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La mia libertà finisce dove incomincia la vostra...

A… votare??? Nessuno!!!

Erano in molti a pensare che ci sarebbe stato un calo dell’affluenza… ma forse in pochi immaginavano ad un tracollo così deciso!!!
Le elezioni regionali in Emilia Romagna ed in Calabria, sono state vinte dall’astensionismo!!!
Hanno votato in media circa quattro elettori su dieci ed in particolare nella regione emiliana, con da sempre la maggiore affluenza e soprattutto sempre ligia al dovere quando si è trattato di andare a di votare per il proprio partito di colore “rosso”, ecco che anche da loro, si conta soltanto un terzo degli aventi diritto…
Difatti, il prossimo presidente della Regione sarà il primo ad essere eletto con un numero di votanti inferiore non solo al 50%… ma bensì al 37%…
Un segnale chiaro a tutti… anche se come sempre i nostri politici faranno finta di non capire e cercheranno le solite attenuanti…
Ha vincere sono i cittadini che ormai sono stanchi di tutta questa politica inutile che cerca solo di salvaguardare le proprie posizioni, quei privilegi che continuano ancora a mantenere, alla faccia proprio nostra che invece continuiamo come sempre a dover pagare…
In Calabria – ma lì il voto viene ancora oggi influenzato dalle solite “amicizie” e da quel clientelismo speranzoso dal quale si spera di poter ricevere un vantaggio per se o per un proprio caro…
In definitiva sono andati a votare il 43,8% dei cittadini contro il 59% delle elezioni del 2010… ma comunque sempre più di quella temuta astensione, di cui in tanti si preoccupavano…
Una cosa è certa la politica ha perso…, perde su tutti i fronti, perde ogni giorno con le scelte inique che va facendo, perde mantenendo quei privilegi, perde non adottando vere politiche di sviluppo, di ricerca, d’innovazione…
Perde soprattutto quanto è convinta che con qualche Twitt… si possa modificare un paese allo sbando o con le solite frasi fatte… nelle quali si colpevolizza coloro che con le proprie affermazioni – secondo loro – remano contro questo sistema… ( ma se ormai non cè più neanche la barca…).
La settimana scorsa nel programma serale “Otto e mezzo” condotto dalla giornalista Lilly Gruber era presente la Prof.ssa Mariana Mazzucato – se riuscirete a vedere il video resterete profondamente colpiti dalle parole adottate e da quelle procedure, che a suo dire uno Stato dovrebbe realizzare…
Sono riportate nel Suo libro intitolato ” Lo Stato innovatore ” nel quale diversifica l’impresa privata considerata da sempre una forza innovativa, mentre lo Stato bollato come una forza inerziale, troppo grosso e pesante per fungere da motore dinamico…
Chi è difatti l’imprenditore più audace, l’innovatore più prolifico? Chi finanzia la ricerca che produce le tecnologie più rivoluzionarie? Qual è il motore dinamico di settori come la green economy, le telecomunicazioni, le nanotecnologie, la farmaceutica? Lo Stato.
È lo Stato, nelle economie più avanzate, a farsi carico del rischio d’investimento iniziale all’origine delle nuove tecnologie.
È lo Stato, attraverso fondi decentralizzati, a finanziare ampiamente lo sviluppo di nuovi prodotti fino alla commercializzazione ed ancora è lo Stato il creatore di tecnologie rivoluzionarie come quelle che rendono l’IPhone così “smart”: internet, touch screen e gps.
Ed è lo Stato a giocare il ruolo più importante nel finanziare la rivoluzione verde delle energie alternative.
Ed allora, se è lo Stato il maggior innovatore, perché allora tutti i profitti provenienti da un rischio collettivo finiscono ai privati?
Per cui alla fine altro che elezione… qui ci vorrebbe forse una… @§#@çò*^one!!!

A… votare??? Nessuno!!!

Erano in molti a pensare che ci sarebbe stato un calo dell’affluenza… ma forse in pochi immaginavano ad un tracollo così deciso!!!
Le elezioni regionali in Emilia Romagna ed in Calabria, sono state vinte dall’astensionismo!!!
Hanno votato in media circa quattro elettori su dieci ed in particolare nella regione emiliana, con da sempre la maggiore affluenza e soprattutto sempre ligia al dovere quando si è trattato di andare a di votare per il proprio partito di colore “rosso”, ecco che anche da loro, si conta soltanto un terzo degli aventi diritto…
Difatti, il prossimo presidente della Regione sarà il primo ad essere eletto con un numero di votanti inferiore non solo al 50%… ma bensì al 37%…
Un segnale chiaro a tutti… anche se come sempre i nostri politici faranno finta di non capire e cercheranno le solite attenuanti…
Ha vincere sono i cittadini che ormai sono stanchi di tutta questa politica inutile che cerca solo di salvaguardare le proprie posizioni, quei privilegi che continuano ancora a mantenere, alla faccia proprio nostra che invece continuiamo come sempre a dover pagare…
In Calabria – ma lì il voto viene ancora oggi influenzato dalle solite “amicizie” e da quel clientelismo speranzoso dal quale si spera di poter ricevere un vantaggio per se o per un proprio caro…
In definitiva sono andati a votare il 43,8% dei cittadini contro il 59% delle elezioni del 2010… ma comunque sempre più di quella temuta astensione, di cui in tanti si preoccupavano…
Una cosa è certa la politica ha perso…, perde su tutti i fronti, perde ogni giorno con le scelte inique che va facendo, perde mantenendo quei privilegi, perde non adottando vere politiche di sviluppo, di ricerca, d’innovazione…
Perde soprattutto quanto è convinta che con qualche Twitt… si possa modificare un paese allo sbando o con le solite frasi fatte… nelle quali si colpevolizza coloro che con le proprie affermazioni – secondo loro – remano contro questo sistema… ( ma se ormai non cè più neanche la barca…).
La settimana scorsa nel programma serale “Otto e mezzo” condotto dalla giornalista Lilly Gruber era presente la Prof.ssa Mariana Mazzucato – se riuscirete a vedere il video resterete profondamente colpiti dalle parole adottate e da quelle procedure, che a suo dire uno Stato dovrebbe realizzare…
Sono riportate nel Suo libro intitolato ” Lo Stato innovatore ” nel quale diversifica l’impresa privata considerata da sempre una forza innovativa, mentre lo Stato bollato come una forza inerziale, troppo grosso e pesante per fungere da motore dinamico…
Chi è difatti l’imprenditore più audace, l’innovatore più prolifico? Chi finanzia la ricerca che produce le tecnologie più rivoluzionarie? Qual è il motore dinamico di settori come la green economy, le telecomunicazioni, le nanotecnologie, la farmaceutica? Lo Stato.
È lo Stato, nelle economie più avanzate, a farsi carico del rischio d’investimento iniziale all’origine delle nuove tecnologie.
È lo Stato, attraverso fondi decentralizzati, a finanziare ampiamente lo sviluppo di nuovi prodotti fino alla commercializzazione ed ancora è lo Stato il creatore di tecnologie rivoluzionarie come quelle che rendono l’IPhone così “smart”: internet, touch screen e gps.
Ed è lo Stato a giocare il ruolo più importante nel finanziare la rivoluzione verde delle energie alternative.
Ed allora, se è lo Stato il maggior innovatore, perché allora tutti i profitti provenienti da un rischio collettivo finiscono ai privati?
Per cui alla fine altro che elezione… qui ci vorrebbe forse una… @§#@çò*^one!!!

