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Catania: nuove inchieste giudiziarie??? Sì… ma come può essere che i nomi sono sempre gli stessi!!!

Avevo scritto che a breve sarebbero ripartite le inchieste della nostra Procura etnea, come avevo previsto che sarebbero emersi nomi eccellenti della politica, dell’imprenditorie e di quei professionisti e/o colletti bianchi che si dimostrano particolarmente disponibili, quando si tratta di doversi mettere a disposizione… 
Ed allora ecco il nuovo filone d’inchiesta legato alla realizzazione del centro commerciale “Outlet Fashion Village” di Dittaino, pubblicato stamani da “Live Sicilia Catania” al link: 
Certo quando ripenso a quel cantiere il mio primo pensiero va a tutti quei lavoratori che nel giro di un’ora hanno perso il lavoro… 
Si perché a seguito di quel provvedimento giudiziario, l’impresa che stava eseguendo i lavori – la stessa per la quale stavo operando – si è ritrovata improvvisamente senza gli  appalti già aggiudicati, per un totale di circa 110 milioni di euro, circostanza quest’ultima dal sottoscritto denunciata pubblicamente grazie a Live Sicilia Catania: https://catania.livesicilia.it/2016/03/12/incoter-parla-il-direttore-tecnico-in-ginocchio-ecco-il-perche_371420/#.VuP2ZhkZQGE.blogger

Non voglio entrare nel merito di quel “protocollo di legalità” che ha fatto fuori l’impresa in questione ed ha affidato quei milionari appalti ad altre società che poi con il tempo si sono dimostrate alquanto a labili, tanto da subire eguale sorta, ma almeno loro quegli appalti se li sono potuti gestire e quei loro dipendenti non sono stati mandati (come i miei ex colleghi…. ) a casa!!!

Come ho scritto un giorno su questo mio blog: due pesi e due misure!!!
Sicuramente quei milioni di euro facevano gola a molti e quindi si è fatto in modo, anche grazie ad un sistema debole istituzionale, di favorire alcuni amici a scapito di altri…

D’altronde ditemi, se il primo è lo Stato – che pur avendo la gestione totale a seguito di quei provvedimenti giudiziari di sequestro e/o confisca attraverso i propri nominati amministratori – che non riesce a portare avanti quelle società, ma ogni sua azione si è dimostrata, per come abbiamo visto in questi anni, totalmente fallimentare, non riuscendo neppure a salvaguardare quei suoi lavoratori, come dovremmo valutare alla fin fine quella sua opera di legalità???
la verità è che con le parole si possono fare castelli, ma quando le persone che debbono intervenire su situazioni di cui non hanno hanno alcuna conoscenza reale, su fattori che incidono su scelte di esercizio o su circostanze che soltanto chi a fatto davvero in maniera reale l’imprenditore può comprendere, ditemi, ma dove si pensava o ancora oggi si pensa di andare con questi quattro scribacchini???
La cosa comunque che più di tutte mi da fastidio è scoprire – soltanto a fatto compiuto – di come si debba intervenire per sanare situazioni certamente ormai compromesse… già è come se dopo che tutto è stato compiuto, ci si accorge del malaffare…
Ma mi chiedo, non ci si poteva pensare prima, quei tanti elogiato “controlli” non potevano essere compiuti prima o dobbiamo pensare che in questa terra non vi è un solo soggetto disponibile a mettersi contro quel sistema collusivo infetto e quindi facendo emergere quei possibili abusi…???
Dobbiamo credere che ormai tutti i nostri funzionari sono disponibili a genuflettersi ad esso???

Io non ci posso credere o meglio non voglio crederci, ma certamente fintanto che dobbiamo aspettare che le nostre Procure nazionali svolgano i compiti di coloro che avrebbero di fatto dovuto verificare, fa certamente venire il dubbio, come più di una cosa non funzioni o quantomeno che sono in molti a desiderare di partecipare a quel malaffare…
Certo a sentire queste notizia un po’ ci si stanca… non per il lavoro svolto dai nostri Procuratori, no… anzi di questi soggetti ne dovremmo avere almeno uno in ogni Ente pubblico, posti a dirigenti di quelle strutture che si dimostrano quotidianamente colluse con quel sistema politico/mafioso/imprenditoriale, più volte dal sottoscritto segnalato…

Ma si sa, la criminalità organizzata in questa terra non è soltanto quella che vede “affiliati” i parenti e familiari di quelle cosiddette “famigghie” ben conosciute e perfettamente inserite nel controllo del territorio, no vi sono altri soggetti che utilizzano altri e peggiori metodi coercitivi, che senza sparare un solo colpo, riescono a condizionare la vita sociale di questa isola… è sono questi soggetti, qgià… uesti cosiddetti “colletti bianchi” a rappresentare la nostra classe più infida e infetta!!!
Tranquilli… fintanto che il sistema continuerà a far circolare denaro in contante… tutti staranno a loro posto, ma soprattutto resteranno – per come finora fatto – in silenzio …