Papa Francesco e le sue parole…

L’ultima volta che avevo ascoltato Bergoglio, parlava di matrimonio: Una cosa che aiuta tanto la vita matrimoniale sono tre parole. Tre parole che si devono dire sempre, tre parole che devono essere di casa: “permesso; grazie; scusa”. Sono tre parole magiche!

Ed oggi, in mezzo alle migliaia di giovani dal Campo da Graça in Portogallo, durate la veglia della Giornata mondiale della gioventù, Papa Francesco si rivolge a loro ricordando «Non abbiate paura, il mondo ha bisogno di ognuno di voi, siete presente e futuro»!!!

Ed ancora: «Vorrei dirvi una cosa: non diventiamo luminosi quando ci mettiamo sotto i riflettori, quando esibiamo un’immagine perfetta e ci sentiamo forti e vincenti. Diventiamo luminosi quando, accogliendo Gesù, impariamo ad amare come Lui».

Il Pontefice ha inoltre proseguito: «A voi, giovani che coltivate sogni grandi ma spesso offuscati dal timore di non vederli realizzati, a voi, giovani, che a volte pensate di non farcela, a voi, giovani, tentati in questo tempo di scoraggiarvi, di giudicarvi inadeguati o di nascondere il dolore mascherandolo con un sorriso, a voi, giovani, che volete cambiare il mondo, e va bene, e lottate per la giustizia e per la pace, a voi, giovani, che ci mettete impegno e fantasia ma vi sembra che non bastino, a voi, giovani, di cui la Chiesa e il mondo hanno bisogno come la terra della pioggia, a voi, giovani, che siete il presente e il futuro; sì, proprio a voi, giovani, Gesù dice: “Non temete!”»

Il Santo Padre ha poi chiesto a tutti i presenti di osservare un minuto di silenzio, chiedendo a tutti di ripetere dentro di sé «Non avere paura»

Certo, è bello vedere tutti quei giovani che zaini sulle spalle si sono diretti lì sorridenti per manifestare la propria devozione, posti in piedi e sotto il sole, hanno seguito le parole del pontefice e la celebrazione dell’adorazione eucaristica; come diceva mia madre “io credo e mi basta…”; già… senza doversi chiedersi perché, senza comprenderne le motivazioni o di come si sia giunti a quelle che sono divenute le religioni nel mondo, quei loro profeti, tra verità discutibili ed enormi falsità perpetrate nei secoli…

Come molti di voi sanno, il mio seguire le religioni in particolare quella della nostra chiesa cattolica, si limita agli insegnamenti di quell’uomo; parlo dei suoi insegnamenti, di quel suo primo cristianesimo, certamente genuino ed autentico e non di ciò che divenne successivamente con la nascita delle religioni e di tutte le sue chiese, che hanno di fatto celato quel vero insegnamento allo scopo di ottenere maggior potere e soprattutto dominare e manipolare le coscienze degli uomini…

D’altronde vorrei ricordare oggi a tutti questi uomini di chiesa, che essi non sono altro che i predecessori di quei sacerdoti, gli stessi che governavano allora a Gerusalemme la casa di Dio, parliamo di quella stessa religione che Gesu di Nazareth, seguiva e professava sin da bambino… 

In tal senso vorrei peraltro riportare un passo da Matteo 21,23-27: Entrato nel tempio, mentre insegnava gli si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo e gli dissero «Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?». Gesù rispose: «Vi farò anch’io una domanda e se voi mi rispondete, vi dirò anche con quale autorità faccio questo; “Il battesimo di Giovanni (il Battista) da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?”, ed essi non osarono dare una risposta e quindi aggiunsero “Non lo sappiamo”. Allora anch’egli disse loro: “Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose”…

E sì… perché se l’autorità di Giovanni viene dal cielo, allora anche quella di Gesù può venire dal cielo e di conseguenza, se l’autorità viene dal cielo, i sacerdoti non la possiedono più, poiché viene continuamente rimessa in questione!!!

Ed è il motivo per cui non credo a ciò che è stato realizzato dalla chiesa cristiana, dopo secoli dalla sua morte, perché qualsiasi persona può liberamente ricevere quell’autorità dal cielo, se dimostra di esserne degna!!!

Cosa dire quindi a quei giovani…??? Nulla, sono belli a vedersi e mi ricordano tanto la naturalezza con cui credeva mia madre…

Aeroporto di Catania: ma dov’era l’impianto antincendio???

Da “Catanese”, appena ho ascoltato la notizia dell’incendio ho pensato: A Sant’Aita prima s’ a’rrubbanu e ‘ppoi ci ficiru i potti ri ferru!!! Cioè, solo dopo esser stata derubata, la statua di Sant’Agata, venne protetta da cancelli di ferro…

E’ sempre così a noi… non cambierà mai nulla, difatti gli interventi vengono compiuti solo dopo che gli incidenti, i danni, le truffe, i raggiri, le complicità e tutto quanto il marcio che infetta questa meravigliosa isola vengono portati alla luce, ed allora si iniziano a prendere i giusti provvedimenti… 

Viene spontaneo chiedersi: ma l’impianto antincendio, era stato controllato oppure come sempre avviene in questi casi, si ricercano esclusivamente le cause che l’hanno prodotto, ma nessuno si preoccupa di verificarne il funzionamento o di eseguire quelle opportune manutenzioni??? 

D’altronde non parliamo di una casa di civile abitazione, qui si tratta di uno degli aeroporti internazionali con più affluenza nel nostro Paese… eppure è bastato un piccolo incendio, per trasformare l’aeroporto in un rogo!!!

Penso che a questo punto andrebbero cacciati tutti quei responsabili che non hanno saputo garantire che il sistema funzionasse a dovere!!! 

Perché non si tratta sapere se l’incendio è stato doloso oppure è stato provocato da un corto circuito, in tutti e due i casi, l’impianto antincendio avrebbe dovuto funzionare e non causare lo scempio che ha di fatto realizzato!!!

Non parliamo poi del danno dal punto di vista economico, turistico, dei disagi causati a tutti i viaggiatori, il sottoscritto ad esempio è stato costretto a partire a proprie spese con un bus per raggiungere Trapani, ben 6 ore di viaggio passando da Palermo, tra incendi ovunque ed un’autostrada in molti tratti bloccata per lavori… 

Peter Gomes l’ha definito “uno spettacolo indecente” – https://www.la7.it/in-onda/video/peter-gomez-duro-sullaeroporto-di-catania-spettacolo-indecente-25-07-2023-496086 – un duro commento, ma d’altronde come dargli torto… 

Mi dispiace dirlo, ma penso che quanto sia successo dipenda principalmente dai miei conterranei e non parlo dei cosiddetti “mafiosi”, no… questa volta la mafia non centra, non cerchiamo giustificazione agli errori commessi e non proviamo ad utilizzare “cosanostra” (come in questi casi avviene…) come capro espiatorio per discolpare le incapacità del solito raccomandato “dirigente o funzionario”, perché se questa volta è capitato all’Aeroporto, vedrete… la prossima volta potrebbe accadere ad un Ospedale oppure a un Centro commerciale, un Parcheggio multipiano, etc… 

E tempo quindi che chi debba controllare lo faccia seriamente e non si stia – come abitualmente accade, seduto in quella sedia a poltrire (già… se solo si facesse l’esame di coscienza ogni fine mese quando percepisce lo stipendio… ah… in questi frangenti come non ricordare quelle sante parole di Paolo Borsellino…) oppure come se quanto sopra non lo riguardasse!!!

Sì… quanto accaduto nella mia città, è stato proprio uno spettacolo indecente!!!

Aeroporto di Catania: ma dov'era l'impianto antincendio???

Da “Catanese”, appena ho ascoltato la notizia dell’incendio ho pensato: A Sant’Aita prima s’ a’rrubbanu e ‘ppoi ci ficiru i potti ri ferru!!! Cioè, solo dopo esser stata derubata, la statua di Sant’Agata, venne protetta da cancelli di ferro…

E’ sempre così da noi… non cambierà mai nulla, difatti gli interventi vengono compiuti solo dopo che gli incidenti, i danni, le truffe, i raggiri, le complicità e tutto quanto il marcio che infetta questa meravigliosa isola vengono portati alla luce, ed allora si iniziano a prendere i giusti provvedimenti… 

Viene spontaneo chiedersi: ma l’impianto antincendio, era stato controllato oppure come sempre avviene in questi casi, si ricercano esclusivamente le cause che l’hanno prodotto, ma nessuno si è preoccupato nel corso di questi anni, di verificarne il funzionamento, già… di quell’impianto antincendio o quantomeno di eseguire saltuariamente quei necessari controlli durante le opportune manutenzioni!!! 

D’altronde non parliamo di una casa di civile abitazione, qui si tratta di uno degli aeroporti internazionali con più affluenza nel nostro Paese… eppure è bastato un piccolo incendio, per trasformare l’aeroporto in un rogo!!!

Penso che a questo punto andrebbero cacciati tutti quei responsabili che non hanno saputo garantire che il sistema funzionasse a dovere!!! 

Perché non si tratta di sapere se l’incendio sia stato doloso oppure sia stato provocato da un corto circuito, in tutti e due i casi, l’impianto antincendio avrebbe dovuto funzionare e non causare lo sfacelo che ha di fatto realizzato!!!

Non parliamo poi del danno dal punto di vista economico, turistico, dei disagi causati a tutti i viaggiatori; il sottoscritto ad esempio è stato costretto a partire a proprie spese con un bus per raggiungere Trapani, ben 6 ore di viaggio passando da Palermo, tra incendi ovunque ed un’autostrada in molti tratti bloccata per lavori… 

Peter Gomes l’ha definito “uno spettacolo indecente” – https://www.la7.it/in-onda/video/peter-gomez-duro-sullaeroporto-di-catania-spettacolo-indecente-25-07-2023-496086 – un duro commento, ma d’altronde come dargli torto… 

Mi dispiace dirlo, ma penso che quanto sia successo dipenda principalmente dai miei conterranei e non parlo dei cosiddetti “mafiosi”, no… questa volta la mafia non centra, non cerchiamo giustificazione agli errori commessi e non proviamo ad utilizzare “cosanostra” (come in questi casi avviene…) come capro espiatorio per discolpare le incapacità del solito raccomandato di turno, sia esso “dirigente o funzionario”, perché se questa volta è capitato all’Aeroporto, vedrete… la prossima volta potrà accadere ad un Ospedale oppure ad un Centro commerciale, un Parcheggio multipiano, etc… 

E tempo quindi che chi debba controllare lo faccia seriamente e non si stia – come abitualmente accade, seduto in quella sedia a poltrire (già… se solo si facesse l’esame di coscienza ogni fine mese quando percepisce lo stipendio… ah… in questi frangenti come non ricordare quelle sante parole di Paolo Borsellino…) oppure continuando come se quanto sopra non lo riguardasse!!!

