Imprenditori siciliani disonesti??? Analizzando in maniera obiettiva si scopre che…

Come ben sapete ritengo che chi pecca nel compiere la propria professione debba sempre pagare, ma vi sono dei casi che m’inducono a pensare che non sempre la colpa di quegli imprenditori sia da imputare a quanti – mi riferisco naturalmente a tutti coloro che nulla hanno a che fare con affiliazioni a strutture legate alla criminalità organizzata o per meglio dire appartengono di fatto a quel sistema clientelare, corruttivo, ed  anche mafioso – possiamo definire ancora “onesti“.

Certo quest’ultimo termine è certamente difficile da affibbiare a quanti operano nella mia Sicilia, ma come dicevo esiste ancora una parte sana che sta in questi ultimi anni – forse a causa delle difficoltà finanziarie provocate dal “covid” – ma non solo, anche quanto in questi mesi ha provocato un aumento esponenziale nel settore energetico e petrolifero, incremento che stanno mettendo in crisi parecchie imprese e che ha determinato in molti imprenditori la decisione di chiudere definitivamente i battenti o quantomeno di provare a resistere non solo alla crisi, ma anche ribellandosi a quel sistema coercitivo di regolari richieste, a cui da sempre erano sottomessi!!!

Desidero affrontare stasera questo tema, dopo aver letto in questi giorni di talune inchieste giudiziarie che hanno visto coinvolti alcuni imprenditori indagati per corruzione…

Naturalmente lungi dal sottoscritto pensare che qualsivoglia forma di pagamento di tangente possa non venir considerata quale forma di corruzione o che essa non costituisca un reato; no… ciò che mi permetto di dire e che il più delle volte – per compiere in maniera corretta la propria attività – ci si ritrova a doversi sottomettere a un sistema che preclude, a chi si ribella, la possibilità d’operare…

Perché diciamoci la verità, in Sicilia ( ma non solo lì…) per lavorare bisogna pagare: da sempre è così e così continuerà fintanto che le leggi sono così permissive e soprattutto non difendono chi vuole contrastare quel sistema illegale dimostrando di non volerne fare parte…

Già perché da noi si sa, per dimostrare di essere onesti bisogna farsi sparare o quantomeno far comprendere a tutti – mettendoci in primis la faccia – che non si ha paura di niente e di nessuno, perché soltanto così lo Stato è costretto ad intervenire, altrimenti – quegli imprenditori coraggiosi – dovranno sottostare al sistema oppure decidere di chiudere definitivamente, abbandonando le aspirazioni di una vita o quei desideri di continuità da voler consegnare ai propri figli… 

Ho letto nell’articolo di un imprenditore che ha affermato di avere pagato, già… non per accaparrarsi i lavori, ma per velocizzare l’affidamento di quel proprio cantiere, sì… alla luce di un’aggiudicazione che sarebbe avvenuta in maniera del tutto trasparente!!! 

Quindi, una mazzetta per comprare non l’appalto ma il tempo di chi avrebbe dovuto seguirla in maniera corretta e soprattutto celere!!! 

Ed allora mi sono permesso di verificare gli appalti aggiudicatisi da quell’impresa e penso di poter confermare che essa non avesse alcun bisogno di pagare per inseguire altri appalti, d’altronde consentitemi una riflessione: se analizziamo i ricavi prodotti dagli appalti pubblici e quanto essi rendano alle nostre imprese – con ribassi intorno al 30% – beh… lasciatemelo dire con molta franchezza, soltanto chi esegue i lavori in maniera difforme dai previsti Capitolati e soprattutto chi possiede i favori delle Dl,  può pensare di ricavare oggi un utile, altrimenti… si ci rimette sempre!!!

Ed allora mi sono chiesto: cosa avrebbe potuto fare quell’imprenditore dopo essersi aggiudicato in maniera corretta e trasparente l’appalto??? Mi direte tutti: semplice… denunciare quel funzionario alle autorità competenti??? 

Già… una risposta scontata, si vede che siete in pochi quelli che avete avuto a che fare con la giustizia e soprattutto coi i suoi tempi interminabili, che vedono ahimè il più delle volte – grazie a giudizi iniqui – ribaltare i giudizi a favore proprio di chi era stato per l’appunto denunciato!!!

Comprenderete altresì come dopo quella denuncia, nessuno più vorrà aver a che fare con quell’impresa, in particolare nessun funzionario o dirigente sarà più disposto a verificare quei lavori in corso (o da eseguire a seguito aggiudicazione), in maniera serena, ma staranno tutti lì – già… con il fucile puntato – a verificare la regolarità di quelle opere in tutte le loro fasi, osservando in particolare quei dettagli che si sarebbero sicuramente sorvolati, ma ora, con il rischio che ci sia qualcuno delle forze dell’ordine disposto a verificarli e contestarli, ecco che si preferisce bloccare l’appalto!!!

La verità??? Questo paese è come quel cane che si morde la coda!!! E’ un problema senza via di uscita, una condizione che conduce tutti, dopo aver risolto un problema, a doverne affrontarne un altro, un ciclo vizioso e perverso nel quale ci troviamo tutti ad essere coinvolti, anche ahimè quei pochi imprenditori che con grande difficolta provano a restare retti!!!

POSTE: la truffa viaggia su sms

Gentile cliente, risulta un accesso anomalo al suo conto. per evitare il blocco accedi a: https/catristerbp-online…. – POSTE ITALIANE”!!!

Il sottoscritto nonpossiede alcun c/c presso la Posta e quindi è evidente che si tratta di una truffa!!! 

Sì… una truffa sotto forma di SMS spoofing, mira cioè a carpire le Vs. credenziali bancarie ad esempio codice utente per l’accesso all’app di Poste, numeri della postepay e via discorrendo, tutti dati che poi vengono utilizzati per accedere al servizio bancario telematico…

Quindi questo mio post serve per avvisarvi di questa potenziale inganno cui auspico voi – grazie anche a questo mio post – non cadrete!!!

Ricordatevi sempre che nessuno telefonicamente è autorizzato dalle società con cui si presentano, anche eventuali regolari call center, a chiedervi informazioni, consensi e quant’altro, per effettuare cambi, trasferimenti, passaggi etc… perché anche in quel caso si tratta di semplici raggiri per farvi cambiare il Vs. contratto ed essi ricevere l’eventuale provvigione.

Purtroppo il nostro è un paese pieno di lestofanti che non fanno altro ogni giorno, che fare a gara per chi truffa di più e quindi a noi cittadini, non resta altro che adeguarci, per non farci prendere in contropiede…

Un suggerimento: eliminiate i messaggi, chiudete il telefono quando v’importunano con telefonate “fake” e ponete nella lista nera i numeri con cui vi hanno chiamato!!!

In bocca al lupo…


POSTE: la truffa viaggia su sms

Gentile cliente, risulta un accesso anomalo al suo conto. per evitare il blocco accedi a: https/catristerbp-online…. – POSTE ITALIANE”!!!

Il sottoscritto nonpossiede alcun c/c presso la Posta e quindi è evidente che si tratta di una truffa!!! 

Sì… una truffa sotto forma di SMS spoofing, mira cioè a carpire le Vs. credenziali bancarie ad esempio codice utente per l’accesso all’app di Poste, numeri della postepay e via discorrendo, tutti dati che poi vengono utilizzati per accedere al servizio bancario telematico…

Quindi questo mio post serve per avvisarvi di questa potenziale inganno cui auspico voi – grazie anche a questo mio post – non cadrete!!!

Ricordatevi sempre che nessuno telefonicamente è autorizzato dalle società con cui si presentano, anche eventuali regolari call center, a chiedervi informazioni, consensi e quant’altro, per effettuare cambi, trasferimenti, passaggi etc… perché anche in quel caso si tratta di semplici raggiri per farvi cambiare il Vs. contratto ed essi ricevere l’eventuale provvigione.

Purtroppo il nostro è un paese pieno di lestofanti che non fanno altro ogni giorno, che fare a gara per chi truffa di più e quindi a noi cittadini, non resta altro che adeguarci, per non farci prendere in contropiede…

Un suggerimento: eliminiate i messaggi, chiudete il telefono quando v’importunano con telefonate “fake” e ponete nella lista nera i numeri con cui vi hanno chiamato!!!

In bocca al lupo…


una terra "bruciata"…

Una nuova operazione antimafia a Randazzo ha portato a smantellare il clan che controllava quel territorio…

L’hanno chiamata “Terra Bruciata” d’altronde è ciò che di fatto era accaduto fino ad oggi ed ora si riparte da qui…

Ho letto su una testata web la dichiarazione del capitano Luca D’Ambrosio, comandante della compagnia carabinieri di Randazzo: “Adesso possiamo dire che in questo paese è ritornata la legalità, per questo invitiamo a denunciare fenomeni come quelli delle estorsioni e ogni episodio”

Comandante, non vi sono abbastanza parole per ringraziare l’Arma per il contrasto che ogni giorno mette in campo attraverso i suoi uomini e le sue donne, ma l’esperienza mi porta a non esser concorde con quella frase in quanto la ritengo molto ottimistica, in quanto si auspica che attraverso quegli arresti i cittadini possano modificare il proprio essere e rilanciare una nuova fiducia per affrontare a viso aperto gli uomini di quella criminalità organizzata, che sappiamo già come a breve questi verranno rimpiazzati da nuovi, soggetti quest’ultimi sin qui appositamente preparati affinché si vengano a ricreare quelle condizioni repressive fin qui adottate, affinché nessuno possa pensare di reagire o alzare la testa…    

Pensare che ora finalmente in quel paese sia ritornata la legalità è un auspicio a cui molti di noi vorremmo credere, ma pensare che da domani, saranno in molti a farne la fila per farne parte, ecco credo che su quest’ultimo punto ci sia molto da lavorare…