Li hanno uccisi due volte…

Si, una prima volta li ha uccisi l’Eternit… ed una seconda volta, tutte quelle anomale procedure, create a modello “escamotage” da questo nostro Stato…

Uno Stato che dovrebbe difendere i propri cittadini, essere garante dei diritti dei più deboli contro i più forti, usare quel principio salomonico per il quale vale sempre la regola principale della giustizia… ed invece… ciò che viene realizzato è tutto il contrario!!!
E’ stata creata appositamente – da parte dei soliti furbetti – la regola della “prescrizione” ed allora perché non approfittarne!!!

Infatti al processo di terzo grado, in Cassazione è arrivata la decisione della sentenza: la corte ha dichiarato prescritto il reato, e non solo, sono stati annullati anche i risarcimenti per le vittime…

Ma forse, chi doveva essere condannato era soltanto un poveretto,  che poco sapeva dell’utilizzo di questo materiale pericoloso, un’imprenditore che tentava di portare soltanto avanti la propria azienda???

No!!! Un vero e proprio magnate – per di più svizzero – il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny ( poi chissà perché l’azienda era venuto a farla proprio qui, resta un altro mistero… già a quest’ora – se pur con dispiacere – sarebbero i suoi con cittadini e forse qualche suo parente a piangersi i morti…) che ovviamente ne esce indenne…
Ora tutti a gridare allo scandalo, una vera e propria vergogna e c’è chi tra la folla grida con rabbia “siete servi dei padroni”…
Certamente qualche errore sulla procedura adottata -così come dichiarato dal procuratore generale- credo ci sia stata, tra cui, non avere legato gli omicidi delle vittime al disastro ambientale…
Ora che il processo è andato come andato, si tenta di riaprirlo non più per disastro ma per omicidio… 
Mi chiedo, come sia possibile che esperti legali, abbiano operato tale scelta???
Come è possibile che prima di procedere a questo dibattimento non abbiano provveduto a valutare tutte quelle soluzioni a disposizioni della controparte???
Perché non hanno blindato – tutte quelle eventuali circostanze – che avrebbero sicuramente portato ad una diversa soluzione???
Come è possibile che oggi assistiamo ad una assoluzione???
Tutte domande che i familiari (per nome/conto delle vittime) dovrebbero farsi e chissà se tra queste risposte,  non ci sia proprio quella di dover cambiare i legali???

Li hanno uccisi due volte…

Si, una prima volta li ha uccisi l’Eternit… ed una seconda volta, tutte quelle anomale procedure, create a modello “escamotage” da questo nostro Stato…

Uno Stato che dovrebbe difendere i propri cittadini, essere garante dei diritti dei più deboli contro i più forti, usare quel principio salomonico per il quale vale sempre la regola principale della giustizia… ed invece… ciò che viene realizzato è tutto il contrario!!!
E’ stata creata appositamente – da parte dei soliti furbetti – la regola della “prescrizione” ed allora perché non approfittarne!!!

Infatti al processo di terzo grado, in Cassazione è arrivata la decisione della sentenza: la corte ha dichiarato prescritto il reato, e non solo, sono stati annullati anche i risarcimenti per le vittime…

Ma forse, chi doveva essere condannato era soltanto un poveretto,  che poco sapeva dell’utilizzo di questo materiale pericoloso, un’imprenditore che tentava di portare soltanto avanti la propria azienda???

No!!! Un vero e proprio magnate – per di più svizzero – il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny ( poi chissà perché l’azienda era venuto a farla proprio qui, resta un altro mistero… già a quest’ora – se pur con dispiacere – sarebbero i suoi con cittadini e forse qualche suo parente a piangersi i morti…) che ovviamente ne esce indenne…
Ora tutti a gridare allo scandalo, una vera e propria vergogna e c’è chi tra la folla grida con rabbia “siete servi dei padroni”…
Certamente qualche errore sulla procedura adottata -così come dichiarato dal procuratore generale- credo ci sia stata, tra cui, non avere legato gli omicidi delle vittime al disastro ambientale…
Ora che il processo è andato come andato, si tenta di riaprirlo non più per disastro ma per omicidio… 
Mi chiedo, come sia possibile che esperti legali, abbiano operato tale scelta???
Come è possibile che prima di procedere a questo dibattimento non abbiano provveduto a valutare tutte quelle soluzioni a disposizioni della controparte???
Perché non hanno blindato – tutte quelle eventuali circostanze – che avrebbero sicuramente portato ad una diversa soluzione???
Come è possibile che oggi assistiamo ad una assoluzione???
Tutte domande che i familiari (per nome/conto delle vittime) dovrebbero farsi e chissà se tra queste risposte,  non ci sia proprio quella di dover cambiare i legali???

Quanti amici hai su Facebook o Twitter???


Sembra che ci sia gente “malata”, che non avendo un cazzo da fare… trascorre la propria giornata, invitando amici sui social network, in particolare su Facebook/Twitter…
Sperano in tal maniera, d’aumentare in modo esponenziale il numero di persone –a loro modo– “conosciute”…

