificati comportamenti di monitoraggio a modello “Prism Gate”, “Formula Organization” e “Echelon System”…

Secondo un funzionario cinese, la cosiddetta “rete pulita” inventata dagli Usa è falsa… perché dietro prevede qualcosa di celato… infatti, il vero scopo è quello di sopprimere le società non statunitensi che hanno guadagnato un vantaggio, in modo da mantenere il monopolio degli interessi privati ​​degli Stati Uniti e l’egemonia tecnologica.

La Cina si aspetta quindi che la maggior parte dei paesi riconoscerà a breve l’unica verità tale da poter così sostenere non solo una posizione oggettiva ed equa, ma di formulare anche un giudizio indipendente…

La guerra degli “0 – 1” è cominciata”!!!

Pier Silvio Berlusconi: a "Chi vuol essere milionario"… pensaci tu!!!

Avevo preparato questo post alcuni giorni fa, ma poi l’avevo messo da parte… 

Ecco perché prima d’iniziare vorrei fare i miei migliori auguri di pronta guarigione a Jerry Scotti, in quanto proprio in queste ore, è risultato positivo al Covid-19 e quindi forza Jerry… 

Allora… ricordate quando avevo scritto il post “Chi vuol essere “raccomandato”… al milionario???” e  successivamente avevo dedicato a quella trasmissione “Jerry… Jerry… mio caro amico Jerry: “Only the Brave… raccomandati”!!!” – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/03/jerry-jerry-mio-caro-amico-jerry.html, e per finire concludevo con il mio ultimo post “#boigottiamogerryscotty” – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/06/boigottiamogerryscotty.html ???

Beh… dopo essere stato soltanto “nominato” durante una trasmissione in maniera molto marginale e facendo in modo di uscire elegantemente da quell’impasse provocata nei social dal sottoscritto, nessuno di loro, in particolare mi riferisco agli addetti alla produzione, ha avuto il coraggio di chiamarmi o di mettermi chissà… anche alla prova.

Già… forse debbo pensare (presuntuosamente…) che hanno avuto paura che potessi vincere!!!

Comunque se da un lato il sottoscritto non è stato contattato – d’altronde ufficialmente non l’ha mai chiesto – viceversa altri lo hanno fatto e proprio una Sig.ra, Mariagrazia, è stata invitata alla trasmissione per sostenere una prova…

Come dicevo, la Sig.ra Mariagrazia ******* è stata così cortese da inviarmi una nota ricevuta sulla mia  Pec che potete osservare accanto e che racconta per l’appunto quanto le è accaduto…

Riporto quindi la nota per come mi è stata trasmessa: 

“******** Mariagrazia” ha inserito un commento su Chi vuol essere “raccomandato”… al milionario??? – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/02/chi-vuol-esserecomcom-raccomandato-al.html

– Mai come quest’anno assistere ad un programma televisivo, nel caso specifico quello trasmesso da Canale5, “Chi vuol essere … –

Buonasera, anch’io ho provato per tre volte a partecipare. 

Quest’anno sono stata contattata, ma la delusione è stata cocente. 

Poche domande secche veloci: a bruciapelo. 

Sbagliate due su dieci veloci e incalzanti. 

Subito in meno di 30 secondo il responso: lei non può partecipare alla selezione.

Non credo che quelli che partecipano siano stati selezionati così!!!

Ho deciso… seguo l’app sullo smarthphone mi diverto di più e non ho un travaso di bile.

Non credo più alla Befana del Milionario!!! 

Cosa vi dicevo… quello è un programma per soli raccomandati, d’altronde basti pensate a chi appartiene quella televisione… 

Già… forse debbo pensare che quei programmi nei quali vengono suddivisi premi in denaro, servono principalmente a foraggiare, direttamente o indirettamente, i familiari o parenti di quanti operano all’interno di quella struttura…

Non è che queste trasmissioni rappresentano una forma di “premio produzione” nei confronti di quei loro dipendenti e dove a ciascuno viene offerta la possibilità di far partecipare qualche congiunto, affinché attraverso essa, si concretizzi qualche premio in denaro???

No… perché se così fosse non ci sarebbe nulla di male, basterebbe semplicemente dirlo, già… saremmo tutti contenti e felici, ma continuare ad assistere – il sottoscritto non vede più quel programma da tempo ormai –   a qualcosa di completamente falsato, è credetemi… qualcosa che da fastidio ed irrita fortemente!!!

D’altronde… rivolgendomi direttamente a Pier Silvio Berlusconi (è per chi non lo sapesse… il figlio di Silvio Berlusconi, azionista di “Fininvest” – la holding della famiglia Berlusconi che controlla il Gruppo “Mediaset” – e di cui è anche vicepresidente esecutivo e amministratore delegato – vorrei chiedergli, perché non provare ad applicare per una volta quelle corrette politiche di trasparenza, in particolare in quei programmi televisivi in cui vi è la possibilità di vincere somme in denaro???

Si potrebbe creare ad esempio una pagina web, dove chiunque tra i telespettatori può iscriversi ufficialmente (dopo essersi registrato con i propri dati e aver inviato copia di regolare documento di riconoscimento e consenso deli propri dati per la privacy), per osservare immediatamente la propria posizione (a quella data di registrazione ) in graduatoria!!!

Ogni qualvolta quel soggetto maggiorenne è chiamato a partecipare viene di fatto depennato e per un anno non gli verrà consentito d’iscriversi; analoga condizione varrà per ciascun suo familiare o per lo meno appartenente a quello stesso nucleo…

Anch’essi infatti verranno eliminati o perderanno di fatto qualsivoglia premio del programma a cui erano stati chiamati, nel caso in cui – in fase di partecipazione – presentassero una dichiarazione mendace non avvisando di una eventuale partecipazione di un familiare a quelle trasmissioni…. 

vede, in questa maniera si garantirebbe un’equa partecipazione, ma soprattutto si darebbe finalmente conferma di una corretta trasparenza e rotazione!!!

Lo so chiedo molto… in particolare quando auspico qualcosa che proprio in questo Paese non esiste, dove si sa… raccomandazione e clientelismo la fanno da padrona e la meritocrazia è schiacciata come una serpe!!!

Ma io credo sempre che alla fine la natura umana possa cambiare… ed ecco perché ho pensato a Lei, Pier Silvio, perché forse è ancora l’unico lì dentro… che può fare “mi auguro” la differenza!!! 

Only the Brave” quindi… ed ancora, tanti e tanti auguri a Jerry!!! 

Credo che oltre l'ex presidente delle misure di prevenzione Silvana Saguto, altri dovrebbero pagare per vicende simili, no… forse ancor più gravi!!!

Si… di una cosa ormai mi son convinto… da noi la giustizia ha due pesi e due misure!!!

Da un lato vi è la notorietà ed il carattere mediatico che alcune inchieste acquisiscono, circostanza questa che fa viaggiare la notizie su un binario di alta velocità, già quasi fosse un “direttissimo”, mentre poi vi sono quelle che che viaggiano come quei treni regionali a carattere locale, lenti, solitamente inefficienti, già una categoria di serie B i cui difetti non vengono neppure portati in risalto e quando “qualcuno” lo fa, per ragioni sconosciute, non vengono prese in considerazione!!!

