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Boicottate Malta!!!

Ancora e per l’ennesima volta, MALTA non è intervenuta, per aiutare a una imbarcazione con più di 200 immigrati a bordo nelle acque di sua competenza, e soltanto l’intervento della nostra Guardia Costiera ha evitato ancora un’altra tragedia…
La conferma viene dal ministro dell’Interno R. Maroni, che ha denunciato il caso al commissario europeo…
L’imbarcazione con a bordo donne e bambini, aveva il motore in avaria e si trovava in acque territoriali Maltesi, circa 50 miglia a Sud di Lampedusa, ma l’autorità Maltesi, hanno richiesto aiuto all’Italia; così sono partite due motovedette e un Pattugliatore che hanno tratto in salvo quei poveri immigrati.
Nel frattempo è stato localizzato anche il gommone con otto tunisini che sabato avevano lanciato l’SOS con un cellulare… in questo momento sono in corso ricerche con un elicottero.
E’ già successo che alcuni di questi migranti non abbiano ottenuto aiuto dalle autorità maltesi  e la conseguenza  al mancato aiuto e stato il ritrovamento di una settantina di cadaveri, ripescati successivamente nelle coste libiche…
Ora uno stato cosiddetto civile, che ignora una richiesta d’aiuto non merita di essere preso in considerazione…
Bisogna quindi fare lo stesso!!!
Iniziare con il boicottare l’isola, dai suoi prodotti, alberghi, villaggi e casinò…
Utilizziamo le offerte dei nostri tour operator e forse in questo possiamo aiutare Lampedusa, dove il mare, la cucina e gli abitanti di questa terra, tanto stanno facendo, per soccorrere e aiutare coloro che in questo momento hanno bisogno… tutto l’opposto di quanto ad oggi realizzato dai nostri vicini Maltesi!!!

Amnesty international… è sono 50!!!

Amnesty International ha compito cinquant’anni…
Per chi non lo sapesse, è un’Organizzazione non governativa indipendente e rappresenta il più grande movimento globale difensore dei diritti umani, si riconosce nei principi della solidarietà internazionale. L’associazione fondata nel 1961 dall’avvocato inglese Peter Benenson, iniziò lanciando una campagna per l’amnistia dei prigionieri di coscienza. 
Sono più di un milione le persone che condividono la stessa concezione dei diritti umani in tutto il mondo e che hanno la possibilità di agire rapidamente ed efficacemente sin dal momento in cui ad Amnesty perviene notizia di abusi che, rientrano nella sua missione. 
Queste persone lottano per i diritti umani in modi diversi. Ci sono i soci iscritti all’organizzazione e si uniscono ai gruppi e partecipano alle campagne. I donatori sostengono questo lavoro con contributi finanziari, ed infine molte persone assistono il movimento anche soltanto firmando una petizione di Amnesty International a un tavolino.
In questi anni, Amnesty ha messo a punto nella lotta contro le violazioni dei diritti umani, la cosiddetta “ campagna internazionale ”; questa è una delle più impegnative. in particolare, una campagna su un paese o su un tema coinvolge a tutti i livelli il movimento e prevede l’utilizzo delle più diverse tecniche per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e la pressione verso i governi violatori: vengono inviati appelli, sono contattate le ambasciate, vengono organizzati eventi pubblici, ed infine si svolgono attività di lobby presso i governi e le organizzazioni internazionali.
Il lavoro di Amnesty per i singoli casi di vittime di violazioni dei diritti umani rimane il cuore delle attività dell’intero movimento, di tutti gli attivisti nel mondo, attraverso gli appelli, le lettere e la pressione costante sui governi responsabili.
Il socio singolo può partecipare anche agli appelli, inviando lettere per contribuire alla pressione internazionale esercitata dal movimento su casi specifici, attraverso migliaia di cartoline, telegrammi, lettere, fax, messaggi di posta elettronica creano intorno ai casi una visibilità e un interesse che mettono in seria difficoltà i governi. 
La dimostrazione è data dai molti prigionieri liberati grazie ad Amnesty!!!
Nel 73’ è nata la tecnica delle azioni urgenti, cioè quando è fondamentale agire immediatamente. 
E’ stata infatti ideata per contrastare l’uso sistematico della tortura, che spesso si concentra nei primi momenti dopo l’arresto, quando è necessario intervenire in tempi rapidissimi per far sentire alle autorità la pressione dell’opinione pubblica.
Un’altra modalità di azione utilizzata da Amnesty è quella della crisi, che viene attivata quando in un paese si verifica un aggravamento delle violazioni dei diritti umani a causa di guerre, conflitti interni, catastrofi ambientali o altre situazioni di emergenza. Il meccanismo della “crisis-response” prevede tante attività fortemente concentrate per fermare gli abusi sui civili e per contribuire a porre i diritti umani al centro di ogni azione della comunità internazionale.
Parte del lavoro di Amnesty è fare richieste e pressione sui governi, rendere pubbliche le loro violazioni e inviare raccomandazioni sul rispetto dei diritti umani, con una delicata attività di rapporti con le istituzioni: le autorità italiane, l’Unione europea, le Nazioni unite e le altre Organizzazioni intergovernative.
Un altro aspetto fondamentale dell’impegno di Amnesty è quello dell’ educazione ai diritti umani. Un processo di lungo periodo che costituisce una strategia preventiva efficace di difesa della dignità e della libertà di ogni individuo. Un lavoro che parte dalle scuole ma si estende a tutti gli ambiti della formazione.
Auguri quindi e grazie per quanto fate…per la mia libertà e per la libertà di tanti… grazie per quella forza, per quella coerenza, per quella determinazione nella lotta, per quella generosità che esalta l’essere umano… grazie perchè con Voi, attraverso i vostri sforzi, il diritto fondamentale alla libertà, alla giustizia, il fondamentale rispetto della dignità umana, potrà sempre essere in ogni luogo garantito…; ad Amnesty International tutta la mia gratitudine, la mia ammirazione e la sempre presente disposizione a collaborare in tutto quanto sia necessario.

Falcone per sempre…

Sapere che a Catania, qualche deficiente di turno, abbia potuto sfregiare il murale che “ Addiopizzo ” sta in questi giorni  ultimando in ricordo della strage di Capaci, lascia senza parole…
Il viso di Giovanni Falcone e’ stato imbrattato con una vernice rossa… 
Qualcuno pensa che sia un’atto mafioso… ed altri invocano a gran voce la rabbia di tutti i catanesi onesti… 
A me riesce meglio credere che si tratti di qualcuno “ insignificante ” che con il proprio gesto abbia voluto fare notizia… credendo che in questo modo, egli diventi personaggio noto… almeno con se stesso e/o con i propri amici o compagni di gioco…, considerato che certamente vivrà oggi, la propria esistenza in maniera miserabile… meschina, squallida, ignobile, arida, ridicola ed insignificante…
Se solo avesse letto e visto, quanto questo uomo, ( insieme a tutti coloro che, per combattere la mafia, hanno perso la propria vita ),  abbia fatto per la propria terra, oggi non avrebbe utilizzato il proprio tempo per cercare, con i propri gesti, di dare un senso alla propria vita…
Sperare che con il tempo, riuscirà a capire quanto fatto, certamente non lo farà migliorare ai nostri occhi, ma con quella rinnovata speranza a cui il giudice Falcone credeva, ( volendo con impegno tentare di cambiare sia il sistema che le persone…), ecco che oggi quella stessa speranza, mi auguro possa rappresentare, come per la mafia un fatto umano…destinato a finire come tutti ciò che è umano!!!

Povero…Vittorio!!!

La trasmissione realizzata e condotta da Vittorio Sgarbi è stato un flop!!! Gli ascolti non hanno superato l’8,3% di share, circa due milioni di spettatori e si tratta della metà di quanto abitualmente Rai1 realizza normalmente in prima serata.
Non entro ovviamente nel merito delle percentuali, anche perchè a volte vediamo share incredibili per programmi demenziali, come il “ Grande fratello ” e/o “ l’Isola dei famosi ”, ma ciò che mi preme maggiormente evidenziare è la convinzione di certi personaggi, che raccomandati, possano pensare di utilizzare la televisione pubblica, per potersi pavoneggiare come “prime donne ” e fare emergere quella convinta cultura che a modo loro solo pochi possiedono…
Voler sottolineare che il “ Suo ” programma è morto mentre lui no… è come un cieco che vuole convincersi di poterci vedere ancora…
Questo è un momento di profonda trasformazione delle coscienza, i cittadini cominciano ad essere stanchi di questi stereotipi… tutti messi in prima fila a dirci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare, di consigli e di tuttologi ci siamo rotti le scatole … ed è bene che se ne stanno a casa loro… facciano questi programmi cosiddetti culturali per i loro parenti!!! 
Ed ancora,  quel finire il programma, con un brindisi in casa del nostro premier Silvio Berlusconi… brindisi augurale.. ormai Berlusconi porta pure sfiga… era meglio che non glielo faceva l’augurio… e poi perchè non pensa a dedicarsi ai problemi seri del Paese, invece che perdere tempo con queste cazzate…
Ormai gli Italiani di gente come “ Sgarbi ” e di persone come quelle che ci governano non ne vogliono proprio più… di questa televisione sottomessa alle logiche di potere, di coloro che ci governano… di questi giornalisti stipendiati…!!!
Ora mi chiedo ma chi pagherà per questo contratto? Se il Sig. Sgarbi dice che “ sono io l’autore, sono io il responsabile – sottolineando che l’unica prestazione che lo ha lasciato insoddisfatto era soltanto la Sua… debbo sperare che eviterà di prendersi il compenso pattuito…, posso concedergli soltanto quello della prima serata, ma per il resto potrebbe dimostrarsi almeno in questo serio… vedremo se il vile denaro non condizionerà anch’egli!!!
Il servizio pubblico televisivo, deve ritornare a fare programmi seri, con giornalisti liberi politicamente e bipartisan e non con i soliti raccomandati, principianti di questo settore e messi lì soltanto per fare delle trasmissioni per offendere e non per realizzare dibattiti. Provare in maniera indegna ad imitare programmi come Annozero, Ballarò, è ancor di più Report oltre che difficile è impossibile. 
Certe persone, sono indicate per fare come si dice a Catania ” u curtighiu…“, cioè quel pettegolezzo, vero e proprio taglio e cucito di fatti, storie, persone e eventi che etimologicamente deriva dal "cortile”, il luogo dove le donne e gli uomini si riunivano per trascorrere le assolate ore pomeridiane chiaccherando e sparlando, insomma, un sostituto calzante, dei nostri moderni programmi televisivi che oggi fanno tanto “ gossip ”…. di cui ormai siamo veramente stanchi… 

Povero…Vittorio: Un flop che non sorprende!

La trasmissione realizzata e condotta da Vittorio Sgarbi è stata un flop. Gli ascolti? Non hanno superato l’8,3% di share, circa due milioni di spettatori – meno della metà di quanto Rai1 registra normalmente in prima serata. 
Ora, non voglio soffermarmi troppo sulle percentuali, anche perché siamo abituati a vedere risultati assurdi per programmi demenziali tipo Grande Fratello o L’Isola dei Famosi. 
Ma c’è qualcosa che va oltre i numeri: c’è un atteggiamento, una pretesa arrogante di certi personaggi – spesso raccomandati – di poter usare la televisione pubblica come palcoscenico personale.
Come se la Rai fosse una loro proprietà, un teatro privato dove potersi pavoneggiare da “prime donne”, esibire un sapere autoreferenziale e far credere che solo pochi eletti abbiano accesso alla verità. Ma la realtà è un’altra: quel programma è morto, eppure lui no. È come un cieco che continua a illudersi di vederci ancora.
Questo è un momento di profonda trasformazione, di risveglio collettivo. I cittadini sono stanchi di questi stereotipi, di essere continuamente giudicati, consigliati, educati da chi sta in alto e crede di doverci dire cosa pensare, cosa guardare, come vivere. Di tuttologi e opinionisti stipendiati ce ne siamo rotti le scatole. Forse è arrivato il momento di lasciarli stare a casa loro, a fare i loro programmi culturali per parenti stretti e amici del cuore.
E poi, quel finale… quel brindisi augurale nella casa del Premier Silvio Berlusconi. Sul serio? Brindare insieme a chi ormai porta quasi sfiga? Magari era meglio non fare l’augurio… Ma soprattutto: perché non occuparsi dei problemi veri del Paese, invece di perdere tempo con queste cazzate?
Gli italiani di personaggi come Sgarbi, di politici sempre pronti a farsi bello schermo, di giornalisti pagati per tacere, di una televisione piegata ai poteri forti… ne hanno abbastanza. Ne vogliono stare lontani. Perché questa non è informazione, né cultura: è propaganda camuffata da dibattito, gossip travestito da approfondimento.
Mi chiedo allora: chi pagherà per questo contratto? Il Sig. Sgarbi sostiene: “Sono io l’autore, sono io il responsabile” , e aggiunge che l’unica prestazione che lo ha lasciato insoddisfatto è stata… la sua. Beh, se davvero ci crede, magari potrebbe rinunciare al compenso pattuito. Dopotutto, se non sei contento del lavoro che hai fatto, forse non meriti di essere pagato per intero. Io gli concederei solo la prima puntata. Vedremo se il vile denaro non lo tradirà.
Perché il servizio pubblico, quello vero, deve tornare a essere tale. Deve ospitare giornalisti liberi, indipendenti, bipartisan, non raccomandati dell’ultimo minuto messi lì tanto per riempire uno schermo. Deve tornare a fare dibattito, inchiesta, approfondimento. Provare a imitare Annozero , Ballarò , Report – programmi nati dalla voglia di raccontare il reale – è già difficile. Farne delle copie sbilenche, fatte solo per attaccare o scandalizzare, è semplicemente indegno.
Certuni sembrano nati per fare ciò che a Catania chiamiamo “u curtighiu” : quel pettegolezzo continuo, quel taglio e cucito di fatti, persone ed eventi, che nasce nei cortili, tra panni stesi e caffè appena fatto. Quel luogo dove si sparla, si commenta, si giudica senza conoscere. Oggi, purtroppo, quelle dinamiche sono finite in TV. E noi, di questo gossip mascherato da cultura, siamo stanchi.

12 e 13 Giugno… si vota per i referendum…

Ciao a tutti,

mi è stato chiesto di pubblicare questo passaparola… aggiungendo che si tratta di informazione per riaffermare i diritti costituzionalmente garantiti.
Il dramma è che sembra la maggior parte della popolazione non sia consapevole di quanto sta avvenendo.

Quello che vi porto è solo un piccolo esempio… 
Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell’acqua e chiarirne meglio

le implicazioni giuridiche.
‘E arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l’argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.
Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui “il servizio pubblico" viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.
Il referendum è evidentemente anche questo!
Mariachiara Alberton
RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM… perchè il Governo non farà passare gli spot ne’ in Rai ne’ a Mediaset.
Sapete perché ? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum lo scenario sarebbe drammatico per i governanti ma stupendo per tutti i cittadini italiani:
Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E’
necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone
Il referendum non sarà pubblicizzato in TV.
I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno.
QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum.
Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti. Passaparola!

ISTAT…UN'ITALIANO SU QUATTRO E' POVERO!!!

ROMA – L’Istat dice che 1 italiano su 4 e’ a rischio poverta’!!!
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, durante la presentazione di un rapporto della Corte dei conti chiede alla platea: ”alzino la mano quanti di voi sono poveri”???. Scusate ma che fa…ci prende anche per il culo…??? E’ palese che il Pese è in una situazioni di difficoltà e Lui se ne esce con queste affermazioni del cazzo… Se vivesse realmente i problemi quotidiani dei cittadini, se vedesse come giornalmente, in maniera molto discreta, vengono a chiedermi un posto di lavoro anche a tempo determinato, presentandosi a volte anche con i loro figli, lascio Voi immaginare come ci si sente quando poi, purtroppo poco si può fare… e questo se ne esce che ” la ricchezza in Italia non e’ scesa in questo decennio, ma anzi e’ salita…” Primum vivere deinde crescere”, prima vivere e poi crescere… ma quì non si vive e neanche si sopravvive!!! 
Quì caro ministro si muore di fame… per colpa Sua e di tutti quelli al governo come Lei!!!
Spero soltanto che i soldi finora rubati… non possano bastare, per doverli spendere in cure ospedaliere…
Voglio raccontarvi un’esperienza di pochi giorni fa…
Mi trovavo a Catania in Corso Sicilia, quando sono stato accostato da una persona anziana, era mal vestito, e forse non aveva dormito molto ultimamente, si è presentato e da come parlava ho capito subito di trovarmi di fronte una persona preparata… prima che potesse parlare gli chiesi, quale professione avesse esercitato… e mi rispose che era stato un professore al Liceo Classico…, gli chiesi cosa desiderava, mi disse che a causa di problemi di natura familiare, non aveva potuto mangiare e desiderava che io lo aiutassi a mangiare qualcosa, dicendomi sin da subito che non avrebbe potuto restituirmi con il tempo, ne il denaro speso e neanche il favore ricevuto… ed era per questo che si sentiva mortificato…, lo chiedeva con tanta discrezione ed educazione che… il minimo è stato da parte mia di accompagnarlo lì accanto, al Bar Kennedy, offrirgli il pasto e mettermi a disposizione cercando anche di lasciargli qualcosa in denaro…; ma questa persona difficile da incontrare nel corso della propria vita, era troppo per bene, molto dignitosa ( a differenza ancora dei nostri politicanti), ed infine ringraziandomi rifiutò l’ulteriore aiuto e mi formulò in maniera sincera i suoi migliori auguri…
Ecco, oggi tutti noi abbiamo bisogno di sperare che nella vita le cose procedano sempre per il verso giusto, ma la vita è come una scala…dove si sale e si scende… ma la cosa peggiore, che da noi in Italia, la scala è del tipo mobile….dove anche se cerchi di salire… lei ti porta sempre indietro… poichè questo è quello che vogliono tutti i nostri governanti… di Destra, di Sinistra, di Centro di qualunque colore Voi siate, dovrete sempre e ovunque, essere sottomessi al loro potere!!!
Perchè, solo e soltanto così che ci possono controllare… pensavate di vivere in una Democrazia… vero??? Siamo sotto una forma di  Dittatura mascherata da una facciata di libertà…, quest’ultima però non esiste e ci siamo così abituati che crediamo che quanto riusciamo a vedere e godere sia la nostra Libertà…
Sembra di essere come nel film… Matrix… dove gli uomini servivano a  produrre energia…, qui invece, nella realtà, l’energia… giorno per giorni ci viene tolta!!!

ISTAT…UN’ITALIANO SU QUATTRO E’ POVERO!!!

ROMA – L’Istat dice che 1 italiano su 4 e’ a rischio poverta’!!!
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, durante la presentazione di un rapporto della Corte dei conti chiede alla platea: “alzino la mano quanti di voi sono poveri”???. Scusate ma che fa…ci prende anche per il culo…??? E’ palese che il Pese è in una situazioni di difficoltà e Lui se ne esce con queste affermazioni del cazzo… Se vivesse realmente i problemi quotidiani dei cittadini, se vedesse come giornalmente, in maniera molto discreta, vengono a chiedermi un posto di lavoro anche a tempo determinato, presentandosi a volte anche con i loro figli, lascio Voi immaginare come ci si sente quando poi, purtroppo poco si può fare… e questo se ne esce che “ la ricchezza in Italia non e’ scesa in questo decennio, ma anzi e’ salita…” Primum vivere deinde crescere’’, prima vivere e poi crescere… ma quì non si vive e neanche si sopravvive!!! 
Quì caro ministro si muore di fame… per colpa Sua e di tutti quelli al governo come Lei!!!
Spero soltanto che i soldi finora rubati… non possano bastare, per doverli spendere in cure ospedaliere…
Voglio raccontarvi un’esperienza di pochi giorni fa…
Mi trovavo a Catania in Corso Sicilia, quando sono stato accostato da una persona anziana, era mal vestito, e forse non aveva dormito molto ultimamente, si è presentato e da come parlava ho capito subito di trovarmi di fronte una persona preparata… prima che potesse parlare gli chiesi, quale professione avesse esercitato… e mi rispose che era stato un professore al Liceo Classico…, gli chiesi cosa desiderava, mi disse che a causa di problemi di natura familiare, non aveva potuto mangiare e desiderava che io lo aiutassi a mangiare qualcosa, dicendomi sin da subito che non avrebbe potuto restituirmi con il tempo, ne il denaro speso e neanche il favore ricevuto… ed era per questo che si sentiva mortificato…, lo chiedeva con tanta discrezione ed educazione che… il minimo è stato da parte mia di accompagnarlo lì accanto, al Bar Kennedy, offrirgli il pasto e mettermi a disposizione cercando anche di lasciargli qualcosa in denaro…; ma questa persona difficile da incontrare nel corso della propria vita, era troppo per bene, molto dignitosa ( a differenza ancora dei nostri politicanti), ed infine ringraziandomi rifiutò l’ulteriore aiuto e mi formulò in maniera sincera i suoi migliori auguri…
Ecco, oggi tutti noi abbiamo bisogno di sperare che nella vita le cose procedano sempre per il verso giusto, ma la vita è come una scala…dove si sale e si scende… ma la cosa peggiore, che da noi in Italia, la scala è del tipo mobile….dove anche se cerchi di salire… lei ti porta sempre indietro… poichè questo è quello che vogliono tutti i nostri governanti… di Destra, di Sinistra, di Centro di qualunque colore Voi siate, dovrete sempre e ovunque, essere sottomessi al loro potere!!!
Perchè, solo e soltanto così che ci possono controllare… pensavate di vivere in una Democrazia… vero??? Siamo sotto una forma di  Dittatura mascherata da una facciata di libertà…, quest’ultima però non esiste e ci siamo così abituati che crediamo che quanto riusciamo a vedere e godere sia la nostra Libertà…
Sembra di essere come nel film… Matrix… dove gli uomini servivano a  produrre energia…, qui invece, nella realtà, l’energia… giorno per giorni ci viene tolta!!!