Si viaggia in media d’invitare circa 500 persone al giorno, per giungere a circa 15.000 in un mese…
Numeri fuori di testa… perché di tutti questi – chissà forse – se ne conosce davvero soltanto un centinaio…
Così facendo, si sentono famosi, importanti, credono di aver raggiunto il successo… ma la verità in fondo… è che non li conosce nessuno!!!
Sono degli emeriti sconosciuti, non scrivono nulla, condividono di solito quanto fatto da altri, postano quasi sempre post inutili… e quando non sanno cosa aggiungere… ci fanno un resoconto fotografico della giornata appena trascorsa…
Esiste comunque un calcolo matematico che descrive quanti amici può davvero – nel corso della propria vita – avere un essere umano e la risposta sembra si aggiri intorno ai 150…
È questo il Numero di Dunbar: ovvero,  rappresenta il limite cognitivo teorico che concerne il numero di persone con cui un individuo è in grado di mantenere relazioni sociali stabili, ossia relazioni nelle quali un individuo conosce non solo l’identità di ciascuna persona ma come queste, si relazionano con ognuna delle altre…
Il numero è stato introdotto dall’antropologo britannico Robin Dunbar, il quale ha individuato una correlazione tra le dimensioni dell’encefalo dei primati e quelle dei gruppi sociali degli stessi. 
In seguito, applicò la sua teoria usando le dimensioni medie dell’encefalo umano e, evincendolo dai risultati degli studi sui primati, giunse alla conclusione che gli esseri umani sono in grado di mantenere solo 150 relazioni sociali stabili.
Quindi, in definitiva, questa rappresenta la quantità massima di persone che possono far parte del nostro emisfero emotivo, superare tale limite rappresenterebbe solo ed esclusivamente una perdita di tempo…
Per cui, alla fine, chi sono tutte le restanti persone con cui condividiamo i nostri pensieri, le nostre azioni quotidiane, le nostre emozioni, i passatempi, gli amici, le vacanze, i familiari, ecc… fino a giungere ad informazioni che sarebbero di esclusivo carattere personale e privato???
Anche perché a molti sfugge che, un preciso “osservatore”, visionando quanto da Voi pubblicato, può giungere a realizzare un profilo della Vs. persona, dell’abitazione nella quale vivete, del tenore di vita…
Ed ancora, quale auto possedete, quali e quanti oggetti vi sono in casa… e non parlo soltanto della vostra, ma anche quella dei vostri amici, dalle foto è possibile capire quali regali avete ricevuti, quali gioielli vi sono stati regalato dal Vs. partner, ed ancora se vivete da soli o in compagnia, se avete bisogno di un conforto, se siete felici o tristi, dove lavorate e quale professione svolgete, se siete alla ricerca di una storia sentimentale importante… o se volete soltanto divertirvi…
Non tutti coloro che vi osservano sono persone perbene… molti e sono i tanti -in particolare se non fanno realmente parte dei Vs. amici- possono essere dei lestofanti, fino a nascondersi tra essi dei veri e propri criminali, psicopatici, pedofili, ladri e purtroppo come abbiamo sentito in questi anni…anche assassini…
Cosa fare quindi… per difendersi???
Innanzitutto proteggere la propria privacy… non accettare inviti da sconosciuti, eliminare quanti vi contattano “stranamente” dopo anni in cui vi eravate persi… semplici conoscenti di cui poco sapete e che adesso “euforici” vi contattano…, insomma, una massa di gente di cui non sapete nulla…
Ed ancora, cercare di non pubblicare mai l’interno delle vs. abitazioni, di avvisare i vs. figli – abituati ormai ai continui e diffusi selfie – di non fotografare oggetti o parte della abitazione stessa…
Se non vi volete trovare ad avere successivamente dei grossi fastidi, se soprattutto volete evitare di ritrovarvi in situazioni difficili da gestire o con situazioni o rapporti equivoci, che inevitabilmente portano con sé tutta una serie di spiacevoli conseguenze… ecco prima di accettare una amicizia… bisogna innanzitutto iniziare a fare pulizia tra i propri contatti…
Si è vero… questo gesto comporta chissà forse qualche sacrificio, non sarete più così numericamente importanti, non scalerete più le classifiche generali dei social network, ma chissà forse un giorno, così facendo… mi ringrazierete!!! 

Quanti amici hai su Facebook o Twitter???


Sembra che ci sia gente “malata”, che non avendo un cazzo da fare… trascorre la propria giornata, invitando amici sui social network, in particolare su Facebook/Twitter…
Sperano in tal maniera, d’aumentare in modo esponenziale il numero di persone –a loro modo– “conosciute”…

Si viaggia in media d’invitare circa 500 persone al giorno, per giungere a circa 15.000 in un mese…
Numeri fuori di testa… perché di tutti questi – chissà forse – se ne conosce davvero soltanto un centinaio…
Così facendo, si sentono famosi, importanti, credono di aver raggiunto il successo… ma la verità in fondo… è che non li conosce nessuno!!!
Sono degli emeriti sconosciuti, non scrivono nulla, condividono di solito quanto fatto da altri, postano quasi sempre post inutili… e quando non sanno cosa aggiungere… ci fanno un resoconto fotografico della giornata appena trascorsa…
Esiste comunque un calcolo matematico che descrive quanti amici può davvero – nel corso della propria vita – avere un essere umano e la risposta sembra si aggiri intorno ai 150…
È questo il Numero di Dunbar: ovvero,  rappresenta il limite cognitivo teorico che concerne il numero di persone con cui un individuo è in grado di mantenere relazioni sociali stabili, ossia relazioni nelle quali un individuo conosce non solo l’identità di ciascuna persona ma come queste, si relazionano con ognuna delle altre…
Il numero è stato introdotto dall’antropologo britannico Robin Dunbar, il quale ha individuato una correlazione tra le dimensioni dell’encefalo dei primati e quelle dei gruppi sociali degli stessi. 
In seguito, applicò la sua teoria usando le dimensioni medie dell’encefalo umano e, evincendolo dai risultati degli studi sui primati, giunse alla conclusione che gli esseri umani sono in grado di mantenere solo 150 relazioni sociali stabili.
Quindi, in definitiva, questa rappresenta la quantità massima di persone che possono far parte del nostro emisfero emotivo, superare tale limite rappresenterebbe solo ed esclusivamente una perdita di tempo…
Per cui, alla fine, chi sono tutte le restanti persone con cui condividiamo i nostri pensieri, le nostre azioni quotidiane, le nostre emozioni, i passatempi, gli amici, le vacanze, i familiari, ecc… fino a giungere ad informazioni che sarebbero di esclusivo carattere personale e privato???
Anche perché a molti sfugge che, un preciso “osservatore”, visionando quanto da Voi pubblicato, può giungere a realizzare un profilo della Vs. persona, dell’abitazione nella quale vivete, del tenore di vita…
Ed ancora, quale auto possedete, quali e quanti oggetti vi sono in casa… e non parlo soltanto della vostra, ma anche quella dei vostri amici, dalle foto è possibile capire quali regali avete ricevuti, quali gioielli vi sono stati regalato dal Vs. partner, ed ancora se vivete da soli o in compagnia, se avete bisogno di un conforto, se siete felici o tristi, dove lavorate e quale professione svolgete, se siete alla ricerca di una storia sentimentale importante… o se volete soltanto divertirvi…
Non tutti coloro che vi osservano sono persone perbene… molti e sono i tanti -in particolare se non fanno realmente parte dei Vs. amici- possono essere dei lestofanti, fino a nascondersi tra essi dei veri e propri criminali, psicopatici, pedofili, ladri e purtroppo come abbiamo sentito in questi anni…anche assassini…
Cosa fare quindi… per difendersi???
Innanzitutto proteggere la propria privacy… non accettare inviti da sconosciuti, eliminare quanti vi contattano “stranamente” dopo anni in cui vi eravate persi… semplici conoscenti di cui poco sapete e che adesso “euforici” vi contattano…, insomma, una massa di gente di cui non sapete nulla…
Ed ancora, cercare di non pubblicare mai l’interno delle vs. abitazioni, di avvisare i vs. figli – abituati ormai ai continui e diffusi selfie – di non fotografare oggetti o parte della abitazione stessa…
Se non vi volete trovare ad avere successivamente dei grossi fastidi, se soprattutto volete evitare di ritrovarvi in situazioni difficili da gestire o con situazioni o rapporti equivoci, che inevitabilmente portano con sé tutta una serie di spiacevoli conseguenze… ecco prima di accettare una amicizia… bisogna innanzitutto iniziare a fare pulizia tra i propri contatti…
Si è vero… questo gesto comporta chissà forse qualche sacrificio, non sarete più così numericamente importanti, non scalerete più le classifiche generali dei social network, ma chissà forse un giorno, così facendo… mi ringrazierete!!! 

Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza…

Sin da piccolo, sono stato educato a credere nella disciplina, nella gerarchia, nell’ordine e soprattutto nella giustizia…

Crescendo, ho provato di mettere in pratica il rispetto di quei precetti, facendo in modo che, questo mio carattere “autonomo” non facesse affiorare quanto in autorevolezza questo mio Dna di suo già non possedesse è cioè, quell’insita predisposizione a svincolarsi da certe regole determinate, a differenza dei tanti, che proprio con le loro azioni, evidenziano quanto siano ben disposti ad essere dominati…
Non si è trattato mai d’influenzare gli altri o quantomeno di plagiare le altrui scelte e mai azione è stata intrapresa per condizionarne gli eventi, come nessuna forza fisica ha imposto qualcuno a doversi sottomettere, qui, non si è voluto ad ogni costi primeggiare sugli altri e nemmeno suggestionare con arroganza…
Quanto alcuni di noi possiedono, è qualcosa di insito e di naturale… non c’è niente di divino, non si possiede alcun “alone dorato” che muove – quasi vi fosse una forza sovrannaturale – gli altri a seguirlo…
Questa emancipazione nasce da dentro, da quell’essere padroni di se, dal ricercare in ogni occasione quell’equilibrio personale…
Si tratta di portare a confronto le proprie – più o meno valide – argomentazioni ed ascoltare nel contempo le ragioni altrui, valutare insieme agli altri e in modo corretto gli sviluppi, senza preclusioni o preconcetti, determinando se quanto esposto tra gli intervenuti, potrà essere ritenuto ragionevolmente valido…
Premesso che – siamo tutti importanti ma che nessuno è indispensabile– ho cercato nel corso degli anni, di avere continuamente in mente questa citazione, in particolare quando mi sono dovuto trovare nella posizione di dovermi confrontare con gli altri, quando cioè, non vi era alcuna necessita di paragonare i differenti ruoli ricoperti o quando le responsabilità personali erano assolutamente diverse in correlazione agli incarichi ricevuti, ma soprattutto in considerazione delle sanzioni previste per essi dalla legislazione vigente…
Medesima situazione si è ovviamente ripetuta nei confronti di coloro che, per evidenti proprie e dirette posizioni, si trovavano in situazioni superiori e certamente predominanti …
Purtroppo però, come in tutti i frangenti della vita di ognuno di noi, mi sono dovuto imbattere in qualcuno che ahimè… soffriva di “mancato protagonismo”  e quindi, per i più svariati motivi, mi sono ritrovato –a fasi alterne– qualcuno, che senza alcun preciso motivo si sia voluto interporre nella mia vita…
Non so come definirlo… un tentativo di danneggiarmi, di mettermi in cattiva luce, un modo per screditarmi o di rovinare la mia reputazione, una precisa ricerca su come trovare nella mia persona quell’eventuale punto debole, quel voler allontanare il sottoscritto… per avere così la possibilità egli stesso d’eccellere…
Quella ossessionata ricerca, che permetteva loro, di potermi definitivamente osservare da un punto di vista superiore, quasi ci trovassimo in una di quelle competizioni, nelle quali si prova a tutti i costi, di superare chi ci precede, tentando di raggiungere quella posizione… pur sapendo il più delle volte… di non esserne meritevoli.

Scorrendo i flashback della mia vita, mi sembra di rivedere da adulto… quei modi di gelosia fanciulleschi ( perché a quella età… non si può certamente parlare d’invidia… ), dove i miei ex compagni dell’elementare, tentavano in tutti i modi, d’impressionare la maestra che “casualmente” però… aveva un debole per me.
Crescendo questa “strana” antipatia è sempre andata aumentando…, ricordo quando nelle scuole medie, i miei compagni mi volevano “linciare”, quando seppero che avevo vinto ad un concorso nazionale tra scuole, l’enciclopedia  per il dipinto più bello ( e che mio padre – da gran signore quale è sempre stato – donò alla scuola stessa…), o come quando al diploma, tutti erano a controllare il mio voto che fu ( insieme ad un collega ) il secondo più alto e non solo per l’istituto, ma per quanti ebbero quell’anno a sostenere l’esame di tutto il comprensorio per la nostra provincia…
La stessa situazione si è ripetuta successivamente all’Università… (fintanto che ho dato esami…) prima di seguire le orme di Fiorello nei vari villaggi turistici/alberghi, dove anche lì… ho lasciato un segno indelebile…
Ovviamente, tengo per me, quei momenti particolari nei quale – modestamente – io ero predisposto a primeggiare…, ma, volendo balzare, per giungere direttamente ai periodi professionali, ecco che sintetizzando, anche lì, purtroppo, ho sempre avuto “qualcuno” di riflesso che ha tentato di mettere in discussione gli ordini ricevuti o di discutere le procedure e quindi la messa in pratica di quelle azioni…
Ancor più quando, nel mostrarsi amico, ha poi successivamente tentato di pugnalarmi… un continuo tentare di gettare fango, sperando di far vacillare negli altri (quasi sempre poi i superiori, titolari, ecc.. delle aziende nelle quali entrambi operavamo ) quelle certezze che avevano riposto nei miei riguardi…
L’errore che però in molti commettono – è dovuto sicuramente a quanto poco mi conoscono –  e quello di confondere i modi signorili ed a volte permissivi, in proprie convinzione personali nelle quali credono sia possibile permettersi manifestazioni personali e professionali, irrispettose ed altezzose… pur non avendone lo status!!!
Ecco…, quello rappresenta l’errore più grande che nei miei riguardi possa compiersi…, perché ( come dice quel proverbio cinese: siediti lungo la riva del fiume e aspetta prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico ), si da inizio ad una contesa che ha sempre portato ad una ed una sola conclusione…
Poi, allorché s’assiste alla mia “istintiva” reazione ( è come nella savana… un vera e propria impulso di sopravvivenza), si resta interdetti, il più delle volte si reagisce in maniera offesa, poiché non si era preparati e soprattutto non s’aspettava una tale replica…
Perché poi, alla fine, questi soggetti… sono come tutti quei provocatori… lanciano la pietra ma vorrebbero nascondere la mano, o come quando chiamati personalmente, alzano il dito indicando il proprio compagno quale “unico responsabile”, sono gli stessi dopotutto che non muovono mai una foglia, non si espongono mai in prima persona, cercano di non dover essere richiamati, sospesi lì… bravi al loro posto, nessuna lotta per quei propri diritti evitando gli scontri personali, stanno nascosti dietro quelle barricate… protetti, mentre a combattere mandano sempre gli altri… quelli appunto come il sottoscritto…
Tutta questa  gente… mi fa solo tanta tristezza, perché nel voler gestire i propri compiti ed il lavoro dei colleghi, discorda, non con quel preciso ordine ricevuto, ma “stranamente” con chi l’ha consegnato, perfetta rappresentazione di quella “fallacia ad hominem”, cioè quel voler giudicare (indipendentemente da chi lo ha emesso) il messaggero, e non il messaggio!!!.