Leggere frasi come: “Abbiamo bisogno che altri imprenditori abbiano il coraggio e l’intelligenza di comprendere che stare dalla parte dello Stato è vincente. La denuncia è un fatto straordinario e importante. Non per niente in questi ultimi mesi nel territorio di Belpasso, Paternò e Catania abbiamo dieci imprenditori che hanno deciso di collaborare. Vorremmo che anche a Randazzo ci fosse questa svolta“, fanno comprendere come ancora tanto debba essere fatto, considerato che su un territorio che vede iscritte centinaia di migliaia d’imprese, leggere di dieci imprenditori che si ribellano è certamente un passo, ma ancora molto distante del giungere all’arrivo…     

Certo sapere che è iniziata la fase ispettiva ordinata dalla prefettura al comune di Randazzo e che potrebbe rappresentare  l’atto propedeutico ad un eventuale scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose nelle istituzioni, non è certamente qualcosa di cui andare orgogliosi… 

In questa terra, il rischio più grande è quello di illudersi che qualcosa possa cambiare, dimenticando che per migliorare vi sia bisogno innanzitutto di un cambiamento radicale, i una vera e propria rivoluzione culturale, sociale, economica ma soprattutto politica, perché proprio osservando le preferenze di quei miei conterranei, che comprendo quanto ancora ci sia da fare…  

una terra "bruciata"…

Una nuova operazione antimafia a Randazzo ha portato a smantellare il clan che controllava quel territorio…

L’hanno chiamata “Terra Bruciata” d’altronde è ciò che di fatto era accaduto fino ad oggi ed ora si riparte da qui…

Ho letto su una testata web la dichiarazione del Capitano Luca D’Ambrosio, comandante della compagnia carabinieri di Randazzo: “Adesso possiamo dire che in questo paese è ritornata la legalità, per questo invitiamo a denunciare fenomeni come quelli delle estorsioni e ogni episodio”

Comandante, non vi sono abbastanza parole per ringraziare l’Arma per il contrasto che ogni giorno mette in campo attraverso i suoi uomini e le sue donne, ma l’esperienza mi porta a non esser concorde con quella frase, in quanto – mi perdoni – ma la ritengo ottimistica, poiché si auspica che attraverso quegli arresti effettuati, i cittadini possano alterare o ancor meglio modificare quel proprio essere, rilanciando così una nuova fiducia nell’affrontare a viso aperto gli uomini di quella criminalità organizzata attualmente arrestati, ma che sappiamo verranno a breve rimpiazzati da nuovi, individui quest’ultimi appositamente preparati affinché si ricreino quelle condizioni repressive fin qui applicate, affinché nessuno mai possa pensare di reagire o alzare la testa…    

Pensare che ora finalmente in quel paese sia ritornata la legalità è un auspicio a cui molti di noi vorremmo credere, ma pensare che da domani, saranno in molti a farne la fila per farne parte, ecco credo che su quest’ultimo punto ci sia molto da lavorare…

Leggere frasi come: “Abbiamo bisogno che altri imprenditori abbiano il coraggio e l’intelligenza di comprendere che stare dalla parte dello Stato è vincente. La denuncia è un fatto straordinario e importante. Non per niente in questi ultimi mesi nel territorio di Belpasso, Paternò e Catania abbiamo dieci imprenditori che hanno deciso di collaborare. Vorremmo che anche a Randazzo ci fosse questa svolta“, fanno comprendere come ancora tanto debba essere fatto, considerato che su un territorio che vede iscritte centinaia di migliaia d’imprese, leggere di dieci imprenditori che si ribellano è certamente un passo, ma ancora molto distante del giungere all’arrivo…     

Certo sapere che è iniziata la fase ispettiva ordinata dalla prefettura al comune di Randazzo e che potrebbe rappresentare  l’atto propedeutico ad un eventuale scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose nelle istituzioni, non è certamente qualcosa di cui andare orgogliosi… 

In questa terra, il rischio più grande è quello di illudersi che qualcosa possa cambiare, dimenticando che per migliorare vi sia bisogno innanzitutto di un cambiamento radicale, i una vera e propria rivoluzione culturale, sociale, economica ma soprattutto politica, perché proprio osservando le preferenze di quei miei conterranei, che comprendo quanto ancora ci sia da fare…  

Presidente Meloni, affidi a "Webuild" la realizzazione del Ponte sullo stretto: forse finalmente l’opera verrà realizzata!!!

Credo che sia giunto il tempo di finirla con le promesse, le critiche o le ironie compiute quotidianamente al “Ponte sullo stretto”…

Oggi, abbiamo la fortuna di avere una società capace di realizzare quell’infrastruttura, d’altronde parliamo della stessa impresa che sta compiendo attualmente un opera colossale in Romania, sì… il Ponte di Braila sul Danubio!!!

Due cavi portanti ancorati a una torre alta 180 metri su ciascuna sponda e formati da oltre 18.000 fili d’acciaio intrecciati, per un peso totale di 6.775 tonnellate e una lunghezza cumulata di circa 38.000 chilometri (quasi un giro completo attorno alla Terra).

Il Ponte, ancora prima di essere completato, è già diventato la nuova icona sul Danubio; l’opera, finanziata dall’Unione Europea e realizzata dalla nostra impresa  “Webuild” con un partner in joint venture e sarà il secondo ponte sospeso più lungo dell’Europa continentale, con una campata centrale di 1.120 metri e una lunghezza totale di 1.975 metri, e permetterà di ridurre i tempi di attraversamento del grande fiume a soli due minuti, rispetto agli attuali 45 minuti necessari per spostarsi in traghetto da Braila.

Presidente va detto, all’ingresso del 2023 è impossibile continuare a pensare che il trasporto delle merci, come quello degli automobilisti, dipenda ancora dai traghetti (tra l’altro in mano a società private anche se il ministero dell’Economia ha una fetta…), con una perdita in tempo che va da un’ora nei giorni invernali a mezza giornata nei giorni festivi o d’estate, sapere quindi di possedere un’impresa o un pool di imprese che possono compiere l’opera, sarebbe folle non realizzarla… 

Perché va detto, al tempo finora perduto per la sua mancata realizzazione, vanno sommati tutti gli introiti economici che sarebbero derivati dal pagamento dei pedaggi… 

Ed ancora, come non ricordare gli appalti in corso dell’alta velocita e quindi la possibilità di effettuare il collegamento tra l’isola e la penisola in maniera celere su rotaie, un collegamento quest’ultimo che ormai rappresenta un servizio dimenticato, che impiega mediamente 2 ore e un quarto per effettuare quell’attraversata…

Presidente Meloni, nessuno di noi siciliani ritiene che la mobilità rappresenti – attraverso l’opera – la nostra prioritaria esigenza, no… mi creda, non si tratta di risparmiare l”ora di viaggio, a noi, ai turisti che giungono ogni giorno nell’isola o persino al trasporto di merci, no… la maggior parte di noi siciliani continuerà ad utilizzare le navi o ancor più gli aerei per spostarsi, ma è – e Lei – attraverso il partito che rappresenta –  dovrebbe comprenderlo più di chiunque altro – quel senso profondo di distacco che da sempre abbiamo, già… quella mancata condizione di “continuità territoriale” che ci fa comprendere come la Sicilia (e noi siciliani…) non sia di fatto ancorata al resto del paese e ancor meno all’Europa!!!

Presidente Meloni, affidi a "Webuild" la realizzazione del Ponte sullo stretto: forse finalmente l'opera verrà realizzata!!!

Credo che sia giunto il tempo di finirla con le promesse, le critiche o le ironie compiute quotidianamente al “Ponte sullo stretto”…

Oggi, abbiamo la fortuna di avere una società capace di realizzare quell’infrastruttura, d’altronde parliamo della stessa impresa che sta compiendo attualmente un opera colossale in Romania, sì… il Ponte di Braila sul Danubio!!!

Due cavi portanti ancorati a una torre alta 180 metri su ciascuna sponda e formati da oltre 18.000 fili d’acciaio intrecciati, per un peso totale di 6.775 tonnellate e una lunghezza cumulata di circa 38.000 chilometri (quasi un giro completo attorno alla Terra).

Il Ponte, ancora prima di essere completato, è già diventato la nuova icona sul Danubio; l’opera, finanziata dall’Unione Europea e realizzata dalla nostra impresa  “Webuild” con un partner in joint venture e sarà il secondo ponte sospeso più lungo dell’Europa continentale, con una campata centrale di 1.120 metri e una lunghezza totale di 1.975 metri, e permetterà di ridurre i tempi di attraversamento del grande fiume a soli due minuti, rispetto agli attuali 45 minuti necessari per spostarsi in traghetto da Braila.

Presidente va detto, all’ingresso del 2023 è impossibile continuare a pensare che il trasporto delle merci, come quello degli automobilisti, dipenda ancora dai traghetti (tra l’altro in mano a società private anche se il ministero dell’Economia ha una fetta…), con una perdita in tempo che va da un’ora nei giorni invernali a mezza giornata nei giorni festivi o d’estate, sapere quindi di possedere un’impresa o un pool di imprese che possono compiere l’opera, sarebbe folle non realizzarla… 

Perché va detto, al tempo finora perduto per la sua mancata realizzazione, vanno sommati tutti gli introiti economici che sarebbero derivati dal pagamento dei pedaggi… 

Ed ancora, come non ricordare gli appalti in corso dell’alta velocita e quindi la possibilità di effettuare il collegamento tra l’isola e la penisola in maniera celere su rotaie, un collegamento quest’ultimo che ormai rappresenta un servizio dimenticato, che impiega mediamente 2 ore e un quarto per effettuare quell’attraversata…

Presidente Meloni, nessuno di noi siciliani ritiene che la mobilità rappresenti – attraverso l’opera – la nostra prioritaria esigenza, no… mi creda, non si tratta di risparmiare l”ora di viaggio, a noi, ai turisti che giungono ogni giorno nell’isola o persino al trasporto di merci, no… la maggior parte di noi siciliani continuerà ad utilizzare le navi o ancor più gli aerei per spostarsi, ma è – e Lei – attraverso il partito che rappresenta –  dovrebbe comprenderlo più di chiunque altro – quel senso profondo di distacco che da sempre abbiamo, già… quella mancata condizione di “continuità territoriale” che ci fa comprendere come la Sicilia (e noi siciliani…) non sia di fatto ancorata al resto del paese e ancor meno all’Europa!!!

