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I misteri d'Italia… e la famigerata loggia "Propaganda 2" meglio conosciuta come "P2".

 
Un documentario interessante per comprendere quanto accaduto nel nostro paese e conoscere una parte di quei segreti tenuti da sempre nascosti o certamente mai rivelati… 
Sono passati quarant’anni, ma le vicende di allora, di quelle logge massoniche, sono le stesse che si ripetono oggi, tra l’altro con gli stessi nomi d’allora, già sono cambiati solo gli interpreti ma per il resto non è cambiato nulla… 

Trent'anni fa quelle mani era "pulite"… Peccato che oggi, le mani di chi li ha sostituiti, sono ancor più luride!!!

Sono passati trent’anni da quel 17 febbraio 1992 quando venne arrestato a Milano Mario Chiesa, esponente del Partito socialista indagato per aver ricevuto una tangente da sette milioni di lire…

Da lì iniziò l’inchiesta nota come “Mani Pulite o Tangentopoli”, che dimostrò l’esistenza di un sistema corruttivo e clientelare che coinvolgeva tutti, in particolare i principali partiti di allora, ma soprattutto un grossa fetta dell’imprenditoria…

Beh… non so dire quanto bene abbia fatto quell’inchiesta, ovviamente non mi riferisco al fatto che essa abbia debellato una parte infetta del nostro paese, no… ciò a cui mi riferisco è che attraverso quella desiderata “pulizia”, generata certamente da una energica contestazione popolare, si sia permesso ad altri di realizzare un golpe “democratico”, che ha portato il nostro paese nei trent’anni successivi ad un livello di corruzione che ha condotto la nostra nazione ad essere definita tra le peggiori del mondo, con il più alto livello di concussione e corruzione…

Altro che mafia, già… come si può pensare di paragonare quelle associazioni criminali con ciò che ha fatto la politica e quei loro esponenti negli anni, questi ultimi hanno infatti rappresentato con le loro azioni riprovevoli quanto di più abietto la natura umana avesse potuto manifestare…   

Ci hanno detto che era finita la Prima Repubblica, ed oggi dopo la seconda, la terza e la quarta siamo ancora nella mer… già altro che mani pulite, ciò che ha seguito quell’inchiesta giudiziaria, ha dimostrato in maniera palese come nulla sia cambiato, anzi tutt’altro, le mani che avrebbero dovuto cambiare positivamente il paese, si sono dimostrate ancor più luride, avendo realizzato in ogni circostanza, quanto di più grave si poteva immaginare, con il solo fine di intascare tangenti o ricevere in cambio favori personali e familiari!!!

Mi piace vedere oggi quei nostri (integerrimi) rappresentanti istituzionali, in particolare quando nel ricordare i loro predecessori o quelle loro azioni ne prendono immediatamente le distanze, già si sentono diversi da essi, ma dimenticano quanto proprio loro, con le loro azioni, vanno ogni giorno compiendo!!!

Già, ci vuole coraggio (per non dire molta ipocrisia…) a buttar la pietra…   

La massoneria mafiosa a Messina??? Parla Biagio Grasso.

Continuando con quanto riportato dal pentito Virgiglio sulla massoneria messinese, eccovi un video in cui a parlare di quella “maledetta città” e l’imprenditore Biagio Grasso…

Già… quella maledetta città, così la la chiama l’imprenditore…. una città gestita al 100% dalla massoneria!!!
È impietoso il giudizo raccontato sul verminaio Messinese e riportato due anni fa dal giornalista della Repubblica, Salvo Palazzolo…
L’imprenditore Biagio Grasso continua a parlare con i magistrati della procura e continua ad accusare!!!
Dopo i mafiosi e i loro complici, vi sono i professionisti, già…gli insospettabili di questa città — li definisce così — quelli che neanche noi, neanche lei, nessuno riesce a scoprire…
Eccolo, il nuovo verminaio!!!
Tre giorni fa l’ultimo blitz, che ha svelato un’altra delle stanze di Messina dove si fanno affari, si media, si risolve. La stanza dell’avvocato Andrea Lo Castro, pronto a offrire soluzioni — ai mafiosi del clan Santapaola, ma anche a imprenditori e colletti bianchi disposti a pagare — per realizzare maxi-evasioni fiscali.

Quante altre stanze segrete ci sono a Messina? Qualcuna ha anche passaggi segreti che portano a Palermo. Per altri affari. Bisogna leggere i racconti che il neo-collaboratore di giustizia Grasso ha fatto al procuratore Maurizio de Lucia e ai suoi sostituti per provare a capire cosa è davvero oggi il nuovo verminaio.

«La massoneria a Messina è una forza micidiale — premette Grasso — una forza invisibile per tutti i settori. La massoneria è un dato di fatto. Anche se sono 25 o 30 per ogni loggia, poi sono 200, 300 logge».
Ed ancora spiega più nel dettaglio: «La massoneria è gestita a tre livelli. C’è un livello super alto, dove chiaramente, non ha accesso quasi nessuno. Poi c’è quello medio, che invece è quello in cui ho sbattuto io, dove c’erano persone come l’avvocato Andrea Lo Castro, nella loggia che ha sede di fronte il bar Doddis». E’ più di un racconto giudiziario quello di Grasso. E’ un trattato di sociologia, è il racconto di una città. «Altro che mafia — dice, parlando della massoneria di Messina che stringe affari — la mafia è la manovalanza e riesce a risucchiare quel poco che è fuori». In certe stanze massoniche, invece, si fanno i veri affari. Ed ecco che il filo della fratellanza massonica conduce da Messina a Palermo.

Grasso ha raccontato ai magistrati che incontrò a metà del 2016 «Tommaso Micali, dipendente della banca Fideuram e appartenente a logge massoniche, mi presentò un tale Giovanni Rovito, anch’egli appartenente alla stessa loggia di Micali, che ha sede a Messina di fronte al bar Doddis.

Micali — spiega il pentito — è di Messina, ma dipendente dell’Esa di Palermo, è stato assessore del Comune di Bagheria».
Ebbene, Micali e Rovito incontrano Grasso in una saletta al primo piano di Banca Fideuram. «Lì, mi dissero che vi era un loro amico di Palermo, anch’egli appartenente ad una loggia massonica, il quale aveva interesse a fare rientrare e riemergere in Italia dei capitali, detenuti all’estero, ed in particolare in un paese dell’ex blocco sovietico, che non era la Russia, probabilmente la Bielorussia».

L’ammontare della prima tranche era di 60 milioni di euro. «Rovito e Micali chiesero il mio aiuto — precisa l’imprenditore Grasso — sapendo che avevo dimestichezza in operazioni bancarie di questo tipo». Ed ecco che arriva il nome del misterioso fratello massone palermitano: «E’ il dottore Lapis — mettere a verbale il pentito — che io avevo avuto modo di conoscere nel 2003 nel suo studio di via Libertà».

Gianni Lapis, l’avvocato tributarista al centro di tanti affari, condannato per essere uno dei prestanome della famiglia Ciancimino e anche per il crac della Sicilcassa, per quest’ultima accusa sta scontando una condanna a 6 anni e 5 mesi. Nel 2003, nel pieno degli affari della Gas Natural gestita da Lapis e dai Ciancimino, Grasso aveva ottenuto dei subappalti per i lavori di metanizzazione nei comuni di Giammoro, Pace del Mela e San Filippo del Mela.
«Quando seppi di chi si trattava — precisa l’imprenditore — sapendo che c’erano delle importanti attenzioni di natura giudiziaria su di lui, dissi di non volere partecipare in prima persona all’operazione, ma mi resi disponibile a fornire il mio know-how in cambio di una percentuale pari al 10 per cento».
Grasso racconta di una riunione di Rovito e Micali con Lapis, a Palermo. «Al ritorno, Micali mi riferì in maniera evasiva del contenuto dell’incontro, ma poi venni tagliato fuori da questa operazione, e non ne seppi più nulla».
E’ rimasto il giallo su quel rientro di capitali…. 

