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La mia libertà finisce dove incomincia la vostra...

REFERENDUM: Sì… tutta la vita!!! Ma non solo per eliminare quelle poltrone, ma per molte e molte di più…

Domani si va al voto per ridurre finalmente questi “inutili” ma soprattutto “impreparati” parlamentari!!!

Infatti, ciò che nessuno dice – nei vari social – è che la maggior parte di coloro che siedono in quelle poltrone “vellutate” sono del tutto incapaci di ricoprire quel ruolo, in quanto costituiscono quella parte inconsistente, del tutto italiana, di semplici “raccomandati”, giunti lì senza alcun merito, ma “nominati” dal partito o da qualche padre-padrone, che ha deciso per loro, già… per chi doveva esserci e chi no…    

Comunque, intanto proviamo a mandarne a casa 345 e se successivamente si farà una riforma più seria per mandarne il 75% state certi che il primo a votarla quella legge sarà il sottoscritto!!!

Ciò che comunque rende incredibile questo referendum è che pur di far vincere, quanti voteranno “no”, provano a giustificare quella scelta con tutta una serie di cazzata che non stanno né in cielo e né in terra… 

L’ultima provata in queste ore è un messaggio che circola sul web e cioè che domani non si vota, in quanto il referendum è stato sospeso!!!

Minch… non sanno più cosa inventarsi questi cialtroni e soprattutto i loro lacché… 

Peccato che il “coronavirus”… già peccato…

Ho letto poco fa che il risparmio sarebbe soltanto lo 0,007 per cento della spesa pubblica, se solo chi scrivesse queste cazzate conoscesse il valore attuale del nostro debito pubblico, comprenderebbe che si tratta di milioni di euro e non di un semplice caffè, come qualcuno di quei parlamentari dichiarava alcuni giorni fa…

Ma poi dico perché dobbiamo offrirgli questo caffè, per cosa… per quanto non fanno???

Ma che se lo facciano loro il caffè con la propria caffettiera di casa e non rompessero i cog… agli altri!!!

La seconda stronzata che ho letto: “non rende  un parlamento più efficiente”… 

Ma vorrei sapere in quale circostanza abbiamo visto in questi trent’anni un parlamento efficiente… forse chi scriveva questa frase vive all’estero in Svezia o in Danimarca??

Poi vi è la parte regionalistica… quella che si riferisce alla mia regione, la Sicilia!!!

Dicono che verrà penalizzata… non so che dirvi, certo che non debbono essere siciliani questi che scrivono, perché la nostra terra è una vita che è penalizzata e non sto qui a fare la classifica dei settori in cui si trova ultima… già da siciliano mi vergogno profondamente!!!

Poi c’è chi parla di Costituzione… non sa neppure cosa sia, non l’ha mai letta e soprattutto in questa particolare circostanza ha una valenza irrisoria, perché si può procedere – d’altronde si è visto in questi mesi d’emergenza sanitaria – con un terzo dei parlamentari e quindi cosa caz… centra la costituzione, la rappresentanza dei territori, già… nell’esprimere queste fandonie ci si dimentica che proprio quei loro parlamentari disertano una volta su tre le aule del parlamento!!!  

Come ben sapete, questo è un referendum senza quorum, significa che è valido a prescindere dalla percentuale di elettori che si recheranno alle urne e vince il fronte che ottiene anche un solo voto in più… 

Ecco perché sono sicuro che domani festeggerò, perché sarà il mio voto ( insieme al vostro ) a fare la differenza!!!

"Cosa Nostra Spa " a Naxos: Festival delle narrazioni…

Vorrei condividere un video pubblicato su https://www.facebook.com/Naxoslegge/videos/652298855723445 nel quale si può osservare la presentazione del libro “Cosa Nostra Spa” scritto dal magistrato Sebastiano Ardita, membro togato del Csm ed ex procuratore aggiunto etneo…

Non entro nel merito del libro, d’altronde ne ho già parlato abbastanza in alcuni miei precedenti post, quali ad esempio: 

http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/02/la-mafia-catanese-ha-una-doppia-faccia.html

http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/02/cosa-nostra-spa.html

– http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/02/cosa-nostra-no-e-proprio-cosa-vostra.html

Ciò che di quest’incontro mi ha particolarmente incuriosito è quando verso la fine l’ex procuratore inizia a parlare di antimafia, di rapporti conflittuale che queste associazioni di legalità hanno nei confronti della politica, dell’influenza che essa manifesta di conseguenza nel sociale e di tutta una serie di condizioni che legano tra esse uomini istituzionali, politici e imprenditori, già potremmo paragonarla quel sistema ad una bambola matriosca, dove dentro un meccanismo se ne trova un altro e così via… 

Mi piace infine l’intervento di Fabio Granata… quando parla di responsabilità politiche passate ed attuali e di come la mafia ancora oggi “continui a comandare”!!!

Certo, l’impressione che ho quando si parla di mafia è quella che ancora oggi poco o nulla si conosca di essa, in particolare di quanto realmente accada dietro le quinte… 

Mi riferisco ovviamente del quotidiano, dove tutta una serie di situazione messe in atto non vengono neppure notate, chissà forse per impreparazione o perché non si ha realmente la volontà di colpirle!!!

Cosa dire… fanno poca notizia??? Già… è più semplice effettuare retate presso quegli abituali quartieri periferici per arrestare poi chi… quei noti delinquenti di strada, che sì… determinano gravi problemi sul sociale, in particolare nell’imporre quella loro presenza coercitiva, ma sapendo come essi influenzino poco l’aspetto economico e finanziario su cui realmente punta “cosa-nostra” e cioè su tutte quelle attività imprenditoriali che sì… di fatto muovono milioni e milioni di euro nel corso dell’anno, denaro poi con il quale influenzano e impongono la propria forza nella vita ordinaria di ciascuno di noi… 

Purtroppo il sottoscritto ha come l’impressione che su certe circostanza non si voglia minimamente intervenire e servano a poco le denunce presentate se poi queste non vengono prese  – da quegli organi competenti–  in considerazione… e non perché non sussistano giustificati motivi per procedere con eventuali arresti e per giungere poi – attraverso i processi – a quelle sicure condanne, no… non si seguita per non si quale motivo, forse perché – viene da pensare – anche in quel sistema giudiziario, vi sia qualcosa che non funzioni… o forse perché anche lì purtroppo, vi è qualcosa di marcio, d’altronde abbiamo potuto costatare in questi due anni quanto accaduto… 

Che dire, le narrazioni sì… belle da leggersi, ascoltare, ma la sostanza credetemi è tutt’altra e sono pochi quelli che realmente la conoscono per davvero, proprio per averla vissuta in prima persona sulla propria pelle!!! 

Ed il sottoscritto ahimè… è uno di quelli!!!

"Cosa Nostra Spa " a Naxos: Festival delle narrazioni…

Vorrei condividere un video pubblicato su https://www.facebook.com/Naxoslegge/videos/652298855723445 nel quale si può osservare la presentazione del libro “Cosa Nostra Spa” scritto dal magistrato Sebastiano Ardita, membro togato del Csm ed ex procuratore aggiunto etneo…

Non entro nel merito del libro, d’altronde ne ho già parlato abbastanza in alcuni miei precedenti post, quali ad esempio: 

http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/02/la-mafia-catanese-ha-una-doppia-faccia.html

http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/02/cosa-nostra-spa.html

– http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/02/cosa-nostra-no-e-proprio-cosa-vostra.html

Ciò che di quest’incontro mi ha particolarmente incuriosito è quando verso la fine l’ex procuratore inizia a parlare di antimafia, di rapporti conflittuale che queste associazioni di legalità hanno nei confronti della politica, dell’influenza che essa manifesta di conseguenza nel sociale e di tutta una serie di condizioni che legano tra esse uomini istituzionali, politici e imprenditori, già potremmo paragonarla quel sistema ad una bambola matriosca, dove dentro un meccanismo se ne trova un altro e così via… 

Mi piace infine l’intervento di Fabio Granata… quando parla di responsabilità politiche passate ed attuali e di come la mafia ancora oggi “continui a comandare”!!!

Certo, l’impressione che ho quando si parla di mafia è quella che ancora oggi poco o nulla si conosca di essa, in particolare di quanto realmente accada dietro le quinte… 

Mi riferisco ovviamente del quotidiano, dove tutta una serie di situazione messe in atto non vengono neppure notate, chissà forse per impreparazione o perché non si ha realmente la volontà di colpirle!!!

Cosa dire… fanno poca notizia??? Già… è più semplice effettuare retate presso quegli abituali quartieri periferici per arrestare poi chi… quei noti delinquenti di strada, che sì… determinano gravi problemi sul sociale, in particolare nell’imporre quella loro presenza coercitiva, ma sapendo come essi influenzino poco l’aspetto economico e finanziario su cui realmente punta “cosa-nostra” e cioè su tutte quelle attività imprenditoriali che sì… di fatto muovono milioni e milioni di euro nel corso dell’anno, denaro poi con il quale influenzano e impongono la propria forza nella vita ordinaria di ciascuno di noi… 

Purtroppo il sottoscritto ha come l’impressione che su certe circostanza non si voglia minimamente intervenire e servano a poco le denunce presentate se poi queste non vengono prese  – da quegli organi competenti–  in considerazione… e non perché non sussistano giustificati motivi per procedere con eventuali arresti e per giungere poi – attraverso i processi – a quelle sicure condanne, no… non si seguita per non si quale motivo, forse perché – viene da pensare – anche in quel sistema giudiziario, vi sia qualcosa che non funzioni… o forse perché anche lì purtroppo, vi è qualcosa di marcio, d’altronde abbiamo potuto costatare in questi due anni quanto accaduto… 

Che dire, le narrazioni sì… belle da leggersi, ascoltare, ma la sostanza credetemi è tutt’altra e sono pochi quelli che realmente la conoscono per davvero, proprio per averla vissuta in prima persona sulla propria pelle!!! 

Ed il sottoscritto ahimè… è uno di quelli!!!

Catania da sempre sott’acqua: La giustizia è lenta… ma poi finalmente arriva come un masso!!!

Riprendo quanto pubblicato su facebook da una mia amica sulla vicenda dei conti della precedente amministrazione del Comune di Catania: 

La Corte dei Conti, ha condannato l’ex sindaco di Catania Enzo Bianco, il quale non potrà candidarsi per dieci anni!!!

La Sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Sicilia ha condannato l’ex sindaco di Catania Enzo Bianco al risarcimento del Comune per 48 mila euro e l’interdittiva legale per anni 10.

Oltre l’ex Sindaco è stata condannata la sua giunta in carica tra il 2013 e il 2018 e l’allora collegio dei revisori di conti “per avere contribuito al verificarsi del dissesto finanziario” dell’Ente.

Gli assessori hanno avuto condanne da 51 mila fino a 14 mila euro. Per i revisori dei conti l’interdittiva è per cinque anni.

Il giudice della Corte dei Conti Salvatore Grasso ha stabilito l’interdittiva per dieci anni per Enzo Bianco, Luigi Bosco, Rosario D’Agata, Giuseppe Girlando, Orazio Antonio Licandro, Angela Rosaria Mazzola, Salvatore Di Salvo, Marco Consoli Magnano San Lio, Angelo Villari, Valentina Odette Scialfa Chinnici.

Catania verso il dissesto, Bianco davanti alla Corte dei Conti: “Colpa di chi mi ha preceduto e della crisi, e poi non abbiamo i vantaggi di Palermo”

L’ex sindaco non potrà candidarsi per dieci anni a cariche pubbliche e non può ricoprire la carica di amministratore pubblico. Gli assessori non potranno ricoprire la carica di amministratore negli enti pubblici per dieci anni.

