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Quando gli uliveti diventano discariche abusive…

Già… un uliveto è stato trasformato in discarica abusiva!!!

Non vorrei utilizzare l’olio prodotto da quelle piante di ultivi, le cui radici immagino hanno non solo rifornito la pianta di acqua, ma con essa avranno assorbito tutte le sostanze in essa disciolta e non mi riferisco ai sali minerali indispensabili per la vita stessa dell’albero… ma a tutte quelle sostanze inquinanti derivate dallo smaltimento incontrollato di quei rifiuti speciali ora emersi…

Sono 450 tonnellate i rifiuti anche pericolosi che ora sono stati portati alla luce in quella discarica abusiva ed è grazie alla Guardia di Finanza che si è potuto al sequestro dell’area e tre mezzi d’opera impiegati per il trasporto e lo scarico di quei rifiuti…

Le indagini hanno evidenziato come l’imprenditore avrebbe realizzato e gestito la discarica non autorizzata all’interno di un proprio uliveto di quasi 1,5 ettari, nel quale venivano riversati materiali inerti provenienti da demolizioni edili, roccia e terra da scavo da condurre a discarica autorizzata. 

Gli accertamenti realizzati con l’ausilio di telecamere hanno documentato che quello stesso luogo veniva utilizzato anche da altri imprenditori, titolari d’imprese che realizzavano lavori di arredamento, strutture metalliche, infissi, controsoffitti e pareti mobili, i cui rifiuti insieme ai prodotti chimici acquistati per realizzare i lavori venivano sversati nel terreno contaminando il terreno e inquinando la stessa falda acquifera…  

Ma non solo il terreno è stato avvelanato, perché durante quelle azioni illegali, si è anche inquinato l’aria, avendo gli stessi autori, provveduto a bruciare scarti di plastica, carta e cartoni, ed anche residui di lavorazione del legno…

La mafia si è radicata al Nord grazie all'ausilio di imprenditori disonesti…per sostenere

La mafia si è trasferita??? No… è da tempo che si è ormai radicata!!!

Già… è finito il tempo degli anni 60-70, quando i criminali provenienti dal sud provavano ad infiltrarsi in quei territori sottoposti alla “mafia del Brenta, comandati da quel Felice Maniero…  

Ci avevano provato, ma il terreno non era libero ed allora hanno iniziato pian piano ad addentrarsi, in particolare nella politica e poi in quel mercato particolare delle costruzioni…

Da lì si è dato il via al trasferimento d’intere famiglie, a cui sono state affidate talune attività commerciali da poco acquisite… e grazie ad esse si è andati alla ricerca di nuove e più interessanti imprese nelle quali diventare partner, grazie anche a quei loro proprietari ben disposti a interessarsi a nuove logiche di mercato, ma soprattutto di opportunità. 

Il tutto è stato realizzato in silenzio… e lo Stato si è dimostrato impreparato poiché ha sottovalutato quel processo pianificato che ha di fatto condotto al controllo di quei territori sotto il profilo economico e sociale…

I nuovi imprenditori garantivano lavoro, liquidità e soprattutto “voti” per sostenere sul territorio i loro  amici politici… 

Ecco perchè quei boss di oggi comandano nel nord del Paese, perché sono influenti, perché decidono chi deve sopravvivere e chi deve chiudere i battenti… 

Loro, con quell’enorme disponibilità finanziaria di cui sono in grado di disporre, fanno il buono e il cattivo tempo, acquisiscono per pochi euro le imprese in difficoltà (in particolare a causa dell’emergenza sanitaria) e nel contempo, portano avanti le proprie, mai in sofferenza grazie al riciclaggio di denaro sporco… 

Tutto ovviamente deve procedere sul filo del rasoio, nulla deve essere lasciato al caso, in particolare i rapporti con quei loro amici e/o conoscenti sottoposti a indagini da parte degli organi inquirenti dovranno essere tenuti il meno possibile anzi bisognerà allontanarli da quegli uffici, affinchè nessuno sopetti che dietro quell’immacolata gestione finanziaria, si nascondano intrecci a cui far seguire controlli da parte della magistratura…

Il fine ultimo è quello di non farsi scoprire, si tratta di giocare una partita di scacchi, dove le mosse compiute serviranno ad evitare in tutti i modi possibili sequestri e/o confisca dei propri beni, perché quanto fatto non vada distrutto e costringendo l’intera struttura imprenditoriale/criminale a doversi riorganizzare, ripartendo con altra società, ma soprattutto con nuovi imprenditori dai casellari giudiziari limpidi…

Ma alla fine non sarà quest’ultimo il problema, perché come si dice: morto un papa se ne fa un altro…

Infati, anche quì… è la stessa cosa!!!

Le ultime riforme della giustizia non aiutano a combattere la criminalità organizzata!!!

Il ministro della Giustizia Marta Cartabia risponde ad una domanda sul come essere ottimisti sulla giustizia: “Radicandosi in modo molto solido nel presente. Offrendo ai cittadini qualche dato sul lavoro di questi mesi. Vedo fiducia e voglia di rinnovamento. Sono elementi sufficienti per guardare con positività al futuro”.

Viceversa alla stessa domanda sulla riforma Cartabia il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri risponde: “La peggiore di sempre”!!!

Ed ancora: La politica sta combattendo la mafia? 

“Sulle ultime riforme della giustizia – dichiara il procuratore Gratteri – mi sono più volte espresso; purtroppo nessuna ha aiutato nella lotta alla mafia. Anzi, in certi casi portano a un aggravio incredibile. Pensi solo alla previsione della cosiddetta udienza filtro per il dibattimento, prevista ora da questa riforma sula giustizia”!!!

Si parte dell’impegno preso dal governo nei confronti dell’Europa in particolare quello di ridurre la durata dei processi impegnandosi a ridurre di ben il 40% la durata del processo civile e del 25% quello penale in cinque anni”, interventi che devono nutrire la fiducia anche tra gli operatori economici che mi auguro possano cogliere presto un cambio di passo nel nostro paese…

Certo, quando sento dichiarare dal nostro ministro che “la magistratura ha una forte indipendenza dal potere politico” non so a quale paese si stesse riferendo, visto quanto accaduto in questi anni, in particolare all’interno del CSM…

Non sono la persona più adatta per comprenderne i benefici, ma ho come la sensazione che questa riforma appare non proprio idonea a risolvere il problema della lentezza dei processi, in particolare perché attraverso di essa, si dovrà giungere in modo trasparente a stabilire criteri di priorità al fine di selezionare quali notizie di reato trattare con precedenza rispetto ad altre…

Una soluzione che comprenderete bene dimostra non essere per nulla democratica, quantomeno dimostra non essere paritaria e da spunti a riflessioni di mancanza di uniformità, certamente contrarie ai principi costituzionali di obbligatorietà in particolare nell’azione penale. 

Inoltre alla prescrizione (che comporta l’estinzione del reato in base a parametri certi e prefissati), si è sovrapposta l’improcedibilità dell’azione penale la quale proroga del termine, viene ora rimessa – in misura maggiore o minore a seconda della tipologia di reato – alla discrezione del giudice.

Non so, ma su questa vicenda, ho come la sensazione che sia meglio schierarsi dalla parte del Procuratore Gratteri… 

"Fake Bank" a Catania!!!

A Catania… già non so il perché, ma purtroppo certe circostanze accadono sempre nella mia città etnea…

Ed ecco quindi che leggo di come il Gip Luigi Barone, abbia rinviato a giudizio sette persone per un procedimento scaturito dalle indagini condotte dalle fiamme gialle sul “crac” della Banca Base. 

A processo nel 2022 andranno dinnanzi la prima sezione penale del Tribunale penale, l’ex presidente del Cda e l’ex direttore generale dell’istituto bancario insieme agli ex “sindaci”, l’ex componente del collegio sindacale e gli allora promotori finanziari…

I reati ipotizzati a vario titolo, sono di bancarotta fraudolenta, falso in prospetto, ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza…

Secondo l’accusa, i soggetti di cui ora indagati avrebbero “causato o comunque aggravato, per effetto di operazioni dolose, il dissesto facendo maturare un passivo di oltre 38milioni di euro” all’istituto di credito.

Al centro dell’inchiesta della Procura di Catania lo stato d’insolvenza della Banca Sviluppo Economico S.p.a. (Banca Base) dichiarato dal Tribunale civile di Catania del 24 dicembre 2018 e confermato in appello nell’aprile 2019.

L’operazione della Guardia di Finanza denominata “Fake Bank”, secondo l’accusa, avrebbe consentito di -tracciare la perpetrazione ripetuta di illecite condotte operate dalla governance della “fallita”banca etnea consistenti in operazioni finanziarie anti-economiche e dissipative del patrimonio societario in dispregio dei vincoli imposti dall’Autorità di Vigilanza…

I capi della magistratura: “Comandano con logiche mafiose”!!!

