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La mia libertà finisce dove incomincia la vostra...

Sento ovunque puzzo di compromesso, indifferenza, contiguità e ahimè… complicità!!!

Com’è fondamentale l’azione repressiva nei confronti della criminalità organizzata, vale a dire… catturare i mafiosi, sequestrare e confiscare le proprietà e le aziende, porre fine alle attività illegali attraverso indagini e processi, è di fondamentale importanza l’opera di distacco da quella cultura mafiosa, attraverso il sostegno della famiglia, della scuola, delle associazioni di legalità e di quei centri di aggregazione…
La mafia riguarda tutta la collettività e non solo una parte di essa (quella direttamente interessata), per il semplice motivo che sottrae libertà e democrazia alla società, ed in seconda battuta è di ostacolo non solo allo sviluppo, ma bensì alla dignità di un popolo che troppo spesso viene associato, ingiustamente, ad essa!!!
Diceva il giudice Borsellino: “La lotta alla mafia non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolga tutti, che tutti abitui a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e, quindi, della complicità“!!!
Il miglior metodo di contrasto alle mafie è quello di rendere il nostro territorio inospitale alla loro presenza e per far questo bisogna intervenire in maniera concreta, c’è bisogno di un impegno costante e quotidiano da parte di tutti e non solo da parte dei soggetti coinvolti, mi riferisco a quelli istituzionali e di polizia… 
Troppo comodo lasciare a loro i problemi di questa nostra terra, già… bisogna intervenire personalmente affinché si contrasti quella associazione criminale… che influenza in maniera determinante la nostra società, regolando povertà, disoccupazione e lo stesso fenomeno dell’abbandono scolastico…
Perché l’insegnamento di una cultura della legalità deve aver inizio dai primi anni scolastici, in cui i ragazzini vengono formati ai valori civici e questo può avvenire grazie a educatori qualificati e formati su questo tema così grave, affinché gli studenti si interessino ad esso e lo contrastino crescendo con tutte le loro forze…
Ed ancora, quella crescita deve tradursi in una inclusione extrascolastica, ossia in concrete possibilità lavorative successive, perché è nelle istituzioni culturali che viene individuato il primo strumento per la lotta all’esclusione sociale… 
Perché ciò che oggi manca ai nostri giovani è un modello educativo, manca loro la percezione che vi possa essere un’alternativa all’illegalità, ad una proposta che a volte viene loro offerta da quel proprio ambito familiare…
D’altro canto si sa: “la mafia teme più la scuola che la giustizia“!!!
Peraltro non è forse vero che la criminalità si annida negli ambienti più poveri, si nutre delle diseguaglianze sociali, sfrutta quel senso precario e di frustrazione, ed è soltanto garantendo un lavoro onesto e duraturo che si può rendere liberi i  miei conterranei dai ricatti di “cosa nostra“.
D’altronde, come il contesto è stato fondamentale per lo sviluppo della mafia, così la repressione non potrà essere efficace se non verrà accompagnata da interventi indispensabili… perché soltanto così si potrà avere quel necessario cambiamento, altrimenti tutto resterà com’è… inalterato!!!

Prostituzione… ma lo Stato che cosa fa???

Stasera stavo osservando un video su “Youtube” sull’aereo ucraino abbattuto involontariamente dai militari iraniani… 
La piattaforma web nel frattempo consigliava alcuni video, tra cui questo allegato al post trasmesso su una trasmissione Tv del canale “LA7″…
Si tratta di un video girato a Milano, in particolare nelle vie del centro…
Fa riferimento ad una inconsueta tipologia di prostituzione, la quale a differenza di quanto accadeva tanti anni fa, svolge ora la propria professione (conosciuto come il mestiere più antico del mondo…) durante i giorni feriali e soprattutto negli orari solitamente utilizzati dalla maggioranza dei cittadini, per recarsi a lavoro, accompagnare  i propri figli a scuola, svolgere tutte quelle mansioni quotidiane… 
E sì… perché finito il tempo degli stereotipi, come ad esempio quello di collocare quelle professioniste del sesso di notte, vestite con abiti succinti, tacchi a spillo e borsetta che viene fatta girar su se stessa, poste lì sotto un lampione agli angoli delle strade oppure accanto agli archi della ferrovia, illuminate al chiaro/scuro da quei bidoni improvvisati accessi dal fuoco, utilizzati sopratutto nelle giornate invernali per potersi riscaldarsi…
Si, restavano lì… in attesa di quei loro clienti.
Ma quanto accadeva allora, ora – ad osservare quel video – non accade più!!!
Già… ormai quelle prostitute si sono specializzate e svolgono quel loro mestiere con orari da impiegati, dalle 8.00 alle 17.00!!!
D’altronde i loro clienti sono cambiati, sì… perché rappresentano quegli stessi soggetti che svolgono le loro professionalità adiacenti quelle strade oppure attraversano quelle vie per le ragioni più svariate, anche per far rispettare quanto previsto dalla legge… ma alla fine – per come racconta una negoziante – nessuno di loro interviene per allontanarle – peraltro, se è vero quello che dice nel video una di quelle meretrici: “tra i nostri clienti vi sono anche loro…”!!!
Ed allora diventa logico credere quanto impossibile sia contrastare quel sistema certamente illegale…
Comunque, forse è meglio lasciar perdere e tacere… vi lascio quindi ad osservare il video proposto, d’altro canto come dice quel detto: “il silenzio vale meglio di mille parole”???
Ed allora quindi… buona visione!!! 

Prostituzione sì… ma lo Stato cosa fa???

Stasera stavo osservando un video su “Youtube” sull’aereo ucraino abbattuto involontariamente dai militari iraniani… 
La piattaforma web nel frattempo consigliava alcuni video, tra cui questo allegato al post trasmesso su un canale Tv precisamente “LA7″…
Si tratta di un video girato a Milano, in particolare nelle vie del centro…
Fa riferimento ad una inconsueta tipologia di prostituzione, la quale a differenza di quanto accadeva alcuni anni fa, svolge ora quella professione (conosciuta come il mestiere più antico del mondo…) durante i giorni feriali e soprattutto negli orari solitamente utilizzati dalla maggioranza dei cittadini, per recarsi a lavoro, accompagnare  i propri figli a scuola, svolgere tutte quelle mansioni quotidiane… 
E sì… perché finito il tempo degli stereotipi, come ad esempio quello di collocare quelle professioniste del sesso di notte, vestite con abiti succinti, tacchi a spillo e borsette che venivano fatte girar su se stesse, poste sotto i lampioni agli angoli delle strade oppure accanto a quegli archi della ferrovia, illuminate al chiaro/scuro da bidoni improvvisati accessi col fuoco, sopratutto nelle giornate fredde invernali per riscaldarsi, sì… restando in attesa dei  loro clienti.
Ma quanto accadeva allora, ora – ad osservare quel video – non accade più!!!
Già… ormai quelle prostitute si sono specializzate e svolgono quel loro mestiere con orari da impiegati, dalle 8.00 alle 17.00!!!
D’altronde i loro clienti sono cambiati, sì… perché impersonano quegli stessi individui che svolgono le loro professionalità adiacenti proprio quelle strade oppure le attraversano con l’auto per le ragioni più svariate, anche ad esempio per far rispettare quanto previsto dalla legge… ma alla fine – per come racconta una negoziante – nessuno di loro interviene per allontanarle – peraltro, se è vero quello che dice nel video una di quelle meretrici: “tra i nostri clienti vi sono anche loro…”!!!
Ed allora diventa logico credere che sua alquanto impossibile contrastare quel sistema illegale…
Comunque, forse è meglio lasciar perdere e tacere… vi lascio quindi ad osservare il video proposto, d’altro canto come dice quel detto: “il silenzio vale meglio di mille parole”???
Ed allora… buona visione!!! 

“Il tempo è nemico, tanto quanto la mafia”!!!