Il giudice ha disposto che i revisori dei conti Natale Strano, Calogero Cittadino, Fabio Sciuto, Francesco Battaglia e Massimiliano Lo Certo non potranno ricoprire questo ruolo negli enti locali per cinque anni.

Enzo Bianco dovrà restituire al Comune di Catania, 48 mila euro, Luigi Bosco, 44 mila euro, Rosario D’Agata, 44 mila euro, Giuseppe Girlando, 44 mila euro, Orazio Antonio Licandro, 22 mila euro. Angela Rosaria Mazzola, 44 mila euro, Salvatore Di Salvo, 44 mila euro, Marco Consoli Magnano San Lio, 51 mila euro, Angelo Villari, 44 mila euro, Valentina Odette Scialfa Chinnici, 44 mila euro, Narale Strano, 21 mila euro, Calogero Cittadino, 14 mila euro, Fabio Sciuto, 21 mila euro, Francesco Battaglia, 14 mila euro e Massimiliano Carmelo Lo Certo, 14 mila euro.

Le indagini che hanno portato al decreto della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti sono state eseguite dalla Guardia di Finanza di Catania, coordinata dal procuratore della Corte dei Conti.

“Si deve ritenere, pertanto, che l’elemento soggettivo della colpa grave debba essere riscontrato nella condotta di tutti coloro i quali abbiano, – scrive il giudice nel decreto – nel corso di almeno due esercizi di bilancio, continuato ad approvare o ad apporre pareri favorevoli, nonostante il permanere delle predette criticità”.

“E’ chiaro che una vicenda così complessa dovrà avere lunghi ed approfonditi passaggi. Si tratta di un decreto non definitivo e non esecutivo – e non di una sentenza – a cui ovviamente faremo opposizione”.

Lo afferma l’ex sindaco di Catania Enzo Bianco condannato dalla sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Sicilia al risarcimento del Comune per 48 mila euro e l’interdittiva legale per 10 anni

“Siamo soltanto alla prima fase di un giudizio di primo grado della Corte dei Conti che si concluderà davanti ad un collegio: avremo quindi modo di dimostrare la piena correttezza dei comportamenti della mia Giunta. – aggiunge – Pur non condividendola, prendo atto di questa prima decisione con il rispetto che sempre ho avuto e sempre avrò della Magistratura.

D’altronde la stessa Corte ci ha dato atto in più occasioni della efficacia delle azioni che abbiamo avviato in campo, per esempio sulle spese del personale, sui costi degli organi politici, sui fitti passivi”.

“La storia di questi 30 anni non può essere ribaltata e lavoreremo per ristabilire la verità. 

In me c’è amarezza. Ma anche la serenità e la piena consapevolezza di aver operato correttamente. Come sempre è stato riconosciuto nella mia lunga ed appassionata attività a favore della mia Città ed del mio Paese”, conclude.

Catania da sempre sott'acqua: La giustizia è lenta… ma poi finalmente arriva come un masso!!!

Riprendo quanto pubblicato su facebook da una mia amica sulla vicenda dei conti della precedente amministrazione del Comune di Catania: 

La Corte dei Conti, ha condannato l’ex sindaco di Catania Enzo Bianco, il quale non potrà candidarsi per dieci anni!!!

La Sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Sicilia ha condannato l’ex sindaco di Catania Enzo Bianco al risarcimento del Comune per 48 mila euro e l’interdittiva legale per anni 10.

Oltre l’ex Sindaco è stata condannata la sua giunta in carica tra il 2013 e il 2018 e l’allora collegio dei revisori di conti “per avere contribuito al verificarsi del dissesto finanziario” dell’Ente.

Gli assessori hanno avuto condanne da 51 mila fino a 14 mila euro. Per i revisori dei conti l’interdittiva è per cinque anni.

Il giudice della Corte dei Conti Salvatore Grasso ha stabilito l’interdittiva per dieci anni per Enzo Bianco, Luigi Bosco, Rosario D’Agata, Giuseppe Girlando, Orazio Antonio Licandro, Angela Rosaria Mazzola, Salvatore Di Salvo, Marco Consoli Magnano San Lio, Angelo Villari, Valentina Odette Scialfa Chinnici.

Catania verso il dissesto, Bianco davanti alla Corte dei Conti: “Colpa di chi mi ha preceduto e della crisi, e poi non abbiamo i vantaggi di Palermo”

L’ex sindaco non potrà candidarsi per dieci anni a cariche pubbliche e non può ricoprire la carica di amministratore pubblico. Gli assessori non potranno ricoprire la carica di amministratore negli enti pubblici per dieci anni.

Il giudice ha disposto che i revisori dei conti Natale Strano, Calogero Cittadino, Fabio Sciuto, Francesco Battaglia e Massimiliano Lo Certo non potranno ricoprire questo ruolo negli enti locali per cinque anni.

Enzo Bianco dovrà restituire al Comune di Catania, 48 mila euro, Luigi Bosco, 44 mila euro, Rosario D’Agata, 44 mila euro, Giuseppe Girlando, 44 mila euro, Orazio Antonio Licandro, 22 mila euro. Angela Rosaria Mazzola, 44 mila euro, Salvatore Di Salvo, 44 mila euro, Marco Consoli Magnano San Lio, 51 mila euro, Angelo Villari, 44 mila euro, Valentina Odette Scialfa Chinnici, 44 mila euro, Narale Strano, 21 mila euro, Calogero Cittadino, 14 mila euro, Fabio Sciuto, 21 mila euro, Francesco Battaglia, 14 mila euro e Massimiliano Carmelo Lo Certo, 14 mila euro.

Le indagini che hanno portato al decreto della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti sono state eseguite dalla Guardia di Finanza di Catania, coordinata dal procuratore della Corte dei Conti.

“Si deve ritenere, pertanto, che l’elemento soggettivo della colpa grave debba essere riscontrato nella condotta di tutti coloro i quali abbiano, – scrive il giudice nel decreto – nel corso di almeno due esercizi di bilancio, continuato ad approvare o ad apporre pareri favorevoli, nonostante il permanere delle predette criticità”.

“E’ chiaro che una vicenda così complessa dovrà avere lunghi ed approfonditi passaggi. Si tratta di un decreto non definitivo e non esecutivo – e non di una sentenza – a cui ovviamente faremo opposizione”.

Lo afferma l’ex sindaco di Catania Enzo Bianco condannato dalla sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Sicilia al risarcimento del Comune per 48 mila euro e l’interdittiva legale per 10 anni

“Siamo soltanto alla prima fase di un giudizio di primo grado della Corte dei Conti che si concluderà davanti ad un collegio: avremo quindi modo di dimostrare la piena correttezza dei comportamenti della mia Giunta. – aggiunge – Pur non condividendola, prendo atto di questa prima decisione con il rispetto che sempre ho avuto e sempre avrò della Magistratura.

D’altronde la stessa Corte ci ha dato atto in più occasioni della efficacia delle azioni che abbiamo avviato in campo, per esempio sulle spese del personale, sui costi degli organi politici, sui fitti passivi”.

“La storia di questi 30 anni non può essere ribaltata e lavoreremo per ristabilire la verità. 

In me c’è amarezza. Ma anche la serenità e la piena consapevolezza di aver operato correttamente. Come sempre è stato riconosciuto nella mia lunga ed appassionata attività a favore della mia Città ed del mio Paese”, conclude.

"Il coronavirus creato in laboratorio a Wuhan"!!! A breve la conferma…

Sin dal primo momento avevo scritto che dietro questo virus vi fosse qualcosa di anomalo denunciando subito che quanto realizzato era stato compiuto appositamente per fini militari o per stroncare una grossa fetta della popolazione cinese o forse mondiale, certamente difficile da comprendere senza alcun dato ufficiale: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/06/lavevo-gia-anticipato-la-diffusione-del.html 

Ad oggi comunque i decessi hanno raggiunto quasi quota un miliardo, che rappresentava il numero che ipoteticamente il sottoscritto anticipava in tempi non sospetti!!!
Di pochi giorni la denuncia in diretta tv dalla virologa cinese Li-Meng Yan, che ha lavorato alla Hong Kong School of Public Health, la quale ha dichiarato: “il coronavirus è stato creato in laboratorio a Wuhan” e sempre secondo a dottoressa, il governo cinese era a conoscenza dell’origine dell’epidemia e ha nascosto al mondo la minaccia…
Durante il talk show britannico “Loose Women” la Yan ha annunciato che presto sarà in grado di pubblicare le prove della natura “sintetica” del virus: “tutti, anche chi non è uno scienziato e non ha conoscenze di biologia, sarà in grado di capirle“!!!

Va ricordato inoltre, che lo scorso anno uscì un report realizzato da una università indiana che riportata i test effettuati sul virus che presentava a detta di quei ricercatori tracce di altri virus che nulla centravano con il “coronavirus” come ad esempio l’Hiv…

Non è la prima volta che la dottoressa accusa le autorità cinesi. 
Già a luglio aveva detto che fin da subito Pechino era a conoscenza del potenziale letale del Covid-19, ma che le autorità avevano scelto di nasconderlo al mondo per timore di rivolte. 
Inoltre la virologa aveva sottolineato che un suo collega aveva avuto conoscenza di casi di contagio da uomo a uomo già a fine 2019… 
La disgrazia purtroppo è che non esiste ancor alcun vaccino ed il rischio di contagio purtroppo è dietro l’angolo e può colpire ciascuno di noi…  
 

"Il coronavirus creato in laboratorio a Wuhan"!!! A breve la conferma…

Sin dal primo momento avevo scritto che dietro questo virus vi fosse qualcosa di anomalo denunciando subito che quanto realizzato era stato compiuto appositamente per fini militari o per stroncare una grossa fetta della popolazione cinese o forse mondiale, certamente difficile da comprendere senza alcun dato ufficiale: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/06/lavevo-gia-anticipato-la-diffusione-del.html 

Ad oggi comunque i decessi hanno raggiunto quasi quota un miliardo, che rappresentava il numero che ipoteticamente il sottoscritto anticipava in tempi non sospetti!!!
Di pochi giorni la denuncia in diretta tv dalla virologa cinese Li-Meng Yan, che ha lavorato alla Hong Kong School of Public Health, la quale ha dichiarato: “il coronavirus è stato creato in laboratorio a Wuhan” e sempre secondo a dottoressa, il governo cinese era a conoscenza dell’origine dell’epidemia e ha nascosto al mondo la minaccia…
Durante il talk show britannico “Loose Women” la Yan ha annunciato che presto sarà in grado di pubblicare le prove della natura “sintetica” del virus: “tutti, anche chi non è uno scienziato e non ha conoscenze di biologia, sarà in grado di capirle“!!!

Va ricordato inoltre, che lo scorso anno uscì un report realizzato da una università indiana che riportata i test effettuati sul virus che presentava a detta di quei ricercatori tracce di altri virus che nulla centravano con il “coronavirus” come ad esempio l’Hiv…

Non è la prima volta che la dottoressa accusa le autorità cinesi. 
Già a luglio aveva detto che fin da subito Pechino era a conoscenza del potenziale letale del Covid-19, ma che le autorità avevano scelto di nasconderlo al mondo per timore di rivolte. 
Inoltre la virologa aveva sottolineato che un suo collega aveva avuto conoscenza di casi di contagio da uomo a uomo già a fine 2019… 
La disgrazia purtroppo è che non esiste ancor alcun vaccino ed il rischio di contagio purtroppo è dietro l’angolo e può colpire ciascuno di noi…  
 

Finalmente… dopo anni d’incontri e comunicazioni inviate, qualcuno ha compreso che le ragioni di continuità dell’impresa possono prevalere su qualsivoglia sequestro e/o confisca!!!