A dirlo è Nino Di Matteo, uno dei magistrati più importanti di Italia, amato dalla maggior parte dei cittadini e odiato e temuto da molti personaggi politici ed anche da taluni suoi colleghi… 

Sappiamo bene come molte delle vicende tenute celate son emerse grazie a lui… come non ricordare la vicenda covid e i detenuti al 41 bis pronti ad uscire oppure quando ha fatto emergerel’esistenza della Loggia Ungheria e via discorrendo…

Per ultima quanto ha dichiarato: “temo che, soprattutto negli ultimi anni, si siano formate anche al di fuori o trasversalmente alle correnti, delle cordate attorno a un procuratore o a un magistrato particolarmente autorevole, composte da ufficiali di polizia giudiziaria e da esponenti estranei alla magistratura che pretendono, come fanno le correnti, di condizionare l’attività del Consiglio superiore della magistratura e dell’intera magistratura… Con l’appartenenza alle cordate vieni tutelato nei momenti di difficoltà, la tua attività viene promossa, vieni sostenuto anche nelle tue ambizioni di carriera e l’avversario diventa un corpo estraneo da marginalizzare, da contenere, se possibile da danneggiare… La logica dell’appartenenza è molto simile alle logiche mafiose, è il metodo mafioso che ha inquinato i poteri, non solo la magistratura».

Parole forti che ora vengono utilizzate dai suoi detrattori per colpirlo… ma certamente, se il magistrato è uscito allo scoperto per pronuniciare queste parole, sono certo sarà anche in grado anche di dimostrare con i fatti quanto sta accadendo in questo nostro Paese… 

D’altronde abbiamo visto cos’è accaduto in questi mesi al Csm, già… ogni qual volta che si parla di giustizia e di magistratura ci si accorgecome non tutto vada per come noi cittadini auspichiamo, d’altronde sno loro a decidere chi indagare e chi rinviare a giudizio, chi assolvere e chi condannare!!!

Da’ltronde basti vedere cosa è accaduto in questi mesi a molti nostri politici… dopo anni di galera sono stati assolti per non aver commesso il fatto…

Ma allora viene spontane chiedersi: qualcuno allora ha sbagliato… e chi???

Viene quindi da chiedersi che se la nostra magistratura – per come riporta Di Matteo – è davvero dominata dalla cordate, viene logico pensare che taluni processi, in particolare quelli politici, siano davvero piltotati per ragioni che poco o nulla c’entrano con la giustizia…

Ed allora cosa si può fare??? Per il momento nulla credo, si subisce qualsivoglia decisione semza potersi appellare, d’altronde ditemi: a cosa servirebbe…???

Quella Tari quasi raddoppiata…

Sembra che qualcosa non vada come dovrebbe…

Ho letto di una protesta di alcuni condomini nel Comune di Giardini Naxos che sono scesi in strada per la questione della quota della Tari che, secondo loro, il Comune ha applicato illegittimamente alle proprie utenze domestiche…
Sembra infatti che gli aumenti siano stati determinati dall’aumento dei costi complessivi del servizio rifiuti, ma nell’applicare questa condizione, non si è distinto tra le abitazioni residenziali e quelle non residenziali, in particolari proprio quest’ultime, usufruiscono del servizio nei soli mesi estivi, essendo la maggior parte delle abitazioni di villeggiatura… 
Forse è qui che è sorto l’errore di calcolo e gli aumenti prodotti con l’attuale Tari, in quanto il Comune ha applicato i valori come fossero unità immobiliare “vissute” cioè occupate dai propri utenti durante tutto l’anno, mentre come si sa… non è così!!!
Ecco quindi perché potrebbe essere logico chiedere al Comune il rimborso di quanto indebitamente richiesto da pagare o eventualmente ottenere sui pagamenti già effettuati una compensazione sulla bolletta dell’anno prossimo…
Comunque a detta dei condomini, la vicenda non finirà quì… 

Genius??? Sì veramemente geniali nel favorire le imprese amiche!!!

Iniziamo dalla fine…

In conseguenze alle attività investigative, il giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale, su richiesta di questo Ufficio, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di un ingegnere capo,di un dirigente e di un funzionario del Genio Civile di Catania, di taluni imprenditori e il divieto nei confronti di un aministratore delegato di un consorzio di esercitare l’ufficio…

Per i nomi vi basterà cercare sul web… sappiate che l’attività di controllo s’inserisce in quel quadro di azioni svolte dalla Procura della repubblica e dalla Guardia di Finanza di Catania a tutela della spesa pubblica e del patrimonio, con lo svolgimento di complesse indagini a contrasto di condotte fraudolente sempre più sofisticate che ledono in maniera significativa gli interessi dello Stato, degli enti locali e soprattutto noi “sempre più poveri” cittadini…

Hanno chiamato l’operazione “Genius” e il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania ha disposto misure cautelari nei confronti di 6 persone, sottoposte ora a indagine per corruzione, turbata libertà degli incanti e falso in atto pubblico, in relazione a lavori pubblici compiuti in provincia di Catania.

Certo, osservare come le misure restrittive abbiano riguardato tre soggetti, dirigenti e funzionari pubblici del Genio Civile di Catania lascia alquanto basiti… anche perchè questi nomi seguono quelli di questi mesi in altrettanti uffici pubblici, tra cui ingegneri Anas, direttore dei lavori, funzionari di Enti, ispettori di polizia municipale, etc… 

Come riportavo nel mio post di ieri, la preoccupazione personale sta nel fatto che questi soggetti determinano con le loro azioni, gravi pericoli nei confronti dei cittadini per i lavori compiuti non a regola d’arte, nelle commesse pubbliche a cui erano incaricati…

Mi riferisco al consolidamento di dissesti stradali, alle sistemazione e all’ammodernamento di strade provinciali, ai lavori di recupero dei sedimi portuali, ma anche anche ai fini della messa in sicurezza per un valore complessivo di opere pubbliche messe a bando pari a parecchi milioni di euro…

Non entro nel merito dell’inchiesta, per quello c’è la magistratura… ciò che mi sconcerta è l’assistere quotidianamente a vicende come quella di cui sopra…

E’ come se nessuno di quei preposti o incaricati ai lavori pubblici, comprenda come il tempo delle furbate, delle corruzioni, delle mazzette sia ormai terminato e non si tratta di essere arrestati o di sfuggire ancora per qualche giorno alla giustizia,  ciò che si perde non è la libertà, già… perché nel mutar le condizioni di vita, vi è sempre qualcosa che rimane costantemente inalterato ed è il complesso di valori che danno senso alla nostra vita: la dignità della persona, il bene comune, il rispetto degli altri, la responsabilità verso coloro con cui viviamo sotto lo stesso tetto, perché sono questo complesso di valori che la cultura aiuta a individuare e a farlo proprio!!!

Denunciate, denunciate e se vi resta ancora un briciolo di dignità: DENUNCIATE!!!

Come riportavo ieri, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di sottoposizione agli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Patti, nei confronti di un direttore dei lavori di un cantiere, indagato ora per concussione (art. 317 cp).

Il provvedimento cautelare era stato adottato sulla scorta delle risultanze delle investigazioni condotte dai Finanzieri della Tenenza di Sant’Agata di Militello, unitamente agli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina, coordinati dalla Procura della Repubblica di Patti.

Il G.I.P. ha successivamente riqualificato il reato, inizialmente ipotizzato come concussione (art. 317 cp), in quello di tentata induzione indebita a dare o promettere utilità (artt. 56, 319 quater cp).

Secondo le ipotesi dell’accusa, che dovranno naturalmente trovare conferma nei successivi gradi di giudizio, sono stati accertati alcuni episodi commessi da un ingegnere, con la qualifica di direttore dei lavori il quale, nell’ambito dei “lavori di consolidamento di un costone roccioso oggetto di precedenti frane” e abusando dei propri poteri (derivanti dal ruolo ricoperto), a più riprese, tentava di convincere un imprenditore incaricato dell’esecuzione dei lavori a commettere frodi contrattuali nei confronti dell’ente appaltante, pretendendo da quest’ultimo somme di denaro, beni ed altre utilità, per fini strettamente personali…

Ciò che più mi ha interessato della vicenda di cui sopra, è la tipologia dei lavori da effettuarsi, quali ad esempio le paratie in calcestruzzo sostenuti da barre d’acciaio infisse nella roccia e tutte le opere connesse, quali scavi, tubazioni, opere di drenaggi, etc, dirette a consolidare quel costone roccioso…

Ho letto sul web che le investigazioni hanno interessato anche intercettazioni telefoniche, ambientali ed operazioni di video-sorveglianza, che ora costituiscono le prove che hanno fatto emergere la propensione dell’indagato a servirsi della funzione pubblica a lui attribuita, per scopi di personale arricchimento…

Ora so bene come in molti stanno puntando l’indice verso questo direttore dei lavori – che naturalmente avrà tempo per dimostrare le propria non colevolezza, e sono già pronti con la pietra in mano per scagliarla contro di esso se solo ne avessero l’occasione…

Già… ma vrrei dire a questi cosiddetti “giustizialisti” e a tutti gli altri… di tutti coloro che costantemente compiono azioni riprorevoli come quelle di cui sopra, cosa ne facciamo??? 