La verità è che a volte accade qualcosa di strano… già come quanto ad esempio riportato dal sottoscritto proprio alcuni giorni fa, facendo riferimento ad una particolare inchiesta redatta dall’allora giornalista ucciso Giovanni Spampinato http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/10/in-ricordo-di-giovanni-spampinato-un.html e cioè: “In alcuni articoli aveva chiesto apertamente come mai, secondo logica e procedura, l’inchiesta penale che coinvolgeva un familiare di un magistrato del luogo non fosse affidata ai giudici di un’altra città per legittima suspicione. Inspiegabilmente l’inchiesta non fu trasferita neppure dopo queste legittime sollecitazioni, anzi il giovane cronista fu criticato per averlo chiesto e perché i suoi articoli tenevano sotto osservazione un personaggio altolocato che altri consideravano un intoccabile”!!!

Comunque… tralasciando in questa sede eventuali messaggi “subliminali” per quanti sono tra i miei lettori, alcuni di questi propri e veri addetti ai lavori… riprendendo con l’ex presidente numero uno della confisca dei beni alla mafia, Silvana Saguto, di ieri la condanna in primo grado a 8 anni e sei mesi di carcere…

Certo… siamo ancora all’inizio, ma d’altronde se pensate che sono passati ben cinque anni dal primo avviso di garanzia e solo ora, dopo tre anni di processo, è stata letta dal Presidente del tribunale di Caltanissetta la sentenza che chiude il dibattimento… di tempo ne abbiamo, poi ora con la scusa del Covid, prima che si giunga al processo d’appello, ci vorranno le calende greche…. 

Secondo l’accusa si è trattato di un sistema “perverso e tentacolare” e di cui proprio la giudice – radiata dalla magistratura nel 2019 – era a capo.

Ma mi chiedo… dove sono i nomi di quanti sapevano e non hanno parlato??? Se non ricordo male, nell’inchiesta vi erano anche altre figure istituzionali con cui il magistrato aveva rapporti personali e che improvvisamente sono spariti… 

Ed ancora, perché ci si è accaniti in questo modo con l’ex Presidente e non ci si sorprende di quanto accade ancora oggi all’interno di quella “casta” che gestisce il patrimonio dei beni confiscati???

Proprio alcuni giorni fa avevo ripreso una notizia sconvolgente pubblicata dal quotidiano on line “SUDPRESS”, pubblicando un articolo intitolato: “Le nomine degli amministratori giudiziari, dovrebbero garantire trasparenza e soprattutto rotazione tra gli iscritti all’albo!!! Sì… dovrebbero…” –  link: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/10/le-nomine-degli-amministratori.html  

Mi chiedevo… visto che la notizia è sotto gli occhi di tutti, c’è stato in questi giorni qualche magistrato – all’interno del nostro Tribunale – che si sia chiesto se quelle modalità finora messe in pratica fossero di fatto lecite??? Sarebbe interessante saperlo…

Ma forse, come riportavo all’inizio del mio post, è tempo di far alzare l’asticella mediatica e di far conoscere non solo all’opinione pubblica siciliana, ma a quella nazionale quanto è accaduto, chissà forse a differenza di questo “assordante” silenzio generale, qualcosa inizierà a cambiare!!! 

L'Italia delle contraddizioni: tra covidisti e anticovidisti!!!

A questo nostro paese dalle mille contraddizioni, gli mancava soltanto quella di far schierare gli italiani a causa del Covid…

Ecco quindi da una parte coloro che vorrebbero che fossero prese delle disposizioni serie per evitare la diffusone del contagio, mentre dall’altra c’è chi pretende massima libertà e nessun provvedimento restrittivo!!!

Ed allora scendono in campo i genitori che vogliono le scuole chiuse e la didattica a distanza, mentre altri che pretendono che le scuole restino aperte… 

Eguale considerazione per gli insegnanti, c’è chi afferma che quelle aule sono focolai d’infezione e che le misure di prevenzione prese finora sono inefficaci, mentre la maggior parte dei Direttori scolastici afferma che all’interno delle loro scuole c’è la massima sicurezza… 

Poi c’è chi vorrebbe operare attraverso lo smart-working e chi di contro afferma che da casa è impossibile verificare il lavoro svolto da quei dipendenti… d’altro canto va detto come proprio nel pubblico, mi riferisco alla mia regione, molti di essi sono stati “etichettati” quali soggetti improduttivi, individui che – secondo il nostro Presidente della regione, nel corso delle loro ore lavorative… “si grattano la pancia”!!!

Diventa logico immaginare taluni di quei stessi soggetti… ora finalmente a casa senza dover timbrare quel “maledetto” tesserino…

Di ieri tra l’altro la notizia dove ad otto dipendenti dell’Asl Roma 5 i finanzieri del comando provinciale di Roma hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini emesso dalla Procura della Repubblica di Tivoli, per non essersi presentati nel proprio posto di lavoro se pur risultavano presenti, in quanto altri “strisciavano” per loro regolarmente il badge all’ingresso di quella “Casa della Salute” di Zagarolo, mentre altri ancora, si allontanavano subito dopo aver passato il proprio tesserino… 

Che dire… è proprio ascoltando notizie come quella sopra riportata che viene da pensare come ora, grazie all’emergenza sanitaria ed alla possibilità di lavorare da casa, molti di quei soggetti, neppure s’alzeranno dal letto!!!

Continuando con le contraddizioni, abbiamo chi urla che i trasporti pubblici sono veicoli di contagi e quindi vanno limitati per numero,  mentre viceversa altri, in particolari i “pendolari”, pretendono che la disponibilità di quel servizio venga aumentato e che non venga posta su di essi, alcuna limitazione!!!

Poi abbiamo le attività commerciali, in particolare tutti quei servizi di ristorazione, tra cui bar, gelaterie, pasticcerie, pub e ristoranti, la cui apertura è consentita soltanto dalle ore 5.00 alle 18.00, nonché fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze, “Dpcm” che ha fatto scendere per le strade i gestori di quei locali, ormai stanchi di non essere ascoltati…

Analoga situazione per quanto concerne palestre, piscine, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi, anch’esse dovranno chiudere, eccezion fatta per quelli “con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza”.

Sospese poi le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo, casinò, etc… ed anche per i centri commerciali è prevista la chiusura nei giorni festivi…   

Stessa situazione per le Chiese che dovranno continuare a fare a meno dei propri fedeli e allo svolgimento di quelle celebrazioni liturgiche, svolgendo tra l’altro in maniera limitata quelle programmate “consacrazioni”!!!

Ovviamente anche in questi casi c’è chi dice che in questa emergenza sanitaria, svolgere attività ginnica non è una priorità, oppure che la stessa può essere anche svolta nelle proprie abitazioni… 

Che delle scommesse si può fare a meno così si risparmia tempo e denaro e che delle chiese non vi alcun bisogno… perché si può pregare inginocchiati tranquillamente in casa propria, tanto Dio… se vuole ascoltarle le nostre preghiere non ha bisogno – come l’app “Immuni” – di conoscere la nostra posizione!!!