Sei secoli di condanne…

Il processo “Nebrodi” si è concluso con 90 condanne per oltre 6 secoli di carcere ed 11 assoluzioni!!!

Una truffa milionaria perpetrata all’Unione Europea, che ha visto coinvolti un centinaio d’imputati,  un fenomeno quello dei finanziamenti ai pascoli a cui da diversi anni cui la Dda di Messina ha cercato di porre  sotto controllo… 

Un sistema quello dei pascoli che piano piano era diventato imprenditoriale, riuscendo – grazie alla complicità di funzionari e addetti – a bypassare le normative previste… 

L’inchiesta durata quasi dieci anni, è riuscita a portare ala luce quel sistema criminale che vede 

Gli imputati sono stati accusati a vario titolo di associazione mafiosa, truffa all’Ue, falso, estorsione, trasferimento fraudolento di valori. il tutto attraverso una serie d’imprese collegate tra loro a modello scatole cinesi, con tutta una serie di complicità, prestanome e soprattutto insospettabili professionisti…

Come si è compreso dal processo appena conclusosi, qui… di agricoltura, pascoli, pastori e quant’altro, non vi è nulla, il tutto è stato sostituito da un’efficace organizzazione imprenditoriale – certo qualcuno ora si offenderà dal termine utilizzato – ma la verità e che i soggetti coinvolti sono se non direttamente loro preparati, certamente capaci di sfruttare chi di dovere per raggiungere e finalizzare tutte le potenzialità offerte dall’Unione Europea attraverso i fondi dell’agricoltura.

Lo scorso anno – era il 12 Ottobre – terminavo il mio post – “L’ennesima truffa sui fondi agricoli e i soliti nomi di funzionari corrotti!!!” – link http://nicola-costanzo.blogspot.com/2022/10/lennesima-truffa-sui-fondi-agricoli-e-i.htmlcon questa frase: Ciò che maggiormente mi dispiace è sapere sin d’ora che non passera molto tempo prima di dover leggere nuovamente d’inchieste analoghe a quella appena pubblicata: già… al fine non c’è mai peggio!!!

Già… non ho più nulla da aggiungere.

 

Sei secoli di condanne…

Il processo “Nebrodi” si è concluso con 90 condanne per oltre 6 secoli di carcere ed 11 assoluzioni!!!

Una truffa milionaria perpetrata all’Unione Europea, che ha visto coinvolti un centinaio d’imputati,  un fenomeno quello dei finanziamenti ai pascoli a cui da diversi anni cui la Dda di Messina ha cercato di porre  sotto controllo… 

Un sistema quello dei pascoli che piano piano era diventato imprenditoriale, riuscendo – grazie alla complicità di funzionari e addetti – a bypassare le normative previste… 

L’inchiesta durata quasi dieci anni, è riuscita a portare ala luce quel sistema criminale che vede 

Gli imputati sono stati accusati a vario titolo di associazione mafiosa, truffa all’Ue, falso, estorsione, trasferimento fraudolento di valori. il tutto attraverso una serie d’imprese collegate tra loro a modello scatole cinesi, con tutta una serie di complicità, prestanome e soprattutto insospettabili professionisti…

Come si è compreso dal processo appena conclusosi, qui… di agricoltura, pascoli, pastori e quant’altro, non vi è nulla, il tutto è stato sostituito da un’efficace organizzazione imprenditoriale – certo qualcuno ora si offenderà dal termine utilizzato – ma la verità e che i soggetti coinvolti sono se non direttamente loro preparati, certamente capaci di sfruttare chi di dovere per raggiungere e finalizzare tutte le potenzialità offerte dall’Unione Europea attraverso i fondi dell’agricoltura.

Lo scorso anno – era il 12 Ottobre – terminavo il mio post – “L’ennesima truffa sui fondi agricoli e i soliti nomi di funzionari corrotti!!!” – link http://nicola-costanzo.blogspot.com/2022/10/lennesima-truffa-sui-fondi-agricoli-e-i.htmlcon questa frase: Ciò che maggiormente mi dispiace è sapere sin d’ora che non passera molto tempo prima di dover leggere nuovamente d’inchieste analoghe a quella appena pubblicata: già… al fine non c’è mai peggio!!!

Già… non ho più nulla da aggiungere.

 

Meloni: stretta sulla giustizia!!!

Sì al carcere ostativo e nuove misure contro i rave party, ma non solo, niente rischio “liberi tutti” per i boss mafiosi che si sarebbe potuto concretizzare l’8 novembre quando, con ogni probabilità, la Consulta si sarebbe riunita per dichiarare definitivamente incostituzionale l’ergastolo ostativo, e cioè il principio giuridico secondo cui un condannato per mafia e terrorismo non può avere accesso ai benefici!!!

Dopo mesi in cui la giustizia non è stata minimamente toccata dall’ex premier Draghi, finalmente questo nuovo Consiglio dei ministri ha approvato quei decreti fondamentali contenenti le misure urgenti in materia di divieto di concessione dei benefici penitenziari nei confronti di quei detenuti o di quei soggetti attualmente  internati, che non hanno mostrato interesse o volontà di collaborare con la giustizia. 

Ed allora meglio passare al carcere ostativo, senza più benefici nei nostri penitenziari per i condannati che si sono macchiati di colpe gravi, quali sono i reati di mafia o di terrorismo, anche in assenza di collaborazione con la giustizia o se è avvenuta una “riparazione pecuniaria” del danno alle vittime e se è stata dimostrata la cessazione dei collegamento con la criminalità organizzata attraverso “elementi specifici”…

Pensavo alcuni giorni fa:

se realmente il governo del nuovo Presidente Meloni decidesse di mettesse mano al contrasto dell’illegalità di questo nostro Paese, partendo da tutti quei fenomeni corruttivi dilaganti, proseguendo con quei procedimenti nel pubblico in cui vi è la mano “perversa” della burocrazia, già… se si provasse a tenere sotto controllo quanto avviene in molti tribunali, in particolare in quelli dove vi è una forte presenza massonica e se ancora, si volesse realmente contrastare quei fenomeni mafiosi, sì… se a quanto sopra si provasse definitivamente a colpire l’evasione costantemente perpetrata ponendo sotto la lente d’ingrandimento coloro che ogni giorno evadono a cui si sommano quanti commettono reati sul territorio, ah… se solo si potessero eliminare del tutto quelle imprese affiliate alla criminalità organizzata e – ma solo per concludere – si provasse ad annullare del tutto, quei meccanismi clientelari di cui hanno finora beneficiato molti nostri politici, mi riferisco anche a livello comunale, beh… penso che più del 30% del nostro paese, potrebbe essere deportato in un isola, certamente più ampia di quella di Alcastraz!!!

Sì qualcosa si sta facendo, certo… con molta calma e forse un po’ troppo tempo per rispettare quei tempi della giustizia: si sa… qualcuno pagherà, qualcun altro ahimè la farà franca e qualcun altro ancora appartenente a quell’elité se ne sarà andato precocemente e non sconterà in questa terra mai alcuna pena, non ci resta che sperare in quella divina… 

Vedremo… sono piccoli passi, ma meglio del nulla fatto finora, purtroppo è come riportato a suo tempo dal procuratore Gratteri: Questo sistema???  Fa comodo a molti, mi creda”!!!

Meloni: stretta sulla giustizia!!!

Sì al carcere ostativo e nuove misure contro i rave party, ma non solo, niente rischio “liberi tutti” per i boss mafiosi che si sarebbe potuto concretizzare l’8 novembre quando, con ogni probabilità, la Consulta si sarebbe riunita per dichiarare definitivamente incostituzionale l’ergastolo ostativo, e cioè il principio giuridico secondo cui un condannato per mafia e terrorismo non può avere accesso ai benefici!!!

Dopo mesi in cui la giustizia non è stata minimamente toccata dall’ex premier Draghi, finalmente questo nuovo Consiglio dei ministri ha approvato quei decreti fondamentali contenenti le misure urgenti in materia di divieto di concessione dei benefici penitenziari nei confronti di quei detenuti o di quei soggetti attualmente  internati, che non hanno mostrato interesse o volontà di collaborare con la giustizia. 

Ed allora meglio passare al carcere ostativo, senza più benefici nei nostri penitenziari per i condannati che si sono macchiati di colpe gravi, quali sono i reati di mafia o di terrorismo, anche in assenza di collaborazione con la giustizia o se è avvenuta una “riparazione pecuniaria” del danno alle vittime e se è stata dimostrata la cessazione dei collegamento con la criminalità organizzata attraverso “elementi specifici”…

Pensavo alcuni giorni fa:

se realmente il governo del nuovo Presidente Meloni decidesse di mettesse mano al contrasto dell’illegalità di questo nostro Paese, partendo da tutti quei fenomeni corruttivi dilaganti, proseguendo con quei procedimenti nel pubblico in cui vi è la mano “perversa” della burocrazia, già… se si provasse a tenere sotto controllo quanto avviene in molti tribunali, in particolare in quelli dove vi è una forte presenza massonica e se ancora, si volesse realmente contrastare quei fenomeni mafiosi, sì… se a quanto sopra si provasse definitivamente a colpire l’evasione costantemente perpetrata ponendo sotto la lente d’ingrandimento coloro che ogni giorno evadono a cui si sommano quanti commettono reati sul territorio, ah… se solo si potessero eliminare del tutto quelle imprese affiliate alla criminalità organizzata e – ma solo per concludere – si provasse ad annullare del tutto, quei meccanismi clientelari di cui hanno finora beneficiato molti nostri politici, mi riferisco anche a livello comunale, beh… penso che più del 30% del nostro paese, potrebbe essere deportato in un isola, certamente più ampia di quella di Alcastraz!!!

Sì qualcosa si sta facendo, certo… con molta calma e forse un po’ troppo tempo per rispettare quei tempi della giustizia: si sa… qualcuno pagherà, qualcun altro ahimè la farà franca e qualcun altro ancora appartenente a quell’elité se ne sarà andato precocemente e non sconterà in questa terra mai alcuna pena, non ci resta che sperare in quella divina… 

Vedremo… sono piccoli passi, ma meglio del nulla fatto finora, purtroppo è come riportato a suo tempo dal procuratore Gratteri: Questo sistema???  Fa comodo a molti, mi creda”!!!