Con questa frase ha esordito il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, valutando le procedure burocratiche necessarie alla realizzazione di nuovi impianti pubblici per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti in Sicilia…
Certo per far ciò ci vorrà del tempo, anche perché come abbiamo visto, quei suoi precedenti colleghi hanno volutamente “preferito” trascurare il problema, che ora emerge in tutta la sua gravità!!!
Si sta agendo con procedure ordinarie – ha aggiunto durante la conferenza stampa – ma non ci vorranno sei anni come già avvenuto, perché pensiamo di realizzarli in tre anni. Ma si sa.. le procedure sono estenuanti nelle attese“. 
La verità è che non è cambiato nulla da quando veniva riportato alcuni anni fa in una relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti: “in Sicilia, prima dell’ambiente è inquinato il sistema gestione rifiuti!!!
Già… ben 400 pagine ed una intensa attività d’indagine parlamentare, seguita quindi da tre missioni e decine di audizioni ed una importante acquisizione di documenti per disegnare lo stato dell’arte del ciclo dei rifiuti…
Difatti, il perdurare della capacità d’infiltrazione del sistema da parte di “cosa nostra”, dimostra ancora oggi una diffusa e penetrante corruzione negli apparati amministrativi ed il ricorso massiccio al sistema delle discariche, tutte situazioni che si annidano dietro il continuo stato di emergenza… 
Un sistema di illegalità diffuso e radicato che costituisce uno dei veri ostacoli ad un’autentica risoluzione delle problematiche esistenti in questa terra…
Certo dice bene il presidente Musumeci: “dobbiamo impedire il monopolio, l’oligopolio“, sottolineando di “avere rispetto per l’imprenditoria privata, quando resiste alle pressioni esterne ed è impermeabile“!!!
Ma quanti di essi realmente hanno finora evidenziano in maniera concreta quella propria dissociazione (da quell’organizzazione criminale…) è tutto da dimostrare!!!
D’altro canto ditemi: quanti sono gli imprenditori che hanno finora denunciano???
È stato evidenziato come molte società e i loro imprenditori (non possedendo alcun merito personali e quindi imprenditoriale…) non potrebbero sopravvivere in un sistema legale, già… per loro sarebbe impossibile crescere in una terra che basa la propria economia sulla concorrenza leale. 
Ecco perché per crescere o per meglio dire “proliferare” in questa regione, si ha bisogno di quell’ausilio “esterno”, di quell’organizzazione mafiosa che attraverso proprie capacità economiche e finanziarie, collegamenti diretti con amministratori e politici, legami con dirigenti, funzionari e professionisti ben inseriti in quella zona “grigia”: ecco i reali motivi perché nessuno di loro si dissocia, perché non avrebbero alcuna possibilità di sopravvivere!!!
Certo, comprendere i confini per un imprenditore è difficile, quanto può spingersi o viceversa limitare quelle proprie azioni, poiché… se da una lato troviamo i cosiddetti imprenditori “affiliati“, dall’altro vi sono molti altri che non interloquiscono direttamente con quel sistema, sì… in alcuni casi non ne fanno formalmente parte, ma purtroppo, per portare a soluzione quelle loro problematiche sono costretti a rivolgersi a quei politici o ancor peggio a funzionari infedeli, che  a prima vista concedono quel sostegno in modo gratuito, ma successivamente, faranno in modo che quegli imprenditori restituiscano il favore ricevuto, ecco quindi che indirettamente, senza alcuna volontaria intenzionalità, si dà inizio a quello scambio di favori…
Per cui, se potessi dare oggi un ammonimento al nostro Presidente Musumeci, gli consiglierei in quel suo ruolo di non fidarsi!!! 
Già perché pur apprezzando quanto da egli annunciato e cioè che:” l’obiettivo della Regione nel settore è di arrivare al 60% al pubblico e al 40% ai privati, che adesso trattano il 70% “, resta sempre da risolvere il problema più importante, quello di trovare soggetti “incorruttibili e forse visto il caso specifico dovrei aggiungere “coraggiosi“, che sappiano da un lato non piegarsi alle volontà di quel mondo colluso e criminale, ma anche verificare con attenzione quelle procedure previste – sia per quanto di competenza delle strutture pubblici, che ancor di più per quelle compiute dalle imprese private – affinché si possa iniziare a risolvere definitivamente questo problema dei rifiuti – altrimenti come solitamente avviene in questa terra – tutti questi “bellissimi” intenti, resteranno delle inutili chiacchiere!!!

"Il tempo è nemico, tanto quanto la mafia"!!!

Con questa frase ha esordito il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, valutando le procedure burocratiche necessarie alla realizzazione di nuovi impianti pubblici per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti in Sicilia…
Certo per far ciò ci vorrà del tempo, anche perché come abbiamo visto, quei suoi precedenti colleghi hanno volutamente “preferito” trascurare il problema, che ora emerge in tutta la sua gravità!!!
Si sta agendo con procedure ordinarie – ha aggiunto durante la conferenza stampa – ma non ci vorranno sei anni come già avvenuto, perché pensiamo di realizzarli in tre anni. Ma si sa.. le procedure sono estenuanti nelle attese“. 
La verità è che non è cambiato nulla da quando veniva riportato alcuni anni fa in una relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti: “in Sicilia, prima dell’ambiente è inquinato il sistema gestione rifiuti!!!
Già… ben 400 pagine ed una intensa attività d’indagine parlamentare, seguita quindi da tre missioni e decine di audizioni ed una importante acquisizione di documenti per disegnare lo stato dell’arte del ciclo dei rifiuti…
Difatti, il perdurare della capacità d’infiltrazione del sistema da parte di “cosa nostra”, dimostra ancora oggi una diffusa e penetrante corruzione negli apparati amministrativi ed il ricorso massiccio al sistema delle discariche, tutte situazioni che si annidano dietro il continuo stato di emergenza… 
Un sistema di illegalità diffuso e radicato che costituisce uno dei veri ostacoli ad un’autentica risoluzione delle problematiche esistenti in questa terra…
Certo dice bene il presidente Musumeci: “dobbiamo impedire il monopolio, l’oligopolio“, sottolineando di “avere rispetto per l’imprenditoria privata, quando resiste alle pressioni esterne ed è impermeabile“!!!
Ma quanti di essi realmente hanno finora evidenziano in maniera concreta quella propria dissociazione (da quell’organizzazione criminale…) è tutto da dimostrare!!!
D’altro canto ditemi: quanti sono gli imprenditori che hanno finora denunciano???
È stato evidenziato come molte società e i loro imprenditori (non possedendo alcun merito personali e quindi imprenditoriale…) non potrebbero sopravvivere in un sistema legale, già… per loro sarebbe impossibile crescere in una terra che basa la propria economia sulla concorrenza leale. 
Ecco perché per crescere o per meglio dire “proliferare” in questa regione, si ha bisogno di quell’ausilio “esterno”, di quell’organizzazione mafiosa che attraverso proprie capacità economiche e finanziarie, collegamenti diretti con amministratori e politici, legami con dirigenti, funzionari e professionisti ben inseriti in quella zona “grigia”: ecco i reali motivi perché nessuno di loro si dissocia, perché non avrebbero alcuna possibilità di sopravvivere!!!
Certo, comprendere i confini per un imprenditore è difficile, quanto può spingersi o viceversa limitare quelle proprie azioni, poiché… se da una lato troviamo i cosiddetti imprenditori “affiliati“, dall’altro vi sono molti altri che non interloquiscono direttamente con quel sistema, sì… in alcuni casi non ne fanno formalmente parte, ma purtroppo, per portare a soluzione quelle loro problematiche sono costretti a rivolgersi a quei politici o ancor peggio a funzionari infedeli, che  a prima vista concedono quel sostegno in modo gratuito, ma successivamente, faranno in modo che quegli imprenditori restituiscano il favore ricevuto, ecco quindi che indirettamente, senza alcuna volontaria intenzionalità, si dà inizio a quello scambio di favori…
Per cui, se potessi dare oggi un ammonimento al nostro Presidente Musumeci, gli consiglierei in quel suo ruolo di non fidarsi!!! 
Già perché pur apprezzando quanto da egli annunciato e cioè che:” l’obiettivo della Regione nel settore è di arrivare al 60% al pubblico e al 40% ai privati, che adesso trattano il 70% “, resta sempre da risolvere il problema più importante, quello di trovare soggetti “incorruttibili e forse visto il caso specifico dovrei aggiungere “coraggiosi“, che sappiano da un lato non piegarsi alle volontà di quel mondo colluso e criminale, ma anche verificare con attenzione quelle procedure previste – sia per quanto di competenza delle strutture pubblici, che ancor di più per quelle compiute dalle imprese private – affinché si possa iniziare a risolvere definitivamente questo problema dei rifiuti – altrimenti come solitamente avviene in questa terra – tutti questi “bellissimi” intenti, resteranno delle inutili chiacchiere!!!

In Calabria: “lo Stato… contro lo Stato”!!!

Sembra uno di quei film di spionaggio dove l’infiltrato riesce a sabotare e/o depistare quelle azioni di contrasto portate avanti dall’unico coraggioso poliziotto, lasciato isolato dai colleghi in quanto incorruttibile!!!