Ma come dice il proverbio… “Ambasciatore non porta pena“, per cui… non si riesce a capire perché alla fine, si suole colpire proprio colui che non possiede in se alcuna colpa… se non quella esclusiva di aver accettato l’ingrato compito di comunicare le altrui richieste…
Vorrei concludere riportando un passo del “divino” Dante che più di altri si coniuga per questi soggetti, sperando che con il tempo, qualcosa in loro possa correggersi…: fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza

Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza…

Sin da piccolo, sono stato educato a credere nella disciplina, nella gerarchia, nell’ordine e soprattutto nella giustizia…

Crescendo, ho provato di mettere in pratica il rispetto di quei precetti, facendo in modo che, questo mio carattere “autonomo” non facesse affiorare quanto in autorevolezza questo mio Dna di suo già non possedesse è cioè, quell’insita predisposizione a svincolarsi da certe regole determinate, a differenza dei tanti, che proprio con le loro azioni, evidenziano quanto siano ben disposti ad essere dominati…
Non si è trattato mai d’influenzare gli altri o quantomeno di plagiare le altrui scelte e mai azione è stata intrapresa per condizionarne gli eventi, come nessuna forza fisica ha imposto qualcuno a doversi sottomettere, qui, non si è voluto ad ogni costi primeggiare sugli altri e nemmeno suggestionare con arroganza…
Quanto alcuni di noi possiedono, è qualcosa di insito e di naturale… non c’è niente di divino, non si possiede alcun “alone dorato” che muove – quasi vi fosse una forza sovrannaturale – gli altri a seguirlo…
Questa emancipazione nasce da dentro, da quell’essere padroni di se, dal ricercare in ogni occasione quell’equilibrio personale…
Si tratta di portare a confronto le proprie – più o meno valide – argomentazioni ed ascoltare nel contempo le ragioni altrui, valutare insieme agli altri e in modo corretto gli sviluppi, senza preclusioni o preconcetti, determinando se quanto esposto tra gli intervenuti, potrà essere ritenuto ragionevolmente valido…
Premesso che – siamo tutti importanti ma che nessuno è indispensabile– ho cercato nel corso degli anni, di avere continuamente in mente questa citazione, in particolare quando mi sono dovuto trovare nella posizione di dovermi confrontare con gli altri, quando cioè, non vi era alcuna necessita di paragonare i differenti ruoli ricoperti o quando le responsabilità personali erano assolutamente diverse in correlazione agli incarichi ricevuti, ma soprattutto in considerazione delle sanzioni previste per essi dalla legislazione vigente…
Medesima situazione si è ovviamente ripetuta nei confronti di coloro che, per evidenti proprie e dirette posizioni, si trovavano in situazioni superiori e certamente predominanti …
Purtroppo però, come in tutti i frangenti della vita di ognuno di noi, mi sono dovuto imbattere in qualcuno che ahimè… soffriva di “mancato protagonismo”  e quindi, per i più svariati motivi, mi sono ritrovato –a fasi alterne– qualcuno, che senza alcun preciso motivo si sia voluto interporre nella mia vita…
Non so come definirlo… un tentativo di danneggiarmi, di mettermi in cattiva luce, un modo per screditarmi o di rovinare la mia reputazione, una precisa ricerca su come trovare nella mia persona quell’eventuale punto debole, quel voler allontanare il sottoscritto… per avere così la possibilità egli stesso d’eccellere…
Quella ossessionata ricerca, che permetteva loro, di potermi definitivamente osservare da un punto di vista superiore, quasi ci trovassimo in una di quelle competizioni, nelle quali si prova a tutti i costi, di superare chi ci precede, tentando di raggiungere quella posizione… pur sapendo il più delle volte… di non esserne meritevoli.

Scorrendo i flashback della mia vita, mi sembra di rivedere da adulto… quei modi di gelosia fanciulleschi ( perché a quella età… non si può certamente parlare d’invidia… ), dove i miei ex compagni dell’elementare, tentavano in tutti i modi, d’impressionare la maestra che “casualmente” però… aveva un debole per me.
Crescendo questa “strana” antipatia è sempre andata aumentando…, ricordo quando nelle scuole medie, i miei compagni mi volevano “linciare”, quando seppero che avevo vinto ad un concorso nazionale tra scuole, l’enciclopedia  per il dipinto più bello ( e che mio padre – da gran signore quale è sempre stato – donò alla scuola stessa…), o come quando al diploma, tutti erano a controllare il mio voto che fu ( insieme ad un collega ) il secondo più alto e non solo per l’istituto, ma per quanti ebbero quell’anno a sostenere l’esame di tutto il comprensorio per la nostra provincia…
La stessa situazione si è ripetuta successivamente all’Università… (fintanto che ho dato esami…) prima di seguire le orme di Fiorello nei vari villaggi turistici/alberghi, dove anche lì… ho lasciato un segno indelebile…
Ovviamente, tengo per me, quei momenti particolari nei quale – modestamente – io ero predisposto a primeggiare…, ma, volendo balzare, per giungere direttamente ai periodi professionali, ecco che sintetizzando, anche lì, purtroppo, ho sempre avuto “qualcuno” di riflesso che ha tentato di mettere in discussione gli ordini ricevuti o di discutere le procedure e quindi la messa in pratica di quelle azioni…
Ancor più quando, nel mostrarsi amico, ha poi successivamente tentato di pugnalarmi… un continuo tentare di gettare fango, sperando di far vacillare negli altri (quasi sempre poi i superiori, titolari, ecc.. delle aziende nelle quali entrambi operavamo ) quelle certezze che avevano riposto nei miei riguardi…
L’errore che però in molti commettono – è dovuto sicuramente a quanto poco mi conoscono –  e quello di confondere i modi signorili ed a volte permissivi, in proprie convinzione personali nelle quali credono sia possibile permettersi manifestazioni personali e professionali, irrispettose ed altezzose… pur non avendone lo status!!!
Ecco…, quello rappresenta l’errore più grande che nei miei riguardi possa compiersi…, perché ( come dice quel proverbio cinese: siediti lungo la riva del fiume e aspetta prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico ), si da inizio ad una contesa che ha sempre portato ad una ed una sola conclusione…
Poi, allorché s’assiste alla mia “istintiva” reazione ( è come nella savana… un vera e propria impulso di sopravvivenza), si resta interdetti, il più delle volte si reagisce in maniera offesa, poiché non si era preparati e soprattutto non s’aspettava una tale replica…
Perché poi, alla fine, questi soggetti… sono come tutti quei provocatori… lanciano la pietra ma vorrebbero nascondere la mano, o come quando chiamati personalmente, alzano il dito indicando il proprio compagno quale “unico responsabile”, sono gli stessi dopotutto che non muovono mai una foglia, non si espongono mai in prima persona, cercano di non dover essere richiamati, sospesi lì… bravi al loro posto, nessuna lotta per quei propri diritti evitando gli scontri personali, stanno nascosti dietro quelle barricate… protetti, mentre a combattere mandano sempre gli altri… quelli appunto come il sottoscritto…
Tutta questa  gente… mi fa solo tanta tristezza, perché nel voler gestire i propri compiti ed il lavoro dei colleghi, discorda, non con quel preciso ordine ricevuto, ma “stranamente” con chi l’ha consegnato, perfetta rappresentazione di quella “fallacia ad hominem”, cioè quel voler giudicare (indipendentemente da chi lo ha emesso) il messaggero, e non il messaggio!!!.