Sì… quanto accaduto nella mia città, è stato proprio uno spettacolo indecente!!!

Il Ponte sullo stretto??? Sì… serve ad unire gli interessi di cosa nostra con quelli della ‘ndragheta!!!

Pesano le parole espresse da Don Luigi Ciotti….

Egli stesso gioca con le parole per rendere il messaggio più efficace. Lo fa quando dice che il ponte non unirà due coste, quella siciliana e quella calabrese, ma due cosche… quelle sì!!!

L’allarme sugli appetiti mafiosi per le grandi opere. Una frase che aveva già pronunciato in passato. L’ultima volta a Villa San Giovanni, nel corso del consiglio comunale aperto dopo le intimidazioni alla sindaca Giusy Caminiti.

Nella Locride torna ad affermarlo davanti ai giovani, perché è a loro che pensa quando pronuncia quelle parole.  Lo fa in occasione del ventennale della marcia “I Sentieri della Memoria” in ricordo di Lollò Cartisano e di tutte le vittime innocenti calabresi.

Sulla vicenda è intervenuto il vicecapogruppo della Lega alla Camera, Domenico Furgiuele: “Parlando di Ponte che unirà due cosche”, scrive il deputato in una nota, “vorrebbe attaccare l’opera voluta dal ministro Salvini, ma nella realtà offende tutti i meridionali dando loro, implicitamente, dei criminali fino a prova contraria”.

“Non saranno le polemiche e gli insulti del presidente di Libera a bloccare il futuro del Sud”, conclude Furgiuele, “i giovani non torneranno in Calabria e Sicilia con le dispute sul nulla, ma con azioni concrete e investimenti reali sul territorio”…

Staremo a vedere, tanto prima bisognerà attendere che i lavori sul ponte abbiano di fatto inizio…

Il Ponte sullo stretto??? Sì… serve ad unire gli interessi di cosa nostra con quelli della 'ndragheta!!!

Pesano le parole espresse da Don Luigi Ciotti….

Egli stesso gioca con le parole per rendere il messaggio più efficace. Lo fa quando dice che il ponte non unirà due coste, quella siciliana e quella calabrese, ma due cosche… quelle sì!!!

L’allarme sugli appetiti mafiosi per le grandi opere. Una frase che aveva già pronunciato in passato. L’ultima volta a Villa San Giovanni, nel corso del consiglio comunale aperto dopo le intimidazioni alla sindaca Giusy Caminiti.

Nella Locride torna ad affermarlo davanti ai giovani, perché è a loro che pensa quando pronuncia quelle parole.  Lo fa in occasione del ventennale della marcia “I Sentieri della Memoria” in ricordo di Lollò Cartisano e di tutte le vittime innocenti calabresi.

Sulla vicenda è intervenuto il vicecapogruppo della Lega alla Camera, Domenico Furgiuele: “Parlando di Ponte che unirà due cosche”, scrive il deputato in una nota, “vorrebbe attaccare l’opera voluta dal ministro Salvini, ma nella realtà offende tutti i meridionali dando loro, implicitamente, dei criminali fino a prova contraria”.

“Non saranno le polemiche e gli insulti del presidente di Libera a bloccare il futuro del Sud”, conclude Furgiuele, “i giovani non torneranno in Calabria e Sicilia con le dispute sul nulla, ma con azioni concrete e investimenti reali sul territorio”…

Staremo a vedere, tanto prima bisognerà attendere che i lavori sul ponte abbiano di fatto inizio…

Arrestato poliziotto per estorsione con metodo mafioso!!!

«Occhio perché con quella gente ti trovi la testa aperta in due e non te ne accorgi nemmeno»: con queste parole un agente di polizia in servizio all’ufficio personale della Questura parlava all’amico facoltoso imprenditore di una ditta nel settore ambientale… 

Gli aveva raccontato che le sue fotografie sui social network, nelle quali si ostentava lusso e ricchezza, avevano ahimè attirato l’attenzione della malavita: sappi che ti vogliono fare una rapina… ora, io li ho fermati per un po’, ma ora gli devi fare un regalo. Dobbiamo dargli almeno 10 mila euro…

Ora, per rendere il racconto ancora più veritiero, il poliziotto mostrava alcune foto che riprendevano l’imprenditore fermo con il suo bolide davanti ad un autolavaggio… “vedi, ti hanno pedinato e mi hanno mandato queste fotografie come avvertimento”!!! Ed ancora, per convincerlo a pagare: Guarda che con questa gente non si può parlare – gli raccontava per mettergli paura – sono pericolose, possono fare del male ai tuoi figli, violentare la tua compagna”.

Avvertimenti, che però erano un’invenzione, infatti è stato appurato dagli investigatori che non vi era alcun piano della malavita per rapinare l’imprenditore. 

Si comprende come intimidazioni servivano a ottenere quel denaro, per sistemare forse una situazione economica presumibilmente precaria…

Dopo una lunga e certamente “delicata” indagine nei confronti di quel collega, gli agenti della squadra mobile hanno proceduto all’arresto!!!

Cosa dire una situazione inusuale se si pensa alla professionalità compiuta dalla maggior parte delle forze dell’ordine e certamente non si può fare di tutta un’erba un fascio, ma l’immagine viene certamente macchiata in maniera indelebile e questa rappresenta purtroppo la peggiore conseguenza di quelle azioni, che deturpano in senso morale la reputazione dell’arma e di tutti i suoi uomini…

Sì… perché meglio a volte sembrare infedeli agli occhi del mondo che esserlo verso noi stessi!!!

 

La differenza formale che esiste tra la giustizia nel nord Italia è quella mai compiuta nella nostra isola: Denunciato un amministratore di condominio perche il documento per la convocazione dell’assemblea era falso!!!

Incredibile… Ho letto stasera questo articolo su un amministratore di condominio e mi sono cadute le braccia!!!

E sì… perché… per una “minchiata” ( perdonatemi la volgarità…) come quella riportata nel post, si è stati in grado di intervenire in maniera urgente; viceversa per circostanze gravissime, le stesse che le forze dell’ordine hanno potuto costatare attraverso le indagini compiute, beh… dopo quell’immane lavoro, ecco che questi ultimi si sono ritrovati a dover sbattere contro un muro di gomma, innalzato incredibilmente da quello stesso Tribunale che avrebbe dovuto garantirne il lavoro certosino compiuto, ma non solo, ridare finalmente equità e giustizia a un gran numero di condomini, lasciati nel baratro dell’illegalità!!! 
È sì… perché dal 2018 che tutti sanno tutto, d’altronde a dirlo sono le numerose denunce presentate che evidenziano come non vi sia alcun dubbio su quanto occorso, ma che ahimè – a causa di una giustizia fallace –  ancora oggi si continua a manifestare la totale illegalità e la mancanza di regole di diritto, anche nei confronti di un Amministratore giudiziario, nominato tra l’altro proprio dal Tribunale!!! 
Ora si è in attesa di un procedimento per il 2 di Agosto (chissà perché, ma ho come la sensazione che per un qualche motivo futile, questo verrà rinviato..) e di un successivobrinvio a giudizio, già espresso, ma che vede il dibattimento traslato, ancora una volta, al mese di Settembre (2023) !!! 
Già… ci sono voluti ben cinque anni, dopo tutte le prove presentate, evidenziate, confermate anche dagli organi ispettivi, ricordo che trattasi di reati gravissimi, non certo come riportavo sopra per quella “minchiata”, già… fatti gravi che farebbero saltare per lo shok chiunque di noi dalla propria sedia, beh… Cosa dire, siamo ancora qui, oggi 24 luglio, a subirne i torti!!!
Sì… perché a differenza di quanto uno si potrebbe aspettare rivolgendosi alle Istituzioni e compiendo tutti i passi necessari per far emergere le truffe, i raggiri, i movimenti finanziari fraudolenti, etc…. stranamente in questo nostro paese, a non giungere mai dopo anni a nulla, anzi, come nel gioco dell’oca, se sbagli la casella, ti ritrovi nuovamente da dove eri partito… 
Già… perché nel frattempo, qualcuno è stato in grado anche di stralciare le sentenze di condanna già pronunciate da altri colleghi (verrebbe da chiedersi: ma allora quei magistrati hanno sbagliato, erano in torto, non sono stati capaci di comprendere quale fosse la realtà dei fatti… 
Da quanto si evince che chiunque rinuncerebbe ad andare avanti, ci si sente come Don Chisciotte e i mulini a vento, difatti, se non fosse per quella  forza interiore, per quel volere a tutti costi primeggiare la legalità, se non fosse che nel corso della propria vita non ci si è mai piegati ad alcun compromesso e quindi non si è ricattabile, ma soprattutto non si è come la maggior parte omertosi, sterili o sempre in attesa senza che siano gli altri a muoversi per primi e poi loro di fatto si nascondono, già… come diceva in quel film Totò… “Armiamoci e partite”… 
Ecco, forse grazie a questi eroi… si giungerà alla fine, anche su questa agognata vicenda!!!

La differenza formale che esiste tra la giustizia nel nord Italia è quella mai compiuta nella nostra isola: Denunciato un amministratore di condominio perche il documento per la convocazione dell'assemblea era falso!!!

Incredibile… Ho letto stasera questo articolo su un amministratore di condominio e mi sono cadute le braccia!!!

