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Mafia in Sicilia, la mappa 2015 della Dia: le Province divise per mandamenti, famiglie e clan

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Mafia in Sicilia, la mappa 2015 della Dia: le Province divise per mandamenti, famiglie e clan: “L’impianto verticistico di Cosa Nostra sembrerebbe tuttora proteso verso l’accentramento delle funzioni di indirizzo e direzione in un “organo centrale”…

Recepimento del Testo Unico in materia di Edilizia

A firma dell’On. del M5Stelle, Giampiero Trizzino, è stato presentato un disegno di legge interessante per quanti come noi appartengono al settore edile e che si pone l’obiettivo di prefigurare (insieme alle inderogabili esigenze di trasparenza e semplificazione) moderni strumenti tecnico-amministrativi che consentano un rilancio concreto del settore, con processi di standardizzazione tecnologica adeguati agli standards dell’Unione Europea.

Sotto questo profilo, e in linea con le norme nazionali, il disegno di legge rivede i ruoli della Regione, degli enti locali e delle categorie professionali in seno alla formazione dei processi edilizi, attuando, come già prefigurato dall’articolo 3 della legge regionale n. 5/2011, meccanismi in grado di assicurane la piena conclusione in tempi certi.

L’idea che una governance efficiente dell’attività edilizia, nell’ambito del solo processo di formazione tecnico-amministrativa, non possa da sola garantire la tutela del paesaggio e la qualità architettonica, ha determinato la necessità di prevedere (nella presente proposta di legge), misure di controllo, promozione e diffusione di prassi concorsuali in grado di promuovere e affermare linguaggi architettonici di qualità e, insieme, compatibili con l’inestimabile valore dell’ambiente storico, artistico e naturale della nostra Regione.

