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REFERENDUM: Giustizia è stata fatta!!!

Volevano farlo passare come un cambiamento necessario per realizzare una giustizia “giusta” ed invece gli Italiani hanno deciso di opporsi a tutti i punti referendari scegliendo di non andare al voto o di votare NO a quei quesiti!!!

Hanno sprecato (nonostante la pandemia ancora in corso) per questi inutili cinque referendum ben 400 milioni di euro, di cui oltre 300 milioni a carico del del ministero dell’Interno mentre il resto è stato diviso tra il dicastero della Giustizia e quello dell’Economia.

D’altronde che caz… ci mettono loro, paghiamo tutto noi, somme che potevano essere stanziate per contrastare gli aumenti esorbitanti di energia dovuti alla guerra in corso…

Certo va ricordato come nella giornata di ieri, a prescindere dal referendum, vi fossero anche le elezioni amministrative per 978 Comuni e quindi i seggi sarebbero restati comunque aperti per ben 9 milioni di elettori, ma per il resto, per quanto necessario, si è sprecato – come solitamente avviene in questo nostro Paese – denaro pubblico!!!

Un flop… già sotto tutti i punti di vista, forse così finalmente qualcuno inizierà a comprendere che gli italiani non sono così sciocchi per come si credeva e la risposta si è avuta sul campo, in particolare sull’abolizione della legge Severino: il “NO” ha raggiunto quota 45% (nella città di Torino ha toccato quasi il 52%.), mentre il voto sui nuovi limiti alla carcerazione preventiva si è giunti al 43%.

Viceversa sugli argomenti che poco interessavano i cittadini, ma erano legati alla professionalità dei magistrati ecco che si è avuta una larga maggioranza dei sì: 75% di sì alla separazione delle funzioni dei magistrati; 73% sul diritto di voto agli avvocati nella valutazione dei magistrati e 73% per l’abolizione delle firme per le candidature al Csm.

Comunque in definitiva gli Italiani hanno scelto una giustizia “giusta“, lasciando tutto così com’è, in particolare quella “Legge Severino” che alcuni partiti hanno provato con questo referendum – senza minimamente riuscirci – a modificare:  una dimostrazione di come il Paese voglia lottare contro questa  diffusa corruzione e nell’imporre un’ampia garanzia di trasparenza a tutti i suoi organi politici rappresentativi (dalle Camere fino ai  Comuni più piccoli) ha deciso di boicottare il referendum o come il sottoscritto, recarsi al voto, ponendo un bel segno “NO” a quel quesito referendario “riprovevole”!!!

Catania: nuovamente nell'immondizia!!!

Sono passati un po’ di mesi e siamo ritornati nuovamente nella spazzatura!!!

Ma d’altronde il problema dei rifiuti costituisce da sempre in questa regione qualcosa che non bisogna risolvere, poiché il giro di denaro che esso produce è talmente esorbitante che soltanto a pochi è permessa quella sua gestione. 

Ed allora, andiamo per gradi… 

Innanzitutto le discariche, quelle esistenti sono esigue: lo sappiamo da almeno cinquant’anni ma non si è fatto nulla per ampliarle o non si è presa la briga di trovare nuove soluzioni alternative come ad esempio l’uso di quelle cave dismesse… 

Ed ancora, si era parlato della costruzione dei termovalorizzatori, ma anche in questo caso, qualsivoglia progetto presentato (se presentato…) è stato respinto!!! 

Chissà forse qualcuno ha deciso per noi oppure non voleva perdere quel proprio business milionario preferendo (o dovrei dire “imponendo”) che questa tipologia d’impianto, prettamente dedicato (in ogni parte del mondo) allo smaltimento dei rifiuti solidi non venisse realizzato, pur sapendo che il processo (simile a quello dell’inceneritore) riesca a trasformare in energia elettrica il calore prodotto dalla combustione e quindi potete comprendere quali benefici economici si potrebbero ottenere in questo periodo di crisi energetica e con gli aumenti delle fatture salite alle stelle a causa della guerra in corso.

Ho saputo tra l’altro proprio in questi giorni da parte di un autista che – a differenza di quanto avviene nella nostra regione – in altre realtà del nord Italia (stranamente) si prendono carico di gran parte dei nostri rifiuti, già… per riutilizzarli, riciclarli e recuperarli e trasformarli in risorse materiali, creando altresì così non solo un risparmio energetico per la collettività, ma incassando milioni di euro per quel ricevuto smaltimento…

Per correttezza, debbo avvisare che su quest’ultima notizia riportata non ho alcuna fondatezza, ma sarebbe grave se quanto a me riportato verbalmente fosse vero: pensare difatti che dove noi non riusciamo, altri ne approfittano, sarebbe qualcosa di allucinante!!!

Ovviamente non comprendendo i motivi di quella folle operazione, ho chiesto a quell’autista di chiarirmi, se poteva, i reali motivi che spingevano ad effettuare quella ambigua procedura: Sig. Costanzo lo capisce cosa significa spostare tutta questa spazzatura??? I costi dei trasporto che vengono pagate alle nostre imprese siciliane? I soldi che vengono dati alla regione del Friuli perché si prende la nostra immondizia?? E’ tutto un giro di soldi, ecco perché da noi non si fa nulla e si resta bloccati!!! 

Difatti (ho scoperto come quell’autista ne sappia più di me in rifiuti…) continuando in quel ragionamento mi diceva quanto segue: ma si chiede mai perché non si provvede a effettuare una legislazione regionale seria in tema di gestione dei rifiuti???

Vorrei ricordarLe come prima dell’avvento dell’Albo Gestori Rifiuti, per poter eseguire i trasporti dei rifiuti su tutto il suolo nazionale, bisognava ottenere tutta una serie di autorizzazioni che venivano rilasciate dai rispettivi organi competenti delle regioni nelle quali si volevano prelevare o smaltire i rifiuti ed i controlli erano serrati.

Oggi invece qualunque impresa in possesso di una idonea autorizzazione può effettuare il trasporto di quei rifiuti, di cui mi permetto di ricordarle che esistono due tipologie a seconda di chi produce il rifiuto e chi lo trasporta, sia per conto proprio che per conto terzi.

Ora, mi dica: chi mai controlla quei trasporti, i documenti (Ddt e/o formulari)??? Ed ancora: vengono realmente smaltiti in quegli stabilimenti distanti migliaia di chilometri oppure durante quel percorso i rifiuti subiscono una deviazione che li conduce a  finire quel loro tragitto in un percorso alternativo, quasi sempre una discarica non autorizzata e quindi abusiva???