C’è un altro passaggio nel verbale di Biagio Grasso che apre uno scenario: «Rovito mi riferì che nell’affare del dottore Lapis lui aveva intuito che aveva interesse anche la famiglia Ciancimino. Ciò lo intuì in considerazione dell’elevato importo del denaro oggetto dell’operazione stessa». Conclusione: «Rovito mi riferì che il dottore Lapis era una persona di cui ci potevamo fidare essendo anche lui massone». Ma anche i massoni litigano, e poi gli affari ne risentono. «Seppi — aggiunge il pentito — che in quel periodo Rovito e Micali avevano una contrapposizione per ragioni legate alla loro appartenenza massonica, in quanto Rovito non sosteneva Micali nella nomina di vertice all’interno della loggia».

Per chi volesse approfondire la vita dell’imprenditore Biagio Grasso vi rimando ad un post del 2018 intitolato: “DAL PONTE SULLO STRETTO AI CENTRI COMMERCIALI. TUTTI GLI AFFARI DI BIAGIO GRASSO” il cui link dell’articolo del giornalista Antonio Mazzeo è il seguente http://www.iskrae.eu/documenti-inediti-processo-beta-dal-ponte-sullo-stretto-ai-centri-commerciali-tutti-gli-affari-biagio-grasso-del-clan-romeo-c/

La massoneria mafiosa a Messina??? Parla Biagio Grasso.

La massoneria mafiosa a Messina??? Parla Biagio Grasso.

Continuando con quanto riportato dal pentito Virgiglio sulla massoneria messinese, eccovi un video in cui a parlare di quella “maledetta città” e l’imprenditore Biagio Grasso…
Già… quella maledetta città, così la la chiama l’imprenditore…. una città gestita al 100% dalla massoneria!!!
È impietoso il giudizo raccontato sul verminaio Messinese e riportato due anni fa dal giornalista della…

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La massoneria mafiosa a Messina??? Parla Biagio Grasso.

Continuando con quanto riportato dal pentito Virgiglio sulla massoneria messinese, eccovi un video in cui a parlare di quella “maledetta città” e l’imprenditore Biagio Grasso…

Già… quella maledetta città, così la la chiama l’imprenditore…. una città gestita al 100% dalla massoneria!!!
È impietoso il giudizo raccontato sul verminaio Messinese riportato due anni fa dal giornalista della Repubblica, Salvo Palazzolo…
L’imprenditore Biagio Grasso continua a parlare con i magistrati della procura e continua ad accusare!!!
Dopo i mafiosi e i loro complici, vi sono i professionisti, già…gli insospettabili di questa città — li definisce così — quelli che neanche noi, neanche lei, nessuno riesce a scoprire…
Eccolo, il nuovo verminaio!!!
Tre giorni fa l’ultimo blitz, che ha svelato un’altra delle stanze di Messina dove si fanno affari, si media, si risolve. La stanza dell’avvocato Andrea Lo Castro, pronto a offrire soluzioni — ai mafiosi del clan Santapaola, ma anche a imprenditori e colletti bianchi disposti a pagare — per realizzare maxi-evasioni fiscali.

Quante altre stanze segrete ci sono a Messina? Qualcuna ha anche passaggi segreti che portano a Palermo. Per altri affari. Bisogna leggere i racconti che il neo-collaboratore di giustizia Grasso ha fatto al procuratore Maurizio de Lucia e ai suoi sostituti per provare a capire cosa è davvero oggi il nuovo verminaio.

«La massoneria a Messina è una forza micidiale — premette Grasso — una forza invisibile per tutti i settori. La massoneria è un dato di fatto. Anche se sono 25 o 30 per ogni loggia, poi sono 200, 300 logge».
Ed ancora spiega più nel dettaglio: «La massoneria è gestita a tre livelli. C’è un livello super alto, dove chiaramente, non ha accesso quasi nessuno. Poi c’è quello medio, che invece è quello in cui ho sbattuto io, dove c’erano persone come l’avvocato Andrea Lo Castro, nella loggia che ha sede di fronte il bar Doddis». E’ più di un racconto giudiziario quello di Grasso. E’ un trattato di sociologia, è il racconto di una città. «Altro che mafia — dice, parlando della massoneria di Messina che stringe affari — la mafia è la manovalanza e riesce a risucchiare quel poco che è fuori». In certe stanze massoniche, invece, si fanno i veri affari. Ed ecco che il filo della fratellanza massonica conduce da Messina a Palermo.

Grasso ha raccontato ai magistrati che incontrò a metà del 2016 «Tommaso Micali, dipendente della banca Fideuram e appartenente a logge massoniche, mi presentò un tale Giovanni Rovito, anch’egli appartenente alla stessa loggia di Micali, che ha sede a Messina di fronte al bar Doddis.

Micali — spiega il pentito — è di Messina, ma dipendente dell’Esa di Palermo, è stato assessore del Comune di Bagheria».
Ebbene, Micali e Rovito incontrano Grasso in una saletta al primo piano di Banca Fideuram. «Lì, mi dissero che vi era un loro amico di Palermo, anch’egli appartenente ad una loggia massonica, il quale aveva interesse a fare rientrare e riemergere in Italia dei capitali, detenuti all’estero, ed in particolare in un paese dell’ex blocco sovietico, che non era la Russia, probabilmente la Bielorussia».

L’ammontare della prima tranche era di 60 milioni di euro. «Rovito e Micali chiesero il mio aiuto — precisa l’imprenditore Grasso — sapendo che avevo dimestichezza in operazioni bancarie di questo tipo». Ed ecco che arriva il nome del misterioso fratello massone palermitano: «E’ il dottore Lapis — mettere a verbale il pentito — che io avevo avuto modo di conoscere nel 2003 nel suo studio di via Libertà».

Gianni Lapis, l’avvocato tributarista al centro di tanti affari, condannato per essere uno dei prestanome della famiglia Ciancimino e anche per il crac della Sicilcassa, per quest’ultima accusa sta scontando una condanna a 6 anni e 5 mesi. Nel 2003, nel pieno degli affari della Gas Natural gestita da Lapis e dai Ciancimino, Grasso aveva ottenuto dei subappalti per i lavori di metanizzazione nei comuni di Giammoro, Pace del Mela e San Filippo del Mela.
«Quando seppi di chi si trattava — precisa l’imprenditore — sapendo che c’erano delle importanti attenzioni di natura giudiziaria su di lui, dissi di non volere partecipare in prima persona all’operazione, ma mi resi disponibile a fornire il mio know-how in cambio di una percentuale pari al 10 per cento».
Grasso racconta di una riunione di Rovito e Micali con Lapis, a Palermo. «Al ritorno, Micali mi riferì in maniera evasiva del contenuto dell’incontro, ma poi venni tagliato fuori da questa operazione, e non ne seppi più nulla».
E’ rimasto il giallo su quel rientro di capitali…. 

C’è un altro passaggio nel verbale di Biagio Grasso che apre uno scenario: «Rovito mi riferì che nell’affare del dottore Lapis lui aveva intuito che aveva interesse anche la famiglia Ciancimino. Ciò lo intuì in considerazione dell’elevato importo del denaro oggetto dell’operazione stessa». Conclusione: «Rovito mi riferì che il dottore Lapis era una persona di cui ci potevamo fidare essendo anche lui massone». Ma anche i massoni litigano, e poi gli affari ne risentono. «Seppi — aggiunge il pentito — che in quel periodo Rovito e Micali avevano una contrapposizione per ragioni legate alla loro appartenenza massonica, in quanto Rovito non sosteneva Micali nella nomina di vertice all’interno della loggia».