Ed in un qualche modo potremmo paragonare quella regia a quanto sta accadendo al Procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri, di cui avevo già anticipato un post http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/12/operazione-rinascita-scott-ad-ascoltare.html, alle cui dichiarazioni ero rimasto totalmente basito…
Vorrei peraltro ricordare di come, in quello stesso periodo, venne trasmessa su Canale 5, un’intervista del Procuratore generale di Catanzaro Otello Lupacchini, che manifestava forti legami e connessioni in quella regione dove, in una sorta di rete a livello familiare, si trovavano all’interno di quella famiglia, dal prete al funzionario di polizia, dal massone all’andranghetista, dal politico al magistrato e tutti operavano insieme meravigliosamente…

Successivamente sono seguite una serie d’inchieste giudiziarie, ultime quelle relative ai blitz di fine anno, che secondo il procuratore – altro non fanno altro che segnalare il completo fallimento di quelle procedure di prevenzione –messe in atto per contrastare questa rete che ingabbia l’intera Calabria, link:https://www.tgcom24.mediaset.it/2019/video/blitz-anti–ndrangheta-otello-lupacchini-a-tgcom24-c-e-una-rete-che-ingabbia-l-intera-calabria-_12592703.shtml
Alle dichiarazioni sopra riportate sono seguite alcuni giorni dopo le dichiarazioni sui social della parlamentare del PD Enza Bruno Bossio: “Gratteri arresta metà Calabria! E’ giustizia? No è solo uno Show! Colpire mille per non colpire nessuno. Anzi si… colpire la possibilità di Oliverio di ricandidarsi. Il resto finirà in una bolla di sapone come il 90% delle sue indagini. E la ‘ndrangheta continuerà a prosperare come ha fatto in questi anni!!!”.

Ecco che allora la prima Commissione del Csm, presieduta dal Dott. Sebastiano Ardita (già Procuratore Aggiunto a Catania), ha deciso, all’unanimità’ di aprire una procedimento di “incompatibilità ambientale” nei confronti del procuratore generale Lupacchini convocato per essere ascoltato…
Il procuratore generale sarà sentito in merito alle dichiarazioni rilasciate nel corso dell’intervista riportata sopra,  nella quale – a seguito della maxi operazione antimafia – avrebbe delegittimato pubblicamente l’operato del procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri parlando di “evanescenza di molte operazioni della procura di Catanzaro” ma anche in merito ad altri comportamenti che secondo la Prima Commissione appannerebbero l’immagine del magistrato e la sua capacità di operare con la necessaria indipendenza ed autonomia nel distretto…

L’intervento del CSM va visto quindi a tutela del Procuratore Gratteri e rappresenta un forte segnale nei confronti di quei suoi funzionari istituzionali, che stanno gettando discredito sull’operato della magistratura in particolare su di un loro collega… 

Forse è meglio che si torni alla regola che “i panni sporchi vanno lavati in casa”, senza utilizzare più trasmissioni televisive o social network per delegittimare l’operato di chi ha scelto di servire lo Stato mettendo a rischio non solo la propria incolumità ma anche quella dei propri familiari, in una terra qual’e quella calabrese, sottoposta a tutt’oggi alle prevaricazioni e ai soprusi di una criminalità organizzata, considerata dagli addetti ai lavori, tra le più violente nel mondo!!!
Dopo quanto sopra non posso che ricordare una frase del giudice Falcone: “Temo che la magistratura torni alla vecchia routine: i mafiosi che fanno il loro mestiere da un lato, i magistrati che fanno più o meno bene il loro dall’altro, e alla resa dei conti, palpabile, l’inefficienza dello Stato!!!”.

In Calabria: "lo Stato… contro lo Stato"!!!

Sembra uno di quei film di spionaggio dove l’infiltrato riesce a sabotare e/o depistare quelle azioni di contrasto portate avanti dall’unico coraggioso poliziotto lasciato solo dai colleghi in quanto incorruttibile!!!

Ed in un qualche modo potremmo paragonare quella regia a quanto sta accadendo al Procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri, di cui avevo già anticipato un post http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/12/operazione-rinascita-scott-ad-ascoltare.html, alle cui dichiarazioni ero rimasto totalmente basito…
Vorrei peraltro ricordare di come in quello stesso periodo è stata trasmessa su Canale 5, un’intervista del Procuratore generale di Catanzaro Otello Lupacchini, che manifestava forti legami e connessioni in quella regione dove in una sorta di rete a livello familiare, si trovavano all’interno di quella famiglia, dal prete al funzionario di polizia, dal massone all’andranghetista, dal politico al magistrato e tutti operavano insieme meravigliosamente…

Successivamente sono seguite una serie d’inchieste giudiziarie, ultime quelle relative ai blitz di fine anno, che secondo il procuratore – altro non fanno altro che segnalare il completo fallimento di quelle procedure di prevenzione – messe in atto per contrastare quella rete che ingabbia l’intera Calabria, link:https://www.tgcom24.mediaset.it/2019/video/blitz-anti–ndrangheta-otello-lupacchini-a-tgcom24-c-e-una-rete-che-ingabbia-l-intera-calabria-_12592703.shtml
Alle dichiarazioni sopra riportate sono seguite alcuni giorni dopo le dichiarazioni sui social del parlamentare del PD Enza Bruno Bossio: “Gratteri arresta metà Calabria! E’ giustizia? No è solo uno Show! Colpire mille per non colpire nessuno. Anzi si… colpire la possibilità di Oliverio di ricandidarsi. Il resto finirà in una bolla di sapone come il 90% delle sue indagini. E la ‘ndrangheta continuerà a prosperare come ha fatto in questi anni!!!”.

Ecco che allora la prima Commissione del Csm, presieduta dal Dott. Sebastiano Ardita (già Procuratore Aggiunto a Catania), ha deciso, all’unanimità di aprire un procedimento di “incompatibilità ambientale” nei confronti del procuratore generale Lupacchini, convocato quindi per essere ascoltato…
Il procuratore generale sarà sentito in merito alle dichiarazioni rilasciate nel corso dell’intervista riportata a Tgcom,  dove – a seguito della maxi operazione antimafia – avrebbe delegittimato pubblicamente l’operato del procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri parlando di “evanescenza di molte operazioni della procura di Catanzaro” ma anche in merito ad altri comportamenti che secondo la Prima Commissione appannerebbero l’immagine del magistrato e la sua capacità di operare con la necessaria indipendenza ed autonomia nel distretto…

L’intervento del CSM va visto quindi a tutela del Procuratore Gratteri e rappresenta un forte segnale nei confronti di quei funzionari istituzionali, che stanno gettando discredito sull’operato della magistratura in particolare su di un loro collega… 

Forse è meglio che si torni alla regola che “i panni sporchi vanno lavati in casa”, senza utilizzare più trasmissioni televisive o social network per delegittimare l’operato di chi ha scelto di servire lo Stato mettendo a rischio non solo la propria incolumità, ma anche quella dei propri familiari, in una terra qual’e quella calabrese, sottoposta a tutt’oggi a prevaricazioni e soprusi da parte di quella criminalità organizzata, considerata dagli addetti ai lavori, tra le più violente nel mondo!!!
Dopo quanto sopra non posso che ricordare una frase del giudice Falcone: “Temo che la magistratura torni alla vecchia routine: i mafiosi che fanno il loro mestiere da un lato, i magistrati che fanno più o meno bene il loro dall’altro, e alla resa dei conti, palpabile, l’inefficienza dello Stato!!!”.

Missili lanciati in Iraq: forse colpiscono l’areo Ucraino…

Una cosa è certa, l’Iran ha lanciato per rappresaglia diversi missili contro le basi militari statunitensi per vendicare  l’alto comandante della Guardia rivoluzionaria, generale Suleimani, rimasto  ucciso alcuni giorni fa dai droni degli Stati Uniti.
Il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche iraniane hanno dichiarato d’aver lanciato dei missili contro le basi aeree in Iraq dell’esercito americano di Ain-Assad ed Erbil, aggiungendo altresì che gli Stati Uniti non hanno (fortunatamente per loro…) reagito, altrimenti avrebbero avuto maggiori ritorsioni… 
L’Iran inoltre ricorda a tutti gli alleati degli Stati Uniti presenti in Medio Oriente di non attaccare l’Iran o diventeranno anch’essi obiettivi di rappresaglia!!!
Ovviamente tra quei paesi vi è purtroppo anche il nostro; ecco il motivo per cui nostri militari in questi giorni sono rimasti chiusi nei vari bunker e non hanno espletato le loro abituali verifiche…  
Nel frattempo gli Stati Uniti ascoltate le notizie sugli attacchi alle basi aeree statunitensi, non hanno preso alcuna iniziativa e il Presidente Trump nell’osservare attentamente la situazione insieme al suo team di sicurezza nazionale, stanno valutando eventuali azioni da intraprendere…
Nel frattempo il presidente iraniano Rouhani ha confermato di aver discusso telefonicamente con il presidente francese Macron, confermando ad egli che gli interessi e la sicurezza degli Stati Uniti in Medio Oriente sono – a causa dell’omicidio commesso al generale – in grave pericolo e che i suoi uomini non potranno sfuggire alle conseguenze per il crimine commesso…
Una cosa è certa… a causa delle tensioni prodotte dai due contendenti, a pagarne le conseguenze sono – come sempre avviene in questi casi – i poveri civili inermi, nel caso specifico le vittime tra i civili rimasti colpiti dai missili iraniani e ahimè anche i passeggeri rimasti (forse) accidentalmente colpiti all’interno di quell’aereo ucraino…  
Sembrerà assurdo ma da che mondo è mondo c’è un motivo perché si fanno le guerre: già… per assicurare la pace!!!
È difatti raro che si faccia una guerra per arrivare alla guerra… 
Ma allora viene da chiedersi: se per assicurarsi la pace occorre fare la guerra, non sarebbe forse meglio rinunciare alla pace… almeno non si farebbero le guerre!!! 
Ma qualcuno dice di no… perché se non si fanno le guerre (che servono ad evitare le guerre) verranno ahimè nuovamente nuove guerre!!!
D’altronde delle “guerre“… la storia insegna, l’uomo non sa farne a meno!!!