Ho come l’impressione che egli sappia più di quanto non vuole dirmi, ma non proverò ad approfondire, d’altronde si è già aperto abbastanza senza conoscermi, più di quanto certamente  avrebbe voluto.

Mi saluta dicendomi: lo sa che in questo momento vi è una discarica enorme (non vorrei sbagliarmi ma credo abbia fatto riferimento a una località in Provincia di Siracusa…) che è pronta da mesi per essere utilizzata, ma che “incredibilmente” non riesce ad ottenere – causa la nostra burocrazia – le dovute autorizzazioni per aprire e far accedere in quel sito tutti i rifiuti attualmente sparsi per le nostre strade e non solo???

Non so che dire, sì… sono rimasto senza parole e per l’ennesima volta ho come la sensazione che anche su questa vicenda vi siano dei poteri (occulti) che determinano come in questa nostra regione, anche i rifiuti, siano di fatto “cosa loro”!!! 

REFERENDUM GIUSTIZIA – Siamo alle solite, ci richiedono di esprimerci su proposte futili, quando potevano votare su temi importanti per il Paese!!!

Non entro nel merito del referendum, dei cinque quesisti, di quanto ci stanno propinando come un qualcosa che dovrebbe modificare in meglio la nostra giustizia, etc, etc…

No, il sottoscritto sa già cosa farà domani e
non consiglierò nessuno di voi a seguire le mie scelte,  d’altronde per imitare le mie valutazioni, bisogna essere liberi moralmente, sì… da qualsivoglia pregiudizio politico, da ogni forma di legame di partito, non bisogna avere legami di subalternità e soprattutto compromessi con chi negli anni vi ha favorito… 

Per cui da questa selezione posso comprendere di aver perso già un buon 90% di lettori, ma non fa nulla si dedicheranno ad altro, ad esempio potranno visionare quei loro “Tik Tok”, tanto in Italia si preferisce dedicarsi alle cazzate che affrontare i reali problemi di cui si ha bisogno…

Ed allora rivolgendomi a coloro ancora pensanti:, Vi siete chiesti perché i nostri parlamentari s’interessano di proporre un referendum sulla giustizia???

Considerato che da sempre pensano (esclusivamente) ai loro interessi personali e di casta, come potete credere che questa volta si stiano interessando dei problemi della giustizia e dei cittadini, ma d’altronde basta leggere i quesiti, non si fa minimamente riferimento a noi, ma casualmente ai loro incarichi di politici e magistrati…

Continuando, perché debbono abolire leggi che finora sono andate bene o quantomeno non costituiscono di per se alcun grave problema per il nostro Paese, ad esempio il fatto che uno non possa ricandidarsi non è così essenziale per la comunità, lo farà qualcun altro al suo posto, ed invece no, ma guarda un po’ quanto interesse mostra la politica per noi…

Ed allora mi chiedo, perché non hanno proposto il divieto del cambio di casacca con la perdita immediata – nel caso in cui ciò dovesse accadere – della propria carica istituzionale??? Ad oggi sono stati 214 i parlamentari che da inizio legislatura sono passati per ben 304 volte ( sì… perché qualcun ha avuto l’ardire di transitare in altre liste più volte…), ed invece di preoccuparsi di realizzare un referendum per la decadenza da quegli incarichi, ci propongono domani quell’inutile referendum…

Ed ancora, perché non affrontare il problema dell’eutanasia, un argomento importante ridotto a problema di giurisprudenza, come se non ci toccasse davvero da vicino, un problema di grande attualità, ma che la nostra politica sembra rifiutare; a questo si oppone altresì un concetto simmetrico, quello dell’accanimento terapeutico, che ugualmente pone degli interrogativi di liceità e cosa dire del testamento biologico, quel documento con cui si registrano le proprie indicazioni di trattamento nel caso in futuro ci si trovi nella condizione di non poter più esprimere la propria volontà o venisse meno la propria capacità di intendere a comunicare, a causa di un incidente grave o per una malattia acuta e invalidante…

Ecco quanto sopra espresso rappresenta solo una piccola parte degli argomenti fondamentali su cui si poteva discutere, ma come possiamo costatare, in questo nostro Paese si preferisce organizzare “referendum sulla giustizia” giusta”!!!

Comunque, per quanto sta accadendo nel mondo, credo che ne avremo ancora per poco…

“Contro Giovanni Falcone azione parallela di Cosa nostra e della magistratura”!!!

Affermazioni pesantissime quelle pronunciate da Claudio Martelli sulla morte di Giovanni Falcone!!!

L’ex ministro della Giustizia, è uscito con il libro «Vita e persecuzione di Giovanni Falcone», nel quale è riportato: “Giovanni Falcone era il più importante, il più capace, il più famoso tra i giudici che hanno combattuto la mafia. Per questo nello stesso giorno in cui fui nominato ministro della Giustizia lo chiamai e gli affidai l’incarico più importante del ministero, quello di direttore degli Affari Penali. Insieme, abbiamo pensato e organizzato la più organica, determinata ed efficace strategia di contrasto a Cosa Nostra. La mafia reagì uccidendo prima Falcone poi Borsellino con una violenza terroristica più efferata e rabbiosa di quella armata in precedenza contro i molti giudici, poliziotti, uomini politici che l’avevano contrastata. Pur tra tante affinità, la storia di Falcone è diversa da quella degli altri uomini dello Stato che hanno combattuto la mafia perché solo a Falcone è capitato di essere perseguitato in vita non solo da Cosa Nostra, ma anche di essere avversato da colleghi magistrati, dalle loro istituzioni come il CSM e dall’Associazione Nazionale Magistrati, nonché da politici e da giornalisti di varie fazioni. Ancora oggi di quest’altra faccia della luna poco si sa perché poco è stato detto. Fece eccezione l’amico più caro di Falcone, Paolo Borsellino: ‘La magistratura che forse ha più responsabilità di tutti cominciò a far morire Giovanni Falcone ben prima che la mafia lo assassinasse a Capaci’. Da allora sono passati trent’anni. Per rispetto di Falcone, dei ragazzi che non hanno vissuto quel tempo, degli adulti che non lo hanno capito o lo hanno dimenticato, sento il dovere di tornare a riflettere per raccontare le verità di allora e quelle più recenti che ho appreso insieme al ruolo di chi, nel bene e nel male, ne fu protagonista dentro le istituzioni dello Stato, nella società e nel mondo dell’informazione.” 