E sì… perché… per una “minchiata” ( perdonatemi la volgarità…) come quella riportata nel post, si è stati in grado di intervenire in maniera urgente; viceversa per circostanze gravissime, le stesse che le forze dell’ordine hanno potuto costatare attraverso le indagini compiute, beh… dopo quell’immane lavoro, ecco che questi ultimi si sono ritrovati a dover sbattere contro un muro di gomma, innalzato incredibilmente da quello stesso Tribunale che avrebbe dovuto garantirne il lavoro certosino compiuto, ma non solo, ridare finalmente equità e giustizia a un gran numero di condomini, lasciati nel baratro dell’illegalità!!! 
È sì… perché dal 2018 che tutti sanno tutto, d’altronde a dirlo sono le numerose denunce presentate che evidenziano come non vi sia alcun dubbio su quanto occorso, ma che ahimè – a causa di una giustizia fallace –  ancora oggi si continua a manifestare la totale illegalità e la mancanza di regole di diritto, anche nei confronti di un Amministratore giudiziario, nominato tra l’altro proprio dal Tribunale!!! 
Ora si è in attesa di un procedimento per il 2 di Agosto (chissà perché, ma ho come la sensazione che per un qualche motivo futile, questo verrà rinviato..) e di un successivobrinvio a giudizio, già espresso, ma che vede il dibattimento traslato, ancora una volta, al mese di Settembre (2023) !!! 
Già… ci sono voluti ben cinque anni, dopo tutte le prove presentate, evidenziate, confermate anche dagli organi ispettivi, ricordo che trattasi di reati gravissimi, non certo come riportavo sopra per quella “minchiata”, già… fatti gravi che farebbero saltare per lo shok chiunque di noi dalla propria sedia, beh… Cosa dire, siamo ancora qui, oggi 24 luglio, a subirne i torti!!!
Sì… perché a differenza di quanto uno si potrebbe aspettare rivolgendosi alle Istituzioni e compiendo tutti i passi necessari per far emergere le truffe, i raggiri, i movimenti finanziari fraudolenti, etc…. stranamente in questo nostro paese, a non giungere mai dopo anni a nulla, anzi, come nel gioco dell’oca, se sbagli la casella, ti ritrovi nuovamente da dove eri partito… 
Già… perché nel frattempo, qualcuno è stato in grado anche di stralciare le sentenze di condanna già pronunciate da altri colleghi (verrebbe da chiedersi: ma allora quei magistrati hanno sbagliato, erano in torto, non sono stati capaci di comprendere quale fosse la realtà dei fatti… 
Da quanto si evince che chiunque rinuncerebbe ad andare avanti, ci si sente come Don Chisciotte e i mulini a vento, difatti, se non fosse per quella  forza interiore, per quel volere a tutti costi primeggiare la legalità, se non fosse che nel corso della propria vita non ci si è mai piegati ad alcun compromesso e quindi non si è ricattabile, ma soprattutto non si è come la maggior parte omertosi, sterili o sempre in attesa senza che siano gli altri a muoversi per primi e poi loro di fatto si nascondono, già… come diceva in quel film Totò… “Armiamoci e partite”… 
Ecco, forse grazie a questi eroi… si giungerà alla fine, anche su questa agognata vicenda!!!

Pier Silvio, continua così!!!

Ho letto che Pier Silvio Berlusconi, stia mettendo alla porta un po’ di presentatori/trici di Mediaset.

Cosa dire, per la prima volta mi trovo d’accordo con un Berlusconi… se poi a differenza del padre, riuscisse a fare trasmissione culturali, visto che in questo Paese, non tutti sono ignoranti, ma c’è chi viceversa, prova a tenere alto ciò che resta ancora di buono, visto che siamo totalmente circondati da programmi trash… 
D’altronde parliamo di conduttori/trici facilmente sostituibili… e poi, come dico sempre, nella vita nessuno di noi è indispensabile!!! 
Purtroppo stasera sto scrivendo questo post con il cellulare in quanto, molte aree di Catania, sono da quasi due giorni senza energia… e quindi, il mio post sarà contenuto, perché altrimenti ne avrei cose da dire… 
Pier Silvio, hai la mia stima se continui con la strada intrapresa, ah… mi raccomando, che non ti venga la felice idea di assumere quanti operano o collaboravano in Rai… 
Già passeresti dalla padella alla brace e poi ti prego basta con i soliti raccomandati della politica, si non bisogna ripetere gli errori già commessi… 
Infine… per quanto riguarda le critiche, restane indifferente, quei soggetti non sono capaci di far nulla ed è solo perché gli è venuto a mancare quel terreno (generoso), sotto i piedi che ora per difendere il proprio orticello escono le unghie, loro ed anche quei loro amici, che ahimè ora non sanno più in quale trasmissione farsi invitare… 

Pier Silvio, continua così!!!

Ho letto che Pier Silvio Berlusconi, stia mettendo alla porta un po’ di presentatori/trici di Mediaset.

Cosa dire, per la prima volta mi trovo d’accordo con un Berlusconi… se poi a differenza del padre, riuscisse a fare trasmissione culturali, visto che in questo Paese, non tutti sono ignoranti, ma c’è chi viceversa, prova a tenere alto ciò che resta ancora di buono, visto che siamo totalmente circondati da programmi trash… 
D’altronde parliamo di conduttori/trici facilmente sostituibili… e poi, come dico sempre, nella vita nessuno di noi è indispensabile!!! 
Purtroppo stasera sto scrivendo questo post con il cellulare in quanto, molte aree di Catania, sono da quasi due giorni senza energia… e quindi, il mio post sarà contenuto, perché altrimenti ne avrei cose da dire… 
Pier Silvio, hai la mia stima se continui con la strada intrapresa, ah… mi raccomando, che non ti venga la felice idea di assumere quanti operano o collaboravano in Rai… 
Già passeresti dalla padella alla brace e poi ti prego basta con i soliti raccomandati della politica, si non bisogna ripetere gli errori già commessi… 
Infine… per quanto riguarda le critiche, restane indifferente, quei soggetti non sono capaci di far nulla ed è solo perché gli è venuto a mancare quel terreno (generoso), sotto i piedi che ora per difendere il proprio orticello escono le unghie, loro ed anche quei loro amici, che ahimè ora non sanno più in quale trasmissione farsi invitare… 

CATANIA: dopo 27 anni e tra un silenzio generale, chiude un’impresa e sei famiglie vengono lasciate a casa!!!

Posso dire di conoscere questo rifornimento da sempre, già… sin da quando per la prima volta ha aperto i battenti nella via Passo Gravina ed in questi giorni (dopo essere venuto a Catania a trascorrere qualche giorno di ferie, prima di ripartire nuovamente per il nord Italia), ho scoperto – recandomi per far far rifornimento – che quella struttura fosse chiusa!!! 

Debbo dire che in quell’occasione non avevo compreso le motivazioni e neppure che la chiusura di quella attività fosse definitiva, sì… ho pensato che la catena posta dinnanzi all’ingresso, fosse dovuta ad un programmato periodo feriale, ma successivamente, mia figlia Alessia, mi ha fatto notare che che quel rifornimento, fosse chiuso già da tempo…     

E difatti, dopo pochi giorni, passando dinnanzi a quel rifornimento, mi ha inviato le foto in allegato, nelle quali sono espresse le reali motivazioni di quella chiusura a dir poco incredibile!!!

Certo… a leggere le motivazioni di quella chiusura si resta basiti, d’altronde si comprendono bene da quelle parole i ricatti ai quali il gestore è stato ahimè accompagnato, già direttamente alla porta… e questa volta non centra la criminalità organizzata, perché le ragioni di quella chiusura vanno ricercate altrove e precisamente nella gestione dei carburanti, sulla concorrenza generata in questi anni da tutti quei rifornimenti – la cui provenienza dei carburanti è stata più volte sottoposta ad inchieste giornalistiche, vedasi per ultima quella della trasmissione Report – che operano a prezzi più bassi, ma il cui prodotto resta – secondo alcune associazioni a difesa dei consumatori – di indubbia o scarsa qualità…

Difatti, proprio il mese scorso, durante alcuni controlli da parte della Gdf presso dei distributori di carburante, è stato trovato gasolio miscelato con varie sostanze – vedasi link: https://newsicilia.it/trapani/cronaca/controlli-nei-distributori-di-carburante-trovato-gasolio-miscelato-con-varie-sostanze/879147/

L’hanno definito il boom delle “pompe bianche”: distributori siciliani senza alcun logo, marchio e/o insegne, rifornimenti dove gli automobilisti sperano di approfittare di quei cosiddetti “prezzi stracciati” per risparmiare su un pieno… 

E’ sono questi i reali motivi che hanno portato in questi anni nell’isola molti distributori a chiudere i propri battenti (tra cui quello di cui parlo sopra); difatti quest’ultimi sono passati da circa 2400 a poco meno di 1500 (vedasi i dati del ministero per lo Sviluppo Economico) e sembra che dietro quell’insegna, bianca o “griffata”, vi siano sempre più spesso una decina di imprese che stanno prendendo il posto delle compagnie petrolifere…

Cosa aggiungere, speriamo che qualcuno faccia qualcosa, mi riferisco in particolare alle Istituzioni che da tempo avrebbero dovuto iniziare ad operare quelle opportune verifiche sul campo!!!

D’altronde basta poco per comprendere cosa stia realmente accadendo dietro questo improvviso business; infatti, se da un lato è importante per i cittadini controllare sempre il prezzo dei carburanti, è altrettanto necessario verificare sempre che la qualità del prodotto e del servizio offerto sia elevato, oltre alla fiducia dell’operatore che rappresenta garanzia di legalità: già… perché non bisogna dimenticare che a volte, dietro uno sconto fittizio e un prezzo offerto generosamente più basso rispetto a quello di mercato, si possono nascondere truffe e chissà forse anche un traffico illegale di carburanti…    

Perché nel frattempo che qualcuno dorme o non compie il proprio dovere o ancor peggio fa finta di non vedere per interessi personali, viceversa altre famiglie, molte direi…  restano di fatto disoccupate!!! 

CATANIA: dopo 27 anni e tra un silenzio generale, chiude un'impresa e sei famiglie vengono lasciate a casa!!!

Posso dire di conoscere questo rifornimento da sempre, già… sin da quando per la prima volta ha aperto i battenti nella via Passo Gravina ed in questi giorni (dopo essere venuto a Catania a trascorrere qualche giorno di ferie, prima di ripartire nuovamente per il nord Italia), ho scoperto – recandomi per far far rifornimento – che quella struttura fosse chiusa!!! 

Debbo dire che in quell’occasione non avevo compreso le motivazioni e neppure che la chiusura di quella attività fosse definitiva, sì… ho pensato che la catena posta dinnanzi all’ingresso, fosse dovuta ad un programmato periodo feriale, ma successivamente, mia figlia Alessia, mi ha fatto notare che che quel rifornimento, fosse chiuso già da tempo…     

E difatti, dopo pochi giorni, passando dinnanzi a quel rifornimento, mi ha inviato le foto in allegato, nelle quali sono espresse le reali motivazioni di quella chiusura a dir poco incredibile!!!

Certo… a leggere le motivazioni di quella chiusura si resta basiti, d’altronde si comprendono bene da quelle parole i ricatti ai quali il gestore è stato ahimè accompagnato, già direttamente alla porta… e questa volta non centra la criminalità organizzata, perché le ragioni di quella chiusura vanno ricercate altrove e precisamente nella gestione dei carburanti, sulla concorrenza generata in questi anni da tutti quei rifornimenti – la cui provenienza dei carburanti è stata più volte sottoposta ad inchieste giornalistiche, vedasi per ultima quella della trasmissione Report – che operano a prezzi più bassi, ma il cui prodotto resta – secondo alcune associazioni a difesa dei consumatori – di indubbia o scarsa qualità…

Difatti, proprio il mese scorso, durante alcuni controlli da parte della Gdf presso dei distributori di carburante, è stato trovato gasolio miscelato con varie sostanze – vedasi link: https://newsicilia.it/trapani/cronaca/controlli-nei-distributori-di-carburante-trovato-gasolio-miscelato-con-varie-sostanze/879147/

L’hanno definito il boom delle “pompe bianche”: distributori siciliani senza alcun logo, marchio e/o insegne, rifornimenti dove gli automobilisti sperano di approfittare di quei cosiddetti “prezzi stracciati” per risparmiare su un pieno… 

E’ sono questi i reali motivi che hanno portato in questi anni nell’isola molti distributori a chiudere i propri battenti (tra cui quello di cui parlo sopra); difatti quest’ultimi sono passati da circa 2400 a poco meno di 1500 (vedasi i dati del ministero per lo Sviluppo Economico) e sembra che dietro quell’insegna, bianca o “griffata”, vi siano sempre più spesso una decina di imprese che stanno prendendo il posto delle compagnie petrolifere…

Cosa aggiungere, speriamo che qualcuno faccia qualcosa, mi riferisco in particolare alle Istituzioni che da tempo avrebbero dovuto iniziare ad operare quelle opportune verifiche sul campo!!!