Missili lanciati in Iraq: forse colpiscono l'areo Ucraino…

Una cosa è certa, l’Iran ha lanciato per rappresaglia diversi missili contro le basi militari statunitensi per vendicare  l’alto comandante della Guardia rivoluzionaria, generale Suleimani, rimasto  ucciso alcuni giorni fa dai droni degli Stati Uniti.
Il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche iraniane hanno dichiarato d’aver lanciato dei missili contro le basi aeree in Iraq dell’esercito americano di Ain-Assad ed Erbil, aggiungendo altresì che gli Stati Uniti non hanno (fortunatamente per loro…) reagito, altrimenti avrebbero avuto maggiori ritorsioni… 
L’Iran inoltre ricorda a tutti gli alleati degli Stati Uniti presenti in Medio Oriente di non attaccare l’Iran o diventeranno anch’essi obiettivi di rappresaglia!!!
Ovviamente tra quei paesi vi è purtroppo anche il nostro; ecco il motivo per cui nostri militari in questi giorni sono rimasti chiusi nei vari bunker e non hanno espletato le loro abituali verifiche…  
Nel frattempo gli Stati Uniti ascoltate le notizie sugli attacchi alle basi aeree statunitensi, non hanno preso alcuna iniziativa e il Presidente Trump nell’osservare attentamente la situazione insieme al suo team di sicurezza nazionale, stanno valutando eventuali azioni da intraprendere…
Nel frattempo il presidente iraniano Rouhani ha confermato di aver discusso telefonicamente con il presidente francese Macron, confermando ad egli che gli interessi e la sicurezza degli Stati Uniti in Medio Oriente sono – a causa dell’omicidio commesso al generale – in grave pericolo e che i suoi uomini non potranno sfuggire alle conseguenze per il crimine commesso…
Una cosa è certa… a causa delle tensioni prodotte dai due contendenti, a pagarne le conseguenze sono – come sempre avviene in questi casi – i poveri civili inermi, nel caso specifico le vittime tra i civili rimasti colpiti dai missili iraniani e ahimè anche i passeggeri rimasti (forse) accidentalmente colpiti all’interno di quell’aereo ucraino…  
Sembrerà assurdo ma da che mondo è mondo c’è un motivo perché si fanno le guerre: già… per assicurare la pace!!!
È difatti raro che si faccia una guerra per arrivare alla guerra… 
Ma allora viene da chiedersi: se per assicurarsi la pace occorre fare la guerra, non sarebbe forse meglio rinunciare alla pace… almeno non si farebbero le guerre!!! 
Ma qualcuno dice di no… perché se non si fanno le guerre (che servono ad evitare le guerre) verranno ahimè nuovamente nuove guerre!!!
D’altronde delle “guerre“… la storia insegna, l’uomo non sa farne a meno!!!

In Libia il nostro paese ha già perso due volte!!!

Innanzitutto va ricordato che l’errore più grande compiuto dal nostro paese, sia stato quello di non aver sostenuto l’allora leader Gheddafi, in particolare il non aver concesso ad egli il tempo necessario per iniziare quelle politiche di cambiamento, che avrebbero permesso in pochi anni, la nascita in quel paese di una vera democrazia…

Quanto sopra non è stato compiuto, anzi viceversa si è permesso ad altri Stati, come Francia, Inghilterra e Usa, di appoggiare i suoi oppositori, che hanno così potuto sostenere la caduta del regime e ribaltare totalmente tutte quelle condizioni a noi favorevoli…
Ecco quindi che da primi interlocutori e beneficiari di quel rapporto privilegiato – che aveva permesso al nostro paese di godere per tanti anni non solo delle forniture petrolifere, ma soprattutto di ricevere importanti investimenti, attraverso acquisizioni di quote societarie, garantite dal quel fondo sovrano libico…
Viceversa, a seguito di quanto accaduto, ci siamo ritrovati di fatto relegati, rimanendo altresì esposti ai continui ricatti dei gruppi criminali e terroristici che hanno provocato un continuo sbarco di migranti nel nostro paese, che come abbiamo visto, non si sono mai interrotto!

Ecco quindi che ad esclusione di un semplice “contentino” lasciato noi relativamente all’impianto dell’ENI, il resto ha preso altre direzioni e precisamente Parigi, Londra ed anche New York!!!

Nel frattempo però qualcosa è andato evolvendosi, già… un altro leader politico/militare sta provando attraverso le armi di riprendere il potere del paese!!!
Si tratta del generale Khalīfa Belqāsim Ḥaftar, il quale appoggiato da alcuni paesi arabi, dalla Russia, ma soprattutto in questi giorni dai militari della Turchia, sta ribaltando le sorti di quel paese… 
Ed il nostro paese cosa fa… nulla!!!
Come sempre accade, ripete quanto fatto nel corso della sua storia, e cioè tenta di salire sul carro dei vincitori passando da una coalizione all’altra, cercando d’individuare quale schieramento potrebbe alla fine risultare vincente…
Ecco, per l’ennesima volta l’iItalia si ritroverà nuovamente a perdere… già perché ormai – dopo aver dichiarato il pieno sostegno al presidente in carica Fayez al-Sarraj – non può tirarsi indietro e continuerà di conseguenza ad attuare quella politica d’intervento “sterile”, esclusivamente verbale, che non garantisce alcun appoggio militare e finanziario… 

E quindi (per come riportato sopra), anche nel caso in cui l’attuale governo dovesse risultare vincitore del conflitto interno, certamente relegherebbe il nostro paese tra gli ultimi dei suoi attuali interlocutori!!! 

Viceversa nel caso in cui a vincere il conflitto dovesse essere il generale Haftar, allora le circostanze si complicherebbero per il nostro paese in modo drammatico, in quanto ci vedremmo esclusi definitivamente da qualsivoglia pretesa, che viceversa andrà a favore di chi come Turchia ne ha appoggiato direttamente quelle azioni, inviando truppe e armi… 
Ecco quindi che alla fine qualsivoglia situazione dovesse evolvere in quel paese, rappresenterebbe per noi una doppia beffa!!! 
Ma d’altronde cosa ci si poteva aspettare dai nostri diplomati esteri, noi di politica internazionale non abbiamo mai capito nulla, perché si è sempre pensato a salvaguardare l’immagine internazionale e chissà di conseguenza  la nostra sicurezza interna, a scapito naturalmente di una corretta strategia economica e finanziaria, che avrebbe – questa sì – permesso di agevolare in maniera concreta e positivamente il nostro paese…
Ecco, spero di aver chiarito i reali motivi che ci porteranno ahimè a perdere quanto di buono aveva rappresentato per così tanto tempo quel paese per noi…

In Libia il nostro paese ha già perso due volte!!!

Innanzitutto va ricordato che l’errore più grande compiuto dal nostro paese, sia stato quello di non aver sostenuto l’allora leader Gheddafi, in particolare il non aver concesso ad egli il tempo necessario per iniziare quelle politiche di cambiamento, che avrebbero permesso in pochi anni, la nascita in quel paese di una vera democrazia…

Quanto sopra non è stato compiuto, anzi viceversa si è permesso ad altri Stati, come Francia, Regno Unito e Usa, di appoggiare i suoi oppositori, che hanno così potuto sostenere la caduta del regime e ribaltare totalmente tutte quelle condizioni a noi favorevoli…
Ecco quindi che da primi interlocutori e beneficiari di quel rapporto privilegiato – che aveva permesso al nostro paese di godere per tanti anni non solo delle forniture petrolifere, ma soprattutto di ricevere importanti investimenti, attraverso acquisizioni di quote societarie, garantite dal quel fondo sovrano libico…
Viceversa, a seguito di quanto accaduto, ci siamo ritrovati di fatto relegati, rimanendo altresì esposti ai continui ricatti dei gruppi criminali e terroristici che hanno provocato un continuo sbarco di migranti nel nostro paese, che come abbiamo visto, non si sono mai interrotto!

Ecco quindi che ad esclusione di un semplice “contentino” lasciato noi relativamente all’impianto dell’ENI, il resto ha preso altre direzioni e precisamente Parigi, Londra ed anche New York!!!