L’ex ministro è stato intervistato da “Il Giornale” e non ha lesinato pesanti critiche al mondo della giustizia: “Contro Falcone c’è stata un’azione parallela di Cosa nostra e della magistratura. La mafia aveva occhi e orecchi al Palazzo di Giustizia di Palermo. Parlando con il giornalista Francesco la Licata, una volta il giudice gli disse, a proposito dell’attentato fallito all’Addaura ‘C’è stata la saldatura’”…

“Per le toghe – dice ancora l’ex Guardasigilli Martelli – Giovanni era un nemico. Io mi dimisi perché ormai ero rimasto solo. Sul fronte antimafia, massacrato Falcone, estromesso Scotti, mi ritrovai solo. 

Mancino mi chiede tempo per difendere il decreto Falcone sul 41 bis, una misura preventiva, non punitiva per impedire che i boss mafiosi spadroneggiassero in carcere”. Parole che riaprono ancora una volta la cicatrice della strage di Capaci.

Quanto sta emergendo in questi giorni sull’attentato di Capaci, sta determinando in molti di noi un vero e proprio sgomento,  le notizie da parte di pentiti ma non solo, le inchieste giornalistiche sulle tv nazionali, ed ora le parole di Claudio Martelli, già… ho come l’impressione che qualcosa si sia rotto, che tutti i silenzi e le azioni poste a protezioni di quanto accaduto allora accaduto, stiano pian piano uscendo e chissà se finalmente comprenderemo realmente chi c’è stato sin dall’inizio dietro a quell’assassinio e che proprio a seguito di quella strage ha potuto continuare il proprio incarico e non mi meraviglierei di scoprire che fosse proprio istituzionale… 

Le partecipate sono un serbatoio elettorale!!!

Rappresenta solo l’ultima delle tante relazioni della commissione Antimafia e non c’è da meravigliarsi tanto, basta semplicemente osservare quanto accade ogni giorno…

Ho letto che “I lavori dell’Antimafia sono iniziati dopo l’esito dell’indagine della procura di Palermo, per verificare le responsabilità politiche, dell’amministrazione regionale sulla partecipata che si occupa di trasporto pubblico nell’Isola; l’operazione coordinata dalla procura di Palermo aveva fatto emergere una gestione delle assunzioni che rispondeva ai desiderata della politica”

La partecipata – dalle intercettazioni – sembra stesse diventando un vero e proprio ufficio di collocamento, di un noto partito…

D’altronde un’azienda, per quanto partecipata, per quanto vigilata dalla Regione, possiede un’autonomia gestionale quasi assoluta, tanto da permettersi di sforare il budget di 3,5 milioni ed è veramente assurdo che nessuno fosse a conoscenza di ciò o quantomeno portasse l’informazione di quel “esubero” a chi di dovere…

Comunque, così non è andata e le lacune nella gestione di quelle partecipate sembrano esser tante e sperare che ora finalmente le cose potranno cambiare, con questo sistema colluso, credetemi… è una mera illusione!!!

Su quanto sopra riportato mi permetto di segnalare un post interessante al seguente link: https://www.corrieretneo.it/2021/07/22/il-lato-oscuro-della-regione-dossier-di-sunseri-m5s-denuncia-gli-sprechi-le-partecipate-ci-costano-235-mln/

Aste fallimentari??? Sono cosa nostra…

Già… quelle esecuzioni immobiliari sono – come si dice in quegli ambienti – cosa nostra!!!

Sì perché a differenza di quanto si possa pensare non vi è solo la mafia a caccia di quegli affari, dietro l’accesso a quelle aste non troviamo soltanto individui prestanome e/o usurai legati a quell’associazione criminale, bensì ahimè anche garanti istituzionali e politici…   

Come sapete sono beni immobiliari che vengono svenduti e guarda caso a fare shopping in quei meandri burocratici, troviamo tutti ed in questo post non parlo delle conseguenze non solo economiche ma soprattutto morali subìte da quei cittadini e da quegli imprenditori costretti a svendersi quei loro beni per quattro soldi… 

D’altronde quanto sopra rappresenta un fenomeno che vede da tempo affaristi e mafiosi mettersi d’accordo, sì proprio fuori da quegli uffici delle aste giudiziarie o attraverso contatti per le vie brevi, osservando on line i diretti interessati, in particolare ciò che si prova a fare è provare a suddividersi quei beni al minor costo possibile, senza far lievitare il prezzo d’acquisto e soprattutto provando a riciclare quel denaro ottenuto da attività illegali quali malaffare, corruzione e tangenti… 

Peraltro la stessa Commissione Antimafia ha evidenziato come il più delle volte sia la stessa mafia a ricomprarsi le case o i terreni ad essi “confiscati”, presentando al posto loro durante l’asta dei semplici prestanome ed il gioco è fatto!!! 

Quell’organismo Parlamentare ha difatti sottolineato l’urgenza di proteggere le fasce più deboli della popolazione, contrastando la crescente acquisizione da parte di quelle realtà (non solo mafiose) che ritirando i debiti in sofferenza e gli immobili di quelle famiglie indebitate, li sottraggono in maniera furtiva alla loro disponibilità e creano nuova linfa ad un sistema già di suo fraudolento. 

Bisogna aver coraggio di denunciare queste circostanze e i loro attori, in particolare nella nostra regione siciliana che a causa della pandemia “Covid-19” si è ritrovata ad offrireha permesso, non soltanto alla mafia, ma anche a tutti quei soggetti con grandi disponibilità finanziarie – grazie all’enorme liquidità da riciclare –  di creare un servizio parallelo di “welfare”, acquistando per l’appunto non solo quegli immobili, ma anche le attività/imprese cadute in totale crisi.

Vota DCxan…

Alcuni giorni fa avevo parlato del ritorno del partito Democrazia Cristiana, http://nicola-costanzo.blogspot.com/2022/05/la-dc-e-tornata-torna-anche-tu.html, sì di quella famosa DC che per più di mezzo secolo ha condizionato, attraverso i suo uomini questo nostro Paese…  
Non entro nel merito di quei nomi, d’altronde li conoscete tutti e bene, come sapete perfettamente che molti di quei suoi parlamentari erano direttamente collegati a cosa nostra, mentre altri beneficiavano di quel sistema clientelare, massonico e colluso, che ha permesso loro e molti loro familiari negli anni seguenti di vivere alle spalle di noi cittadini in questo territorio disastrato…
D’altronde ditemi, parlo da siciliano, sono passati tutti questi anni e siamo peggio degli anni 60, con una totale mancanza d’infrastrutture, con migliaia di giovani che scappano da questa terra per trovare il proprio futuro, nessuna meritocrazia ma soltanto ovunque raccomandazione, la maggior parte delle imprese e delle attività sono in mano alla mafia, tutti lo sanno e tutti fanno finta di non saperlo, continuando con quella totale omertà, la stessa che vi era per l’appunto 60 anni fa!!!