Già… non immaginate quanto caz… d’incontri ho dovuto svolgere con importanti personalità del nostro mondo istituzionale e quante comunicazioni ho inviato a tutta una serie di influenti personalità del mondo giudiziario o di quei rappresentanti di note associazioni di legalità, chiedendo loro d’intervenire per salvare una impresa sottoposta a sequestro prima (e a confisca dopo…), a seguito di un provvedimento interdittivo, senza però riuscire in alcun modo a salvare gli appalti in corso o quelli già aggiudicati, ma che ahimè non sono riusciti neppure a partire…       

Una lotta impari… da premettere che il sottoscritto seppur direttore tecnico dell’impresa, era di fatto un semplice dipendente, ma ciò – a differenza di molti altri colleghi e dipendenti – non mi ha minimamente limitato in quel mio ruolo morale di “combattere” per l’impresa per la quale operavo da circa dieci anni, ma alla fine, quanto compiuto (senza alcuna gratificazione…) non è servito a nulla!!!

Ora finalmente dopo anni… qualcuno ha compreso bene come quella norma andasse rivista, infatti – a patto di rispettare tutte le garanzie dovute di legge – si è compreso come le ragioni di continuità dell’impresa possono (il sottoscritto direbbe “debbono“) prevalere su qualsivoglia provvedimento giudiziario!!!

D’altronde… per come ho più volte scritto, cosa fa lo Stato quando interviene…???

Abbiamo visto la vicenda del giudice Saguto… ma quanto rappresentato in quella circostanza ha evidenziato sicuramente un caso estremo… ma posso assicurare che di poco si scosta da un sistema clientelare bel oleato che da vita ad un meccanismo per quella “casta” dove, come direbbero “Matranga e Munafò” – in molti “ci bagnano il biscottino”!!!

E gli imprenditori interdetti cosa fanno… ??? Semplice, aprono  a nome di un familiare o di una testa di legno un’analoga società, trasferiscono su di essa tutti i loro clienti e così proseguono con l’attività come nulla fosse… nel frattempo quella ove lo Stato era intervenuta chiude e tutti i suoi dipendenti vanno a casa… 

Ecco perché nel valutare i tratti di sospetto del mafioso non sempre emergono i reati commessi, ecco quindi che allora si valuta esclusivamente la “pericolosità sociale” ed è il motivo per cui il tribunale di Bologna ha accolto la proposta congiunta del questore, e del procuratore della Repubblica – la prima del genere in Italia – per un’impresa di costruzioni…

Niente sequestro né amministrazione giudiziaria, ma il “controllo giudiziario” per un anno, già… una misura soft, ma nel frattempo l’impresa non chiude e l’occupazione è stata tutelata…

La vicenda va raccontata fin dall’inizio e rivela come la dimensione mafiosa può avvenire all’improvviso…

Tutto nasce dalla richiesta di rinnovo dell’iscrizione nelle cosiddette “white list” della prefettura di Reggio Emilia avanzata dall’impresa. L’istruttoria dell’ufficio territoriale del Viminale accerta come la società sia riconducibile a una famiglia mafiosa più che famosa…

Quando la prefettura si accorge del quadro emerso passa il dossier per le verifiche più approfondite alla divisione anticrimine della questura di Reggio Emilia e così emerge come l’impresa di costruzione faccia ristrutturazioni di alta qualità immobiliare come d’altronde si può vedere dal loro sito web. 

La questura così affronta il tema della pericolosità sociale dell’impresa, evidenziando legami con esponenti di cosa nostra e di una cosca ’ndranghetista…

Alla fine quindi l’impresa è definita in “bonis” sottolinea il Tribunale sulle risultanze di prefettura, questura e procura, resta tuttavia un imperativo categorico: Arginare le infiltrazioni mafiose nelle attività economiche al fine però di salvaguardare la continuità dell’attività produttiva….

D’altronde l’impresa nel contraddittorio davanti al Tribunale sfodera carte e argomenti di rilievo…

Il 28 aprile scorso presenta un “piano d’azione per l’introduzione di misure di prevenzione contro le infiltrazioni mafiose nell’organizzazione aziendale” elaborato da un gruppo di lavoro composto da ricercatori della Crime & Tech srl, spin off dell’università Cattolica di Milano, e del Dems, dipartimento di scienze politiche e relazioni internazionali dell’università di Palermo”!!! 

Alla fine il Tribunale esclude il ricorso alle misure cosiddette ablatorie, sequestro e poi confisca e sceglie, tra quelle meno invasive “amministrazione giudiziaria” e “controllo giudiziario”, la seconda… certamente più soft…

Il Tribunale di Bologna ha rilevato come gli accertamenti della divisione anticrimine della questura non hanno fornito alcun elemento concreto e specifico per poter desumere il pericolo di infiltrazione mafiosa in seno alla società…

Resta tuttavia assodato, ricorda l’ufficio giudiziario, come l’impresa abbia tenuto relazioni riconducibili con soggetti pregiudicati in quanto membri o fiancheggiatori di clan, i quali operavano all’interno di parecchie imprese di subappalto e fornitura.

Con la misura del controllo giudiziario si dovrà promuovere il disinquinamento mafioso delle attività economiche salvaguardando al contempo la continuità produttiva e gestionale dell’impresa.

Viene nominato un giudice delegato e un amministratore giudiziario, titolato a svolgere “accessi ripetuti” presso la società e con il management almeno due volte al mese…

L’amministratore dovrà partecipare a tutte le assemblee ma anche intrattenere rapporti stabili con i dirigenti, prendere visione della documentazione contabile e controllare gli atti relativi alle transazioni finanziarie…

C’è ne voluto di tempo… ma finalmente si sta iniziando a comprendere che questa forma di “controllo” da parte del tribunale è l’unica che permette la prosecuzione dell’attività di un’impresa sospettata di rischio di infiltrazioni mafiosi è soprattutto rappresenta l’unica una strada che non mette a rischio i posti di lavoro così come sarebbe accaduto diversamente con un provvedimento più drastico come ad esempio sequestro. 

Speriamo che questo primo caso possa essere di apripista nei confronti di tutte quelle società a rischio a breve di chiusura, già… a causa dei provvedimenti interdittivi emessi e chissà se forse qualcuno possa – leggendo quest post– valutare diversamente quali azioni intraprendere, affinché l’impresa e i suoi dipendenti (ovviamente senza alcuna colpa…), possano continuare a garantirsi, quantomeno in un momento difficile qual’è quello di oggi, la propria occupazione… 

Finalmente… dopo anni d'incontri e comunicazioni inviate, qualcuno ha compreso che le ragioni di continuità dell'impresa possono prevalere su qualsivoglia sequestro e/o confisca!!!

Già, non potete immaginare quanto caz… d’incontri ho dovuto svolgere con importanti funzionari del nostro mondo istituzionale e quante comunicazioni ho inviato a tutta una serie di influenti personalità del mondo giudiziario o di quelle note associazioni di legalità, chiedendo loro d’intervenire tempestivamente per salvare una impresa sottoposta a sequestro (e successivamente a confisca…) a seguito di provvedimento interdittivo emesso dal Tribunale, senza riuscire a salvaguardare gli appalti in corso e/o quelli aggiudicati, i quali ahimè non sono mai partiti…       

Cosa dire, è stata una lotta impari… da premettere che il sottoscritto – seppur direttore tecnico dell’impresa – era di fatto un semplice dipendente, ma ciò – a differenza di molti altri colleghi e dipendenti – non ha minimamente limitato quella intrinseca e personale caratteristica morale di voler “combattere” per l’imprese per la quali nel corso della mia vita ho operato, ma senza mai ricevere per quanto compiuto alcuna gratificazione…. ma si sa, questa è la vita!!! 

Ora però dopo anni… qualcuno ha compreso bene come quella norma andasse rivista, infatti – a patto di rispettare tutte le garanzie dovute di legge – si è compreso come le ragioni di continuità dell’impresa possono (il sottoscritto direbbe “debbono“) prevalere su qualsivoglia provvedimento giudiziario!!!

D’altronde… per come ho più volte scritto, cosa fa lo Stato quando interviene…???

Abbiamo visto la vicenda del giudice Saguto, ma quanto rappresentato in quella circostanza ha evidenziato sicuramente un caso estremo, ma posso assicurarvi che di poco si scosta dalla quotidiana realtà, un sistema bel oleato che permette di dar vita a un meccanismo clientelare per i soli appartenenti a quella “casta” dove, come direbbero “Matranga e Munafò” – sono in molti “a bagnarci il biscottino”!!!

E gli imprenditori interdetti cosa fanno… ??? 

Semplice, loro aggirano il provvedimento giudiziario… 
Aprono  a nome di un familiare o di una testa di legno un’analoga società, trasferiscono su di essa tutti i loro precedenti clienti e proseguono come nulla fosse; nel frattempo la società nella quale lo Stato era intervenuto chiude e tutti i dipendenti vanno a casa… 

Ecco perché diventa necessario – nel valutare i tratti del sospetto mafioso – i reati realmente commessi, affinché si possa procedere con una  valutazione attenta che verifichi la reale “pericolosità sociale”… 

Ed è il motivo per cui il tribunale di Bologna ha accolto la proposta congiunta del questore e del procuratore della Repubblica – la prima del genere in Italia – per un’impresa di costruzione…

SÌ… niente sequestro né amministrazione giudiziaria, ma un “controllo giudiziario” per un anno… una misura soft, ma nel frattempo l’impresa non chiude e l’occupazione è stata tutelata!!! 

La vicenda va raccontata fin dall’inizio e rivela come la dimensione mafiosa può avvenire all’improvviso…

Tutto nasce dalla richiesta di rinnovo dell’iscrizione nelle cosiddette “white list” della prefettura di Reggio Emilia avanzata dall’impresa. L’istruttoria dell’ufficio territoriale del Viminale accerta come la società sia riconducibile a una famiglia mafiosa più che famosa…

Quando la prefettura si accorge del quadro emerso passa il dossier per le verifiche più approfondite alla divisione anticrimine della questura di Reggio Emilia e così emerge come l’impresa di costruzione faccia ristrutturazioni di alta qualità immobiliare, circostanza d’altronde evidenziata nel loro sito web. 

La questura così affronta il tema della pericolosità sociale dell’impresa, evidenziando legami con esponenti di cosa nostra e di una cosca ’ndranghetista…

Alla fine quindi l’impresa è definita in “bonis” sottolinea il Tribunale sulle risultanze di prefettura, questura e procura, resta tuttavia un imperativo categorico: Arginare le infiltrazioni mafiose nelle attività economiche al fine però di salvaguardare la continuità dell’attività produttiva….

D’altronde l’impresa nel contraddittorio davanti al Tribunale sfodera carte e argomenti di rilievo…

Il 28 aprile scorso presenta un “piano d’azione per l’introduzione di misure di prevenzione contro le infiltrazioni mafiose nell’organizzazione aziendale” elaborato da un gruppo di lavoro composto da ricercatori della Crime & Tech srl, spin off dell’università Cattolica di Milano, e del Dems, dipartimento di scienze politiche e relazioni internazionali dell’università di Palermo”!!! 