Bin Laden è vivo…

Vi ricordate quando un giorno il Il ministro della Difesa Donald Rumsfelds ci raccontò delle famosi armi di distruzione di massa che erano presenti nei depositi segreti di Saddam Hussein…, non le hanno ad oggi ancora trovate!!! Non esistevano!!!
Serviva una guerra preventiva e l’hanno ottenuta…
L’Iraq, aspetta ancora oggi un processo di normalizzazione e di democrazia ed invece si ritrova sotto un governo fantoccio guidato dai paesi della coalizione…
E’ spero che non abbiate creduto alla versione ufficiale del governo Usa, quando sotto l’amministrazione Bush ci ha raccontato che le Torri Gemelle sono crollate a causa dei due aerei dirottati… ma l’evidenza creato dalle cariche esplosive posizionate all’interno dei grattacieli era  così evidente…, infatti la dimostrazione e che non è stato mai distrutto in America un grattacielo a causa di un incendio… la struttura in acciaio sopporta temperature ben più elevate da quelle prodotte dal carburante di un aereo…assurdo!!!
La possibile strage al Pentagono fu causata da un ordigno e non da un velivolo ed ancora, l’amministrazione Bush sapeva del piano dei terroristi e lo utilizzo per propri fini personali.. e cioè quella che abbia lascito agire i terroristi senza intervenire, con il proposito di creare una situazione che avrebbe consentito di giustificare le successive guerre in Afghanistan e in Iraq… Voglio escludere la possibilità che, quanto sopra sia stato concordato e direttamente condotto per ottenere tale scopo, con il sacrificio elevato di vittime che ben conosciamo, allontano da me, questo orrendo pensarlo…
Ed oggi, l’amministrazione è cambiata e Obama ha bisogno di consensi, ecco che finalmente si riesce a trovare il Terrorista più famoso al mondo… Bin Laden e cosa si fa… lo si uccide…, nessuna foto o meglio una soltanto…, nessun filmato, come una notizia così importante, e poi  il corpo… gettato in mare…, ma come??? Eh…si… secondo la religione musulmana…, ma di quale religione si parla????
La verità certamente è un’altra, quella cioè di essere riusciti a prendere vivo il terrorista, portarlo immediatamente sull’incrociatore americano e lì con tecniche certamente poco “ortodosse”, riuscire ad estorcerne informazioni, fondamentali per la lotta al terrorismo…
Colpire i suoi discepoli, i loro nascondigli, le banche e gli aspetti economici finanziari, quei rami e quelle cellule dormienti, nascoste nei paesi arabi e nel mondo, quegli ingranaggi di complicità che ancora non si conoscono, e così via discorrendo… 
Ho predetto che gli effetti si sarebbero subito visti in breve tempo… 
Neanche è passato un mese, da quanto sopra avevo scritto, che oggi 23 maggio c’è la notizia che anche il Mullah Omar è stato assassinato…; le coincidenze  sopra riportate cominciano a manifestarsi… e sicuramente non saranno le ultime…

Sirte, Tripoli, Banghazi, Tobruk, come…Guernica

Il 26 Aprile 1937, l’aviazione falangista, con aerei e piloti tedeschi, attaccò e rase al suolo la cittadina basca di Guernica, uccidendo in poche ore circa 2000 persone. Dal punto di vista militare, Guernica era un obbiettivo del tutto insignificante, ma l’azione, svoltasi in un giorno di mercato, servì a realizzare una strage d’innocenti, per seminare tra la popolazione un nuovo grado di angoscia e spavento e sperimentare così una inedita tattica di guerra aerea: il bombardamento a tappeto.

Il grande Picasso, che voleva esprimere la bestialità e brutalità dell’uomo e la condanna in ogni sua forma per le guerre e per i reggimi dittatoriali, non permise, che il suo dipinto più famoso venisse esposto in Spagna, dichiarando esplicitamente che avrebbe potuto tornarvi solo dopo la fine del franchismo…
Oggi come allora, le città libiche vengono poste sotto assedio, sia dal colonello Gheddafi che dalla coalizione della Nato. Oggi in un raid aereo su Tripoli, un figlio del colonnello e tre nipoti sarebbero rimasti uccisi… e di questi, come di tutti i civili che giornalmente perdono la vita non possiamo restare indifferenti…
Come tutti i dittatori, anche questo infatti non fa eccezione…; avrebbe potuto rinnovare il proprio paese in maniera democratica, anche conservando per se la leadership,  per poi passare in maniera graduale il potere ad una consulta popolare…
Ed invece, come i suoi predecessori, vedi per ultimo Saddam Hussein, verrà certamente condannato e giustiziato dal suo stesso popolo! Quei poveri sventurati, che ancora lo inneggiano, davanti alle televisioni gestite ancora dalle autorità, ovviamente saranno i primi a festeggiare appena tutto sarà terminato…e speriamo di non dovere assistere ad un ricorso di Piazzale Loreto…
Purtoppo comuque, chi piange oggi i propri figli sono coloro, che non potendo andare via, subiscono le più gravi perdite, come le madri che piangono i propri figli… vite distrutte, sia per chi se nè andato, che per coloro che rimangono a dover vivere in maniera disperata…; Ormai, non ci resta, che sperare che presto, possa terminare questa guerra fratricida ed inizi per questo popolo, una nuova possibilità, per loro e  per le generazioni future…

Da Chernobyl a Fukushima…

Sono passati 25 anni dal disastro nucleare di Chernobyl ed ancora oggi vengono nascosti, i reali numeri di quella tragedia…
Sembra che i morti ad oggi accertati, a causa delle radiazioni siano circa 500.000!!!
Certo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ha concluso che il numero più probabile di decessi causati dalla catastrofe è stato di 16.000… ovvio visto che è finanziata da coloro che producono energia ed in particolare in tutti questi anni, ha sostenuto l’uso dell’energia nucleare per scopi civili, mentre l’Accademia delle Scienze Russa stima che, ad oggi, soltanto in Ucraina e Bielorussia ci sono stati 140.000 morti, circa 60.000 nella Russia ed i restanti in tutte quelle aree colpite dalla nube radiattiva… ed ancora non si conoscono le conseguenze dal punto di vista sanitario, sulla effettiva ripercussione che in questi anni si è avuta su tutti i bimbi e nascituri, dopo quel maledetto  26 aprile del 1986…
Non dimentichiamoci che tra gli elementi radioattivi, ve ne sono alcuni come lo iodio-131, il cesio 134-137 e lo stronzio 89-90, dispersi nell’ambiente contaminano la catena alimentare che può venire assorbita dall’uomo attraverso il cibo e l’acqua, minaccia questa che sarà purtroppo presente  ancora per molti decenni a venire…
Ed inoltre l’esposizione agli elementi radioattivi ( è dimostrato ) porta ad un aumento di leucemia e tumori… con ripercussioni alla tiroide per gli uomini, ed al seno per le donne…
Eventuali malformazioni, vengono trasmesse ai feti… esistono prove certe e studi condotti dopo la seconda guerra mondiale, nelle aree colpite dalla bomba atomica ( Hiroshima e Nagasaki ), dove  ancora oggi, a distanza di settant’anni si manifestano…;
Ora se pensate che Cernobyl ha  rilasciato radioattività per circa duecento volte superiore a quella delle due bombe atomiche, lascio Voi immaginare quale situazione hanno dovuto e stanno ancora pagando in termini di vite le persone che vivevano accanto all’impianto… ed anche quelle che hanno avuto in questi anni una esposizione prolungata e cibo e acqua contaminata da basse dosi di radiazioni.

Oggi purtroppo siamo a parlare del Giappone e delle sue centrali, dopo che è fallito il tentativo di spegnere l’incendio con gli elicotteri, il personale temporaneamente fatto sgomberare dalla centrale giapponese a causa degli alti livelli di radioattività nell’impianto è ritornato al lavoro per la messa in sicurezza… ( è come suicidarsi…). Nelle ultime ore una nube, probabilmente una fuga di vapore, si è levata dal reattore n.3 la cui capsula di contenimento, potrebbe non essere più integra;

Il Giappone sapeva da oltre due anni che i propri impianti non sarebbero stati in grado di reggere l’urto di un potente terremoto. A rivelarlo è Wikileaks, secondo cui nel “ Dicembre 2008 un funzionario dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica informò Tokyo che le norme di sicurezza delle sue centrali erano obsolete e che un violento sisma avrebbe posto problemi seri agli impianti…”.
Certamente ora, nessuno più, vuole sentire parlare di nucleare, ma ormai tutto gira attorno alla parola Energia e se non si trovano rapide ed alternative soluzioni, c’è poco da fare, per limitare la corsa ad accaparrarsi quella ancora rimasta in giro…
Una di questa si sta svolgendo in Libia, per il controllo del greggio e del gas… e proprio l’Italia che ne stava godendo i benefici si ritrova oggi, tirata per i capelli, a bombardare l’ex amico Gheddafi…;
Oggi si è ad un bivio…, dipendere da quei paesi che possiedono le materie prime e che ne controllano i prezzi di mercato, oppure ricominciare ad incentivare la ricerca e sperare in nuove possibilità che permettano in maniera pulita la sopravvivenza nostra e dei nostri figli…

William e Kate…

Il principe William e Kate Middleton si sposeranno il 29 aprile.
Di questo ne parlano tutti… giornali, televisioni, radio, internet, ecc…
Ma c’è una notizia che mi ha sorpreso, il sapere cioè che oltre la regina Elisabetta ed alcuni tra i più potenti e ricchi nel mondo, come il re Abdullah di Arabia Saudita o il sultano del Brunei…, William e Kate hanno voluto al loro fianco anche gli ex fidanzati!!!
Si, due di lei… tra cui il suo primo amore un certo Willem Marx e quattro di lui…
 V’immaginate a quanti di noi sarebbe stato concesso invitare i propri ex…
Io, ( Ahhhhh….ahhhh… ) certamente se l’avessi fatto, avrei di gran lungo superato per numero gli stessi invitati Reali!!! Per fortuna, ognuno di noi, prosegue per la propria strada e come dico sempre: “ non girarti ma prosegui senza guardare indietro ” …
L’esperienze che ognuno di noi attraversa nel corso della propria vita, sono certamente importanti, ma devono trovare collazione, nel tempo in cui queste sono state vissute…
I momenti trascorsi, avranno per la loro importanza, un piccolo cassetto della nostra mente, in cui verranno conservati, ed il loro ricordo, positivo o negativo che possa essere, non cambieranno le scelte future che intrapprenderemo e neache ne condizioneranno l’indirizzo o l’eventuale esito… 
Ogni situazione e differente dalle altre, ogni persona che abbiamo conosciuta è diversa da quella che la seguirà, l’emozioni saranno sempre ed ovunque distinte…   
Certo a volte ripenseremo che qualcosa di somigliante, d’identico si stia ripetendo, come se vivessimo un flashback… e certe affinità prenderanno forma nei nostri pensieri, ma attraverso un’analisi razionale vedremmo che le analogie sono tangenti in pochi punti… la differenza fa il resto…
Ovviamente, spostare il baricentro da una storia d’amore in una d’amicizia, non è semplice ed io ci credo poco…
Rivedere una persona con cui hai condiviso momenti d’intimità, dissimulare l’emozioni provate, celare quanto di più personale, immorale, indecente, osceno… sia potuto accadere e quindi insabbiare e tacere quelle emozioni, evitando attraverso gli sguardi di poter sottointendere ad ogni agitazione o turbamento, ecco che pur esssendo irrimovibile ed ancora avendo deciso su quelle scelte passate ed anche su quelle future, preferisco scegliendo di continuare a fare a meno delle mie ex…
Certo noi siamo Italiani non Inglesi… ed il loro modo d’essere e di condividire è diverso dal nostro… quanto noi disapproviamo infatti, per loro è permesso!
Con la speranza che almeno questi, a differenza di chi li ha preceduti, eviteranno di offrirci, i soliti vergognosi litigi e scandali, cui ormai siamo stanchi… 

Dio…visto da streetview…

Sapete cos’è street view??? E’ un programma offerto da Google per vedere in 3D, le strade delle Città nel mondo… ovviamente non di tutte, ma di quelle importanti certamente si…
Una strana attrezzatura digitale montata su una macchina riprende il percorso delle strade cittadine che poi assemblate riproducono in maniera reale il percorso!!!

Ora durante il percorso in una cittadina svizzera sul lago di Walen, nel Canton San Gallo, sembra che in una foto " Dio  " si stia godendo il panorama di questo lago svizzero…

Vi direte ma può essere mai che Google StreetView abbia veramente scoperto l’occhio di Dio sopra un lago svizzero?
La domanda può apparire assurda… ed è certamente una notizia particolare…
Il punto è che, in questa foto scattata a Quarten, , sopra una nuvola appaiono due figure… io a dire la verità ne vedo soltanto una e credo che quanto sopra sia un un riflesso delle lenti di Google…
Certo l’effetto è sorprendente, ma lo è ancora di più la necessità di volere trovare un Dio dove non c’è…l’avrei preferito vicino al Giappone, avrebbe potuto avvisare quei poveri trentamila giapponesi dell’arrivo di uno Tzunami…, ma forse la migliore cosa e che resti dov’è… inutile come sempre!!!
Preferisco guardare le immagini “ reali” riprese dalle macchine di google, visitare le altre citta soltanto attraverso un mouse ed un click… attraversare e godere di situazioni strane, dove vengono immortalate le situazioni più disperate…vedi quella sotto fotografata,  dove un autista di una nota società viene fotografato, chissà forse a chiedere una informazione stradale, oppure chissà… aveva bisogno di altro aiuto…
Attenti quindi, perchè a tutti può succedere di essere fotografati e di ritrovarsi accidentalmente…su streetview…!!!

Licenziamenti, licenziamenti, licenziamenti…

Ogni mattina, faccio colazione sotto casa e dedico una parte di quei minuti, a leggere le notizie pubblicate nei giornali lì presenti…
Quello che maggiormente mi colpisce è vedere quotidianamente le procedure di licenziamenti collettivi, che passano, giorno per giorno, sotto i miei occhi.
L’indifferenza generale delle nostre istituzioni, dei nostri amministratori, politici, sindacati e di tutti coloro che, non vengono colpiti da tali provvedimenti, mi fa più male, del provvedimento stesso…
Il 25 Aprile 55 impiegati ricevono la lettera di licenziamento e due supermercati la COOP di Viale Michelangelo e Via dei Cantieri…chiuseranno… e poi dicono in pubblicità “ la COOP siete voi…”, ovviamente quanto sopra a favore dell’IPERCOOP, distante pochi metri..
Il 1° Maggio, scatterà il licenziamento per 43 impiegati del supermercato Cityper-Sma di Via Ingham…
LIVORSI, gran bella azienda nel settore elettronico e casalingo, ( anche gli impiegati sono molto cortesi e professionali ),  purtroppo dovranno accedere alla cassa integrazione…
OVIESSE… scatta anche per i propri dipendenti la procedura di mobilità per 12 impiegati…
MG AUTO concessionaria di Volkswagen, Porche e Volvo, sembra che chiuderà e saranno 42 i dipendenti a perdere il proprio lavoro…
L’Hotel Sole, chiude per ristrutturazione, ovviamente per lavori indispensabili ma che lasciano a casa 40 dipendenti…
GS CARREFOUR, il gruppo dopo essere andato via da Catania ( Centro Commerciale Etnapolis ), avvia la mobilità per 70 dipendenti dei supermercati GS, passando dalle 647 unità a 578…
ACQUA MARCIA, saranno 240 i dipendenti interessati a rotazione della cassa integrazione…, tutti provenienti dagli Hotel di Villa Igiea, Hotel delle Palme ed Excelsior…
Ovviamente la lista potrebbe proseguire ed ho preso soltanto le notizie relative a questa settimana. Ogni giorno infatti il numero di coloro che perde il lavoro aumenta, siamo arrivati a livello nazionale quasi al 10% ed invece di pensare in maniera positiva ad una rapida soluzione, si continua in dibattiti inutili ed a nessuna significativa e rapida soluzione…
Giornalmente, le persone che si presentano per poter lavorare, che mi lasciano i loro curriculum, che sperano di poter iniziare a lavorare e di circa 15 unità al giorno…, tutti sposati, con figli, con affitti da pagare e spese mensili da dover sostenere…
Ognuno di essi, in maniera dignitosa, trasmette la propria disperazione, le proprie preoccupazioni per una situazione indigente, sperando e pregando in un possibile e immediato aiuto, a cui soltanto e purtroppo a pochi, si può dare rimedio… soprattutto grazie, alla opportunità e disponibilità concessami dai titolari dell’Impresa a cui appartengo, che permette a quanti si presentano, di poter risolvere almeno in maniera celere, quanto essi chiedono…
Ma per molti non è così e restono nell’oblio di quell’immenso mare chiamato disoccupazione…
Chissà, quanto tempo ancora occorre…, per poter prendere coscienza a quanti ancora inseguono l’illusione di un posto di lavoro, di iniziare a ribellarsi a questo inutile sistema, di cacciare una volta e forse per sempre questi nostri inutili politici, dediti soltanto ai propri interessi personali…
    