Per fortuna che tra tanta ipocrisia, c’è ancora qualcuno che come il sottoscritto ha il coraggio di scriverlo, di raccontarlo, anche con forme nuove, vedasi ad esempio quanto accaduto in questi giorni a Palermo, dove alcuni ragazzi, sono scesi per le strade di notte per pubblicare dei manifesti contro la mafia e alcuni suoi referenti – tra l’altro condannati –  e quella DC che tanto qualcuno vorrebbe ancora far ritornare…

Premesso che non mi frega minimamente di esprimere pareri negativi su taluni partiti o viceversa parlare in maniera favorevole di altri, chi non ha ancora compreso che la politica è torbida e che chiunque sieda in quelle poltrone si imprime di quel “fango” non ha capito niente…
Sono tutti lì a non far nulla, il Paese è nuovamente in totale recessione e loro non fanno altro che sottostare alle decisione di un Premier che nessuno ha votato, pur di salvaguardare fino alla fine del loro mandato quella poltrona rossa, già… macchiata del nostro sangue, eppure basta osservarli per scoprire come a ciascuno di loro vada bene così!!!

Ora per ultimo si sono inventati un referendum affinché si possa precludere qualsivoglia potere a noi cittadini, modificando quel po’ di libertà che ancora possiede una parte delle nostre istituzioni, ma questa è un’altra storia sulla quale tra qualche giorno esprimerò tutto il mio dissenso!!!

Un plauso quindi a quei coraggiosi siciliani, pochi, sì… ancora troppo pochi per cambiare questa terra infetta, basti vedere coloro e sono tanti che ancora manifestano a favore di taluni partiti, gli stessi che hanno distrutto questa nostra meravigliosa terra, eppure incredibilmente sono lì, tutti genuflessi a raccogliere qualche briciola gettata, auspicando che quel loro candidato e “uomo d’onore” possa nuovamente ritornare in auge, sì affinché mantenga da “onorevole”, quella promessa di ricambiare il favore ricevuto.
Perché si sa, da noi la politica è un “dare/avere”, tutto il resto non ha alcuna importanza!!!   

Le forniture sono alle stelle e le imprese non sanno più come portare avanti gli appalti aggiudicati!!!

Siamo giunti alla frutta… 

Il caro materiali, la mancanza di forniture, il prezzo dei prodotti petroliferi triplicatisi, stanno mettendo in ginocchio la maggior parte delle nostre imprese che non riescono più ad andare avanti con gli appalti in corso!!!

Sì va detto, il governo ha stanziato 10 miliardi per tamponare la crisi, ma per continuare a realizzare gli investimenti programmati ne servono almeno 50 e certamente non potranno essere prelevati – per come qualcuno fortemente desidera – dai fondi del Recovery… 

Ormai quasi tutte le imprese hanno preferito abbandonare la partecipazione alle gare per gli appalti pubblici, la maggior parte di esse vanno deserte e non solo nei Comuni, ma il momento sta colpendo anche tutte quelle opere infrastrutturali che vanno dalle ferrovie alle autostrade, per passare agli impianti tecnologici, etc… 

D’altronde, la maggior parte dei “prezzari” sono fortemente ridotti rispetto alla economia reale di quasi un terzo e se a questa condizione, si applica l’eventuale ribasso da applicare, non si comprende come facciano talune imprese a realizzare quelle opere in perfetta regola d’arte!!!

C’è poi chi in questi mesi si era pure aggiudicato un appalto ed ora rifiuta di firmare a causa di quanto sopra, d’altronde andrebbero come dargli torto, andrebbero subito in perdita ancor prima d’iniziare i lavori… 

Non ne usciamo, non certo nel breve, l’incertezza di una guerra giunta quasi a cento giorni, si è protratta più di quanto ci si aspettava ed ancora nessuno ne conosce i futuri esiti, beh, in questo clima di indeterminatezza, sono pochi gli imprenditori che pensano di dover affrontare i rischi di un certo fallimento!!!

La verità infatti è che nessuno, dal governo alle regioni, sanno come poter intervenire, tutti si preoccupano nel voler ricevere i fondi, in particolare la nostra burocrazia, che vede migliaia di dipendenti pubblici a breve, se continuerà questo stato di fatto, non percepire più nemmeno un euro, d’altronde se le difficoltà continueranno ad aumenteranno, ditemi, dove troverà lo Stato i soldi per far fronte a tutti quei suoi casermoni???

Una cosa è certa, nessuno racconta delle chiusure che ogni giorno si stanno registrando presso le Camere di Commercio, non si vuole creare il panico nella società civile, ma oggi la situazione è questa ed è ancor peggio di quanto abbiamo superato con la pandemia da Covid-19, ma quantomeno, mentre in quella circostanza, tra malati e ahimè vittime, una cura (provvisoria) si è riuscita a trovare, qui viceversa, in questa particolare situazione, non esiste alcun forma di salvaguardia per il nostro Paese, ne politica e ancor meno economica, che ci potrà permettere di riuscire a sopravvivere da questo totale dissesto finanziario da cui non usciremo in maniera celere!!!

Le brutte intenzioni, la maleducazione…

Questa sera non ho intenzione di scrivere su argomenti seri ed allora ho deciso di prendere spunto con quanto accaduto lo scorso anno a Sanremo, mi riferisco alla canzone improvvisata in diretta da Morgan le cui parole possono essere afferrate e fatte proprie, sì… per mandare a fanc… tutti quei soggetti, inutili, incapaci e soprattutto ignoranti che ahimè nel corso della propria giornata si è costretti a sopportare…

E allora dedico a quegli individui quelle parole con la speranza che forse leggendo ciascuna di quelle frasi, possano finalmente comprendere che a volte è meglio non parlare, stare zitti, tenere per se quelle loro brutte intenzioni, quella propria maleducazione, perché prima di parlare è conveniente sempre saper bene chi si ha di fronte, già… il rischio infatti potrebbe essere quello di venir improvvisamente annientati, senza neppure accorgersene, sotto qualsivoglia punto di vista, anche quello di cui non ci si aspettava minimamente!!!

Le brutte intenzioni, la maleducazione,

la tua brutta figura di ieri sera

e l’ingratitudine la tua arroganza.

Fai ciò che vuoi mettendo i piedi in testa…

Il tuo disordine è una forma d’arte

ma tu sai solo coltivare invidia.

Ringrazia il cielo sei su questo palco,

rispetta chi ti ci ha portato dentro

e questo sono io! Lo faccio volentieri.