Ma come dice il proverbio… “Ambasciatore non porta pena“, per cui… non si riesce a capire perché alla fine, si suole colpire proprio colui che non possiede in se alcuna colpa… se non quella esclusiva di aver accettato l’ingrato compito di comunicare le altrui richieste…
Vorrei concludere riportando un passo del “divino” Dante che più di altri si coniuga per questi soggetti, sperando che con il tempo, qualcosa in loro possa correggersi…: fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza

Per paese… un colabrodo!!!

Sì… dal punto di vista del rischio idrogeologico, abbiamo un Paese che è un colabrodo!!!

Ora se da un lato – è vero – siamo il Paese che possiede le più basse tariffe d’Europa, nello stesso tempo però, siamo il Paese che spreca più acqua di tutti, enormi quantità… a causa proprio dei nostri acquedotti ormai, obsoleti e insufficienti…, anzi per correttezza debbo dire non tutti inadeguati, ci sono alcuni che funzionano ancora bene e precisamente quelli quelli lasciati a noi dall’Impero Romano…
Se a questi poi aggiungiamo i problemi derivanti dalle acque reflue o di scarico, meglio conosciute come acque nere… allora come si dice… è non v’è eufemismo più indicato… siamo nella merda!!!
Un’Italia in contrapposizione perché se da un lato spreca appunto queste enormi quantità d’acqua, dall’altro però si ritrova completamente allagata…
La cosa assurda è che ci sono territori – in particolare in aree del meridione – nei quali i disservizi determinano per la popolazione, continue interruzioni d’erogazione… senza considerare che nello steso tempo, si spende annualmente per l’acqua potabile in bottiglia, più di ogni altro nel mondo…, proprio perché, in primo luogo, non ci si fida a bere quella del rubinetto ed anche perché si ritiene quella delle fontanelle pubbliche… non potabile!!!
Assistere, direttamente o tramite i media, a quanto sta avvenendo proprio in questo periodo di grandi piogge, a come le nostre acque reflue… stanno per essere smaltite direttamente nei mari, nei fiumi, nei laghi, senza alcuna depurazione, inquinando non solo l’ambiente con quanto ancora resta di quella fauna naturalistica, ma soprattutto aumentando i rischi della salute di quei poveri cittadini inermi… che a causa dell’altrui negligenza hanno perso tutto!!!

Un vero è proprio colabrodo questa nostra Italia… che ha ovunque necessità d’interventi economici rilevanti e che non si sa, da dove prenderli quei soldi… ( se non dalle solite tasche di noi poveri fessi… ), sprechi che nel corso di questi 40′ anni sono stati continuamente perpetrati… ad iniziare dagli uomini di quella collusa Democrazia Cristiana ( che di cristiano nulla possedevano… ) continuando con i vent’anni scellerati portati avanti dal Cavaliere, fondatore di quella Forza Italia (  casualmente lo stesso slogan a cui si era ispirato nella campagna elettorale la Democrazia Cristiana nel 1987 ) che oltre ad avere quale proprietario Silvio Berlusconi, aveva al suo interno nomi “prestigiosi” tra cui Marcello Dell’Utri, Antonio Martino, Gianfranco Ciaurro, Mario Valducci, Antonio Tajani, Cesare Previti e Giuliano Urbani… ( su di essi si può oggi verificare sul web, quanto loro accaduto…).
E cosa dire in tutti questi anni degli alleati… ve li ricordate… tutti uniti in quella ex “Casa delle Libertà”( d’altrui… libertà ) come Alleanza Nazionale, Centro Cristiano Democratico, Cristiani Democratici Uniti, Partito Repubblicano Italiano, Nuovo PSI, ed ancora la Lega nel nord ed il Movimento per l’Autonomia nel meridione, ed altri ancora che non ricordo… e non possiamo dire che con il Centro-Sinistra in questi anni, le cose siano migliorate… anzi tutt’altro!!!

Certamente ora abbiamo il nuovo segretario Renzi ed i suo proclami positivi nei quali i cittadini debbono pensare ad un nuovo “clima” sereno e tranquillo… quasi vivessimo una seconda Pax romana con il cavaliere che l’appoggia da dietro le quinte…
Già peccato però che il clima non è così “sereno e tranquillo”, anzi tutt’altro- e non mi riferisco alle probabili allerte meteo, ma a continue esasperate situazione che stanno conducendo i cittadini a rivoltarsi…
Ormai non vi è giorno in cui… la popolazione non si faccia sentire… e non manca occasione nella quale ogni scintilla diventa pretesto di rivolta…
Speriamo che questa “miccia” non prenda fuoco e soprattutto che non rappresenti l’inizio di quanto in cuor nostro speriamo non accada e cioè che questi primi segnali preoccupanti, possa trasformarsi in una guerra civile…
Però, – e non si tratta di voler essere funesti o mal-augurare ancora disgrazie a questo seviziato paese – fintanto continueremo a credere tutti, che questo nostro Paese – perché dopotutto, per quanto ne possano dire questi signori al potere… è ancora il nostro di paese – possa, grazie a questi soggetti, lì inutilmente seduti a gestire quel potere, ripristinare quanto finora perpetrato e distrutto… è come voler credere che oltre la “colomba” ricevuta con gli 80′ euro…, per Natale verrà rimborsato a mo’ di panettone… quanto finora perso a causa delle alluvioni…

Per paese… un colabrodo!!!