Il presente disegno di legge, è, dunque, il risultato di una scrupolosa analisi del nuovo quadro legislativo, regionale e nazionale, vigente in materia di edilizia, venutosi a formare dal 2001 ad oggi, con uno sguardo attento alle attuali e irrisolte esigenze di gestione del governo del territorio che in Sicilia, che, come è noto, poggiano ancora le basi sulla ormai obsoleta e profondamente inadeguata legge regionale n. 71 del 1978.
Dall’entrata in vigore del TUE del 2001 ad oggi, il quadro legislativo nazionale e regionale, sui temi della gestione territoriale, ha segnato delle tappe fondamentali che hanno configurato uno scenario normativo uniformato: si pensi, da una parte, alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, D.Lgs n. 42/2004) e, dall’altra, alla tutela dell’ambiente e della salute della popolazione, entrambi permeati dalla piena partecipazione dei cittadini alle questioni ambientali (Testo Unico ambientale e correlate procedure di VAS e VIA introdotte dal D.Lgs 152/006 e D.Lgs 4/2008 e seguenti).
Il recepimento del Testo Unico in materia di edilizia, costituisce, in tutta evidenza, una eccezionale ed irripetibile opportunità per dotare la nostra Regione di un corpus normativo in materia edilizia moderno ed efficace, armonizzato con il nuovo codice dei Beni Culturali e con il nuovo Codice dell’Ambiente e, in generale, con le nuove specifiche normative in tema di edilizia (si pensi al contenimento energetico, alla conformità impiantistica, alla protezione dal rischio sismico) adeguata e armonizzata con le nuove disposizioni legislative, benché conformata al testo nazionale, la proposta di recepimento del Testo Unico in materia edilizia pone in essere delle novità dirompenti in termini di semplificazione e trasparenza delle norme tecnico-amministrative per i procedimenti edilizi.
Il principale dispositivo di semplificazione e trasparenza per raggiungere tali obiettivi è l’istituzione di uno Sportello telematico per i Titoli edilizi Abilitativi (STARS), unico per tutta la Regione siciliana, il quale, oltre ad unificare per tutti i comuni siciliani le procedure e l’applicazione dei diversi titoli edilizi abilitativi (Permesso di Costruire, DIA, super DIA, SCIA e attività libere), consente indirettamente la formazione di una “dinamica” anagrafe di tutta l’attività edilizia regionale. Lo STARS, a cui deve fare riferimento il richiedente titolo, diventa centro regionale di coordinamento degli sportelli unici per l’edilizia, entrando in contrattazione con ogni singolo comune per ogni singola attività edilizia e costituendosi collettore regionale per tutte le pratiche. Il corretto funzionamento dello sportello telematico determinerebbe molteplici e innegabili vantaggi, principalmente legati al controllo ed al monitoraggio della stesse attività in tutte le loro forme (pubbliche, private ed anche illegittime).
Altra, importante, novità che il presente disegno di legge intende introdurre è costituita dal MUE, Modello Unico per l’Edilizia, il quale diventa lo strumento unico e obbligatorio per la richiesta di tutti i titoli abilitativi, integrando uno strumento concreto e di immediata operatività, capace di uniformare, con criteri di standardizzazione tecnologica internazionale ed europea, tutte le pratiche edilizie regionali; ciò allo scopo di dissolvere quella nebbia interpretativa sulla corretta valutazione del titolo edilizio adeguato e, con essa, quegli spazi discrezionali che hanno inevitabilmente generato nicchie di potere e di clientelismi a volte invalicabili, fertile humus per la proliferazione di attività abusive.
La semplificazione, oltre che con la uniformità dei procedimenti edilizi, opera attribuendo autonomia decisionale, e quindi piena responsabilità, alle categorie professionali chiamate a certificare ed asseverare le diverse caratteristiche dell’intervento, limitando il più possibile la necessità di acquisire un parere espresso dagli enti territorialmente competenti. 
La necessità del controllo del comportamento deontologico e professionale dei tecnici, consente di integrare nel processo edilizio, come soggetti attivi, i diversi Ordini professionali, chiamandoli a svolgere attività, anche sanzionatorie, nei confronti dei propri iscritti.
Infine, nell’ottica di contenimento dell’occupazione di nuovo suolo, principio già introdotto dall’articolo 1 della legge regionale n. 71 del 1978, la proposta di legge ripropone, adeguandolo alla nuova normativa edilizia, il recupero volumetrico ai fini abitativi degli spazi e dei volumi utilizzabili all’interno del già esistente patrimonio edilizio. 
Tale principio costituirebbe il primo passo verso un’ idea di “rigenerazione urbana”, della quale ormai si sta assumendo una piena consapevolezza, che permetta di superare la malintesa equazione tra sviluppo ed espansione residenziale.
Il raggiungimento di tutti gli obiettivi qui menzionati, accompagnato dalla necessità di dotarsi di un organico corpus normativo sull’edilizia, costituisce esigenza indifferibile ed urgente, avvertita sia dalla popolazione, sia dai tecnici del settore. 
Il testo si pone l’obiettivo di individuare, accanto ad una disciplina di recepimento degli strumenti del DPR 386/20013, moderni meccanismi tecnici e amministrativi che consentano un rilancio concreto del settore edile, con processi di standardizzazione tecnologica adeguati agli standard europei.
Il DDL rivede i ruoli della regione, degli enti locali e delle categorie professionali in seno alla formazione dei processi edilizi (Art.2), assicurando meccanismi in grado di fornire tempi certi alla conclusione degli iter amministrativi.
Con l’obiettivo di sintetizzare la governance dell’attività edilizia con le esigenze di tutela del paesaggio e dei beni culturali, il testo introduce misure di controllo, promozione e diffusione di prassi concorsuali per la qualità architettonica (art.45). 
Il testo dispone l’obbligatorietà del concorso di progettazione o del concorso di idee per tutti i lavori pubblici che rivestono particolare rilevanza sotto il profilo della complessità e della incidenza sulla forma urbana.
Il principale dispositivo di semplificazione è l’istituzione dello sportello telematico per i titoli edilizi (STARS). Si tratta di uno sportello regionale unico il quale oltre ad unificare le modalità di presentazione dei titoli (permesso di costruire, DIA, SUPER DIA, SCIA e attività libere), consente la formazione di un’anagrafica dinamica valida a livello regionale.
Lo STARS, cui deve fare riferimento il richiedente del titolo, diventa Centro Regionale di Coordinamento degli Sportelli Unici dell’Edilizia (Art. 6); questo strumento non solo potrà favorire l’accelerazione delle pratiche, ma anche migliorare il monitoraggio delle attività, favorendo l’emersione degli illeciti.
Altra novità è costituita dal “MUE”, Modello Unico Edilizio, che diventa lo strumento unico e obbligatorio per la richiesta di tutti i titoli. 
Il MUE permette di eliminare gli eccessivi spazi discrezionali che si annidano nelle ombre interpretative della corretta interpretazione delle istanze (Art. 6).
Infine, nell’ottica di contenimento dell’occupazione di nuovo suolo, il DDL riprende il principio ex Art. 1 L.R. 71/78 sul recupero volumetrico ai fini abitativi degli spazi utilizzabili all’interno del patrimonio esistente. 
Questo strumento risponde ai princìpi di generazione urbana che ormai connotano tutte le politiche territoriali moderne (Art. 10).