Fotovoltaico quante contraddizioni…

Carissimi amici, questi sono attualmente i dati reali del fotovoltaico in Italia.
Li evidenziamo per controbattere la campagna mediatica degli ultimi mesi condotta contro le fonti rinnovabili, e il fotovoltaico in particolare, con lo scopo di screditare l’affidabilità tecnica e le potenzialità economiche delle fonti rinnovabili e per giustificare così il ritorno all’energia nucleare. Le reti televisive, omettono tutto quello che concerne la tecnologia solare, infatti dalle rimostranze degli addetti al fotovoltaico colpiti dal blocco improvviso del 3° Conto Energia che comporta il fermo delle attività di circa 150.000 posti di lavoro, le reti sopra menzionate non hanno mai accennato, mentre molte volte siamo costretti a sorbirci servizi per ditte di qualche “vattela pesca” attività che licenzia una cinquantina di persone, o per qualche esasperato che sale sulle gru. All’interno della Direttiva Europea 2009/28/CE, emanata per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili, sono stati inseriti dal Ministro Romani dei commi che ne hanno snaturato il contenuto, andando di fatto a colpire gli investimenti del settore fotovoltaico ed eolico.
Contro questo intervento legislativo si sono mobilitate moltissime organizzazioni di categoria e ambientaliste: Aper, Assosolare, Gifi, Asso Energie Future, Legambiente, WWF, Greenpeace, Kyoto Club, Rete Imprese Italia (associazione che comprende Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti), CGIL, Cisl, Uil e molte altre hanno preso posizione chiedendo al Governo di rivedere la sua decisione.A sostenere l’intervento del Governo è la lobby del nucleare, con ENEL in testa, che ha preferito gettare discredito sulle rinnovabili diffondendo una serie di informazioni non corrette e tendenziose invece di avviare un serio confronto sulle fonti energetiche.
Ci sembra quindi opportuno fare chiarezza
OCCUPAZIONE DI TERRENO AGRICOLO
Nel decreto in questione viene inserito il limite di 1 MW per gli impianti su terreno agricolo: proposta favorevolmente accolta dalle associazioni. E’ bene però precisare che il territorio fino ad oggi occupato dal fotovoltaico è poco.
Prendiamo come esempio la Provincia di Padova, che si estende su una superficie di 214.259 ettari. I dati presenti sul sito http://atlasole.gse.it/ mostrano che sono presenti circa 40 MW di impianti di taglia singola superiore a 50 kW; mentre gli impianti inferiori a questa taglia è pressoché certo siano installati su edifici. Anche ipotizzando che questi 40 MW (cosa altamente improbabile) siano tutti ubicati al suolo, se ne deduce un consumo di meno di 100 ettari: ovvero lo 0.04% della superficie disponibile. Secondo Legambiente in Italia si urbanizzano 50.000 ettari ogni anno per la costruzione di nuovi edifici, strade e aree residenziali. Si capisce quindi come la critica legata all’uso del suolo venga strumentalmente utilizzata solo per attaccare il fotovoltaico quando invece dovrebbe essere prioritariamente incentrata sulle grandi speculazioni edilizie che si sono verificate negli ultimi anni. Vieppiù che gli impianti fotovoltaici possono essere facilmente rimossi ripristinando l’ambiente, e il materiale impiegato (moduli, cavi, strutture,…) può essere completamente riciclato.
MAGGIORI ONERI NELLE BOLLETTE
APER è andata a fare un calcolo preciso degli impatti in bolletta delle sovvenzioni alle rinnovabili.
Considerando una bolletta media di 425 €/anno si può vedere come 31 € siano destinati alle voci A3, A2 e MCT. Dietro queste sigle si nascondono varie spese che nulla hanno a che vedere con le fonti rinnovabili:
– 5,2 € sono destinati allo smantellamento delle centrali nucleari. Considerato che le 3 centrali italiane sono state “spente” nel lontano 1987, si può facilmente intuire quale sia l’enorme spreco di denaro anno dopo anno per la messa in sicurezza e la gestione (impossibile) del problema scorie;
– 2,8 € vengono regalati alla grandi imprese energivore, come cementifici e acciaierie, per fornire loro energia a basso prezzo. L’Unione Europea ha già multato varie volte il nostro Paese perché questa è una pratica di concorrenza sleale;
– 8,4 € vengono destinati alle cosiddette “assimilabili” ovvero all’energia prodotta bruciando i rifiuti (inceneritori) e gli scarti dei processi di raffinazione del petrolio. In 9 anni sono stati spesi 33 Miliardi di € per sovvenzionare questa energia, altamente inquinante e fonte di gravissime patologie.
– Rimangono quindi meno di 15 € all’anno, pari a 1.25 €/mese, di fondi realmente spesi per le rinnovabili e solo parte di questi fondi vanno al fotovoltaico.
Poniamoci questa domanda: Siamo disposti ad investire un caffè al mese per avere energia pulita, distribuita ovunque, scalabile e senza nessun impatto sull’ambiente e sull’uomo?
E’ bene ricordare che i costi esterni legati all’uso delle fonti fossili sono enormi: come detto, il problema delle scorie nucleari è tuttora irrisolto e vengono spesi circa 200 Milioni di euro all’anno solo per “andare avanti” in attesa di una soluzione, mentre d’altro canto i danni ambientali delle centrali termoelettriche a carbone sono enormi e si scaricano sul sistema sanitario nazionale.
In Italia non ci sono numeri precisi ma, secondo uno studio dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, sono stimabili spese di circa 12 Miliardi di euro all’anno per la cura di patologie legate agli inquinanti emessi da centrali termoelettriche.
Se nei prossimi mesi la bolletta sarà più pesante non sarà certo per colpa del fotovoltaico ma dell’andamento del prezzo del petrolio al quale il prezzo dell’energia è strettamente legato: di contro se avessimo avuto una maggiore potenza installata da fonti rinnovabili, tale dipendenza sarebbe molto ridotta. Si dimentica poi di ricordare che il settore fotovoltaico produce gettito per le casse dello Stato e allo stesso tempo la distribuzione di incentivi ad impianti medi e piccoli significa tenere la ricchezza sul territorio.
ESEMPI DI DISINFORMAZIONE
– Dal Sole24ore del 1 Marzo 2011 pagina 22: il ministro Romani sostiene che gli italiani “in bolletta hanno pagato 20 Miliardi di incentivi tra il 2009 e il 2010”. Falso: i dati del 2010 non sono ancora noti mentre quelli del 2009 sono pari a 2.1 Miliari di euro (fonte: Autorità per l’Energia).
– Dal Corriere della Sera del 3 Marzo 2011 pagina 35: il giornalista Sergio Rizzo riporta che sarebbero state richieste autorizzazioni per 130 GW. Un numero fuori da ogni logica se si considera che, come rilevabile in data odierna dalla home page del sito www.gse.it siamo giunti a 3.7 GW, ovvero solo il 2% di quanto riportato dall’autore. L’autore presenta poi il dato della Puglia, dicendo che ben 358 ettari sono stati occupati dal fotovoltaico. Purtroppo non basta dare un numero “grande”: l’astronomica cifra equivale infatti allo 0.02% della superficie complessiva.
Nel contempo si dimentica che in Puglia è attiva, a Cerano, la centrale a carbone più inquinante d’Europa: “grazie” a questa centrale un salentino su 3 è a rischio cancro.
Nell’altra parte dell’articolo l’autore continua a riportare dati non contestualizzati: prima cita il caso di un impianto non completo in Puglia e poi di un sequestro in Sicilia. Fermo restando che è giusto punire gli speculatori e chi non rispetta le procedure, vale la pena ricordare che sul primo caso l’ing. Trezza del GSE si è espresso dicendo che era l’unico palese caso di violazione riscontrato in centinaia e centinaia di controlli, mentre quanto al sequestro si tratta di un impianto che come detto dall’autore non è “ mai entrato in funzione” e, pertanto, in base al criterio del Conto Energia, non riceverà nemmeno un euro di incentivi.
– Dal Sole24ore del 4 Marzo 2011 pagina 5: il titolo dell’articolo fa intuire che si siano fermate le speculazioni grazie alla legge del Governo. Niente di più falso. Il decreto all’art. 23 comma 9-ter reintroduce una potenza massima annuale come nella primissima versione del Conto Energia del 2005. Questo sistema fu modificato proprio per evitare che speculatori senza scrupoli, con in mano solo un pezzo di carta, potessero lucrare sulle autorizzazioni a scapito dei veri investitori.
– Dichiarazione dell’AD di ENEL, Fulvio Conti il 5 Marzo: secondo Conti il decreto spinge “allo sviluppo dell’efficienza della tecnologia che progredisce”. Si fatica a capire come si possa fare “sviluppo” o “efficienza” senza un quadro legislativo chiaro. Conti poi dice che ENEL sta costruendo a Catania una fabbrica da 750 Milioni di Euro per produrre moduli fotovoltaici: farebbe bene a ricordare che circa il 40% di tale cifra arriva da una sovvenzione statale e regionale a fondo perduto.
– Dal Sole24ore del 6 Marzo 2011: il Ministro Romani sostiene che “questo decreto stabilizza il mercato dando un quadro chiaro sugli incentivi”. E’ quasi ridicolo dover commentare questa frase: non esistono incentivi certi dopo il 31 Maggio 2011 e il mercato è in subbuglio totale.
Condividete questi concetti con amici, parenti e conoscenti. I dati parlano chiaro e in questo momento abbiamo il diritto e il dovere di difendere la nostra causa.

Mariti e mogli…un rapporto…due personalità!

Aumenta la crisi delle famiglie italiane, soprattutto sotto le lenzuola: sono sempre di più i pantofolai in casa che, come una sorta di dottor Jekyll e mister Hyde, sanno tramutarsi all’occorrenza in vispi ‘mandrilli’ fuori dalle mura domestiche.
Anche le mogli comunque fanno la loro parte, con la scusa del lavoro non perdono occasioni per provocare il collega di turno, l’amico o il cliente occasionale…; quelle che invece svolgono la funzione di casalinghe, attuano le situazioni più inimmaginabili ( si potrebbe realizzare un libro sulle tecniche e strategie adottate…).
E’ quanto risulta all’Associazione avvocati matrimonialisti italiani (Ami), secondo la quale la famiglia italiana, intesa come coppia di sposati o conviventi, sta attraversando un momento di crisi non soltanto per colpa delle suocere o delle infedeltà, quanto per una crescente abulia sessuale.
“L’attività sessuale degli italiani non è diminuita affatto, è semmai scemata all’interno della coppia – spiega il presidente dell’Ami Gian Ettore Gassani – fino a determinare i cosiddetti ‘matrimoni bianchi’, cioé quelle unioni coniugali caratterizzate da mancanza, assoluta o relativa, di attività sessuale sia dall’inizio del matrimonio, sia dopo i primi 7 anni dalla sua celebrazione”.
Secondo recenti studi del Censis, della Società Italiana di Andrologia e una ricerca dei sessuologi americani (con riscontri in Italia a cura del centro Studi Ami), “nel nostro Paese – ricorda – il 20% delle separazioni deriva dalla mancanza o dall’insufficienza di sesso nella vita coniugale della coppia. Nella stragrande maggioranza dei casi (circa il 70%) la colpa del mancato sesso sarebbe del maschio, sempre pronto a trovare scuse o improbabili ‘mal di testa’ pur di rifiutare o non promuovere rapporti sessuali con la moglie.
Anche molte coniugi infedeli però, sempre più appagate sessualmente al di fuori del matrimonio, rifiutano con alta frequenza la pratica del sesso con i mariti: vi sono casi in cui mogli apparentemente insensibili al sesso nell’ambito matrimoniale si siano dimostrate poi particolarmente attive e fantasiose fuori dalle mura domestiche” e di queste c’è ne sono tantissime…; 
Si tratta quindi di un fenomeno particolarmente diffuso che non riguarda affatto coppie della terza età ma soprattutto quelle dei ‘freschi sposi’. Le carte processuali spesso dimostrano, conclude il presidente dell’Ami, “che i coniugi inappetenti sessualmente nell’ambito della vita matrimoniale non siano affatto insensibili al sesso e che non di rado gestiscano anche più di un rapporto extraconiugale ”.
La verità è che non bisogna mai ricercare colpe all’esterno della coppia, ma guardare all’interno della propria, per esaminare quanto non vada e se esiste ancora una possibilità per continuare, ancora insieme…
Il problema che oggi si pone è costituito dagli impegni quotidiani, che ovviamente sia per ragioni di lavoro, che per impegni familiari, portano ad uno stress, tale da non lasciare più spazio, ai gesti, alle effusioni, ai momenti romantici, a quelle situazioni celate, dove il rapporto diventa quindi “ routine”…, dove tutto risulta programmato, sempre allo stesso orario, nessuna variante, nessuna immaginazione, tutto è standardizzato ed ecco allora accrescere il bisogno di ricerca all’esterno, anche attraverso i nuovi social network, immagginarsi quindi di vivere attravero una vita parallela, non reale, l’esperienza di essere diversi, accettati da tutti, senza dover mostrare i propri difetti e illudersi di conoscere persone nuove e di vivere con loro esperienze meravigliose, occultate, sottointese, esperti amanti con cui vivere esperienze fortemente stimolanti…

C’è comunque anche un’altra verità…; l’aver scelto il proprio partner, con criteri di giudizio più o meno variabili, amore, intelligenza, simpatia, sensualità, amicizia, fisicità, non sempre rappresenta il nostro modello di perfezione o ancora il cosidetto partner ideale; questo non sempre succede, soprattutto quando il modello si scontra con il nuovo rapporto di coppia…; ecco che in questo caso intervengono nuove variabili, l’essere perfetti per se stessi non è indice di perfezione con gl’altri ed allora ecco che si sviluppano nuove situazioni…, il solo coinvolgimento emotivo non basta più, le aspettative cambiano, quelle capacità da provetto amante ora si scontrano con la realtà e l’inadeguatezza della situazione fà il resto…

Ecco che, l’amante fuori porta, ben oleato e abile in quelle competenze amatorie, trova la strada spianata e mostra i difetti ed i limite dell’altrui partner…; ecco che a questa nuova realtà, diventa quindi difficile rinunciare, il metro di paragone è uscito, soprassedere in quella situazione coniugale stagnante, diventa ormai impensabile, ed allora si cerca in maniera risoluta una via di fuga…
In questa foga personale, in questo slancio d’emozioni, in questo impeto che trasporta verso entusiami perduti, ci si dimentica purtroppo, che il nostro partner ideale, il nostro amante perfetto, non sarà mai lì, a farsi afferrare…!!!

DAHLIA…bella fregatura…

Ho fatto come tanti l’abbonamento a Dahlia e soltanto pochi giorni dopo, l’emittente comunicava che per problemi di carattere amministrativo non avrebbe più trasmesso…, ma le autorità di controllo dov’erano per verificare se fosse corretto far continuare a proporre l’abbonamento???
Comunque l’ADOC  ( venendo anche incontro alle migliaia di richieste dei consumatori) ha preparato e reso disponibile una lettera di diffida da inviare alla società al fine di ottenere il rimborso degli importi pagati. Pertanto si può effettuare una richiesta di rimborso degli importi pagati che ogni cliente può inviare alla società a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, e per conoscenza all’Adoc anche via fax allo 06.86329611 o mail a info@adoc.org, riservandoci la possibilità di richiedere anche l’eventuale risarcimento dei danni subiti per inadempimento contrattuale. La chiusura di Dahlia Tv ha creato difatti un grave danno ai circa 300 mila abbonati, che devono essere integralmente rimborsati. Dahlia deteneva i diritti, in esclusiva per il digitale terrestre, per la trasmissione delle partite di Cagliari, Cesena, Chievo, Lecce, Parma, Sampdoria, Udinese e del grande CATANIA, ma anche i diritti per la trasmissione degli incontri della Serie B.” L’Adoc invita gli abbonati a interrompere immediatamente i pagamenti. Nel caso in cui fosse stata acquistata una tessera ricaricabile con credito residuo è possibile richiedere la restituzione dell’importo caricato sulla tessera, sempre mediante invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno, allegando la tessera e i dati di accredito. Tutta la modulistica necessaria per ottenere il rimborso è disponibile sul sito dell’Adoc www.adoc.org.
L’Adoc ha anche inviato una lettera all’Autorità di controllo sulle telecomunicazioni chiedendo di intervenire a tutela degli utenti.
Non so a cosa possa servire, comunque vi allego la lettera:
Spettabile Dahlia TV S.r.l.
c/o B2W
Via di Torre Spaccata, 172
00169 Roma
e p/c
ADOC
Via di Tor Fiorenza, 35
00199 Roma

RACCOMANDATA A/R

Oggetto: abbonamento Dahlia TV n…….

Il sottoscritto…..………………………………………………………….. nato a…………………. in data ………… residente in…………………. alla via…………………………………………… CF…………………………. scrive la presente per significarVi quanto segue:

Atteso che il sottoscritto è titolare di abbonamento con la Vostra emittente televisiva n…………….stipulato in data………… per un importo di Euro,………

Visto che in data…………è stato interrotto il segnale televisivo da parte Vostra senza motivazioni addebitabili allo scrivente;
con la presente si chiede formalmente
entro e non oltre giorni 15 dal ricevimento della presente, il rimborso della somma di Euro……………, versata per l’abbonamento in oggetto.
Con l’espresso avvertimento che in difetto si adiranno le competenti sedi giudiziali con aggravio di spese.
La presente vale come diffida e messa in mora ed interruzione dei termini prescrizionali.

Data…………

Firma autografa

Ministro si dimette…

Questa notizia merita di essere pubblicata per poter sensibilizzare, chissà forse, anche i nostri politici: Il ministro degli Esteri giapponese, Seiji Maehara, 48 anni, ha deciso di dimettersi a seguito delle polemiche nate dalla donazione ricevuta da una ‘zainichi’, una cittadina sudcoreana di 72 anni residente da sempre in Giappone e titolare a Kyoto di un piccolo ristorante di ‘yakiniku’… una specie di barbecue locale; il ministro degli Esteri giapponese, Seiji Maehara, ha ufficializzato le dimissioni, scusandosi col popolo giapponese per lo scandalo dei fondi illegali. La normativa attuale, vieta che le donazioni politiche siano fatte da cittadini o enti stranieri per evitare possibili condizionamenti esterni o influenze sulla politica del Giappone.
Il ministro degli Esteri nipponico, Seiji Maehara, ha riferito di aver ricevuto 250.000 yen totali (circa 2.180 euro… si avete capito bene 2.180 euro….) di contributi dalla ristoratrice sudcoreana di 72 anni, ‘illegali’ secondo la legge giapponese perché fatti da una cittadina straniera.
In Italia invece, si ricevono donazioni di milioni di euro fatte al partito, appartamenti a Montecarlo ed i ns. premier li rivendono ad amici e parenti, a quale poi …, “ giusto " valore….
Se esaminiamo in maniera obbiettiva, senza alcun colore politico, oggi, non esiste un solo politico oggi che non risulti indagato di qualcosa…, di qualche reato!!!
Ma la cosa assurda è che nessuno si dimette, anzi hanno il coraggio di ripresentarsi agli elettori… altro che faccia di c…; essi sperano che con il tempo, tutto venga riposto nel dimenticatoio, oppure questa volta mandano in avan-scoperta qualche parente di turno.
Comunque sarebbe bello anche da noi, riuscire a cambiare le cose…; ovunque ormai si chiede democrazia e diritti civili…; stiamo guardando in televisione quanto succede nei paesi che si affacciano nel mediterrano e non solo, e chissà per quanto tempo ancora, staremo a guardare…
Continuando così le cose, non riuscendo più a trovare nuove soluzioni economiche, il nostro paese si ritroverà a dover elemosinare non soltanto il petrolio ed il gas…, ma anche la farina per poter sopravvivere con ancora un pezzo di pane…

Yara come una santa…

Ho appena finito di ascoltare il telegiornale e tra le tante notizie ascolto la notizia sulla piccola Yara Gambirasio…

In tutti questi giorni di silenzio ho sperato che fosse viva…; non imbattersi nel suo corpicino, durante le ricerche, creava una piccola speranza, quella che forse qualche malato/pazzo/criminale/maniaco ( non so come definirlo… ) di turno l’avesse rapita, per poi forse farcela ritrovare…

Non ci sono parole per quanto è successo!!! Pensare, per poi constatare che , senza alcun presunto motivo se ne andata, l’osservare in quale modo, si può perdere una vita, la propria vita, fa restare tutti sgomenti…

A ognuno di noi, in una qualunque giornata, in una cittadina tranquilla, può capitare quanto è successo alla famiglia Gambirasio…

Non si è protetti… e poi chi dovrebbe proteggerci… coloro che ci dovrebbero difendere, oggi si macchiano di violenze all’interno di una caserma, come lo STUPRO!!!

Sono saltati tutti i valori, da quelli della famiglia, della scuola, della chiesa, dell’amicizia, dell’amore…ma quale amore ( l’altro ieri un fidanzato ha sparato alla propria ragazza incinta…; in famiglia Sara viene uccisa; nella mansarda di una chiesa è stata ritrovata Elisa Claps; due gemelline sono sparite ed il padre si è suicidato; un altro chiede amicizia su Facebook e viene accoltellato; figli che ammazzano i genitori e viceversa; abusi sessuali in casa e fuori…), ormai non ci si può fidare di nessuno e bisogna considerare che coloro di cui ci fidiamo, che ci circondano, possano essere dei potenziali criminali!!!

Comunque ciò che comunque mi ha lasciato perplesso è stata l’ omelia del parroco durante la messa a Brembate di Sopra, Don Corinno Scotti, il quale ha definito la piccola Yara, una santa. “Lei è come Santa Maria Goretti, morta per difendere la propria castità, è quindi per questo una santa”. Ma chi l’ha detto…??? ma quando mai Yara non avrebbe voluto vivere la propria vita, come tutte le ragazze, crescere con le proprie insicurezze giovanili, godere delle proprie esperienze, ma di quale castità parla??? Certamente avrebbe voluto vivere una vita tranquilla, felice, insieme all’amore della sua vita, avere dei figli, vedere un giorno dei nipoti… e qui si parla di castità!!! La vogliamo fare diventare una suora di clausura… una santa…??? Qui si crea confusione, tra chi voleva vivere e chi ha deciso di ucciderla, di chi ancora gira tranquillo, come se nulla fosse successo… e poi di quale castità parla… l’aggressore non l’ha neanche spogliata, e infatti sul corpo non ci sono segni di violenza sessuale. E’ stata colpita da sei coltellate. L’assassino l’ha uccisa… è basta!!! E’ invece qui stiamo a cercare eventuali motivazioni.

Le indagini sono in corso e speriamo che arrivino in maniera celere ad una conclusione definitiva.

A volte vedendo i telefilm di C.S.I., vorrei che anche la nostra polizia scientifica giungesse agli stessi risultati, ma purtroppo giornalmente assisto in maniera indecorosa, l’imbarazzo che giorno per giorno, mi viene quotidianamente riproposto!