Sì… dal punto di vista del rischio idrogeologico, abbiamo un Paese che è un colabrodo!!!

Ora se da un lato – è vero – siamo il Paese che possiede le più basse tariffe d’Europa, nello stesso tempo però, siamo il Paese che spreca più acqua di tutti, enormi quantità… a causa proprio dei nostri acquedotti ormai, obsoleti e insufficienti…, anzi per correttezza debbo dire non tutti inadeguati, ci sono alcuni che funzionano ancora bene e precisamente quelli quelli lasciati a noi dall’Impero Romano…
Se a questi poi aggiungiamo i problemi derivanti dalle acque reflue o di scarico, meglio conosciute come acque nere… allora come si dice… è non v’è eufemismo più indicato… siamo nella merda!!!
Un’Italia in contrapposizione perché se da un lato spreca appunto queste enormi quantità d’acqua, dall’altro però si ritrova completamente allagata…
La cosa assurda è che ci sono territori – in particolare in aree del meridione – nei quali i disservizi determinano per la popolazione, continue interruzioni d’erogazione… senza considerare che nello steso tempo, si spende annualmente per l’acqua potabile in bottiglia, più di ogni altro nel mondo…, proprio perché, in primo luogo, non ci si fida a bere quella del rubinetto ed anche perché si ritiene quella delle fontanelle pubbliche… non potabile!!!
Assistere, direttamente o tramite i media, a quanto sta avvenendo proprio in questo periodo di grandi piogge, a come le nostre acque reflue… stanno per essere smaltite direttamente nei mari, nei fiumi, nei laghi, senza alcuna depurazione, inquinando non solo l’ambiente con quanto ancora resta di quella fauna naturalistica, ma soprattutto aumentando i rischi della salute di quei poveri cittadini inermi… che a causa dell’altrui negligenza hanno perso tutto!!!

Un vero è proprio colabrodo questa nostra Italia… che ha ovunque necessità d’interventi economici rilevanti e che non si sa, da dove prenderli quei soldi… ( se non dalle solite tasche di noi poveri fessi… ), sprechi che nel corso di questi 40′ anni sono stati continuamente perpetrati… ad iniziare dagli uomini di quella collusa Democrazia Cristiana ( che di cristiano nulla possedevano… ) continuando con i vent’anni scellerati portati avanti dal Cavaliere, fondatore di quella Forza Italia (  casualmente lo stesso slogan a cui si era ispirato nella campagna elettorale la Democrazia Cristiana nel 1987 ) che oltre ad avere quale proprietario Silvio Berlusconi, aveva al suo interno nomi “prestigiosi” tra cui Marcello Dell’Utri, Antonio Martino, Gianfranco Ciaurro, Mario Valducci, Antonio Tajani, Cesare Previti e Giuliano Urbani… ( su di essi si può oggi verificare sul web, quanto loro accaduto…).
E cosa dire in tutti questi anni degli alleati… ve li ricordate… tutti uniti in quella ex “Casa delle Libertà”( d’altrui… libertà ) come Alleanza Nazionale, Centro Cristiano Democratico, Cristiani Democratici Uniti, Partito Repubblicano Italiano, Nuovo PSI, ed ancora la Lega nel nord ed il Movimento per l’Autonomia nel meridione, ed altri ancora che non ricordo… e non possiamo dire che con il Centro-Sinistra in questi anni, le cose siano migliorate… anzi tutt’altro!!!

Certamente ora abbiamo il nuovo segretario Renzi ed i suo proclami positivi nei quali i cittadini debbono pensare ad un nuovo “clima” sereno e tranquillo… quasi vivessimo una seconda Pax romana con il cavaliere che l’appoggia da dietro le quinte…
Già peccato però che il clima non è così “sereno e tranquillo”, anzi tutt’altro- e non mi riferisco alle probabili allerte meteo, ma a continue esasperate situazione che stanno conducendo i cittadini a rivoltarsi…
Ormai non vi è giorno in cui… la popolazione non si faccia sentire… e non manca occasione nella quale ogni scintilla diventa pretesto di rivolta…
Speriamo che questa “miccia” non prenda fuoco e soprattutto che non rappresenti l’inizio di quanto in cuor nostro speriamo non accada e cioè che questi primi segnali preoccupanti, possa trasformarsi in una guerra civile…
Però, – e non si tratta di voler essere funesti o mal-augurare ancora disgrazie a questo seviziato paese – fintanto continueremo a credere tutti, che questo nostro Paese – perché dopotutto, per quanto ne possano dire questi signori al potere… è ancora il nostro di paese – possa, grazie a questi soggetti, lì inutilmente seduti a gestire quel potere, ripristinare quanto finora perpetrato e distrutto… è come voler credere che oltre la “colomba” ricevuta con gli 80′ euro…, per Natale verrà rimborsato a mo’ di panettone… quanto finora perso a causa delle alluvioni…