Coronavirus: in Toscana vi sono 1.299 nuovi casi e 2 decessi.

Ho letto un articolo su Tuttosesto” che riporta gli ultimi dati del Coronavirus in Toscana…

Beh, sono 1.229 i nuovi casi da Covid-19 registrati nelle ultime ventiquattro ore di cui 241 sono stati confermati con tampone molecolare e gli altri 988 con test rapido.

Il numero dei contagiati rilevati nella regione dall’inizio della pandemia sale dunque a 1.469.263. I nuovi casi sono lo 0,1% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,1% (1.471 persone) e raggiungono quota 1.408.597 (95,9% dei casi totali).

I dati, relativi all’andamento della pandemia, sono quelli accertati oggi sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale.

Al momento in Toscana risultano pertanto 49.683 positivi, -0,5% rispetto a ieri. Di questi 459 (13 in meno rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale: 13 (4 in meno) si trovano in terapia intensiva.

La lista dei decessi si aggiorna con 2 nuovi decessi: 2 donne, con un’età media di 93 anni.

Dall’ultimo bollettino quotidiano sono stati eseguiti 1.047 tamponi molecolari e 7.330 tamponi antigenici rapidi: di questi il 14,7% è risultato positivo. Sono invece 1.478 i soggetti testati, escludendo i tamponi di controllo: l’83,2% di questi è risultato positivo. L’età media dei 1.229 nuovi positivi è di 56 anni circa (7% ha meno di 20 anni, 15% tra 20 e 39 anni, 31% tra 40 e 59 anni, 33% tra 60 e 79 anni, 14% ha 80 anni o più).

Con gli ultimi casi salgono a 397.593 i positivi dall’inizio dell’emergenza nei comuni della Città metropolitana di Firenze (265 in più rispetto a ieri), 97.419 in provincia di Prato (63 in più), 115.453 a Pistoia (99 in più), 74.578 a Massa Carrara (70 in più), 158.020 a Lucca (159 in più), 171.010 a Pisa (148 in più), 133.223 a Livorno (125 in più), 133.644 ad Arezzo (107 in più), 105.911 a Siena (80 in più) e 81.708 a Grosseto (75 in più). A questi vanno aggiunti 555 casi di positività notificati in Toscana ma che riguardano residenti in altre regioni.

Sono 440 le nuove segnalazioni nell’Asl Centro, 489 nella Nord Ovest, 262 nella Sud Est.

La Toscana si trova al 11° posto in Italia come numerosità di casi complessivi dall’inizio della pandemia (tra residenti e non residenti), con circa 39.787 casi ogni 100.000 abitanti (la media italiana é 39.724 x100.000, dato di ieri). Al momento la provincia di notifica con il tasso più alto é Lucca (con 41.156 casi ogni 100 mila abitanti), seguita da Pisa (40.913) e Livorno (40.494). La più bassa concentrazione si riscontra a Prato (con un tasso di 36.725).

In 49.224 sono in isolamento a casa, perché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi (231 in meno rispetto a ieri, meno 0,5%).

I 1.408.597 guariti registrati a oggi lo sono a tutti gli effetti, da un punto di vista virale, certificati con tampone negativo.

La lista dei decessi si aggiorna con 2 nuovi decessi: 2 donne, con un’età media di 93 anni.

Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono a Lucca.

Sono 10.983 i deceduti dall’inizio dell’epidemia: 3.467 nella Città metropolitana di Firenze, 892 in provincia di Prato, 983 a Pistoia, 696 a Massa Carrara, 1.029 a Lucca, 1.233 a Pisa, 824 a Livorno, 706 ad Arezzo, 589 a Siena, 407 a Grosseto. Vanno aggiunte 157 persone decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità per Covid-19 (numero di deceduti/popolazione residente) è al momento 297,4 ogni 100 mila residenti, contro il 302,4 x100.000 della media italiana. La Toscana é 9° tra le regioni. Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (366,6 ogni 100 mila abitanti), seguita da Firenze (347,2 x100.000) e Pistoia (338,7 x100.000), mentre il più basso è a Grosseto (186,8 x100.000).

Ci voleva Dalla Chiesa per ricordare a taluni "parlamentari" che l’aumento del tetto contanti, favorisce il sistema mafioso…

L’aumento del tetto al contante come negli altri Paesi europei… ma scusate, riporta bene il Presidente Onorario di Libera Nando Dalla Chiesa: “In altri Paesi Ue non esiste? Certo… loro non hanno la mafia in casa, in Italia viceversa servono contromisure”!!!

Come ho scritto nel mio precedente post, l’aumento alimenta il fenomeno del riciclaggio e a guadagnarsi è tutto quel sistema che produce sommerso, evasione e bustarelle!!!

D’altronde quando si tratta di contrasto alla criminalità organizzata certi partiti stanno in silenzio, la maggior parte dei loro voti giungono proprio da quello scambio… e quindi perché meravigliarci se le norme in questo Paese vanno sempre nella direzione sbagliata…

Ed ancora, riporta  il professor Dalla Chiesa: “Chi non ha nulla da temere non ha il problema di lasciare traccia. Chi vuole avere tanti soldi in tasca senza lasciare traccia ha la convenienza all’innalzamento del tetto” e il voler innalzare innalzare il tetto al contante – secondo Dalla Chiesa – è sintomo della “mancanza di chiarezza sugli effetti che una norma del genere produce. 

Certo… è vero che ci sono Paesi, dove non c’è la mafia e quindi hanno il tetto presente in Italia, ma qui, da noi, la mafia c’è e si fa sentire in tutti gli ambiti, ma soprattutto c’è una presenza costante di cittadini disposti a favorirla e forte quindi bisogna ricordarsi sempre che i provvedimenti, come quelli ora in discussione nel governo Meloni,  vadano commisurati alla realtà e non all’immaginazione!!!

La verità è che – come riporto da sempre – la mafia fa comodo a molti, in particolare a tanti politici, in quanto vengono fortemente – attraverso le preferenze – condizionati da essa…

E quindi se durante le campagne elettorali si è ricevuto, ora è tempo di contraccambiare, difatti mi sento di anticipare che a breve molte riforme della giustizia saranno indirizzate ad un contrasto più soft e certamente meno aggressivo, in linea d’altronde con quanto già realizzato dai governi precedenti!!!

A detto bene il mese scorso il Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri “Il governo dei migliori ha fatto disastri con le sue riforme”, ma come dicevo, sono certo che quello attuale non si discosterà da quanto compiuto inutilmente compiuto in questi anni!!! 

Ci voleva Dalla Chiesa per ricordare a taluni "parlamentari" che l'aumento del tetto contanti, favorisce il sistema mafioso…

L’aumento del tetto al contante come negli altri Paesi europei… ma scusate, riporta bene il Presidente Onorario di Libera Nando Dalla Chiesa: “In altri Paesi Ue non esiste? Certo… loro non hanno la mafia in casa, in Italia viceversa servono contromisure”!!!

Come ho scritto nel mio precedente post, l’aumento alimenta il fenomeno del riciclaggio e a guadagnarsi è tutto quel sistema che produce sommerso, evasione e bustarelle!!!

D’altronde quando si tratta di contrasto alla criminalità organizzata certi partiti stanno in silenzio, la maggior parte dei loro voti giungono proprio da quello scambio… e quindi perché meravigliarci se le norme in questo Paese vanno sempre nella direzione sbagliata…

Ed ancora, riporta  il professor Dalla Chiesa: “Chi non ha nulla da temere non ha il problema di lasciare traccia. Chi vuole avere tanti soldi in tasca senza lasciare traccia ha la convenienza all’innalzamento del tetto” e il voler innalzare innalzare il tetto al contante – secondo Dalla Chiesa – è sintomo della “mancanza di chiarezza sugli effetti che una norma del genere produce. 

Certo… è vero che ci sono Paesi, dove non c’è la mafia e quindi hanno il tetto presente in Italia, ma qui, da noi, la mafia c’è e si fa sentire in tutti gli ambiti, ma soprattutto c’è una presenza costante di cittadini disposti a favorirla e forte quindi bisogna ricordarsi sempre che i provvedimenti, come quelli ora in discussione nel governo Meloni,  vadano commisurati alla realtà e non all’immaginazione!!!

La verità è che – come riporto da sempre – la mafia fa comodo a molti, in particolare a tanti politici, in quanto vengono fortemente – attraverso le preferenze – condizionati da essa…

E quindi se durante le campagne elettorali si è ricevuto, ora è tempo di contraccambiare, difatti mi sento di anticipare che a breve molte riforme della giustizia saranno indirizzate ad un contrasto più soft e certamente meno aggressivo, in linea d’altronde con quanto già realizzato dai governi precedenti!!!

A detto bene il mese scorso il Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri “Il governo dei migliori ha fatto disastri con le sue riforme”, ma come dicevo, sono certo che quello attuale non si discosterà da quanto compiuto inutilmente compiuto in questi anni!!! 

Il tetto contanti a €. 10.000 farà sicuramente felice gli evasori e gli imprenditori che effettuano pagamenti in nero, ma soprattutto quanti a tutt’oggi percepiscono tangenti!!!

In un Paese rappresentato in parlamento da condannati, imputati ed indagati, pensavate forse che improvvisamente quei fondamentali principi di legalità diventassero prioritari su tutto??? 

Ma chi ha pensato per un momento ciò è stato folle, vedrete – ma non lo dico per parte presa o per indirizzo politico, credetemi.. non me ne frega niente –  se con tanti problemi immensi da affrontare, si pensa come primo punto ha depositare un progetto di legge per alzare il tetto del contante a 10mila euro, comprenderete come l’obbiettivo del Governo Meloni ( e mi dispiace per Lei… ) è quello di far passare leggi e norme che agevoleranno tutti coloro che oggi corrompono, evadono, truffano e via discorrendo…

Già, invece di fare provvedimento che dovrebbero condurre all’abolizione del contante, anche questo governo procede nella direzione di quanto fatto dai governi che l’hanno proceduto!!!