Chinatown a Catania???

Catania si veste ogni giorno di più del “Made in China”.
Girando per la città, troviamo ovunque sempre più attività commerciali cinesi, dal centro fino alla periferia,   
Già è strano… mentre i nostri negozi italiani chiudono, loro ne aprono mensilmente di nuovi…
Da cosa possa dipendere questo fenomeno o chiedersi a chi dare colpe è un concetto limitato, se pur diffuso… e appartiene a quelle abituali chiacchiere di strada, che non trovano mai alcun fondamento certo…
Di contro, bisognerebbe chiedersi se dietro quelle semplici considerazioni, non si celino interessi ben più consistenti, rispetto a quanto si voglia a noi far credere…
Infatti, a differenze di altre città del mondo, dove l’integrazione ha dato modo a questa comunità di esprimere quella loro cultura orientale, qui da noi… c’è il nulla…
Si… qualche ristorante sparso qua e là… ma niente di più, la loro comunità resta di fatto…nell’ombra e non si sa nulla di essi, come, non se ne conosce il numero esatto e la loro reale identità…
A differenza quindi di quelle note capitali, dove i profumi d’incenso, le composizioni architettoniche con pagode colorate e piene di luci, rappresentanti di uno stile riconosciuto da tutti, in particolare dai turisti che ne sono attratti… qui da noi vi è soltanto l’oscurità…
Già, perché a differenza nostra, in quelle città non si trovano solo negozi commerciali, ma vi sono aree estese nelle quali è possibile trovare di tutto: ristoranti pieni di prelibatezze gastronomiche, teatri e musica con balli tradizionali, prodotti tipici, ceramiche decorate, essenze e profumi, tessuti e abiti folcloristici, imitazioni di armi orientali, centri specializzati in medicina alternativa (ago puntura) e farmacie di naturopatia, centri estetisti (da non confondersi con i nostri equivoci “centri massaggi”), scuole di madrelingua, tutti rappresentanti di una profonda cultura millenaria…
Da noi viceversa, non sono qui per investire… ma per vendere esclusivamente i loro prodotti commerciali e gli utili realizzati, rientrano immediatamente in patria…  
Quindi mentre il nostro splendido “Made in Italy” viene perso… di contro quello cinese va annualmente facendo utili miliardari!!!
Dopotutto, come fargli concorrenza quando anche i nostri imprenditori, hanno preferito delocalizzare la loro produzione, avendo utilizzato la loro manodopera e materie prime, riservandosi esclusivamente quel loro marchio (non si sa ancora per quanto…) per la commercializzazione…
Ora quindi che le matrici e i modelli sono nelle loro mani, che la manodopera e le materie prime… anche, che la qualità (un tempo punto di forza del nostro paese) è stata, in questi ultimi anni, da loro eguagliata, diventa difficile se non impossibile contrastare il mercato mondiale, avendo anch’essi iniziato a produrre con propri marchi, copie analoghe dei nostri prodotti…
Ormai – per quanto ne dicano ancora quegli isolati imprenditori del “made in Italy”– non ci si accorge più delle differenze, ma soprattutto i loro prodotti (criticati per la scadente qualità dei materiali e delle rifiniture…), sono ormai giunti ad essere stati imitati alla perfezione… potrei aggiungere “identici” se non migliori agli stessi originali, con un prezzo però di vendita, inferiore anche del 70%.
Ora i nostri imprenditori –quei pochi che non hanno ancora chiuso i battenti– schiacciati da questa concorrenza cinese, dichiarano che la differenza dipende dalla contribuzione irregolare e soprattutto dal mancato pagamento delle imposte, che secondo quest’ultimi non viene effettuata da quelle attività…
Non si tratterebbe quindi di ricercare motivazioni dipendenti dalla diversificazione della domanda, dai prezzi più bassi, dall’utilizzo di materiali scadenti di qualità nei loro prodotti e dello sfruttamento della manodopera nel loro paese d’origine… qui si tratta d’analizzare l’aspetto fiscale e contributivo… l’applicazione di quelle normative previste, verificando attraverso controlli, se la manodopera presente in quelle attività è regolarmente registrata e se quegli imprenditori cinesi, pagano regolarmente le tasse in Italia? 