Sì… fintanto che gli imprenditori sono parte collusa di quel sistema come si pensa di andare avanti???

Cos’è… forse speriamo che altri compiano il nostro dovere, nel caso specifico gli uomini della Gdf di Messina o i loro colleghi???

Ma di quante GDF abbiamo allora bisogno, perché tutti ormai sanno come questo sistema dei lavori pubblici è totalmente marcio e sono pochi – già si contano sulle punta di una mano, sì… due sono fin troppe…- che si salvano, che non fanno parte di quell’organico chiamato “cosa nostra“, che non si prestano quotidianamente a collusioni e concussioni, che non concendono mazzette e non si fanno corrompere, pur di volersi aggiudicare un lavoro…

Ed ancora, cosa dire di quegli Enti pubblici, di quei loro referenti, di quanto sono incaricati a controllare la regolare esecuzione delle opere, tra l’altro vorrei ricordare come queste sono destinate a finalità collettive e quindi a tutti noi…

Ma come ripeto spesso, fintanto che i controlli iniziano solo dopo che qualcuno ha denunciato, dover apsettare qualcuno che si distacchi da questo paese omertoso…difficilmente potremmo vedere un bagliore di legalità…

Bisogna ripartire dalla “sperequazione finanziaria“, solo controllando i movimenti di entrate e uscita di tutti i familiari si può comprendere quanto sta accadendo sotto il profilo gestionale all’interno di quella famiglia…

Perché non sono gli incassi dichiarati o giacenti presso i c/c bancari o postali, no… per verificare quell’ambito familiare si dovranno verificare i costi sostenuti durante gli anni…

Basterà ad esempio osservare gli immobili posseduti, le auto e/o le minicar a disposizione, i viaggi compiuti negli anni, gli alberghi e i resort frequentati, i voli sostenuti, i giorielli acquistati, i master universitari ed anche i corsi professionali, le barche e via discorrendo, tutto serve per comprendere quale reale attività fraudolenta viene di fatto compiuta in maniera celata, già… grazie agli incarichi ricevuti!!! 

Non dimentichiamo infine che proprio questi soggetti sono gli stessi che mettono a richio ciascuno di noi, perché d’altronde sono le nostre vite sono ad essere messe a  repentaglio…

Questi individui infatti, invece di porre in sicurezza le autostrade, le strade provinciali e/o comunali, i viadotti, tutte le infrastrutture o come nel caso specifico i costoni rocciosi ad alto rischio idrogeologico, questi soggetti pensano esclusivamente ai propri interessi, mettendo a repentaglio noi, i nostri familiari, amici ed ahimè anche quanti risultano a noi estranei, ma pur sempre persone sono!!!

E’ tempo per ciascuno quindi di fare il proprio dovere e invece di perdere tempo in quelle pagine social inutili, ciascuno ha il dovere di denunciare e dichiarare quanto a sua conoscenza direttamente alle forze dell’ordine, perché solo così si può curare quest’infetto paese, dando speranza così alle persone perbene…

Un plauso quindi all’impegno costante delle Fiamme Gialle, in particolare nell’ambito a tutela della spesa pubblica ma anche al contrasto dei reati compiuti non solo dalla criminalità organizzata nei confronti della Pubblica Amministrazione, ma anche di tutti quei soggetti corrotti e predisposti a non voler garantire il regolare svolgimento degli appalti e di tutto ciò che rappresenta il settore pubblico, solo ed esclusivamente per ottenere vantaggi personali a scapito della collettività e della sicurezza pubblica!!!

Chissà, non è forse giunto il tempo d’iniziare a pensare per questi ladri e farabbutti, alla “legge del taglione”!!!

L'impresa si è rifiutata di pagare la mazzetta e ha denunciato tutto e tutti!!!

E’ finito ai domiciliari l’Ing. direttore dei lavori per un’opera gestita dal Commissario per il contrasto del dissesto idrogeologico…

Il professionista è ora accusato dalla Procura di tentata induzione indebita a dare o promettere utilità…

L’appalto ora nel mirino della magistratura è stato posto sotto controllo dopo che è stata presentata una denuncia da parte di un imprenditore che era stato – a suo dire – avvicinato dal professionista incaricato dalla Committente per seguire il corretto andamento dei lavori…

Cosa aggiungere, se gli imprenditori fossero più coraggiosi e non si prestassero a situazioni come quella ora emersa, sono certo che le forze dell’ordine nn avrebbero unità sufficienti per far emergere tutte le circostanze abiette che vi sono dietro questi appalti pubblici e che costantemente vengono portate dalle nostre forze dell’ordine alla luce…

Ma si sa, non si tratta semplicemente di una mera condizione omertosa, no… gli imprenditori che si prestano a questi meccanismi collusivi esclusivamente perchè mirano all’ottenimento di un maggiore profitto che è quello che più di tutto interessa, non comprendendo che così facendo, non si libereranno mai di quella morsa costituita da quei cosiddetti “colletti grigi”, come se non bastasse già sottostare a quella opprimente e determinata organizzazione criminale!!!

Comunque, accogliamo questo attuale rifiuto a quelle regole imposte, come un qualcosa di positivo e seppur ciò rappresenta un piccolo segnale, è già un grande inizio a quel cambiamento così fortemente auspicato da molti di noi…

Imprenditori siciliani, prendete esempio e ribellatevi – una volta e per tutte – ai maltorti cui siete da sempre quotidianamente assoggettati!!!

E’ tempo quindi di rinascere: certo non si puo tornare indietro e cambiare quanto si è fatto, ma si puo certamente iniziare da dove si è… cambiando però definitivamente il finale!!!

Ho fatto un sogno: un Curatore rischia d'essere condannato a causa dell'irragionevole durata della procedura fallimentare ad egli assegnata!!!

Credo di possedere dei poteri sovrannaturali… 

In particolare, mi capita di anticipare quanto sta per accadere sotto il profilo giudiziario!!!

Mi riferisco ad esempio a procedure quali sequestri, confische, fallimenti, ma non solo, vedo i volti di taluni soggetti che certamente non conosco, ma che occupano posizioni di rilievo quali quella di responsabili amministrativi e/o contabili d’uffici pubblici, alti dirigenti, direttori di lavori o della sicurezza, e per finire mi compaiono alcuni visi, mi sembra che siano legati alla politica o all’imprenditoria!!!

Sì…li vedo, già in quel mio sogno sono partecipe diretto ai loro arresti, già… è come se fossi lì, e dire che solitamente non ricordo mai i sogni, ma questi permangono nella mia mente come fossero reali, tanto che quando giungono nel sogno, mi alzo di soprassalto e ricordo perfettamente ogni circostanza.

Solitamente faccio passare qualche ora e subito dopo mi metto alla ricerca di quei soggetti, difatti, per avere conferma del sogno controllo se vi sia qualche notizia nelle pagine web, per poi scoprire che non vi è nulla ed allora mi chiedo, se forse quel sogno fosse frutto di una fantasia o non rappresentasse una vera e propria premonizione…

Quando finalmente quel sogno comincia a svanire, ecco dopo pochi giorni venir fuori la sorpresa, l’individuo immaginato in quel sogno prende forma, ed ora ne conosco generalità e occupazione!!!

Ovviamente nei miei post cerco di non parlarne, difficilmente ne faccio riferimento, anche se in più di un’occasione ho anticipato quanto a breve sarebbe accaduto in taluni settori e cosi poi è stato…

Questa volta per dimostrare che quanto sopra sia realmente vero, vi anticipo un sogno fatto stamani…

Trattasi di un curatore fallimentare, colpevole di una condotta inerte: l’aver dilatato appositamente i tempi della durata della procedura, per ottenere così il pagamento prolungato del proprio compenso o le parcelle di amici e/o familiari… 

Nel sogno si evidenziava come l’inerzia fosse servita nel deperire i beni immobili acquisiti all’attivo, cagionando così un notevole danno patrimoniale al fallimento intervenuto…

Difatti, dall’eccessiva durata della procedura – in contrasto con il dovere di diligenza e perizia richiesti per lo svolgimento dell’attività professionale relativa all’incarico di curatore – era emersa, grazie ad una denuncia presentata in Procura, la responsabilità di quel curatore per  colpa grave.