Ma poi mi verrebbe da dire… ma chi cammina oggi in tasca con 10.000 euro in contanti???

Ma finitela di prenderci per il culo… è ovvio che ciò serve a mascherare tutte quelle circostanze che hanno necessità illegali o che favoriscono la criminalità organizzata, che si ritrova ad avere grandi disponibilità di liquidità quotidiana e deve cercare di riciclare e quindi far circolare nuovamente nel mercato legale in breve tempo…

Ma non solo… va ricordato come vi siano enormi patrimoni depositati all’estero in paradisi fiscali che bisogna far rientrare e quale migliore soluzione se non proporre il tetto a 10.000 giornalieri… 

Uno schifo sotto tutti i punti di vista… ma d’altronde è la rappresentazione esatta di questo nostro paese, dove chi ruba e non fa un cazz… viene premiato e chi lavora costantemente viene bastonato e costretto a pagare per mantenere tutta questa inutilità!!!

Ma d’altronde, fintanto che i cittadini vanno a votare invece di scendere in piazza, cosa si pretende… 

Il tetto contanti a €. 10.000 farà sicuramente felice gli evasori e gli imprenditori che effettuano pagamenti in nero, ma soprattutto quanti a tutt'oggi percepiscono tangenti!!!

In un Paese rappresentato in parlamento da condannati, imputati ed indagati, pensavate forse che improvvisamente quei fondamentali principi di legalità diventassero prioritari su tutto??? 

Ma chi ha pensato per un momento ciò è stato folle, vedrete – ma non lo dico per parte presa o per indirizzo politico, credetemi.. non me ne frega niente –  se con tanti problemi immensi da affrontare, si pensa come primo punto ha depositare un progetto di legge per alzare il tetto del contante a 10mila euro, comprenderete come l’obbiettivo del Governo Meloni ( e mi dispiace per Lei… ) è quello di far passare leggi e norme che agevoleranno tutti coloro che oggi corrompono, evadono, truffano e via discorrendo…

Già, invece di fare provvedimento che dovrebbero condurre all’abolizione del contante, anche questo governo procede nella direzione di quanto fatto dai governi che l’hanno proceduto!!!

Ma poi mi verrebbe da dire… ma chi cammina oggi in tasca con 10.000 euro in contanti???

Ma finitela di prenderci per il culo… è ovvio che ciò serve a mascherare tutte quelle circostanze che hanno necessità illegali o che favoriscono la criminalità organizzata, che si ritrova ad avere grandi disponibilità di liquidità quotidiana e deve cercare di riciclare e quindi far circolare nuovamente nel mercato legale in breve tempo…

Ma non solo… va ricordato come vi siano enormi patrimoni depositati all’estero in paradisi fiscali che bisogna far rientrare e quale migliore soluzione se non proporre il tetto a 10.000 giornalieri… 

Uno schifo sotto tutti i punti di vista… ma d’altronde è la rappresentazione esatta di questo nostro paese, dove chi ruba e non fa un cazz… viene premiato e chi lavora costantemente viene bastonato e costretto a pagare per mantenere tutta questa inutilità!!!

Ma d’altronde, fintanto che i cittadini vanno a votare invece di scendere in piazza, cosa si pretende… 

Il presidente Schifani inizia il suo mandato revocando qualche incarico!!!

Il presidente della Regione, Renato Schifani, in qualità non solo di Presidente della Regione ma di commissario delegato per l’attuazione degli interventi ha iniziato a rimuovere alcune figure note, da tempo dirigenti di importanti Dipartimenti regionali…

Mi sentirei quasi di anticipare i nomi che a breve verranno rimossi da altre strutture ma seppur ho già anticipato a qualche amico/a i nomi, lascio al tempo e soprattutto al Presidente il piacere di comunicarli…
 

Certo, l’inizio non è male, d’altro canto se realmente quanto dichiarato “Il mio governo sarà inflessibile sull’applicazione del principio della massima trasparenza e della massima responsabilità. Se vi sono soggetti che tendono a delinquere, spacciandosi per tutori della legalità, prima o poi pagheranno. Noi saremo molto rigorosi nella selezione preventiva dei futuri direttori generali, non solo sotto il profilo della moralità, dell’affidabilità, ma anche della qualità professionale, di come hanno operato in passato. La corruzione è un male che dobbiamo combattere”, verrà messo in campo, forse qualcosa finalmente nella nostra regione – dopo tanti proclami inutili, potrebbe cambiare…

 
Il sottoscritto – per come ho già scritto, in particolare sui fondi del PNRR che stanno per giungere – non crede molto a quanto è stato detto, anche se mi fa piacere sapere che il Presidente appena insediatosi ha detto: “verrà costituito un organismo di tre soggetti che, probabilmente a titolo gratuito, vigileranno sui flussi di denaro del Pnrr. Questo gruppo di lavoro sarà composto da altissimi esponenti delle istituzioni in pensione, i quali avranno funzioni di controllo ma serviranno anche da deterrente per la mafia attratta dai flussi di parecchi miliardi di euro che arriveranno in Sicilia. La mafia non ha colore politico, guarda l’interesse, noi dobbiamo stare molto attenti e lo saremo”!!! 

Minc… che frase altisonante, la mafia stara certamente tremando dinnanzi a queste forti dichiarazioni!!!

Vorrei permettermi di non menzionare quelle analoghe frasi dette dai suoi predecessori in questi lungi anni, ma preferisco soprassedere, d’altronde basti costatare come molti di essi siano stati negli anni non solo indagati, ma bensì condannati per associazione mafiosa!!!  
Quindi, caro Presidente Schifani, mi permetta di aggiungere che con le parole non si fa niente… perché con i fatti che si è fatta la storia della nostra bella terra e che ahimè a portato a contare i morti, già… di chi realmente la mafia la combattuta (e purtroppo non c’è più…) e di chi viceversa con quella associazione criminale ci è andata a braccetto e ancora – grazie ad essa – siede in quelle poltrone vellutate!!!
I fatti daranno ragione, vedremo a chi dei due…

Il presidente Schifani inizia il suo mandato revocando qualche incarico!!!

Il presidente della Regione, Renato Schifani, in qualità non solo di Presidente della Regione ma di commissario delegato per l’attuazione degli interventi ha iniziato a rimuovere alcune figure note, da tempo dirigenti di importanti Dipartimenti regionali…

Mi sentirei quasi di anticipare i nomi che a breve verranno rimossi da altre strutture ma seppur ho già anticipato a qualche amico/a i nomi, lascio al tempo e soprattutto al Presidente il piacere di comunicarli…
 

Certo, l’inizio non è male, d’altro canto se realmente quanto dichiarato “Il mio governo sarà inflessibile sull’applicazione del principio della massima trasparenza e della massima responsabilità. Se vi sono soggetti che tendono a delinquere, spacciandosi per tutori della legalità, prima o poi pagheranno. Noi saremo molto rigorosi nella selezione preventiva dei futuri direttori generali, non solo sotto il profilo della moralità, dell’affidabilità, ma anche della qualità professionale, di come hanno operato in passato. La corruzione è un male che dobbiamo combattere”, verrà messo in campo, forse qualcosa finalmente nella nostra regione – dopo tanti proclami inutili, potrebbe cambiare…

 
Il sottoscritto – per come ho già scritto, in particolare sui fondi del PNRR che stanno per giungere – non crede molto a quanto è stato detto, anche se mi fa piacere sapere che il Presidente appena insediatosi ha detto: “verrà costituito un organismo di tre soggetti che, probabilmente a titolo gratuito, vigileranno sui flussi di denaro del Pnrr. Questo gruppo di lavoro sarà composto da altissimi esponenti delle istituzioni in pensione, i quali avranno funzioni di controllo ma serviranno anche da deterrente per la mafia attratta dai flussi di parecchi miliardi di euro che arriveranno in Sicilia. La mafia non ha colore politico, guarda l’interesse, noi dobbiamo stare molto attenti e lo saremo”!!! 

Minc… che frase altisonante, la mafia stara certamente tremando dinnanzi a queste forti dichiarazioni!!!

Vorrei permettermi di non menzionare quelle analoghe frasi dette dai suoi predecessori in questi lungi anni, ma preferisco soprassedere, d’altronde basti costatare come molti di essi siano stati negli anni non solo indagati, ma bensì condannati per associazione mafiosa!!!  
Quindi, caro Presidente Schifani, mi permetta di aggiungere che con le parole non si fa niente… perché con i fatti che si è fatta la storia della nostra bella terra e che ahimè a portato a contare i morti, già… di chi realmente la mafia la combattuta (e purtroppo non c’è più…) e di chi viceversa con quella associazione criminale ci è andata a braccetto e ancora – grazie ad essa – siede in quelle poltrone vellutate!!!
I fatti daranno ragione, vedremo a chi dei due…

A breve tutti i trasporti si potrebbero fermare…

Ho ricevuto su “Whatsapp” un interessante post del mio amico Giorgio Petrolo che mi permetto di riproporre perché evidenzia un evidente rischio con il quale a breve tutti noi potremmo essere costretti a dover convivere, in particolare il comparto del trasporto su gomma che vede la miscela iniziare a scarseggiare e soprattutto a costare sempre di più!!!

Trasporti su gomma, e quindi grande distribuzione, a rischio stop nel nostro Paese: tir e camion potrebbero presto restare fermi a causa dell’esaurimento delle scorte di AdBlue, una specifica miscela utilizzata per alimentare i motori diesel riducendone le emissioni inquinanti. 

Se ciò dovesse verificarsi, non si potrebbero evitare delle preoccupanti ripercussioni per quanto concerne lo spostamento di merci e beni di primo consumo.

Come anticipato, si registra infatti nelle ultime ore un’allarmante carenza di AdBlue, soluzione sintetica composta per il 32,5% da urea a elevata purezza e per il 67,5% da acqua demineralizzata, utilizzabile esclusivamente nei motori diesel: grazie al suo utilizzo è possibile ridurre del 90% le emissioni degli ossidi di azoto dai gas di scarico.