Potrei continuare ancora all’infinito, proponendo le istanze di quanti sono al governo e di quanti all’opposizione, ma quelle si sa… sono talmente banali e insignificanti, come lo sono la maggior parte di quei loro interpreti… così ovvi e prevedibili, che neppure li considero, mentre ritengo che vi sia tutta una schiera di settori, quali quello musicale, cinematografico, teatrale, culturale, che oggi sta realmente soffrendo a causa di queste misure di limitazione, ma che indirettamente –a detta di molti medici– quel particolare comparto… non può restare libero, in quanto determina di fatto “assembramento”

E per finire… anche tra gli affiliati della criminalità organizzata c’è chi vorrebbe che questo “lock-down” finisca, sia per i motivi che ho riportato fino a ieri, ma anche per chi – già… anche tra loro – non vorrebbe fare un caz… e desidererebbe continuare così…

D’altro canto, come si dice in quell’ambiente: per mangiare… c’è il “reddito di cittadinanza”!!!   

In ricordo di Giovanni Spampinato: un giornalista che non ha avuto paura di denunciare la verità!!!

Era la sera del 27 ottobre 1972 quando a Ragusa, veniva assassinato il giornalista Giovanni Spampinato…

Non aveva ancora compiuto 26 anni e il suo nome è compreso nella lista delle vittime della mafia che viene letta nelle piazze ogni 21 marzo per iniziativa dell’Associazione Libera. Nel 2007 gli è stato assegnato il Premio Saint-Vincent di Giornalismo alla memoria, con una motivazione che definisce la sua storia rappresentativa di quella di tutti i giornalisti italiani uccisi a causa del loro lavoro. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo ha ricordato affermando che “ha onorato la professione giornalistica e i valori di verità, legalità e giustizia”. In suo nome è stato fondato nel 2007 l’osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia “Ossigeno per l’informazione”, promosso dalla FNSI e dall’Ordine dei Giornalisti.

Giovanni Spampinato fu ucciso a bordo della sua Fiat Cinquecento, mentre era alla guida. Fu raggiunto da sei proiettili esplose a bruciapelo da due pistole impugnate dal passeggero che sedeva accanto a lui: Roberto Campria, 30 anni, figlio del presidente del Tribunale di Ragusa, che aveva chiesto di incontrarlo urgentemente con la promessa di fare importanti rivelazioni. Campria era uno dei maggiori indiziati di un altro omicidio, quello dell’ingegnere Angelo Tumino, commerciante di antiquariato e oggetti d’arte, ucciso a Ragusa sei mesi prima, il 25 febbraio 1972 in modo misterioso da ignoti sicari con un colpo di pistola in fronte ed abbandonato su un sentiero di campagna.

Subito dopo quell’assassinio Giovanni Spampinato rivelò in articoli pubblicati dall’Ora e da l’Unità che Campria, una delle persone più vicine a Tumino, era coinvolto nelle indagini ed era stato interrogato. Quindi una pista portava dentro il Palazzo di Giustizia. Che il figlio del giudice era stato interrogato subito dopo la scoperta del corpo senza vita dell’ingegnere lo sapevano tutti i corrispondenti, ma Spampinato fu l’unico giornalista a rivelarlo. La circostanza era vera. Ciononostante dopo la pubblicazione della notizia Campria aveva querelato il cronista accusandolo di diffamazione a mezzo stampa, in modo pretestuoso e con palese scopo intimidatorio.

A quell’epoca questi processi si celebravano per direttissima. Il processo fu celebrato quaranta giorni dopo a Palermo. Campria non si presentò e la querela fu lasciata decadere…

Superato quell’ostacolo, Giovanni Spampinato aveva continuato a seguire il caso Tumino pubblicando alcuni articoli su L’Ora sviluppando indagini personali e avvalendosi del racconto di testimoni e familiari dell’ingegnere ucciso. In alcuni articoli aveva chiesto apertamente come mai, secondo logica e procedura, l’inchiesta penale che coinvolgeva un familiare di un magistrato del luogo non fosse affidata ai giudici di un’altra città per legittima suspicione.

Inspiegabilmente l’inchiesta non fu trasferita neppure dopo queste legittime sollecitazioni, anzi il giovane cronista fu criticato per averlo chiesto e perché i suoi articoli tenevano sotto osservazione un personaggio altolocato che altri consideravano un intoccabile. 

Ovviamente queste critiche isolarono Giovanni Spampinato da alcuni corrispondenti locali.

Il 3 agosto 1972 Giovanni Spampinato concesse al sospettato un’ampia replica pubblicando una intervista con dichiarazioni auto-assolutorie e commentò pacatamente che probabilmente egli non c’entrava davvero con il delitto Tumino. 

Ma Campria non si ritenne soddisfatto. Cominciò ad assillare il cronista chiedendogli una più aperta attestazione circa la sua estraneità all’omicidio e promettendogli clamorose rivelazioni su macchinazioni all’interno del Palazzo di Giustizia, ordite contro di lui per colpire il padre magistrato.

L’attenzione giornalistica per l’inchiesta giudiziaria sull’assassinio dell’ingegnere scemò dopo l’assassinio di Spampinato. L’inchiesta penale venne condotta a carico di ignoti e dopo oltre trent’anni, fu archiviata. Difatti ancora oggi, non si conoscono ne gli esecutori, ne i mandanti e ancor meno il movente del delitto Tumino.

Va ricordato come il Tumino fosse un esponente di destra. Era stato consigliere comunale del MSI. Fu assassinato proprio nei giorni in cui Giovanni Spampinato, con la sua inchiesta sul neofascismo, rivelava la presenza a Ragusa del “bombardiere nero” Stefano Delle Chiaie (all’epoca ricercato per le bombe del 12 dicembre 1969 all’Altare della Patria) e di altri noti fascisti romani legati a Junio Valerio Borghese, che nel dicembre del 1970 avevano tentato un colpo di stato per il quale si era cercato di arruolare anche la mafia, come si seppe molti anni dopo. 

Uno di quei personaggi, Vittorio Quintavalle, fu interrogato dagli inquirenti che seguivano le indagini sul delitto e questa circostanza rafforzò nella mente del cronista l’impressione che l’omicidio Tumino potesse essere collegato alle trame eversive che stava documentando. Tanto più che i contatti fra Campria e Tumino e fra questi e i trafficanti di estrema destra erano frequenti. 

Giovanni Spampinato però fu ucciso prima di poterlo dimostrare!!!

Il suo assassino Roberto Campria si costituì subito dopo il delitto, dichiarando che aveva reagito a una insopportabile provocazione. Il processo in Corte d’Assise fu celebrato a Siracusa nel 1975. Campria fu condannato a 21 anni di reclusione. La sentenza fu ridotta a14 anni dalla Corte d’Appello di Catania, che concesse all’imputato l’attenuante della provocazione, equiparando ad attività provocatoria gli articoli di cronaca di Spampinato. Campria scontò la pena nella casa penale di Barcellona Pozzo di Gotto e tornò libero dopo otto anni.

Va ricordato infine come le inchieste di Giovanni Spampinato fossero sempre condotte con il massimo rigore e con un lavoro sul campo, e difatti, grazie all’ausilio di numerosi fonti non ufficiali ed in collaborazione con l’equipe di giornalisti ed avvocati, nell’estate del 1970 pubblicò il libro-inchiesta “La strage di Stato”!!!