Per chi volesse approfondire la vita dell’imprenditore Biagio Grasso vi rimando ad un post del 2018 intitolato: “DAL PONTE SULLO STRETTO AI CENTRI COMMERCIALI. TUTTI GLI AFFARI DI BIAGIO GRASSO” il cui link dell’articolo del giornalista Antonio Mazzeo è il seguente http://www.iskrae.eu/documenti-inediti-processo-beta-dal-ponte-sullo-stretto-ai-centri-commerciali-tutti-gli-affari-biagio-grasso-del-clan-romeo-c/

Massoneria a Messina: parte terza

Facendo seguito su quanto riportato nei giorni precedenti, concludo il racconto del pentito Virgiglio sulla massoneria peloritana:  

L’iniziazione come le attività criminali e la morte profana. Il Virgiglio s’inerpica anche sui riti che afferiscono l’ingresso in questa “loggia coperta”. «Per fare una sintesi, voi lo sapete meglio di me, ma tutto ci si lega, in questi sistemi, ad una forma di giuramento, ma non è un giuramento come lo si pensa, è una forma di timore, perché nella ritualità si dice… si viene prima bendati, poi si toglie la benda, dopo due ore di riflessione e gli si dice: “tutti quelli che ora sono bendati, ti hanno conosciuto, ora tu ti bendi e loro tolgono le buffe, e sappi che loro daranno la loro vita per proteggerti, aiutarti ed esserti fratello, allo stesso modo diventeranno cattivi contro di te”. 

Quindi è quella forma… un po’ diciamo è come quel senso d’iniziazione che viene fatta nelle attività criminali, ok? Quando c’è il santino che si brucia, alla fine è questo, se sbagli… e la massoneria aveva lo stesso sistema». Virgiglio sottolinea come Vibo Valentia fosse una delle logge più pesanti, «una che ha il rito più antico, integralista», la cosiddetta “morte profana”. Che cos’è? Sentite il pentito: «Viene fatta in un gabinetto di riflessione dove tu rimani seminudo per diverse ore, come lo stesso era quello che facevamo a San Marino con ugilini… addirittura lì sì… avevano la facoltà di farli morire al mondo profano nella rocca di San Leo, sono le massonerie più integraliste, rispetto al Goi, che il Goi invece è una struttura per lo più economica, basti pensare che un gran maestro arriva a prendere anche 20mila euro al mese».

La nascita dei Templari in Calabria e il fee nella residenza di Gelli. Il pentito Virgiglio prosegue il suo racconto citando il medico Franco Labate, il quale avrebbe avuto un ruolo importante per la nascita dei Templari in Calabria, i “Poveri cavalieri di Cristo”,, di cui Labate era gran maestro a livello centrale. Virgiglio racconta come Labate «aveva ricevuto, quando quasi morante, diciamo, un fee di ingresso a Villa Wanda dal vecchio defunto Peppino Piromalli, tramite il nipote di Piromalli, Luigi Sorridente». I pm chiedono se Villa Wanda sia la residenza di Licio Gelli, la risposta è positiva.

Gelli non ha mai smesso. Nemmeno da morto. «Gelli – spiega il pentito – non ha mai smesso, neanche oggi ha mai smesso, con tutto che è morto, di gestire una bella parte di potere occulto del nostro bel paese, al di là di quelle che sono le pubblicità che si dicono in giro. Al di là della P2, quando questo Franco Labate scalpitava, era sponsorizzato anche dai Barbaro della costa jonica, tra le altre cose, scalpitava per entrare in questo sistema di potere. Lui (Labate, ndr) era intimo amico di Nino Molè, perché lo curava, era intimo amico di Peppino Piromalli perché lo curava, era intimo amico di questi Barbaro perché lo curavano, al “Circolo velico” si muoveva bene”». Il riferimento è al circolo velico che il pentito definisce «quello del medico, del dermatologo Colella». L’ambizione di Labate era enorme: «Voleva prendere il posto di Gelli».

Le mire sul Vaticano. Sembra quasi incredibile, ma Labate riesce ad ottenere l’incontro con Gelli, sempre tramite Luigi Sorridente, e il “venerabile”, racconta Virgiglio, dice: “Sì, facciamo questo… dobbiamo arrivare al Vaticano”. Era il periodo in cui Giovanni Paolo II stava per terminare la sua vita terrena. «Dice: “Arriviamo al Vaticano perché una volta che arriviamo al Vaticano legalizziamo tante cose che loro volevano…». Anche qui una pagina di omissis infarcita di nomi e circostanze. Di certo c’è che quel progetto di far entrare all’interno della Chiesa quell’ordine dei Templari, riesce perfettamente.

Gli obiettivi della ‘ndrangheta. Ma cosa volevano le cosche in tutto ciò, partendo dal ruolo di Sorridente e poi da quello dei Piromalli? Virgiglio è netto: «Dai templari? Soldi… riciclare soldi. (…) Tanti soldi erano andati a finire negli Stati Uniti e questi soldi dagli Stati Uniti li doveva portare in Italia un certo De Nofa, che era un imprenditore che era negli Stati Uniti. I soldi erano già lì, i soldi della mafia, dovevano essere riciclati qui in Italia, e quindi li volevano fare canalizzare attraverso questo gruppo di templari».

Ugolini aveva in mano i servizi. Sono parole pesantissima quelle di Virgiglio, condite da ovvi omissis della Dda, perché il suo narrato coinvolge personaggi di spessore. Il pentito ricorda di aver conosciuto Licio Gelli, però «alla fine ultimamente si era… aveva il suo piccolo gruppetto, ma non aveva il gruppo grosso che aveva invece Ugolini, il gruppo grosso era Ugolini, perché aveva in mano il Sismi, il Sisde… “omissis”».

Campana, l’uomo che ottenne potere da Gelli. «L’unica persona a cui Gelli onestamente dava riferimento, cioè aveva dato potere, parlo ai tempi di Franco Sensi, era Antonio Campana di Cosenza. (…) Calabria, tutta la Calabria, Antonio Campana all’epoca arrivava dappertutto».

L’articolo come avevo riportato a inizio dei miei post è del giornalista Consolato Minniti e se pensate che molto di ciò che è stato riportato è stato in gran parte secretato, comprenderete come tutto il sistema che finora abbiamo vissuto, sia stato totalmente infetto da queste collusioni e nessuno, già… nessuno ahimè è stato immune da quelle colpe, sì… neppure quanti avrebbero dovuto di fatto garantire a questo nostro Paese, una corretta democrazia, ma soprattutto una giustizia equa e giusta: https://www.lacnews24.it/cronaca/templari-servizi-segreti-vaticano-vero-potere-gestito-calabrese-gotha-massoneria_24781/?fbclid=IwAR0isDQo_zD01cyF5hLfxzHkEFfs5caQ2VAoZkf5sB20jKVdmlUiWsYx92c

Iniziarsi alla massoneria: parte seconda

«Vengo ad essere preso nelle grazie di Franco Sensi, che all’epoca in Calabria lui aveva un grande interesse, quello di sezionare quelli che erano i suoi depositi di idrocarburi sul porto di Vibo e portarseli su Gioia Tauro, che poi, su mia insistenza, gli dissi io di non venire perché doveva passare tramite l’avallo della criminalità organizzata, ma lui mi sembrava determinato, anche perché già aveva trovato un avallo a Vibo, con altre famiglie… e da lì lui mi disse: “Ti devo portare a Roma”, cioè il “Sacro Sepolcro” a Roma, perché Messina era come “Sacro sepolcro”, ma il vero ordine, “L’ordine equestre del Sacro Sepolcro” era a Roma, il “core business” diciamo, di tutta la struttura».

«Li conosco il mondo sotterraneo, il vero potere, la persona chiave che era Nino Gangemi che voi conoscete di sicuro perché era il nipote di Nino Molè. 

A Roma vengo a scoprire che lui era stato sempre il catalizzatore di quel mondo perverso a Roma ed il suo riferimento era proprio il figlio di… del presidente Leone, Mario Leone, che era avvocato all’epoca… ma anche lui in quel periodo era in subbuglio». 

Il pm Lombardo, allora, chiede un chiarimento a Virgilio: ma cosa intende per mondo perverso? 

Il pentito non ha dubbi: «’Ndrangheta, intendo la ‘ndrangheta». 