Ho letto infatti da uno studio della Gdf, che questi commercianti all’inizio della loro attività, si comportano in modo irreprensibile sia nei confronti degli Enti previdenziali che del fisco… Ma appena viene superato l’anno d’attività, questi, adottano analoghe metodologie del tutto “italiane” e cioè, cambiano la propria ragione sociale, abbandonando la precedente gestione e lasciando ad essa, tutti quei mancati pagamenti d’imposte che poi si dimostreranno evasi. ma difficili da recuperare… in quanto nel frattempo sono sparite sia le società, che i loro rappresentanti legali…

Fatta la legge… trovato l’inganno!!!
Per concludere vorrei aggiungere una riflessione: nella nostra isola, in particolare nella nostra città è evidente a tutti che dietro questo business milionario, ci sia la nota criminalità organizzata (per nulla seconda a quella cinese…) e che quest’ultima, non sta certamente lì a guardare; infatti, se non direttamente partecipe, avendone accordato il permesso d’operare…  fruirà quotidianamente di una parte dei benefici prodotti da quelle loro attività!!!

ibattitidelcuore:

Per le persone morte per mano di qualcuno che non si può definire umano; Per tutti coloro che avevano un futuro davanti a se; Per coloro che hanno sofferto e si sono visti strappare via tutto; Per quelli che hanno perso la dignità; Per chi non ha avuto la possibilità di definirsi libero; Per chi non aveva nemmeno la libertà di amare chi amava; Per chi viveva di continua speranza e per chi la speranza l’aveva persa ormai da tempo; Per coloro che non ce l’hanno fatta; Per chi non aveva più niente; Per coloro che si sono sacrifici proteggendo le persone che amavano;Per chi ha visto i loro sogni morire ancor prima di nascere; Per coloro che sono stati condannati solo per divertimento o sfizio; Per tutti quelli che ancora si chiedono il perché di ciò; Per cercare un perdono che nessuno di noi merita; Per non dimenticare di essere consapevoli che oggi è tutto uguale a ieri; Per non dimenticare il dolore e le lacrime versate; Per non dimenticare chi siamo stati e chi spero non saremo mai più.

27 Gennaio 1945

Lei si rigirò su un fianco, posò il capo sul mio braccio.
La guardai.
Tutto il cielo e la terra si specchiavano nei suoi occhi.. Seguitammo a guardarci.
Mi pareva che avrei potuto annegarci nei suoi occhi.
Poi l’accarezzai sul viso, ci baciammo, la trassi a me. La strinsi.
Con l’altra mano le frugavo fra i capelli.
Fu un bacio d’amore, un lungo bacio di puro amore.

C. Bukowski

(via kite62)

L'Italia in Europa è penultima per corruzione: superata solo dalla Bulgaria!