Yara come una santa…

Ho appena finito di ascoltare il telegiornale e tra le tante notizie ascolto la notizia sulla piccola Yara Gambirasio…

In tutti questi giorni di silenzio ho sperato che fosse viva…; non imbattersi nel suo corpicino, durante le ricerche, creava una piccola speranza, quella che forse qualche malato/pazzo/criminale/maniaco ( non so come definirlo… ) di turno l’avesse rapita, per poi forse farcela ritrovare…

Non ci sono parole per quanto è successo!!! Pensare, per poi constatare che , senza alcun presunto motivo se ne andata, l’osservare in quale modo, si può perdere una vita, la propria vita, fa restare tutti sgomenti…

A ognuno di noi, in una qualunque giornata, in una cittadina tranquilla, può capitare quanto è successo alla famiglia Gambirasio…

Non si è protetti… e poi chi dovrebbe proteggerci… coloro che ci dovrebbero difendere, oggi si macchiano di violenze all’interno di una caserma, come lo STUPRO!!!

Sono saltati tutti i valori, da quelli della famiglia, della scuola, della chiesa, dell’amicizia, dell’amore…ma quale amore ( l’altro ieri un fidanzato ha sparato alla propria ragazza incinta…; in famiglia Sara viene uccisa; nella mansarda di una chiesa è stata ritrovata Elisa Claps; due gemelline sono sparite ed il padre si è suicidato; un altro chiede amicizia su Facebook e viene accoltellato; figli che ammazzano i genitori e viceversa; abusi sessuali in casa e fuori…), ormai non ci si può fidare di nessuno e bisogna considerare che coloro di cui ci fidiamo, che ci circondano, possano essere dei potenziali criminali!!!

Comunque ciò che comunque mi ha lasciato perplesso è stata l’ omelia del parroco durante la messa a Brembate di Sopra, Don Corinno Scotti, il quale ha definito la piccola Yara, una santa. “Lei è come Santa Maria Goretti, morta per difendere la propria castità, è quindi per questo una santa”. Ma chi l’ha detto…??? ma quando mai Yara non avrebbe voluto vivere la propria vita, come tutte le ragazze, crescere con le proprie insicurezze giovanili, godere delle proprie esperienze, ma di quale castità parla??? Certamente avrebbe voluto vivere una vita tranquilla, felice, insieme all’amore della sua vita, avere dei figli, vedere un giorno dei nipoti… e qui si parla di castità!!! La vogliamo fare diventare una suora di clausura… una santa…??? Qui si crea confusione, tra chi voleva vivere e chi ha deciso di ucciderla, di chi ancora gira tranquillo, come se nulla fosse successo… e poi di quale castità parla… l’aggressore non l’ha neanche spogliata, e infatti sul corpo non ci sono segni di violenza sessuale. E’ stata colpita da sei coltellate. L’assassino l’ha uccisa… è basta!!! E’ invece qui stiamo a cercare eventuali motivazioni.

Le indagini sono in corso e speriamo che arrivino in maniera celere ad una conclusione definitiva.

A volte vedendo i telefilm di C.S.I., vorrei che anche la nostra polizia scientifica giungesse agli stessi risultati, ma purtroppo giornalmente assisto in maniera indecorosa, l’imbarazzo che giorno per giorno, mi viene quotidianamente riproposto!

«Israele apprezza le parole del Papa sugli ebrei»

Complimenti, ci sono voluti ben duemila anni per scrivere una cosa così ovvia…

Certo dopo aver condizionato l’esistenza del popolo ebraico con l’infamia di deicidio, oggi, riguardando forse finalmente in maniera corretta quanto finora insegnato dai ns. catechisti e sacerdoti, cosiddetti cristiani, ecco che finalmente ci si sveglia e si da una nuova versione storica…
Ovviamente tutti ad apprezzare quanto Benedetto XVI, nel suo secondo libro su Gesù riporta riguardo la non responsabilità degli ebrei nella morte di Gesù ( strano comunque, poteva già scriverlo nel suo primo libro… ), auspicando che da questo nuovo segnale cominci un nuovo atteggiamento positivo d’ispirazione per tutti i cattolici nel mondo.
È ovvio che Israele apprezzi le parole del Papa, perché forse finalmente si solleva definitivamente gli ebrei dalla responsabilità per la morte di Gesù.

Chissà, se il corso della nostra storia recente, fosse stato diverso, con una Chiesa che ha permesso ( anche con i propri silenzi… ) una accusa  infondata, sulla quale per secoli si è basato l’odio per gli ebrei, è che ancora tutt’oggi persiste ( si ci vogliono far credere che d’ora in poi tutto cambierà…).
Tutti sperano che i rapporti tra ebrei e cristiani vengano ora rivisti promuovendo definitivamente la pace e la riconciliazione, certo si tratta di una bella notizia.

Mi chiedo, perché proprio adesso il Papa metta davanti al mondo la problematicità di questo processo così importante???
Potrebbe essere che forse oggi, l’opinione pubblica ha raggiunto una propria maturazione, su questo importante argomento e quindi che alla fine la ns. Chiesa si sia soltanto adeguata…
Non dimentichiamo i passaggi relativi all’identità storica degli accusatori di Gesù e alla famosa invettiva: “ il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli”.
Su questa frase si è costruita tutta la persecuzione degli ebrei, per cui aver rovesciato quanto finora insegnato è molto importante.

Chissà forse il Papa vuole riunire il mondo cristiano a quello ebraico??? E poi le altre congregazioni cristiane cosa ne pensano??? Non è così semplice come potrebbe apparire, ci vorrà molto tempo prima che si riesca a cancellare l’infamia creata ad arte…

معمر القذافي‎, Muʿammar al-Qadhdhāfī cioè il Sig. Gheddafi…

Come strano il mondo…

Fino a qualche giorno fa tutti ad acclamare Gheddafi…, quasi fosse un “ Salvatore ”, contratti per l’Italia per circa 70 Miliardi di Euro…, forniture di Petrolio e Gas fino al 2030, accordi sul controllo delle coste e dei cosiddetti viaggi nei gommoni da parte degli extracomunitari, accordi di risarcimento da Parte dello Stato Italiano per i danni di guerra, acquisizione di quote societarie delle più importanti Banche e società Italiane e via discorrendo, ammirazione e festeggiamenti con i ns. politici nessuno escluso ( o meglio qualcuno contrario come potrete leggere sotto c’è stato…) ed oggi invece come voltagabbana, cambiano opinione, sputano nel piatto in cui hanno mangiato, dimenticano l’amico che li ha aiutati, ed inoltre lo condannano e ne prendono  subito le distanze…


Ovviamente non pensiate che lo stia difendendo… i Dittatori fanno tutti e sempre la stessa fine…( e questo è sempre un bene…), ma ciò che non sopporto è quella ipocrisia ricamata del tutto Italiana, dove le parole ed i gesti, fortemente sostenuti in precedenza, oggi vengono con la violenza di un temporale cancellate…
Lo stesso è già accaduto durante l’ultima guerra, dove nessuno dopo l’uccisione di Mussolini, era più fascista…; questa è  la maggioranza degli Italiani… Berlusconi, Prodi, D’Alema, Fini, Casini, Di Pietro e tutto il circondario… prima di quà, poi di là, come se tutto fosse un gioco, senza alcun percorso politico… e noi tutti, come tanti stronzi, ancora a votarli…  

Comunque per ciò che ormai può servire, considerato che molti non conoscono la storia del Sig. Gheddafi…, vorrei ripercorre i momenti salienti della sua vita fino ad arrivare ai giorni nostri…
Nacque a Sirte, in una famiglia islamica ed all’età di sei anni perse due suoi cugini e rimase ferito ad un braccio a causa dell’esplosione di una mina di fabbricazione probabilmente italiana. Tra il 1956 e il 1961 frequentò la scuola coranica di Sirte e nel 1968 si iscrisse all’Accademia Militare di Bengasi. Concluse il corso e dopo un breve periodo di specializzazione in Gran Bretagna, fu nominato capitano dell’esercito all’età di 27 anni. Insoddisfatto del governo guidato dal Re Idris I, giudicato da Gheddafi e da numerosi ufficiali troppo servile nei confronti di USA e Francia, il 26 agosto del 1969 guidò un colpo di stato contro il sovrano, che portò il 1º settembre dello stesso anno alla proclamazione della Repubblica, guidata da un Consiglio del Comando della Rivoluzione composto da 12 militari di tendenze panarabe filo-nasseriane. Gheddafi, che nel frattempo era stato nominato colonnello, si mise a capo del Consiglio instaurando un regime dittatoriale in Libia.

Fece approvare dal Consiglio una nuova Costituzione, da lui definita araba, libera e democratica.

In nome del nazionalismo arabo, egli nazionalizzò la maggior parte delle proprietà petrolifere straniere, espropriò ed espulse la comunità italiana residente nel paese, chiuse le basi militari statunitensi e britanniche, in special modo la base “Wheelus”, ridenominata “ʿOqba bin Nāfiʿ”, dal nome del primo conquistatore arabo-musulmano delle regioni nordafricane.
La politica della prima parte del governo Gheddafi può essere definita come una “ terza via ” tra comunismo e capitalismo nella quale egli cercò di coniugare i principi del panarabismo con quelli della socialdemocrazia. Espose, in maniera più organica, i suoi principi politici e filosofici nel Libro verde, pubblicato nel 1976. Il titolo prendeva spunto dal colore della bandiera libica, che infatti è completamente verde, e che richiama la religione musulmana, dato che verde era il colore preferito di Maometto ed il colore del suo mantello.
Tra le riforme effettuate da Gheddafi in questo periodo, ricordiamo l’innalzamento del salario minimo, la possibilità per gli operai di partecipare alla gestione della loro azienda, la soppressione dell’alcool (di per sé già vietato come precetto islamico), la chiusura dei locali notturni, la restaurazione della Sharīʿa (la legge religiosa che deriva direttamente dal Corano e dalla Sunna). Inoltre, per cercare di ridurre al minimo le spese, egli rifiutò il lusso, dormendo sempre (anche e certamente per motivi di sicurezza personale) in una base militare di Tripoli…e poi all’interno di una tenda che non ha mai una sede fissa…
Fra le primissime iniziative del governo di Gheddafi vi fu l’adozione di misure sempre più restrittive nei confronti della popolazione italiana che ancora viveva nella ex colonia, culminate col decreto di confisca del 21 luglio 1970 emanato per “restituire al popolo libico le ricchezze dei suoi figli e dei suoi avi usurpate dagli oppressori”. Gli italiani furono privati di ogni loro bene, compresi i contributi assistenziali versati all’INPS e da questo trasferiti in base all’accordo all’istituto libico corrispondente, e furono sottoposti a progressive restrizioni finché furono costretti a lasciare il Paese entro il 15 ottobre del 1970. Dal 1970, ogni 7 ottobre in Libia si celebra il “giorno della vendetta”, in ricordo del sequestro di tutti i beni e dell’espulsione di 20.000 coloni italiani.

In politica estera, egli finanziò l’OLP di Yasser Arafat nella sua lotta contro Israele. Inoltre, propose spesso un’unione politica tra i tanti Stati islamici dell’Africa e, in particolare, caldeggiò un’unione politica con la Tunisia ai primi degli anni settanta ma la risposta negativa del presidente tunisino Bourguiba fece tramontare questa ipotesi. Dal 16 gennaio 1970 al 16 luglio 1972 fu anche, ad interim, primo ministro della Libia prima di lasciare il posto a ʿAbd al-Salām Jallūd. Nel 1977, grazie ai maggiori introiti derivanti dal petrolio, Gheddafi poté dotare la sua nazione di nuove strade, ospedali, acquedotti ed industrie. Sull’onda della popolarità, nel 1979 rinunciò a ogni carica politica, pur rimanendo l’unico leader del paese con l’appellativo di “guida della rivoluzione”.
Gheddafi ebbe una svolta politica negli anni ottanta: la sua indole anti-israeliana e anti-americana lo portò a sostenere gruppi terroristi, quali per esempio l’irlandese IRA e il palestinese Settembre Nero. Fu anche accusato dall’intelligence statunitense, di aver organizzato degli attentati in Sicilia, Scozia e Francia, ma egli si dichiarò sempre innocente. Si rese anche responsabile del lancio di un missile contro le coste siciliane, fortunatamente senza danni. Divenuto il nemico numero uno degli Stati Uniti d’America, egli fu progressivamente emarginato dalla NATO. Inoltre, il 15 aprile 1986, Gheddafi fu attaccato militarmente per volere del presidente statunitense Ronald Reagan: il massiccio bombardamento ferì mortalmente la figlia adottiva di Gheddafi, ma lasciò indenne il colonnello, che era stato avvertito del bombardamento da Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio in Italia.

Il 21 dicembre del 1988 esplodeva un aereo passeggeri sopra la cittadina scozzese di Lockerbie: perirono tutte le 259 persone a bordo oltre a 11 cittadini di Lockerbie. Prima dell’11 settembre 2001 è stato l’attacco terroristico più grave. L’ONU attribuì alla Libia la responsabilità di questo attentato aereo e chiese al governo di Tripoli l’arresto di due suoi cittadini accusati di esservi direttamente coinvolti. Al netto e insindacabile rifiuto di Gheddafi, le Nazioni Unite approvarono la Risoluzione 748, che sanciva un pesante embargo economico contro la Libia, la cui economia era già in fase calante. Nel 1999, con la decisione della Libia di cambiare atteggiamento nei confronti della comunità internazionale, Tripoli consegnò i sospettati di Lockerbie: Abdelbaset ali Mohamed al-Megrahi fu condannato all’ergastolo nel gennaio 2001 da una corte scozzese, mentre Al Amin Khalifa Fhimah fu assolto.
Recentemente Gheddafi ha cambiato registro per ciò che concerne la politica estera: condannò l’invasione dell’Iraq ai danni del Kuwait del 1990 e successivamente sostenne le trattative di pace tra Etiopia ed Eritrea.
Quando anche Nelson Mandela fece appello alla “Comunità Internazionale”, a fronte della disponibilità libica di lasciar sottoporre a giudizio gli imputati libici della strage di Lockerbie e al conseguente pagamento dei danni provocati alle vittime, l’ONU decise di ritirare l’embargo alla Libia (primavera del 1999).
Nei primi anni duemila, gli ultimi sviluppi della politica libica di Gheddafi hanno portato ad un riavvicinamento agli USA e alle democrazie europee, con un parallelo allontanamento dall’integralismo islamico. Grazie a questi passi l’allora presidente statunitense George W. Bush decise di togliere la Libia dalla lista degli Stati Canaglia (in cui rimangono invece l’Iran, la Siria e la Corea del Nord) portando al ristabilimento di pieni rapporti diplomatici tra Libia e Stati Uniti.

Nel 2004, il Mossad, CIA e Sismi individuarono una nave che trasportava la prova che Gheddafi possedeva un arsenale di armi di distruzione di massa. Invece di rendere pubblica la scoperta e sollevare uno scandalo, Stati Uniti e Italia, posero a Gheddafi un ultimatum che questi accettò.[6]
In ogni caso, la Libia (chiamata per volere di Gheddafi Jamāhīriyya, neologismo coniato per l’occasione a partire dal termine arabo jumhūr, il cui plurale jamāhīr significa “masse”) non si può definire una democrazia, perché non sono concesse, se non altro, varie libertà politiche (tra cui, per esempio, il multipartitismo).
Il figlio secondogenito del colonnello, ovvero Sayf al-Islam Gheddafi, è stato designato dal padre come erede alla presidenza nel 1995. Il terzo figlio maschio, Al-Sa’adi Gheddafi sembra invece avere altri interessi quali il calcio (ha giocato anche in Serie A con il Perugia, esordendo in un incontro contro la Juventus, e ha militato, sempre in Serie A, anche con la Sampdoria), e la mondanità.

Proposta di Laurea Honoris Causa da parte dell’Università di Sassari
Nel maggio 2009 il consiglio della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Sassari ha approvato una proposta formale d’assegnare una laurea honoris causa in giurisprudenza al colonnello Gheddafi.
Questa iniziativa ha suscitato vivaci proteste da parte dei Radicali Italiani, soprattutto con Marco Cappato (europarlamentare della Lista Emma Bonino) che ha parlato di “HoRRoris causa in Diritto per un sanguinario alleato bipartisan”, e dai parlamentari Matteo Mecacci e Marco Perduca (entrambi Lista Emma Bonino – PD) che hanno convocato una conferenza stampa dal tema “Le vere cause della resistibile ascesa di Gheddafi”.
Nel giugno 2009 si è recato per la prima volta in Italia in visita di Stato; Gheddafi ha soggiornato tre giorni in Italia, seppur fra molte polemiche e contestazioni. Il leader libico si è recato al Campidoglio, a La Sapienza (dove ha ricevuto la contestazione degli studenti del movimento dell’Onda), alla sede di Confindustria e ha incontrato le massime cariche italiane. Durante la visita di stato ha mostrato, appuntata sulla divisa militare, una foto dell’eroe della resistenza libica antitaliana Omar al-Mukhtar, suscitando interesse e qualche perplessità.

Particolarmente ostili all’accoglienza trionfale preparata per il leader libico da parte del governo sono stati i Radicali Italiani, che con il deputato Matteo Mecacci e il senatore Marco Perduca (entrambi membri della delegazione Radicale nel PD) hanno organizzato manifestazioni di protesta, in aula del Senato e fuori.
Queste proteste hanno fatto sì che la sede dove il colonnello Gheddafi avrebbe dovuto tenere il suo discorso fosse spostata dal Senato alla meno prestigiosa sala Zuccari di Palazzo Giustiniani.
Il discorso pronunciato dal colonnello l’11 giugno 2009, ha destato comunque molte polemiche per alcuni dei suoi passaggi:
« Gli Stati Uniti sono terroristi come Bin Laden, hanno fatto dell’Iraq un Paese islamico e le dittature non sono un problema se fanno il bene della gente»
« Quale differenza c’è tra l’attacco degli americani nel 1986 contro le nostre case e le azioni terroristiche di Bin Laden? »

Il 16 novembre 2009 Gheddafi torna in Italia, a Roma, per partecipare a un incontro della Fao. Durante il suo soggiorno romano, organizzò alcune “lezioni” di Islam e Corano a un centinaio di ragazze hostess dell’agenzia Hostessweb, regolarmente stipendiate per la presenza, chissà forse è seguito un party “ Bunga Bunga ” ….
Il 16 luglio 2008 in un albergo di Ginevra, Hannibal Gheddafi (figlio del dittatore) percosse due domestici marocchini; la polizia del Canton Ginevra intervenne arrestando Hannibal e la moglie Aline. Da questa data (e in seguito alla pubblicazione delle foto di Hannibal sul quotidiano “la Tribune de Genève”), il dittatore libico si è prodigato con ogni mezzo nell’attuazione di misure di ritorsione contro lo Stato svizzero. Fra queste figurano la proposta di smembramento della Svizzera inoltrata all’ONU, l’interruzione dei collegamenti aerei fra Libia e Svizzera garantiti da Swiss, il boicottaggio delle banche elvetiche (e in tutta fretta il dittatore libico ha ritirato circa 5 miliardi di franchi depositati nella Confederazione), la sospensione delle forniture petrolifere dirette in Svizzera e la sospensione della concessione di visti a favore di cittadini svizzeri. Su tutte, la misura con più conseguenze è risultata l’arresto, successivamente trasformatosi in rapimento, del dirigente di ABB Max Göldi, liberato il 14 giugno 2010 dopo quasi 700 giorni trascorsi in mani libiche e dell’impresario edile svizzero-tunisino Rachid Hamdani, nel frattempo liberato.

L’immobilismo delle autorità elvetiche, in un primo tempo giustificato dalla separazione dei poteri vigente in Svizzera, ha poi lasciato spazio a una fervente attività diplomatica volta a ottenere la liberazione dei due ostaggi trattenuti nel paese africano. Il 20 agosto 2009 il Presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz rivolgendo le scuse ufficiali alla famiglia Gheddafi per l’arresto di Hannibal Gheddafi e della moglie Aline, ha acconsentito a un arbitrato internazionale al fine di dirimere la controversia, senza peraltro ottenere la liberazione degli ostaggi promessa. Dopo il fallimento dell’arbitrato, arenatosi al momento di definire il giudice arbitro, sono intervenuti numerosi colpi di scena. Quando la soluzione alla crisi sembrava vicina, immancabilmente subentravano nuovi problemi. Conseguentemente al rifiuto di concedere visti per l’area Schengen a 188 esponenti del governo libico voluto dalla Svizzera, e quale ritorsione per l’esito del voto sull’Iniziativa contro l’edificazione di nuovi minareti in Svizzera, il 15 febbraio 2010, il colonnello Gheddafi proclamò la Jihad contro la Svizzera, scatenando le reazioni di disapprovazione dei maggiori Stati occidentali e della folta comunità islamica residente in Svizzera. Da parte sua, la Libia ottenne il supporto di 17 Stati della Lega araba e un certo sostegno da parte dell’Italia e Malta, importanti partner commerciali di Tripoli.