E poi la precisazione: «Quando io parlo di massoneria non parlo di Goi o di Gran Loggia o di Garibaldini, o delle varie obbedienze, parliamo di massoneria per parlare del mondo di potere, quindi… in questo mondo di potere, all’epoca, faceva parte una fascia dell’Ordine equestre del Sacro Sepolcro, dove a capo c’era il vescovo Montezemolo, che era amico del grande Ugolini, Giacomo Mario Ugolini di San Marino, nonché gran maestro della “Loggia di San Marino”, nonché grande capo della loggia “Titano”, la discussa “Montecarlo”, ed il vescovo, che poi diventò cardinale, Montezemolo, era stato nunzio apostolico in Nicarague, dove c’era Robelo, un altro nostro gran maestro, che era pure lui ambasciatore presso la Santa Sede, e poi fu anche nunzio apostolico a San Marino, quindi era una persona molto importante, questo Montezemolo. 


Quindi decidono di fare questa tornata, tornata lontana da occhi indiscreti, perché nel ’93 il mondo qui in Italia si stava un poco sconvolgendo, e cioè c’erano stati i cambiamenti con le stragi, cambiamenti con la grande attività investigativa di Milano, “Mani pulite”, il Goi era saltato per via di quella vicenda… tanti soldi…». 

Da qui in poi arrivano i primi lunghi omissis dell’interrogatorio, dove probabilmente Virgiglio fa i nomi di personaggi assai importanti che entrano nelle vicende da lui narrate e su cui la Dda vuole mantenere riserbo massimo per le indagini in corso…

CONTINUA

Per iniziarsi alla Massoneria? Semplice… basta recarsi a Messina!!!

Ho ritrovato sul web un bellissimo articolo del giornalista Consolato Minniti, a cui allego – a conferma di quanto ora vado a riproporre – l’audizione dell’interrogatorio, alla presenza dei pubblici ministeri…

Faccio altresì presente che essendo l’argomento fin troppo ampio, mi permetto di completare il suddetto post nei prossimi giorni…  

Innanzitutto, ha parlare è il pentito Virgiglio, il quale come potrete ascoltare direttamente dalla sua voce, ha svelato tutti i retroscena della loggia massonica, tirando dentro esponenti di primo piano sia della Chiesa che delle cosche, ricordando anche il noto “Maestro venerabile” della loggia massonica P2, Pietro Gelli, che secondo egli: anche da morto gestisce un enorme potere!!!

Ed allora leggiamo di quel resoconto – trovate la registrazione audio presso il link: https://www.facebook.com/watch/?v=656858658890266&extid=NS-UNK-UNK-UNK-AN_GK0T-GK1C&ref=sharing .

«Dato che dovevo rimanere riservato, vengo sacrato cavaliere all’interno della chiesa di Sant’Anna, all’interno delle Mura del Vaticano. (…) Su di me avevano altri progetti, cioè Franco, non avendo figli maschi, aveva deciso… Franco chi? Franco Sensi, l’ex presidente della Roma».

Ho avuto frequentazioni molto “alte” – dice il collaboratore di giustizia Cosimo Virgiglio – e lo mette nero su bianco nel suo interrogatorio alla presenza dei Pm Giuseppe Lombardo e Stefano Musolino…

Ed allora partiamo da quei suoi inizi a Messina:

Vengo iniziato la prima volta agli inizi degli anni ’90 a Messina, presso il “Grande Oriente d’Italia”.  Il tempio si trovava nella zona alta di Messina, precisamente nella zona Papardo. 

I miei presentatori, definiamoli così – spiega il pentito delle cosche della Piana di Gioia Tauro – l’allora preside della Facoltà di Economia e Commercio, Caratozzolo, e il figlio Marcello, quest’ultimo era colui che aveva, all’epoca, i principali agganci a livello nazionale, sia con la parte buona che con la parte non buona». 

Virgiglio racconta di essere entrato prima in un “Rotary club” e poi nel “Sacro Sepolcro”, meglio individuato come “Ordine equestre del Sacro Sepolcro” di Messina. 

All’interno del Rotary Club – chiarisce – figuravano le più importanti figure cattedratiche, quindi tutti i professori universitari sia della mia facoltà che principalmente della facoltà di Giurisprudenza, ed anche medicina. 

Virgiglio, dunque, arriva nella sede di via Nino Bixio, a Messina, dove incontra Mimmo Borgese «all’epoca proprietario dell’hotel Mediterraneo” sulla Statale 18, l’oggi defunto Mimmo Piromalli, meglio conosciuto come il padre “dell’orbo”. 

Si chiamavano “compari” con Marcello Caratozzolo, e la presenza di questo Piromalli, che arrivò a bordo di un’Alfa 164 verde»…

FINE PRIMA PARTE

Ultime notizie dal "Consorzio Rete Fognante" nel Comune di Giardini Naxos…

Ebbene, sono state presentate le dimissioni da parte del presidente del Consorzio della rete fognante,  Mauro Passalacqua… 

L’ex sindaco di Taormina, ha presentato la richiesta ufficiale di non occuparsi più di quel complesso fognante – richiesta comunque deve essere ancora ratificata dal Consiglio di amministrazione –.

Quanto sopra è emerso durante la riunione dell’assemblea generale del sistema della depurazione che si è svolta alla presenza dei sindaci di Taormina, Giardini Naxos, Letojanni e Castelmola e come si sa, la discussione pesa sulla richiesta del Consorzio di ingiungere al pagamento dei Comuni per alcuni milioni di euro… 

Sembra comunque che i sindaci abbiano tutti manifestato l’intenzione di resistere alla richiesta economica del Consorzio…   

Certo qualcosa di strano sta accadendo visto che molti abbiano abbandonato i propri incarichi, a suo tempo ricevuti,mentre altri ne stanno prendendo il posto,  nel contempo comunque restano presenti tutte le difficoltà di quel sistema di depurazione che al momento deve combattere con le richieste di pagamento di fornitori e soprattutto da parte della società forrnitrice dell’energia elettrica. 

Tra l’altro ho ascoltato alcuni proprietari di appartamenti limitrofi a quel consorzio che mi hanno comunicato quanto, secondo loro, il personale presente risulti essere esiguo per far funzionare in maniera perfetta quell’impianto… 

Una situazione che in questo periodo invernale crea pochi problemi, se non queli legati all’aspetto ambientale, certamente di non poca importanza, ma che a breve, con l’avvicinarsi del periodo estivo, questo problema emergerà in tutta la sua gravità, per come d’altronde accaduto negli anni scorsi, in particolare nel periodo pre-pandemia… 

Cosa aggiungere, una circostanza poco chiara e sicuramente complessa, peraltro va ricordato come quel Consorzio sia stato attenzionato nei mesi scorsi dalle forze dell’ordine e quindi, se pur attualmente vi è la presenza di un custode giudiziario, la situazione non ritengo sia stata del tutto risolta, anzi potrebbero emergere a breve nuovi elementi, tali da condurre a circostanze “scottanti” di cui nessuno oggi è in grado di prevederne gli esiti…

Tik Tok…

Ogni tanto nascono alcune piattaforme sul web che non passano inosservate…

Sappiamo bene come fenomeni di questo tipo quando giungono sul mercato attirano improvvisamente gli interessi di molti soggetti, in particolare quanti sono predisposti ai social… 

Ecco perché le altre piattaforme da tempo avviate, hanno iniziato a percorrere quelle loro abiuali stretegie: innanzitutto hanno provato a contattare la proprietà di questa nuova app per acquistarla oppure non riuscendoci, hanno copiato quelle nuove caratteristiche, implementandole sulle proprie, finendo così per contrastare o additittura eliminare quell’improvvisa concorrenza… 

Una di queste app, giunta dal nulla, è proprio Tik-Tok il cui numero di iscrizioni sta salendo oin maniera vertiginosa, tanto che a breve raggiungerà i suoi diretti concorrenti, per poi sicuramente  superarli… 

Certo parliamo di una app che appartiene ad una generazione per giovanissimi, d’altronde se la si osserva, si scopre come anche i piccoli iniziano a postare video insieme ai loro genitori… l’importante è esserci, anche solo per far “cazz…”, far ridere oppure raccontare qualche barzelletta!!!