Alla fine il Tribunale esclude il ricorso alle misure cosiddette ablatorie, sequestro e poi confisca e sceglie, tra quelle meno invasive, “amministrazione giudiziaria” e “controllo giudiziario”, la seconda… 

Il Tribunale di Bologna ha rilevato come gli accertamenti della divisione anticrimine della questura non hanno fornito alcun elemento concreto e specifico per poter desumere il pericolo di infiltrazione mafiosa in seno alla società…

Resta tuttavia assodato, ricorda l’ufficio giudiziario, come l’impresa abbia tenuto relazioni riconducibili con soggetti pregiudicati in quanto membri o fiancheggiatori di clan, i quali operavano all’interno di parecchie imprese di subappalto e fornitura.

Con la misura del controllo giudiziario si dovrà promuovere il disinquinamento mafioso delle attività economiche salvaguardando al contempo la continuità produttiva e gestionale dell’impresa.

Viene nominato un giudice delegato e un amministratore giudiziario, titolato a svolgere “accessi ripetuti” presso la società e con il management almeno due volte al mese…

L’amministratore dovrà partecipare a tutte le assemblee ma anche intrattenere rapporti stabili con i dirigenti, prendere visione della documentazione contabile e controllare gli atti relativi alle transazioni finanziarie…

C’è ne voluto di tempo… ma finalmente si sta iniziando a comprendere che questa forma di “controllo” da parte del tribunale è l’unica che permette la prosecuzione dell’attività di un’impresa sospettata di rischio di infiltrazione mafiosa e soprattutto rappresenta l’unica strada che non mette a rischio i posti di lavoro, così come sarebbe accaduto diversamente con un provvedimento più drastico come ad esempio il sequestro. 

Speriamo che questo primo caso possa essere di apripista nei confronti di tutte quelle società a rischio a breve di chiusura, già… a causa dei provvedimenti interdittivi emessi dai tribunale e chissà se forse qualcuno possa – leggendo quest post – valutare diversamente quali azioni intraprendere, affinché le imprese ed i loro dipendenti (senza alcuna colpa…) possano in un momento difficile qual è quello di oggi a causa dell’emergenza sanitaria, garantirsi quantomeno quella propria occupazione… 

Inchiesta su concorsi truccati a Catania…

Ricordate quel sistema “squallido” anticipatovi lo scorso anno nel post ” http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/06/universita-di-catania-un-sistema.html “??? Bene… la Procura di Catania ha ora chiesto il rinvio a giudizio per dieci docenti!!!
L’inchiesta chiamata “Università bandita”  -relativa ai presunti concorsi truccati nell’ateneo di Catania – (a seguito delle indagini della Questura etnea), ha ora attraverso il Gip Marina Rizza, fissato l’udienza preliminare per il prossimo 13 ottobre… 
Tra gli imputati vi sono i due ex rettori, professori Francesco Basile e Giacomo Pignataro, accusati di essere, rispettivamente, “il capo” ed “il promotore”. 
A tutti e 10 sono contestati l’associazione per delinquere, turbata libertà di scelta del contraente, abuso d’ufficio, induzione indebita a promettere o dare utilità, corruzione per atti contrari ai propri doveri e falso ideologico e materiale. 
Tutti reati che secondo la Procura sarebbero stati commessi per “garantire la nomina come docenti, ricercatori, dottorandi e personale amministrativo di soggetti preventivamente individuati dagli stessi associati“. 
Gli altri professori per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio sono Giuseppe Barone, Michele Maria Bernadetta Cavallaro, Filippo Drago, Giovanni Gallo, Giancarlo Magnano San Lio, Carmelo Giovanni Monaco, Roberto Pennisi e Giuseppe Sessa. 
Nell’inchiesta sono state identificate 27 parti lese, comprese l’università di Catania e il Miur!!!
Cosa dire… quanto accaduto è la rappresentazione perfetta della meritocrazia nel nostro paese, dove chi è raccomandato va avanti e chi viceversa merita resta d fatto bloccato e non gli resta che fare carriera fuori da questa nostra terra infetta!!!
D’altronde cosa aggiungere… il mio precedente post era perfetto per rappresentare questo nostro schifoso sistema… già di suo abbastanza “squallido”!!!

Inchiesta sui concorsi truccati a Catania…

Ricordate quel sistema “squallido” anticipatovi lo scorso anno nel post ” http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/06/universita-di-catania-un-sistema.html “??? 
Bene… la Procura di Catania ha ora chiesto il rinvio a giudizio per dieci docenti!!!
L’inchiesta chiamata “Università bandita”  – relativa ai presunti concorsi truccati nell’ateneo di Catania – ha ora attraverso il Gip Marina Rizza, fissato l’udienza preliminare per il prossimo 13 ottobre… 
Tra gli imputati vi sono i due ex rettori, professori Francesco Basile e Giacomo Pignataro, accusati di essere, rispettivamente, “il capo” ed “il promotore”. 
A tutti e 10 sono stati contestati l’associazione per delinquere, turbata libertà di scelta del contraente, abuso d’ufficio, induzione indebita a promettere o dare utilità, corruzione per atti contrari ai propri doveri e falso ideologico e materiale… 
Tutti reati che secondo la Procura sarebbero stati commessi per “garantire la nomina come docenti, ricercatori, dottorandi e personale amministrativo di soggetti preventivamente individuati dagli stessi associati“. 
Gli altri professori per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio sono Giuseppe Barone, Michele Maria Bernadetta Cavallaro, Filippo Drago, Giovanni Gallo, Giancarlo Magnano San Lio, Carmelo Giovanni Monaco, Roberto Pennisi e Giuseppe Sessa. 
Nell’inchiesta sono state identificate 27 parti lese, comprese l’università di Catania e il Miur!!!
Cosa dire… quanto accaduto è la rappresentazione perfetta della meritocrazia nel nostro paese, dove chi è raccomandato va avanti e chi viceversa merita resta d fatto bloccato e non gli resta che fare carriera fuori da questa nostra terra infetta!!!
D’altronde cosa aggiungere… il mio precedente post era perfetto per rappresentare questo nostro schifoso sistema… già di suo abbastanza “squallido”!!!

Riparte la scuola… ma come???

Inizia finalmente la scuola… 

Già dopo mesi in cui a causa dell’emergenza sanitaria si è dovuto procedere con le lezioni a distanza, ora si è deciso di riprendere con le vecchie abitudini…

Ma la domanda che mi pongo è questa: sono realmente passate le condizioni di rischio per cui si era proceduto al lock down, oppure, per una mera esigenza sociale, si è deciso di riaprire senza aver la benché minima valutazione delle eventuali conseguenze ed in particolare senza aver attuato quelle necessarie regole di sicurezza???

Ecco perché vorrei sapere… in quali modi verranno rispettate le condizioni anti assembramento, in particolare all’ingresso, durante la ricreazione e all’uscita???

Chi controlla quegli studenti…??? 

Ho sentito stasera che a pensarci saranno le famiglie, le quali dovranno assumersi la responsabilità di controllare ogni mattina la temperatura dei propri figli… e se non adempiono a quanto prescritto???

L’ordine d’ingresso e d’uscita sarà lo stesso e sarà eguale sia per gli insegnanti che per i discenti???

Ed i genitori che accompagneranno i propri bambini, dove dovranno posizionarsi, quanto dovranno stare distanti dagli genitori per evitare contagi o eventuali assembramenti???

Ed ancora sono già presenti quei banchi mono-posti in tutte le scuole… ( su questa vicenda il sottoscritto ha l’impressione che qualcuno ci abbia, come spesso accade nel nostro paese e chissà se tra qualche mese, non verrà fuori la classica inchiesta giudiziaria di corruzione con dietro qualche noto familiare di un nostro politico ),  che poi dico si poteva fare come quella foto di una scuola cubana…

Vorrei inoltre sapere in quali modi verrà disinfettato il materiale scolastico e se questi sarà ad uso strettamente personale… 

L’insegnante quindi dovrà – in particolare nelle scuole primarie – non solo insegnare, ma stare attenta a controllare che gli alunni non si scambino tra loro i propri oggetti didattici…

Ed in caso d’infezione cosa accadrà… si chiude la scuola, si mette in quarantena la classe, si mandano gli alunni ad effettuare il tampone??? E i famigliari??? Che casino… 

E gli insegnanti, in particolare quanti si occupano di “sostegno”, come faranno con quei ragazzi con disabilità che hanno, per loro natura, necessità di essere seguiti in maniera attigua e quindi attraverso un contatto prossimo…

La verità è che si sta riaprendo tanto per aprire… ma vedrete, ai primi casi di contagio, appena il numero delle infezioni tornerà a salire, il governo bloccherà nuovamente tutto e ritorneremo come ai primi mesi di quest’anno, già… con le lezioni a distanza!!!

Purtroppo questo è un virus che non è stato ancora sconfitto, anzi in questi mesi si è ancor più diffuso tanto d’aver aumentato il numero dei contagiati nel mondo e nessuno, neppure quegli Stati che in questi giorni hanno annunciato d’aver trovato il vaccino, sanno cosa fare, immaginiamo quindi paesi come il nostro, dove ogni giorno qualcuno dice la sua, ma soprattutto dove a differenza di quanto ci viene raccontato, nulla corrisponde mai a verità…

Già… prendete ad esempio alcuni nostri ospedali, il personale sanitario opera lì senza mascherine, respiratori portatili, camici e guanti igienizzati,  ma sopratutto il alcuni di essi sono state consegnate quelle necessarie attrezzature mediche per contrastare in maniera urgente il Covid-19, quali ad esempio i respiratori, le camere con filtro, etc…, peccato però che la maggior parte di esse, siano ancora imballate, proprie perché nessuno sa usarle!!!

Speriamo in bene…

Riparte la scuola… ma come???

Inizia finalmente la scuola… 

Già dopo mesi in cui a causa dell’emergenza sanitaria si è dovuto procedere con le lezioni a distanza, ora si è deciso di riprendere con le vecchie abitudini…

Ma la domanda che mi pongo è questa: sono realmente passate le condizioni di rischio per cui si era proceduto al lock down, oppure, per una mera esigenza sociale, si è deciso di riaprire senza aver la benché minima valutazione delle eventuali conseguenze ed in particolare senza aver attuato quelle necessarie regole di sicurezza???

Ecco perché vorrei sapere… in quali modi verranno rispettate le condizioni anti assembramento, in particolare all’ingresso, durante la ricreazione e all’uscita???

Chi controlla quegli studenti…??? 

Ho sentito stasera che a pensarci saranno le famiglie, le quali dovranno assumersi la responsabilità di controllare ogni mattina la temperatura dei propri figli… e se non adempiono a quanto prescritto???

L’ordine d’ingresso e d’uscita sarà lo stesso e sarà eguale sia per gli insegnanti che per i discenti???

Ed i genitori che accompagneranno i propri bambini, dove dovranno posizionarsi, quanto dovranno stare distanti dagli genitori per evitare contagi o eventuali assembramenti???

Ed ancora sono già presenti quei banchi mono-posti in tutte le scuole… ( su questa vicenda il sottoscritto ha l’impressione che qualcuno ci abbia, come spesso accade nel nostro paese e chissà se tra qualche mese, non verrà fuori la classica inchiesta giudiziaria di corruzione con dietro qualche noto familiare di un nostro politico ),  che poi dico si poteva fare come quella foto di una scuola cubana…

Vorrei inoltre sapere in quali modi verrà disinfettato il materiale scolastico e se questi sarà ad uso strettamente personale… 

L’insegnante quindi dovrà – in particolare nelle scuole primarie – non solo insegnare, ma stare attenta a controllare che gli alunni non si scambino tra loro i propri oggetti didattici…

Ed in caso d’infezione cosa accadrà… si chiude la scuola, si mette in quarantena la classe, si mandano gli alunni ad effettuare il tampone??? E i famigliari??? Che casino… 

E gli insegnanti, in particolare quanti si occupano di “sostegno”, come faranno con quei ragazzi con disabilità che hanno, per loro natura, necessità di essere seguiti in maniera attigua e quindi attraverso un contatto prossimo…

La verità è che si sta riaprendo tanto per aprire… ma vedrete, ai primi casi di contagio, appena il numero delle infezioni tornerà a salire, il governo bloccherà nuovamente tutto e ritorneremo come ai primi mesi di quest’anno, già… con le lezioni a distanza!!!