Nel frattempo però qualcosa è andato evolvendosi, già… un altro leader politico/militare sta provando attraverso le armi di riprendere il potere del paese!!!
Si tratta del generale Khalīfa Belqāsim Ḥaftar, il quale appoggiato da alcuni paesi arabi, dalla Russia, ma soprattutto in questi giorni dai militari della Turchia, sta ribaltando le sorti di quel paese… 
Ed il nostro paese cosa fa… nulla!!!
Come sempre accade, ripete quanto fatto nel corso della sua storia, e cioè tenta di salire sul carro dei vincitori passando da una coalizione all’altra, cercando d’individuare quale schieramento potrebbe alla fine risultare vincente…
Ecco, per l’ennesima volta l’iItalia si ritroverà nuovamente a perdere… già perché ormai – dopo aver dichiarato il pieno sostegno al presidente in carica Fayez al-Sarraj – non può tirarsi indietro e continuerà di conseguenza ad attuare quella politica d’intervento “sterile”, esclusivamente verbale, che non garantisce alcun appoggio militare e finanziario… 

E quindi (per come riportato sopra), anche nel caso in cui l’attuale governo dovesse risultare vincitore del conflitto interno, certamente relegherebbe il nostro paese tra gli ultimi dei suoi attuali interlocutori!!! 

Viceversa nel caso in cui a vincere il conflitto dovesse essere il generale Haftar, allora le circostanze si complicherebbero per il nostro paese in modo drammatico, in quanto ci vedremmo esclusi definitivamente da qualsivoglia pretesa, che viceversa andrà a favore di chi come Turchia ne ha appoggiato direttamente quelle azioni, inviando truppe e armi… 
Ecco quindi che alla fine qualsivoglia situazione dovesse evolvere in quel paese, rappresenterebbe per noi una doppia beffa!!! 
Ma d’altronde cosa ci si poteva aspettare dai nostri diplomati esteri, noi di politica internazionale non abbiamo mai capito nulla, perché si è sempre pensato a salvaguardare l’immagine internazionale e chissà di conseguenza  la nostra sicurezza interna, a scapito naturalmente di una corretta strategia economica e finanziaria, che avrebbe – questa sì – permesso di agevolare in maniera concreta e positivamente il nostro paese…
Ecco, spero di aver chiarito i reali motivi che ci porteranno ahimè a perdere quanto di buono aveva rappresentato per così tanto tempo quel paese per noi…

USA: no alla guerra!!!

A differenza di ciò che si potrebbe pensare, gli attacchi militari statunitensi hanno fatto arrabbiare molto i suoi connazionali… 
Alcuni giorni fa, in quasi tutte le metropoli americane più importanti, migliaia di cittadini sono scesi in ,strada per protestare contro le azioni del governo, in particolare contro l’uccisione del generale Soleimani… 
Durante le manifestazioni hanno sollevato slogan e gridato: “Nessuna guerra! USA… ritirati dall’Iraq!” 
Certo il Presidente Trump con quell’attacco improvviso ad un uomo influente dell’Iran, ha fatto irritare non solo gli americani, ma anche la comunità internazionale e soprattutto i partner della coalizione che non sono stati minimamente interpellati… 
Peraltro in questo momento, vi è in atto una partita che presenta tante di quelle variabili che nessuno prova a rilanciare per mettersi seduto a quel tavolo di gioco… 
Ecco quindi gli strani silenzi di Russia e Cina, a cui seguono le mancate dichiarazioni da parte di Stati come Inghilterra, Francia e Germania…
Il sottoscritto ha anticipato alcuni giorni fa le proprie considerazioni su quell’azione militare messa in pratica dal Presidente Trump, forse più a salvaguardia del suo destino politico, ma il rischio è quello di ripetere il fallimento compiuto ai tempi di Saddam Hussein, su quelle armi chimiche mai trovate o su quei terroristi, che hanno provocato con quegli aerei dirottati, le note stragi sulle World Trade Center di New York…
Ma in questo momento non vi sono azioni terroristiche nel territorio USA e voler far passare il generale Suleimani quale terrorista ce ne vuole…
Certamente era un attivista, era contrario alle politiche del governo Usa e dei suoi colleghi partner, gli stessi d’altronde che hanno determinato l’embargo a quel suo paese, ma va ricordato come egli fosse di fatto un rappresentante legittimo di un governo degli Stati membri delle Nazioni Unite….
Credere quindi che non vi sarà un’escalation, è provare a sperare che la storia non proceda per come ha sempre fatto nel corso dell’umanità… è oggi un grande auspicio…
La speranza ovviamente è quella di riuscire a trovare una soluzione affinché non s’inneschi la scintilla di un conflitto tra i due paesi…
Credo comunque che il tempo per gli Stati Uniti di restare nel medio oriente sia finito!!!
Sono pochi coloro che li vogliono ancora lì e ancor meno quelli che li credono dei “liberatori”… anzi la sempre più continua perdita di status politico e l’incapacità di un rilancio economico di quei territori ormai totalmente distrutti dai conflitti armati, vedasi Siria, Kurdistan, Iraq,  Afganistan, ma anche Libia, Somalia, ecc… li fa apparire come nuovi usurpatori… 
Sono circostanze che non permettono più agli USA di poter compiere – se non autonomamente e a proprio rischio – nuove interventi armati, contro uno stato libero qual’è la Repubblica Islamica dell’Iran… 
Ecco perché ritengo sia giunto il tempo di passare oltre, valutare una mediazione e mettere da parte tutti i risentimenti; provare quindi attraverso i canali diplomatici di giungere ad una possibile soluzione, che disdegni in ogni modo, qualsivoglia rischio di un possibile conflitto armato!!!  

USA: no alla guerra!!!

A differenza di ciò che si potrebbe pensare, gli attacchi militari statunitensi hanno fatto arrabbiare molto i suoi connazionali… 
Alcuni giorni fa, in quasi tutte le metropoli americane più importanti, migliaia di cittadini sono scesi in ,strada per protestare contro le azioni del governo, in particolare contro l’uccisione del generale Soleimani… 
Durante le manifestazioni hanno sollevato slogan e gridato: “Nessuna guerra! USA… ritirati dall’Iraq!” 
Certo il Presidente Trump con quell’attacco improvviso ad un uomo influente dell’Iran, ha fatto irritare non solo gli americani, ma anche la comunità internazionale e soprattutto i partner della coalizione che non sono stati minimamente interpellati… 
Peraltro in questo momento, vi è in atto una partita che presenta tante di quelle variabili che nessuno prova a rilanciare per mettersi seduto a quel tavolo di gioco… 
Ecco quindi gli strani silenzi di Russia e Cina, a cui seguono le mancate dichiarazioni da parte di Stati come Inghilterra, Francia e Germania…
Il sottoscritto ha anticipato alcuni giorni fa le proprie considerazioni su quell’azione militare messa in pratica dal Presidente Trump, forse più a salvaguardia del suo destino politico, ma il rischio è quello di ripetere il fallimento compiuto ai tempi di Saddam Hussein, su quelle armi chimiche mai trovate o su quei terroristi, che hanno provocato con quegli aerei dirottati, le note stragi sulle World Trade Center di New York…
Ma in questo momento non vi sono azioni terroristiche nel territorio USA e voler far passare il generale Suleimani quale terrorista ce ne vuole…
Certamente era un attivista, era contrario alle politiche del governo Usa e dei suoi colleghi partner, gli stessi d’altronde che hanno determinato l’embargo a quel suo paese, ma va ricordato come egli fosse di fatto un rappresentante legittimo di un governo degli Stati membri delle Nazioni Unite….
Credere quindi che non vi sarà un’escalation, è provare a sperare che la storia non proceda per come ha sempre fatto nel corso dell’umanità… è oggi un grande auspicio…
La speranza ovviamente è quella di riuscire a trovare una soluzione affinché non s’inneschi la scintilla di un conflitto tra i due paesi…
Credo comunque che il tempo per gli Stati Uniti di restare nel medio oriente sia finito!!!
Sono pochi coloro che li vogliono ancora lì e ancor meno quelli che li credono dei “liberatori”… anzi la sempre più continua perdita di status politico e l’incapacità di un rilancio economico di quei territori ormai totalmente distrutti dai conflitti armati, vedasi Siria, Kurdistan, Iraq,  Afganistan, ma anche Libia, Somalia, ecc… li fa apparire come nuovi usurpatori… 
Sono circostanze che non permettono più agli USA di poter compiere – se non autonomamente e a proprio rischio – nuove interventi armati, contro uno stato libero qual’è la Repubblica Islamica dell’Iran… 
Ecco perché ritengo sia giunto il tempo di passare oltre, valutare una mediazione e mettere da parte tutti i risentimenti; provare quindi attraverso i canali diplomatici di giungere ad una possibile soluzione, che disdegni in ogni modo, qualsivoglia rischio di un possibile conflitto armato!!!  

Tolo Tolo: quando si dice un film “Trash”!!!