C’è poco da ridere e molto da piangere… vedendo quella classifica!!!
Il 2016 si chiude al penultimo posto della classifica europea, difatti siamo superati per livelli di corruzione solo dalla Bulgaria!!!
Il rapporto è della Transparency international, la stessa che, già lo scorso anno ci poneva tra i paese con il più alto grado di corruzione avvertita… in particolare in quei settori, come quello “pubblico”, dove il malaffare è più presente e dilaga a tutti i livelli…
Ci possiamo consolare… peggio di noi c’è la Bulgaria, ma li a differenza nostra, l’induzione o la concussione sono noti da sempre, appartengono a quel modo di vivere, a quel dare/avere residui di un post comunismo che ancora oggi soffre delle differenze economiche e finanziarie rispetto ai restanti paesi più evoluti, ma soprattutto presenta disuguaglianze di classe evidenti, tra élite e la maggior parte dei cittadini. 
Il rapporto è stato presentato dal Presidente dell’ANAC (autorità nazionale anticorruzione) Raffaele Cantone, dal presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello e dal  responsabile della sezione italiana di Transparency (associazione non governativa per la prevenzione e il contrasto della corruzione nel mondo) Virginio Carnevali.
Mi chiedo quindi, se alla fine dei conti siamo ultimi… (ok… penultimi…), a cosa è servito avere tutte questi “dipartimenti” di anti-legalità, se alla fine dei conti siamo sempre allo stesso punto???
Invece di stare lì a presentare quella vergognosa classifica… perché non hanno tentato di modificarle quelle normative, limitando quelle applicate metodologie corruttive e collusive, che di fatto continuano imperterrite ad essere da tutti realizzate???
In fin dei conti… la dimostrazione è proprio in quei numeri!!! 
Inoltre, sono certo che quell’indice elaborato, non tiene minimamente conto di quanto (a livello corruttivo) è stato scoperto o soprattutto di quanto quei dati, siano stati fortemente “ridotti”… affinché  il nostro Stato, non si trovi ad essere, ancora più in basso a livello mondiale…
Ciò che non viene detto infatti… è che la maggior parte degli intervistati, tra imprenditori, esperti, consulenti, ecc… non denunciano totalmente il malaffare che nel corso della propria esperienza viene a presentarsi, tutt’altro, molto di quanto avviene non viene segnalato, soprattutto se ciò si scontra con personali interessi o se gli interlocutori sono rappresentanti della pubblica amministrazione…
La corruzione non è come in molti vogliono farci credere, quel sistema celato dove tutto avviene di nascosto… no la corruzione è qualcosa di tangibile, che avviene in maniera esplicita, in piena luce e sotto gli occhi di tutti, dentro quegli uffici istituzionali…
Ed è grazie a quelle legislazioni irrisorie, che in molti si sono potuti dedicare a quel malaffare,  non trovando alcun contrasto da parte dello Stato, ma soprattutto sapendo che i rischi affrontati fossero minimi ed irrisori, rispetto a quanto personalmente beneficiato…
Quindi, state certi che in quello specifico elenco, mancano tutti quei dati ancora ingiudicati…non inseriti, sospesi, inquinati o anche bloccati…  che rappresentano di fatto, la grossa fetta della corruzione nel nostro paese!!!
Ma ammettere queste cose da fastidio a tutti, in particolare proprio a coloro che, con l’emblema ben in vista di paladini dell’antimafia, vorrebbero farci credere che qualcosa sta finalmente cambiando…  
Ed allora, invece di perdere tempo ad analizzare semplici numeri, cominciate a fare qualcosa di serio e di concreto… 
Basta con tutti questi “eroi” da cui sembra che il nostro paese ormai dipenda… per favore, non prendeteci più per il culo… di eroi… almeno a noi Siciliani, ci è bastato Garibaldi, di nuovi… non ne abbiamo bisogno!!!
Non lo dico tanto per dire… se lo dico è perché lo sento davvero!
Sono anni infatti che percepisco su di me, sulla mia pelle… questa vostra esitante inconcludenza!!! 

In ricordo di Mario Francese

Nel giorno della memoria… voglio dedicare un mio pensiero al giornalista Mario Francese, 

Era nato a Siracusa il 6 febbraio del 1925, terzo di quattro figli, ultimato il ginnasio in accordo con la famiglia decise di trasferirsi a Palermo, da una sua zia, sorella della madre, per completare gli studi liceali ed iscriversi all’università…
Entrò prima come telescriventista all’Ansa, ma successivamente avendo compreso le qualità del giovane, gli venne promesso di diventare giornalista nell’organico redazionale… 
Impegno quest’ultimo non mantenuto ed allora diventò corrispondente del quotidiano “La Sicilia” di Catania, per il quale iniziò a scrivere su cronaca nera e giudiziaria. 
Collaborerò in quel periodo con la Regione dove venne nominato capo ufficio stampa all’assessorato ai Lavori pubblici… alla fine degli anni 50′, venne chiamato dal “Giornale di Sicilia”.
In breve diventò giornalista professionista e una delle firme più apprezzate e più esperti conoscitori delle vicende mafiose, iniziando a scrivere dalla strage di Ciaculli, sull’omicidio del colonnello Russo… possiamo dire che non ci fu vicenda giudiziaria di cui egli non si sia occupato…
Tentava in un periodo “buio”, nel quale parlare di mafia significava morire, di dare lettura diversa e più approfondita a quel fenomeno cosiddetto “mafioso”…
Un giornalismo infrequente in Sicilia, fatto d’investigazioni, scambi d’informazioni, intrighi internazionali e interessi politici e imprenditoriali… 
Fu l’unico giornalista a intervistare la moglie di Totò Riina, Ninetta Bagarella ed il primo a capire, l’evoluzione strategica e i nuovi interessi della mafia “corleonese”!!!
Non a caso dichiarò della frattura nella “commissione mafiosa” tra gli elementi di Luciano Liggio e quelli dell’ala moderata cosiddetta “guanti di velluto”…
Un periodo nel quale cosa nostra apriva a ripetizione la strage degli omicidi “eccellenti”, che inizieranno con il segretario provinciale della Dc Michele Reina, per seguire con il capo della Squadra Mobile di Palermo, Boris Giuliano, quindi con il giudice Cesare Terranova…. e successivamente con il presidente della Regione Piersanti Mattarella e tutti quei nomi che di li per vent’anni seguiranno e che ben conosciamo, facendo parte integrale della nostra coscienza siciliana…
Gli stessi giudici, nella sentenza di primo grado contro gli esponenti di quella associazione criminale, riporteranno come, gli articoli e i dossier redatti da Mario Francese, hanno permesso di ricostruire con eccezionale chiarezza, le linee evolutive di Cosa nostra, nel aver saputo penetrare e diffondere quelle proprie ramificazioni all’interno del mondo della politica, degli appalti e dell’economia, e dove iniziava a delinearsi la strategia di attacco alle istituzioni… 
Cosa nostra infatti aveva adottato –in collaborazione con i servizi deviati– una strategia eversiva che poneva come obbiettivo quello di ribaltare la democrazia di questo paese e per far ciò, non si limito di eliminare tutti coloro che a quel disegno criminale ci si ponevano di traverso ed è in questo contesto che si spiega difatti l’eliminazione di Mario Francese…