All’origine del problema c’è anche il blocco della produzione da parte della società chimica tedesca di Wittenber Skw Piesteritz, che si occupa di produrre, per l’appunto, AdBlue e anidride carbonica. Un blocco della produzione, peraltro, motivato proprio dal pesante caro energia registrato negli ultimi mesi.

Visto il recente stop della Yara Italia di Ferrara, società anch’essa specializzata nella produzione della miscela e di anidride carbonica, il timore è che pesanti ripercussioni possano ripetersi ancora una volta nel nostro Paese, come già accaduto per il blocco delle “bollicine” e dell’acqua frizzante. Stavolta le conseguenze si abbatterebbero sul comparto del trasporto merci su gomma.

Infatti, come denunciato da Assotir, l’approvvigionamento di AdBlue è sempre più difficile, anche a causa dell’aumento notevole dei costi: rispetto ai 30/36 centesimi al litro di due anni fa, oggi si è arrivati fino a 1,20 euro. “Se è vero che, trattandosi di un additivo, non lo si consuma nelle stesse quantità del gasolio”, spiega l’associazione, “va comunque di pari passo con il diesel, i cui prezzi pure si sono impennati”. 

In effetti proprio nei giorni scorsi era stata l’Associazione italiana delle imprese di trasporto a denunciare che “dal 7 al 12 ottobre, il prezzo del gasolio è aumentato di ben 20 centesimi al litro”, in misura nettamente superiore rispetto a quello della benzina. Una situazione insostenibile, che ha spinto anche Assotir a chiedere un urgente intervento al governo, con l’aggiornamento delle” tariffe minime, ferme a febbraio nonostante la violenta impennata del costo del carburante”.

Già… come detto, oramai, il prezzo della miscela, che può oscillare a seconda della maggiore o minore qualità, è salito fino a 1,20 euro per litro. Per percorrere circa 100 chilometri, un tir necessita di almeno 2 litri di AdBlue.

E quindi, con lo scopo di incentivare il suo utilizzo, al momento, è stato riconosciuto un credito di imposta del 15% sulle spese al netto dell’Iva sostenute nel 2022 per l’acquisto del composto, dedicato solo ai veicoli di categoria ecologica euro 5 o superiore. 

La richiesta di Assotir, per evitare un aggravio della situazione, è quella di prorogare con urgenza gli incentivi, d’altronde – i motori diesel Euro 5 ed Euro 6 che utilizzano AdBlue sono anche quelli meno inquinanti .- lamenta l’Associazione”: in questo modo si tendono a penalizzare di più quelle aziende che hanno effettuato pesanti investimenti per ridurre l’inquinamento e che ora viceversa si trovano a dovere sopportare costi esorbitanti!!!

Immaginate: niente trasporti… nessuna merce, in particolare nessun bene di prima necessità, ciò comporterà nei cittadini quelle manifestazioni di panico e violenza con l’assalto ai supermercati e a tutte quelle piccole attività commerciali!!!

Oltre agli aumenti esponenziali di energia, ci mancava il rischio di rimanere a secco, se sono queste le premesse, non posso che preoccuparmi per questo 2023 certamente nefasto!!!

A breve tutti i trasporti si potrebbero fermare…

Ho ricevuto su “Whatsapp” un interessante post del mio amico Giorgio Petrolo che mi permetto di riproporre perché evidenzia un evidente rischio con il quale a breve tutti noi potremmo essere costretti a dover convivere, in particolare il comparto del trasporto su gomma che vede la miscela iniziare a scarseggiare e soprattutto a costare sempre di più!!!

Trasporti su gomma, e quindi grande distribuzione, a rischio stop nel nostro Paese: tir e camion potrebbero presto restare fermi a causa dell’esaurimento delle scorte di AdBlue, una specifica miscela utilizzata per alimentare i motori diesel riducendone le emissioni inquinanti. 

Se ciò dovesse verificarsi, non si potrebbero evitare delle preoccupanti ripercussioni per quanto concerne lo spostamento di merci e beni di primo consumo.

Come anticipato, si registra infatti nelle ultime ore un’allarmante carenza di AdBlue, soluzione sintetica composta per il 32,5% da urea a elevata purezza e per il 67,5% da acqua demineralizzata, utilizzabile esclusivamente nei motori diesel: grazie al suo utilizzo è possibile ridurre del 90% le emissioni degli ossidi di azoto dai gas di scarico.

All’origine del problema c’è anche il blocco della produzione da parte della società chimica tedesca di Wittenber Skw Piesteritz, che si occupa di produrre, per l’appunto, AdBlue e anidride carbonica. Un blocco della produzione, peraltro, motivato proprio dal pesante caro energia registrato negli ultimi mesi.

Visto il recente stop della Yara Italia di Ferrara, società anch’essa specializzata nella produzione della miscela e di anidride carbonica, il timore è che pesanti ripercussioni possano ripetersi ancora una volta nel nostro Paese, come già accaduto per il blocco delle “bollicine” e dell’acqua frizzante. Stavolta le conseguenze si abbatterebbero sul comparto del trasporto merci su gomma.

Infatti, come denunciato da Assotir, l’approvvigionamento di AdBlue è sempre più difficile, anche a causa dell’aumento notevole dei costi: rispetto ai 30/36 centesimi al litro di due anni fa, oggi si è arrivati fino a 1,20 euro. “Se è vero che, trattandosi di un additivo, non lo si consuma nelle stesse quantità del gasolio”, spiega l’associazione, “va comunque di pari passo con il diesel, i cui prezzi pure si sono impennati”. 

In effetti proprio nei giorni scorsi era stata l’Associazione italiana delle imprese di trasporto a denunciare che “dal 7 al 12 ottobre, il prezzo del gasolio è aumentato di ben 20 centesimi al litro”, in misura nettamente superiore rispetto a quello della benzina. Una situazione insostenibile, che ha spinto anche Assotir a chiedere un urgente intervento al governo, con l’aggiornamento delle” tariffe minime, ferme a febbraio nonostante la violenta impennata del costo del carburante”.

Già… come detto, oramai, il prezzo della miscela, che può oscillare a seconda della maggiore o minore qualità, è salito fino a 1,20 euro per litro. Per percorrere circa 100 chilometri, un tir necessita di almeno 2 litri di AdBlue.

E quindi, con lo scopo di incentivare il suo utilizzo, al momento, è stato riconosciuto un credito di imposta del 15% sulle spese al netto dell’Iva sostenute nel 2022 per l’acquisto del composto, dedicato solo ai veicoli di categoria ecologica euro 5 o superiore. 

La richiesta di Assotir, per evitare un aggravio della situazione, è quella di prorogare con urgenza gli incentivi, d’altronde – i motori diesel Euro 5 ed Euro 6 che utilizzano AdBlue sono anche quelli meno inquinanti .- lamenta l’Associazione”: in questo modo si tendono a penalizzare di più quelle aziende che hanno effettuato pesanti investimenti per ridurre l’inquinamento e che ora viceversa si trovano a dovere sopportare costi esorbitanti!!!

Immaginate: niente trasporti… nessuna merce, in particolare nessun bene di prima necessità, ciò comporterà nei cittadini quelle manifestazioni di panico e violenza con l’assalto ai supermercati e a tutte quelle piccole attività commerciali!!!

Oltre agli aumenti esponenziali di energia, ci mancava il rischio di rimanere a secco, se sono queste le premesse, non posso che preoccuparmi per questo 2023 certamente nefasto!!!

Mazzette a funzionari pubblici per aggiudicarsi appalti!!!

Se fossimo in un altro Stato – moralmente più onesto – questa notizia sarebbe di per se sorprendente, ma da noi, essa rappresenta la consuetudine e credetemi se dico che ancora oggi non comprendo, come siano in molti a meravigliarsi…

Le gare d’appalto vengono truccate e le modalità adottate sono talmente banali che anche un bambino sarebbe in grado di attuare quei meccanismi ed espedienti… 

Ma tanto non cambia nulla, sì… certo, leggo come ciascuno di voi quelle abituali ordinanze cautelare emesse, la serie di nomi che vengono pubblicati nelle testate di cronache, i funzionari che finiscono per qualche giorno in penitenziario e come la maggior parte di quegli indagati finisca ai domiciliari con obbligo di dimora… 

Ma per il resto, non pensate di recuperare le somme sparite, già tutte quelle bustarelle negli anni ricevute, quelle tangenti in cambio dell’aggiudicazione di quegli appalti… 

Ormai quelle somme sono sparire o meglio, una parte di esse servirà ora per pagarsi uno studio legale affinché col passar del tempo, si possano allievare o eliminare del tutto quelle accuse infamanti che appartengono a comportamenti degenerativi che tanto bene ormai conosciamo: corruzione, turbata libertà degli incanti o nel procedimento di scelta del contraente e via discorrendo… 

Sì… qualche magistrato coraggioso proverà ad eseguire una serie di sequestri non solo a quei soggetti, ma anche ai loro familiari, ma poi sappiamo bene come tutto quel lavoro d’indagine dovrà scontrarsi con interminabili processi di primo grado e quindi di secondo per finire in cassazione e chissà se con il tempo, tutto verrà dimenticato e alla fine non si giunga ad una assoluzione piena, già… perché il fatto non sussiste!!!

Cosa dire, mi sono stancato di leggere queste notizie, sono amareggiato dal costatare come in tutti questi anni nessuno abbia fatto nulla affinché questo mio Paese diventasse più onesto e certamente più civile, dove tutti noi potremmo godere di pari condizioni e non vi sarebbe necessità di vedere molti miei conterranei svendere la propria dignità!!!

Ma si sa… con il termine “dignità“, ci si riferisce al valore intrinseco dell’esistenza umana che ogni uomo (in quanto persona) è consapevole di rappresentare nei propri principî morali, nella necessità di liberamente mantenerli per se stesso e per gli altri e di tutelarli nei confronti di chi non li rispetta!!!

E difatti, è proprio nella frase sopra riportata il problema fondamentale che assilla la maggior parte dei miei connazionali che è per l’appunto quello di non voler cambiare per avere in tasca qualche euro in più!!!

Mazzette a funzionari pubblici per aggiudicarsi appalti!!!