Ho appena finito di guardare il film di Checco Zalone “Tolo Tolo“.
Ho letto in questi giorni che già nel primo giorno di uscita ha sbancato il botteghino, sfiorando 8,7 milioni di euro, entrando nella storia del cinema come il film con il maggior incasso di sempre nelle prime 24 ore di programmazione!!!
Solitamente non guardo mai i film “italiani“, in particolare quello in uscita a Natale: sono solitamente delle “cazzate” e quest’ultimo (ma non solo) ne è la conferma!!!
In questo post, non desidero criticare il protagonista, ne gli attori o l’ambiente meraviglioso africano, che soltanto chi ha avuto modo di viverlo in prima persona può comprenderne la sua bellezza, ovviamente vanno esclusi quei momenti vissuti da turisti o ancor peggio da pseudo registi, che solo per esigenze cinematografiche (per non dire volutamente finanziarie…) si dirige in quei luoghi per realizzare il proprio film “panettone“!!!
Ecco perché questo film non mi convinto, perché egli con quel suo “Tolo Tolo” non ha saputo descrivere nulla, ne la bellezza di quell’ambiente e neppure la felicità dei suoi abitanti, che d’altro canto sono la maggioranza del continente… 
Certo, vi sono anche aree di quel continente dove sopravvivere è per molti l’unica aspirazione di vita, zone certamente difficili e piene di asperità, condizione difficili a causa di guerre, fame e carestia… 
Sono queste le circostanze ardue che costringono milioni di persone (all’incirca sono 500 milioni) ad aver abbandonato le loro terre, le loro case, i loro affetti, il proprio lavoro, uomini, donne e bambini che scappano, individui che si ritrovano costretti ad affrontare un lungo viaggio della speranza, che non sempre si conclude per come si desiderava… 
Ad aggravare ulteriormente la situazione di quegli Stati sono le condizioni governative, in particolare a causa dello sfruttamento indiscriminato delle risorse presenti, energetiche, minerarie, ambientali, da parte proprio di quelle società estere legate a quegli paesi coloniali che ahimè ancora oggi, determinano le politiche e la vita sociale di quei luoghi…
E sì… perché sono proprio queste holding a finanziare molti di quei conflitti, in particolare quando le condizioni governative diventano sfavorevoli a causa di nuove politiche nazionaliste; ecco perché intervengono, ristabilendo governi e uomini a loro favorevoli, sostenendo e appoggiando quei loro presidenti “fantocci“, che vengono di volta in volta sovvenzionati con denaro e armi, affinché ribaltino i governi in carica e diano ad essi la possibilità di riprendere con lo sfruttamento di quelle loro risorse, in particolare petrolio, pietre e minerali preziosi… 
E così le guerre civili completano quell’opera… distruggendo tutto, dai campi a quelle esigue attività che ancora sopravvivevano!!!
Ma di tutto questo in quel film non si parla, anzi viceversa si rappresenta il nostro paese alla stregua di quelli più corrotti, dove stranamente proprio il protagonista da il buon esempio, dimostrando d’esser stato nella sua precedenza vita, un cittadino truffatore (facendo apparire altresì in una delle scene finali anche quell’extra comunitario come disonesto, facendogli dichiarare il mancato versamento dei propri contributi fiscali), uno che non paga le tasse e cosa fa… scappa in Africa, chissà perché, ma mi ricorda un questo gesto un nostro ex presidente del Consiglio…
Il film tenta altresì di di collegare un nostro passato antisemitico con quanto avviene oggi!!!
Niente di più falso… basti vedere le centinaia di migliaia di extracomunitari che vivono in completa sintonia… non sto dicendo “armonia”, ma insieme si cerca di sopravvivere in un ambiente sociale certamente difficile per tutti… 
D’altronde essi come ciascuno di noi soffrono di quelle stesse problematiche che noi tutti italiani oggi viviamo, ma da ciò a farci passare per razzisti… 
Nel nostro paese non vi sono divisioni ideologiche, culturali o religiose, anzi, si vive in maniera libera, dove le difficoltà sono per tutti, italiani, extracomunitari, migranti, già… come in Africa anche qui si sopravvive, ma certamente non si rischia ogni giorno la vita o di venir colpiti da un mortaio o dai colpi di un kalashnikov!!!
Ho sentito i pareri di taluni critici che hanno definito il film “Tolo Tolo” geniale… io contrariamente lo considero un film “Trash”, sì… spazzatura, fatto male sotto tutti i punti di vista!!!
Già… considero un’ingiustizia che all’uscita del film noi spettatori non possiamo godere di quel diritto di recesso “soddisfatti o rimborsati“, perché nel caso specifico sono certo che avrei potuto osservare la stessa coda di persone prima all’ingresso, che avrebbe richiesto i propri soldi indietro!!! 
Un peccato sì… perché un tema così delicato come quello dell’immigrazione, avrebbe potuto offrire a questo inconsueto “regista” tante possibilità, che potevano certamente essere raccontate con ironia e qualche sorriso, ma evidenziando l’umanità di un popolo, che in questo suo film, è stata volutamente trascurata… 

Tolo Tolo: quando si dice un film "Trash"!!!

Ho appena finito di guardare il film di Checco Zalone “Tolo Tolo“.
Ho letto in questi giorni che già nel primo giorno di uscita ha sbancato il botteghino, sfiorando 8,7 milioni di euro, entrando nella storia del cinema come il film con il maggior incasso di sempre nelle prime 24 ore di programmazione!!!
Solitamente non guardo mai i film “italiani“, in particolare quelli in uscita a Natale: sono solitamente delle “cazz…” e quest’ultimo (ma non solo) ne è la conferma!!!
In questo post, non desidero criticare il protagonista, ne gli attori e neppure il continente africano meraviglioso, che soltanto chi ha avuto modo di viverlo in prima persona può comprenderne la sua bellezza…
Ovviamente in questa analisi vanno esclusi quei momenti trascorsi da turisti o ancor peggio da pseudo “registi”, che per esigenze esclusivamente cinematografiche (per lo più finanziarie…) si dirige in quei luoghi per girare il proprio film “panettone“!!!
Ecco perché questo film non mi ha convinto, perché egli non ha saputo descrivere nulla, ne la bellezza di quell’ambiente e neppure la felicità dei suoi abitanti che d’altro canto rappresentano la maggioranza del continente… 
Certo, vi sono aree di quel continente dove sopravvivere è da tempo l’unica aspirazione di vita, zone piene di asperità, condizione difficili a causa di guerre, fame e carestia…
Sono queste le circostanze ardue che costringono milioni di persone (all’incirca 500 milioni) ad aver abbandonato le loro terre, case, i loro affetti, il proprio lavoro, uomini, donne e bambini che da anni scappano affrontando quel lungo viaggio della speranza, che ahimè non sempre si conclude per come si desiderava… 
Ad aggravare ulteriormente la situazione di quegli Stati sono soprattutto le condizioni di quei loro governi, in particolare a causa dello sfruttamento indiscriminato delle risorse presenti, quali energetiche, minerarie e forestali, gestite da parte di quelle società private, legate a quegli ex paesi coloniali che ancora oggi ne determinano le politiche e la vita sociale…
E sì… perché sono proprio queste holding a finanziare molti di quei conflitti, in particolare quando le condizioni diventano a loro sfavorevoli a causa di nuove politiche nazionaliste; ecco perché intervengono, per ristabilire governi e uomini a loro favorevoli, sostenendo e quindi appoggiando presidenti “fantocci che vengono di volta in volta foraggiati con denaro e armi, affinché quest’ultimi ribaltino quei governi in carica e si dia nuovamente ad essi la possibilità di riprendere con lo sfruttamento delle risorse ambientali, in particolare petrolio, gas, minerali e pietre preziose…
E così le guerre civili completano quell’opera… distruggendo tutto, dai campi a quelle esigue attività che ancora sopravvivevano!!!
Ma di tutto questo in quel film non si parla, anzi viceversa si rappresenta il nostro paese alla stregua di quelli più corrotti, dove stranamente proprio il protagonista ne da il buon esempio, dimostrando d’esser stato egli stesso nella sua passata esperienza, un cittadino truffaldino (facendo apparire altresì in una di quelle scene finali anche l’extra comunitario come disonesto, facendogli affermare quel mancato versamento dei propri contributi fiscali) e difatti, uno che non paga le tasse cosa fa… scappa… dov’è??? In Africa!!! Chissà perché ma in questa circostanza mi ricorda un nostro ex presidente del Consiglio…
Il film tenta altresì di collegare il nostro passato antisemitico con quanto avviene oggi!!!
Niente di più falso, basti vedere le centinaia di migliaia di extracomunitari che vivono in completa sintonia nel nostro paese – attenzione, non sto dicendo “armonia” – entrambi infatti, cerchiamo di sopravvivere in un ambiente certamente difficile, che presenta problemi per tutti…
D’altronde essi come ciascuno di noi soffrono di quelle stesse problematiche, ma da ciò… a farci passare per razzisti, ce ne vuole… 
D’altronde, nel nostro paese non vi sono divisioni ideologiche, culturali o religiose, anzi, vi è la massima libertà, dove ciascuno tenta ogni giorno di superare le difficoltà presenti, italiani, extracomunitari, migranti, ecc… Già, proprio come in Africa anche qui si prova a sopravvivere, certamente con minori rischi per la propria incolumità, d’altro canto non si rischia mica di venir colpiti da un macete, mortaio o dai colpi di un kalashnikov!!!
Ho sentito i pareri di taluni critici che hanno definito questo film “Tolo Tolo” geniale…
Io contrariamente ad essi lo considero un film “Trash”, sì… da spazzatura, come riportavo sopra, realizzato in maniera scadente, mediocre, male sotto tutti i punti di vista!!!
Già… a seguito di ciò, considero una vera e propria ingiustizia quella di non potere – all’uscita del film – godere di quel diritto di recesso “soddisfatti o rimborsati“, perché nel caso specifico, avrei potuto richiedere ed osservare tutti coloro che insieme al sottoscritto, avrebbero voluto restituiti i propri soldi!!! 
Un peccato sì… perché un tema così delicato come quello dell’Africa e ahimè dell’immigrazione, avrebbe potuto offrire a questo inconsueto “regista” ( auspico che non ripeta più questa negativa esperienza… ) enormi possibilità, le quali avrebbero certamente potuto raccontare con ironia e qualche sorriso, la sensibilità, la forza e la generosità di un popolo, per stimolare le coscienze, ma soprattutto per far vibrare le corde del cuore degli spettatori, promuovendo attraverso un film quella emotività positiva, momento d’incontro tra popoli di culture diverse, che però possono ritrovare nella diversità, fattori di crescita comuni…
Ma quanto sopra purtroppo, come abbiamo osservato in quelle scene, è stato incredibilmente disatteso!!! 