Va detto… chiunque può iscriversi, anche senza dover inserire i propri dati reali e quindi comprenderete bene come questo social sta diventando interessante per quanti vivono i social esclusivamente per inveire o offendere… 

Inoltre, all’interno di quei post, possiamo vedere come molti di quei video siano realizzati in maniera scontata, mi riferisco a quegli atteggiamenti osè, proposti da una moltidudine di bambole che pur di ottenere un alto numero di ammiratori, si spingono a compiere, quasi al limite della decenza, tutta una serie di atteggiamenti “softcore”, come viceversa altri manifestano la loro completa “inutilità”, così evidente da far trasparire quella loro stupidità!!!

Ovviamente, come ormai consuetudine, dietro queste “minchiate” vi è un giro di denaro, sì… da pochi euro fino a qualche centinaio al mese, ed ecco quindi tutta una serie di amministratori che competono ed auspicano che quelle loro performance salgano a dismisura…  

Certo non tutto è da buttare, vi sono degli artisti bravissimi che meritano certamente i nostri like, mentre altri potrebbero essere – per quelle banalità proposte – bannati per sempre!!!

Ciò che comunque in questo social mi infastidisce è scoprire come molti utilizzino questa app per denigrare chiunque, in particolare chi abbia avuto a differenza loro successo, già… ciò che più li infastidisce è sapere che essi abbiano raggiunto quei traguardi, che rappresenta di fatto ciò che a loro manca, essendo loro dei soggetti infelici, insignificanti einadeguati sotto qualsivoglia profilo, esseri senza personalità e aggiungerei talmente insignificanti dal passare la loro vita in totale anonimato, tanto che nemmeno chi gli sta loro vicino s’interessa ad essi!!!

   

Gianluca Grignani e quelle inutili critiche sterili postate sui social…

Ho ascoltato l’altra sera a Sanremo il duetto tra Irama e Gianluca Grignani e vedendo dopo tanto tempo quest’ultimo, mi ero riproposto di scrivere un post… 

Per chi ne capisce un po’ di musica, sa bene che questo cantautore e musicista, rappresenta sicuramente uno tra i più bravi autori del nostro panorama nazionale, tra l’altro basti ricordare alcune sue canzoni come: Destinazione Paradiso, La mia storia tra le dita, La fabbrica di plastica, Il re del niente ed una delle mie preferite: “Le mie parole”.

Sono seguite negli anni alcune versioni live inedite, oltre ad alcune sue interpretazione di “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco, a cui ha fatto seguire un “Cammina Nel Sole Tour Unplugged”, ovvero una serie di concerti suonati in versione acustica…

Ma come spesso accade dopo il successo egli è scomparso improvvisamente dalle scena pubblica, forse a causa di problemi personali, ma ciò non toglie di come egli – per quanto realizzato in questi lunghi 25 anni – sia stato uno dei pochi interpreti ad aver dato un segno tangibile alla nostra musica italiana…  

Ma osservando quanto è accaduto subito dopo quella esibizione, ho ripensato alle parole espresse da Papa Francesco ieri sera, intervistato a Rai Tre dal conduttore Fabio Fazio durante il programma “Che tempo che fa“, già… quel monito contro la violenza verbale, unico vero problema dell’aggressivita’ sociale!!!

E difatti ciò è quanto accaduto a quell’artista, solo per essersi presentato in quel palco in tutta la sua bravura ed anche fragilità; ma si sa… la natura umana è talmente cattiva e soprattutto bieca nel giudicare gli altri, che dimentica la grandezza dell’artista e si sofferma sulle eventuali difficoltà personali…

Una vergogna, quel mettersi sempre in prima fila per tirare la pietra e poi come sempre accade, nascondere la mano!!! 

Ecco perché nel vedere quella sua performance di Sanremo, intuivo le critiche che di li a poco sarebbero giunte e quella sensazione mi diceva: Nicola scrivi subito un Post a difesa dell’artista, ma soprattutto dell’uomo…

Ma qualcuno mi ha preceduto, sì… Gianluca Veneziani ha come un musicista composto un articolo bellissimo, lo stesso che avrei desiderato scrivere e se mi permetto di riproporre quanto descritto in maniera perfetta, è solo perchè queste parole le avrei voluto stendere io…

Il Post s’intitola: Sanremo 2022, gli insulti a Gianluca Grignani e il silenzio su Michele Bravi: vergogna a senso unico. Avete notato che… – https://www.liberoquotidiano.it/news/spettacoli/30383135/sanremo-2022-gli-insulti-a-gianluca-grignani-e-il-silenzio-su-michele-bravi-vergogna-a-senso-unico-avete-notato-che-.html

Ne abbiamo viste di tutti i colori al Festival, in senso letterale, però ve la prendete con Gianluca Grignani, che forse era uno dei più normali in quella combriccola di artisti strambi. Gli avete dato del pagliaccio, del cappellaio matto, dell’ubriacone, perfino del cocainomane. Lo avete deriso, sui social soprattutto, per il modo in cui si è presentato e si è atteggiato all’Ariston l’altro ieri. Su Twitter leggevi sfottò come quello di Spinoza, celebre blog satirico, che diceva di lui «Grignani si mantiene benissimo. Come tutte le cose immerse nell’alcol» o post strafottenti che davano il cantante positivo a tutto, compresa la cannabis e la cocaina, tranne che al Covid. Forse un po’ più di tatto ci vorrebbe, dato che Grignani ultimamente non se l’è passata proprio bene, certo anche per una volontà di autodistruzione.

Ma ogni vicenda di dolore, fosse anche di alcol, droga o divorzi, merita rispetto. E poi, cosa aveva di così strano Grignani da farvi sogghignare? Sì, è vero, era un po’ su di giri, invitava il pubblico a cantare con lui e si è fatto un bagno di folla scendendo in platea, ma davvero non avete mai visto un artista farlo durante un concerto? Quanto al suo aspetto poi, aveva un cappello bizzarro, d’accordo, e gli occhi truccati, ma per il resto era vestito in modo normalissimo, anche piuttosto elegante. Dite che era visibilmente grasso? E questa vi sembra una buona ragione per prenderlo in giro, forse la lotta alla discriminazione non vale nei confronti delle persone sovrappeso? Guardatevi attorno, piuttosto, e vedete quanti “nuovi mostri” hanno fatto la loro apparizione a Sanremo in questi giorni. C’è chi si è spogliato a metà restando a torso nudo, come Achille Lauro prima di autobattezzarsi, o come Rkomi, solo per mettere in mostra tatuaggi e muscoli.

E c’è chi ha fatto la sua comparsata in canotta con giro ascellare, credendo di stare in palestra o alla sagra della porchetta, tipo Giovanni Truppi o Irama, il quale aveva già dato prova di cattivo gusto, indossando il giorno prima un mega-centrino della nonna. E vogliamo parlare di Michele Bravi che si presentava con un inguardabile tailleur verde di quattro taglie più grande e una sottoveste brillantinata? Odi Tananai con addosso un abito che sembrava sporco di farina? O volete puntare l’attenzione su Lorena Cesarini vestita con abitino stile savana, vista la faccia di tigre stampata sopra, o su Orietta Berti, impresentabile presentatrice con i suoi outfit carnevaleschi? Il capolavoro però lo ha fatto Sangiovanni che indossava giacca bianca su tunica bianca, con tanti saluti all’eleganza italica, mentre cantava i versi di A muso duro di Pierangelo Bertoli che recitano così: «Adesso dovrei vestirmi come un fesso e fare il deficiente nei concerti». In effetti, è stato fedele al testo… Vi abbiamo risparmiato la mise rosa dei La rappresentante di lista, quasi più oscena dei loro pugni chiusi comunisti, i capelli blu della Bertè (ormai un classico) e il travestimento da Zorro della già travestita Drusilla Foer (ma almeno lei lo faceva con autoironia).