Su di egli ha scritto il giornalista Paolo Borrometi: “Del suo lavoro Giovanni aveva un’idea altissima, generosa e nobile. Non si tirò indietro al ruolo di custode del racconto e del giornalismo imparziale e libero. Non scese mai a patti con la sua coscienza e assolveva al ruolo di raccontare ed informare la sua comunità, anche se ciò poteva costare caro”!!! Giovanni è un martire dimenticato… vergognosa, inoltre, è la mancanza di memoria della sua provincia, Ragusa, che non lo ricorda o fa finta di ricordare. Perché ricordare, spesso, è scomodo. Quindi meglio dimenticare. Giovanni non arretrò nemmeno quando si trattò di pubblicare il nome di un intoccabile: quel Roberto Cambria che poi sarebbe stato il suo carnefice. Da quella tragica serata sono passati quarantatrè anni, ma in quella terra c’è ancora chi sostiene che, in fondo, “Giovanni se l’è cercata”. Non si può continuare a scambiare i carnefici per vittime, bisogna ripristinarne la memoria. Lo si deve a Giovanni, alla sua famiglia e ad una intera collettività che merita di ricordare un eroe normale, da spiegare ai giovani perché possano avere proprio lui come modello positivo”!!!

Scontri a Catania e vedrete, siamo sono all'inizio…

 

Ieri sera sul Tg ho osservato gli scontri avvenuti in pieno centro nella mia città di Catania sotto il palazzo della Prefettura, che poi non ho mai capito quanto possa servire andare a protestare lì… come se qualcuno da quelle poltrone possa cambiare la situazione…

Come ripeto da una vita: i Prefetti vengono e vanno, mentre i problemi restano tutti inalterati!!!
Ma d’altronde, nessuno di loro ricerca problemi durante quell’incarico, anzi come si dice, “meno se ne hanno… meglio è”!!!

Comunque, per come avevo scritto nel mio post di sabato 24 c.m. “Iniziano gli scontri per le strade, alcuni dei quali umanamente comprensibili, altri… sicuramente alimentati dalla criminalità organizzata!!!” e difatti quanto avevo preannunciato si è ora avverato!!!

Che vi sia un grave pericolo derivante dal rischio di un nuovo lock-down è cosa assodata, anche perché le attività commerciali con questo nuovo blocco non potranno far altro che predisporsi verso la chiusura definitiva!!!
D’altro canto ditemi, chi di loro potrebbe sostenere i costi di gestione, personale e quant’altro restando aperti solo fino alle 18.00, ma neppure se arrivassero tutti gli incentivi Statali… essi non garantirebbero in alcun modo, il proseguo futuro delle attività!!!
Perdonatemi lo sgradevole paragone, ma indirettamente anche i soggetti legati a quella criminalità organizzata (e i parenti di quei congiunti attualmente detenuti) che sono a carico di quest’ultima, a causa dei mancati introiti derivanti dall’attuale “DPCM” e da un eventuale, ma molto probabile, rischio imposto di “coprifuoco”, si troverebbero ad avere limitate tutte quelle loro attività illegali…
Forse è il momento che qualcuno all’interno di quegli uffici istituzionali, inizi a prepararsi ad una prossima “pilotata” sommossa popolare !!!

D’altronde è stato già dimostrato con i numeri, come durante il precedente lock-down, ma anche nei mesi successivi, il numero delle attività criminali è sceso di ben il 70%!!!

Sono diminuiti le rapine, gli scippi, i furti all’interno delle abitazioni, il contrabbando, la vendita di materiale contraffatto, la prostituzione e lo spaccio di droga, per non parlare del mancato incasso dovuto alle scommesse clandestine e per causa dovute alla chiusura delle attività, che non ha permesso di fatto l’incasso mensile di ciò che solitamente viene definito “pizzo“!!!   
Sono migliaia quindi i soggetti cosiddetti “pericolosi” che potrebbero scendere in campo, in quanto a breve rischiano di non aver neppure i soldi per mangiare e credetemi… per chi è stato abituato ad averli sempre in tasca, non sarà per nulla facile contenerli, neppure facendo giungere l’esercito!!!
Peraltro, continuare per come si è fatto in tutti questi anni, cercando cioè di far finta che il problema non sussista o continuare a sperare che attraverso trattative e contentini vari tutto possa essere contenuto, resta una mera illusione, ma con una differenza, che questa volta il rischio è che qualcuno si possa, direttamente o anche indirettamente, far male!!!
Una cosa è certa, qualcuno deve iniziare a prendersi le proprie responsabilità ed agire di conseguenza, ormai…  dietro le quinte non è più possibile rimanere!!! 
 

Nessuno ha ancora compreso come si trasmette questo virus e si viaggia tra ipotesi e tentativi vari…

Non mi dite che vi è qualcuno capace di affermare in quali modi questo virus si sta trasmettendo perché sono solo cazzate!!!

Nessuno… sì ripeto nessuno è stato in grado di comprendere con quale modalità il virus si trasmette e se, il semplice uso di mascherine o distanziamento può prevenirci da un contagio…

La verità è che quanto si era detto non è vero, in particolare sul mancato contagio nei confronti di bambini e adolescenti!!!

Sono in tanti in questi giorni tra i bimbi ad essersi ammalati, con la differenza rispetto degli adulti, che la crisi è stata superata celermente grazie al numero elevato di anticorpi presenti a quell’età, ma durante quel loro malessere essi indirettamente, hanno contagiato quanti presenti in famiglia, molti dei quali sono ancora in precarie condizioni e stanno provando a contrastare con le sole forze e qualche pillola… quel virus.

Certamente una cosa è avere 10 anni, un’altra 30, 40 o 50… ed un’altra cosa è essere anziani o avere patologie gravi pregresse il cui “covid” ora non fa altro che amplificarne le problematiche o condurre nei casi gravi ai decessi!!!

E quindi…se non si giunge presto ad un vaccino, questa situazione si protrarrà per non si quanto altro tempo e una cosa è certa, i contagi aumenteranno a dismisura!!!

Forse l’unica vera soluzione – ma solo per limitare la diffusione del contagio – potrebbe essere rappresentata da un blocco totale, ma ciò comprenderete alimenterebbe inevitabilmente una crisi economica e sociale, che già sta dando i suoi primi segnali…

D’altronde il nostro governo può fare poco, come peraltro ancor meno si sta riuscendo a fare nel mondo, lì dove ci era stato detto, si era già in possesso di un possibile vaccino…

Tutte chiacchiere e niente fatti… purtroppo nulla di buono ci aspetta nei prossimi mesi e far finta di non vedere quanto sta per accadere è come aver i “prosciutti negli occhi”!!!

Sperare quindi di poter salvaguardare – se pur legittimamente – la propria attività commerciale, convinti che questi nuovi “DPCM” o eventuali lock-down possano rappresentino qualcosa di folle a cui non dover sottostare è un rischio che nessuno può prendersi…

D’altronde, pensare che il proprio fatturato possa venir prima di qualsivoglia circostanza in particolare se grave come quella attuale, potrebbe condurre ciascuno di noi a vivere scene come quelle già in questi giorni accadute, dove non ci saranno attività aperte in quanto queste saranno state saccheggiate dai cittadini!!!  

Ecco il motivo per cui bisogna fare in modo di essere prima di tutto riflessivi e fare in modo soprattutto che la ragione prevalga sull’istinto!!!