Siamo certi che la richiesta di “impeachment” non mascheri per Trump il vero stratagemma per iniziare una guerra contro l’Iran???

Quando alcuni mesi fa, precisamente il 24 Settembre 2019 è stata avviata dal presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti Nancy Pelos la messa in stato d’accusa al presidente Donald Trump – ritenuto colpevole di azioni illecite nell’esercizio delle proprie funzioni – allo scopo di provocarne la sua destituzione, ho anticipato alle mie figlie, l’avvio di un conflitto armato e precisamente contro l’Iran???

A quella mia affermazione, entrambe giustamente mi hanno chiesto cosa centrasse la sua destituzione con l’avvento di un conflitto armato… 
Ho spiegato loro che il collegamento era abbastanza semplice, basta semplicemente conoscere quali sono i poteri del presidente americano, in particolare se vi sono rischi di nuovi conflitti o addirittura la possibilità di una eventuale terza guerra mondiale…
Ho detto loro: dovete sapere che la carica più importante cel Presidente degli Stati Uniti è quella di “Capo delle forze armate”, che per l’appunto gli permette di dichiarare guerra e di disporre dell’intere forze armate; un potere questo che non conosce limitazioni e che rappresenta sicuramente il più importante tra le facoltà del capo americano”!!!
Ed allora, cosa può fare un Presidente che viene messo in discussione dal suo stesso congresso, che rischia di perdere a causa di quella destituzione tutto il suo potere, una padronanza che gli è stata data non solo dai suoi elettori, ma bensì da coloro che detengono l’economia finanziaria di quel paese, che sono principalmente i banchieri (principalmente di origine ebraica)  e gli industriali, mi riferisco in particolare a tutti coloro che costruiscono armi e che in questi anni – a causa di un periodo certamente stabile, quantomeno sotto il profilo dei conflitti mondiali, dal momento che questi sono in ambito strettamente locale – si ritrovano con depositi pieni di forniture militari che, anno dopo anno, vanno sempre più deteriorando o certamente quella tipologia di armamenti diventano antiquate tecnologicamente rispetto ai tempi…
Ecco quindi cosa significa perdere (per l’attuale presidente Trump) quel potere, soprattutto se a doverlo sostituire dovrebbe essere un collega “pacifista”… 
Certo, i poteri del presidente degli Stati Uniti non sono infiniti e soprattutto per alcune decisioni deve essere interpellato il Congresso… ma quando entrano in campo le decisioni sulla sicurezza nazionale, il presidente americano prende immediatamente il comando delle forze armate e tutte le altre discussioni passano in secondo piano ed infatti, per tale ragione gli viene consegnato giornalmente un rapporto confidenziale dell’intelligence, il cosiddetto “President’s Daily Brief”, con il quale può valutare immediatamente, quali azioni devono essere subito messe in pratica…
E tra questi, come abbiamo visto in queste ore… vi è stato quello di uccidere il generale iraniano più influente a Teheran, un operazione strategica e certamente valutata a tavolino, che segnerà vedrete un drammatico cambio di passo che coinvolgerà a breve purtroppo, tutti i paesi del mondo…

Siamo certi che la richiesta di "impeachment" non mascheri per Trump il vero stratagemma per iniziare una guerra contro l'Iran???

Quando alcuni mesi fa, precisamente il 24 Settembre 2019 è stata avviata dal presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti Nancy Pelos la messa in stato d’accusa al presidente Donald Trump – ritenuto colpevole di azioni illecite nell’esercizio delle proprie funzioni – allo scopo di provocarne la sua destituzione, ho anticipato alle mie figlie, l’avvio di un conflitto armato e precisamente contro l’Iran!!!

A quella mia affermazione, entrambe giustamente mi hanno chiesto cosa centrasse la sua destituzione con l’avvento di un conflitto armato… 
Ho spiegato loro che il collegamento era abbastanza semplice, bastava conoscere i poteri del presidente americano, in particolare nel caso in cui vi fosse il rischio di un conflitto o addirittura la possibilità di una eventuale terza guerra mondiale…
Ho detto loro: dovete sapere che la carica più importante del Presidente degli Stati Uniti è quella di “Capo delle forze armate” che per l’appunto gli permette di dichiarare guerra e di disporre dell’intere forze militari; un potere quest’ultimo che non conosce limitazioni e che rappresenta il più importante tra le facoltà del capo americano”!!!
Ed allora, cosa può fare un Presidente che viene messo in discussione dal suo stesso congresso, che rischia cioè di perdere a causa di quella destituzione tutto il potere, una padronanza che datagli non solo dai suoi elettori, ma bensì da coloro che detengono l’economia e la finanza di quel paese, che sono principalmente i banchieri (di origine ebraica)  e gli industriali!!!
Mi riferisco in particolare a quelle aziende produttrici di armi , i quali in questi anni – a causa di un periodo stabile, quantomeno sotto il profilo dei conflitti mondiali, dal momento che quelli in corso sono relativi ad ambiti strettamente nazionali – si ritrovano con i depositi pieni di forniture militari, le quali vanno sempre più deteriorando o diventando tecnologicamente antiquati rispetto ai progressi raggiunti in questi anni…
Ecco quindi cosa significa perdere (per  il presidente Trump) quel potere, soprattutto se a doverlo sostituire dovesse essere un collega “pacifista”… 
Certo, i poteri del presidente degli Stati Uniti non sono infiniti e soprattutto per alcune decisioni dovrà essere interpellato il Congresso… ma non quando entrano in campo le decisioni sulla sicurezza nazionale, perché in questo caso il presidente americano prende immediatamente il comando, in particolare delle forze armate e così tutte le altre valutazioni passano in secondo piano, ecco perché per tale ragione, giornalmente gli viene consegnato un rapporto confidenziale dell’intelligence, il cosiddetto “President’s Daily Brief”, con il quale Egli può valutare immediatamente,  quali azioni devono essere sin da subito predisposte…
Tra queste, come abbiamo visto in queste ore… vi è stata quella di uccidere il generale iraniano più influente a Teheran, un operazione strategica valutata, che segnerà vedrete a breve, un drammatico cambio di passo che coinvolgerà purtroppo, tutti i paesi del mondo…