Purtroppo questo è un virus che non è stato ancora sconfitto, anzi in questi mesi si è ancor più diffuso tanto d’aver aumentato il numero dei contagiati nel mondo e nessuno, neppure quegli Stati che in questi giorni hanno annunciato d’aver trovato il vaccino, sanno cosa fare, immaginiamo quindi paesi come il nostro, dove ogni giorno qualcuno dice la sua, ma soprattutto dove a differenza di quanto ci viene raccontato, nulla corrisponde mai a verità…

Già… prendete ad esempio alcuni nostri ospedali, il personale sanitario opera lì senza mascherine, respiratori portatili, camici e guanti igienizzati,  ma sopratutto il alcuni di essi sono state consegnate quelle necessarie attrezzature mediche per contrastare in maniera urgente il Covid-19, quali ad esempio i respiratori, le camere con filtro, etc…, peccato però che la maggior parte di esse, siano ancora imballate, proprie perché nessuno sa usarle!!!

Speriamo in bene…

C’è vita su venere???

Venere è il secondo pianeta del sistema solare e prende il nome dalla dea romana dell’amore e della bellezza.

Presenta un’atmosfera molto più densa di quella terrestre, costituita al 96,5% da anidride carbonica e al 3,5% da azoto.

La densità e la composizione dell’atmosfera creano un impressionante effetto serra che rende Venere il pianeta più caldo del sistema solare, superando la temperatura di 460° sulla superficie.

Esso è avvolto da uno spesso strato di nubi, composte principalmente da acido solforico.

In una fascia che va dai 40 ai 60 km di quota, però le condizioni atmosferiche si attestano su valori molti simili a quelli terrestri, nonostante la forte presenza di queste nubi tossiche.

Ed è proprio in questa fascia che gli scienziati del MIT (Massachusetts Institute of Technology), in collaborazione con l’università di Cardiff e importanti centri di ricerca internazionale, hanno riscontrato la presenza di un importantissima molecola, la fosfina.

La fosfina, nota anche come idrogeno fosforato, è un gas incolore dall’odore sgradevole e molto tossico per la maggior parte delle forme di vita.

E’ utilizzata principalmente come pesticida in aziende agricole o come prodotto di scarto di attività industriali.

Essa, è associata secondo sempre uno studio dei ricercatori del MIT, ad attività biologiche, in particolar modo su pianeti rocciosi, e quindi ha un importante ruolo come marcatore di bioattività, non presentando origine abiotica.

La presenza di questa sostanza, è stata verificata tramite uno studio spettroscopico, ovvero analizzando la luce proveniente dall’atmosfera di Venere.

In questa particolare analisi, accade che, parte della luce che colpisce questa molecola (o altre molecole e atomi) viene assorbita, e studiando quali bande di luce vengono assorbite si può determinare che tipo di materiali stiamo osservando.

Conoscendo lo spettro caratteristico della luce, quando colpisce la fosfina, gli scienziati sono stati in grado di riconoscere questa molecola seppur fosse a distanze astronomiche.

La responsabile del già citato studio pubblicato su Astrobiology,che precede la scoperta attuale, Clara Sousa-Silva, afferma che: “Trovare fosfina su Venere è stato un bonus inaspettato! La scoperta ha scaturito molte domande, come ad esempio alcuni organismi possano sopravvivere. Sulla Terra, molti microrganismi possono sopportare fino al 5% di acidità nel loro habitat, ma le nubi di Venere sonno completamente composte da acido.”

Non si ha, ovviamente, la completa certezza che questo composto sia prodotto esclusivamente da attività di tipo biologico, potendo sul pianeta esistere fonti abiotiche a noi sconosciute in grado di rilasciare fosfina.

I ricercatori però escludono che questo sia possibile secondo le nostre attuali conoscenze, e ipotizzano una massiccia presenza di batteri definiti estremofili, nello strato simil-terrestre dell’atmosfera di Venere, in grado di produrre questa molecola.

La dottoressa Greaves, responsabile della scoperta e della pubblicazione, afferma che: “è molto difficile spiegare la presenza della molecola fosfina senza considerare la vita, quindi in nessun altro modo naturale.”

Inoltre, c’è da aggiungere che la quantità di fosfina in atmosfera, è estremamente elevata, e questo potrebbe essere spiegato esclusivamente dalla presenza di un habitat in cui forme di vita estremofile si sono adattate a vivere.

Per definizione, i batteri estremofili, sono microrganismi adattati a vivere in condizioni estreme.

Anche per questi microrganismi però, le condizioni ambientali dell’atmosfera di Venere risulterebbero proibitive, per questo si pensa che per sopravvivere all’elevata acidità, pressione e temperatura delle nubi di Venere, queste forme di vita microscopiche siano del tutto sconosciute all’uomo e quindi per definizione aliene.

Tutto ciò è ovviamente ancora da dimostrare, e solo il tempo e l’innovazione nel campo della ricerca spaziale, ci daranno le risposte giuste.

In conclusione, se dovesse essere verificata la presenza di queste piccole forme di vita, si potrà affermare che esiste effettivamente una forma di vita aliena, il primo batterio alieno.

C'è vita su venere???

Venere è il secondo pianeta del sistema solare e prende il nome dalla dea romana dell’amore e della bellezza.

Presenta un’atmosfera molto più densa di quella terrestre, costituita al 96,5% da anidride carbonica e al 3,5% da azoto.

La densità e la composizione dell’atmosfera creano un impressionante effetto serra che rende Venere il pianeta più caldo del sistema solare, superando la temperatura di 460° sulla superficie.

Esso è avvolto da uno spesso strato di nubi, composte principalmente da acido solforico.

In una fascia che va dai 40 ai 60 km di quota, però le condizioni atmosferiche si attestano su valori molti simili a quelli terrestri, nonostante la forte presenza di queste nubi tossiche.

Ed è proprio in questa fascia che gli scienziati del MIT (Massachusetts Institute of Technology), in collaborazione con l’università di Cardiff e importanti centri di ricerca internazionale, hanno riscontrato la presenza di un importantissima molecola, la fosfina.

La fosfina, nota anche come idrogeno fosforato, è un gas incolore dall’odore sgradevole e molto tossico per la maggior parte delle forme di vita.

E’ utilizzata principalmente come pesticida in aziende agricole o come prodotto di scarto di attività industriali.

Essa, è associata secondo sempre uno studio dei ricercatori del MIT, ad attività biologiche, in particolar modo su pianeti rocciosi, e quindi ha un importante ruolo come marcatore di bioattività, non presentando origine abiotica.

La presenza di questa sostanza, è stata verificata tramite uno studio spettroscopico, ovvero analizzando la luce proveniente dall’atmosfera di Venere.

In questa particolare analisi, accade che, parte della luce che colpisce questa molecola (o altre molecole e atomi) viene assorbita, e studiando quali bande di luce vengono assorbite si può determinare che tipo di materiali stiamo osservando.

Conoscendo lo spettro caratteristico della luce, quando colpisce la fosfina, gli scienziati sono stati in grado di riconoscere questa molecola seppur fosse a distanze astronomiche.

La responsabile del già citato studio pubblicato su Astrobiology,che precede la scoperta attuale, Clara Sousa-Silva, afferma che: “Trovare fosfina su Venere è stato un bonus inaspettato! La scoperta ha scaturito molte domande, come ad esempio alcuni organismi possano sopravvivere. Sulla Terra, molti microrganismi possono sopportare fino al 5% di acidità nel loro habitat, ma le nubi di Venere sonno completamente composte da acido.”

Non si ha, ovviamente, la completa certezza che questo composto sia prodotto esclusivamente da attività di tipo biologico, potendo sul pianeta esistere fonti abiotiche a noi sconosciute in grado di rilasciare fosfina.

I ricercatori però escludono che questo sia possibile secondo le nostre attuali conoscenze, e ipotizzano una massiccia presenza di batteri definiti estremofili, nello strato simil-terrestre dell’atmosfera di Venere, in grado di produrre questa molecola.

La dottoressa Greaves, responsabile della scoperta e della pubblicazione, afferma che: “è molto difficile spiegare la presenza della molecola fosfina senza considerare la vita, quindi in nessun altro modo naturale.”

Inoltre, c’è da aggiungere che la quantità di fosfina in atmosfera, è estremamente elevata, e questo potrebbe essere spiegato esclusivamente dalla presenza di un habitat in cui forme di vita estremofile si sono adattate a vivere.

Per definizione, i batteri estremofili, sono microrganismi adattati a vivere in condizioni estreme.

Anche per questi microrganismi però, le condizioni ambientali dell’atmosfera di Venere risulterebbero proibitive, per questo si pensa che per sopravvivere all’elevata acidità, pressione e temperatura delle nubi di Venere, queste forme di vita microscopiche siano del tutto sconosciute all’uomo e quindi per definizione aliene.

Tutto ciò è ovviamente ancora da dimostrare, e solo il tempo e l’innovazione nel campo della ricerca spaziale, ci daranno le risposte giuste.

In conclusione, se dovesse essere verificata la presenza di queste piccole forme di vita, si potrà affermare che esiste effettivamente una forma di vita aliena, il primo batterio alieno.

Finalmente ( già, dopo 31 anni…) inizia il processo "Agostino"!!!

Quando si dice che la Giustizia “prima o poi arriva per tutti“, sì… ma ditemi, come si fa ad aspettare trentun anni per avere una sentenza di condanna, dopo aver perso assassinati, un figlio, la nuora ed il loro bambino in attesa… 

Cosa dire… una mafia di merda se si pensa che questi assassini hanno avuto il coraggio di sparare anche ad una donna incinta… 

Non so dirvi quanto giusto sia attendere tutti questi anni, già… mi verrebbe da dire che quanto scritto nel vecchio testamento “occhio per occhio, dente per dente“, sarebbe forse il modo d’agire più adeguato, ma si sa, non tutti sono pronti ad infrangere quei principi etici…

Ma d’altronde, chi può dirci ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, in particolare dinnanzi a circostanze gravi come quella accaduta alla famiglia Agostino??? 

Difatti… è giusto secondo voi attendere più di un quarto di secolo per avere giustizia??? 

Quanti sono i familiari di quelle vittime che non hanno avuto neppure la soddisfazione di sentire per voce di un giudice, l’enunciazione definitiva di una sentenza di condanna nei confronti degli assassini del proprio genitore, familiare, parente, ma potrei anche aggiungere amico??? 

Risponde per loro il sottoscritto: la maggior parte!!!

Prendete ad esempio il papà dell’agente Nino Agostino e di sua moglie Ida… una vita vissuta in attesa di un giudizio, già… di una un’udienza che non arrivava mai!!! 

Ora finalmente la procura generale ha chiesto il processo per i boss Nino Madonia e Gaetano Scotto e per una terza persona, Francesco Paolo Rizzuto, amico del poliziotto assassinato che  – secondo i sostituti procuratori generali che seguono il processo – aveva assistito al delitto e quindi è a conoscenza di particolari importanti per far risalire agli esecutori ed ora indagato per favoreggiamento aggravato!!!