Alla fine nel mio sogno il curatore è stato condannato e costretto a risarcire personalmente non solo quanti erano iscritti in quel fallimento, ma anche e soprattutto la pubblica amministrazione…

Come ho scritto sopra, non posso dirvi di chi si tratta, questa è una facoltà che ancora non possiedo, ma statene certi… tra qualche giorno scopriremo il nome ed il cognome!!!

Nuovi raggiri attraverso gli eco-bonus!!!

Ogni qual volta si pensa di realizzare qualcosa di positivo e innovativo nel nostro Paese, ecco che emerge dopo un po’ qualche nuova inchiesta su truffe, raggiri, corruzione e via discorrendo…

Ed anche il cosiddetto “Ecobonus” non ha trovato scampo dalle mani di quegli specialisti d’imbrogli…

Si era partiti a inizio anno con le truffe sui falsi attestati e cioè su quelle società e/o su quei professionisti non abilitati e/o iscritti ad albi autorizzati che avevano presentato documenti mendaci… 

Non vorrei essere nei panni di quei poveri contribuenti che si erano affidati a quest’ultimi per ottenere i necessari attestati per ottenere i vantagi concessi dal decreto rilancio, con cui beneficiare dei lavori d’esecuzione e ottenere quei miglioramento della classe energetica ed invece si sono ritrovati ora inguaiati…

E dire che le Associazioni dei consumatori avevano messo in guardia avvisando sui rischi di queste false società che si proponevano – al costo di 5.000 euro – per dare avvio alle pratiche per l’ottenimento dell’ecobonus, per poi far emergere che dietro quella richiesta vi fosse una vera e propria truffa!!!

D’altro canto i cittadini invogliati dalla convenienza dell’affare di potersi avvalere dei vantaggi dell’Ecobonus ci sono cascati in pieno, ma non solo, ora rischiano personalmente di dover rispondere anche a titolo penale per le violazioni di cui ci si sono resi inconsapevolmente complici!!!

Ecco perchè bisogna stare attenti, proprio per evitare brutte sorprese… 

Difatti, se da un lato può diventare interessante effettuare quel salto energetico, bisogna altresì affidandarsi a professionisti abilitati, iscritti all’albo e in particolare nel caso in cui vi siano interventi per la riduzione del rischio sismico, altrimenti il mio consiglio è quello di lasciar perdere…

D’altronde, senza alcun Attestato di Prestazione Energetica (Ape) ed il visto di conformità rilasciato da CAF (o da un professionista abilitato), non si attiva alcun meccanismo di detrazione, sconto in fattura o cessione del credito, d’altronde è ciò che rende l’ecobonus al 110% così interessante; soprattutto facendo le cose in regola, non si rischia attraverso asseverazioni infedeli, eventuali sanzioni amministrative che vanno dalle 2.000 fino a 15.000 euro, per ciascun documento falso reso!!!

Va ricordato inoltre che in caso di mancata integrazione, anche parziale dei requisiti che danno diritto all’ecobonus 110%, l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero delle somme corrispondenti alla detrazione non spettante, maggiorate di sanzioni e interessi…

Lo stesso direttore dell’Agenzia delle Entrate ha dichiarato che l’Ente ha intercettato numerose cessioni di crediti caratterizzati da evidenti elementi di frode, in particolare sono stati individuati circa 800 milioni di euro di crediti, dei quali risulta pressoché certa l’inesistenza!!!

Come riportavo sopra, quando il nostro Paese stanzia ingenti somme pubbliche, ecco che inprovvisamente si mobilitano tutta una serie di lestofanti che confermano come vi sia sempre qualcuno disposto ad approfittarne pur di compiere quegli ormai abituali illeciti…

Provo quindi con questo post ad avvisare quanti ancora credono alle favole o si affidano ad amici o conoscenti o anche ahimè ai propri amministratori di condominio, che garantiscono d’aver ricevuto personalmente quei benefici ora richiesti anche per loro e di ottenerli grazie a qualcuno che potrà (pagando…) farli ottenere!!!

Dubitate immediatamente, d’altronde sapete bene come nessuno regali nulla e chi promette di farlo è sicuramente un turlupinatore e fa parte di qualche società preparata per compiere quei meccanismi collusivi, con i quali poter ottenere a scapito vostro quel denaro illegalmente, per poi spartirselo tra di essi in nero e mettendo voi nelle condizioni di dover pagare ingiustamente, senza aver fatto nulla!!! 

Ma di quanta altra spazzatura hanno necessità i "Catanesi", prima di decidersi a scendere per le strade e protestare???

Che vergogna…

Stamani mentre che attraversavo con l’auto la città provenendo dalla circonvallazione ed entrando su Viale Vittorio Veneto – per proseguire sulla parallela Via Giannotta e quindi Via Borrello, Via Principe Nicola, Piazza Ludovico Ariosto, via Gabriele D’annunzio, Piazza Corsica, Via Cavaliere, Via Corvello,  Via, Malta  e di nuovo a salire verso piazza Michelangelo – ho notato come la spazzatura fosse ovunque…

Montagne di rifiuti buttati senza alcuna logica, già… dove non vi sono neppure i cassonetti, ed ancora, sopra le auto, le panchine, un vero e proprio schifo e non voglio immaginare ciò che accade in quei luoghi durante la notte, con i ratti che sicuramente banchettano trovando tutto quel mangiare…

Altro che Covid-19… qui si è deciso d’infettare la popolazione, perché va detto, tra quei rifiuti si ci trova di tutto… 

Già… non solo umido, ma anche indifferenziata con presenza di rifiuti contagiosi come ad esempio quelli contaminati da sangue o da altri fluidi corporei, campioni diagnostici scartati e anche rifiuti di pazienti con infezioni, vedasi tamponi, bende e dispositivi medici monouso e poi vci sono quelli taglienti come siringhe, aghi, bisturi monouso, etc… 

Se poi si osserva nel dettaglio, sicuramente vi saranno prodotti chimici, solventi, reagenti, batterie, prodotti farmaceutici e vaccini scaduti, un pericolo non solo per la popolazione, ma anche per chi dovrà prima o poi toglierli da quelle strade e non vorrei essere nei panni di quei poveri operatori ecologici…

Ma d’altronde noi catanesi siamo così, indifferenti a tutto ciò che non ci appartiene direttamente, sentiamo la cosa pubblica come qualcosa di estraneo, già come quei rifiuti e non ci preoccupiamo di scendere in piazza e protestare per var valere le nostre ragioni!!!

Eppure la tassa dei rifiuti viene pagata, ma a cosa serve se poi è questo lo scempio a cui dobbiamo assistere!!!

Ma come dicevo sopra, spesso in questa terra si pensa solo ai propri interessi… non si guarda a ciò che avviene intorno e si finisce per preoccuparsi esclusivamente del proprio orticello!!!

I politici, in particolare quanti ci governano, vanno incontrati solo per chiedere loro dei dei favori personali, qualche raccomandazione, un posto di lavoro per i propri familiari, un soluzione a qualche abuso commesso, ma di esporre quanto avviene fuori dalla loro porta, di farsi ciascuno di loro portavoce del propio quartiere, mai… neppure a parlarne, il nulla, già il silenzio assoluto, l’omertà totale, ma si sa: semu catanisi!!!

Per cui, mentre in molte altre regioni queste condizioni vengono immediatamente contrastate… da noi tutto passa in maniera distaccata, apatica, come se quella montagna di rifiuti non fosse lì, nn esistesse, perchè i catanesi negli anni sono divenuti imperturbabili, anzi non vogliono essere minimamente coinvolti!!!

Se ad esempio qualcuno più coraggioso decidesse di pubblicare un post con il quale chiedere a tutti d’incontrarsi ad esempio sotto il palazzo del governo per manifestare contro questa incresciosa situazione, beh credetemi… non servirebbe a nulla, perché nessuno verrebbe, viceversa se qualche politico promuove un incontro con i cittadini in quella stessa piazza per propagandare se stesso alle prossime elezioni, ecco che una folla di gente si recherebbe lì – sì… come tante pecore – ciascuno di loro pronti  ad applaudirlo!!!

Questo siamo e questo ci meritiamo: sì, la spazzatura… sotto tutti i punti di vista!!!

Senza soldi non si canta messa!!!

Senza soldi… già da oltre un anno!!!

Sono rimaste così le imprese edili siciliane che hanno avviato lavori con la pubblica amministrazione, le stesse che tengono bloccati oltre un miliardo di euro destinato a quelle imprese, con la scusante di un’approvazione di bilancio o con l’accertamento dei residui passivi.

Un’impresa senza soldi significa ritardi nei pagamenti fiscali, retributivi nei confronti dei propri dipendenti, fornitori e via discorrendo… ed ancora, aumento dei costi, interessi bancari, procedure legali, nel frattempo le opere dovranno continuare ad essere portate avanti altrimenti s’incappa in sanzioni, penali rescissioni e quant’altro… 

Una vergogna… e dire che dopo il lock down e l’emergenza Covid-19, si sperava che quantomeno da quegli uffici s’iniziasse a procedere in maniera più celere, ma dopo un anno si scopre che nulla è cambiato e che i timori di un tempo sono rimasti ancora oggi eguali!!!