Volevi fare il cantante,

competere a Sanremo

con l’intenzionalità commerciale

e approfittare di chi ha il cuore generoso

ti ha dato entusiasmo

e tu lo hai illuso.

Ma quando lui è in scena

scompari tu e ne fai virtù.

perché non ti va giù

sembri vestire lo stile

il tuo stile dell’acrimonia

al tuo amico lo facevi sentire diverso

Riscrivo da capo tre volte, nove

non mi consentono le dovute prove

sotto tortura non so fare di meglio

quel figlio di puxxana si chiamava xxxxx

E’ solo colpa sua

se abbiamo litigato

avremmo potuto cantare la canzone insieme

ed invece tu assecondavi il sabotatore

tira fuori le palle

mandarlo a quel paese

hai fatto il suo volere

al posto di farlo tacere

un vero strxxnzo fa come fai tu

ti prende per il cu…

e te lo mette in cu…

abbassa la testa

ritorna vero

stai al tuo posto

e canta sincero

però di me non te ne frega niente

perché tu dai voce solo all’ambizione

ti ha dato solo, io non ho preso niente

anzi mi avete dato tutte del coglxxone.

Tu sei cattivo e sembri un martire

io vittima sembro il carnefice

Un paese dimezzato, una democrazia sospesa…

Con queste parole il Presidente della commissione Antimafia siciliana Claudio Fava, ha esordito nel corso di una una diretta dedicata al periodo delle stragi di mafia, alla quale ha partecipato anche Giuseppe Pipitone, giornalista de “ilfattoquotidiano.it” e autore del podcast “Mattanza le stragi del ’92 come non ve le hanno mai raccontate”…

Continuando… “Io mi sarei aspettato che in 30 anni un presidente del Consiglio dicesse al Paese ‘noi abbiamo bisogno di verità‘. Se non ci interroghiamo sulla nostra storia e sulle verità che mancano rimarremo sempre un paese dimezzato, una democrazia sospesa”.

D’altronde va detto, anche gli studenti di Palermo nei giorni scorsi, sono scesi per le strade per ricordare i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e nel farlo hanno puntato il dito contro “le passerelle di Stato-mafia”, al coro di “fuori la mafia dallo Stato” e “fuori lo Stato dalla mafia”…

D’altronde – dice bene il Presidente Fava: “Ricordare 30 anni dopo i morti delle stragi significa partire dalle verità che ci hanno rubato!!!. Continuiamo a vedere una vocazione alla liturgia, parole attente e preoccupate, ma in 30 anni non ho mai sentito un capo del governo che chiedesse ai dirigenti dei servizi di intelligence italiani di ricostruire l’intera catena di comando che ha permesso e consentito che il Sisde fosse motore immobile delle indagini e del depistaggio di via d’Amelio. Mi sarei aspettato da un premier, di qualunque maggioranza, questa domanda di verità”.

Un giorno questo Paese ricorderà tutti i suoi uomini, quelli che hanno fatto la storia, che si sono sacrificati, che hanno dato la loro vita per la giustizia e chi viceversa è stato da sempre colluso con quel sistema raccomandato, clientelare e mafioso, che ha permesso e soprattutto garantito di restare per generazioni, seduti in quelle poltrone come vere e proprie “sanguisughe”!!!

Cosa aggiungere, se non in questa vita, speriamo quantomeno che nella prossima (vista l’età ormai a cui sono giunti) qualcuno saprà giudicarli con obiettività, meglio di quanto è stato fatto in questi lunghi anni, attraverso questa nostra giustizia terrena che per come abbiamo potuto osservare, si è dimostrata per taluni soggetti, certamente iniqua!!!

Un paese dimezzato, una democrazia sospesa…

Con queste parole il Presidente della commissione Antimafia siciliana Claudio Fava, ha esordito nel corso di una una diretta dedicata al periodo delle stragi di mafia, alla quale ha partecipato anche Giuseppe Pipitone, giornalista de “ilfattoquotidiano.it” e autore del podcast “Mattanza le stragi del ’92 come non ve le hanno mai raccontate”…

Continuando… “Io mi sarei aspettato che in 30 anni un presidente del Consiglio dicesse al Paese ‘noi abbiamo bisogno di verità‘. Se non ci interroghiamo sulla nostra storia e sulle verità che mancano rimarremo sempre un paese dimezzato, una democrazia sospesa”.

D’altronde va detto, anche gli studenti di Palermo nei giorni scorsi, sono scesi per le strade per ricordare i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e nel farlo hanno puntato il dito contro “le passerelle di Stato-mafia”, al coro di “fuori la mafia dallo Stato” e “fuori lo Stato dalla mafia”…

D’altronde – dice bene il Presidente Fava: “Ricordare 30 anni dopo i morti delle stragi significa partire dalle verità che ci hanno rubato!!!. Continuiamo a vedere una vocazione alla liturgia, parole attente e preoccupate, ma in 30 anni non ho mai sentito un capo del governo che chiedesse ai dirigenti dei servizi di intelligence italiani di ricostruire l’intera catena di comando che ha permesso e consentito che il Sisde fosse motore immobile delle indagini e del depistaggio di via d’Amelio. Mi sarei aspettato da un premier, di qualunque maggioranza, questa domanda di verità”.

Un giorno questo Paese ricorderà tutti i suoi uomini, quelli che hanno fatto la storia, che si sono sacrificati, che hanno dato la loro vita per la giustizia e chi viceversa è stato da sempre colluso con quel sistema raccomandato, clientelare e mafioso, che ha permesso e soprattutto garantito di restare per generazioni, seduti in quelle poltrone come vere e proprie “sanguisughe”!!!

Cosa aggiungere, se non in questa vita, speriamo quantomeno che nella prossima (vista l’età ormai a cui sono giunti) qualcuno saprà giudicarli con obiettività, meglio di quanto è stato fatto in questi lunghi anni, attraverso questa nostra giustizia terrena che per come abbiamo potuto osservare, si è dimostrata per taluni soggetti, certamente iniqua!!!

Quell'amico di "cosa nostra"…

Pian piano emergono nuove notizie… 

Ho letto in questi giorni un articolo nel quale l’ex Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, alcuni mesi prima che gli fosse consegnato un avviso di garanzia per concorso esterno da parte della Procura di Palermo, era stato considerato in un rapporto negli USA: “amico di cosa nostra”!!!

Il documento riservato è del 19 giugno del 1992 ed era stato inviato dal Dipartimento di Stato americano ai diplomatici dei Paesi della Nato, alla Casa Bianca, alla CIA ed anche alla “FBI”…

In quel documento si analizzava come l’assassinio di Falcone, avesse di fatto allontanato definitivamente la possibilità al premier della Dc di diventare Presidente della Repubblica, proprio per via dei rapporti che il capo del governo intratteneva con alcune figure sospettate di essere in odore di mafia e ciò porto quindi come conseguenza all’elezione di Oscar Luigi Scalfaro alla Presidenza della Repubblica al posto suo.