Un viaggio itinerante…

Si dice che sulla vetta c’è posto solo per un uomo, quindi quanto più perfetto e quanto più sarà completo quest’uomo e meno avrà necessità degli altri!!!
Già, i solitari, sono delle persone speciali, seguono da sempre in cuor loro, quel desiderio irrefrenabile di libertà… 
Non si tratta di voler restare single o di non volersi prendere cura o responsabilità, anzi tutt’altro, il timore di poter avere una famiglia, dei figli,  non li spaventa affatto… anzi tutt’altro.
Questa loro personale capacità è da attribuirsi soltanto ad un fattore psicologico, quello, d’aver imposto da sempre a se stessi, di non aver bisogno degli altri e soprattutto di non dover mediare mai in nessuna circostanza…
In particolare, quando, eventuali imposizioni, tentano di condizionarne il proprio futuro, la propria persona, ecco, quel sapere di essere succubi degli altri, l’incertezza di non poter più prendere da se – in particolare nei momenti difficili – quelle decisioni fondamentali, ma dover attendere che siano altri a decidere… ecco è proprio in questi momenti… che emergere quella propria contrastante personalità….
La loro prima regola è essere sempre padroni della propria vita, permettersi di sentirsi pienamente soddisfatti e consapevoli di quanto fatto finora, di tutte le scelte operate, quel non doversi mai pentire d’aver affrontato i pericoli, che nel lungo viaggio della propria vita si sono manifestati…
Ogni meta impegnativa, ha portato a successi ed anche – troppe volte – a fallimenti, ma è da quelle esperienze personali che nasce la convinzione che non esistono mete impegnative a lungo raggio che non possono essere affrontate…
Poiché il viaggio da compiersi è all’interno di se stessi e non si tratta di sostenere chissà quali costi, non si tratta di scappare via con un’areo o ricercare chissà quale pretesto… anzi è esattamente il contrario!!!
E’ definito “obbiettivo itinerante” e rappresenta il paradosso di partire soli, senza essere da soli… 
Perché quando si sta bene con se stessi, non si ha realmente bisogno degli altri…, si ha soltanto con il tempo, il desiderio che siano gli altri a completare quanto può mancare e ciò avviene soltanto in un caso…e cioè quando si conosce la propria compagna di viaggio… quando con ella si cercherà di avere una propria discendenza…
Perché la verità è che questi soggetti… non esauriscono mai quel loro bisogno di solitudine, perché per loro, gli altri, quelli conosciuti, resteranno dei perfetti estranei, come quegli amori, di cui si è saputo fare a meno… o come di quei conoscenti – sulla falsariga della parola amici – che ormai non esistono più…
Già, come diceva una poesia… i solitari, i diversi, quelli che non s’incontrano mai, quelli andati persi, fottuti, quelli con l’anima in fiamme… ecco, questi solitari a cui non interessa dover raggiungere in tutti i modi… i propri scopi a scapito degli altri, a questi non interessa mai mettersi in mostra, in particolare non piace mettere in cattiva luce gli altri e non devono decidere se stare da una parte o dall’altra, non è obbligatorio per loro fare delle scelte o attendere che siano altri a decidere per loro…
Non esiste una vera linea di demarcazione… tutto può andare bene anche se moralmente vietato, proibito, da tutti considerato illecito…, insomma, una completa ignoranza per le regole dettate da altri…
Quanto sopra però, non deve confondersi con il voler essere illegale o disonesto…, perché l’onesta è alla base della loro persona… sempre ed in ogni occasione…, perché essi non  hanno paura di esporsi… perché non hanno paura della vita e della morte, possono affrontare chiunque e in qualunque circostanza e situazione… 
Per loro la vita non conta nulla… e soltanto un passaggio obbligato… viene vissuta intensamente, contrastando l’immoralità – stabile e sedentaria – del quieto vivere…
Non desidera restare aggrappato asetticamente contando i giorni incolori a venire, ma è un modo diverso e unico di voler affrontare e contrastare la vita, gli eventi che man mano si presenteranno, senza doversi mai tirare indietro e soprattutto senza dover dire a qualcuno – come fanno ormai quasi tutti – “grazie” e ” per favore“…
Come diceva Ambrose Bierce: “la solitudine… condizione di chi ha il difetto di dire la verità e di essere dotato di buon senso…”

Un viaggio itinerante…

Si dice che sulla vetta c’è posto solo per un uomo, quindi quanto più perfetto e quanto più sarà completo quest’uomo e meno avrà necessità degli altri!!!
Già, i solitari, sono delle persone speciali, seguono da sempre in cuor loro, quel desiderio irrefrenabile di libertà… 
Non si tratta di voler restare single o di non volersi prendere cura o responsabilità, anzi tutt’altro, il timore di poter avere una famiglia, dei figli,  non li spaventa affatto… anzi tutt’altro.
Questa loro personale capacità è da attribuirsi soltanto ad un fattore psicologico, quello, d’aver imposto da sempre a se stessi, di non aver bisogno degli altri e soprattutto di non dover mediare mai in nessuna circostanza…
In particolare, quando, eventuali imposizioni, tentano di condizionarne il proprio futuro, la propria persona, ecco, quel sapere di essere succubi degli altri, l’incertezza di non poter più prendere da se – in particolare nei momenti difficili – quelle decisioni fondamentali, ma dover attendere che siano altri a decidere… ecco è proprio in questi momenti… che emergere quella propria contrastante personalità….
La loro prima regola è essere sempre padroni della propria vita, permettersi di sentirsi pienamente soddisfatti e consapevoli di quanto fatto finora, di tutte le scelte operate, quel non doversi mai pentire d’aver affrontato i pericoli, che nel lungo viaggio della propria vita si sono manifestati…
Ogni meta impegnativa, ha portato a successi ed anche – troppe volte – a fallimenti, ma è da quelle esperienze personali che nasce la convinzione che non esistono mete impegnative a lungo raggio che non possono essere affrontate…
Poiché il viaggio da compiersi è all’interno di se stessi e non si tratta di sostenere chissà quali costi, non si tratta di scappare via con un’areo o ricercare chissà quale pretesto… anzi è esattamente il contrario!!!
E’ definito “obbiettivo itinerante” e rappresenta il paradosso di partire soli, senza essere da soli… 
Perché quando si sta bene con se stessi, non si ha realmente bisogno degli altri…, si ha soltanto con il tempo, il desiderio che siano gli altri a completare quanto può mancare e ciò avviene soltanto in un caso…e cioè quando si conosce la propria compagna di viaggio… quando con ella si cercherà di avere una propria discendenza…
Perché la verità è che questi soggetti… non esauriscono mai quel loro bisogno di solitudine, perché per loro, gli altri, quelli conosciuti, resteranno dei perfetti estranei, come quegli amori, di cui si è saputo fare a meno… o come di quei conoscenti – sulla falsariga della parola amici – che ormai non esistono più…
Già, come diceva una poesia… i solitari, i diversi, quelli che non s’incontrano mai, quelli andati persi, fottuti, quelli con l’anima in fiamme… ecco, questi solitari a cui non interessa dover raggiungere in tutti i modi… i propri scopi a scapito degli altri, a questi non interessa mai mettersi in mostra, in particolare non piace mettere in cattiva luce gli altri e non devono decidere se stare da una parte o dall’altra, non è obbligatorio per loro fare delle scelte o attendere che siano altri a decidere per loro…
Non esiste una vera linea di demarcazione… tutto può andare bene anche se moralmente vietato, proibito, da tutti considerato illecito…, insomma, una completa ignoranza per le regole dettate da altri…
Quanto sopra però, non deve confondersi con il voler essere illegale o disonesto…, perché l’onesta è alla base della loro persona… sempre ed in ogni occasione…, perché essi non  hanno paura di esporsi… perché non hanno paura della vita e della morte, possono affrontare chiunque e in qualunque circostanza e situazione… 
Per loro la vita non conta nulla… e soltanto un passaggio obbligato… viene vissuta intensamente, contrastando l’immoralità – stabile e sedentaria – del quieto vivere…
Non desidera restare aggrappato asetticamente contando i giorni incolori a venire, ma è un modo diverso e unico di voler affrontare e contrastare la vita, gli eventi che man mano si presenteranno, senza doversi mai tirare indietro e soprattutto senza dover dire a qualcuno – come fanno ormai quasi tutti – “grazie” e ” per favore“…
Come diceva Ambrose Bierce: “la solitudine… condizione di chi ha il difetto di dire la verità e di essere dotato di buon senso…”