Poi ci si meraviglia che le scuole crollano, che le strade diventano un pericolo per gli automobilisti, che i palazzi del centro storico cadano a pezzi, che le frane determinino frana, somottamenti, gli stessi a cui abbiamo in questi giorni assistito!!!

Parlano tutti in Tv di miliardi dati, in particolare dal governo nazionale che ha posto proprio la nostra isola tra le regioni che riceveranno più di altri… ma quando, già vorrei sapere a quale data fa riferimento il Presidente Draghi… chissà forse nel 2050??? Non è che debbo pensare che il presidente si sia confuso con l’ultimo G20??? 

Ovviamente dal governo nazionale si passa a quello regionale e non si comprende come da quei casermoni pieni d’impiegati, non si riesce a far procedere in manera celere quei documenti amministrativi… 

Nel frattempo tutte le materie sono aumentate di circa il 30-50% come d’altronde le forniture di energia e dei carburanti… 

Le imprese chiuse lo scorso anno sono state più del 40% e quelle che a breve le seguiranno, porteranno  quel numero ad un livello impressionate, determinando un aumento della disoccupazione che risulta essere già di suo, tra il più alto del nostro paese…

Come si dice… “semu pessi”… sotto tutti i punti di vista e se ancora oggi non si comprende che soltanto attraverso il lavoro di può pensare di far crescere questa nostra terra, beh… ecco il motivo per cui non mi meraviglio di quanto poco la nostra regione sia in questi anni effettivamente cresciuta!!!

Vax o Novax???

Vaccino o non vaccino questo è il dilemma: se sia più nobile nella mente soffrire colpi di fionda e dardi d’oltraggiosa fortuna o prender armi contro un mare d’affanni e, opponendosi, por loro fine? Morire, dormire… nient’altro, e con un sonno dire che poniamo fine al dolore del cuore e ai mille tumulti naturali di cui è erede la carne: è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire, dormire. Dormire, forse sognare. Sì, qui è l’ostacolo, perché in quel sonno di morte quali sogni possano venire dopo che ci siamo cavati di dosso questo groviglio mortale deve farci riflettere…

Già… ascoltando in questi mesi le ragioni delle due parti mi è venuto in mente il principe Amleto all’inizio del soliloquio nella prima scena del terzo atto della tragedia…

Mi chiedo, ma come si può pensare di combattere un virus con le parole… sperare che non il passar del tempo non si venga contagiati…

Non discuto sulla possibilità che questi vaccini siano del tutto perfetti, non sta a me dirlo… come non entro nel merito di quelle case farmaceutiche che avidamente stanno approfittando della situazione per incassare miliardi su miliardi… 

Non è su quanto sopra che dobbiamo basare i nostri dubbi o le nostre incertezze, ma su cosa accade nel caso in cui non si faccia il vaccino, in particolare mi riferisco a tutti quei soggetti considerati di per se “deboli” e per cui un eventuale contagio potrebbe trasformarsi in qualcosa di grave o di irrimediabile!!!

Ho letto di alcuni soggetti che in questi giorni sono giunti in ospedale in condizioni gravissime e quindi ricoverati sono stati immediatamente intubati e portati in terapia intensiva dove ora lottano tra la vita e la morte, attaccati a quei respiratori artificiali…

In questo momento, la maggior parte dei decessi per covid-19 ha colpito principalmente chi non si era vaccinato… ma d’altronde, se per un momento si pensa che quel virus non è qualcosa di naturale, bensì è un’infezione creata appositamente in un laboratorio cinese per poter sterminare milioni e milioni di persone nel mondo, ecco… qualcosa dovrebbe far riflettere che non è alzando un cartello di protesta che si combatte il virus!!!  

Non esiste alcuna soluzione alternativa, nessuna sperimentazione fatta in casa può di fatto aiutare… non si tratta di un influenza o di un mal di testa, quì c’è in ballo la vita umana, un virus creato per determinare gravi difficoltà respiratorie all’umanità, in particolare nelle persone più anziane e per quanti stavano già soffrendo di problematiche respiratorie… 

L’infezione da Sars Cov-2 è qualcosa di terribile, che ha già ucciso oltre tre milioni di persone nel mondo, ma i numeri si sa… sono molti e molti di più, perché mancano i dati reali del contagio nei paesi africani, in India, nel medio oriente, in indocina, nel sud america e nell’america centrale… 

Non vaccinarsi può anche non rappresentare per taluni soggetti un problema, molti di essi senza saperlo saranno pure asintomatici, ma ciò non toglie che possono contagiare gli altri o essi stessi con il tempo possono subire le conseguenze di una eventuale variante e finire quindi ricoverati in terapia intensiva, con il rischio di morire e lasciare senza alcun senso questa vita e per cosa, per essere stati forse un po’ troppo presuntuosi???

Gli ultimi bollettini del Ministero della Salute segnalano nuovi decessi e i positivi per come si legge, stanno nuovamente aumentando, quindi non è più tempo di scherzare; non si può decidere da che parte stare, soltanto i folli o gli ignoranti possono continuare a giocare e disgraziatamente non solo sulla loro pelle, ma anche su quella degli altri…

Non ero all’inzio un sostenitore del vaccino, anzi tutt’altro… ma ho compreso come non sia possibile contrastare qualcosa creato per uccidere e sperare di rimanere illesi per virtù chissà di quale spirito santo…  

Ecco perché chiedo a tutti di vaccinarsi, chissà… in un prossimo futuro, scopriremo anche che avevate ragione e che questo vaccino non serviva a nulla, ma quantomeno, se l’infezione del Covid-19 dovesse colpirmi, ecco sapreste quantomeno che non siete deceduti invano e che è grazie a quel contenuto chiamato “vaccino” che vi siete salvati!!!

Per cui… Vax o Novax??? No… non è questo il dilemma!!!  

L'ennesima cava abusiva sequestrata…

I carabinieri del gruppo “NOE” di Catania e i militari dell’Arma della locale compagnia hanno provveduto ad effettuare un nuovo sequestro nel Comune di Palagonia, in una cava abusiva di tufo .

Il sequestro ha interessato altresì anche un autocarro ed un escavatore e sono due le persone denunciate alla Procura di Caltagirone e cioè il titolare dell’impresa che stava eseguendo i lavori ed il responsabile della ditta che aveva acquistato il materiale estratto abusivamente e l’aveva trasportato senza alcun valido documento fiscale…

Secondo gli organi inquirenti, il valore del sequestro ammonta a circa 300 mila euro e l’area interessata dell’escavazione abusiva comprendeva due aree, una di circa 10.000 mq e l’altra di poco più della metà, all’incirca 6.000 mq. 

Inoltre, si conferma la presenza di un impianto di vagliatura e di rantumazione degli inerti e il materiale estratto si dovrebbe agirare intorno alle decine di migliaia di tonnellate… 

Certo sorprende come nessuno, in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e d’interesse archeologico, si sia  accorto di quanto stesse accadendo in quel Comune di Palagonia… già nessuno vede mai nulla e chi si accorge di qualcosa preferisce in maniera omertosa far finta di non vedere, chissà forse per non aver successivamente problemi personali…

Le strade di Catania sono buone come l'emmental!!! Difatti su quei lavori stradali ci mangiano tutti!!!

Cosa dire, le buche presenti sulle nostre strade superano anche quelle presenti nella forma del formaggio svizzero più famoso, l’emmental… noto per quella sua caratteristica delle occhiature, buchi dovuti a delle sacche di anidride carbonica  che si formano naturalmente durante le fasi di maturazione del formaggio a causa della fermentazione…

Stamani, nel dirigermi verso la cittadina di Nicolosi ho dovuto effettuare un vero e proprio slalom, senza però aver indossato alcuno sci eppure l’unico modo per proseguire quel tratto d strada che da Catania porta alla cittadina ai piedi dell’Etna era questo, quello cioè di evitare le buche, ma cosa dico buche, vere e proprie voragini!!!

Tra l’altro la cosa che più mi ha sorpreso è vedere come molte di esse fossero state segnalate, si… contornate da uno spray bianco intorno, per far comprendere agli autisti che li vi fosse una buca: non vorrei essere nei panni di un motociclista, in particolare nei giorno in cui quelle buche sono riempite di acqua e quindi impossibili da vedersi!!!

Certo la pioggia è stata in questi giorno qualcosa di terribile e inconsueto, ma veramente vogliamo dare la colpa di quanto sta accadendo al meteo??? 

Ci si è dimenticati di come quelle strade siano state da poco tempo ripristinate???