Iniziano gli scontri per le strade, alcuni dei quali umanamente comprensibili, altri… sicuramente alimentati dalla criminalità organizzata!!!

Pensare che l’avvio del blocco delle attività e soprattutto il coprifuoco in corso in alcune regioni, non porterà ad un innalzamento degli scontri sociali… è come non voler accettare la realtà!!!

Avevo scritto delle problematiche che l’emergenza sanitaria avrebbe determinato… http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/03/la-criminalita-organizzata-e-il.html e difatti, quanto accaduto in questi mesi ha concretizzato in pieno quelle mie anticipazioni…

Il problema da risolvere ora è legato principalmente a due aspetti, il primo di carattere legale ed il secondo purtroppo di natura… illegale!!! 

Infatti, a scendere per le strade in queste ore sono tutti quegli imprenditori, ma anche piccoli artigiani e autonomi, le cui attività a causa del “lock down” e soprattutto del coprifuoco, rischiano definitivamente di chiudere!!!

Mi riferisco a quei settori della ristorazione, della somministrazione, delle strutture alberghiere oppure quelle relative ai servizi…
Come alquanto probabile sarà la chiusura di quelle attività considerate a rischio, come palestre e piscine o ancora resteranno chiusi i centro commerciali a esclusione di quelli alimentari, come resteranno inoperosi i taxisti e gli autisti privati, ed anche quelle attività ritenute non essenziali, ma che muovono l’economia e soprattutto garantiscono migliaia di posti di lavoro!!!

Ed ecco quindi che alcuni appartenenti alle categorie sopra riportate ed anche molte altre che in questo post non sto ad elencare, hanno deciso di scendere in piazza per protestare!!! 

Sì… non più a parole!!!

Difatti ieri sera,  un migliaio di giovani – molti di loro senza alcuna mascherina – sono scesi per le strade a Napoli nella prima serata di coprifuoco (che iniziava proprio alle 23.00), per protestare contro le misure anti-Covid varate dal governo della Campania!!!

A seguito di ciò sono seguiti scontri con la polizia in tenuta antisommossa, lanci di lacrimogeni, cassonetti dati alle fiamme, auto divelte e bottiglie di vetro scagliate ovunque…

Va detto… nessuna condizione di disagio può giustificare questi atti di violenza, ma certamente quanto sta per accadere, rischia di esasperare molti cittadini e di portare alla chiusura definitiva almeno 100.000 attività, con conseguenze economiche, sociali e occupazionali gravissime!!!

Come riportavo nel titolo, a perdere non saranno soltanto le attività irreprensibili di quegli onesti imprenditori, bensì a soffrire saranno anche tutte quelle imprese legate alle criminalità organizzata e di conseguenza tutti coloro che nella qualità di “affiliati“, campano attraverso essa…
Ecco perché secondo quest’ultimi, quel “coprifuoco” è qualcosa da screditare, anzi da non proporre minimamente, intervenendo se necessario anche in modo violento, proprio perché se dovesse venire attuato, non permetterebbe quell’abituale svolgimento illegale compiuto solitamente da quei referenti di organizzazioni criminali, quali il traffico di stupefacenti, lo sfruttamento sessuale, la vendita di prodotti di contrabbando quali tabacco ed ancora, prodotti contraffatti, gioco d’azzardo e gestione illecita dei rifiuti!!!

Ma ciò che condizionerà in maniera determinante quell’ambiente malavitoso sarà principalmente il mancato incasso da usura ed estorsioni, proprio perché – a causa del lock down – la maggior parte delle attività resteranno chiuse e quindi non potranno minimamente provvedere a pagare quell’imposizione ai loro aguzzini!!!

Come ho scritto alcuni mesi fa… http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/05/la-sicilia-colpita-due-volte-dal-virus.html questo periodo può essere fondamentale per le nostre forze dell’ordine, sì… per ripristinare in parte quella legalità perduta nel corso degli anni e per dare finalmente un segnale forte nel controllo del territorio, da troppo tempo abbandonato…
Si tratta questa volta di essere un po’ più energici e concreti, affinché si metta in pratica quella condizione di forza, che solo il coprifuoco può di fatto permettere!!!   

Quella bomba di Capaci è come se mi fosse esplosa in casa!!!

Credo che tra le circostanza più drammatiche che nel corso della mia vita mi sono rimate impresse… la bomba di Capaci, insieme alla tragedia delle torri gemelli, sono tra le immagini più scolpite nella mia memoria!!!

Nel ricordare oggi quel 23 maggio del 1992 vorrei far presente come quella giornata così drammatica abbia rappresentato per il sottoscritto, ma penso per milioni di persone, un qualcosa di indelebile… come se la deflagrazione di quella bomba, da Capaci fosse giunta fino a Catania, investendomi in pieno con tutta la sua forza!!!

Per un momento ho avuto la sensazione che quell’ordigno fosse scoppiato in casa mia… e mi vedevo lì, come fossi in un sogno ad occhi aperti, attorno a quei detriti e a quei corpi, senza poter far nulla… 

Immobile… osservavo la scena di quelle auto divelte, i corpi dilaniati del Giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e dei tre uomini della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani ed in quel momento ho ripensato a quanto stavo da pochi anni compiendo e cioè quel voler portare avanti un processo d’impegno e di sensibilizzazione verso quella necessaria cultura di legalità, ma soprattutto operando quell’azione di contrasto nei confronti di quelle particolari situazioni, legate a meccanismi illegali compiuti da quei propri referenti (o anche ahimè da uomini delle istituzioni) legati a quell’associazione criminale, affinché la lotta non fosse compiuta esclusivamente in maniera astratta, ma venisse implementata quotidianamente da un impegno preciso e concreto, seguito conseguentemente da denunce formali…

Perché facile parlare di mafia, di corruzioni, collusioni, malaffare e illegalità, senza mai prendere una posizione ufficiale, ma restando lì… nel limbo, in attesa che vi sia sempre qualcun altro che lo faccia…

Questo non è lottare, le iniziative come quelle di oggi servono a poco o nulla se non si cambia la sostanza, già… se si resta insensibili con quanto finora accaduto o con quanto purtroppo ancora accade…

Lo Stato c’è, indubbiamente vi sono ottimi magistrati, bravissimo uomini delle nostre forze dell’ordine, validi volontari di associazioni di legalità, ed anche molti giovani seguiti da valenti insegnanti che hanno saputo dire, attraverso cortei ed iniziative culturali, “no alla mafia”!!!

Ma ora è tempo di dare di più… 

Sì… bisogna far in modo che ciascun siciliano mostri d’avere per questa terra un po’ più di coraggio e dignità, senza pensare di lascare in eredità (a chi poi non si sa…) quanto di peggio si è compiuto in questi lunghi anni, ma provando con tutte le forze ad estirpare definitivamente quella cultura mafiosa da ciascun adolescente, affinché ciascuno di essi possa cambiare radicalmente mentalità e pensi finalmente a questa terra, come il posto più bello del mondo in cui vivere!!!

Attentato al giudice Falcone: esce ora il nome di una supertestimone!!!

“Era il 1997 e passando dall’autostrada, mi fece vedere il punto esatto dell’esplosione e mi spiegò che si era trovato lì perché aveva fatto dei rilievi per conto del Sisde, dopo la strage”. 