Nino Agostino era ufficialmente un poliziotto addetto alle Volanti del commissariato San Lorenzo, ma sembra facesse parte di una squadra segreta che dava la caccia ai super latitanti, come tra l’altro l’altro il collega poliziotto, anch’egli assassinato, Emanuele Piazza… 

L’udienza preliminare è appena iniziata… e auspico di non dover attendere altri 30 anni per sentir battere quel martelletto ed ascoltare la prima condanna, anche perché va detto… il sottoscritto per quell’anno avrebbe la veneranda età di 84 anni!!! 

Quindi per favore, almeno questa volta… provate ad essere più celeri!!!

Finalmente ( già, dopo 31 anni…) inizia il processo "Agostino"!!!

Quando si dice che la Giustizia “prima o poi arriva per tutti“, sì… ma ditemi, come si fa ad aspettare trentun anni per avere una sentenza di condanna, dopo aver perso assassinati, un figlio, la nuora ed il loro bambino in attesa… 

Cosa dire… una mafia di merda se si pensa che questi assassini hanno avuto il coraggio di sparare anche ad una donna incinta… 

Non so dirvi quanto giusto sia attendere tutti questi anni, già… mi verrebbe da dire che quanto scritto nel vecchio testamento “occhio per occhio, dente per dente“, sarebbe forse il modo d’agire più adeguato, ma si sa, non tutti sono pronti ad infrangere quei principi etici…

Ma d’altronde, chi può dirci ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, in particolare dinnanzi a circostanze gravi come quella accaduta alla famiglia Agostino??? 

Difatti… è giusto secondo voi attendere più di un quarto di secolo per avere giustizia??? 

Quanti sono i familiari di quelle vittime che non hanno avuto neppure la soddisfazione di sentire per voce di un giudice, l’enunciazione definitiva di una sentenza di condanna nei confronti degli assassini del proprio genitore, familiare, parente, ma potrei anche aggiungere amico??? 

Risponde per loro il sottoscritto: la maggior parte!!!

Prendete ad esempio il papà dell’agente Nino Agostino e di sua moglie Ida… una vita vissuta in attesa di un giudizio, già… di una un’udienza che non arrivava mai!!! 

Ora finalmente la procura generale ha chiesto il processo per i boss Nino Madonia e Gaetano Scotto e per una terza persona, Francesco Paolo Rizzuto, amico del poliziotto assassinato che  – secondo i sostituti procuratori generali che seguono il processo – aveva assistito al delitto e quindi è a conoscenza di particolari importanti per far risalire agli esecutori ed ora indagato per favoreggiamento aggravato!!!

Nino Agostino era ufficialmente un poliziotto addetto alle Volanti del commissariato San Lorenzo, ma sembra facesse parte di una squadra segreta che dava la caccia ai super latitanti, come tra l’altro l’altro il collega poliziotto, anch’egli assassinato, Emanuele Piazza… 

L’udienza preliminare è appena iniziata… e auspico di non dover attendere altri 30 anni per sentir battere quel martelletto ed ascoltare la prima condanna, anche perché va detto… il sottoscritto per quell’anno avrebbe la veneranda età di 84 anni!!! 

Quindi per favore, almeno questa volta… provate ad essere più celeri!!!

Dopo Caponnetto… siamo tornati indietro di trent’anni!!!

 

E’ finita… e finito tutto“!!! 

Con questa frase esordi il Dott. Caponnetto dopo la strage di Via D’Amelio, anche se poi tutti noi sappiamo di come egli si sia immediatamente pentito d’aver pronunciato quelle parole… 

Ma d’altronde come dargli torto… in quei pochi giorni aveva perso prima l’amico Giovanni (Falcone) e poi Paolo (Borsellino) ed allora, a quel momento di sconforto, ecco che seguì quella reazione fortemente umana che per l’appunto portò al pronunciamento di quelle parole così arrendevoli…

Ma l’indomani il Dott. Caponetto era già al lavoro per mandare avanti il lavoro preparato da quei suoi due colleghi, lì… senza alcuna paura, senza mai pensare per un solo istante alla circostanza che chi si metteva in quel periodo contro la mafia, finiva ahimè ammazzato…

Ed allora a differenza di molti suoi colleghi che si dimostravano codardi e preferivano restavano nascosti, egli senza alcuna titubanza, dedicò tutto il suo tempo alla caccia di quei delinquenti, affinché finissero definitivamente alla sbarra!!!

Egli a differenza dei suoi fraterni colleghi riusci a non farsi colpire da azioni violente compiute da quella associazione criminale, attraverso tutta una serie di espedienti, attenzioni e protezioni, che di fatto lo hanno protetto da quei possibili attentati…

Egli non si fidava di nessuno ed evitava qualsivoglia condizione che metteva a rischio la sua persona, ma anche e soprattutto quella della propria scorta che – dopo le stragi – gli era stata  assegnata… 

Uomo serio e fortemente impegnato, ma soprattutto un magistrato che credeva nelle istituzioni e nei suoi referenti…

Infatti, se solo avesse sospettato che quello stesso Stato – di cui egli si fidava – lo avrebbe tradito raggirandolo, garantendo ad egli come suo successore a Palermo l’amico Giovanni Falcone, una circostanza che invece – dopo che egli aveva già lasciato tutto ed era ritornato a Firenze – vide la nomina di un altro magistrato che nulla centrava con il “pool-antimafia” o con la lotta alla mafia siciliana e chissà, già… se fosse rimasto nel capoluogo siciliano, forse quelle stragi non si sarebbero neppure potute compiere, viste le sue capacità umane e professionali…

Egli infatti sapeva dare gli ordini in maniera precisi e rigidi, tanto da obbligare i suoi subalterni ad eseguirli in maniera puntuale e corretta, in particolare quando si trattava di prendere precauzioni per evitare di non restare vittime di attentati…

Difatti, quando i suoi due pupilli, Falcone e Borsellino, iniziarono a scrivere centinaia e centinaia di pagine del documento di quel maxi-processo, entrambi vennero mandati dal Dott. Caponnetto (loro malgrado… ) in un una località segreta di un’isola della Sardegna, affinché potessero lavorare in pace e non fossero in alcun modo rintracciabili…

D’altronde se pensate che egli viveva all’interno di una caserma, quella della Guardia di Finanza, in un piccolissimo ufficio dove scriveva e leggeva sotto una tenue luce e quando qualcuno gli faceva notare che fosse meglio per egli passare in un ufficio più spazioso e luminoso, egli rispondeva: no…no… va bene così, mi sento già abbastanza fortunato di essere qui e ringrazio la Gdf per avermi messo a disposizione quest’ufficio e non smetterò mai di ringraziarli per avermi concesso la possibilità di vivere dentro la loro caserma”!!! Sì… egli non avrebbe mai osato chiedere per se nulla di più!!!

Già… egli si accontentava di quella poca luce, chissà ripesandoci mi viene da aggiungere: forse perché egli… brillava già di luce propria!!!

Ed ancora, come non ricordare quei momenti in cui trascorreva il proprio tempo esclusivamente tra la caserma della Gdf ed il Palazzo di Giustizia, evitando – quando vi giungeva – di frequentava quello stesso l Bar, proprio per evitare che ci fosse la possibilità – se pur remota –   che venisse visto accanto a qualche personaggio che non doveva esserci oppure fosse avvicinato da un qualche avvocato… difensore proprio di quei boss mafiosi!!!

Sì… sono in molti oggi – tra quei suoi colleghi – a dover prendere esempio da egli, non tanto per quel suo modo di vivere in totale clausura, ma perché grazie proprio a quel suo impegno professionale che oggi, una parte di quella magistratura, può ancora andare fiera!!!

Dopo Caponnetto… siamo tornati indietro di trent'anni!!!

 

E’ finita… e finito tutto“!!! 

Con questa frase esordi il Dott. Caponnetto dopo la strage di Via D’Amelio, anche se poi tutti noi sappiamo di come egli si sia immediatamente pentito d’aver pronunciato quelle parole… 

Ma d’altronde come dargli torto… in quei pochi giorni aveva perso prima l’amico Giovanni (Falcone) e poi Paolo (Borsellino) ed allora, a quel momento di sconforto, ecco che seguì quella reazione fortemente umana che per l’appunto portò al pronunciamento di quelle parole così arrendevoli…

Ma l’indomani il Dott. Caponetto era già al lavoro per mandare avanti il lavoro preparato da quei suoi due colleghi, lì… senza alcuna paura, senza mai pensare per un solo istante alla circostanza che chi si metteva in quel periodo contro la mafia, finiva ahimè ammazzato…

Ed allora a differenza di molti suoi colleghi che si dimostravano codardi e preferivano restavano nascosti, egli senza alcuna titubanza, dedicò tutto il suo tempo alla caccia di quei delinquenti, affinché finissero definitivamente alla sbarra!!!

Egli a differenza dei suoi fraterni colleghi riusci a non farsi colpire da azioni violente compiute da quella associazione criminale, attraverso tutta una serie di espedienti, attenzioni e protezioni, che di fatto lo hanno protetto da quei possibili attentati…

Egli non si fidava di nessuno ed evitava qualsivoglia condizione che metteva a rischio la sua persona, ma anche e soprattutto quella della propria scorta che – dopo le stragi – gli era stata  assegnata… 

Uomo serio e fortemente impegnato, ma soprattutto un magistrato che credeva nelle istituzioni e nei suoi referenti…

Infatti, se solo avesse sospettato che quello stesso Stato – di cui egli si fidava – lo avrebbe tradito raggirandolo, garantendo ad egli come suo successore a Palermo l’amico Giovanni Falcone, una circostanza che invece – dopo che egli aveva già lasciato tutto ed era ritornato a Firenze – vide la nomina di un altro magistrato che nulla centrava con il “pool-antimafia” o con la lotta alla mafia siciliana e chissà, già… se fosse rimasto nel capoluogo siciliano, forse quelle stragi non si sarebbero neppure potute compiere, viste le sue capacità umane e professionali…

Egli infatti sapeva dare gli ordini in maniera precisi e rigidi, tanto da obbligare i suoi subalterni ad eseguirli in maniera puntuale e corretta, in particolare quando si trattava di prendere precauzioni per evitare di non restare vittime di attentati…

Difatti, quando i suoi due pupilli, Falcone e Borsellino, iniziarono a scrivere centinaia e centinaia di pagine del documento di quel maxi-processo, entrambi vennero mandati dal Dott. Caponnetto (loro malgrado… ) in un una località segreta di un’isola della Sardegna, affinché potessero lavorare in pace e non fossero in alcun modo rintracciabili…

D’altronde se pensate che egli viveva all’interno di una caserma, quella della Guardia di Finanza, in un piccolissimo ufficio dove scriveva e leggeva sotto una tenue luce e quando qualcuno gli faceva notare che fosse meglio per egli passare in un ufficio più spazioso e luminoso, egli rispondeva: no…no… va bene così, mi sento già abbastanza fortunato di essere qui e ringrazio la Gdf per avermi messo a disposizione quest’ufficio e non smetterò mai di ringraziarli per avermi concesso la possibilità di vivere dentro la loro caserma”!!! Sì… egli non avrebbe mai osato chiedere per se nulla di più!!!

Già… egli si accontentava di quella poca luce, chissà ripesandoci mi viene da aggiungere: forse perché egli… brillava già di luce propria!!!

Ed ancora, come non ricordare quei momenti in cui trascorreva il proprio tempo esclusivamente tra la caserma della Gdf ed il Palazzo di Giustizia, evitando – quando vi giungeva – di frequentava quello stesso l Bar, proprio per evitare che ci fosse la possibilità – se pur remota –   che venisse visto accanto a qualche personaggio che non doveva esserci oppure fosse avvicinato da un qualche avvocato… difensore proprio di quei boss mafiosi!!!

