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venilia:

E se domani mi farai del male? Mi ha chiesto lui.
E se domani mi farai del male? Ho risposto io.
Sono qui per darti la parte più bella di me, ti ho scelto.
E se domani litigheremo e scoprirai i miei difetti, mi ha chiesto lui.
Io sono qui anche per quelli, senza conoscerli ancora, già li amo.

venilia:

Forse una sera, alle nove,
compare l’amore e tutto scoppia
e qualcosa s’illumina dentro di te,
e ne diventi un altro, meno amaro, più felice;
ma non dimenticarti, specialmente allora,
quando l’amore sarà arrivato e brucerai,
che prima e sempre c’è la tua solitudine
e dopo niente
e dopo, se deve arrivare,
c’è l’amore.

(Darío Jaramillo Agudelo)

pierluigivizza:

Si possono promettere azioni ma non sentimenti: questi infatti
sono involontari. Chi promette a qualcuno amore eterno, odio eterno o
eterna fedeltà, promette qualcosa che non è in suo potere; può invece
ben promettere quelle azioni che normalmente sono la conseguenza
dell’amore, dell’odio, della fedeltà, ma che possono derivare anche da
altri motivi: poiché molte sono le vie e i motivi che conducono a
un’azione. Promettere di amar sempre qualcuno significa dunque: finché
ti amerò, compirò nei tuoi confronti le azioni dell’amore; se cesserò di
amarti, tu continuerai a ricevere da me le stesse azioni, anche se per
motivi diversi; cosicché agli occhi degli altri rimane l’apparenza che
l’amore sia sempre lo stesso, che non sia cambiato. Si promette dunque
la durata della parvenza dell’amore, quando senza accecarsi da soli si
giura a qualcuno amore eterno.

E cos’è quest’amore se non Follia? Fissiamo i nostri occhi sordi incrociarsi nel crepuscolo, varcare le colonne di Ercole e disperdersi a Occidente. – Quanti sguardi non sono ritornati indietro? – Dimmi se non è Follia osservarti mentre piangi, barcollare mentre sorridi. E nei miei sospiri ho contato chilometri, e adagiato rimembranze. Ci siamo odiati in silenzio un po’ come tutti gli altri, lungo i confini delle nostre promesse. – Come siamo stolti! – Siamo solo bambole di pezza, pieni di toppe, ma ancora orgogliosi dei nostri buchi… nell’animo.

Ah, dove al mondo sono state fatte maggiori stoltezze che tra i compassionevoli? E che cosa al mondo procura più sofferenza dei compassionevoli?
Così una volta mi parlò il demone: “Anche dio ha il suo inferno: è il suo amore per gli esseri umani.”
E più recentemente gli ho sentito dire queste parole: “Dio è morto; dio è morto della sua compassione per gli esseri umani.”

Così parlò Zarathustra.

Nietzsche
(via pierluigivizza)

Io non pretendo di sapere…

iosonorockmaballoiltango:

… cosa sia l’amore per tutti, ma posso dirvi che cosa è
per me: l’amore è sapere tutto su qualcuno, e avere voglia di essere ancora con
lui più che con ogni altra persona. L’amore è la fiducia di dirgli tutto su voi
stessi, compreso le cose che ci potrebbero far vergognare. L’amore è sentirsi a
proprio agio e al sicuro con qualcuno, ma ancor di più è sentirti cedere le
gambe quando quel qualcuno entra in una stanza e ti sorride.

Albert Einstein

Voglio innamorarmi in modo
che la sola vista di un uomo,
anche a un isolato di distanza,
mi faccia tremare, mi indebolisca,
mi faccia sussultare addolcendomi
….E’ così che voglio innamorarmi,
così totalmente
che il solo pensiero di lui
mi porti all’orgasmo

Anais Nin – Paradiso (via venilia)

Il senso terribile che tutto quel che si fa è storto, e quel che si pensa e quel che si è. Nulla può salvarti perché qualunque decisione tu prenda sai che sei storto e così la tua decisione.

Cesare Pavese, Il mestiere di vivere (27 nov. 1945)

Cosa insinua di incerto l’amore
nella speranza, il fiore quale scandalo
nella sua erta oltranza? Dove sei,
amando dove sei?

Nell’altra stanza
odi un canto, un passo strascicato
di danza, e non ci vai, resti dubbioso.
Sai che talvolta è meglio la distanza
che inoltrarti in un ritmo che ascolti
e che vuoi che rimanga nel suo enigma
in cui molti significati, troppi
forse, sono racchiusi nel suo stigma.

Piero Bigongiari
(via nmontinari)

E quello fu l’abbandono – mi abbandonai, mentre stavo fra le sue braccia, a fantasticare di un futuro. Mi abbandonai a pregustare, con piacere, il modo in cui avremmo imparato a conoscerci; a conoscere di noi ogni muscolo, ogni terminazione nervosa, ogni cicatrice, ogni genere di cicatrice, anche quelle che da soli non riuscivamo a vedere, per trovare le quali occorreva un’altra persona

Kamila Shamsie
(via kite62)

Facemmo all’amore nel modo violento e feroce che avevo quasi dimenticato a forza di navigare nel veliero delle acque quiete della seta azzurra. In quel disordine di cuscini e di lenzuola, stretti nella viva nudità del desiderio, avvinghiandoci sino a smarrirci, mi risentii di vent’anni, contento di avere tra le braccia quella femmina selvaggia e bruna, che non si scioglieva tra le mani quando la montavano, una puledra forte da cavalcare senza tante storie, senza che le mani sembrassero diventare troppo pesanti, la voce troppo dura, i piedi troppo grandi, la barba troppo ispida, e che mi scaricava una sfilza di parolacce all’orecchio e non mi faceva sentire il bisogno di essere cullato con tenerezze né ingannato da adulazioni. Poi, assopito e felice, riposai un momento accanto a lei, ammirando la curva solida del suo fianco…

Isabel Allende, La casa degli spiriti, 1982 – cap. IV “Il tempo degli spiriti”
(via somehow—here)