Non è che forse nell’eseguire quei lavori, qualcuno addetto ai controlli si sia volontariamente allontanato durante le fasi di lavorazioni, preferendo fare colazione invece di verificare la corretta procedura operativa per quel tipo d’intervento…  

D’altronde vi basta fermarvi in attimo ad osservare all’interno di quel foro per comprendere cosa non sia andato, non bisogna essere dei veri e proprie esperti per intuire che i millimetri di strati previsti non corrispondono minimamente a quelli riportati in un qualsivoglia capitolato…

Ma se quanto sopra è stato possibile realizzarlo è perché qualcuno voleva risparmiare e qualcun altro ci voleva (come si dice da noi): “mangiari“!!! 

Già perché alla fine di questo si tratta, di raggirare, imbrogliare, ingannare, rubare, sì, non importa come… l’importante è riuscirci sempre o quando ne viene offerta l’occasione, il tutto ovviamente a scapito dello Stato e quindi, di noi cittadini!!!

Allora perché meravigliarsi se solo dopo pochi mesi da quegli interventi, le strade si trasformano in un colabrodo??? 

Ed ancora mi chiedo, perché i Comuni invece di pensare a ripristinare con i nostri soldi quelle strade, non chiedono all’impresa che ha eseguito male quei lavori di ripristinarli immediatamente??? 

D’altronde contrattualmente quest’ultimi dovrebbero garantire i lavori eseguiti – in particolare se ora questi presentano difformità o ancor peggio vizi di esecuzione – e tale periodo non può certamente ridursi a qualche mese o a pochi giorni??? 

Mi rendo conto che nel mio blog sono sempre molto duro con le imprese che si comportano in maniera disonesta o con quanti operano nel pubblico in qualità di direzione lavori, rendendosi il più delle volte partecipi a quelle vergognose collusioni…

Comprendo come  la materia sia fortemente delicata e in questo momento saranno in molti a odiarmi per quanto sopra riportato, mi dispiace per loro, ma si dovranno aggiungere alla lunga lista già presente!!!

Comunque nulla per loro è perso, anzi vorrei dir loro di stare tranquilli, sì… perché potranno sempre auspicare nella giustizia o per meglio dire nella “mala-giustizia”, quella cioè che affida il proprio responso a vere e proprie interpretazioni dei giudici, gli stessi che dimostrano, di volta in volta, di mutare o per meglio dire “trasformano” quel loro parere nei vari giudizi…

Ma d’altronde si sa… il nostro è un paese pieno di buche e credetemi, non sono soltanto quelle stradali!!!

"ANTIMAFIA2000": erano il ”vertice riservato e invisibile della ‘Ndrangheta”.

Mi permetto di riproporre un articolo che ritengo sconvolgente dell’Associazione Culturale Falcone e Borsellino “Antimafia 2000” al link: https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/309-topnews/86525-gotha-i-giudici-de-stefano-e-romeo-erano-il-vertice-riservato-e-invisibile-della-ndrangheta.html

Il “vertice riservato ed invisibile della ‘Ndrangheta” insieme all’avvocato Paolo Romeo, l’altra testa pensante della ‘Ndrangheta reggina. E’ così che i giudici della corte d’Appello di Reggio Calabria hanno tratteggiato la figura dell’avvocato Giorgio De Stefano nelle motivazioni della sentenza di secondo grado del processo “Gotha”, nella quale De Stefano è stato condannato a 15 anni di reclusione. Dal processo – nato dalla riunione delle inchieste “Mamma Santissima”, “Reghion”, “Fata Morgana” e “Sistema Reggio” coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dai pm Walter Ignazitto, Stefano Musolino e Roberto Di Palma – secondo la Corte è emerso il ruolo “apicale occulto della componente “riservata” della ‘Ndrangheta e componente apicale dell’articolazione territoriale denominata cosca De Stefano” dell’avvocato. 

I giudici ritengono infatti che De Stefano – di recente ai domiciliari per ragioni di salute – ebbe “compiti di cooperazione anche con gli altri soggetti al vertice delle diverse articolazioni territoriali della ‘Ndrangheta, al fine di consentire la concreta attuazione del relativo programma criminoso, fungendo da autorevole punto di riferimento per gli imprenditori (e/o esercenti commerciali) che richiedevano specifiche “garanzie ambientali”, necessarie per operare in tranquillità nel predetto territorio, adoperandosi attivamente in tal senso e dando direttamente e/o indirettamente agli operatori economici interessati le garanzie di volta in volta richieste”. Secondo la Corte d’Appello, dunque, “le risultanze istruttorie appaiono sufficienti a dimostrare la partecipazione di De Stefano Giorgio al sodalizio criminale, vale a dire lo stabile ed organico inserimento del soggetto nell’organizzazione del sodalizio, con ruolo dinamico e funzionale, in esplicazione del quale l’interessato rimane a disposizione dell’ente per il perseguimento dei comuni fini criminosi”. In sostanza, dunque, “è dimostrato come De Stefano, con la sua condotta, abbia prestato un contributo concreto idoneo alla conservazione od al rafforzamento della struttura associativa, con la precipua finalità di perseguirne gli scopi”. Non solo. Nelle pagine della motivazione della sentenza di condanna vengono inoltre delineate la dimensione e la rete di contatti e conoscenze dell’imputato. Si legge, sul punto, il suo ruolo di “capo ed organizzatore del sodalizio unitariamente inteso, in qualità di partecipe della componente invisibile della ‘Ndrangheta, struttura di vertice chiamata a svolgere compiti di direzione strategica e, in ultima analisi, di gestione occulta delle scelte di politica criminale del sodalizio di stampo mafioso denominato ‘Ndrangheta”. Parole cartesiane, quelle dei giudici, che sottolineano De Stefano in un contesto criminale che “interagisce stabilmente, attraverso associazioni segrete caratterizzate dalla “segretezza” dei “fini” e dalla “riservatezza” dei “metodi” (massoneria deviata), con il mondo dell’imprenditoria, della finanza, della magistratura e, più in generale, delle istituzioni”. Vengono anche descritte le modalità di operazione di queste associazioni. Da segnalare la modalità di veicolazione delle strategie criminali a soggetti insospettabili (cerniera o riservati) “il cui compito è di realizzare una interfaccia tra l’organismo di vertice e la “base” territoriale dell’associazione”.

La Santa e la sua evoluzione con i due avvocati

Nella sentenza i giudici parlano anche della cosiddetta “Santa”, una “struttura elitaria di cui hanno fatto parte, oltre ai capi promotori (Mommo Piromalli, i fratelli Paolo e Giorgio De Stefano, Santo Araniti, tra i principali), i pochi altri elementi di vertice cooptati in tale apicale organismo”. De Stefano e Paolo Romeo risiedono in una struttura dai simili caratteri, ma più evoluta della conosciuta “Società di Santa” o “Santa”. Una struttura costituita da “una sfera di operatività della ‘Ndrangheta diversa da quella che caratterizza, nei medesimi anni, membri apicali delle singole articolazioni territoriali”.

Di questi ambienti aveva fatto cenno anche il pentito Antonino Fiume il quale durante il processo aveva descritto De Stefano come “il consigliori della famiglia”, ossia – sintetizza la Corte – un mafioso di vertice che dà i consigli, non un mafioso da quattro soldi, colui che ereditò quelle relazioni riservate dal defunto boss Paolo De Stefano. “Sono quei legami che stratificano e consolidano la potenza dei De Stefano, la quale si fonda non solo sulla “nota” e “visibile” componente operativa – quella incarnata, fra gli altri, da Carmine, Giuseppe e, all’occorrenza Dimitri De Stefano – ma, soprattutto, sulla capacità di intessere riservatamente relazioni con il mondo imprenditoriale, politico ed istituzionale, nonché con gli ambienti massonici, di cui hanno dato prova, con diversità di ruolo e di “operatività”, i coimputati Giorgio De Stefano e Paolo Romeo”. Sempre in riferimento alla diarchia Romeo-De Stefano, la corte approfondisce anche le loro relazioni con il “mondo dei “riservati” del sodalizio, con soggetti insospettabili, professionisti al servizio della giustizia come il commercialista Giovani Zumbo”. Facendo leva su questo humus, costituito dalla cosiddetta “borghesia mafiosa”, spiegano i giudici, Giorgio De Stefano, insieme a Paolo Romeo, diviene “promotore, dirigente ed organizzatore della componente riservata della ‘Ndrangheta, agendo stabilmente quale componente apicale occulto del sistema criminale mafioso che, da ultimo, trova la sua sublimazione nel collaudato “Sistema Reggio””. Sempre sul rapporto tra i due avvocati, la corte riporta che “Giorgio De Stefano e Paolo Romeo dimostrano una straordinaria capacità di governare ed orientare lo scenario politico locale in modo tale da determinare le sorti delle elezioni comunali, provinciali, regionali ed europee, giungendo finanche a stabilire chi, fra un candidato e l’altro, debba prevalere”.