Se fossimo in un altro Stato – moralmente più onesto – questa notizia sarebbe di per se sorprendente, ma da noi, essa rappresenta la consuetudine e credetemi se dico che ancora oggi non comprendo, come siano in molti a meravigliarsi…

Le gare d’appalto vengono truccate e le modalità adottate sono talmente banali che anche un bambino sarebbe in grado di attuare quei meccanismi ed espedienti… 

Ma tanto non cambia nulla, sì… certo, leggo come ciascuno di voi quelle abituali ordinanze cautelare emesse, la serie di nomi che vengono pubblicati nelle testate di cronache, i funzionari che finiscono per qualche giorno in penitenziario e come la maggior parte di quegli indagati finisca ai domiciliari con obbligo di dimora… 

Ma per il resto, non pensate di recuperare le somme sparite, già tutte quelle bustarelle negli anni ricevute, quelle tangenti in cambio dell’aggiudicazione di quegli appalti… 

Ormai quelle somme sono sparire o meglio, una parte di esse servirà ora per pagarsi uno studio legale affinché col passar del tempo, si possano allievare o eliminare del tutto quelle accuse infamanti che appartengono a comportamenti degenerativi che tanto bene ormai conosciamo: corruzione, turbata libertà degli incanti o nel procedimento di scelta del contraente e via discorrendo… 

Sì… qualche magistrato coraggioso proverà ad eseguire una serie di sequestri non solo a quei soggetti, ma anche ai loro familiari, ma poi sappiamo bene come tutto quel lavoro d’indagine dovrà scontrarsi con interminabili processi di primo grado e quindi di secondo per finire in cassazione e chissà se con il tempo, tutto verrà dimenticato e alla fine non si giunga ad una assoluzione piena, già… perché il fatto non sussiste!!!

Cosa dire, mi sono stancato di leggere queste notizie, sono amareggiato dal costatare come in tutti questi anni nessuno abbia fatto nulla affinché questo mio Paese diventasse più onesto e certamente più civile, dove tutti noi potremmo godere di pari condizioni e non vi sarebbe necessità di vedere molti miei conterranei svendere la propria dignità!!!

Ma si sa… con il termine “dignità“, ci si riferisce al valore intrinseco dell’esistenza umana che ogni uomo (in quanto persona) è consapevole di rappresentare nei propri principî morali, nella necessità di liberamente mantenerli per se stesso e per gli altri e di tutelarli nei confronti di chi non li rispetta!!!

E difatti, è proprio nella frase sopra riportata il problema fondamentale che assilla la maggior parte dei miei connazionali che è per l’appunto quello di non voler cambiare per avere in tasca qualche euro in più!!!

Stupefacente…

Mi permetto di riportare la vicenda che ha visto l’ex Sindaco di Messina, Cateno De Luca  coinvolto quale imputato di una inchiesta giudiziaria nel processo “FENAPI” che, proprio in questi giorni, ha visto lo svolgimento della prima udienza in appello.

Il sostituto procuratore generale Felice Lima ha definito la sentenza di primo grado del 10 gennaio scorso che ci ha assolto – perché il fatto non sussiste – una  “sentenza assolutoria di primo grado stupefacente”.

Breve storia: 

–  5 novembre 2017 vengo rieletto al parlamento siciliano;

– 8 novembre 2017 vengo arrestato;

– 23 novembre 2017 l’arresto viene annullato dal Tribunale del Riesame;

Dopo ben 19 udienze celebrate dal 2018 al 2021… ecco che il 10 gennaio 2022 veniamo tutti assolti con formula piena perché “il fatto non sussiste”!!!

IL PROSSIMO 19 DICEMBRE SI TERRÀ L’ULTERIORE UDIENZA E LA CAMERA DI CONSIGLIO PER LA SENTENZA. 

Mi amareggia tanto che un magistrato possa definire “stupefacente” il lavoro di un altro magistrato e credo che la continenza verbale tra colleghi della magistratura debba essere una regola che oltre al profilo deontologico e disciplinare  attiene all’etica che tutti i magistrati dovrebbero avere come stella cometa per un’attività così delicata che segna in modo irreversibile il destino degli esseri umani. 

Di seguito si riportano le affermazioni del nostro collegio di difesa: “Il collegio di difesa di Cateno De Luca, Carmelo Satta e Giuseppe Ciatto residui imputati di un processo per presunte violazioni tributarie già assolti in primo grado perché il fatto non sussiste, intendono stigmatizzare il comportamento del procuratore generale platealmente allontanatisi dall’aula appena iniziata la discussione dei difensori degli imputati, per la inconsistenza e astrattezza della requisitoria per essersi intrattenuto prevalentemente su fatti non oggetto di contestazione, dimostrando per il resto ignoranza degli atti processuali e scarsa considerazione per sentenze passate in giudicato di assoluzione di coimputato dello stesso reato. Le richieste di condanna formulate per gli stessi imputati si collocano in questo vuoto assoluto di cognizione degli atti e di interpretazione dei fatti”. C.Taormina, E.Covino, T.Micalizzi, G.Mannuccia.

Trovate la notizia completa dell’assoluzione nella pagina web: https://www.messinamagazine.it/primo-piano/lassoluzione-lha-emessa-questa-mattina-al-tribunale-di-messina-il-giudice-monocratico-simona-monforte/

Stupefacente…

Mi permetto di riportare la vicenda che ha visto l’ex Sindaco di Messina, Cateno De Luca  coinvolto quale imputato di una inchiesta giudiziaria nel processo “FENAPI” che, proprio in questi giorni, ha visto lo svolgimento della prima udienza in appello.

Il sostituto procuratore generale Felice Lima ha definito la sentenza di primo grado del 10 gennaio scorso che ci ha assolto – perché il fatto non sussiste – una  “sentenza assolutoria di primo grado stupefacente”.

Breve storia: 

–  5 novembre 2017 vengo rieletto al parlamento siciliano;

– 8 novembre 2017 vengo arrestato;

– 23 novembre 2017 l’arresto viene annullato dal Tribunale del Riesame;

Dopo ben 19 udienze celebrate dal 2018 al 2021… ecco che il 10 gennaio 2022 veniamo tutti assolti con formula piena perché “il fatto non sussiste”!!!

IL PROSSIMO 19 DICEMBRE SI TERRÀ L’ULTERIORE UDIENZA E LA CAMERA DI CONSIGLIO PER LA SENTENZA. 

Mi amareggia tanto che un magistrato possa definire “stupefacente” il lavoro di un altro magistrato e credo che la continenza verbale tra colleghi della magistratura debba essere una regola che oltre al profilo deontologico e disciplinare  attiene all’etica che tutti i magistrati dovrebbero avere come stella cometa per un’attività così delicata che segna in modo irreversibile il destino degli esseri umani. 

Di seguito si riportano le affermazioni del nostro collegio di difesa: “Il collegio di difesa di Cateno De Luca, Carmelo Satta e Giuseppe Ciatto residui imputati di un processo per presunte violazioni tributarie già assolti in primo grado perché il fatto non sussiste, intendono stigmatizzare il comportamento del procuratore generale platealmente allontanatisi dall’aula appena iniziata la discussione dei difensori degli imputati, per la inconsistenza e astrattezza della requisitoria per essersi intrattenuto prevalentemente su fatti non oggetto di contestazione, dimostrando per il resto ignoranza degli atti processuali e scarsa considerazione per sentenze passate in giudicato di assoluzione di coimputato dello stesso reato. Le richieste di condanna formulate per gli stessi imputati si collocano in questo vuoto assoluto di cognizione degli atti e di interpretazione dei fatti”. C.Taormina, E.Covino, T.Micalizzi, G.Mannuccia.

Trovate la notizia completa dell’assoluzione nella pagina web: https://www.messinamagazine.it/primo-piano/lassoluzione-lha-emessa-questa-mattina-al-tribunale-di-messina-il-giudice-monocratico-simona-monforte/

Draghi: “Sono contento del lavoro svolto”!!! Beato lui a pensarla così, perché viceversa la maggior parte di noi non lo è affatto…

Caro Presidente, mi creda, sono stati 20 mesi sprecati!!!

Avrebbe potuto fare tanto ed invece ha inciso poco, per non voler dire: nulla!!! 

Quanto non compiuto l’avrà sulla coscienza e poco importa se in questi giorni di fine mandato saranno in molti a farLe i complimenti (di rito), d’altronde parliamo di soggetti che non hanno mai lavorato, soggetti che hanno goduto (come “sanguisuga”) di privilegi familiari o della politica per sopravvivere…

Gli stessi individui che da generazioni sono riusciti ad usufruire di tutti quei privilegi di casta, senza mai essersi confrontati con colleghi più meritevoli o con maggiori capacità professionali!!!

Ed è ciò che difatti resterà della sua esperienza, sarà ricordato per ciò che non ha saputo (o voluto) fare,  nessuno tra un po’ si ricorderà di Lei o meglio, ripensando all’incarico ricevuto, ecco… ricorderemo le condizioni in cui ci ha lasciato, le stesse che ahimè stiamo ahimè subendo, trovandoci purtroppo sul baratro…

Ma Lei d’altronde cosa ne sa dei problemi, Lei che ha sempre vissuto in maniera agiata, una vita che non hai mai dovuto soffrire un solo giorno, già… ben ovattato in quel suo tepore. 

Sono felice di sapere che quanto avevo annunciato ancor prima che lei iniziasse il suo mandato si è di fatto avverato, per verificare basterò scrivere nel mio blog il suo nome e vedrà come in tutti i post, quanto speravo non accadesse è viceversa accaduto!!! 

Per fortuna che ora finalmente siamo giunti al termine di quel mandato, che le votazioni conclusesi hanno ridato voce finalmente a noi cittadini, senza più “tecnici” come Lei che nessuno ha mai votato e che son serviti esclusivamente per allungare il mandato di molti parlamentari affinché potessero godere di quel vergognoso “vitalizio”!!!

Grazie Presidente, ma credo sia giunto il tempo che Lei si godi la pensione…

Draghi: “Sono contento del lavoro svolto”!!! Beato lui a pensarla così, perché viceversa la maggior parte di noi non lo è affatto…

Caro Presidente, mi creda, sono stati 20 mesi sprecati!!!