In generale abbiamo visto un appello continuo alla trasgressione e alla fluidità di genere nel portamento e nel comportamento, negli abiti e nei gesti, ma poi alla fine, nella serata delle cover hanno trionfato, anche per classe e sobrietà, Gianni Morandi e Lorenzo Jovanotti, vestiti in modo impeccabile con smoking bianco e papillon nero. Vince chi appare autentico, e non chi si esibisce con una maschera. Anche Grignani è stato vero, drammaticamente vero, nella sua esibizione, e forse anche uno dei meno trasgressivi. E noi preferiamo di gran lunga il suo dramma alla farsa dei buffoni di corte che fingono scorrettezza, ma sono tremendamente conformisti.

Come non dargli ragione…

Ispettori del lavoro: servono a nulla i concorsi pubblici!!!

Ho letto in questi giorni un articolo sull’esiguo numero di ispettori del lavoro presenti nell’isola e la  necessità di realizzare un concorso pubblico per integrare quell’Ispettorato di nuove unità…

Beh… il sottoscritto ritiene che il vero problema non sia rappresentato dal numero degli addetti, auspicando così diriuscire ad eliminare definitivamente molti di quegli incidenti sul lavoro o ancor peggio le morti dei suoi addetti!!!

D’altronde utilizzare lo stesso principio vorrebbe dire che un numero importante di funzionari sarebbe un valido deterrente contro le continue segnalazioni di irregolarità nei cantieri o nelle imprese, già… è come dire che visto il numero corposo degli addetti alle forze dell’ordine, la mafia o per meglio dire la criminalità organizzata sia stata debellata…

Ed allora comprendiamo come il reale problema non sia rappresentato dal numero di ispettori da integrare, ma poi ditemi, chi sarebbero questo soggetti – molti dei quali non possiedono alcuna esperienza diretta sul campo – capaci di invertire questo stato di fatto??? 

Il sottoscritto ritiene che il cambiamento può avvenire solo con la formazione, perché sono le imprese e i loro datori di lavoro, in collaborazione con i propri Responsabili della sicurezza, preposti, addetti alle emergenze, che possono costituire un primo baluardo affinchè circostanze gravi come quelle che si sono presentate lo scorso anno, non abbiano più a doversi ripetere, perché come ripeto spesso, “il pesce puzza dalla testa” e se non si parte con l’intenzione che solo la formazione, l’informazione, l’addestramento, insieme alla consegna dei DPI e DPC, si possono limitare i rischi a cui sono quotidianamente coinvolti tutti i lavoratori… 

Gli ispettori del lavoro servono a poco o quantomeno sono fondamentali per effettuare saltuariamente quei controlli, non necessariamente punitivi (o come si dice sanzionatori…), perché come riportavo sopra, c’è chi prima di loro deve effettuare quelle verifiche ed è l’impresa, con i suoi uomini, dipendenti e collaboratori ed anche, nel caso di appalti pubblici in particolare se di notevole importanza, i Committenti, gli Affidatari, che insieme ai propri  rappresentanti per la sicurezza ( ma non solo, anche per l’ambiente e la qualità…), permettono insieme ai previsti Coordinatori della Sicurezza in fase di esecuzione, di fare in modo che tutto proceda non solo con quanto previsto dalla normativa vigente, ma sopratutto in totale sicurezza!!! 

Quindi se in tutta l’isola vi sono soltanto 63 ispettori del lavoro, sì… saranno certamente esiguii, ma ritengo che per quanto debbano svolgere, possono anche bastare… 

D’altronde ditemi, se ogni giorno ciascuno di essi effettuasse un controllo, a fine anno ne avrebbero eseguito ben 16.632, un numero certamente considerevole che sono certo fnora non è mai stato raggiunto… 

Quindi vi prego prima di parlare, prima di scrivere articoli tanto per far aumentare il numero di visualizzazioni nelle proprie pagine web, consultatevi, tra l’altro sappiamo bene che trattasi siti finanziati da soggetti che hanno certamente interessi personali nel voler realizzare questi servizi e non solo per aumentare gli introiti delle pubblicità, ma soprattutto per utilizzare quel mezzo mediatico così influente affinché queste notizie facciano parlare l’opinione pubblica in particolare a favore dei loro amici, cui solitamente intervengono o a cui si rivolgono lodi, oppure viceversa per rivolgere critiche o disapprovazioni verso chi si schiera contro di essi…

Ecco quindi che prima di pensare a risolvere una questione così grave che da anni fa scorrere all’interno delle fabbriche o dei cantieri fiumi di sangue, bisognerebbe iniziare a pensare di trasformare la “moralità” di tutti i soggetti che operano in quei settori ma che non desiderano cambiare!!!

Già… mi riferisco a chi preferisce procedere nell’illegalità, ma anche purtroppo chi dovrebbe attuare queii controlli, ma si piegano – per come abbiamo abbiamo peraltro – ( basti ricordare quanto accaduto alcuni anni fa a seguito dell’inchieste giudiziaria che hanno visto coinvolti taluni dirigenti di quegli uffici ispettivi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) a quegli abituali metodi corruttivi e clientelari, fondamentali per alimentare il proprio orticello e/o quello dei propri familiari, già tra l’altro quest’ultimi casualmente inseriti proprio in quelle strutture che avrebbero dovuto essere controllate e che “stranamente” sono state vengono, per gli ovvi motivi di cui sopra, da sempre escluse!!!

Ecco perché nel pensare a quanto accade quotidianamente, mi è venuto in mente un film di qualche anno fa: vai avanti tu, che mi viene da ridere!!!

Il degrado sociale è ovunque…

La mia amica Romina ripete sempre che la sola strada da percorrere per uscire nella palude in cui ci troviamo invischiati è la formazione, sì… come educazione alla responsabilità e alla cittadinanza attiva.

Ma, osservando quanto accade in questo nostro Paese, di fronte ad una completa e diffusa corruzione, incoraggiati da un malcostume che induce all’illegalità e soffocati da un degrado sociale cui si accompagna il vuoto della politica e la fragilità di tutti quei partiti e dei loro leader che hanno evidenziato fin qui inadeguati risultati, sommata altresí l’incapacità delle istituzioni di concretizzare valide risposte, cosa aggiungere se non che siamo ritornati nuovamente vicini al baratro…

Ma d’altronde viene spontaneo chiedersi: chi dovrebbe formare questo Paese??? A chi rivolgersi per ottenere quel cambiamento tanto desiderato??? La famiglia, la Scuola, la Chiesa??? in che modo possiamo far diventare cittadini responsabili i nostri ragazzi??? E quale partecipazione attiva chidiamo loro quando poi di fatto vengono esclusi da tutto, in particolare dalla gestione di vita di questo Paese?

Sì… certamente la pandemia ha creato una situazione grave e si vede quanto i giovani si sentano smarriti e senza punti di riferimento…
Basti osservare quanto avviene nelle cronache di ogni giorno, dove anche i ragazzi di buona famiglia, cresciuti quindi senza gravi disagi morali ed economici, manifestano atteggiamenti violenti, perpetrando azioni certamente discutibili ma soprattutto dannosi per la nostra democrazia…
Stiamo iniziando a ripetere gli errori del passato, l’impreparazione provocata dal “Covid-19” a causa della mancata presenza in aula, il bombardamento dei social nel sostenere messaggi razzisti e aggressivi, inducono come un virus a comportamenti virulenti da teppisti o ancor peggio da fanatici… 

Non voler comprendere come vivere in democrazia significa convivere con gli altri, con chi è diverso da noi, per motivi etnici, culturali, religiosi, etc… ci fa tornare indietro al passato e blocca certamente la prospettiva di un  futuro migliore… 

Bisogna quindi ritornare ad educare e formare moralmente i giovani, affinchè essi possano ritrovare quella propria capacità individuale, accompagnata da una conoscenza adeguata per partecipare responsabilmente all’organizzazione politica, economica e sociale di questo nostro Paese, facendo sì che attraverso lo sviluppo di quei giusti interessi e motivazioni, si orientino in modo corretto le emozioni e i sentimenti, con chi può sembrare ad una prima analisi diverso…
Diceva Voltaire: “I pregiudizi sono ciò che gli sciocchi usano per ragionare”.