Le parole sono della ex compagna dell’ex poliziotto Giovanni Peluso, indagato come “compartecipe ed esecutore materiale” per la strage in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e i tre agenti della scorta dopo le accuse del pentito nisseno Pietro Riggio. 
A dare la notizia delle dichiarazioni messe a verbale dai pm nisseni che indagano sulle stragi del 1992, il procuratore aggiunto Gabriele Paci, i sostituti Pasquale Pacifico e Matteo Campagnaro, e il collega Salvo Palazzolo su La Repubblica.
Le dichiarazioni della donna si affiancano proprio a quelle di Riggio nel momento in cui conferma che il suo ex diceva di lavorare per i servizi segreti, ma non solo, ha anche ricordato che Peluso, nei giorni dell’Attentato di Capaci, andò via da Roma per un viaggio in Sicilia: “Quel fine settimana me lo ricordo – ha detto ai magistrati – perché sparì il venerdì e tornò il lunedì pomeriggio a casa“.
Questi dettagli, associati alle informazioni sui presunti rilievi effettuati per conto del Sisde, riportano alla memoria un dato già noto agli inquirenti, infatti il 25 maggio 1992, due giorni dopo l’esplosione lungo l’autostrada Palermo-Trapani, il Sisde inviò il proprio personale per prelevare materiale roccioso da sottoporre a successivo esame chimico-esplosivistico. 
Di ciò, ha recentemente parlato nel processo sul depistaggio di via d’Amelio l’ex vice capocentro dei servizi a Palermo (oggi in pensione), Lorenzo Narracci.
Misteri ed elementi che infittiscono sempre più la trama di quelle stragi che dimostrano sempre di più (d’altronde lo stesso boss Toto Riina negò il coinvolgimento di cosa nostra per alcune di esse…) come  queste non possono essere ricondotte al solo coinvolgimento di Cosa nostra!!!

Da quando nel 2018 è iniziata la “seconda parte” della collaborazione con la giustizia di Pietro Riggio, ex agente della polizia penitenziaria ed ex membro della famiglia nissena dei Madonia, le indagini sulle stragi stanno trovando un nuovo impulso. 

Delle sue dichiarazioni si stanno occupando la Procura nazionale antimafia, quella di Caltanissetta, di Firenze e di Palermo.
Nella deposizione dei giorni scorsi al processo d’appello sulla trattativa Stato-mafia il collaboratore di giustizia ha raccontato anche di un incontro avuto con Peluso ed un uomo con la faccia deturpata che diceva di chiamarsi “Filippo”.
Anche in questo caso un dettaglio che combacia con le dichiarazioni della ex compagna di Peluso. 
La testimone ha raccontato ai magistrati di un misterioso incontro sulla Palermo-Catania, allo svincolo di Resuttano: “

Mi fece accostare sul sedile posteriore entrò un amico di Giovanni, che aveva lavorato nella polizia. Aveva una cicatrice sulla guancia, l’ho riconosciuto di recente in foto, anche se è di molto invecchiato rispetto ad allora“.

La foto a cui si riferisce è quella di Giovanni Aiello, oggi deceduto, anche noto come “faccia da mostro”, l’ex poliziotto che diversi collaboratori di giustizia hanno associato a stragi come quelle di via D’Amelio e di Capaci, ma anche agli omicidi del vicequestore Ninni Cassarà, del poliziotto Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio, o del piccolo Claudio Domino.
Il mio ex – ha ribadito la donna – lo chiamava Filippo, mi diceva che era soggetto legato ad ambienti mafiosi, in un’occasione mi disse che era protetto dalla famiglia mafiosa di Provenzano, mentre le altre famiglie lo volevano ammazzare, ma non mi ha mai spiegato il motivo“.
Tanto sulle dichiarazioni di quest’ultima testimone, quanto su quelle di Riggio, gli inquirenti stanno ora compiendo tutti gli accertamenti del caso. 
Un atto dovuto!!!

Strage di Capaci: quei misteri ancora irrisolti…

La era integra dopo l’esplosione”… 
Già, con queste parole il fotografo Antonio Vassallo rivela la Strage di Capaci…

Il testimone che abita ancora oggi vicino il luogo dell’esplosione, ricorda quei momenti tragici in cui alle ore 17.58 scoppio l’ordigno che uccise il giudice Falcone, sua moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

Egli infatti accorse immediatamente nel luogo dell’attentato e tra quelle devastanti macerie iniziò a fotografare quanto fosse accaduto e forse anche qualcosa in più…  che non avrebbe dovuto imprimere su quella pellicola!!!

Infatti di lì a poco, il rullino gli venne sottratto da quelli che si presentarono come poliziotti in borghese e nonostante i suoi tentativi di recuperarli, i negativi sparirono nel nulla… 

Ciò che nessuno ha però detto è quel ricordo nitido che il Vassallo ha sulla “Quarto Savona 15”, la Fiat Croma su cui viaggiava il magistrato, oggi un ammasso attorcigliato di lamiere che viaggiano per il nostro Paese all’interno di una teca, ma stranamente – al tempo della deflagrazione (secondo il fotografo) – quasi completamente integra!!!

Già… “la macchina era finita dall’altra parte dell’autostrada – ha rivelato il fotografo al quotidiano “PalermoToday” – era capovolta, ma ricordo di averla vista integra, non sicuramente come viene presentata oggi”, certo il sottoscritto osservando la foto sotto riportata, ritiene che qualcosa di quella dichiarazioni non collimi perfettamente con la realtà, ma potrei anche sbagliarmi… 

Certamente un dubbio mi sorge e cioè perché accartocciarla, sicuramente l’hanno modificata con qualche pressa idraulica, di quelle che si trovano abitualmente negli “sfasciacarrozze”??? 

E dove è finita la borsa del giudice??? Già… dove sono le due agende e l’agendina elettronica che il giudice portava sempre con se???

Sembra di rivedere nuovamente quanto accaduto alcuni giorni dopo in Via D’Amelio con la borsa e l’agenda del collega Borsellino ed ora, nessuno sa nulla, ne di quella valigetta e neppure di quel rullino!!! 

Ed ancora, perché ridurre in quel modo un’auto che prima era integra… 

Cos’è… si vuole creare nelle coscienze dei miei conterranei un momento ancor più intimo di riflessione, in particolare lo si desidera fare nei confronti degli adolescenti – visto che l’auto viene solitamente esposta all’interno delle scuole – e quindi per far apparire ancor più tragico quell’attentato (già visivamente arduo da accettare…) – si è ridotta in un cumulo di lamiere quell’auto?”. 

Certamente l’auto è stata ripulita di tutto… affinché nulla venisse trovato al suo interno!!!

Nulla esclude – ipotizza il fotografo – che qualcuno abbia volutamente fatto sparire la ventiquattrore di Falcone, un po’ come è successo con la famosa agenda rossa di Borsellino, in via D’Amelio. Sono convinto che quell’auto non fosse ridotta così come ce la mostrano adesso. Perché nessuno ha spiegato cosa sia successo a quell’auto?. Un particolare che salta fuori adesso perché – spiega il fotografo – è solo recentemente che i brandelli della Croma vengono mostrati in pubblico. 