D’altronde basta poco per comprendere cosa stia realmente accadendo dietro questo improvviso business; infatti, se da un lato è importante per i cittadini controllare sempre il prezzo dei carburanti, è altrettanto necessario verificare sempre che la qualità del prodotto e del servizio offerto sia elevato, oltre alla fiducia dell’operatore che rappresenta garanzia di legalità: già… perché non bisogna dimenticare che a volte, dietro uno sconto fittizio e un prezzo offerto generosamente più basso rispetto a quello di mercato, si possono nascondere truffe e chissà forse anche un traffico illegale di carburanti…    

Perché nel frattempo che qualcuno dorme o non compie il proprio dovere o ancor peggio fa finta di non vedere per interessi personali, viceversa altre famiglie, molte direi…  restano di fatto disoccupate!!! 

Caro Paolo, sono passati ben 11 anni da questa lettera di Roberto, eppure siamo ancora qui a chiederci: da chi sei stato assassinato???

Chi ha ucciso Paolo Borsellino? La mafia o, come scrivono i giudici della Corte d’assise di Caltanissetta, “soggetti diversi da Cosa nostra”??? 31 anni non sono bastati per conoscere la verità!!!

Caro Paolo,

oggi siamo qui a commemorarti in forma privata perché più trascorrono gli anni e più diventa imbarazzante il 23 maggio ed il 19 luglio partecipare alle cerimonie ufficiali che ricordano le stragi di Capaci e di via D’Amelio.

Stringe il cuore a vedere talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione stessa di quei valori di giustizia e di legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere; personaggi dal passato e dal presente equivoco le cui vite – per usare le tue parole – emanano quel puzzo del compromesso morale che tu tanto aborrivi e che si contrappone al fresco profumo della libertà.

E come se non bastasse, Paolo, intorno a costoro si accalca una corte di anime in livrea, di piccoli e grandi maggiordomi del potere, di questuanti pronti a piegare la schiena e abarattare l’anima in cambio di promozioni in carriera o dell’accesso al mondo dorato dei facili privilegi.

Se fosse possibile verrebbe da chiedere a tutti loro di farci la grazia di restarsene a casa il 19 luglio, di concederci un giorno di tregua dalla loro presenza. Ma, soprattutto, verrebbe da chiedere che almeno ci facessero la grazia di tacere, perché pronunciate da loro, parole come Stato, legalità, giustizia, perdono senso, si riducono a retorica stantia, a gusci vuoti e rinsecchiti.

Voi che a null’altro credete se non alla religione del potere e del denaro, e voi che non siete capaci di innalzarvi mai al di sopra dei vostri piccoli interessi personali, il 19 luglio tacete, perché questo giorno è dedicato al ricordo di un uomo che sacrificò la propria vita perché parole come Stato, come Giustizia, come Legge acquistassero finalmente un significato e un valore nuovo in questo nostro povero e disgraziato paese.

Un paese nel quale per troppi secoli la legge è stata solo la voce del padrone, la voce di un potere forte con i deboli e debole con i forti. Un paese nel quale lo Stato non era considerato credibile e rispettabile perché agli occhi dei cittadini si manifestava solo con i volti impresentabili di deputati, senatori, ministri, presidenti del consiglio, prefetti, e tanti altri che con la mafia avevano scelto di convivere o, peggio, grazie alla mafia avevano costruito carriere e fortune.

Sapevi bene Paolo che questo era il problema dei problemi e non ti stancavi di ripeterlo ai ragazzi nelle scuole e nei dibattiti, come quando il 26 gennaio 1989 agli studenti di Bassano del Grappa ripetesti: “Lo Stato non si presenta con la faccia pulita… Che cosa si è fatto per dare allo Stato… Una immagine credibile?… La vera soluzione sta nell’invocare, nel lavorare affinché lo Stato diventi più credibile, perché noi ci dobbiamo identificare di più in queste istituzioni”.

E a un ragazzo che ti chiedeva se ti sentivi protetto dallo Stato e se avessi fiducia nello Stato, rispondesti: “No, io non mi sento protetto dallo Stato perché quando la lotta alla mafia viene delegata solo alla magistratura e alle forze dell’ordine, non si incide sulle cause di questo fenomeno criminale”. E proprio perché eri consapevole che il vero problema era restituire credibilità allo Stato, hai dedicato tutta la vita a questa missione.

Nelle cerimonie pubbliche ti ricordano soprattutto come un grande magistrato, come l’artefice insieme a Giovanni Falcone del maxiprocesso che distrusse il mito della invincibilità della mafia e riabilitò la potenza dello Stato. Ma tu e Giovanni siete stati molto di più che dei magistrati esemplari. Siete stati soprattutto straordinari creatori di senso. 

Avete compiuto la missione storica di restituire lo Stato alla gente, perché grazie a voi e a uomini come voi per la prima volta nella storia di questo paese lo Stato si presentava finalmente agli occhi dei cittadini con volti credibili nei quali era possibile identificarsi ed acquistava senso dire “ Lo Stato siamo noi”. Ci avete insegnato che per costruire insieme quel grande Noi che è lo Stato democratico di diritto, occorre che ciascuno ritrovi e coltivi la capacità di innamorarsi del destino degli altri. Nelle pubbliche cerimonie ti ricordano come esempio del senso del dovere.

Ti sottovalutano, Paolo, perché la tua lezione umana è stata molto più grande. Ci hai insegnato che il senso del dovere è poca cosa se si riduce a distaccato adempimento burocratico dei propri compiti e a obbedienza gerarchica ai superiori. Ci hai detto chiaramente che se tu restavi al tuo posto dopo la strage di Capaci sapendo di essere condannato a morte, non era per un astratto e militaresco senso del dovere, ma per amore, per umanissimo amore.

Lo hai ripetuto la sera del 23 giugno 1992 mentre commemoravi Giovanni, Francesca,Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Parlando di Giovanni dicesti: “Perché non è fuggito, perché ha accettato questa tremenda situazione, perché mai si è turbato, perché è stato sempre pronto a rispondere a chiunque della speranza che era in lui? Per amore! La sua vita è stata un atto di amore verso questa sua città, verso questa terra che lo ha generato”.

Questo dicesti la sera del 23 giugno 1992, Paolo, parlando di Giovanni, ma ora sappiamo che in quel momento stavi parlando anche di te stesso e ci stavi comunicando che anche la tua scelta di non fuggire, di accettare la tremenda situazione nella quale eri precipitato, era una scelta d’amore perché ti sentivi chiamato a rispondere della speranza che tutti noi riponevamo in te dopo la morte di Giovanni.

Ti caricammo e ti caricasti di un peso troppo grande: quello di reggere da solo sulle tue spalle la credibilità di uno Stato che dopo la strage di Capaci sembrava cadere in pezzi, di uno Stato in ginocchio ed incapace di reagire.

Sentisti che quella era divenuta la tua ultima missione e te lo sentisti ripetere il 4 luglio 1992, quando pochi giorni prima di morire, i tuoi sostituti della Procura di Marsala ti scrissero: “La morte di Giovanni e di Francesca è stata per tutti noi un po’ come la morte dello Stato in questa Sicilia. Le polemiche, i dissidi, le contraddizioni che c’erano prima di questo tragico evento e che, immancabilmente, si sono ripetute anche dopo, ci fanno pensare troppo spesso che non ce la faremo, che lo Stato in Sicilia è contro lo Stato e che non puoi fidarti di nessuno. Qui il tuo compito personale, ma sai bene che non abbiamo molti altri interlocutori: sii la nostra fiducia nello Stato”.

Missione doppiamente compiuta, Paolo. Se riuscito con la tua vita a restituire nuova vita a parole come Stato e Giustizia, prima morte perché private di senso. E sei riuscito con la tua morte a farci capire che una vita senza la forza dell’amore è una vita senza senso; che in una società del disamore nella quale dove ciò che conta è solo la forza del denaro ed il potere fine a se stesso, non ha senso parlare di Stato e di Giustizia e di legalità.

E dunque per tanti di noi è stato un privilegio conoscerti personalmente e apprendere da te questa straordinaria lezione che ancora oggi nutre la nostra vita e ci ha dato la forza necessaria per ricominciare quando dopo la strage di via D’Amelio sembrava – come disse Antonino Caponnetto tra le lacrime – che tutto fosse ormai finito.

Ed invece Paolo, non era affatto finita e non è finita. Come quando nel corso di una furiosa battaglia viene colpito a morte chi porta in alto il vessillo della patria, così noi per essere degni di indossare la tua stessa toga, abbiamo raccolto il vessillo che tu avevi sino ad allora portato in alto, perché non finisse nella polvere e sotto le macerie.

Sotto le macerie dove invece erano disposti a seppellirlo quanti mentre il tuo sangue non si era ancora asciugato, trattavano segretamente la resa dello Stato al potere mafioso alle nostre spalle e a nostra insaputa.

Abbiamo portato avanti la vostra costruzione di senso e la vostra forza è divenuta la nostra forza sorretta dal sostegno di migliaia di cittadini che in quei giorni tremendi riempirono le piazze, le vie, circondarono il palazzo di giustizia facendoci sentire che non eravamo soli.

E così Paolo, ci siamo spinti laddove voi eravate stati fermati e dove sareste certamente arrivati se non avessero prima smobilitato il pool antimafia, poi costretto Giovanni ad andar via da Palermo ed infine non vi avessero lasciato morire.

Abbiamo portato sul banco degli imputati e abbiamo processato gli intoccabili: presidenti del Consiglio, ministri, parlamentari nazionali e regionali, presidenti della Regione siciliana, vertici dei Servizi segreti e della Polizia, alti magistrati, avvocati di grido dalle parcelle d’oro, personaggi di vertice dell’economia e della finanza e molti altri.

Uno stuolo di sepolcri imbiancati, un popolo di colletti bianchi che hanno frequentato le nostre stesse scuole, che affollano i migliori salotti, che nelle chiese si battono il petto dopo avere partecipato a summit mafiosi. Un esercito di piccoli e grandi Don Rodrigo senza la cui protezione i Riina, i Provenzano sarebbero stati nessuno e mai avrebbero osato sfidare lo Stato, uccidere i suoi rappresentanti e questo paese si sarebbe liberato dalla mafia da tanto tempo.