Il rapporto è citato anche in un libro di Andrea Spiri “The end, 1992-1994. La fine della prima Repubblica negli archivi segreti americani”, ma d’altronde l’omicidio di Salvo Lima aveva ben evidenziato quali collegamenti vi fossero tra cosa nostra e gli uomini di  governo.

Da quanto sopra si possono intuire quali motivi abbiano condotto a quell’assassinio, è risulta evidente come il piano fosse stato perfettamente elaborato, in particolare grazie alle garanzie ricevute da parte di taluni soggetti che avrebbero assicurato che l’uccisione di quel uomo così vicino ad Andreotti, non avrebbe comportato disordini o problemi a quell’organizzazione criminale, ma viceversa, grazie proprio a quell’azione, si poteva prospettare un rivoluzionario cambiamento di uomini e partiti in quel palazzo di governo…

Il nuovo movimento politico, avrebbero concesso a quell’associazione importanti rassicurazione di crescita nel territorio e viceversa quest’ultima avrebbe garantito una diretta protezione…

Già… stava per insediarsi un nuova forza politica che godendo della presente reazione della società civile e dimostrando di voler abbattere quella politica nazionale dimostratasi corrotta e che stava per sgretolarsi, iniziava da quella situazione a trarne giovamento per la scalata al governo nazionale e per limitare qualsivoglia operazione di controllo da parte delle forse dell’ordine, che difatti negli anni successivi si sono dimostrate alquanto blande!!!

Viceversa, il nuovo connubio istauratosi andò sempre più fortificandosi e grazie a nuove leggi e soprattutto ai voti che negli anni andarono sempre più incrementandosi, spostandosi da quell’ex partito democristiano a questa nuova realtà.

Ha detto bene ieri in un post il Presidente Claudio Fava: “noi abbiamo bisogno di verità, se non ci interroghiamo sulla nostra storia e sulle verità che mancano rimarremo sempre un paese dimezzato, una democrazia sospesa”.

L'Antimafia spiata??? Non ci resta che ridere…

Un comune motto massonico riporta “Audi, vide, tace, si vis” è una locuzione latina che significa letteralmente: Ascolta, guarda e stai zitto se vuoi vivere in pace…  

E così un massone “clandestino” è stato beccato ad origliare la commissione parlamentare antimafia in missione a Trapani, proprio mentre si stavano svolgendo le audizioni dei vertici delle logge trapanesi e l’argomento riguardava le connessioni che portano al latitante Matteo Messina Denaro.

Certo, un episodio singolare, che ha allarmato l’Antimafia, riaccendendo i sospetti sui rapporti perversi tra i frequentatori dei templi massonici e la mafia locale e soprattutto mentre si stava parlando dell’uomo più ricercato d’Italia!!!

Ma d’altronde perché ci si meraviglia, abbiamo visto nel corso di questi lunghi anni come vi sia un servizio deviato, inserito perfettamente all’interno delle nostre istituzioni, che da sempre si occupa di occultare, manipolare, trasformare, condizionare e quando occorre far sparire quei documenti pericolosi oppure inserirne di nuovi preparati accuratamente!!!

A pensare che in uno dei posti più blindati, proprio al centro di un ufficio che si occupa di comprendere quali circostanze permettono al capo di cosa nostra, latitante dal 2 giugno 1993, di anticipare sempre le mosse degli investigatori, ecco che si scopre come nel frattempo qualcuno stava ascoltando tutto…

Che dire… intrecci massoni si legano tra mafia e politica, d’altronde va ricordato come questa stessa commissione antimafia, sin dalla sua proposta nel lontano 1948, subì un profondo stop prima di essere nuovamente ripresentata nel 1958 su iniziativa di Ferruccio Parri, ma anche in quella occasione venne osteggiata politicamente da più parti e si dovette attendere quasi quindici anni, precisamente il 20 dicembre del 1962 per vedere approvata la legge!!!

Ora, se tra quelle sue azioni vi è quella di rendere più coordinata e incisiva l’iniziativa dello Stato, delle regioni e degli enti locali, quale prevenzione delle attività criminali e al fine di costruire uno spazio giuridico antimafia anche a livello di Ue, pensare che queste premesse possano venir condizionate da eventuali infiltrazioni mafiose e/o massoniche attraverso quei proprio referenti, fa comprendere – se ve ne fosse ancora bisogno – i motivi che hanno condotto il nostro Paese a quei particolari momenti storici, che hanno determinato ahimè quei gravi delitti e stragi e di cui ancora oggi non si conoscono i reali mandanti!!!

Controlli inefficaci sul territorio??? Ecco quantomeno una soluzione!!!

Mi ero ripromesso di scrivere un post a riguardo…

Ed allora eccomi qui a suggerire una soluzione che potrebbe in maniera semplice essere adottata, se soltanto il nostro governo nazionale e di conseguenza le istituzioni poste a quei controlli, decidessero d’iniziare in maniera seria e soprattutto estesa, quelle opportune verifiche sul territorio che porterebbero in pochi mesi a far emergere tutta una serie di contraddizioni, tra illegalità e raggiri compiuti ai danni dello Stato!!!

La mia idea prende spunto da un’esperienza vissuta in Ucraina, in particolare ad Odessa, ma quanto sto per descrivere posso garantirvi avveniva ad ogni angolo di quella nazione: l’iniziativa messa in atto in quel Paese come soluzione pratica al controllo del territorio, era di posizionare nei punti strategici della città, in particolare quelli d’ingresso e di uscita, tutta una serie di postazioni di polizia, ma invece di usare le forze dell’ordine già abbastanza impegnate, utilizzavano i militari..

Ogni squadra era costituita da 5 elementi, tra cui due soggetti posti sul veicolo militare su cui era stata posizionata una mitragliatrice pesante a copertura dei tre militari posti a terra, anch’essi armati e con mitragliatori leggeri, i quali procedevano a fermare quelle particolari auto su cui credevano potessero viaggiare soggetti poco raccomandabili o quantomeno da controllare (non certo il vecchietto o la bella ragazza…).