Quell’omicidio doveva, una volta e per sempre, cancellare quelle frasi scritte, bisognava eliminare quella mente lucida del nostro giornalismo, un professionista capace di anticipare gli inquirenti nell’individuare nuove piste investigative, ed erano questi i motivi che rappresentava… un continuo pericolo per la mafia emergente, poiché era capace di anticiparne quel suo programma criminale, proprio in un tempo nel quale mancava il sostegno (dato successivamente) dei collaboratori di giustizia, tra cui Tommaso Buscetta che consentirono di svelare per la prima volta i meccanismi dell’organizzazione mafiosa, la struttura e le sue regole…

Francese era un uomo slegato da quei condizionamenti e compiacenze realizzate anche da alcuni suoi colleghi, soprattutto non mostrava alcun asservimento verso quei gruppi di potere collusi con la mafia…
Ed è per queste motivazioni che la mafia lo ha ucciso la sera del 26 gennaio 1979 davanti la propria casa, mentre stava rientrando dopo una lunga e dura giornata di lavoro.

Nel 2001 verranno condannati per quel omicidio quasi tutti i componenti di quella “cupola” e le motivazioni della condanna (nella sentenza d’appello) furono: il movente dell’omicidio Francese è sicuramente ricollegabile allo straordinario impegno civile con cui la vittima aveva compiuto un’approfondita ricostruzione delle più complesse e rilevanti vicende di mafia degli anni ’70.

Desidero oggi ricordare anche Giuseppe, figlio di Mario, che nel 2002 si suicidò a soli trentasei anni… anche lui giornalista del Giornale di Sicilia di Palermo e che per anni, si era dedicato alle inchieste sulla mafia ed in particolare contribuendo a ricostruire l’omicidio del proprio padre…
La Sicilia ha perso due figli che per questa terra hanno gettato semi di speranza…
Non per nulla si dice che la speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio… lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle!!!