Ma, caro Paolo, tutto questo nelle pubbliche cerimonie viene rimosso come se si trattasse di uno spinoso affare di famiglia di cui è sconveniente parlare in pubblico. Così ai ragazzi che non erano ancora nati nel 1992 quando voi morivate, viene raccontata la favola che la mafia è solo quella delle estorsioni e del traffico di stupefacenti.

Si racconta che la mafia è costituita solo da una piccola minoranza di criminali, da personaggi come Riina e Provenzano. Si racconta che personaggi simili, ex villici che non sanno neppure esprimersi in un italiano corretto, da soli hanno tenuto sotto scacco per un secolo e mezzo la nostra terra e che essi da soli osarono sfidare lo Stato nel 1992 e nel 1993 ideando e attuando la strategia stragista di quegli anni. Ora sappiamo che questa non è tutta la verità.

E sappiamo che fosti proprio tu il primo a capire che dietro i carnefici delle stragi, dietro i tuoi assassini si celavano forze oscure e potenti. E per questo motivo ti sentisti tradito, e per questo motivo ti si gelò il cuore e ti sembrò che lo Stato, quello Stato che nel 1985 ti aveva salvato dalla morte portandoti nel carcere dell’Asinara, questa volta non era in grado di proteggerti, o, peggio, forse non voleva proteggerti. 

Per questo dicesti a tua moglie Agnese: “Mi ucciderà la mafia, ma saranno altri che mi faranno uccidere, la mafia mi ucciderà quando altri lo consentiranno”. Quelle forze hanno continuato ad agire Paolo anche dopo la tua morte per cancellare le tracce della loro presenza. E per tenerci nascosta la verità, è stato fatto di tutto e di più.

Pochi minuti dopo l’esplosione in Via D’Amelio mentre tutti erano colti dal panico e il fumo oscurava la vista, hanno fatto sparire la tua agenda rossa perché sapevano che leggendo quelle pagine avremmo capito quel che tu avevi capito.

Hanno fatto sparire tutti i documenti che si trovavano nel covo di Salvatore Riina dopo la sua cattura. Hanno preferito che finissero nella mani dei mafiosi piuttosto che in quelle dei magistrati. Hanno ingannato i magistrati che indagavano sulla strage con falsi collaboratori ai quali hanno fatto dire menzogne. Ma nonostante siano ancora forti e potenti, cominciano ad avere paura.

Le loro notti si fanno sempre più insonni e angosciose, perché hanno capito che non ci fermeremo, perché sanno che è solo questione di tempo. Sanno che riusciremo a scoprire la verità. Sanno che uno di questi giorni alla porta delle loro lussuosi palazzi busserà lo Stato, il vero Stato quello al quale tu e Giovanni avete dedicato le vostre vite e la vostra morte. 

E sanno che quel giorno saranno nudi dinanzi alla verità e alla giustizia che si erano illusi di calpestare e saranno chiamati a rendere conto della loro crudeltà e della loro viltà dinanzi alla Nazione.

Intervento di Roberto Scarpinato, procuratore generale della Corte di Appello di Caltanissetta, letto alla commemorazione per i 20 anni dell’assassinio di Paolo Borsellino, con il quale ha lavorato fianco a fianco nel pool antimafia.

Caro Paolo, sono passati ben 11 anni da questa lettera di Roberto, eppure siamo ancora qui a chiederci: da chi sei stato assassinato???

Chi ha ucciso Paolo Borsellino? La mafia o, come scrivono i giudici della Corte d’assise di Caltanissetta, “soggetti diversi da Cosa nostra”??? 31 anni non sono bastati per conoscere la verità!!!

Caro Paolo,

oggi siamo qui a commemorarti in forma privata perché più trascorrono gli anni e più diventa imbarazzante il 23 maggio ed il 19 luglio partecipare alle cerimonie ufficiali che ricordano le stragi di Capaci e di via D’Amelio.

Stringe il cuore a vedere talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione stessa di quei valori di giustizia e di legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere; personaggi dal passato e dal presente equivoco le cui vite – per usare le tue parole – emanano quel puzzo del compromesso morale che tu tanto aborrivi e che si contrappone al fresco profumo della libertà.

E come se non bastasse, Paolo, intorno a costoro si accalca una corte di anime in livrea, di piccoli e grandi maggiordomi del potere, di questuanti pronti a piegare la schiena e abarattare l’anima in cambio di promozioni in carriera o dell’accesso al mondo dorato dei facili privilegi.

Se fosse possibile verrebbe da chiedere a tutti loro di farci la grazia di restarsene a casa il 19 luglio, di concederci un giorno di tregua dalla loro presenza. Ma, soprattutto, verrebbe da chiedere che almeno ci facessero la grazia di tacere, perché pronunciate da loro, parole come Stato, legalità, giustizia, perdono senso, si riducono a retorica stantia, a gusci vuoti e rinsecchiti.

Voi che a null’altro credete se non alla religione del potere e del denaro, e voi che non siete capaci di innalzarvi mai al di sopra dei vostri piccoli interessi personali, il 19 luglio tacete, perché questo giorno è dedicato al ricordo di un uomo che sacrificò la propria vita perché parole come Stato, come Giustizia, come Legge acquistassero finalmente un significato e un valore nuovo in questo nostro povero e disgraziato paese.

Un paese nel quale per troppi secoli la legge è stata solo la voce del padrone, la voce di un potere forte con i deboli e debole con i forti. Un paese nel quale lo Stato non era considerato credibile e rispettabile perché agli occhi dei cittadini si manifestava solo con i volti impresentabili di deputati, senatori, ministri, presidenti del consiglio, prefetti, e tanti altri che con la mafia avevano scelto di convivere o, peggio, grazie alla mafia avevano costruito carriere e fortune.

Sapevi bene Paolo che questo era il problema dei problemi e non ti stancavi di ripeterlo ai ragazzi nelle scuole e nei dibattiti, come quando il 26 gennaio 1989 agli studenti di Bassano del Grappa ripetesti: “Lo Stato non si presenta con la faccia pulita… Che cosa si è fatto per dare allo Stato… Una immagine credibile?… La vera soluzione sta nell’invocare, nel lavorare affinché lo Stato diventi più credibile, perché noi ci dobbiamo identificare di più in queste istituzioni”.

E a un ragazzo che ti chiedeva se ti sentivi protetto dallo Stato e se avessi fiducia nello Stato, rispondesti: “No, io non mi sento protetto dallo Stato perché quando la lotta alla mafia viene delegata solo alla magistratura e alle forze dell’ordine, non si incide sulle cause di questo fenomeno criminale”. E proprio perché eri consapevole che il vero problema era restituire credibilità allo Stato, hai dedicato tutta la vita a questa missione.

Nelle cerimonie pubbliche ti ricordano soprattutto come un grande magistrato, come l’artefice insieme a Giovanni Falcone del maxiprocesso che distrusse il mito della invincibilità della mafia e riabilitò la potenza dello Stato. Ma tu e Giovanni siete stati molto di più che dei magistrati esemplari. Siete stati soprattutto straordinari creatori di senso. 

Avete compiuto la missione storica di restituire lo Stato alla gente, perché grazie a voi e a uomini come voi per la prima volta nella storia di questo paese lo Stato si presentava finalmente agli occhi dei cittadini con volti credibili nei quali era possibile identificarsi ed acquistava senso dire “ Lo Stato siamo noi”. Ci avete insegnato che per costruire insieme quel grande Noi che è lo Stato democratico di diritto, occorre che ciascuno ritrovi e coltivi la capacità di innamorarsi del destino degli altri. Nelle pubbliche cerimonie ti ricordano come esempio del senso del dovere.

Ti sottovalutano, Paolo, perché la tua lezione umana è stata molto più grande. Ci hai insegnato che il senso del dovere è poca cosa se si riduce a distaccato adempimento burocratico dei propri compiti e a obbedienza gerarchica ai superiori. Ci hai detto chiaramente che se tu restavi al tuo posto dopo la strage di Capaci sapendo di essere condannato a morte, non era per un astratto e militaresco senso del dovere, ma per amore, per umanissimo amore.

Lo hai ripetuto la sera del 23 giugno 1992 mentre commemoravi Giovanni, Francesca,Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Parlando di Giovanni dicesti: “Perché non è fuggito, perché ha accettato questa tremenda situazione, perché mai si è turbato, perché è stato sempre pronto a rispondere a chiunque della speranza che era in lui? Per amore! La sua vita è stata un atto di amore verso questa sua città, verso questa terra che lo ha generato”.

Questo dicesti la sera del 23 giugno 1992, Paolo, parlando di Giovanni, ma ora sappiamo che in quel momento stavi parlando anche di te stesso e ci stavi comunicando che anche la tua scelta di non fuggire, di accettare la tremenda situazione nella quale eri precipitato, era una scelta d’amore perché ti sentivi chiamato a rispondere della speranza che tutti noi riponevamo in te dopo la morte di Giovanni.

Ti caricammo e ti caricasti di un peso troppo grande: quello di reggere da solo sulle tue spalle la credibilità di uno Stato che dopo la strage di Capaci sembrava cadere in pezzi, di uno Stato in ginocchio ed incapace di reagire.

Sentisti che quella era divenuta la tua ultima missione e te lo sentisti ripetere il 4 luglio 1992, quando pochi giorni prima di morire, i tuoi sostituti della Procura di Marsala ti scrissero: “La morte di Giovanni e di Francesca è stata per tutti noi un po’ come la morte dello Stato in questa Sicilia. Le polemiche, i dissidi, le contraddizioni che c’erano prima di questo tragico evento e che, immancabilmente, si sono ripetute anche dopo, ci fanno pensare troppo spesso che non ce la faremo, che lo Stato in Sicilia è contro lo Stato e che non puoi fidarti di nessuno. Qui il tuo compito personale, ma sai bene che non abbiamo molti altri interlocutori: sii la nostra fiducia nello Stato”.

Missione doppiamente compiuta, Paolo. Se riuscito con la tua vita a restituire nuova vita a parole come Stato e Giustizia, prima morte perché private di senso. E sei riuscito con la tua morte a farci capire che una vita senza la forza dell’amore è una vita senza senso; che in una società del disamore nella quale dove ciò che conta è solo la forza del denaro ed il potere fine a se stesso, non ha senso parlare di Stato e di Giustizia e di legalità.

E dunque per tanti di noi è stato un privilegio conoscerti personalmente e apprendere da te questa straordinaria lezione che ancora oggi nutre la nostra vita e ci ha dato la forza necessaria per ricominciare quando dopo la strage di via D’Amelio sembrava – come disse Antonino Caponnetto tra le lacrime – che tutto fosse ormai finito.