Le mani nelle istituzioni

Al vaglio dei giudici è passato anche l’insieme di infiltrazioni della ‘Ndrangheta Reggina nelle istituzioni. Secondo la corte, che ha sostanzialmente avvallato il grande lavoro del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, “vi fu una massiccia attività di interferenza sull’esercizio delle funzioni degli organi rappresentativi di rango costituzionale (e non), che ha prodotto l’asservimento della funzione pubblica al soddisfacimento di interessi di parte, in grado di provocare rilevanti vantaggi ed utilità personali, professionali e patrimoniali”.

Il modus operandi attraverso cui tale infiltrazione è stata resa possibile, osservano i giudici, sono: la lottizzazione delle società miste partecipate del Comune di Reggio Calabria e la gestione dei fondi del c. d. “Decreto Reggio”, “con le altrettanto note relazioni occulte gestite dal coimputato Paolo Romeo, con l’ausilio di alti rappresentanti delle istituzioni (vice prefetti e parlamentari, fra gli altri)”.

A riprova di ciò, la Corte porta le intercettazioni all’interno dello studio legale Tommasini, dove De Stefano e Romeo dialogano di dinamiche elettorali, “con l’evidente finalità di modificarne eventualmente l’esito a seconda della scelta del candidato da appoggiare, ciò, si basi, a soli sette giorni dal voto». Le dichiarazioni, il cui tenore è definito esplicito dai giudici, sarebbero la conferma degli evidenti riferimenti alla possibilità di spostare, ad appena una settimana dal voto, pacchetti consistenti di voti. Elementi, questi, che fanno comprendere come una tale tipo di intervento a vantaggio dell’uno o dell’altro candidato sarebbe stato possibile soltanto in virtù del coinvolgimento della ‘Ndrangheta nella sua componente unitaria.

"ANTIMAFIA2000": erano il ''vertice riservato e invisibile della 'Ndrangheta''.

Mi permetto di riproporre un articolo che ritengo sconvolgente dell’Associazione Culturale Falcone e Borsellino “Antimafia 2000” al link: https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/309-topnews/86525-gotha-i-giudici-de-stefano-e-romeo-erano-il-vertice-riservato-e-invisibile-della-ndrangheta.html

Il “vertice riservato ed invisibile della ‘Ndrangheta” insieme all’avvocato Paolo Romeo, l’altra testa pensante della ‘Ndrangheta reggina. E’ così che i giudici della corte d’Appello di Reggio Calabria hanno tratteggiato la figura dell’avvocato Giorgio De Stefano nelle motivazioni della sentenza di secondo grado del processo “Gotha”, nella quale De Stefano è stato condannato a 15 anni di reclusione. Dal processo – nato dalla riunione delle inchieste “Mamma Santissima”, “Reghion”, “Fata Morgana” e “Sistema Reggio” coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dai pm Walter Ignazitto, Stefano Musolino e Roberto Di Palma – secondo la Corte è emerso il ruolo “apicale occulto della componente “riservata” della ‘Ndrangheta e componente apicale dell’articolazione territoriale denominata cosca De Stefano” dell’avvocato. 

I giudici ritengono infatti che De Stefano – di recente ai domiciliari per ragioni di salute – ebbe “compiti di cooperazione anche con gli altri soggetti al vertice delle diverse articolazioni territoriali della ‘Ndrangheta, al fine di consentire la concreta attuazione del relativo programma criminoso, fungendo da autorevole punto di riferimento per gli imprenditori (e/o esercenti commerciali) che richiedevano specifiche “garanzie ambientali”, necessarie per operare in tranquillità nel predetto territorio, adoperandosi attivamente in tal senso e dando direttamente e/o indirettamente agli operatori economici interessati le garanzie di volta in volta richieste”. Secondo la Corte d’Appello, dunque, “le risultanze istruttorie appaiono sufficienti a dimostrare la partecipazione di De Stefano Giorgio al sodalizio criminale, vale a dire lo stabile ed organico inserimento del soggetto nell’organizzazione del sodalizio, con ruolo dinamico e funzionale, in esplicazione del quale l’interessato rimane a disposizione dell’ente per il perseguimento dei comuni fini criminosi”. In sostanza, dunque, “è dimostrato come De Stefano, con la sua condotta, abbia prestato un contributo concreto idoneo alla conservazione od al rafforzamento della struttura associativa, con la precipua finalità di perseguirne gli scopi”. Non solo. Nelle pagine della motivazione della sentenza di condanna vengono inoltre delineate la dimensione e la rete di contatti e conoscenze dell’imputato. Si legge, sul punto, il suo ruolo di “capo ed organizzatore del sodalizio unitariamente inteso, in qualità di partecipe della componente invisibile della ‘Ndrangheta, struttura di vertice chiamata a svolgere compiti di direzione strategica e, in ultima analisi, di gestione occulta delle scelte di politica criminale del sodalizio di stampo mafioso denominato ‘Ndrangheta”. Parole cartesiane, quelle dei giudici, che sottolineano De Stefano in un contesto criminale che “interagisce stabilmente, attraverso associazioni segrete caratterizzate dalla “segretezza” dei “fini” e dalla “riservatezza” dei “metodi” (massoneria deviata), con il mondo dell’imprenditoria, della finanza, della magistratura e, più in generale, delle istituzioni”. Vengono anche descritte le modalità di operazione di queste associazioni. Da segnalare la modalità di veicolazione delle strategie criminali a soggetti insospettabili (cerniera o riservati) “il cui compito è di realizzare una interfaccia tra l’organismo di vertice e la “base” territoriale dell’associazione”.

La Santa e la sua evoluzione con i due avvocati

Nella sentenza i giudici parlano anche della cosiddetta “Santa”, una “struttura elitaria di cui hanno fatto parte, oltre ai capi promotori (Mommo Piromalli, i fratelli Paolo e Giorgio De Stefano, Santo Araniti, tra i principali), i pochi altri elementi di vertice cooptati in tale apicale organismo”. De Stefano e Paolo Romeo risiedono in una struttura dai simili caratteri, ma più evoluta della conosciuta “Società di Santa” o “Santa”. Una struttura costituita da “una sfera di operatività della ‘Ndrangheta diversa da quella che caratterizza, nei medesimi anni, membri apicali delle singole articolazioni territoriali”.

Di questi ambienti aveva fatto cenno anche il pentito Antonino Fiume il quale durante il processo aveva descritto De Stefano come “il consigliori della famiglia”, ossia – sintetizza la Corte – un mafioso di vertice che dà i consigli, non un mafioso da quattro soldi, colui che ereditò quelle relazioni riservate dal defunto boss Paolo De Stefano. “Sono quei legami che stratificano e consolidano la potenza dei De Stefano, la quale si fonda non solo sulla “nota” e “visibile” componente operativa – quella incarnata, fra gli altri, da Carmine, Giuseppe e, all’occorrenza Dimitri De Stefano – ma, soprattutto, sulla capacità di intessere riservatamente relazioni con il mondo imprenditoriale, politico ed istituzionale, nonché con gli ambienti massonici, di cui hanno dato prova, con diversità di ruolo e di “operatività”, i coimputati Giorgio De Stefano e Paolo Romeo”. Sempre in riferimento alla diarchia Romeo-De Stefano, la corte approfondisce anche le loro relazioni con il “mondo dei “riservati” del sodalizio, con soggetti insospettabili, professionisti al servizio della giustizia come il commercialista Giovani Zumbo”. Facendo leva su questo humus, costituito dalla cosiddetta “borghesia mafiosa”, spiegano i giudici, Giorgio De Stefano, insieme a Paolo Romeo, diviene “promotore, dirigente ed organizzatore della componente riservata della ‘Ndrangheta, agendo stabilmente quale componente apicale occulto del sistema criminale mafioso che, da ultimo, trova la sua sublimazione nel collaudato “Sistema Reggio””. Sempre sul rapporto tra i due avvocati, la corte riporta che “Giorgio De Stefano e Paolo Romeo dimostrano una straordinaria capacità di governare ed orientare lo scenario politico locale in modo tale da determinare le sorti delle elezioni comunali, provinciali, regionali ed europee, giungendo finanche a stabilire chi, fra un candidato e l’altro, debba prevalere”.

Le mani nelle istituzioni

Al vaglio dei giudici è passato anche l’insieme di infiltrazioni della ‘Ndrangheta Reggina nelle istituzioni. Secondo la corte, che ha sostanzialmente avvallato il grande lavoro del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, “vi fu una massiccia attività di interferenza sull’esercizio delle funzioni degli organi rappresentativi di rango costituzionale (e non), che ha prodotto l’asservimento della funzione pubblica al soddisfacimento di interessi di parte, in grado di provocare rilevanti vantaggi ed utilità personali, professionali e patrimoniali”.