Il 21 febbraio 2010, gli ambasciatori di alcuni paesi europei che solidarizzavano con Berna presidiarono l’ambasciata svizzera a Tripoli, scongiurando un’aggressione da parte delle forze armate libiche. Erano presenti gli ambasciatori di Spagna, Francia, Germania, Austria, Polonia, Gran Bretagna e Paesi Bassi. Mancavano invece quelli di Italia e Malta, paesi che già in precedenza avevano supportato le richieste di Tripoli nei confronti della Svizzera.
Secondo il quotidiano il Giornale (di proprietà della famiglia Berlusconi) la situazione fu sbloccata dallo stesso premier italiano che contattò telefonicamente il dittatore libico, con il quale è in ottimi rapporti. Tuttavia fuori dall’Italia la notizia non ebbe conferme. Anzi, la TV pubblica svizzera RSI ritiene che Berlusconi abbia piuttosto creato dei problemi per aver convinto l’Europa a spingere la Svizzera a rinunciare alla sua strategia delle limitazioni sui visti Schengen, strategia che aiutò la liberazione di Hamdani.

29 agosto 2010 Gheddafi inizia un nuovo soggiorno in Italia per celebrare il secondo anniversario della firma del Trattato di Amicizia fra Italia e Libia. Anche durante questo suo soggiorno romano, organizza alcune “lezioni” di Islam e Corano a quasi 500 ragazze hostess, regolarmente stipendiate per la presenza. «L’Islam dovrebbe diventare la religione di tutta l’Europa» ha apostrofato Gheddafi alle ragazze. Tre ragazze, due italiane e una spagnola, si sono presentate con il velo perché si sono convertite all’Islam.
Anche in questo caso la presenza del leader libico nello Stivale ha suscitato notevoli polemiche. In particolare il senatore Marco Perduca (Lista Emma Bonino – PD) e i Radicali Italiani hanno protestato per la permanenza nella caserma dei carabinieri dedicata all’eroe italiano “Salvo D’Acquisto”.
Frattini diceva: “Ritengo che al di la’ delle modalita’ e delle espressioni che usa il leader Gheddafi, questa sia stata una visita che conferma il ruolo importante dell’Italia” ed inoltre proseguiva di “non condividere” l’analisi della Cei che attraverso il giornale Avvenire ha definito la visita di Gheddafi a Roma un “boomerang”.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi esaltava l’amicizia tra Italia e Libia durante la cerimonia per il secondo anniversario del Trattato di Bengasi e affermava che “tutti dovrebbero rallegrarsene” e chi critica “e’ prigioniero di schemi superati”.
Gheddafi: “Saluto il grande coraggio del mio grande amico”. La giornata di ieri, segnata dalla richiesta di 5 miliardi all’anno per fermare l’immigrazione clandestina in Europa e da nuove polemiche sulla visita del leader libico, si e’ conclusa con una cena di gala.
Non appena presa la parola, Gheddafi ha subito fatto presente “i drammi e le sofferenze” subite dal popolo libico a causa dell’invasione italiana, drammi rtuttora presenti tra la popolazione del Paese. Anche Berlusconi, ha raccontato il Colonnello, si e’ oggi commosso “al punto di piangere” alla visione delle fotografie “ufficiali” esposte nella mostra inaugurata oggi pomeriggio dai due leader e che documentano la dolorosa pagina del colonialismo italiano. Era un’altra Italia, ha aggiunto Gheddafi.

Oggi c’e’ il Trattato di amicizia e nuove sfide da affrontare insieme, prima fra tutte, quella della “pericolosa” immigrazione africana che spetta alla Libia, “ponte” privilegiato tra l’Africa e l’Europa, contrastare con l’aiuto economico dell’Unione europea. Cinque miliardi di euro e’ la cifra richiesta da Gheddafi per impedire che “l’Europa – cosi’ ha prospettato il colonnello – un domani potrebbe non essere piu’ europea e diventare addirittura nera perche’ – ha spiegato – in milioni vogliono venire in Europa”. “Attualmente – ha affermato dipingendo uno scenario fosco – subiamo una immigrazione dall’Africa verso l’Europa ma in questo momento si tratta di una cosa molto pericolosa: non sappiamo che cosa succedera’, quale sara’ la reazione degli europei bianchi e cristiani di fronte a questo movimento di africani affamati e non istruiti”. “Non sappiamo – ha insistito Gheddafi – se l’Europa restera’ un continente avanzato e coeso o se si distruggera’ come avvenne con le invasioni barbariche”. “Dobbiamo immaginare che questo possa succedere – ha sottolineato a sostegno del proposta da lui stesso avanzata – e prima che succeda dobbiamo lavorare insieme, fermare l’immigrazione sulle frontiere libiche”. “L’Europa – ha scandito – ci deve ascoltare” mentre tocca all’Italia sostenere in sede europea la richiesta di Gheddafi di fare della Libia l’avamposto chiave nel contrasto all’immigrazione clandestina. Berlusconi da parte sua ha ricordato come con la stipulazione del Trattato di amicizia fra i due Paesi si sia “voltato pagina” e chiuso per sempre la pagina nera del colonialismo. Gheddafi lo ha piu’ volte lodato menzionando il “grande coraggio” del presidente del Consiglio per le scuse presentate dal premier per il passato coloniale italiano in Libia, “un errore – ha sottolineato il Colonnello – commesso dall’Italia fascista, non dall’Italia”. Da qui anche la richiesta avanzata alla comunita’ internazionale affinche’ sia l’Italia ad avere un seggio al consiglio permanente di sicurezza dell’Onu. Un “diritto” dell’Italia, secondo Gheddafi, che ha avuto, al contrario della Germania, la forza e il coraggio di liberarsi da sola del fascismo “impiccando Mussolini per le strade”. Nell’Italia di oggi poi, il leader libico, ha incoraggiato ad investire i suoi stessi connazionali che dispongono di risorse economiche e finanziarie.

Un nuovo flusso di investimenti libici potrebbe presto arrivare in Italia a rafforzare la crescente presenza nelle nostre banche, societa’ e industrie in combinazione con la corsa delle imprese italiane a realizzare le infrastrutture del paese nordafricano. Il leader Muammar Gheddafi, alla cerimonia per il Trattato italo-libico, dove e’ presente una nutrita schiera di personalita’ dell’economia e della finanza italiana, incoraggia i libici con risorse finanziarie “a venire in Italia per investire in Italia”. Il Colonnello chiede anche scambi di conoscenza e tecnologie ma sono le parole sugli investimenti, poche ma precise in un discorso fiume di 40 minuti ricco di citazioni storiche e incentrato sulle colpe del colonialismo e le nuove sfide dell’emigrazione, a creare piu’ interesse fra la comunita’ finanziaria. Diversi esponenti del mondo dell’economia e manager, prima di recarsi alla cena ufficiale (slittata a oltre la mezzanotte) sottolineano “l’affidabilita’ oramai assodata’ dei libici come partner e un ambiente molto migliorato per realizzare gli affari. ’‘I libici – spiega uno di questi -. sono un partner che guarda al medio-lungo termine con molte risorse”.

Nella tribuna d’onore a pochi passi dal premier Silvio Berlusconi e dal leader libico ad assistere al carosello dei Carabinieri e alle evoluzioni dei cavalieri arabi, si sono notate le presenze dell’ad di Unicredit Alessandro Profumo (dove i libici sono oramai il primo socio con il 7% del capitale) accanto a Jonella Ligresti, al presidente Telecom Gabriele Galateri, ai vertici Enel Piero Gnudi e Fulvio Conti il quale ha spiegato che il gruppo “ha interessi potenziali in Libia” anche se al momento non c’e’ nulla. Presente anche Massimo Ponzellini, presidente di Impregilo che realizzera’ insieme ad altre 20 imprese italiane (fra cui Todini, Salini, Condotte e Cmc) l’autostrada finanziata dall’Italia a risarcimento dei danni del’epoca coloniale, e il numero uno di Finmeccanica Pierfrancesco Giarguaglini, anch’essa impegnata nel paese insieme a Zarubezhstroytechnology, societa’ controllata dalle Ferrovie Russe Jsc Rzd, un contratto da 247 milioni di euro per realizzare sistemi di segnalamento, alimentazione e comunicazione sulla tratta da Sirte a Bengasi. Con Finmeccanica inoltre i libici hanno siglato una nuova joint venture (dopo la Liatec, Libyan Italian Advanced Tecnology Company, costituita nel 2006 per realizzare elicotteri). Il rapporto fra il gruppo ENI e il paese e’ piu’ che consolidato e di recente il colosso italiano ha annunciato investimenti sul posto per 25 miliardi di euro.
Questa era la situazione in Libia, prima dei nuovi accadimenti avvenuti in questi mesi in Tunisia, Algeria, Marocco, Egitto, Bahrein, Gibuti, Yemen, Sudan, e vedremo in questi giorni cosa succederà in Iran…, con ovviamente tutte le ripercussioni, in particolare la produzione del greggio, che in questo momento ha subito incrementi ai distributori che non si vedevano dalla guerra del golfo…

In nome di Dio…

Amore divino e carità cristiana.

“ Dio è amore e chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui”…
Belle queste frasi ed ancora di più quanto queste sono state nel corso dei secoli messe in pratica…
E’ giusto ricordare ed è giusto sapere che quanto svolto in nome di Cristo non vada perduto…
Lo scempio è organizzato per papati:
Clemente V // Fra Dolcino: smembrato e bruciato il 13 marzo 1307. Suor Margherita e Frate Longino con circa mille dolciniani: bruciati lungo tutto il 1307. Soppressione dei Templari con stragi di massa con “torture inimmaginabili” perché accusati di eresia. Molay, Gran Maestro, arso vivo a Parigi dopo anni di atroci torture.

Benedetto XII // Francesco da Pistoia, Lorenzo Gherardi, Bartolomeo Greco, Bartolomeo da Bucciano, Antonio Bevilacqua e altri dieci frati Francescani: arsi vivi per predicare la povertà di Cristo a Venezia nel1337. Stessa sorte a Parma per Donna Oliva anch’essa perché seguace di S. Francesco.
Clemente VI // Francesco Stabili, detto Cecco d’Ascoli, il quale fu arso vivo per aver detto, a proposito delle tentazione di Gesù, che non è possibile vedere tutta la terra da una montagna per quanto alta fosse stata come veniva affermato da vangelo. Pietro d’Albano, medico, bruciato vivo perché accusato di stregoneria. Domenico Savi condannato al rogo come eretico per aver eretto un ospedale senza la benedizione della Chiesa.
Innocenzo VI // Pietro da Novara, Bernardo da Sicilia, Fra Tommaso vescovo d’Aquino e Francesco Marchesino vescovo di Trivento: torturati e bruciati vivi.

Gregorio XI // Continui roghi a Firenze, Venezia, Roma e Ferrara per eretici e accusati di favoreggiamento. Belramo Agosti, umile calzolaio, torturato e bruciato vivo per aver
bestemmiato durane una partita a carte, il 5 giugno 1382. Menelao Santori perché
conviveva con due donne, il 10 ottobre 1387. Lorenzo di Bologna accompagnato al rogo a colpi frusta per aver rubato una pisside, il 1° novembre 1388.
Gregorio XII // Dopo il periodo di tregua passato sotto Urbano VI, con Gregorio XII
riprendono le stragi e i roghi in una maniera estremamente spietata. La città che fu
particolarmente colpita fu Pisa. 1413: un giovane di nome Andreani fu torturato e bruciato vivo insieme alla moglie e alla figlia, perché aveva osato deridere i Padri Conciliari. 1414: Jean Hus e Gerolamo da Praga macellati e bruciati vivi per aver detto che la morale del vangelo proibisce ai religiosi di possedere beni materiali.

Eugenio IV // Giovanna d’Arco, bruciata viva per l’accusa di stregoneria (1431). Merenda e Matteo, due popolani, bruciati vivi dall’Inquisizione per rendere un favore alle famiglie dei Colonna e dei Savelli delle quali avevano parlato male. Ripetute stragi in Boemia contro gli hussidi, per le rimostranze fatte in seguito alla uccisione del loro maestro. Una delle stragi fu eseguita facendo entrare gli hussidi in un fienile al quale dettero fuoco dopo aver chiuso le porte. Il fatto fu così commentato da uno scrittore cattolico: “Appena entrati, si chiusero le porte e si appiccò il fuoco; e in tal modo quella feccia, quel rifiuto della razza umana, dopo aver commesso tanti delitti, pagò finalmente tra le fiamme la pena del suo disprezzo per la religione”.
Sisto IV // Tommaso Torquemada confisca i beni degli accusati di eresia e di stregoneria, arrivando ad accumulare tante ricchezze da essere temuto dallo stesso Papa che lo obbliga a versargli la metà del bottino. Quando arrivava in un paese come inquisitore, la popolazione fuggiva in massa lasciando tutto nelle sue mani. 800.000 ebrei allontanati dalla Spagna, con confisca dei beni, sotto pena di morte se fossero restati.10.200 bruciati vivi. 6.860 cadaveri riesumati per essere bruciati al rogo in seguito a processi (terminati tutti con la confisca dei beni) celebrati “post mortem” (dopo la morte). 97.000 condannati alla prigione perpetua con confisca delle proprietà. Infiniti roghi a Roma, intanto.

Alessandro VI // Gerolamo Savanarola bruciato vivo in Piazza della Signoria a Firenze il 23 maggio 1498 insieme ai suoi due suoi discepoli Domenico da Pescia e Sivestro da Firenze.
Tre ebrei arsi vivi in campo dei Fiori a Roma. 13 gennaio 1498. Gentile Cimeli, accusata di stregoneria arsa viva a campo dei Fiori il 14 luglio 1498. Marcello da Fiorentino arso vivo in piazza S. Pietro il 29 luglio 1498.
Giulio II // 4 donne giustiziate per stregoneria a Cavalese (Trento) nel1505. Diego Portoghese impiccato per eresia il 14 ottobre 1606. 30 persone bruciate vive a Logrono (Spagna) per stregoneria. Fra Agostino Grimaldi giustiziato per eresia il 6 agosto 1507. 15 cittadini romani massacrati dalle guardie svizzere per eresia nel 1513. Orazio e Giacomo di Riffredo, giustiziati per eresia il 30 aprile 1513.

Leone X // 30 donne accusate di stregoneria arse vive a Bormio nel 1514. Martino Jacopo giustiziato per eresia a Vercelli il 18 febbraio 1517. 80 donne bruciate vive in Valcamonica per stregoneria nel 1518. 5 eretici arsi vivi a Brescia il 13 aprile 1519. Baglione Paolo da Perugia decapitato per eresia alla Traspontina il 4 giugno 1520. Fra Camillo Lomaccio, Fra Giulio Carino, Leonardo Cesalpini strangolati in carcere per eresia l’8 luglio 1520.
Clemente VII // Anna Furabach, giustiziata per eresia il 9 maggio 1524. Migliaia di
anabattisti decapitati, arsi vivi, annegati e torturati a morte nel 1525. Una donna accusata di stregoneria arsa viva in Campidoglio il 30 settembre 1525. Claudio Artoidi e Lerenza di Pietro giustiziati per eresia il 16 maggio 1526. Rinaldo di Colonia giustiziato per eresia il 26 agosto 1528. Lorenzo di Gabriele da Parma e Tiberio di Giannantonio torturati e giustiziati per eresia il 9 settembre 1528. Berrnardino da Palestrina Burciato vivo per eresia il 20 novembre 1529. Giovanni Milanese bruciato vivo per eresia il 23 novembre 1530.

Paolo III // Nel 1540 uccisi tutti gli abitanti della città di Mérindol (Francia) per aver
abbracciato la fede dei protestanti Evangelici. I loro beni furono confiscati e la città rimase deserta e inabitata a lungo. Tutti gli anabattisti della città di Munster (Germania) furono massacrati. Giovanni di Leida, loro capo, fu ucciso dopo essere stato sottoposto “a orrendo supplizio” il 4 aprile 1535. Martino Govinin giustiziato nelle carceri di Grenoble il 26 aprile 1536. Francesco di Giovanni di Capocena ucciso per eresia nel 1538. Ene di Ambrogio giustiziato per eresia nel 1539. Galateo di Girolamo giustiziato nelle carceri dell’Inquisizione per eresia il 17 gennaio 1541. Giandomenico dell’Aquila. Eretico, bruciato vivo il 4 febbraio 1542. Federico d’Abbruzzo ucciso per eresia; il suo corpo fu portato al supplizio trascinato da un cavallo. Quello che rimase del suo corpo fu appeso alla forca il 12 luglio 1542. 2.740 valdesi furono massacrati dai cattolici in Provenza (Francia) nell’aprile del 1545. Girolamo Francese impiccato perché luterano il 27 settembre 1546. Baldassarre Altieri, dell’Ambasciata inglese, fatto sparire nelle carceri dell’Inquisizione nel1548. Federico Consalvo, eretico, giustiziato, il 25 maggio 1549. Annibale di Lattanzio giustiziato per eresia, il 25 maggio 1549.

Giulio III // Fanino Faenza impiccato e bruciato per eresia il 18 febbraio 1550. Domenico della Casa Bianca, luterano, decapitato il 20 febbraio 1550. Geronimo Geril Francese, impiccato per eresia, poi squartato, il 20 marzo 1550. Giovanni Buzio e Giovanni Teodori, impiccati e bruciati per eresia, il 4 settembre 1553. Francesco Gamba, decapitato e bruciato vivo per eresia, il 21 luglio 1554. Giovanni Moglio e Tisserando da Perugia, luterani, impiccati e bruciati vivi, il 5 settembre 1554.
Paolo IV // Istituzione del Ghetto a Roma con restrizioni contro gli ebrei ancor più severe del ghetto di Venezia. Cola Francesco di Salerno, giustiziato per eresia il 14 giugno 1555.
Bartolomeo Hector, bruciato vivo per aver venduto due Bibbie il 20 giugno 1555. Golla Elia
e Paolo Rappi, protestanti, bruciati vivi a Torino il 22 giugno 1555. Vernon Giovanni e
Labori Antonio, evangelisti, bruciati vivi il 28 agosto 1555. Stefano di Girolamo, giustiziato
per eresia, l’11 gennaio 1556.

Giulio Napolitano, bruciato vivo per eresia il 6 marzo 1556. Ambrogio de Cavoli, impiccato
e bruciato per eresia, il 15 giugno 1556. Don Pompeo dei Monti, bruciato vivo per eresia il 4
luglio 1556. Pomponio Angerio, bruciato vivo per eresia il 19 agosto 1556. Nicola Sartonio,
luterano, bruciato vivo il 13 maggio 1557. Jeronimo da Bergamo, Alessandra Fiorentina e
Madonna Caterina, impiccati e bruciati per omosessualità il 22 dicembre 1557. Fra
Gioffredo Varaglia, francescano, bruciato vivo per eresia il 25 marzo 1558. Gisberto di
Milanuccio, eretico, bruciato vivo il 15 giugno 1558. Francesco Cartone, eretico, bruciato
vivo il 3 agosto 1558. 14 protestanti bruciati vivi a Siviglia in Spagna nel 1559. 15
protestanti bruciati vivi a Valadolid in Spagna nel 1559. Gabriello di Thomaien, bruciato
vivo per omosessualità, l’8 febbraio 1559. Antonio di Colella arso vivo per eresia, l’8
febbraio 1559. Leonardo da Meola e Giovanni Antonio del Bò, impiccati e bruciati per
eresia, l’8 febbraio 1559. 13 eretici e un tedesco di Augsburg accusato di omosessualità arsi
vivi il 17 febbraio 1559. Antonio Gesualdi, luterano, giustiziato per eresia il 16 marzo 1559.
Ferrante Bisantino, eretico, arso vivo il 24 agosto 1559. Scipione Retio, eretico, uccico nelle
carceri della Santa Inquisizione sul finire del 1559.

Pio IV // I monaci dell’Abazia di Perosa (Pinerolo) si divertirono a briciare vivi a fuoco
lento un prete evangelico insieme ai suoi fedeli nel dicembre 1559. Carneficina di Valdesi in
Calabria nel dicembre del 1559. 4000 valdesi massacrati nel 1560 a Santo-Xisto, alla
Guardia, a Montalto e a Sant’Agata. Giulio Ghirlanda, Baudo Lupettino, Marcello Spinola,
Nicola Bucello, Antonio Rietto, Francesco Sega, condannati a morte perché sorpresi a
svolgere una funzione religiosa in una casa privata officiante la messa uno spretato
nel1560. Giacomo Bonello, bruciato vivo perché evangelista il 18 febbraio 1560. Mermetto
Savoiardo, eretico, arso vivo il 13 agosto 1560. Dionigi di Cola, eretico, bruciato vivo il 13
agosto 1560. Aloisio Pascale, evangelista, impiccato e bruciato l’8 settembre 1560. Gian
Pascali di Cuneo, bruciato vivo per eresia il 15 settembre 1560. Stefano Negrone, eretico,
lasciato morire di fame nelle prigioni della Santa Inquisizione, spira il 15 settembre 1560.