Posti “chiave” per spartirsi raccomandazioni…

Vi avevo anticipato nel mio post http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/01/se-bastano-soltanto-700-euro-per.html che avrei ripreso l’argomento per ricordare taluni “prefetti locali” inclini a comportamenti non certo leali con quella propria funzione istituzionale…
Ecco… una di quei soggetti era l’amica del magistrato ora radiato – ex presidente della sezione Misure di prevenzione di Palermo – che secondo l’accusa,  avrebbe gestito in modo clientelare le assegnazioni degli amministratori giudiziari dando gli incarichi a persone del suo “cerchio magico” che, in cambio, le avrebbero fatto regali e favori…
Dall’inchiesta è emersa una presunta raccomandazione richiesta dall’ex prefetto allora giudice, per un suo figlioccio, affinché potesse lavorare in un’azienda sequestrata…
Durante l’inchiesta il prefetto si è giustificata dicendo che fu contattata dall’ex magistrato – nella qualità di rappresentante istituzionale – se avesse un soggetto affidabile e di provata onestà da indicare per eventuali incarichi nelle varie amministrazioni giudiziarie e questo per evitare che soggetti inaffidabili potessero inserirsi nel circuito della gestione dei beni confiscati…
Ed allora a quella richiesta secondo voi, a chi mai quel prefetto avrà pensato in maniera spontanea, svincolata, senza alcun condizionamento… già a quale nome avrà mai pensato???
Beh… il nome che in quella circostanza fu indicato fu, pensate un po’… fu quello di un nipote, sì… casualmente di un altro collega (anch’egli prefetto), al quale però il giudice Saguto non diede seguito, dando l’incarico ad un altro…
L’inchiesta comunque ha messo in luce uno stretto rapporto, basato su uno scambio di raccomandazioni per favorire amici o parenti di loro amici…
Proprio alla luce di queste evidenze, il 6 novembre 2015, il Ministero dell’Interno ha predisposto la rimozione dell’allora prefetto dal suo incarico per altra destinazione…
D’altronde all’epoca dei fatti non poteva certamente immaginare che quell’episodio la trascinerà di forza nell’indagine sul “cerchio magico” della giudice Saguto e ai suoi presunti complici: “Seppi di essere indagata solo mesi dopo dall’atto di prosecuzione delle indagini che avevo ricevuto: concussione in concorso con la dottoressa Saguto, senza conoscere l’addebito in concreto di questo reato per cui ero indagata – racconta oggi – Da quel minuto e fino a quando poi non ho conosciuto i fatti, per mesi non sono stata in grado di ricostruire minimamente quale situazione, quale comportamento, quale fatto avesse potuto originare indagini nei miei confronti».
Ho ascoltato una dichiarazione spontanea dell’ex prefetto su http://www.radioradicale.it/scheda/587713/processo-cappellano-seminara-ed-altri scoprendo che attualmente sta svolgendo un incarico presso la capitale e per come si può ascoltare dall’audio della registrazione si riserva di dare informazioni dettagliate su quella vicenda:  “io sono molto come dire riservata sul riferire ai contenuti di queste riunioni sia perché il materiale appunto è oggetto di particolari classificazioni, sia perché ritengo di essere tenuta anche in questa sede al rispetto del segreto d’ufficio, gli atti ovviamente risultano tutti alla Prefettura di Palermo oltre che al ministero dell’ Interno”.
Certo, non volendo entrare in quegli ambiti che sono di pertinenza giudiziaria, ritengo comunque grave che soggetti istituzionali nell’esercizio delle funzioni, mutino – forse a causa della consuetudine – quei propri pubblici poteri, per il conseguimento di utilità personali… 
Ecco perché ancora oggi non comprendo bene quale senso abbia trasferire tutti quei soggetti che hanno dimostrato essere – a seguito d’inchieste giudiziarie – non ligi al proprio dovere ed oggi incredibilmente, se pur “marchiati” come incompatibili, ricoprono ancora funzioni pubbliche!!! 

Posti "chiave" per spartirsi raccomandazioni…

Vi avevo anticipato nel mio post http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/01/se-bastano-soltanto-700-euro-per.html che avrei ripreso l’argomento per ricordare taluni “prefetti locali” inclini a comportamenti non certo leali con quella propria funzione istituzionale…
Ecco… una di quei soggetti era l’amica del magistrato ora radiato – ex presidente della sezione Misure di prevenzione di Palermo – che secondo l’accusa,  avrebbe gestito in modo clientelare le assegnazioni degli amministratori giudiziari dando gli incarichi a persone del suo “cerchio magico” che, in cambio, le avrebbero fatto regali e favori…
Dall’inchiesta è emersa una presunta raccomandazione richiesta dall’ex prefetto allora giudice, per un suo figlioccio, affinché potesse lavorare in un’azienda sequestrata…
Durante l’inchiesta il prefetto si è giustificata dicendo che fu contattata dall’ex magistrato – nella qualità di rappresentante istituzionale – se avesse un soggetto affidabile e di provata onestà da indicare per eventuali incarichi nelle varie amministrazioni giudiziarie e questo per evitare che soggetti inaffidabili potessero inserirsi nel circuito della gestione dei beni confiscati…
Ed allora a quella richiesta secondo voi, a chi mai quel prefetto avrà pensato in maniera spontanea, svincolata, senza alcun condizionamento… già a quale nome avrà mai pensato???
Beh… il nome che in quella circostanza fu indicato fu, pensate un po’… fu quello di un nipote, sì… casualmente di un altro collega (anch’egli prefetto), al quale però il giudice Saguto non diede seguito, dando l’incarico ad un altro…
L’inchiesta comunque ha messo in luce uno stretto rapporto, basato su uno scambio di raccomandazioni per favorire amici o parenti di loro amici…
Proprio alla luce di queste evidenze, il 6 novembre 2015, il Ministero dell’Interno ha predisposto la rimozione dell’allora prefetto dal suo incarico per altra destinazione…
D’altronde all’epoca dei fatti non poteva certamente immaginare che quell’episodio la trascinerà di forza nell’indagine sul “cerchio magico” della giudice Saguto e ai suoi presunti complici: “Seppi di essere indagata solo mesi dopo dall’atto di prosecuzione delle indagini che avevo ricevuto: concussione in concorso con la dottoressa Saguto, senza conoscere l’addebito in concreto di questo reato per cui ero indagata – racconta oggi – Da quel minuto e fino a quando poi non ho conosciuto i fatti, per mesi non sono stata in grado di ricostruire minimamente quale situazione, quale comportamento, quale fatto avesse potuto originare indagini nei miei confronti».
Ho ascoltato una dichiarazione spontanea dell’ex prefetto su http://www.radioradicale.it/scheda/587713/processo-cappellano-seminara-ed-altri scoprendo che attualmente sta svolgendo un incarico presso la capitale e per come si può ascoltare dall’audio della registrazione si riserva di dare informazioni dettagliate su quella vicenda:  “io sono molto come dire riservata sul riferire ai contenuti di queste riunioni sia perché il materiale appunto è oggetto di particolari classificazioni, sia perché ritengo di essere tenuta anche in questa sede al rispetto del segreto d’ufficio, gli atti ovviamente risultano tutti alla Prefettura di Palermo oltre che al ministero dell’ Interno”.
Certo, non volendo entrare in quegli ambiti che sono di pertinenza giudiziaria, ritengo comunque grave che soggetti istituzionali nell’esercizio delle funzioni, mutino – forse a causa della consuetudine – quei propri pubblici poteri, per il conseguimento di utilità personali… 
Ecco perché ancora oggi non comprendo bene quale senso abbia trasferire tutti quei soggetti che hanno dimostrato essere – a seguito d’inchieste giudiziarie – non ligi al proprio dovere ed oggi incredibilmente, se pur “marchiati” come incompatibili, ricoprono ancora funzioni pubbliche!!! 

Usa e Iran: si sta preparando uno scontro militare!!!


Di poche ore il comunicato del presidente iraniano Rohani: lo “Stato libero regionale vendicherà la morte del generale Suleimani!!!

Questa mattina l’aeroporto internazionale di Baghdad, è stato colpito e durante l’attacco è stato ucciso il generale Suleimani insieme ad alcuni suoi uomini fidati della “Holy City Brigade“, la sezione estera del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche iraniane…
Secondo gli Usa, l’attacco è stato progettato per scoraggiare l’Iran ed annullare i suoi piani di attacco futuri, soprattutto perché il generale Suleimani aveva pianificato di attaccare diplomatici e personale militare USA in Iraq e nella regione…
Suleimani e la sopraddetta “Brigata della Città Santa” hanno – secondo gli Usa – ucciso centinaia di soldati statunitensi e della Nazioni Unite e migliaia di cittadini inermi sono rimaste in questi anni ferite…
Osservando quanto sopra, mi sono ricordato che proprio dieci anni fa avevo intitolato un post “Attacco all’Iran“: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2010/10/attacco-alliran.html 
In quell’articolo evidenziavo la possibilità di un conflitto tra gli Usa e il paese islamico… e proprio a inizio dello scorso anno – quasi volessi anticipare quanto sta ora accadendo – avevo scritto: “Prove tecniche per l’inizio di un nuovo conflitto” facendo per l’appunto riferimento a quei due Stati, Iran e Usa: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/01/prove-tecniche-per-linizio-di-un-nuovo.html
Cosa dire, non si tratta di veggenza, ma studiando la storia si può comprendere come la vita dell’uomo sia continuamente percorsa da “corsi e ricorsi“!!!
Ma continuare – per come si sta facendo nelle nostre scuole superiori – e cioè insegnandola ai nostri studenti in maniera così superficiale, non si farà comprendere alle future generazioni cosa potrà accadere nei prossimi anni e a quali gravi pericoli potrebbero ritrovarsi, dovendo affrontare, se non adeguatamente preparati, non tanto quei possibili conflitti mondiali che non potranno limitare, ma certamente mobilizzarsi per far sentire tutta la propria indignazione!!!