Ed invece Paolo, non era affatto finita e non è finita. Come quando nel corso di una furiosa battaglia viene colpito a morte chi porta in alto il vessillo della patria, così noi per essere degni di indossare la tua stessa toga, abbiamo raccolto il vessillo che tu avevi sino ad allora portato in alto, perché non finisse nella polvere e sotto le macerie.

Sotto le macerie dove invece erano disposti a seppellirlo quanti mentre il tuo sangue non si era ancora asciugato, trattavano segretamente la resa dello Stato al potere mafioso alle nostre spalle e a nostra insaputa.

Abbiamo portato avanti la vostra costruzione di senso e la vostra forza è divenuta la nostra forza sorretta dal sostegno di migliaia di cittadini che in quei giorni tremendi riempirono le piazze, le vie, circondarono il palazzo di giustizia facendoci sentire che non eravamo soli.

E così Paolo, ci siamo spinti laddove voi eravate stati fermati e dove sareste certamente arrivati se non avessero prima smobilitato il pool antimafia, poi costretto Giovanni ad andar via da Palermo ed infine non vi avessero lasciato morire.

Abbiamo portato sul banco degli imputati e abbiamo processato gli intoccabili: presidenti del Consiglio, ministri, parlamentari nazionali e regionali, presidenti della Regione siciliana, vertici dei Servizi segreti e della Polizia, alti magistrati, avvocati di grido dalle parcelle d’oro, personaggi di vertice dell’economia e della finanza e molti altri.

Uno stuolo di sepolcri imbiancati, un popolo di colletti bianchi che hanno frequentato le nostre stesse scuole, che affollano i migliori salotti, che nelle chiese si battono il petto dopo avere partecipato a summit mafiosi. Un esercito di piccoli e grandi Don Rodrigo senza la cui protezione i Riina, i Provenzano sarebbero stati nessuno e mai avrebbero osato sfidare lo Stato, uccidere i suoi rappresentanti e questo paese si sarebbe liberato dalla mafia da tanto tempo.

Ma, caro Paolo, tutto questo nelle pubbliche cerimonie viene rimosso come se si trattasse di uno spinoso affare di famiglia di cui è sconveniente parlare in pubblico. Così ai ragazzi che non erano ancora nati nel 1992 quando voi morivate, viene raccontata la favola che la mafia è solo quella delle estorsioni e del traffico di stupefacenti.

Si racconta che la mafia è costituita solo da una piccola minoranza di criminali, da personaggi come Riina e Provenzano. Si racconta che personaggi simili, ex villici che non sanno neppure esprimersi in un italiano corretto, da soli hanno tenuto sotto scacco per un secolo e mezzo la nostra terra e che essi da soli osarono sfidare lo Stato nel 1992 e nel 1993 ideando e attuando la strategia stragista di quegli anni. Ora sappiamo che questa non è tutta la verità.

E sappiamo che fosti proprio tu il primo a capire che dietro i carnefici delle stragi, dietro i tuoi assassini si celavano forze oscure e potenti. E per questo motivo ti sentisti tradito, e per questo motivo ti si gelò il cuore e ti sembrò che lo Stato, quello Stato che nel 1985 ti aveva salvato dalla morte portandoti nel carcere dell’Asinara, questa volta non era in grado di proteggerti, o, peggio, forse non voleva proteggerti. 

Per questo dicesti a tua moglie Agnese: “Mi ucciderà la mafia, ma saranno altri che mi faranno uccidere, la mafia mi ucciderà quando altri lo consentiranno”. Quelle forze hanno continuato ad agire Paolo anche dopo la tua morte per cancellare le tracce della loro presenza. E per tenerci nascosta la verità, è stato fatto di tutto e di più.

Pochi minuti dopo l’esplosione in Via D’Amelio mentre tutti erano colti dal panico e il fumo oscurava la vista, hanno fatto sparire la tua agenda rossa perché sapevano che leggendo quelle pagine avremmo capito quel che tu avevi capito.

Hanno fatto sparire tutti i documenti che si trovavano nel covo di Salvatore Riina dopo la sua cattura. Hanno preferito che finissero nella mani dei mafiosi piuttosto che in quelle dei magistrati. Hanno ingannato i magistrati che indagavano sulla strage con falsi collaboratori ai quali hanno fatto dire menzogne. Ma nonostante siano ancora forti e potenti, cominciano ad avere paura.

Le loro notti si fanno sempre più insonni e angosciose, perché hanno capito che non ci fermeremo, perché sanno che è solo questione di tempo. Sanno che riusciremo a scoprire la verità. Sanno che uno di questi giorni alla porta delle loro lussuosi palazzi busserà lo Stato, il vero Stato quello al quale tu e Giovanni avete dedicato le vostre vite e la vostra morte. 

E sanno che quel giorno saranno nudi dinanzi alla verità e alla giustizia che si erano illusi di calpestare e saranno chiamati a rendere conto della loro crudeltà e della loro viltà dinanzi alla Nazione.

Intervento di Roberto Scarpinato, procuratore generale della Corte di Appello di Caltanissetta, letto alla commemorazione per i 20 anni dell’assassinio di Paolo Borsellino, con il quale ha lavorato fianco a fianco nel pool antimafia.

Strage Borsellino, sembra ieri, ma sono passati 31 anni eppure nulla d’allora è cambiato!!!

Sono anni che scrivo su quella strage, oggi viceversa voglio condividere un video https://fb.watch/lTuXr4aq90/ ricevuto e nel contempo mi permetto di pubblicare i commenti che due miei cari amici hanno scritto:

Andrea Piazza (fratello di Emanuele Piazza, poliziotto e agente segreto italiano, assassinato nel 1990 ad opera di Cosa nostra):

Un servizio coinvolgente che, non si limita a narrare le tragedie delle tante persone cadute sotto i colpi della mafia, ma altresì a trasmettere lo stato di ansia di coloro che per mestiere decidono di tutelare la sicurezza altrui a costo della propria vita.

Romj Crocitti:

Ascoltare e vedere questo filmato suscita – ha chi possiede una anima sensibile – una grande emozione…

D’altronde, solo chi ha profondamente una abnegazione per la legalità può comprendere il perché questi uomini “comuni”, siano diventati degli eroi….

Ma poi penso a quanta ipocrisia quella strage conduce, a quanta gente durante quelle commemorazioni si riempie la bocca parlando di “legalità” che poi non mette mai in pratica….

Oggi tutti pubblicano foto, ricordi di questi eroi, dimenticano però che le commemorazioni sono sterili se poi non si mettono in pratica le azioni!!!

E’ aberrante vedere l’uso improprio che si fa delle foto di Borsellino ed anche del collega Falcone per mano di chi continua a foraggiare quel sistema di potere,  del male. 

Caro Andrea Piazza tu conosci la situazione in cui mi trovo, adesso sempre più difficile , ma diffido chiunque fin da oggi a commemorarmi…

Perché ora avevo bisogno adesso dell’aiuto dello Stato e non di una giustizia che sembra un puzzle da comporre…

Ed è per questi motivi che non tutti possono sentire le giuste vibrazioni e si comportano come i coccodrilli che mangiano i loro figli per poi piangere….

Essere vigliacchi equivale ad essere farabutti ed io ho deciso di non essere entrambi. 

La partita sarà vinta dallo stato solo quando si darà spazio ad eroi vivi non commemorando solo i morti.

“Bisogna imparare il gusto della legalità e il rispetto della legge” diceva Paolo Borsellino …..si vince solo applicando nel quotidiano questo concetto dico io.

Concluso con un mio post intitolato “Falcone e Borsellino non possono essere celebrati da chi convive con i collusi!!!”: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2023/05/falcone-e-borsellino-non-possono-essere.html

Strage Borsellino, sembra ieri, ma sono passati 31 anni eppure nulla d'allora è cambiato!!!

Sono anni che scrivo su quella strage, oggi viceversa voglio condividere un video https://fb.watch/lTuXr4aq90/ ricevuto e nel contempo mi permetto di pubblicare i commenti che due miei cari amici hanno scritto:

Andrea Piazza (fratello di Emanuele Piazza, poliziotto e agente segreto italiano, assassinato nel 1990 ad opera di Cosa nostra):

Un servizio coinvolgente che, non si limita a narrare le tragedie delle tante persone cadute sotto i colpi della mafia, ma altresì a trasmettere lo stato di ansia di coloro che per mestiere decidono di tutelare la sicurezza altrui a costo della propria vita.

Romj Crocitti:

Ascoltare e vedere questo filmato suscita – ha chi possiede una anima sensibile – una grande emozione…

D’altronde, solo chi ha profondamente una abnegazione per la legalità può comprendere il perché questi uomini “comuni”, siano diventati degli eroi….

Ma poi penso a quanta ipocrisia quella strage conduce, a quanta gente durante quelle commemorazioni si riempie la bocca parlando di “legalità” che poi non mette mai in pratica….

Oggi tutti pubblicano foto, ricordi di questi eroi, dimenticano però che le commemorazioni sono sterili se poi non si mettono in pratica le azioni!!!

E’ aberrante vedere l’uso improprio che si fa delle foto di Borsellino ed anche del collega Falcone per mano di chi continua a foraggiare quel sistema di potere,  del male. 

Caro Andrea Piazza tu conosci la situazione in cui mi trovo, adesso sempre più difficile , ma diffido chiunque fin da oggi a commemorarmi…

Perché ora avevo bisogno dell’aiuto dello Stato e non di una giustizia che sembra un puzzle da comporre…

Ed è per questi motivi che non tutti possono sentire le giuste vibrazioni e si comportano come i coccodrilli che mangiano i loro figli per poi piangere….

Essere vigliacchi equivale ad essere farabutti ed io ho deciso di non essere entrambi. 

La partita sarà vinta dallo stato solo quando si darà spazio ad eroi vivi non commemorando solo i morti.

“Bisogna imparare il gusto della legalità e il rispetto della legge” diceva Paolo Borsellino… si vince solo applicando nel quotidiano questo concetto dico io.

Dopo quanto sopra, permettetemi di concludere con un mio post intitolato “Falcone e Borsellino non possono essere celebrati da chi convive con i collusi!!!”: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2023/05/falcone-e-borsellino-non-possono-essere.html

Mentre da noi si parla da anni del "Ponte sullo stretto", in Romania un’impresa italiana ha inaugurato il ponte di Braila!!!