Il Presidente Mattarella parla di "dignita"!!! Sicuramente si sarà confuso, rivolgendosi a quell'Aula…

Incredibile, il neo eletto Presidente Mattarella rivolgendosi a tutti gli italiani, in particolare a quelli più in sofferenza, ha espresso in quell’Aula Parlamentare le proprie preoccupazioni per quanti si attendono dalle istituzioni della Repubblica garanzia di diritti e rassicurazioni concrete al loro disagio e sapete cosa hanno fatto quanti seduti in quell’Aula??? Hanno applaudito… sì come se a dover realizzare quelle riforme fondamentali non fossero loro a doverle compiere, ma chissà forse altri..

Già… oservando quegli applausi cosi vigorosi, ho avuto l’impressione che il Presidente si stesse rivolgendo ad una qualche entità astratta, come se questi anni di profonda incertezza politica e di tensioni sociali, non appartenesse proprio ad essi, a quei Parlamentari e alla mancata dignità, di cui proprio il Presidente parlava… 

Un Paese ancora oggi impegnato ad uscire da una condizione di difficoltà, incapace di eleggere un soggetto nuovo e diverso a Capo del Quirinale, costringendo nuovamente il Presidente Mattarella nell’assolvimento di questo suo secondo mandato!!!

Sento parlare di ripresa, della costruzione di un futuro, di un grande Paese, di quella profonda iniziativa che ci contraddistingue in creatività e solidarietà, del grande impegno dimostrato dalle nostre imprese ed infine… molto in “fine”, le scelte istituzionali che ci hanno consentito di ripartire…

Sono 40′ anni che sento le stesse frasi e non è mai cambiato nulla… se non fosse stato per i fondi della pandemia a quest’ora eravamo in totale recessione e difatti l’attuale ripresa è una mera illusione, totalmente effimera, senza alcun progetto di fondo o di cambiamento, nessuna vera innovazione e ancor meno alcun investimento dall’estero… 

Ed inoltre, le incertezze mondiali hanno portato gli italiani a fare i conti con gli aumenti del prezzo dell’energia, del greggio, di molti beni primari nei settori produttivi. che limitano e bloccano del tutto anche quel passaggio fondamentale e così tanto propagandato della “Next Generation”, sostenibilità e innovazione che abbiamo tardato a realizzare – a differenza di molti altri paesi europei – nell’ambito della transizione ecologica e digitale, ed oggi siamo ancora quì a parlarne…

Ma potrei dire che le parole più importanti il Presidente Mattarella le ha dedicate alla Giustizia e a quel CSM: “i cittadini devono poter nutrire convintamente fiducia e non diffidenza verso la giustizia e l’Ordine giudiziario. Neppure devono avvertire timore per il rischio di decisioni arbitrarie o imprevedibili che, in contrasto con la doverosa certezza del diritto, incidono sulla vita delle persone. Va sempre avvertita la grande delicatezza della necessaria responsabilità che la Repubblica affida ai magistrati. La Magistratura e l’Avvocatura sono chiamate ad assicurare che il processo riformatore si realizzi, facendo recuperare appieno prestigio e credibilità alla funzione giustizia, allineandola agli standard europei”.

Ed ancora, il Presidente parla a quei Parlamentari di dignità, già proprio a quanti sono stati in questi anni distratti di fronte ai problemi quotidiani, d’altronde parliamo di soggetti incapaci di liberarci dalle mafie e dai ricatti della criminalità, con cui tra l’altro alcuni di essi – è stato dimostrato – hanno fatto affari e cosa dire di tutta questa diffusa corruzione e di quel generalizzato malaffare a cui si somma quella complicità di chi finora ha fatto finta di non vedere, cui si somma l’inadeguatezza di assicurare una giustizia equa ma sempre a favore dei più forti, nessun rispetto per il diritto e per una informazione libera e indipendente, ma come si dice: “il saggio possiede dignità senza esserne orgoglioso; lo sciocco è orgoglioso senza averne la dignità”!!!

Un peccato che nessuno di quei soggetti delle nostre Istituzioni abbia mai ascoltato e fatte proprie le parole pronunciate da Papa Giovanni Paolo II, forse chissà oggi non saremmo giunti a questo sconquasso: Costruire una comunità che consenta a tutti di raggiungere il loro pieno potenziale attraverso ognuno di noi rispettando la dignità, i diritti e le responsabilità degli altri, rende il mondo un posto migliore in cui vivere.

SANREMO: "Marco se n′è andato e non ritorna più"!!! Almeno lui se n′è andato…

Ieri sera è iniziato il concorso ufficiale canoro più famoso d’Italia…

Già… quel “Festival di Sanremo” che da oltre 70′ anni blocca milioni di italiani dietro gli schermi Tv… 

Cosa dire, quand’ero adolescente ricordo Massimo Ranieri che vinceva con la canzone “Perdere l’amore” e Gianni Morandi che nel 1987 insieme a Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri si aggiudicava il Festival con la canzone “Si può dare di più” e ieri, nell’ascoltare in modo indiretto un passaggio del programma, ho scoperto che questi due autori erano ancora lì, sì… quasi senza voce ( certo la classse non è acqua, ma con il tempo ahimè anche quella purtroppo vola via… ) a cantare quelle loro canzoni…

E poi, pensavo di ricordo male, già… a presentare c’erano Amadeus e Fiorello e – nell’alzar per un istante gli occhi mentre scrivevo un post – ho creduto che le immagini facessero riferimento allo scorso anno e invece no… erano ancora lì, nuovamente insieme, con quelle abituali battute da villaggio turistico e quel carattere della trasmissione ormai ben delineato a modello “nazional-popolare” che manifesta in maniera esplicita quei caratteri distintivi di una cultura “bassa” divenuta ormai di massa e ben rappresentativa di quel popolo che si identifica con essa e quella presa concettuale di nazione=popolo=panem et circenses”!!!

Continuando, ecco a noi l’assistente presentatrice, la bella Ornella Muti, certo quando nei primi anni del 1970 prendeva parte in quei film di successo, il sottoscritto aveva pochi anni e comunque i primi ricordi di Lei da adolescente sono intorno al 1981, già… lo stesso anno in cui girò “Storie di ordinaria follia”, tratto da una sceneggiatura dall’omonimo romanzo di Charles Bukowski, dove il suo personaggio (Cass) era quello di una giovane prostituta bellissima, vittima della sua stessa bellezza che la soverchiava e non le consentiva di essere amata per quello che sentiva di essere e ieri sera, la sensazione che ho ricevuto, era eguale a quel suo ruolo, difatti mi sembrava in difficolta e soprattutto marginale da quel contesto…

Ma poi dico, invitiamola come ospite, facciamole raccontare la sua vita da attrice, peraltro possiede una filmografia talmente importante e non parlo di quelle futili commedie, ma di quei film impegnati che hanno toccato momenti importanti del nostro paese, ma stranamente Amadeus ha preferito farle fare la “velina”…

Ed ancora, perchè puntare su una prossima settantenne ( anni tra l’altro portati eccezionalmente bene… ) e non lanciare nuove ragazze, scelte preferibilmente non a causa della classica “raccomandazione” o per essere nelle grazie di quel produttore, dirigente e/o politico a modello “Harvey Weinstein”, ma per lquella propria professionalità e perché no…  per la loro bellezza naturale, per come d’altronde possono essere tutte le ragazze di giovane età… 

Ma da noi si sa, tutto viene deciso dai poteri alti e chi si ribella va fuori ed è il motivo per cui vediamo da anni in quella Tv nazionale, sempre e comunque gli stessi soggetti!!!