Stefano Morello, eretico, impiccato e bruciato il 25 settembre 1560. Bernardino Conte,
bruciato vivo per eresia nel novembre del 1560. 300 persone a Oppenau, 63 donne a
Wiesensteig e 54 a Obermachtal in Gemania, bruciate vive per stregoneria nel 1562.
Macario, vescovo di Macedonia, eretico, bruciato vivo il 10 giugno 1562. Cornelio di
Olanda, eretico, impiccato e bruciato il 23 gennaio 1563. Franceso Cipriotto, impiccato e
bruciato per eresia il 4 settembre 1564. Giulio Cesare Vanini, panteista, bruciato vivo dopo
avergli strappato la lingua. Giulio di Grifone, eretico, giustiziato.
Pio V // Con bolla papale viene imposta a Roma la chiusura di tutte le sinagoghe. Muzio
della Torella, eretico, giustiziato il 1° marzo 1566. Giulio Napolitano, eretico, bruciato vivo
il 6 marzo 1566. Don Pompeo dei Monti, decapitato per eresia il 3 luglio 1566. Curzio di
Cave, francescano, decapitato per eresia il 9 luglio 1566. 17.000 protestanti massacrati
nelle Fiandre da cattolici spagnoli. Giorgio Olivetto arso vivo perché luterano il 27 gennaio
1567. Domenico Zocchi, ebreo, impiccato e bruciato a Piazza Giudia nel Ghetto di Roma
il 1° febbraio 1567. Girolamo Landi, impiccato e bruciato per eresia il 25 febbraio 1567.

Pietro Carnesecchi, impiccato e bruciato per eresia il 30 settembre 1567. Giulio Maresco,
decapitato e arso per eresia il 30 settembre 1567. Paolo de Matteo, Ottaviano Fioravanti,
Giovannino Guastavillani e Geronimo del Puzo, murati vivi per eresia il 30 settembre 1567.
Gerolamo Donato con altri suoi confratelli dell’Ordine degli Umiliati, vengono giustiziati su
ordine di Carlo Borromeo, vescovo di Milano, poi fatto santo, dopo lunga tortura, per
eresia il 2 agosto 1570. Macario Giulio da Cetona, decapitato e bruciato per eresia il 1°
ottobre 1567. Lorenzo da Mugnano, impiccato e bruciato per eresia il 10 maggio
1668. Matteo d’Ippolito, impiccato e bruciato per eresia il 10 maggio 1568. Francesco
Stanga, impiccato e bruciato per eresia il 10 maggio 1568. Donato Matteo Minoli, lasciato
morire nelle carceri dopo avergli rotto le ossa e bruciato i piedi il 27 maggio 1568.
Francesco Castellani, Pietro Gelosi e Marcantonio Verotti, eretici, impiccati e bruciati il 6
dicembre 1568. Luca di Faenza, eretico, bruciato vivo il 28 febbraio 1568. Filippo Borghesi,
decapitato e bruciato per eresia il 2 maggio 1569. Giovanni dei Blasi, impiccato e bruciato
per eresia il 2 maggio 1569. Camillo Ragnolo, Fra Cellario Francesco e Bartolomeo
Bartoccio, bruciati vivi per eresia il 25 maggio 1569. Guido Zanetti, murato vivo per eresia
il 27 maggio 1569. Filippo Porroni, eretico luterano, impiccato l’11 febbraio 1570. Gian

Matteo di Giulianello, giustiziato per eresia il 25 febbraio 1570. Nicolò Franco, impiccato
per aver deriso il Papa l’11 marzo 1570. Giovanni di Pietro, eretico, impiccato e bruciato il13
maggio 1570. Aolio Paliero, eretico, impiccato e bruciato su espresso desiderio di Pio V, poi
fatto santo, il 3 luglio1570. Fra Arnaldo di Santo Zeno, eretico, bruciato vivo il 4 novembre
1570. Don Girolamo di Pesaro, Giovanni Antonio di Jesi e Pitro Paolo di Maranzano,
giustiziati per eresia il 6 ottobre 1571. Francesco Galatieri, pugnalato a morte dai sicari
pontifi perché eretico il 5 gennaio 1572. Dianora di Montpelier, Isabella di Montpelier,
Pellegrina di Valenza, Girolama Guanziana, eretiche, impiccate e bruciate il 9 febbraio
1572. Domenico della Xenia, eretico, impiccato e bruciato il 9 febbraio 1572. Teofilo
Penarelli, eretico, impiccato e bruciato il 22 febbraio 1572. Alessandro di Giulio, eretico
impiccato e bruciato il 26 febbraio 1572.
Gregorio XIII // Alessandro di Giulio e Giovanni di Giovan Battista, impiccati e bruciati
perché eretici il 15 marzo 1572.
Girolamo Pellegrino, impiccato e bruciato per eresia il 19 luglio 1572. 10.000 eretici
massacrati in Francia per ordine del Papa (strage degli Ugonotti- Notte di S. Bartolomeo)
il 24 agosto 1572. 500 eretici massacrati in Croazia per ordine del vescovo cattolico Juraj
Draskovic in tutto il 1573. Nicolò Colonici eretico impiccato e bruciato. Giovanni Francesco
Ghisleri, strangolato nelle carceri dell’Inquisizione il 25 ottobre del 1574. Alessandro di
Giacomo, arso vivo il 19 novembre 1574. Benedetto Thomaria, eretico, bruciato vivo il 12
maggio 1574. Don Antonio Nolfo, eretico, giustiziato il 29 luglio 1578. Giovanni Battista di
Tigoni, eretico, giustiziato il 29 lugio 1578. Baldassarre di Nicolò, Antonio Valies de la
Malta, Francesco di Giovanni Martino, Bernardino di Alfar, Alfonso di Poglis, Marco di
Giovanni Pinto, Girolamo di Giovanni da Toledo e Gasparre di Martino, eretici, impiccati e
bruciati il 13 agosto 1578. Fra Clemente Sapone, eretico, impiccato e bruciato il 29
novembre 1578. Pompeo Loiani e Cosimo Tranconi, eretici, impiccati e bruciati il 12 giugno
1579. 222 ebrei bruciati al rogo per ordine della Santa Inquisizione nel 1558. Salomone,
ebreo, impiccato per aver rifiutato il battesimo il 13 marzo 1580. Un inglese, di cui non ci è
pervenuto il nome, bruciato vivo per aver offeso un prete il 2 agosto 1581. Diego Lopez,

Domenico Danzarelli, Prospero di Barberia e Gabriello Henriquez, bruciati vivo per eresia
il 18 febbraio 1583.
Borro d’Arezzo, bruciato vivo per eresia il 7 febbraio 1583.
Ludovico Moro, eretico, arso vivo il 10 luglio 1583.
Fra Camillo Lomaccio, Fra Giulio Carino, Leonardo di Andrea strangolati nel carcere di Tor
Nona per eresia il 23 luglio 1583.
Lorenzo Perna, arrestato per ordine del cardinale Savelli per eresia, giustiziato il 16 giugno
1584. La “Signora di Bellegard”, arrestata per eresia, giustiziata a fine ottobre 1584.
Giacomo Paleologo, decapitato e bruciato il 22 marzo 1585. I fratelli Missori decapitati il 22
marzo 1585 per aver espresso il diritto alla libertà di stampa; le loro teste furono lasciate
esposte al pubblico.
Sisto V // Dopo l’esecuzione di una sentenza, disse: “Dio sia benedetto per il grande
appetito con cui ho mangiato”. Pietro Benato, arso vivo per eresia il 26 aprile 1585.
Pomponio Rustici, Gasparre Ravelli, Antonio Nantrò, Fra Giovanni Bellinelli, impiccati e
bruciati vivi per eresia il 5 agosto 1587.

Vittorio, conte di Saluzzo, giustiziato per eresia il 9 dicembre 1589. Valerio Marliano,
eretico impiccato e bruciato il 16 febbraio 1590. Don Domenico Bravo, decapitato per
eresia il 30 marzo 1590. Fra Lorenzo dell’Aglio, impiccato e bruciato il13 aprile 1590.
Gregorio XIV // Fra Andrea Forzati, Fra Flaminio Fabrizi, Fra Francesco Serafini, impiccati e bruciati il 6 febbraio 1591.
Giovanni Battista Corobinacci, Giovanni Antonio de Manno Rosario, Alexandro
d’Arcangelo, Fulvio Luparino, Francesco de Alexandro, giustiziati nel giugno
1590. Giovanni Angelo Fullo, Giò Carlo di Luna, Decio Panella, Domenico Brailo, Antonio
Costa, Fra Giovanni Battista Grosso, l’Abate Volpino, insieme ad altri seguaci di Fra
Girolamo da Milano, arrestati dalla Santa Inquisizione e giustiziati nel1590. Tutto questo
ben di Dio in un solo anno di Santo Pontificato.


Clemente VIII // Giordano Bruno, bruciato vivo per eresia il 17 febbraio 1600. Quattro donne e un vecchio bruciati vivi per eresia il 16 febbraio 1600. Francesco Gambonelli, eretico, arso vivo il 17 febbraio 1594. Marcantonio Valena e un altro luterano, di cui non ci è noto il nome, arsi vivi nell’agosto del 1594. Graziani Agostini, eretico impiccato e bruciato, nel 1596.
Prestini Menandro, eretico impiccato e bruciato, nello stesso anno. Achille della Regina, giustiziato nel giugno 1597.
Cesare di Giuliano, eretico impiccato e bruciato nello stesso anno. Damiano di Francesco, Baldo di Francesco, Giovanni Angelo De Magistri, Don Ottavio Scipione, eretici, decapitati e bruciati nel 1597. Giovanni Antonio da Verona e Fra Celestino, eretici, bruciati vivi il 16 settembre 1599. Fra Cierrente Mancini e Don Galeazzo Porta, decapitati per eresia il 9 novembre 1599. Maurizio Rinaldi, eretico, bruciato vivo il 23 febbraio 1600. Francesco
Moreno, eretico, impiccato e bruciato il 9 giugno 1600. Nunzio Servandio, ebreo, impiccato
il 25 giugno 1600. Bartolomeo Coppino, luterano, arso vivo il 7 aprile 1601.
Tommaso Caraffa e Onorio Costanzo, eretici, decapitati e bruciati il 10 maggio 1601.
Paolo V // Giovanni Pietro di Tunisi, impiccato e bruciato nel 1607. Giuseppe Teodoro,
Felice d’Ottavio, Francesco Rossi, Antonio di Jacopo, Fortunato Aniello, Vincenti Pietro,
Umberto Marcantonio, Fra Manfredi Fulgenzio, eretici, impiccati e bruciati tra il 1609 e
il 1610. Battista Lucarelli e Emilio di Valerio, ebrei, impiccati e bruciati nel 1610. Don
Domenico di Giovanni, per essere passato dal cristianesimo all’ebraismo, impiccato
nel 1611. Giovanni Milo, luterano impiccato nel marzo 1611. Giovanni Mancini, per aver
celebrato la messa da spretato, impiccato e bruciato il 22 ottobre 1611. Jacopo de Elia,
ebreo, impiccato e bruciato il 22 gennaio 1616. Francesco Maria Sagni, eretico, impiccato e
bruciato il 1° luglio 1616. Arrestato un negromante zoppo, arso vivo per stregoneria nel
maggio 1617.

Lucilio Vanini, arso vivo per aver messo in dubbio l’esistenza di Dio il 17 febbraio 1618. Migliaia di eretici trucidati dai cattolici nei Grigioni in Valtellina nel 1620.
Urbano VIII // Galileo Galilei, torturato e condannato al carcere perpetuo quale eretico per aver affermato che la Terra gira intorno al Sole nel 1633. Ferrari Ambrogio, eretico, impiccato nel 1624. Donna Anna Sobrero, morta di peste in carcere dove era stata condannata a vita, nel 1627. Frate Serafino, eretico, impiccato e bruciato nel 1634. Giacinto Centini, decapitato per aver offeso la sovranità papale, nel 1635. Fra Diego Giavaloni,
eretico impiccato e bruciato, nello stesso anno. Alverez Ferdinando, bruciato vivo per
essersi convertito all’ebraismo, il 19 marzo 1640. Policarpo Angelo, impiccato e bruciato
per aver celebrato la messa da spretato, il 19 maggio 1642. Ferrante Pallavicino, eretico,
impiccato e bruciato nel 1644. Fra Camillo d’Angelo, Ludovico Domenico, Simone Cossio,

Domenico da Sterlignano, giustiziati per eresia nel 1644.
Innocenzo X // Giuseppe Brugnarello e Claudio Borgegnone, impiccati e bruciati per aver falsificato alcune lettere apostoliche nel 1652.
Alessandro II // Giovanni Fello, sacerdote, decapitato per eresia nel 1657. Circa 2.000 Valdesi massacrati dai cattolici nelle Valli Alpine nel1655.
Innocenzo XI // 20 ebrei condannati al rogo nel 1680. Vincenzo Scatolari, per aver
esercitato la professione di giornalista senza autorizzazione di Santa Madre Chiesa,
decapitato il 2 agosto 1685. Più di 2.000 Valdesi massacrati dai cattolici nelle Valli Alpine
per ordine diretto del Papa nel maggio 1686. 24 protestanti uccisi dai cattolici a Pressov in
Slovacchia nel 1687.

Innocenzo XII // Martino Alessandro, morto in carcere per torura il 3 maggio 1690. 37 ebrei bruciati vivi nel 1691. Antonio Bevilacqua e Carlo Maria Campana, cappuccini, decapitati perché seguaci del Quietismo di Molinos il 26 marzo 1695.
Clemente XI // Filippo Rivarola, portato al patibolo in barella per le torture ricevute, decapitato il 4 agosto 1708. Spallaccini Domenico, impiccato e bruciato per aver bestemmiato a causa di un colpo di alabarda ricevuto da una guardia papalina il 28 luglio 1711. Gaetano Volpini, decapitato per aver scritto una poesia contro il Papa il 3 febbraio 1720.

Clemente XII // Ripristinata la “mazzolatura” (rottura delle ossa a colpi di bastone). Pietro Giarinone, filosofo e storico, muore sotto tortura per aver sostenuto la supremazia del re sulla curia romana il 24 marzo 1736. Enrico Trivelli, decapitato per aver scritto frasi di rivolta contro il Papa il 23 febbraio 1737. Numerose vittime sotto questo pontificato sono
rimaste sconosciute, perché Clemente XII preferiva che morissero sotto tortura nelle carceri dell’Inquisizione piuttosto che giustiziarle nelle pubbliche piazze, per evitare proteste.

Clemente XIII // Tommaso Crudeli, condannato al carcere a vita per massoneria il 2 agosto 1740. Giuseppe Morelli, impiccato per aver celebrato l’eucaristia da spretato il 22 agosto 1761.
Carlo Sala, eretico, giustiziato il 25 settembre 1765. Carlo Sala è l’ultimo martire ucciso dalla Chiesa per eresia. Di qui in poi i massacri continuarono comunque. Decapitazioni, torture con mazzolature, impiccagioni e sevizie con squartamento o smembramento.
Pio VI // Solo 5 esecuzioni capitali nei suoi 4 anni di pontificato. In compenso gli ebrei vengono costretti a vestire abiti gialli per essere riconosciuti pubblicamente. Ricorda qualcosa?

Pio VII // Gregorio Silvestri, impiccato per cospirazione politica il 18 gennaio 1800.
Ottavio Cappello, impiccato perché patriota rivoluzionario il 29 gennaio 1800. Giovanni Battista Genovesi, patriota, squartato e bruciato il 7 febbraio 1800; la sua testa fu esposta al pubblico. Teodoro Cacciona, impiccato e squartato per furto di un abito ecclesiastico il 9
febbraio 1801. Paolo Salvati, impiccato e squartato per aver derubato un corriere del Papa l’11 dicembre 1805. Bernardo Fortuna, impiccato e squartato per furto ai danni di un corriere francese il 22 aprile 1806. Tommaso Rotilesi, impiccato per aver ferito un ufficiale francese. 161 esecuzioni capitali per reati comuni in 15 anni di pontificato.
Leone XII // Leonida Montanari, decapitato per aver offeso pubblicamente il Papa il 23 novembre 1825. Angelo Targhini, decapitato per aver ferito una spia papalina il 23 novembre 1825. 29 esecuzioni capitali per reati comuni.
Pio VIII // In un solo anno di pontificato 13 condanne capitali per reati comuni.
Gregorio XVI // Divieto assoluto di ogni libertà di parola o di espressione scritta che non seguisse i dettami di Santa Madre Chiesa. Divieto assoluto agli ebrei: nessuna attività sociale ed economica fuori del Ghetto. Giuseppe Balzani, decapitato per offese al Papa il 14 maggio 1833. Luigi Scopigno, decapitato per furto di oggetti sacri il 21 luglio 1840. Pietro Rossi, decapitato per furto il 9 gennaio 1844. Luigi Muzi, decapitato per piccolo furto il 19 gennaio 1844. Giovanni Battista Rossi, decapitato per furto il 3 agosto 1944. Altre 110 condanne a morte per reati comuni, decapitati, squartati e smembrati dal famoso boia Mastro Titta.

Pio IX // Romolo Salvatori, decapitato per aver consegnato ai garibaldini l’Arciprete di Anagni. Gustavo Paolo Rambelli, Gustavo Marloni, Ignazio Mancini, decapitati il 10
settembre 1851. Antonio de Felici, decapitato per aver attentato al Cardinale Antonelli il 24 gennaio 1854.
Poi la carneficina subisce un crollo verticale per lo sfondamento di Porta Pia.

Barzellette su Berlusconi…

Oggi, le mie due figlie, mi hanno fatto ridere un pò con queste barzellette; ho deciso quindi di condividerle con Voi…
Nel Parco di MILANO 2, proprio di fronte gli studi di Mediaset, Silvio Berlusconi ha fatto costruire un laghetto artificiale dove si esercita a camminare sulle acque…
Un giorno alla presenza di telecamere e giornalisti, il Cav. indossa una tunica bianca, immerge un piede nell’acqua, volge gli occhi al cielo, fa il primo passo senza affodare, ne fa un’altro, e piano piano arriva sino all’argine opposto…
Ma appena tocca terra, ecco che dietro di lui, dall’acqua, emerge boccheggiante la testa di Emilio Fede…
A quel punto, arrabbiatissimo, il Cav. si volta di scatto e gli sibila: “ stai sotto, cretino, che ti vedono !!! ”
Sul cruscotto dell’auto di Berlusconi c’è la foto di Gesù con su scritto: “ Papà, guida piano ”
Berlusconi va dallo psichiatra: “ Dottore, ho un grave problema! gli Italiani non mi amano più, i miei avversari e persino molti miei alleati dicono che mi do troppe arie, addirittura che mi credo Dio…
La prego, mi aiuti…. Il Dottore: ” vabbene, Cav., mi racconti tutto dall’inizio…“ e Berlusconi: ” certo, ascolti: in Principio ho creato il cielo e la terra.. “.
Su un aereo c’è Fini e Belusconi… l’aereo stà precipitando chi si salva…??? L’ITALIA!!!
Berlusconi in un aereo… ora butterò cento euro e farò felice un’Italiano… dopo un pò, ora butterò mille euro così farò felici dieci Italiani, dopo circa un’ora decise quindi di buttare 10.000 euro per fare felici 1.000 Italiani… Allora un passeggero in fondo all’aereo gridò ad alta voce…Presidente scusi… ma se si butta Lei… fa felici tutti gl’Italiani…
Berlusconi nella sua villa ad Arcore: durante una passeggiata si accorge che una delle tante cameriere, inciampa, cadendo rovinosamente per terra… Belusconi prontamente e da buon gentiluomo, l’aiuta a rialzarsi… La Cameriera disse quindi: come posso sdebitarmi??? Il Cav. Allora: “ Sig.ra tra un po’ ci saranno le elezioni, potrebbe votare per me…??? E la cameriera rispose: Cav. ho sbattuto il sedere non la testa…
Un amico incontra dopo tanto tempo un caro amico che non vedeva da tanti anni… Ciao come stai, vedo che te la passi bene, bella macchina complimenti, ma come hai fatto??? “ Sai ti ricordi che da giovane ero fissato con Garibaldi…, bene sono andato al Milionario ed ho vinto!!! “… Dopo un paio di mesi quest’ultimo incrocia l’amico e vede che passeggia con una bella rossa Ferrari… Ehi… ma come dicevi a me della macchina e vedo te con una Ferrari ma come hai fatto??? “ sai l’idea me l’hai data tu… sono andato a Mediaset ed ho detto che sapevo tutto su Berlusconi… Beh, mi hanno accompagnato a casa e senza aver risposto… mi hanno regalato questa Ferrari!!! “.
Berlusconi è nudo in bagno dopo la doccia. Una sua amica entra per sbaglio ed esclama: “ Oh Dio… scusami!!! “ e Lui: “ Cara, in privato puoi anche chiamarmi Silvio “.
Berlusconi è seduto in un tavolino di un bar con un amico… Vede arrivare una bellissima donna e dice al suo amico: “ caspita che bella donna… mi piacerebbe andarci a letto “ e l’amico: ma quella è mia moglie!!! E Berlusconi… “ Beh, pagando ovviamente…”.
Berlusconi è meglio di un Psicologo…: Lui ti fa sdraiare sul lettino e poi alla fine paga pure il conto!!!
Belusconi: c’è un disegno per farmi fuori!!! No, no ci sono proprio le foto…
Berlusconi rivela di avere una fidanzata ma di non volerla esporre ai giornali…: “ deciderà Lei da sola, compiuta la maggiore età, quale sarà il giusto momento… “.
Un’Italiana…: “ Questa notte ho sognato Berlusconi vestito da principe azzurro, su un destriero bianco, che mi portava via…Tutto!!! “.
Berlusconi il Papa e Pierino sono su un aereo. L’aereo sta precipitando e ovviamente tutti si buttano con i paracaduti… sono rimasti in tre e ci sono soltanto due paracaduti… Berlusconi: “ perdonatemi ma io sono l’uomo più intelligente della terra e devo fare ancora tante e tante cose ” e si butta; il Papa: bimbo tu sei ancora così giovane mentre io sono un povero vecchio prendi il paracadute, buttati e salvati almeno tu…”; Pierino: Padre grazie… ma non c’è bisogno perché l’uomo più intelligente della terra ha preso il mio zainetto…
 Ecco lo slogan che preferisce durante i cortei…
E per finire quella mandatami dal mio amico Claudio…
Un bel giorno in un treno… Fini, Berlusconi e una bella norvegese viaggiavano nello stesso compartimento…; viaggiavano insieme da parecchie ore senza parlare…; improvvisamente il treno entrò in una galleria e si formò il buio assoluto…
Si sentì all’improvviso il rumore di un bacio seguito immediatamente da un monumentale schiaffo!!!
Quando uscirono dalla galleria e la luce ritornò, Fini e la norvegese sono seuti come nulla fosse avvenuto…
Berlusconi col segno di uno schiaffo sulla guancia, si tiene la testa con due mani, visibilmente incavolato…
Pensa fra se: Fini ha provato a dare un bacio alla ragazza, quella pensando che fossi stato io mi ha mollato una sberla…
La ragazza: Berlusconi voleva darmi un bacio, con il buio si è sbagliato, ha baciato Fini, il quale arrabiato gli ha mollato un cieffone…