Ecco quel particolare sistema potrebbe essere utilizzato da noi; tutto il sistema di controllo inizia sin dal momento del fermo, con la verifica dei documenti d’identità e della patente del guidatore, si passa poi alla regolarità assicurativa e di revisione del mezzo, ma soprattutto ciò che conta appurare è l’attestazione che autorizza quella persona fermata all’uso di quel mezzo, cioè quest’ultima deve dimostrare di essere il proprietario, il legale rappresentante, un delegato e/o dipendente, un agente/rappresentante di commercio o anche un semplice cittadino che ha deciso di noleggiare quel mezzo: il controllo verrà eseguito on line e comprenderà l’inserimento in un database non solo di quell’autista, ma anche di tutti gli eventuali occupanti l’auto, quanto compiuto servirà successivamente per poter incrociare questi dati registrati, con eventuali provvedimenti che potrebbero essere successivamente disposti dalle autorità giudiziarie… 

Va precisato altresì che se durante quei controlli l’autista di quell’auto dimostrasse di non aver alcun legame con la proprietà della stessa, ecco che si interverrebbe immediatamente con il sequestro del mezzo, in attesa che il reale proprietario si presenti presso gli uffici di competenza, per spiegare in maniera inequivoca, i  motivi che hanno portato a concederne l’uso di quell’auto ad un soggetto terzo.

Difatti, basterebbe bloccare la maggior parte delle auto di grossa cilindrata che in questo giorni circolano nella nostra città, per scoprire come queste siano in mano a soggetti estranei, tra l’altro sono certo che la maggior parte di essi risulteranno essere nullatenenti, possibilmente disoccupati e ritengo di poter aver un alta probabilità d’indovinare, se dichiaro che questi soggetti percepiscono anche il “reddito di cittadinanza“!!!

Viene infatti spontaneo chiedersi: come fa un soggetto come questo (ovviamente la circostanza vale anche se fosse una donna al volante…) a guidare un auto da oltre 50/100.000 euro??? Ed ancora, perché è stato concesso ad egli quell’uso e da chi??? Ipotizzando che quei controlli fossero compiuti in maniera accurata e costante, diventa agevole costatare quando quell’auto viene nuovamente riutilizzata da quello stesso soggetto o da un suo familiare!!!

Per cui, le ipotesi che restano è che egli possa essere di fatto il reale proprietario di quell’auto ed altri invece, se pur registrati ufficialmente nei camerali, siano esclusivamente delle teste di legno, come viceversa, può risultare che essi siano per c/ di quelle società dei semplici prestanome, a cui è data la possibilità (quasi fosse un contentino) di poter viaggiare saltuariamente su quella auto di lusso… 

Naturalmente grazie a quei controlli si potrebbe anche verificare se quei soggetti siano più o meno legati ad una associazione criminale e quindi proprio attraverso quell’auto, gli organi di polizia tributaria potranno procedere alla verificare in maniera diretta della contabilità societaria, analizzando in quali modi quell’auto o il parco macchine sia stato acquistato, se il bilancio ne permetteva l’acquisizione o se viceversa la cassa in quel preciso momento fosse in rosso e quindi non ne permetteva l’acquisto, portando quindi quegli ispettori a dover concludere che l’acquisto era stato realizzato grazie ad una contabilità extra in nero del tutto parallela.

Resta infine per correttezza da comunicare che chiunque può in maniera legale comprarsi l’auto che più desidera e che si può permettere; il post d’altronde non è realizzato per chi dimostra di aver una propria agiatezza o delle risorse personali/familiari chiare e ben evidenziate, bensì l’analisi compiuta sopra fa esclusivamente riferimento a coloro che non possono dimostrare di avere alcuna capacità economica, ma che attraverso espedienti illegali, di malaffare, corruzione ed evasione, manifestano palesemente “a mo’ di sfottò”, quanto sono stati in grado di compiere, grazie a questo Stato che glielo ha semplicemente permesso…

La DC è tornata, torna anche tu!!!

La politica nel nostro Paese ha veramente un qualcosa di paradossale.

Già, son bastati alcuni anni e ci si è dimenticati di quanto è accaduto o forse debbo credere che qualcuno sta tentando di alterare gli eventi storici che hanno colpito quel partito, lo stesso che  per oltre cinquant’anni aveva dominato la nazione e che poneva il potere e il suo mantenimento, dinnanzi ad ogni altro fine!!! 

Qualcuno però ora ha pensato di voler ritornare a quel partito, sì quella nota Democrazia Cristiana ed allora forse è giusto ricordare le inchieste che l’hanno vista coinvolta, insieme a quei suoi indegni referenti, un partito che venne definitivamente sciolto nel 1994, lasciando però molti di quei suoi referenti continuare all’interno di nuove formazioni politiche, costituitesi in maniera celere in tanti piccoli gruppi politici che hanno nel corso dei successivi anni di prenderne (in vario modo) l’eredità.

Tralascio i motivi che portarono alla crisi politica del partito a iniziarsi dalla costituzione della Lega che determinò un deciso cambiamento di rotta del tradizionale elettorato democristiano nelle regioni del nord Italia, in particolare Lombardia, Piemonte e Veneto, comportando la perdita di milioni di voti a favore del nuovo partito a tinte “separatiste” guidato da Umberto Bossi…

Seguì se ricordate il movimento referendario di Mariotto Segni e poi le famose “picconate” del Presidente Francesco Cossiga, ma ciò che determino in maniera decisiva la fine del partito fu l’indagine “Mani pulite” che scoperchiò un sistema di corruzione e di finanziamento illecito di tutti quei partiti di governo, determinando uno sfacelo politico nel quale per l’appunto molti leader e dirigenti di quel partito furono arrestati e condannati, è dire che, fino a pochi mesi prima, erano ancora lì a discutere della elezione al Quirinale o dell’incarico a Palazzo Chigi… 

Quanto sopra, in particolare l’inchiesta giudiziaria, allontanò definitivamente gli elettori di quel partito e da quei suoi referenti, che nel frattempo si erano mimetizzati all’interno di nuovi partiti come il Partito Popolare, cui seguì la scissione con CDU e Popolari, ed ancora, Udeur, Cristiani Democratici, Rinascita, Unione dei democratici, Rifondazione Dc e via discorrendo… 

Come si dice, gira e rigira la sostanza non cambia, ma il sottoscritto preferisce quel detto che dice: alla fin fine, gira e rigira, finisce sempre che ci rimetto io!

Comprendo perfettamente l’uso forviante che si sta compiendo provando a resuscitare quel vecchio partito; sperano questi suoi “candidati” – vista l’attuale confusione che in questo momento pervade la nostra politica – di convincere nuovamente i cittadini che soltanto attraverso un ritorno al passato e in particolare a quel partito, si potrà beneficiare dei vantaggi “clientelari” che nel passato si era riusciti ad ottenere ed è su quest’ultima considerazione che essi proveranno a far presa… 

D’altronde i miei connazionali ed in particolare i miei conterranei sono portati solitamente a scusare gli errori commessi dai nostri politici attraverso quattro modalità: minimizzandoli, considerandoli ahimè come inevitabili, concentrandosi sulle cause che li hanno determinati, ma la circostanza peggiore è che cercano nuovamente di trovarne i lati positivi per poter tornare a ripeterli!!!