Se alcuni anni fa mi avessero detto che i politici in Romania fossero più competenti dei nostri, credetemi… non avrei avuto alcun dubbio, d’altronde non ci voleva una grande intelligenza per comprenderne l’evidenza…

Ma che poi quei governanti, fossero – dopo anni vissuti sotto un regime dittatoriale d’ispirazione comunista e di conseguenza costretti a convivere con metodologie coercitive e soprattutto con inquadramenti professionali che lasciavano poca libertà alla creazione o alla promozione di quelle eccellenze personali, beh… se questi di oggi, sono ora i figli di quei politici, hanno dimostrato di averne fatta strada… non solo per aver dimostrato di essere più validi dei nostri ( ma come riportavo sopra, per quello bastava poco…) , ma certamente nell’esser più celeri nel saper comprendere cosa fossa bene realizzare per il proprio paese e cosa no!!!

E quindi, mentre da noi si discute e si continua a discutere su un ponte da oltre trent’anni, in altri paesi le stesse imprese italiane che qui vengono limitate in quelle loro capacità infrastrutturale, realizzano nel mondo, opere ingegneristiche tra le più importanti… 

Un esempio è il ponte sul Danubio “Braila”, inaugurato pochi giorni fa: rappresenta il secondo ponte sospeso più lungo d’Europa ha testimonianza di quanto dicevo sopra e cioè che l’eccellenza italiana nel campo delle infrastrutture viene premiata ovunque!!! 

Il progetto tra l’altro è stato finanziato dall’Unione Europea con un investimento di 363 milioni di euro provenienti dalla politica di coesione ed è stato realizzato da “Webuild” in joint venture…

Il ponte tecnologicamente avanzato, presenta un sistema di monitoraggio strutturale che controlla in maniera costante le condizioni strutturali dell’opera, attraverso l’installazione di una rete di distribuzione di sensori che permette di raccogliere dati in tempo reale le cui informazioni sono necessarie per il mantenimento dell’integrità strutturale…

Con questo sistema di monitoraggio è possibile infatti rilevare anomalie e danni e quindi effettuare una stima della durata dei componenti strutturali principali e di quegli elementi sottoposti a criticità. 

Cosa dire… lo scorso anno avevo scritto: “Presidente Meloni, affidi a “Webuild” la realizzazione del Ponte sullo stretto: forse finalmente l’opera verrà realizzata!!!” – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2022/11/presidente-meloni-affidi-webuild-la.html ed ora vorrei chiedere nuovamente a quel nostro presidente del Governo: perché invece di perdere tempo in chiacchere sterili, non si comincia a fare finalmente sul serio???

Ma  – conoscendo bene i miei connazionali al governo – sono certo di poter affermare che passeranno altre 3 legislature, prima di poter vedere forse qualcosa realizzarsi e la circostanza peggiore non è soltanto quella di dover sentire nei prossimi 15/20 anni ancora cazz…, in particolare su questo nostro ponte sullo stretto, ma anche vedere affrontare temi e argomenti così banali, con i quali ogni giorno siamo costretti a convivere!!! 

Mentre da noi si parla da anni del "Ponte sullo stretto", in Romania un'impresa italiana ha inaugurato il ponte di Braila!!!

Se alcuni anni fa mi avessero detto che i politici in Romania fossero più competenti dei nostri, credetemi… non avrei avuto alcun dubbio, d’altronde non ci voleva una grande intelligenza per comprenderne l’evidenza…

Ma che poi quei governanti, fossero – dopo anni vissuti sotto un regime dittatoriale d’ispirazione comunista e di conseguenza costretti a convivere con metodologie coercitive e soprattutto con inquadramenti professionali che lasciavano poca libertà alla creazione o alla promozione di quelle eccellenze personali, beh… se questi di oggi, sono ora i figli di quei politici, hanno dimostrato di averne fatta strada… non solo per aver dimostrato di essere più validi dei nostri ( ma come riportavo sopra, per quello bastava poco…) , ma certamente nell’esser più celeri nel saper comprendere cosa fossa bene realizzare per il proprio paese e cosa no!!!

E quindi, mentre da noi si discute e si continua a discutere su un ponte da oltre trent’anni, in altri paesi le stesse imprese italiane che qui vengono limitate in quelle loro capacità infrastrutturale, realizzano nel mondo, opere ingegneristiche tra le più importanti… 

Un esempio è il ponte sul Danubio “Braila”, inaugurato pochi giorni fa: rappresenta il secondo ponte sospeso più lungo d’Europa ha testimonianza di quanto dicevo sopra e cioè che l’eccellenza italiana nel campo delle infrastrutture viene premiata ovunque!!! 

Il progetto tra l’altro è stato finanziato dall’Unione Europea con un investimento di 363 milioni di euro provenienti dalla politica di coesione ed è stato realizzato da “Webuild” in joint venture…

Il ponte tecnologicamente avanzato, presenta un sistema di monitoraggio strutturale che controlla in maniera costante le condizioni strutturali dell’opera, attraverso l’installazione di una rete di distribuzione di sensori che permette di raccogliere dati in tempo reale le cui informazioni sono necessarie per il mantenimento dell’integrità strutturale…

Con questo sistema di monitoraggio è possibile infatti rilevare anomalie e danni e quindi effettuare una stima della durata dei componenti strutturali principali e di quegli elementi sottoposti a criticità. 

Cosa dire… lo scorso anno avevo scritto: “Presidente Meloni, affidi a “Webuild” la realizzazione del Ponte sullo stretto: forse finalmente l’opera verrà realizzata!!!” – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2022/11/presidente-meloni-affidi-webuild-la.html ed ora vorrei chiedere nuovamente a quel nostro presidente del Governo: perché invece di perdere tempo in chiacchere sterili, non si comincia a fare finalmente sul serio???

Ma  – conoscendo bene i miei connazionali al governo – sono certo di poter affermare che passeranno altre 3 legislature, prima di poter vedere forse qualcosa realizzarsi e la circostanza peggiore non è soltanto quella di dover sentire nei prossimi 15/20 anni ancora cazz…, in particolare su questo nostro ponte sullo stretto, ma anche vedere affrontare temi e argomenti così banali, con i quali ogni giorno siamo costretti a convivere!!! 

Quel povero traghettatore di Caronte, rimasto senza nave e passeggeri!!!

Ricordate il post di qualche mese fa intitolato “La Sicilia a vedersi dalla Calabria è bellissima, ma poi scopri come ad aspettarti c’è Caronte!!!” – link http://nicola-costanzo.blogspot.com/2023/02/la-sicilia-vedersi-dalla-calabria-e.html 

Terminavo quel post con queste parole: – una gestione che porta utili così interessanti e difatti, sembra che questa particolare condizione, apra ad altre ben più gravi circostanze… – ed  ora apprendo dell’esito negativo dell’istanza di riesame della misura di sequestro cui sono state recentemente sottoposte alcune delle navi di quella flotta. 

Ovviamente senza commentare il pronunciamento del Tribunale competente, che a detta della società  Caronte & Tourist Isole Minori, sarà appellato nelle sedi opportune, auspichiamo che le ragioni di quest’ultima verranno –  lo dico anche per il bene di noi isolani – riconosciute…

Per il momento comunque le navi restano ahimè sequestrate: Ne prendiamo semplicemente atto –continua la nota- fiduciosi nel poter dimostrare le condizioni di piena agibilità delle navi allo stato negate, nonostante le attestazioni di idoneità rilasciate da autorità pubbliche e soggetti certificatori. Il CdA di Caronte & Tourist Isole Minori ha dovuto prendere atto dell’esito del riesame e ha conseguentemente comunicato la risoluzione, per impossibilità sopravvenuta dei contratti in essere, con la Regione Siciliana relativi alle Isole Eolie, le Egadi e Ustica. Ciò in quanto il sequestro per l’asserita inidoneità delle navi al trasporto di Pmr (da noi fermamente contestata), ha determinato la contemporanea indisponibilità di ben tre navi che rende impossibile la prosecuzione del rapporto contrattuale, e (circostanza non meno rilevante) una – non più sostenibile – condizione d’incertezza giuridica. Di ciò abbiamo doverosamente dato formale comunicazione all’Ente regionale».

Certo, che si sia atteso il sopraggiungere del periodo estivo per effettuare il sequestro, ritengo sia un procedimento alquanto discutibile, mi riferisco in particolare al periodo strategico di alta stagione per quel settore, considerando l’alta affluenza turistica che ora viene fortemente penalizzata: forse questo provvedimento si sarebbe potuto compiere in un periodo diverso, ad esempio a inizi anno, tra Gennaio/Febbraio, oppure rimandarlo a fine estate, tra Ottobre e Novembre 

Non so… a volte accadono circostanze che lasciano noi – non addetti ai lavori – interdetti, già è come se la giustizia viaggiasse a velocità diverse da come si vorrebbe: a volte risulta essere lentissima in quei procedimenti che richiederebbero viceversa urgenza, proprio per evitare situazioni di malaffare e/o danno allo Stato, viceversa, quando si potrebbe posticipare certi provvedimenti, da cui nessuno può scappare, anche se parliamo di navi, beh… ecco che all’improvviso la giustizia diventa celerissima…

Mah… chi ci capisce qualcosa è bravo!!!

Quel povero traghettatore di Caronte, rimasto senza nave e passeggeri!!!

Ricordate il post di qualche mese fa intitolato “La Sicilia a vedersi dalla Calabria è bellissima, ma poi scopri come ad aspettarti c’è Caronte!!!” – link http://nicola-costanzo.blogspot.com/2023/02/la-sicilia-vedersi-dalla-calabria-e.html 

Terminavo quel post con queste parole: – una gestione che porta utili così interessanti e difatti, sembra che questa particolare condizione, apra ad altre ben più gravi circostanze… – ed  ora apprendo dell’esito negativo dell’istanza di riesame della misura di sequestro cui sono state recentemente sottoposte alcune delle navi di quella flotta. 

Ovviamente senza commentare il pronunciamento del Tribunale competente, che a detta della società  Caronte & Tourist Isole Minori, sarà appellato nelle sedi opportune, auspichiamo che le ragioni di quest’ultima verranno –  lo dico anche per il bene di noi isolani – riconosciute…

Per il momento comunque le navi restano ahimè sequestrate: Ne prendiamo semplicemente atto –continua la nota- fiduciosi nel poter dimostrare le condizioni di piena agibilità delle navi allo stato negate, nonostante le attestazioni di idoneità rilasciate da autorità pubbliche e soggetti certificatori. Il CdA di Caronte & Tourist Isole Minori ha dovuto prendere atto dell’esito del riesame e ha conseguentemente comunicato la risoluzione, per impossibilità sopravvenuta dei contratti in essere, con la Regione Siciliana relativi alle Isole Eolie, le Egadi e Ustica. Ciò in quanto il sequestro per l’asserita inidoneità delle navi al trasporto di Pmr (da noi fermamente contestata), ha determinato la contemporanea indisponibilità di ben tre navi che rende impossibile la prosecuzione del rapporto contrattuale, e (circostanza non meno rilevante) una – non più sostenibile – condizione d’incertezza giuridica. Di ciò abbiamo doverosamente dato formale comunicazione all’Ente regionale».