Fini: alla prossima galleria… mi appioppo un altro bacio sulla mano e così gli mollo un’altro schiaffo a Berlusconi…

OMSA… tutti a casa…

Amiche e amici, vi porto via un po’ di tempo raccontandovi quello che sta succedendo in una delle nostre industrie italiane, società quest’ultima, nella cittadina di Faenza, e più o meno nell’indifferenza generale.
Lo stabilimento OMSA, sta per essere chiuso, non per mancanza di lavoro, ma per mettere in pratica una politica di delocalizzazione all’estero della produzione per maggiori guadagni.
Abbiamo già parlato della stessa politica condotta da parte del colosso FIAT e quindi oggi il proprietario dell’OMSA, il signor Nerino Grassi, ha deciso di spostare questo ramo di produzione in Serbia, dove ovviamente i costi della manodopera, dell’energia e il carico fiscale sono notevolmente più bassi.

Considerare, questa decisione solo e soltanto dal punto di vista dei lavoratori ci porta a schierarci con loro e con la salvaguardia del posto di lavoro… ma bisogna anche tenere conto che oggi il nostro Stato, non aiuta coloro che vogliono svolgere la professione d’imprenditore…

La politica fiscale in italia, rappresenta per chiunque voglia cominciare una propria iniziativa, un socio occulto a cui dare il 60% degli utili ancor prima di cominciare a guadagnarli… ed inoltre se si sbaglia nei redditi…ecco che da ns. socio diventa il peggior nemico…; ovvio quindi che con prodotti orientali sempre più competitivi, con manodopere più basse, svolta da quei paesi nei quali il reddito mensile procapite è intorno ai 300 euro mensili è ovvio quindi che anche la nostra imprenditoria guardi verso altri orizzonti la realizzazione dei propri prodotti…   
Ora ritornando ad OMSA, certamente questa decisione porterà oltre 300 dipendenti, in maggior parte
donne e non più giovanissime, a rimanere senza lavoro.
Le prospettive di impiego nel faentino sono scarse e le autorità hanno fatto poco e niente per incentivare Grassi a rimanere in Italia o per trovare soluzioni occupazionali alternative per i dipendenti, salvo poi spendere fiumi di parole di solidarietà adesso che non c’è più niente da fare.
Da giorni le lavoratrici stanno presidiando i cancelli dell’azienda, al freddo, notte e giorno, in un tentativo disperato di impedire il trasferimento dei macchinari.
E’ allucinante che in Italia non esistano leggi che possano proteggere i lavoratori dall’essere trattati come mere fonti di reddito da lasciare in mezzo a una strada non appena si profili l’eventualità di un guadagno più facile.
Le lavoratrici OMSA invitano tutte le donne ad essere solidali con loro boicottando i marchi – Philippe Matignon – Sisi – Omsa – Golden Lady – Hue Donna – Hue Uomo – Saltallegro – Saltallegro Bebè¨ – Serenella e vi sarebbero grate se voleste dare il vostro contributo alla campagna, se non altro per non alimentare l’indifferenza.
Le lavoratrici OMSA ringraziano quindi per l’aiuto e il supporto che vorrete dare loro, quali ennesime vittime di una legislazione che protegge sempre più gli interessi unicamente lucrativi degli imprenditori che non la vita e la condizione lavorativa dei dipendenti.

Siamo tutti devoti…devoti tutti…

Feste e adorazione dei santi…
Quante feste giornalmente vengono fatte per festeggiare i propri “ Santi/e “ nelle varie cittadine italiane, con devozioni che a volte si spingono oltre al comune senso di rispetto e di devozione.
Non voglio entrare nell’ambito mercenario della festa, del business che si crea e di coloro che attraverso l’organizzazione speculano ed incassano centinaia di migliaia di euro, società queste ultime non sempre con finalità caritatevoli… ( ci si potrebbe aprire un capitolo…).
Ma l’argomento che voglio trattare e se quanto svolto, appartiene agli insegnamenti cristiani…
Non dimentichiamoci che la Bibbia è assolutamente chiara sul fatto che dobbiamo adorare soltanto Dio.
Proprio nella Bibbia, si esprime il concetto che soltanto a Dio debbono essere rivolte le nostre adorazioni, tutto il resto e adorazione di falsi dèi…
Infatti, tutti i seguaci del Signore Iddio rifiutano l’adorazione. Pietro e gli apostoli rifiutarono di essere adorati. 
La risposta è sempre la stessa: “Adora solo e soltanto Dio!”.
Ecco allora come la nostra Chiesa e coloro che la esercitano deviano dai principi e dai giusti insegnamenti che dovrebbero condurre alla verità…
Ecco quindi che si escogita un sistema forviante, cioè quello di “aggirare” questi chiari princìpi, affermando che essi non “adorano” i santi, ma piuttosto che li “venerano” soltanto.
Utilizzare una parola diversa non cambia l’essenza di ciò che si fa.
Una definizione di “venerare” è “guardare con rispetto o riverenza”.
Mai nella Bibbia ci viene detto di riverire qualcun altro che non sia soltanto Dio.
Il problema di questo, è che Dio comanda esplicitamente di non adorarLo attraverso cose create. Noi non dobbiamo prostrarci e adorare alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra . Certo, Dio ha creato cose meravigliose e sorprendenti. Noi non dobbiamo assolutamente adorare Dio “indirettamente” lodando cose (o persone) che Egli ha create. Far questo è totalmete idolatrico.
Il modo principale in cui i cattolici “venerano” i santi è pregandoli. Pregare chiunque altro che non sia soltanto Dio è antibiblico: pregare i santi sia che i santi siano pregati sia che se ne chiedano le preghiere, nessuna di queste due pratiche è biblica. Pregare è un atto di adorazione. Quando preghiamo Dio, stiamo ammettendo che abbiamo bisogno del Suo aiuto. Rivolgere le nostre preghiere a qualcun altro che non sia Dio significa derubarLo della gloria che spetta soltanto a Lui.
Un altro modo in cui i cattolici “venerano” i santi è facendone statue e immagini. Infatti ovunque nelle nostre chiese troviamo immagini di santi come “portafortuna”.
Qualunque lettura della Bibbia rivelerà che questa pratica è apertamente idolatrica. Sfregare i grani del rosario è idolatrico. Accendere candele davanti a una statua o a un ritratto di un santo è idolatrico. Qualsivoglia pratica religiosa anche soltanto portare con se un’immagine di un santo è idolatrico. Il problema quindi non sta nella terminologia. Che la pratica sia descritta come “adorazione” o “venerazione” o con qualunque altro termine, il problema non cambia. Ogni qualvolta attribuiamo qualcosa che appartiene a Dio a qualcun altro, questa è idolatria. La Bibbia non insegna mai a riverire, pregare, affidarci o “idoleggiare” nessun altro che Dio.
Per coloro che voglio credere e pregare, per tutti coloro che si sentono cosiddetti “ devoti”, beh, questi debbono solo ed esclusivamente ricordarsi che è soltanto a Dio a cui debbono essere portate le loro preghiere. La gloria, la lode e l’onore appartengono soltanto a Dio. Solo Dio è degno “…di ricevere la gloria, l’onore e la potenza…" . Soltanto Dio è degno di ricevere il nostro culto, la nostra adorazione e la nostra lode.
Non lamentatevi quindi, se tra i tanti santi, che vi siete scelti quali promotori dei vs. bisogni, non c’è ne sarà alcuno che riuscirà a portare a compimento quanto in cuor vostro desideravate… avete purtroppo puntato nella ” immaginetta sacra “ sbagliata…

Giornata della memoria…

Come ogni anno si discute e si dibatte sui crimini del genocidio, sulle cause che lo hanno determinato, sui loro artefici e su coloro che lo hanno permesso ed aggiungo ha tutti coloro che in nome e per nome di una giustizia l’hanno combattuto…
Di parole se ne sono dette tante e tante ancora se ne dovranno dire…
Non basterà l’eternità per poter cancellare dalle menti, quanto la natura umana, ha saputo sviluppare per voler reprimere un suo pari… Desideravo quindi non aggiungere altro, ma soltanto riproporvi questa bellissima poesia…

Son morto ch’ero bambino

son morto con altri cento

passato per un camino

e ora sono nel vento

Ad Auschwitz c’era la neve

il fumo saliva lento

nei campi tante persone

che ora sono nel vento

Nei campi tante persone

ma un solo grande silenzio

che strano, non ho imparato

a sorridere qui nel vento.

Io chiedo come puo` un uomo

uccidere un suo fratello

eppure siamo a milioni

in polvere qui nel vento.

Ancora tuona il cannone

ancora non e` contenta

di sangue la bestia umana

e ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando sara`

che un uomo potra` imparare

a vivere senza ammazzare

e il vento si posera`.

Francesco Guccini

Lo stupro è meno grave se la ragazza non è vergine…

Se il caso della sentenza di cassazione sullo stupro della minorenne, meno grave, in quanto non più vergine vi ha colpito, leggete questo articolo da “altalex” che approfondisce da un punto di vista giuridico la questione.
La nota vicenda criminosa al centro della cronaca giudiziaria, sulla presunta minore gravità della violenza sessuale ai danni di una minore non più vergine, merita chiarezza.
Nell’ambito dei reati contro la libertà personale, come noto, la minore gravità del fatto costituisce una attenuante speciale prevista dall’art. 609-quater, comma 3, c.p. , segnatamente per il reato di atti sessuali con minorenne.
Il delitto ex art. 609 quater c.p. testualmente recita: “Soggiace alla pena stabilita dall`articolo 609 bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che. al momento del fatto: 1) non ha compiuto gli anni quattordici; 2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l`ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest`ultimo, una relazione di convivenza. Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell`articolo 609 bis compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita fino a due terzi. Si applica la pena di cui all’articolo 609 ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci”.
Il reato ascritto, innanzitutto, è quello di cui all’art. 609 quater, caratterizzato dall’assenza di pressioni coercitive, (Cass. pen. 29662/2004); in tal senso la Corte evidenzia che: “si era trattato di un rapporto pienamente assentito dalla stessa che ne aveva scelto le modalità”.
La Cassazione, dunque, entrando nel merito della quaestio, evidenzia una aporia logica nella motivazione del collegio di merito: lo stesso riconosce, con riguardo alla consumazione del rapporto, che si era trattato di un rapporto assentito dalla stessa, la quale, in particolare, ne aveva scelto le modalità.
Sempre la stessa Corte di merito, proseguendo, nega la diminuente della minore gravità del fatto di cui all’art. 609-quater, comma 3, c.p. proprio con riferimento alle “modalità innaturali del rapporto”.
Gli ermellini, a questo punto, rilevano un evidente punto nevralgico motivazionale: lo stesso fatto (modalità del rapporto) è addotto sia in veste negativa, (a svantaggio del condannato), sia in veste positiva, (a vantaggio dello stesso).
La Suprema Corte, quindi, evidenzia, “che è bensì vero che ciò non elimina la riprovevolezza della condotta dell’imputato che in realtà si è avvalso dello stato di soggezione in cui la giovane vittima si trovava nei suoi confronti per essere inserita nello stesso nucleo familiare da lui costituito con la di lei madre convivente” ma “in questo contesto non sembra possa convenirsi con l’impugnata sentenza laddove afferma la gravità dell’episodio deducendola dalle modalità innaturali del rapporto, che in realtà furono scelte con avvedutezza della minore in quanto a suo dire idonee ad evitare i rischi che un diverso rapporto poteva comportare per la sua salute a causa della pregressa condizione di tossicodipendente dell’imputato”.
Non appare razionale, ad avviso del Collegio, pertanto, che l’agente possa essere escluso dal benefico della diminuente per un aspetto connotativo del comportamento delittuoso scelto dal soggetto passivo.
Tanto dedotto in fatto, la Corte si sofferma a valutare l’incidenza della condotta delittuosa sul bene giuridico tutelato dalla norma, ovvero “il corretto sviluppo della personalità sessuale del minore”, incidenza che va valutata in concreto, (Cass. pen. 12007/2003): il Collegio non condivide, quindi, la sentenza di merito dove ritiene le modalità di consumazione del rapporto sessuale “tali da compromettere l’armonioso sviluppo della sfera sessuale della vittima".
Ad avviso del Collegio: “l’affermazione è infatti del tutto apodittica in quanto trascura di considerare quanto nella stessa sentenza poco prima si è rilevato, e cioè che la ragazza già a partire dall’età di 13 anni aveva avuto numerosi rapporti sessuali con uomini di ogni età di guisa che è lecito ritenere che già al momento dell’incontro con l’imputato la sua personalità dal punto di vista sessuale fosse molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età”.
La disamina oggettivo-giuridico della sentenza non può che lasciare perplessi: se non altro per la disinformazione assolutamente censurabile.
La sentenza non ha mai affermato che “lo stupro è meno grave se perpetrato ai danni di una ragazza non più vergine”; ha semplicemente dedotto che, una donna la quale abbia già intrattenuto rapporti sessuali con molti adulti ha senza dubbio una maggiore maturità sessuale.
Quanto al fatto tipico, è opportuno ricordare che la stessa Corte ribadisce che esso merita la stessa riprovevolezza, (nulla di meno dunque), ma si tratta, sul piano concreto, di un rapporto sessuale consumato con la volontà della minorenne la quale aveva ella stessa scelto le modalità consumative della relazione.
Quando i Giudici “sbagliano” è sicuramente corretto dirlo ed anche ad alta voce: altrettanto occorrerebbe fare, tuttavia, quando a sbagliare sono i giornalisti.
La sentenza Cass. pen. 6329/06, concludendo, non merita certo di essere “dimenticata con ignominia”: resta opinabile, condivisibile, dal punto di vista giuridico ma, sicuramente, “non ha detto quello che è stato detto”.
(Altalex, 21 febbraio 2006. Nota di Giuseppe Buffone)
Corte di cassazione
Sezione III penale
Sentenza 17 febbraio 2006, n. 6329
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con sentenza del 25 novembre 2003 la Corte d’appello di Cagliari decidendo sulla impugnazione proposta da T.M. avverso la sentenza in data 30 novembre 2001 del tribunale della stessa città – che lo aveva condannato alla pena di anni tre e mesi quattro di reclusione per il delitto di violenza sessuale ed a quella di mesi due di reclusione per i reati di percosse e minacce – dichiarava di non doversi procedere per intervenuta remissione della querela in ordine al reato di percosse e rideterminava la pena per i reati sub b) e c) nella misura di gg. 15 di reclusione, confermando nel resto con condanna dell’appellante anche alle spese di costituzione e rappresentanza della costituita parte civile.
Con il primo motivo di appello l’imputato aveva negato il pregresso rapporto di convivenza con la ragazza, S.V., vittima della violenza.
La Corte di merito replicava che le risultanze testimoniali dimostravano il contrario ed altrettanto risultava in definitiva dalle stesse dichiarazioni dell’imputato che aveva parlato di una volontà calunniosa della parte lesa originata dai suoi rimproveri per lo scarso impegno scolastico.
Con altro motivo erano state evidenziate le inesattezze in cui era caduta la ragazza. La Corte osservava che erano inesattezze di carattere marginale e che doveva escludersi il dolo di calunnia nel suo racconto anche perché non aveva avuto difficoltà a riferire dei suoi incontri precedenti con uomini giovani e meno giovani.
Con un’ulteriore motivo aveva sottolineato che la parte lesa aveva falsamente negato di avere parlato dei suoi rapporti con l’imputato ed altresì che la denuncia era chiaramente finalizzata a liberarsi dello stesso.
La replica era che i testimoni avevano confermato il racconto della parte lesa e che per sbarazzarsi del T. sarebbe stato sufficiente denunciare i maltrattamenti ai quali sottoponeva la famiglia.
La gravità del fatto escludeva infine ad avviso della Corte che il fatto stesso potesse configurarsi come fatto di minore gravità.
L’imputato propone personalmente ricorso per cassazione denunziando con un unico motivo mancanza ed illogicità manifesta della motivazione laddove la sentenza impugnata ha negato la minore gravità di cui all’art. 609-quater, comma 3. Rappresenta infatti che si è trattato di un unico rapporto, pacificamente acconsentito dalla ragazza che si era rifiutata ad un rapporto completo ma aveva optato senza difficoltà per un coito orale e che infine fin dall’età di 13 anni la stessa aveva avuto rapporti con giovani ed adulti.
MOTIVI DELLA DECISIONE
L’unico motivo di ricorso merita di essere accolto.
La diminuente della minore gravità del fatto di cui all’art. 609-quater, comma 3, c.p. è stata negata dalla Corte territoriale con riferimento alle “modalità innaturali del rapporto”, ritenute tali da compromettere “l’armonioso sviluppo della sfera sessuale della vittima”.
L’affermazione si pone in contrasto con quanto poco prima rilevato dalla stessa Corte allorché ha proceduto alla ricostruzione dell’unico episodio – quello riprodotto nel capo di imputazione – di abuso sessuale posto in essere dall’imputato ai danni della minore: si era trattato di un rapporto pienamente assentito dalla stessa che ne aveva scelto le modalità. L’imputato infatti intendeva avere un rapporto completo ma la ragazza, consapevole che l’uomo aveva avuto problemi di tossicodipendenza, aveva optato per un, a suo avviso, meno rischioso rapporto orale.
Ora è bensì vero che ciò non elimina la riprovevolezza della condotta dell’imputato che in realtà si è avvalso dello stato di soggezione in cui la giovane vittima si trovava nei suoi confronti per essere inserita nello stesso nucleo familiare da lui costituito con la di lei madre convivente. Ma tale relazione interpersonale fa parte dell’elemento oggettivo della fattispecie delittuosa tipica di cui si tratta (punita con la reclusione da 5 a 10 anni di reclusione) senza la quale quest’ultima non si sarebbe integrata in quanto pacificamente all’epoca del fatto la ragazza aveva compiuto 14 anni e come si è visto la stessa aveva prestato il proprio consenso al rapporto sessuale.
In questo contesto non sembra possa convenirsi con l’impugnata sentenza laddove afferma la gravità dell’episodio deducendola dalle modalità innaturali del rapporto, che in realtà furono scelte con avvedutezza della minore in quanto a suo dire idonee ad evitare i rischi che un diverso rapporto poteva comportare per la sua salute a causa della pregressa condizione di tossicodipendente dell’imputato.
Ancora meno condivisibile è l’altra affermazione della stessa sentenza, relativa alle negative conseguenze indotte da questo rapporto sullo sviluppo sessuale della minore.
L’affermazione è infatti del tutto apodittica in quanto trascura di considerare quanto nella stessa sentenza poco prima si è rilevato, e cioè che la ragazza già a partire dall’età di 13 anni aveva avuto numerosi rapporti sessuali con uomini di ogni età di guisa che è lecito ritenere che già al momento dell’incontro con l’imputato la sua personalità dal punto di vista sessuale fosse molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età.
Alla stregua delle considerazioni che precedono e tenendone il debito conto, la Corte territoriale ala quale gli atti devono essere restituiti dovrà valutare se il diniego della attenuante in parola possa essere deciso con il supporto di una motivazione diversa da quella testè censurata.
P.Q.M.
La Corte Suprema di Cassazione annulla la sentenza impugnata limitatamente al diniego della attenuante di cui all’art. 609-quater, comma 3, c.p. e rinvia ad altra sezione della Corte d’appello di Cagliari.