Il modus operandi attraverso cui tale infiltrazione è stata resa possibile, osservano i giudici, sono: la lottizzazione delle società miste partecipate del Comune di Reggio Calabria e la gestione dei fondi del c. d. “Decreto Reggio”, “con le altrettanto note relazioni occulte gestite dal coimputato Paolo Romeo, con l’ausilio di alti rappresentanti delle istituzioni (vice prefetti e parlamentari, fra gli altri)”.

A riprova di ciò, la Corte porta le intercettazioni all’interno dello studio legale Tommasini, dove De Stefano e Romeo dialogano di dinamiche elettorali, “con l’evidente finalità di modificarne eventualmente l’esito a seconda della scelta del candidato da appoggiare, ciò, si basi, a soli sette giorni dal voto». Le dichiarazioni, il cui tenore è definito esplicito dai giudici, sarebbero la conferma degli evidenti riferimenti alla possibilità di spostare, ad appena una settimana dal voto, pacchetti consistenti di voti. Elementi, questi, che fanno comprendere come una tale tipo di intervento a vantaggio dell’uno o dell’altro candidato sarebbe stato possibile soltanto in virtù del coinvolgimento della ‘Ndrangheta nella sua componente unitaria.

Quale verità per l’ambasciatore Luca Attanasio???

Vedrete… tutto verrà insabbiato“, sì… scrivevo così nel mio post http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/02/lambasciatore-luca-attanasio-e-il.html e in qualche modo possiamo dire che è ciò che di fatto sta accadendo…

D’altronde è così che va nel nostro Stato, quando gli servi ti tengono stretto e quando poi non servi più ti sganciano!!!

Basti vedere quanto accaduto con il nostro diplomatico, Luca Attanasio… 

Sì… la moglie spera ancora di conoscere la verità, ma quale verità… quella che non deve emergere oppure quella che è emersa su una ricostruzione fantasiosa ???

Io ci credo a questa verità e l’aspetto per le nostre bimbe e non solo, anche per gli italiani, lo dobbiamo a Luca e questo giorno io lo aspetto”: bellissime parole quelle della moglie Zakia Seddiki e mi dispiace dover dire quanto segue, ma ho quasi la certezza che ahimè questa speranza sbatterà nel muro dell’indifferenza dei nostri governanti, incapaci di gestire in maniera corretta la politica nazionale… immaginiamo quindi quella internazionale!!!

L’ultima volta che ho scritto sull’argomento erano state riportate notizie sulle indagini compiute, ma il sottoscritto sin da subito non aveva creduto a nessuna di quelle dichiarazioni espresse, peraltro giustificando quelle mie perplessità con motivazioni basate sulla propria esperienza personale… 

L’hanno mandato a morire, difatti abbiamo visto come è stato lasciato solo!!!

E quanto sopra è potuto accadere semplicemente perché l’ambasciatore Luca Attanasio era una brava persona, buona, sensibile, un individuo che si fidava degli altri e credeva nella bontà umana, pensando che soltanto con l’amore, la partecipazione, il rispetto, il coinvolgimento e il sostegno si potesse migliorare quella parte del mondo così depressa…

Ecco, se soltanto l’ambasciatore fosse stato affine ai nostri governanti, sì… se solo fosse stato più politico e meno umano, ecco che fosse assomigliato a loro si sarebbe salvato!!!

Peraltro basti osservarli, è ciò che fanno da sempre e sono sempre lì… e non vi sono inchieste o condanne che tengono, essi come “zombi” ritornano come se nulla fosse accaduto, già… come dicono correttamente nei social: hanno la faccia come il c…!!!   

Sig.ra Seddiki, auspicare nella verità e nella giustizia è qualcosa a cui ciascuno di noi crede, ma mi creda, in questo nostro Paese è difficilissimo – se non impossibile – far in modo che quei principi possano realizzarsi, perché sono in molti, anzi… direi in “troppi” che non vogliono che quanto celato possa di fatto emergere!!!

Quale verità per l'ambasciatore Luca Attanasio???

Vedrete… tutto verrà insabbiato“, sì… scrivevo così nel mio post http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/02/lambasciatore-luca-attanasio-e-il.html e in qualche modo possiamo dire che è ciò che alla fine sta accadendo…

D’altronde è così che va nel nostro Stato, quando gli servi ti tengono stretto e quando poi non servi ecco che vieni abbandonato!!!

Già… basti vedere quanto accaduto con il nostro diplomatico Luca Attanasio… 

Sì… la moglie spera ancora di conoscere la verità, ma quale verità… quella che non deve emergere oppure quella che è finora emersa e basata su una ricostruzione fantasiosa ???

Io ci credo a questa verità e l’aspetto per le nostre bimbe e non solo, anche per gli italiani, lo dobbiamo a Luca e questo giorno io lo aspetto”: bellissime parole quelle della moglie Zakia Seddiki e mi dispiace dover dire quanto segue, ma ho quasi la certezza che ahimè questa speranza sbatterà nel muro dell’indifferenza dei nostri governanti, incapaci di gestire in maniera corretta la politica nazionale… immaginiamo quindi quella internazionale!!!

L’ultima volta che ho scritto sull’argomento erano state riportate notizie sulle indagini compiute, ma il sottoscritto sin da subito non aveva creduto a nessuna di quelle dichiarazioni espresse, peraltro giustificando quelle mie perplessità con motivazioni basate sulla propria esperienza personale… 

L’hanno mandato a morire, difatti abbiamo visto come è stato lasciato solo!!!

E quanto sopra è potuto accadere semplicemente perché l’ambasciatore Luca Attanasio era una brava persona, buona, sensibile, un individuo che si fidava degli altri e credeva nella bontà umana, pensando che soltanto con l’amore, la partecipazione, il rispetto, il coinvolgimento e il sostegno si potesse migliorare quella parte del mondo così depressa…

Ecco, se soltanto l’ambasciatore fosse stato affine ai nostri governanti, sì… se solo fosse stato più politico e meno umano, certamente se fosse assomigliato a loro… si sarebbe salvato!!!

Peraltro basti osservarli, è ciò che fanno da sempre e sono sempre lì… non vi sono inchieste o condanne che tengono, essi come “zombi” ritornano come se nulla fosse accaduto, già… come dicono di loro correttamente nei social: hanno la faccia come il c…!!!   

Sig.ra Seddiki, auspicare nella verità e nella giustizia è qualcosa a cui ciascuno di noi crede, ma mi consenta, in questo nostro Paese è difficilissimo – se non impossibile – fare in modo che quei sani principi possano compiersi, perché sono in molti, anzi direi in “troppi” a non volere che quanto è stato in tutti i modi celato, possa anche solo con il passar del tempo riemergere!!!

Stretta sulla sicurezza dei lavoratori!!! Certo che se l'asticella dei lavoratori a nero è ora scesa al 10% più del 60% delle imprese sono a rischio di chiusura!!!

La stretta dal governo era stata annunciata ed ora finalmente si è concretizzata!!!

La sospensione dell’attività, che prima era una facoltà degli organi di vigilanza, ora è diventata un obbligo se più del 10% dei lavoratori è in nero!!!

D’altronde vorrei aggiungere, come si può chiamare una società impresa quando tra il suo personale vi sono operai che operano in nero!!!

Tra l’altro vorrei ricordare che questi lavoratori si ritrovano in una specie di limbo, in particolare nei casi d’incidenti mortali, perché molti di quelle vittime vengono fatte scomparire da quei luoghi di lavoro, per poi fare riapparire quei corpi, in una qualche strada di campagna abbandonata o certamente poco trafficata… 

D’altronde come si dice “fatta la legge trovato l’inganno” e non mi riferisco soltanto a quegli imprenditori disonesti, bensì a tutti quei soggetti che per propri vantaggi personali – ad esempio in quanto percettori di reddito di cittadinanza – preferiscono non essere regolarmente assunti, per non perdere quel diritto… 

Le chiamano da anni “la strage delle morti bianche” e mai come in questo periodo si sono contati un numero di vittime così importante… 

Ecco quindi che l’81/08 e s.m.i. viene modificato prevedendo che la vigilanza non spetti solo alle Asl, per come avviene oggi, ma anche all’Ispettorato del lavoro e dovranno lavorare fianco a fianco, coordinando tutte le attività di vigilanza. 

Ovviamente seguono multe e chi non rispetta il provvedimento di sospensione sarà punito con l’arresto fino a sei mesi se ha violato la normativa su salute e sicurezza e con l’arresto da tre a sei mesi o un‘ammenda da 2.500 a 6.400 euro in caso di lavoro nero!!!

Cosa aggiungere – dopo decenni ritardi – si è deciso finalmente di cambiare le regole: certo tutto ora dipende da questi nuovi ispettori appena assunti ed anche dal personale delle forze dell’ordine posto a tutela del lavoro, perché se non si cambia metodologia dei controlli, a poco o per meglio dire a nulla, serviranno queste nuove regole appena pubblicate…