Ad esempio, prendete Amadeus, con quel programma quotidiano delle venti e trenta “I soliti ignoti“, sempre lì ogni sera, non ci bastava, no… anche nei giorni in cui non sarebbe andato in onda, come ad esempio quelli di questi giorni, a causa del Festival, ecco che come presentatore viene scelto chi: AMADEUS!!! “Minchia… sempri iddu???” come direbbe l’amico Ciuri, sì… nella Rai non vi è un altro presentatore, beh – se posso permettermi – per la prossima volta mi candido in maniera gratuita e posso assicuravi che con un soggetto prendete due piccioni ( cazz… Nicola quanto sei modesto: chi mi conosce bene sa comunque che andrebbe proprio così!!!), ed allora per favore, la prossima volta desidero vedere “ignoti” preparati e non quelle facce morte che ormai hanno stancato tutti, d’altronde se non fosse per quel canone RAI imposto nella bolletta dell’energia, sono certo che molti di loro, accompagnati da parecchi dirigenti di quella TV pubblica, sarebbero già da anni a casa…

Ah dimenticavo, ho scoperto anche la presenza della regina Elisabetta nel mezzo della sala, irriconoscibile in quel suo abito sgargiante, ma da noi è così, si può passare dalle stalle alle stelle e questa contingenza rappresenta – debbo confidarvi – la circostanza che più di tutte apprezzo di questo nostro Paese, quella per l’appunto che insegna a non smettere mai di rinunciare ai propri sogni e soprattutto che il duro lavoro ripaga sempre, perché da noi la professionalità e la meritocrazia vengono ovunque premiate ed è soltanto questione di tempo (e di… biiiiiiiiip)!!!

Un giudizio sugli altri cantanti… lasciamo stare, non si possono neppure ascoltare, se s’invitassero quanti si presentano spontaneamente a “Italia’s Got Talent“, “The Voice”  o “All togheter Now” dovremmo toglierci tanto di cappello e sicuramente staremo ore ad ascoltarli… ma qui, con questi scadenti e stonati “urlatori”, l’unica cosa che si può fare è cambiare canale oppure dedicarsi ad altro, certo i numeri dello share dicono diversamente, ma se si osservano bene i dati, il massimo gradimento finora si e avuto con Fiorello e domani vedrete con Checco Zalone… 

Vorrei inoltre aggiungere che mi dispiace profondamente dover scrivere quanto sopra, perché ritengo il “Festival di Sanremo” una bella opportunità per far emergere il potenziale lirico che questa nostra terra possiede, ma fintanto che tutto continui a girare come accade ogni giorno in questo nostro Paese, dove chi paga canta e chi denaro non ne possiede, resta a casa, cosa ci possiamo aspettare???

D’altronde ha raccontato bene Fiorello un episodio della propria vita, quello in cui da ragazzo rivolgendosi al padre dichiarava le proprie aspirazioni di “tennista” e quest’ultimo con molto garbo rispondeva al figlio: “Ciuri scegli… o mangiamu oppure iucamu o tennis”!!!


Truffe grazie ai fondi Covid!!!

Sono 78 le persone indagate e 35 le misure cautelari emesse dal gip, mentre ben 440 milioni i fondi illecitamente percepiti, denaro che era stato stanziato dal nostro Governo Draghi per aiutare quanti in difficoltà…

Il sottoscritto ne aveva anticipato il rischio ed oggi purtroppo siamo quì a leggere di quest’ultima inchiesta che ha condotto un centinaio di professionisti, imprenditori e commercialisti ad essere indagati per aver percepito illegalmente e senza averne diritto una montagna di denaro, tra l’altro posti all’interno di trolley!!!

Grazie comunque alla Gdf di Rimini, è stata scoperata questa frode che come riportavo sopra ha determinato una frode di ben 440 milioni per fondi illecitamente percepiti, ottenuti grazie ai soliti espedienti, cme quelli determinati da falsi crediti d’imposta…

Secondo quanto emerso, gli indagati facevano parte di un’associazione con base in Emilia Romagna, ma attraverso una ramificazioni in tutto il Paese, sono riusciti a commercializzare falsi crediti di imposta, una di quelle misure previste grazie al decreto Rilancio…

Sono state realizzate un’ottantina di perquisizioni e sequestrato quei falsi crediti d’imposta, beni, società, il reato è di indebita percezione di erogazione ai danni dello Stato; i finanzieri emiliani, insieme ai colleghi dei reparti territoriali dello Scico e al Nucleo speciale frodi tecnologiche, hanno altresì potuto costatare come tra quegli indagati, ben 9 avevano presentato domanda per ottenere di reddito di cittadinanza, mentre altri 3 risultavano essere affiliati ad associazione di stampo mafioso!!!

Sono quindi oltre 100 le società coinvolte tra Emilia Romagna e Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto, tutte create appositamente per ottenere agevolazioni che andavano dai bonus locazioni, ristrutturazioni con miglioramenti sismici ed energetici, ma anche bonus facciate che nell’ultimo anno permesso l’apertura di numerosi cantieri in tutto il Paese ed i cui proventi sono stati di volta in volta reivestiti in nuove e diverse attività commerciali… 

Come si dice: Dio li fa ( i criminali…) e tra di loro si accoppiano!!! 

Peccato che il sottoscritto non venga letto con più assiduità dalle forze dell’ordine, già… scoprirebbero tante ambiguità, in particolare alcune metodologia truffaldina solitamente applicata, di cui già nel 2020 il sottoscritto ne anticipata gli sviluppi; e difatti mi meraviglio come sia stato possibile compiere queste frodi sapendo quanto banale sia questo metodo utilizzato, ma soprattutto quanto esso sia palese, già… anche i muri ormai ne conoscono il trucco.

Credetemi, non so cosa aggiungere… 

La politica ripiega sul nome di Mattarella…

Nello scrivere la scorsa settimana sulle elezioni del Presidente della Repubblica avevo concluso “…non vedo comunque in quei parlamentari, uno solo degno di potermi rappresentare come Italiano!!!” e quindi vedere ieri nuovamente il nome di Mattarella, non può che darmi sollievo, perché a osservare i nomi che si desideravano proporre, veniva il…

Ovviamente con questa scelta la politica, tutta nella sua interezza, ha dimostrato di non avere alcuna alterativa e quindi ora dobbiamo credere che tra quei senatori e deputati, nessuno meriti in pieno di poter ambire a quel ruolo così importante!!!

Cosa dire… una vergogna, certo mi dispiace per il Presidente Mattarella, che forse desiderava in cuor suo di riposarsi mentre invece si ritrova a dover subire ancora una volta quest’impegno istituzionale per altri sette anni, ma soprattutto immagino cosa penserà quando sarà costretto a rivedere nuovamente quei leader di cui sono sicuro farebbe certamente a meno… 

Di positivo c’è che tutto è rimasto invariato, il Presidente della Repubblica in quel suo ruolo e soprattutto – ma non per importanza – quello del Consiglio, Mario Draghi, affinchè egli possa continuare con le politiche finora intrapprese da quel suo governo, non certo totalmente positive o quantomeno non de ltutto perfette, già mi sembra di essere tornati ai tempi degli antichi romani, quando nel tentare d’ingraziarsi la benevolenza dei cittadinim si dava loro quel “Panem et circenses“, oggi ben rappresentato da: “ristori et liberi tutti“… 

E difatti, se non fosse stato eletto il Presidente Mattarella, oggi al suo posto avremmo avuto certamente Draghi al suo posto (ed in quel suo attuale ruolo, una sua persona di fiducia… non scelta da quei leader di partito e ciò non poteva essere più consentito ) ma non solo, vi era anche il rischio di nuove elezioni e quindi, moti di quei Parlamentari, intuendo ciò – vista anche la riduzione che si avrà nelle prossime elezioni – hanno preferito optare per l’attuale presidente, conservando così per ancora un’altro anno, la propria poltrona!!!

Siamo alla frutta… ed assistere a quel teatrino è stato veramente disgustoso!!!

Ma d’altronde cosa pretendiamo, questo è il paese delle commedie e dei buffoni di corte ed allora, facciamoci quattro risate!!!