Avrebbe potuto fare tanto ed invece ha inciso poco, per non voler dire: nulla!!! 

Quanto non compiuto l’avrà sulla coscienza e poco importa se in questi giorni di fine mandato saranno in molti a farLe i complimenti (di rito), d’altronde parliamo di soggetti che non hanno mai lavorato, soggetti che hanno goduto (come “sanguisuga”) di privilegi familiari o della politica per sopravvivere…

Gli stessi individui che da generazioni sono riusciti ad usufruire di tutti quei privilegi di casta, senza mai essersi confrontati con colleghi più meritevoli o con maggiori capacità professionali!!!

Ed è ciò che difatti resterà della sua esperienza, sarà ricordato per ciò che non ha saputo (o voluto) fare,  nessuno tra un po’ si ricorderà di Lei o meglio, ripensando all’incarico ricevuto, ecco… ricorderemo le condizioni in cui ci ha lasciato, le stesse che ahimè stiamo ahimè subendo, trovandoci purtroppo sul baratro…

Ma Lei d’altronde cosa ne sa dei problemi, Lei che ha sempre vissuto in maniera agiata, una vita che non hai mai dovuto soffrire un solo giorno, già… ben ovattato in quel suo tepore. 

Sono felice di sapere che quanto avevo annunciato ancor prima che lei iniziasse il suo mandato si è di fatto avverato, per verificare basterò scrivere nel mio blog il suo nome e vedrà come in tutti i post, quanto speravo non accadesse è viceversa accaduto!!! 

Per fortuna che ora finalmente siamo giunti al termine di quel mandato, che le votazioni conclusesi hanno ridato voce finalmente a noi cittadini, senza più “tecnici” come Lei che nessuno ha mai votato e che son serviti esclusivamente per allungare il mandato di molti parlamentari affinché potessero godere di quel vergognoso “vitalizio”!!!

Grazie Presidente, ma credo sia giunto il tempo che Lei si godi la pensione…

Strage dei Georgofili, quando il Teatro racconta la storia…

Mi permetto di riproporre una pagina degli amici di Facebook di Castelfiorentino che stasera 20 ottobre alle ore 21.00, al Ridotto del Teatro del Popolo presentano uno intitolato “Il paese nelle mani”, nato per volontà dell’Associazione Familiari Vittime Strage di via dei Georgofili di cui proprio il presidente Luigi Dainelli è originario di Castelfiorentino. 

Il regista Nicola Zavagli l’ha definita ”un’orazione civile”, che respinge qualsiasi forma di spettacolarizzazione della storia per affidarsi unicamente alla “nuda parola”, attenendosi soltanto ai fatti. 

E’ questo il biglietto da visita de “Il Paese nelle mani”, spettacolo dedicato alla Strage dei Georgofili avvenuta a Firenze per mano mafiosa nel 1993 in cui morirono cinque persone e cancellando un’intera famiglia. 

La serata,  promossa dalla Compagnia Teatri d’Imbarco e Insetttostecco in collaborazione con l’Associazione tra i Familiari delle vittime della Strage dei Georgofili e il patrocinio del Comune di Castelfiorentino, presenta una lucida riflessione su un periodo cruciale della storia d’Italia, tra il 1992 e il 1994, quando si verificarono ben sette stragi di mafia. 

Lo spettacolo, interpretato da Beatrice Visibelli, scaturisce da un’attenta analisi che Nicola Zavagli, regista e autore del testo, ha svolto esaminando gli atti dei vari processi che si sono tenuti a Firenze nel corso degli anni, alla ricerca della verità, senza lasciarsi trasportare dalle “possibili ipotesi e congetture”, ma solo raccontando “i fatti accertati nei processi”.   

L’Associazione Familiari Vittime della Strage dei Georgofili, da sempre impegnata nella preservazione e nella diffusione della memoria attraverso ogni possibile linguaggio (dalla musica alla poesia, all’arte, al teatro) ha fortemente sostenuto l’idea di questo spettacolo, realizzato lo scorso anno in occasione del 28° anniversario della strage. Il suo presidente, Luigi Dainelli, ha manifestato il desiderio che venisse presentato anche al Ridotto del Teatro del Popolo, essendo originario di Castelfiorentino. 

“Abbiamo accolto con piacere la proposta di Luigi Dainelli, presidente dell’associazione familiari delle vittime – osserva il Vicesindaco con delega alla Cultura, Claudia Centi – per questo spettacolo teatrale di impegno civile che si sofferma su uno dei periodi più difficili della nostra storia, come i primi anni Novanta, segnati dalle stragi di mafia, che causarono la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e decine di innocenti, di cui cinque nella strage causata da una bomba posizionata vicino all’Accademia dei Georgofili a Firenze nel 1993. 

Condivido pienamente quanto riportato dalla Amministrazione di Castelfiorentino ed è il motivo per cui mi sono permesso di riproporre questo post: Diffondere la memoria, in particolare tra le nuove generazioni, è sempre stato uno dei punti fermi di questa Amministrazione, per cui invito tutti i cittadini a partecipare allo spettacolo di giovedì sera, che è libero e gratuito”. 

La direzione organizzativa dello spettacolo è di Cristan Palmi, organizzazione Nicoletta Maria Loisi e Francesca Pingitore. Luci e fonica Alice Mollica.

Info e prenotazioni: info@teatridimbarco.it, 329.4187925, 055310230

LA SCHEDA

Nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993, a Firenze in via dei Georgofili, scoppia un’autobomba che provoca il crollo della Torre, dove ha sede l’Accademia dei Georgofili. Muoiono Caterina Nencioni (di 50 giorni), Nadia Nencioni (9 anni), Angela Fiume (36 anni), Fabrizio Nencioni (39 anni), Dario Capolicchio (22 anni), quest’ultimo giovane studente che soggiornava di fronte alla Torre. I feriti sono 48 e i danni sono ingenti al patrimonio artistico circostante. Per questo attentato, avvenuto per mano mafiosa, saranno comminati a conclusione di un lungo iter processuale 15 ergastoli.

Strage dei Georgofili, quando il Teatro racconta la storia…

Mi permetto di riproporre una pagina degli amici di Facebook di Castelfiorentino che stasera 20 ottobre alle ore 21.00, al Ridotto del Teatro del Popolo presentano uno intitolato “Il paese nelle mani”, nato per volontà dell’Associazione Familiari Vittime Strage di via dei Georgofili di cui proprio il presidente Luigi Dainelli è originario di Castelfiorentino. 

Il regista Nicola Zavagli l’ha definita ”un’orazione civile”, che respinge qualsiasi forma di spettacolarizzazione della storia per affidarsi unicamente alla “nuda parola”, attenendosi soltanto ai fatti. 

E’ questo il biglietto da visita de “Il Paese nelle mani”, spettacolo dedicato alla Strage dei Georgofili avvenuta a Firenze per mano mafiosa nel 1993 in cui morirono cinque persone e cancellando un’intera famiglia. 

La serata,  promossa dalla Compagnia Teatri d’Imbarco e Insetttostecco in collaborazione con l’Associazione tra i Familiari delle vittime della Strage dei Georgofili e il patrocinio del Comune di Castelfiorentino, presenta una lucida riflessione su un periodo cruciale della storia d’Italia, tra il 1992 e il 1994, quando si verificarono ben sette stragi di mafia. 

Lo spettacolo, interpretato da Beatrice Visibelli, scaturisce da un’attenta analisi che Nicola Zavagli, regista e autore del testo, ha svolto esaminando gli atti dei vari processi che si sono tenuti a Firenze nel corso degli anni, alla ricerca della verità, senza lasciarsi trasportare dalle “possibili ipotesi e congetture”, ma solo raccontando “i fatti accertati nei processi”.   

L’Associazione Familiari Vittime della Strage dei Georgofili, da sempre impegnata nella preservazione e nella diffusione della memoria attraverso ogni possibile linguaggio (dalla musica alla poesia, all’arte, al teatro) ha fortemente sostenuto l’idea di questo spettacolo, realizzato lo scorso anno in occasione del 28° anniversario della strage. Il suo presidente, Luigi Dainelli, ha manifestato il desiderio che venisse presentato anche al Ridotto del Teatro del Popolo, essendo originario di Castelfiorentino. 

“Abbiamo accolto con piacere la proposta di Luigi Dainelli, presidente dell’associazione familiari delle vittime – osserva il Vicesindaco con delega alla Cultura, Claudia Centi – per questo spettacolo teatrale di impegno civile che si sofferma su uno dei periodi più difficili della nostra storia, come i primi anni Novanta, segnati dalle stragi di mafia, che causarono la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e decine di innocenti, di cui cinque nella strage causata da una bomba posizionata vicino all’Accademia dei Georgofili a Firenze nel 1993. 

Condivido pienamente quanto riportato dalla Amministrazione di Castelfiorentino ed è il motivo per cui mi sono permesso di riproporre questo post: Diffondere la memoria, in particolare tra le nuove generazioni, è sempre stato uno dei punti fermi di questa Amministrazione, per cui invito tutti i cittadini a partecipare allo spettacolo di giovedì sera, che è libero e gratuito”. 

La direzione organizzativa dello spettacolo è di Cristan Palmi, organizzazione Nicoletta Maria Loisi e Francesca Pingitore. Luci e fonica Alice Mollica.

Info e prenotazioni: info@teatridimbarco.it, 329.4187925, 055310230

LA SCHEDA

Nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993, a Firenze in via dei Georgofili, scoppia un’autobomba che provoca il crollo della Torre, dove ha sede l’Accademia dei Georgofili. Muoiono Caterina Nencioni (di 50 giorni), Nadia Nencioni (9 anni), Angela Fiume (36 anni), Fabrizio Nencioni (39 anni), Dario Capolicchio (22 anni), quest’ultimo giovane studente che soggiornava di fronte alla Torre. I feriti sono 48 e i danni sono ingenti al patrimonio artistico circostante. Per questo attentato, avvenuto per mano mafiosa, saranno comminati a conclusione di un lungo iter processuale 15 ergastoli.