Una cosa è certa… anche se molti parlano di “sospetti“, si sa come nel nostro paese sia sempre difficile giungere alla verità, in particolare quando questa risulta scomoda poiché coinvolge taluni soggetti legati ad apparati deviati dello Stato o perché mandanti occulti celati dietro la politica o la massoneria… gli stessi che proprio grazie alle stragi e omicidi compiuti nel nostro Paese (mafiose e terroristiche), hanno potuto beneficiare di vantaggi personali e non solo!!!

Domenico Calviello: quando le colpe ricadono sui familiari…

Eravamo nel periodo forse più violento che il nostro paese abbia attraversato, già… quegli anni 80′ e 90′ in cui la recrudescenza ha dato il peggio di se, in particolare tra quelle opposte famiglie mafiose che provavano a contendersi il territorio, per garantirsi quel potere economico e finanziario…

Una guerra fratricida caratterizzata come ben sappiamo da centinaia di omicidi, compiuti in tutte le ore del giorno e della notte e dove nessuno si poteva sentir sicuro, sia tra quei soggetti criminali, che ahimè, tra quelle molte vite innocenti… 

Continue vendette trasversali dove a venire eliminati non erano soltanto i componenti di quei clan rivali, ma a perdere la vita erano anche ragazzi, come Domenico Calviello di 14 anni ucciso forse al posto del fratello, Valentina Guarino di soli 6 mesi colpita insieme al padre pregiudicato, Raffaella Lupoli uccisa a 11 anni al posto del padre e Domenico Petruzzelli ucciso insieme al padre e la madre a 3 anni per una vendetta.

Già… ricordo oggi (nella data di commemorazione) Domenico Calviello, un ragazzo di appena 14 anni, ucciso a fucilate la sera del 20 ottobre 1989, mentre si trovava nei pressi della macelleria del padre. 

Un omicidio che come molti altri, è rimasto avvolto nel mistero: infatti, non sono stati mai individuati gli esecutori, vista in particolare le poca collaborazione di quanti potavano sapere… 

Peraltro, rimane misterioso anche il movente, anche se gli inquirenti ipotizzarono una vendetta trasversale, finita tragicamente a causa di uno scambio di persona per la notevole somiglianza intercorrente tra i due fratelli; e difatti questa l’ipotesi per la quale si è pensato che il vero obiettivo dell’agguato fosse per l’appunto il fratello Antonio, anch’egli presente la sera del 20 ottobre.

Cosa aggiungere… di una cosa ormai mi sono convinto e cioè che la maggior parte delle persone considera quanto accade all’interno di quel contesto mafioso come una circostanza distante dalle loro vite, sì… come se quegli omicidi commessi non fossero qualcosa che appartiene al contesto quotidiano, bensì essi preferiscono fingere di non vedere quanto accade intorno a loro e pensano così di vivere la propria in maniera tranquilla…

Poi di quelle vite perdute, rubate al loro futuro, di quelle mancate occasioni di riscatto sociale di cui tutti parlano, ma che poi nessuno riesce a portare a compimento, ecco vorrei dire che di quei proclami ne abbiamo le tasche piene, perché la verità in fondo è che a molti di quei ragazzi, è stata tolta l’unica cosa che possedevano e cioè la speranza…

Al sottoscritto e ad altri come me… tocca la responsabilità di non far mai affievolire il ricordo di quelle vittime, ma soprattutto di tramandare – in qualsiasi modo possibile – quella cultura di legalità che riesca a trasmettere ai nostri giovani l’unico strada da percorrere, allontanandoli definitivamente da quell’ambiente criminale, quest’ultimo come si sa… sempre alla ricerca di giovani da integrare, quasi essi fossero un parco auto, necessari per garantire ad essa il proseguo dei suoi malaffari quotidiani!!!

Le nomine degli amministratori giudiziari, dovrebbero garantire trasparenza e soprattutto rotazione tra gli iscritti all'albo!!! Sì… dovrebbero…

Sul ruolo degli amministratori giudiziari si potrebbe aprire un dossier… ma basterebbe leggersi quanto il sottoscritto ha scritto e anche dichiarato in altri quotidiani on line, proprio in particolare su quelle modalità di gestione, alquanto “discutibili“… 

Sì certo negli anni si è parlato di trasparenza, rotazione, valutazione del peso e della complessità delle società da gestire… e comunque queste di numero “non superiore a tre”, ma quando si è passati ai fatti concreti, ciò che si è scoperto, ha lasciato ciascuno di noi totalmente basito!!!

Ovviamente non bisogna andare lontano per osservare quanto non funzioni o per meglio dire si realizza diversamente da tutti gli altri luoghi e sì… perché casualmente il distretto giudiziario di Catania sembra appartenere ad un’altra giurisprudenza, quasi godesse di una forma propria d’indipendenza o chissà forse indirettamente si è aggiogata anch’essa quel ruolo di “autonomia”, che appartiene di fatto proprio alla nostra regione…

Infatti, essa permette a molti dei suoi professionisti di ricevere incarichi non per come previsto dalla legge per un massimo di tre, bensì a questa schiera di professionisti, vengono date in gestione decine e decine di società dai settori più svariati, come se amministrare una società di costruzione sia eguale ad una attività commerciale o ad una di distribuzione al dettaglio o all’ingrosso…

Ma forse la circostanza più assurda, è che questi amministratori sono realmente capaci di amministrarle tutte contemporaneamente!!!

Poi qualcuno si meraviglia come all’interno di quelle imprese sequestrate o confiscate, accadano situazioni ambigue, con circostanza che hanno evidenziato nel tempo ( se mi permettete… aggiungerei grazie anche al contributo di soggetti come il sottoscritto ) controlli lacunosi che hanno di fatto permesso la realizzazione di truffe e raggiri, proprio a danno di quelle società… ahimè amministrate dallo Stato!!!

Riporta perfettamente nella sua nota il giornalista di “SudPress”: chi ha un minimo di esperienza imprenditoriale, ma anche chi ha solo un minimo di buon senso, sa bene quanto è difficile amministrare una sola azienda, complicato arrivare a tre, ma averne a decine è davvero fuori da ogni logica, tanto che la legge espressamente parrebbe vietarlo, anzi dal tenore della lettera, “comunque non superiore a tre”, sembra proprio neanche tenere in considerazione il fatto che questo limite possa essere superato.

Ed invece guardate un po’ cosa è successo: https://www.sudpress.it/destinazione-news/post/95315/amministratori-giudiziari-nominati-dal-tribunale-di-catania:-6-(sei)-professionisti-420-(quattrocentoventi)-incarichi 

Ah… se solo qualcuno si leggesse (una volta e per tutte…) quel dossier presentato ufficialmente alcuni anni fa e stranamente ancora celato (viste le informazioni compromettenti che contiene al suo interno…) dentro quella scrivania del nostro Tribunale etneo…

Già… credo che sia giunto il momento di farne avere copia al nostro Ministro della Giustizia oppure chissà, forse per darne immediatamente risalto al caro amico Giletti o al procuratore Nino Di Matteo!!!

Vorrei sapere oggi chi aveva detto che il virus era clinicamente morto!!!

Già… pur di rendersi partecipi alla ripresa economica e all’arrivo dell’estate e quindi del turismo, si è avuto la fretta di aprire con tutte le attività e questo oggi è il risultato!!!