Sì… sono in molti oggi – tra quei suoi colleghi – a dover prendere esempio da egli, non tanto per quel suo modo di vivere in totale clausura, ma perché grazie proprio a quel suo impegno professionale che oggi, una parte di quella magistratura, può ancora andare fiera!!!

Vedrete… se continua così, avremo un secondo lock-down!!!

I dati che stanno arrivando in questi giorni non sono per nulla confortanti, infatti sembra che nessuna regione sia immune dal Covid-19, che aumenta ogni giorno i positivi e i ricoverati…

Va detto altresì che non sono ancora iniziate le lezioni per migliaia e migliaia di ragazzi di tutte le classi scolastiche ed anche universitarie, con insegnanti, studenti e personale addetto di cui nessuno ha valutato attraverso l’esito di tamponi, le loro reali condizioni di salute… 

Molti di loro potrebbero asintomatici positivi e quindi capaci di trasmettere il virus senza aver avvertito il minimo segnale di malessere…  

E cosa dire di tutte quelle attività commerciali che in questi mesi hanno dato il massimo per recuperare economicamente un anno disastroso…

Vedrete, finirà come a inizi di Marzo, di queste attività resteranno aperti esclusivamente i supermercati e le farmacie, mentre il resto ahimè dovrà nuovamente chiudere con le conseguenze che già conosciamo… 

La cosa più grave resta comunque la diffusione dei contagi e le conseguenza a livello sanitario che dimostrano ancora oggi la propria inadeguatezza, in particolare l’aumento di ricoveri per covid, evidenzia come la maggior parte degli ospedali, sono costretti a limitare l’ingresso a tutti gli altri pazienti affetti di patologie diverse, anch’esse gravi…   

Fintanto che il vaccino non verrà messo in commercio dovremmo combattere con questa condizione di emergenza sanitaria e sono poche le soluzioni per rimanere immuni, se non adottare quelle uniche precauzioni come la mascherina, lavarsi le mani, evitare assembramenti e locali al chiuso, proteggendosi dai rischi contagio rimanendo a casa…

Come avevo scritto alcuni mesi fa, questo virus (appositamente creato in laboratorio… )  avrebbe dovuto “eliminare” ( per ragioni a noi sconosciute…) quasi un miliardo di persone ed a leggere i numeri che giungono dal mondo,sembra che per l’appunto ci siamo arrivati, anche perché da quei dati ufficiali mancano tutte le centinaia di miglia di vittime (ufficiose…) mai dichiarate…

Cosa dire… incrociamo le dite e speriamo in bene, perché un nuovo lock-down rappresenterebbe una vera catastrofe per il nostro Paese, perché difficilmente a questa seconda grave circostanza, potremmo avere ancora la forza di rialzarci…   

Vedrete… se continua così, avremo un secondo lock-down!!!

I dati che stanno arrivando in questi giorni non sono per nulla confortanti, infatti sembra che nessuna regione sia immune dal Covid-19, che aumenta ogni giorno i positivi e i ricoverati…

Va detto altresì che non sono ancora iniziate le lezioni per migliaia e migliaia di ragazzi di tutte le classi scolastiche ed anche universitarie, con insegnanti, studenti e personale addetto di cui nessuno ha valutato attraverso l’esito di tamponi, le loro reali condizioni di salute… 

Molti di loro potrebbero asintomatici positivi e quindi capaci di trasmettere il virus senza aver avvertito il minimo segnale di malessere…  

E cosa dire di tutte quelle attività commerciali che in questi mesi hanno dato il massimo per recuperare economicamente un anno disastroso…

Vedrete, finirà come a inizi di Marzo, di queste attività resteranno aperti esclusivamente i supermercati e le farmacie, mentre il resto ahimè dovrà nuovamente chiudere con le conseguenze che già conosciamo… 

La cosa più grave resta comunque la diffusione dei contagi e le conseguenza a livello sanitario che dimostrano ancora oggi la propria inadeguatezza, in particolare l’aumento di ricoveri per covid, evidenzia come la maggior parte degli ospedali, sono costretti a limitare l’ingresso a tutti gli altri pazienti affetti di patologie diverse, anch’esse gravi…   

Fintanto che il vaccino non verrà messo in commercio dovremmo combattere con questa condizione di emergenza sanitaria e sono poche le soluzioni per rimanere immuni, se non adottare quelle uniche precauzioni come la mascherina, lavarsi le mani, evitare assembramenti e locali al chiuso, proteggendosi dai rischi contagio rimanendo a casa…

Come avevo scritto alcuni mesi fa, questo virus (appositamente creato in laboratorio… )  avrebbe dovuto “eliminare” ( per ragioni a noi sconosciute…) quasi un miliardo di persone ed a leggere i numeri che giungono dal mondo,sembra che per l’appunto ci siamo arrivati, anche perché da quei dati ufficiali mancano tutte le centinaia di miglia di vittime (ufficiose…) mai dichiarate…

Cosa dire… incrociamo le dite e speriamo in bene, perché un nuovo lock-down rappresenterebbe una vera catastrofe per il nostro Paese, perché difficilmente a questa seconda grave circostanza, potremmo avere ancora la forza di rialzarci…   

Vi è un rapporto stretto che lega l’economia di questa terra con gli apparati istituzionali ed ha purtroppo come variabile la mafia!!!

Ovviamente quando parlo di legame non mi riferisco a quelle volgarizzazioni che ogni giorno vengono puntualmente riproposte anche dal mio più semplice conterraneo…

Già… quante volte per strada sentiamo dire queste parole “mpare… tu no sai cu sugnu iu, ma u sai a cu appettegnu, a me famigghia ie… e cumannu tuttu u qutteri di…“, sì… in particolare durante la più semplice lite, e già quanto sopra fa comprendere come vi sia di fatto – se pur in maniera indiretta – un forte legame con quell’associazione criminale…

Ma la mafia… quella con la M maiuscola è un’altra cosa!!!

Già… potremmo dire che essa è un qualcosa di intangibile, quasi fosse evanescente, silenziosa…  ma fortemente concreta e ben inserita in tutti gli apparati della società, ahimè anche in quelli istituzionali…

Una cosa è certa, la Mafia esiste, comanda, e con i propri tentacoli s’inserisci in tutti gli squarci lasciati dallo Stato… e a poco o nulla servono quegli sterili tentativi di contrastarla con la cultura dei cortei, con quella esigua partecipazione che serve solo ad attirare l’attenzione mediatica per un giorno, ma già l’indomani nessuno se ne ricorda più…

Ancor meno serve credere che soltanto attraverso la cultura della legalità si possa cambiare questa nostra terra “infetta”, fintanto che ai nostri giovani (e non soltanto a loro…), non viene concessa alcuna opportunità di scegliere, di decidere quale strada percorrere, se quella della legalità o quella del malaffare…

D’altro canto, se non si offre quanto si necessità, se non si da ai nostri ragazzi la possibilità di una concreta occupazione, ditemi… in quale modo si spera di cambiare questa insita cultura mafiosa e clientelare???

Certo questo è un periodo strano, la pandemia ha difatti determinato una forma di stasi in quasi tutti i settori della nostra economia… ma non solo, potremmo dire che questa è una delle poche volte in cui i tempi della politica non coincidono con quelli di “cosa nostra“!!!

Certo… a causa dell’emergenza Covid-19 il legame tra le due parti si era rinsaldato….

Infatti, la crisi sanitaria aveva in un qualche modo riunito gli interessi di ciascuna delle parti, da un lato un governo nazionale che riceveva dall’interno delle carceri e nella maggior parte delle città ormai “vuote”, quel necessario comportamento imperturbabile e pacato, indispensabile in un periodo di difficoltà, sia per quanto concerne il controllo del territorio che epr garantirne la sua sicurezza, di contro, la criminalità organizzata, otteneva nel massimo riserbo le prime scarcerazioni, anche di coloro che si trovavano di fatto al 41 bis… 

Certo… bisogna ammetterlo, dopo le forti critiche ricevute… ecco che improvvisamente la presenza dello Stato è aumentata, ma per quanti sforzi essa compie, si ha come l’impressione che alla fine nulla accade e che tutto resti come sempre inalterato…

Vi è un rapporto stretto che lega l'economia di questa terra con gli apparati istituzionali ed ha purtroppo come variabile la mafia!!!

Ovviamente quando parlo di legame non mi riferisco a quelle volgarizzazioni che ogni giorno vengono puntualmente riproposte anche dal mio più semplice conterraneo…

Già… quante volte per strada sentiamo dire queste parole “mpare… tu no sai cu sugnu iu, ma u sai a cu appettegnu, a me famigghia ie… e cumannu tuttu u qutteri di…“, sì… in particolare durante la più semplice lite, e già quanto sopra fa comprendere come vi sia di fatto – se pur in maniera indiretta – un forte legame con quell’associazione criminale…

Ma la mafia… quella con la M maiuscola è un’altra cosa!!!

Già… potremmo dire che essa è un qualcosa di intangibile, quasi fosse evanescente, silenziosa…  ma fortemente concreta e ben inserita in tutti gli apparati della società, ahimè anche in quelli istituzionali…

Una cosa è certa, la Mafia esiste, comanda, e con i propri tentacoli s’inserisci in tutti gli squarci lasciati dallo Stato… e a poco o nulla servono quegli sterili tentativi di contrastarla con la cultura dei cortei, con quella esigua partecipazione che serve solo ad attirare l’attenzione mediatica per un giorno, ma già l’indomani nessuno se ne ricorda più…

Ancor meno serve credere che soltanto attraverso la cultura della legalità si possa cambiare questa nostra terra “infetta”, fintanto che ai nostri giovani (e non soltanto a loro…), non viene concessa alcuna opportunità di scegliere, di decidere quale strada percorrere, se quella della legalità o quella del malaffare…

D’altro canto, se non si offre quanto si necessità, se non si da ai nostri ragazzi la possibilità di una concreta occupazione, ditemi… in quale modo si spera di cambiare questa insita cultura mafiosa e clientelare???

Certo questo è un periodo strano, la pandemia ha difatti determinato una forma di stasi in quasi tutti i settori della nostra economia… ma non solo, potremmo dire che questa è una delle poche volte in cui i tempi della politica non coincidono con quelli di “cosa nostra“!!!

Certo… a causa dell’emergenza Covid-19 il legame tra le due parti si era rinsaldato….

Infatti, la crisi sanitaria aveva in un qualche modo riunito gli interessi di ciascuna delle parti…

Da un lato un governo nazionale che riceveva dall’interno delle carceri e nella maggior parte delle città ormai “svuotate”, quell’indispensabile comportamento imperturbabile e pacato, fondamentale in un periodo di grave difficoltà, sia per quanto concerne il controllo del territorio che per garantirne la sicurezza, di contro, la criminalità organizzata, otteneva nel massimo riserbo le prime scarcerazioni, anche di coloro che si trovavano di fatto al 41 bis!!! 

Certo… bisogna ammetterlo, dopo le forti critiche ricevute… ecco che improvvisamente la presenza dello Stato è aumentata, ma per quanti sforzi essa compie, si ha come l’impressione che nulla cambi e che tutto resti come sempre inalterato…

Una commissione tiene in ostaggio un’intera regione!!!

Le imprese pagano migliaia di euro per farsi istruire il progetto e poi la commissione non lo esamina oppure lo rigetta con giustificazioni assurde…

Ho letto di casi in cui è stato richiesto un piano di monitoraggio “ante-operam” quando la cava esiste già da decenni e la richiesta è relativa a un progetto di rinnovo per il completamento di un piano di coltivazione originariamente approvato. 