Lo stupro è meno grave se la ragazza non è vergine…

Se il caso della sentenza di cassazione sullo stupro della minorenne, meno grave, in quanto non più vergine vi ha colpito, leggete questo articolo da “altalex” che approfondisce da un punto di vista giuridico la questione.
La nota vicenda criminosa al centro della cronaca giudiziaria, sulla presunta minore gravità della violenza sessuale ai danni di una minore non più vergine, merita chiarezza.
Nell’ambito dei reati contro la libertà personale, come noto, la minore gravità del fatto costituisce una attenuante speciale prevista dall’art. 609-quater, comma 3, c.p. , segnatamente per il reato di atti sessuali con minorenne.
Il delitto ex art. 609 quater c.p. testualmente recita: “Soggiace alla pena stabilita dall`articolo 609 bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che. al momento del fatto: 1) non ha compiuto gli anni quattordici; 2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l`ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest`ultimo, una relazione di convivenza. Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell`articolo 609 bis compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita fino a due terzi. Si applica la pena di cui all’articolo 609 ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci”.
Il reato ascritto, innanzitutto, è quello di cui all’art. 609 quater, caratterizzato dall’assenza di pressioni coercitive, (Cass. pen. 29662/2004); in tal senso la Corte evidenzia che: “si era trattato di un rapporto pienamente assentito dalla stessa che ne aveva scelto le modalità”.
La Cassazione, dunque, entrando nel merito della quaestio, evidenzia una aporia logica nella motivazione del collegio di merito: lo stesso riconosce, con riguardo alla consumazione del rapporto, che si era trattato di un rapporto assentito dalla stessa, la quale, in particolare, ne aveva scelto le modalità.
Sempre la stessa Corte di merito, proseguendo, nega la diminuente della minore gravità del fatto di cui all’art. 609-quater, comma 3, c.p. proprio con riferimento alle “modalità innaturali del rapporto”.
Gli ermellini, a questo punto, rilevano un evidente punto nevralgico motivazionale: lo stesso fatto (modalità del rapporto) è addotto sia in veste negativa, (a svantaggio del condannato), sia in veste positiva, (a vantaggio dello stesso).
La Suprema Corte, quindi, evidenzia, “che è bensì vero che ciò non elimina la riprovevolezza della condotta dell’imputato che in realtà si è avvalso dello stato di soggezione in cui la giovane vittima si trovava nei suoi confronti per essere inserita nello stesso nucleo familiare da lui costituito con la di lei madre convivente” ma “in questo contesto non sembra possa convenirsi con l’impugnata sentenza laddove afferma la gravità dell’episodio deducendola dalle modalità innaturali del rapporto, che in realtà furono scelte con avvedutezza della minore in quanto a suo dire idonee ad evitare i rischi che un diverso rapporto poteva comportare per la sua salute a causa della pregressa condizione di tossicodipendente dell’imputato”.
Non appare razionale, ad avviso del Collegio, pertanto, che l’agente possa essere escluso dal benefico della diminuente per un aspetto connotativo del comportamento delittuoso scelto dal soggetto passivo.
Tanto dedotto in fatto, la Corte si sofferma a valutare l’incidenza della condotta delittuosa sul bene giuridico tutelato dalla norma, ovvero “il corretto sviluppo della personalità sessuale del minore”, incidenza che va valutata in concreto, (Cass. pen. 12007/2003): il Collegio non condivide, quindi, la sentenza di merito dove ritiene le modalità di consumazione del rapporto sessuale “tali da compromettere l’armonioso sviluppo della sfera sessuale della vittima".
Ad avviso del Collegio: “l’affermazione è infatti del tutto apodittica in quanto trascura di considerare quanto nella stessa sentenza poco prima si è rilevato, e cioè che la ragazza già a partire dall’età di 13 anni aveva avuto numerosi rapporti sessuali con uomini di ogni età di guisa che è lecito ritenere che già al momento dell’incontro con l’imputato la sua personalità dal punto di vista sessuale fosse molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età”.
La disamina oggettivo-giuridico della sentenza non può che lasciare perplessi: se non altro per la disinformazione assolutamente censurabile.
La sentenza non ha mai affermato che “lo stupro è meno grave se perpetrato ai danni di una ragazza non più vergine”; ha semplicemente dedotto che, una donna la quale abbia già intrattenuto rapporti sessuali con molti adulti ha senza dubbio una maggiore maturità sessuale.
Quanto al fatto tipico, è opportuno ricordare che la stessa Corte ribadisce che esso merita la stessa riprovevolezza, (nulla di meno dunque), ma si tratta, sul piano concreto, di un rapporto sessuale consumato con la volontà della minorenne la quale aveva ella stessa scelto le modalità consumative della relazione.
Quando i Giudici “sbagliano” è sicuramente corretto dirlo ed anche ad alta voce: altrettanto occorrerebbe fare, tuttavia, quando a sbagliare sono i giornalisti.
La sentenza Cass. pen. 6329/06, concludendo, non merita certo di essere “dimenticata con ignominia”: resta opinabile, condivisibile, dal punto di vista giuridico ma, sicuramente, “non ha detto quello che è stato detto”.
(Altalex, 21 febbraio 2006. Nota di Giuseppe Buffone)
Corte di cassazione
Sezione III penale
Sentenza 17 febbraio 2006, n. 6329
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con sentenza del 25 novembre 2003 la Corte d’appello di Cagliari decidendo sulla impugnazione proposta da T.M. avverso la sentenza in data 30 novembre 2001 del tribunale della stessa città – che lo aveva condannato alla pena di anni tre e mesi quattro di reclusione per il delitto di violenza sessuale ed a quella di mesi due di reclusione per i reati di percosse e minacce – dichiarava di non doversi procedere per intervenuta remissione della querela in ordine al reato di percosse e rideterminava la pena per i reati sub b) e c) nella misura di gg. 15 di reclusione, confermando nel resto con condanna dell’appellante anche alle spese di costituzione e rappresentanza della costituita parte civile.
Con il primo motivo di appello l’imputato aveva negato il pregresso rapporto di convivenza con la ragazza, S.V., vittima della violenza.
La Corte di merito replicava che le risultanze testimoniali dimostravano il contrario ed altrettanto risultava in definitiva dalle stesse dichiarazioni dell’imputato che aveva parlato di una volontà calunniosa della parte lesa originata dai suoi rimproveri per lo scarso impegno scolastico.
Con altro motivo erano state evidenziate le inesattezze in cui era caduta la ragazza. La Corte osservava che erano inesattezze di carattere marginale e che doveva escludersi il dolo di calunnia nel suo racconto anche perché non aveva avuto difficoltà a riferire dei suoi incontri precedenti con uomini giovani e meno giovani.
Con un’ulteriore motivo aveva sottolineato che la parte lesa aveva falsamente negato di avere parlato dei suoi rapporti con l’imputato ed altresì che la denuncia era chiaramente finalizzata a liberarsi dello stesso.
La replica era che i testimoni avevano confermato il racconto della parte lesa e che per sbarazzarsi del T. sarebbe stato sufficiente denunciare i maltrattamenti ai quali sottoponeva la famiglia.
La gravità del fatto escludeva infine ad avviso della Corte che il fatto stesso potesse configurarsi come fatto di minore gravità.
L’imputato propone personalmente ricorso per cassazione denunziando con un unico motivo mancanza ed illogicità manifesta della motivazione laddove la sentenza impugnata ha negato la minore gravità di cui all’art. 609-quater, comma 3. Rappresenta infatti che si è trattato di un unico rapporto, pacificamente acconsentito dalla ragazza che si era rifiutata ad un rapporto completo ma aveva optato senza difficoltà per un coito orale e che infine fin dall’età di 13 anni la stessa aveva avuto rapporti con giovani ed adulti.
MOTIVI DELLA DECISIONE
L’unico motivo di ricorso merita di essere accolto.
La diminuente della minore gravità del fatto di cui all’art. 609-quater, comma 3, c.p. è stata negata dalla Corte territoriale con riferimento alle “modalità innaturali del rapporto”, ritenute tali da compromettere “l’armonioso sviluppo della sfera sessuale della vittima”.
L’affermazione si pone in contrasto con quanto poco prima rilevato dalla stessa Corte allorché ha proceduto alla ricostruzione dell’unico episodio – quello riprodotto nel capo di imputazione – di abuso sessuale posto in essere dall’imputato ai danni della minore: si era trattato di un rapporto pienamente assentito dalla stessa che ne aveva scelto le modalità. L’imputato infatti intendeva avere un rapporto completo ma la ragazza, consapevole che l’uomo aveva avuto problemi di tossicodipendenza, aveva optato per un, a suo avviso, meno rischioso rapporto orale.
Ora è bensì vero che ciò non elimina la riprovevolezza della condotta dell’imputato che in realtà si è avvalso dello stato di soggezione in cui la giovane vittima si trovava nei suoi confronti per essere inserita nello stesso nucleo familiare da lui costituito con la di lei madre convivente. Ma tale relazione interpersonale fa parte dell’elemento oggettivo della fattispecie delittuosa tipica di cui si tratta (punita con la reclusione da 5 a 10 anni di reclusione) senza la quale quest’ultima non si sarebbe integrata in quanto pacificamente all’epoca del fatto la ragazza aveva compiuto 14 anni e come si è visto la stessa aveva prestato il proprio consenso al rapporto sessuale.
In questo contesto non sembra possa convenirsi con l’impugnata sentenza laddove afferma la gravità dell’episodio deducendola dalle modalità innaturali del rapporto, che in realtà furono scelte con avvedutezza della minore in quanto a suo dire idonee ad evitare i rischi che un diverso rapporto poteva comportare per la sua salute a causa della pregressa condizione di tossicodipendente dell’imputato.
Ancora meno condivisibile è l’altra affermazione della stessa sentenza, relativa alle negative conseguenze indotte da questo rapporto sullo sviluppo sessuale della minore.
L’affermazione è infatti del tutto apodittica in quanto trascura di considerare quanto nella stessa sentenza poco prima si è rilevato, e cioè che la ragazza già a partire dall’età di 13 anni aveva avuto numerosi rapporti sessuali con uomini di ogni età di guisa che è lecito ritenere che già al momento dell’incontro con l’imputato la sua personalità dal punto di vista sessuale fosse molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età.
Alla stregua delle considerazioni che precedono e tenendone il debito conto, la Corte territoriale ala quale gli atti devono essere restituiti dovrà valutare se il diniego della attenuante in parola possa essere deciso con il supporto di una motivazione diversa da quella testè censurata.
P.Q.M.
La Corte Suprema di Cassazione annulla la sentenza impugnata limitatamente al diniego della attenuante di cui all’art. 609-quater, comma 3, c.p. e rinvia ad altra sezione della Corte d’appello di Cagliari.

I nostri soldi…

C’è un meccanismo che mi ha molto colpito e vorrei condividerlo con voi…

Si definisce Signoraggio il profitto che nasce dalla differenza tra il valore nominale della moneta (cioè il valore numerico scritto sopra) e i costi sostenuti per produrla.

I profitti del signoraggio, o rendita monetaria, li prende chi emette moneta. Se pensi che questi proventi siano ridistribuiti alla collettività come sarebbe giusto … ti sbagli di grosso!
Storicamente, la parola “signoraggio” trae origine dal ricavo, goduto dal “signore del feudo”, proveniente dall’emissione di moneta avente valore nominale superiore al valore intrinseco. Il “signore” otteneva un guadagno dalla sovranità sulla moneta.
Oggi il “signore del feudo” non c’è più. Ma il signoraggio continua ad essere riscosso dalle Banche Centrali, per realizzare e prolungare una frode colossale nata e cresciuta a causa di ignoranza, censura, disinformazione, connivenza, collusione e corruzione. Una truffa che provoca direttamente il più grande trasferimento esistente al mondo di ricchezza pubblica (e quindi di potere) in mani private.
Proprio come nel medioevo, ancora oggi la ricchezza resa dal signoraggio, viene ottenuta sottraendo a tutti gli onesti cittadini i frutti del proprio lavoro.

Tutti i proventi del signoraggio vanno purtroppo nelle tasche di una ristretta cerchia di privati. Ma la potente combriccola ha pure, nel frattempo, escogitato un’altra truffa ancora peggiore per tenerci tutti soggiogati.
Il MONOPOLIO dell’emissione della cartamoneta Euro (€) appartiene alla Banca Centrale Europea, la quale, a differenza di quanto comunemente si crede, è di fatto una Società per Azioni con scopo di lucro che, dietro il pretesto istituzionale di “preservare il potere d’acquisto dell’euro” (cosa sulla quale ogni cittadino europeo avrebbe da ridire), cerca di trarre dall’emissione di carta-moneta il MASSIMO PROFITTO POSSIBILE per i suoi azionisti (cosa che, come vedremo tra poco, fa fin troppo bene).
E chi sono gli azionisti della BCE?
Gli azionisti sono le singole Banche Centrali Nazionali che si dividono i profitti secondo le percentuali che detengono. In mezzo ci sono pure la Banca d’Inghilterra, di Svezia e di Danimarca, che, senza nemmeno essere entrate nella moneta unica, percepiscono il signoraggio, pagato dagli inconsapevoli cittadini delle nazioni che adottano l’euro.

Quasi tutte le Banche Centrali Nazionali sono a loro volta, più o meno segretamente, possedute da altre banche e società private. Lo stesso accade per Banca d’Italia.
Ma da dove arrivano i profitti degli azionisti della BCE?
PROPRIO DAL SIGNORAGGIO!! Ecco cosa succede: la banca centrale privata stampa la carta-moneta e LA PRESTA per l’importo pari al VALORE NOMINALE CHE C’È SCRITTO SOPRA agli Stati nazionali in cambio di titoli di debito pubblico gravati di interesse annuo deciso dalla stessa in modo arbitrario. In questo modo la restituzione di una banconota da 100 Euro costata alla BCE 0,03 Euro viene a costare allo Stato 100 Euro, con un profitto per gli azionisti della BCE di 100 – 0,03 = €99,97 …e se è pagato dopo un anno il costo per la comunità nazionale arriva a 102,5 Euro con un tasso di interesse del 2.5%. Con questo tasso, che sembrerebbe irrisorio, il debito costituito da tutte le banconote emesse in uno Stato (ovvero tutte le banconote da 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 euro) raddoppia ogni 29 anni!!
Gli Stati membri dell’Unione Europea, per conto dei banchieri, fanno pagare ai propri cittadini questo debito fittizio tassandoli sempre più per pagare il cosiddetto “debito pubblico” che potrà solo aumentare e MAI estinguersi, essendo pari al valore nominale di TUTTA LA CARTA-MONETA emessa + interessi pregressi e, come se non bastasse, gravato da un interesse a scelta della BCE!
Il “debito pubblico”, per pagare il quale il nostro patrimonio e il nostro reddito, faticosamente guadagnato, viene tassato con IVA, IRPEF, ILOR, ICI, accise, una tantum, etc.. e per il quale VIENE SVENDUTO IL NOSTRO PATRIMONIO STATALE, nasce proprio da questa pratica fraudolenta, usuraria, immorale e devastante.

Ecco che cosa guadagnano e si spartiscono gli azionisti delle Banche Centrali!!!
Ma non è tutto! La BCE (con le varie banche centrali nazionali), nello Stato Patrimoniale del suo bilancio, apposta il valore delle banconote emesse come voce PASSIVA, ossia le tratta come se fossero un debito per la banca, mentre non lo sono assolutamente. E si tratta di oltre 500 miliardi di Euro! Inoltre, nel Conto Economico, non apposta come profitto le nuove emissioni (in tutto circa 40 miliardi di Euro l’anno).
Come se il presidente di una squadra di calcio, dopo aver ordinato ad una tipografia la stampa dei biglietti per l’ingresso allo stadio, nel momento della consegna e del pagamento, invece dei pochi centesimi per biglietto, si senta avanzare dal tipografo due sconcertanti richieste: di corrispondere come pagamento il valore nominale da lui stampigliato sui biglietti d’ingresso ed inoltre di ricevere un interesse (scelto arbitrariamente e senza appello) sul valore nominale di ogni biglietto consegnato!
In più a fine anno il tipografo, per non pagare tasse e rivalersi sul suo cliente, iscriverebbe a bilancio la stampa effettuata come perdita di un costo pari al valore nominale dei biglietti stampati e venduti!!
È un sistema incostituzionale che viene gestito dalle maggiori banche centrali private del mondo e, per quel che ci riguarda, dalla Banca Centrale Europea, la quale delega per l’Italia il suo azionista locale, Bankitalia SpA.

La BCE e le altre banche centrali nazionali stampano banconote non coperte da oro né danno diritto, al loro portatore, di convertirle in oro o in altri beni. Per questo le banconote non costituiscono affatto un debito per la banca che le ha emesse. Sono pura e semplice carta stampata e numerata!
Del valore di questa carta, la BCE si attribuisce in modo unilaterale la proprietà e la fornisce alle sue condizioni, ignorando che chi dà valore a della carta in quanto mezzo di scambio è la comunità che la riconosce e l’accetta, motivo per cui la proprietà della moneta spetta alla comunità e non a banchieri e banche private a scopo di lucro.
I PROVENTI DEL SIGNORAGGIO SONO SOTTRATTI ALLE COMUNITÀ NAZIONALI E VENGONO DIVISI TRA BANCHE PRIVATE CHE ACCRESCONO LA LORO RICCHEZZA IMPOVERENDO GLI ONESTI CITTADINI
Ma ciò che è ancor più sconvolgente è che, per di più:
LE BANCHE CENTRALI, ISCRIVENDO AL PASSIVO DELLO STATO PATRIMONIALE IL TOTALE DELLA MONETA EMESSA E NON ISCRIVENDO NEL CONTO DI GESTIONE IL PROFITTO DI EMISSIONE (OVVERO IL SIGNORAGGIO), OCCULTANO GRAN PARTE DEL LORO PATRIMONIO E DEI LORO PROFITTI, ELUDENDO COSÌ IL DOVERE DI RIMETTERLO ALLO STATO E COSTRINGENDO COSÌ LO STATO A SPREMERE DAI CITTADINI SEMPRE PIÙ TASSE!!
Praticamente i proventi del signoraggio ci vengono tolti per ben 2 VOLTE !!!
In conclusione:

LE BANCHE CENTRALI
SI APPROPRIANO INGIUSTAMENTE
DEL SIGNORAGGIO E, FACENDOCI PAGARE UN DEBITO INESTINGUIBILE CHE NON DOVREBBE ESISTERE, C’ESPROPRIANO SEGRETAMENTE DEI FRUTTI DEL NOSTRO LAVORO RENDENDOCI SCHIAVI ATTRAVERSO DEBITO PUBBLICO E TASSE!!
E adesso ..rispondimi! Vuoi permanere nella condizione di SCHIAVITÙ o intendi lottare per la tua dignità, riappropriandoti della Sovranità Monetaria Popolare per liberarti e liberare i tuoi simili dall’oppressore?
PENSACI!
Soltanto rimpossessandosi del potere dell’emissione monetaria diretta, in nome e per conto dei cittadini, lo Stato evita di regalare i proventi del signoraggio al sistema bancario e di spremere i cittadini mediante tasse inevitabilmente crescenti. Lo Stato Italiano SOVRANO potrebbe così finalmente riappropriarsi della possibilità di poter svolgere un’ autonoma politica economica, proprio per il fatto di poter rilanciare l’economia senza accrescere l’indebitamento pubblico.
L’indebitamento pubblico, infatti, accresce in modo proporzionale il potere dei creditori nei confronti dello Stato stesso.

La fattibilità della Sovranità Popolare della Moneta si basa su un semplice quanto solido ragionamento: se lo Stato è solvibile quando emette propri titoli del debito pubblico e le monete metalliche, lo è certamente anche quando emette la propria moneta cartacea. Con l’essenziale vantaggio che non si indebita e non paga interessi. In altre parole accresce il patrimonio della comunità invece di lasciare che tale patrimonio venga tacitamente sequestrato da una ristretta cerchia di banchieri.