La contaminazione da sociale è diventata familiare e il rischio che a breve il prossimo “Dpcm” punterà – per come avevo scritto alcuni giorni fa – è chiudere tutto, in particolare le interazione sociali. 

Per limitare i contagi si ha la necessita di rallentare le attività commerciali e predisporre un nuovo piano di prevenzione che obblighi innanzitutto l’uso continuo delle mascherine e il mancato rispetto della distanza sociale…

La disponibilità dei posti letto è già a rischio, ma non solo, sono i pazienti che hanno necessità di essere curati per altre patologie gravi ad aver bisogno di quelle apparecchiature intensive che oggi purtroppo non ci sono, in quanto destinate all’emergenza covid…

Ecco quindi che gli infartuati, coloro che devono subire un’operazione di trapianto, etc… sono tra coloro maggiormente a rischio, in quanto per essi non vi sono posti a disposizione, poiché il flusso dei ricoverati in malattie infettive o in rianimazione è ormai saturo!!!

Tra l’altro il problema non è relativo ai soli posti letto, bensì è anche il personale che sta mancando, in quanto non sufficiente a venir incontro al numero sempre crescente degli ammalati… 

Il contagio del virus si sta sempre più ampliando ed anche quelle regioni che erano state toccate di striscio e di conseguenza si sono meno attrezzate rispetto al contagio, ora sono quelle che lo subiscono maggiormente e soprattutto risultano essere le più a rischio in quanto non si sono meno preparate a combatterlo!!!

In molti difatti hanno pensato che non vi fosse più il “covid” in circolazione, pensando così di essere riusciti a superare quel momento difficile del lock-down… 

Oggi viceversa, ci si pente di quella decisione scellerata, presa non solo dal governo in carica, bensì da noi tutti, che appena abbiamo ottenuto un po’ di libertà, abbiamo ripreso con le nostre abitudini come nulla fosse accaduto ed oggi purtroppo, ne iniziamo a pagare le conseguenze!!

La vera antimafia si fa in prima persona, senza dover attendere – per come finora fatto – che siano sempre gli altri a metterci il coraggio!!!

Si parla di contrasto alla mafia, di combattere quella generalizzata omertà, di non sottostare alle estorsioni compiute da quei soggetti affiliati alla criminalità organizzata, ma quando si tratta di mettere in pratica quelle azioni, quando si tratta di denunciare ecco che la maggior parte fugge o si piega!!!

Sì… sento ogni giorno parlare di antimafia, ma quando dichiaro di passare all’azione, di mettere in pratica quei gesti fondamentali per determinare il giusto distacco da quei racket… ecco che improvvisamente vengo guardato con sospetto, quasi fossi un “alieno” ed il discorso cambia improvvisamente su argomenti diversi e superficiali…   

Ecco perché ammiro Giuseppe Piraino, perché in qualità di imprenditore ha deciso di non piegarsi al racket, denunciando gli esattori che gli chiedevano il “pizzo”…

Oggi comunque non è più solo… quel clima di ostilità sta cambiando – anche se va detto… il problema resta ancora presente in tutta la sua gravità, poiché si sa… la cultura mafiosa è ancora ben presente nel territorio – ma egli ha saputo dimostrare di non aver paura e difatti va avanti, sì… oggi insieme ad altri commercianti che come lui dimostrano di non aver paura…

Forse è tempo che all’interno di quell’associazione criminale, ci si convinca che è tempo di modificare quel proprio “modus operandi”, già… quel proprio modello organizzativo di negoziazione con cui finora ha sopravvissuto, in quanto ormai, questa consueta pratica non può più essere applicata, proprio in virtù della circostanza che la diffusione della pandemia sta determinando…

I commercianti stanno chiudendo a causa dei debiti affrontati ed oggi in gioco vi è la loro di sopravvivenza e quindi non sono più disponibili a barattarla con nessuno, in particolare con chi – senza averci messo nulla di proprio, mi verrebbe da dire… come lo Stato – pensa di voler imporre ancora una “tassa“!!!

Basta quindi con esose richieste amministrative, basta con il pizzo e quant’altro, perché se si continua così – sì… con il prossimo eventuale lock-down – saranno i cittadini a porsi dinnanzi alle proprie attività con i bastoni, in particolare perseguitando tutti coloro che proveranno a chiedere loro denaro!!!     

Già… sembra incredibile, eppure il malaffare si rivela proprio in quei settori che si pensano essere regolari!!!

Come ripeto spesso… “ciò che non si vede, non si punisce” !!! 

Ma d’altronde, chi dovrebbe comprendere quanto accade illegalmente se tutto viene svolto alla luce del sole? 
Non sto dicendo che non vi siano i giusti controlli, anzi tutt’altro, mai come in questo periodo la magistratura insieme alle nostre forze dell’ordine hanno dimostrato d’esserci, intervenendo in maniera decisa su molteplici circostanze che stavano dando il via ad azioni di malaffare, corruttive ed illegali… 
Ma il problema di fondo resta sempre lo stesso, quello di saper individuare anticipatamente quanto accade all’interno di talune società, in particolare per quelle che per poter operare, hanno necessità di essere autorizzate dalla Prefettura, la quale – dopo attente e specifiche verifiche – dichiara quei risultati negativi da infiltrazione mafiosa, affinché quell’impresa possa di fatto essere inserita nella cosiddetta  “white-list”!!!

Ma l’essere subordinati all’obbligo d’iscrizione non significa nulla… perché è stata ampiamente dimostrato come talune imprese – iscritte in quella lista – abbiano successivamente continuato ad operare in maniera illegale, “protetti” per l’appunto da quella autorizzazione, che correttamente ha verificato i tentativi di infiltrazione mafiosa (nei confronti di quei soggetti richiedenti in quanto rappresentanti legali di società legate a settori esposti maggiormente a rischio), ma che superati quegli adempimenti burocratici, hanno iniziato a compiere qualsivoglia azione illegale…

Sono difatti abbastanza convinto che se si provassero a verificare – anche a campione – certe procedure che a prima vista sembrano del tutto regolari, beh… una verifica attenta di quelle “condizioni“, farebbero perdere di fatto a talune imprese, la permanenza in quell’elenco e di conseguenza, la loro eventuale partecipazione agli appalti in corso o da realizzare…

Ma come riporto nel mio titolo, trovare quelle discrepanze non è semplice, anche perché bisogna essere un po’ esperti per comprendere dove cercare e per fare ciò, bisogna conoscere in maniera precisa, quali meccanismi vengono messi in pratica affinché tutto appaia regolare… 

Si… perché se da un lato c’è chi prova a contrastare quelle attività illegali, dall’altro non vi sono mica un gruppo di sciocchi che aspettano da un momento all’altro che qualcuno giunga da loro per arrestarli!!!
Ed allora come dicevo, tutto deve essere fatto alla luce del giorno, ogni procedimento messo in atto deve prevedere quei possibili accertamenti, i quali… devono riuscire a superare qualsivoglia ispezione amministrativa e contabile!!!
Come direbbe un prestigiatore: “il trucco c’è, ma non si vede”… 
E già… bisogna esser veramente bravi a riuscire quotidianamente a camminare sul filo “opaco” dell’illegalità, sapendo che chi l’osserva, lo percepisce come perfettamente limpido!!!