Ricordate: l’unico vero errore è quello da cui non impariamo nulla. 

Gratteri come Falcone: entrambi boicottati dai loro rispettivi colleghi "gattopardi"!!!

C’è chi fa molto per questo Paese, ad esempio mettendo a rischio la propria vita ed anche quella dei propri familiari e c’è chi viceversa non fa un caz… e resta celato, aggiungerei “protetto” (proprio grazie a quel sistema che si dovrebbe di fatto contrastare), semplicemente restando seduti ogni giorno dietro quella loro scrivania!!!

D’altro canto è’ così che va in questa terra ed è così che continuerà ad andare fintanto che il sistema giudiziario resterà colluso, clientelare e legato a quelle correnti politiche che determinano chi deve andare avanti (senza alcun merito) e chi viceversa debba essere limitato, allontanato, ed in talune circostanze “esiliato”, sì… solo perché fa il proprio dovere!!!

D’altronde, come non ricordare la vicenda della mancata nomina del giudice Falcone alla funzione di Consigliere Istruttore del Tribunale di Palermo, ed oggi a pagarne le medesime conseguenze è il procuratore Gratteri poiché non iscritto ad una di quelle correnti che lo hanno ora fortemente penalizzato, tanto da fargli riportare in un intervista: “io questo già lo sapevo ma ho fatto la scelta di non iscrivermi. Io non conosco nemmeno il 50% dei membri del Csm, non li riconoscerei nemmeno per strada, perché non li frequento”!!!

Sicuramente qualcuno ha deciso di non riconoscergli la nomina alla procura nazionale antimafia, chissà forse debbo pensare perché a differenza di coloro che non lo hanno votato, forse per aver indagato troppo (più di tutti loro messi insieme) sulla mafia e questo ha dato loro ovviamente fastidio???

Ieri sera il procuratore di Catanzaro era ospite del programma “Otto e mezzo” presentato da Lilli Gruber: “Io ho fatto domanda alla procura antimafia – ha precisato Gratteri – perché pensavo di avere l’esperienza necessaria, facendo da sempre contrasto alla criminalità organizzata: non esiste nessun magistrato al mondo che abbia fatto più indagini di me sulle mafie. Quando non è arrivata la nomina, mi sono dispiaciuto e agli occhi della ‘ndrangheta e della mafia sono diventato un perdente, ma ricevo ogni giorno la stima e l’affetto delle persone che mi vogliono bene e che mi incoraggiano ad andare avanti”.

Mi viene da ridere pensando a questi giorni di commemorazione, quando nei fatti accadono circostanze come quella sopra riportata!!!

Penso che il presidente Mattarella avrebbe dovuto quantomeno caldeggiare per non dire “imporre” al Consiglio Superiore della Magistratura” il nome del Procuratore Gratteri, sarebbe stato da parte sua un bel gesto, ma soprattutto avrebbe evidenziato alla criminalità organizzata la presenza di uno Stato forte, ma soprattutto che i suoi uomini migliori erano lì a rappresentarla degnamente!!!

Ma non è che anche il Presidente Mattarella la pensi come il suo predecessore??? Vorrei ricordare come lo stesso procuratore anziché essere procuratore aggiunto della Dda del capoluogo calabro, avrebbe potuto essere ministro della Giustizia, ma pare che per l’appunto l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano abbia sconsigliato quella nomina: “C’è una regola non scritta per la quale un magistrato non può fare il ministro della Giustizia”; è lo stesso Gratteri a rivelarlo con un commento: «Pensavo che l’unica legge che dovesse salvaguardare è la Costituzione». Ma tant’è, Gratteri è uno di quegli uomini per niente avvezzi alle mediazioni di palazzo. Ha le sue idee, e non ci rinuncia. Combatte mafia, camorra e ‘ndrangheta con la stessa determinazione con cui queste delinquono. Non ha paura della morte. Anzi, pare l’abbia già messa in conto: «Ho catturato latitanti da 15 anni dopo aver ascoltato intercettazioni in cui discutevano di come ammazzarmi».

Leggendo quanto accaduto in questi anni al Procuratore non posso che pensare di dover “stendere un velo pietoso” sulle nostre istituzioni!!!

Procuratore Gratteri, Lei ed io abbiamo lo stesso nome, sarà forse una coincidenza ma anch’io credo – per quello che vale – che fare la cosa giusta è soprattutto il proprio dovere è quanto di meglio questa vita ci possa offrire; mi permetta di aggiungere una personale considerazione: Lei ha scelto di fare questa professione e quindi si è assunto, sin da subito, non solo  gli onori, ma anche gli oneri che proprio questo suo incarico determina; viceversa altri individui, come ad esempio il sottoscritto, hanno provato, ogni qualvolta se ne presentata l’occasione, a non mollare o lasciar cadere situazioni abiette, evidenziando in maniera celata e soprattutto senza mai riflettori, quanto la maggior parte dei miei conterranei, certamente “omertosi” non compie!!!

Mi permetta di aggiungere come quest’ultimi non sono soli, perché va detto, vi è una grossa fetta di uomini/donne dello Stato – gli stessi che abbiamo visto in questi giorni di commemorazione e che a breve, il prossimo 19 Luglio, vedremo nuovamente lì a ricordare il giudice Borsellino – che non hanno mai fatto nulla nel corso della propria vita in maniera concreta a livello di contrasto alla illegalità o al malaffare, ma incredibilmente essi sono gli stessi soggetti che in tutte queste commemorazioni troviamo in prima fila su quei pulpiti, incitando al coraggio, alla legalità, alla lotta alle mafie, strano osservare però come essi per primi, non si siano mai esposti a denunciare con il proprio nome e cognome… 

Se può essere di conforto vorrei esprimere un personale ringraziamento a nome di quell’esiguo numero di cittadini che possono definirsi ancora “onesti” e che vedono per l’appunto nel suo lavoro, un’importante opera di cambiamento verso quella desiderata impeccabile democrazia, perché a differenza di quanto in questi giorni ci stato rappresentato, sono troppo pochi, ahimè, coloro che hanno realmente compreso e fatto proprie le idee dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e cioè che la legalità rappresenta il più importante valore che abbiamo e non dobbiamo mai perdere…

Dott. Gratteri, grazie…