Certo, che si sia atteso il sopraggiungere del periodo estivo per effettuare il sequestro, ritengo sia un procedimento alquanto discutibile, mi riferisco in particolare al periodo strategico di alta stagione per quel settore, considerando l’alta affluenza turistica che ora viene fortemente penalizzata: forse questo provvedimento si sarebbe potuto compiere in un periodo diverso, ad esempio a inizi anno, tra Gennaio/Febbraio, oppure rimandarlo a fine estate, tra Ottobre e Novembre 

Non so… a volte accadono circostanze che lasciano noi – non addetti ai lavori – interdetti, già è come se la giustizia viaggiasse a velocità diverse da come si vorrebbe: a volte risulta essere lentissima in quei procedimenti che richiederebbero viceversa urgenza, proprio per evitare situazioni di malaffare e/o danno allo Stato, viceversa, quando si potrebbe posticipare certi provvedimenti, da cui nessuno può scappare, anche se parliamo di navi, beh… ecco che all’improvviso la giustizia diventa celerissima…

Mah… chi ci capisce qualcosa è bravo!!!

Che schifo: si sceglie "si" hai vitalizi e si dice "no" al salario minimo a 9 euro!!!

Dinnanzi a quanto accaduto in questi giorni, gli Italiani, invece di andarsene a mare, si sarebbero dovuti dirigere a Roma, dinnanzi proprio a quel Parlamento ed iniziare uno sciopero generale, fintanto che quei privilegi vergognosi, non fossero totalmente aboliti, 

Ed invece cosa accade… NULLA!!!

Ricordiamolo, nel nostro Paese, così tanto decantato come “democratico“, il salario minimo non è previsto per legge, dato che la tutela della retribuzione adeguata è garantita attraverso la contrattazione collettiva!!!

Ci sono più di tre milioni di lavoratori che oggi non percepiscono neppure quei 9 euro l’ora eppure abbiamo governanti, uomini della politica e tutto quell’andirivieni di persone incompetenti, all’interno di quegli uffici istituzionali, posti lì grazie alle solite raccomandazioni, che fanno di tutto affinché il sistema resti così com’è!!!

E difatti mentre i vitalizi nel nostro Paese sono stati concessi a tutti quei parlamentari quasi fossero delle pensioni speciali, già… concesse a coloro per aver servito quali membri del Parlamento (per aver fatto cosa, sì… sarebbe da chiederlo), in molti altri paesi, questo sistema pensionistico extra per i parlamentari dopo essere stato oggetto di dibattito pubblico ( noi cittadini tra l’altro l’avevamo abolito…) e stato eliminato!!!

D’altronde non ci vuole molto epr comprendere come i vitalizi dei parlamentari siano ingiusti, in quanto costituiscono un privilegio rispetto ai sistemi pensionistici ordinari, già di chi come il sottoscritto da trent’anni versa… 

E’ evidente a tutti che questo tipo di pensioni utilizzi benefici certamente più generosi rispetto a quelli offerti ai cittadini comuni, in particolare perché essi vengono concessi solo dopo un periodo di servizio relativamente breve, soprattutto questo privilegio riservato ai soli politici, se ci si pensa… è totalmente inadeguato, paragonato al mancato contributo che questi hanno dato alla nostra società.

Quindi perché riconoscerlo??? Perché non scendere in piazza e far di tutto affinché non se ne parli più??? 

Certo, comprendo bene tutti quei lacchè che hanno potuto mantenere le proprie famiglie grazie al sostegno dato da quei loro “padroni” politici, gli stessi che li hanno mantenuti per una vita ed oggi quindi ne difendono i vitalizi, proprio di quei loro parlamentari, sostenendo che è giusto riconoscere loro tali pensioni, perché rappresenta un modo per affermare un servizio pubblico reso alla nazione ed anche necessario per garantire loro una certa sicurezza finanziaria dopo aver terminato il loro mandato. 

E certo… per loro quei politici, sono come aver incontrato il messia!!!

Che schifo… viene il voltastomaco, sapere di convivere con dei connazionali capaci di pensare al solo interesse personale e mai a quello collettivo, dover continuare a convivere in questa società iniqua è una sofferenza, già un Paese che invece di premiare chi lavora e riconoscere quel minimo sussidio affinché si possa sopravvivere e progettare un futuro, ci si preferisce dedicare al riconoscimento dei vitalizi… dimenticando di fatto, non solo i costi pensionistici per il Paese, già sull’orlo del fallimento, ma a quella scorretta equità complessiva che dovrebbe essere la base principale per portare avanti un paese che sopravvive grazie ai finanziamenti dell’Ue… 

Ah… ricordo a tutti, che quei fondi ricevuti – sono precisamente 123 miliardi – dovranno essere prima o poi, restituiti con gli interessi!!!

Che schifo: si sceglie "si" hai vitalizi e si dice "no" al salario minimo a 9 euro!!!

Dinnanzi a quanto accaduto in questi giorni, gli Italiani, invece di andarsene a mare, si sarebbero dovuti dirigere a Roma, dinnanzi proprio a quel Parlamento ed iniziare uno sciopero generale, fintanto che quei privilegi vergognosi, non venissero immediatamente aboliti, 

Ed invece cosa accade… NULLA!!!

Ricordiamolo, nel nostro Paese, così tanto decantato come “democratico“, il salario minimo non è previsto per legge, dato che la tutela della retribuzione adeguata è garantita attraverso la contrattazione collettiva!!!

Ci sono più di tre milioni di lavoratori che oggi non percepiscono neppure quei 9 euro l’ora eppure abbiamo governanti, uomini della politica e tutto quell’andirivieni di persone incompetenti, all’interno di quegli uffici istituzionali, posti lì grazie alle solite raccomandazioni, che fanno di tutto affinché il sistema resti così com’è!!!

E difatti mentre i vitalizi nel nostro Paese sono stati concessi a tutti quei parlamentari quasi fossero delle pensioni speciali, già… concesse a coloro per aver servito quali membri del Parlamento (per aver fatto cosa, sì… sarebbe da chiederlo), in molti altri paesi, questo sistema pensionistico extra per i parlamentari dopo essere stato oggetto di dibattito pubblico ( noi cittadini tra l’altro l’avevamo abolito…) e stato eliminato!!!

D’altronde non ci vuole molto per comprendere come i vitalizi dei parlamentari siano ingiusti, in quanto costituiscono un privilegio rispetto ai sistemi pensionistici ordinari, già di chi come il sottoscritto da trent’anni versa… 

E’ evidente a tutti che questo tipo di pensioni utilizzi benefici certamente più generosi rispetto a quelli offerti ai cittadini comuni, in particolare perché essi vengono concessi solo dopo un periodo di servizio relativamente breve, soprattutto questo privilegio riservato ai soli politici, se ci si pensa… è totalmente inadeguato, paragonato al mancato contributo che questi hanno dato alla nostra società.

Quindi perché riconoscerlo??? Perché non scendere in piazza e far di tutto affinché non se ne parli più??? 

Certo, comprendo bene tutti quei lacchè che hanno potuto mantenere le proprie famiglie grazie al sostegno dato da quei loro “padroni” politici, gli stessi che li hanno mantenuti per una vita ed oggi quindi ne difendono i vitalizi, proprio per farsi belli con quei loro parlamentari, sostenendo altresì che è giusto riconoscere loro tali pensioni, perché rappresenta un modo per affermare un servizio pubblico reso alla nazione ed anche necessario per garantire loro una certa sicurezza finanziaria dopo aver terminato il loro mandato. 

E certo… per loro quei politici, sono come aver incontrato il messia!!!

Che schifo… viene il voltastomaco, sapere di convivere con dei connazionali capaci di pensare al solo interesse personale e mai a quello collettivo, dover continuare a convivere in questa società iniqua è una sofferenza, già un Paese che invece di premiare chi lavora e riconoscere quel minimo sussidio affinché si possa sopravvivere e progettare un futuro, si preferisce dedicarsi al riconoscimento dei vitalizi, dimenticando di fatto, non solo i costi pensionistici da sostenersi, per un Paese da tempo sull’orlo del fallimento, ma evidenziando una scorretta equità complessiva che dovrebbe essere la base principale per portare avanti una nazione che sopravvive grazie ai finanziamenti dell’Ue… 

Ah… ricordo a tutti, che quei fondi ricevuti – sono precisamente 123 miliardi – dovranno essere prima o poi restituiti, già con gli interessi!!!

Per trenta (milioni…) denari, non si tradisce!!!

Ho letto di un post che conferma pienamente quanto ho riportato in questi anni e cioè che la campagna stragista sia servita per creare quelle necessarie condizioni per l’affermazione di una nuova forza politica…

Gli investigatori della Dia di Firenze e di Milano stanno in questi giorni perquisendo alcune abitazioni, nell’ambito dell’inchiesta sui mandanti delle stragi di mafia del 1993: Fonti della procura confermano l’attività in perquisizioni, ispezioni e sequestri.

Gli agenti avrebbero ispezionato anche vari uffici sequestrando elementi utili alle indagini, certo non credo proprio che documentazioni così “pericolose”, possano ancora circolare o essere presenti all’interno di un qualche armadio o cassaforte, viceversa ritengo che se queste non siano state ancora distrutte, è perché attraverso di esse, si può pensare di ricattare chi di dovere… 

Secondo la procura di Firenze vi sarebbe stato di fatto una vera e propria istigazione a cosa nostra, sollecitando l’allora boss Graviano ad organizzare e attuare una campagna stragista e, comunque, a proseguirla, al fine di contribuire a creare le condizioni per l’affermazione di una nuova forza politica,  nel quadro di un accordo, consistito nello scambio tra l’effettuazione, prima, da parte di Cosa nostra, di stragi, e poi, a seguito del favorevole risultato elettorale effettivamente ottenuto, la promessa di indirizzare la politica legislativa del Governo verso provvedimenti favorevoli a Cosa nostra in tema di trattamento carcerario, collaboratori di giustizia e sequestro di patrimoni, ricevendo altresì da Cosa nostra l’appoggio elettorale in occasione delle elezioni politiche…

Sembra di scoprire l’acqua calda, ormai questa è una storia che conosciamo bene e quando il Sig. Baiardo ha dichiarato di essere in possesso di una foto dinnanzi a un bar, che ha poi esibito al giornalista Massimo Giletti, possiamo essere certi, che questa esiste, come esistono i documenti che dimostrano quanto sopra…

Certo quanto sopra ha un costo, ma d’altronde, per non tradire, trenta denari non bastano più!!! 

E difatti, abbiamo letto in questi giorni a quanto ammonta quel richiesto silenzio e chissà se prima o poi quella verità verrà fuori: già… perché molto dipenderà da un’unica circostanza e cioè se la somma a suo tempo promessa, gli verrà prima o poi versata oppure no!!!