Gabanelli: seguitemi, vi porterò in un posto dove se ne vedono delle belle…

Sappiamo che il programma Report ha concluso le puntate… mentre la sua conduttrice, la giornalista Milena Gabanelli non si ferma un’istante…
Non potendo esprimere quanto accaduto in Televisione… si affidata al sito internet del Corriere della Sera…
Sembra che il problema nasca dall’inchiesta realizzata sui supermercati a marchio Coop, in particolare quelli della Coop Adriatica. 
La Gabanelli racconta di un produttore di pere di Cesena, il Sig. Peron, il quale da circa 20 anni rifornisce attraverso la sua società, i supermercati della Coop Italia…
Accade però che dal 2008 la Celox (società dell’imprenditore) inizi a ricevere dalla Coop Adriatica una serie di richieste con la motivazione di ribassare i prezzi, in particolare la I° lettera riportava quanto segue: “La presente per proporvi l’applicazione di uno sconto del 10% sulle consegne del 7, 8, 9 novembre. 
Salvo vostra comunicazione contraria, riterremo accettate le condizioni proposte“… punto e a capo!!!
Quindi, negli anni successivi, sono giunte altre lettere, sempre con richieste esose di ribassi, fino a quasi il 20-30%.
Ovviamente la società considerata improponibile la richiesta, ha chiesto di limitare la percentuale richiesta di sconto, poiché la situazione stava diventando insostenibile”. 
C’è da aggiungere che, essendo la società specializzata in quest’unico prodotto, ed avendo nella Coop il suo migliore cliente (il solo fatturato ad essa, era rappresentato dal 70% de totale) era di fatto, interconnessa a quell’unica fornitura… 
Quando finalmente tutto sembrava essersi sistemato, ecco che, a conclusione del periodo sotto contratto, giunge la comunicazione arbitraria da parte della Coop, con la revoca del contratto… obbligando inoltre la stessa Celox, a non poter fornire ad altri supermercati i suoi prodotti – visto quanto era stato fatto firmare in precedenza e cioè, che non si potessero replicare le medesime condizioni, presso società diverse e concorrenti di Coop!!! 
La Celox si rivolge quindi all’Antitrust e contesta a Coop Italia e Centrale Adriatica l’abuso di posizione dominante e la violazione dell’art 62, ovvero il divieto di imporre condizioni gravose, extracontrattuali e retroattive… infatti nel solo quinquennio antecedente il 2014, gli sconti applicati non previsti, sono ammontati al oltre 600.000 euro!!!  
Vi starete chiedendo come è finita???
Come sempre nel nostro paese…
L’Autorità predisposta chiude l’istruttoria a fine 2014 e dove viene riportato che gli sconti erano: ingiustificati, gravosi, non costituivano quelle modalità previste in analoghi contratti di forniture, in quanto questo non teneva conto di reciproche esigenze, ma puntavano esclusivamente a beneficiare solo ed esclusivamente una parte… la COOP!!!
Inoltre era evidente che gli sconti imposti da Coop Italia al proprio fornitore, costituivano una costrizione in quanto il produttore erano sottomesso ad accettare quelle condizioni, nel timore di compromettere quel consolidato rapporto di anni di collaborazione e soprattutto con il rischio conseguente ( che poi di fatto è ciò che è avvenuto… ) di perdere quel contratto essenziale per il prosieguo dell’attività… 
Comunque alla fine… la Coop ha perso ed è stata obbligata ad una “onerosa” multa…
Quanto??? Ah… volete sapere a quanto ammontava la multa a carico della Coop? 
Mhhh… 49.000 euro! 
Riporto la frase della giornalista Gabanelli che riassume perfettamente il senso di quella sanzione: ridicola!!!  
Inoltre, a quel pagamento irrisorio è seguita come ovvia conseguenza, la disfatta del produttore…
I contratti non sono stati più rinnovati causando una perdita del fatturato per milioni di euro ed inoltre a causa di quel contratto “blindato”, non potendo fornire altre società concorrenti, ha dovuto purtroppo… chiudere i battenti!!!
Decine e decine di dipendenti, che operavano da più di 25 anni in quella società… sono stati -a causa di quanto sopra – licenziati!!!
Nel frattempo la giornalista (una delle poche che con coraggio e professionalità fa emergere tutte le porcate di questo paese… e certamente da inserire tra i migliori autori di programmi d’impegno) è stata messa all’angolo… speriamo che non sia il fuoco amico della RAI3 a colpirla, per come avvenne alcuni anni fa, con un suo analogo collega e direttore, il grande giornalista Sandro Curzi!!!  
Concludo… utilizzando la frase riportata nella loro stessa pubblicità: LA COOP SEI TU!!!

Nessuno a cui poter dire
che non abbiamo niente da dire
e che il niente che ci diciamo
continuamente
ce lo diciamo
come se non ci dicessimo niente
come se nessuno ci dicesse
nemmeno noi stessi
che non abbiamo niente da dire
nessuno
a cui poterlo dire
nemmeno a noi stessi
Nessuno a cui poter dire
che non abbiamo niente da fare
e che non facciamo nient’altro
continuamente
che è un modo per dire
che non facciamo niente
un modo di non far niente
e di dire quel che facciamo
Nessuno a cui poter dire
che non facciamo niente
che non facciamo
che quel che diciamo
cioè niente

Ghérasim Luca


(via le9porte)