Oppure si chiede l’individuazione delle aree di accantonamento del materiale di scarto quando, così come indicato nello studio di incidenza, “l’attività estrattiva e di trattamento della pietra, non produce rifiuti o scarti, visto che la materia prima è sfruttabile sia per la produzione di massi che di tout venant di cava per la produzione di aggregati lapidei”. 

Lo studio trasmesso all’assessorato contiene una trentina di casi per spiegare nel dettaglio le anomalie riscontrate che stanno creando notevoli problemi a un comparto che fattura oltre 250 milioni di euro di prodotto, dei quali 141 destinati all’estero, e occupa 9.887 addetti in circa 500 cave in esercizio… 

Eco perché la sezione Marmo di Sicindustria, insieme con il Consorzio della Pietra lavica dell’Etna e il Consicav, il Consorzio siciliano cavatori, hanno inviato una nota all’assessore Toto Cordaro, per chiedere un incontro alla Regione “al fine di formulare soluzioni urgenti da mettere in campo”, ma, soprattutto, per spiegare attraverso l’analisi puntuale e dettagliata di numerosi casi concreti, come “oltre che dal punto di vista statistico, l’attività della Cts desti molte perplessità anche sul versante delle motivazioni addotte”. Sostanzialmente, si legge nella nota, “viene sacrificato sull’altare della produttività dei pareri l’esame più dettagliato, approfondito e specifico commisurato al singolo progetto. 

“Avere centinaia di pareri non serve a nulla se la risposta data all’utenza è generica, grossolana e non tiene conto delle situazioni specifiche, non possiamo sottacere – conclude la nota – le situazioni di blocco in cui si trovano le imprese che, inevitabilmente si traducono in perdite economiche, difficoltà gestionali causate dall’indeterminatezza dei tempi burocratici e dall’aleatorietà degli esiti autorizzativi”. 

Una commissione tiene in ostaggio un’intera regione!!!

Le imprese pagano migliaia di euro per farsi istruire il progetto e poi la commissione non lo esamina oppure lo rigetta con giustificazioni assurde…

Ho letto di casi in cui è stato richiesto un piano di monitoraggio “ante-operam” quando la cava esiste già da decenni e la richiesta è relativa a un progetto di rinnovo per il completamento di un piano di coltivazione originariamente approvato. 

Oppure si chiede l’individuazione delle aree di accantonamento del materiale di scarto quando, così come indicato nello studio di incidenza, “l’attività estrattiva e di trattamento della pietra, non produce rifiuti o scarti, visto che la materia prima è sfruttabile sia per la produzione di massi che di tout venant di cava per la produzione di aggregati lapidei”. 

Lo studio trasmesso all’assessorato contiene una trentina di casi per spiegare nel dettaglio le anomalie riscontrate che stanno creando notevoli problemi a un comparto che fattura oltre 250 milioni di euro di prodotto, dei quali 141 destinati all’estero, e occupa 9.887 addetti in circa 500 cave in esercizio… 

Eco perché la sezione Marmo di Sicindustria, insieme con il Consorzio della Pietra lavica dell’Etna e il Consicav, il Consorzio siciliano cavatori, hanno inviato una nota all’assessore Toto Cordaro, per chiedere un incontro alla Regione “al fine di formulare soluzioni urgenti da mettere in campo”, ma, soprattutto, per spiegare attraverso l’analisi puntuale e dettagliata di numerosi casi concreti, come “oltre che dal punto di vista statistico, l’attività della Cts desti molte perplessità anche sul versante delle motivazioni addotte”. Sostanzialmente, si legge nella nota, “viene sacrificato sull’altare della produttività dei pareri l’esame più dettagliato, approfondito e specifico commisurato al singolo progetto. 

“Avere centinaia di pareri non serve a nulla se la risposta data all’utenza è generica, grossolana e non tiene conto delle situazioni specifiche, non possiamo sottacere – conclude la nota – le situazioni di blocco in cui si trovano le imprese che, inevitabilmente si traducono in perdite economiche, difficoltà gestionali causate dall’indeterminatezza dei tempi burocratici e dall’aleatorietà degli esiti autorizzativi”. 

Finalmente… ora mi è tutto chiaro!!!


Ricordate il post scritto dal sottoscritto nel mese di luglio intitolato: “ARS: una seduta al limite di una normativa “inammissibile”!!! Ma poi perché… forse per favorire qualcuno??? E chi…” al link: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/07/ars-una-seduta-al-limite-di-una.html 

Ecco, a distanza di due mesi ho scoperto a chi si riferiva quella seduta a Palazzo D’Orleans, grazie all’articolo scritto da Simone Olivelli e pubblicato in questi giorni su “Meridione News” ove viene riportato quanto segue : “all’ormai ex dirigente generale del dipartimento Energia Tuccio D’Urso, da poco in pensione e protagonista nelle ultime settimane di un’accesa polemica con i deputati che hanno bocciato la proroga del suo contratto, proposta da Nello Musumeci”.
Certo, la circostanza che più mi ha colpito ( e che da seguito a quanto proprio ieri il sottoscritto aveva scritto su quel settore lapideo, con riferimento alle numerose pratiche sospese ed altre in procinto di essere ancora esaminate ) è raccolta in quella nota dell’Associazione “Sicilia Antica“: In una terra martoriata da collaborazioni e trattative con la criminalità organizzata, all’Assessorato non importa neanche che gli sia (a Pecorino, ndr) stata assicurata, tramite apposito contratto, la partecipazione agli utili derivanti dal libero utilizzo del materiale inerte”!!!
L’associazione infatti continuando, critica anche la prescrizione data dall’ex Dirigente del Dipartimento Energia Tuccio D’Urso alla Società “Fassa Bortolo”: diretta a eliminare tutte le clausole o patti accessori che possano produrre qualsivoglia effetto giuridico nei confronti dei Pecorino. Una revisione del contratto che secondo Sicilia Antica sarebbe anomala”.
Non so che dire… certo che in tutta questa vicenda, a cominciare da quella seduta all’Ars a quanto ora emerso sulla revoca delle autorizzazioni della società trevigiana, pone al sottoscritto e forse anche a ciascuno di voi dei grossi dubbi… e chissà, forse tra qualche mese “qualcuno” farà definitivamente luce su tutta questa vicenda e non è detto forse… anche su qualcos’altro!!!  

Finalmente… ora mi è tutto chiaro!!!


Ricordate il post scritto dal sottoscritto nel mese di luglio intitolato: “ARS: una seduta al limite di una normativa “inammissibile”!!! Ma poi perché… forse per favorire qualcuno??? E chi…” al link: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/07/ars-una-seduta-al-limite-di-una.html 

Ecco, a distanza di due mesi ho scoperto a chi si riferiva quella seduta a Palazzo D’Orleans, grazie all’articolo scritto da Simone Olivelli e pubblicato in questi giorni su “Meridione News” ove viene riportato quanto segue : “all’ormai ex dirigente generale del dipartimento Energia Tuccio D’Urso, da poco in pensione e protagonista nelle ultime settimane di un’accesa polemica con i deputati che hanno bocciato la proroga del suo contratto, proposta da Nello Musumeci”.
Certo, la circostanza che più mi ha colpito ( e che da seguito a quanto proprio ieri il sottoscritto aveva scritto su quel settore lapideo, con riferimento alle numerose pratiche sospese ed altre in procinto di essere ancora esaminate ) è raccolta in quella nota dell’Associazione “Sicilia Antica“: In una terra martoriata da collaborazioni e trattative con la criminalità organizzata, all’Assessorato non importa neanche che gli sia (a Pecorino, ndr) stata assicurata, tramite apposito contratto, la partecipazione agli utili derivanti dal libero utilizzo del materiale inerte”!!!
L’associazione infatti continuando, critica anche la prescrizione data dall’ex Dirigente del Dipartimento Energia Tuccio D’Urso alla Società “Fassa Bortolo”: diretta a eliminare tutte le clausole o patti accessori che possano produrre qualsivoglia effetto giuridico nei confronti dei Pecorino. Una revisione del contratto che secondo Sicilia Antica sarebbe anomala”.
Non so che dire… certo che in tutta questa vicenda, a cominciare da quella seduta all’Ars a quanto ora emerso sulla revoca delle autorizzazioni della società trevigiana, pone al sottoscritto e forse anche a ciascuno di voi dei grossi dubbi… e chissà, forse tra qualche mese “qualcuno” farà definitivamente luce su tutta questa vicenda e non è detto forse… anche su qualcos’altro!!!  

Basterebbe leggere i numeri del fatturato di questi mesi, per comprendere – grazie al Covid – quali imprese sono affiliate alla criminalità e quali viceversa no!!!

Infatti… mentre la maggior parte delle imprese a causa della pandemia sta sopravvivendo e purtroppo molte di esse purtroppo hanno dovuto chiudere la propria attività, viceversa, quelle legate alla criminalità organizzata, hanno incrementato i propri fatturati e soprattutto hanno potuto acquistare (grazie alla liquidità di provenienza illecita…) proprio quelle società che fino a pochi mesi fa le erano concorrenti dirette, già in quelle loro produzioni!!!

Ma come riportavo sopra, qualcuno dovrebbe leggersi quei numeri… sarà forse perché il personale addetto a quei controlli è ancora esiguo e così tutto procede nella normalità, già… come se nulla fosse, nel frattempo l’illegalità e le società affiliate alla criminalità organizzata prendono possesso della società civile, ahimè tra il silenzio generale…

Ma d’altronde ditemi, chi dovrebbe gridare allo scandalo o a quanto sta accadendo, già ditemi… forse coloro che con quel sistema ci campano???

Ed allora… ecco che la mafia – si quella che ancora oggi in molti credono come fosse un’entità distante o ancor peggio “distaccatadalla propria quotidianità – prende il sopravvento sul territorio, controlla e gestisce il livello occupazionale, favorisce quella influenza personale o societaria con i propri referenti politici, distrugge attraverso i media quanti provano a contrastare quelle loro metodologie, ed infine impone a tutti quel potere sociale di cui ormai gode…

E lo Stato??? Sì lo Stato c’è… è presente, anzi posso dire che mai come in quest periodo il controllo del territorio è capillare, lo si vede per strada, già… non vi è strada in questi giorni cui non si vedono auto della polizia, carabinieri, gdf, guardie municipali e quant’altro… 

Infatti, dopo anni in cui non s’incontrava nessuno di loro, ora improvvisamente questa presenza massiccia di agenti quasi mi preoccupa o per meglio dire m’insospettisce, sì…è come se qualcosa non andasse o meglio che vi sia sia qualcosa di celato di cui noi semplici cittadini non siamo a conoscenza e che determina di fatto quella loro assidua presenza e di conseguenza quei controlli a tappeto… 

Certo… non posso che dire di essere fortemente entusiasta nel vedere queste pattuglie per le nostre strade e tutti quei posti di controllo…

D’altronde da sempre il sottoscritto invoca alle istituzioni maggiore prevenzione e quindi più sicurezza affinché possa essere garantita ai cittadini una maggiore serenità…

Ed allora è tempo per quei funzionari di leggersi le carte societarie e comprendere da esse chi è andato in difficoltà in questi mesi e chi di contro, grazie all’emergenza sanitaria ci ha guadagnato e partire da lì, sì… da quei numeri!!!

Vedrete… basterà recarsi in quelle loro sedi sociali per scoprire come probabilmente in quel loro modo di operare, qualcosa non funziona perfettamente o non è in ordine…

Speriamo che qualcuno ci pensi… prima che sia troppo tardi!!!